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    UT Numero 15 UT Numero 15 Document Transcript

    • REVIEW AVRIL THAT HORSE MUST BE STARVING F Com / Family Affair Muoversi dalla nicchia verso il mainstream, e vedere un po’ che succede: questa è una delle avventure più sti- molanti che la musica elettronica può concedersi oggi. Forse non la più affascinante a livello artistico, ma sa- persi confrontare con gli (eterni?) stilemi del pop, della forma canzone, è un tentativo che merita attenzione e, ma sì, incoraggiamento: per vedere cosa può saltare fuo- ri… L’esempio migliore resta Bristol, coi Portishead e al- cune cose dei Massive Attack, così come i lavori di Bjork e dei Lamb, esempi splendidi di come un’attitudine stret- che affidate ad archi, sonorità da musica elettronica di tamente elettronica può rinnovare il linguaggio del pop. piglio e asprezze piuttosto sperimentali (usate però con Stiamo comunque parlando di artisti fantastici che han- una cura, qualità e pulizia che ricorda le produzioni più no sfornato dischi che sono delle autentiche pietre milia- mainstream). Il pop del nuovo millennio? Probabile. An- ri; ma col passare del tempo, non sarebbe male che ve- che perché, coerentemente con la routine da nisse a formarsi con una certa continuità uno standard postmodernità, non mancano i richiami tremendamente medio-alto, una serie piuttosto continua di uscite che, anni ’80 (la new wave di “Like Everybody Else”) o anni pur non essendo capolavori, presentino un approccio in- ’70 (lo sci-fi di “Arlanda Epilogue”). Un album di canzo- teressante e uno svolgimento di qualità mettendo insie- ni: non ancora bellissime dal punto di vista compositivo, me architetture pop e patrimonio elettronico. ma quando migliorerà anche questo aspetto le uscite di In questa direzione sta già da un po’ lavorarando la Fran- Avril saranno pericolosamente vicino al termine “capola- cia: in maniera furba con produzioni house alla Modjo et voro”, per ora ci si accontenta di un apprezzabile “beh, similia, in maniera stilizzata e ieratica con gli Air, in ma- un buon disco”. Un album di canzoni: ma per ora, atten- niera interessante con alcune uscite F Comm. “That Horse zione, il pezzo migliore del cd resta il remake della stori- Must Be Starving” di Avril, nuovo cd in uscita per l’eti- ca “French Kiss” del buon Lil’ Louie, inno dell’acid house chetta di Laurent Garnier, è proprio un esempio perfetto pionieristica. Nessuna struttura da forma-canzone, niente di una forma-canzone che sia sincronizzata con le strofe e ritornelli, solo flussi di suoni e energia che se- digitalizzazioni da nuovo millennio. Pezzi come “Global guono un andamento a spirale (e Avril regala a tutto ciò Headphones” o “The Date” mettono insieme struttura nuovo splendore). Troppo complicato e mistico per esse- compositiva da pop song, una voce che ricorda mooolto re pop. Ma tremendamente bello, per chi lo sa apprezza- da vicino Thom Yorke dei Radiohead, aperture melodi- re. 40 Damir Ivic press agency 40
    • BOARDS OF CANADA La nostalgia dell’infanzia ai confini del mondo Tra il Canada e la Scozia, alle estremità settentrionali del nostro emisfero l’elegia pastorale dei Boards cattura lo spirito nostalgico di una generazione. “Le frontiere politiche sono una specie di follia…” Bruce Chatwin La quiete, la serenità, la pace estatica, la solitudine. Una ghiotti. Le poche fotografie disponibili li mostrano ostag- natura scontrosa e tiranna, sullo sfondo le colline scoz- gi delle leggi segrete della natura, immersi in orizzonti zesi, tutte le gradazioni del verde possibili, lo spazio, le fuggevoli di terre incòlte, tra foglie morte, mulini a vento immense distese disabitate dall’uomo. Lontane le luci in pietra, nubi smarrite, venti solitari e superbi. La co- delle città, i confini del mondo sono i confini dell’anima. pertina del loro album di debutto “Music has the right to Sono queste le immagini o gli stati d’animo che suggeri- children” li vede ritratti in una cornice metarurale anni scono le immacolate composizioni elettroniche dei Boards settanta - le fogge alla zuava dei pantaloni delle madri of Canada. L’elegia pastorale, da uomini abituati a domi- non lascia dubbi - con i propri volti su cui è cesellato il nare l’intorpidimento dell’anima grazie alle dure condi- vuoto metafisico, i lineamenti cancellati arresi alle pro- zioni climatiche, segnala anche una profonda e differen- prie ombre... visi senza bordi: con i Boards of Canada è te attitudine alla vita. Alla coppia scozzese, l’immobili- sempre una faccenda di confini, contorni, uno sfaldarsi smo dell’esistenza urbana non interessa. La loro scelta, di linee e di tempi. Il tema dell’infanzia e della natura, di vivere in una comune sulle colline scozzesi, a nord di ricorrenti nella loro estetica, riemergono con l’ultimo Ep ogni dove, senza nemmeno segnalare a chiunque il pro- “In a beautiful place out in the country”. L’ ep ripropone prio indirizzo e recapito telefonico o elettronico, è radi- in copertina riquadri con disegni di fanciulli, cortecce d’al- cale e irrinunciabile. A nulla valgono gli intorti orditi dai beri, uccelli, orizzonti. Torna per intero il mondo rurale e media specializzati. Alla propria geografia personale i fatato dei Boards of Canada, che magicamente esalta il Boards of Canada sono molto legati….. contesto della countryside e la fanciullezza come habitat Peraltro, di queste schive iconografie, i Boards ne sono innocente dell’uomo…14 Paolo Davoli Artwork CD / press agency 14 + Letizia Rustichelli
    • I due scozzesi si ergono a volontari permea invece le altre formazioni aedi del twoism elettronico. Il elettroniche. Da grimpeur di terre twoism, che si potrebbe tradurre, fa- alte quali sono, i Boards fanno gar- ticosamente, in duismo, cela in re- bata critica al mito della Modernità, altà un forte tratto generazionale in- la città: l’incanto loro è tutto ecolo- glese. Dai Chemical ai Leftfield, dai gico, ma di una ecologia non torva- Fsol ai Two Lone Swordsmen, la cop- mente anti-storica e back to the pia di produttori elettronici sembra roots, ma filtrata dal realismo ma- la formula vin- gico dell’ambiente cente per la cre- scozzese. Un altro atività digitale. profondo tratto di- D’altra parte stintivo è il richiamo sono tempi que- all’infanzia. A diffe- sti di unità leg- renza di tutti gli altri gere, minimali: elektro boys che pri- due è il numero vilegiano la stagione ultimo prima del ardita e fuggevole precipitare nel- della giovinezza, i l’individualismo. Boards esaltano la Due è l’equilibrio divinità fanciullesca perfetto tra l’ego dell’uomo. Il fanciul- di uno e il lo, eterno Dioniso, protagonismo regna puro in un dei molti. Le fecondità si moltiplica- mondo incorrotto, dove tutti i godi- no sempre all’interno di nuclei twoist, menti sono morbidi, il mondo è sen- quasi avesse ragione il geniale za angoli e il rapporto con la natura Pitagora, con la sua teoria sull’ar- è perfetto e immanente. Musical- monia celeste… mente questo viene tradotto in I Boards of Canada, pur nella loro campionamenti di voci infantili o totale originalità, appartengono a un morbidamente lunari, sempre albero discreto, mai evanescente, ovattate, sognanti. Il clima evoca- dell’elettronica contemporanea i cui to, come negli splendidi cento se- rami si chiamano Autechre, Plaid, condi di “The color of the fire”, ci pre- Bola, Mira Calix. Oltre alla propria cipita in un favoloso mondo delle etichetta, la Skam, e il proprio di- meraviglie. Le severe melodie dei stributore, la Warp di Sheffield, la Boards of Canada ingentilite dai sot- coppia scozzese può vantare altre tili campionamenti di crepitii di fuo- emotive alleanze in etichette come chi, di pecore vegliarde, di sbatter Too Pure e Rephlex, dove l’elettro- d’ali frugali, di minestre di farfalle, nica angolare e fuori dalle traietto- di volatili gaudenti e stridenti, di rie dell’edonismo imperante, è sem- bambini festanti, favoleggia di un pre ben coltivata. Per non dimenti- mondo a misura della coppia scoz- care poi oltremanica, nelle fonderie zese, primordiale ed emozionante I Boards of continentali del nuovo suono, collet- allo stesso tempo. tivi piuma e microunità dal nome di Della parca bellezza, dell’austera Canada, pur To Rococo Rot, Mouse on Mars, Pole cadenza dei suoni di Boards of Ca- e via luneggiando. Altri ancora sono nada un po’ tutta la critica mondialenella loro totale appesi alle lande scandinave e già i ha detto un gran bene. Giusto per nomi dicono tutto: Biosphere, sbrogliar la matassa da ingombri inu- originalità, Vladislav Delay, Electronique Noir. La tili va sottolineato che la coppia scoz- creta pastosa dell’elettronica più zese nulla ha da spartire conappartengono a emotiva in essere sembra calamitata ambientalismi enyani oppure con fi- un albero dalle brume del Nord Europa, terra losofie californiane in stile new age. irritabile, oziosa e poco avvezza alla Il loro percorso è tutto dentro al discreto, mai presenza dell’uomo… rizoma della migliore elettronica eu- I Boards of Canada sono differenti. ropea. Delle loro trasparenti melo- evanescente, Dal folto manto di auctores die metafisiche, profonde e strug- sopracitati è la limpida vocazione genti, leggere e fluttuanti, rimarràdell’elettronica agreste a emanciparli dal lotto: lon- un ricordo indelebile nel tempo. tanissimi quindi dal pathos urbano, La molteplice discografia del grup-contemporanea dalla tensione metropolitana che po, disseminata per tutti gli anni 15 15
    • Novanta in variegate forme - nastri, sin- matica ambientale dalle labili goli, ep, remix, albi in 50 copie - rende numerologie, intime stereometrie che impossibili da trovare tutti i singoli ed sono certificati d’esistenza: più che le ep su Skam e Musica 70 ante 1997 e serie del matematico Fibonacci, i pure il primo album BOC Maxima del suoni dei BOC richiamano la “diafana 1996. Va sicuramente segnalata l’ope- fragilità” delle foglie pitagoriche del- ra, reperibilissima, di debutto su Skam/ l’artista tedesco Beuys. Da moderni Warp, Music has the right to children, alchimisti, la coppia scozzese si aggi- capolavoro luminoso dell’elettronica pa- ra per le terre nere cercando scozzesi storale. Sempre datato 1998 le Peel caducei o mirando la rugiada mattu- Session con un inedito Happy Cycling e tina come sperma celeste: manca due brani rimescolati dall’album Music. poco e incocceranno nell’omphalos L’anno scorso, come preludio all’immi- aurale, l’ombelico che produce il suo- nente Geogaddi, esce il mini lp In a no armonico del mondo. Geogaddi è Beautiful Place Out In The Country, scri- La regolarità matematica della natura, colmo di abbaglianti e superbe l’intuizione di fondo del Pitagorismo, nel fumisterie elettroniche: racchiude, gno prezioso di quattro composizioni al disegno di un artista moderno, J Beuys (1948) di là del tempo e dello spazio… come uno scrigno, il segreto della bel- Geogaddi, geografia esistenziale degli lezza… Dettagli della memoria, sogni spazi nostalgici, è la nuova opera dei Boards of Canada. trasfigurati, nature selvagge dell’io profondo, spaesamenti Geogaddi: richiami ad un inner cinema percettivo, allo interiori, ipertrofie dello spirito, elevazioni, blue cinema… spazio di appartenenza, al mondo capovolto e sbirciato Geogaddi è… ma perché citare i singoli brani? Sarebbe con movimenti lenti, attraverso un camminare che è pri- come descrivere gli spazi bianchi tra le parole. Oltre i ma di tutto dentro se stessi: è bandito l’avventurarsi al confini della Scozia, fuori dalla loro corazza protettrice, i di fuori dei propri territori personali. Lo scavo è interio- Boards of Canada sanno ancora convincere e commuo- re, lo spazio è ordinato in oniriche tessiture geometri- vere come altri non sanno più fare. Nel loro schermo che-impressioniste, il punto di vista sempre spoglio ed poetico si proietta la dimensione essenziale delle cose, e inconsueto. Geogaddi è il ritorno alla poesia dei corian- oggi, questo fascio di luce è miracoloso. doli lunari, delle magiche finestre da cui si sente il cielo, oltre il radar dell’orizzonte. Discografia: B.O.C. Maxima 1996 – Music 70 Questa volta il cannocchiale sonoro è puntato sui cristal- Music has the right to children 1998 – Skam/Warp li della natura, sulla purezza matematica delle forme am- Geogaddi 2002 – Warp bientali, sulle aurore di suoni dalla lenta fluvialità. Mate- Peel Session (ep) 1998 - Skam/Warp In A Beautiful Place... (ep) 2000 - Skam/Warp 1616
    • REVIEW 7 x 7” by Peeddoo COMPILAS by PeeddooSHAKADELIC BEATS ONE FOR THE SUMMER “Heavyweight Rib Ticklers” compiled by Mr Scruff (Unfold) Arriva l’estate e puntual- mente siamo invasi da caterve di compilation qualunquiste, con il meglio 1 di quello ed il top di quel- Sixto Rodriguez l’altro. Mr. Scruff da “Sugarman” (13 Amp) Manchester ha però pensa- Imperdibile 45 promozionale estratto dall’ultima immensa to a noi, divoratori di novità che non si accontentano dei compila di David Holmes… my summer hit! “The Greatest Hits”. Lo scudiero della Ninja Tune si è tuffato nel suo archivio ed ha pescato il reggae più malato ed il dub più bastardo mai amalgamato in una sola raccolta: i Wailers senza il buon Bob, l’uomo del momento Bjorn Torske (la b- side del suo primo disco per Tellé), i Sons of Silence, noti per essere stati inclusi nella colonna sonora della rivisitazione cinematografica di Acid House di Welsh, e pure il Butch Cassidy Sound System… per la serie è la musica che conta, non i nomi coinvolti. Oltre alle ottime note di copertina di Treva Whateva, ciò che vi farà strippare saranno le istruzio- ni per costruire il proprio sound system di cartone. Solare e intelligente… l’esatto complemento alla recente raccolta di 2 Don Letts su Heavenly. J-Walk “Tearaway / Heavens Above” (Pleasure Music) Terzo singolo per i mitici da Manchester… KEB DARGE aspettiamo con trepidazione l’album! “Live At The Pulp” Notevole selezione di scono- sciuto soul ed introvabile funk on 45s ad opera di Keb Darge, uno dei personaggi che ha fatto del collezioni- smo di vinile un arte (si vocifera che il suo arsenale sia composto da più di 45000 pezzi), capace in pas- sato di sfidare Dj Shadow e 3 Kenny Dope Gonzalez nella compilazione di alcune delle mi- Annie gliori raccolte della BBE. “I will get on” (Tellé Records) Registrato in uno dei templi del rare groove francese il 24 Nuovo singolo per Annie, che sorprende alla grande dopo giugno dello scorso anno, riproduce fedelmente la vibe che la “disco” di “The Greatest Hit”. Heavy Rotation. un buon set di piccoli dischetti può offire, click compresi. 4 Bandulu “Jahquarius / Detention” (Music Man) UNKLESOUNDS Dal loro nuovo album, grande lezione DUB dai maestri della “Do Androids Dream Of techno. Bentornati. Electric Beats” 5 Ci troviamo di fronte ad un The Maytals esclusivo triplo CD promo- “54-46 was my number” zionale giapponese, tre parti (Trojan records) di un unico mixato origina- Incendiaria reggae-party music. Imperdibile ristampa. riamente partorito da James Lavelle per Radio Ape; con- 6 tiene inediti brani e remix di Afrotid Unkle e DJ Shadow (la ver- “Law of the Wild” sione originale del classico (WahWahMoose) Organ Donors) mixati con strambe rivisitazioni di Beatles e Produzione norvegesi degli anni 70, quando i Royksopp e Red Hot Chilli Peppers, più i soliti sospetti: Ian Brown, Kings of Convenience erano giusto bambini… ora capisco Chemical Brothers, Howie B, Layo & Bushwaka. La selezio- tutto! ne, veramente creativa e coinvolgente, dimostra ancora una volta il ricercato eclettismo di James Lavelle, come recente- 7 mente dimostrato nella prima vincente selezione per la se- Snares Man “Breakbeat Malaria” rata Fabric Live. (History of the Future) Come sempre grande artwork e sofisticato packaging by Fu- Qui si esplora un nuovo genere: Dancehall tura. Polka Core!!!! 41 41
    • SUSSAN DEYHIM Sacerdotessa dei fiori e timido angelo della musica persiana “Vediamo che fu creato nel quarto cielo, il corpo fatto principalmentedi terra rossa, da cui proviene il nome di Adam , termine che in arabo,ma anche in ebraico, significa rosso…” Jean Chardin – Voyages en Perse Paolo Davoli Shirin Neshat, Edizioni Charta, Milano 2002 99 per gentile concessione dell’editore
    • Che beatitudine poter parlare di quell’estrema folgore Madman of God, una raccolta di poesie mistico-eretiche che è la figura femminile di Sussan Deyhim. Danzatrice e di canzoni d’amore divino scritte dagli antichi Maestri dionisiaca, cantante intensa e regale, performer spiritata Sufi persiani, i “pazzi di Dio”, ribattezzate dalla stessa e tenebrosa. I suoi occhi immensi e pungenti ricordano Sussan come le “torch songs” della musica classica quelli di Qurratu ‘l’Ain, poetessa persiana strangolata da persiana. Ora esce Shy Angels, la versione remix notturni assassini; i suoi lunghi capelli corvini, ora raccolti dell’album ad opera del bass killah Bill Laswell. Che come usava la regina assira Semiramide, ora sciolti e beatitudine poter parlare della gioiosa follia musicale degli ricciuti come un’onda parlante, sono quelli delle donne Angeli Timidi… che abitano i paesi adamitici e caucasici. Il viso, duro e pungente come un chiodo di ferro, ricorda una Diamanda “L’astratto deve essere sensualizzato e il sensibile deve Galas ancor più orientale e petrosa. Il portamento è divenire astratto” (Novalis – Werke) verticale e indomabile come le querce secolari di Persia e i movimenti , gli accenni, i passi di danza sono quelli Shy Angels è un’inebriante viaggio onirico di oltre 45 mistici dei dervisci levantini oppure dei “sonnambuli minuti con il basso di Bill Laswell che “corre per il mondo dell’accademia degli spiritati”. Ogni concerto di Sussan come un rasoio aperto” (Buchner) e intaglia dub perlati Deyhim è un evento che s’imprime a fuoco nella nostra dalla voce austera e febbrile di Sussan Deyhim; sitar e memoria, così poco avvezza alle altitudini del “profondo violini fluttuano sotto vento, i ritmi si dilettano in folate sentire”. Il suo gruppo poi, è un crocicchio di persiani, drum and bass o in pressioni dub che triterebbero massi. indiani, armeni, newyorchesi ebraici; nomadi diasporici, L’incedere è maestoso, a volte nervoso, a volte al limite rifugiati politici, musicisti esistenzialisti, profeti del suono dello “specchio mesmerizzante”: ci sono pure accenni di che scendono dagli altopiani mediorientali. Suonano mistic-jazz con tastiere liquide e passaggi bisbiglianti valigie di ferro e pelle, violini della steppa, tamburi come nella monumentale Bade Saba, a cui auguriamo ottomani, tablas del Gujarat, zarb e setar caspici: li la stessa durata dei poemi Sufi di Nezami e Rumi, creati mischiano con elettroniche amare e coraggiose, grooves nell’XI e XV secolo. I bassi, fondamento e sfondamento nobili ed errabondi, smaltati con gli echi e i ritorni del dell’audio-scenario di Bade Saba, si aggrovigliano titanici dub spirituale. Il primo album di Sussan Deyhim è e obliqui sui riddim persiani. 1010
    • La voce vibrante di Sussan gorgheggia e braveggia, “Siediti, Gul mullah!”straordinaria sacerdotessa della passione. Una nera bevanda bollente mi spruzzò in viso.Una voce, la sua, che trascende in modo stupefacente la “Vuoi acqua nera?” – mi guardò Alì Mohammad,paradisiaca materia sonora impastata dallo sciamano si mise a ridere:newyorchese Laswell, coadiuvato, tra imille Re Magi del “Io so chi sei”suono visionario qui presenti, dall’Ustad Zakir Hussaine Karsh Kale alle tablas, Richard Horowitz agli archi, e da “Chi sono?”Reza Derakhshani, musicista culto della tradizione “Un Gul mullah” – “Un sacerdote dei fiori?”classica iraniana. “Sì-sì-sì”Shy Angels propone un paesaggio acustico che aspira Ride, rema.all’elevazione, alla seduzione della passione, all’eresia Corriamo in un golfo di specchioSufi vista come arte sacra. Ed è qui che Shy Angels accanto ad una nube di cordami e di mostri di ferroassume l’orda tempestosa della visione superiore: mai arabescati…opera è stata, forse, più profonda e poetica del dubpersiano in cui la coppia Laswell-Deyhim ha sciolto (Velimir Chlebnikov - La tromba del Gul mullah)arcobaleni sfavillanti nei colori del suono.Bisogna esser disponibili a “perdersi” per afferrare la“potenza” di brani come The Wind of Saba, Inextrica- DISCOGRAFIA CONSIGLIATAble, Wine Cave, Savage Bird… Gli angeli timidi di NY Sussan Deyhim & Richard Horowitze Teheran ci sprofondano in un’aura perfetta e profonda, Desert Equations – MTM Crammed 1988che è frammento di amore e devozione, vino e lacrime,ebbrezza e sacralità, poesia e profezia. Sussan DeyhimUn delirio insostenibile, sensuale e spirituale allo stesso Madman of God – Crammed 2000tempo, mistico e sovversivo in egual misura… Con Shy Sussan Deyhim & Bill LaswellAngels l’ascolto diventa “esperienza” pura, Shy Angels – Crammed 2002indimenticabile… 11 11
