Daniel Quinn - Scolarizzazione: le motivazioni nascoste. (saggio)

431 views
336 views

Published on

Al sito: http://NuovaRivoluzioneTribale.uphero.com potete trovare le altre opere di Quinn e quasi 100 FAQ sulle sue idee.

Published in: Education
0 Comments
0 Likes
Statistics
Notes
  • Be the first to comment

  • Be the first to like this

No Downloads
Views
Total views
431
On SlideShare
0
From Embeds
0
Number of Embeds
1
Actions
Shares
0
Downloads
8
Comments
0
Likes
0
Embeds 0
No embeds

No notes for slide

Daniel Quinn - Scolarizzazione: le motivazioni nascoste. (saggio)

  1. 1. Daniel QuinnScolarizzazione: le motivazioni nascoste Traduzione di Dr-Jackal (nrt_ita@libero.it) Originale tratto da: www.ishmael.org Le altre opere di Daniel Quinn sono disponibili in italiano nel sito: NuovaRivoluzioneTribale.uphero.com Discorso che Quinn ha tenuto a una conferenza sulladescolarizzazione e sulleducazione a casa del 2000. Sospetto che non tutti in questa sala sappiano chi sono o perchésono stato invitato a parlarvi oggi. Dopo tutto, non ho mai scrittoun libro o anche solo un articolo sulleducazione a casa o sulladescolarizzazione. Sono stato chiamato in molti modi: unfuturista, un filosofo planetario, un antropologo da Marte.Recentemente sono stato presentato a un pubblico come un criticoculturale, e penso che questa sia probabilmente la definizionemigliore. Come vedrete, nel mio discorso di oggi cercherò diposizionare la scolarizzazione e la descolarizzazione nel più ampiocontesto della nostra storia culturale e di quella della nostra specie. Per quelli di voi che non hanno familiarità con il mio lavoro,dovrei cominciare con lo spiegare cosa intendo con "la nostracultura". Anziché appesantirvi con una definizione, vi darò unsemplice test che potete usare ovunque andiate nel mondo. Se ilcibo in quella parte del mondo è sotto chiave, e la gente che vive lìdeve lavorare per ottenerlo, allora siete tra persone della nostracultura. Se mai vi capiterà di visitare una giungla in Brasile o inNuova Guinea, comunque, scoprirete che il cibo non è sotto
  2. 2. chiave. E semplicemente lì fuori, liberamente consumabile, echiunque ne voglia un po può andare e prenderselo. I popoli chevivono in queste aree, spesso chiamati aborigeni, popoli delletàdella pietra o popoli tribali, chiaramente appartengono a unacultura radicalmente diversa dalla nostra. Ho cominciato a focalizzarmi sulle peculiarità della nostracultura nei primi anni Sessanta, quando andai a lavorare per ciòche allepoca era una pubblicazione allavanguardia di materialieducativi, la Science Research Associates. Ero a metà dei mieiventanni e acculturato quanto qualunque senatore, autista diautobus, stella del cinema o medico. Le mie convinzionisulluniverso e sul posto dellumanità in esso erano solide come laroccia e del tutto convenzionali. Ma erano tempi stressanti in cui vivere, in alcuni modi perfinopiù stressanti di oggi. Molte persone oggi realizzano che la vitaumana potrebbe essere in pericolo, ma questo pericolo esiste in unqualche vagamente definito futuro, venti o cinquanta o cento annida ora. Ma nei giorni più freddi della Guerra Fredda, tuttivivevano con la consapevolezza che un olocausto nucleareavrebbe potuto avvenire letteralmente ogni secondo, senzapreavviso. Era letteralmente a un pulsante di distanza. La vita umana non verrebbe completamente spazzata via in unolocausto simile. In un certo senso, sarebbe anche peggio di così.In poche ore, verremmo scagliati indietro non solo allEtà dellaPietra ma a uno stato di quasi totale impotenza. NellEtà dellaPietra, dopo tutto, le persone vivevano perfettamente senzasupermercati, centri commerciali, negozi di elettronica e tutti glielaborati sistemi che mantengono questi posti forniti di tutte lecose di cui necessitiamo. Nel giro di ore, le nostre città verrebberodisintegrate da caos e anarchia, e le cose necessarie alla nostrasopravvivenza sparirebbero dagli scaffali dei negozi per nonvenire mai più rimpiazzate. Nel giro di giorni, la fame sarebbe unacosa diffusa.
