UT Numero 18

1,300 views

Published on

0 Comments
0 Likes
Statistics
Notes
  • Be the first to comment

  • Be the first to like this

No Downloads
Views
Total views
1,300
On SlideShare
0
From Embeds
0
Number of Embeds
1
Actions
Shares
0
Downloads
2
Comments
0
Likes
0
Embeds 0
No embeds

No notes for slide

UT Numero 18

  1. 1. 2 BLUE PITTORI DI PAESAGGI ELETTRONICI Dentro a un labirinto di spazi, fuori dall’uniformità dei tempi e delle musiche correnti, nasce il progetto elettronico 2Blue. Lo scopo di questa avventura, a metà tra il mondo dell’arte e del suono, è di scuotere le vecchie forme della musica urbana tracciando alcune linee mobili tra l’architettura, il design sonoro e il breakbeat della scienza ritmica contemporanea. Sospesi tra dancefloor, spazi urbani e gallerie d’arte, il duo dell’ elettronica turchese esordisce con la sonorizzazione del libro-catalogo delle opere di Andrea Chiesi, committente pittorico e specchio su tela del progetto aurale dei 2 Blue. In definitiva l’ambizione di 2 Blue è quella di fondere pensiero verticale e sonorità spaziali; di essere ponte tra le diverse contemporaneità esplorate da realtà pulsanti come lo P.S.1 di New York, il Sonar di Barcellona e le gallerie d’avanguardia come la Laljeputin di Trieste. E’ arrivato il momento dell’advanced sound painting?48
  2. 2. Abbiamo rivolto alcune domande a te freddi, in frequenze metalliche, Enrico Marani, spregiudicato in un uso diffuso di stanze molto architetto e agitatore elettronico, ampie in cui disperdere il suono. Il portavoce dei 2 Blue, e Luca timbro è l’aspetto in cui il piano Roccatagliati – dj maffioso e percettivo si intrinseca fra udito scienziato eterodosso del ritmo, vero e proprio e visione. Crediamo sprofondati nelle ottomane sia l’ambito in cui il suono “si avvizzite del Chemical Lab… vede”. Quali sono le motivazioni, Per finire, cosa pensate della musicali e non, dietro al pro- scena elettronica italiana e getto 2blue? In primis è un internazionale? Ne siete progetto maturato intorno al rappresentanti in qualche Maffia, dove ci siamo conosciuti ed modo atipici… abbiamo iniziato a discutere di Abbiamo amato questa musica fin musica; poi molto lentamente è dalla più tenera età, dall’epoca dei maturata una identità che da un Kraftwerk a “Domenica In”. La lato è debitrice della club culture e scena elettronica italiana è rappre- dall’altro della musica eletronica sentata da un manipolo di artisti che sconfina nella contemporanea. con cui si potrebbe uscire a cena 2blue cerca la propria dimensione senza occupare molti tavoli in un in spazi alternativi ai club, come le ristorante... il pubblico magari gallerie e i musei, collaborando con occuperebbe i posti rimasti liberi. artisti, registi e altri “attori” delle Come dire siamo due gatti. A più disparate “arti visive”. Nel XXI meno di non considerare fenomeni secolo appare con evidenza, a come Albertino e company quali nostro avviso, come la parola non possibili alfieri del suono elettroni- sia più uno strumento sufficiente co. In sostanza non c’è una scena per “dire” dell’opera artistica. La elettronica italiana, che raccolga musica può invece occuparsi di uno scambio fecondo. A parte questo ambito “non detto”. La poche eccezioni, regnano gelosie e motivazione principale del nostro ripicche varie da retrobottega. agire sta nel fondare un progetto Cosa che ci lascia sempre stupe- aperto, indirizzato verso l’elettroni- fatti. Un senso profondo dell’agire ca più sperimentale e di ricerca, elettronico, ad esempio nella cercando un’interazione con le arti composizione, è legato infatti figurative. all’infezione fra artisti e al libero circolare di suoni ed idee, vedi alla Quali difficoltà avete trovato voce campionamento. Crediamo nel lavorare su tematiche molto a questo aspetto e amiamo pittoriche dato che la vostra considerare i 2blue un progetto opera è la colonna sonora di aperto: la collaborazione con alcuni quadri di Andrea Chiesi? Andrea Chiesi è esplicativa in Nessuna difficoltà. Si è trattato proposito. Il medium elettronico semplicemente di assumere un rimanda inoltre ad una scena atteggiamento artistico aperto alle globale e non a dei confini nazio- sollecitazioni che giungevano nali. In ogni caso, allargando il dall’artista con cui stavamo discorso a una scala planetaria, lavorando. Anzi, sono state proprio crediamo si possa dire che molti le sue indicazioni che hanno musicisti elettronici non riescono a generato spesso il suono e le superare la soglia dei cinque composizioni. Siamo stati onorati album: mancano cioè di quellatext > Paolo Davoli - photo > Stefano Camellini di aver lavorato con Andrea, robustezza artistica, di quel discutendo con lui e tenendo bisogno di dire, che vada oltre il davanti agli occhi i suoi quadri sound del momento. Manca come spartiti virtuali. Questa l’elaborazione di un percorso dimensione di lavoro “a program- artistico o esistenziale che non sia ma” pensiamo sarà la prospettiva strettamente legato alle esigenze preferenziale di 2blue. del dancefloor o del mercato. Per questo motivo rispettiamo molto Partendo dalle teorie estetiche Aphex Twin o dei molossi come i di Klee, Kandinskj o Merleau- Kraftwerk. Ponty sull’astrattismo e sulla visione, quale influenza può avere sul suono l’optometria? 2 Blue - Fattore Sonoro Essenzialmente si tratta di un’in- cd (Kom Fut Manifesto - Italia fluenza legata alla timbrica, ai 2003) cromatismi del suono. Ne parlava- Andrea Chiesi - Monografia mo con Andrea, facendogli notare (Lipanjepuntin) come il blu metallizzato di molte sue opere ed il gelo che le pervade si riverberi in suoni particolarmen- 49
  3. 3. A COME HOUSE (Mario Caminita) Gabriele D’Andrea & Andy Drag ‘n’ Drop – Bella Santos – Reset EP (Mantra Funk – Demorou (Di Più?) Rumba (Stor Disco) Una Vibes ) Ancora un altro belRimango in scia per segnalarvi coppia già collaudata quella di colpo messo a segno da Santos unoun’altra produzione italiana Gemolotto e Massimino ancora dei pochi produttori italiani capaci ditribaleggiante, o se preferite affascinati dalle sonorità rockare (passatemi il termine) lalatineggiante, se vogliamo essere latineggianti, ma niente a che dance dei giovani di oggi, perchè inprecisi si tratta di musica vedere con il periodo di Sueno realtà parliamo di musica giovaneafrocubana perfettamente adattata Latino. Qui siamo in piena fatta per i giovani, che non storconoin chiave house, grazie a questo batucada, un groove indiscutibile il naso all’ascolto di contaminazioniconnubio tra il Maestro Heraldo Da ed un riff di fiati che arriva al di varia estrazione, e che magariSilva & Rodrigo Amaral , postisi punto giusto , proprio per non non amano le catalogazioni, perché(virtualmente) nelle mani dei due rendere il tutto un po’ monotono.Il in realtà sarebbe difficile catalogareproduttori. E quindi un turbinio di disco è stampato su un solo lato lo stile di Santos, di una cosa potetetimbales e sax che giocano (almeno quello che mi è capitato star certi, che quando c’è da darealternandosi e groovando su una per le mani) dovrei forse intender- potenza lui non è uno che si rispar-ritmica di tutto rispetto. Un’unica lo come un test , o “poco tempo a mia, e lo sanno bene soprattutto i djversione da prendere seriamente disposizione per farne un’altra internazionali, come Pete Tong oin considerazione, le altre sincera- versione?”