Daniel Quinn - Protendersi verso il futuro con tutte e tre le mani (saggio)

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Al sito: http://NuovaRivoluzioneTribale.uphero.com potete trovare le altre opere di Quinn e quasi 100 FAQ sulle sue idee.

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Daniel Quinn - Protendersi verso il futuro con tutte e tre le mani (saggio)

  1. 1. Daniel QuinnProtendersi verso il futuro con tutte e tre le mani Traduzione di Dr-Jackal (nrt_ita@libero.it) Originale tratto da: www.ishmael.org Le altre opere di Daniel Quinn sono disponibili in italiano nel sito: NuovaRivoluzioneTribale.uphero.comDiscorso tenuto alla Kent State University per il Giorno dellaTerra, 1998. Alcuni giorni fa mi sentivo depresso e ho detto a mia moglieRennie: "Non vedo perché dovrei tenere QUESTO discorso allaKent State University. Perché non posso parlare di qualcosa chefaccia tornare tutti a casa sentendosi in pace e con un sorriso sulvolto?" "Be, perché non lo fai, allora?" ha detto Rennie. "Perché haideciso di parlare di questo argomento, tanto per cominciare?" "Perché è largomento più importante del mondo, al momento",le ho detto. "Ma perché devi affrontarlo TU?" "Perché NESSUN ALTRO lo sta facendo, almeno non per ilpubblico generico." "Allora immagino che tu sia incastrato, no?", ha detto Rennie. Ho pensato di cominciare con questa storiella, giusto per farvicapire cosa sto facendo qui. Il saggio frigiano Epitteto ha detto: "Ogni cosa ha due manici:con uno si può reggere, con laltro no.". Il saggio che vi sta davanti
  2. 2. oggi dice: "Esiste un terzo manico su un altro lato, ma può essereafferrato solo da persone che si rendono conto di avere una terzamano con cui afferrarlo." Penso che il motivo per cui la gente mi invita a parlare inoccasioni come questa è che percepiscono vagamente, dalla letturadei miei libri, che ho una terza mano che uso per afferrare cose percui molte persone usano solo due mani. Vogliono vedere cosa un uomo con tre mani può tirare fuori daqualunque argomento stiano esplorando - che si tratti diinvestimenti sociali, di riforme sanitarie o del futuro delleindustrie nel 21esimo secolo. La nostra è una cultura ossessivamente dualista. Per esempio,abbiamo ogni sorta di gioco a due partecipanti - scacchi, dama,tennis, boxe, biliardo, e così via - ogni sorta di gioco a duesquadre - bridge, football, baseball, calcio, basket, e così via. Eabbiamo ogni sorta di gioco a più partecipanti (poker, baccarat,gare di atletica, gare sciistiche, e così via). Ma non abbiamonessun tipo di gioco a tre. Non vedrete mai da nessuna partescendere in campo tre squadre. Il nostro sistema di giustizia è intrinsecamente dualista. Cidevono essere laccusa e la difesa, il querelante e il convenuto - unvincitore e un perdente, sempre. Tutti ODIANO una giuriaindecisa. Tutti danno per scontato che ci siano esattamente due lati inogni discussione. Quando si tratta di aborto, per esempio, cè illato a favore della libertà di scelta e il lato per la vita, e la genteche non ha scelto nessuno di questi due lati non rappresenta unterzo lato, semplicemente non rappresenta alcun lato. Lo stessovale per questioni come i diritti degli animali, la pena di morte e lalegalizzazione delle droghe.
