Team, Persone, Comunicazione

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Raccolta di macro progettuali relative ai processi di comunicazione delle persone nei team aziendali

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Team, Persone, Comunicazione

  1. 1. <ul><li>THE MANHATTAN CLUB </li></ul><ul><li>E’ una ben magra consolazione sentirsi dire che l’uomo che ci ha offerto </li></ul><ul><li>un cattivo pranzo, o un vino scadente, ha una vita privata irreprensibile. </li></ul><ul><li>Nemmeno le virtù cardinali bastano a fare ammenda </li></ul><ul><li>di un primo piatto diventato freddo. </li></ul>
  2. 2. <ul><li>Premessa > </li></ul><ul><li>L’arte del gusto…semplicemente. </li></ul><ul><li>Un’esperienza magica in grado di dare vita al menù perfetto….ma soprattutto ad una sfida contro il tempo…e </li></ul><ul><li>densa di ostacoli. </li></ul><ul><li>Un viaggio privilegiato tra i sapori e tra le severe regole della cucina. </li></ul><ul><li>Un team irripetibile dovrà fronteggiare le richieste illimitate degli inflessibili membri del Manhattan Club , pronti a </li></ul><ul><li>tutto pur di mettere alla prova i loro talentuosi e papabili nuovi membri. </li></ul><ul><li>Il Manhattan Club , il più importante e prestigioso club di cucina, famoso per la </li></ul><ul><li>crudele selezione del suo personale, invita i giovani e potenziali nuovi protagonisti del </li></ul><ul><li>proprio club ad organizzare una grandiosa cena di rappresentanza. </li></ul><ul><li>Una cena memorabile, che possa dimostrare il loro talento e in grado di farli accedere nell’importante </li></ul><ul><li>organizzazione. Una serata unica, in cui gusto ed eleganza dovranno coniugarsi perfettamente con un </li></ul><ul><li>allestimento esemplare e un servizio ineccepibile. </li></ul>
  3. 3. <ul><li>Nessun dettaglio potrà essere trascurato. </li></ul><ul><li>L’intero staff dovrà osservare severe regole di budget, sulle quali costruire il menù perfetto, gestire e addestrare il </li></ul><ul><li>personale di sala, piuttosto assenteista e inappropriato e creare infine, “ Il Dessert dei Cinque Valori ”, servendosi </li></ul><ul><li>di soli cinque alimenti, rappresentati, secondo l’intero team di chef, il gusto dei valori fondamentali…tenersi pronti </li></ul><ul><li>con le decorazioni. </li></ul><ul><li>I giovani chef dovranno dimostrare un vero gioco di squadra e soprattutto dovranno essere in grado di gestire al </li></ul><ul><li>meglio il loro campo di gioco: la cucina. Luogo sacro e insidioso. </li></ul><ul><li>Ma se qualcosa non dovesse andare secondo le previsioni? Se gli invitati dovessero raddoppiare all’improvviso? </li></ul><ul><li>Se le provviste dovessero sparire dalla dispensa? Se….. </li></ul><ul><li>Beh…accendete i fornelli… e buon appetito! </li></ul>
  4. 4. <ul><li>Programma > </li></ul><ul><li>Il gruppo viene inserito in un contesto di ristorazione. </li></ul><ul><li>Avrà l’obiettivo di soddisfare la Direzione di Manhattan Club …autentica impresa, considerata la nota </li></ul><ul><li>severità che la contraddistingue…preparando e servendo la cena prevista per la serata del secondo giorno. </li></ul><ul><li>Le fasi dell’attività prevedranno lo sviluppo di tutto il processo tipico della ristorazione: </li></ul><ul><li>approvvigionamento degli ingredienti (negoziazione e gestione budget con i fornitori) </li></ul><ul><li>preparazione dei cibi (team building, gestione risorse e tempi) </li></ul><ul><li>allestimento della sala (coordinamento) </li></ul><ul><li>relazione con i clienti e servizio al tavolo (relazione e comunicazione). </li></ul><ul><li>E la Direzione di Manhattan Club si esprimerà sulla base dell’abilità di relazione dimostrata, qualità del servizio, </li></ul><ul><li>qualità del prodotto proposto e tempi di servizio… </li></ul><ul><li>L’efficace fruibilità dell’attività prevedrà l’utilizzo della videocamera, al fine di catturare le immagini più significative </li></ul><ul><li>che saranno utilizzate in fase di razionalizzazione finale in ottica di riflessione, sviluppo spunti di miglioramento </li></ul><ul><li>e…possibilità di rivivere le emozioni di un’esperienza suggestiva ed unica! </li></ul>
  5. 5. <ul><li>IL PRANZO DI BABETTE </li></ul><ul><li>Cogliere la bellezza di una cosa è il punto più alto cui si può arrivare. </li></ul><ul><li>Persino il senso del colore è più importante, </li></ul><ul><li>nello sviluppo dell’individuo, del senso del bene e del male. </li></ul>
  6. 6. <ul><li>Premessa > </li></ul><ul><li>Ricordate la mitica pellicola? </li></ul><ul><li>In un mondo di moralismi e di regole controllate, dove i desideri e gli istinti vengono controllati e compressi al </li></ul><ul><li>minimo necessario, Babette introduce passione emozioni e gusto per il bello attraverso un pranzo che ha </li></ul><ul><li>cambiato poi il destino delle cose…. </li></ul><ul><li>Cinema e cucina …un connubio consolidato in tante opere di successo, per una ragione tanto semplice quanto </li></ul><ul><li>profonda: qualsiasi forma di narrazione della vita non può prescindere da un elemento indispensabile alla vita </li></ul><ul><li>stessa quale appunto il cibo… </li></ul><ul><li>Entrambi veicoli di comunicazione privilegiata per le tradizioni più autentiche di un popolo, forme di arte nelle quali </li></ul><ul><li>l'identità culturale prende vita: cinema quindi come arte culinaria, cibo come realismo e specchio della vita </li></ul><ul><li>quotidiana, come icona della nostra identità nazionale, come elemento di relazione. </li></ul><ul><li>Il cinema come struttura…e la metafora del cibo…in cui mettere alla prova le abilità comunicative e di relazione </li></ul><ul><li>fra i partecipanti: cucina come luogo di produzione, soddisfazione, creatività, trasformazione. </li></ul><ul><li>Un’esperienza sensoriale sul lavoro di squadra. </li></ul><ul><li>Il cinema come filo conduttore formativo dell’evento, </li></ul><ul><li>La cucina come momento conviviale di comunicazione. </li></ul>
