• Share
  • Email
  • Embed
  • Like
  • Save
  • Private Content
FF3300 issue #5
 

FF3300 issue #5

on

  • 1,706 views

INTERVISTE: otolab - lenny -...

INTERVISTE: otolab - lenny -
freedom & order: bilak / mooren / mevis -
delta - david pearson -
----------------------------------------
TESI: siracusa - woodland -
per specula in aenigmate -
movimento naturale della popolazione -
----------------------------------------
DOSSIER: wijdeveld & wendigen -

Statistics

Views

Total Views
1,706
Views on SlideShare
1,685
Embed Views
21

Actions

Likes
2
Downloads
50
Comments
0

4 Embeds 21

http://www.ff3300.com 17
http://ff3300.com 2
http://www.slideshare.net 1
http://translate.googleusercontent.com 1

Accessibility

Categories

Upload Details

Uploaded via as Adobe PDF

Usage Rights

© All Rights Reserved

Report content

Flagged as inappropriate Flag as inappropriate
Flag as inappropriate

Select your reason for flagging this presentation as inappropriate.

Cancel
  • Full Name Full Name Comment goes here.
    Are you sure you want to
    Your message goes here
    Processing…
Post Comment
Edit your comment

    FF3300 issue #5 FF3300 issue #5 Document Transcript

    • Fuel Contents: for INTERVISTE: otolab - lenny - freedom & order: bilak / mooren / mevis - your delta - david pearson - mind ---------------------------------------- issue #05 TESI: siracusa - woodland - per specula in aenigmate - movimento naturale della popolazione - ---------------------------------------- DOSSIER: wijdeveld & wendigen - www.ff3300.com - info@ff3300.com Settembre/Ottobre - Anno II
    • 0.001 FF3300 cambia, sposta il baricentro. EDITORIALE Un nuovo progetto grafico un nuovo progetto editoriale una nuova struttura redazionale nuove scelte nella gestione dei contenuti. Il nuovo Layout corrisponde al rinnovamento dell’identità della rivista, ad una sistematizzazione del lavoro redazionale, con una distribuzione dei carichi e dei tempi migliore, e di più facile gestione. - non ci sarà un indice - ogni articolo sarà riportato nella sua lingua originale - la rivista sarà composta utilizzando la doppia pagina, e non la singola - ogni doppia pagina avrà proporzioni 16:9, come lo schermo - i testi sono composti con il carattere disegnato da MOLOTRO: il Dic Per il resto non è cambiato nulla, dentro c’è sempre tanta “ciccia”. Alessandro
    • 0.01 Direzione artistica & Direzione redazionale & Progetto editoriale: COLOPHON Alessandro Tartaglia Consulenza indispensabile e paziente: Carlotta Latessa, Silvio Nicola Spina, Luciano Perondi collabora anche tu con noi. Typefaces: invia i tuoi progetti Dic Sans - Dic Mono: disegnati da Luciano Perondi (Molotro) redazione@ff3300.com Hanno collaborato a questo numero: Sara Allevi, Silvio Nicola Spina, Carlotta Latessa, Ivano Salonia, Stefano Menconi, Gabriele Rosso, Roberto Picerno. Foto in copertina: Nunzio Saccinto Ringraziamento speciale: Luciano Perondi (Molotro) Website: www.ff3300.com 4| FF3300 | MUSICA / GRAFICA: otolab
    • 0.1 MOLOTRO THE QUICK BROWN FOX JUMPS OVER THE LAZY DOG the quick brown fox jumps over the lazy dog TYPEDESIGN THE QUICK BROWN FOX JUMPS OVER THE LAZY DOG www.molotro.com the quick brown fox jumps over the lazy dog THE QUICK BROWN FOX JUMPS OVER THE LAZY DOG the quick brown fox jumps over the lazy dog DIC SPECIMEN. THE QUICK BROWN FOX JUMPS OVER THE LAZY DOG the quick brown fox jumps over the lazy dog 6| FF3300 | MUSICA / GRAFICA: otolab
    • 1 TALKINGS 8| FF3300 | MUSICA / GRAFICA: otolab
    • WHAT IS OTOLAB? METODO E SENSO DEL RITMO, TRA INTERACTION DESIGN ED ARTI VISIVE. @ WWW.OTOLAB.NET Che tipo di progetti portate avanti? Da chi è composto il team? Negli ultimi 6 anni abbiamo lavorato Questa è sempre una domanda a cui foto archivio otolab prevalentemente sulle performance è tormentosamente lungo rispondere. audiovisive, intese come ricerca di sinestesia In modo estremamente sintetico: dies_ (audio, tra forme audio e forme video; anche se video, grafica), fd (video); kcid (audio); mud questa sperimentazione è quella per la quale (audio, video, grafica); massi (audio); orgone siamo più conosciuti, in realtà lavoriamo anche (video e software); peppolasagna (audio, su molte altri piani: produzioni di musica hardware e software); rudi_mental (audio); elettronica non associata al video, djing sn (audio); ssim_el (audio); tech_data (audio); dance, vjing, installazioni, realizzazione di tonylight (audio e hardware); xo00 (video e Esistono gli alieni? ne avete visti? opere derivate dalle performance, workshop e seminari. Attorno ad otolab si muovono una grafica); zerosinapsi (audio e video); menthos (audio); nina (audio). Ovviamente si. quindicina di persone, il che da un lato rende a volte complicata la gestione dell’interazione Ne conosciamo diversi, all’interno del collettivo, dall’altro mette in fucina una grande energia e conoscenze molto anche il collettivo ne è pieno. diverse. 11 | 10| FF3300 | MUSICA / GRAFICA: otolab
    • Tecnicamente come strumento audiovisivo (come Dolce o salato? comunicazione intermediale non è stato da meno. si crea una performance in “videomoog”) Siamo tanti, quindi c’è spazio e lo sviluppo di interfacce. Abbiamo trovato degli foto archivio otolab di live media? o una jam session di strumenti per tutto. studenti molto motivati Diciamo che non la questione visivi (“circo ipnotico”); Pensate che a livello didattico e un bellissimo spirito tecnica è il secondo step. si può stratificare tecniche Quali sono i possibili sviluppi sia stato interessante nell’affrontare il lavoro, Il primo passo è l’impostazione audio e video completamente di questi nuovi linguaggi? il workshop tenuto il tutto condito metodologica e progettuale diverse (come in “polystatic” riuscite a vedere della all’ISIA di Urbino? da una splendida cornice del lavoro: capire cosa o “stare_mesto”) o trovare applicazioni pratiche Che risultati avete ottenuto? architettonica, gastronomica vogliamo fare, declinarne gli dei difetti in uno strumento per il vostro lavoro Raccontateci questa e culturale. Decisamente una aspetti concettuali più salienti, e farli diventare un punto di avanguardia? esperienza... bella esperienza. etc. Una volta tracciato di forza (“hemline”); Da quando abbiamo iniziato a Noi al momento siamo il percorso, si decide come alcuni lavori hanno il loro punto fare corsi e laboratori interessati prevalentemente farlo; da questo punto di vista di forza nell’organizzazione ci siamo resi conto di quanto alle forme espressive non esistono regole precise: multischermo (“op7”) sia stimolante per noi avere strettamente artistiche, si può lavorare a fondo ed altri creano il mondo un feedback continuo con gli ma sicuramente esistono su una singola suggestione a partire dall’utilizzo studenti, ci aiuta a mantenere una miriade di applicazioni, data da un software di luci e audio multifonici una visione fresca sulle cose. dall’enterteinement agli (come in “quartetto .swf”) (“puntozero”). Il workshop che abbiamo interactive environements o costruire materialmente uno passando per la tenuto all’ISIA di Urbino 12 | FF3300 | MUSICA / GRAFICA: otolab
    • Il vostro lavoro è una questione di sensibilità o di razionalità? entrambe? in che misura? Entrambe le componenti sono fondamentali. Come ti ho detto la progettazione è cruciale, ma il momento della foto archivio otolab scelta della poetica delle forme è una questione strettamente legata alla sfera dell’emotività. 14 | FF3300 | MUSICA / GRAFICA: otolab
    • Qual’è stata la vostra esperienza progettuale audio e video, con Flash, con software per più sperimentali e quella delle serate più che vi ha lasciato di più dal punto di vista il 3d; ultimamente stiamo utilizzando molto legate alla techno. Sullo sfondo rimane l’idea foto archivio otolab umano? perché? Isadora, che è un ambiente relativamente del superlive, una performance audiovisiva Questa è una domanda alla quale è molto semplice per costruire strumenti audiovisivi multifonica per 8 schermi della durata difficile rispondere, perché ogni progetto complessi. Ma una parte sempre cresecente di 2 ore; per quello, però, abbiamo bisogno è un nuovo viaggio nel quale si impara del nostro lavoro è legata a strumenti di una produzione. qualcosa di nuovo. Sicuramente il primo punto autocostruiti, come il girello di fd e tonylight di svolta è stato “quartetto.swf”, perché e il pepposcopio di peppolasagna. ci ha insegnato molto sull’interplaying e sulla gestione di pattern complessi dal vivo; Progetti per il futuro? “op7” è stato un altro punto di svolta, perché Ce ne sono diversi in cantiere. Innanzitutto ci siamo trovati a lavorare sul palco vogliamo potenziare “puntozero”, un live in 9 per la prima volta. Ma, ripeto, ogni lavoro esafonico basato sulla sinestesia puntiforme è un nuovo viaggio. con un grande cerchio di luci; poi vogliamo utilizzare gli studi fatti per i visual dell’Icarus Quali sono i software che utilizzate per creare Enseble al rec_festival 2007 per un nuovo live; le vostre performance? inoltre, stiamo iniziando a lavorare Dipende sempre da quali sono gli obiettivi. su un nuovo live dance audiovisivo, con Lavoriamo con i principali software di editing l’obbiettivo di coniugare l’esperienza dei live 16 | FF3300 | MUSICA / GRAFICA: otolab
    • LEANDER HERZOG DAI GRAFFITI AL DESIGN GENERATIVO Generative design can handle that. Right now there is a community out TRA FUNK, HIPHOP, E JAZZ... there doing generative design, from client work to art. But where I come from and where I have been I’m the only one working with generative strategies. I’m sure that in the next years this will change. And maybe oneday even schools will realize that. @ ... Who are you? tell us something about you and what do you think about generative design? your imagination world... When I wrote my first loops I thought this will My name is Leander Herzog. People call me be a new way to produce images. Lenny. I do graffiti, illustration, graphic design Now I think that it is much more than only and webdesign. Since about two years complex computergraphics. I’m trying to learn to use my computer. Generative design opens up a lot of completely I started to use programming to do generative new ways for me. I believe that codebased graphics and became addicted to it. design together with new production Yes really, ask my girlfriend... technologies like fabbing, 3d-milling My aim is to be able to freely express myself and lasercutting will change the designworld. with all media. I can’t tell you about my And yes, a lot of this change is caused imagination world, I’m constantly trying by processing. Programming is nothing new, to visualize it... but that it is accessible to people like me is amazing. I’m no programmer, I’m extremely what do you think about design? bad with mathematics and I don’t like I love design. I can’t imagine to do anything computers. So without Casey Reas and Ben else. When I watch tv, I wonder why anyone Fry, I would only have my hands and adobe. gives a shit about design. I believe that in the future things will move, become more dynamic and complex. 18 | FF3300 | DESIGN GENERATIVO / ILLUSTRAZIONE / GRAFFITI: Leander Herzog
