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Un mare di network. La prima guida dei contratti di rete tra imprese del settore nautico
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Report de "Il Sole 24 Ore" dove sono stato Consulente Tecnico per la progettazione e realizzazione della pubblicazione.
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  • Un grazie speciale a Filippo per averci coinvolto come Adria Blue Refit in questa importante pubblicazione. Un grande sforzo del settore nautico per trovare nuove vie per la competitività a livello mondiale delle imprese italiane. Grazie.
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  • 1. UN MAREDI NETWORKLa prima guida dei contratti di retetra imprese del settore nauticoA cura diMariarosaria MarchesanoB Tblue economytriesteI L M A R E I N R E T E
  • 2. UN MARE DI NETWORKLa prima guida dei contratti di rete tra impresedel settore nauticoA cura di:Mariarosaria MarchesanoSi ringraziano per la gentile collaborazioneFilippo Ceragioli, Andrea Giannecchini,Paolo Marchese, Franco Martorana,Ettore Massiglia, Paolo Richiardi, Marco Tupponi,Ezio Vannucci e Romina Vaghetti© 2013 Il Sole 24 Ore S.p.A.Progetto grafico copertina,interno e impaginazioneIl Sole 24 Ore Radiocor Agenzia d’InformazioneChiuso in redazioneil 7 maggio 2013SOMMARIOINTRODUZIONE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 5di Antonio PaolettiPresidente Camera di Commercio di Trieste1. ORIGINE E SVILUPPO DELLE RETINELLA NAUTICA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 7Struttura e organizzazione della filiera nautica. . . . . . . 7La crisi della nautica in cifre . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 8Dalle aggregazioni spontanee ai network,cronistoria di un fenomeno italiano . . . . . . . . . . . . . . . . . 9Il boom nel 2012 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 10Spirito e motivazione dello stare in “rete” . . . . . . . . . . . 112. LA RETE E I SUOI MODELLI DI SVILUPPO . . . . . . . . . . . . . 13Nella nautica prevale il network orizzontale . . . . . . . . . 13Trasferimento tecnologico e formazione . . . . . . . . . . . 17La cantieristica navale in Friuli Venezia Giulia . . . . . . . . . 17Master per manager nautici . . . . . . . . . . . . . . . . . . 18Trieste sperimenta il modello “misto” . . . . . . . . . . . . . . . 19L’eccellenza del refitting “abita” in laguna . . . . . . . . . . . 21Da Livorno a Viareggio, Benetti.netpunta al raddoppio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 23Nel Golfo di Gaeta la rete della nautica di lusso . . . . . . 26Una squadra per gestire comfort, sicurezzae divertimento a bordo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 27Rete di porti con vocazione internazionale . . . . . . . . . . 29Milano per la nautica eco-sostenibile . . . . . . . . . . . . . . . 31L’esperienza di Mare Nostrum . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 333. I CONTRATTI DI RETE E LA RECENTEEVOLUZIONE LEGISLATIVA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 35Personalità giuridica e partecipazionealle gare d’appalto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 35Ecco che cosa cambia con le nuove norme . . . . . . . . . . 36Agevolazioni fiscali, si aprono nuovi scenari . . . . . . . . . . 38
  • 3. 5UnmaredinetworkINTRODUZIONEIntroduzionedi Antonio PaolettiPresidente Camera di Commercio di TriesteQuesta guida nasce dalla volontà di iniziare ad approfon-dire il tema delle reti di impresa in un settore comequello nautico e navale di assoluta rilevanza per leco-nomia italiana e in particolare per quella triestina.Lobiettivo è quello di analizzare sul campo le diverseesperienze in atto nel settore, tutte diversificate ma in ugual misurainteressanti, offrendo una sintetica panoramica e numerosi spuntiin primis per le imprese del comparto, ma anche per i cosiddettifacilitatori (Associazioni di categoria, Camere di commercio, Parchitecnologici e Università...) e per i decisori politici che in questi mesistanno prestando particolare attenzione agli strumenti incentivantipiù utili per lo sviluppo dimpresa.Non a caso questa pubblicazione giunge a pochi mesi da fonda-mentali novità normative (di cui si potrà trovare dettaglio nel terzocapitolo) che di fatto rivoluzionano questa tipologia di aggregazioneconferendole maggior peso: ora anche alle reti può essere attri-buita personalità giuridica, il che amplia, e di molto, lo spettro di op-portunità per coloro che scelgono di farne parte, con significativirisvolti pratici, quali la possibilità di partecipare, come rete dim-presa, a gare dappalto.Si tratta di una materia in divenire e in rapidissimo sviluppo, chequesta guida ha fotografato per poter offrire agli operatori del set-tore un primo strumento e testo di riferimento, finora non disponi-bile sul mercato, che li supporti nella valutazione delle potenzialitàdel costituirsi in rete.Un campo su cui la Camera di Commercio è entrata con convin-zione: non solo con la consapevolezza che laggregazione, il far si-stema, sia una delle risposte allattuale crisi, ma anche a livellopratico facendosi promotore della costituzione di una delle primereti dimpresa italiane ad aver richiesto la personalità giuridica. Sitratta di Trieste refitting system (Trs), composta da cinque impresespecializzate nel refitting di super e megayacht.Uniniziativa che rientra nel più ampio piano di attività che lente ca-merale triestino sta dedicando da qualche anno al rafforzamento e
  • 4. 6UnmaredinetworkINTRODUZIONE7UnmaredinetworkORIGINEESVILUPPODELLERETINELLANAUTICAStruttura e organizzazionedella filiera nauticaQuello della nautica italiana è un settore economico trasversalesolo parzialmente conosciuto ed esplorato.È caratterizzato da attività diversificate:• aziende manifatturiere di produzione (motori, scafi in legno, inmetallo/alluminio, in vetroresina, in gomma plastica, componen-tistica di vario tipo sempre più sofisticata quale ad esempio ladomotica etc.);• aziende fornitrici di servizi (vendita e commercializzazione delnuovo e dell’usato, servizi di charter, servizi di manutenzione, ri-messaggio e servizi di banchina, gestione dei porticcioli turisticie marine);• in questi ultimi anni è cresciuto il settore del refit (ricostruzione eammodernamento di imbarcazioni perlopiù di grande dimensione> a 40/50 metri e fino a anche a 100 metri) che sta sostituendol’acquisto del nuovo e che conta su operatori italiani di grandespecializzazione a livello mondiale;Sono presenti tutte le tipologie di aziende:• manifatturiere industriali (aderenti a Confindustria);• artigianali (aderenti a Confartigianato e Cna);• cooperative;• del commercio e servizi (aderenti alla Confcommercio o Confe-sercenti);• marittime (che rappresentano in Italia i charter internazionali).1ORIGINE E SVILUPPODELLE RETINELLA NAUTICAal sostegno della cosiddetta Blue Economy o economia del mare.Le azioni contrassegnate dal logo Blue Economy Trieste, comequesta guida, sono molteplici. Trieste ha, infatti, diverse carte dagiocare sul tema, sia a livello manifatturiero, con lo sviluppo di unacantieristica navale innovativa ed ecocompatibile, che turistico, perdivenire meta consolidata per la crocieristica e polo velico in gradodi raccogliere la visibilità data alla città da un evento internazionale,come la famosa regata Barcolana.Aries, Azienda Speciale della Camera di Commercio di Trieste, haincentrato lattività degli ultimi anni verso questi obiettivi, investendoimportanti risorse: lo sviluppo delleconomia locale passa attra-verso lo sviluppo delleconomia del mare, e lo sviluppo imprendito-riale può essere rafforzato solo da una operatività coesa di piùsoggetti che le reti di impresa possono garantire.
