Alterpiano rifiuti a combustione zero
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Alterpiano rifiuti a combustione zero

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Alterpiano rifiuti per ATO CENTRO TOSCANA.

Alterpiano rifiuti per ATO CENTRO TOSCANA.
Rifiuti zero a combustione zero
A cura comitato no inceneritori della piana FI-PO-PT

Info : http://firenze5stelle.com/

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Alterpiano rifiuti a combustione zero Presentation Transcript

  • 1. Schema diALTERPIANO PER ATO CENTRO TOSCANA A COMBUSTIONE ZEROA RESPONSABILITA ESTESA DI PRODUTTORI E ABITANTI
  • 2. ALTERPIANO APERTO DA COSTRUIRE●
  • 3. PUNTI CHIAVE
  • 4. UN MUCCHIO DI RIFIUTI CHE VIENE INCENERITO PUÒ ESSEREBRUCIATO UNA SOLA VOLTAL’ INCENERIMENTO DEI RIFIUTI E’ LA MODALITA’ DITRATTAMENTO DEI RIFIUTI CHE DISTRUGGE PIU’ MATERIA-ENERGIA-INFORMAZIONE E RENDE NON PIU’ DISPONIBILI PERULTERIORI UTILIZZI LA MATERIA E L’ ENERGIA INCORPORATENEI PRODOTTI
  • 5. DAL PUNTO DI VISTA SANITARIO, UNA CORRETTA GESTIONEDEL CICLO DEI RIFIUTI NON DOVREBBE ASSOLUTAMENTEPREVEDERE IL LORO INCENERIMENTOCOSTI DELL’ INCENERIMENTO SONO NUMEROSI E ALTI. IL PIU’ALTO ED INIQUO E’ IL COSTO SANITARIOGLI INCENERITORI EMETTONO UN COSPICUO NUMERO DISOSTANZE TOSSICHE E CANCEROGENEPROVOCANO LA PRODUZIONE DI CENERI PESANTI E LEGGERE:VERI E PROPRI “RIFIUTI SPECIALI” AD ALTO CONTENUTO DIDIOSSINA, CHE RAPPRESENTANO IL 15-30% DEL RIFIUTOCOMBUSTIBILE USATO E CHE DEVONO ESSERE SMALTITE INDISCARICHE SPECIALIGLI ABITANTI ED I LAVORATORI DELLA “ INTOSSICATA” PIANAFIRENZE-PRATO-PISTOIA, COME POTREBBERO SOPPORTARE LULTERIORE CARICO DI INQUINAMENTO DELLINCENERITORE DICASE PASSERINI O DI TESTI ? O CONTINUARE A SOPPORTARELE TOSSICITÀ PRODOTTE DAGLI INCENERITORI DI MONTALE E DISELVAPIANA ?
  • 6. TRA LE ALTRE ASSURDITÀ, UN INCENERITORE PRELEVACOMPLESSIVAMENTE : 1.791.000 MC/ANNO DI ACQUA PARI A4.181 LITRI PER TONNELLATA DI RIFIUTI (4,181 MC PERTONNELLATA DI RIFIUTI)UNA SITUAZIONE DI SPRECO ASSOLUTAMENTEINSOPPORTABILE E NON PIU’ ACCETTABILE
  • 7. COSTI DI FUNZIONAMENTO DI UN INCENERITORE SONOENORMEMENTE PIÙ ALTI DI QUALSIASI ALTRO TRATTAMENTONON COMBUSTIONE. SOLO GLI ONERI FINANZIARI PER GLIANTICIPI BANCARI AMMONTANO A 164,69 EURO/TONNELLATASENZA I CERTIFICATI VERDI CHE IN ITALIA VENGONO DONATI INMODO TRUFFALDINO ALLA LOBBY DELL’ INCENERIMENTO, GLIINCENERITORI CHIUDEREBBERO
  • 8. IL CICLO RICICLAGGIO-RIUTILIZZO DALLA CULLA ALLA CULLAPORTA UNA OCCUPAZIONE PULITA E DUREVOLE. SENZACONSIDERARE L’ AVVIO DI UNA ECONOMIA DEL RICICLAGGIO EDELLA RIDUZIONE DEI PRELIEVI DI MATERIALI ED ENERGIA( RIDUZIONE PRODUZIONE RIFIUTI )IL SOLO FLUSSO OCCUPAZIONE DELLE RACCOLTEDIFFERENZIATE PORTA AD UNA AGGIUNTA OCCUPAZIONALE DI 1LAVORATORE OGNI 1000 ABITANTI. IN ATO TOSCANA CENTRONELL’ IMMEDIATO INTORNO AI 2.000 NUOVI POSTI DI LAVORO