    • Serial objects, variations, looking for a poetry in your works, choose 5 words to describe your way to design... love, trial, error, eat, sleep. frame 2012 Maya profecies tell some obscure space and how I can translate ideas into code. revelation about the end of the world, Everything I know about images, composition, what do you think about that? forms and colors I learned from graffiti. At least then we know that we will be safe for Graffiti is also about spreading your work all the next four years. I hope they were wrong over. I realized that graffiti is not only about and there is some time left for us to change walls and paint, and that with coding and the things. internet I can do more than just with running around on the local trainlines. Tell us something about your graffiti activity... The generative graphics I do at the moment have not much to do with graffiti, but in the I started writing graffiti when I was fourteen. near future it will. As a designer this is just off I then worked only analog until 2003. the topic, but as a writer i hope to take graffiti I realized that I have to get some digital skills. to a new level with what I’m learning now. Analog costs time and money. Digital costs Spraycans and coding seem to be something less money and even more time. completely unrelated, but it’s not. In search for styles I decided to go for The space for graffiti is getting smaller. interactive and moving images. If you have time and money and a crew that’s Now I’m slowly learning how to move in digital organized like the secret service, you can hit 20 | FF3300 | DESIGN GENERATIVO / ILLUSTRAZIONE / GRAFFITI: Leander Herzog
    • 22 | FF3300 | MUSICA / GRAFICA: otolab
    • The names o three different person who changed the history... Joshua Davis, showed me that the streets. But in a few years this will become I can develop my own code. In case I can’t do it, impossible. At least where I live... I need to call somebody who can. In order to survive, graffiti needs to evolve into In the end nobody cares how an idea was built. digital spaces. And just using a mouse instead of using a can is not really an evolution. What did you study during your formation? what do you think about open source philosophy? Open source philosophy has definitely changed what I do is not completely stupid even before everybody I study at hyperwerk (www.hyperewerk.ch) my way of learning and working. in Basel/Switzerland. I started to study at the I try to use opensource tools whenever departement for visual communication possible. I cannot replace every commercial at the Basel School of Design. The school and software that I need with opensoure software. their approach to teaching is very classic and oldschool. I didn’t like those old cats and the students were also quite boring. It was more I really hope that oneday this will be possible. Another amazing thing is to see how opensource projects grow and evolve over else started talking about generative design. or less like in an office or governmentjob... time. For example within the processing- So I left this departement and went to community there is new stuff all the time foto archivio otolab frame Hyperwerk. At Hyperwerk there are not many and things get better every day, this is teachers but sometimes there are great wonderful. I believe that opensource is a real John Maeda, you do the math.. people for workshops like Marius Watz, Joreg, alternative to the commercial model. It works. or Massimo Banzi. That was very important for A lot is changing right now and we’ll see who me and a big influence on my personal work. makes it. Opensource is sexy. Serials suck. Right now I’m working on my diplomathesis. Fuck that. I don’t want these pro-special- I will have my bachelor at the end of this year. Design and code, two different world? gold-edition-packages, I’m broke anyway... I don’t want autoupdates and fileformats I don’t understand. And I don’t want the same Theo Jansen, just check him out, you’ll see... No. Code is just something like many other shiny buttons like everyone else. tools. Thinking with code is something one must learn. But after all it’s nothing different. What kind of music do you listen? The really important thing is having ideas and I listen to rap, jazz, funk andsoul. being creative. Maybe I need a pencil, a spraycan, a camera, or some kind of software. And if there is no software, 24 | FF3300 | DESIGN GENERATIVO / ILLUSTRAZIONE / GRAFFITI: Leander Herzog
    • FREEDOM & ORDER QUATTRO MOSTRI SACRI DELLA GRAFICA FREEDOM AND ORDER È STATO ORGANIZZATO OLANDESE ALL’ISIA DI URBINO DALL’ISIA DI URBINO CON IL PATROCINIO DELL’AGI - ALLIANCE GRAPHIQUE INTERNATIONALE, DELL’AIAP - ASSOCIAZIONE ITALIANA PROGETTAZIONE PER LA COMUNICAZIONE @ WWW.ISIAURBINO.IT VISIVA E DEL COMUNE DI URBINO. Urbino, 17 marzo 2008 - Freedom and order, i quattro progettisti lavoreranno per un’intera l’evento che nel titolo prende spunto dallo settimana con gli studenti che avranno così Foto di Fabio Gioia stile progettuale dei maestri della grafica l’opportunità di entrare in relazione diretta olandese - ovvero perfetto equilibrio tra con quanto di meglio e di più innovativo rigore e sperimentazione - ne porta, per la offre la scena mondiale. Il programma della prima volta in Italia, quattro insieme: Karel manifestazione si apre lunedì 7 aprile alle ore Martens, Armand Mevis, Maureen Mooren, 15.30 con una conferenza aperta Peter Bilak. L’Olanda è infatti uno dei Paesi al pubblico, ad ingresso libero, per continuare “guida” nell’ambito della grafica e della fino a venerdì 11 con il workshop Crossover, tipografia grazie ad una diffusa cultura riservato ai frequentanti il corso di diploma della progettazione visiva, legata anche alla di secondo livello in comunicazione visiva. sensibilità della committenza pubblica Il workshop sarà accompagnato da una e i quattro graphic designer invitati dall’Isia mostra sui quattro maestri olandesi (Istituto Superiore Industrie Artistiche) progettata dagli studenti stessi ed allestita di Urbino, ne sono autorevoli testimoni. nella nuova aula magna della scuola, che ha Appartenenti a generazioni diverse, sede nel suggestivo monastero di S. Chiara, ma accomunati dal riconoscimento fondato per volere di Federico di Montefeltro. internazionale per il proprio lavoro e dall’impegno nella didattica ad alto livello, 26 | FF3300 | GRAFICA: Freedom and Order
    • freedom and order /mevis do you prefer to design typefaces, or to Let’s go back to the beginning, when you design with typefaces? why? were about 25 years old... tell me something i prefer to design with typefaces, i never did it about that perid... how did you start to work, (typefaces), i don’t know tohow to do it, i don’t and where? know the software. And i have no fantasy We started to work in Amsterdam, straight about it. after art school , i was very naive, i didn’t understand what graphic design implied. what do you think about the connections But being naive also means that you have a between typography and writing? very open approach, meaning you do a lot of i don’t think every text need proper experimentation. We slowly discovered what typography, but good texts need good graphic design means. typography. who are your masters? what is the inheritance of dutch graphic Karel Martens, Tibor Kalman, Wim Crouwel, design school? what is your method? Jan van Toorn, Edward Fella, Piet Zwart, Wilem dutch inheritance is form follows function, Sandberg, Paul Rand, Hendrik Werkman Mevis & Van Daursen like modernism, my method is form follows concept. which are your models? Martin Margiela, Bruce Nauman, Lars von Trier. are you happy about your works? so and so, I end to be quite critical and not always happy with the results, i am most happy with recent works, but in general I think we achieved what I wanted to achieve. what does it mean to teach graphic design? i think it is important to help students to understand design, i think i am able to help them and that’s why i like to do it. 28 | FF3300 | GRAFICA: Freedom and Order
    • Foto di Fabio Gioia / Tipografia di Peter Bilak FF3300 | MUSICA / GRAFICA: otolab 30 |
