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Relazione finale del Laboratorio "X – Una variabile in cerca d'identità" – edizione 2013 @ Castrignano de' Greci
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Relazione finale del Laboratorio "X – Una variabile in cerca d'identità" – edizione 2013 @ Castrignano de' Greci

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Tessitura è tenere insieme fili diversi, …

Tessitura è tenere insieme fili diversi,
facendoli diventare parte di un unico sistema,
in cui ognuno di loro è parte fondamentale,
e tutti sono collegati tra loro.

Tessitura è costruire qualcosa che non c'era da qualcosa che c'è:
i fili, gli individui, la conoscenza, i luoghi, la tradizione, il linguaggio, l'identità.

Tessitura è rete, è spirito del tempo, è qualcosa che tiene insieme,
si modifica, si adatta, cambia forma, ma mantiene la sua funzione.

Tessitura è un mondo di possibilità, trame, orditi, motivi, visioni.

Tessitura è una tecnologia cognitiva, che consiste nel costruire legami
tra cose apparentemente scollegate, aumentando il valore dei singoli elementi di partenza.

Questa Tessitura è un lavoro collettivo, partecipato, basato sulla cooperazione
e sulla condivisione delle risorse disponibili, nella convinzione che il modello
"ognuno per sé" sia non solo illogico, ma anche innaturale.

X è un lavoro artigianale di tessitura.

X è il sogno di una ciurma pirata che non voleva smettere di andare per mare.

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  • 1. relazione workshop: X una variabile in cerca d’identità — 19 agosto / 01 settembere 2013 — Castrignano de’ Greci − Lecce x
  • 2. relazione workshop: X una variabile in cerca d’identità — 19 agosto / 01 settembere 2013 — Castrignano de’ Greci − Lecce
  • 3. La comunicazione visiva è sempre più essenziale, non solo nella trasmissione, ma nell’elaborazione stessa della conoscenza, e tanto più se si comincia ad assumere, come ormai appare ineluttabile, un approccio sinsemico alla comunicazione scritta; vale a dire, non più prima il testo e poi le immagini a suo contorno, ma nuove sintesi, che attivino relazioni neuronali complesse e moltiplichino la capacità di assumere e integrare conoscenza. La tecnologia digitale sembra dover portare a compimento, per un nuovo inizio, le tante cose sperimentate per secoli e millenni; — Giovanni Lussu
  • 4. Come tutte le scoperte scientifiche a venire dovrebbero in qualche modo essere contenute negli algoritmi che reggono gli eventi naturali, così tutte le creazioni artistiche dovrebbero già essere contenute in potenza negli elementi fondamentali, suoni, lettere, intervalli, tinte, linee e figure geometriche di cui la nostra specie dispone. Creativo non sarà allora colui che ha tratto qualcosa di nuovo ex nihilo ma colui che lo ha individuato, per intuizione, per trial and error, per caso – o per quell’infinita pazienza che per Flaubert era segno del genio – dalla ganga che lo racchiudeva e lo nascondeva ai nostri occhi. — Umberto Eco
  • 5. Nothing is original. Steal from anywhere that resonates with inspiration or fuels your imagination. Devour old films, new films, music, books, paintings, photographs, poems, dreams, random conversations, architecture, bridges, street signs, trees, clouds, bodies of water, light and shadows. Select only things to steal from that speak directly to your soul. If you do this, your work (and theft) will be authentic. Authenticity is invaluable; originality is non-existent. And don’t bother concealing your thievery – celebrate it if you feel like it. In any case, always remember what Jean-Luc Godard said: “It’s not where you take things from – it’s where you take them to. — Jim Jarmusch
  • 6. relazione workshop: X una variabile in cerca d’identità — 19 agosto / 01 settembere 2013 — Castrignano de’ Greci − Lecce
  • 7. relazione workshop: X una variabile in cerca d’identità — 19 agosto / 01 settembere 2013 — Castrignano de’ Greci − Lecce
  • 8. hi, my name is ‘x’. I inspire people helping them to share knowledge, and to develop skills.
  • 9. relazione workshop: X una variabile in cerca d’identità — 19 agosto / 01 settembere 2013 — Castrignano de’ Greci − Lecce
  • 10. Le parole d’ordine di x sono state: condivisione, rete, osmosi, lavoro, passione, tessitura, entusiasmo, ricerca, conoscenza, fare.
  • 11. relazione workshop: X una variabile in cerca d’identità — 19 agosto / 01 settembere 2013 — Castrignano de’ Greci − Lecce
  • 12. Abbiamo costruito un laboratorio ‘aperto’ orientato allo sviluppo di strumenti informatici per il design della comunicazione. (in un castello)
  • 13. Abbiamo coinvolto il network di Edilportale riuscendo a costruire un gruppo di ricerca che ha lavorato per sviluppare concept utili all’azienda.
  • 14. Abbiamo (anche) creato una biblioteca temporanea aperta a tutti, punto di partenza per lo sviluppo di una bibliografia di riferimento.
  • 15. Cosa è x? X è un laboratorio di ricerca e co-progettazione nato in Puglia, da due studi di design della comunicazione, FF3300 con sede a Bari, e Pazlab con sede a Lecce. Il laboratorio vede la luce grazie alla misura di finanziamento “Laboratori dal basso” promossa dalla Regione Puglia. Le attività sono state ospitate dal castello ‘de Gualtieris’, presso Castrignano de’ Greci, comune facente parte della rete dei territori della Gricìa Salentina, terra di antico retaggio ellenico, nella quale ancora sopravvive una lingua antica chiamata “grico”, frutto della commistione tra la cultura greca e quella italica.
  • 16. Modalità di svolgimento: In prima istanza i partecipanti e i docenti hanno individuato dei cluster tematici, attorno ai quali si sono radunate le adesioni degli stessi partecipanti, docenti e tutor. Ogni mattina, per 7 giorni i partecipanti hanno svolto un mini-laboratori di processing, della durata giornaliera di 2 ore. Il resto della giornata era occupato, fino alle 19, dalle attività di co-progettazione e ricerca.