  7. 7. <ul><li>Quali i valori dell’evento? </li></ul><ul><li>AMBIENTE </li></ul><ul><li>Ricerca di un ambiente informale , con lo scopo di scollegare emozionalmente il processo formativo da contesti </li></ul><ul><li>tradizionali di lavoro dove solitamente vengono rievocati a livello inconscio meccanismi negativi quali la noia, il </li></ul><ul><li>giudizio, la rivalità, ecc. </li></ul><ul><li>EMOZIONI </li></ul><ul><li>Far percepire ad ogni partecipante una serie di “ vantaggi personali ” che vanno oltre la sfera lavorativa, </li></ul><ul><li>spingendoli a mettersi in gioco nell’affrontare le sfide. </li></ul><ul><li>DIVERTIMENTO </li></ul><ul><li>Attraverso il divertimento l’apprendimento subisce un’accelerazione, poiché coinvolge sia le risorse consce sia </li></ul><ul><li>inconsce, creando esperienze memorabili di scoperta reciproca. </li></ul><ul><li>ESPERIENZA </li></ul><ul><li>L’unico modo veramente efficace è coniugare i processi cognitivi a quelli comportamentali, </li></ul><ul><li>attraverso il vivere esperienze sensoriali , che permettano di lavorare sull’intensità delle </li></ul><ul><li>emozioni e delle relazioni. </li></ul>
  8. 8. <ul><li>Movies & Cooking è una metodologia innovativa che introduce, mediante il learning by action , una “nuova” </li></ul><ul><li>metafora organizzativa: per cucinare occorre utilizzare risorse, conoscenze, organizzazione e metodi…come in </li></ul><ul><li>azienda. </li></ul><ul><li>Molti gli spunti forniti da questa metafora: la gestione dei tempi di cottura, degli imprevisti, delle risorse disponibili; </li></ul><ul><li>l'esigenza di collaborare per il raggiungimento di un obiettivo comune; la necessità di coordinamento e </li></ul><ul><li>comunicazione; lo sviluppo della sensibilità e della creatività… </li></ul><ul><li>Il cinema e la cucina diventano laboratorio di apprendimento, dove vengono attivati nei partecipanti stimoli e </li></ul><ul><li>reazioni, che aiutano a rendere esplicito ciò che prima era implicito o dato per scontato. </li></ul><ul><li>Grazie alla elaborazione cognitiva che ne deriva, si ottengono quelli che si possono definire cortocircuiti sinaptici </li></ul><ul><li>cioè considerazioni che avvengono senza mediazioni, efficaci e durature nel tempo. Tali cortocircuiti rendono più </li></ul><ul><li>semplice l'interpretazione della complessità ambientale e consentono di indirizzare al meglio le energie </li></ul><ul><li>manageriali. </li></ul>
  9. 9. <ul><li>Programma > </li></ul><ul><li>Movies & cooking è un’attività di gruppo contraddistinta da una serie di esercitazioni ognuna delle quali suddivisa </li></ul><ul><li>in tre fasi: briefing, action, debriefing, con lo scopo di realizzare un “girato” a tema cooking e trasmettere il </li></ul><ul><li>concetto di valori e competenze all’interno di una produzione cinematografica. </li></ul><ul><li>Si tratta di un evento che presenta una grande flessibilità e quindi permette di poter effettuare differenti </li></ul><ul><li>ragionamenti anche a priori; a seconda della dinamica gruppale che si intende osservare infatti, è possibile </li></ul><ul><li>strutturare l’attività in differenti modalità: </li></ul><ul><li>un unico team di lavoro diventa una vera e propria troupe di produzione e sviluppa un solo tema </li></ul><ul><li>cinematografico </li></ul><ul><li>due team di lavoro, in competizione tra loro, si affrontano sullo stesso tema cinematografico (o su due temi </li></ul><ul><li>differenti). </li></ul><ul><li>Tutte le attività saranno infatti filmate da cameraman professionisti, montate in un trailer di bakstage e proiettate a </li></ul><ul><li>fine lavori. </li></ul>
  10. 10. <ul><li>MA CHE MUSICA…MAESTRO! </li></ul><ul><li>I musicisti sono così assurdamente irragionevoli. </li></ul><ul><li>Ti vorrebbero sempre assolutamente muto </li></ul><ul><li>proprio quando brameresti essere completamente sordo. </li></ul>
  11. 11. <ul><li>Premessa > </li></ul><ul><li>La musica …autentico veicolo emozionale e di comunicazione…da sempre ispirazione dell’immaginario </li></ul><ul><li>collettivo…a far da sfondo ad un evento suggestivo… </li></ul><ul><li>E poi la Direzione d’Orchestra …sublime espressione della sontuosità della musica…manifesta esplicitazione di </li></ul><ul><li>condivisione ed armonia di gruppo… </li></ul><ul><li>Proprio questi sono gli ingredienti principali mediante i quali si svilupperà l’evento ideato. </li></ul><ul><li>Il Direttore d’Orchestra è come il Regista all’interno di una troupe cinematografica: è l’unico a conoscere il </li></ul><ul><li>progetto finale. Così come l’attore conosce solo la sua parte e non certo quella di tutti gli altri, lo strumentista in </li></ul><ul><li>orchestra legge solo il suo spartito e non conosce quasi gli altri. L’attore non decide come verrà inquadrato, se </li></ul><ul><li>avrà un primo piano o meno, così lo strumentista non sa la sua parte che rilievo deve ricevere. </li></ul><ul><li>Insomma, come