. Fatboy Slim o ancora tanti altri djmente mi danno l’impressione di (purtroppo pochi italiani, Nemoun esigenza per riempire il resto propheta in patria), che amano ildel vinile (Avranno fatto meglio suo stile. E così dopo l’energiaGemolotto e Massimino?). Bob Sinclar – The Beat distribuita con il suo dj set in goes on (D vision) C’era da occasione dell’evento Reset svoltosi aspettarselo che quanto prima il a Bologna un paio di mesi fa, che più veloce se lo sarebbe vedeva anche la presenza di Timo Jolly Music - Talco Uno accaparrato.Un disco di sicuro Maas , X-Press 2 , Richard Scanty... (Illustrious) Jolly Music, due effetto sia in pista sia in radio. Il ecco che pubblica un nuovo EPragazzi romani ispirati dai suoni soggetto in questione non ha dedicato proprio a quelle atmosfereelettrodance di fine 70 inizi 80,e sicuramente bisogno di troppe due traccie che tra l’altro suonò perche già da qualche anno manipo- presentazioni. Dj e produttore da la prima volta proprio in quellalando i suoni elettronici sono oltre 15 anni, Bob Sinclar ha di occasione, e che considerandoriusciti ad aprirsi un varco impor- recente sfornato questo brano l’effetto che hanno sortito , hatante nel mondo della dance destinato a diventare una hit voluto includerle in questo disco. Nelinternazionale . “Talco uno” è uno mondiale. Oggettivamente aldilà di Lato A c’è “It’s Da House” in pienodi quei dischi che tiene alto il buon ogni possibile retorica, questo stile Santos, pattern ritmici possentinome dei produttori italiani brano è un ulteriore conferma che si avvinghiano ai demoniaciall’estero, non a caso è stato (casomai ce ne fosse ancora sinth costruiti per una configurazio-parecchio suonato da illustri dj’s bisogno) che anche i dj’s più ne da rock elettronico dell’annointernazionali (tra gli eletti l’im- “fighi” sanno bene che sonorità 3000, e giù dritto nel più profondomancabile Pete “Mida’s touch” creare se vogliono fare i soldini. delle coscienze di chi balla e nonTong) prima di essere ufficialmente Per l’occasione il bravo Bob ha vuole sentire menate su questo o supublicato con due versioni curate affidato i remix a chi di dovere, quello, pura energia rock dritta alloda altrettanti team vincenti, come come “Roger Sanchez” che senza scopo. Non per essere ripetitivo ma“Tiefschwarze” , sempre fedeli al discostarsi più di tanto dal tema tenendo in considerazione una certaloro sound accativante con una originale si è limitato a esterofilia che contraddistinguelinea di basso iper trainante che “tribaleggiare” le ritmiche, con un buona parte di noi italiani, ci terrei asupporta un cantato maschile risultato non sconvolgente ma farvi sapere che il disco già circolasicuramente originale . E poi c’è la efficace, e poi “Junior Jack” che da un pò in Inghilterra e che iversione dei “Mutiny” più minimali evidentemente non ha ancora consensi non hanno tardato adnella scelta dei suoni, sempre voglia di stupirci e non cambia di arrivare, piazzandosi immediata-fluttuando tra VCA e Oscillatori e un rigo le soluzioni di arrangia- mente tra le buzz charts proprio diquindi rispettando la filologia mento a lui (e Kid Creme) tanto Pete Tong. Ma torniamo al disco sulelettronica tanto cara ai Jolly care negli ultimi mesi, certo di un lato B ci sono due tracce “U#1” dovemusic, caratterizzando il tutto con risultato che non vi deluderà, le ritmiche cavalcano tra il breakbeatalcuni interventi (campioni) di soprattutto in pista.Anche qui ed il funk sostenendo una poderosatromba non proprio definiti ma che provare per credere. linea di basso (roba che se provate atrovo ben calibrati nel contesto suonarla con il giusto volumegenerale.Se non avete avuto buttate giù i palazzi) da urlo, e perancora l’opportunità di ascoltare chiudere l’ormai classico dj tools ,queste tracce sappiate che avete che per l’occasione si chiama “Xperso del tempo. Provare per Press Tool”, ovviamente ispiratocredere. sempre alla serata Reset e alle mentalizzazioni(?) del trio presente all’evento. Insomma un Santos in piena forma. 61
  4. 4. Bomboniera - 16x16x10 cm (scatola chiusa) tecnica mistaADRIANO PERSIANI“STRABILIA” E GIOCATTOLI NOTTURNI(ORSETTI, TASSIDERMIE E PICCOLE LENZUOLA) Cenerentola è diventata regina Volgiti, volgiti, guarda: c’è sangue nella scarpa. solo perché i rispettivi piedi di Strettina è la scarpetta. Anastasia e Genoveffa non poteva- La vera sposa è ancor nella casetta. no “semplicemente” entrare nella (Jacob e Wilhelm Grimm) scarpetta di vetro “sposa principe”. Questo è quanto la tradizione orale tramanda per conciliare il sonno dei bambini. Ma nonostante l’opportuna mutilazione censoria con cui da sempre è raccontata la fiaba, la “realtà” è un’altra. Le sorellastre si tagliarono un dito ed un pezzo di calcagno e finalmente s’ infilarono la scarpa, il principe intese l’inganno dal sangue che sgorgava in rivoli sul suo cavallo bianco e sposò infine la famigerata protagonista. La stessa sprezzante ironia con cui Jacob e Wilhelm Grimm macchiano di sangue i pastellati paradisi dell’infanzia, la si ritrova magicamente nell’opera di Adriano Persiani. Per una sua personale capacità di rivelazione di qualcosa d’altro di notturno, micidiale e inquietante di quel perduto mondo tenero d’orsetti e di balocchi, di animalucci imbalsamati e di lenzuolina infantili, Adriano Persiani si dedica alla creazione di suppellettili tragicamente buffe, nelle quali, se da un lato si evidenzia una disarmante innocen- za e dolcezza di bambino cresciuto in fretta e furia, dall’altro si comprende una sorta di psicopatologia come di chi ha prematuramente acquisito la percezione feticista del suo interno molle (le feci e le urine, le budella e gli intestini, le lacrime e il sangue, il vomito e la saliva). Con “Sempre...” - 24x36x16 cm (circa cad.) tecnica mista70
  5. 5. tali presupposti, vediamo dunque Nella notte c’era una volta l’artista avventarsi con infinita una realtà che soffriva d’insonnia dolcezza chirurgica sui balocchi Allora la fata matrigna veniva spelacchiati che tutti dimenticano e realmente la prese per mano negli scatoloni impolverati delle la re la re la realtà proprie cantine, e, nel suo perso- (Luis Aragon) nale istituto di medicina legale (in cui l’atmosfera è come sempre soffusa di rosa confetto), lo vediamo alle prese con strani esperimenti di anatomia in cui le cavie sottoposte sono proprio arruffati cagnolini e infeltriti orsetti (tra i quali la famosa icona pop dell’ammorbidente Coccolino) che vengono di volta in volta sezionati, Adriano Persiani mette sangue nel demoni alle prese con pelucchi e annegati, soffocati nel talco, marzapane. Decide una sospensio- sfilacci similari alle interiora di mummificati e imbrattati di acide ne emotiva che sta tra il divertito e qualche loro vittima. La “classifica- colorazioni transgenetiche. Ma in l’impaurito, tra il senso di tenerez- zione” potrebbe continuare oltre, questo suo tentativo di rivelazione za e l’istinto sadico, tra l’adorazio- ma l’esito strabiliante d’ogni opera di una drammatica presenza ne e lo schifo, tra la maternità e la rimane immutato. Pertanto, d’atroci fluidi corporali all’interno di morte. Il suo lavoro è volto infatti incurante e disinteressato alla questi giocattoli (con quelle stesse alla ricontestualizzazione artistica metropolitana attualità del presen- intenzioni catartiche della Body Art dell’ingenuo e sereno mondo te, ma anzi, come un inconsapevo- performativa dei tardi anni Settan- infantile in termini tali da esaltarne le frequentatore dell’entourage ta), il fine che emerge dalla sua le valenze ironiche e surrealista del “Café de la Place opera è una sorta di scarto ironico sadomasochistiche, grazie alle Blanche” (specialmente quando