    • Shirin Neshat nasce a Qazvin, In Iran, nel 1957. Lascia il suo paese per seguire gli studi artistici negli Stati Uniti. Si trova a Los Angeles quando in Iran la rivoluzione del 1979 pone fine alla mo- narchia dello Scià e instaura il regime islamico di Khomeini e de- gli Ayatollah. Il cambiamento politico le impedisce di tornare in patria per ricongiungersi con la sua famiglia fino alla morte di Khomeini, avvenuta nel 1989. Così nel 1990 l’artista compie il suo primo viaggio di ritorno in Iran e rimane fortemente colpita dallo stile di vita che il regime teocratico impone ai sudditi, in particolare alle donne. Da queste visite, ripetute poi negli anni, discende la decisione di dedicare il proprio lavoro alla riflessione sulle profonde differenze che separano la cultura occidentale, a cui ormai è assimilata, e quella islamico-orientale, da cui provie- ne. La sua opera, rappresentata principalmente da fotografie e video, pone in relazione la religione islamica, il femminismo, il rapporto fra i sessi e le censure di ordine sociale che regolano l’espressione del desiderio. L’incontro con Sussan Deyhim avviene in occasione del video Turbulent che si aggiudicherà il Primo Premio Internazio- nale alla Biennale di Venezia del 1999. La Deyhim curerà poi altri lavori a venire, come Pulse e Possessed, aumentando con le sue composi- zioni musicali e con la sua voce la dramma- ticità delle immagini, fondendo i diversi linguaggi con intensa emotività. La col- laborazione fra le due artiste iraniane diviene fortemente caratterizzan- te di un mondo che chiede rispo- ste alla possibile e necessaria con- vivenza di culture differenti. Estratti dal catalogo: Shirin Neshat, Edizioni Charta, Milano 2002, edito in occasione della mostra personale dell’artista al “Museo d’Arte Contemporanea” - Castello di Rivoli (TO) Sussan Deyhim: biografia Artista poliedrica dell’avanguardia artistica internazionale, la Deyhim è stata ballerina a Parigi, dall’età di 15 anni, prima nel Ballet National Perse, poi con la compagnia di Bejart. Spostatasi quindi a New York, recita a teatro con Peter Brook, e frequenta la scena musicale d’avanguardia. Nel 1988 per l’etichetta belga Crammed/Made To Measure, Sussan Deyhim realizza in compagnia di Richard Horowitz l’album Desert Equations: Azax Attra. Di questo album s’invaghisce Bernardo Bertolucci, il quale incarica Horowitz di comporre parte delle musiche del film Il Tè nel deserto, tratto dal romanzo di Paul Bowles. Dopo aver collaborato con Bill Laswell, Peter Gabriel, Reggie Workman (bassista di John Coltrane), Jah Wobble e Loop Guru, Sussan Deyhim debutta come solista con l’album Madman of God (Crammed, 2000): con il suo gruppo guadagna consensi entusiasti al Festival di Montreux edizione 2001 e porta quindi il suo album nelle magiche mani del remixer newyorchese Bill Laswell con il quale appronta Shy Angels, album uscito nell’aprile di quest’anno. L’artista iraniana, dal 1998, è anche attrice, cantante e compositrice delle musiche nei film e video di Shirin Neshat, anche lei iraniana, con la quale ha vinto il Primo Premio Internazionale alla Biennale di Venezia 1999. Da allora ha realizzato con Neshat Soliloquy, Rapture (1999), Pulse, Possessed (2000) e Logic of the Birds (2001), tutte opere che sono state presentate nei maggiori festival e nelle migliori rassegne artistiche di tutto il mondo, riscuotendo un enorme successo di critica e pubblico.12 12
    • FATBRIGHTONSLIM LA GRANDE SPIAGGIA DI BRIGHTON Damir Ivic artwork cd Un eroe. Un’icona. Ma simpatica… come raramente ca- situazionista, i corridoi e volteggia in mezzo ad attoniti pita alle icone. Questo è Quentin Cook (ma lui preferi- (o divertiti) shoppers. Abbastanza stupido da restare sce farsi conoscere col nome di Norman). Colui che, impresso nella memoria collettiva, abbastanza chic da ormai lo sanno un po’ tutti, suonicchiava coi frizzanti essere inneggiato dai trend setter. Attenzione però: Housemartins sul finire degli anni ’80, dispensando pop Fatboy Slim non è né chic, né snob. E’ semplicemente allegro, proletario e intelligente (l’album “London 0 Hull uno che adora divertirsi; poi è anche una persona intel- 4” finì nelle camerette di un sacco di gente). Colui che ligente, ma questo può andare in secondo piano (come sciolti gli Housemartins ha messo su il progetto Freak le persone intelligenti sanno che è giusto che sia). Power, dispensando dosi di elegante funk e soul con una Video dopo video, singolo azzeccato dopo singolo sana attitudine pop (una sorta di “il groove spiegato alle azzeccato, Norman Cook aka Fatboy Slim diventa quasi masse”). un modo di dire – “fatboislìm, quellodelvideoche…”, det- Colui che (e questa in Italia non la sanno in molti, pec- to tutto intero, mentre se un minimo volevate far vedere cato!) ha creato la macchietta di Pizzaman, grande ca- di essere addentro nei segreti della club culture allora si valiere della house demenziale, parrucca alla Maradona optava per “ah, Norman Cook, ovvio”. Quello su cui tutti in testa e attitudine disperatamente tamarra e caciarona. erano d’accordo erano i pezzi di “You’ve Come A Long Colui che poi è diventato Fatboy Slim. E qua possiamo Way, Baby”, l’lp: raramente nella storia della musica è rallentare il nostro piano-sequenza, soffermarci su un uscito un album con un tale numero di singoli potenziali, po’ di fotogrammi, per vedere come un videoclip geniale praticamente tutti. Una hit ad ogni traccia. Sempre con associato ad una canzone sfrontatissima, quasi tardo- la capacità di mettere d’accordo cultura alta e cultura barocca nel suo uso di sample sguaiatamente bassa – e non per un complotto accademico o per una “riempipista” (e usiamo non a caso quest’aggettivo che teorizzazione raffinata, ma semplicemente perché la cosa, imperversava, ricordate?, più di un decennio fa su Deejay oggettivamente, funzionava. Un congegno perfetto. Television…), insomma, “Rockafeller Skank”, sia riuscita Congegno perfetto, ma anche potenziale trappola: per- nel miracolo: mettere d’accordo le frange più avvertite ché dopo il disco, Norman Cook pareva condannato ad della club culture col pubblico da villaggi-turistici-ani- essere sempre e solo un hit-maker, una macchina per mazione-compresa. Praticamente, un miracolo: soprat- singoli accattivanti, un nazionalpopolare del sample. Ne tutto a quei tempi. (ora la club culture è un po’ più è venuto fuori nella maniera più bella, con un album sdoganata, un po’ meno di nicchia, un po’ meno sospet- successivo (“Halfway Between The Gutter And The Stars”) tata di essere troppo o troppo poco sovversiva). Miraco- capito da pochi per i suoi veri pregi e per i suoi veri lo che si è ripetuto con “Praise”, altro capolavoro strate- intenti, un album giudicato per lo più col metro sbaglia- gico di canzone+video: stavolta però il divertissement è to. In sintesi: da molti questo lavoro è stato visto come molto più furbo, dato che ci si mette di mezzo quell’as- un tentativo, meno riuscito, di accumulare ancora dei soluto snob di Spike Jonze, regista del video. Una can- beat e grooves irresistibili per sbancare le classifiche e le zone divertente ma non esplosiva come “Rockafeller playlist delle radio. Pochi hanno intuito che il vero valore Skank” viene nobilitata catapultandola in un centro com- di “Halfway” sta nel suo essere un esempio di rigorosa merciale come colonna sonora di una sbrindellata com- filologia. Un’accurata interpretazione operata da Norman pagnia di danza che occupa, con nonchalance Quentin Cook su quelle che sono le radici e i caposaldi32 32
    • Un indizio che questa interpretazione non è campata in aria? Facile, basta ascoltare il “Live At The Brighton Beach”, uscito un pugno di mesi fa. Im- maginatevi la situazione: Norman Cook / Fatboy Slim che suona nella sua città, d’estate, sulla spiaggia, evento strapubblicizzato ed ipercoperto dai media, 40.000 persone presenti. Decide di aprire con le tastierone di “Born Slippy” de- gli Underworld (altra hit di qualità che è stata perfi- no imbarazzante nella sua capacità di successivamente varcare, tracimare i confini), intersecandole con l’incipit della sua “Right Here, Right Now” (uno dei singoli di “You’ve Come…”, e quindi un pezzone nazionalpopolare anch’esso!). Inserisce poi nella scaletta altri brani suoi o la tamarrissima “Put Your Hands Up” (un must degli autoscontro al luna park…), o “Where’s Your Head At” dei Basement Jaxx. Insomma, tutti gli ingredienti per una furbetta raccol- ta di successi, buona per sbancare il mercato degli scaffali dei supermercati o degli espositori da Autogrill. Una “Deejay Time Compilation” in salsa anglosasso- ne, per intenderci: a leggere la scaletta del cd il so- spetto è lecito. Al massimo, la versione big beat di quei micidiali con- gegni commerciali che sono le compile del Ministry Of Sound. Bene. Se invece vi prendete la briga di ascoltare il cd, vedrete che questi ingredienti vengo-della house culture, quella originaria, sì, anche quella dello no mescolati e trattati in modo tale che ciò che viene“smiley”, il sole che ride (non il par- fuori è una serissima sessiontito politico di casa nostra, va da di tech-house, per nulla com-sé…). Basta che ascoltiate la traccia piaciuta e compiacente, e an-d’apertura, dove la parola ad entra- che per nulla facile. In mezzore in loop è “big bright yellow sun!” L’insieme è scuro, ai classiconi ci sono anche pre-mentre scorre come tappeto un senze “strane”, prima fra tutteclassicissimo giro sincopato di tastie- energico, non dà facili quella, per ben due brani!, delre house, quelle per intenderci “nostro” Santos.innercity-esche, o anche la seguen- concessioni ma al L’insieme è scuro, energico,te “Star 69”, con le sue spirali tempo stesso non fa non dà facili concessioni ma altranceggianti che piovono su una tempo stesso non fa mai cala-cassa martellante. Ma anche il mai calare re l’adrenalina del party. Néminimalismo rumorista su cui viene cade nell’autocompiacimento:fatta calare la voce di Macy Gray è l’adrenalina del party. il deejay resta sempre al ser-indicativo, o l’attitudine hi-nrg (vi vizio della folla, ed è bello chericordate questa catalogazione?! Né cade la folla esploda in un boato diPura archeologia della musica nell’autocompiaci- piacere quando riconosce “Borndance!) di “Ya Mama”. E pure il Slippy” o i pezzi di Fatboy Slim.gospel di “Demons” può trovare la mento: il deejay resta Ci mancherebbe altro.sua giustificazione nelle radici “deep” Ma la spiaggia di Brighton è cosìdi Chicago, altro archetipo della cul- sempre al servizio del- grande che c’è spazio per altrotura house. e altro ancora, anche soluzioniNorman Quentin Cook è una perso- la folla, ed è bello meno semplici, c’è spazio perna molto simpatica, spiritosa, per che la folla esploda 40.000 persone, c’è spazio pernulla snob, ma in tutto questo il nazionalpopolare e la ricer-irreprensibilmente seria ed accura- in un boato di piacere ca, c’è lo spazio per celebrareta. E la sua musica, analizzata con un inedito matrimonio fra diattenzione, riflette tutto ciò. Non è il quando riconosce loro e farlo sembrare scontatopagliaccio, non è una macchietta, e naturale. Grande, la spiaggianon è una macchina per fare soldi e “Born Slippy” o i pezzi di Brighton. Grazie a Normansfornare hit ecumeniche rifinite da di Fatboy Slim. Cook per averci invitato in que-video divertenti e creativi. Se gli va, sti anni a farci un giro…è capace di fare anche questo, cer-to; ma alla base di tutto sta il lavoro, e la serietà di esso. FATBOY SLIM Live On Brighton BeachSenza di questi, non sarebbe possibile scherzare come fa. Southern Fried / Sony - UK 2002 33 33
    • FEEDBACK CON SPARTITOLIVE l’arte del rumore è di scena a teatro A distanza di 27 anni dalla sua pubblicazione viene eseguita per la prima volta dal vivo Metal Music Machine di Lou Reed, da parte di un’orchestra anti-conformista berlinese, l’Ensemble Zeitkratzer. “NO, NO, NO!!!....I’m only a rock and roll guitar player!” appartengono a quella parte (indicando la sua destra), questa la secca replica, alzando di non poco la voce, di io appartengo a questa parte (indicando la sua sinistra). Lou Reed a uno smarrito giornalista (Franco Fabbri, Ra- Sono solo un chitarrista di rock and roll”. dio3 RAI), il quale aveva avuto l’ardire di porre quest’ul- L’intervista anticipatoria del concerto – e il relativo teatrino tima domanda all’ironico newyorchese: “A New York ne- di autoincensazione dell’evento - finisce lì e Lou Reed se gli anni sessanta LaMonte Young e altri musicisti d’avan- ne va dal palco, tra gli applausi del pubblico. Ancora die- guardia componevano musiche con feedback teorizzando ci minuti d’attesa ed inizierà una delle performance di una relazione tra numeri e...” E’ a quel punto che Lou musica contemporanea più attese degli ultimi anni. Reed, sbotta, aggiungendo alla frase sopracitata: “Loro Strana occasione “la prima esecuzione in pubblico” da pagine di avanguardia quasi-colta. La senilità, raggiunta parte dell’Ensemble Zeitkratzer di Metal Music Machine, in compagnia della performer Laurie Anderson (lei sì, l’album “maledetto” (1975) di un rocker “maledetto”, così degna di una carriera di altissimo profilo), non sembra viene definito dall’agiografia rock contemporanea Lou portare maggiore saggezza all’ironico chitarrista-cantan- Reed, performer di NY in odor di santità grazie al lavoro te, che naviga a vista, bello e imbalsamato, tra serate di svolto negli anni Sessanta con i Velvet Underground. poesia, album perfettamente inutili e dignitose colonne L’attesa dell’evento veneziano-berlinese è eclatante: il sonore per spettacoli teatrali come le 13 Pieces: teatro registra, naturalmente, il tutto esaurito. La conci- Meditations on Poe. Ed è proprio l’esecuzione dei 13 tazione è da serata “storica”, con tutto il demi-monde movimenti su Poe che apre la serata dell’Ensemble sgargiante e iperbolico stipato nel folto della platea. Zeitkratzer di Berlino, giovane orchestra dedita a Il sentore però è di morta accademia, di “museificazione” riletture eterodosse, da anti-accademia estrema, in am- à la Madame Tussaud, e questo rende assai inquieto Lou bito contemporaneo. Hanno infatti collaborato e/o Reed. Il teatro, si sa, è la morte del rock, che per defini- rielaborato musiche di/con Phill Niblock, Sonic Youth, La zione appartiene alla “strada”. E questo Lou Reed lo ha Monte Young, John Cage, Terre Thaemlitz, Vladislav Delay, ben presente. Lui è un “rock’n’roll animal”, come ben Manuel Gottsching (E2-E4!!) e molti altri, occupando così fotografa l’omonimo album live di metà anni Settanta, quella terra di nessuno che sta a metà tra l’elettronica, il che fu Bibbia e palestra per, l’allora nascente, rock d’avanguardia e la musica contemporanea colta. intellettualità punk newyorchese. D’altra parte la carrie- L’Ensemble Zeitkratzer è stato il vero mattatore della ra di Lou Reed si è spesso divincolata, non sempre in serata con le 13 Meditazioni giocate magistralmente ora maniera egregia, tra alti e bassi, tra filisteismi pop e tra chiaroscuri maestosi e astratti, ora tra zampate free- fondotinta glam, provocazioni da guitto metropolitano e noise, notturne e orrorifiche. Una POE-try di suoni e at- Paolo Davoli David Heerde 48 48
    • mosfere molto dense e intelligenti, che ci hanno regala- drammaturghi dell’apocalisse. Sul finale di partitura, s’in-to un primo tempo delizioso. Naturalmente il popolo rock serisce la chitarra di Lou Reed, con feedback sonici so-scalpita, abbarbicato impaziente sul frontespizio sedioso. vraccarichi, fatalmente inutili, giusto per dare un saluti-Dov’è il digrigno assordante delle nostre chitarrine, si no al pubblico pagante. Finita la serata, si esce dal tea-chiedono i “kurombo” in marsina nera-nera che torvi tro ammutoliti e turbati, con alcune domande in più ecavalcano le soffici poltroncine teatrali? Dove issare come qualche risposta in meno. La melodia più bella, è quellavessilli i nostri blouson noir nel cuculiante “wall of noise” che non esiste? Son queste le trombe dell’apocalissedei mordaci berlinesi? Nel corso della serata i berlinesi ventura? Il “contemporary white noise” ha un senso aZeitkratzer restituiscono loro pan per focaccia, amplifi- teatro o così se ne documenta la definitivacando ancor più il lato “granitico” di Metal Music Machine, mummificazione?grazie a un panzerumorismo ringhioso che recupera laconcettualità di “masse organiche” e di “blocchi di suo- Venezia ci accoglie, usciti dal teatro, con l’ingombranteno” che interagiscono con la fisicità audiovolumetrica, afflato della nebbia. Ha ragione Tony Herrington. “Il puntounendo idealmente l’avanguardia di NY - La Monte Young, d’arrivo del rumore è l’oblio. Poi viene il silenzio”. Finia-Tony Conrad at alii - con il “teatro del rumore” della ge- mo la serata in un’osteria notturna dove la tetra e assor-nerazione post-rock. La devastazione aurale di M.M.M. è data umanità ha il ghigno di John Cage...definitiva, tra violini con ansie di giovinezza e viole stri-tolanti, tra elettroniche caliginose e fiati e tamburi tem-pestosi. Assaltano il pubblico stridori veementi, atonalità Rassegna Risonanze 2002 – Venezia 20.03.02ferali, collages di ronzii, digrignii tracotanti, fiammate Teatro Malibran: Ensemble Zeitkratzer in 13 Pieces:aurali, esplosioni acustiche, doloranti fonemi: gli Meditations on Poe, Metal Music Machine. Lou Reed soundZeitkratzer, con l’impeto d’un uragano, si trasformano in direction. 49 49
    • GAMESPOTTING GameScapes Pop-up music ludicamente modificata Matteo Bittanti Press Office Ultramoderno e retrofuturo. Da una parte Xbox, la con- mi a dettare legge in rete. Entrambi trasformano gli os- sole più sofisticata del momento, 256 canali audio, sup- sessionanti jingle dell’era Sega, nintendo, Atari e porto hardware a 64-bit, codificatore dolby digital, ma Commodore in travolgenti cavalcate ska. Jazz. Jungle. soprattutto la possibilità di convertire i brani musicali da Techno. Hip Hop. Trip hop. Salsa. Gli obiettivi sono quat- CD in formato .wma e salvarle sull’hard disk interno, per tro: onorare gli artisti che realizzano musica per poi ascoltarle quando si gioca. Xbox è il Jukebox del nuovo videogiochi, che in Occidente non ricevono la dovuta at- millennio. tenzione. Secondo, riportare l’attenzione della comunità Dall’altra, gli appassionati che creano nuove versioni dei dei videogiocatori, sempre e comunque proiettata al più grandi successi ludo-musicali. Musicisti militanti, futuro, verso il passato, quando artisti come Rob Hubbard emulatori convinti, otaku che creano un’elettronica che creavano capolavori lavorando su una tecnologia incre- non si prende mai troppo sul serio. Artigianale e speri- dibilmente limitata. Terzo, dare l’opportunità a remixers mentale quanto volete, ma pur sempre elettronica. Del ed appassionati di esprimersi liberamente con il medium resto, le colonne sonore dei videogiochi classici sono come digitale. Last but not least, per divertirsi. le madeleines proustiane: rimandano ad un passato che Siti come GameMusic, VGMix OverClocked ReMix [cura- non esiste se non nell’immaginazione aurale di giocatori to dall’immarcescibile Dj Pretzel, ventitreenne appas- che non vogliono saperne di crescere. Ma la sindrome da sionato di technologia che vive in Virginia, negli Stati Peter Pan è solo una delle ragioni di un fenomeno, quello Uniti] offrono gratuitamente centinaia di arrangiamenti della videogame music, cresciuto a livelli impensabili solo di videogiochi di culto. VGMusic offre una serie di se- fino a pochi anni fa. quenze MIDI di brani di giochi più o meno famosi. Le scuole di pensiero sono due: da una parte i remixers, Zophar’s Domain ha un archivio di rips di colonne sono- dall’altra gli arrangiatori. I primi reinterpretano un brano re ludiche. Da Frogger a Super Mario Bros, senza passa- videoludico a partire da materiale sonoro già esistente. I re dal via. Il formato è quello “classico”, MP3. Lunghez- secondi lo riscrivono ex novo. E sono proprio questi ulti- za massima: 15 minuti. Brani irresistibili che talvolta 72 72