il Regista, il Direttore decide le inquadrature, i tagli, il montaggio, il ritmo narrativo, il colore, le </li></ul><ul><li>luci. E’ l’unico a conoscere il progetto finale, a tenere tutti i parametri sotto controllo, e deve motivare tutti i suoi </li></ul><ul><li>collaboratori per portarli dalla sua parte e unificarli stilisticamente. </li></ul><ul><li>La figura del Direttore è cambiata storicamente negli ultimi 70, 80 anni: da Toscanini, vero dittatore del podio, si è </li></ul><ul><li>passati a Karajan, Direttore dalla immensa autorità anche lui ma esercitata in maniera meno smaccata e plateale; </li></ul><ul><li>da Bernstein (proveniente dalla Democrazia americana) fino ad esempio al nostro Claudio Abbado, che si pone in </li></ul><ul><li>una posizione democratica e paritaria di collaborazione coi suoi musicisti. </li></ul><ul><li>Oggi il Direttore non impone con autorità la sua posizione, ma ottiene di realizzare il suo progetto attraverso un </li></ul><ul><li>confronto più morbido. </li></ul>
  12. 12. <ul><li>E’ affascinante capire cosa studia un Direttore d’orchestra, e quali analogie ha la sua formazione con quella </li></ul><ul><li>aziendale. </li></ul><ul><li>Ai fini di un discorso sulla Leadership è curioso notare proprio la terminologia delle competenze sulle </li></ul><ul><li>quali un Direttore si forma: Direzione d’orchestra, appunto, dunque Dirigere (qualcosa, qualcuno) come base di </li></ul><ul><li>apprendimento, che è ben di più dello studio di un singolo strumento; poi si studia Composizione, dunque una </li></ul><ul><li>disciplina che spiega come “Comporre” qualcosa che prima era smembrato, scomposto; poi si danno esami di </li></ul><ul><li>Armonia, cioè come armonizzare fra loro gli elementi sapendoli scegliere, e come risolvere le Dissonanze; poi si </li></ul><ul><li>esercita la Lettura della Partitura, dunque come avere una lettura d’assieme, con un colpo d’occhio, di tutta </li></ul><ul><li>l’orchestra, che volendo diventa tutta l’Azienda nei suoi numerosi componenti. </li></ul><ul><li>“ Dunque, io per anni ho riflettuto sulla Direzione, la Composizione, l’Armonia, la Lettura complessiva. Solo che </li></ul><ul><li>l’ho fatto prima attraverso il tramite delle note, e ho compreso poi in un successivo momento come traslare tutto </li></ul><ul><li>questo sugli uomini, sui gruppi di lavoro, sulle orchestre” ( Aurelio Canonici ) </li></ul><ul><li>E dal Direttore d’Orchestra, il passo verso l’Orchestra stessa è spontaneo…naturale…automatico…necessario…il </li></ul><ul><li>team è necessario al suo mentore… </li></ul>
  13. 13. <ul><li>Prima giornata </li></ul><ul><li>Il percorso prevede una serie d’attività sapientemente miscelate dalla combinazione di metodologie diverse che </li></ul><ul><li>ben si integrano tra loro, che infonderanno nei partecipanti un’importante carica motivazionale e svilupperanno </li></ul><ul><li>una forte consapevolezza nella forza del lavoro di squadra: strumenti innovativi per lo sviluppo e il potenziamento </li></ul><ul><li>di un team di successo. </li></ul><ul><li>INTERACTIVE WARM UP </li></ul><ul><li>Allo scopo di presentare le attività, in modo che tutti si sentano liberi e aperti nel partecipare in modo attivo e </li></ul><ul><li>coinvolgente all’inizio d’ogni sessione di lavoro è dedicato un tempo ( il tempo giusto del team specifico ) per </li></ul><ul><li>preparare nel miglior modo possibile i partecipanti all’esperienza della giornata di team building e alle metodologie </li></ul><ul><li>inusuali che saranno impiegate. Si tratta di una serie d’attività pensate in modo </li></ul><ul><li>graduale che hanno come scopo la cosiddetta rottura del ghiaccio tra i partecipanti. </li></ul><ul><li>Il fuoco dell’attenzione in questa fase è rivolto all’accoglienza, all’incontro, alla </li></ul><ul><li>presentazione in diversi modi di sé e dei gruppi di lavoro presenti, inoltre s’incentiva </li></ul><ul><li>la relazione e la prima conoscenza. Da un punto di vista psicofisico le attività </li></ul><ul><li>accentuano gli aspetti ludico aggregativi, il divertimento, il movimento e l’interazione. </li></ul><ul><li>WARM UP alias giochi formativi legati a creare condivisione e vicinanza fisica per diminuire le barriere </li></ul><ul><li>psicologiche. </li></ul>
  14. 14. <ul><li>ACTOR TRAINING + SMALL TECNIQUES </li></ul><ul><li>Actor Training : esercizi scelti dal repertorio della preparazione degli attori teatrali per un utente inesperto, in un </li></ul><ul><li>tempo limitato di somministrazione. </li></ul><ul><li>Il fine? Facilitare in modo progressivo e rispettoso la conoscenza reciproca fra le persone, la diminuzione delle </li></ul><ul><li>distanze psicologiche, l’utilizzo di canali percettivi e comunicazionali diversi da quello </li></ul><ul><li>verbale, fiducia, ascolto, attenzione all’altro, clima. </li></ul><ul><li>Questa serie di esercizi sono propedeutici al lavoro successivo, alla creazione di quella </li></ul><ul><li>base relazionale – emozionale che favorirà la messa in gioco dei partecipanti e </li></ul><ul><li>l’attivazione del processo d’apprendimento. </li></ul><ul><li>Attività conoscitive: per approfondire la conoscenza reciproca attraverso modalità inconsuete, originali e </li></ul><ul><li>coinvolgenti. </li></ul><ul><li>Attività espressive : attività che consentono di aprirsi al gruppo e rapportarsi ad esso nel modo più efficace, di </li></ul><ul><li>imparare a comunicare con gli altri, utilizzando non solo il linguaggio verbale. </li></ul><ul><li>Acquisizione di nuovi modelli relazionali, sviluppo delle componenti empatiche fra i </li></ul><ul><li>partecipanti. </li></ul><ul><li>Attività relazionali: attività che vanno a saldare ulteriormente il legame tra i </li></ul><ul><li>partecipanti attraverso un coinvolgimento fisico, andando a stimolare la collaborazione </li></ul><ul><li>e la fiducia in se stessi e soprattutto negli altri. </li></ul>