e leggerezza ludica (la stessa con quali arriva a metterne in risalto prendeva il caffè impellicciato cui il “piccolo chimico” giocherella l’irrimediabile assenza di vita. l’amica e musa Meret Oppenheim), con il gas “Zyklon B”), attraverso Adriano Persiani si diverte (o forse la quale, è indicata la constatazio- Neanche a dirlo, l’altro principale no) nella creazione di un desueto ne e mostrazione di un rassicuran- interesse dell’artista è l’intervento neoreliquiario contemporaneo con te materiale di gommapiuma e su un quotidiano bestiario sottopo- tanto di teche in vetro (o soffice interno per cuscino. sto all’arte della tassidermia. plexiglas). Lì dentro, protette e Avvenuta in questi modi ciò che si L’assenza di vita, o meglio, la vita adorate, si susseguono le rare potrebbe definire come una disidratata (ma pur sempre apparizioni fiabesche sopra spaesata riappropriazione consa- conservata e resa quasi eterna) di descritte, che forse, proprio per la pevole del giocattolo così come granchietti, fagiani, coccodrilli, loro caustica e bizzarra bellezza, deve essere (senza carne, feci e piccioni e scoiattoli, viene per così potrebbero avere ideale collocazio- urine, intestina e budella, lacrime dire enfatizzata e immessa di ne tra i deliranti cadavres exquisis e sangue, vomito e saliva), si calore attraverso deliziose collezio- di certe mostre parigine degli anni delinea chiaramente una pratica ni haute couture memori dell’arte Trenta, nelle biblioteche di certe indicazione per la corretta fruizione sartoriale del mondo piccino di fate vecchie case vittoriane e nella dell’opera. In sostanza, dopo una e gnomi. Adriano Persiani cuce e cameretta dei giochi di Mercoledì prima percezione di simulata ritaglia cappucci e mantelline, Addams. atrocità verso quei piccoli corpicini, vestitini, mascherine e copricapi emerge una sensazione di delicata rosa di pannolenci che, come in Meticoloso microchirurgo, giocatto- piacevolezza e uno stupore una colta allucinazione onirica, laio barocco e aristocratico sarto fanciullesco capace di sollevare e vengono fatti indossare ai piccoli delle favole, Adriano Persiani tenta alleggerire l’intensa peculiarità cadaveri, denaturandone in questo l’iconismo artistico di due concettuale delle opere. modo le loro macabre e tematiche “semplici”. Il gioco e la angoscianti caratteristiche. E’ morte. Il loro confondersi a Gli appunti di tali esperimenti di quindi possibile ravvisare un vicenda. Il dolce annientarsi l’un microchirurgia sono presi a biro ribaltamento percettivo per il l’altro. Come se, il patologico rossa su lenzuola imbottite. Il quale, allo spontaneo timore e sentimentalismo di quando si culla disegno regressivo (o di bambino disgusto per le “cose della morte”, il proprio amico orsetto, fosse rinchiuso in orfanotrofio), minimale si sostituisce candidamente un capace di distruggere l’orrore della e sofferto, descrive atroci sorriso amaro e una vaga, nostal- morte. E viceversa. menomazioni d’antichi amici gica allegrezza quasi circense. orsetti. Il supporto tessile è intriso Così, a svelare il melanconico e fiorato di quei fiorellini delle sense of humour del quale si serve culle. Progressivamente, le l’artista, si dispiega tutto untext > Patrizia Silingardi lenzuola imbottite diventano repertorio neo-oggettuale estre- sculture raffiguranti esanimi orsetti mamente chiassoso, pittoresco e forse assassinati e gli gnomi kitsch che si rivela affine alle “Non ci posso pensare...” decidono di appartenere al Ku Klux surreali naturalia delle Mostra personale di Adriano Persiani a cura di Marco Mango con intervista di Klan. Un cranio di cane viene wunderkammer secentesche. Daniele Astrologo vestito come la Barbie e uno Piccoli cortigiani e mascherate spaventoso animaluccio ibrido presenze funambole, incredibili prossimamente presso interno&dumdum viene idolatrato. Si crea il prototipo comparse del teatro elisabettiano e Bologna, via S. Maria Maggiore 4 degli omaggi che Isabella D’Este (o ieratiche divinità zoomorfe assise info: 051.251557 – 338.9583766 internoedumdum@libero.it Lucrezia Borgia) distribuirà il su cuscini di broccato, saturnine giorno delle sue nozze. Di nuovo, vestizioni di feltro e carnevaleschi 71
  6. 6. ARTE ACCIAIO ARCHITETTURAL’etichetta berlinese Scape ha creato un connubio singolare ma efficace tra suono eterritorio. All’interno del suo catalogo ha ospitato artisti di tutto il mondo, dalcaliforniano Kit Clayton al cosmopolita russo-berlinese Andrew Pekler, tuttiaccomunati da una precisa identità stilistica. Il suono Scape coniuga infatti minimalisequenze di pieni e vuoti in movimento, schegge dub, romanticismo urbano; ildemiurgo Scape, Stefan Betke sembra aver fatto suo il motto dell’architetto tedescoMies van der Rohe: less is more.Berlino, 2002. La città, dopo gli Pole, fondatore della Scape. Clayton e Burnt Friedman. La cifrastorici eventi che risalgono ormai a Musicista attivo da tempo in di lavoro prodotta dall’etichetta,più di dieci anni fa, ma dei quali campo elettronico, ha trovato la proprio per la sua recente appari-tutti noi già portiamo un nitido dimensione ideale di zione nell’attuale panoramaricordo “televisivo”, è ancora oggi sperimentatore e innovatore musicale tedesco, non è ancoraun cantiere a cielo aperto. Profon- proprio con la sua etichetta, nella rilevante dal punto di vistade trasformazioni ne stanno quale hanno spazio artisti che, al quantitativo, tutt’altro invece daridisegnando il volto. pari di quanto avviene in campo quello qualitativo (si contanoA questi fermenti urbanistici si pittorico, sembrano riconducibili ad comunque già diverse raccolte eaccompagna un altrettanto intenso un unico canovaccio espressivo, lavori di remix collettivi). La stradanascere di locali, personaggi e tanto che non è azzardato parlare intrapresa, infatti, sembra esseremovimenti che sembrano avere di vero e proprio movimento, ben delineata: forme ritmichetrovato la loro dimensione più considerarlo una sorta di avan- assai leggere, appena accennate,naturale, in campo musicale, guardia. forti influenze dub e jazzy (proprionell’elettronica e nelle sue forme Alcuni di questi artisti sono Andrew Pekler ha nel suo DNA musicalepiù ardite e sperimentali. Pekler, di origini californiane, una forte impronta jazz) il tuttoUno dei più interessanti personaggi autore dell’ottimo Station to filtrato dai computer e dalleberlinesi, anche se non originario Station (2002), una delle opere macchine dalle quali Betke hadella città, è Stefan Betke, in arte maggiori finora della Scape, Kit preso il nome (il Waldorf 4-Pole è50