    • fanno tenerezza, talvolta infiammano. Brani che hanno brano cantato dall’artista Rikku di Final Fantasy X, che siquel calore pop che diventa colore, con synth che non sa è tradotto in uno straordinario successo di vendite. Sem-decidersi tra l’analogico e il digitale, un flashback aurale pre più spesso, inoltre, le case che producono videogiochiche ci riporta ai primi anni ottanta. Suoni a volte un po’ si rivolgono a compositori professionisti. È il caso delomogenei, altre irresistibili ed impensabili. Come il remix best-seller per PlayStation2, Metal Gear Solid 2: The SonsJungle di Bubble Bobble firmato da Astroboy, quello of Liberty di Hideo Kojima. La colonna sonora porta laSpeedGarage di Deakin Scott o il mitico Mute Radiology firma di Harry Gregson-Williams, autore dei brani di filmdi DJ Pretzel, un divertissement sul tema di F-Zero. L’esi- come Shrek, Spy Game e Armageddon. Il 4 maggio 2002larante AcidTechnoTrip (tuttoattaccato) di The Sims cu- si è svolto a Tokyo il primo concerto di musica videorato da Daknit… I migliori arrangiatori stanno lavorando ludica. Organizzato da All-About, uno dei più popolaria “Project Majestic Mix: A Tribute to Nobuo Uematsu”, internet provider, l’evento ha coinvolto personalità delun omaggio al grande compositore di Final calibro di Shinji Hosoe (Namco, Ridge Racer ), JunFantasy, che in Giappone è idolatrato quan- Kobayashi (Sega, REZ ) e Yuzo Koshiro (Sega,to una pop star (insieme all’amico/rivale Shenmue). Ma non vanno dimenticatidi sempre, Koji Kondo, autore della co- anche le serate dellonna sonora di The Legend of Zelda). Soundlab di New York, conE a proposito dei grandi autori, ci sono gli happening dedicati aiin rete decine e decine di siti dedicati suoni dei videogame curatiai più grandi compositori di musica da DJ Spooky, Anti-Popvideoludica. Oltre a Kondo e Consortium, Cannibal Ox e conUematsu vanno segnalati anche i visual di Madame Chao,Koichi Sugiyama (autore del Fondue, How2, PanOptic, Lukesoundtrack del primo gioco di and Blip.ruolo “moderno”, Dragon Infine, vanno ricordati meta-Quest), Yuzo Koshiro (Bare videogiochi come Frequency (Sony,Knuckles, Actraiser ), PlayStation2) il cui gameplay con-Yasunori Mitsuda ( Chrono sente nel mixare brani di house, rap,Trigger, Xenogears) Yoko Shimomura trance, drum’n’bass e alternative rock( Parasite Eve, Front Mission ), Noriyuki in tempo reale in allucinanti gallerie diIwadare (Lunar Series, Grandia), Hiroki Kikuta (Seiken suoni e luci che ricordano Tron eDenetsu 2 e 3), Kenji Ito (la serie di SaGa), Yoko Kanno Tempest. Soundtrack curato da artisti(Romance of the Three Kingdoms, Nobunaga’s ambition, come Orbital, Meat Beat Manifesto, Funkstar De Luxe,Uncharted Waters), Motoi Sakuraba (la serie di Shining, Paul Oakenfold, Roni Size, Lo Fidelity All Stars, Feari giochi della Wolfteam, Beyond the Beyond), Masaharu Factory, BT, Juno Reactor, DJ Q-Bert, Jungle Brothers,Iwata & Hitoshi Sakimoto (Final Fantasy Tactics, Ogre Curve, Akrobatik e Dub Pistol.Battle ), Noriko Matsueda ( Front Mission , Bahamut La musica del futuro non si ascolta: si gioca.Lagoon), Bjorn Lynne (X2, la serie di Worms), AlistairBrimble (attivo sin dai tempi degli otto bit), TommyTallarico (la popstar americana della game music), Jeremy LinksSoule (Total Annihilation, Secret of Evermore), Mark OverClocked Remix (http://remix.overclocked.org)Seibert (i giochi della Sierra, Quest for Glory), Chris VGMix (http://www.vgmix.com)Hulsbeck (il re della musica su Amiga), Michael Land (i C64audio (http://www.C64audio.com)giochi LucasArt), Jesper Kyd (Red Zone, Scorcher, Soundtrack Central (http://www.altpop.com/stc/)Messiah) e molti altri. Retrogames (http://www.retrogames.com)E non va poi dimenticato il sempre più pervasivo feno- Zophar’s Domain ((http://www.zophar.net/index.phtml)meno dei dance games, in particolare dei bemani targati GameMusicRevolution (http://www.gmronline.com/)Konami. In Giappone, i soundtrack videoludici dei bemani, GameTrax (http://www.gametrax.net/)come la serie di Dance Dance Revolution, spesso supe- GamingForce Audio (http://www.gamingforce.com/audio/)rano popstar americane dalle classifiche dei CD più ven- Project Majestic Mix (http://www.MajesticMix.com)duti. Fate un giro su Dance Dance Revolution Freak per Soundlab (http://www.soundlab.org)un’immersione di J-Pop allucinante. L’ultimo esempio è il Dance Dance Revolution Freal (http://www.ddrfreak.com) 73 73
    • ROBERTO PACI DALÒ E L’ESPERIENZA DI GIARDINI PENSILI Gettarsi nel precipizio che separa la musica dal suono A volte mi chiedo quale sia la finalità di un’intervista. Sovente la s’intende come un semplice veicolo promozionale, che ha ridotto molti dialoghi fra musicisti e giornalisti ad un’accozzaglia di luoghi comuni preconfezionati. Mancano spesso le argomentazioni per risvegliare un briciolo di curiosità, e non si trova il terreno su cui poggiare qualsiasi conversazione degna di questo nome. Roberto Paci Dalò supera di slancio questa trappola e ci offre un “racconto artistico”, questo sì di grande interesse, sul divenire della sua ricerca. Non mi pare il caso di sviluppare oltre questo cappello introduttivo rimandandovi per ogni ulteriore approfondimento, biografico ed artistico, al sito web di Giardini Pensili, che sarà un seguito ideale a quest’intervista e permetterà ad altri di conoscere un artista italiano di spessore internazionale. UT: Da dove nasce l’interesse di ar- vo per poi collocarsi in un universo tisti come John Cage, Robert Ashley, ideale? Possiamo immaginare un Giya Kancheli per il tuo lavoro e che rapporto dialettico fra questi due cos’è Giardini Pensili? estremi? Roberto Paci Dalò: Sul campo! Con Penso a un rapporto profondo tra John Cage c’è stata una lunga ami- questi che in realtà non vedo come cizia fatta di visite a casa sua tutte “estremi”. Ogni opera realizzata è le volte che mi sono trovato a New fortemente debitrice del luogo e del York. Durante queste visite non si particolare momento di creazione. parlava molto di musica preferendo Penso anche che sia presente una foyer Kancheli (che all’epoca parla- argomenti come la cucina o l’osser- dimensione performativa in qualsi- va esclusivamente russo e vazione della natura. Con Cage ho asi circostanza, anche di fronte alla georgiano) mi ha abbracciato in si- assistito a concerti di altri musicisti cosiddetta ‘riproduzione dell’opera’. lenzio per qualche minuto scatenan- guidato dai suoi commenti (sempre Per fare degli esempi concreti: il ci- do la commozione dei presenti. partecipi e sempre dolcemente iro- nema è solitamente considerato una Dopodichè ha scritto un bellissimo nici). Ho incontrato Bob Ashley al forma “chiusa” nel senso che, una commento al mio lavoro. Tempo termine di un mio concerto a New volta terminato, il film resta uguale dopo mi aveva anche proposto di cu- York. Ashley ha mostrato sincero a se stesso per sempre. Ora assi- rare la regia di un suo lavoro. Anco- entusiasmo per il lavoro chiedendo- stiamo invece a film che vengono ra non è stato fatto però potrebbe mi se poteva interessarmi eseguire rilavorati uscendo di nuovo nelle sale succedere in futuro. Giardini Pensili sue musiche per clarinetto. Devo dire a distanza di anni. Questo comporta è l’ensemble multidisciplinare che che amo il lavoro di Ashley e il par- in certi casi durate maggiori con l’in- dirigo, nato nel 1985. È con Giardini ticolare rapporto tra parole e suono serimento di scene inizialmente ta- Pensili che produco tutti i miei pro- che riesce a costruire nelle sue ope- gliate. Ma non solo questo. Infatti la getti grazie a una serie di collabora- re. Con Kancheli c’è una amicizia qualità della proiezione modifica la zioni con artisti, programmatori, te- nata durante il mio soggiorno a Ber- percezione dell’opera. Gli autori co- orici da tutto il mondo. lino dal 1993 al 1995 come ospite noscono talvolta autentici momenti del DAAD. La stima reciproca molto di orrore nel vedere il proprio lavoro Alla luce delle tue esperienze si può forte - legata anche alla mia passio- duramente colpito da suoni sbaglia- intendere l’arte ed in particolare la ne per la tradizione musicale ti, colori non giusti e così via. musica come calata all’interno di un georgiana - si è ulteriormente raf- Questo dà al film una fragilità e universo fenomenologico, riferendo- forzata nel febbraio 1994 al termine mutabilità che contraddice i luoghi la ad un evento ed a uno spazio? di una replica della mia opera comuni del cinema come arte Oppure la partitura resta ancorata “Auroras” allo Hebbel Theater. Nel “statica” nella sua forma. Ho sentito esclusivamente al processo creati- a cura di Enrico Marani metamorfosi (con Anna Bonaiuto) foto di Luca Botticelli26
    • storie straordinarie recentemente no si sviluppa contribuisce fortemen- ferenza cruciale che separa il suonodove un autore come Stanley te alla sua struttura. Le circostanze dalle altre arti: il suo esistere nellaKubrick conosceva i luoghi di pro- indirizzano la scelta dei materiali e fisicità dello spazio; il suo esistereiezione dei suoi film in tutto il mon- il suono usato per una installazione quindi nella messa in risonanza del-do e verificava telefonicamente che (come nel caso di Ozio) risponde a l’ambiente. Echi, riverberi, frequen-i mascherini dei proiettori fossero criteri diversi rispetto al suono cre- ze. Pensiamo all’utilizzo di alcunigiusti o che il suono fosse diffuso in ato in performance. Ma anche nel autori delle frequenze “estreme”:sala correttamente. caso in cui i due suoni siano esatta- molto gravi e molto acute quasi mente gli stessi (ad esempio il suo- subliminali, dove la musica si fa suo-La musica elettronica, pensi sia le- nare una traccia del cd in concerto) no e il suono crea un’architettura pa-gata all’incedere della tecnica, che quella che è radicalmente diversa è rallela e invisibile dello spazio. Ognile ha dato un forte impulso, o credi la percezione del pubblico che infat- edificio ha così due architetture com-che ormai si sia sedimentata come ti cambia anche nome: da ‘spetta- plementari, una visibile e l’altra in-linguaggio indipendente dal proces- tore’ di un concerto, diventa ‘visita- visibile. Il gioco drammaturgico traso tecnico? tore’ di una installazione. Il montag- questi piani definisce territori altriAnche in questo caso vedo una gio, che nella performance è nelle che hanno a che fare con uncompresenza tra queste due rifles- mie mani, diventa nell’installazione auspicato mistero.sioni. Allo stesso tempo la musica possibilità del visitatore che decideelettronica è fortemente legata al- quindi come ricombinare - a sua di- Ascoltando molte tue composizioni,l’evoluzione tecnologica - penso ad screzione - i materiali e la scansione si ha la netta percezione di incon-esempio alla miniaturizzazione e alla temporale. Un concerto dura il tem- trare progetti sonori, sovente pen-“laptop music” - e contemporanea- po che decido io, un’installazione può sati a partire da precisi luoghi fisicimente esiste una pratica dell’ascol- essere visitata in 3 minuti come in o mentali. Il processo creativo cheto del suono in generale debitrice ore. presiede al tuo lavoro parte comun-della cultura elettronica. Ma questa que da precise sollecitazioni e com-è la storia della musica e del suono. A proposito del tuo lavoro OZIO, missioni o si sviluppa anche in as- senza di detti stimoli, senza partireUn certo modo di trattare gli stru- commissionato in occasione del pre- cioè da precise coordinate?menti tradizionali (e anche la voce mio Trattocontinuo per la grafica Entrambe. Talvolta si tratta di com-in certi casi) è legato all’allargamento Europea, sono rimasto colpito dalle missioni di musica “tout-court”, al-dello spettro auditivo provocato dal- note di copertina là dove operi una tre volte sono commissioni in rela-l’elettronica. distinzione fra musica e suono, de- zione a uno spazio ben definito. Al- finendo quest’ultimo come “qualco- tre volte ancora è una mia idea cheÈ lecito parlare di un’identità propria sa di ben più grande della musica”. nasce a tavolino e che poi trova for-della musica elettronica? Oppure Potresti ampliare ed argomentare ma in uno spazio dato. Mi piacesiamo in presenza di un perenne mu- questa distinzione ? molto ascoltare musica (sembratante? Privo cioè di un’identità fon- La musica è un dettaglio (ben orga- un’ovvietà) ma molta della musicadante. Che importanza ha l’evento nizzato) del suono. Da John Cage in che ascolto non ha direttamente aattraverso cui, od in cui, si dispiega poi (ma anche prima di Cage) non che fare col mio lavoro. Infatti tra iuna composizione elettronica? possiamo non tener conto di un miei ascolti preferiti c’è musica ba-Vedo un’identità della musica elet- soundscape nel quale siamo peren- rocca e in particolare lavori per vio-tronica, ma si tratta di un’identità nemente immersi e che è fatto dai la da gamba e per voci. Ho dei branidella mutazione. Una non rigidità che suoni da noi prodotti (cosidetta ‘mu- come le “Leçons de Tenebres” difa sì che l’elettronica definisca un sica’) in relazione con i suoni am- François Couperin (nellaterritorio del possibile, teso ad am- bientali dove quindi sono collocati intepretazione di Alfred Deller) chepliare la percezione del suono in ge- spazi di (apparente) silenzio che mi accompagnano da decenni ormai.nerale. Non bisogna dimenticare che mettono in risalto il luogo stesso.tanta musica elettronica lavora sul Un’altra fascinazione emersa ascol-campionamento di suoni analogici Pensi che la musica elettronica pos- tando alcune tue composizioni é le-permettendo spesso di azzerare l’an- sa “gettarsi” nel precipizio che se- gata all’evidente volontà di utilizza-tica distanza tra suono e rumore. para il suono dalla musica cercando re ogni fonte sonora come “sirenaL’evento è per me fondamentale. Il un’unione impossibile? evocatrice”, di trance nel caso diluogo nel quale un certo tipo di suo- Esatto. Anche considerando la dif- saturazioni ritmiche, o di spazi 27
    • architettonicamente possibili, là Perché è ancora assente nel nostro (Montevideo e GMEM) dove sto svi- dove le atmosfere si fanno più rare- paese quella rete di fruttifero scam- luppando ulteriori utilizzi di software fatte o puntuali. Il suono, nella sua bio ed infezione fra musicisti inte- per la spazializzazione del suonoin accezione naturalistica o nelle sue ressati alla musica elettronica, che un progetto con la scrittrice Colette forme digitali può essere inteso invece appare svilupparsi impetuo- Tron. Altra residenza permanente è come una sorta di sciamano dome- samente in tutta Europa? al FutureLab di Ars Electronica stico? In proposito il moderno musi- Questa assenza non riguarda solo la Center di Linz in Austria e STEIM di cista elettronico può guardare con musica elettronica. L’Italia è il luogo Amsterdam dove sviluppo sistemi interesse a determinate esperienze principe della disorganizzazione. interattivi per i miei progetti. musicali legate a civiltà diverse da Luogo che produce (secondo i più “Dust” è il mio nuovo solo elettro- quella occidentale? Questo sguardo diffusi luoghi comuni) tanti artisti che nico che sarà pronto in tournée da fa parte del tuo bagaglio artistico? però hanno la necessità di trovare maggio mentre continuano le pre- Lavoro sul “problema trance” da altrove i luoghi e le strutture in gra- sentazioni di “Blue Stories”, live ci- sempre e ho creato una serie di ope- do di presentare il lavoro. In parti- nema con musica rigorosamente dal re che pensano alla trance da più colare una cosa che manca in Italia vivo. Il progetto sta andando molto punti di vista. Non solamente quindi è la continuità nel rapporto con gli bene e - dopo la selezione ufficiale i 180 bpm di area techno, ma anche artisti al di là dell’estemporaneità del al festival del film di Locarno - sono una trance minimale quasi silenzio- singolo evento. Questa continuità previste presentazioni in Europa e sa. La parola sciamanesimo è perti- permette la creazione all’estero di Nord America. In agosto inaugure- nente e ho sempre lavorato anche progetti che in Italia difficilmente si rò una installazione interattiva suo- su culture musicali non occidentali. riescono a sviluppare in modo così no/luce nella miniera di Jesenice Ma non mi ha mai interessato la fi- strutturato e coerente. (Slovenia), in ottobre ci sarà la pri- losofia patchwork di tanta ‘world ma di un lavoro di danza e elettro- music’ e chiaramente aborrisco stra- In questa deficienza qual è il ruolo nica live ad Atene. Lavorerò in no- ni fenomeni come la cosidetta ‘new della committenza pubblica e priva- vembre a un progetto tra Vienna, age’. C’è da dire che in molti negozi ta? Graz e Roma con - tra gli altri - di dischi si trovano sotto l’etichetta Non sono chiaramente in grado di Jerome Nothinger (Metamkine). Sto new age artisti come Steve Reich o dare una risposta a questa doman- poi definendo alcuni lavori in duo con Meredith Monk! In questo mio lavo- da. È un mistero. C’è da dire che musicisti come Philip Jeck (Londra), ro sulla trance c’è la collaborazione anche l’Italia è “plurale” e nelle molte il violoncellista Jean-Paul Dessy fondamentale con la “Scuola J. Italie ci sono quindi anche spazi, (Bruxelles) e David Moss (col quale Bleger” di Rimini diretta da Leonardo network e persone capaci di pensa- lavoro da 10 anni!). Altro progetto Montecchi. Un posto molto partico- re in maniera continuativa all’elabo- di relazione tra parola e suono è lare che ospita regolarmente perso- razione di processi artistici. Però “Rimi” con lo scrittore Gabriele Fra- ne come Georges Lapassade. spesso queste organizzazioni non sca. Si tratta di un lavoro totalmen- sono in grado di creare un network te a quattro mani che conoscerà Se la musica elettronica ha “un’iden- a causa del basso livello di comuni- performance, spettacoli e uscite edi- tità debole” credi, come sembrano cazione tra di loro. toriali inusuali. Il Kronos Quartet mi confermare i tuoi progetti che possa ha chiesto un nuovo pezzo che do- interagire con altre arti poteziandone Puoi parlarmi dei tuoi prossimi pro- vrei riuscire a terminare entro la fine la reciproca fruizione? E se ritieni getti e delle ricerche che stai svilup- dell’anno (spero!) e fin da ora sto che questo sia possibile , come evi- pando ? lavorando a “Morse”, un nuovo spet- tare che una forma espressiva si Arduo sintetizzare. Diciamo che non tacolo che sarà interamente creato ponga come “sfondo” dell’altra? smetto di studiare per cui continua- e presentato in prima a Bruxelles Non penso che la musica elettronica mente ci sono nuovi software di cui nell’autunno del 2003. Si tratta di abbia una “identità debole”. Credo mi devo “impadronire”. Riesco a farlo un lavoro abbastanza complesso e il piuttosto che sia necessario parlare anche grazie a collaboratori di valo- tempo non è mai abbastanza. di identità plurime e parallele. Abi- re come il mitico hacker Jaromil col tando un tempo del parallelismo, quale sto sviluppando da anni pro- Informazioni on-line sul tuo lavoro? Il sito di Giardini Pensili è http:// anche la musica elettronica defini- getti basati su software open source giardini.sm. È aggiornato quotidiana- sce (spesso con grande precisione) per la gestione di suono e video live. mente e comprende numerosi file au- questa definizione della possibilità. In questo pratica dello studio si dio e video. Posso essere sempre con- inscrivono residenze a Marsiglia tattato via email a: dalo@giardini.sm28
    • BLUE STORIES BACKGROUND COSA SIGNIFICA ‘LIVE CINEMA’?“Accoglimi, deserto. Accogli l’ombra nera Live Cinema è un ulteriore passo verso il futuro del cin-che si addentra smarrita in te, ema. Questo significa che, attraverso l’uso di tecnologienella distesa di dune, questa piccola ombra digitali, è ora possibile non solo lavorare su produzioni ache ha divorato di nuovo la sua pillola, basso costo, ma anche ripensare al cinema come per-che divora anche te con gli occhi, la tua manieradi essere e di non essere, forming arts. Ritrovando l’emozione del cinema deglila tua sabbia illuminata, dove si consuma albori attraverso le tecnologie più innovative e creandoil caos di questa follia.” un set dove l’azione accade dal vivo di fronte al pubblico.Ingeborg Bachmann Il desiderio di molti: essere sul set di un film. Blue Sto- ries è tutto questo. Roberto Paci Dalò / Giardini Pensili Fotogrammi del video Il progetto procede accumulando materiali e combinan- do fiction con documentario insieme a esplorazioni urba- ne e architettoniche. Nella performance tutti i materiali sono mixati dal vivo creando un cinema da vivo che ri- porta all’emozione del pre-cinema realizzato attraverso camere oscure e lanterne magiche. Gioco in Blue Stories con la termi nologia e il linguaggio dei programmatori e in particolare del mondo Linux (release, open source) e allo stesso tempo della musica (version, remix). Testo guida di Blue Stories è Libro del deserto di Ingeborg Bachmann, pubblicato in Italia da CronopioYves Klein e Derek Jarman mi guidano nel mondo del Edizioni. Nel volume vi sono due testi Libro del deserto eblu, della visione e dell’ascolto. Insieme a loro il fonda- Verrà la morte (Wüstenbuch e Der Tod wird kommen).mentale lavoro di Dziga Vertov con il suo Kinoglaz. Unariflessione a tutto tondo sul cinema che ricollega il cine- Blue Stories ha già operato a Roma (Roma Remix) il 13ma degli albori con le nuove tecnologie digitali per arri- marzo scorso a Rialto/S.Ambrogio.vare a evocare un particolare artigianato nuovo e antico Questo il testo della presentazione: Roberto Paci Dalò/allo stesso tempo dell’arte cinematografica. Dove tra Giardini Pensili presenta il suo nuovo progetto di “liveexpanded cinema e nuovi formati si può pensare a un cinema” già ospite di festival e rassegne in Italia, Sviz-cinema come arte del tempo. zera, Belgio, Austria e prossimamente in Canada e Ame-Attraverso la creazione di una serie di moduli acustici e rica Latina.visivi sviluppo una serie di performance “released” ogni BLUE STORIES ha fatto parte della selezione ufficialevolta in maniera più o meno diversa. Stanze e edifici del 54 Festival Internazionale del Film di Locarno ed èsono abitati dal cinema che è prodotto in tempo reale, in sostenuto da Italia Cinema quale esempio di innovativoperformance, di fronte a un pubblico. Elettronica incontro tra cinema e tecnologie digitali.innovativa, città, paesaggi sonori, campionamento come Durata 45 minutipratiche di lavoro. 29