  15. 15. <ul><li>Small Techniques di outdoortraining: esercizi provenienti dall’esperienza dell’outdoortraining, molto </li></ul><ul><li>coinvolgenti che vanno a lavorare sui temi più cari “dell’essere gruppo”, del lavorare in sintonia ed </li></ul><ul><li>interdipendenza. </li></ul><ul><li>Il fine? Interdipendenza, energia, ritmo, comunicazione, empatia. </li></ul><ul><li>Questi esercizi rappresentano un ulteriore livello nel lavoro sul gruppo, da una </li></ul><ul><li>componente emozionale, di riconoscimento… con l’actor training, si passa ora ad una </li></ul><ul><li>componente più operativa, preparatoria dei problem solving, dove molte tematiche </li></ul><ul><li>individuali e di gruppo emergeranno chiaramente. </li></ul><ul><li>PROBLEM SOLVING </li></ul><ul><li>Come penultima fase dell’intervento, dopo il momento della fiducia, nella quale si sono abbassati un po’ i toni ed </li></ul><ul><li>elevata l’emozionalità, ora si riattiva in modo energico il gruppo con i problem solving dinamici . I partecipanti </li></ul><ul><li>sono divisi in sottogruppi, i quali hanno come consegna il raggiungimento di diversi obiettivi sfidanti. Questa è la </li></ul><ul><li>fase dove l’individuo è portato naturalmente a tirare fuori le proprie risorse, la creatività e la vivacità intellettuale, </li></ul><ul><li>fisica e relazionale, al servizio dell’obiettivo del gruppo. E’ un momento importante dove l’individuo realmente è </li></ul><ul><li>parte di un gruppo, in cui è attivo costruttore e dal quale trae nuove e ricche risorse. </li></ul><ul><li>Si sperimentano nuove strategie interne per affrontare e risolvere problemi e imprevisti. </li></ul><ul><li>Si stimola il singolo ad espandere la sua visione dell’insieme. </li></ul><ul><li>Si allarga la percezione degli elementi che compongono un problema e si impara insieme a valutarli e a </li></ul><ul><li>sfruttarli. </li></ul>
  16. 16. <ul><li>OUTDOORTRAINING </li></ul><ul><li>Elevatissimo coinvolgimento emozionale ed esperienziale. </li></ul><ul><li>L’ Outdoortraining è una metodologia di formazione esperienziale sui gruppi, che sfrutta la componente </li></ul><ul><li>naturalistica dell’ambientazione dove si svolgono le attività allo scopo di rinforzare i vissuti emozionali, relazioni e </li></ul><ul><li>comportamentali. </li></ul><ul><li>L’outdoortraining sfrutta ormai l’esperienza accumulata da 60 anni, proponendo diverse esercitazioni per lavorare </li></ul><ul><li>su temi diversi e centrali per il gruppo. Oltre a tutte le metodiche che andranno a migliorare la relazione e la </li></ul><ul><li>diminuzione della distanza psicologica fra i partecipanti, si affronteranno diversi problem solving e vere e proprie </li></ul><ul><li>sfide emozionali che saranno da spunto fondamentale per sviscerare i temi sopra citati. </li></ul><ul><li>Il fine? Interdipendenza, competenze , conoscenza più approfondita fra le persone, fiducia, collaborazione, </li></ul><ul><li>comunicazione, “visione allargata”, creatività, supporto reciproco, sperimentazione e discussione diversi tipi di </li></ul><ul><li>leadership, gestione dei collaboratori, definizione precisa dei ruoli, gestione del tempo, dell’incertezza, </li></ul><ul><li>motivazione. </li></ul>
  17. 17. <ul><li>Seconda giornata </li></ul><ul><li>… finalmente Musica! Team Music Activation </li></ul><ul><li>Il fine? Creare una vera e propria orchestra musicale </li></ul><ul><li>La capacità di collaborazione, l’ascolto reciproco (e l’attenzione e l’accettazione di “ritmi” diversi), l’energia </li></ul><ul><li>necessaria alla realizzazione del progetto, l’attenzione e la capacità di mettersi in gioco sono presupposti </li></ul><ul><li>fondamentali che il team è chiamato a mettere in pratica. </li></ul><ul><li>Utilizzare la musica, partendo da competenze specifiche pressoché inesistenti, esalta la </li></ul><ul><li>capacità di un team orientato a produrre risultati eccezionali, facilitando l’integrazione tra le </li></ul><ul><li>persone e generando una fortissima carica energetica ed emozionale. </li></ul><ul><li>Lavorare sul Team attraverso uno strumento/metafora: la Musica. </li></ul><ul><li>Ciascun partecipante potrà scegliere uno strumento a suo piacimento e si unirà ai compagni con lo stesso </li></ul><ul><li>strumento. Insieme ai musicisti ogni sezione cercherà di trovare un proprio ritmo, una propria sintonia. Nel finale </li></ul><ul><li>le sezioni si amalgamano, affluendo in una vera e propria orchestra dando vita a una vera e propria performance </li></ul><ul><li>musicale. </li></ul><ul><li>Un vero concerto diretto dal Maestro d’Orchestra </li></ul><ul><li>Speech del Maestro d’Orchestra: le analogie tra organizzazione e Direzione d’Orchestra </li></ul><ul><li>Debriefing finale e chiusura </li></ul>
  18. 18. <ul><li>SUN BALLOONS </li></ul><ul><li>La libertà al singolare esiste soltanto nelle libertà al plurale. </li></ul>