  3. 3. I mezzi di informazione giocano un ruolo fondamentale nelplasmare la realtà sotto forma di questioni con soli due lati. Moltospesso il dualismo non è chiaramente visibile nello sviluppo dinuove situazioni. Il processo basilare di raccolta delleinformazioni aiuta a chiarire - o fabbrica - il dualismo desiderato.Se un esperto dice che X è fantastico, ci si aspetta che ilgiornalista trovi un altro esperto che dica che X è terribile - o cheY è molto più fantastico di X. Questo è, per la maggior parte, ciòche rende una storia una NOTIZIA. Quando si è trattato dellambiente, non è stato così facilepolarizzare la comunità. Dove si può mandare un giornalista araccogliere opinioni CONTRO lacqua pulita? Oppure CONTROlaria pulita? Ovviamente TUTTI vogliono acqua e aria pulita. Laquestione doveva venire ricostruita in modo da non avere tuttidalla stessa parte - e così è stato fatto. Dopo vari aggiustamenti emanipolazioni, venne trovato un modo per rappresentare gliinteressi dellambiente come se fossero contrapposti agli interessidelle PERSONE. Questo è piuttosto sconcertante, ma è così cheviene presentata la questione. Non puoi essere a favore sia dellepersone che dellambiente - devi scegliere un delle due fazioni.Questo è un esempio interessante in cui si è presa una cosa cheoriginariamente presentava un solo manico e la si è rigirata inmodo da esporre due manici - nascondendo così il terzo manico. La corsa agli armamenti tra gli Stati Uniti e lUnione Sovieticacominciò quando avevo dieci anni, quindi ho potuto osservarelintera corsa dallinizio alla fine. Sono sicuro che tutti sappiatecomè andata. Noi abbiamo costruito una bomba atomica, loro nehanno costruita una. Noi abbiamo costruito una bombaallidrogeno, loro ne hanno costruita una. Noi abbiamo costruitoun missile intercontinentale, loro ne hanno costruito uno. Noiabbiamo puntato venti missili contro di loro, loro ne hanno puntatitrenta contro di noi. Noi ne abbiamo puntati cento contro di loro,
  4. 4. loro ne hanno puntati duecento contro di noi, e così via. Era unacorsa senza traguardo (eccetto la catastrofe). Apparentemente, erauna corsa che nessuno poteva né vincere né abbandonare. Come immaginerete, la corsa agli armamenti aveva due manici.Si poteva prendere una delle due posizioni. Se eravate un Falco,dicevate Meglio morto che rosso, se eravate una Colomba,dicevate Meglio rosso che morto, e ogni candidato alla presidenzadoveva parlare in modo abbastanza duro da placare i Falchi maanche in modo abbastanza gentile da placare le Colombe. Poi, a metà degli anni Sessanta, apparve una generazione diragazzi che non davano alcun valore a nessuna di queste dueposizioni. Erano stufi della corsa agli armamenti, e cominciaronoa cercare un terzo punto di vista su questa faccenda. In effetti,cominciarono a sembrare dei mostri a tre mani. Durante laDemocratic National Convention del 1968, la polizia di Chicagodichiarò loro guerra, e il sindaco diede ordine di "sparare peruccidere". Dopo un paio danni, come sono sicuro che tuttisappiate, altri mostri a tre mani attuarono una protesta controlinvasione della Cambogia proprio qui alla Kent State University.Dopo che la Guardia Nazionale uccise quattro di loro, la gentecominciò a capire quanto fossero davvero pericolosi questi mostri.Era ora di sparare a vista ogni volta che si avvistava qualcuno chedesse segno di avere tre mani. Ma i giovani di quella generazione alla fine non riuscirono atrovare la terza maniglia che cercavano. Venne trovata - comeprobabilmente era destino che accadesse - da un leader sovietico,Mikhail Gorbacev, che ci disse: "Vi farò qualcosa di davveroorribile. Vi priverò di un nemico." Concluse la corsa agliarmamenti nellunico modo in cui una corsa simile PUO venireconclusa - tirandosene fuori. Tutti nel mondo sapevano che la corsa agli armamenti era