    • freedom and order /bilak do you prefer to design typefaces, As it comes to method, I don’t have one. come back to the beginning, when you was or to design with typefaces? why? I only try to take each single project seriously, about 25 years old... tell me something about I like to design typefaces because I find and work like this was my first project. that period... how do you start to work, and it fascinating how simple forms connect to This becomes difficult when the studio where? words and form written language. Type design is running for many years, and this is also When I was 25, I had my first job at a big is quite meditative, slow and sometimes a reason why I use various disciplines agency which I didn’t like. I quit my job after tedious process, and that’s why I also feel a in my work, so i don’t loose inspirations. 9 months, and went to postgraduate school need to sometimes to step away from it, and (Jan van Eyck Akademie in Maastricht). get a wider perspective, so I don’t look only are you happy about your work? This is where I met people who influence my at details of letters. To compensate, I write I am happy when I work. When I finish working, work (Karel Martens, Rick Poynor, Armand texts, and design - both activities requite I don’t think about the work too much. Mevis, Rick Poynor, Irma Boom) so this period to zoom out, and not work with details but had a major importance for other things with the whole. So both type design and what does it mean teach to design? to come. graphic design are complementary teaching design is a reflection on practice in my practice. and theory. Again, it further complements my work. I spent 4 days a week in my studio, Peter Bilak what do you think about relations between and one day teaching is a time to stop and typography and writing? think how other people work, which also Typography is a representation of language, has influence on my further work. so obviously writing and type are closely I am not thinking on my time in school as related. really teaching, because it is a postgraduate course. It is more about asking questions, and what is the inheritance of dutch graphic hopefully providing inspiration. You can teach design school? what is your method? how to make basic elements of design, but Although I have lived in the Netherlands that is not so interesting. As you know creative for 10 years, I am not Dutch, and in my work activities cannot really be thought, one has i combine various influences. I lived and to ask himself to step away from what has studies in 5 different countries, and each been already done, and find his own way. of them had a specific influence on my life and work. I suppose this is what shows also in my work, thought we cannot probably talk about method, but only influences. 32 | FF3300 | GRAFICA: Freedom and Order
    • Foto di Fabio Gioia 34 | FF3300 | MUSICA / GRAFICA: otolab
    • freedom and order /mooren do you prefer to design typefaces, or to Let’s go back to the beginning, when you design with typefaces? why? were about 25 years old... tell me something I prefer to design with typefaces, i think design about that period... how did you start to work, typefaces is very specific and i am interesting and where? in design with typefaces. After graduated, i went to NYC, for one year, to work in a company. After that, i came back what do you think about the connections to Netherland, and i start to work, at first like between typography and writing? freelance, and after with Daniel van der Velden, typography is the form of the content (writing) and we worked toghether until 2007. Since the with typography i express the content end of 2007 i work on my own. what is the inheritance of dutch graphic who are your masters? design school? what is your method? when i was student Tibor Kalman, now i really i think it focus a lot on contents, and about don’t have a specific master, i do like a lot of mentality, in graphic design. graphic designers, but i am more interested and influenced by artists. foto archivio otolab Martens are you happy about your works? sometimes i am very happy, and sometimes i am less happy. what does it mean to teach graphic design? i think it is very important for students to be teached by graphic designers from this moment, i am not interesting in technical aspect, i think mentality is most important, the students have to learn at first mentality, approach, way to do. 36 | FF3300 | GRAFICA: Freedom and Order
    • Foto di Fabio Gioia 38 | FF3300 | MUSICA / GRAFICA: otolab
    • DELTA Which were the writers and in generally the artists who inspired your works and your view of the letters’ evolutions? IL WRITER / ARCHITETTO CHE INTRODUSSE LA TERZA DIMENSIONE NEI GRAFFITI Many writers @ ... have more or less Who did you want to be as a kid? I wanted to be an inventer. to work for a company, and I decided that I wanted to do graphics. Through Graffiti I influenced me. Delta From New York had build some credits, so I could get some What was the first thing in your life that you commisions. remember being really passionate and excited about? Can you tell us a little bit about your to Paris to all background? I remember Lego, making plastic model kits, airplanes, then photography, then graffiti. I have been living in Amsterdam since I was 4 years old. Starting writing graffiti at age 14, Can you tell us about your artistic education? went to study Design engineering, after that over the world. being a self declared graphic designer, turning I didn’t do any official artistic education. I did into an artist over time. go to study design engineering. But basic education was self education and by What influences has your local scene had on graffiti culture. your work? Probably more then I would recognise myself. How did you come to be involved in graphic design and visual culture? After graduating engineering, I didnt want 40 | FF3300 | GRAFFITI / ARCHITETTURA / GRAFICA: Delta
    • Delta 42 | FF3300 | MUSICA / GRAFICA: otolab
    • Which way your “being an artist” conditioned got the credit and the attention they deserved. your family living? I am sure there are. Also many people that get It is more easy, as I can start whenever I want. more credit then they deserve. But time sorts On the other hand, I do bring my work home, out many things. MC Hammer is not that big sometimes also working on sundays now anymore, is he. Tell us a little about the work you made for You’ve worked on art toys. What are those your latest show in London. How do you live made of, how did you construct them, and do the moments before the opening of your they represent anything? exhibition? The toys I did were made of vinyl, they were I have been working for quite some time for just a little adventure. The whole production this show. It felt like doing exams in a way. I took about a year, and lots of work. But it was am pretty happy with all the work done for nice to get the boxes with the logo on it in. that. I think it is another step forwards. Can you tell me about your best experience Where do you get your inspiration from? with a client? Delta Can be verious things. Music, decay, stuff in Tough question. I do not do many work with general, events, other peoples work. clients anymore, mainly autonomous, but Best thing is when a client trusts you, and leaves What are you working on at the moment? you do what you want to do. Cleaning up my studio, to get back to work Please tell us more about your lifestyle. again. For example describe your typical day, your favourite movie, favourite music, food. When you started painting graffiti, were you already thinking that art could be a lifestyle haha, family man. Getting up early, playing for you? When did you realize that you could with my son, working, going home. not very live on art? rock and roll. When I started writing, I had never the idea that I would do something like that after turning 18 years old. Looking back do you feel there are writers, street artists who have not 44 | FF3300 | GRAFFITI / ARCHITETTURA / GRAFICA: Delta
    • What do you enjoy doing in your free time? If I wake up really earlly, I don’t mind taking a little nap. What are your future projects in general? I have several ideas for new work I want to work on. Can’t tell that right now. Delta Delta 46 | FF3300 | GRAFFITI / ARCHITETTURA / GRAFICA: Delta
    • WHAT’S THE AIM OF YOUR ART WORK? IT’S A MISSION. I JUST WANT TO MAKE THINGS. Delta 48 | FF3300 | MUSICA / GRAFICA: otolab
    • GREAT IDEAS! There is no early Christian font revival contemporary with St Augustine, so designer Catherine Dixon decided on a more lateral approach for Confessions AN INTERVIEW WITH DAVID PEARSON, of a Sinner (Great Idea no. 3): ‘... my work focused instead on ideas AUTHOR OF PENGUIN TYPOGRAPHICAL COVERS about how lettering could be used in a certain celebratory and decorative sense. I also wanted to retain a crudeness in the letterforms used. The Vere Dignum font offered both these things. It also reflected @ WWW.DAVIDPEARSONDESIGN.CO.UK ideas about visual excess and restraint as it has an over indulgent, curly variant of the plain base font. I have to say, though, that it bothered me quite a lot at first that the who are your masters? I was lucky enough to get the job and start letterforms were not historically legitimate. Hans Schmoller Hans’s attention to detail and the day after I graduated. But that is to miss the point of the series idea, GREAT IDEAS #1 beautifully restrained, economic typography I think. That has far more to do with is hard not to admire. How did you convince your commitence a way of looking at aspects of past practice Derek Birdsall The clarity and sophistication to product a typographic and mostly and extracting the ideas informing that of Derek’s ideas emphasize the difference chamaleonic book layouts? practice, as much as it is about copying between individual cover designs, making I argued that - due to the highly subjective the visual manifestations of different them easily memorized and instantly nature of philosophy, why should we use literal styles.’ recognizable, and yet – when his books are imagery that might only serve to mislead displayed collectively – they seem to have the reader. Type-driven covers challenge the the most wonderful cumulative effect. Derek reader to project meaning onto them, and so, is a major reason for me wanting to work seem to fit better the subject. for Penguin and on series books in particular. After all, if you can activate the reader’s interpretive participation you will make the How you and Penguin Books did you meet? whole experience a more meaningful one. I checked Penguin’s website for job opportunities every week during my last few Did you impose it? or not? months at University and one day discovered a I did, yes. vacant post in the text design department. 50 | FF3300 | TIPOGRAFIA / GRAFICA: Great Ideas! - David Pearson