  19. 19. <ul><li>Premessa > </li></ul><ul><li>La formazione esperienziale pone al centro del momento formativo la persona nella sua ”globalità”, quale </li></ul><ul><li>protagonista assoluta dell’apprendimento. </li></ul><ul><li>Pertanto, l’apprendimento diviene la risultante di un processo che - passando anche attraverso la consapevolezza </li></ul><ul><li>- porta all’obiettivo i singoli componenti il team. </li></ul><ul><li>Le persone raggiungono un grado di responsabilizzazione tale da permettere loro di affrontare e, ancor più </li></ul><ul><li>importante, concretamente realizzare il cambiamento delineato. </li></ul><ul><li>Ciò è reso possibile dall’”esperienza strutturata” che, in un ambiente sicuro e al di fuori dell’usuale contesto, </li></ul><ul><li>coinvolge ciascun partecipante in veste di protagonista-artefice delle proprie azioni. </li></ul><ul><li>L’esperienza strutturata che, al contempo, tocca la sfera cognitiva, fisica ed emotiva, facilita la persona a mettersi </li></ul><ul><li>effettivamente in gioco. </li></ul><ul><li>We shall not cease from exploration And the end of all our exploring Will be to arrive where we started And know the place for the first time </li></ul><ul><li>(Thomas Sterne Eliot) </li></ul><ul><li>E dunque…viviamo un ‘esperienza unica…grazie ad un programma di grande fascino e coinvolgimento, che dà </li></ul><ul><li>l’opportunità di sperimentare in prima persona le emozioni dei…primi leggendari pionieri del volo! </li></ul><ul><li>Un’attività emozionante, coinvolgente, originale, di grande impatto emotivo, strutturata in modo da fare emergere i </li></ul><ul><li>comportamenti target coerenti con gli obiettivi formativi individuati. </li></ul>
  20. 20. <ul><li>Programma > </li></ul><ul><li>Con materiali improbabili, i partecipanti devono progettare e costruire delle vere e proprie macchine volanti: </li></ul><ul><li>aerostati (dimensioni minime: 2,5 mt di altezza) che siano in grado di librarsi in volo, grazie alla spinta termica </li></ul><ul><li>dell’aria scaldata dal bruciatore. </li></ul><ul><li>Il lancio finale delle mongolfiere costruite dai singoli gruppi è di grande effetto scenografico ed impatto emotivo e </li></ul><ul><li>può essere effettuato anche in notturna. </li></ul><ul><li>La fase di costruzione e lancio degli aerostati diviene funzionale anche per introdurre concetti chiave di fisica del </li></ul><ul><li>volo aerostatico, fondamentali per la sfida finale: Orienteering in Mongolfiera . </li></ul><ul><li>I gruppi dovranno ingegnarsi, prendendo spunto da alcune linee guida che verranno fornite dall’organizzazione </li></ul><ul><li>per realizzare il progetto tecnicamente ed esteticamente più valido. </li></ul><ul><li>Fase 1 > </li></ul><ul><li>La progettazione </li></ul><ul><li>Fase 2 > </li></ul><ul><li>La preparazione </li></ul>
  21. 21. <ul><li>Fase 3 > </li></ul><ul><li>Il lancio </li></ul><ul><li>Ed ora che…la sfida del volo abbia inizio! </li></ul><ul><li>Dopo la costruzione ed il lancio dei palloni di carta, il gruppo sperimenterà l’emozione del vero volo aerostatico. </li></ul><ul><li>Sotto la guida di esperti professionisti, suddivisi in piccoli gruppi di 4 / 5 persone, i partecipanti si avvicineranno </li></ul><ul><li>all’affascinante mondo delle mongolfiere, sperimentando un volo prova in tutte le sue fasi: </li></ul><ul><li>dal gonfiaggio del pallone, al lancio, alla fase di volo ed atterraggio. </li></ul>
  22. 22. <ul><li>Preparazione tecnica > </li></ul><ul><li>Una sessione approfondita verrà dedicata anche all’illustrazione delle tecniche di orientamento e spiegazione del </li></ul><ul><li>funzionamento degli strumenti: </li></ul><ul><li>1. Lettura e interpretazione mappa </li></ul><ul><li>2. Rilevamento con bussola ed altimetro </li></ul><ul><li>3. Rilevamento della posizione con satellitare GPS </li></ul><ul><li>4. Cartografia e trascrizione del percorso su carta millimetrata </li></ul><ul><li>5. Rilevamento dell’andamento delle correnti con anemometri e sonde </li></ul><ul><li>Obiettivo: acquisire il know how necessario per condurre la mongolfiera lungo i percorsi stabiliti dell’Orienteering </li></ul><ul><li>Orienteering in Mongolfiera > </li></ul><ul><li>I partecipanti sono suddivisi in equipaggi di 7 / 8 persone ciascuno. </li></ul><ul><li>Obiettivo di ciascun equipaggio è di far innalzare in volo la mongolfiera e farle compiere un volo lungo un itinerario </li></ul><ul><li>predefinito. </li></ul><ul><li>Lungo il percorso saranno disseminati dei “bersagli a terra” che dovranno essere colpiti dall’equipaggio in volo con </li></ul><ul><li>sacchetti di sabbia e bandierine. </li></ul><ul><li>Obiettivo del gruppo è di colpire il maggior numero di bersagli disseminati sul territorio, coordinando al meglio tutte </li></ul><ul><li>le risorse disponibili. </li></ul>
  23. 23. <ul><li>Per poter raggiungere l’obiettivo e centrare i bersagli non è sufficiente l’equipaggio in volo. </li></ul><ul><li>Ci vuole una squadra a terra che, dotata di bussole, carte e mezzi di spostamento (bici o auto) preceda la </li></ul><ul><li>mongolfiera e con sonde ed anemometri verifichi le condizioni di vento e correnti e sappia con radio e segnali </li></ul><ul><li>guidare l’equipaggio in volo lungo la traiettoria migliore. </li></ul><ul><li>L’attività verrà riproposta in più sessioni in modo da permettere a tutti di sperimentarsi nei diversi ruoli. </li></ul><ul><li>Il tutto sarà intervallato da costanti fasi di debriefing e razionalizzazione in chiave aziendale </li></ul>