  5. 5. pericolosa - globalmente pericolosa, mortalmente pericolosa - perlintera razza umana e per il pianeta stesso. Oggi sono qui perparlarvi di unaltra corsa, non meno globalmente e mortalmentepericolosa - per lintera razza umana e per il pianeta stesso. In uncerto senso è ancora più pericolosa della corsa agli armamenti -innanzitutto perché quasi nessuno è consapevole della suaesistenza, e poi perché quasi nessuno vuole fermarla. Sto parlando della corsa al cibo - la corsa per produrreabbastanza cibo da nutrire la nostra popolazione in crescita. Ci sono persone al mondo - persone calme, intelligenti,ragionevoli - che pensano che abbiamo già superato il limite, cheperfino la nostra attuale popolazione di sei miliardi non possavenire nutrita sostenibilmente su questo pianeta. Non ho prove cheabbiano ragione - e di sicuro spero che abbiano torto. Ma seimiliardi non sono nemmeno lontanamente allarmanti quanto idodici miliardi che diventeremo nel corso della vostra vita, secontinueremo a crescere a questo ritmo. Ora - naturalmente! - ci sono due punti di vista in questafaccenda. Ho recentemente letto un articolo della Associated Pressche riferiva che gli scienziati alimentari sono fiduciosi di poterVINCERE la corsa al cibo. Per quando ci saranno dodici miliardidi noi, saranno in grado di SFAMARNE dodici miliardi. Questorappresenta una vittoria. Quindi: non preoccupatevi, gente. Gliscienziati sono sicuri che il cibo alla fine trionferà sullapopolazione. Questo è un punto di vista. Laltro punto di vista è quello dellUnione degli ScienziatiPreoccupati. Nel loro "Avvertimento allumanità" (cache), dicono:"Dobbiamo stabilizzare la popolazione", il che naturalmente èineccepibile. Ma poi continuano dicendo: "Questo sarà possibilesolo se tutte le nazioni riconosceranno che questo richiede unmiglioramento delle condizioni socioeconomiche e ladozione di
  6. 6. misure volontarie di pianificazione famigliare." Ho paura cheaffidarsi a questo punto di vista sia un atto di fede che non havirtualmente nulla a che vedere con la scienza, ma è facile da fareperché significa che, in realtà, nessuno deve fare niente a partepregare che un giorno, tramite qualche processo magico esconosciuto, tutte le nazioni del mondo miglioreranno le lorocondizioni socioeconomiche e adotteranno misure efficaci evolontarie di pianificazione famigliare. E stata la mia croce sobbarcarmi il compito ingrato di portarealla luce il terzo punto di vista su questa faccenda. E una realtàbiologica semplice e ben nota - ben nota almeno a biologi edecologi - che una corsa alimentare come quella che ho descrittonon può essere vinta più di quanto potesse esserlo quella agliarmamenti - e per la stessa ragione. Perché nessuna delle due corseha un traguardo - a parte la catastrofe. Non si può vincere unacorsa agli armamenti con il tuo nemico, perché ogni avanzamentoche apporterai al tuo arsenale causerà un avanzamentodellarsenale del tuo nemico, il che naturalmente causerà unulteriore avanzamento del TUO arsenale, che stimolerà un altroavanzamento del SUO arsenale, e così via, in unescalationinfinita. Allo stesso modo, il cibo non può vincere una corsa con lapopolazione, perché ogni avanzamento della produzione di cibocausa un avanzamento della popolazione. Questa non èunaffermazione accettata rapidamente o felicemente dallamaggior parte dei membri del pubblico, perché, temo, la maggiorparte dei membri del pubblico non capisce davvero la connessionetra cibo e popolazione. Motivo per cui mi prenderò alcuni minutiper spiegarla. Se recintate il parcheggio di un centro commerciale e ci mettetedentro un toro e una mucca, insieme a una balla di fieno al giorno,presto avrete tre o quattro mucche. Ma non importa quanto