    • DALLA TERRA DI LAPTOPIA ECCO IL JAZZ DI “SECONDA MANO” Il problema con l’opera di Herbert è tutta nella calibratura, nella misura da tenere. Herbert, ormai non riusciamo più a tenerlo segreto, è l’artista che amiamo di più. E’ a fatica che riusciamo a evitare i toni enfatici quand mettiamo le nostre rapaci mani sulle sue opere. Ed è perfino imbarazzante notare quanta “intelligenza al lavoro” c’è in quest’opera di “suoni di seconda mano” che ci apprestiamo a recensire. Paolo Davoli cd cover + roberto ugolotti (live@maffia) L’occasione, straordinaria, è Qui, l’abisso filosofico è appena la summa di alcuni “ri- sfiorato. Quand’è che una trac- maneggiamenti” di brani pro- cia audio, nel campo dell’elet- pri e di altri artisti, pratica tronica, si può definire “finita”? conosciuta qui in Occidente Ripetizione è perversione? So- come “remix”. miglianza è diseguaglianza? Il Il lavoro è assai fantasioso, “re-cycling” è eticamente leci- data la capacità conclamata to? La traccia sonora è come di Matthew Herbert di “pos- quel fiume di Eraclito in cui “non sedere” creativamente, e ci si bagna mai due volte”? quindi di giocarli in senso estetico, generi musicali Artista non indifferente al mon- quanto mai lontani tra loro – do e alle idee, Herbert si lascia jazz, house, dub ed electro- prendere assai spesso dalla breakbeat – e di amalgamarli teoresi e dalla malinconia pop in fruttuose e fantastiche allo stesso tempo, per cui gli circonvoluzioni aurali. Il con- capita di “frequentare” Deleuze cetto teoretico che sta dietro e di sentire invece Louie Austen, l’albo è quello della “seconda di calibrare pensieri alla mano” cioè del “montaggio” Amartya Sen e di rivisitare in- di essenze che hanno “assen- vece Motorbass e Moloko. ze di origini assegnabili” come “Pensare non rende felici” scris- nel caso della manipolazione se Michel Foucault, così Herbert – infinita? – di propri brani. rileva che “remixare non rende30
    • felici”, ed ecco quindi che ogni sionato di nightclubbing ebrano, soprattutto proprio, diven- “assemblement” no-ta per lui una sfida, un turbinio di global; la filosofia e l’agiredadi, un caleidoscopio di jazz alie- herbertiano ha il pregio,nato digitalmente in cui trasloca- infine, di scardinare parec-re la tecnica libertaria dei suoni chi luoghi comuni dell’ac-dei vecchi leoni giamaicani come cademia bolsa e della clubKing Tubby. E questo trasloco culture edonista. Una par-avviene a Laptopia, il luogo del- te del futuro della nostral’utopia elettronica, della musica passa qui, nellacontemporaneità della technè da rete memorabile di suonilaptop, della musica da club ri- che Matthew Herbert ri-combinata con l’agire da elabora instancabilmente“bricoleur” sovversivo che tanto per noi.lo intriga. “Secondhand Sounds”, diI risultati sono veramente innumerevoli ascolti futu-“monumentali” e sorprendenti. ri, rimarrà nostro commo-Herbert è la quintessenza dell’ar- vente compagno…tista contemporaneo: si trova aproprio agio sulla tastiera del pia- HERBERTnoforte come su quella del pc, è SECONDHAND SOUNDSlettore accanito di Marx e Cage, (HERBERT REMIXES)ascoltatore partecipe di Bordieu PEACEFROG UK 2002e Coltrane, frequentatore appas- 31
    • MADDSLINKY Due passi per un altra attitudine Damir Ivic Roberto Ugolotti e Andrea Rozzi Conoscete Zed Bias? I frequentatori stretti del Maffia Rocca), presente nei lavori Maddslinky nella doppia veste probabilmente sì, lo conoscono bene, ma in ogni caso di compositore e flautista, e prossimamente socio di Dave basti semplicemente dire che si tratta di una delle grandi Jones nel progetto DaLuq. eminenze del 2 step britannico (è lui il compilatore della In questi giorni vede la luce l’lp, “Make Your Peace” storica raccolta “The Sound Of Pirates vol. 1”, nonché (la presentazione è avvenuta al londinese Cargo il 23 l’autore della hit “Neighbourhood”). Insomma, se ora in maggio, con la presenza di tutti gli ospiti del cd), disco UK si fa un gran parlare di 2 step (o di “uk garage”, se che finora è stato preceduto dai singoli “Darkswing” e preferite) lui ne è uno dei principali colpevoli, uno degli “Reject”. Fra i vari dj a cui sono stati commissionati dei originatori. Eppure proprio adesso che si potrebbe remix figurano nomi di grande levatura, ad esempio Ian monetizzare senza troppa fatica quanto seminato in Pooley, ma al di là di questo Maddslinky già con le prime passato con qualche produzione ben assestata, ben uscite in vinile dei mesi scorsi ha dimostrato di essere commerciale e ben semplice, Dave Jones aka Zed Bias una delle realtà più calde e stimolanti della nuova scena va a concentrarsi su un altro progetto, più complicato e dance britannica, quella più cool e raffinata ma in cerca meno adatto a fare grandi numeri. Una correzione di al tempo stesso di sperimentazioni ritmiche che ne rotta? ridefiniscano i confini. “Maddslinky è nato come un Maddslinky, questo il nome del progetto, è per Dave la progetto secondario, ma col tempo mi ci sono “reincarnazione” più jazzy, dove l’incedere secco e appassionato. irresistibile del beat spezzato tipico del 2 step si fonde L’idea di base era comunque quella di creare qualcosa con venature funk e soul. Più cura, più raffinatezza. Giusto che andasse nella direzione opposta, a livello di attitudine, nel momento in cui la So Solid Crew, con la sua evidente rispetto all’attuale scena uk garage. Niente immaginari ed orgogliosa rozzezza e approssimazione musicale, facili, niente catenoni, belle donne e vestiti eleganti, monopolizza l’attenzione di tutti i media anglosassoni. niente musica di facile impatto. Già la mia incarnazione Diverse geografie della uk garage. musicale come Zed Bias è tendenzialmente rivolta a Attorno a questo progetto ha radunato alcuni partner questa scena, pur non accettandone i risvolti più dozzinali; qualificatissimi: fra gli altri, Will White (già coi volevo provare a fare qualcosa di inedito, di diverso, di Propellerheads), Kaidi Tatham (meglio noto come Agent più raffinato”: queste le parole di presentazione di Dave K, tastierista degli Herbaliser), Kevin Robinson (Incog- Jones. Prosegue così: “La scena uk garage in questo nito, Jazz Jamaica), Juiceman e Luca Roccatagliati (dj momento è comunque sotto il fuoco dei media. Creano38
    • allarme anche quando non ce n’è bisogno, molte date collaborazione si trovano nel secondo volume di “Illicitvengono cancellate per paure sull’ordine pubblico. E’ Sounds Of Maffia”): “Ci siamo incontrati l’anno scorsodavvero una brutta situazione”. durante un tour con vari dj, qua in Italia. Un incontroSu quello che può essere il ruolo del dj, Dave comunque quasi casuale, quindi. L’intesa è stata subito totale. Roccaha qualche parola da spendere: è un dj con un grande gusto“Sì, certo, a me piacciono le cose musicale, nonché uno con cui èraffinate, me se fossi per assurdo facile andare d’accordo”.obbligato a fare una scelta netta Un ultimo accenno va fatto adfra eleganza ed energia, io come L’idea di base era un’altra attività collaterale di mr.dj dovrei per forza optare per comunque quella di creare Jones, ovvero quella dil’energia. Fermo restando che un giornalista: collabora infattibuon dj set deve essere una qualcosa che andasse nella regolarmente con Jockey Slut,combinazione fra le due. E’ anche una delle riviste più autorevoli divero però che oggi il termine di direzione opposta, a livello musica elettronica e dintorni.“dance music”, e di conseguenza di attitudine, rispetto “Quando recensisco dischi cercoquello di “dj”, viene utilizzato in di essere più franco possibile.maniera mooolto estensiva. all’attuale scena uk garage. Non è facile. Questo miPrima la dance music, come dice Niente immaginari facili, sottopone al rischio di farmi unail nome stesso, era la musica che cattiva fama nella scena, lo so.doveva farti ballare, e il dj quello niente catenoni, belle donne Però considera questo: fareche la sceglieva per raggiungere dischi costa un sacco di soldi, e e vestiti eleganti, nienteal meglio questo scopo. Ora è se io riesco a far capire atutto molto più complesso a musica di facile impatto. qualcuno che fa meglio a nonvario”. gettare via soldi producendoUn dj con cui Dave Jones ha brani scarsi, beh, penso propriocollaborato e con cui collaborerà che gli sto facendo un favore”.è, come accennato prima, il buon Siete pronti a mandare i vostriRocca del Maffia Sound System (alcuni frutti di questa provini a Dave Jones aka Zed Bias? 39
    • FESTIVAL MEET ME FESTIVAL Una sana giornata attorniati da musica elettronica ad A tirare le fila ci sarà sempre la crew di Taotech, in colla- alto livello. La possibilità di scegliere tra spazi diversi, di borazione con la gente del Sub Sub, uno dei locali più giostrare il numero dei bpm da affrontare ballando. forti di Lubiana. Aspettatevi dodici intense ore: le danze L’opportunità di venire a contatto con realtà diverse, storie iniziano alle 20 per finire alle 8 del mattino dopo. di musicisti, persone, amanti del beat. Chiunque abbia Quattro gli spazi: uno regno della techno, uno devoto affrontato l’esperienza di un festival di musica elettroni- alla house, uno dedicato alla progressive e, novità di ca ben organizzato è tornato a casa ben contento, pron- quest’anno, una quarta tenda che esplorerà i territori to a ripetere l’esperienza. che si estendono dal breakbeat più fantasioso fino alla Segnatevi la data del 13 luglio, allora: nella vicina chill out – il tutto sotto la gestione dell’accoppiata Maffia/ Slovenia, terra di grande bellezza, quest’anno si svol- Mantra Vibe, con altri ospiti. gerà per il secondo anno consecutivo Meet Me, un festival Qualche nome per le altre tende: Blake Baxter è collabo- che non sfigura assolutamente a confronto con le gran- ratore di vecchia data di Jeff Mills, e nel 1991 entrò a far de adunate britanniche come Homelands, Glastonbury, parte del collettivo Underground Resistance (uno dei Creamfields. capitoli più importanti di sempre nella storia della techno); Quest’anno il tutto si svolgerà a Divaca, città facilmente successivamente ha stretto contatti con la scena euro- raggiungibile dall’autostrada che collega Trieste con la pea attraverso la berlinese Tresor, il punto di riferimento capitale Lubiana. per tutti i technofili europei, con cui collabora ancora Mediablitz press office 56
    • attivamente. Lo svedese Christian Smith nel 1999 èdefinitivamente entrato nel roster della In-Tec, l’etichet-ta di sua maestà Carl Cox; cresciuto musicalmente se-guendo le storiche serate di Sven Vath all’Omen, col pas-sare degli anni ha sviluppato uno stile personale e rico-noscibile che combina elementi di techno e houseinnervando il tutto con un feeling funky. Lucien Foort èuno degli astri contemporanei della progressive, con par-tecipazioni a Cream, Gatecrasher, Dance Valley; attrattoda sonorità trance, pone una grande cura nel costruiregroove ipnotici e trascinanti. E poi molti, molti altri…Appuntamento al 13 luglio, dunque. Dodici ore di musi-ca, stand di vario genere, attrazioni collaterali, in gene-rale grande cura in tutti gli aspetti organizzativi e logistici:il Meet Me promette bene. Per ulteriori info, fate un girosu www.meet-me.com. TECHNO ARENA BLAKE BAXTER (Tresor Rec., USA) CHRISTIAN SMITH (Tronic rec., Rotation rec., Primate rec., SWEDEN) GAETANO PARISIO (Conform Rec., Zenith Rec., ITALY) RINO CERRONE (Rils Rec., ITALY) VEZTAX (Interparty, SLO) UHURU (Taotech,Irie music, SLO) IAN F (Flux,SLO) LUYGI VAN (Kazumi rec.,SLO) PSIHO (Annuaki Rec.,SLO) ULIX (Download,SLO) EROTICA + ROMANCE ARENA ROTOR (Rotosphere,SLO) LIVE CONCERT ALEKSIJ (Matrix Music,SLO) TURNMASTER TIM (ag, Austria) EDY THE FISH (Cool Running Rec., Loud Bit Rec.,SLO) FABRICE (Mantra Rec., ITALY) MATIS (Cream Dance Club,SLO) TAOTECH PROGRESSIVE ARENA LUCIEN FOORT (www.singularity-cd.nl, HOLAND) CRAZY LEMON (Taotech, AG, CRO) ARMANDO (Interparty,SLO) KRIZS (Taotech, SLO) MAFFIA˛& IOD ARENA MAFFIA SOUNDSYSTEM MANTRA VIBES 5th SUITE ALEX DANDI GROOVE SAFARI 57
    • PRESS START TO PLAY: LA NU CULTURE TECHNOLUDICA si celebra proprio quest’anno il A quarant’anni di distanza dall’intro- ventennale) al cronenberghiano duzione del primo computer game eXistenZ. della storia - Spacewar! di Steve Il saggio/catalogo della mostra Russell - il video game sta finalmente porta le firme di accademici, gior- uscendo dal ghetto nel quale la co- nalisti, game designer, esperti di siddetta “cultura alta” lo aveva ingiu- new media come Gianni Canova, stamente confinato. La rinnovata vi- Jaime D’Alessandro, Riccardo sibilità del gioco elettronico trascen- Albini, Diego Malara, Sergio de la mera dimensione commerciale Pennacchini, Andrea Cuneo, Bob che, per quanto rilevante, non coinci- Cunningham, Testuya Mizuguchi, de necessariamente con gli orizzonti Alberto Jacovoni e Matteo Bittanti, della cultura contemporanea. Il diver- quest’ultimo docente di Teoria & timento elettronico ha fatto il suo in- Tecnica del Videogioco presso la gresso ufficiale/ufficioso all’interno Nuova Accademia di Belle Arti della dimensione museale. Si è aper- (www.naba.it). Si è aperta invece a Londra il 16 mag- ta infatti il 22 aprile 2002, al Palazzo delle Esposizioni gio, Game On: The Culture and History of Videogames (www.palaexpo.com) di Roma, “PLAY: Il Mondo dei (www.gameonweb.co.uk), una seconda manifestazio- videogiochi”. ne dedicata ai videogiochi. Organizzata dalla Barbican La kermesse videoludica, che non ha precedenti in Ita- Gallery in collaborazione con il Museo Nazionale di Sco- lia, resterà aperta al pubblico fino al 10 luglio 2002. zia, Game On resterà aperta fino al 15 settembre 2002. Curata da Jaime D’Alessandro e Maria Grazia Tolomeo, Anche in questo caso, la retrospettiva tematizza il ruo- PLAY ripercorre criticamente l’evoluzione tecnologica e lo dei video giochi nella società contemporanea. Dal culturale del divertimento elettronico. In esposizione primo computer game della storia (SpaceWar!, 1962) centinaia di filmati, disegni preparatori, sceneggiature alle meraviglie tecnologiche di Xbox e PlayStation2. La e story-board degli oltre 300 titoli che dal 1962 ad oggi mostra è arricchita dai contributi di varie personalità hanno segnato tappe cruciali nella storia dei video gio- del mondo dell’arte digitale nonché eventi satellite come chi. Quarant’anni di giochi e di sorprendenti innovazio- conferenze, rassegne cinematografiche, dibattiti e con- ni tecnoludiche. L’aspetto più interessante è che PLAY certi di artisti impegnati sulla scena elettronica come indaga anche il fecondo interscambio tra il mondo Mouse on Mars e Plaid. videogiochi e la cultura tout court. La mostra tematizza infatti le continue intersezioni tra videogiochi e cine- Per gentile concessione dell’editore e dell’auto- ma, pubblicità, letteratura, musica e televisione. L’even- re pubblichiamo di seguito il saggio SUL CINE- to si arricchirà anche della presenza di game designer MA DIGITALE di Matteo Bittanti, inserito nel ca- e artisti provenienti da tutto il mondo e di una rasse- talogo/libro di PLAY. Per ulteriori informazioni gna cinematografica di film che si ispirano all’immagi- vi rimandiamo al sito ufficiale della mostra: nario videoludico, dal Tron di Steven Lisberger (di cui play.tiscali.it/. website: www.telepresence.org7474
    • IL CINEMA DIGITALEOVVERODELL’INFLUENZA DEL CINEMASUI VIDEOGIOCHI“L’unico caso di videogame che atutt’oggi conosciamo è il cinema.Solo il cinema coinvolge lo sguardo(il “video”) in un gioco”(Gianni Canova) Il Sensorama di Morton Heilig (1962)Il video gioco è una forma culturale che è emersa nel prodotto, negli ultimi anni, una serie di studi finalizzati adcontesto della rivoluzione digitale. Esso si colloca al illuminare la natura poliedrica del medium videoludico.crocevia tra cultura elettronica, cinema, animazione, Manca tuttavia, una vera e propria teoria videoludica. Se-letteratura, pittura, fumetto e ludus analogico. Come condo Marshall e Morris (2000), la difficoltà che gli studio-già notava Haddon nel 1981, i video giochi costitui- si hanno incontrato finora dipende dal fatto che “la culturascono “un’industria culturale del tutto analoga a quelle ludica non si lascia incasellare facilmente nelle grigliedel cinema e della musica” (p. 53). interpretative utilizzate per media tradizionali, e la praticaLa nascita del mercato videoludico risale ai primi anni di ricondurre il video gioco ad analisi di tipo visuale e te-settanta, in un’era nella quale i critici e gli intellet- stuale, per quanto valida, non è sempre la più azzeccata”tuali avevano apertamente dichiarato la fine del ci- (p. 89). J.J. Gifford (1996, ¶ 1), ha provocatoriamentenema come terreno culturale pri- sostenuto che:vilegiato. L’emergere prepotentedel video gioco coincide con un I giochi sono i genitali del mondo digi-significativo declino del consumo tale: vergognosi, ma necessari, spessodi cinema, un fenomeno comin- rappresentano le forze evolutive delciato nei primi anni cinquanta che L’obiettivo medium. Per quanto siano la punta di“nessuno è stato in grado di spie- di questo saggio diamante dell’informatica, e siano ca-gare in modo sufficientemente paci di spingere al massimo le risorsecomprensibile” (Turner, 1988, p. è di “prendere hardware, non vengono mai discussi in14). Insieme a tecnologie quali il modo serio, eccezion fatta per la stam-videoregistratore, la televisione i video giochi pa specializzata o da capitalisti d’assal-via cavo e via satellite, i video gio- sul serio” e di to.chi hanno finito per ridimensiona-re il ruolo sociale e l’importanza illuminare Eskelinen (2001, ¶ 1) ha proposto unculturale del cinema. A questo interessante parallelismo: “storicamenteproposito, Bolter e Grusin (1999) alcuni aspetti parlando, gli studi sui video giochi at-notano che “il film, la forma arti- della relazione che tuali ricordano quelli sul cinema neglistica più importante del ventesi- anni dieci del ventesimo secolo. In en-mo secolo […] rischia di venire su- li avvicina, trambi i casi, il grande interesse che siperato dai new media”. In realtà, è generato attorno al nuovo medium,questo sorpasso si è già ma al tempo non è stato accompagnato da una suaconcretizzato, se non altro a li- stesso allontana, comprensione autentica.”vello economico: oggi, l’industria Per questo motivo, Jenkins (2000) hadei video giochi fattura più di quel- (d)al cinema. recentemente invitato la comunità ac-la hollywoodiana1 . cademica, a “prendere il video gioco sulAccademici ed intellettuali hanno serio, dato che rappresenta una nuova Matteo Bittanti website: www.telepresence.org 75