  • 17. Obiettivi del laboratorio sviluppare 3-4 tool (strumenti) sviluppare la consapevolezza del ri–posizionamento delle figure professionali affrontare, con strumenti teorici, metodologici e informatici, la sfida della flessibilità e ampliare i propri orizzonti professionali e culturali connettere in un unico gruppo realtà distanti e che non hanno occasione di relazionarsi e collaborare sviluppare una coscienza critica degli operatori che si relazionano con questo ambito (siano essi matematici, ingegneri o progettisti)
  • 18. Docenti e Tutor del laboratorio Saki Mafundiwka Mauro Bubbico Luciano Perondi Matteo Moretti Lorenzo Bravi Giorgio Oliviero Salvatore Zingale Roberto Picerno Antonio Vergari Emanuele Bonetti Loredana Bontempi Ivan Bravi Roberto Arista Alessio d’Ellena
  • 19. Fase 1 (durata 2 giorni) In questa fase, iniziata il 18 agosto, e terminata il 19 agosto, abbiamo lavorato sulla trasmissione dei valori del laboratorio, dal punto di vista etico ed umano: condivisione, consapevolezza, prospettive future, networking, reti. Inoltre durante questa prima fase sono stati introdotti i temi principali del laboratorio, con una panoramica informale fatta dai docenti e dai tutor ai partecipanti, finalizzata, poi, nella costruzione dei gruppi di lavoro. Sono stati individuati 5 macro-gruppi, ognuno dei quali avente un docente ed un tutor di riferimento. Ai docenti e ai tutor rimanenti è stata assegnata la mansione di intervento trasversale sui vari gruppi, favorendo la connessione tra aree di differenti gruppi, la trasmissione della conoscenza, l’approfondimento tematico legato a questioni specifiche.
  • 20. I temi scelti per i 5 project work sono stati i seguenti: - analisi e ricerca sul territorio (linguaggio, retaggi, influenze culturali, persone, storie e leggende), finalizzata alla costruzione di output di comunicazione: un libro e un video. - ricerca e sviluppo finalizzati alla costruzione di un tool informatico per la generazione di artefatti sinsemici. - ricerca e sviluppo finalizzati alla costruzione di tool informatici per la manomissione tipografica (features), orientati alla generazione di senso. - ricerca e sviluppo finalizzati alla costruzione di una grammatica delle espressioni e alla costruzione di strumenti informatici basati su tecnologie di riconoscimento facciale. - ricerca e sviluppo finalizzati alla progettazione di un robot, basato su tecnologia arduino e programmato in ‘arduino, processing e gcode’, capace di riprodurre qualunque tipo di disegno su superfici verticali (anche molto grandi). * Tutti i progetti sono basati su tecnologie open source infatti i risultati delle ricerche e degli studi saranno rilasciati sotto la medesima licenza.
  • 21. relazione workshop: X una variabile in cerca d’identità — 19 agosto / 01 settembere 2013 — Castrignano de’ Greci − Lecce
  • 22. Sembra che tutto, in natura, si sforzi di ottenere robustezza attraverso l’interconnettività. – A.L. Barabasi
  • 23. relazione workshop: X una variabile in cerca d’identità — 19 agosto / 01 settembere 2013 — Castrignano de’ Greci − Lecce
  • 24. L’insieme è maggiore della somma delle sue parti. – Aristotele
  • 25. relazione workshop: X una variabile in cerca d’identità — 19 agosto / 01 settembere 2013 — Castrignano de’ Greci − Lecce
  • 26. Fase 2 (durata 10 giorni) In questa fase, iniziata il 20 agosto, e terminata il 30 agosto, sono stati sviluppati i temi di ciascun project work. Ogni gruppo ha seguito metodologie differenti, lavorando in un clima di condivisione e cooperazione con gli altri gruppi. Questo ha generato fruttuose interazioni fra gli stessi, permettendo a tutti un accrescimento del valore della propria esperienza individuale. I cinque gruppi hanno lavorato introducendo gli elementi base teorici di ciascun progetto, e costruendo ‘step by step’ un percorso di avvicinamento al prototipo. Grande importanza è stata data, durante questa fase, ai momenti di socialità e scambio umano, favorendo l’aggregazione dei ragazzi anche attraverso
  • 27. il coinvolgimento di “partner” esterni al laboratorio, come Ex-Fadda, Artigiani del Sapore, la Facoltà di Sociologia dell’Università del Salento, la Fondazione notte della Taranta, e un produttore locale di Luminarie: Parisi. Nostra ulteriore premura è stata quella di creare ponti tra X e il territorio che ci ha ospitato, abbiamo intervistato molte persone, ascoltato le loro storie, raccontato cosa stavamo facendo, generando così un’ulteriore osmosi tra “interno” ed “esterno” del laboratorio. Ciò ci ha messo in condizione di coinvolgere direttamente nelle nostre attività gente del posto, sotto forma di “produttori di contenuti”, o semplicemente come “curiosi”.
  • 28. relazione workshop: X una variabile in cerca d’identità — 19 agosto / 01 settembere 2013 — Castrignano de’ Greci − Lecce
  • 29. relazione workshop: X una variabile in cerca d’identità — 19 agosto / 01 settembere 2013 — Castrignano de’ Greci − Lecce
  • 30. relazione workshop: X una variabile in cerca d’identità — 19 agosto / 01 settembere 2013 — Castrignano de’ Greci − Lecce
  • 31. Fase 3 (durata 3 giorni) Quest’ultima fase è stata la “chiusura” del laboratorio, ed ha visto la raccolta del materiale prodotto durante tutta l’esperienza, al fine di organizzarlo e renderlo consultabile ‘a posteriori’ attraverso il web. Abbiamo anche coinvolto i partecipanti in una ‘duegiorni’ di ragionamento condiviso, al fine di individuare criticità e punti di forza per il futuro, ponendo le basi per la costruzione di una ‘comunità X’ che possa promuovere ulteriori eventi analoghi, in Puglia, ma anche in altre parti del mondo.
  • 32. relazione workshop: X una variabile in cerca d’identità — 19 agosto / 01 settembere 2013 — Castrignano de’ Greci − Lecce
  • 33. relazione workshop: X una variabile in cerca d’identità — 19 agosto / 01 settembere 2013 — Castrignano de’ Greci − Lecce docente: Mauro Bubbico, Saki Mafundikwa. titolo progetto: Leggere il territorio, indagare realtà locali: la Gricìa Salentina. partecipanti: Addari Laura, Bambi Beatrice, Dipalma Pietro, Grasso Marta, Mastrandrea Marika, Romano Werner, Rutica Eva, Spedicato Gabriele, Spinelli Marco.