  7. 7. un filtro da lui utilizzato). le altre arti può aiutare a meglio struttura portante dei loro quadri Per apprezzare al meglio il concet- comprendere il linguaggio musicale musicali. to musicale espresso da Pole della Scape. Si tratta quindi di qualcosa che occorre tuttavia una sorta di Nella pittura, effetti ottici di forme stimola l’attenzione, qualcosa di sforzo: nessuno dei singoli suoni e colori, bagliori e guizzi sulla tela, intelligente che spinge l’ascoltatore che formano i suoi pezzi (veri e evocano paesaggi immaginari nella a compiere quello sforzo, quel propri incastri sonori) va recepito fantasia del pubblico, è il caso processo di elaborazione dell’im- come tale, bensì come elemento della cosiddetta optical art: la magine o del suono, che si descri- portante di un qualcosa in diveni- struttura del quadro, o della veva in precedenza. re. Come si diceva prima può composizione musicale, come nel Va ricordato infine che Betke, oltre trattarsi, ad esempio, dell’accenno caso degli artisti della Scape, a produrre ottime cose attraverso di un ritmo. Si intuisce quale sia, funzione come progetto mentale, l’etichetta, continua a portare in lo si apprezza, anche se assai esile l’opera si riduce a forme elementa- giro i suoi personalissimi set per itext > Francesco Marchese nella sua struttura. È l’astrattismo ri e geometriche (particolare clubs di tutti i paesi, accompagna- dei suoni, a caratterizzare la curioso: l’importante esponente to di volta in volta dai vari artisti musica di Stefan Betke. Il risulta- italiano dell’Op’Art, Massimo che fanno riferimento alla Scape. to, soprattutto nel caso dei diversi Salvadori, è egli stesso un musici- Sul sito dell’etichetta, dalla grafica album di Pole, 1, 2, e in particolare sta). Lo stesso si può dire nell’am- e dai contenuti naturalmente 3, uscito nel 2000, è l’espressione bito musicale degli artisti apparte- minimal, si troverà l’indicazione di più concreta di quello che tradizio- nenti all’etichetta tedesca: echi tutte le date dei prossimi mesi. Per nalmente viene definito dalla dub, suoni sospesi, rumori di fondo ora gli appassionati italiani dovran- critica o dagli amanti dei generi (noise) che potrebbero essere no aspettare o dirigersi verso i etichettati, minimalismo elettroni- tranquillamente estrapolati e isolati luoghi mitteleuropei cuore di co. dai cantieri che contribuiscono alla questi suoni, quali Vienna e Proprio il parallelo con la pittura e trasformazione berlinese, sono la Berlino. www.scape-records.com www.scape-music.de www.pole-music.com 51
  8. 8. PREDESTINATO INCONTRO CON PHIL ASHER “La musica è veramente la mia vita: lavoro su di lei tutto il giorno, lo studio è a casa mia. Ma anche mia moglie è nella stessa situzione, pure lei la ama (e la suona pure). Quando vado in macchina l’autoradio è sempre accesa, quando sono fuori vado in posti dove c’è musica, quando vado a fare shopping entro sempre in negozi di dischi…”36
  9. 9. Evidentemente ci sono davvero delle L’avvento della house ha portato Brown”: ma questo è un maledetto persone predestinate. Phil Asher è ad una sorta di democratizzazione, complimento, accidenti!! Ma non una di queste. Personaggio ormai musica che tutti, anche i meno per loro. Che gente…”. A questo veterano della club culture inglese, è coordinati!, possono ballare”. Ora, punto Asher approfondisce il sempre rimasto in qualche modo a distanza di più di dieci anni, si discorso; mena fendenti, fa nomi e sotto traccia, senza raggiungere mai parla placidamente di club culture, cognomi: “In giornali come Jockey una fama da stella della console e come se fosse qualcosa di scontato Slut parlare male (a ufo) della della produzione – eppure la sua e dato per acquisito, qualcosa gente fa figo, perché dà l’idea che attività continua infaticabile, la lista penetrato a pieno titolo nella sei forte, che non hai paura di di dischi in cui ha messo il suo tocco geografia sociale, alla pari di rock, nessuno, che sei incorruttibile. Ma eclettico è virtualmente infinita così classica, jazz. Eccesso di ottimi- il dato di fatto è che loro i dischi come non conosce sosta la sua smo, o realtà dei fatti? “Sì, la club spesso manco li ascoltano, partono attività di dj. Una curiosa contraddi- culture esiste, è qualcosa di già col preconcetto, e con l’idea di zione: ma questa intervista, fatta a tangibile; dal momento in cui in farsi grossi stroncando di qua e di Milano in occasione di un suo dj set qualsiasi città c’è almeno un club là. Io ho deciso di non aver mai ai Magazzini Generali, svela i motivi nel raggio di due chilometri più a che fare con iDJ e con del perché di tutto ciò… ascoltate le quadrati, è evidente che sotto Mixmag, e mi sa tanto che a breve parole e il piglio di Phil Asher (per dev’esserci per forza anche una estendo questo embargo anche a altro molto gentile e disponibile, con cultura”. E di questa cultura, Asher Jockey Slut”. Facile immaginare il noi), e capirete. Partiamo dalla è uno dei personaggi decisivi e risultato: “I giornalisti? A noi ci predestinazione: “Mio padre era il influenti? Almeno per anzianità di odiano. Noi chi? Diciamo la scena manager di un negozio che faceva servizio, si potrebbe dire di sì… West London. Continuano a dirci parte di una catena commerciale: fin “No, non sono per intenderci uno “Ehi ragazzi, la scena broken beat da piccolo il negozio di dischi mi di quelli che dà la direzione alle è morta”, come se un altro agnello sembrava il posto più naturale, caldo cose… sono semplicemente uno sacrificale fosse stato allegramente e confortevole del mondo. Quando che fa il suo. Ascolto tipi di musica sgozzato, in attesa che ne passi un gironzolavo tra gli scaffali a nove, diversissimi, non ho un viaggio o altro. Bella roba, no? A noi non dieci anni, mi sentivo già un piccolo una missione. Al massimo posso danno fastidio le critiche, perché adulto completamente indipendente, dire che mi interesse essere noi per primi siamo critici fra di noi ed era una sensazione meravigliosa. sempre fresco, tirare fuori cose e anche verso l’esterno, ma in certi Non mi sono neanche accorto di che suonino bene, che siano vitali modi si va oltre. E vorrei sottoline- quando ho cominciato davvero a fare (per qualcuno lo sono, per altri no: are anche che un conto è essere collezione di dischi, tanto la cosa era ed è normale così). Ma non credo critici verso la musica, un conto è naturale ed inevitabile. A scuola di essere uno che detta le coordi- esserlo verso le persone facendo organizzavo delle grandi nate dell’evoluzione della club finta che sia invece solo una compravendite di dischi, grazie anche culture… 4 Hero, Daft Punk, questione di musica”. A questo a quello che mi passava mio padre. Basement Jaxx, Bugz In The Attic: punto è d’obbligo spendere su Ed è scuola che ho cominciato, loro sì che sono dei personaggi che quello che, dopo una decennale appena possibile, a fare pratica come spostano il corso degli eventi”. carriera, è in realtà il debutto di dj. Insomma, quando i parenti mi E’ per vero che il giro di amici di Phil Asher con album a suo nome, facevano la classica domanda del Phil Asher, tutti quanti coinvolti nel il suo primo progetto sulla lunga cosa volessi fare da grande, la mia team di produzione Restless Soul, durata, che esce su etichetta risposta è sempre stata solo una: più alcuni sodali ad honorem come Versatile: “Andando di metafora: fare musica”. Patrick Forge o i 4 Hero, hanno diciamo che “Focus” è come un Per tutti i wannabe music makers gli significato non poco all’interno ometto un po’ strano, che va un anni dell’acid house hanno rappre- della storia della musica da club po’ di qua di là, che non sa bene sentato quello che per la generazione inglese, anche per una scelta da dove arriva e qual è la sua precedente è stato il punk: la estetica fortemente connotata: un meta, ma ha sempre presente consapevolezza che le cose si eclettismo che tende a privilegiare dove sta e cosa sta facendo. possono fare, non importa quanto il capitale storico della black music, Nell’album ci sono tracce felici, siano nuove, quanto siano di rottura reinterpretandolo ora con freschez- tracce malinconiche, tracce rispetto alla situazione contingente – za, ora con devozione, ora con aggressive, tracce rilassanti. Non anzi, proprio per questo motivo ironia. La “West London Scene”, c’è nulla di organico nel suo diventano ancora più travolgenti ed come viene chiamata… “Ci consi- complesso, ma ogni singolo emozionanti: “La rivoluzione dell’acid derano una “scena” più che altro episodio vuole comunque suonare house è stata indubbiamente una perché non riescono a capirci. Noi vivo e pulsante”. In mezzo a tutti rivoluzione per tutti. Personalmente, non vogliamo escludere nessuno: questi stimoli, quale può essere il all’improvviso mi ritrovavo fra le ci limitiamo a incontrarci, a fare la punto di riferimento per la bussola mani dischi che suonavano in una nostra cosa, alcuni ci trovano dell’ispirazione? La risposta arrivatext > Damir Ivic - photo > web maniera incredibile, tipo, che so?, le interessanti, altri no… sta tutto immediata: “La mia ispirazione prime cose di Todd Terry. Avevo qui. E’ vergognoso certo tratta- arriva tutta dal mio bambino (dice sempre amato ascoltare tutti i tipi di mento che abbiamo ricevuto, proprio così, usando la parola musica, e quindi era doppiamente quando in realtà il problema era italiana, NdI). Da mia moglie, e da emozionante ritrovarsi fra le mani che certi giornalisti non capivano lui: guardarlo, stare con lui, qualcosa di completamente nuovo, e bene cosa stavamo facendo, e giocare con lui è una cosa meravi- che era anche fruito dalla gente in nella loro ristrettezza mentale gliosa. La cosa più bella che possa maniera completamente inedita. questo li spaventava, e una volta immaginare”. Sono contento di aver visto nascere e spaventati pensavano di stare più crescere tutto questo. Prima nei club al sicuro se ci attaccavano. E poi furoreggiava la scena del rare sono ridicoli: per stroncare alcune groove, ma lì se non eri un ballerino produzioni del nostro giro dicono in Phil Asher - Focus (Versatile) più che abile avevi meno occasioni tono dispregiativo “Massì, sembra www.versatilerecords.com per godere di tutta la faccenda. una roba di Roy Ayers o di James 37
  10. 10. BAD COMPANY LA POTENZA DEL DRUM’N’BASS Se ascoltate drum’n’bass, è era pronto il secondo LP, “Digital impossibile che non conosciate i Nation” (2000), nella quale erano Bad Company. Anzi, se vi siete presenti i pezzi che tutti i maggiori avvicinati a questo genere solo djs spingevano da mesi, come negli ultimi anni è molto probabile “Son Of Nitrous”, “Crucafixion”, o dell’uscita ufficiale il terzo LP “Shot Down On Safari”. Anche solo che sia stato per colpa di uno dei “Breathe”. Il suono è sempre loro pezzi. La loro storia è, in energico, possente e senza leggendo il nome dell’album si breve, la seguente: i Bad fronzoli, ma inizia a prendere un capisce che ormai i cattivi ragazzi non sono più tali, i dubplates Company, conosciuti anche come pò di respiro con vocals e melodie, )EIB(, sono un quartetto nato sintomo di una necessaria evolu- firmati )EIB( spinti dai dj di spicco dall’unione del duo Future Forces zione per evitare di diventare dei negli ultimi mesi rivelano che c’è ancora tanta voglia di fare casino Inc, composto da Maldini e D- cloni di sé stessi. La prolificità del Bridge, autori delle prime releases quartetto è impressionante, anche con spaccapista che entrano in della ormai arcinota Renegade se le produzioni erano ormai testa al primo ascolto, come “The Hornet” e “Torpedo”, ma che anche Hardware, con l’altro duo Fresh & affidate quasi esclusivamente a Vegas, che faceva parte del roster Dan ‘Fresh’ Stein, dopo pochi mesi il filone della d’n’b più musicale e dell’etichetta Metro. Prima di incominciò la saga dei 3 EPs “Book housey tanto in voga negli ultimi mesi ha contaminato il loro sound, coalizzarsi erano solo dei produtto- Of The Bad”, nei quali l’evoluzione ri come altri, ma quando nel 1998 continua, l’atmosfera si distende e come testimoniano “Jelly Bean” e irruppero con “The Nine” vennero il suono diventa più festaiolo, “Dr Schevago”. Per non parlare di “Start The Fire”, un putiferio immediatamente elevati al rango come testimoniano “Dogs On The di superstars. Il loro stile era Moon”, “Ladies Of Spain”, “Rodeo” sonoro scatenato da una selva di semplice e immediato: beat e “Mindgames”, nonché il già percussioni devastanti e liriche ragga a volontà manco fossimo potente e veloce, bassi invadenti e classico “Planet Dust” che riusciva reece a fine battuta che scatena ad unire l’usuale potenza )EIB( tornati nel 1992. Ma non è finita l’urlo del pubblico. Dopo “The all’allegria di un synth vorticoso. E qui: c’è già in cantiere un nuovo singolo per la Prototype nato dalla Nine” non avevano nessuna per finire in bellezza il 2001 ci intenzione di tornare nell’ombra e hanno dato la loro personale fusione di “Planet Dust” e pubblicarono in sequenza “The interpretazione dello swingbeat “Speedball” (e infatti è intitolato “Dustball”) la cui uscita è prevista Pulse” sulla Prototype di con “Space Hopper” (RAM Grooverider, l’EP “The Fear” ma Records). Arriviamo ad oggi e per il 2003 e addirittura un altro soprattutto il mastodontico LP potremmo pensare che la vena singolo per la RAM Records. E se eravate presenti al Reset 02 lo “Inside The Machine” (1999) che creativa degli )EIB( si sia esaurita,text > Luca Maini (luca.m@basebog.it) - photo > web ottenne un successo di critica e dal momento che a loro nome avete sentito, perché Andy C ha pubblico paragonabile solo a pochi hanno pubblicato solo un singolo l’esclusiva di “Elm Street”, questo fantastico pezzo trascinante oltre altri nell’ambito drum’n’bass. Non nel 2002, “Rush Hour”, ma in passò nemmeno un anno che già realtà è già pronto e in attesa ogni limite. In mezzo a questa impressionante tabella di marcia, Fresh nell’inizio del 2001 ha avuto anche il tempo di contribuire alla nascita di un forum, chiamato Dogs On Acid (www.dogsonacid.com), che in pochi mesi ha chiamato a raccolta migliaia di membri da ogni parte del mondo (il sottoscritto è il numero 2620) diventato un punto di riferimento per l’ambito drum’n’bass e contribuendo allo sviluppo della scena in modo determinante. Bad Company - Shot Down On Safari (BC Recordings) www.dogsonacid.com 7
  11. 11. ARTHUR BAKERUNA LEGGENDA VIVENTEIn questo momento storico, dove lo se stessa perché fu il primo palese anni passano, i suoi ‘figli’ crescono,spasmodico bisogno di ritornare incrocio tra la cultura tecnologica nascono così l’house e la techno, emusicalmente agli anni ottanta musicale bianca con la musica Baker si immerge sempre piùsembra un imperativo, è assoluta- afroamericana, cioè il calore, la nell’underground producendo permente necessario fare luce su uno cultura ed il ritmo primordiale altri, sfornando singoli di dubbiadei padri della musica dance sinteti- dell’Africa che passa attraverso il qualità ed un’album ‘Give In Toca: Arthur Baker. Salto temporale: perfezionismo musicale antisettico The Rhythm’ nel 1991.1979 a New York, primi vagiti del ed inquadrato della civiltà bianca. La sua maestosità doveva essererigurgito stradaiolo ‘all black’ chiama- Sull’entusiasmo Baker fonda la sua ripresa da un suo quasi coetaneoto rap e divenuto nei successivi Streetwise records e crea un altro innamorato dall’electro e dalle suevent’anni il maggior fenomeno classico ‘Walkin On The Sunshine’ infinite potenzialità, l’inglesemusicale afroamericano dopo il jazz: dei Rockers Revenge contempora- Rennie Pilgrem, il quale a metàSugarhill Gang con ‘Rappers Delight’ neamente a ‘Lookin for the perfect anni ’90 avrebbe convocato Arthure GrandMaster Flash che impazza beat’ per Bambaataa. Il suono Baker a Londra per una serie difacendo meraviglie con due giradischi arriva così a Detroit spingendo tal collaborazioni. In pieno fermentoed un mixer. La Salsoul records, label Juan Atkins a decontestualizzare