    • arte popolare, capace di dare una forma inedita alla sen- più film replicano l’elasticità cinetica del gameplay sibilità estetica del ventunesimo secolo” (p. 43) Ripren- videoludico, creando sequenze, come quella dei com- dendo le tesi esposte da George Seldes nel suo seminale battimenti di The Matrix, che sarebbero state impossibili studio sulla pop culture, The Seven Lively Arts (1924), prima della CGI” (p.4). Jenkins ha suggerito che “i video giochi sono un’arte I video giochi rappresentano un superamento del cine- “viva”, un’arte nuova, l’arte dell’era digitale”. Tale espres- ma, ma allo stesso tempo ne conservano lo spirito e la sione artistica, secondo il professore del MIT, “svolgerà missione originaria. Il video gioco recupera la preistoria nel ventesimo secolo il ruolo che il cinema ha avuto nel- del cinema e la trasforma in playstoria, riportando in l’era meccanica” (1999, p.117). primo piano l’idea di film come spettacolo, come attra- L’obiettivo di questo saggio è di “prendere i video giochi zione. Il video gioco, la frontiera del cinema2 , ne rappre- sul serio” e di illuminare alcuni aspetti della relazione senta, paradossalmente, la più piena espressione. che li avvicina, ma al tempo stesso allontana, (d)al cine- ma. La nostra tesi, infatti, è che il video game porta a Proto-cinema e divertimento elettronico. compimento il progetto primo ed ultimo del medium che Oki (1997) ha discusso la dialettica tra cinema e video lo ha storicamente preceduto. Tanto il cinema, quanto il giochi in termini di yin e yang, osservando che i film di video gioco, sono dispositivi tecnologici che fanno leva oggi “diventeranno sempre più simili ai video giochi, su una serie di strategie simili per realizzare il massimo mentre i video giochi diventeranno simili ai film”. La pri- coinvolgimento dello spettatore/fruitore all’interno della ma conseguenza è che “il pubblico non riuscirà più a situazione simulata. resistere alla tentazione di prendere parte alla narrazio- La dialettica tra video giochi e cinema è straordinaria- ne, quindi i creatori creeranno film dalla narrativa “ela- mente complessa. Per quanto non sia possibile, in que- stica”, caratterizzata da parametri manipolabili. L’audience sta sede, affrontarla in modo approfondito, è tuttavia prenderà parte ai film in forma di avatar. Presto tutte le importante ricordare che i due media stanno convergen- caratteristiche dei computer games saranno incorporate do a differenti livelli. Esteticamente, le loro barriere stanno nel cinema” (ibidem). Oki ha profetizzato anche la scom- diventando sempre più permeabili. Bolter e Grusin (1999) parsa delle sale cinematografiche e la loro trasformazio- hanno osservato che “allo stesso modo in cui i video ne in spazi di consumo domestici ed individuali. Ma già giochi prendono a prestito le marche di riconoscimento nel 1965, parlando del divertimento dell’anno tremila, del cinema ridefinendosi in termini di film interattivi, allo Alfred Hitchcock profetizzava l’avvento di “una forma stesso modo il cinema di Hollywood sta tentando di as- quasi ipnotica di intrattenimento, in cui lo spettatore sce- secondare l’ossessione contemporanea per i new media glie chi essere e quale genere interpretare, e in cui l’au- con il ricorso sempre più diffuso alla grafica digitale per tore, necessariamente, pone le basi logiche della storia ridefinire i film a narrazione lineare.” (p. 146). Un com- ed “indirizza” l’attore-spettatore verso una storia con mento analogo è stato formulato dal teorico dei video una trama ben compiuta.” Il regista sognava “un cinema giochi Poole, il quale ha notato che “nel momento in cui senza attori, con figure disegnate così dettagliatamente le potenzialità grafiche dei video giochi sono aumentate, da sembrare reali.” Hitchcock non lo sapeva ancora, ma i video giochi hanno cominciato ad assomigliare sempre il cinema che preconizzava era, in realtà, il video gioco. più ai film” (p. 71). Per converso, “il cinema si interessa Cinema e video giochi sono tecnologie di illusione. Rap- all’estetica dei video giochi e ai temi che essi trattano” presentano, ridefiniscono, distorcono e reinventano il (ibidem). Le tangenze tra cinema e video giochi sono reale. Cinema e video giochi creano mondi “alternativi” state sottolineate anche dal critico cinematografico visivamente condivisibili. La simulazione cinematografi- Newman, che ha osservato come “i game designer, molti ca, come quella ludica, è resa possibile dall’uso di una dei quali possono contare su budget normalmente riser- molteplicità di codici: immagini (fisse e in movimento), vati ai blockbuster, sfruttano il medesimo vocabolario suoni, tracce scritte, parole. In altre parole, cinema e visuale del cinema per creare i loro mondi. E nel mo- video giochi sono media sinestetici. E a differenza del mento stesso in cui il cinema diventa digitale, sempre romanzo, il film ed il video gioco sono anche sintetici e76
    • sincretici: combinano differenti arti e smo che, del cinema, è l’antesignano.discorsi. Brevettato da Henry Norton MarvinCome ha notato Skirrow (1986), “Seb- e Herman Casler nel 1894, ilbene cinema e video giochi costruisca- L’ambizione mutoscopio era un’apparecchiaturano i loro rispettivi mondi in modi mol- che conteneva una sequenza di fo-to differenti, entrambi aspirano a im- del cinema di fran- tografie collocate intorno al perime-mergerci in un’esperienza totalizzan- tumare gli angusti tro di un tamburo. La rotazione ra-te che richiede la nostra piena atten- pida delle fotografie, per mezzo dizione, e che, nel contempo, tende ad bordi dello schermo una manovella, consentiva di simu-eclissare tutti gli altri mondi” (p. 121). lare il movimento.Il suo commento trova un’eco in e dare vita ad una Il mutoscopio dava al fruitore un con-Stallabras (1993), che nota come “nel dialettica con lo trollo dell’immagine decisamente su-tentativo di creare una realtà palpabile periore a quello delle tecnologie died unificata nel quale il giocatore può spettatore è stata visione precedenti, cinetoscopio in-operare, collegando risposte, visione cluso. Esso dava al fruitore la possi-e suoni, il computer game aspira a cre- realizzata dal bilità di velocizzare, rallentare, fer-are un’esperienza fantasmagorica di video gioco mare e riavvolgere l’azione. Ilimmersione totale” (p. 60). mutoscopio era una tecnologia cheQuesta comune teleologia precede l’in- non si limitava a creare una realtàvenzione di entrambi i media. Alcuni fotografica, ma consentiva allo spet-studiosi la riconducono all’idea di teatro moderno e al tatore di operare delle precise scelte di visione, agendoconcetto di opera d’arte come Gesamtkunstwerk (Richard sul mondo fantasmatico anziché subirlo semplicemente,Wagner, 1849). Com’è noto, il compositore tedesco ave- sovvertendo quel modello di fruizione lineare che sareb-va proposto una fusione delle arti in un solo medium di be diventato la forma paradigmatica del film narrativo. Ilespressione artistica e aveva progettato un nuovo teatro mutoscopio aggiungeva un significativo extra interattivoper massimizzare il coinvolgimento de- all’esperienza di visione. L’analogia tragli spettatori. Secondo Parker e Jordan le due forme di intrattenimento non è(2001), “questo approccio all’opera ha sfuggita alla Herz (1997), la quale haanticipato l’esperienza della realtà virtua- notato che:le, dato che prevedeva l’immersione delpubblico nel mondo immaginario rappre- A quel tempo, le macchine per film asentato sul palcoscenico.” gettoni venivano considerate emblemiL’utopia wagneriana non è venuta meno dell’epoca della tecnica, nello stessonell’era digitale. Al contrario, è riapparsa modo in cui i video giochi a gettone rap-sotto altre forme. Già Laurel (1991) ave- presenterebbero il limite maledetto del-va avanzato l’ipotesi che il computer rap- l’era digitale. Decine di locali per diver-presenta una nuova forma di teatro, un timenti usavano “automatico” come unateatro virtuale, che può soddisfare “l’an- parola magica per attrarre gli strippatitico desiderio di trasformare le nostre in cerca di brividi da novità, esattamentefantasie in qualcosa di palpabile e di of- Un prototipo del mutoscopio (1890) allo stesso modo in cui oggi viene usatafrire un’esperienza di simulazione nel la parola “virtuale”. Tutto era “automa-quale il mondo come lo conosciamo scompare quasi ma- tico”. (p. 56)gicamente” (pp. 262-263).Altri, tuttavia, individuano nel film l’opera d’arte totale. I Ma se il mutoscopio consente all’utente di esercitare ilfuturisti italiani, per esempio, avevano proclamato nel suo controllo sul solo asse del tempo, i video giochi – per1916 la morte delle arti tradizionali per mano del cine- loro stessa natura – sono prima di tutto uno spazioma. Nel celebre “Manifesto del Cinema Futurista” (1916), esplorabile e modificabile. Lo spazio dei video giochi èFilippo Tommaso Marinetti aveva indicato nel film rap- uno spazio che si adatta, reagisce e cambia in base aglipresenta la forma di espressione umana più dinamica in interventi del giocatore. In altre parole, i video giochiassoluta, l’unica in grado di restituire il ritmo sfrenato e danno all’utente la possibilità di agire su, dentro e attra-l’energia adrenalinica dell’era moderna. verso il mondo finzionale. Sebbene Sobchack (2000) nonCome la Gesamtkunstwerk di Wagner, anche il cinema citi il mutoscopio nel paragrafo che segue, il suo com-futurista si proponeva di superare tutti i limiti delle arti mento resta assolutamente cruciale per comprendere laprecedenti. logica del controllo del testo per mezzo del dominio del-L’ambizione del cinema di frantumare gli angusti bordi l’immagine:dello schermo e dare vita ad una dialettica con lo spetta- Prima dell’avvento dell’ormai dominante cultura elettro-tore è stata realizzata dal video gioco, un medium che, nica, lo spettatore non poteva controllare o contenere ilper sua natura, trasforma lo spettatore in spett/attore ritmo autonomo ed etereo del film, né tantomeno pos-per mezzo di una interazione costante. Questo sedere materialmente la sua esperienza animata. Graziesuperamento del cinema rappresenta, al tempo stesso, al videoregistratore, lo spettatore diventa finalmente inun suo recupero. grado di alterare la temporalità del film e possederneIl video gioco, infatti, può essere considerato la versione facilmente il suo “corpo” inanimato. Tuttavia, l’abilità didue punto zero del mutoscopio ottocentesco, meccani- controllare l’autonomia e lo scorrere dell’esperienza 77
    • cinematica attraverso il “fast-forward”, il “replay” e il litteram descriveva le scene appena visionate in questi “freezing” e la possibilità di possedere il corpo del film e termini: di animarlo a piacimento a casa sono funzioni della Una luce sorprendentemente brillante ha inondato lo materialità e ontologica tecnologica propria dell’elettro- schermo, e poco dopo sono apparse procaci ballerine nico, una materialità che man mano domina, appropria bionde di uno spettacolo di varietà, in abiti rosa e blu, e trasforma il cinematico (p. 146). che hanno eseguito a ritmi vertiginosi la danza dell’om- brello. I loro movimenti erano chiaramente definiti. Quan- Anche Wolf (2000) ha sottolineato l’importanza cultura- do sono scomparse, l’immagine di un surfer veemente le e storica dei precursori del cinema – come mutoscopio, ha riempito lo schermo. L’uomo cavalcava delle onde cinetoscopio e persino il caleidoscopio - suggerendo che furiose fino a librarsi in aria, impressionando il pubblico queste tecnologie: situato su una spiaggia sabbiosa è […] Un incontro di box tra un commediante alto Erano in anticipo sui tempi per e magro e uno basso e gras- quanto concerne la prossimi- so […] e un balletto di una tà fisica dell’immagine allo bionda hanno completato le spettatore, dato che essi pre- visioni. Che erano tutte stra- vedevano un contatto diretto ordinariamente reali e nel con l’occhio e richiedevano un complesso stupefacenti. campo di visione totale. Ma le (Kaufmann & Menstell, immagini in rapida successio- 1972, p. 5) ne e i programmi estrema- mente corti non avevano lo Come illustra questa recen- stesso fascino dei film proiet- sione “cinematografica” – tati sullo schermo, anche per che potrebbe benissimo pas- via della durata limitata del- sare per la descrizione della l’esperienza di visione. Per scena di un video gioco - i questo motivo, la forma di ci- Il primo computer game della storia, Spacewar! (1962) primi film tendevano a rap- nema proiettata si è imposta, presentare situazioni piutto- e i monitor collocati in prossimità degli occhi dello spet- sto che raccontare delle storie. Per tanto, il criterio con i tatore avrebbero dovuto aspettare il Viewmaster e so- quali venivano giudicati era il realismo tecnico e non tanto prattutto la realtà virtuale per tornare a catturare l’at- la coerenza narrativa. tenzione del pubblico (p. 218n). L’estetica del cinema delle origini, “il periodo che comincia con il primo uso Come la maggior parte dei video commerciale delle tecnologie di vi- giochi, il mutoscopio era stato pensa- sione nel 1894 e che è durato fino al to per un consumo individuale, di bre- Il cinema era 1906” (Landon, 1992, xiii), è stata ve durata, a differenza del cinema, che analizzata in profondità da critici e poteva essere sperimentato simultane- inizialmente storici del cinema come Thomas amente da un grande numero di spet- percepito non Elsaesser, Noel Burch, Tom Gunning tatori. Inoltre, il mutoscopio – come i e André Gaudreault. Secondo coin-op negli anni settanta – ha fatto tanto come Gunning (1990), in particolare, il la sua prima apparizione nelle sale di “cinema prima del 1906 [era] alta- divertimento, nelle fiere e nei luna park “un medium mente esibizionistico,” ed enfatizzava (Nassaw, 1993), insieme ad altri narrativo, quanto il puro spettacolo: “Il cinema delle dispositivi meccanici a gettone. Come origini non era dominato dall’impul- ha suggerito Gunning (1990), “la rela- piuttosto come so narrativo che si poi è affermato” zione tra il cinema e l’avvento dei par- (1990, p. 58). Per tanto, il cinema chi di divertimento come Coney Island, una modalità di era inizialmente percepito non tan- che si realizza a cavallo dei due secoli, illustrazione ad to come “un medium narrativo, offre spunti interessanti per ripensare quanto piuttosto come una modali- le origini del cinema” (p. 60). In altre un pubblico di tà di illustrazione ad un pubblico di parole, le radici del cinema affondano una serie di visioni, visioni affasci- nel divertimento meccanico. una serie di nanti per via del loro potere Non a caso, gli allora “nuovi” dispositivi visioni, visioni af- illusionistico ed esotico” (1990, p. pre-cinematici erano stati percepiti 59). Gunning chiama questo cine- come giocattoli particolarmente sofisti- fascinanti per via ma il “cinema delle attrazioni,” la cui cati. E le prime critiche cinematografi- essenza consisteva “nell’abilità di che erano incentrate maggiormente su- del loro potere mostrare qualcosa” (Gunning, 1990, gli aspetti tecnici dell’immagine, anzi- illusionistico p. 59). Come ha notato Sandin ché sull’aspetto narrativo dei film. Per (1998): esempio, dopo aver etichettato il ed esotico” Vitascopio di Edison come “l’ultimo gio- I primi film commercializzati erano cattolo dell’inventore”, un critico ante- spesso dei brevi, sensazionalistici78
    • “effetti speciali”, come un treno che sembrava scontrar- Analogamente, i video giochi – specie quelli delle originisi con il pubblico. Il sorprendente effetto era prodotto – tendono ad enfatizzare l’azione, gli effetti (attrazioni),introducendo una modalità di percezione che non era la spazialità e lo spettacolo sulla narrazione. Spacewar!stata sperimentata prima in un contesto teatrale. L’espe- non presentava una storia, ma era una semplice simula-rienza dell’audience dipendeva più nell’attivazione della zione di combattimento spaziale creata da Steve Russellpercezione del movimento che nella comprensione della e da altri studenti del MIT (Graetz, 1981; Levy, 1993).scena rappresentata (p. 3). Se uno dei primi film dei Lumiéres, L’Arrivee d’un Train en Gare de la Ciotat (1895), aveva messo in scena unUn numero significativo di film delle origini erano incen- treno – il simbolo dell’era moderna –Russell mostratrati sull’azione – ad esempio inseguimenti in auto e spa- un’astronave, l’emblema dell’era spaziale. In entrambi iratorie – piuttosto che sulla narr/azio- casi, le nuove tecnologie di visione sonone. Secondo Gunning (1990), la natura state utilizzate come vetrina per nuovepirotecnica ed isterica del cinema delle tecnologie.origini, la cui “energia si muoveva fuori, I primi video giochi, inoltre, presentava-verso lo spettatore ” (p. 61) non è scom- no moltissime delle marche di riconosci-parsa con l’imporsi di un codice narrati- mento di quello che Burch (1990) ha de-vo vero e proprio. Al contrario, è sem- finito il “modo di rappresentazione pri-plicemente sceso nell’underground, per mitivo” del cinema delle origini, una mo-riemergere verso la fine degli anni set- dalità di rappresentazione basata su con-tanta sotto forma del “cinema degli ef- cetti quali “l’autarchia del quadro”, “la col-fetti di Spielberg-Lucas-Coppola” (1990, locazione orizzontale e frontale della mac-p. 62). Ed è interessante sottolineare che china da presa”, “la continuità di ripre-questo nuovo/vecchio cinema, che ha sa”, “la centrifugalità” e, soprattutto, il“riaffermato le sue radici nella rifiuto della “chiusura” narrativa (pp. 89-stimolazione e nelle corse sulle giostre 90).dei luna park” (Gunning, 1990, p. 63), Gunning ha aggiunto (1989, 1990, 1998)si è prepotentemente affermato sulle che i film delle origini tendevano a coin-scene in contemporanea ai video gio- volgere direttamente lo spettatore nel-chi. In altre parole, quella che Gunning chiama “l’eredità l’azione rappresentata sullo schermo attraverso una se-ambigua dei film delle origini” (ibidem) è migrata dal rie di espedienti e di artifici che i video giochi hannocinema ai video giochi. Come il cine- ripreso in modo diretto. Si pensi allama primitivo, anche i video giochi ten- strategia dell’interpellazione, attra-dono infatti a privilegiare lo spettaco- verso la quale i personaggi del filmlo sulla storia, l’interazione sulla nar- simulavano un’interazione con glirazione, l’azione (e le reazioni) sulla spettatori, rivolgendosi direttamen-recitazione. I video giochi – te a loro, guardando direttamente inManovich (1999, 2001) ha suggerito specie quelli camera e infrangendo così i limitiun parallelismo tra le tecnologie digi- dello schermo: “Quest’azione, chetali e i metodi pre-cinematografici di delle origini – ten- sarebbe stata in seguito percepitacreazione delle immagini. Ciò che ac- come un artificio che distruggeva l’il-comuna il video gioco al mutoscopio è dono ad enfatizzare lusione realistica del cinema, qui eral’idea di immagine come frutto di una l’azione, gli effetti intrapresa con brio” (Gunning, 1990,costruzione, anziché di una riprodu- p. 59).zione realistica di un modello pre-esi- (attrazioni), Sebbene quest’espediente sia anco-stente. Nella ricognizione storico este- ra utilizzato nel cinema contempora-tica di Manovich, le tecniche pre-ci- la spazialità e lo neo3 , l’interpellazione è oggi diven-nematografiche, fotografiche e grafi- spettacolo sulla tata un’eccezione anziché la regola.che, l’animazione ed il loop convergo- I registi cercano oggi di creare l’illu-no per dare luogo al linguaggio ibrido narrazione. sione che il profilmico appartenga addel multimedia e del video gioco. Se un piano di realtà alternativa a quel-per Gunning l’essenza del cinema è Spacewar! la dello spettatore.l’azione, per Manovich è il movimen- non presentava Nei video giochi, l’interpellazione rap-to: presenta invece una marca di rico- una storia, noscimento. Questo stratagemma fi-Come confermato dai suoi nomi origi- nisce per frantumare del tutto unnali (cinetoscopio, cinematografo, ma era una quadro già instabile, coinvolgendo di-moving pictures), il cinema è stato in- semplice rettamente lo spettatore all’internoteso, sin dalle sue origini, come l’arte della simulazione4 . I video giochi pre-del movimento, l’arte che è finalmen- simulazione di suppongono uno spettatore attivo,te riuscita a creare un’illusione con- uno spettatore-utente, un soggettovincente della realtà dinamica. (1999, combattimento che partecipa alla messa in scena ep. 175). spaziale non un mero osservatore distaccato, un voyeur. Così come il cinema della 79
