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Ciclo di vita della destinazione turistica: Italia
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Ciclo di vita della destinazione turistica: Italia

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Breve analisi del turismo in Italia con il modello Tourism Area Life Cycle di R. Butler

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  • 1. CICLO DI VITA DELLADESTINAZIONE:ITALIATALC MODEL – BUTLER A cura di: FEDERICO ARNAUD arnaud.federico@gmail.com it.linkedin.com/in/federicoarnaud
  • 2. TOURISM AREA LIFE CYCLE - TEORIAIl ciclo di vita della destinazione turistica (Tourism Area Life Cycle, TALC) viene proposta daButler nel 1980.Progettata prendendo spunto dai modelli del ciclo di vita dei prodotti e da quelli ecologiciutilizzati per studiare gli esseri viventi, la TALC si adatta alla dinamicità presente in qualsiasiarea turistica e all’evoluzione che questa presenta nel tempo.Lo scopo del modello, così come descritto da Butler, è quello di richiamare lattenzione sullanatura dinamica delle destinazioni e proporre un processo generalizzato di sviluppo, al fine dicontrastarne il potenziale declino, evitato attraverso interventi appropriati (di pianificazione,gestione e sviluppo).Il modello si basa sul concetto che il turismo è “sensibile” al luogo (bellezze naturali, paesaggi,cultura locali, ecc.), ma anche che il turismo stesso esaurisce il luogo e le sue risorse, quindi ilprocesso di sviluppo e di svolgimento delle attività turistiche tende a consumare la destinazione.La chiave per misurare il livello di utilizzo delle risorse, secondo Butler è il concetto di capacitàdi carico, se la capacità di carico della destinazione viene superato, l’area turistica è destinata aldeclino: diventando meno competitiva e attraente. Riflettendosi in un calo di turisti, diinvestimenti e un minore (o anche nullo) sviluppo.Per evitare il declino bisognerebbe adottare una serie di interventi atti ad evitare ilraggiungimento o il superamento delle diverse capacità di carico (economico, socio-culturale eambientale) dell’area, oppure, se possibile, aumentando la capacitàdi carico stessa al fine di soddisfare le crescenti pressioni.
  • 3. TOURISM AREA LIFE CYCLE - TEORIAIl modello prevede 5 stadi diversi dell’evoluzione, dalla fase di esplorazione a quella della stagnazione, le fasi successive a quest’ultimo stadio dipendono dagli interventi e azioni intraprese dalla destinazione stessa: 1) Exploration Stage - Flussi turistici di scarsa entità, spesso viaggiatori individuali “fai da te” (Allocentrics - Plog ‘s classification, Explorer - Cohen’s classification) - Non si riscontrano regolarità o stagionalità negli arrivi dei visitatori nell’area - Non sono presenti servizi specifici per turisti - Elevato grado di contatto tra visitatori e popolazione locale - Basso livello di impatto nell’economia e nelle società locali dovuto ai movimenti turistici 2) Involvement Stage - Il numero dei visitatori aumenta - Si riscontra una prima regolarità negli arrivi (si delinea una prima stagionalità) - Si mantiene alto il contatto turisti-locali - Aumentano le strutture/servizi per i turisti offerte dai locali - Lievi impatti sugli schemi sociali - Prima definizione della destinazione e del suo mercato - Iniziano ad essere presenti alcuni livelli di organizzazione nei servizi - Prime pressioni sulle amministrazioni pubbliche al fine di migliorare servizi (per esempio il sistema di trasporto, accessibilità all’area, i collegamenti, ecc.)