il breakbeat dall’etichetta TCR nasceleader della disco fine ’70 vuole suono dalla scena rap, muovendo così un singolo, ‘Hey Funkycavalcare l’onda commissionando a così primi passi nella Techno con People’, che sarà ancora una volta,Joe Bataan un brano rap ‘Rap-O- ‘Clear’ dei suoi Cybotron. Nello per merito di Baker, il capostipiteClap-O’, il quale si rivolge al bianco stesso anno dall’Inghilterra i New di un genere, il Nu skool breakz.Arthur Baker, già famoso nel circuito Order commissionano a Baker di La scena dance d’Albione si inchinaper la produzione di due singoli per produrre il loro singolo ‘Confusion’, al Maestro e la Perfecto gli com- text > Luca “Rocca” Roccatagliati - photo > webla Emergency records. Il successo il quale, dopo l’immediato succes- missiona un CD mixato ‘Breakin’, eporterà il Nostro ad entrare in so, inaugurerà la proficua carriera Pilgrem replica l’esperimento concontatto con l’appena nata Tommy di Arthur come producer per ‘Like No Other’, seguito da MeatBoy records e a sperimentare l’allora gruppi e cantanti pop. Un anno Katie che ri-esegue in chiavenascente tecnologia sintetica musica- dopo, 1984, Baker crea un altro breakbeat-house ‘Walkin On Thele componendo per Africa Bambaataa classico senza tempo, cavallo di Sunshine’. A vent’anni di distanza,una manciata di singoli. Probabil- battaglia dei breakdancers, incluso e a 47 anni suonati, Baker èmente Arthur Baker non si accorse nella colonna sonora del film ‘Beat ancora sulla cresta dell’onda con ilche stava originando un fenomeno Street’: è ‘Breakers Revenge’, suono di oggi: mai una espressio-musicale che sarebbe fermentato riferimento assoluto per tutto il ne come ‘cult dj’ è stata tantonegli anni a venire delineando vari breakbeat degli ultimi anni. Ormai azzeccata, riferita a un artistageneri ora mainstream come la la musica sintetica e strumenti come Arthur Baker.Techno, l’House e tutta la musica come la Roland TR606, o la TB303,elettronica attuale. Il pensiero fu sono tools necessari per crearesemplicissimo, incrociare un classico beats e bassi, giganti come Herbiedella musica elettronica europea dei Hancock e Bill Laswell diventano Rennie Pilgrem & Arthur Baker -Kraftwerk come ‘Trans Europe tra i loro maggiori utilizzatori. Face It ‘Rennie Pilgrem’s NewExpress’ con la funkyness tutta nera Baker diventa così il producer più York Mix’ / from ‘Tribalizm’derivata da James Brown di Africa richiesto, lavorando con personag- (RENN 3060)Bambaata… nacque così ‘Planet gi come Diana Ross, Bob Dylan, www.arthurbaker.netRock’. L’intuizione però non fu fine a Jeff Beck e Bruce Springsteen. Gli6
  12. 12. DOWN IN THE BASSMENT (Paolo Davoli) “ambientalizzare” – questa volta “technificando” alla lombarda ogni Dj Spooky – Modern ORB – Auntie Aubrey’s squarcio sonoro, ogni traccia da Mantra (Shadow Records) Excursions Beyond the Call sottoporre a remix - è il loro limite“Poi, con grande accuratezza, fece of Duty Part.2 (Deviant) I maggiore: li rende stucchevoli. Mafuoco.” Così termina un racconto di megalitici Orb, più sfavillanti che noi, alla malia della prima parte, laBorges in “Finzioni”. Ma così mai, si lanciano in orbita con zia rigogliosa “giungla sonora” delpotrebbe iniziare il racconto di Dj Aubrey, grazie a uno speziale Orb Remix Project, proprio non voglia-Spooky in “Modern Mantra”, una Remix Project, un cd doppio della mo rinunciare. Vorremmo esseresuperba corsa a perdifiato tra i durata di due giorni. Incerto assai sempre lì, in quel caffè extra-suoni assemblati negli anni nel tentare la traballante sorte, mi galassia dove comparedall’etichetta newyorkese Shadow. sono infine avventurato nel skancheggiando Jo il cameriere...L’etichetta in questione è stata per coraggioso ascolto. Orb è un cu-cùmolto tempo una delle poche del passato, potrebbero pensare irealtà discografiche statunitensi a più; e come dargli torto! Le ultimepromovuore la “nuova” musica prove orbiste sono esili, un po’ Rogall – In Session – Noelettronica negli States. A questo fuori fuoco, con la formula Zession/(Sonar Kollektiv)proposito basti sottolineare la “ambient” da aggiornare all’epoca Ecco il cyberatleta dell’offbeat piùpubblicazione di parecchi titoli nostra. E invece no. (Meraviglia smisurato. Stefan Rogall è unatargati Ninja Tune oppure di opere delle Meraviglie!) L’astronave eco- delle due menti di Atomhockey,firmate da Dj Cam o Dj Krush o dub piena di remix funziona alla forse il miglior segreto dellaSharpshooters. Avrete già capito grande; perlomeno il primo cd. Il Berlino elettronica odierna; eche il “back catalogue” della secondo meno. Ma il primo, che si mentre gli Atomhockey indugiano,Shadow è ricolmo di prelibatezze apre con le note del Danubio Blu di imbrigliati nel proprio torpore“astratte”, di hip hop “contamina- Strass catturate dall’inno dei KLF 3 mitteleuropeo, Rogall porta avantito”, di elettronica a battuta AM Eternal e si chiude con la da solo e con abnegazione totale,“fumosa” (i famosi dope beats!). Penguin Cafè Orchestra del la propria visione artistica forte-Un catalogo intelligente e innovati- compianto Simon Jeffes, è vera- mente influenzata dal be bopvo, coraggioso e “futuribile” se mente vertiginoso, quasi geniale. digitale e dal funk espressionista.solo paragoniamo la qualità di Già dagli estremi avrete capito la Popola così le proprie sessionqueste uscite alla media della cornucopia di situazioni ri-ciclate, radiofoniche e la propria etichettamusica “pop” statunitense. La anche perché rimescolati trovate No Zession di jazz ortogonale, discelta poi del sedizioso Dj Spooky pure i Primal Scream, Robbie girandole funky, di disco-bossacome detonatore del lotto è Williams, Art of Noise e Tubeway sudata e radicale, di soul notturnosemplicemente deliziosa. Paul Army. L’olimpo pop inglese di un con bassi erranti e indolenziti. IMiller è bravissimo nel “dramma- decennio almeno. L’irriverenza del ritmi folli, i bassi irrequieti, letizzare” le asperità dei beats, dottor Alex Patterson ha trasfor- implicazioni drammatiche epoggiarsi su una rilettura molto mato gli inni popular in un florile- cupamente vitaliste dei suoni“urbana” delle atmosfere e spal- gio di trovate sonore, bassi dub assemblati da Stefan Rogallmare una sottile pellicola “jazz” caldissimi, girandole ritmiche, risplendono nella notte oscura dimolto NY-style su tutta la track- calembour elettronici da strapaese. Berlino, città di “santi suonatori”list. Un’ecatombe quindi di hip E tutto, incredibilmente, funziona. che non cessa mai di stupire. Dahop, drum and bass, jazz e urban Brani dal torpore giamaicano- ascoltare a futura memoria: Kasar,beats che determina alla fin fine astroidale, in un qualche modo Karel Velebny, Rogall, Atomhockey,una misteriosa elegia alla nostra extra-terreni, come I started a Eva Bè, Landslide. In modo arditocontemporaneità e all’atmosfera joke di Robbie Williams vs Orb e Jo e strano, la cifra artistica del suonocaotica e perturbata di una città the waiter di Gary Numan sono di Stefan Rogall risulta del tuttocome New York, assai simile nelle memorabili, se non eterni, nella “collaterale” alle produzioni post-sue nevrosi a molte metropoli al di loro circolarità dub. Altrove, come jazz e breakstep del Maffia Soundquà dell’Atlantico. Questo disco è nella ri-mescola di Primal Scream System e di Zed Bias in versioneun omaggio sentito alla cultura dei Higher than the sun – un altro Maddslinky e Da Luq. Che stia per“beats” e alla loro rara “potenza” classico sballato! – i risultati sono nascere una scuola? Nota finalesovvertitrice. Un moderno mantra, enormi; insomma, tutte le tracce per il sito dove poter ascoltare lecome il titolo giustamente suggeri- del primo disco compongono una “late night session” di Rogall edsce. trama fitta di microcampioni, di Eva Bè: www.dj-sets.com erbe elettroniche, di funghi ritmici, di humus aurali tiepidi, di rumorismi celesti, di preci psichedeliche da galassia elettrica. Un’elettronica barocca, colma di dettagli, di particelle estranee al tutto ma che fanno radice, rizoma: ecco di che cos’è affollata la bisaccia del dottore in orbita. Così come è strabiliante la prima parte, la seconda cade nel manierismo; e questo62