  • 5. 9UnmaredinetworkORIGINEESVILUPPODELLERETINELLANAUTICAORIGINEESVILUPPODELLERETINELLANAUTICA8Unmaredinetwork Un settore come detto molto trasversale, che si è venuto consoli-dando nel tempo (soprattutto negli anni che vanno da 1990 al 2010)e che vede la presenza di diverse aziende non provenienti dal com-parto nautico ma che vi sono approdate per ampliare le opportu-nità di business. Un’azienda impiantistica (elettrica o idraulica), peresempio, lavora prevalentemente per la nautica quando gli ordina-tivi ‘tirano’ e torna al mercato tradizionale in momenti di stanca delsettore.Va inoltre segnalato che la filiera vede storicamente presenti, dalpunto di vista sindacale, più contratti di lavoro:• le aziende che lavorano l’acciaio e l’alluminio appartengono alsettore della meccanica e si riconoscono nel contratto siglato daFedermeccanica;• le aziende che lavorano il legno e la componentistica dell’arre-damento si riconoscono nel contratto siglato da Federlegno Ar-redo;• le aziende che lavorano la vetroresina e/o la plastica e gomma siriconoscono nel contratto siglato da Gomma Plastica della Fe-derchimica;• ci sono altre aziende, infine, che fanno riferimento al contrattodel Commercio.“Questa segmentazione e la scarsa disposizione al coordinamentoha storicamente impedito al settore di operare come un soggettounitario nella lobby verso il governo e nella comunicazione verso imedia” - continua Massiglia, secondo il quale le recenti vicende del2012 riguardanti la tassazione fiscale delle imbarcazioni - “sonol’esempio più eclatante di questo limite”. Un elemento da sottoli-neare è la presenza nel settore di Ucina - Confindustria Nautica. Èuna associazione senza valenza sindacale in quanto non è firma-taria di contratto di lavoro, ma che è diventata un punto di riferi-mento per molte aziende del settore. Ciò è dovuto soprattutto alsuccesso organizzativo e di marketing del Salone Internazionaledella Nautica di Genova, arrivato nel 2012 alla 52° edizione, unevento fieristico di grande valenza a livello internazionale.La crisi della nautica in cifre• Nel quadriennio 2008 - 2011 il comparto della nautica ha dimez-zato il proprio fatturato• Il giro d’affari delle imprese del settore è passato da 6,2 miliardidi euro a meno di 3,5 miliardi di euro), subendo una contrazionedel mercato interno di circa l’80%.• Nello stesso periodo è stata registrata una perdita di 18.000 postidi lavoro diretti e di altri 20.000 nell’indotto.• Una prima stima relativa al 2012 evidenzia un possibile calo delfatturato globale sul 2011 di un ulteriore 20%, dato che riporte-rebbe l’industria ai livelli del 2000.• Nel corso dello scorso anno, le sole mancate entrate dirette perl’erario provenienti dalla filiera turistica sono state circa 1 miliardodi euro.Fonte: Ucina (Confindustria Nautica)Dalle aggregazioni spontaneeai network, cronistoriadi un fenomeno italianoIn poco più di tre anni di vita i contratti di rete sono diventati uno stru-mento di sviluppo molto diffuso tra le piccole e medie imprese. Le ul-time rilevazioni di Unioncamere (dicembre 2012) parlano di 523contratti con il coinvolgimento di 3.000 soggetti. Il comparto dellanautica, in modo particolare, ha trovato in questa formula la forza vi-tale per reagire alla tremenda crisi che l’ha colpito. Il numero di espe-rienze è ancora limitato – una quindicina in tutto – ma la rapidità concui si sta diffondendo è il sintomo di un fermento nuovo che sta ani-mando questo settore alla ricerca di un nuovo modello di sviluppo.Filippo Ceragioli, consulente aziendale pioniere dei contratti di retenella nautica (Project manager di rete e delegato nazionale Nauticada Diporto Assoretipmi) spiega che il successo di “questo nuovomodo di fare impresa è basato sulla formalizzazione di legami chespesso già esistevano tra gli operatori del settore e che hanno unforte radicamento culturale”. In brevissimo tempo sono nate più ti-pologie di reti, reti di contatti, reti di filiera, reti per essere insieme piùgrandi, esperienze molto diverse tra loro ma con obiettivi comuni.Ad oggi nessuno, neanche Confindustria, ha un esatto monitoraggiodei contratti di rete nautici, proprio per la rapidità e la spontaneitàcon cui si stanno diffondendo. Ceragioli ha provato a ricostruire que-sto percorso arrivando a elaborare un primo ed inedito censimento,che, ovviamente, ha tutti i limiti di non essere una rilevazione stati-stica ufficiale. Difficile definire la data d’inizio di queste forme di col-laborazione tra imprese quando ancora non erano ufficiali. Ma grazieall’anagrafica delle registrazioni, si può risalire alla prima rete forma-
  • 6. ORIGINEESVILUPPODELLERETINELLANAUTICAORIGINEESVILUPPODELLERETINELLANAUTICA11Unmaredinetwork10Unmaredinetwork lizzata operante nella nautica da diporto. È nata in Puglia (ApuliaYacht), nel maggio del 2011 con l’obiettivo di co-progettare un sai-ling yacht da 40 piedi. Da questo primo progetto di co-design, solosei mesi dopo, in Toscana, si è consolidata attraverso un contrattola prima complessa filiera di fornitura. Si tratta di Benetti.net, la piùgrande rete del settore, che con un modello ‘verticale’ gestisce inmodo innovativo l’intero processo di project management, co-de-sign e co-engineering, finalizzato alla costruzione di yacht in ac-ciaio/alluminio superiori a 60 metri di lunghezza. Alla fine del 2011, lanautica italiana, contava già 6 reti d’impresa più un’altra operazionestrategica sempre del gruppo Azimut-Benetti che consiste nellapartecipazione a un’iniziativa finalizzata all’export di beni di lusso dialta gamma piemontesi (una nuova strategia per la promozione delleproprie imbarcazioni in vetroresina finite). Il conto regionale comun-que indicava tre reti marittime per il Lazio di cui due diportistiche(M.i.n.s.y., che però ha una valenza nazionale e internazionale, e ilprogetto Ma.r.e) e una di logistica marittima finalizzata a potenziarel’offerta strategia locale del settore: il progetto Rete del Golfo diGaeta. Il Golfo è stato di fatto il primo luogo in cui l’adozione di que-sto tipo di aggregazione è diventata sistematica. Qui si è evidenziatocome più aziende unite riescano, attraverso un contratto di rete, adesprimere un’offerta aggregata e differenziata di servizi per la nau-tica da diporto ed il settore marittimo, soddisfacendo così le esi-genze di clienti di grandi dimensioni. In particolare, il progettoMa.r.e, nato per fini di progettazione-costruzione e refit ecososte-nibile di imbarcazioni ed aree portuali, è il primo caso di rete nauticache nasce in collaborazione con Università e parchi scientifici. La To-scana, terra del boom delle reti d’impresa in generale, ha raggiuntoil numero di iniziative del Lazio nel primo periodo 2012 con la costi-tuzione della rete Net-Y, che aggrega aziende d’eccellenza nelcampo della fornitura di soluzioni domotiche integrate per la nautica.Il 2011 ha visto, inoltre, la nascita della rete Mare Nostrum, aggre-gazione tra centri di servizi nautici coordinati da Ucina (settore nau-tico di Confindustria).Il boom nel 2012Il 2012 è l’anno del “sorpasso toscano”. Dopo le reti Benetti.net eNet-Y e dopo il progetto Rete Tecnologica Toscana, che fa iprimi veri passi nel trasferimento di know-how dal settore ferro-tranviario alla nautica, si costituiscono Prisma e Lightinstone. Laprima, nata da un bando del Miur, è caratterizzata dall’elevato va-lore di ricerca ed applicazione tecnologica per l’ecosostenibilità; laseconda punta alla creazione di una filiera innovativa che lavora perprodurre un pannello illuminante in pietra dalle elevate specifichenautiche. Le cinque reti toscane, vengono, inoltre, presentate al-l’estero al Salone Mets di Amsterdam attraverso un progetto d’in-ternazionalizzazione coordinato dall’Agenzia regionale ToscanaPromozione.Ma a questo punto il Golfo di Gaeta rilancia con Rimyg, una reted’impresa nata per attrarre mega yacht, offrendo servizi specializ-zati per questa nicchia di mercato. Nel 2012 si sviluppa anche l’of-ferta tecnica di servizi alla nautica. In Lombardia si costituisce larete Boat Ecology, progetto innovativo basato sulla progetta-zione, costruzione e gestione ecosostenibile delle imbarcazioni dadiporto. In Campania viene registrato il progetto di rete Tefin, dove,quattro aziende si uniscono per operare nell’area project manage-ment e progettazione impianti per il network internazionale di ser-vizi per le grandi navi Tefin International. Nel 2013 si sono giàevidenziati due nuovi progetti. Durante il Salone della subfornituranavale Seatec di Carrara che si è svolto a febbraio, è stata pre-sentata Adria Blue Refit Officina del Mare, rete di refit e ser-vizi al diporto friulana di piccole e medie imprese, che si è dotata diun piattaforma digitale per la gestione della commessa in modo or-ganizzato e per il project management (il tutto gestito anche permezzo di un’“app”). Sempre al Seatec si è affacciata anche Na-valyca, costituita da player provenienti da vari distretti nautici ita-liani. Quest’esperienza nasce dall’aggregazione di aziende di filieradi elevato profilo e con expertise sviluppata attraverso la collabo-razione con i Cantieri navali del Gruppo Ferretti e con altri cantieriin Italia e all’estero. Lultima in ordine di tempo è Trs, Trieste re-fitting system, rete nata da un progetto promosso dalla Cameradi Commercio di Trieste attraverso Aries che ha coinvolto lIstitutodi Commercio Estero e 5 aziende che gia collaboravano insiemema senza alcuna formalizzazione.Spirito e motivazionedello stare in “rete”Ad oggi i contratti di rete coinvolgono quasi cento soggetti giuridici(imprese, centri servizi o comunque profili iscrivibili alle Camera diCommercio, caratteristica minima necessaria per fare parte di un
  • 7. 13UnmaredinetworkLARETEEISUOIMODELLIDISVILUPPO12UnmaredinetworkORIGINEESVILUPPODELLERETINELLANAUTICANella nautica prevale il networkorizzontaleSiglare un contratto di rete tra imprese offre l’opportunità di man-tenere la propria dimensione diventando però finanziariamente piùforti e concorrenziali. Sul piano giuridico, le reti di imprese sonoforme di coordinamento di natura contrattuale tra aziende, in par-ticolare pmi, che vogliono aumentare la massa critica e avere mag-giore forza sul mercato senza doversi necessariamente fondere opassare sotto il controllo di un unico soggetto. Dal punto di vistaeconomico, sono una libera aggregazione tra imprese con l’obiet-tivo di crescere in competitività e innovazione. I modelli di rete sonogeneralmente di due tipi:Verticale: aggrega aziende che condividono interessi legati a tuttala filiera produttiva, con obiettivi di consolidamento e responsabi-lizzazione.Orizzontale: raggruppa piccole aziende di pari livello che si uni-scono in rete per superare l’ostacolo della scarsa visibilità e delbasso potere di negoziazione o per offrire ai clienti un’offerta piùstrutturata fruibile mediante tutte le aderenti.Nel settore della nautica questa suddivisione trova un riscontro li-mitato considerata la dimensione delle imprese (quasi il 99% hameno di 5 dipendenti) e il fatto che di cantieri in grado di generareuna filiera produttiva (e quindi una rete verticale) ce ne sono benpochi (Benett.net è uno di questi). Come spiega Filippo Ceragioli,delegato nazionale Nautica da Diporto di Assoreti pmi nonché pro-2LA RETEE I SUOI MODELLIDI SVILUPPOcontratto di rete). È opinione di alcuni esperti del settore che lamancata possibilità, almeno fino ad oggi, per le reti di acquisire unapropria personalità giuridica, ha rallentato l’evoluzione e il consoli-damento di queste forme di aggregazione. Questa osservazione ètanto più vera se si pensa allo spirito che è stato alla base della na-scita dello strumento dei contratti di rete che trae la sua originedallo Small Business Act di Bruxelles, recepito in Italia con leggi adhoc. L’obiettivo è sempre stato quello di dar vita a “coese aggre-gazioni”. Ma non sempre la natura di questa critica viene dal fattoche le reti ad oggi rappresentano le imprese unite, ma che nei fatti,specialmente nell’esercizio delle attività commerciali, si evidenziache beni e servizi, pur essendo offerti in aggregato, devono essereceduti per mezzo di fatturazioni provenienti singolarmente da ognisoggetto di rete coinvolto (a parte eventuali decisioni tra i soggettipartecipanti in merito all’evidenziazione nella rete orizzontale di unsoggetto propulsore per la fase commerciale che quindi effettiva-mente può comprare dai partner, e rivendere tutto al cliente finale).Chiaramente, la questione non è valida per le reti di tipo verticale,dove, come vedremo più avanti, il soggetto giuridico a capo dellarete è anche il terminale commerciale. Quello che potrebbe acca-dere dopo le recenti novità normative, è che con l’acquisizionedella personalità giuridica la rete stessa potrà diventare il soggettounico di fatturazione per tutti i soggetti partecipanti al contratto.Un’altra problematica che si sta evidenziando per lo sviluppo diprogetti di rete, è quello della proprietà intellettuale. E questo so-prattutto quando implica il programma implica lo sviluppo di attivitàdi co-engineering e co-design. Diversi sono i casi problematiciemersi e sui quali la Cassazione non si è ancora espressa.Per l’uso della proprietà intellettuale pre-esistente, la legge diceche ciascuna parte rimane esclusiva titolare delle conoscenze, delknow how e della proprietà intellettuale di cui dispone e che mettegratuitamente a disposizione dell’altra parte al solo ed esclusivofine dello svolgimento delle attività oggetto del contratto. Ma nonc’e traccia per questo tipo di configurazione in un contratto multi-laterale come il contratto di rete. Per quanto riguarda invece la ti-tolarità della proprietà intellettuale acquisita, ad oggi, in mancanzadi una specifica contrattualizzazione, fa fede la legge sulla “comu-nione”.