    • What is “great ideas”? how did you design it? * Free from protective, ultraviolet laminates. An initial concern was sparked by the lack tell us more... of a publisher’s logo on the covers. Great Ideas are a series of 20 books charting What do you think about Jan Tchichold and To emphasise the period-specific styling I had over 2,000 years of social, political and Penguin Books history? decided to represent the company and series philosophical writing. The design situates the He was there for just two years but the names with words only, arguing that this writing in its historical and geographical place impression he made was so significant that treatment – when applied consistently across through typography and incorporates a limited you’d be forgiven for thinking it a lifetime. 20 titles – would then create its own brand colour palette (black, and red, which is the I’m an avid collector of Penguin books and identity. The roughs seemed to have traditional second printing colour) to create this in-turn has provided me with a broad an immediate impact, and this bought a unified look across all titles. understanding of Penguin history and an me time to go away and research the project The debossing of type tips a nod to letterpress ambition to uphold their design values in my in full, with the expectation that I would return printing (albeit in a rather amplified way) while own work. with a more complete solution. During this the choice of an uncoated*, off-white stock period I was able to sound out other designers reinforces the link with traditional printing. – namely Phil Baines and Catherine Dixon (my college tutors), and one of my old classmates, Alistair Hall. This would ensure two things: that the project would have an in-built level GREAT IDEAS #1 Note. The word ‘Great’ refers to the impact these texts had on the world rather than an of quality control (typophiles can be very assessment of their virtues. unforgiving if you get it wrong) and that collectively the covers would appear varied and interesting. Phil’s approach opened my eyes and made me realise that I too could To do this I held back until push the idea further than I had originally I was ready to show all 20 imagined. The series could have quite easily covers at the same time, thus turned into a straight-laced, visual history making the strongest possible of lettering, but we were now finding more and statement. more abstract ways to represent the subject matter. This gave the project personality and even a little humour. Finally, after eight weeks of intense activity, came the unveiling. I guess I’d begun to feel rather protective of the work since it was the first project I’d been allowed to manage, so I wanted to give it the strongest chance of success. 52 | FF3300 | TIPOGRAFIA / GRAFICA: Great Ideas! - David Pearson
    • Which music do you listen to while you are designing? I mainly listen to moody instrumental stuff during the day - especially if I’m typesetting. Things like: Susumu Yokoto; Murcof; Do Make Say Think; Minotaur Shock or Kings of Convenience if I’m in the mood for some vocals.I’m also obsessed by a pretentious arts radio station called ‘Resonance FM’. They think nothing of broadcasting insect noises for 5 hour-on-end and this can often lead to weird and wonderful image making! GREAT IDEAS #3 54 | FF3300 | TIPOGRAFIA / GRAFICA: Great Ideas! - David Pearson
    • GREAT IDEAS #3 GREAT IDEAS #2 56 | FF3300 | TIPOGRAFIA / GRAFICA: Great Ideas! - David Pearson
    • ABOUT GREAT IDEAS In the UK, this rather utilitarian approach The conceit for ‘Great Ideas’ is to take existing has never been more neatly executed than Penguin books and chip pieces off. by Penguin Books in its early years. This is partly to try to encourage buyers to go The founding of the company in 1935 heralded from the chip back to the classic it came from & PENGUIN BOOKS... a new, egalitarian era of publishing. and partly to remain true to the vision of Allen For the first time, the ordinary man or woman Lane (the founder of Penguin Books), that the in the street was able to buy a pocket-sized publisher existed to educate and to popularise. * paperback for the price of a packet While spanning over 2,000 years of philosophy, of cigarettes. Bookbuying was no longer the the first 20-book selection addresses many preserve of the privileged classes, and books very contemporary issues, such could now sell in huge quantities. Significantly, as globalisation, the environment, religious Penguin achieved this early success without intolerance, and so on. the aid of pictures, shiny foil or marketing So what is the most appropriate aesthetic slogans, just simple, approachable design. for philosophy? How do you sum up a text Over the years, the clarity of Penguin’s that tells us everything and, yet nothing at all? In Britain today, books fight fiercely for shelf space. Full-bleed pictures purpose had become somewhat compromised Perhaps abstract shapes, patterns and huge type are very much the norm, and the idea that a quietly by shifting production costs and or evocative landscapes? At once these GREAT IDEAS #3 suggestive cover could be heard through the noise seems to be an increasingly competitive marketplace. solutions feel too contrived, too knowing. increasingly overlooked. There is a common notion within publishing And in the field of ‘classic’ literature, in order that academics will buy a book regardless of its cover whereas your to maintain their leading position – and to average consumer has to be manipulated all the way to the check-out. justify their cover price – many of the books had developed into unwieldy tomes loaded This is a belief not found commonly in other European countries, with annotation and critical essays which had wherebooks are consistently packaged with dignity and a respect the effect of narrowing their appeal, resulting for thebuying public. Austere-looking covers sit happily next to packets in a more academic readership. ofsweets in Italian railway kiosks, whilst the most commercial French In 2004 Simon Winder (a Commissioning Editor novels need carry no more information than a tiny title and author for Penguin Press) began to develop an idea name on a plain white background. for a mini-series – modest in both pagination and price – that might go some way towards shaking off the stigma that had attached itself to the buying of classic literature. These new books would revert to Penguin’s original ‘A’ format* which would give them back an easy, pamphletty feel and enable a significant price reduction. 58 | FF3300 | TIPOGRAFIA / GRAFICA: Great Ideas! - David Pearson
    • 2 PROJECTS 60 | FF3300 | MUSICA / GRAFICA: otolab
    • SIRACUSAE IPOTESI D’IDENTITÀ VISIVA - CITTÀ DI SIRACUSA IVANO SALONIA @ ... Per immagine coordinata si intende Operativamente l’immagine coordinata nasce l’immagine che enti, società ditte, danno generalmente ed è impostata sul marchio, Sketch - SIRACUSAE di se attraverso la particolare di struttura sul logotipo, e si sviluppa in tutte le estetica degli stampati, della pubblicità, applicazioni funzionali, dallo stampato per della segnaletica e del design dei prodotti corrispondenza al biglietto di presentazione, o del particolare stile dei servizi offerti. dal catalogo al manifesto, alla confezione Il concetto di immagine contiene in sé quindi del prodotto, fino alle insegne sui mezzi sia gli aspetti formali sia gli aspetti di trasporto fino alla pubblicità. di contenuto, di credibilità delle comunicazioni L’aspetto formale è preponderante: visive coordinate dalla progettazione in modo si identifica l’emittente attraverso scelta globale. L’immagine è tanto più valida quanto precisa di elementi grafici: essa ovviamente più stretta e la correlazione fra la sostanza può anche essere negativa, nel senso e l’appartenenza delle sue comunicazioni. di identificare non solo ciò che si deve fare, ma D’altronde è stata ampiamente verificata anche ciò che non si deve fare l’ipotesi che una valida progettazione globale (leggi l’uso di determinati colori, di immagine possa influenzare le decisioni o accostamenti o situazioni, ecc.). di comportamento dell’emittente, nel senso di prevenire o correggere aspetti o fatti che contrastano con la (buona immagine) prevista. 62 | FF3300 | GRAFICA: Identità visiva di Siracusa
    • Immagini da Siracusa / materiale di ricerca 64 | FF3300 | GRAFICA: Siracusae - Ivano Salonia
    • I marchi per l’immagine delle città possono un organismo di promozione). Il progetto nasce dall’esigenza della città essere ricondotti a tre tipologie. Devono quindi perseguire in primo luogo di Siracusa di avere per sé un’identità visiva, In tutti i casi rappresentano e rendono visivo l’obiettivo di rendere riconoscibile un’attività, fino ad ora assente. L’ente Provincia il volto delle città con un segno,una marca, e quindi hanno solitamente una fisionomia in collaborazione con l’Aiap bandisce un simbolo, ma differiscono in maniera caratterizzata in funzione da esplicitare un concorso internazionale a riguardo. sostanziale in relazione al valore strategico il senso di organizzazione e struttura. Un concorso che mira a fornire ai progettisti e comunicativo di questi distintivi d’immagine. Esprimono una necessità comunicativa quanto più materiale visivo e storico, tale Un primo ambito è rappresentato da quei molto significativa, fanno conoscere la città, da chiarire in partenza le esigenze segni che definiscono il volto istituzionale ma sempre riconducendola alla identità e le caratteristiche di una città con una storia di una città, il suo essere ambito del servizio o della funzione proposta. millenaria come Siracusa. II percorso comincia amministrativo, municipalità. Sono strumenti attuativi della promozione con una raccolta di elementi che riassumono I marchi solitamente si richiamano alla urbana, che possono al tempo stesso le peculiarità della città, a tal proposito “memoria” araldica delle città,hanno una esprimere una potenzialità comunicativa seguono numerose mostre e convegni. impostazione progettuale di consuetudine. che oltrepassa lo specifico da rappresentare. A dare un’indicazione molto importante Sono stemmi costruiti con i richiami storici, Un terzo caso, infine ed è questo l’oggetto c’è anche il parere dei cittadini, che in una gli emblemi, le tradizioni visive della città. del concorso di Siracusa, i marchi raccolta d’interviste, dicono la loro su come Nel casomancassero, con lo stesso impianto rappresentano il dato visivo di un vero vorrebbero vedere rappresentata la propria Testo di Mario Piazza identità visive di riferimento (città, regioni, istituzioni) araldico vengono adattate anche forme e proprio brand. Sono