  13. 13. BREAKBEAT (Luca “Rocca” Roccatagliati) Red Star - West London Chase & Status - Like This B.L.I.M. - Crazy Things (10 Kilo) Danny Briottet, ex (Vehicle) Quarta release per (TCR) Uno dei maestri del nuRenegade Soundwave sforna il questa ottima label con tutte le skool break, ed anche bravissimosecondo singolo come Red Star in caratteristiche del suono nu produttore di drum’n’bass, Blim ècompagnia dell’MC Spee. Un garage-breaks nata e cresciuta alla entrato a pieno titolo nella famigliaclassico giamaicano da rude-boy serata Forward. Dopo l’americano degli electro-breaks masters, cometrifolato in salsa breakbeat con DJ Abstract ed il favoloso Meat Katie, Rennie Pilgrem, Darkquattro differenti versioni: l’origi- ‘Disturbed’ di Bogey Man, arriva Globe e Paul Daley. Secondonale supa-ragga con Spee in rap questo nuovo duo di break- sampler per l’uscita imminente delseguita dall’Old Skool mix con solo scientists. Basso molto, ma molto suo album ‘Lost in Music’, sono quibeats grezzi, bassi e vocal. Sul dark che si insinua tra i woofer riportate due bellissime tracce diretro il favoloso Break-Nexx mix, accompagnato da una voce in loop moderna musica elettronica datutto diretto alla pista con super dopante, tale da darne una pista. ‘Crazy Things’ è un bell’ibri-bassoni e breaks pesanti, quasi un dimensione lisergica. Molto do di electro funk e techno, con il2step d’assalto, con la voce ragga somigliante ad un brano sample di Scorpio e voci estatichein evidenza, e per finire il Criminal drum’n’bass a 135 bpm, ‘Like this’ immerse. Il retro, ‘Coming to’, inBeats mix sempre a cura di Danny. sottolinea l’attitudine breakbeat compagnia di Meat Katie è un altro come scienza versatile e adatta a killerfloor tech funk. tutte le piste. Evil 9 - Flex (Botchit&Scarper)Super pezzone da Evil Nine, Agent X - Decoy (Publictalento di casa Marine Parade sulla Demand) Uscito già un anno Jammin - Tug Of War /rampa di lancio per diventare una fa, questo ‘Decoy’ mantiene la Tonka (Bingo) Per glinuova star del breakbeat. freschezza di brano spacca-woofer appassionati del breakbeat,Killerfloor da dieci e lode, pieno di come allora. Per essere sicuri di sicuramente non sarà passatofunk, techno e ragga, questo ‘Flex’, arrecare molto danno, il brano è inosservato questo artista a nomeadatto all’ora di punta per qualsiasi riproposto in versione ‘Triple Bass Jammin, che altro non è che Zincdancefloor adrenalinico. Il retro, Bashment Remix’, cosi che, come il in veste breakstep. Ora, sempre‘Brainscan’, a cura di Funk Monster Valve Soundsystem di Dillinja per il per la sua mitica Bingo recordsè uno di quei brani breakbeat che drum’n’bass, Agent X sottolinea la arriva un altro gioiellino giàfanno il verso alle colonne sonore, sua attitudine nel creare breaks presente nella super compilain altre parole con una linea shuffle con contorno di pericolose ‘Bingo Beats vol.2’ della scorsamelodica malinconica e affascinan- subfrequenze. Stile electro ragga, estate. ‘Tug Of War’ è un break colte, ma creata da synth acidissimi e la melodia rimane semplice, ma la tema un po’ sciocco, quasi unasostenuta da breaks sincopati vibrazione è assolutamente melodia da circo, ma la sciocchez-magistrali. micidiale. Sul retro l’originale. za sparisce in un secondo, quando parte il treno di breaks e i vocals femminili. Bellissimo anche ‘Tonka’, un po’ più ragga, ma devastante. Tim Deluxe feat. Sam Goldspot Production - Obernick - It Just Won’t Sonybeat /Thershold’Do ‘Stanton Warriors Edit’ (Runnin’) Questo team nu-(Underwater) Questo classico yorkese si sta facendo notare nel Mark One - Turn It Upestivo, quello con il video delle campo del breaks che mischia 2 (Texture) Quarto singolo perpallavoliste da svenimento, ha step, D’n’B e techno. Dopo il loro l’etichetta del grande Oris Jay, efatto il giro di tutti i club commer- ‘Party’ per la Vehicle approdano quarto centro per la scenaciali e no. Il caro Darren Emerson, sulla sub label della Bingo con le breakstep. Incalzante drumpadrone dell’etichetta, commissio- scarpe da ginnastica con un doppio programming, che accompagna lana agli Stanton Warriors una A side, vale a dire buono da bassline grassa e malvagia perrielaborazione che ne produce un entrambe i lati. Già ‘Threshold’ su tutto il brano meravigliosamentebrano nuovo. Il cantato è ridotto, Bingo Beats vol.2 faceva la sua arrangiato. Melodie da soundtrack,ma sottolineato da un breakbeat bella figura di Tech funk pieno di leggermente jazzate con synthelectro di tutto rispetto. Quasi un bassoni e ritmo steppato, ma insistente e vocals nei breaks sumovimento afro, per un drum anche il nuovo ‘Sonybeat’ è una ‘Turn it Up’, mentre cassa drittaprogramming veramente serio, randellata di dopa tech’n’bass a per ‘Equalizer’ su B side e atmo-supportato da un basso tech ed 135 bpm. sfere ultra dark per il terzo branoun’arrangiamento sotto il vocal del singolo ‘Tribesman’.originale molto spacey jazz. 57
  14. 14. CIMAROSA COLLECTIVEMUTAMENTI RASSICURANTI Qualche anno fa, quell’assurdo utopia per questo nuovo millennio Dare un’occhiata a cosa proviene tizio che è Adamski segnò il suo può essere proprio questa. Un dalla piccola, placida Rovereto dà ritorno alle scene (dopo varie tentativo che vale la pena di soddisfazione. Abbiamo già parlato peripezie, anzi, odissee personali) essere percorso – coniugare del Summer Sessions, festival con un album dal titolo “Mutant ascoltabilità e voglia di utilizzare estivo che dà a gruppi non proprio Pop”: un modo di rivendicare alcune soluzioni sonore che hanno da top 10 la possibilità di esibirsi di orgogliosamente la voglia di fare portato grosse innovazioni. Una fronte a grossi pubblici con prezzi una musica che sia pop, che non cosa che negli anni ’70 era sconta- d’ingresso popolari. Sempre da abbia nulla della nicchia altera, ma ta, ma che già nel decennio quelle zone arriva ora il Cimarosa che al tempo stesso possa permet- successivo è diventata improponi- Collective. Senza velleità di tersi di usare linguaggi non bile. Gli anni ’90 hanno portato a spaccare il mondo in due (vedi la convenzionali. Ecco: forse una dei primi, pallidi tentativi di frase che apre questo articolo), ragionevole (e raggiungibile?) ricomposizione. E ora? senza la pretesa di aver scoperto 34