  24. 24. <ul><li>APOLLO XIII </li></ul><ul><li>Questo è solo un piccolo passo per un uomo, </li></ul><ul><li>ma un balzo gigantesco per l'umanità. </li></ul><ul><li>(…dopo aver appoggiato il primo piede sulla Luna…) </li></ul>
  25. 25. <ul><li>Premessa > </li></ul><ul><li>Apollo XIII fu una missione spaziale americana facente parte del programma Apollo, divenuta celebre per </li></ul><ul><li>il guasto che impedì l'allunaggio e rese difficoltoso il rientro sulla Terra e per come tutto questo fu reso possibile. </li></ul><ul><li>Infatti da terra si dovette pensare su come fare le stesse cose (rientro sulla terra, ricambio dell’ossigeno, etc.) </li></ul><ul><li>utilizzando materiali e modalità diverse rispetto a quelli utilizzati al secolo secondo le procedure NASA. </li></ul><ul><li>Chi ha seguito l’equipaggio da terra e chi ha fornito modalità alternative ha dovuto </li></ul><ul><li>necessariamente osare ed assumersi delle responsabilità sia nei confronti dei piloti </li></ul><ul><li>che di tutta la Nazione (l’evento fu seguito interamente dalla televisione). </li></ul><ul><li>Gli astronauti di Apollo XIII rinunciarono all'indicazione dei loro nomi sull'emblema della missione volendo in tal </li></ul><ul><li>modo sottolineare che una missione spaziale è sempre merito di un gran gruppo di persone e non di tre soli </li></ul><ul><li>astronauti. </li></ul>
  26. 26. <ul><li>Programma > </li></ul><ul><li>I partecipanti divisi in gruppi affrontano un percorso di prove che li impegna sia a livello pratico/fisico che a </li></ul><ul><li>livello mentale/creativo . </li></ul><ul><li>Ogni prova ruota attorno ai temi chiave segnalati dalla committenza. </li></ul><ul><li>I gruppi si troveranno in un contesto metaforico: a differenza di Apollo XIII, sono riusciti ad arrivare sulla </li></ul><ul><li>Luna, ma il problema lo incontrano dopo l’allunaggio. </li></ul><ul><li>Infatti non hanno la possibilità di tornare sulla terra. </li></ul><ul><li>Le 7 prove che ogni gruppo affronterà sono necessarie alla sopravvivenza sulla Luna. </li></ul>
  27. 27. <ul><li>Le prove </li></ul><ul><li>Ogni gruppo dovrà costruire con gli elementi trovati sul posto… </li></ul><ul><li>un alloggio per la sopravvivenza, </li></ul><ul><li>un mezzo di trasporto , </li></ul><ul><li>un ponte che permetta di raggiungere gli altri alloggi </li></ul><ul><li>si dovrà stabilire una comunicazione con degli alieni decifrando il loro linguaggio </li></ul><ul><li>una volta decriptato il linguaggio alieno dovranno dedicare un manufatto alla cultura aliena . </li></ul><ul><li>per ristabilire i contatti con “Houston” affronteranno prima una prova di logica (nella quale ogni componente dovrà assumersi la responsabilità di fare una scelta in nome del gruppo) </li></ul><ul><li>una prova fisica (il coinvolgimento avverrà anche a livello mentale) attraverso la quale, osando in nome del bene comune, dovranno superare un luogo impervio per recuperare materiale importante per ristabilire i contatti con la “Base terrestre” </li></ul>
  28. 28. <ul><li>I GIOCHI DEI GRANDI </li></ul><ul><li>La vera grandezza non è nell'aspettare grandi cause per muoversi, </li></ul><ul><li>ma nel trovare degno motivo di contesa in un fuscello quando è in gioco l´onore. </li></ul>
  29. 29. <ul><li>Premessa > </li></ul><ul><li>I partecipanti, divisi in sottogruppi, ruotano su differenti prove… cimentandosi in ognuna …sperimentandosi </li></ul><ul><li>con il corpo (attività fisiche)…e con la mente (indovinelli e rompicapo). </li></ul><ul><li>Ad ogni cambio di attività i partecipanti vedranno cambiare lo scenario di riferimento. </li></ul><ul><li>Al termine di ogni prova i gruppi riceveranno le tessere di un puzzle che verrà composto durante le ore </li></ul><ul><li>dell’evento. </li></ul><ul><li>In ogni singola prova sarà richiesto al gruppo di nominare dei delegati che dovranno assumersi la responsabilità </li></ul><ul><li>di superare la prova. </li></ul><ul><li>Ogni componente del gruppo verrà quindi valorizzato ed il contributo che fornirà alla propria squadra (risolvendo </li></ul><ul><li>gli indovinelli, i rompicapo e superando le prove) sarà fondamentale per l’esito finale. </li></ul><ul><li>Inoltre le prove richiederanno di procedere in maniera creativa , utilizzando il lateral thinking . </li></ul>
  30. 30. <ul><li>Programma > </li></ul><ul><li>Di seguito le prove che vedranno protagonisti i partecipanti coinvolti: </li></ul><ul><li>TASTING – </li></ul><ul><li>Il gruppo sceglie i delegati che si cimentano nella degustazione di bevande comuni. La prova vede i delegati bendati che sorseggiano 7 bevande differenti (acqua, succhi di frutta di vari gusti, vino), a loro l’ultima parola sulla natura contenuta nei bicchieri. </li></ul><ul><li>CENTRO – </li></ul><ul><li>Il gruppo ha a disposizione 5 minuti per allenarsi a fare canestro con una biglia in un </li></ul><ul><li>bersaglio. La distanza del bersaglio è scelta dal partecipante che va al tiro. Terminato </li></ul><ul><li>l’allenamento, il gruppo elegge i suoi 3 tiratori scelti. Ogni tiratore ha a disposizione 2 tiri, più allontana il bicchiere e più vale il suo possibile centro (1 punto ogni 20 cm). L’errore costa al gruppo un punteggio negativo (-1 punto ogni 20 cm). </li></ul><ul><li>PITAGORA – </li></ul><ul><li>Tutti i componenti del gruppo vengono bendati e divisi in due sottogruppi. Ad ogni sottogruppo viene data una corda. Entro un limite di tempo i due sottogruppi devono formare due triangoli. Dopo questo primo step i due sottogruppi devono trovare il modo, unendosi, di formare un quadrato. Il punteggio è vincolato al numeri di lati uguali (con un margine di approssimazione) che i due gruppi uniti riescono a costituire nel tempo limite. </li></ul><ul><li>PERCORSO ATLETICO – </li></ul><ul><li>Il gruppo è chiamato ad affrontare un percorso atletico con ostacoli, serpentine e prove di </li></ul><ul><li>abilità. Tutto questo deve essere fatto a volte singolarmente, in altri casi con l’aiuto di altri </li></ul><ul><li>componenti del gruppo. Il punteggio finale dipende dai partecipanti che sono riusciti a </li></ul><ul><li>terminare in modo netto la prova </li></ul>