  7. 7. aspetterete, NON avrete trenta o quaranta mucche - non con unaballa di fieno al giorno. Se volete avere trenta o quaranta mucche,dovrete gettare dieci balle di fieno oltre la recinzione ogni giorno.Naturalmente, avranno anche bisogno di aria e acqua - ma tuttalaria e lacqua del mondo non trasformeranno tre o quattromucche in trenta o quaranta, se mancano quelle dieci balle di fienoal giorno. Non si possono creare mucche dalla luce del sole, dagliarcobaleni o dai raggi lunari. Ci vuole il fieno. Ora, quando avete le vostre quaranta mucche, non dovetecominciare a gettare undici balle di fieno oltre la recinzione. Se nevolete solo quaranta, allora dieci balle bastano e avanzano. Non cisarà una carestia tra queste mucche solo perché vi siete fermati adieci balle - semplicemente, non ci sarà nessun aumento dellapopolazione. Con quelle dieci balle al giorno, queste quarantamucche non diventeranno MAI quattrocento. Se VOLETEquattrocento mucche, allora dovete fornire loro più fieno, edovrete comprare cento balle al giorno per nutrirle. Ora, la stessa cosa vale per gli umani. Recintate un parcheggio,metteteci dentro un uomo e una donna e un paio di buste di spesaogni giorno, e presto avrete una famiglia di quattro persone. Maqueste quattro persone non diventeranno MAI quaranta se tutto ciòche gettate nella recinzione sono due buste di spesa al giorno. Nonpuò succedere. Perché le persone sono proprio come le mucche -non puoi crearle dalla luce del sole, dagli arcobaleni o dai raggilunari. Ci vogliono cereali, banane, hot dog, zuppa di piselli, panealluvetta e broccoli. Se volete che queste quattro persone diventino quaranta, alloradovrete gettare venti buste di spesa oltre la recinzione invece didue. E una volta avute queste quaranta persone, se decidete chequesto è il numero di persone che volete che vivano in questoparcheggio, tutto ciò che dovete fare è continuare a gettare ventibuste di spesa oltre la recinzione. Non ci sarà una carestia. Venti
  8. 8. buste di spesa hanno sfamato queste quaranta persone ieri e lesfameranno oggi. Con queste venti buste di spesa, la popolazionerimarrà stabile a circa quaranta persone. Ma se cambiate idea edecidete di volere quattrocento persone in questo parcheggio, tuttociò che dovete fare è cominciare a gettare duecento buste di spesaoltre la recinzione anziché venti - e, perdiana, alla fine CISARANNO quattrocento persone in quel parcheggio. Ci saranno, ma la nostra mitologia culturale dice che nonDEVONO per forza esserci. Secondo la nostra mitologia culturale,quaranta persone POTREBBERO decidere di rimanere quaranta.Naturalmente, potrebbe accadere. E immaginabile. Ma in questogrande parcheggio che chiamiamo Terra, non è MAI accaduto. Non è accaduto lanno scorso, ovviamente. Lanno scorsoabbiamo aumentato la produzione alimentare, ci siamo dati il duepercento in più di buste di spesa, e la nostra popolazione èaumentata del due percento. Lanno prima ancora abbiamoaumentato la produzione alimentare del due percento, e la nostrapopolazione è aumentata del due percento. Lanno prima ancora abbiamo aumentato la produzionealimentare del due percento, e la nostra popolazione è aumentatadel due percento. Lanno prima ancora abbiamo aumentato laproduzione alimentare del due percento, e la nostra popolazione èaumentata del due percento. Lanno prima ancora abbiamoaumentato la produzione alimentare del due percento, e la nostrapopolazione è aumentata del due percento. Potrei continuare aripetere questa frase tutto il giorno, per diecimila volte - perchéecco quanto a lungo abbiamo continuato ad aumentare laproduzione di cibo, cominciando nella Mezzaluna Fertile. Lannoscorso abbiamo aumentato la produzione alimentare del duepercento, e la nostra popolazione è aumentata del due percento.QUESTANNO aumenteremo la produzione alimentare del duepercento, e la nostra popolazione crescerà del due percento - non