la forma visiva, città. Le indicazioni a riguardo sono tante moderne, rese schematiche e sovente la dote comunicativa, di un prodotto e tutte diverse, come tanti sono gli elementi di derivazione aziendale. Questa tipologia che non è solo la città nella sua forma storici e naturalistici rappresentativi del luogo. di marchi risponde sovente ad ambiti di amministrativa, e neppure solo in quella codificazione in riferimento ai dispositivi performativa del turismo o di altre strategie araldici, dove segni e colori sono normati, economiche, ma è molto di più. È l’insieme rispondono a precisi significati. Devono di tutte queste risorse, ma anche e soprattutto contemplare, nelle forme, uno statuto il loro essere valori spendibili per la distinzione, di esplicita ufficialità ed adempiere non la riconoscibilità, la concorrenzialità. Il “nome” solo alle necessità di identificazione e di visivo si trasforma in un vero e proprio comunicazione (in genere istanze secondarie), prodotto, la città diventa una marca, il centro ma soprattutto quelle che potremmo di una strategia di marketing ad ampio definire liturgiche (protocolli cerimoniali, spettro. Diventa anche “sigillo di qualità” rappresentanza). Un secondo caso raggruppa per i comportamenti degli attori locali, per le quei marchi che rappresentano in forma molteplici azioni di promozione sintetica e visiva l’immagine delle città e per le infinite gamme di articoli e merci che con la funzione preminente di individuare possono essere prodotti. un servizio e/o una funzione (l’ufficio turistico, 66 | FF3300 | GRAFICA: Siracusae - Ivano Salonia
    • 68 | FF3300 | MUSICA / GRAFICA: otolab
    • Il primo passo da fare è quello di scegliere si sono sovrapposti e mischiati tra di loro, il percorso progettuale più appropriato: cosa lasciando segni nella cultura e nella città. rappresentare? Rappresentare? Descrivere? Questo insieme di culture rappresenta COME?... una fonte di ricchezza, un patrimonio culturale unico. Il nostro lavoro partirà dai segni lasciati dalle varie culture abbracciando Una scelta che influenzerà il resto del lavoro sia i segni più prettamente religiosi sia quelli merita particolare attenzione. L’idea di base che appartengono alla sfera popolare. è quella di valorizzare la storicità di Siracusa Un singolo segno è poco, ma un intero alfabeto con un segno che si ispira al passato ma che no! Un nuovo carattere che riprenda si rivolge al futuro. Dopo un’attenta analisi un po’ della storia della città, che si ispiri degli elementi siamo giunti alla conclusione ai segni lasciati nel tempo dalle culture e dalle che la scelta di uno solo di essi comporterebbe religioni, ai segni popolari e religiosi, è quello un’inevitabile esclusione di tutti gli altri. che fa per noi. Una elaborazione grafica di qualche monumento potrebbe inoltre apparire troppo didascalica e semplicistica. La scelta giusta Ricerca iconografica e segni corrispondenti sembra essere quella di evidenziare la moltitudine di civiltà e culture che nel corso degli anni hanno caratterizzato, non sempre in tempi diversi, lo stesso luogo. La storia di Siracusa infatti ha conosciuto la presenza di tante culture diverse. La città fu fondata nel 734 a.C. da coloni greci, successivamente passò un lungo periodo di tirannia fino al 212 a.C. quando perse ogni autonomia e libertà sotto l’Impero Romano. Dopo quasi tre secoli venne annessa all’impero Bizantino. Nel 878 gli Arabi conquistarono gran parte della Sicilia Orientale tra cui Siracusa, dopo di essi vennero i Normanni, gli Svevi e gli Spagnoli. All’interno del centro storico inoltre troviamo un intero quartiere ebraico; “la Giudecca”. I trascorsi storici delineano una moltitudine di culture che nel corso dei secoli 70 | FF3300 | GRAFICA: Siracusae - Ivano Salonia
    • elementi tratti dalla ricerca iconografica Un elemento di chiaro esempio mi è dato dai potrebbero perdersi, nell’uso del carattere lavori per la regione Sardegna e per la regione a corpi molto piccoli. Dopo alcune prove, Umbria, eseguiti dallo studio BCPT di Perugia. sembra che qualcosa possa andare nella In questi due progetti, c’è stato un lavoro sul direzione giusta. Costruiamo il nome lettering ispirato alle forme arcaiche di Siracusa partendo dai segni che riteniamo scrittura ed agli elementi architettonici. più accattivanti, in più vediamo che Insieme al prof. Marco Tortoioli Ricci la stratificazione culturale nel tempo esaminiamo e discutiamo sulle forme del può essere comunicata anche con carattere. La cosa più naturale all’inizio un movimento verticale delle lettere. sembra mantenere le grazie dei caratteri romani, ma rischieremmo di avere un carattere troppo legato al passato. Inoltre le grazie 72 | FF3300 | GRAFICA: Siracusae - Ivano Salonia
    • Dopo una prima fase di bozze sembra essere le difficoltà ma soprattutto i tempi già delineata una possibile versione che di incisione. Passo il periodo estivo a Siracusa. ci convince; basterà qualche piccola modifica Chiedo in giro di chi potrebbe aiutarmi in per renderlo più leggibile. Il ritmo dato dalle questo lavoro. Dopo qualche giorno di ricerca lettere più grandi e da quelle che si spostano capisco che l’unica persona che mi può essere in alto è funzionante. In un secondo di grande aiuto è il sig. Gibilisco, proprietario momento decidiamo di modificare la A. di una ditta di lavorazione di pietre tombali. Dobbiamo ricordarci che il nostro lavoro deve essere quanto più intuitivo e facilmente comprensibile, in modo particolare quando lavoriamo per un’amministrazione pubblica. Una volta segnate le linee guida del marchio, il segno nato dalla penna deve incontrare il mezzo della pietra: occorre inciderlo. Per fare questo è necessario avere i mezzi giusti e le conoscenze adatte. Le incisioni sulla immagine promozionale pietra oggi vengono fatte con i pantografi, macchinari appositi che riescono ad avere precisione millimetrica. Quello che serve a noi però è sfruttare le imperfezioni della mano umana e i limiti tecnici che si incontrano usando lo scalpello ed il martello. Il prof. Luciano Perondi mi invita a provare in prima persona. Non avendo né competenze né conoscenze, chiedo di incontrare un type designer che ha già fatto questo tipo di esperienza: Albert Pinggerra. Da lui cerco di farmi spiegare quali sono stati gli ostacoli maggiori che aveva incontrato nello scolpire il suo carattere: lo Strada. Avendo guardato con attenzione il materiale che mi ha mostrato, mi rendo conto di quali possono 74 | FF3300 | GRAFICA: Siracusae - Ivano Salonia
    • 76 | FF3300 | MUSICA / GRAFICA: otolab
    • La scelta iniziale di creare un carattere per cambino leggermente di forma, oppure l’identità visiva di una città apre la porta alla posizionate alla fine delle parole perdano possibilità di sviluppare un’immagine la discendente, se presentve. In questo modo, forte. Prendendo in considerazione digitando il testo, il carattere è in grado le applicazioni si prevede che il marchio di gestire autonomamente le legature creando non sia il suo unico uso impiego. Parte della coppie di lettere che all’occorrenza si uniscono comunicazione esterna, potrebbe essere e mutano di posizione. riconoscibile a primo impatto attraverso di esso. Non è pensato per essere usato Il carattere che identificherà con il suo segno in testi troppo lunghi o in corpi piccoli, è il nuovo carattere creato: il Meta Plus. ma acquista forza in corpi grandi o come Affianco al carattere che abbiamo disegnato, headline. Per disegnarlo abbiamo preso si sente l’esigenza di affiancarne un’altro, spunto dai risultati della ricerca, cercando che servirà a comporre i testi più lunghi di mantenere alcune forme e riadattando e/o ad essere utilizzato in ambiti in cui, i disegni di ciascuna lettera in modo da per motivi di chiarezza e semplicità il Sira renderle omogenee tra loro. risulterebbe fuori luogo. Uno degli esempi i risult il carattere disegnato per il progetto d’identità SIRACUSAE I segni Arabi, Ebraci entrano così potrebbe essere la composizione di paragrafi in connessione con le incisioni dei tagliapietre di testo oppure di segnaletiche. e con i simboli più popolari, rappresentati dalle forme scaramantiche dei pescatori.Si uniscono segni molto diversi tra loro per forma e provenienza in un unico formalismo. Il carattere in minuscolo si sviluppa su tre righe forme e ri sulle quali le lettere, grazie a delle particolari legature, si uniscono spostandosi nella parte inferiore o superiore. Le vocali sono le principali candidate a farlo, anche se in alcune particolari combinazioni anche le consonanti cambiano di posizione. Questa funzione è attivabile grazie alla d programmazione in Open Type. Si può notare inoltre come alcune lettere legandosi ad altre 78 | FF3300 | GRAFICA: Siracusae - Ivano Salonia
    • 80 | FF3300 | MUSICA / GRAFICA: otolab
    • il logotipo Dopo alcune prove iniziali ci rendiamo conto che la resa Per quanto riguarda il colore, abbiamo ottimale del logo si ottiene riproducendolo in negativo, analizzato il colore della pietra siracusana. in questo modo scegliamo questa versione come quella Da quello che si nota a prima vista principale. Per quanto riguarda il lato della comunicazione, è molto chiara e non sarebbe funzionale usare dovremmo aggiungere qualcosa al semplice nome della città. un colore simile al bianco in previsione delle Alla versione incisa decidiamo di aggiungere un elemento nella possibili applicazioni. Un bianco leggermente parte finale del nome, rifacendoci al nome storico “Syracusae”. sporco sul bianco della carta rischia infatti Infatti aggiungiamo una e cercando di renderla meno invasiva di perdersi,ricordandoci che il marchio possibile. Non vogliamo cambiare il nome, mimetizzandola che abbiamo intenzione di usare prevede in modo che sembra un ricciolo della precedente A. il lettering in negativo su un fondo colorato. La nostra intenzione è quella di suggerire e non dimenticare Guardando con attenzione, il colore della pietra il nome storico. Il nome al plurale deriva dal fatto che presenta delle sfumature più scure con zone nell’antichità la città era composta da cinque polis più piccole; che tendono ora al verde ora al rosa. da qui il soprannome di pentapoli. Queste tonalità si prestano e serviranno alle declinazioni del marchio. 82 | FF3300 | GRAFICA: Siracusae - Ivano Salonia