  • 34. Prima e seconda settimana tema: Iscrizioni antiche (1237), disegno di una font per titolazioni all’esterno della cripta Bizantina della chiesa di Sant’Onofrio, a Castrignano dei Greci: “Antonio Galasso ispirato costruì questo monastero in nome di Dio e del Salvatore”. -> Epigrafe in greco, bizantino, latino e cirillico. le “espressioni di lingua dialettale”: • Raccolta di storie, riti e leggende locali tra masserie e casse armoniche; • Il Griko, la pizzica e la taranta, riti, danze, credenze legate al tarantismo. • Intervista al prof. Pippi Campa; • Festival light, le luminarie di Torquato Parisi; • Castello de Gualtieris: Museo del ricamo e del lavoro femminile; • Iconografia: L’albero della vita, il mosaico della cattedrale di Otranto. Bestiario. tecniche d’indagine: Interviste, fotografia, video, illustrazioni, chiromanzia o tecnica della lettura della mano. artefatti: tavole di progetto, X book – pieghevole di 12 pagine, formato chiuso A3, prove di impaginazione per libro collettivo “X- una variabile in cerca di identità”. la metodologia del nostro laboratorio: Si è ispirata a pratiche di design relazionale e generativo. Il design relazionale è stato inteso dai partecipanti al laboratorio come una pratica d’indagine orientata al processo, all’aspetto esperienziale di un progetto, aperto alla partecipazione degli abitanti del luogo che ci ha ospitato, la Grecìa Salentina, e non finalizzato alla produzione di un’azione performativa. La prima fase del progetto ha
  • 35. riguardato la raccolta di storie ed esperienze degli abitanti di Castrignano dei Greci, si è proceduto alla registrazione di dati e di microstorie da accostare alla ricerca più generale. Si è trattato di fare mente locale e di sperimentare tecniche per porsi in ascolto dei luoghi, per accedere al deposito di esperienze e conoscenze, abitudini e riti sulle tradizioni locali. Un aspetto da sottolineare nella ricerca è il confronto che è scaturito tra le due culture rappresentative del Mediterraneo e dell’Africa, testimoniata dal lavoro di Saki Mafundikwa nello Zimbabwe. Il design generativo è stato inteso come uno strumento in grado di rigenerare all’infinito i segni rac- colti a Castrignano dei Greci. Si è trattato di rieditarli e sistematizzarli per la produzione di un nuovo, suggestivo e affascinante immaginario visivo in grado di rileggere e riorganizzare la percezione dell’ambiente locale, aumentarne la reputazione, raccontare, per preservarli, i valori dell’identità locale. x book: È il titolo di un leporello di grande formato che raccoglie una sintesi della ricerca svolta sul territorio della Gricìa Salentina. Dodici comuni pugliesi, in provincia di Lecce: Calimera, Castrignano dei Greci, Corigliano d’Otranto, Martano, Martignano, Melpignano, Soleto, Sternatia, Zollino, Carpignano, Sogliano Cavour e Cutrofiano, influenzati dall’avvicendarsi sul territorio di differenti popoli stranieri, ma accumunati da una cultura linguistica, folkloristica e iconografica che per quanto articolata ha saputo affermarsi e resistere nel tempo. Sono i Greci del Salento, un popolo che parla tre idiomi: il dialetto romanico, il salentino e il Griko. La Gricìa Salentina è “La Terra del rimorso” come fu definita dall’etnologo Ernesto De Martino che qui condusse nel 1959 le sue ricerche per approfondire i suoi studi sulla cultura del mondo contadino nell’area del Sud Italia, per studiare riti, danze, credenze legate al tarantismo, pratiche rituali con la funzione di scongiurare le ansie di una esistenza precaria, di miseria e fame, oppressione, sfruttamento e morte. – Mauro Bubbico
  • 36. Rilievo dell’iscrizione della Cripta di Sant’Onofrio
  • 37. Studi preliminari del progetto.
  • 38. X una variabile in cerca d’identità — 19 agosto / 01 settembere 2013 — Castrignano de’ Greci − Lecce
  • 39. relazione workshop: X una variabile in cerca d’identità — 19 agosto / 01 settembere 2013 — Castrignano de’ Greci − Lecce docente: Luciano Perondi. tutor: Emanuele Bonetti, Loredana Bontempi. titolo progetto: S-I-N. partecipanti: Ballerini Silvia, Blasi Ruggero, Di Cuia Danilo, Di Rosa Manuela, Giorgetta Davide, Paoli Simone, Pompilii Jacopo, Sperti Francesca.
  • 40. Prima settimana Durante il laboratorio dal basso X, il gruppo Sinsemie si è occupato di sistematizzare un processo progettuale con il fine di sviluppare un software che assistesse chi scrive ad elaborare un testo organizzato coerentemente secondo criteri sinsemici. Il modello elaborato attraverso la sistematizzazione è di per sé un risultato significativo e adottabile in un processo pregettuale che persegua. tema: Per sinsemìa si intende la disposizione deliberata e consapevole di elementi di scrittura nello spazio con lo scopo di comunicare, attraverso l’articolazione spaziale e altre variabili visive, in modo ragionevolmente univoco e secondo regolarità. Queste regolarità possono essere valide soltanto per quel testo – ma coerenti, rigorose e interpretabili senza bisogno dell’aiuto dell’autore –, oppure definite da precisi schemi
  • 41. e abitudini di fruizione consolidate. Riguardo alla base teorica si è fatto riferimento in particolare alla Semiologie Graphique di Bertin per quello che riguarda le variabili visive e la loro organizzazione in un artefatto grafico, ad alcuni aspetti della scrittura azteca e della notazione grafica matematica (piano cartesiano, grafi, grafica statisatica etc.) e in generale alle elaborazione del concetto di Sinsemia riportate nel testo “Sinsemie. Scritture nello spazio”. OBIETTIVI: • sistematizzazione del processo, • elaborazione di un software che consenta di scrivere sinsemicamente.