  9. 9. cè alcun dubbio che accadrà. LANNO PROSSIMO aumenteremola produzione alimentare del due percento, e la nostra popolazionecrescerà del due percento - e non cè alcun dubbio che accadrà. Elanno seguente aumenteremo la produzione alimentare del duepercento, e la nostra popolazione crescerà del due percento - e noncè alcun dubbio che accadrà. Ma UNO DI QUESTI ANNIaumenteremo la produzione alimentare del due percento - e lanostra popolazione NON crescerà. Ecco cosa dice la nostramitologia culturale. Per diecimila anni abbiamo aumentato la produzione alimentareper sfamare una popolazione in crescita - e per diecimila anni, lanostra popolazione è cresciuta. Ogni singola "vittoria" nellaproduzione di cibo ha causato una "vittoria" nella crescita dellapopolazione. Ognuna di esse. Ma, secondo la nostra mitologiaculturale, questo non DEVE per forza avvenire - e uno di questianni, magicamente, non avverrà. La magia probabilmenteconsisterà nel fatto che tutte le nazioni miglioreranno le propriecondizioni socioeconomiche e adotteranno misure efficaci evolontarie di pianificazione famigliare, come raccomanda lUnionedegli Scienziati Preoccupati. Questa magia non è avvenuta lannoscorso, o lanno prima, o lanno prima ancora, o lanno primaancora, o lanno prima ancora - ma uno di questi anni, per Dio,ogni uomo sulla Terra indosserà un preservativo e se lo incolleràaddosso, e FUNZIONERA. In un modo o nellaltro, verrà lannoin cui aumenteremo la produzione alimentare - e miracolosamentenon ci sarà un aumento della popolazione per consumarla. La nostra mitologia culturale ci spiega perché era essenziale cheaumentassimo la produzione alimentare lanno scorso.DOVEVAMO farlo per sfamare i milioni di affamati. Lo sannotutti. Ma, stranamente, abbiamo aumentato la produzionealimentare per sfamare i milioni di affamati e, indovinate un po? Imilioni di affamati hanno continuato ad avere fame. Lapopolazione è cresciuta - ma i milioni di affamati non sono stati
  10. 10. sfamati. E naturalmente sappiamo perché è essenziale aumentarela produzione di cibo QUESTANNO. Dobbiamo farlo persfamare i milioni di affamati. Noi AUMENTEREMO laproduzione di cibo questanno - non cè dubbio a riguardo - ma cèqualcuno in questa sala che pensa che i milioni di affamativerranno sfamati questanno, per la prima volta a memoriaduomo? Vi garantisco, amici miei, che per la fine di questanno, imilioni di affamati avranno ancora fame - e vi garantisco che lanostra popolazione sarà cresciuta del due percento. Ma naturalmente la nostra mitologia culturale ci dice che nonDEVE essere per forza così. E stato così lanno scorso, e lannoprima, e lanno prima ancora, e lanno prima ancora, e lanno primaancora - e sarà così questanno, e lanno prossimo, e lanno dopo, elanno dopo ancora. Ma uno di questi anni, secondo la nostramitologia culturale, aumenteremo la produzione alimentare e, perDio, quei milioni di affamati verranno sfamati e la nostrapopolazione non crescerà affatto. Lasciatemi spiegare perché quei milioni di affamati non stannovenendo sfamati. Ogni anno, in questo parcheggio che chiamiamoTerra, la popolazione umana cresce di circa il due percento - tutti isuoi segmenti crescono del due percento. Questo significa che cisono più persone con gli occhi blu questanno di quante ce nefossero lanno scorso - e più persone con gli occhi marroni.Significa che ci sono più persone con i capelli rossi di quante cene fossero lanno scorso - e più persone con i capelli castani.Significa che ci sono più persone che crescono ben nutrite - e piùpersone che crescono affamate. La popolazione di affamati crescecome qualunque altra popolazione, e produrre più cibo non puòfare ALTRO che produrre più affamati. Non stiamo facendoscomparire la fame, aumentando la produzione di cibo. Stiamosolo creando sempre più persone che saranno affamate.Aumentare la produzione alimentare in realtà AUMENTA ilnumero delle persone affamate, nello stesso modo in cui aumenta