  3. 3. Capacità che vengono date per scontate dai popoli dellEtàdella Pietra sarebbero sconosciute ai sopravvissuti - la capacità didistinguere tra cibi commestibili e non, la capacità di seguire,uccidere, scuoiare e preservare selvaggina, e soprattutto lacapacità di fabbricare utensili dai materiali disponibili. Quanti divoi sanno come conciare una pelle? Come fabbricare una fune dalniente? Come scolpire un utensile di pietra? Tantomeno comeottenere metallo da minerali grezzi. Capacità comuni delpaleolitico, sviluppate in migliaia di anni, sarebbero arti perdute. Tutto questo era tranquillamente riconosciuto da tutti coloroche non dubitavano per un istante che stessimo vivendo come gliumani erano destinati a vivere dallinizio dei tempi, che nondubitavano per un istante che le cose che i nostri figli stavanoimparando a scuola fossero le cose che i nostri figli dovrebberoimparare. Ero stato assunto alla SRA per lavorare su un importante nuovoprogramma di matematica che era stato in via di sviluppo permolti anni a Cleveland. Durante il mio primo anno, avremmopubblicato i programmi dellasilo e del primo anno delleelementari. Nel secondo anno, avremmo pubblicato il programmadella seconda elementare, nel terzo anno, il programma della terzaelementare, e così via. Lavorando sui programmi per lasilo e perla prima elementare, mi accorsi di qualcosa che mi sembròdavvero notevole. In quelle classi, i bambini passano la maggiorparte del tempo a imparare cose che nessuno che cresca nellanostra cultura potrebbe mai evitare di imparare. Per esempio,imparano i nomi dei colori primari. Caspita, immaginate di essereassenti il giorno in cui spiegano il blu. Passereste il resto della vitaa chiedervi di che colore sia il cielo. Imparano a leggere lora, acontare, ad addizionare e sottrarre, come se chiunque potesseevitare di imparare queste cose nella nostra cultura. Enaturalmente imparano le basi della lettura. A questo riguardo,suggerisco un esperimento. Due classi di 30 bambini, a tutti viene
  4. 4. insegnato nello stesso modo con gli stessi libri di testo, ma a unaclasse non viene insegnato come leggere e allaltra invece vieneinsegnato nel solito modo. Chiamatela la Congettura Quinn:entrambe le classi leggeranno nello stesso modo alla fine deidodici anni di scuola. Mi sento sicuro nel fare questa congetturaperché alla fine i bambini imparano a leggere nello stesso modo incui imparano a parlare: frequentando persone che leggono evolendo saper fare anche loro ciò che fanno queste persone. A quellepoca mi venne in mente di fare questa domanda:anziché passare due o tre anni a insegnare ai bambini cose cheimparerebbero comunque inevitabilmente, perché non insegnareloro cose che altrimenti non imparerebbero e che potrebberodivertirsi a imparare a quelletà? Come navigare usando le stelle,per esempio. Come tingere una pelle. Come distinguere tra cibicommestibili e non. Come costruire un rifugio dal niente. Comefabbricare utensili dal niente. Come costruire una canoa. Comeseguire le tracce degli animali - tutte le capacità dimenticate maancora di valore su cui è stata costruita la nostra civiltà. Naturalmente non avevo bisogno di esprimere questidea persapere come sarebbe stata ricevuta. Essendo completamenteacculturato, potevo spiegare da solo perché era assurda. Il modo incui viviamo è il modo in cui gli umani erano destinati a viveredallinizio dei tempi, e i nostri figli stavano venendo preparati aentrare in quella vita. Quelli che erano esistiti prima di noi eranoselvaggi, poco più che animali. Quelli che continuano a viverecome vivevano i nostri antenati sono selvaggi, poco più cheanimali. Il mondo sta meglio senza di loro, e noi stiamo megliosenza neanche le vestigia del loro modo di vivere, incluse le lororidicolmente primitive capacità. I nostri figli a scuola stavano venendo preparati a entrare a farparte dellunica vita pienamente umana che fosse mai esistita suquesto pianeta. Le capacità che stavano acquisendo ascuola avrebbero dato loro non solo successo ma una profonda