    • origini che “metteva in scena la sua nematografiche straordinariamente visibilità, disposto a squarciare un realistiche, capaci di coinvolgere lo mondo all’apparenza autosufficien- spettatore all’interno della mise-en- te per sollecitare l’attenzione dello scene. Il racconto di Forster, in par- spettatore” (Gunning, 1990, p. 59), ticolare, anticipa le stesse ansie analogamente il video gioco non solo tecnofobiche di un film recente come squarcia quel mondo, ma lo The Matrix (1999). In un futuro non reinventa per mezzo del digitale. I troppo lontano, gli abitanti del pia- video giochi mettono sempre in sce- neta si sono trasferiti nel sottosuolo na il loro apparato, anziché occul- e spendono la maggior parte del loro tarlo dietro a pretese di realismo nar- tempo in celle individuali, comuni- rativo. cando tra loro per mezzo di scher- Landon (1992) ha ripreso le teorie mi. I loro desideri sono soddisfatti di Gunning per sostenere che le ra- da una macchina onnipotente, che dici della fantascienza cinematogra- regala loro i cinemataphoes, simu- fica affondano nello spettacolo piut- lazioni fotorealistiche di oggetti re- tosto che nella narrativa. Egli sostie- ali, come frutta, carne e vasche di RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI ne che dato che “il cinema primitivo marmo. L’umanità del futuro accet- Barjavel René (2001). Cinema totale. Saggio – come quello di fantascienza - at- ta il surrogato invece del reale. sulle forme future del cinema. Roma: Editori tua una deliberata messa in scena Ancora più sinistramente affascinanti Riuniti. della sua tecnologia di produzione dei cinemataphoes sono i feelies, in- Baudrillard, Jean (1983). Simulations. New York: Semiotext(e). per suscitare un senso di meraviglia trodotti da Huxley ne Il mondo nuo- nello spettatore, si potrebbe allora vo (1932). In questo classico della Bazin, André, (1967). What is cinema? Berke- ley: University of California Press. affermare che il ‘cinema delle attra- letteratura distopica, ambientato nel Bolter, Jay David & Grusin, Richard (1999). zioni’ tout court è un cinema di fan- 632 dopo Ford, gli abitanti vivono in Remediation: Understanding new media. Cam- tascienza” (1992, xiv). Se la tesi di uno stato di costante stordimento bridge, MA: MIT Press. Landon è corretta, ci aspetteremmo Brooks, Landon (1992). The aesthetics of am- che a) i primi video giochi siano ri- bivalence. Westport, CT: Greenwood Publish- conducibili al genere fantascientifico, ing. dato che il video gioco, per sua na- Canova, Gianni (1998). L’occhio, il dito: L’estetica del videogame. Segnocinema , tura, tende ad enfatizzare lo spetta- Ottobre. pp. 16- colo sulla narrazione. In secondo 17. luogo che b) anche i film che incor- Elsaesser, Thomas & Barker, Adam (1990). Early cinema: Space-frame-narrative. porano video games nella loro mise- London: British Film Institute. en-scéne siano testi di fantascien- Elsaesser, Thomas (1998). Louis Lumiere: The za. cinema’s first virtualist. In Thomas Elsaesser & Ray Hoffman (Eds.), Cinema Entrambe le ipotesi sono valide. Tan- futures: Cain, able, or cable? The screen arts to il primo computer game della sto- in the digital age. Amsterdam: Amsterdam University Press. ria (Spacewar!, 1961) quanto il pri- indotto da droghe (la soma) e dai Eskelinen Markku, The gaming situation. Game mo coin-op (Computer Space, 1971) feelies, film che offrono un elevato studies: The International Journal of si rifanno esplicitamente all’imma- grado di coinvolgimento e di Computer Game Research, 1(6). Retrieved on July, 26, 2001, from http://cmc.uib.no/ ginario fantascientifico. In secondo stimolazione sensoriale. I feelies of- gamestudies/0101/eskelinen/ luogo, è proprio grazie ad un film di frono una forma di intrattenimento Forster, E. M. (1947). The collected tales of E. fantascienza - 2022: I sopravvissuti disimpegnata che conducono ad M. Forster. New York: Knopf. (Solyent Green, di Richard Lester, “una felicità imbecille”, una forma di Gabilondo Joseba (2000). Morphing Saint Sebastian: Masochism and 1973) che i video giochi arrivano sul fuga vacua che occulta e compensa masculinity in Forrest Gump. In Vivian Sobchack grande schermo. Infine, anche il pri- la mancanza di libertà degli abitan- (Ed.), Meta-morphing: Visual transformation and the culture of quick-change (pp. 183-207). mo adattamento ludico di un film, ti. Come i personaggi sintetici dei Minneapolis, MN: University of Minnesota Press. Deathrace 2000 (1976), è un esem- moderni video giochi, anche gli eroi Graetz, J. Martin (1981). The origin of pio di cinema sci-fi. dei feelies appaiono “molto più spacewar! Retrieved on May 25, 2001, from http://www.enteract.com/~enf/lore/ realistici dei modelli reali in carne ed spacewar/spacewar.html. Video games, realtà virtuale e ci- ossa, molto più reali del reale5 ” (p. Gunning, Tom (1989). An aesthetic of aston- nema del futuro. 134). La stessa Alhambra, la sala ci- ishment: Early films and the (in)credulous spec- tator. Art & Text, 34, 31-45. La convergenza tra cinema e video nematografica immaginata da Gunning, Tom (1990). The cinema of attrac- giochi ricorre con sorprendente fre- Huxley, si colloca a metà strada tra tions: Early film, its spectator and the avant- quenza in letteratura. Una rassegna il cinema e la sala giochi. garde. In Thomas Elsaesser & Adam Barker (Eds.), Early cinema: Space-frame- completa trascende la finalità di que- Huxley chiama i creatori dei feelies narrative (pp. 58-68). London: British Film In- stitute. sto saggio. Ci limitiamo a due esempi “ingegneri delle emozioni”6 , espres- paradigmatici: Il racconto “La mac- sione che richiama il nome del Gunning, Tom (1998). Early American film. In John Hill & Pamela Church china si arresta” (1909) di by E. M. processore di PlayStation2, (Eds.), The Oxford guide to film studies (pp. 87-101). New York: Oxford University Press. Forster e Il mondo nuovo (1932) di l’Emotion Engine. Non sorprende, al- Aldous Huxley. In entrambi i casi, i lora, che console Sony sia la piatta- Kaufmann, Stanley & Menstell, Bruce (Eds.) (1972). American film criticism. New York: due autori ipotizzano simulazioni ci- forma cineludica per eccellenza, cau- Liverlight.80
    • Haddon, Leslie (1981). Electronic and computer sa ed effetto della convergenza cinema. L’imperativo del realismo ac-games: The history of an interactive transmediale in atto. In primo luo- comuna allora i due media. Nel suomedium. Screen, 29(2), 52-73. go, PlayStation2 offre animazioni ed celebre saggio, “Il mito del cinemaHeilig Morton (2001). Cinema of the Future. InRandall Packer & Ken Jordan Multimedia: immagini di impatto e di realismo totale”, il critico e teorico André BazinFrom Wagner to virtual reality. New York: W.W. cinematografico. La press release ri- (1967) ha affermato che i pionieriNorton [originariamente pubblicato nel1955]. lasciata da Sony (1999) in occasio- del cinema hanno cercato di raggiun-Herz, Jessie C. (1998). Il popolo del joystick, ne del lancio nella quale si annun- gere “una totale e completa rappre-Come i video giochi hanno mangiato le nostre ciava l’inizio di una nuova era di gio- sentazione della realtà” (p. 63).vite.Milano: Feltrinelli Interzone. chi “cinematografici” evoca nella for- Telotte (1990) ha aggiunto che ilHuxley, Aldous (1953). Brave new world. New ma e nei contenuti lo stile messianico mito di Bazin cela in realtà un “sot-York: Bantham. di Huxley: tile desiderio” che “offre qualcosa diJenkins, Henry (2000). Art form for the digital più di una semplice estetica della re-age. Technology Review, 104(5), p. 43. Immaginate di attraversare uno altà: testimonia anche il potenzialeLaurel, Brenda (1991). Computers as theatre. schermo e sperimentare un film in fantastico e fantasmatico delNew York: Addison-Wesley. tempo reale… Questo è il mondo in medium” (pp. 152-153). Il cinemaManovich, Lev (1999). What is digital cinema?In Peter Lunenfeld (Ed.), The digital dialectic cui stiamo per entrare… La qualità – e, per estensione, i video giochi –(pp. delle immagini sullo schermo è sarebbero allora manifestazione vi-172-192). Cambridge, MA: MIT Press. paragonabile a quella di un film tri- siva dell’immaginario fantastico (eMcLuhan, Marshall (1964). Understandingmedia: The extensions of man. New York: Men- dimensionale in tempo-reale… Tut- fantascientifico) dell’uomo.tor. to ciò contribuirà ad accelerare la Il moderno cinema digitale, in que-Nassaw, David (1993). Going out: The rise and convergenza tra cinema, musica e sto senso, dà alla nozione di cinemafall of public amusements. New York: BasicBooks. tecnologia computerizzata, creando totale di Bazin, un significato com- ad una nuova forma di pletamente inedito. Riprendendo leNewman, Kim (2001, June). Extra texture.Sight & Sound, p. 4. tesi di Baudrillard (1983) sul simu-Oki, Keisuke (1997) Ying-Yang Theory for Mov- lacro, Gabilondo (2000) ha conclu-ies and Computer Games. In Telepolis. so che:Pubblicata inrete: http://www.heise.de/tp/ english/spe- Il computer ha spinto “il cinemacial/film/6102/2.html totale” verso un nuovo orizzonte diPacker, Randall & Jordan, Ken (2001). Multi- realtà – l’iper-reale – nel quale lamedia: From Wagner to virtual reality. NewYork: W.W. Norton. rappresentazione del fantastico nonPoole, Steve (2000). Trigger happy: Video delegittima il realismo, ma algames and the future of entertainment. New contrario, lo legittima con una formaYork: Revolution Arcade Publishing. più forte di realismo. In breve, BazinRobinett, Warren, (1998). Inter-activity andindividual viewpoint in shared virtual world: The aveva già anticipato la logicabig dell’iper-realtà quando ha suggeritoscreen versus networked personal displays. InClark Dodsworth (Ed.), Digital illusion: che “qualunque nuovo sviluppo delEntertaining the future with high technology(pp. 331-342). New York: Addison Wesley. cinema deve, paradossalmente, ricondurlo sempre alle sue origini.Sandin, Daniel (1998). Digital illusion: Virtualreality, and cinema. In Clark In altre parole, il cinema non èDodsworth (Ed.), Digital illusion. Entertainingthe future with high technology ancora stato inventato!” Attraverso(pp. 1-12). New York: Addison Wesley. la tecnologia del computer, il cinemaSkirrow, Gillian (1986). Hellvision: An analysis ha riportato il cinema alle sue originiof video games. In Colin MacCabe(Ed.), High theory/low culture. Analyzing intrattenimento digitale7 . premoderne, al medioevo o primapopular television and film (pp.120- ancora, quando la linea tra il132). New York: St. Martin’s Press. Non solo. PlayStation2 è stata la pri- fantastico ed il reale non era stataSobchack, Vivian (2000). The scene of thescreen: Envisioning cinematic and electronic ma console introdotta sul mercato ancora rigidamente tracciata (p.presence. in grado di leggere film registrati su 186)In John Thornton Caldwell (Ed.), Electronicmedia and technoculture (pp. 232-233). New DVD oltre al software ludico. Con la Molto prima dell’introduzione di SonyBrunswick, NJ: Rutgers University Press. piattaforma Sony si realizza PlayStation2 - e delle fantasieStallabrass, Julian (1996). Gargantua: Manu- l’incorporazione letterale e fisica del steampunk di William Gibson e Brucefactured mass culture. New York: Verso. cinema all’interno di un video gioco. Sterling, se è per questo - unTelotte, J. P. (1990). The doubles of fantasyand the space of desire. In Come James Woods che in visionario di nome Morton HeiligAnnette Kuhn (Ed.), Alien zone: Cultural theory Videodrome (David Cronenberg, progettò una serie diand contemporaryscience fiction (pp.152-159). New York: Verso. 1983) ingloba una videocassetta nel apparecchiature note comeTurner, Graeme (1988). Film as social practice. suo ventre, allo stesso modo, “macchine della realtà”, dispositiviNew York: Routledge. PlayStation2 assimila il cinema per cinematici che, come i feelies diWolf, Mark J. P. (2000). Abstracting reality: Art, rigurgitarlo in forma digitale. Il Huxley, erano in grado di riprodurrecommunication, and cognitionin the digital age. New York: University Press videogioco è la nuova carne del ci- e simulare la brillantezza sensorialeof America. nema. della vita reale ed estendere il mito Sin dall’inizio, i video giochi hanno del cinema totale. cercato di raggiungere il massimo li- Ispirato da curiosità come il vello di fotorealismo grafico, per Cinerama e i film a tre dimensioni, uguagliare prima e superare poi il Heilig concluse che l’evoluzione più 81
    • logica del cinema avrebbe ridefinito di grande dimensioni: le lobby degli Dall’incontro tra il cinema e la le dinamiche di coinvolgimento del hotel, aeroporti, parchi a tema e tecnologia elettronica è scaturito un pubblico all’interno della scena ristoranti. Un “giro” costava medium ibrido, liminale, ambiguo. Il rappresentata. La simulazione solamente 25 centesimi e la video gioco, una nuova forma di audiovisiva di Heilig era dunque macchina avrebbe offerto quattro comunicazione. E secondo McLuhan fondata sull’idea della stimolazione differenti scenari a rotazione (Heilig, (1964): sensoriale, che da sola avrebbe 2001, p. 345). L’ibrido, ossia l’incontro tra due me- abbattuto la “quarta parete” e L’invenzione di Heilig recuperava da dia, è un momento di verità e di avrebbe trasportato lo spettatore una parte l’idea del mutoscopio e, rivelazione dal quale nasce una all’interno di mondi virtuali. Nel dall’altra, anticipava il video gioco a nuova forma. Ogni volta che si seminale saggio “Il cinema del fu- gettone, che avrebbe fatto la sua stabilisce un immediato confronto tra turo” scritto nel 1955, Heilig comparsa una decade più tardi. Si due strumenti della comunicazione, immaginò un nuovo tipo di cinema trattava di una tecnologia troppo in anche noi siamo costretti, per così (una sala giochi?) che avrebbe anticipo sui tempi, che “non conobbe dire, a un urto con le nuove frontiere proiettato immagini stroboscopiche mai grande popolarità” (Robinett, che vengono a stabilirsi tra le forme; e stimolato i sensi degli spettatori 1998, p. 340). Come ha sottolineato e ciò significa che siamo trascinati per mezzo di vibrazioni, odori ed Laurel (1991), il limite del fuori dal sonno ipnotico in cui ci effetti di feedback idraulici. Sensorama non era tecnico, ma aveva trascinati la narcosi “Progettare il cinema del futuro temporale, dato che era apparso “in narcisistica. Il momento dell’incontro significa andare oltre la mera una fase in cui il mercato non sapeva tra i media è un momento di libertà architettura. Il cinema del futuro che farsene – le sale da flipper erano e di scioglimento dello stato di trance sarà una macchina costruita per troppo monolitiche per accogliere e di torpore da essi imposto ai nostri trasportare psicologicamente gli una simile invenzione e sarebbero sensi. spettatori all’interno del film, così passati diversi anni prima che Pong Con i video giochi, il cinema ha come il jet è in grado di trasportare avrebbe inaugurato l’era del raggiunto il suo massimo grado di fisicamente gli esseri umani da un divertimento elettronico” (p. 52) evoluzione. luogo all’altro” (p. 345). È significativo che, nel dicembre del Dopo aver studiato presso il Centro 2001, Il Centre Pompidou di Parigi di Cinematografia di Roma sotto la abbia organizzato una mostra sui guida di Vittorio De Sica, Heilig mise video giochi intitolata: Les ciném@s a punto il Sensorama (1956/1962), de demain, il cinema di domani. In oggi considerato il precursore dei realtà, già oggi i video giochi hanno video giochi e della realtà virtuale. recuperato e superato del cinema. Il dispositivo consisteva in una Il cinema è morto, viva il cinema. struttura dotata di un manubrio, un sedile, un visore stereoscopico. L’utilizzatore si sedeva, si appoggiava al manubrio e, come nel mutoscopio, avvicinava gli occhi al visore. Per aumentare la sensazione Anche se il progetto di Heilig si è NOTE: di un viaggio reale, il volante e il scontrato con l’indifferenza più 1 NPD Group ha quantificato in 9.4 miliardi di dolla- sedile tremavano come se ci si totale, la sua visione si è dimostrata ri le vendite complessive - hardware, software e trovasse davvero alla guida di una corretta: nel giro di pochi anni, i periferiche - dei video giochi nel 2001, con un au- mento del 43% rispetto al 2000, quando erano stati motocicletta: alcuni bocchettoni video giochi avrebbero invaso le toccati i 6.58 miliardi di dollari. gettavano aria sulla faccia in quantità lobby degli hotel, aeroporti, parchi 2 “Aux frontières du cinema” era il titolo di un proporzionale alla velocità del a tema e ristoranti e, ironicamente, supplemento ai Cahiers su Cinema interamente dedicato all’evoluzione del cinema, pubblicato mezzo. Anche l’apparato olfattivo era le stesse sale cinematografiche. nell’aprile del 2000. sottoposto a stimolazione: durante 3 Si pensi a Il favoloso Mondo di Amélie di Jeunet il percorso, si percepivano gli odori 4 I video giochi hanno spesso utilizzato singole tec- dei gas di scarico delle autovetture, THE END [GAME OVER]? niche cinematografiche per creare forme ludiche inedite. Si pensi all’uso della soggettiva negli gli aromi della pizza provenienti da sparatutto in prima persona come Doom, Halo o un ristorante collocato lungo il “Fin dalla sua nascita, il cinema Unreal. Laddove al cinema questa pratica narrativa funziona solo quando il regista ne fa un uso parco: percorso. Il Sensorama permetteva è in costante evoluzione. Sarà il fallimento di film come La Signora del lago, 1946 di Robert Montgomery o Little Sister, 1992 di lo dunque di vedere un film a tre giunto a compimento quando sarà confermano. dimensioni, ma anche di sentire il in grado di presentarci dei 5 Il che rimanda, ipertestualmente, allo slogan vento in faccia e, in alcune scene, personaggi a tutto tondo, colorati, della Tyrrel Corporation, “più umano dell’umano” di Blade Runner. l’odore di scarico delle auto e l’aroma fors’anche odoranti: quando questi della pizza. Nel progetto originale di personaggi si staccheranno dallo 6 Emotion engineers nel testo originale. Heilig, il Sensorama: schermo e dall’oscurità delle sale 7 Il testo originale è: “Imagine walking into the screen and experiencing a movie in real-time... this Avrebbe potuto presentare per andare a passeggiare nei is the world we are about to enter... The quality of esperienze di visione individuale in luoghi pubblici e negli the resulting screen image is comparable to movie- quality 3D graphics in real-time... posti nei quali sarebbe stato appartamenti di ciascuno di noi” This will help accelerate the convergence of movies, music, and computer technology into a new form problematico installare degli schermi (René Barjavel) of digital entertainment.”82
    • RANCHO DIABLO E’ blues il colore del deserto californiano“Il deserto è una estensione naturale del silenzio in- atti unicamente a guastare il perfetto spaziare delloteriore del corpo. Se il linguaggio, le tecniche, gli edifici sguardo.dell’uomo sono una estensione delle sue capacità Dopo il deserto, l’occhio ricomincia ovunque a farecostruttive, solo il deserto è una estensione della sua mentalmente il vuoto perfetto, non può che immagi-capacità di assenza, lo schema ideale della sparizio- nare il deserto attraverso la filigrana di tutte le zonene della sua forma. abitate, di tutti i paesaggi. La disassuefazione è lun-Quando si esce dal Mojave, dice Bunham, è difficile ga, e non è mai totale. Allontanare da me ogni so-mettere a fuoco a meno di quindici miglia. L’occhio stanza... Ma il deserto è qualcos’altro, non è solo unonon riesce più a posarsi di nuovo sugli oggetti vicini. spazio dal quale sia stata rimossa ogni sostanza.Non può più, propriamente, posarsi sulle cose, e tut- Come il silenzio non è qualcosa da cui sia stato elimi-te le costruzioni umane o naturali che vengono a in- nato ogni rumore. Non c’è bisogno di chiudere gli oc-tercettare la visione gli sembrano fastidiosi ostacoli, chi per sentirlo. Perchè è anche il silenzio del tempo.” Paolo Davoli Letizia Rustichelli + artwork cd 17
    • Il Mojave è il deserto giusto fuori Los Angeles: a nord- tipicamente wendersiano e quindi maledettamente cine- est della città degli angeli, al di là di Pomona e Pasadena, matografico – alla Paris, Texas, giusto per non essere sulla strada per la Death Valley, la Valle della Morte, al- fraintesi. E’ tramite i ghettotronics – chitarre trattate elet- tro topos desertico tra la California e il Nevada. Lì, ac- tronicamente con “manualità” domestica, che i Rancho campati su Mountain View, abita- Diablo affrontano il suono dei gran- no Jay Hill e Graham Gahs-Hill – i di spazi alieni del Mojave e della Rancho Diablo – che, grazie alla Death Valley. I’ll Follow Magenta loro musica, vivono il paesaggio Skies è il loro album di debutto. del Mojave come fonte perenne Desert ambient-blues with dub d’ispirazione. Luogo che marca a influences, questa l’impietrita fra- fuoco, il deserto, tra spazi incor- se in cima alle polverose pubblicità ruttibili e nature seduttive: la sua dei rancheros disseminate sui è una presenza/assenza ingom- magazine musicali... brante, ottundente, quasi strazian- te. Incline alla solitudine, alla “Inutile cercare di non vedere il spazialità primitiva, alla dismisu- deserto con occhio cinematografi- ra drammatico-estatica, il progetto co per conservargli una qualità ori- Rancho Diablo s’immerge coscien- ginale: la sovraimpressione è to- zioso nell’immaginario del deser- tale, e non viene mai meno. Gli to e riesce a comunicare un “plot” Indiani, le mesas, i canyon, i cieli: ammaliante e poetico su una con- il cinema ha assorbito ogni cosa. E sunta “epica” – quella desertico- tuttavia è lo spettacolo più avvin- californiana - quanto mai frequentata e sfruttata dal ci- cente del mondo. Si devono forse preferire i deserti “au- nema e dalla musica americana. E i Rancho Diablo lo tentici”, le oasi profonde? Per noi moderni e ultramoderni, riescono a fare, grazie all’insolente bellezza del loro blues come per Baudelaire che ha saputo cogliere nell’artificio acustico, scarno e dilatato, con le misure e le ansie “bru- il segreto dell’autentica modernità, è avvincente solo lo ciate” dal dub contemporaneo e con un lirismo elettroni- spettacolo naturale che rivela al tempo stesso la profon- co-ambientale tutto sospensione e immobilità, dal gusto dità più emozionante e il simulacro totale di quella pro-18