  • 9. LALTERPIANO DI GESTIONE DEI RIFIUTI IN ATO TOSCANACENTRO, SI BASA SU UN USO COERENTE ED EFFICACE DELLENORMATIVE COMUNITARIE, NAZIONALI E REGIONALI, E ADIFFERENZA DEL PIANO INTERPROVINCIALE DELLATO TOSCANACENTRO, NON AGGIUNGERÀ INQUINAMENTO, NONDISTRUGGERÀ LA MATERIA, AUMENTERÀ LOCCUPAZIONE, CONMINORI COSTI DI GESTIONE
  • 10. È VERO CHE LA MATERIA E LE FONTI ENERGETICHE NONRINNOVABILI NON SONO SOLO SCARSE MA ANCHEESAURIBILI E DEGRADABILI, NON SONO NÉ SCARSE NÉDEGRADABILI LA CONOSCENZA, LA CREATIVITÀ, IL LAVORO ELA PROGETTUALITÀ UMANE INTESE COME RELAZIONEVIRTUOSA DI USO DELLA NATURAE’ PRECISAMENTE LA MOBILITAZIONE E LA CONDIVISIONESOCIALE DI QUESTA ECCEDENZA DI CREATIVITÀ, DIPROGETTUALITA’, DI PRATICHE VIRTUOSE NELLA GESTIONE DEIRESIDUI, DI ATTIVITA’ UMANE VOLTE ALLA COSTRUZIONE DI UNAECONOMIA LOCALE NON DISTRUTTIVA - UNA ECCEDENZAQUALITATIVA NON RIDUCIBILE ALLE LOGICHE ASTRATTE DELP.I.L. E NON DISPONIBILE AD ESSERE DEPOTENZIATA - CHE ÈALLA BASE DI ALTERPIANO
  • 11. ALTERPIANO SI BASA SULLA NECESSITÀ DI AVVIARE PROCESSIVIRTUOSI A CICLO CHIUSO IN CUI GLI SCARTI DIVENTANO BASEE INPUT PER ALTRI PROCESSI PRODUTTIVI. DA QUESTO PUNTODI VISTA SI TRATTA DI PARTIRE DALLE QUATTRO FRAZIONI CHEVANNO A SMALTIMENTO ( FRAZIONE SECCA RESIDUA, FRAZIONERIFIUTI INGOMBRANTI, SPAZZATURA STRADALE, RESIDUI DELLASELEZIONE DELLE FRAZIONI SECCHE RICICLABILI : LATTINE,VETRO, PLASTICHE, CARTA, CARTONE…) ATTRAVERSO AZIONI DIRIPARAZIONE, RICERCA, RIPROGETTAZIONECOSTRUZIONE DI ATO TOSCANA CENTRO COME DISTRETTO DELRICICLAGGIO
  • 12. CENTRALITA’ DEGLI ASPETTI GESTIONALI E ORGANIZZATIVI* PROPOSTA DI CAMBIAMENTO VERSO UNA MODALITÀORGANIZZATIVA A RETE PER LA GESTIONE DEI RIFIUTI URBANI EASSIMILATI A LIVELLO DI ATO* COSTITUZIONE DI UNA “AGENZIA A DIFESA DELLA MATERIA EDELLA SALUTE UMANA” STRUTTURA IN GRADO DI FORNIREGLI OBIETTIVI GENERALI E SPECIFICI, LE LINEE GUIDA, I ME-TODIE I PROCESSI, GLI OBIETTIVI DI QUALITÀ*ATTIVITÀ DI SERVIZIO ORIENTATE A SPECIALIZZAZIONIFLESSIBILI ( ECONOMIA DI SCOPO) CHE COPRONO LE ATTIVITÀDI SERVIZIO PIÙ VICINE E LEGATE AL TERRITORIO, COME LEIMPRESE DI RACCOLTA, TRASPORTO E SMALTIMENTO DEIRIFIUTI
  • 13. * COSTITUZIONE DI NODI (IMPRESE, COOPERATIVE,ORGANIZZAZIONI DI BASE DEGLI ABITANTI ) SEMPRE ORIENTATI AIRISULTATI, AUTOREGOLATI, RELATI-VAMENTE AUTONOMI, CAPACIDI COOPERARE FACILMENTE CON GLI ALTRI E DI INTERPRETARE LEESIGENZE E I CONFLITTI DEL TERRITORIO. INTERAZIONE,AUTONOMIA, CONNESSIONI SINERGICHE*ASSUNZIONE E IMPOSIZIONE NEL PIANO ATO TOSCANA CENTRODEL PRINCIPIO DELLA RESPONSABILITÀ ESTESA E CONDIVISA DEIPRODUTTORI, SECONDO QUANTO DELINEANO ANCHE LE NORMECOMUNITARIE* AZIONI PER REALIZZARE UNA ESTESA DEASSIMILAZIONE DEIRIFIUTI INDUSTRIALI, ARTIGIANALI ECC. AI RIFIUTI URBANI
  • 14. * COSTITUZIONE DI NODI (IMPRESE, COOPERATIVE,ORGANIZZAZIONI DI BASE DEGLI ABITANTI ) SEMPREORIENTATI AI RISULTATI, AUTOREGOLATI, RELATI-VAMENTEAUTONOMI, CAPACI DI COOPERARE FACILMENTE CON GLIALTRI E DI INTERPRETARE LE ESIGENZE E I CONFLITTI DELTERRITORIO. INTERAZIONE, AUTONOMIA, CONNESSIONISINERGICHE* ASSUNZIONE E IMPOSIZIONE NEL PIANO ATO TOSCANACENTRO DEL PRINCIPIO DELLA RESPONSABILITÀ ESTESAE CONDIVISA DEI PRODUTTORI, SECONDO QUANTODELINEANO ANCHE LE NORME COMUNITARIE.* AZIONI PER REALIZZARE UNA ESTESA DEASSIMILAZIONE DEI RIFIUTI INDUSTRIALI, ARTIGIANALI ECC. AI RIFIUTIURBANI