    • declinazioni cromatiche e sistema d’identità 84 | FF3300 | GRAFICA: Siracusae - Ivano Salonia
    • applicazione 86 |
    • PER POTER DESCRIVERE PIÙ CHIARAMENTE CHE COS’È WOODLAND PARTO DA UNA LUNGA “PREMESSA” DI SIMBOLI LEGATI ALL’ALBERO (LA FORESTA) E AI SUOI RAPPORTI CON GLI ANIMALI (UOMO). WOODLAND WOODLAND (DALL’INGLESE): AREA COPERTA DA ALBERI. DIVERSAMENTE DALLA FORESTA, PERMETTE AL SOLE DI PENETRARE ATTRAVERSO I RAMI, LIMITANDO L’OMBRA. GIACOMO TRIVELLINI @ ... Immagine tratta da Woodland Woodland è un libro. Termini diversi ma che comunque Il libro contiene woodland e il suo mondo. descrivono un’area circoscritta Un mondo fatto di luce e di sagome e incontaminata, come lo è quella del libro. che prendono forme che conosciamo, Il libro contiene anche un dvd. che vediamo sempre e che forse non ci stupiscono più. Un mondo dove predomina Il dvd contiene un’animazione che riecheggia la natura arcaica, incantarice e sublime. le sensazioni delle illustrazioni, La forma più simbolica e rappresentativa ma le rende più reali e solide muovendole. diventa quindi l’albero, che anima, Le scene sono tutte inedite, non presenti protegge e distorce (a volte) le creature nel libro, ma sono immerse nello stesso clima che possiede (figure ambigue e bizzarre). e nello stesso bianco. Da qui il titolo “Woodland” che in italiano può significare “foresta”, “bosco”, o anche “terra del legno” o “terra degli alberi”. 88 | FF3300 | ILLUSTRAZIONE: Woodland - Giacomo Trivellini
    • IL SIMBOLISMO VEGETALE immancabilmente alla primavera successiva Il primo carattere distintivo e simbolicamente in un ciclo senza fine. L’albero è quindi anche significante delle piante è il loro appartenere una potente immagine della forza vitale. contemporaneamente al mondo Inoltre bisogna notare come l’uomo stesso, sotterraneo e a quello esterno, condiviso con nella sua figura corporea, riecheggi l’immagine l’uomo. Gli alberi, poi, rappresentano un caso arborea, con la sua struttura longilinea particolare: costituiti da tre parti fortemente ed ortogonale al suolo, al quale lo legano caratterizzate nel loro aspetto i piedi, come delle radici, e dal quale sembra (radici, fusto, chioma) sembrano aver volersi allontanare, per immergersicol capo, differenziato la loro struttura in funzione come la chioma degli alberi (e non si chiamano dell’ambito cosmico nel quale le parti stesse forse anche i capelli “chioma”?), nelle regioni vengono a svilupparsi. Le radici, nere celesti. Ecco che quindi l’albero diviene e nascoste, si snodano nelle profondità ignote anche immagine simbolica dell’uomo, della terra; il tronco appartiene al mondo che a sua volta rappresenta un punto degli uomini; e la chioma, con le foglie, i frutti d’incontro tra le varie regioni cosmiche, e i fiori, si estende al di sopra del mondo riflesso, esso stesso, del Microcosmo in cui si rispecchia fedelmente il Macrocosmo. Immagine tratta da Woodland e dell’uomo, verso il cielo. L’albero è dunque per eccellenza un simbolo vivente della Questa parentela tra uomo e mondo vegetale struttura stratificata del cosmo, punto si esprime nei miti di creazione in cui l’uomo di contatto fra i tre mondi, uranio, terrestre discende direttamente da una pianta. e ctonio. Nell’albero, poi, si compendiano Ai miti dell’origine umana della pianta, fanno anche i quattro elementi fondamentali riscontro parallelamente tutti quelli in cui dell’Universo: la Terra, che ne sostanzia e nutre le piante del mondo naturale hanno origine le radici; l’Acqua che si diffonde come linfa dalla morte o dalla trasformazione di un dio in tutta la pianta; l’Aria che ne vivifica le fronde; o di un eroe mitico: dal corpo di Osiride nasce e il Fuoco che si sprigiona dal suo legno. il grano; dal sangue di Attis, le viole; da quello Ma senza dubbio il più evocativo degli aspetti di Adone le rose e gli anemoni; Ciparisso simbolici dell’albero è quello legato si trasforma in cipresso, Dafne in alloro e così alla ciclicità della vegetazione, in cui via. Ci si trova cioè in una situazione si può scorgere chiarissimo un riferimento di continuità simbolica: l’albero, simbolo alla continuità vitale che supera indenne dell’unità dei regni cosmici, lo è anche fasi di apparente morte, per rinascere di quella dei regni della natura. E scompaiono, 90 | FF3300 | ILLUSTRAZIONE: Woodland - Giacomo Trivellini
    • TUTTO RIMANE SOSPESO TRA IL DETTO E IL NON DETTO, TRA L’INDECIFRABILITÀ E LA SEMPLICITÀ DELL’IMMAGINE, TRA PIÙ POSSIBILI SPIEGAZIONI, a questo punto, anche i confini tra l’animale per questo la fantasia umana l’ha popolata TUTTE PROBABILMENTE SBAGLIATE. e il vegetale. Il persistere della credenza in piante al confine tra il mondo vegetale di Uomini del Bosco, folletti e coboldi, ma anche di elfi buoni e in grado di aiutare chi li e quello animale, anche fino a tempi recenti, incontra. Per molti uomini spirituali, invece, non fa che confermare la sostanziale unità la foresta divenne un luogo di solitudine ed omogeneità della potenza creatrice. e di isolamento dalle preoccupazioni del mondo abitato. Gli eremiti non temono LA FORESTA E IL BOSCHETTO i pericoli della foresta, anche perchè sono A differenza del singolo albero la foresta protetti da forze superiori e inspiegabili a tutti. rappresenta simbolicamente un mondo Dal punto di vista della psicologia del profondo, alternativo a quello della terra coltivata la foresta è il simbolo, per l’adolescente, dall’uomo. Spesso compare nelle saghe e nelle della femminilità, che egli deve esplorare favole ed è popolata da esseri misteriosi quali pur apparendogli inquietante. Il giovane streghe, draghi, giganti, gnomi, leoni, orsi ecc., sembra così in generale dominato dal “verde tutti personaggi che incarnano quei pericoli crepuscolo dell’inconscio talora illuminato che il giovane deve affrontare al momento e talora oscuro, una vita nascosta al mondo esterno”. La foresta come simbolo onirico Immagine tratta da Woodland dell’iniziazione: alla fine, superate le prove, diventerà un vero uomo. L’immagine risale è ricca di “molti elementi, di natura anche a quelle epoche nelle quali le foreste contraddittoria, innocenti o minacciosi. ricoprivano amplissime zone del mondo e Vi si raccoglie ciò che forse un tempo, forse le superfici da coltivare dovevano essere non troppo lontano potrà affiorare ai livelli strappate con fatica alla natura. Nei sogni consci della nostra esistenza civilizzata”. la “foresta oscura” indica una fase specifica I briganti corrispondono alla personificazione dell’evoluzione della personalità, di componenti primitive e pericolose del nostro caratterizzata da un profondo essere, poichè la nostra natura non è, come disorientamento: un’area legata alla sfera si sa esclusivamente positiva. dell’inconscio a cui l’uomo cosciente accede Diverso dalla foresta è il boschetto, che non con riluttanza. La luce, che nelle favole filtra si estende a perdita d’occhio, ma rappresenta attraverso i rami degli alberi, indica la speranza uno spazio circoscritto di natura mistica di un luogo finalmente sicuro. La foresta, e prodigiosa, quasi magica. Mentre la foresta natura selvaggia e caotica, viene sentita oscura simboleggia la paura dell’uomo in quanto tale come inquietante e minacciosa: dinnanzi alla natura ignota e selvaggia, 92 | FF3300 | ILLUSTRAZIONE: Woodland - Giacomo Trivellini
    • il boschetto, limitato nella sua estensione, qualcosa di extraumano e così l’animale che può consistere anche soltanto diventa simbolo di una realtà a volte di pochi alberi, rappresenta un luogo soprannaturale, a volte “magica”. di raccoglimento e di quieto incontro con Niente o quasi, del resto, ci è più familiare, potenze ed esseri sovrumani. Nel boschetto fin dall’infanzia,delle immagini sacro di Dodona, in Epiro, si venerava Zeus, e rappresentazioni di animali. Personaggi il quale esprimeva la sua volontà sotto forma dei fumetti, dei cartoni animati e delle favole di oracolo attraverso lo stormire delle querce, sono ben conosciuti. Una buona metà dei a lui consacrate. Nell’antica Roma era noto libri per l’infanzia sono dedicati ad animali. il boschetto sacro di Ariccia presso il lago E nei sogni dei bambini riportati da Piaget, di Nemi; esso era consacrato a Diana su una trentina di osservazioni più o meno aricina e un sacerdote ne sorvegliava gli alberi. nette, nove si riferiscono a sogni di animali. Tali boschetti offrivano spesso protezione Né meno significativo è il fatto che i bambini ai fuggitivi. È accertato che anche per i Celti non abbiano mai visto la maggior parte degli e Germani essi rappresentavano luoghi sacri, animali che essi sognano. È ben presente, in cui gli dei si rivelavano. poi, la favolosa mitologia sulle abitudini degli animali, del tutto lontana da quel che può Immagine tratta da Woodland ANIMALI E SIMBOLISMO rivelare l’osservazione diretta della realtà Abbiamo già parlato dell’albero (e della zoologica. Per cui la salamandra, nella nostra foresta) come forza creatrice di vita. immaginazione, resta sempre legata al Con e attraverso l’albero prendono forma nuovi fuoco come la volpe all’astuzia. L’esperienza, esseri viventi, animali che si nutrono del suo quindi, non potrà mai contraddire un certo frutto o che ne trovano riparo. orientamento “animale” dello strato profondo Siano considerati nostri amici fedeli oppure del nostro immaginario. Vero è, peraltro, siano evitati come nemici insidiosi; che la distinzione tra i due mondi, quello siano amati fino alla venerazione oppure dell’immaginazione e quello della realtà perseguitati fino al sacrificio, è certo che gli esterna, è ben chiara. Così, i Kuranis animali sono in un rapporto “passionale” australiani, per esempio, distinguono con l’uomo; un rapporto “magico” che risale a assai chiaramente tra Animali e simbolo tempi e a miti antichissimi. L’uomo riconosce l’archetipo immaginario e l’animale oggetto in ogni bestia (feroce o addomesticata) dell’esperienza di caccia. Quest’ultimo viene qualcosa di umano che gli somiglia ma anche chiamato jiak, mentre all’archetipo animalesco 94 | FF3300 | ILLUSTRAZIONE: Woodland - Giacomo Trivellini