    • fondità. Come qui, dove la profondità del tempo appare minimo canto e senza il minimo beat... anzi, nei loroattraverso la profondità del campo (cinematografico)... haiku sabbiosi, fa capolino un hand drum, un tamburoQuesto paesaggio è così depositario di tutti gli eventi suonato a mano, un tamburello che rieccheggia qua e là,geologici e antropologici, fino ai più tra le ceneri acustiche, gli inciam-recenti. Di qui, la scenografia stra- pi d’eco stordenti e le oniricheordinaria dei deserti dell’ovest, che linee di guitar-synth puntate ol-associano il geroglifico più tre gli orizzonti. Ambiance pura,ancestrale, la luminosità più vivida vorremmo scrivere, o astuzia as-e la superficialità più assoluta.” Il progetto Rancho Diablo sorta e allusiva del blues, silente e camaleontico come il serpenteDovremmo essere grati ai Rancho s’immerge coscienzioso che striscia fra i granelli di sab-Diablo. Mentre gli altri – i loro coe- bia del Mojave. Qui è l’elettroni-tanei – passano il tempo nelle di- ca a essere sottotraccia, ombreg- nell’immaginario del desertoscoteche e nei club, loro lo passano giata e smagrita tra i flebili spazinei deserti e nelle strade; il loro ter- profondi creati dalle cordicellereno di caccia sono i canyon, gli e riesce a comunicare acustiche appena appena pizzi-arroyos, le ghost-town, le mesas - cate. Già... l’elettronica, madrele montagne ripide del Sud-Ovest – un “plot” ammaliante di tutti i beats: nel deserto, dor-e non certo i rave psicotropi e le me tra due guanciali di seta, nel-downtown iperurbanizzate. E do- l’inesorabile luce che dissolve e poetico.vremmo essere loro grati anche ogni suono...perchè il primo assolo di chitarraelettrica arriva giusto al nono brano, dopo mezz’ora ab- “Nel deserto, il colore è come impalpabile e staccato dallabondante di sgretolamento sublime, delirante, del no- sostanza, diffranto nell’aria e fluttuante alla superficiestro flusso di coscienza, evitandoci l’inconfessabile pau- delle cose – di qui l’impressione spettrale, ghostly e alra di sentir riaffiorare, durante l’ascolto, le tracce del tempo stesso d’immagine velata, traslucida, statica erock d’antan della corporate America. E l’ultima gratitu- sfumata dei paesaggi del deserto. Di qui, l’effetto mirag-dine la esprimiamo al loro paesaggio aurale, senza il gio, miraggio anche del tempo, così vicino all’illusione 19
    • totale. Rocce, sabbie, cristalli, cactus, sono eterni, ma bre, La scorsa notte ho sognato la pioggia, Terra bella, anche effimeri, irreali, avulsi dalla loro sostanza. La ve- Afton Canyon. Impressionismi acustici, mineralismi elet- getazione è minima, ma indistruttibile, e ogni anno a tronici, lente modulazioni dei rimandi d’eco: e l’orecchio primavera esplode il miracolo dei fiori. La luce, in com- interno così serrato al cuore... Il tempo assume, nel blues penso, è consistente; polverizzata nell’aria dà a tutte le del diablo, un’altra dimensione: è un tempo immobile tinte quella caratteristica sfumatura pastello che è come eppure fluente, eterno eppure fragile. Così il suono: cri- l’immagine della stallino eppure così disincarnazione, della assordantemente cre- separazione dell’ani- puscolare. L’ultima ma e del corpo. In traccia, un’ultimo questo senso, si può blues nomade, lento, parlare dell’astrazione lentissimo, dai colori del deserto, di un mitragliati dal fuoco dissolvimento organi- del tramonto, ci rac- co, al di là della tran- conta che è time to be sizione abietta del cor- moving on: è tempo di po verso l’annullarsi muoversi, rimanendo della carne.” fermi, attoniti, sulle rocce di Mountain Pochi istanti da foto- View... grafare, da mandare a memoria; acquarelli acustici, polaroid ri- verberanti di angolosi momenti. Scarabocchi Rancho Diablo I’ll Follow Magenta Skies dell’anima riscritti nel dub-blues astratto, sfilacciato, spos- Rancho Diablo Music - USA 2002 sato dei diableros. I due fratelli del vento paiono riassu- www.ranchodiablo.net mere nei titoli delle tracce gli emblematici frammenti di vita che portano nella morsa dell’anima: Seguirò i cieli Il testo in corsivo è tratto da JeanBaudrillard, L’Ameri- color magenta, Campeggio mattutino nella riserva ca, Feltrinelli, 1987. Haystack, Sull’autostrada fuori Yreka, Mojave a novem-20
    • LIVE RECLOOSE @ Maffia 6/4/02 Era da parecchio tempo che desideravo ardentemente gustarmi un dj set di Recloose, e posso dire di essere stato accontentato appieno! Infatti il 6 Aprile al Maffia Matt Chicoine si e’ prestato ad un dj set veramente esaltante in cui ha ripercorso l’evolversi della scena elet- tronica di Detroit. Recloose e’ infatti originario della Motown ed e’ il braccio destro del guru Carl Craig: pub- blica per la sua etichetta Planet E e collabora con lui al suo progetto Innerzone Orchestra. Anche come dj il no- stro caro Matt si e’ fatto conoscere in tutto il mondo... e anche noi questa volta lo abbiamo potuto apprezzare in tutta la sua potenza. Fate conto di aver acquistato un biglietto per un viaggio andata e ritorno per la Detroit sonora: una scaletta studiata per garantire una immer- sione totale nei vari generi che hanno caratterizzato il suono elettronico della citta’ statunitense. Matt parte spiazzando un po’ tutti con una sorta di breakbeat ultra-grasso molto poten- te caratterizzato da bassi larghi e synth in perenne mattana... il tutto parte dal break, e, passando per “I Can’t Take It” (un pezzo fon- damentale del Recloose-sound) iniziamo l’immersione nelle terre di confine della house detroitiana. Il beat si fa dritto e viene impastato da un trattamento shuffle che non puo’ non farti muovere. Il suono e’ comunque caldo e la matematica rigida del ritmo viene avvolta in calde vesti synthish. Si sente anche una certa influenza dub nei pezzi, non tanto per il timbro inconfondibile del suo- no giamaicano, ma per la reiterazione della ritmica, per i giochi di delay che lo stesso Recloose applica al suono durante i mix e per quel feeling tribale che si puo’ coglie- re in questa parte di set. Con l’avanzare del set Matt rende l’atmosfera piu’ tesa, i kick si fanno piu’ fendenti e martellanti, le sonorita’ piu’ scarne: siamo entrati nella fase piu’ techno del Detroit- sound, una techno profonda ma comunque molto dura. Riemergiamo dal momento piu’ cupo e battente del set per approdare nel campo dell’electro, con vecchie (May The Funk Be With You dei Jedi Knights) e nuove produzioni, tutte molto luminose e ben ritmate, un gusto sia da ballare che da ascoltare... pian piano poi la tensione si allenta e la selezione si sposta su tracce soul e west Seb for BASEBOG london, il tutto si fa piu’ mellow: fine del viaggio! Il dj set di Recloose e’ stato tutto questo. press office !K7 www.basebog.it 50
    • REVIEW SINGOLI BREAKS by Dj Rocca AQUASKY Vs MASTER BLASTER RAS KWAME “Loko (feat. Ragga Twins)” “Cum On” (Soul Ja) (Botchit & Scarper) L’etichetta antagonista alla Bingo di Zinc, Anche Aquasky in versione breaks con la mitica Soul Ja, già al terzo singolo è il compare Masterblaster ha pronto nell’olimpo delle label di riferimento per l’album: “Beat The System”. Singolo il breakstep. Dopo Zed Bias (Quest) e da leccarsi i baffi, sull’attuale scia del Oris Jay (Darqwan), è la volta di Ras ragga flavour sul breakstep più Kwame, ex membro degli M-Dubs che bassoso, Aquasky convoca addirittura con “Cum On” ripropone il ragga style i Ragga Twins, tra i pionieri del cibernetico. Ritmo in levare sottolineato breakbeat com’è attualmente da una bassline dub super groovy, per concepito. “Loko” parte come una questo dancefloor in bilico tra il two step traccia melodica, con una cassa più sperimentale, il breakbeat ed il ragga ‘macigno’ che già prepara alla burrasca di futuristico. break&bass del brano dopo la pausa. Sul retro Dub mix ‘dirty four on the floor’, cioè cassa dritta e brutale. Killerfloor assoluto. DEE PATTEN Vs J.D.S. “Who’s the Bad Man 2002” (White) HIGH CONTRAST “Global Love Super bootleg da party per questa nuova (Calibre mix) / Return of Forever versione di un classicone datato 1995. (Landslide mix)” (Hospital) Uscito per l’etichetta dei Leftfield, la Hard Il nuovo talento della Hospital, nuova Hands, fu uno dei capisaldi per l’odierna star dalla scena drum’n’bass, si scena break mischiata al reggae flavour. prepara all’album con un singolo di Già riedito pochi anni fa con vari remix, remix. ora è riproposto in due versioni Landslide, sempre meno garage e rimescolate e fuso ad un altro classico sempre più West London, rilavora dei nostri tempi, ‘Dooms Night’ d’Azzido l’ormai traccia più famosa in un ritmo Da Bass. Le nuove versioni sono oro two step quasi electro, molto deep, colato per chi non ha l’originale, ma jazzy e funk, ingioiellato nei suoi essenziale anche per tutti gli altri… accordi di Rhodes che saltellano sul ritmo creando un fresco e delizioso groove. Calibre si occupa di “Global Love” che, M DOUBLE con un lieve tocco da soundtrack,trascina la “No Delay” (Subbz) danza per tutto il brano in modo elegante e Primo singolo per questa nuova label di coinvolgente. breakstep per la pista. Quasi una concezione da scuola del drum’n’bass, APHRODITE feat. BARRINGTON M Double sparge sample vocali ragga in LEVY “All over me (Freq Nasty delay su di un ossessivo groove profondo remix)” (V2) quanto ballabile rimanendo scarno ed Il re del jump up ritorna con un al- energico. Minimalismo ritmico, batteria bum per i propri fan, “Aftershock”, e basso penetrante, ma calibrati a ritmo pieno di tracce variegate, dalla ragga shuffle, il tutto arricchito da sparsi jungla, alle influenze etniche. Il primo speech, come se il drum’n’bass tornasse singolo estratto è il brano con il mito alle sue origini jungle dei primi tempi, dell’etichetta ragga Greensleeves, ma con un beat più lento e Barrington Levy, qui remixato da Freq maggiormente accuminato. Il Digital del ‘bass-in-your-face’ Nasty e Jimmy T. breakstep. Potenza e bassi spietati nel remix di Mr Darin Nasty, che mantiene quel flavour ragga originale per immergersi nelle sub frequenze più AA.VV. turbinose possibili. “South West Vol.4 - Silence E.P.” (South West) RECLOOSE “Ain’t Changin (Carl Mr Jay Da Flex, giovane black man della Craig remix)” (Planet E/K7!) scena breakstep underground, è Se non conoscete ancora la scena praticamente il protagonista di questo tech-house mutante che arriva dagli E.P. a tre brani. La sua “Lost 1z”, in States, ricordatevi di questo nome: compagnia di Uncouth Youth, è la traccia Matt Chicoine, ossia Recloose. Come principale: bel break rotolante che i suoi esimi colleghi Moodyman e avanza infarcito da un sample old school Theo Parrish, Recloose parte dallo hip hop, sparsi vocalizzi ragga e coretti stilema techno per mischiare house, soul che galleggiano sulla bassline dub g-funk, jazz e gospel in un unicum ultra acida. Ottima anche “Dirty, Dirty” di black, grondante di tradizione e di Dirty Harry, traccia più minimale ma modernità. Pronto il suo album “Car- groovy, ed il remix di Jay Da Flex a “Un- diology”, si apre la pista con il singolo diluted”. “Ain’t Changin” con sia versione strumentale che con il remix del ‘Maestro’ Carl Craig. 43 43
    • REVIEW SINGOLI DRUM ‘N’ BASS by Dj Rocca ED RUSH & OPTICAL “Pac Man SUV feat. MC TALI (RAM Trilogy remix)” (Virus) “Do you remember me?/Lost Angel” Come ormai sta delineandosi la (Full Cycle) tendenza della Virus, il nuovo singolo Vero e proprio swing in forma drum’n’bass, è diviso in due tracce diverse per due che grazie a due talenti come Suv e la rispettivi differenti autori, e, guarda ‘maestrina’ Tali, delizierà tutti i dancefloor caso, mai Ed Rush e Optical coinvolti planetari. La traccia incomincia con un bel in prima persona…Lo scorso singolo flauto sottolineato da chitarra e percussioni, Matrix e Cause4Concern, ed ora un poi l’australiana Tali crea con la sua deliziosa remix RAM ad un classico della Virus forma di canto scat un bellissimo brano, più Universal Project con “Vessel” sul ibrido tra il jazz e la scuola dei bassi tipica retro. Nulla da eccepire, puro sound di Suv. Marchio di fabbrica Full Cycle per il Virus con il remix della RAM in piena flavour che si respira anche sul retro, che formazione Andy C + Shimon + Ant Miles a farla con “Lost Angel” porta il groove in un da padrone, ma dov’è finito Ed Rush?…e Opti- avvolgente brano deep rollin. cal? DILLINJA “Grimey EP” ACCIDENTAL HEROES (V Recordings) “The Stars Our Destinations” (Infra- Ancora il bass master Dillinja ed red) ancora con pura classe coniugata alla Album d’esordio per niente meno che genuina potenza per il dancefloor. Il sull’etichetta di J Majik…quintuplo vinile per marchio di fabbrica del ‘Maestro’ questi Accidental Heroes, per nulla affatto associato al suono della V recording dei novellini, infatti lo dimostra la quantità non può che lasciare il segno, e di singoli incisi a nome Sonic & Silver per naturalmente rimane indelebile dopo label come la Reinforced, la Trouble On Vi- l’ascolto di “Grimey” super killerfloor nyl, la Formation e la loro Science Fiction. giocato sulla poderosa linea di basso. Tracce influenzate dalla scena rave, quanto Seguono “12 Inches Flares”, “Take My dall’house, come l’omaggio di “Swerve” e Life” e “Pluto”, per un doppio singolo “Out There”, per un album ricco di materiale assolutamente necessario quanto prezioso. per la pista con super linee di basso modulato e campioni originali. BLAKE 7 “Bar Sixteen/Amber Leaf” (Reinforced) DIGITAL Come più volte ribadito, la Reinforced “Dubzilla” (Function) è un marchio di garanzia, ed anche Dopo avere militato nella Metalheadz e nella questa volta il colpo va a segno. Reinforced per anni, Digital arriva Doppia side A, e non un lato inferiore finalmente al suo album in piena maturità all’altro, perché sia “Bar Sixteen” che artistica. Immediatamente riconoscibile per il retro “Amber Leaf” sono due tracce il suo stile affilato e ricco di reggae al silicio, che si emancipano dall’anonimato del arriva in formato box da cinque 12" il suo autore. Sperimentali, ma monumento al basso dub che gli dedica altamente ritmiche e groovy, queste Digital. Tracce come «Smokin Dub» e «True due ‘funky tunes’ promettono caos in pista, la Natty», espliciti rimandi alla cultura prima per una bassline degna del più bel brano Giamaicana, oppure le più tecnologiche breakstep, la seconda per la sua dinamica «Warped 2» e «Skyline» sono solo alcuni struttura ritmica. esempi dell’eccellente capacità del suo autore. DJ MARKY & XRS LAND “LK - Original mix” + “LK - Vocal mix” POLITIX - DJ RAP (V recordings) “All Krew - Rock da Beat” (Proper Ta- Brasile, la nuova parola d’ordine lent) della scena drum’n’bass…l’ultra Se siete ascoltatori di drum and bass da un atteso “LK”, il capitolo successivo al po’, conoscerete sicuramente l’italo “Brazil EP” di Patife, esce in due canadese trapiantata in UK a nome DJ Rap, singoli differenti. L’originale, con quasi una ‘Jennifer Lopez’ della scena jun- tutto il flavour di Jorge Ben in gle, rispettata ‘DJ female’ alla stregua di versione jungle, trasuda funk da Storm, ma anche produttrice di lunga data. tutti i beats e dagli accordi di Provò anche a diventare cantante per la chitarra brasiliana, mentre, sulla Sony, ma con la sua etichetta Proper Ta- side B, troviamo un brano più lent ha sempre dato eccellenti 12" per la ortodosso, “System”, ma rolling al pista. Minimale e ragga, ma con una punto giusto. Il remix, altro non è bassline efficace «All Krew» di Politix, che l’originale arricchita da MC Stamina, con mentre «Rock da Beat» della stessa Rap, è “Love Fantasy” sul retro, cantato funk molto un’ottimo breakbeat nu school. sensuale e caldo, ormai ricetta vincente per il D&B.42
    • SKANK BLOC BOLOGNA: storie di Gaz, Paz e AliceUna città ed il suo essere tra il finire dei settanta e l’inizio ed alla vita di Andrea Pazienza, il libro edito dalla Shake,degli ottanta. Frammenti e segni che rimangono impri- curato da Bifo e Gomma, su quella che è stata la vocegionati nelle architetture, ancora in circolo con le corren- dei movimenti, Radio Alice. A questi eventi possiamoti d’aria che tirano sotto i portici, appiccicati alla pelle di senz’altro aggiungere la nuova attenzione per tutti que-chi vi ha vissuto o di chi è passato. Un fermoimmagine di gli artisti, autori, scrittori, agitatori e teorici usciti dalun periodo cruciale nelle storia culturale non solo italia- DAMS, vera e propria fucina intelletuale e il ritorno dina (gli scontri ed i fatti del ’77 giunsero in tutta Europa, quel suono che da progressivo si imbastardiva di punk esino in Inghilterra, da qui il titolo del primo 45 degli Scritti new-wave con già nella mente l’elettronica prossimaPolitti e di questo speciale). Da qualche tempo c’è un ventura. Ma è il clima politico odierno, il sorgere di nuovicostante ritorno a quel particolare periodo storico-socia- movimenti, proteste, rivendicazioni, l’aria di rivoluzionele, alla consistente stagione creativa, ai documenti ed (?), la stasi creativa ed una sua presumibile rinascita,agli stili che nacquero sotto le due torri (quelle di Bolo- l’assetto stesso del mondo che ci fa sentiregna naturalmente!). epidermicamente le vicinanze e le affinità con la Bolo-Ecco il film di Renato De Maria “Paz” ispirato alle storie gna appena prima degli ottanta. Fabrizio Tavernelli ©Immagini di Pazienza tratte dai volumi: “Le straordinarie avventure di Pentothal” (baldini & castoldi) - “Francesco Stella (Coconino press) “Pompeo” (ed. Il Grifo) - 65
    • SHANK BLOC BOLOGNA IL GAS DEL NEVADA solo con le tue idee. E’ questo il momento in cui si aprono spazi e 1980. Né un anno di più né un anno smagliature nei sistemi chiusi ed or- di meno. Già da qualche tempo, più ganizzati, è questo il momento in cui o meno dal ‘77, nella musica e nelle rimettere in azione la mente. Non arti avvenivano sommovimenti so per quale motivo sento nell’aria underground che causavano gli odori e l’elettricità di quando sconvolgimenti in superficie. I gran- ascoltavo i Gaznevada. Forse perché di dinosauri, le imbalsamate com- eravamo alienati? Forse perché av- pagnie discografiche, i supergruppi, vertivamo il pericolo? l’obsoleto e degenere prog-rock pa- revano prossimi ad una estinzione Ricordo quando da cinnazzo partivo irreversibile. Al loro posto parvero all’avventurosa ricerca della roba prosperare organismi più agili, nuova che giungeva da fuori. In bi- eclettici ed adatti al nuovo spirito dei cicletta e poi in motorino dalla cam- tempi. L’urgenza metteva in circolo pagna dritto spedito dentro al nuove energie. Dopo il punk, etichet- negozietto di dischi di Correggio, te indipendenti, nuovi stili, nuove dove Gigi mi faceva ascoltare le nuo- sperimentazioni, nuovi gruppi av- ve esaltanti uscite punk-new wave. venturosi e senza scrupoli Componevo mosaici e puzzle: su virtuosistici, si imponevano sulla sce- Frigidaire o su Musica 80 leggevo di na con la forza della novità. Il tutto gruppi, di suoni strani, rimanevo coinvolgeva la moda, il design, l’ar- scioccato da foto che ritraevano i te figurativa, il cinema, l’immagine nuovi comportamenti dell’animale stessa dell’umanità, forse la sua eti- metropolitano, studiavo i segni at- ca. Do it! Questo era l’imperativo. traverso i quali si esprimevano le Fallo! Senza mezzi, senza soldi, sen- nuove avanguardie. Mi esaltavo za grossi supporti, senza tecnica, ma quando scoprivo che non ero solo nel con le idee, con la curiosità, con az- sentire sin dentro la pelle la moder- zardo e coraggio. nità, la novità, lo sconcerto, il fasci- no per l’inusuale. A quanto pare, a Oggi sappiamo che questa lotta di Bologna esisteva una scena in fer- sopravvivenza è stata in un certo mento e da lì a poco avrei vissuto modo persa, i grandi dinosauri, le direttamente i suoi ultimi respiri gra- mastodontiche macchine da guerra zie alla frequentazione del DAMS. sono tornate, hanno di nuovo alzato Come scriveva Francesca Alinovi, i loro lunghi colli, si sono mimetiz- teorica d’arte di frontiera: “…a Bo- zate e vestite d’alternativo confon- logna si sono formati nuovi gruppi dendo e corrompendo anima ed arte. punk-rock di giovanissimi decisi a Due o tre specie prosperano ed passare dall’esibizione musicale pro- uniformano il pianeta: monopoli, priamente detta alla performance in multinazionali, concentrazioni. generale, affiancando ai concerti, in- La biodiversità culturale viene rele- contri, conferenze, gesti semplice- gata in nicchie di clandestinità. La mente nonsensical. Mi riferisco agli situazione pare essere piombata nei Skiantos e all’ultima rivelazione, i momenti più bui e conservatori del- Do it! Gaznevada”. A Bologna c’erano i la storia, la stasi pare essere infini- Gaznevada ed insieme a loro ta, senza termine, senza via d’usci- Questo era l’imperativo. Confusional Quartet, Skiantos, ta. Definitiva? Non credo. Perché Stupid Set, Hi-Fi Brothers (chi li ri- l’aria che si respira è stagnante ed è Fallo! corda?), c’erano fanze, locali, eti- necessario respirare, come succes- Senza mezzi, chette, creativi, testimonianze per- se sul finire degli anni ’60, come suc- sino sui muri. Gaznevada era area cesse sul finire degli anni ’70. senza soldi, senza grossi di contaminazione, nel deserto del Qualcosa sta montando sotto; gli Nevada erano avvenuti i primi espe- anticorpi sociali si stanno risveglian- supporti, senza tecnica, rimenti atomici degli Stati Uniti, il do, la protesta nelle sue forme at- ma con le idee, segreto militare aveva tenuto nasco- tuali ci porta ad una possibile nuova sto tutto questo per anni. Ma da stagione creativa, ad una nuova ri- con la curiosità, Bologna la radioattività raggiunge- voluzione culturale, ad una nuova va il mio rilevatore di sensazioni se- idea della politica (?). E allora “DO con azzardo e coraggio. gnalando un’alta attività e portan- IT”. Fallo ancora! Nel mondo, in Ita- domi a scoprire i gas sprigionati dalle lia, qui ed ora, senza strutture e sen- cantine. La città trasfigurava e da za soldi, con quello che hai, forse dotta e grassa si faceva aliena e 66