  • 15. la “Direttiva 2008/98/CE del Parlamento Europeo e delConsiglio del 19 novembre 2008 relativa ai rifiuti e cheabroga alcune direttive” definisce su basi rinnovate unaspecifica gerarchia per la gestione dei rifiuti attraverso ilseguente ordine di priorità:a) prevenzione della produzione;b) preparazione per il riutilizzo;c) riciclaggio;d) recupero di altro tipo (ad es. energetico);e) smaltimento.
  • 16. pone come FINALITA’ la protezione della salute umana edell’ambientecome OBIETTIVO GENERALE e operativo la costruzione di unaSocietà europea del riciclaggio.Questa finalità è raggiungibile attraverso un duplice programma cheviene posto come irrinunciabile :risparmio di materia : drastica riduzione dell’utilizzo di riservematerialiriduzione al minimo delle conseguenze negative dellaproduzione e della gestione dei rifiuti per la salute umana eper l’ ambiente, attraverso appunto una efficace applicazione dellanuova gerarchia dei rifiutiIn questo modo viene assunta nei fatti la priorità del riutilizzo dellamateria rispetto alla produzione di calore e successivamente di energiaelettrica
  • 17. Nell’ ordinamento italiano, il Dlgs 3 dicembre 2010 n° 205che detta disposizioni di attuazione della Direttiva 200/98/CE, èse possibile ancora più chiaro* All’art. 179 del d.lgs n. 152/2006 come modificato dal d.lgs n.205/2010, dopo aver richiamato la nuova gerarchia dei rifiuti, alcomma 6 dispone che“NEL RISPETTO DELLA GERARCHIA DEL TRATTAMENTODEI RIFIUTI LE MISURE DIRETTE AL RECUPERO DEI RIFIUTIMEDIANTE LA PREPARAZIONE PER IL RIUTILIZZO, ILRICICLAGGIO O OGNI ALTRA OPERAZIONE DI RECUPERODI MATERIA SONO ADOTTATE CON PRIORITÀ RISPETTOALL’ USO DEI RIFIUTI COME FONTE DI ENERGIA”;* all’ art. 178-bis viene richiamata la responsabilità estesadel produttore, al fine di “rafforzare la prevenzione e facilitarel’ utilizzo efficiente delle risorse durante l’ intero ciclo di vita,comprese le fasi di riutilizzo, riciclaggio e recupero deirifiuti……..”
  • 18. Nell’ ordinamento italiano, il Dlgs 3 dicembre 2010 n° 205 chedetta disposizioni di attuazione della Direttiva 200/98/CE, è se possibileancora più chiaro.* All’art. 179 del d.lgs n. 152/2006 come modificato dal d.lgs n.205/2010, dopo aver richiamato la nuova gerarchia dei rifiuti, al comma6 dispone che“NEL RISPETTO DELLA GERARCHIA DEL TRATTAMENTO DEIRIFIUTI LE MISURE DIRETTE AL RECUPERO DEI RIFIUTIMEDIANTE LA PREPARAZIONE PER IL RIUTILIZZO, ILRICICLAGGIO O OGNI ALTRA OPERAZIONE DI RECUPERO DIMATERIA SONO ADOTTATE CON PRIORITÀ RISPETTO ALL’USO DEI RIFIUTI COME FONTE DI ENERGIA”;* all’ art. 178-bis viene richiamata la responsabilità estesa delproduttore, al fine di “rafforzare la prevenzione e facilitare l’ utilizzoefficiente delle risorse durante l’ intero ciclo di vita, comprese le fasi diriutilizzo, riciclaggio e recupero dei rifiuti……..”