  • 4. TOURISM AREA LIFE CYCLE - TEORIA 3) Development stage - Il numero di visitatori aumenta (Mid-centrics - Plog ‘s classification, Istitutionalized-tourist - Cohen’s classification) - Si definisce la stagionalità dell’area - Nella peak season il numero dei turisti supera o eguaglia quello dei residenti - Cresce l’offerta dei servizi per il turismo, alcuni fornitori locali spariscono a favore di quelli esteri più competitivi e preparati - Vengono utilizzati lavoratori extra-destinazione e diminuisce il coinvolgimento dei residenti - Si definisce l’area e il mercato della destinazione - La pubblicità nelle aree di origine dei flussi diventa massiccia - La pianificazione territoriale passa a livello regionale o nazionale, a discapito del controllo locale, ma non è necessariamente in linea con le esigenze dei locali - Modifiche nell’ambiente naturale e nel paesaggio
  • 5. TOURISM AREA LIFE CYCLE - TEORIA 4) Consolidation stage - Rallenta /diminuisce il tasso di crescita del numero di turisti, sebbene il numero totale possa aumentare ancora. - I visitatori totali superano i residenti - Buona parte dell’economia risulta essere legata al turismo - Sono presenti le maggiori catene/francising stranieri dell’industria turistica, ma poche sono le nuove entrate - I residenti risultano essere scontenti per il grande numero di visitatori - L’area turistica è ben delimitata e il suo sviluppo dipende dal peso del soggiorno - Si cerca di estendere la stagione turistica e il mercato dell’area - I vecchi impianti rivestono un ruolo di secondo piano e risultano essere superati (poco attrattivi e poco funzionali)
  • 6. TOURISM AREA LIFE CYCLE - TEORIA 5) Stagnation stage - Il numero massimo di visitatori è raggiunto - Diversi indici e variabili (capacità di carico) raggiungono i valori massimi con la conseguenza di problemi ambientali, economici e sociali - Alta fedeltà dei visitatori e di repeters (Psychocentric - Plog ‘s classification, Mass tourist - Cohen’s classification). - Si verifica un eccedenza nel numero di posti letto - Numerosi sforzi per mantenere il numero di visitatori raggiunto - L’immagine della destinazione risulta stabile ma perde progressivamente di appeal e diventa fuori moda - L’immagine si “stacca” dal suo ambiente geografico originario - Un nuovo sviluppo risulta essere periferico rispetto alla zona turistica originale - Le strutture (non solo ricettive) esistenti sperimentano frequenti passaggi di proprietà - Le attrazioni naturali e culturali originarie sono probabilmente soppiantate da attrattori artificiali
  • 7. TOURISM AREA LIFE CYCLE - TEORIALa ratio di crescita dei visitatori declina man mano che si raggiunge la capacità ricettiva dell’area, dopo il quinto stadio vi possono essere fasi diverse a seconda delle azioni intraprese: A) Rejuvenant stage Un nuovo sviluppo potrebbe scaturire da una rinnovata crescita ed espansione - Opposto al declino - Non è possibile raggiungere questo stage senza un cambio completo nelle attrazioni sulle quali si basa la destinazione, Butler individua due metodi: 1) aggiungendo attrazioni create dall’uomo 2) utilizzando/attingendo a risorse- attrattori o nuove forme di turismo non ancora sfruttate - Come vengono trovate nuove forme di turismo, si aprono nuovi mercati e destinazioni concorrenti - Una combinazione di sforzi governativi e privati sono necessari e il nuovo mercato non può essere allocentrico, ma piuttosto incentrato su specifici interessi o attività B) Minori cambiamenti, modifiche e aggiustamenti ai livelli di capacità di carico insieme a una continua protezione delle risorse potrebbero permettere una continua cresciuta, ma a un tasso ridotto rispetto al passato