  • 42. 19-21 agosto: analisi del processo progettuale di un artefatto sinsemico. Dopo una prima fase di introduzione sulla tematica, il lavoro delle due settimane si è articolato a partire da un’accurata analisi della costruzione di un testo riconosciuto come sinsemicamente coerente e comprensibile, in modo da mettere in evidenza quali fossero le fasi indispensabili e quelle accessorie per realizzare un simile artefatto. Si sono analizzati anche testi che presentavano evidenti incoerenze: in questo modo l’isolamento dell’incoerenza avrebbe messo in risalto una strategia compositiva che potesse portare alla coerenza. A costo di perdere in ricchezza e complessità, abbiamo preferito basarci sul lavoro di Bertin, in particolare per la definizione delle variabili visive e di limitarci a oggetti bidimensionali e statici, in modo da avere un punto di riferimento stabile da cui partire per avere un modello il più possibile sistematico su cui costruire il software. Non essendo possibile il più delle volte ricostruire il processo progettuale che ha portato all’artefatto finito, si è analizzato il processo di lettura e comprensione dell’artefatto. In questa fase si è proceduto a sezionare artefatti sinsemici, dapprima identificando le variabili visive e il sistema di riferimento, poi identificando le associazioni tra variabili (in base alla definizione di “variabili associative” di Bertin) e cercando di identificare una gerarchia la più precisa possibile. Tutto il lavoro di analisi è stato annotato, in modo da osservare delle strategie comuni tra gli artefatti. In una seconda fase si è proceduto a elaborare dei testi sinsemici ex novo, partendo da una traccia lineare, da una discussione, da un tema semplicemente enunciato, da materiale di partenza non organizzato. Si è provato anche a elaborare una dimostrazione matematica usando strategie sinsemiche. 21-23 agosto: concettualizzazione di un metodo di elaborazione di un artefatto sinsemico. Durante questo processo si è identificato in maniera sempre più precisa una serie di operazioni essenziali per la costruzione di un artefatto sinsemico (altre operazioni si sono rivelate utili, ma apparentemente meno indispensabili per la realizzazione di un testo coerente). Le quattro operazione sono strettamente intrecciate e non seguono necessariamente una sequenza, ma la mancanza di una di queste operazioni comporta il rischio che l’artefatto definitivo risulti incoerente per qualche aspetto. Le quattro operazioni identificate sono: • individuazione di elementi e aggregati coerenti di elementi, sulla base del concetto di “associazione” tra elementi che presentano aspetti in comune e che dovranno risultare “associarsi” anche dal punto di vista visivo; • definizione di un sistema di riferimento attraverso cui gli elementi prendono valore dalla loro disposizione nello spazio; • definizione della gerarchia tra elementi singoli e tra gruppi di elementi; • definizione e assegnazione delle variabili visive. Il processo può partire da una qualsiasi di queste operazioni e viene aggiustato in parallelo, fino alla definizione finale dell’artefatto, per cui non ha senso parlare di sequenza di operazioni.
  • 43. 22 agosto: concettualizzazione software. Sulla base del modello quadripartito di scrittura sinsemica, si è elaborata la struttura concettuale delle quattro operazioni, in modo che fossero concatenate, isolando con precisione tutti gli elementi in gioco e individuando le singole relazioni tra essi. 23-28 agosto: testing reiterato e modifiche. Il sistema sopra descritto, anche in seguito alla sua definizione è stato più volte testato e modificato nel corso del workshop, per affinarne le funzionalità e metterne a punto l’applicazione. È stato testato quindi il funzionamento del modello avvicinandosi progressivamente alle funzionalità del software, fino ad adottare prototipi cartacei dell’interfaccia per elaborare testi sinsemici. 23 agosto: progettazione architettura del software. Una parte del gruppo ha impostato l’architettura del software. Seconda settimana 26-29 agosto: progettazione interfaccia. Si è dedicata la seconda settimana a mettere a punto la struttura dell’interfaccia, partendo dal modello concettuale e dalle quattro operazioni definiti nella prima settimana. In particolare si è proceduto ad una analisi di software di aree affini e simulando l’interfaccia con modelli cartacei disegnati a mano, in modo da astrarre il più possibile la funzione rispetto all’aspetto grafico, ancora provvisorio. 26-30 agosto: sperimentazione ed elaborazione di segmenti del software. Alcuni membri del gruppo hanno dedicato la loro attenzione allo sviluppo di prototipi di alcune funzioni (ad esempio scelta del colore, della dimensione etc.). – Luciano Perondi
  • 44. Studi preliminari del progetto.
  • 45. X una variabile in cerca d’identità — 19 agosto / 01 settembere 2013 — Castrignano de’ Greci − Lecce
  • 46. relazione workshop: X una variabile in cerca d’identità — 19 agosto / 01 settembere 2013 — Castrignano de’ Greci − Lecce docente: Matteo Moretti. tutor: Alessio D’Ellena, Antonio Vergari. titolo progetto: Semantic Generative Typography. – Case history about ‘Edilportale’ network identity partecipanti: D’Emidio Cinzia, De Cesare Giuseppe, De Luca Giuseppe, De Paola Marco, Di Costanzo Nicola, Guarnieri Alice, Pantorno Luca, Schiraldi Vincenzo, Tomatis Davide.
  • 47. Prima settimana tema: Attraverso la riflessione sul rapporto tra immagine e testo, gli studenti saranno condotti in un percorso nel quale apprenderanno i rudimenti del design programmato per produrre un generatore di effetti di senso tipografico. OUTPUT: Realizzare dei prototipi di software per le manomissioni tipografiche parametriche. giorno i: Gli studenti intraprendono il loro percorso riflettendo sul rapporto tra comunicazione visiva e verbale redigendo un vocabolario partecipato di parole da visualizzare, scegliendo tra concetti astratti e concreti. Questo servirà come fase comune alla quale attingere per creare le prime sperimentazioni tipografiche. Parole astratte come “condivisione” comportano un grado di difficoltà superiore, consentendo però una maggiore libertà interpretativa. giorno ii: (tipografia semantica) La prima esercitazione è collettiva: la parola viene scelta assieme e tutti i partecipanti sperimenteranno su questa. Dopo aver riflettuto collettivamente sulle possibili interpretazioni ed evocazioni offerte dal termine selezionato, ogni studente formalizza i propri “intenti” su un foglio così da poter poi confrontare il risultato ottenuto con quanto aspettato. Durante la revsiione collettiva si confrontano le scelte progettuali e formali, discutendo il grado di sperimentazione tipografica, il rapporto tra comunicazione e forma visiva e verbale. giorno iii: (tipografia semantica) La seconda esercitazione è identica alla prima, per affinare gli strumenti culturali e tecnici, stimolando la sensibilità tipografica, cercando di comprendere e superare i limiti e le difficoltà incontrate nell’esperienza precedente. A revisione ultimata, si riflette assieme sui passi necessari per realizzare il lavoro svolto, cercando nota bene: Questo progetto è stato realizzato in collaborazione con lo staff di ‘Edilportale’ al fine di sviluppare una ricerca utile allo sviluppo di un nuovo progetto d’identità per il network.