  5. 5. soddisfazione personale in ogni ambito. Cosa importava se nonavrebbero mai fatto altro che un soporifero lavoro in fabbrica?Potevano fare lanalisi grammaticale di una frase! Potevanospiegarti la differenza tra un sonetto petrarchiano e unoshakespeariano! Potevano estrarre una radice quadrata! Potevanomostrarti perché il quadrato dei due lati di un triangolo è pari alquadrato costruito sullipotenusa! Potevano analizzare un poema!Potevano spiegare come una legge viene approvata al Congresso!Potevano rintracciare le cause economiche della Guerra Civile.Avevano letto Melville e Shakespeare, quindi perché non far loroleggere anche Dostoevskij e Racine, Joyce e Beckett, Faulkner eONeill? Ma soprattutto, naturalmente, leducazione pubblica -dallasilo alle superiori - preparava i bambini a essere partecipantiperfettamente funzionali in questa nostra grande civiltà. Il giornodopo la cerimonia di diploma, erano pronti ad avanzare consicurezza verso qualunque obiettivo volessero stabilire per sestessi. Naturalmente, allora come adesso, tutti sapevano cheleducazione pubblica non stava facendo niente del genere. Sipercepiva - allora come oggi - che ci fosse qualcosa distranamente sbagliato nelle scuole. Stavano fallendo - e fallendomiseramente - nel rispettare queste allettanti promesse. Ah, be, gliinsegnanti non stavano venendo pagati abbastanza, quindi cosa cisi poteva aspettare? Aumentammo il salario dei docenti - ancora eancora e ancora - ma le scuole continuavano a fallire. Be, cosa cisi poteva aspettare? Le scuole erano praticamente decrepite, buie edeprimenti. Costruimmo nuove scuole - decine di migliaia,centinaia di migliaia - ma continuarono a fallire. Be, cosa ci sipoteva aspettare? I programmi erano antiquati e irrilevanti. Limodernizzammo, facemmo di tutto per renderli rilevanti - ecomunque le scuole continuarono a fallire. Ogni settimana - alloracome oggi - si poteva leggere di qualche nuova brillante idea cheavrebbe sicuramente "aggiustato" qualunque cosa le nostre scuoleavessero di sbagliato: le classi aperte, linsegnamento di gruppo, il
  6. 6. ritorno ai fondamentali, più compiti, meno compiti, niente compiti- non potrei neanche cominciare a elencarle tutte. Centinaia diqueste brillanti idee vennero messe alla prova - migliaia di loro - ele scuole continuarono lo stesso a fallire. Allinterno della nostra matrice culturale, ogni mezzo diinformazione ci dice che le scuole esistono per preparare i bambinia una vita di successo e soddisfazioni nella nostra civiltà (e quindistanno fallendo). Questo è fuor di discussione, fuor di dubbio. InIshmael ho detto che la voce di Madre Cultura ci parla da ognigiornale e articolo di giornale, ogni film, ogni sermone, ogni libro,ogni genitore, ogni insegnante, ogni amministratore scolastico, eciò che ha da dire sulle scuole è che esistono per preparare ibambini a una vita di successo e soddisfazioni nella nostra civiltà(e quindi stanno fallendo). Una volta che usciamo dalla nostramatrice culturale, questa voce non ci riempie più le orecchie esiamo liberi di fare delle domande nuove. Supponiamo che lescuole non stiano fallendo. Supponiamo che stiano facendoesattamente ciò che vogliamo davvero che facciano - ma che nonvogliamo analizzare e riconoscere? Di sicuro le scuole fanno un pessimo lavoro nel preparare ibambini a una vita di successo e soddisfazioni nella nostra civiltà,ma quali cose fanno eccezionalmente bene? Be, per cominciare,fanno un lavoro superbo nel tenere i giovani fuori dal mercato dellavoro. Anziché cominciare a guadagnare a dodici o quattordicianni, rimangono solo consumatori - e consumano miliardi didollari di prodotti, usando i soldi che guadagnano i loro genitori.Immaginate cosa accadrebbe alla nostra economia se da un giornoallaltro le scuole superiori chiudessero. Invece di avere cinquantamilioni di consumatori attivi, allimprovviso avremmo cinquantamilioni di giovani disoccupati. Sarebbe una catastrofe economica. Naturalmente, la situazione era molto diversa duecento anni fa,quando eravamo ancora una società prevalentemente agraria. Ci siaspettava e si aveva bisogno che i giovani diventassero lavoratori