  • 8. 15UnmaredinetworkLARETEEISUOIMODELLIDISVILUPPO14UnmaredinetworkLARETEEISUOIMODELLIDISVILUPPOTipodireteDataNomereteAttivitàArea/Regionenascita9ORIZZONTALE22/5/12TefinInternationalRicerca,studio,progettazione,produzione,commercializzazioneeCAMPANIA(1)SHIP-Repairmanutenzionediimpiantiedibenidiognigenerediarredoecorredoperil3Napolisettorenavaleesclusivamentecertificatidallarete1Roma10ORIZZONTALE5/10/102BoatEcologyAccrescerelacapacitàdipenetrazionedelleimpresesuimercatinazionalieLOMBARDIA(1)internazionali,legateallasostenibilitàdellanauticadadiporto,inparticolare3MI,VA,COserviziperlanalisi,laprogettazione,linstallazioneeilcollaudoditecnologieesoluzionieco-efficienti11ORIZZONTALE18/9/12RetePrismaAccrescerelacompetitivitàdelleimpresesuimercatinazionalieinternazionaliTOSCANA(4)nelleserciziodelleattivitàcoplementari,sussidiarie,inerentie/oattinentiil2Pisa,Grossetosettoredellamobilitàdisuperficieterrestreemarina,ancheattraversolaGenova,Goriziafornituradibenistrumentalieservizispecialistici12ORIZZONTALEnpReteRIMYGSvilupponeisettoridiportisticoenautico,compreseazionicommercialiLAZIO(4)ReteImpreseMaxyYachtGaetaeturistiche,ovveroattivitàricettiveeservizicorrelati,assistenzaturistica,Gaetaattvitàculturaliesportiveindirizzatealturismocrocieristicoe/onautico13VERTICALEnpLightinstoneRetefinalizzataallaproduzionediunospecialepannellodilluminazionaTOSCANA(5)nautica,filierainnovativaLucca14ORIZZONTALEnpAdriaBlueRefitOfficinadelMareRetediservizirefitFRIULIVENEZIAG.(1)15ORIZZONTALEnpNAVALYCARetediservizirefitEMILIAROMAGNA(1)Forlì16MISTOnpTriesteRefittingSystemAttivitàdirefittingpersuperemegayachtsFRIULIVENEZIAG.TipodireteDataNomereteAttivitàArea/Regionenascita1ORIZZONTALE18/5/11APULIAYachtMadeinSouthItalyProgettazione,costruzione,assemblaggio,allestimentodiimbarcazioniavelaPUGLIA(1)dadiportoedaregatacompletedirelativiaccessoriedattrezzature(Bari)2ORIZZONTALE29/7/11ReteTecnologicaToscanaImplementarelacapacitàinnovativaedipenetrazioneTOSCANA(1)neimercatiditrasportoalternativiaquelloferroviario(Pistoia)3ORIZZONTALE28/9/11RetedelGolfodiGaetaIncentivarelosviluppoeconomicoetecnologico,accrescerelacompetitivitàLAZIO(1)OperatoriPortualishippingelogisticadelleimpresesulmercatonelleserciziodelleattivitànelsettoredeiprodotti(Gaeta)edeiservizierogatinelCentroSudItaliaconprevalentepresenzaneiportidiGaetaediCivitavecchia4ORIZZONTALE25/10/11PiattaformaserviziinnovativiPredisposizionedidisciplinarieregolamentirelativiallefasidiprogettazioneLAZIO(2)perlanauticaMA.R.E.eproduzionedegliimpiantideiprodotti;scoutingdellemiglioriprassiesistenti(Gaeta/Latina)inmateriadiserviziagliutentidelsettorenaturicoediportistico5VERTICALE22/11/11Benetti.netProgettazione,costruzione,importazione,commercializzazione,riparazione,TOSCANA(2)manutenzioneenoleggiodiimbarcazionieunitànavaliingenere,anche(Lucca)perimpieghimilitari6ORIZZONTALE13/12/11M.I.N.S.Y.MarinaInternationalAumentarelacapacitàinnovativaelacompetitività,inparticolareLAZIO(3)Networkforsuper-yachtssulmercatodell’ormeggiodisuper-yachtsnelbacinodelGaetaMediterraneoedalivellointernazionale,nelrispettodelconcettodisviluppoTriestesostenibileanchemediantelacertificazionediprodotto2Venezia7ORIZZONTALE7/2/12Net_YNetworkforexcellenceProgettazione,produzioneecommercializzazionediprodottieservizidiTOSCANA(3)NxworksofTuscanyyachtsimpiantisticaetelecomunicazioniconparticolareriguardoalsettoredellanautica(Lucca)8ORIZZONTALE20/3/12MareNostrumNetworkPromozione,valorizzazioneeattuazionediprogettitesiaincoraggiareeNAZIONALE(1)aumentareillivellodiintegrazioneindustrialeedicompetitivitànelsettore2GenovadellanauticadadiportoeintuttalasuafilieraFirenze,AnconaRoma,Latina
  • 9. 17UnmaredinetworkLARETEEISUOIMODELLIDISVILUPPO16UnmaredinetworkLARETEEISUOIMODELLIDISVILUPPO ject manager che ha visto nascere numerosi contratti di rete, “lamaggior parte dei contratti si sta sviluppando in modo orizzontalee le reti sono governate attraverso un comitato di gestione che asua volta elegge un delegato in sua rappresentanza. Il modello pre-valente è, dunque, quello paritetico o meglio quello in cui vari sog-getti, anche se con valori di fatturato e competenze diverse, sonodi fatto allo stesso livello”. Nelle reti verticali l’impresa che è a capodella rete è anche il terminale commerciale ed è quella che apparedi più all’esterno nei rapporti con il committente in quanto soggettounico di fatturazione.Ad oggi, comunque, questo strumento più o meno rodato coin-volge quasi cento operatori (imprese, centri servizi o comunquesoggetti iscrivibili alle Camere di Commercio, caratteristica minimanecessaria per far parte di un contratto di rete). “Credo che il mag-gior risultato conseguito fino ad oggi grazie a queste forme di col-laborazione sia lo sforzo di aggiornamento tecnologico e dipianificazione strategica fatto da aziende di piccole e piccolissimedimensioni che per la loro natura artigianale non si sarebbero maispinte così in avanti nell’aggiornamento dei sistemi di progetta-zione e produzione” - continua Ceragioli. In pratica, i contratti direte sono la soluzione italiana per far crescere le imprese e An-drea Giannecchini, presidente della Cna nautica (4.500 iscritti)nonché promotore del contratto di rete Net Y, è convinto che il mo-dello orizzontale della rete sia anche quello che funziona meglio. Equesto per la propensione innata nei grandi gruppi “a entraretroppo spesso nel merito della gestione del rapporto cliente-forni-tore, vanificando di fatto quell’impulso alla crescita che la piccolaazienda dovrebbe trarre dalla sua partecipazione al contratto direte”. In pratica, il modello verticale è efficace, sempre secondoGiannecchini, quando “l’azienda capofila fa crescere le impresedel network e si assume anche la responsabilità di dare stabilità econtinuità al lavoro svolto dalla filiera produttiva”. In effetti, dopo laforte crisi che si è abbattuta sul settore nautico, gli operatori hannovissuto una fase d’incertezza con una caduta d’investimenti nel-l’innovazione e di competitività sui mercati. I contratti di rete sonoarrivati proprio nella fase più critica e hanno rappresentato un fortestimolo alla ripresa. “Questo strumento consente a piccoli opera-tori che hanno una scarsa attitudine manageriale a ragionarecome se avessero una dimensione media, pianificando e raziona-lizzando i processi produttivi. Attraverso la riduzione degli sprechiall’interno della catena del valore si drenano risorse da investirenegli stessi processi innalzando così il livello di competitività”. PerGiannecchini, che è anche vice presidente di Navigo, il centro diservizi per l’innovazione nella nautica in Toscana, il nodo degli in-vestimenti è centrale. “La detassazione degli utili reinvestiti con iprimi due anni di applicazione dei contratti di rete ha consentito diinnescare un circolo virtuoso che spero non venga interrotto” -dice - “la normativa in vigore ha esteso il beneficio fino al bilancio2012, ma spero che, non appena si sarà insediato, il nuovo go-verno approvi al più presto una proroga per uno o due anni perchésarebbe assurdo non consolidare questo processo da cui dipen-dono migliaia di posti di lavoro”.Trasferimento tecnologico e formazioneL’esperienza dei contratti di rete apre due nuovi fronti su cui riflet-tere, quello del trasferimento di tecnologie e quello della forma-zione manageriale. In entrambi i casi c’è bisogno di fare un passoin avanti. Paolo Richiardi è direttore di Ditenave, uno dei cinque di-stretti tecnologici italiani dedicato alla ricerca e all’innovazione peril settore nautico. “In questa fase di sviluppo dei contratti di rete èpiù che mai necessario che il mondo delle imprese dialoghi conquello delle università e dei centri di ricerca. Molto spesso da que-sto dialogo dipende il successo di un’iniziativa e la sua capacità distare sul mercato. Il nostro compito è far sedere intorno a un tavoloi diversi soggetti interessati a sviluppare una forma di collabora-zione, quindi non partecipiamo alla rete ma la affianchiamo. Du-rante questo confronto le imprese indicano le esigenze prioritarieper lo sviluppo di progetti di medio/lungo periodo e il mondo acca-demico si sforza di trovare le soluzioni più adeguate”. Ditenave, dicui è socio anche Fincantieri, opera in Friuli Venezia Giulia e la suaazione è stata fondamentale, per esempio, per la nascita della reteAdria Blue Refit, uno dei due contratti di rete nautici della regione.Il Distretto ha altri due compiti fondamentali. Il primo è l’individua-zione di possibili fonti di finanziamento per i contratti di rete, e piùin generale per gli operatori della nautica, che possono derivare dabandi regionali, del Miur oppure a livello europeo. Il secondo è il mi-glioramento dell’offerta formativa per il settore navale e nautico at-traverso un raggruppamento di centri specializzati (Associazionetemporanea di scopo) che vede come capofila l’ente di formazioneEnaip.La cantieristica navale in Friuli Venezia Giulia• In Friuli Venezia Giulia la cantieristica navale costituisce un puntodi forza dell’economia regionale con la presenza di numerosi ope-