  • 8. TOURISM AREA LIFE CYCLE - TEORIA C) Un aggiustamento per migliorare i livelli di capacità potrebbe mantenere più stabile il numero di visitatori dopo un iniziale diminuzione D) Decline Stage Il continuo sovra-utilizzo delle risorse, il non rimpiazzo degli impianti datati, la decrescente competitività rispetto ad altre aree determina un più marcato declino ( E). - La destinazione non ha più la forza per competere con quelle nuove - Perdita di visitatore e quote di mercato, - Non ha più appeal per i vacanzieri, ma si registra un aumento dei week-end e dei day-trip, se facilmente accessibili a grandi masse di turisti. - Strutture turistiche vengono man mano rimpiazzate da strutture civili e residenziali - Alcuni servizi e infrastrutture turistiche scompaiono causando una perdita di attrattività - I residenti sono in grado di acquistare le infrastrutture a costi più che accessibili - Le attrazioni turistiche rimangono attrattive per i visitatori “stanziali”, specialmente gli anziani
  • 9. TOURISM AREA LIFE CYCLE - TEORIA Tratto da: The Tourism Area Life Cycle, Richard W. Butler
  • 10. CONSIDERAZIONI E OSSERVAZIONIDiversi autori hanno analizzato e approfondito il modello del ciclo di vita della destinazioneampliandone le modalità di applicazione, e proponendo alcune modifiche al modello.Lo stesso Butler asserisce che ogni caso è diverso e richiede l’adattamento del modello alla realtàdell’area in oggetto, anche per via di una discontinuità nella raccolta dei dati sui lunghi periodi.Il modello dimostra un’estrema versatilità, può essere applicato a singole unità ricettive fino aintere aree geografiche, o destinazioni turistiche, sia come metodo di analisi sulla salute delturismo, sia come strumento per la pianificazione strategica delle azioni da intraprendere.Haywood (1986) presuppone l’esistenza simultanea di diversi stadi del ciclo di vita associati adiversi “prodotti” turistici (diverse forme di turismo, diversi attrattori, diverse tipologiericettive, ecc), che possono variare ampiamente.Per Haywood (1986) e Johnson&Snepenger (1993) non tutti i turisti impattano sulla capacità dicarico alla stessa maniera, alcuni si fermano per un lungo periodo di tempo, altri arrivano instagioni diverse, e così via. Per questo gli autori suggeriscono una riflessione sull’utilizzo deiparametri per l’analisi, poichè non tutti i dati esprimono una relazione di tempoNell’esame del turismo in Italia sono state considerate le presenze come parametrorappresentativo dei flussi turistici in quanto considerare soltanto gli arrivi non avrebbe permessodi prendere in considerazione in maniera completa l’intensità del fenomenoDall’analisi dei dati sul turismo a livello internazionale, nel prendere inconsiderazione una nazione ci si aspetta un trend della crescita degli arrivi positivo,ascrivibile al progressivo ampliamento dei potenziali turisti a livello globale.
  • 11. ARRIVI Olimpiadi Olimpiadi Invernali Torino Invernali TorinoI dati degli arrivi e delle presenze sono espressi in milioni