  7. 7. alletà di dieci, undici e dodici anni. Per la massa, uneducazione diquattro, cinque o sei anni veniva ritenuta perfettamente adeguata.Ma man mano che il carattere della nostra società cambiò, sempremeno giovani erano necessari per lavorare nelle fattorie, elapprovazione di leggi contro il lavoro minorile in breve reseimpossibile far lavorare ragazzi di dieci, undici o dodici anni nellefabbriche. Era necessario tenerli fuori dalla strada - e quale postomigliore delle scuole? Naturalmente, doveva essere inserito nuovomateriale nei programmi per riempire il tempo. Non importavamolto quale fosse. Facciamogli memorizzare le capitali di ognistato. Facciamogli memorizzare i principali prodotti di ogni stato.Facciamogli imparare i passi che una legge segue per venireapprovata dal Congresso. Nessuno si chiese o si preoccupò sequeste fossero cose che i bambini volevano sapere o avevanobisogno di sapere - o che avrebbero mai avuto bisogno di sapere.Nessuno si chiese o si preoccupò di scoprire se il materiale cheveniva aggiunto ai programmi veniva imparato e ricordato. Glieducatori non volevano saperlo e, davvero, che differenza avrebbepotuto fare? Non importava che una volta imparate quelle cosevenissero immediatamente dimenticate. Riempiva del tempo. Lalegge decretava che uneducazione di otto anni era essenziale perogni cittadino, e quindi gli stesori di programmi fornirono ilmateriale necessario a uneducazione di otto anni. Durante la Grande Depressione divenne urgentementeimportante tenere i giovani fuori dal mercato del lavoro il più alungo possibile, e quindi si diffuse la convinzione cheuneducazione di dodici anni fosse essenziale per ogni cittadino.Come prima, non importava molto che cosa veniva aggiunto perriempire il tempo, finché si trattava di materiale marginalmenteplausibile. Facciamogli imparare come analizzare un poema,anche se non ne leggeranno mai un altro in tutta la loro vita adulta.Facciamogli leggere un grande romanzo classico, anche se non neleggeranno mai un altro in tutta la loro vita adulta. Facciamoglistudiare la storia mondiale, anche se tutto gli entra da un orecchio
  8. 8. e gli esce dallaltro. Facciamogli studiare geometria euclidea,anche se due anni dopo non saranno in grado di dimostrare unteorema neanche se ne andasse della loro vita. Tutte queste cose emolte, molte altre venivano naturalmente giustificate sulla baseche avrebbero contribuito al successo e alle ricche soddisfazioniche questi bambini avrebbero sperimentato nelletà adulta. A parteil fatto, naturalmente, che non lo facevano. Ma nessuno volevaindagare su questo. Nessuno si sarebbe sognato di mettere allaprova i giovani cinque anni dopo il diploma per scoprire quantoancora si ricordassero. Nessuno si sarebbe sognato di chiedere loroquanto gli era stato utile o quanto aveva contribuito al lorosuccesso e alla loro realizzazione in quanto umani. Che sensoavrebbe avuto chiedere a loro di valutare la propria educazione?Che cosa ne sapevano loro, dopotutto? Erano solo diplomati dellesuperiori, non educatori professionisti. Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, nessuno sapevaquale sarebbe stato il nostro futuro economico. Con la scomparsadelle industrie belliche, la nazione sarebbe forse precipitata dinuovo nella depressione precedente alla guerra? Si cominciò acredere che leducazione pubblica avrebbe dovuto comprendereanche quattro anni di college. Tutti dovrebbero andare al college.Man mano che leconomia continuava a crescere, comunque,questa ingiunzione cominciò a venire ammorbidita. Quattro annidi college sarebbero stati sicuramente un bene, ma non erano partedelleducazione pubblica, che alla fine rimaneva di dodici anni. Fu negli anni positivi successivi alla guerra, quando spessocerano più lavori che lavoratori, che le nostre scuolecominciarono a venire ritenute fallimentari. Con la domanda dilavoratori, fu ovvio che i ragazzi stavano uscendo dalla scuolasenza sapere molto di più dei diplomati delle scuole elementari diun secolo prima. Avevano "attraversato" tutto il materiale che erastato aggiunto per riempire il tempo - avevano analizzato poesie efrasi, dimostrato teoremi, trovato la x, macinato migliaia di pagine