  • 10. 19UnmaredinetworkLARETEEISUOIMODELLIDISVILUPPO18UnmaredinetworkLARETEEISUOIMODELLIDISVILUPPO ratori economici, tra i quali Fincantieri, leader mondiale nella co-struzione e progettazione di navi complesse e ad alto contenutotecnologico, in particolare navi passeggeri.• Il comparto della cantieristica navale esprime una delle specializ-zazioni tradizionali della regione ed ha sviluppato nel corso deltempo forti legami e interdipendenze con altri importanti settoridell’economia regionale, come l’arredo navale, la meccanica el’impiantistica.• Il comparto economico si è sviluppato principalmente come si-stema di indotto della Fincantieri e di altre realtà minori, assicu-rando ai fornitori costanti carichi di lavoro e favorendo la lorocrescita e sviluppo a livello dimensionale, tecnologico e organiz-zativo.Fincantieri intrattiene relazioni con circa 550 fornitori (200 dei qualitecnologici), sviluppando un volume di acquisti pari a 300 milioni dieuro per anno.• Sotto questo profilo il Friuli Venezia Giulia è secondo soltanto allaLiguria per dimensione e peso economico del sistema di forni-tura.• Gli addetti impiegati nella cantieristica navale in Italia sono più di33.000 ed il Friuli Venezia Giulia rappresenta attualmente oltre il12% dell’occupazione complessiva nazionale.Master per manager nauticiIl progressivo aumento e consolidamento dei contratti di rete nellanautica sta facendo emergere con maggior forza rispetto al pas-sato l’esigenza di un management qualificato e formato per gestireuna struttura che è più complessa di una singola azienda. Con ogniprobabilità con l’introduzione della personalità giuridica (solo per lereti che ne facciano esplicita richiesta attraverso l’iscrizione al re-gistro delle imprese, vedere terzo capitolo), una parte degli attualinetwork avranno una forma di governance più complessa rispettoall’attuale comitato di gestione e questo processo richiederà figuremanageriali specializzate. Attualmente, l’Università di Pisa è l’unicain Italia a promuovere master per formare manager dedicati al set-tore nautico. Del resto, la Toscana rappresenta la regione con lamaggior concentrazione di imprese nella cantieristica e nautica dadiporto ed è normale che qui si sia creata per prima un’offerta for-mativa dedicata. I corsi che si tengono all’Università di Pisa sonodue: il primo in yacht engineering (produzione e progettazione) e ilsecondo in nautical management (gestione dei rapporti con clientie fornitori). “Stiamo cercando di capire quali sono le nuove richie-ste di formazione di primo e secondo livello provenienti dalleaziende” - spiega il professore Franco Martorana (dipartimentoEconomia e Management–Master Nautical Management) - “Credoche in futuro le reti tenderanno sempre di più a ricercare manageresterni piuttosto che a utilizzare figure che già operano all’internodi una delle aziende, ma questo chiaramente ha un costo e lo po-tranno sostenere solo le reti più strutturate. Noi abbiamo comin-ciato quattro anni fa a porci il problema di un managementqualificato per la nautica ed è nato questo master. Con la nascitadelle reti il percorso si sta consolidando ed è destinato a crescere”.Trieste sperimenta il modello“misto”La Trieste refitting system (Trs) è l’ultima nata nel campo delle retinautiche ed è tra le prime in Italia ad aver richiesto la personalitàgiuridica in base alle ultime modifiche della normativa che ha isti-tuito i contratti di rete. Trs (che è anche la sigla convenzionale del-l’aeroporto triestino) si è costituita a febbraio 2013 per iniziativa dicinque imprese specializzate nel refitting di super e megayacht chehanno voluto consolidare una collaborazione che va avanti già daalcuni anni. Ecco quali sono:• Officina Navale Quaiat• Meccano Engineering• Cergol Engineering• Ocean Team• Zinelli & Perizzi.• Presidente: Marino Quaiat (Officina Navale Quaiat)• Vice presidente: Valter Cergol (Cergol Engineering)Alla nascita di questo contratto di rete hanno dato un contribuitoimportante la Camera di Commercio di Trieste, attraverso Aries, el’Istituto per il commercio con l’estero, che ha verificato sul campol’esistenza delle condizioni di mercato per uno sviluppo di tipo in-ternazionale. Il refitting, che come vedremo anche in altri casi èl’attività di rinnovamento di un’imbarcazione che ha esaurito il suociclo di vita oppure di una parte di essa, rappresenta il core busi-ness di Trs Trieste, che punta a valorizzare le competenze diaziende che operano nell’area dell’Alto Adriatico. Quest’ultima sta
  • 11. 21UnmaredinetworkLARETEEISUOIMODELLIDISVILUPPO20UnmaredinetworkLARETEEISUOIMODELLIDISVILUPPOrecuperando punti nel mar Tirreno grazie al boom di turismo nau-tico registrato negli ultimi anni in Croazia e Turchia. Nel campo delrefitting di grandi imbarcazioni, infatti, le imprese italiane sono ingrado di offrire un servizio di alta qualità rispetto ai cantieri pre-senti in quei paesi. Come spiega Marino Quaiat, presidente dellarete, il know how di Trs Trieste si applica su imbarcazioni superioria 40 metri e in pratica non ha limiti di grandezza. “Un importantevantaggio competitivo della nostra rete è avere la proprietà, attra-verso una delle cinque aziende aderenti, di un bacino di carenag-gio all’interno del porto di Trieste con la capacità di ospitaremegayacht fino a 140 metri, in pratica la grandezza di una nave”.Se si pensa che in Italia forse solo un colosso come Fincantieripossiede bacini di carenaggio, si comprende che questo è unpunto di forza della rete. Le potenzialità di crescita sono notevoli.Ogni anni nel Mediterraneo transitano circa 5.000 tra megayachte superyacht, che rappresentano delle piccole città in movimentocon esigenze di tutti i generi: dalla fornitura di generi alimentari allamanutenzione ai rifornimenti di carburante. Ora, nell’alto adriaticosostano una ventina di questi giganti ogni anno che danno lavoroa centinaia di piccole aziende dell’indotto nautico. La scommessaè che, attraverso una qualificazione dei servizi di refitting, in futuropossano essere molte di più. “Il motivo per cui abbiamo richiestola personalità giuridica, con l’attribuzione della partita Iva e la con-seguente necessità di una gestione e di una governance unica, èche puntiamo a essere un soggetto ben identificabile per interlo-cutori di grosso calibro come sono in genere i proprietari di grandiimbarcazioni, per lo più grandi imprenditori e magnati dell’alta fi-nanza”. Ma l’obiettivo di Trs Trieste è anche quello di consolidareun percorso internazionale. Come accennato, durante la costitu-zione del contratto di rete, l’Ice ha svolto una azione di verifica indiversi paesi sugli operatori e gestori di flotte e sui decision makerche detengono la scelta del luogo ove effettuare importanti atti-vità di refitting, arrivando ad una lista di potenziali interessati. I rap-presentanti di Trs Trieste hanno avviato i primi incontri con glioperatori individuati e hanno già In programma altre attività suimercati internazionali, come, per esempio, la partecipazione allapiù importante fiera del settore che si tiene a Montecarlo (MonacoYacht show) con la creazione di contatti con broker esteri per pro-porre i servizi offerti.Un’altra caratteristica importante di Trs Trieste è quello di non iden-tificarsi né in una rete orizzontale né in una verticale: “Quello chepuntiamo a sviluppare è un modello misto” - conclude Quaiat - “Lecommesse saranno gestite in modo diverso dalla rete a secondadi quale sarà la parte preponderante del lavoro. In questo modo,decideremo volta per volta quale sarà l’azienda capofila”.L’eccellenza del refitting“abita” in lagunaAdria Blue Refit è una rete d’impresa friuliana nata in collaborazionecon il Distretto tecnologico navale e nautico (Ditenave), il Comunedi Latisana (Udine) e con il supporto tecnico di Triboo Management.Quindici sono le aziende coinvolte nel contratto di rete, tutte spe-cializzate nella riparazione e manutenzione di imbarcazioni da di-porto e da lavoro. Le specializzazioni coprono a 360 gradi i varisettori, dall’arredamento alla falegnameria, dalla carpenteria me-tallica all’istallazione di impianti di vario tipo, dall’assistenza alla for-nitura dei motori alla verniciatura. Eccole:• Buffon Celestino• Olivo Delio• Elettronautica Puntafaro snc di Mauro DOdorico & Stefano eMauro Della Negra• Morsanutto&Guernieri snc• NautiMotor Toniutto snc di Toniutto Robertino e Toniutto Rudi• Navitronic di Baldin Michele• Rebo Yacht Service SrlPiazza dell’Unità d’Italia(Trieste) vista dal mare