  • 19. L’ ORIZZONTE DI ALTERPIANO * L’ opposizione all’ attuale gestione dei rifiuti basata appuntosulla logica dell’ incenerimento è per noi sacrosantaUna logica che non ha, tra l’ altro, alcun senso economico dal momentoche non abbiamo più la disponibilità di fonti energetiche fossili a bassiprezzi, ma una economia con scarsità di fonti fossili e di riserve dimateriali, basata sullo smaltimento di scarti usa e getta* Diciamo NO all’ incenerimento nelle sue varie versioni perragioni sanitarie ed economiche, sostenendo l’ assurdità dinuovi inceneritori come quelli previsti a Case Passerini e aTesti, e la necessità dell’ immediata chiusura dei vecchiinceneritori di Montale e di Selvapiana/Rufina, unitamente aquella degli impianti di coincenerimento (ad es. cementifici) eincenerimento di rifiuti industriali e di biomasse
  • 20. * ma forniamo risposte concrete, immediatamente realizzabili, sicure,secondo un progetto di mutamento del modo di produrre e di consumareUna serie di soluzioni in grado di generare nuova occupazione,risparmio di denaro pubblico e di riserve fisiche fondamentali equalità ambientale, in modo da far diventare lATOuna AGENZIA DI CURA DELLA SALUTE UMANA E DELLAMATERIAun CENTRO TERRITORIALE DI RICERCA E GESTIONE INRIPROGETTAZIONI E RICICLAGGIO
  • 21. Alterpiano a combustione zero per l’ ATO Toscana Centro nonvuole essere una soluzione chiavi in mano, ma propone uncambiamento ed una metodologia di partecipazioneeffettiva e concreta degli abitanti alle scelte e alle pratichegestionaliUna inversione di rotta che si oppone allaprivatizzazione dei servizi, basandosi invece su un uso euna gestione comune dei servizi e dei beni fondamentalicome la salute, il cibo sano, i materiali, l’ acqua, le fontienergetiche, il territorioUna soggettività che si è costituita negli anni che hacostruito dal basso esperienze di democrazia effettiva edi accrescimento di conoscenze e di saper fare semprepiù radicate, estese, efficaci
  • 22. Da questo punto di vista Alterpiano è un piano aperto, unoschema chiaramente orientato alla difesa della materia edella salute e come tale vuole essere vissuto, fatto evolvere,reso più efficace, completatoE’ su questa strada di partecipazione effettiva, diaccrescimento di conoscenze e di saperi pratici, quindi diresponsabilità, che intendiamo avviare una catena diprocessi che si avvalgono di materie prime prodotte dalprocesso precedente, copiando il ciclo vitale della natura, inuna visione che supera il concetto stesso di rifiuto
  • 23. E’ ormai assodato che l’ incenerimento dei rifiuti è la modalità ditrattamento che:1) provoca le più persistenti tossicità sul piano sanitario2) distrugge materiali e rende indisponibili la materia e l’ energiaincorporate nei prodotti d’ uso per ulteriori utilizzi3) ha costi più alti di qualsiasi altro trattamento ed è anche quelloche crea la minor quantità di posti di lavoroIn questo paragrafo facciamo una breve rassegna dei primi duepunti, per poi andare vedere come il PIANO INTERPROVINCIALEPREDISPOSTO PER L’ ATO TOSCANA CENTRO non riesca nonsolo a rispondere a questa situazione di allarme sanitario e di crisiambientale ed economica del territorio al quale il PianoInterprovinciale di riferisce, ma non si ponga nemmeno le domandegiuste e coerenti, violando così il nuovo quadro normativo definitodalla Direttiva Comunitaria 2008/98 e dal D.lgs 205/2010
  • 24. E’ PRECISAMENTE LA MOBILITAZIONE E LACONDIVISIONE SOCIALE DI QUESTA ECCEDENZA DICREATIVITÀ, DI PROGETTUALITA’, DI PRATICHEVIRTUOSE NELLA GESTIONE DEI RESIDUI, DI ATTIVITA’UMANE VOLTE ALLA COSTRUZIONE DI UNA ECONOMIALOCALE NON DISTRUTTIVAUNA ECCEDENZA QUALITATIVA NON RIDUCIBILE ALLELOGICHE ASTRATTE DEL P.I.L. E NON DISPONIBILEAD ESSERE DEPOTENZIATA - CHE È ALLA BASE DIALTERPIANO.