  • 12. I°I° Crisi Crisi Petrolifera PRESENZE Petrolifera Olimpiadi Olimpiadi Invernali Torino Invernali Torino Terremoto Irpinia Terremoto Irpinia Olimpiadi Olimpiadi Invasione Invasione Strage di Ustica Strage di Ustica Invernali Invernali Iraq Iraq Attentato Bologna Attentato Bologna Guerra Europei di Calcio Europei di Calcio Guerra Europei Calcio Europei Calcio del Golfo del Golfo 11 Settembre 11 Settembre II° Crisi II° Crisi Disastro di Disastro di Crisi Crisi Petrolifera Petrolifera Chernobyl Chernobyl Expo Expo Subprime Subprime Genova Genova Giubileo Giubileo Strage di Piazza Strage di Piazza Attentato alal Attentato Fontana Fontana Papa Papa Giubileo Giubileo Mondiali Mondiali Calcio Calcio Expo ExpoTorino Torino I dati degli arrivi e delle presenze sono espressi in milioni
  • 13. CONSIDERAZIONI GENERALI Obiettivo dell’analisi è di descrivere l’andamento del turismo in Italia I dati sono stati gentilmente forniti da ISTAT Istituto Nazionale di Statistica A ogni serie storica considerata corrisponde un andamento peculiare In ogni serie è possibile osservare un “gradino” tra il 1957 e il 1958, dovuto alla disponibilità dei dati inerenti gli esercizi extralberghieri la cui rilevazione parte dal 1958 Le fasi di Exploration e di Involvement sono attribuite al passato del paese, in quanto da sempre meta di turismo Il trend generale degli arrivi e delle presenze è nel complesso positivo L’analisi delle serie storiche è la condizione di partenza per riassumere i dati relativi agli arrivi e alle presenze in Italia, il fine è quello di visualizzare l’andamento globale del fenomeno. Grazie all’equazione ottenuta con il metodo della regressione lineare (y =1412x + 14793), ogni anno si registra un incremento degli arrivi di 1.412 unità, il coefficiente di determinazione lineare è pari al 97%, con un coefficienza di variabilità pari a 42,3% L’equezione ottenuta con il metodo della regressione lineare (y =4202x + 15119) indica che ogni anno vi è stato un incremento medio di 4.202 presenze, e il 70% della variabilità complessiva della y (il turismo) è spiegabile attraverso la relazione lineare con la x (il tempo), mentre il coefficiente di variazione pari al 30% L’andamento degli arrivi risulta più costante rispetto a quello delle presenze (R₂ pari a 97% contro 70% per le presenze)
  • 14. ARRIVI E PRESENZE ARRIVI Max 99.028 Min 16.995 N° Val 56 Media 55.053 Mediana 54.334 Varianza 543.073.638 Dev. St. 23.304 PRESENZE Max 376.642 Min 52.631 N° Val 56 Media 270.968Mediana 287.513Varianza 6.643.506.096Dev. St. 81.508
  • 15. ITALIANI E STRANIERI ARRIVI   Italiani Stranieri Max 55.020 43.794 Min 11.384 5.611 N° Val 55 55 Media 33.362 20.891 Mediana 35.562 18.484 Varianza 144.537.326 120.730.454 Dev.St. 12.022,4 10.987,7 PRESENZE  Italiani Stranieri Max 242.966 165.202 Min 35.941 16.690 N° Val 55 55 Media 176.745 92.353 Mediana 181.645 87.552 Varianza 2.424.117.864 1.497.472.871 Dev.St. 49.235 38.697
  • 16. TENDENZE GENERALI Al momento dell’analisi non sono disponibili i dati riferiti al 2012, e per flussi di turisti italiani e stranieri quelli inerenti al 2011 Gli italiani presentano una maggiore costanza nell’andamento degli arrivi nel periodo considerato, mentre sono le presenze straniere a presentare la variabilità minore In media i turisti italiani hanno un peso maggiore (arrivi 62,9% presenze 66,5%) rispetto agli stranieri (arrivi 37,1%, presenze 33,5%) Le strutture ricettive sono divise in alberghiere ed extralberghiere (o ricettività alternativa), secondo le rilevazioni ISTAT Le rilevazioni extralberghiere partono dal 1963 e per la natura delle strutture