  15. 15. Il sound è quello che chissà cosa, Stefano Raffaelli e segreto è evitare le paludi di una volevamo ottenere per Marcello De Angelis si sono fredda accademicità. Tentativo questo primo lavoro, rimboccati le maniche e hanno sostanzialmente riuscito. Anche quindi ci riteniamo sod- provato a fare qualcosa. Nelle perché si partiva avendo in mente disfatti… Siamo consa- parole di Raffaelli: “Effettivamente punti di riferimento molto interes- pevoli di aver fatto solo siamo consci del fatto che è santi: “Stimiamo molto gruppi un primo passo, adesso difficile catalogare il disco all’inter- come Fun>Da>Mental e per noi la priorità è farci no di un genere specifico, ma Transglobal Underground, così conoscere con dei live questo è il risultato della formazio- come Badmarsh & Shri, gente che set. Speriamo intanto ne musicale di ognuno di noi. Io è riuscita a creare uno stile che pubblico e critica si provengo da un’area principalmen- personalissimo fondendo ritmiche accorgano dell’uscita te jazzistica, ma ho sempre breakbeat con sonorità etniche. Li dell’album. Poi si ve- ascoltato le cose più disparate: abbiamo visti più volte dal vivo e drà… dalla classica al funk. Inoltre, ho siamo rimasti davvero impressio- lavorato nell’ambiente discografico nati dalla qualità del suono e dalla anche in ambito pop, ed ultima- chiarezza della direzione”. E’ mente ho realizzato parecchi significativo questo focalizzarsi produzioni world music e chill out sulla “chiarezza della direzione”: per la Halidon Records”. De anche perché essa non limita, anzi Angelis: “Io invece ho ascoltato aiuta la possibilità di muoversi rock per anni, poi – durante una partendo da territori musicalmente mia permanenza a Londra – sono molto vasti: “La ricchezza di rimasto folgorato dalla contenuti dell’ethno modale drum’n’bass: le prime produzioni fornisce a noi musicisti stimoli della V Recordings, la Moving sempre nuovi nel cercare una Shadow… c’era un fermento relazione trasversale tra Oriente e incredibile, era impossibile non Occidente. Così come nella musica restare affascinati. Da lì ho iniziato elettronica sono presenti i volti più ad appassionarmi all’elettronica in diversi: chi ha bisogno di comuni- senso lato, ascolto breakbeat così care con la forma-canzone (anche come le cose della Warp o della se pensiamo che essa si stia un po’ Rephlex”. Cosa succede quando si destrutturando), chi invece lavora mettono insieme tutte queste esclusivamente sul groove. attitudini? Succede, che molto Dipende sempre dal brano, dal intelligentemente, si cerca di modo in cui lo si vuole sviluppare, allargare il timbro espressivo, di non c’è una regola fissa in parten- formare qualcosa che “respiri” za”. Ecco che quindi in questo attraverso la contaminazione di album dei Cimarosa si ritrovano sensibilità musicali diverse: “Il momenti che fanno venire alla nome del progetto proviene da mente la tromba jazz-futurista di Domenico Cimarosa, clavicembali- Nils Petter Molvaer (gli impasti sta e compositore del ‘700. sofficemente drum’n’bass di Volevamo infatti dare al progetto “Nubes De Priza” e “Dayz Go By”), una connotazione italiana, da lì schegge del tipico suono-Dorado questa scelta per il nome. Ma al dei tempi belli, ci riferiamo ad tempo stesso abbiamo scelto sin Outside e D*Note, ovvero armonie dall’inizio di far girare attorno a noi modali, bassi corposi ed ossature due musicisti diversi a seconda breakbeat (“Floor 5”, “Gare Des delle esigenze espressive. Nel Etrangers”), esotismi elettronici nostro lavoro d’esordio hanno occidentalizzati ma non stucchevoli collaborato Arup Kanti Das, tablista in cui affiora addirittura una cassa indiano, Gilson Silveira, in quattro downtempo (“Plaza De percussionista brasiliano, la Mayo”). Ma ci sono anche alcuni cantante Elisa Amistadi, il pezzi che richiamano fortementetext > Damir Ivic - photo > Monica Condini trombettista jazz Walter Civettini; alla mente Elisa, quando può così come su tre brani ci siamo permettersi di fare cose non avvalsi del contributo di un banalmente commercialoidi quartetto d’archi proveniente (soprattutto in “Where Life Hides”, dall’Orchestra Haydn di Bolzano. Ci dove la prestazione vocale di Elisa siamo divertiti un sacco in studio, Amistadi è davvero ottima: sarà anche perché alcune cose sono una questione di nome?). Insom- nate da improvvisazioni ma, musica che si ascolta volentie- estemporanee. Un apporto prezio- ri, e che può parlare a molti – la so in termini creativi è stato dato definizione di musica pop, no? anche dal nostro fonico Fabio De Senza però cedere alla castrante Pretis”. La risultante di tutte tendenza di bilanciare col misurino queste forze (sembra quasi di i suoni più annacquati, rassicuranti stare sui manuali di Fisica alle e radiofonici, ma anzi, venendo superiori) è giocoforza un insieme animati dalla voglia di mettere in Cimarosa Collective - Cimarosa di equilibri contrapposti. Nessuna piazza le proprie passioni musicali. Collective (Halidon) estremizzazione, nessuna scelta Un’attitudine positiva, un’attitudine www.halidononline.com che vada in una direzione precisa che può fare bene. rifiutandone altre: in questi casi il 29 35
  16. 16. NELL’ANIMA TRAGICA DI UNA CITTA’ IMPERIALE Il dossier Ipercittà del numero scorso (#17), indagava il rapporto tra città, musica elettronica ed architettura. Buona parte dell’inserto era focalizzato sulla figura del musicista-architetto Iannis Xenakis. Ora l’Asphodel – etichetta dall’orecchio assetato di San Francisco – con inaspettata celerità ci fornisce nuovo mate- riale per l’itinere della sinfonia “iperurbana” architettonica. Zbigniew Karkowski, il curatore dell’operazione per l’etichetta californiana, riesuma un capitolo poco frequen- tato del compositore Xenakis dedicato a Parsa - chiama- ta dai greci Persepolis – la capitale dell’impero persiano fondata nel VI secolo avanti Cristo. L’opera fu realizza- ta nel 1971 e venne commissionata dall’allora Shah Mohammad Reza Palhavi per commemorare l’anni- versario della fondazione della città avvenuta 2500 anni prima. Non furono solo motivi d’intrattenimento e di celebrazione quelli che animarono il despota persiano; non giocò certo un ruolo secondario la volontà “abbronzante” dello Shah attraverso la riesumazione delle antiche gesta dei “Re dei Re” persiani quali furono Serse, Dario e Ciro, di cui egli si considerava legittimo erede. Lo Shah Reza Pahlavi commissionò dunque a Xenakis una piece commemorativa dai tratti giganteschi, faraonici, con oltre seimila comparse coinvolte, da eseguirsi nel sito archeologico originario della città morta, abbandonata da oltre 2000 anni. Persepolis era ancora impregnata di quel fascino “funereo” che ammantava città antiche come Ebla o Pompei, grazie alle magistrali “rovine” che ne testimoniavano gli antichi splendori. Chissà quanto fu combattuto Xenakis, nell’ac- cettare il “peloso” compito sonorizzante. Persepolis disco è una anabasi interdisciplinare. E’ un mondo intero ad essere evocato, fitto di trame e rimandi profondi e lontani; da Dario il Grande– il re dei Persiani che iniziò la costruzione di Persepolis nell’impo- nente altopiano iraniano del sud – ad Alessan- dro Magno – che la distrusse duecento anni dopo; dall’imponderabile mondo mitico- politeista ellenico all’imperscrutabile mondo pre- monoteista della religione di Zarathustra; dall’ Apadana – il gioiello architettonico di Persepolis utilizzato come sala delle udienze e in grado di contenere oltre diecimila persone – all’agorà-stoà – la piazza e il portico delle antiche città greche; due concezioni dell’architettura che individuano e accentuano le discontinuità tra i diversi “orizzonti” dello spazio urbano esperiti dall’uomo nell’antichità: il primo relativo alla polis e alla democrazia greca, il secondo alla capitale dell’Impero e al dispotismo orientale. Libertà e tirannia dunque a confronto in due modelli socio-culturali antitetici e antagonisti: Grecia e Persia, archetipi d’Occidente e d’Oriente. Ed è ancora una città, Persepolis, a riassumere, a dare forma, al pensiero di una civiltà e a essere il terreno in cui si misura lo “scontro”: ma forse lo Shah scegliendo il40

×