  9. 9. di storia e letteratura, scritto cumuli di temi, ma non avevanoconservato quasi nulla di tutto questo - e quanto gli sarebbe statoutile se lavessero fatto? Da un punto di vista occupazionale, questidiplomati delle superiori erano a malapena assumibili. Ma naturalmente per allora i programmi avevano ottenuto lostatus di sacra scrittura, ed era troppo tardi per riconoscere che nonerano mai stati progettati in modo da essere utili. La rispostadelleducatore alla comunità del lavoro era: "Dobbiamo solo dareai ragazzi di più delle stesse cose - più poemi e frasi da analizzare,più teoremi da dimostrare, più equazioni da risolvere, più paginedi storia e letteratura da leggere, più temi da scrivere, e così via."Nessuno era disposto ad ammettere che i programmi erano statiscritti per tenere i giovani fuori dal mercato del lavoro - e che inquellaspetto avevano fatto un lavoro dannatamente buono. Ma tenere i giovani fuori dal mercato del lavoro è solo metà diciò che le scuole fanno superbamente bene. Alletà di tredici oquattordici anni, i bambini nelle società aborigene - società tribali- hanno completato ciò che noi, dal nostro punto di vista,chiameremmo la loro "educazione". Sono pronti a "diplomarsi" ediventare adulti. In queste società, questo significa che le lorocapacità di sopravvivenza sono pari al 100%. Tutti i membri piùanziani potrebbero scomparire da un giorno allaltro e non cisarebbero caos, anarchia e carestia tra questi nuovi adulti.Sarebbero in grado di continuare a vivere senza problemi. Nessunadelle abilità e delle tecnologie dei loro genitori andrebbe perduta.Se volessero, potrebbero vivere indipendentemente dalla strutturatribale in cui sono cresciuti. Ma lultima cosa che vogliamo che i nostri figli siano in gradodi fare è vivere indipendentemente dalla nostra società. Nonvogliamo che i nostri diplomati abbiano capacità di sopravvivenzapari al 100%, perché questo li renderebbe liberi di uscire dalnostro accuratamente costruito sistema economico e fare quelloche vogliono. Non vogliamo che facciano quello che vogliono,
  10. 10. vogliamo che abbiano esattamente due scelte (a meno che nonsiano tanto ricchi da poter vivere di rendita). O si trovano unlavoro o vanno alluniversità. Entrambe le scelte vanno bene,perché abbiamo bisogno di una fornitura costante sia di lavoratoriper i livelli più bassi che di medici, avvocati, fisici, matematici,psicologi, geologi, biologi, insegnanti e così via. Leducazionepubblica ottiene questo risultato senza fallire quasi mai. Ilnovantanove virgola nove percento dei nostri diplomati sceglieuna di queste due opzioni. E dovrebbe essere notato che i nostri diplomati della scuolasuperiore sono lavoratori addetti ai livelli più bassi. Noi vogliamoche debbano cominciare dal gradino più basso della scala. Chesenso avrebbe dare loro capacità che li renderebbero in grado dicominciare dal secondo o dal terzo gradino? Quelli sono i gradinia cui mirano i loro fratelli e le loro sorelle più grandi. E se idiplomati di questanno svolgessero quei lavori, chi svolgerebbequelli sul fondo? Le persone che devono assumere lavoratori silamentano costantemente che i diplomati non sanno assolutamenteniente, non hanno virtualmente alcuna capacità utile. Ma comepotrebbe essere altrimenti? Quindi vedete bene che le nostre scuole non stanno fallendo,stanno solo avendo successo in modi che preferiamo non vedere.Sfornare diplomati senza alcuna abilità, nessuna capacità disopravvivenza e nessuna scelta tranne lavorare o morire di famenon è un difetto del sistema, è un suo pregio. E una cosa che ilsistema deve fare per fare in modo che le cose continuino adandare come sempre. Il bisogno della scolarizzazione è sostenuto da due frammentidi mitologia culturale molto ben radicati. Il primo e più pericolosoè quello secondo cui i bambini non impareranno a meno che nonsiano costretti - a scuola. E parte della mitologia dellinfanzia chei bambini odiano imparare e lo eviteranno a qualunque costo.Naturalmente, chiunque abbia avuto un figlio sa che bugia assurda