  31. 31. <ul><li>NUCLEAR INCIDENT – </li></ul><ul><li>Un reattore nucleare ha avuto una fuga radioattiva. Ad isolare il nocciolo ed eliminare le scorie radioattive sono stati chiamati i nostri gruppi. Le squadre di emergenza devono riuscire nelle operazioni utilizzando il materiale a disposizione sul posto. Dalla buona riuscita nella prova dipende il punteggio finale dei gruppi. </li></ul><ul><li>DIPINTO UMANO – </li></ul><ul><li>Ad ogni gruppo viene assegnato un titolo di un’opera famosa…ma ancora non realizzata. Lo </li></ul><ul><li>scopo della prova è quello di realizzare un quadro che può essere rappresentato dal titolo </li></ul><ul><li>assegnato. Una giuria valuterà l’aderenza del quadro al titolo e assegnerà un punteggio </li></ul><ul><li>THE ENTRAPMENT – </li></ul><ul><li>Ogni gruppo si trova di fronte un intricato labirinto di fili, collegati a materiali preziosi e fragili. Per il superamento della prova viene richiesto alla metà dei componenti del gruppo di passare, bendati, da una parte all’altra del labirinto. L’altra metà del gruppo coordina i movimenti dei compagni bendati. Per il superamento della prova ci sono vincoli temporali che contano ai fini del punteggio. Quest’ultimo è condizionato anche dai materiali mantenuti integri nel corso della prova. </li></ul>
  32. 32. <ul><li>LA TAVERNA DEI SETTE PECCATI </li></ul><ul><li>C'è una sola cosa orribile al mondo, un solo peccato imperdonabile: la noia. </li></ul>
  33. 33. <ul><li>Premessa > </li></ul><ul><li>Fin dalla notte dei tempi il peccato ha fatto parte della storia dell’uomo e con esso i vizi, le tentazioni e la </li></ul><ul><li>dissolutezza. </li></ul><ul><li>Sette sono i vizi capitali: </li></ul><ul><li>Gola </li></ul><ul><li>Accidia </li></ul><ul><li>Lussuria </li></ul><ul><li>Avarizia </li></ul><ul><li>Superbia </li></ul><ul><li>Invidia </li></ul><ul><li>Ira. </li></ul><ul><li>Sette immagini oscure e temibili dell’animo umano, che oggi ritroviamo unite in una misteriosa Taverna , luogo </li></ul><ul><li>magico ed immaginario. Un spazio unico in cui dare sfogo alla creatività e a quella capacità, troppe volte </li></ul><ul><li>nascosta, di saper esprimere se stessi fino in fondo…fin dove l’ironia e l’insaziabile gusto per il peccato </li></ul><ul><li>riusciranno a spingerci. </li></ul><ul><li>I nuovi gestori dovranno dimostrare un attento gioco di squadra , notevoli capacità di immedesimazione ma, soprattutto, un abile orientamento al cliente . </li></ul><ul><li>Ai partecipanti verrà delegata l’intera gestione della taverna: scelta del menù (l’acquisto e la selezione del cibo </li></ul><ul><li>verrà effettuata prima dell’inizio dell’evento), allestimento del locale (verranno forniti loro tutti materiali necessari), </li></ul><ul><li>accoglienza degli ospiti, e molto altro. </li></ul>
  34. 34. <ul><li>Programma > </li></ul><ul><li>Un misterioso invito, personalmente scritto dal demonio, giunge tra le mani di alcuni sfortunatissimi ospiti e li </li></ul><ul><li>costringe a gestire (pena la dannazione eterna), per un solo, lunghissimo giorno, una nuova Taverna, oscura e </li></ul><ul><li>agghiacciante. </li></ul><ul><li>Sette squadre, ad ognuna delle quali verrà assegnato uno dei sette vizi, si avvicenderanno in diverse momenti </li></ul><ul><li>focali, tipici della ristorazione, per creare un unico, grande scenario, in cui i peccati capitali dell’uomo saranno in </li></ul><ul><li>grado di esprimersi. Ogni squadra accoglierà i propri ospiti, dei semplici avventori (accuratamente e segretamente </li></ul><ul><li>selezionati), in base al senso del peccato assegnato, creando per loro: </li></ul><ul><li>Un menù completo, dall’antipasto al dessert, che interpreti pienamente il gusto, la forma e il senso del proprio peccato. Tre abili chef si alterneranno nella grande cucina della taverna, luogo anch’esso di vizio e perdizione, per creare piatti unici…e dannati. </li></ul>
  35. 35. <ul><li>Sette tavoli, per un massimo di dieci ospiti a team, da allestire secondo un vizio specifico. Nulla potrà essere lasciato al caso: tovaglie, tovaglioli, posate, bicchieri, centri tavola, ogni singolo elemento dell’area di gioco dovrà ricreare l’atmosfera il più vicina possibile al peccato attribuito alla propria squadra. </li></ul><ul><li>Un breve show, massimo cinque minuti, che avrà come tema il peccato in dotazione. Un piccolo saggio di creatività, durante il quale i partecipanti dovranno dimostrare grandi doti di intrattenitori. Ma si sa, il demonio è uno spettatore esigente…e una cena infernale non ammette tempi morti… </li></ul><ul><li>Un impeccabile servizio ai tavoli, per il quale i partecipanti dovranno vestire gli abiti e gli atteggiamenti del vizio capitale che andranno ad esibire. Bisognerà affrettarsi, gli ospiti sono affamati. </li></ul><ul><li>E ricordate: il direttore di sala non ammette imprecisioni! </li></ul><ul><li>Una dura prova per i diabolici e infernali gestori della Taverna, una prova che dovranno superare ad ogni </li></ul><ul><li>costo…sempre che non vogliano assaporare il gusto della dannazione eterna. </li></ul>