  • 25. Alla situazione di degrado, di tossicità e di inquinamento del territorio;alla distruzione di materia-energia-informazione e al caos dei rifiuti,ilPiano Interprovinciale ATO Toscana Centro non riesce ad affrontare talesituazioneIn questo Il Piano Ato Toscana Centro è arretrato non solo nei confronti delleprogettualità espresse dai comitati e dai movimenti, ma anche rispetto allebuone pratiche di alcune amministrazioni locali e aziende lungimiranti eviola le stesse norme comunitarie e nazionali che non hanno potuto fare ameno di cogliere il riverbero delle proposte e delle lotte territorialiIl Piano ATO Toscana Centro risponde con la vecchia cantilena delSistema integrato, in realtà del binomio inceneritore-discarica e viola lenorme comunitarie e nazionaliProseguendo in questo il “vulnus” perpretato con la VAS (ValutazioneAmbientale Strategica) che non valuta, confrontandoli nelle modalità enei costi, sistemi di gestione e di trattamento anche impiantistico tra lorodiversificatiLa VAS quindi è perlomeno monca e sicuramente inefficace
  • 26. Alterpiano in piena sintonia con le pratiche virtuose, lemigliori esperienze di aziende e amministrazioni lungimiranti ele potenzialità contenute nella Direttiva Comunitaria2008/98:PUNTA SUGLI ASPETTI ORGANIZZATIVI E GESTIONALIPIÙ CHE SUL DOGMA IMPIANTISTICO, PUR NELLACONSAPEVOLEZZA DELLA NECESSITÀ DI ALCUNEINFRASTRUTTURE RIFERITE UNICAMENTE ALLE FASIDEL RICICLAGGIO E DEL RIUTILIZZO, E DITRATTAMENTO DEI RESIDUI DEI RESIDUI, BLOCCANDOQUALSIASI PROGETTO DI IMPIANTI PESANTI, NOCIVI ENON NECESSARI, STANDO AI CONTI E ALLE NUOVEMODALITA’ GESTIONALI.
  • 27. La Direttiva Comunitaria all’ art. 4, comma 2 introduce la possibilità concreta di avviare cicli chiusi , attraverso l’ adozione di “opzioni che danno il miglior risultato ambientale complessivo”. Si tratta di azioni che aprono a programmi e metodologieinnovative nella direzione della salvaguardia delle materie prime e delle materie prime seconde, imponendo che nell’ applicare la gerarchia dei rifiuti devono essere adottate “ MISURE VOLTE A INCORAGGIARE LE OPZIONI CHE DANNO IL MIGLIOR RISULTATO AMBIENTALE COMPLESSIVO” ( comma 2, art. 4 della Direttiva Unione Europea 2008/98/CE ).
  • 28. COSTO RACCOLTE DIFFFERENZIATE DOMICILIARIZZATECosto pro capiteCon il 31% di Raccolta Differenziata : 131 Euro ab/annoCon il 45% di Raccolta Differenziata : 117 Euro ab/annoALCUNI ESEMPIVENETO:con il 53% di Raccolta Differenziata 99 Euro / ab / annoConsorzio TrevisoCon il 66% di Raccolta Differenziata 96 Euro/ab/annoConsorzio PriulaCon il 78% di Raccolta Differenziata 95 Euro /ab/anno
  • 29. COSTI- IMPIANTISTICA A CONFRONTOCartina di tornasole dell’ atteggiamento arretrato,riduttivo e iniquo del PIANO INTERPROVINCIALEATO TOSCANA CENTRO, è la riproposizione, a valle di pagine e pagine diindagini e di dati,dell’ IMPIANTISTICA A COMBUSTIONEEFFETTIVA dei precedenti piani provinciali diFirenze, Pistoia e Prato basate sul binomioinceneritori-discariche
  • 30. Inceneritori nuovi e in ampliamento :CASE PASSERINI, RUFINA, TESTI-termico, MONTALEper un costo stimato in Euro 191.186.338Impianti di pre-trattamento per incenerimento e discariche (CDR ealtro )costi stimati : Euro 26.607.005Discarichecosti stimati Euro 18.230.862Per un totale di Costi stimati pari a Euro 236.024.205a fronte di Euro 35.451.839 stimati per il compostaggio.