  • 12. 23UnmaredinetworkLARETEEISUOIMODELLIDISVILUPPO22UnmaredinetworkLARETEEISUOIMODELLIDISVILUPPO • Assistenza Nautica Ennio Tagliarolo• Frigomare di Borghello Gianfranco• Casa dellElettronica di Mauro Lorenzo• Marina Punta Gabbiani Aprilia Marittima srl• Assistenza tecnica nautica Savorgnano Claudio• Marina Stella srl• Verniciature nautiche di Tito Giuseppe.• Presidente: Mauro Della Negra (Elettronautica Puntafaro)• Vice presidente: Francesco Reboldi (Rebo Yacht Service)Lobiettivo di Adria Blue Refit è fornire ai diportisti che gravitano nel-larea della Laguna di Marano un servizio completo e di qualità cer-tificata, attraverso un centro di eccellenza del refitting, specializzatonella manutenzione, riparazione, refit, rimessaggio e turismo nauticoper le imbarcazioni a vela e motore dai 10 ai 24 metri. Con il terminerefitting si intende linsieme di attività eseguito sullimbarcazionesuccessivamente alla vendita, che vanno dalla manutenzione ordi-naria fino al completo restauro di uno scafo. Per offrire un serviziodi refitting completo occorrono diverse professionalità che difficil-mente ununica impresa può esprimere. E lo stesso vale per gli in-terventi di manutenzione periodica. Il vantaggio del contratto di reteè proprio questo: creare una squadra in grado di intervenire su tuttigli aspetti della vita di unimbarcazione. Come spiega Marco Spro-cati, che è stato consulente della rete Adria Blue Refit, nei com-prensori della Laguna di Marano (da Latisana a Lignano SabbiadOro, da Palazzolo dello Stella a Marano Lagunare) fiorisce dasempre unimprenditoriadedicata alla nautica dadiporto che ha sviluppatocompetenze diversifi-cate. “Negli ultimi anni,però, questo tessuto lo-cale, fatto soprattutto diaziende di piccole di-mensioni, ha subìto for-temente la concorrenzadella vicina Croazia chesi è attrezzata con strut-ture diportistiche di altolivello” - spiega Sprocati -“Abbiamo quindi ragionato per più di un anno sulla possibilità dicreare una rete strutturata e organizzata che racchiudesse unof-ferta completa di servizi di refitting, di rimessaggio e turistici. Così,allinizio del 2013 è finalmente nata Adria Blue Refit, che rappresentaforse un caso unico nel panorama nazionale”. Lobiettivo di questarete è ambizioso: catturare i diportisti che già gravitano nelle acquedel litorale dellAlto Adriatico (italiani, tedeschi e russi) nonché queltarget, numericamente più limitato ma prestigioso, di francesi eamericani che risalgono lAdriatico diretti a Venezia. “A livello tec-nologico e manifatturiero lItalia esprime capacità e competenze uni-che, per questo siamo convinti che laggregazione possa aumen-tare la competitività delle singole imprese e rappresentare unarisposta efficace alla concorrenza estera” - continua Sprocati. E perattirare nuove commesse anche dallestero, la rete sta puntandosullinnovazione. Attraverso il sito internet (www.adriabluerefit.it),infatti, le imprese aderenti hanno a disposizione una piattaforma perdialogare in tempo reale e confrontarsi su lavori, stati di avanza-mento, esigenze della clientela e cose del genere, in modo da pre-sentarsi al committente come un unico interlocutore, efficiente e al-tamente professionale.Da Livorno a Viareggio,Benetti.net punta al raddoppioBenetti.net nasce nel dicembre 2011 con lobiettivo di consolidareil legame fra il gruppo Azimut-Benetti e le ditte appaltatrici e sub-fornitrici nel segmento delle barche Custom (dove lapporto deiL’approdo di Marina Stella adiacente alla laguna di MaranoCHE COS’È UN MAXI YACHTI maxi yacht sono imbarcazioni a motore e davela di lunghezza superiore ai 24 metri destinatial diporto o al noleggio (charter), equipaggiati inmodo da offrire il massimo comfort ai loro ospiti.Per la loro tipologia e dimensione possono es-sere ospitati solo in strutture portuali con carat-teristiche e servizi specifici. Basti pensare alpescaggio di tali unità che spesso richiedonofondali in banchina superiori ai 7 mt, per nonconsiderare l’assorbimento elettrico necessarioalla gestione degli impianti di bordo che richiede100 amp per unità.
  • 13. 25UnmaredinetworkLARETEEISUOIMODELLIDISVILUPPO24UnmaredinetworkLARETEEISUOIMODELLIDISVILUPPO subfornitori e appaltatori è pari al 100% dei lavori di realizzazione abordo) e di perfezionare ulteriormente il processo produttivo di altaqualità che è necessario per la costruzione dei mega yacht. In que-sto segmento la rete Benetti.net è il primo produttore al mondo conuna quota di mercato pari al 10%. Come spiega Vincenzo Poerio,presidente del gruppo Azimut-Benetti, “il progetto funziona ed èdestinato ad espandersi. Il network è stato focalizzato finora so-prattutto nei cantieri di Livorno, ma molto presto coinvolgerà anchel’area di Viareggio”. Un’espansione che vedrà salire notevolmenteil numero delle imprese aderenti alla rete che attualmente è di 17 (cipotrebbe addirittura essere un raddoppio) e che comporterà ancheun cambiamento nella governance con la nascita di un comitato digestione di cui farà parte anche Poerio.Le aziende patrner attualmente sono:• Arredomare• Carmet• Consorzio Pucci• Domosystem• Elettromar• Finservice impianti• H&H Italia• Mec Carpensalda• Mobilart• SCM• Serventi• Solmec• Storm• Siderpimbino• Team italia• Tecnel• Toscana impianti• Manager di rete: Giovanni Vatteroni (direttore stabilimento di Li-vorno di Benetti)Quella di Benetti.net è una rete di tipo verticale dove la capofila (Be-netti) coordina attività e progetti che vengono decisi collegialmente.“L’obiettivo di tutti è rendere più efficiente il processo produttivoriuscendo ad offrire ai nostri committenti un prodotto di eccellenza”- continua Poerio - “Per il gruppo Benetti è stato chiaro a un certopunto che non aveva senso crescere senza portarsi dietro i proprifornitori, spingendoli così a sviluppare e ad affinare le proprie com-petenze. Oggi il rapporto è basato su principi di lealtà e collabora-zione e i vantaggi sono reciproci. Fornitori e sub fornitori hanno unorizzonte temporale strategico con garanzia di continuità e stabi-lità del lavoro e il nostro gruppo si è garantito la collaborazione deimigliori costruttori di mega yacht, ciascuno nell’ambito delle propriecompetenze, visto che nella rete sono rappresentati un po’ tuttisettori merceologici”.I progetti portati a compimento fino ad oggi sono la realizzazione diun mock-up (a grandezza reale) di una porzione di uno yacht e laformazione dei vari responsabili tecnico produttivi delle ditte sub-fornitrici nel campo del project management dove sono stati for-mati per gestire al meglio i complessi processi di produzione. Altriprogetti in corso sono: la standardizzazione di componenti tecnicidi allestimento, la creazione di una piattaforma software condivisasu cui far transitare i vari documenti tecnici di progettazione/co-struzione e una piattaforma software su cui gestire in maniera effi-ciente le modifiche richieste dai clienti.Benetti.net non ha finalità commerciali, ma soltanto tecnico co-struttive per cui non ha lesigenza di espandersi sui mercati, fun-zione che è demandata alla capofila con il brand Benetti. Le aziendepartner rappresentano tutta la filiera produttiva della realizzazione diuno yacht (dalla carpenteria metallica, allimpianto elettrico, allameccanica fino allarredo e allelettronica). Ogni singola attività pro-duttiva è rappresentata da almeno due pmi per creare quelle siner-gie di sviluppo che devono trascendere dai singoli interessi di ogniditta, ma devono essere visti nellottica di risultato globale.Operai al lavoro nel cantiere di Livorno del gruppo Benetti
  • 14. 27UnmaredinetworkLARETEEISUOIMODELLIDISVILUPPO26UnmaredinetworkLARETEEISUOIMODELLIDISVILUPPONel Golfo di Gaetala rete della nautica di lussoRimyg (Rete d’impresa maxi yahcts Gaeta) si è costituita a metà di-cembre 2012 per iniziativa di cinque imprese:• Base Nautica Flavio Gioia• I viaggi di Kilroy• Villa Irlanda congressi e turismo• Centro Nauticar Grandi Marchi• Carrafelli bros• Presidente: Luca Simeone, (Base Nautica Flavio Gioia, nonchépresidente della sezione Nautica di Confindustria Latina)• Vicepresidente: Angelo Spinosa (Villa Irlanda Grand Hotel)• Head manager: Franco Gnessi (architetto)L’obiettivo principale della rete in questo caso è mettere a puntouna strategia comune che sia in grado di formulare un’offerta mi-rata al transito estivo delle imbarcazioni di grandi dimensioni colle-gata ad un pacchetto completo di servizi, che include anche l’as-sistenza cantieristica e di refitting. Nell’analisi delle aree di attivitàdelle imprese aderenti, si sono individuati principalmente due ma-cro-settori organizzati in un ottica di filiera: diporto nautico, che in-clude anche azioni commerciali; turistico, ovvero attività ricettive eservizi correlati, assistenza turistica, attività culturali e sportive indi-rizzate al turismo crocieristico e/o nautico. Il comparto della nauticae tutta la sua filiera sta attraversando uno dei momenti più difficili de-gli ultimi trent’anni. E Confindustria Latina è stata una delle prime acredere fortemente nella rete di imprese come strumento di svi-luppo. Rimyg rappresenta la quinta esperienza di contratto di reteper il territorio e la speranza è che diventi il punto di partenza di unpercorso di crescita imprenditoriale, territoriale ed umano. “L’atti-vità delle imprese che operano nella cantieristica navale di Confin-dustria Latina è da tempo dedicata a sviluppare un’idea progettualeper affrontare la crisi in atto” - spiega Luca Simeone - presidentedi Rimyg, “L’analisi da cui si è partiti si basa sulla consapevolezzache la posizione baricentrica della nostra provincia attrae da anninumerosi super yacht in