  • 48. di formalizzare in linguaggio naturale il processo che ha dato origine al proprio artefatto. (lo scambio degli algoritmi) Il processo continua in maniera duplice. Ogni studente lavora sulla propria parola sia graficamente che verbalmente. Ogni lavoro si compone così dell’output grafico e dell’algoritmo verbale che ne ha permesso la generazione. Inizia il gioco: Senza mostrare il proprio lavoro agli altri, gli studenti si scambiano i propri algoritmi. Ognuno dovrà realizzare il lavoro di qualcun’altra partendo dalla descrizione verbale dei passi necessari per generarlo (algoritmo). A lavoro ultimato si confronteranno il lavoro originale con quello ottenuto, stabilendo di fatto quanto l’algoritmo sia stato o meno ambiguo. Questo verrà così corretto, riflettendo quindi sull’importanza della disambiguazione nel linguaggio nel momento in cui ci si rivolge a qualcuno che non dispone dello stesso linguaggio, background culturale e strumenti cognitivi. Ci stiamo quindi avvicinando a come ragiona una macchina: più la descrizione sarà capillare più il risultato sarà fedele alle aspettative. giorno iv: (dall’algoritmo verbale a quello informatico) Introduzione a Processing come strumento di lavoro. Vengono introdotti i concetti di variabile e controlli (if / for) e successivamente mostrata la loro implementazione tecnica attraverso piccoli esercizi. Successivamente viene illustrata la libraria geomerative che consente di lavorare in maniera programmata sulla tipografia. giorno v: (run) Sedimentato il processo di generazione di tipografia semantica, gli studenti attingono a piene mani al vocabolario precedentemente creato e danno il via alla produzione. Ognuno crea 20 proposte grafiche di manomissioni tipografiche, nate attraverso un processo che traduce il senso della parola in immagine. A fine giornata, viene selezionato un progetto per ogni studente che andrà poi realizzato la settimana successiva. Il delicato rapporto tra efficacia del progetto e sua realizzabilità tecnica guida la selezione. Seconda settimana Implementare il generatore della Feature selezionata. – Matteo Moretti
  • 49. X, una variabile in cerca d’identità Alice Guarnieri Esercizio n° 4 X, una variabile in cerca d’identità Alice Guarnieri Esercizio n° 4 X, una variabile in cerca d’identità Alice Guarnieri Esercizio n° 4 di f f u s i o n eX, una variabile in cerca d’identità Cinzia D’Emidio Esercizio n° 4 CONF ONTOR X, una variabile in cerca d’identità Cinzia D’Emidio Esercizio n° 4 X, una variabile in cerca d’identità Davide Tomatis Esercizio n°4 X, una variabile in cerca d’identità Davide Tomatis Esercizio n°4 X, una variabile in cerca d’identità Davide Tomatis Esercizio n°4 flusso X, una variabile in cerca d’identità Giuseppe De Luca X, una variabile in cerca d’identità Giuseppe De Luca fr e t t a X, una variabile in cerca d’identità Giuseppe De Luca rib ll one i eX, una variabile in cerca d’identità Rossella Tursi Esercizio n°4 Alcune tra le 200 features prodotte durante la prima settimana.
  • 50. X, una variabile in cerca d’identità Alice Guarnieri Esercizio n° 4 X, una variabile in cerca d’identità Alice Guarnieri Esercizio n° 4 X, una variabile in cerca d’identità Cinzia D’Emidio Esercizio n° 4 X, una variabile in cerca d’identità Giuseppe De Luca X, una variabile in cerca d’identità Giuseppe de Cesare Esercizio n° 4 X, una variabile in cerca d’identità Giuseppe de Cesare Esercizio n° 4 X, una variabile in cerca d’identità Luca Pantorno Esercizio n° 1 X, una variabile in cerca d’identità Luca Pantorno Esercizio n° 4 X, una variabile in cerca d’identità TUO Nome TUO Cognome Esercizio n° 2 X, una variabile in cerca d’identità NICOLA DI COSTANZO Esercizio n° 05 X, una variabile in cerca d’identità NICOLA DI COSTANZO Esercizio n° 08 X, una variabile in cerca d’identità Vincenzo Schiraldi Esercizio n°4
  • 51. X, una variabile in cerca d’identità Davide Tomatis Esercizio n°4
  • 52. X, una variabile in cerca d’identità Marco De Paola Esercizio n° .........
  • 53. docente: Lorenzo Bravi. tutor: Ivan Bravi, Roberto Arista. titolo progetti: FACS app, Maltagliato project. partecipanti: Bernardi Fabio, Marra Serena, Pignoni Giovanni, Scarduelli Matteo. relazione workshop: X una variabile in cerca d’identità — 19 agosto / 01 settembere 2013 — Castrignano de’ Greci − Lecce
  • 54. tesi: Le espressioni facciali sono universali, oppure, come il linguaggio sono specifiche di ciascuna cultura? Darwin sostiene che le nostre espressioni dell’emozione siano universali (ossia innate e non apprese), un prodotto della nostra evoluzione. Né le nostre espressioni, né le nostre emozioni sono un’esclusiva di noi esseri umani: anche altri animali provano alcune delle stesse emozioni, e certe loro espressioni ricordano le nostre. Più recentemente Paul Ekman ha confermato le tesi di Charles Darwin. Grazie ai suoi studi svolti fino ad oggi su piu di venti culture alfabetizzate occidentali e orientali, la maggioranza relativa a ciascuna di esse ha sempre concordato su quale emozione fosse raffigurata da una data espressione. Quindi se l’espressione delle emozioni attravarso la mimica facciale è qualcosa di innato ed universale, perché non provare a sviluppare una rappresentazione grafica, animata ed interattiva di queste, per provare a colmare i deficit di analisi e codifica di queste in bambini affetti da autismo? Le nuove tecnologie, quali dispositivi tablet, sono largamente usati nella terapia per questo genere di patologie. L’idea è quella di sviluppare un’applicazione per dispositivi iOS che possa andare incontro a queste necessità. analisi: Per poter affrontare al meglio il problema, la ricerca sulla mimica facciale è partita da un’analisi dettagliata dell’anatomia del volto, dal sistema muscolare che permette la rappresentazione mimica delle emozioni. Una volta definiti i principali muscoli che intervengono delle trasformazioni del volto, queste sono state associate attraverso le corrette combinazioni alle rispettive emozioni. Questa parte di ricerca si è avvalsa del FACS (Facial Action Coding System), un sistema di misurazione delle espressioni del volto, sviluppato originariamente da Paul Ekman e Wallace Friesen nel 1976. Si tratta di uno standard comune per classificare sistematicamente l’espressione fisica di emozioni, rivelatosi utile nell’ambito della psicologia e dell’animazione. A supporto di questa fase sono stati usati come testi di riferimento: Prima settimana tema: Realizzazione di un’app iOS che aiuti i bambini autistici nel riconoscimento delle emozioni, legate alle espressioni facciali.