  • 31. Rispetto alle previste 350.000 tonnellate a incenerimento dal Pianointerprovinciale:Bruciamo qualcosa come 2.450.000 tonnellate di aria, un volumeimpressionante che ritroviamo nei dati dei fumi e di CO2 e nelleacque di scarico, con tutto il loro carico di veleni.Fumi anno = 2,1 miliardi di mc = 2.100.000.000 mc = 2.100 miliardi dilitri = 2.100.000.000.000 litriCO2 anno = 490 milioni di Kg = 490.000.000 di kg = 10.000 km per325.000 automobiliConsumo acqua anno = 1.400.000 mc = 1.4 miliardi di litriPer ogni tonnellata di rifiuti sono necessarie 4 tonnellate di acquaDiscarica per rifiuti speciali = 87.500 tDiscarica per rifiuti tossico-nocivi = 8.750 t
  • 32. COSTO ECONOMICO INCENERIMENTOCOSTO INVESTIMENTO UNITARIOIl costo va riferito a impianti che utilizzano BAT ( Best AvailableTecnology ), per esempio che non superino 0,1 nanogrammi /NM3 per diossine e furani.1500 Euro /t/anno di capacità operativa ( Costo investimentoSpecifico )Per 300.000 tonnellate annoCOSTO DI INVESTIMENTO UNITARIO : 400 MILIONI EUROSi deve inoltre calcolare l’ Incidenza Euro / tonnellata trattata di :AcquaSmaltimento acque reflueCosto personaleCosto consulenzeCosto analisi delle emissioniCosto smaltimento ceneri e trattamento filtri
  • 33. IL 50% DEL COSTO È DOVUTO ALL’ AMMORTAMENTOFINANZIARIO DEL CAPITALE ANTICIPATO. TALE COSTO È INPARTE COPERTO DALL’ UE CHE COPRE IN PARTE I COSTI DELL’IMPIANTISTICA PER NO DISCARICA ( QUESTO ACCADEOVVIAMENTE ANCHE PER GLI IMPIANTI DI COMPOSTAGGIO EPER QUELLI C.D. A” A FREDDO”).15 anni : payback considerando un tasso medio bancario intornoal 6/7 %COSTI FINANZIARI : 164 Euro /t più altrettanti per le spese diesercizio1200 Euro /t/annoCosti finanziari 131 Euro/t più altrettanti per le spese di esercizio
  • 34. RICAVI DA ENERGIA ELETTRICA VENDUTASe facciamo i conti su 800 Kwh/tonnellataPrezzo energia elettrica venduta a 7 Euro Kwh56 Euro a tonnellata + 120 Euro con certificati verdi al 100% =176 Euro/tonnellataMa oggi siamo al 51% applicato alla differenza tra 7 e 22 , quindi56 Euro + 61 Euro = 117 Euro/tonnellata quindi più bassa deicosti finanziari.Quindi la domanda è : come incidono i costi finanziari e comeincide il prezzo dell’ energia elettrica prodotta ?Tutti i nuoviinceneritori senza i fondi strutturali : 140/150 Euro / tonnellataQuindi per i gestori diventa vitale riportare i certificati verdivicino al 100%.Ora il potere calorifico dei rifiuti diminuisce al crescere dellaRaccolta Differenziata con un ordine del 40%.Incenerimento senza certificati verdi : 120 Euro/t base 100%140/150
  • 35. Altri costi dincenerimento
  • 36. Confronto costi €/ab * anno % R.D.
  • 37. ESTENSIONE PRATICHE RACCOLTA DIFFERENZIATA DOMICILIARIZZATA PORTA A PORTASTIMA 50.000 POSTI DI LAVORO A LIVELLO NAZIONALE1 POSTO LAVORO PER OGNI MILLE ABITANTI.STIMA ABITANTI SU DATO 2009 : 1.522.742 : 1.550.000POSTI DI LAVORO 1.550 IN ATO TOSCANA CENTROSTIMA CON COMPOSTAGGIO ECC. 2.000
  • 38. DATI E FLUSSI DEI RESIDUI AL 2014 PER ALTERPIANO
  • 39. Considerando i dati disponibili relativi al 2009, la quantità totale dirifiuti urbani e assimilati prodotti in ATO TOSCANA CENTRO( Province di Firenze, Prato, Pistoia )2009 : 1.002.665 tonnellateNel 2006 ( anno di “massimo picco” della produzione ) erano 1.053.866tonnellate.Il decremento percentuale è di -5,1% rispetto al 2006 ( ed il trend didecrescita continua con i primi dati noti del 2011)
  • 40. 2009 : RIFIUTI PRODOTTI PER PROVINCIAFIRENZE.625.825 t/annoErano 658.574 t nel 2006 (saldo negativo di 32.742t)La produzione pro-capite passa da 679 Kg a 631 (con un -48 kg)PISTOIA184.489t/annoErano 195.868 nel 2006 (saldo negativo di 11.379 t)La produzione pro-capite scende da 696t a 632 (-64kg)PRATO192.351 t/annoErano 199.424 nel 2006 (saldo negativo di 7073t)La produzione pro-capite scende da 814t a 775 (-39kg)