transito per l’approvvigionamento di ser-vizi quali bunkeraggio, forniture navali, alimentari, servizi di assi-stenza tecnica e cantieristica”. Alla luce di questo, Confindustria La-tina ha fornito un concreto contributo alla costituzione della primarete di imprese in grado di offrire servizi integrati finalizzati ad at-trarre i maxi yacht nel golfo di Gaeta, nella convinzione che tale mer-cato possa determinare un’importante ricaduta economica per ilterritorio, sia in termini di occupazione sia di fruizione di servizi ri-cettivi commerciali e turistici dell’area. “Uno degli obiettivi principali,infatti” - conclude Simeone - “è rappresentato dal miglioramentodell’offerta di ospitalità per fare in modo che un crescente numerodi grandi imbarcazioni, anche nel periodo invernale, guardi a Gaetacome porto di riferimento per armamento”. E per affrontare unasfida così importante, Rimyg sta lavorando per integrare e armo-nizzare le competenze di ciascuna impresa partecipante. SecondoFranco Gnessi, head manager del contratto di rete, “per attrarre imaxi yacht occorre costruire un’offerta di servizi di qualità che rie-sca a coprire tutte le esigenze di un tipo di imbarcazione moltocomplessa e sofisticata. Per questo motivo occorre lavorare anchesulla formazione del personale e su un sistema di informazione chesia multilingue”.Una squadra per crearecomfort, sicurezzae divertimento a bordoHanno cominciato in cinque, ma presto saranno in sette. A un annodalla nascita, il contratto di rete Net Y accoglie due nuovi operatoriper migliorare la capacità di offerta di servizi e tecnologie per l’en-tertainment e la gestione integrata dell’ambiente di bordo degliyacht. Net Y nasce in Toscana da un progetto di stretta collabora-Maxi yacht all’ormeggio nel porto di Gaeta
  • 15. 29UnmaredinetworkLARETEEISUOIMODELLIDISVILUPPO28UnmaredinetworkLARETEEISUOIMODELLIDISVILUPPO zione tecnica, produttiva e commerciale tra operatori di nicchia cheambiscono a crescere anche oltre i confini nazionali.Ecco le prime cinque aderenti:• Altraluce International• Domosystem engineering• NeXworks• Sea Energy• VycE le altre due che si sono aggiunte quest’anno:• A3 Elettronica• Eni Elettronaval Impianti• Presidente: Gianluca Insolvibile (ingegnere)• Vice presidente: Andrea Giannecchini (Yachtica)Forse non tutti sanno che megayacht e superyacht, soprattuttoquando si supera la lunghezza di 35-40 metri, sono dotati di sofi-sticati sistemi elettronici per gestire tutta la vita di bordo, dalla mo-bilità alla sicurezza passando per l’entertainment. Tanto per fare unesempio, alcune imbarcazioni (in alcuni casi sono vere e proprienavi) hanno videoteche e cineteche con centinaia di film e dispon-gono anche di librerie audio-video: spesso i proprietari amano po-tersi godere questi comfort non solo nella sala dedicata, maovunque si trovino nella loro lussuosa residenza galleggiante. Equesto implica che in fase di costruzione, o di refitting, dello yachtvengano allestiti impianti capaci di soddisfare queste esigenze. Eb-bene, ciascuna delle imprese di Net Y possiede un know how spe-cifico per ciascun segmento relativo a questi complessi impianti,ma ad un certo punto si sono rese conto che solo facendo squa-dra avrebbero potuto ambire a una crescita dimensionale. Così ènata questa rete che opera nell’ambito dei litorali toscani e ligurima che intende fare un salto sui mercati internazionali. Il presidenteGianluca Insolvibile spiega che “la costituzione formalizzata in reterappresenta la modalità iniziale di un percorso strategico delineato,nel quale le aziende mantengono la loro identità, migliorano i pro-cessi produttivi e di vendita a livello individuale e definiscono le areedi condivisione e di collaborazione reciproca con l’obiettivo dicreare valore attraverso l’integrazione di conoscenze, tecniche emodalità operative”. In quest’ottica, quindi, il brand collettivo non èun semplice simbolo, ma rappresenta “l’insieme dei valori aggiuntigarantiti dalla collaborazione reciproca e dalla gestione in rete diprogetti, tecnologie e mercati”. Net Y lavora sia con cantieri nautici(uno dei principali è Azimut-Benetti) sia con operatori di refitting,tutti italiani: l’opportunità per una crescita di tipo internazionale po-trebbe essere offerta dalla vicina Turchia. “Nei paesi nord europei,come Olanda e Germania, i cantieri nautici sono sistemi chiusi poi-ché si rivolgono soprattutto a imprese del loro territorio” - spiegaInsolvibile - “Un possibile mercato di sbocco che abbiamo indivi-duato è la Turchia, dove stanno nascendo nuovi cantieri che guar-dano con interesse a possibili collaborazioni con operatori italianiche loro sanno essere collaudati e di competenze elevate”. I pros-simi passi di Net Y saranno quindi finalizzati alla partecipazione aeventi e fiere promossi dalle Camere di Commercio di Pisa e Luccaper avviare la strategia di internazionalizzazione.Rete di porti con vocazioneinternazionaleUn modello originale e trasversale di contratto di rete nautico èquello di Minsy (Marina International Network for Superyacht) chenasce dall’esigenza di aggregazione di 5 società italiane che ge-stiscono altrettanti porti turistici ubicati in diverse regioni, per un to-tale di circa 1.562 posti barca e un centinaio tra megayacht esuperyacht che transitano ogni anno. Seppure il contratto risulti re-gistrato nel Lazio, questa rete ha una valenza nazionale e una fortevocazione di tipo internazionale. Non è un caso che al network haaderito a fine marzo 2013 il britannico Royal Clarence Marina che asua volta fa parte fa parte della Castle Marinas Ltd (circa 1.610 postibarca), una rete privata di porti turistici fondata nel 2006 da alcuniUno yachtdi 61 m allestitocon i sistemitecnologicidelle ditte cheformano la reteNet Y
  • 16. 31UnmaredinetworkLARETEEISUOIMODELLIDISVILUPPO30UnmaredinetworkLARETEEISUOIMODELLIDISVILUPPOfondi di investimento privati. Al momento, dunque, il network Minsyè costituito da 6 soggetti, ma si tratta di un sistema ‘aperto’ di cuipresto potrebbero entrare a far parte altri operatori.Ecco chi sono gli aderenti a Minsy:• Marina di Sant’Elena (Venezia)• Base Nautica Flavio Gioia (Latina)• Porto turistico di Jesolo (Venezia)• Marina di San Giusto (Trieste)• Marina Fiorita (Venezia)• Royal Clarence Marina (Portsmouth Harbour, Gran Bretagna)• Presidente: Luca Simeone (BaseNautica Flavio Gioia)• Manager di rete: Barbara BonettiL’obiettivo di Minsy è attrarre i superyacht, quelli che per attraccarehanno bisogno di fondali di almeno 24 metri di profondità. Anzi, perla verità, come precisa l’architetto Barbara Bonetti, promotrice ecoordinatrice del contratto di rete Minsy, la vera sfida è riportare inItalia queste imbarcazioni dopo la fuga che si è avuta nel 2012 in se-guito all’introduzione della tassa sullo stazionamento (provvedi-mento poi cambiato dal governo in un’imposta sulla proprietà, menogravosa per i diportisti, ma altrettanto penalizzante per il settore). “Ilvero banco di prova sarà l’estate 2013, quando potremo mettere inpratica il lavoro fatto in questi mesi e basato sull’adozione di unapolitica comune di prezzi e di servizi offerti”. I potenziai clienti diMinsy sono soprattutto superyacht internazionali che trascorronol’inverno nei mari caraibici e che in estate hanno come meta il Me-diterraneo: “Una delle iniziative che potremmo mettere in cantiereè la creazione di mini crociere con approdi nei porti aderenti allarete, ma non escludiamo accordi con altri soggetti che ci aiutino adMarina Fioritaampliare la gamma di servizi che si possono offrire a queste parti-colari imbarcazioni” - continua Bonetti - “Inoltre, con la recente ade-sione del Royal Clarence si aprono prospettive di collaborazione conuna grande rete d’eccellenza inglese che accoglie una clientela dilivello internazionale”. Quella di Minsy è, insomma, una lobby di im-prese con elevati standard di qualità, specializzate in marine e ap-prodi turistici, ma con anche la conoscenza dell’hinterland, chepunta a sviluppare opportunità di business usufruendo di economiedi scala. La promozione di progetti comuni, lo scambio di know howe la creazione di un’identità di rete rappresentano le tappe principalidi un percorso che i 5 porti turistici hanno disegnato per recuperarecompetitività sia nel Mediterraneo che a livello internazionale. Il pre-sidente della rete, Luca Simeone, sottolinea che “lobiettivo è creareun sistema di accoglienza di alta qualità, che facendo perno nei no-stra marina, serva come porta di ingresso al tessuto territoriale di ri-ferimento, in modo da dar vita ad alcuni circuiti di tipo culturale oltreche ludico o enogastronomico”.Milano per la nauticaeco-sostenibileBoat Ecology, contratto di rete nato a Milano, si configura in appa-renza come un outsider nel panorama dei progetti avviati fino adoggi nel settore nautico. Ma il suo obiettivo è ambizioso: diventareun punto di riferimento per la sua capacità di progettare e adattareinfrastrutture portuali e imbarcazioni ai più avanzati standard dieco-sostenibilità, un tema cui il tutto il settore della nautica è moltosensibile. Cinque sono le aziende aderenti a Boat Ecology che vedecome capofila la società Avanzi (specializzata in consulenza per lasostenibilità d’impresa). Le altre quattro sono:• Montana Ambiente (bonifiche, gestione dei siti inquinati)• Greenville (consulenza energetica)• Alchema (sviluppo strategico e progetti complessi)• Rgs (gestione del rischio)• Presidente: Matteo BartolomeoBoat Ecology è, dunque, una rete d’impresa composta da playerche da oltre 20 anni si occupano di gestione e innovazione am-bientale e il progetto è sostenuto dalla Regione Lombardia (bando