  11. 11. sia questa. Dalla prima infanzia in poi, i bambini sono gli studentipiù fantastici del mondo. Se crescono in una famiglia in cuivengono parlate quattro lingue, parleranno quattro lingue perquando avranno tre o quattro anni - senza un solo giorno discolarizzazione, solo stando intorno ai membri della loro famiglia,perché vogliono dispera- tamente essere in grado di fare le coseche fanno loro. Chiunque abbia avuto un figlio sa che sonoincessantemente curiosi. Non appena sono in grado di faredomande cominciano a farle senza sosta, spesso estenuando i lorogenitori. La loro curiosità si estende a qualunque cosa possanoraggiungere, il che è il motivo per cui ogni genitore impara moltopresto a mettere qualunque cosa fragile, pericolosa o intoccabile inalto - e se possibile sotto chiave. Conosciamo tutti la verità insitanella battuta sulle chiusure a prova di bambino: che solo i bambiniriescono ad aprirle. Le persone che immaginano che i bambini odino imparare nonhanno la minima conoscenza di come la cultura umana si èsviluppata. La cultura non è altro che il complesso deicomportamenti e delle informazioni apprese che viene trasmessoda una generazione allaltra. Il desiderio di mangiare non ètrasmesso dalla cultura, ma la conoscenza di come i cibicommestibili si possono trovare, raccogliere e processare lo è.Prima dellinvenzione della scrittura, qualunque cosa non venissetrasmessa da una generazione allaltra andava semplicementeperduta, non importa di cosa si trattasse - una tecnica, unacanzone, un avvenimento. Tra i popoli aborigeni - quelli che nonabbiamo distrutto - la trasmissione tra generazioni è notevolmentecompleta, ma naturalmente non completa al 100%. Ci sarannosempre dettagli ininfluenti di storie personali che la generazionepiù anziana si porta nella tomba. Ma il materiale essenziale non vamai perduto. Questo avviene perché il desiderio di imparare è innato neibambini umani come il desiderio di riprodursi è innato negli
  12. 12. adulti. E genetico. Se è mai esistita una stirpe di umani i cui figlinon erano portati ad apprendere, è sparita da molto tempo, perchéquegli umani non avrebbero potuto essere dei portatori di cultura. I bambini non devono essere motivati a imparare tutto ciò chepossono sul mondo in cui vivono, sono ossessionati dal farlo.Dallinizio della pubertà, i bambini nelle società aborigene hannoinvariabilmente imparato tutto ciò di cui avevano bisogno perfunzionare come adulti. Pensatela in questo modo. In termini molto generali, lorologiobiologico umano è programmato in modo da avere due allarmi.Quando scatta il primo, alla nascita, lorologio squilla impara,impara, impara, impara, impara. Quando scatta il secondo, alsopraggiungere della pubertà, lorologio squilla accoppiati,accoppiati, accoppiati, accoppiati, accoppiati. Il motivetto chedice impara, impara, impara non scompare mai del tutto, madiventa relativamente flebile con la pubertà. A quel punto, ibambini cessano di voler seguire i propri genitori nella danzadellapprendimento. Invece, vogliono seguirsi lun laltro nelladanza dellaccoppiamento. Noi, naturalmente, in virtù della nostra superiore saggezzaabbiamo decretato che lorologio biologico regolato dai nostri genidebba essere ignorato. Ciò che convince la maggior parte delle persone della necessitàdella scolarizzazione è il fatto che i bambini non scolarizzatiimparano quello che vogliono quando vogliono. Questo èintollerabile per loro, perché sono convinti che i bambini nonvogliano imparare nulla - e indicano i bambini scolarizzati perdimostrarlo. Quello che non riescono a capire è che la curva diapprendimento dei bambini non ancora andati a scuola si impennacome una montagna - ma si abbassa rapidamente quando entrano ascuola. Arrivati al terzo o quarto anno, è completamente piatta perla maggior parte dei bambini. Imparare, almeno in quel modo, è