  • 41. OBIETTIVI DI RIDUZIONE ENTRO IL 201515% di RIDUZIONE INDIRETTAIl dato “atteso” - in riferimento a quanto fornitoci dalle innumerevoliesperienze registrate che propongono tassi di riduzione dei rifiuti(quale “effetto collaterale” del passaggio al porta a porta) che varianodal 12 al 25% - può essere prudenzialmente fissato al 15% qualeeffetto del passaggio dal sistema di raccolta stradale al porta a portaintegrato con sistemi di isole ecologiche, stazioni per la riparazioneed il riuso e altre pratiche virtuose.Per cui si può stimare una riduzione del 15%
  • 42. OBIETTIVI DI RIDUZIONE ENTRO IL 20153% OBIETTIVO DI RIDUZIONE DIRETTADa questo versante si attende una riduzione del 3% frutto diinterventi mirati rivolti a contenere soprattutto gli imballaggi“monouso”. In realtà, anche in presenza di una tendenzialeriduzione dei rifiuti quale effetto della crisi (il dato fornito daQUADRIFOGLIO per il 2011 propone per esempio per il comune diFirenze una riduzione dei rifiuti di oltre il 3% rispetto al 2010 dasommare quindi a quel 5% fatto registrare nel 2009 rispetto al 2006in cui si registrò la produzione dei rifiuti più elevata), il dato diriduzione da considerare potrebbe almeno essere raddoppiato.Per evitare eccessive semplificazioni scegliamo di tener di contoprudenzialmente di “scenari ancora parzialmente conservativi”.Per cui si può stimare una riduzione diretta del 3%
  • 43. Naturalmente un ulteriore (a parte le iniziative virtuose) “volano” per la“stabilizzazione” nella produzione di rifiuti sotto i 400 kg pro-capite (vedila provincia di Treviso con i suoi 830.000 abitanti che producono 386 kgpro-capite anno contro i 775 di Prato) sono :- INTRODUZIONE DELLA TIA PUNTUALE- PROCESSI EFFETTIVI DI DEASSIMILAZIONE ATTIVA DEI RIFIUTI INDUSTRIALI ASSIMILATI AGLI URBANI
  • 44. QUINDI:18% di 1.002.665 t = 180.480QUINDI A RACCOLTA:1.002.665 - 180.480 = 822.185 tCON UNA RD “DI LEGGE” 65% ( già dilazionata negli obiettivi al2014 a causa delle inadempienze in corso) :534.420 tA TRATTAMENTO NO COMBUSTIONE : 287.765 tche sottoposte ai sistemi TMB di cui sopra (vedi progetto della provinciadi Lucca e 2 sistemi impiantistici” richiamati in bibliografia) chegarantiscono “almeno” un ulteriore recupero e “sottrazione” dallosmaltimento del 65%
  • 45. divengono cosi’ ripartite:187.047 t (a recupero e/o sottratte a discarica per effetto delle “perdite diprocesso”Connesse ai processi di stabilizzazione della “frazione organica sporca”;100.718 t A SMALTIMENTO ( 276 t/giorno per tutte e tre le province)Per il fabbisogno impiantistico si necessiterebbe di un nuovo impianto “afreddo” per una capacità di circa 70.000 t/anno da affiancarsi all’esistente(e da riconvertirsi sulla base del progetto approvato dalla provincia diLucca) impianto di Case Passerini.Se considerassimo uno “scenario più avanzato” (ma conforme alleeffettive possibilità dimostrate in tante realtà italiane quali Salerno)basato sul raggiungimento in due anni e mezzo del 70% medio di RD ASMALTIMENTO RESIDUEREBBERO 91.603 t/anno cioè 282 t/g daconferire stabilizzate in discarica.
  • 46. Se si assume una produzione di 450 Kg ab/anno ( Roberto Cavallo )oppure il dato elaborato da WWF Toscana di una produzione di 400Kg.ab/anno, con una popolazione di 1.530.000 abitanti complessivadelle tre province, si avrebbe una produzione complessivarispettivamente di 688.500 tonn e di 612.000 tonn.Con la differenziata al 65% rimarebbero : 240.975 tonn e 214200tonn.Con il recupero ( 65% ) andrebbero in discarica ripulite quindi: 84 .342 e 74.970 tonnellate.