ricettive (come compeggi, alloggi agrituristici, ecc) comprese in questa categoria non sono disponibili i dati relativi al numero di camere L’indice medio di utilizzazione lordo (indica in percentuale quanta parte del totale dei posti letto è utlizzata) è pari al 21,3%, mentre le presenze per posto letto sono in media 77,6 e la media della permanenza media è di 5,3 notti Il tasso di funzione ricettiva conta quante presenze si hanno per ogni 100 residenti durante l’anno, perciò il suo andamento riprende quello delle presenze L’indice di utilizzazione lordo misura la percentuale dei letti mediamente utilizzata durante l’anno (365 giorni). Il suo aumento dopo l’anno 1986, è dovuto ad una contrazione dei posti letto della ricettività complementare
  • 17. RICETTIVITA’
  • 18. CONSIDERAZIONI GENERALIDall’analisi delle serie storiche e dei dati connessi, è stato possibile identificare le seguenti fasi delciclo di vita:Development/consolidation Stage: dal 1958 al 1977, si riscontra una crescitacostante, pochi sono gli eventi esogeni che influiscono sull’andamento del periodo. Nel 1974 vieneraggiunto il picco massimo della permanenza media italiana (7,6 notti) e il picco massimo globalepari a 7 nottiStagnation Stage: dal 1978 al 1986, i tassi di crescita si riducono. Nel 1979 vieneraggiunto il picco massimo della permanenza media dei turisti stranieri (5,8 notti)Decline Stage: dal 1987 al 1998 si registra una drastica diminuzione delle presenze e unrallentamento (quasi un azzeramento) della crescita del periodoRejuvenant Stage 1: dal 1999 al 2004 si osserva un incremento dei flussi mentre iltasso di crescita non appare costante nel periodoRejuvenant Stage 2: dal 2005 al 2011 continua il trend positivo degli arrivi e dellepresenze turistiche, tuttavia aumenta la variabilità dei dati, si riscontra quindi, un andamentoaltalenante
  • 19. DEVELOPMENT/CONSOLIDATION STAGE Tasso di PermanenzaAnno Arrivi Presenze Funzione Media Ricettiva1958 21.081 110.005 5,2 1,41959 22.943 124.947 5,4 1,51960 23.991 132.436 5,5 1,61961 25.806 144.186 5,6 1,71962 27.707 161.043 5,8 1,81963 28.715 167.230 5,8 4,11964 29.145 171.839 5,9 4,41965 30.034 180.719 6,0 4,51966 32.025 198.805 6,2 4,81967 32.507 207.314 6,4 5,11968 33.426 214.321 6,4 5,31969 35.657 230.006 6,5 5,71970 37.409 244.258 6,5 6,01971 38.515 255.390 6,6 6,21972 40.084 264.843 6,6 6,51973 40.442 274.277 6,8 6,71974 39.693 277.712 7,0 7,21975 42.619 291.383 6,8 7,41976 42.476 288.531 6,8 7,41977 44.177 299.547 6,8 7,6 Arrivi Presenze Max 44.177 299.547 Min 21.081 110.005 N° Val 20 20 Somma 668.451 4.238.791 Media 33.423 211.940 Mediana 32.967 210.818 Varianza 50.445.181 3.703.340.587 Dev. St. 7.102,5 60.855,1
  • 20. STAGNATION STAGE Tasso di PermanenzaAnno Arrivi Presenze Funzione Media Ricettiva1978 46.093 314.729 6,8 7,71979 48.583 327.714 6,7 7,91980 51.565 328.772 6,4 8,11981 50.789 322.353 6,3 8,11982 54.073 339.800 6,3 8,21983 54.046 332.634 6,2 8,31984 55.543 332.146 6,0 8,71985 56.948 333.528 5,9 8,81986 57.628 342.252 5,9 8,8 Arrivi Presenze Max 57.628 342.252 Min 46.093 314.729 N° Val 9 9 Somma 475.268 2.973.929 Media 52.808 330.437 Mediana 54.046 332.146 Varianza 14.944.459 70.854.316 Dev. St. 3.865,8 8.417,5