  • 17. 33UnmaredinetworkLARETEEISUOIMODELLIDISVILUPPO32UnmaredinetworkLARETEEISUOIMODELLIDISVILUPPO Ergon – Reti d’Impresa). Le aziende sono tutte localizzate in Lom-bardia, ma operano a livello nazionale ed internazionale. “L’idea difondo è portare i temi dell’ecologia e della sostenibilità nel mondodella nautica” - spiega il presidente del Comitato di gestione, Bar-tolomeo. In altre parole, Boat Ecology Boat Ecology vuole renderepiù eco-compatibili i porti, i cantieri, le imbarcazioni attraverso lafornitura di soluzioni e servizi innovativi. “Nessuna delle nostreaziende ha attualmente il core business nel comparto nautico matutte hanno lavorato, a vari livelli, per porti turistici e cantieri nautici,soprattutto per la realizzazione delle infrastrutture connesse” -continua Bartolomeo - “Oggi ci poniamo come un system integra-tor in grado di proporre unofferta a tutto tondo, che considera i di-versi fattori dimpatto ambientale della nautica da diporto”. Un altroaspetto importante è l’offerta tecnologica che Boat Ecology puntaa creare selezionando le più avanzate soluzioni che sono disponi-bili sul mercato attraverso un’operazione di scouting portata avantida un team con competenze diversificate per i vari aspetti am-bientali. I potenziali clienti di questo tipo di rete sono porti, cantieriper nuove imbarcazioni o per il refittig, gestori di flotte, soggetti pri-vati. In sintesi, due sono le business unit individuate da Boat Eco-logy che non esclude l’avvio di partnership tra la rete e alcunicantieri nautici per la realizzazione di progetti ‘chiavi in mani’:• business unit porti (diporto): offerta di soluzioni e servizi per latrasformazione in senso ecologico di scali da realizzare ex novooppure per la trasformazione e l’ampliamento di porti esistenti;• business unit Imbarcazioni (vela e motore): offerta a cantieri cheproducono nuove imbarcazioni di soluzioni per rendere più eco-compatibili i prodotti: offerta e ad armatori (singoli e flotte char-ter); offerta per il refit di imbarcazioni esistenti.Boat Ecology, inoltre, ricerca:• imbarcazioni e porti per progetti pilota• cantieri per il refit candidati a entrare nella rete. Che condividanoobiettivi, che abbiano capacità tecniche, professionali e moraliadeguate.• partner per lo sviluppo in Croazia, Turchia, Spagna, Francia, Malta“Crediamo sia importante aprirsi a un mercato internazionale qua-lificandoci come player specializzati in questo segmento” - con-clude Bartolomeo, “Per questo motivo intendiamo partecipare albando europeo Eco-innovation presentando soluzioni innovativeper la nautica da noi progettate. Abbiamo già fatto un primo espe-rimento senza vincere ma ottenendo già ottime valutazioni. Con-findiamo di fare un passo in vanti nella nuova competizione”.L’esperienza di Mare NostrumMare Nostrum è una rete d’impresa, con una valenza di tipo istitu-zionale, costituita nel 2012 e che vede come soci:• Ucina - Confindustria Nautica• Ausind srl – società di servizi di Confindustria Genova• Cts srl – Confindustria Toscana Servizi - Firenze• Asspontina Servizi - Confindustria Latina• Cis srl - Centro Interassociativo Servizi Confindustria Roma, Fro-sinone, Rieti e Viterbo• Sogesi – società di servizi Confindustria Ancona.Da subito si è attivata per estendere la partecipazione a tutte le re-gioni che sono naturalmente coinvolte nel settore e sta lavorandoper la partecipazione della Regione Campania, Sardegna, Sicilia eVeneto.Mare Nostrum ha avviato due progetti:1. In collaborazione con Unioncamere, Ucina e Osservatorio nau-tico nazionale, coordina la messa a regime di tutti i dati sia sta-tistici che economici in grado di rappresentare piùcompiutamente il valore della filiera allargata della nautica e laricaduta economica sul territorio. Ciò con l’obiettivo di disporredi uno strumento più aderente ai reali valori del settore e delsuo contributo al Pil.2. In collaborazione con Navigo Toscana, il settore Education diConfindustria e d’accordo con il ministero dell’Istruzione, perprima cosa sta sviluppando contatti con i dirigenti scolasticidegli Istituti Tecnici Nautici per modificare il contenuto didatticodei POF con l’obiettivo di ampliare e rendere più moderne e fun-zionali le materie alle esigenze dei superyacht. In secondoluogo si propone di contattare più di 2000 comandanti di im-barcazioni che si sono dichiarati disponibili a mettere a disposi-zione degli allievi degli ultimi due anni la possibilità di effettuarestage a bordo per tirocinio e conoscenza delle attività. È que-sto un settore che può generare posti di lavoro oggi pocoesplorati.“Mare Nostrum opera per evitare l’eccessiva frammentazione delleiniziative di promozione e di marketing del settore. Ogni regione oterritorio disperde risorse a pioggia senza un ritorno commisurato
  • 18. 35UnmaredinetworkICONTRATTIDIRETEELARECENTEEVOLUZIONELEGISLATIVA34UnmaredinetworkLARETEEISUOIMODELLIDISVILUPPO allo sforzo, perciò occorre dare vita a un’azione unitaria per arrivarea formulare l’offerta di un prodotto nazionale sull’esempio di altrisettori del made in Italy” - spiega Ettore Massiglia, coordinatore diMare Nostrum Network - “La nautica da diporto e la cosiddetta fi-liera del mare sono un tassello strategico del comparto turismo pertroppo tempo dimenticato e sottovalutato e che i nostri futuri go-vernanti dovranno necessariamente rilanciare, attraverso politichemirate”.3I CONTRATTI DI RETEE LA RECENTEEVOLUZIONELEGISLATIVAPersonalità giuridicae partecipazionealle gare d’appaltoA questo punto è opportuno ragionare su alcune importanti novitàlegislative che sono state introdotte a fine 2012 nei contratti di rete.Queste norme sono, infatti, destinate a modificare e, probabil-mente, ad ampliare l’applicazione di questo strumento nei varisettori produttivi, compreso quello nautico che questa breve guidaintende approfondire. Il Parlamento con la legge del 17 dicembre2012 n.221 ha convertito, apportando alcune modifiche, il decretolegge del 18 ottobre 2012 n. 179 dal titolo “Ulteriori misure urgentiper la crescita del Paese” (il cosiddetto “Decreto Sviluppo bis”). Lanuova legge contribuisce a delineare, con maggior precisione, ilquadro complessivo della normativa sui contratti di rete fornendomaggiore operatività alla disciplina. La novità più importante ri-guarda il tema della personalità giuridica. In particolare è statochiarito che "il contratto di rete che prevede l’organo comune e ilfondo patrimoniale non è dotato di soggettività giuridica, salva lafacoltà di acquisto della stessa ai sensi del comma 4-quater ultimaparte". Il legislatore nel ribadire, con il decreto legge n. 179/2012 erelativa legge di conversione n. 221/2012, che il contratto di rete,in quanto tale, non è dotato di soggettività giuridica, fornisce unchiarimento che si è reso necessario a fronte della situazione di in-certezza normativa che si era generata su questo punto. Comespiega l’avvocato Marco Tupponi, dello studio legale internazio-nale Tupponi-De Marinis & Partners, nonché docente a contratto
  • 19. 37UnmaredinetworkICONTRATTIDIRETEELARECENTEEVOLUZIONELEGISLATIVA36UnmaredinetworkICONTRATTIDIRETEELARECENTEEVOLUZIONELEGISLATIVA di Diritto dell’impresa avanzato all’Università di Bologna, sede diForlì - “ci sono due tipologie di contratti di rete, la prima è una for-mula semplice che non prevede né un patrimonio del contratto direte né un organo di gestione. La seconda tipologia prevede, alcontrario, una dotazione patrimoniale e un organo amministrativo.Ora, il contratto di rete non ha mai personalità giuridica, neanchein questo secondo caso, salvo che non venga richiesta esplicita-mente l’iscrizione nel Registro delle imprese a seguito della qualeci può essere anche l’attribuzione della partita Iva. Con il fondo pa-trimoniale e con la personalità giuridica cambia il profilo del con-tratto di rete nei confronti di terzi: i creditori possono aggrediresolo i beni conferiti nel fondo”. Il legislatore è intervenuto anchesul Codice degli Appalti prevedendo la partecipazione dei contrattidi rete a gare e appalti pubblici. “In pratica viene data la possibilitàanche alle reti d’impresa di partecipare a gare ed appalti pubblicie per questo non è necessario il requisito della personalità giuridicacosì come non lo è per le Ati, le associazioni temporanee d’im-presa” - chiarisce Tupponi.Ecco che cosa cambiacon le nuove normeRetImpresa, associazione di settore aderente a Confindustria, hacosì riassunto le principali innovazioni del quadro legislativo