  • 55. • Charles Darwin, “L’espressione delle emozioni nell’uomo e negli animali“ • Paul Ekman, “Te lo leggo in faccia“ sviluppo: Una volta analizzato a fondo coma funzionano i movimenti muscolari legati all’espressione delle emozioni si è passati alla rappresentazione grafica dei volti che appariranno sullo schermo dei tablet. Per fare questo ci si è basati sulle ricerche di Masahiro Mori. Le ricerche svolte dallo scienziato japponese dimostrano sperimentalmente come la sensazione di familiarità e di piacevolezza generata in un campione di persone da robot e automi antropomorfi possa cadere in quella che viene definita “valle del perturbante“. La piacevolezza quindi aumenta al crescere della somiglianza con la figura umana fino ad un punto in cui l’estremo realismo rappresentativo produce però un brusco calo delle reazioni emotive positive destando sensazioni spiacevoli come repulsione e inquietudine paragonabili al perturbamento. Parallelamente un gruppo di due studenti ha sviluppato il codice iOS sulla base della ricarca sui muscoli facciali. Lo script permette di animare le singole parti del volto partendo dalla posizione di rilassamento, per poi trasformarla secondo dei valori di minimo e massimo scalabili a seconda del livello di intensità dell’espressione. valutazione: Definite le parti del volto che entrano in gioco nella mimica facciale e provate a definirne tutte le possibili rappresentazioni grafiche è stato sviluppato un piccolo tool che combinasse tutte le possibili varianti. Questa fase di valutazione si è resa necessaria prima di passare alla parte di animazione, per testare la reale efficacia delle rappresentazioni grafiche sviluppate. A fronte dei risultati ottenuti ci si è accorti di come le raffigurazioni grafiche fossero poco empatiche e non restituissero una gamma completa delle variazioni facciali. – Lorenzo Bravi
  • 56. quadrato del labbro superiore canino mentale platisma epicranico buccinatore procerus orbicolare dell’occhio elevatore del labbro superiore elevatore della palpebra zigomatico minore zigomatico maggiore risorio orbicolare della bocca quadrato del labbro inferiore corrugatore del sopracciglio nasale dilatore delle narici nasale alare nasale traversa triangolare delle labbra Analisi anatomica del sistama di attuazione muscolare per l’espressione delle emozioni nel volto.
  • 57. facciali 01 innalzamento interno sopracciglia 02 innalzamento esterno sopracciglia 04 abbassamento delle sopracciglia 05 innalzamento delle palpebra superiore 06 innalzamento interno sopracciglia 07 compressione delle palpebre 08 innalzamento interno sopracciglia Associazioni tra le Action Unit del FACS e rispettivi muscoli facciali. facciali 01 innalzamento interno sopracciglia 02 innalzamento esterno sopracciglia 04 abbassamento delle sopracciglia 05 innalzamento delle palpebra superiore 06 innalzamento interno sopracciglia 07 compressione delle palpebre 08 innalzamento interno sopracciglia facciali 01 innalzamento interno sopracciglia 02 innalzamento esterno sopracciglia 04 abbassamento delle sopracciglia 05 innalzamento delle palpebra superiore 06 innalzamento interno sopracciglia 07 compressione delle palpebre 08 innalzamento interno sopracciglia facciali 01 innalzamento interno sopracciglia 02 innalzamento esterno sopracciglia 04 abbassamento delle sopracciglia 05 innalzamento delle palpebra superiore 06 innalzamento interno sopracciglia 07 compressione delle palpebre 08 innalzamento interno sopracciglia facciali 01 innalzamento interno sopracciglia 02 innalzamento esterno sopracciglia 04 abbassamento delle sopracciglia 05 innalzamento delle palpebra superiore 06 innalzamento interno sopracciglia 07 compressione delle palpebre 08 innalzamento interno sopracciglia facciali 01 innalzamento interno sopracciglia 02 innalzamento esterno sopracciglia 04 abbassamento delle sopracciglia 05 innalzamento delle palpebra superiore 06 innalzamento interno sopracciglia 07 compressione delle palpebre 08 innalzamento interno sopracciglia facciali 01 innalzamento interno sopracciglia 02 innalzamento esterno sopracciglia 04 abbassamento delle sopracciglia 05 innalzamento delle palpebra superiore 06 innalzamento interno sopracciglia 07 compressione delle palpebre 08 innalzamento interno sopracciglia
  • 58. 10 innalzamento del labbro superiore 11 approfondimento del solco labaile nasale 12 trazioni dehlgli angoli delle labbra 13 arrotondamento degli angoli delle labbra 14 generazione delle fossette 15 depressione degli angoli della bocca 17 innalzamento del mento 18 corrugazione delle labbra 10 innalzamento del labbro superiore 11 approfondimento del solco labaile nasale 12 trazioni dehlgli angoli delle labbra 13 arrotondamento degli angoli delle labbra 14 generazione delle fossette 15 depressione degli angoli della bocca 17 innalzamento del mento 18 corrugazione delle labbra 10 innalzamento del labbro superiore 11 approfondimento del solco labaile nasale 12 trazioni dehlgli angoli delle labbra 13 arrotondamento degli angoli delle labbra 14 generazione delle fossette 15 depressione degli angoli della bocca 17 innalzamento del mento 18 corrugazione delle labbra 10 innalzamento del labbro superiore 11 approfondimento del solco labaile nasale 