  • 21. DECLINE STAGE Tasso di PermanenzaAnno Arrivi Presenze Funzione Media Ricettiva1987 54.596 249.656 4,6 5,61988 56.848 256.022 4,5 5,61989 57.637 246.520 4,3 5,61990 59.058 252.216 4,3 5,81991 59.101 259.924 4,4 5,71992 59.897 257.363 4,3 5,81993 59.535 253.615 4,3 5,71994 64.474 274.753 4,3 5,71995 67.169 286.495 4,3 5,81996 69.411 291.370 4,2 6,11997 70.635 292.276 4,1 6,21998 72.313 299.508 4,1 6,2 Arrivi Presenze Max 72.313 299.508 Min 54.596 246.520 N° Val 12 12 Somma 750.674 3.219.718 Media 62.556 268.310 Mediana 59.716 258.644 Varianza 35.722.865 371.869.305 Dev. St. 5.976,9 19.283,9
  • 22. REJUVENANT STAGE 1 Tasso di PermanenzaAnno Arrivi Presenze Funzione Media Ricettiva1999 74.321 308.314 4,1 6,32000 80.032 338.885 4,2 6,82001 81.773 350.323 4,3 7,12002 82.030 345.247 4,2 7,22003 82.725 344.413 4,2 7,32004 85.957 345.616 4,0 7,3 Arrivi Presenze Max 85.957 350.323 Min 74.321 308.314 N° Val 6 6 Somma 486.837 2.032.799 Media 81.140 338.800 Mediana 81.902 344.830 Varianza 14.928.089 236.340.420 Dev. St. 3.863,7 15.373,4
  • 23. REJUVENANT STAGE 2 Tasso di PermanenzaAnno Arrivi Presenze Funzione Media Ricettiva2005 88.338 355.255 4,0 7,42006 93.044 366.764 3,9 7,72007 96.150 376.642 3,9 7,62008 95.546 373.666 3,9 7,82009 95.500 370.762 3,9 7,72010 98.814 375.543 3,8 7,82011 99.028 373.774 3,8 7,8 Arrivi Presenze Max 99.028 376.642 Min 88.338 355.255 N° Val 7 7 Somma 666.420 2.592.407 Media 95.202,88 370.343,83 Mediana 95.546,40 373.666,40 Varianza 13.425.849 55.026.787 Dev. St. 3.664,1 7.418,0
  • 24. CONCLUSIONIDall’analisi dei flussi di turisti in Italia attraverso il modello del ciclo di vita della destinazione ci permette di osservare: Il paese nella fase di sviluppo e consolidamento, tra il 1958 e il 1977, vede un notevole afflusso di turisti che pernottano per lunghi periodi, nel 1974 si registra il picco massimo di pernottamento con 7 notti, ma con una notevole differenza tra italiani e stranieri. Gli italiani mediamente costituiscono il 65% degli arrivi e il 71% delle presenze del periodo, mentre il valore medio della permanenza media è di 6,8 notti per i turisti italiani contro 5,1 notti per gli stranieri. La ricettività alberghiera vede un costante aumento sia nel numero delle strutture (si registra una lieve flessione nel 1976 e nel 1977) che in quello dei posti letto (nel 1964 si supera il milione), tuttavia la dimensione media degli alberghi rimane piuttosto contenuta attestandosi attorno al valore di 17 camere per struttura. Il turismo che si delinea dal development/consolidation stage vede la predominanza del turismo domestico, che grazie al boom economico di quegli anni può permettersi di spostarsi. Turismo con lunghi pernottamenti che vede il paese come principale destinazione delle proprie vacanze. La dimensione media degli hotel e il numero elevato di posti letto della ricettività extralberghiera suggerisce un livello medio-basso delle strutture che ospitano il cliente. Si delineano così alcune caratteristiche del turismo di massa. Alla fine degli anni 70 si delinea una fase di stagnazione (1978 – 1986) nella quale i tassi di crescita, in special modo quello delle presenze, diminuiscono fino quasi a fermarsi, i valori medi relativi ai turisti italiani e stranieri rimangono vicini a quelli del periodo precedenti. Nella ricettività si osserva una lieve diminuzione del numero di strutture ricettive in concomitanza ad un aumento del numero di posti letto (di circa 110.858 unità) che porta ad un ampliamento delle dimensioni medie del comparto alberghiero a 21,9 camere, mentre la ricettività complementare raggiunge e supera i tre milioni di posti letto (valore medio di 3.120.851).