  13. 13. diventato una cosa noiosa e dolorosa che adorerebbero poterevitare, se potessero. Ma cè un altro motivo per cui le personeaborrono lidea di bambini che imparino quello che voglionoquando vogliono. Non impareranno tutti le stesse cose! Alcuni diloro non impareranno mai ad analizzare un poema! Alcuni di loronon impareranno mai ad analizzare una frase o a scrivere un tema!Alcuni di loro non leggeranno mai il Giulio Cesare! Alcuni nonimpareranno mai la geometria! Alcuni non sezioneranno mai unarana! Alcuni non impareranno mai come una legge vieneapprovata dal Congresso! Be, naturalmente questo è troppoorribile da immaginare. Non importa che il 90% di questi studentinon leggerà mai più un altro poema o unaltra operashakespeariana in vita loro. Non importa che il 90% di loro nonavrà mai occasione di analizzare unaltra frase o di scrivere unaltro tema in vita loro. Non importa che il 90% non conservialcuna conoscenza funzionale della geometria o dellalgebra chehanno studiato. Non importa che il 90% di loro non avrà mai alcunutilizzo per la conoscenza che si suppone abbiano ottenuto dalsezionare una rana. Non importa che il 90% di loro sidiplomeranno senza avere la minima idea di come una legge vieneapprovata dal Congresso. Tutto ciò che importa è che lhannostudiato! La gente che è orripilata dallidea che i bambini imparinoquello che vogliono quando vogliono non ha accettato il basilarefatto psicologico che le persone (tutte le persone, di qualunqueetà) ricordano le cose che sono importanti per loro - le cose chehanno bisogno di conoscere - e dimenticano il resto. Io sono unaprova vivente di questo. Ho frequentato una delle scuolepreparatorie migliori della nazione e mi sono diplomato quartodella mia classe, e dubito molto che ora potrei strappare lasufficienza in più di due o tre delle dozzine di corsi che hofrequentato. Ho studiato greco classico per due anni buoni, e oranon saprei leggere a voce alta una sola frase.
  14. 14. Lobiezione finale che la gente porta a sostegno dellidea che ibambini abbiano bisogno di tutta la scolarizzazione che possiamodar loro è che ci sono molte più cose da imparare oggi di quantece ne fossero in epoca preistorica o perfino un secolo fa. Be,naturalmente ci sono molte più cose che possono venire apprese,ma sappiamo tutti perfettamente che non vengono insegnatedallasilo alle superiori. Oggi esistono interi nuovi campi delloscibile umano - cose di cui nessuno aveva mai sentito parlare unsecolo fa: astrofisica, biochimica, paleobiologia, aeronautica,fisica delle particelle, etologia, citopatologia, neurofisiologia -potrei continuare a elencarle per ore. Ma sono queste le cose concui abbiamo riempito i programmi degli anni scolastici dallasiloalle superiori perché tutti hanno bisogno di saperle? Certo che no.Lidea è assurda. Lidea che i bambini abbiano bisogno di venirescolarizzati per tanto tempo perché cè moltissimo che può venireappreso è assurda. Se leducazione pubblica venisse estesa percomprendere tutto ciò che può teoricamente venire appreso, noncomprenderebbe dodici anni ma dodicimila, e nessuno riuscirebbea diplomarsi nel corso di una vita. So naturalmente che nessuno in questa sala devessere convintodelle virtù delleducazione a casa o della descolarizzazione. Spero,comunque, di essere riuscito a fornirvi delle fondamenta storiche,filosofiche, antropologiche e biologiche a sostegno della vostraconvinzione che la scuola in realtà non sia come viene dipinta. Daniel Quinn. Traduzione di Dr-Jackal (nrt_ita@libero.it) Originale tratto da: www.ishmael.org Le altre opere di Daniel Quinn sono disponibili in italiano nel sito: NuovaRivoluzioneTribale.uphero.com

×