12 trazioni dehlgli angoli delle labbra 13 arrotondamento degli angoli delle labbra 14 generazione delle fossette 15 depressione degli angoli della bocca 17 innalzamento del mento 18 corrugazione delle labbra 10 innalzamento del labbro superiore 11 approfondimento del solco labaile nasale 12 trazioni dehlgli angoli delle labbra 13 arrotondamento degli angoli delle labbra 14 generazione delle fossette 15 depressione degli angoli della bocca 17 innalzamento del mento 18 corrugazione delle labbra 10 innalzamento del labbro superiore 11 approfondimento del solco labaile nasale 12 trazioni dehlgli angoli delle labbra 13 arrotondamento degli angoli delle labbra 14 generazione delle fossette 15 depressione degli angoli della bocca 17 innalzamento del mento 18 corrugazione delle labbra 10 innalzamento del labbro superiore 11 approfondimento del solco labaile nasale 12 trazioni dehlgli angoli delle labbra 13 arrotondamento degli angoli delle labbra 14 generazione delle fossette 15 depressione degli angoli della bocca 17 innalzamento del mento 18 corrugazione delle labbra 10 innalzamento del labbro superiore 11 approfondimento del solco labaile nasale 12 trazioni dehlgli angoli delle labbra 13 arrotondamento degli angoli delle labbra 14 generazione delle fossette 15 depressione degli angoli della bocca 17 innalzamento del mento 18 corrugazione delle labbra 20 stiramento delle labbra 22 labbra ad imbuto 23 tensione delle labbra 42 innalzamento interno sopracciglia 44 innalzamento interno sopracciglia paura tristezza sopresa disgusto orgoglio rabbia felicità AU1 AU2 AU5 AU6 AU7 AU8 AU9 AU10 AU11 AU12 AU14 AU15 AU16 AU17 AU18 AU19 AU20 AU23 AU24AU4 Associazioni tra emozioni ed Action Unit 20 stiramento delle labbra 22 labbra ad imbuto 23 tensione delle labbra 42 innalzamento interno sopracciglia 44 innalzamento interno sopracciglia paura tristezza sopresa disgusto orgoglio rabbia felicità AU1 AU2 AU5 AU6 AU7 AU8 AU9 AU10 AU11 AU12 AU14 AU15 AU16 AU17 AU18 AU19 AU20 AU23 AU24AU4 Associazioni tra emozioni ed Action Unit 20 stiramento delle labbra 22 labbra ad imbuto 23 tensione delle labbra 42 innalzamento interno sopracciglia 44 innalzamento interno sopracciglia paura tristezza sopresa disgusto orgoglio rabbia felicità AU1 AU2 AU5 AU6 AU7 AU8 AU9 AU10 AU11 AU12 AU14 AU15 AU16 AU17 AU18 AU19 AU20 AU23 AU24AU4 Associazioni tra emozioni ed Action Unit 20 stiramento delle labbra 22 labbra ad imbuto 23 tensione delle labbra 42 innalzamento interno sopracciglia 44 innalzamento interno sopracciglia paura tristezza sopresa disgusto orgoglio rabbia felicità AU1 AU2 AU5 AU6 AU7 AU8 AU9 AU10 AU11 AU12 AU14 AU15 AU16 AU17 AU18 AU19 AU20 AU23 AU24AU4 Associazioni tra emozioni ed Action Unit 20 stiramento delle labbra 22 labbra ad imbuto 23 tensione delle labbra 42 innalzamento interno sopracciglia 44 innalzamento interno sopracciglia paura tristezza sopresa disgusto orgoglio rabbia felicità AU1 AU2 AU5 AU6 AU7 AU8 AU9 AU10 AU11 AU12 AU14 AU15 AU16 AU17 AU18 AU19 AU20 AU23 AU24AU4 Associazioni tra emozioni ed Action Unit 20 stiramento delle labbra 22 labbra ad imbuto 23 tensione delle labbra 42 innalzamento interno sopracciglia 44 innalzamento interno sopracciglia paura tristezza sopresa disgusto orgoglio rabbia felicità AU1 AU2 AU5 AU6 AU7 AU8 AU9 AU10 AU11 AU12 AU14 AU15 AU16 AU17 AU18 AU19 AU20 AU23 AU24AU4 Associazioni tra emozioni ed Action Unit
  • 59. Test sulla rappresentazione grafica. Generazione di tutte le possibili combinazioni / espressioni facciali.
  • 60. Schizzi preliminari.
  • 61. analisi: Definizione di un sistema aperto per la creazione di caratteri tipografici partecipati, in cui il carattere tipografico risulta generato dall’intervento autonomo di singoli designer. sviluppo: Partendo da uno scheletro di base, è stato creato un template pdf su cui i singoli designer possono costruire il proprio alfabeto definendo gli elementi base di ogni singola lettera. Il file, una volta completo di ogni singolo elemento, viene esportato in singoli file .svg. I singoli studenti hanno quindi prodotto una serie di alfabeti secondo il sistema definito. Parallelamente un gruppo di due studenti ha sviluppato il codice che permette di importare i singoli fie .svg nel programma di editing font “Robofont“. Il secondo script sviluppato permette quindi di esportare dei font in formato otf partendo dalla combinazione dei singoli svg di alfabeti differenti. conclusioni: La libreria di caratteri disegnati ed i due script prodotti permettono già la creazione di caratteri .otf partendo dai singoli file .svg. Questo ci ha permesso di testare rapidamente il sistema ed i possibili risultati ottenibili. Il progetto, che prende il nome di Maltagliato, ha quindi la capacità Settimana 2 La seconda settimana parte con un’analisi dei risultati prodotti nella prima fase di sviluppo del progetto. La valutazione sui volti prodotti rimane ancora poco efficace ci si pone di fronte al problema di un rigetto del bambino di fronte agli artefatti prodotti. Quantificando il tempo ancora a disposizione siamo costretti ad accantonare il tema di partenza e sfruttare il codice prodotto per un secondo tema. tema: Sistema partecipativo di creazione di caratteri tipografici “Maltagliato project“.