  11. 11. il numero delle persone ricche, delle persone povere, delle personealte, delle persone basse, delle persone intelligenti e delle personestupide. Il frammento di mitologia culturale più orribile di cui si devediscutere a proposito di questo argomento è la credenza che seNON continuassimo ad aumentare la produzione alimentare - annodopo anno dopo anno - affronteremmo una carestia di massa.Penso che alla base di questa credenza ci sia la strana idea che lanostra esplosione demografica continuerebbe anche se non ci fossepiù cibo ad alimentarla. Questo è un po come pensare che ilmotore della vostra automobile potrebbe continuare ad andareanche se il serbatoio fosse vuoto, o come pensare che le luci inquesta sala potrebbero continuare a illuminarci anche selelettricità venisse interrotta. Ma nonostante ciò che dico, so per esperienza che pochissimi divoi ci credono. Lasciate che vi fornisca un esempio che spero viconvincerà. Ci sono circa cinquanta persone nel clann Quinn, inclusi me emia moglie, tutti i miei fratelli e quelli di mia moglie, tutti i lorofigli e nipoti e tutti i miei figli e nipoti. Lanno scorso, il clanQuinn ha consumato una certa quantità di cibo, e diciamo chedovrà continuare a vivere della stessa quantità di cibo anchequestanno - e lanno prossimo, e tutti gli anni successivi, persempre. Proprio come in ogni campione rappresentativo dellapopolazione, alcuni membri del clan hanno superato letà in cuipossono o vogliono avere altri figli e alcuni non hanno ancoraraggiunto tale età. Ma naturalmente ce ne sono alcuni che hannoletà in cui si vuole avere figli. Questo non significa che tutte ledonne siano incinte contemporaneamente, ovviamente. Ogni anno,ciò che ci si aspetterebbe è che allincirca il due percento del clan
  12. 12. aspetti un bambino - in questo caso, questo significa una donna.Ma non rendiamola troppo semplice per me. Diciamo che abbiadei gemelli. Ora dobbiamo nutrire cinquanta persone e due neonaticon la stessa quantità di cibo che lhanno scorso ha sfamatocinquanta persone. Naturalmente, le stesse probabilità che siapplicano alle nascite si applicano alle morti, ma, di nuovo, nonvoglio rendermela troppo facile. Diciamo che siano nate duepersone nel clann Quinn ma che non sia morto nessuno.Ovviamente, questi neonati non hanno bisogno della stessaquantità di calorie giornaliere di un uomo fatto. Diciamo, giustoper tenere i numeri tondi, che i cinquanta adulti devono trovareduemila calorie al giorno per i due neonati. Questo significa cheognuno di noi dovrà rinunciare a circa quaranta calorie al giorno -85 grammi di succo darancia. Ora, questo è ciò che voglio sapere. Questa situazione sembrauna carestia di massa a qualcuno, qui dentro? Cè qualcuno qui chepensa che morirebbe di fame, se gli mancassero un paio di sorsi disucco darancia ogni giorno? Io no di sicuro. Ma che dire dellanno prossimo? Diciamo che avvenga la stessacosa. Altri due gemelli, nessuna morte. Caspita, ora siamoveramente nei guai. Con i gemelli dellanno scorso e quelli diquestanno da sfamare, ognuno di noi dovrà rinunciare a un interoBICCHIERE di succo darancia ogni giorno! Ora, di nuovo, questasembra una carestia di massa a qualcuno, qui dentro? Cè qualcunoqui che pensa che morirebbe di fame, se gli mancasse un bicchieredi succo darancia al giorno? Io no di sicuro. Ma naturalmente non posso continuare a manipolare lestatistiche a mio sfavore per sempre. La nascita non è lunico fattodella vita. La popolazione del clan Quinn non continuerà acrescere per sempre. Ci saranno anche delle morti, oltre allenascite.