  • 47. PROCESSO A CICLO CHIUSO E GESTIONI “DALLA CULLA ALLA CULLA”Schema generale di processo di trasformazione e di usoINPUT/PROCESSO/OUTPUT il quale migliora l’ input, attraverso ilfeedback delle informazioni che arrivano dall’ outputAzione di miglioramento continuo dei processi attraverso ilcontrollo della qualità degli output per ridurre la quantità e latossicità e aumentare la qualità degli Input ( beni e scarti prodotti )
  • 48. Schema generale di processo di trasformazione e di uso INPUT/PROCESSO/OUTPUT il quale migliora l’ input, attraverso il feedback delle informazioni che arrivano dall’ output Azione di miglioramento continuo dei processi attraverso il controllo della qualità degli output per ridurre la quantità e la tossicità e aumentare la qualità degli Input ( beni e scarti prodotti )Dal Riciclo complessivo si ha un ritorno ( feedback ) di informazioni - riprogettazioni per l’ Input( prevenzione / riduzione )( schema di Gianluigi Salvador, “Vivere a Km zero” )
  • 49. IL RIFIUTO ALLA FINE NON ESISTE PIÙ E DIVENTA“NUTRIENTE”(ESEMPIO: DAI RIFIUTI VERDI URBANI NON SI PUÒOTTENERE SOLO AMMENDANTE AGRICOLO, MA ANCHE LA BASEPER PRODURRE CIBO, MEDICINE NATURALI, BIOPLASTICHE ECONSEGUENTI NUOVI POSTI DI LAVORO)INPUT/PROCESSO/OUTPUT
  • 50. Analisi merceologica delle QUATTRO FRAZIONI CHE ATTUALMENTE VANNO A SMALTIMENTO, in modo da avere un ritorno positivodalle informazioni assunte per migliorare la qualità degli input intermini di composizione e di pro-gettazioneIl controllo della quantità, della qualità, della composizione degli scarti èla strada per ridurre le quantità e le tossicità e aumentare la qualitàmerceologica ed ecologica degli inputUn percorso analogo viene tentato dal Centro di Ricerca RifiutiZero promosso dal Comune di Capannori (Lu) e da Ambiente e Futuro.
  • 51. FILIERA DEL RICICLAGGIO E DI COMPOSTAGGIO :piattaforme di selezione come momento di verifica della qualità edelle criticità della raccolta, isole ecologiche per il trattamento ericiclaggiodella frazione secca ed impianti di riciclo per le 4 frazioniche vanno a smaltimento:- frazione secca residua raccolta domiciliare spinta- frazione rifiuti ingombranti- spazzatura strade- scarti delle frazioni secche riciclabili, post raccolta domiciliare spinta.
  • 52. OBIETTIVI FONDAMENTALI MISURABILI :A) PREVENZIONE, RIDUZIONE ALLA FONTE, RIUTILIZZO DELPRODOTTO, MIGLIORAMENTO QUALITATIVO E RICICLO;B) PRE-TRATTAMENTO PER DISCARICA.AZIONI CHE SI RIFERISCONO AI MIGLIORI METODI DI RACCOLTAESISTENTI ( BAM : BEST AVAILABLE METHODOLOGY) E ALLEMIGLIORI TECNOLOGIE INNOVATIVE ( BAT : BEST AVAILABLETECHNOLOGY).
  • 53. CENTRALITA’ DEGLI ASPETTI GESTIONALI E ORGANIZZATIVIUNA GESTIONE DEI RIFIUTI BASATA SULLA SOSTENIBILITÀCIVICA, RIFERITA AL PRINCIPIO GENERATORE DELLA PAR­TECIPAZIONE DELLA COLLETTIVITÀ E ALL’ OBIETTIVO DELLACONDIVISIONE DELLE RESPONSABILITÀ (RESPONSABILITÀESTESA DI PRODUTTORI E ABITANTI). UNA PRODUZIONE DINUOVE ISTANZE CHE ESIGE INCONTRI, COOPERAZIONE ECOMUNICAZIONE TRA REALTÀ, COMITATI, SINGOLARITÀ,SOGGETTIVITÀQUESTO ATTRAVERSO LA COSTRUZIONE DI FORME E REGOLEDI PARTECIPAZIONE DEMOCRATICA PER PERMETTERE AGLIABITANTI DI APPRENDERE AD AUTOGOVERNARSI, ANCHEATTRAVERSO LA PREDISPOSIZIONE DI STRU-MENTI DAAFFIANCARE ALLE ATTUALI FORME ISTITUZIONALI DI DECISIONE CON LE ISTANZE DI BASE : ALTERPIANO E CONSULTE NEICONSIGLI COMUNALI, PROVINCIALI E REGIONALI; OSSERVATORI,TAVOLI DI CONFRONTO E DECISIONE