    • dei racconti e delle leggende, è riservato loro amico e signore equivale il nome muk-jiak, cioè “animale notevole”. ad appropiarsi di una vita È poi il caso di precisare che, oltre al suo spirituale molto più ricca della significato archetipo e generale, l’animale vita semplicemente umana del è suscettibile di essere iperdeterminato comune mortale. D’altra parte, da caratteri che non sono necessariamente aglin occhi del “primitivo”, riferibili direttamente all’animalità. gli animali hanno un prestigio Così, ad esempio, le significazioni considerevole: conoscono principali dell’uccello sono quelle, generali, i segreti della vita e della natura, dell’ascensione e del volo che l’uccello divide conoscono anche il segreto con la freccia. Da qui una serie di significati della longevità e dell’immortalità. che trascendono, appunto, la mera animalità: Del resto, l’amicizia con l’ape e la formica divengono simbolo gli animali e la conoscenza di operosità, il leone di regalità, il cane del loro linguaggio di fedeltà e così via. Inoltre, l’animale ignoto rappresentano un richiamo alla fauna locale diventa mostro. I rettili al Paradiso. e i sauri si trasformano in draghi, al serpente Immagine tratta da Woodland boa si attribuiscono due grandi braccia con le quali trascina gli elefanti in fondo all’acqua. Con l’aiuto dell’immaginazione si attribuiscono ad un animale elementi non pertinenti alla sua morfologia (ai pipistrelli si attribuiscono denti umani), si aumenta la sua grandezza (si favoleggia che nelle indie le mosche sono grosse come piccioni), si dà ad ogni animale terrestre un equivalente acquatico (abbiamo così i cervi marini, le scimmie di mare ecc.). Poichè gli animai sono portatori di un simbolismo e di una mitologia assai importanti per la vita religiosa (si pensi, per restare vicino a noi, all’Agnello di Dio), comunicare con gli animali, parlare il loro linguiaggio, diventare 96 | FF3300 | ILLUSTRAZIONE: Woodland - Giacomo Trivellini
    • Immagine tratta da Woodland 98 | FF3300 | ILLUSTRAZIONE: Woodland - Giacomo Trivellini
    • “Per il selvaggio il mondo è tutto animato (con un anima) e gli alberi e le piante non fanno eccezione alla regola” James Frazer, Il ramo d’oro Immagine tratta da Woodland IL LIBRO LE TAVOLE Il libro ha un formato di 23,5X18 (aperto Tutte le tavole del libro sono realizzate di 23X36) ed è costituito da 24 tavole illustrate con la stessa tecnica. L’ecoline e la sua (3 sedicesimi). imprevedibile mutevolezza,le sue tracce pulsanti, i suoi contorni indefinibili, sono Tutte le tavole (ad eccezione del frontespizio) associati ad un segno (matita, penna, pennino, vanno ad occupare l’intera doppia pagina tratto pen, penna stilografica) più rigido ma insieme al testo, composto interamente con molto leggero. Insieme, sporcati ogni tanto lo stesso corpo e carattere. da pastelli o matite o pennarelli, creano su sfondo bianco le stravaganze di Woodland. Il prototipo è stampato su carta laser da 120 Le tavole sono state pensate dall’inizio per grammi e rilegato a fisarmonica e brossurato occupare la totalità della doppia pagina, a caldo. andando ad occupare lo spazio in rapporto con il loro stesso contrasto pieno-vuoto, con la propria struttura e con il testo. 100 | FF3300 | ILLUSTRAZIONE: Woodland - Giacomo Trivellini
    • MOVIMENTO NATURALE DELLA POPOLAZIONE I CAMBIAMENTI SOCIALI E TERRITORILI NELLA CONTEMPORANEITÀ SI STANNO IDENTIFICANDO SEMPRE PIÙ, NON SOLO NELLE GRANDI METROPOLI, OGGI Foto di Francesca Bellussi CONSIDERATI CENTRI PRINCIPALI DI SCAMBIO, MA ANCHE IN PICCOLI CENTRI, DOVE A VOLTE È MAGGIORMENTE POSSIBILE COMPRENDERE IL VALORE DELLA RELAZIONE. FRANCESCA BELLUSSI 103 | 102|
    • Foto di Francesca Bellussi Per questo ho analizzato la realtà nella quale difficile e ingestibile, ma lo sguardo vivo, per soffermarmi e successivamente ha continuamente raccolto attimi scoprire un piccolo quartiere nelle vicinanze di una quotidianità sconosciua. di Urbino, ideato per ospitare studenti, ora La fotografia, lo studio del adeguato a famiglie di emigranti, la maggior cambiamento interculturale attuale, parte mussulmani. La disgregazione dal centro le parole di Simmel sul concetto di Urbino rafforza il senso discriminatorio di disgregazione si sono intensificate di una etnia che però si identifica in una lungo il tempo. Parole, dialoghi, comunità in quanto attenti a preservare scontri idealistici, osservazioni abitudini e ritmi. Un luogo in cui non nascoste e timide sono cresciute ti senti subito a tuo agio,ma che con attenta nel breve tempo in cui io per prima osservazione puoi cogliere, accettando emigravo verso loro. Lo scatto costrizioni per noi impensabili e forse troppo diventa comunicazione, le parole ristrette. In ogni caso il mio continuo vagare raccontano l’immaginario non visivo mi ha rapportato con una vita differente e i colori defiscono gli spazi fra e curiosa, la mia presenta è stata in alcuni casi le stanze. Ho circostritto 104 | FF3300 | FOTOGRAFIA: Il movimento naturale della popolazione, Francesca Bellussi
    • il territorio, mentre sviluppavo i sensi verso una così alta forma di intimità che a mia volta ho usato per descrivere un luogo, che diventa un non luogo (Marc Augè) perdendo identità e centro. La quotidianità degli avvenimenti a volte spaesante, mi sussurra i limiti del mio sguardo Foto di Francesca Bellussi portandomi oltre la porta che socchiusa invita ad ascoltare il suono di una pregheria. La religione pervade fra le scritte nei muri, le scarpe fuori dall’uscio, i tappeti che distesi ovunque colorano il degrado urbano, mentre il movimento naturale della popolazione continua. 106 |
    • Foto di Francesca Bellussi 108 | FF3300 | MUSICA / GRAFICA: otolab
    • Foto di Francesca Bellussi 110 | FF3300 | MUSICA / GRAFICA: otolab
    • Una città che trascura il benessere dell’anima, obbliga il proprio benessere in modo degradante Foto di Francesca Bellussi e materiale 112 | FF3300 | MUSICA / GRAFICA: otolab
    • Il graduale abbandono del principio di “centralità” disciplinare è proprio il fine di quella “rete di connessioni” da sostituire al “discorso unico”. Connessioni intese come intrecci tra una pruralità di punti di vista che formano il “sapere antropologico”, che è processo, qualcosa che si costruisce attraverso la costruzione ed azione partecipata, il cui fine comune non dovrebbe essere soltanto la costruzione di una città e di un patrimonio “d’arte”, bensì di una città e di un patrimonio “di cultura”, che assorba Foto di Francesca Bellussi e trasformi il cambiamento in comportamenti profondi e assunti sociali. Per arrivare infine al momento, sarà utopia?, in cui artista, architetto, urbanista, antropologo, con grande disponibilità, ciascuno accettando di sparire un pò, si dichiareranno pronti a fare e disfare affinchè qualcosa dell’ una o dell’altra progettualità possa con-fondersi e diventare opera collettiva. Da “Cuore di Pietra” di Mili Romano 114 | FF3300 | MUSICA / GRAFICA: otolab
    • Foto di Francesca Bellussi 116 | FF3300 | MUSICA / GRAFICA: otolab
    • Foto di Francesca Bellussi 118 | FF3300 | MUSICA / GRAFICA: otolab
    • Foto di Francesca Bellussi 120 | FF3300 | MUSICA / GRAFICA: otolab
    • Foto di Francesca Bellussi 122 | FF3300 | MUSICA / GRAFICA: otolab
    • “CI SONO UNA VECCHIA E UNA NUOVA COSCIENZA DELL’EPOCA. L’ANTICA TENDE ALL’INDIVIDUALE. WIJDEVELD & WENDINGEN LA NUOVA TENDE ALL’UNIVERSALE. LA LOTTA TRA L’INDIVIDUALE E L’UNIVERSALE SI RIVELA SIA NELLA GUERRA MONDIALE, SIA NELL’ARTE CONTEMPORANEA”. LA GRAFICA IN OLANDA, TRA NEOPLASTICISMO E CULTURA DELLA TIPOGRAFIA (PARTE 1)* DI SILVIO NICOLA SPINA A DIFFERENZA DEGLI ALTRI PAESI DOVE simbolica nella figurazione bidimensionale. LA GRAFICA HA AVUTO INNOVATORI CHE Esistevano da tempo in Olanda alcune 1929 - Lauw PER FORMAZIONE ARTISTICA PROVENIVANO organizzazioni come A+A (“Architectura et DALLA PITTURA O COMUNQUE DALLE ARTI Amicitia”), la MBVA o la BNA, le associazioni DA CAVALLETTO — basti pensare al tradizionale degli architetti olandesi con il loro organo cartellonismo — in Olanda la nuova di stampa Bouwkundig Weekblad, a cui tutti disciplina deriva direttamente dall’esperienza facevano riferimento. Inoltre, dal 1919 architettonica. Va anche detto, per meglio al 1932 vengono redatti degli annuari sugli inquadrare il problema, sviluppi della cultura architettonica che in nessuna altra nazione le associazioni e artistica, a cura della V.A.N.K., Nederlandsche di categoria e le corporazioni sono mai state in Vereeniging voor Ambachtsenen grado di integrare così bene architetti Nijverheidskunst. C’è modo, insomma, e artisti, gli uni e gli altri interessati per i più attivi, di partecipare intensamente a tematiche fortemente differenti, ai dibattiti culturali e ideologici che di volta come lo sono ad esempio le istanze in volta vengono attivati. sociali connesse all’urbanesimo e la rappresentazione *NEI PROSSIMI NUMERI IL DOSSIER PROSEGUIRÀ CON LA PUBBLICAZIONE DELLA PARTE 2 E DELLA PARTE 3 124 | FF3300 | DOSSIER: Wijdeveld & Wendingen, di Silvio Nicola Spina - corso di Editoria, Doc. Leonardo Sonnoli, ISIA di Urbino