  36. 36. <ul><li>MARE DENTRO </li></ul><ul><li>E adesso so che bisogna alzare le vele e prendere i venti del destino, ovunque spingono la barca. </li></ul><ul><li>Dare un senso alla vita può condurre alla follia ma una vita senza senso è la tortura </li></ul><ul><li>dell’irrequietudine e del vano desiderio. </li></ul>
  37. 37. <ul><li>Premessa > </li></ul><ul><li>Il Sailing Training è stato concepito e progettato per dare la possibilità ai partecipanti di sperimentare diverse </li></ul><ul><li>modalità di coordinamento e di lavoro in squadra . </li></ul><ul><li>La barca infatti produce uno scenario in cui diventano necessarie l’efficacia e la condivisione della comunicazione </li></ul><ul><li>in situazioni di elevato stress. </li></ul><ul><li>A questo si affiancano i vincoli di tempo , la necessità di agire e l’aspetto relazionale . </li></ul><ul><li>La commistione fra obiettivo, relazione e comunicazione permette ai partecipanti di sperimentarsi </li></ul><ul><li>consapevolmente nelle dinamiche che riguardano la gestione dei compiti e le relazioni umane. </li></ul>
  38. 38. <ul><li>Obiettivi > </li></ul><ul><li>Aumentare la coesione , l’integrazione e la fiducia nel team </li></ul><ul><li>Facilitare la creazione di un linguaggio comune e lo scambio efficace di informazioni </li></ul><ul><li>Comunicare in modo chiaro le proprie esigenze considerando sempre l’impatto sull’organizzazione, gruppo </li></ul><ul><li>Individuare modalità innovative per la gestione delle risorse , la risoluzione dei problemi e la gestione degli imprevisti . </li></ul><ul><li>Sperimentare diversi stili di relazione interpersonale. </li></ul><ul><li>Interpretare i momenti di stasi e agire proattivamente </li></ul><ul><li>Gestire situazioni stressanti </li></ul>
  39. 39. <ul><li>Metodologia > </li></ul><ul><li>Sailing Training ha una durata di 2 giorni e viene realizzato utilizzando 2 barche a vela da regata da 5/6 posti . </li></ul><ul><li>L’equipaggio di ogni barca è composto da 4/5 partecipanti, un trainer ed uno skipper . </li></ul><ul><li>I partecipanti sono immersi nell’ esperienza di gestione dell’imbarcazione (uscire dal porto, armare le vele, navigare </li></ul><ul><li>con le varie andature, rientrare in porto) con lo specifico obiettivo di individuare la strategia migliore in un contesto </li></ul><ul><li>complesso da interpretare. </li></ul><ul><li>Le fasi esperienziali si alternano alle fasi di confronto e razionalizzazione guidate dal trainer su quanto </li></ul><ul><li>accaduto in termini di dinamiche relazionali, di comportamenti e di competenze utilizzate </li></ul><ul><li>Tutte le attività vengono videoriprese e le immagini più significative sono proiettate il secondo giorno per attivare </li></ul><ul><li>momenti di riflessione e proporre spunti di miglioramento </li></ul>
  40. 40. <ul><li>Programma > </li></ul><ul><li>Prima giornata </li></ul><ul><li>Apertura del corso e presentazioni </li></ul><ul><li>Presentazione delle principali componenti dell’imbarcazione </li></ul><ul><li>Allenamento esperienziale in mare in campo di regata corto con due boe (partenze, virate e strambate, rotazione </li></ul><ul><li>dei ruoli a bordo) </li></ul><ul><li>Debriefing con collegamento delle dinamiche alla vita aziendale </li></ul><ul><li>Chiusura della giornata </li></ul><ul><li>Seconda giornata </li></ul><ul><li>Strategie veliche e concetto di copertura </li></ul><ul><li>Allenamento esperienziale in mare in campo di regata lungo con due boe (partenze, andature, cambi di direzione) </li></ul><ul><li>Regata di tipo match race con due giri di boa </li></ul><ul><li>Debriefing e considerazioni finali </li></ul><ul><li>Proiezione dei filmati e chiusura del corso </li></ul>
  41. 41. <ul><li>Le imbarcazioni > </li></ul><ul><li>Il Beneteau FIrst 31.7 si vede spesso ormeggiato nei porti di tutta Italia. </li></ul><ul><li>La sua caratteristica principale è l’ottimo mix fra l’efficacia nella navigazione ed il comfort offerto dalla cabina. </li></ul><ul><li> </li></ul><ul><li>Caratteristiche tecniche: </li></ul><ul><li> </li></ul><ul><li>L’equipaggio ideale è formato da 5 membri. </li></ul><ul><li>A bordo i ruoli fondamentali sono: 1 timoniere, 1 randista, 2 fiocchisti e 1 tattico </li></ul>Lunghezza: Larghezza: Pescaggio: Stazza: Superficie velica: 9,50 mt 3,23 mt 1,90 mt 3.750 kg 52,50 mq
  42. 42. <ul><li>L’alternativa > </li></ul><ul><li>Il J24 è un’imbarcazione tra le più diffuse al mondo. Dal J24 sono passati i più grandi timonieri olimpici come </li></ul><ul><li>Francesco De Angelis, skipper di Luna Rossa e campione europeo sul J24. </li></ul><ul><li> </li></ul><ul><li>Caratteristiche tecniche: </li></ul><ul><li>Facile iniziare a regatare sul J24: a bordo si va in 4-5 persone. </li></ul><ul><li>L’equipaggio ideale è formato da 5 membri. </li></ul><ul><li>A bordo i ruoli fondamentali sono: 1 timoniere, 1 randista, 2 fiocchisti e 1 tattico </li></ul><ul><li>Il J24 è una delle classi con la maggior presenza femminile. </li></ul>Lunghezza: Larghezza: Pescaggio: Stazza: Superficie velica: 7,32 mt 2,71 mt 1,22 mt 1.406 kg 24,25 mq

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