  13. 13. Ma il punto a cui voglio arrivare è che anche in due anni dinascite insolitamente frequenti, non controbilanciate da nessunamorte, non cè stata nessuna carestia. Nemmeno un accenno difame da nessuna parte. Ma continuiamo a rendere le cose difficilial clan Quinn e vediamo cosa succede. Passano cinque anni,gemelli ogni anno, nessuna morte. Ora invece di cinquanta boccheda sfamare, ne abbiamo sessanta. Diciamo che quando eravamocinquanta ognuno di noi riceveva, in media, 2500 calorie algiorno. Con una popolazione di sessanta, ora siamo scesi a 2100calorie al giorno. Quella fetta giornaliera di torta al cioccolato condoppio caramello è fuori discussione, ora - ma naturalmente nonsiamo neanche vicini alla carestia. Ciononostante, potrebbe essereora di avere una riunione di famiglia per discutere dei fondamentidella pianificazione famigliare. Quella fetta di torta quotidiana mimanca, e non voglio rischiare di dover rinunciare anche a uncucchiaio di marmellata al giorno, lanno prossimo. Ciò che sto cercando di dire è che stabilizzare la disponibilità dicibo del clan Quinn non causa una carestia istantanea. Nonproduce carestie di nessun tipo, e le sue conseguenze immediatesono trascurabili. Abbiamo tempo in abbondanza per cominciare adiscutere di pianificazione famigliare. Non siamo precipitati inuna crisi alimentare - semplicemente NON lo siamo. Non cè semplicemente alcun motivo di credere che non riusciread aumentare la produzione di cibo risulterebbe in una carestiaglobale. Ma coloro che sono profondamente coinvolti nella corsaalimentare continueranno a fare questaffermazione, proprio comecoloro che erano profondamente coinvolti nella corsa agliarmamenti continuavano ad affermare che i comunisti avrebberosicuramente conquistato il mondo se avessimo rallentato la nostraproduzione bellica anche solo per un minuto. Siamo nel bel mezzo di una corsa al cibo che è tanto letale pernoi e per il mondo intorno a noi quanto lo era la corsa agli
  14. 14. armamenti. In un certo senso è persino più letale perché, dopotutto, noi e i sovietici non abbiamo mai davvero usato tutte le armiche avevamo creato. La catastrofe non si è verificata. E per quanto ne so, nessuna specie si è estinta come risultatodella corsa agli armamenti. La situazione è molto diversa con lacorsa al cibo. Si stima che fino a duecento specie al giorno stianovenendo forzatamente estinte dallinesorabile espansione dellanostra popolazione. Attualmente - e voglio lasciarvi con questa chiara immagine - lanostra corsa al cibo sta convertendo la biomassa del nostro pianetain massa UMANA. Questo è ciò che succede quandodisboschiamo un terreno selvaggio e ci piantiamo dei campi peruso umano. Quel territorio stava sostentando una biomassa dicentinaia di migliaia di specie e decine di milioni di esemplari.Ora tutta la produttività di quellarea sta venendo indirizzata nellaproduzione di massa umana, letteralmente di carne umana. Ognigiorno, in tutto il mondo, la diversità della vita sta scomparendo,man mano che sempre più della biomassa del nostro pianeta vieneconvertita in massa umana. Questo è ciò che fa la corsa al cibo.Questo è ESATTAMENTE ciò che fa la corsa al cibo: ogni annotrasforma sempre più della biomassa del nostro pianeta in massaumana. La corsa agli armamenti poteva concludersi in soli due modi.Con una catastrofe, un olocausto nucleare. Oppure conlabbandono. Fortunatamente, questo è ciò che è successo: i sovietici se nesono tirati fuori - e non cè stata nessuna catastrofe. La corsa tra cibo e popolazione è uguale. Può concludersi conuna catastrofe, quando semplicemente troppa della biomassa delnostro pianeta sarà composta da esseri umani e i sistemi ecologici
  15. 15. fondamentali collasseranno. E se ci rifiutiamo di abbandonarequesta corsa, FINIRA in questo modo - probabilmente non nelcorso della mia vita, ma molto probabilmente nel corso della vitadi molti di voi. Ma la corsa non DEVE necessariamenteconcludersi in questo modo. Può finire nello stesso modo dellacorsa agli armamenti, venendo semplicemente abbandonata.Possiamo dire: "Ora comprendiamo che non ci può essere alcuntrionfo definitivo del cibo sulla popolazione. Questo perché ognisingola vittoria ottenuta sul lato del cibo causa una vittoria sul latodella popolazione. Deve essere così, è SEMPRE stato così, epossiamo vedere che non SMETTERA mai di essere così." La cosa strana è che molte persone ODIANO sentire tuttoquesto - eppure io sto chiaramente indicando un sentiero disperanza e possibilità. Non sono un mercante di catastrofi, la miabussola è fermamente puntata verso il successo. La nostra crescitademografica è un problema che POSSIAMO gestire, ammesso checominciamo a protenderci verso di esso con la nostra terza mano. Daniel Quinn. Traduzione di Dr-Jackal (nrt_ita@libero.it) Originale tratto da: www.ishmael.org Le altre opere di Daniel Quinn sono disponibili in italiano nel sito: NuovaRivoluzioneTribale.uphero.com

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