  • 25. CONCLUSIONI La fase di declino del turismo in Italia avviene nel 1987, quando si passa da 342.252.000 presenze a 249.656.000 e da 57.628.000 a 54.596.000 arrivi, questi recuperati nel giro di qualche anno. La permenenza media complessiva diminuisce a 4,6 notti (da 5,9 del 1986). Il crollo maggiore si registra nei flussi di turisti italiani i quali diminuiscono improvvisamente, da un anno all’altro, del 10% degli arrivi e del 35% per le presenze, mentre gli stranieri registrano un incremento del 5% circa degli arrivi (rispetto all’anno precedente), ma una diminuzione del 7% delle presenze. Questa diminuzione improvvisa del mercato più importante comporta, di conseguenza il crescere della porzione straniera che vede una quota di mercato del periodo (1987-1998) del 37,5% degli arrivi e del 36% delle presenze. La ricettività italiana accusa il colpo, e si assiste ad un crollo del numero di posti letto delle strutture complementari da poco più di tre milioni a un milione e mezzo circa nel giro di un solo anno (1987), diminuzione dalla quale non si riprenderà mai più, il dato di periodo è di 1.956.776 posti letto contro i 3.120.851 di unità della fase precedente. Le strutture alberghiere perdono nel primo anno di questa fase circa 600 unità, ma dal 1987 si inaugura un trend negativo che dura fino al 2003, anno in cui si osserva un timido incremento. Nel periodo le unità alberghiere si attestano ad una media di 35.351 unità ma aumentano i posti letto e le camere consentendo un aumento delle dimensioni medie a 26,6 camere per albergo. Butler, nel suo lavoro, attribuisce una grande importanza per spiegare la fase di stagnazione e declino al concetto di capacità ricettiva, tuttavia altri autori come Strapp (1988), Debbage (1990) e Agarwal (2002) individuano altri fattori che possono influenzare le fasi del ciclo di vita della destinazione, oltre alla capacità di carico. In questa sede è stato considerato il rapporto dato dal numero di turisti e dei residenti come un utile indicatore di una “saturazione” turistica. Questo indice nel 1986 supera l’equilibrio presenze/residenti, coincidendo con i primi segnali della fase di declino.
  • 26. CONCLUSIONI Dopo la fase di declino dal 1999 e fino al 2011 si assiste ad una fase di rejuvenant, nella quale i dati tornano a crescere, l’incremento annuo medio degli arrivi è pari al 2,5% mentre quello delle presenze è di 1,8%, tuttavia la permanenza media diminuisce con un valore annuo medio del -0,7%, passando da un valore iniziale di 4,1 notti (1999) a uno finale di 3,8 notti (2011). In questa fase di ripresa, continua il trend visto nello stage precedente nel quale i turisti stranieri acquistano una maggiore quota di mercato , attestandosi ad un valore medio del 43,6% per gli arrivi e di 42,2% per le presenze . Il numero di posti letto aumenta in media del 56.041 unità pari al 2,7% annuo, passando da 1.816.616 del 1998 a 2.055.897 unità del 2000 e 2.489.102 nel 2011. Ciò nonostante è ancora lontano il valore massimo di 3.388.564 del 1985. La ricettività alberghiera cresce arrivando a toccare il numero massimo di strutture di 33.999 nel 2010. La grandezza media delle strutture ricettive aumenta a 30,5 camere per hotel. La fase di rejuvenant a cui si assiste a partire dal 1999 segnala una ripresa dopo 12 anni di declino, con l’analisi dei dati emerge un andamento a gradini, contraddistintoda un certo grado di instabilità e variabilità, è quindi possibile dividere la fase di rinnovamento in due parti: la prima dal 19999 al 2004, e dal 2005 al 2011 la seconda. Nella prima fase (rejuvenant stage 1) dopo i primi 3 anni di crescita delle presenze, si registra una contrazione che termina nel 2005. La seconda fase ha un andamento discontinuo, in quanto dopo i primi anni di crescita seguono altri anni di contrazione, sia per gli arrivi che per le presenze ,e una ripresa nell’ultimo anno per gli arrivi, ma con una leggera flessione delle presenze. E’ possibile spiegare questo andamento con l’incorrere di alcuni eventi rilevanti quali il Giubileo, gli attentati dell’11 settembre, le olimpiadi invernali di Torino o la crisi dei mutui subprime e più recentemente la crisi dei debiti sovrani, i cui effetti influenzano i flussi turistici (e non solo questi), descrivendo un turismo che subisce gli andamenti del mercato piuttosto che anticiparlo, contribuendo così ad una marcata variabilità del fenomeno nel nostro paese.
  • 27. di FEDERICO ARNAUD Tel: +39 348 7385788 E –mail: Arnaud.federico@gmail.comhttp://www.linkedin.com/in/federicoarnaud

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