    • Sotto il profilo storico e teorico, dopo P.J.H. posizioni di molti protagonisti si radicalizzano. Per consuetudine si compone, oltre che di Van Doesburg, da Theo van Doesburg, De Stijl è una piccola rivista, realizzata Cuypers, il costruttore del Rijksmuseum aleggia un pensiero che si ispira al socialismo romantico di Mondrian, di Bart van der Leck con pochi mezzi ma che si propone come veicolo di Amsterdam, tutti sono concordi nel di William Morris, con punte di anarchismo utopico negli artisti (che lascerà subito dopo il movimento), di collegamento tra i più importanti movimenti artistici considerare Hendrik Petrus Berlage (1856- più individualisti. Molti fanno parte di società teosofiche di Vilmos Huszár, di Anthony Kok, dello europei d’avanguardia,dunque con efficaci scambi in campo 1934 ) il padre di tutte le nuove esperienze e non disdegnano l’occulto. Tra di essi alcuni insospettabili scultore belga Vantongerloo, degli architetti sperimentale secondo le tendenze dadaiste, futuriste, dagli anni Dieci in poi. Le nuove generazioni come Mondrian o Zwart. Dobbiamo ricordare tra l’altro, oud, Wils, Van’t Hoff (questi ultimi costruttiviste, neoplastiche, bauhaüsiane. Grafico ufficiale inoltre scopriranno ben presto il nuovo astro che le origini della grafica olandese vedono la contaminazione si allontaneranno dopo circa un anno); della rivista è Vilmos Huszár, un ungherese che opera dell’architettura americana: quel Frank Lloyd dell’Art Noveau locale, soprattutto nell’opera di Jan Toorop poco dopo si aggiungerà Rietvelde più nell’ambiente artistico olandese. Le sue composizione Wright che lo stesso Berlage, dopo un viaggio e di Thorn Prikker, con la decorazione estremorientale dei batik tardi Van Eesteren, Hans Richter, Werner- rigidamente ortogonali e i suoi caratteri senza linee curve, negli stati uniti nel 1911, contribuisce a dell’indonesia e delle arti popolari delle Indie Olandesi. Gräff. Il movimento nasce “per reagire al pari dei testi poetico-visivi di Van Doesburg, aprono nuovi far conoscere in Europa. Fin dagli anni Quei motivi grafici si mescolano un pò alla volta, nel primo dopo al barocco imperante nell’architettura orizzonti a coloro che del design ne faranno una vera e propria introduzione TIPOGRAFIA E ARTE NELLA guerra, con le nuove tendenze espressioniste che giungono moderna”e mette in atto una rigida professione, come Piet Zwart. Individualismo, romanticismo, GRAFICA OLANDESE della prima guerra dalla Germania. Nel 1917 si costituisce il movimento “De Stijl” teorizzazione per dar vita a una nuova arte misticismo, espressionismo, costituiranno invece il leit-motiv mondiale, grazie alla sua neutralità, l’Olanda di cui è animatore Theo van Doesburg, e alla fine del medesimo plastica che sopprima ogni forma “naturale”. di un’altra rivista, sorta nel 1918 e diretta per alcuni anni da diventa terreno di fermenti culturali, dove le anno esce il primo numero dell’omonima rivista. Il gruppo Diretta, fino alla morte avvenuta nel 1931 un altro degli architetti-grafici: Hendricus Theodurus Wijdeveld. Lavoro tipografico basato sullo studio degli ideogrammi Cinesi
    • La rivista,che peraltro è di grande formato risulta decisamente pretestuosa e distorta. Innanzitutto perché Quando anche Piet Zwart esordisce verso Intanto la posizione filosofica di Zwart si sposta e dal pensiero (quadrato, cm 33 X 33 ), di pregevole fattura la cosiddetta “Amsterdamse School” ha lasciato un segno il 1917, nelle cosiddette “arti industriali” socialista di tipo morrissiano si fa più marxista, come del resto e rilegata alla giapponese con un nastro indelebile del suo patrimonio architettonico. Questo senza partecipando a Den Haag a una mostra con avviene per Van’t Hoff. Nel 1919 sulla base delle ripercussioni vegetale, viene denominata Wendingene nulla togliere a chi vi si opponeva, come Oud o Wils con il loro alcuni interessanti mobili (sono presenti anche rivoluzionarie della Russia Sovietica, in Olanda viene fondato in essa sembra rispecchiarsi la cultura ufficiale esempio di una grande lezione di architettura e urbanistica, Berlage, De Klerk e Kramer), egli è certamente il movimento Bond van Revolutionair-Socialistische operante soprattutto ad Amsterdam. così come per altri che hanno assunto atteggiamenti più molto vicino al gruppo De Stijl, ma non vi Intellectuellen, indipendente dai partiti di sinistra, e con Nel ricostruire la storia dei movimenti artistici morbidi e di equidistanza come Dudok o Staal. aderisce. È certamente vicino a Robert Van’t un legame informale con il Nieuwe Amsterdammer e dei gruppi di architetti protagonisti della A quel tempo la maggior parte degli architetti e degli artisti Hoff, uno degli architetti di De Stijl che dopo (il movimento, di ispirazione anarchica, cessa le attività nel cultura degli anni Venti in Olanda, alcuni assume posizioni fortemente radicali e vivacemente critiche, una lunga e proficua esperienza nello studio 1922). Tra i soci, Berlage, Van Doesburg, Wijdeveld, J.F. Staal, studiosi hanno voluto individuare due poli gli uni nei confronti degli altri, e una leggera flessione di Wright in America, rientrato in Olanda nel Van Loghem, Zwart (socialismo idealistico e linea mistico- fortemente contrapposti: uno operante o tolleranza può bastare per essere considerati veri traditori. 1914, costruisce due case in cemento armato anarchica dunque si compenetrano). Zwart non condivide l’arte ad Amsterdam,tradizionalista, visionario Tutto questo è anche il frutto di un’ampia componente “alla Wright” facendo molto scalpore. totalizzante di De Stijl. Ciò che denuncia è la caduta dell’artista e reazionario; l’altro facente capo a Rotterdam, di pensiero, a cominciare dalla fede protestante che coinvolge È vicino anche a Jan Wils, altro architetto nel dogma o nell’astrazione della filosofia, prendendosela funzionalista,oggettivista e internazionalista. tesi teologiche e teosofiche, a cui si aggiungono razionalismo wrightiano con il quale avrà un lungo rapporto soprattutto con Van Doesburg. Guardata a distanza questa contrapposizione cartesiano e spinoziano, iconoclastia e simbolismo. di lavoro, e con Vilmos Huszár. Alcuni stampati del periodo di riferimento in Olanda 128 | FF3300 | DOSSIER: Wijdeveld & Wendingen, di Silvio Nicola Spina - corso di Editoria, Doc. Leonardo Sonnoli, ISIA di Urbino
    • Alfabeto modulare
    • “Inevitabilmente — come ha scritto Ger Harmsen — coloro che rimasero fedeli a De Stijl si allontanarono dalla politica, e quelli Copertine di Theo Van Doesburga che della politica fecero una ragione di vita, si allontanarono da De Stijl”. 132 | FF3300 | DOSSIER: Wijdeveld & Wendingen, di Silvio Nicola Spina - corso di Editoria, Doc. Leonardo Sonnoli, ISIA di Urbino
    • Intanto, nel 1920 si forma un’altra delle varie associazioni professionali: Opbouw, che avrà in meditata composizione e in rigore grafico, in tensione spaziale e in equilibri dinamici. Il messaggio grafico secondo attivissimo. È tramite l’opera di quest’ultimo (specie la Storia di due quadrati), che Zwart “Da una scrittura passiva, confusa, un ruolo di primo piano nella cultura olandese Zwart va dunque inteso come progetto, ed egli fa proprie mette a punto una tecnica comunicazionale degli anni Venti e Trenta. Zwart lavora diversi le tecniche di comunicazione adottate dagli artisti, adatta al recitatore di poesie. Il tentativo inarticolata — ha detto lo stesso anni nello studio di Berlage (dal 1921 al 1927), per trasformarle in linguaggio visuale. Determinante è di rompere gli schemi di una monotona acquisendo così un’importante esperienza l’incontro di Zwart con Kurt Schwitters nel 1923, durante e costante lettura, mettendo in evidenza El Lisitskij — si passa a una in campo architettonico e in quello del un convegno dadaista voluto da Van Doesburg, il quale sulla le necessità ritmiche e dinamiche del testo. design e, in quegli stessi anni insegna alla rivista “De Stijl” aveva cominciato a pubblicare composizioni scrittura attiva, articolata [...] Rotterdamse Akademie voor Beeldende tipografiche (poesia visiva?) con lo pseudonimo di J.K. Kunsten en Technische Wetenschappen, Bonset. Una sorta di espressività della parola secondo una Perciò la plastica tipografica deve battendosi costantemente per il rinnovamento forma visuale e una forza verbale, già divulgata da Marinetti propedeutico. Con Zwart l’uso della tipografia in senso gestuale e provocatorio, così come e da Tristan Tzara (ma individuata ancor prima da Mallarmé e da Apollinaire). Di grande importanza è da considerare fare attraverso l’ottica ciò che la era stata intesa dai futuristi, dai dadaisti e dallo stesso Van Doesburg, si traduce per Zwart poi l’incontro con il russo El Lisitskij, di cui subisce totalmente il fascino. Lo considera acuto, essenziale, voce e il gesto dell’oratore fanno per l’espressione dei suoi pensieri”. Alcuni stampati del periodo di riferimento in Olanda 134 | FF3300 | DOSSIER: Wijdeveld & Wendingen, di Silvio Nicola Spina - corso di Editoria, Doc. Leonardo Sonnoli, ISIA di Urbino
    • Nelle varie fasi di approfondimento della fondamentale, anche in Olanda, per i nuovi orientamenti seguire la funzione), oggettivistica e dinamica ricerca zwartiana vi sono alcuni momenti del graphic design. Fotografia, fotomontaggio, manipolazione (soprattutto con l’uso del carattere bastone). importanti di verifica per la definizione dell’immagine, si compenetrano sempre più con gli elementi Zwart considera il testo e l’immagine, non dell’ambito entro cui deve operare della tipografia pura. Dopo il 1927, Zwart dialoga soprattutto come un commento del primo alla seconda, il designer grafico e gli strumenti di cui con Paul Schuitema, un altro interessante operatore visuale ma “due fattori organicamente uniti”. dispone, come la tipografia e il lettering olandese, che di lì a poco diventa il coordinatore di De 8 en Tutto è scandito secondo un’analisi percettiva da una parte, e il nuovo mezzo espressivo Opbouw, e con Jan Tschicold, teorico e grafico che insegna acutissima, con un rapporto perfettamente sempre più presente nel mondo delle tipografia a Monaco e con il quale ha un intenso scambio equilibrato di pieni e di vuoti, di figure comunicazioni: la fotografia. Un altro epistolare. Con l’uso della macchina fotografica e della e di sfondo. Grazie all’uso della stampa significativo punto di riferimento per tipografia usata in senso espressivo, Zwart intende la grafica in colore, giunge a integrazioni gli olandesi è costituito dalla pubblicazione come appropriazione di nuovi linguaggi, per creare un nuovo e compenetrazioni di rara tensione. del volume di Laszlo Moholy-Nagy, Malerei modo di comunicare. La tipografia diventa un fine coerente con Anche per Zwart possono valere — Fotografie — Film, del 1927. Dopo questo il concetto pubblicitario. Anche l’invenzione della composizione le parole che Schuldt ha avuto per El Lisitskij: Bauhausbucher, il cinema inteso come “a bandiera” fa parte della nuova tipografia di quell’epoca, medium, diventa una fonte di ispirazione che tende ad essere elementare , funzionale (la forma deve Alcuni stampati del periodo di riferimento in Olanda “La prima generazione trasformò l’arte. La seconda ha tentato, con l’aiuto dell’arte, di trasformare il mondo”. 136 | FF3300 | DOSSIER: Wijdeveld & Wendingen, di Silvio Nicola Spina - corso di Editoria, Doc. Leonardo Sonnoli, ISIA di Urbino
    • post a comment send your works tell us everything you want > www.ff3300.com