  • 62. e le potenzialita di lanciare un progetto globale partecipato per il design di un alfabeto generativo che parta dai singoli input di designer da tutto il mondo. Per quanto riguarda la prima fase del workshop che si è concentrata sul tema della mimica facciale legata alle emozioni, possiamo concludere che pur non avendo raggiunto un risultato tangibile, l’esperienza è stata un buon caso studio di indubbia utilità. L’analisi e la transcodifica del sistema muscolare del volto al fine di ottenere l’animazione del “sistema volto”, è stato un arduo compito ben risolto. Capire e decodificare un sistema che utiliziamo costantemente, e sul quale abbiamo un controllo così limatato corrisponde ad aver acquisito una elevata consapevolezza dei nostri mezzi quali comunicatori ed esseri sociali. Tenendo conto che il 70% della comunicazione tra gli esseri umani appartiene alla sfera della comunicazione non verbale, aver affrontato una tematica come quella dell’espressivita del viso legata alle emozioni rimane di importanza centrale per la formazione di un designer che si occupi di comunicazione visiva. – Lorenzo Bravi
  • 63. Esempio di frammentazione di un glifo (lettera A) e ricombiazione nel nuovo carattere generativo. Alfabeto 01 A01 A01 A01 A02 A02 A02 A03 A03 A03 Alfabeto 02 Alfabeto 03 3 delle possibili 27 combinazioni Alfabeto 01 A01 A01 A01 A02 A02 A02 A03 A03 A03 Alfabeto 02 Alfabeto 03 3 delle possibili 27 combinazioni Alfabeto 01 A01 A01 A01 A02 A02 A02 A03 A03 A03 Alfabeto 02 Alfabeto 03 3 delle possibili 27 combinazioni Alfabeto 01 A01 A01 A01 A02 A02 A02 A03 A03 A03 Alfabeto 02 Alfabeto 03 3 delle possibili 27 combinazioni
  • 64. tot: 343 combinazioni test A - 7 alfabeti 73 =343 test A - 7 alfabeti 73 =343 Test su 7 alfabeti: lettera A. Tot: 343 combinazioni. test A - 7 alfabeti 73 =343 test A - 7 alfabeti 73 =343
  • 65. test A - 7 alfabeti 73 =343 test A - 7 alfabeti 73 =343 test A - 7 alfabeti 73 =343 test A - 7 alfabeti 73 =343
  • 66. Flusso di lavoro.1 Creazione dell’alfabeto su template pdf 2 Esportazione delle singole porzioni in svg 4 Creazione dei caratteri combinando diversi alfabeti 3 Conversione dei singoli file .svg in set .ufo separati test 1 test 2 1 Creazione dell’alfabeto su template pdf 2 Esportazione delle singole porzioni in svg 4 Creazione dei caratteri combinando diversi alfabeti 3 Conversione dei singoli file .svg in set .ufo separati test 1 test 2 1 Creazione dell’alfabeto su template pdf 2 Esportazione delle singole porzioni in svg 4 Creazione dei caratteri combinando diversi alfabeti 3 Conversione dei singoli file .svg in set .ufo separati test 1 test 2
  • 67. X una variabile in cerca d’identità — 19 agosto / 01 settembere 2013 — Castrignano de’ Greci − Lecce
  • 68. docente: Giorgio Olivero. tutor: Roberto Picerno. titolo progetto: DrawBot, drone per disegnare su superfici verticali, basato su tecnologia ‘Arduino’. partecipanti: Giannicola Baiardi, Michele Bozzi, Francesca Centonze, Fabrizio Goglia, Nicolò Loprieno, Simona Materazzini, Roberto Memoli. relazione workshop: X una variabile in cerca d’identità — 19 agosto / 01 settembere 2013 — Castrignano de’ Greci − Lecce
  • 69. Prima settimana tema: Il corso guida gli studenti nel percorso di creazione di una semplice macchina (‘DrawBot’) in grado di disegnare su superfici verticali. I principali componenti hardware della macchina sono: una scheda microcontroller Arduino e due motori che controllano l’avvolgimento di un sistema di cavi in grado di muovere un pennarello su una superficie verticale. Al sistema hardware si affianca un articolato sistema di software che permette di partire da disegni eseguiti tramite script realizzati in Processing che sono poi successivamente analizzati e processati fino ad arrivare ad essere convertiti negli impulsi elettrici che comandano gli avvolgimenti
  • 70. elettrici che comandano gli avvolgimenti dei motori e il movimento del pennarello. Il corso è strutturato in modo da rendere accessibili agli studenti, in modo semplice ed intuitivo, una serie di concetti che normalmente vengono considerati tecnicamente complessi. Il corso offre uno spunto di riflessione sulla filiera degli strumenti commerciali di ‘desktop publishing’, sui loro standard e su come questi possano influenzare e uniformare in modo rilevante i risultati progettuali. È anche un dimostrazione pratica di come sia possibile superarne limitazioni e limiti predefinti per riappropriarsi di tecniche e processi che ci permettano di inventarne di nuovi.
  • 71. calendario attività: • Presentazione del corso e panoramica storica sulle macchine per disegnare su superfici verticali; • Presentazione dei portfolio e dei progetti di ciascuno dei partecipanti al workshop; • Introduzione alla piattaforma open-source Arduino, un microcontroller e una piattaforma educativa per realizzare progetti interattivi con l’elettronica; • Introduzione di base alla programmazione in ambiente Arduino; • Nozioni di base su: DC motors, Stepper Motors, Servo Motors; • Analisi del progetto di drawbot open-source Makelangelo e studio della relativa documentazione e codice sorgente; • Tutorial sul funzionamento del software di ‘stampa’ per poter comunicare con il DrawBot; • Analisi dei componenti discreti che compongono le macchine ‘Drawbot’ e dei sistemi, processi tecnici e protocolli di comunicazione necessari al loro funzionamento: microcontroller, motor shield, steppe motors, servo motor, struttura di supporto dei motori e dello strumento di disegno, sistema di notazione GCode; • Costruzione del primo prototipo funzionante, calibrazione dei sistema e primi test di ‘stampa’; • Esercitazioni di scrittura manuale di istruzioni di disegno secondo il linguaggio GCode; • Analisi dei problemi del primo prototipo e successiva soluzione e iterazione progettuale; • Spiegazione delle componenti software realizzate dal docente in Processing (strumento da disegno via mouse/tavoletta grafica e conversione dei tratti in linguaggio GCode); • Utilizzo del Drawbot per la stampa dei disegni degli studenti.
  • 72. Seconda settimana calendario attività: • Ottimizzazione del meccanismo per il controllo dello strumento da disegno; • Costruzione del secondo prototipo in grado di disegnare su una più ampia superficie; • Calibrazione e test di disegno sul secondo prototipo; • Spiegazione delle componenti software realizzate dal docente in Processing (importazione di un disegno vettoriale in formato SVG e conversione dei tratti in linguaggio GCode); • Fine-tuning del sistema hardware; • Utilizzo del Drawbot per la stampa dei disegni degli studenti. – Giorgio Oliviero
  • 73. Le varie fasi di realizzazione del Draw Bot.
  • 74. X una variabile in cerca d’identità — 19 agosto / 01 settembere 2013 — Castrignano de’ Greci − Lecce
  • 75. relazione workshop: X una variabile in cerca d’identità — 19 agosto / 01 settembere 2013 — Castrignano de’ Greci − Lecce x Crediamo nel potere delle idee, nel metodo e nella cultura.

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