in undocumento aggiornato a gennaio 2013 e che rappresenta un utilepunto di riferimento per tutti gli operatori:1. viene introdotta, nell’ipotesi in cui il contratto si doti di fondo pa-trimoniale e di organo comune, una sub disciplina in forza dellaquale:- la responsabilità patrimoniale - per le obbligazioni assunte da-l’organo comune per il programma comune - è limitata alfondo comune;- va redatta annualmente la situazione patrimoniale osser-vando, in quanto compatibili, le disposizioni relative al bilanciodelle società per azioni;2. vengono inserite le reti d’impresa tra le forme di aggregazioneammesse alla partecipazione delle gare d’appalto, con un ri-sultato che recepisce il parere dell’Autorità per la Vigilanza suicontratti pubblici, che si era pronunciata in tal senso;3. viene introdotta la possibilità che il contratto sia redatto non piùsolo per atto pubblico o scrittura privata autenticata ma ancheper atto firmato digitalmente con mera firma digitale o con firmaelettronica autenticata da notaio o da altro pubblico ufficiale;4. Viene previsto che la trasmissione del contratto agli uffici delRegistro delle Imprese dovrà avvenire attraverso il modellostandard tipizzato con decreto del ministero della Giustizia diconcerto con il ministero dell’Economia e Finanze e del mini-stero dello Sviluppo economico (da definire).Sulla definizione scritta dell’accordo occorre sapere che:• tra gli elementi necessari del contratto, nel caso in cui venga isti-tuito un fondo patrimoniale, devono essere previsti anche la de-nominazione e la sede della rete;• le modifiche al contratto di rete sono redatte e depositate perl’iscrizione, a cura dell’impresa indicata nell’atto modificativopresso la sezione del Registro delle Imprese presso cui è iscrittala stessa impresa;• l’ufficio del Registro delle Imprese provvede alla comunicazionedelle modifiche al contratto a tutti gli uffici presso cui sono iscrittele altre imprese e le annotazioni delle modifiche avverranno d’uf-ficio;• le imprese, che hanno sottoscritto un contratto di rete, possonoiscrivere la rete nelle sezione ordinaria del Registro delle Impresee la scelta di effettuare tale iscrizione comporta l’acquisizione disoggettività giuridica della rete;• per le reti che vogliono acquisire la soggettività giuridica il con-tratto deve essere stipulato per atto pubblico o per scrittura pri-vata autenticata, ovvero per atto firmato digitalmente a normadellarticolo 25 del d.lgs. 82/2005. È esclusa, quindi, la possibilitàdi redigere l’atto con mera firma digitale per le “reti-soggetto”.Quanto alle modalità relative all’iscrizione del contratto-soggetto siattendono indicazioni operative dal sistema camerale per poter
  • 20. 39UnmaredinetworkICONTRATTIDIRETEELARECENTEEVOLUZIONELEGISLATIVA38UnmaredinetworkICONTRATTIDIRETEELARECENTEEVOLUZIONELEGISLATIVA adempiere a questa formalità, a differenza delle modalità relative almero contratto (non soggetto), note ed impiegate ormai da treanni. Secondo RetImpresa, questa previsione non aggiunge nulla dinuovo rispetto a quanto già era possibile fare in precedenza con latrasformazione del contratto di rete in società oppure con la direttacostituzione di enti giuridici (come società, consorzi, associazioni…)e pertanto numerosi commentatori si interrogano sulla reale utilitàdi questa misura. La norma peraltro non chiarisce i profili civilisticie tributari della nuova figura (rete-soggetto). È infine importantesottolineare che la Commissione Europea con la decisioneC(2010)8939 ha stabilito i criteri per la compatibilità dell’agevola-zione fiscale prevista dalla l.122/2010 con il mercato interno. Tra lemotivazioni, c’è anche l’assenza della personalità giuridica. Per-tanto, in attesa di chiarimenti potrebbe sussistere il rischio di de-cadenza dal regime di sospensione fiscale sugli utili delle impreseche hanno usufruito di tale agevolazione e che dovessero decideredi orientarsi verso questa nuova opzione.Agevolazioni fiscali,si aprono nuovi scenariIl contratto di rete, sotto il profilo degli obblighi fiscali, fino ad ogginon poneva rilevanti problematiche poiché l’Agenzia delle Entrateha sempre escluso la soggettività tributaria; pertanto gli uniciadempimenti fiscali a carico della rete si limitavano alla richiestadel codice fiscale per fini operativi della rete e a quelli dichiarativicorrelati all’accesso ai benefici fiscali riconosciuti dalla normativavigente.Con la conversione in legge, con modifiche, del decreto-legge 18ottobre 2012 n. 179, viene disposto che “la rete può iscriversi nellasezione ordinaria del registro delle imprese nella cui circoscrizioneè stabilita la sua sede; con l’iscrizione nel registro delle imprese larete acquista soggettività giuridica”. Secondo due esperti tributa-risti come Ezio Vannucci e Romina Vaghetti dello studio MooresRowland Associati, “il legislatore con tale disposizione introduce lasoggettività giuridica della rete come una facoltà - e non come ob-bligo – : la rete potrà, dunque, scegliere di acquisire la soggettivitàgiuridica in seguito all’iscrizione volontaria nella sezione ordinariadel registro delle Imprese. Tale nuovo orientamento giuridico aprirànuovi scenari anche sul piano fiscale: se la rete diventa soggettodi diritto potrà avere una propria partita Iva, con conseguente ri-conoscimento di soggettività tributaria. Potranno, pertanto, se-guire nuovi adempimenti fiscali per la rete, ma anche agevolazionidirettamente in capo alla rete con possibile decadenza dell’age-volazione prevista per il contratto di rete in quanto basato sull’as-senza di personalità giuridica. Ma su questo punto dovràesprimersi per chiarimenti l’Agenzia delle Entrate per capire in qualinuovi ambiti fiscali dovrà muoversi la rete”.Per il momento ci si deve attenere a quella che è la normativa in vi-gore. Il beneficio fiscale, introdotto dall’art. 42, d.l. n.78/2010, rico-nosce un trattamento di favore esclusivamente alle singoleimprese aderenti al contratto di rete in relazione alle proprie scelteindividuali di destinazione degli utili e non invece alla rete nel suocomplesso. Spiegano Vannucci e Vaghetti che l’agevolazione,come chiarito con la circolare n. 15/E del 14 aprile 2011 dell’Agen-zia delle Entrate, “è prevista fino al periodo d’imposta in corso al31 dicembre 2012 e consiste in un regime di sospensione ai finidelle imposte sui redditi (Ires o Irpef) per le imprese aderenti allarete. Ma bisogna rispettare determinate condizioni essenziali”. Laprima è che le imprese, attraverso una delibera, destinino unaquota (o eventualmente la totalità) degli utili al fondo patrimonialecomune della rete, vincolandoli alla realizzazione degli investimentiprevisti dal programma di rete. Seconda condizione riguarda l’ob-bligo, sempre a carico delle imprese, di fornire adeguata rappre-sentazione in bilancio della destinazione degli utili al fondopatrimoniale della rete tramite costituzione di una apposita riserva,dandone informazione nella nota integrativa. Terzo adempimentoper accedere al beneficio fiscale, occorre che il programma di retesia stato preventivamente asseverato da parte di “organismiespressione dell’associazionismo imprenditoriale muniti dei requi-siti previsti con decreto del ministero dell’Economia e delle Fi-nanze”. Dal punto di vista degli obblighi formali, infine, per poterusufruire dei vantaggi fiscali l’Agenzia delle Entrate richiede allesingole imprese aderenti alla reti la preventiva presentazione diuna comunicazione (modello Reti) contenente l’indicazione dellaquota di utili accantonati e l’indicazione del risparmio d’impostacorrispondente all’accantonamento. In tale sede, le imprese do-vranno indicare l’ammontare della quota di utili di esercizio accan-tonati e destinati al fondo patrimoniale relativi al periodo di impostadi riferimento e stimare il risparmio di imposta complessivo corri-spondente alla quota di utili indicati.
  • 21. 40UnmaredinetworkICONTRATTIDIRETEELARECENTEEVOLUZIONELEGISLATIVACONTENUTI DEL CONTRATTO DI RETE• Denominazione• Programma di rete• Durata del contratto• Modalità di adesione di altri imprenditori• Regole per l’assunzione delle decisioni dei partecipanti• Fondo patrimoniale• Organo comune• Cause di recesso anticipato• Il contratto deve essere stipulato in forma di atto pubblico o scrittura privata• autenticata o con firma digitale• Il contratto deve essere iscritto presso il Registro delle Imprese.• Tali adempimenti sono richiesti anche per le modifiche al testo del contratto, per le nuoveadesioni e per i recessi e le esclusioniDEFINIZIONE DEL PROGRAMMA DI RETEIl programma di rete costituisce l’oggetto del contratto, con esso le imprese devono indi-care come intendono:1. collaborare in forme e ambiti predeterminati attinenti l’esercizio delle imprese2. scambiarsi informazioni o prestazioni di natura tecnica, industriale, commerciale o tec-nologica3. esercitare in comune alcune attivitàIl programma deve indicare:A. diritti e obblighi di ciascun partecipanteB. modalità di esecuzione degli obblighi

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