    • futurista, si specchiava negli sguar- passiamo la bottiglia di vino condi alienati e nei tagli di capelli Billy Blade, il sassofonista-cantan-sghembi ed irti. Ed ecco il primo al- te, il quale reagendo agli sfottò deibum “Sick Soundtrack”, nuovo per rockers dice con sguardo allucinatol’Italia musicale, fumettoso, cool e “Se non tacete, smettiamo di suo-nevrotico al punto giusto. Vicino alla nare!”. E’ un invito a nozze per icolta wave americana di Devo, lungocriniti del Bar Moka che inon-Talking Heads, Pere Ubu, Residents dano di fischi (…e se non ricordoe alla no-wave di Contortions e DNA. male di sputi) la band. Quasi scop-Un disco sintetico e sintetizzato, es- pia una rissa tra noi, che rischia-senziale, sparato in vena ed mo di assistere ad una prematuraanfetaminico (“Going Underground”) fine del concerto, e la compagniache passa da momenti gelidi, di rockers, che alla fine se ne vaspersonalizzati ad altri in cui le urla non per paura della nostra pre-della nevrastenia vengono trattenute stanza fisica, ma perché hannonella struttura di una canzone ormai esaurito tutte le possibili(“Shock Antistatico). Dentro c’era offese e non ne possono più ditutto quello che mi serviva, quello quella musica. Così il concerto ri-che ricercavo nei dischi di allora: prende sino alla rituale richiestaenergia, obliquità, dissonanze, pa- di bis ed alla fine qualcuno di noiranoia, fantascienza, elettronica, chiede autografi, qualcun altrosperimentazione, neurofunk (“Oil osserva attentamente come sonoTubes”), contorsioni, post-moderno, vestiti e come appaiono giù dalfascinazioni metropolitane e sguar- palco i Gaznevada, qualcun altrodi al mutante giappone ( “Japanese ancora nota che parte della bandGirls”). L’immagine della band era non è proprio lucidissima. Il gior-quella giusta, ancora sporca di punk, no successivo al piccolo grandema già macchiata dall’intelletualismo evento ci si ritrova sotto i porticiwave: cravatte sottili, tinte noir, davanti alla Coop, c’è chi è vestitospigolosità hard-boiled, movimenti alla Gaznevada, chi si è fatto il ciuf-schizofrenici alla David Byrne. fo, chi progetta un nuovo gruppoAndrew Nevada, Bat Magic, Billy con batteria elettronica, farfisa eBlade, Robert Squibb, Chainsaw sax.Sally, questi i fantastici nomi ed in-sieme a loro l’importante figura del Oggi sono ancora alla ricerca diproduttore Oderso Rubini. suoni strani, trovo corrisponden-Il progetto nasceva grazie all’Italian ze in molta della nuova musicaRecords, etichetta che per qualche elettronica e mi eccito ancoraanno documenterà (insieme alla come un adolescente quando par-Expanded ed alla Base Records) to alla scoperta di qualcosa di in-gli sviluppi della nuova musica bo- novativo.lognese, italiana e straniera. Tuttoquesto mentre a Bologna si incro-ciavano nuove strade e prospettiveper il fumetto, per l’arte, il video, il Andrea Pazienza:teatro, la performance, tutto que-sto mentre nei locali gli happening e la matita che assorbele scaramucce punk si tramutavanoin party trendy e dandy. Andrea Pazienza, artista scompar- alla matita, strumento che usa so nel 1988, è periodicamente ri- come un reporter di guerra. Que-La stessa estate dell’uscita del disco cordato per la sua attualità stilistica sti reportages sono contorti,i Gaz sono alla festa dell’unità di e generazionale. La cosa è pun- distorti, allucinati e diventano unCorreggio. Grande evento per noi tualmente avvenuta in tempi re- pretesto per parlare della propriapunkettini e new-wavers di provin- centi con il film di Renato De Ma- condizione. Nelle sue tavole sicia che per l’occasione prepariamo ria “Paz” , con l’ennesima ristam- viene risucchiati in un vortice dicon premura uno striscione in onore pa di alcuni suoi lavori a fumetti e eventi, fatti, immagini, ci si tro-dei nostri eroi. La sera del concerto attraverso mostre organizzate in va bombardati da una massala gente non è tanta, ed in più a rom- varie parti d’Italia. Sembra che l’at- imponente di segni e suoni. Ilpere le scatole c’è la banda di rockers tualità richiami le ambientazioni, quotidiano penetra in modo to-del bar rivale che ci guarda in ca- l’atmosfera ed i linguaggi delle sue tale, le vignette come violentategnesco e sfotte la band. Noi imper- opere. Pazienza ha portato alle urlano la loro cruda realtà, di cuiterriti ed esaltati ci dimeniamo sot- estreme conseguenze il processo spesso è protagonista diretto oto il palco, agitiamo lo striscione, ci di assorbimento del reale grazie indiretto lo stesso autore. La sua 67
    • SHANK BLOC BOLOGNA prima opera “Le Straordinarie Avventure di Pentothal”, dell’ultima pagina originale, sperando di fare in tempo. pubblicata nel 1977, è letteralmente imbevuta di riferi- L’ultima tavola originale aveva al posto del “fine” di prassi menti socio-politici dell’epoca: la contestazione giovani- in basso a destra un “allora è la fine”, che suona decisa- le, l’occupazione universitaria, il rapporto con le droghe. mente male. Madonna, vi giuro, credevo fosse uno spraz- Lo sfondo di queste avventure è Bologna, in cui Pazienza zo, era invece un inizio. Evviva! Andrea Pazienza, 16 visse per una decina d’anni, periodo in cui frequentò il Marzo ‘77”. Nella stessa pagina, oltre a questo scritto, DAMS. Come si legge nella prefazione del suo scopritore un disegno che raffigura una radio da cui esce un mes- Oreste Del Buono : “La Bologna che fa da sfondo a “Le saggio ai compagni di non disperdersi e di ritrovarsi alla straordinarie avventure di Pentothal” non è una Bolo- fine delle assemblee, più in basso un brandello di ban- gna fantastica, ma una Bologna storica fantasticamente diera con sopra scritto “Francesco è vivo e lotta insieme immaginata da Andrea Pazienza prima che la storia ac- a noi” e la minacciosa torretta armata di cannone di una cadesse, mentre la storia si avviava a essere”. Nel fu- autoblindo. Dentro a questa tavola c’è il terribile marzo metto si confondono il sogno, il vero, lo sballo e la lucidi- del ’77 a Bologna, c’è l’uccisione dello studente Pier Fran- tà, invadendo ciascuno il territorio dell’altro; le creazioni cesco Lorusso, gli scontri ed il clima da sommossa urba- oniriche spesso rompono i confini del sogno (ed il conse- na. C’è Radio Alice, l’emittente che dava voce ai moti guente balloon) rivendicando la propria esistenza anche giovanili e che sarà invasa e chiusa per sempre dalle dopo il risveglio. Il paesaggio, la Bologna storica, la zona forze dell’ordine. Le vignette di Pentothal sono caratte- universitaria con le sue facoltà, la mensa ed i portici, si rizzate da scene di guerriglia urbana: agguati dei fascisti sciolgono in una architettura deformata, allungata, priva ai compagni a suon di catene e spranghe, scontri tra di una reale prospettiva. Luoghi e precisi riferimenti pas- autonomi e polizia, graffiti, manifestini e slogan sui muri. sano dalla minuziosa messa a fuoco allo sfocato, come In mezzo a questa urgente fisicità Pazienza-Pentothal se l’artista fosse intento ad armeggiare con l’obiettivo di può essere risucchiato da un momento all’altro dalla di- una macchina fotografica. Queste immagini alterate sono mensione onirica. Questo gioco turbinoso è la stessa il corrispettivo di una generazione che faceva la propria reinterpretazione del mondo di certe avanguardie arti- conoscenza con le droghe, elemento che compare in modo stiche come Dadaismo e Surrealismo; d’altra parte pro- innegabile in questa prima opera e che sarà ulteriormente prio in questa prima opera viene citato “Il manifesto del sviluppato nell’autobiografico e sofferto secondo volume Signor Antypirine” di Tristan Tzara e il linguaggio gra- dal titolo “Gli ultimi giorni di Pompeo”. Nonostante que- fico, passando improvvisamente da uno stile all’altro sta ripetuta immersione-emersione dal sogno, sembra senza alcun apparente filo logico, ci rimanda alla scrittu- esistere una divinità, un artefice che dall’alto controlla lo ra automatica dei surrealisti. svolgersi degli eventi pronto ad intervenire direttamen- Tra stati di alterazione e puntigliosa documentazione della te, un altro Andrea che può raccontare e raccontarsi, ma quotidianità, Pentothal è un indelebile diario della vita che al momento opportuno prende le redini i un cavallo universitaria e non importa se la primavera del ’77 ap- che prima pareva imbizzarrito. In questo senso bisogna pare lontana, perché quelle immagini, quelle parole di- interpretare l’intervento in extremis del Pazienza-Artefi- ventano atemporali e trovano nuove corrispondenze nel ce con un ultima tavola sostitutiva alla prima puntata di presente. Nella prima puntata, entrando dal portone di Pentothal , richiesta dall’evolversi dei fatti del marzo del DAMS spettacolo nella storica sede di Via Guerrazzi du- ’77. Scrive su quest’ultima rante il settimo giorno di oc- tavola: “Mentre lavoravo a cupazione, ci si ritrova in uno queste tavole nel mese di stanzone buio tra studenti febbraio ’77, ero convinto di esausti ed addormentati, ba- disegnare uno sprazzo, sba- rattoli di vernice, volantini e gliando clamorosamente per- scritte su Umberto Eco. Sce- ché era invece un inizio. Ne ne e situazioni che hanno tro- avessi avuto il sentore, avrei vato nuova vita in occasione aspettato e disegnato questo delle occupazioni del 1989 con bel marzo. Così mi trovo di il movimento della Pantera o colpo a non sapere più bene di recente con i fatti di Geno- che fare, ho già consegnato va o con le ultime proteste tutto il materiale a Linus venti anti-Moratti. Pier Vittorio giorni fa, ma, Cristo, sono Tondelli nel suo “Per Un cambiate tante cose nel frat- Weekend Postmoderno” pur tempo e tante altre cambie- notando i diversi modi di co- ranno sin al giorno in cui il municazione (per la Pantera il fumetto sarà pubblicato che telefax, oggi la rete), indivi- mi sento male e mi do del dua similitudini adottando coglione per non averci pen- come metro di paragone que- sato. Cioè disegnare fumetti sto preciso episodio di non è come scrivere per un Pentothal. In altre pagine vie- quotidiano. Se capite cosa ne descritta una festosa e ca- intendo. Allora disegno que- otica serata al Palasport per sta tavola qui e provo a por- assistere al concerto degli tarla a Linus in sostituzione Area e Finardi, due dei nomi 68
    • di spicco della musi- esperienza e cresci-ca progressiva e poli- ta. La casa è il luo-ticizzata dei ’70. go in cui ci si ritro-L’evento è occasione va, dopo che ci si èdi ritrovo dove il co- volutamente persimizio si mescola alla nei luoghi del viag-musica, il trasporto gio reale o metafo-fisico alla riflessione, rico. Dall’esterno al-la festa all’impegno. l’interno è un appa-Dalla fitta pagina che rire di segni e se-rappresenta il concer- gnali, la matita (piùto escono non solo spesso un pennarel-note, ma striscioni lo) di Andrea Pazien-(“coltivate l’erba, bru- za ci rende partecipiciate l’eroina”), pugni di quel particolarechiusi sollevati, severi clima creativo dellapoliziotti simili a Bologna fine anninazisti. Il sentirsi par- settanta pronta ate di un movimento mettersi in evidenzalascia in ogni caso negli ottanta per poispazi vuoti in cui addormentarsi neiriemerge una solitu- novanta. L’aria chedine che si esprime cambia, lo spirito deinell’intimo e allora la tempi traspaionomatita assorbente si insinua tra le quattro mura che ospi- dagli slang e dai gerghi fioriti e bizzarri che strabordanotano, durante il periodo degli studi, migliaia di ragazzi dalle nuvolette a fumetti, veri e propri contenitori di au-provenienti da tutta Italia. Dalla stanza ai limiti della cit- daci esperimenti linguistici, miscugli di accenti, dialetti,tà di Pazienza ci arrivano, sotto forma di disegni, nuovi codici, laboratori genetici per nuove ibridazioni lessicali.messaggi, nuove informazioni: le pareti tappezzate di L’essere contemporaneo si incarna nei suoi personaggimanifesti sono un unico murales che ci parla, che ag- più famosi come Pompeo, come l’alienato Zanardi, nellagiunge nuovi elementi per decifrare l’universo giovanile. satira, nei suoi mille progetti e collaborazioni: Canniba-Un piccolo mondo da dividere con altri compagni, una le, Il Male, Frigidaire, etc. La sua arte vive nel polistilismo,convivenza che richiede regole ferree, specialmente quan- quasi un campionatore visivo che ruba dal demotico aldo si è in tanti in spazi non propriamente ampi; lo spazio geroglifico, che salta con noncuranza dal manuale di storiapersonale, che può essere un angolo, una parete o nel dell’arte a Disney, dalle avanguardie al caricaturismo, damigliore dei casi una stanza vera e propria, diventa mol- Caravaggio ai Freak Brothers, da Moebius alle miniatureto caratterizzata e caratterizzan- medievali. Per concludere ci-te. Queste dimensioni esclusive tiamo ancora Tondelli, suo ami-non rimangono però settori stagni, co e pure lui frequentatore del-ma si trovano ad interagire tra loro la scena artistica che spessocreando quel particolare vocabo- si ritrovava nella storico appar-lario di segni che è la casa. “La tamento di Bifo in via Marsili :casa diventa certo un epicentro di “Di quel movimento Andrea,incroci simbolici, un luogo impor- pur avvertendo tutto il disagiotante quando ci si vive e quando di una presa di posizione indi-lo si abbandona, l’approdo al ter- viduale, è stato il cantore, il po-mine definito, o al ritorno transi- eta, l’artista forse più grande,torio, dopo un “viaggio”, lo spazio insieme agli Skiantos di Freakstesso in cui si “viaggia”, diretta- Antoni e Stefano Cavedoni, almente”: queste sono le parole di Boccalone di Enrico Palandri,Antonio Faeti che nel suo saggio ai programmisti di Radio Alice.“Un occhio di riguardo” mette in Appena ventenne, Andrea si èrelazione autori e scrittori damsiani trovato in una certa universi-(Palandri, Tondelli, Beltrami) con tà, all’interno di un certo grup-la casa vista come luogo di sicu- po di amici e, da artista, ne harezza personale, luogo sacro che succhiato i modi di dire, leemana quello che l’uomo prova e espressioni, il gergo, lesente. Nella poetica di questi au- paranoie politiche, i modi ditori, l’abitazione, anche se provvi- vita, innestandoli in un talen-soria, riveste la stessa importan- to naturale (sul qualeza di altre fascinazioni letterarie ironizzava continuamente)come il nomadismo, lo grandissimo.”spaesamento, il viaggio come 69
    • SHANK BLOC BOLOGNA bilita, come riproduzione immobile, ma come pratica di ALICE È IL DIAVOLO un’esistenza in trasformazione. E il linguaggio è uno dei livelli della trasformazione della vita.” “La radio tocca intimamente, personalmente, quasi Un linguaggio che agisce come catalizzatore, che ci ser- tutti in quanto presenta un mondo di comunicazio- ve per decifrare i fatti del ’77, per tradurre quell’insieme ni sottintesi tra l’insieme scrittore-speaker e l’ascol- di eventi, reazioni, lotte di classe, proteste, azioni mao- tatore. E’ questo il suo aspetto immediato: un’espe- dadaiste. Attraverso la modulazione di frequenze si è rienza privata. Le sue profondità subliminali sono irradiata la cronaca in tempo reale dell’uccisione dello cariche degli echi risonanti di corni tribali e di antichi studente venticinquenne Francesco Lorusso da parte della tamburi. Ciò è insito nella natura stessa del medium, polizia. Presto seguirà la rivolta che sconvolgerà il cen- per il suo potere di trasformare la psiche e la società tro della città, le barricate nella zona universitaria, cor- in un’unica stanza degli echi.” tei, molotov, lacrimogeni, mezzi blindati dell’esercito e Marshall McLuhan da Bologna questa voce giungerà a Roma, Milano, Napo- “Gli strumenti del comunicare” li, Palermo, Lecce, Bari… ma la reazione sarà ben presto Esce per la Shake Edizioni il libro “Alice è il dia- azzittita dai carri armati dell’allora ministro degli interni volo”, storia di una radio sovversiva a cui è allegato Kossiga. Altre reazioni ai disordini bolognesi furono la un cd che raccoglie varie regi- presa di distanza dal movimento strazioni ed in particolare la studentesco da parte del sindaco, cronaca in diretta dell’irruzio- dell’amministrazione locale, della ne negli studi della radio della politica e della sinistra istituziona- polizia, dell’arresto dei pro- le, mentre dall’estero arrivò un so- grammatori e del sequestro stegno grazie ad un appello contro delle apparecchiature. la repressione statual-militare fir- La prima edizione era stata cu- mato da intellettuali come Felix rata da Luciano Capelli e Ste- Guattari, Sartre, Roland Barthes, fano Saviotti, quella odierna è Foucault, Deleuze. Diversamente invece curata da Franco “Bifo” gli intellettuali italiani si troveran- Berardi e E. “Gomma” no divisi tra chi appoggia il movi- Guarneri. mento e chi lo critica. La raccolta di materiale man- E’ facile trovare corrispettivi in tiene però come autore del vo- quello che è successo poco tempo lume il Collettivo A/traverso (ri- fa a Genova, in più c’è il parallelo vista e foglio d’agitazione cul- della irruzione a Radio Gap (la ra- turale-politica uscita nel mag- dio che sosteneva la manifestazio- gio del ’75). Vale la pena unire ne no-global), anche qui l’interven- alla lettura dei testi l’ascolto del to delle forze dell’ordine ha imba- cd per meglio immergerci nel- vagliato una fonte di informazione la particolare atmosfera del pe- alternativa. D’altra parte il movi- riodo fatta di parole in libertà, mento del ’77 raccoglieva l’eredi- happening, irriverenza, musi- tà, gli argomenti e le utopie del ’68: ca. Grazie al recente esiste dunque un filo comune che dissequestro dei nastri, sino ad ora “custoditi” dalle unisce al di là del tempo e della storia la protesta giova- forze dell’ordine, un altro documento, un altro im- nile. L’intervento sui media, la censura ed il monopolio portante tassello ci permette di focalizzare meglio il dell’informazione sono le armi che i sistemi autoritari e i finire degli anni settanta. regimi mediatici adottano per spegnere i fuochi che na- Con la liberalizzazione dell’etere, si attivarono nuovi scono negli animi. La cosa ci porta ad un presente tutto centri di comunicazione indipendente e nacquero mol- italiano in cui si addensano nuvole sulla libertà. te radio libere: Radio Alice iniziò le sue trasmissioni Radio Alice fu accusata di aver organizzato i disordini e a Bologna il 9 Febbraio 1976. Radio Alice fu la voce gli scontri, fu chiusa ed in questo modo si cercò di colpi- di chi non aveva mai avuto la parola, fu laboratorio re tutto il movimento. Ascoltare gli ultimi attimi dell’irru- di creatività, fu centro d’attrazione dei movimenti zione della polizia il 12 marzo 1977, sapere dell’arresto giovanili, creò nuove forme di comunicazione e di o della fuga, della latitanza dei redattori è come sapere controinfor-mazione. della fine di un sogno. La radio sarà riaperta nei mesi Dentro vivevano diverse anime, tra le tante, una era successivi, diventerà un simbolo politico, le sue trasmis- eticamente intransigente e controinforma-tiva, un’al- sioni acquisteranno professionalità ma perderanno l’irri- tra era poetico-libertaria: si proclamava la libertà dal verenza dadaista degli inizi. lavoro, la libertà dallo sfruttamento, la libertà Alice chiuderà per sempre nel 1981 dall’abbrutimento economico, la libertà di fare al- l’amore. Desiderio era la formula che passava da una bocca all’altra nutrendo il proletariato giovanile. “Ra- AAVV - Alice è il diavolo dio Alice è il linguaggio al di là dello specchio. Ha a cura di Gomma e Bifo (Shake Edizioni) costruito uno spazio nel quale il soggetto si ricono- Gaz Nevada – Sick Soundtrack (Italian Records) sce non più come in uno specchio, come verità rista- Andrea Pazienza – Francesco Stella (Coconino Press) 70
    • SMITH & MIGHTY: alle radici del Bristol Sound Ci si potrebbe limitare a questo: annunciare l’intervista a Smith & Mighty, annun- ciare l’uscita di un nuovo album del duo di Bristol per l’etichetta tedesca !K7, dare spazio alla chiacchierata telefonica avuta con Rob Smith stilando tutto sotto forma di domanda/risposta. Semplice, lineare, scorrevole da leggere: ma che spreco sarebbe… E infatti noi vogliamo cominciare da più di vent’anni “imprudenza” della polizia, che fece una retata di troppo fa, dal 1980. E’ l’anno in cui la città di Bristol fa espe- al Black And White Café, punto di ritrovo nel quartiere rienza sulla sua pelle di quanto possa essere piena di povero di St. Paul. tensione la convivenza in una città. I “riots” che saran- Mentre altre volte gli interventi delle forze dell’ordine no simbolo degli anni ’90, vuoi per quelli che attraver- erano accolte da mugugni ma nulla più, il 2 aprile del sarono Los Angeles, vuoi per quella pietra miliare del 1980, verso le 15,30, successe l’inaspettato: la retata cinema (e della “topografia sociale”, se ci passate la dei poliziotti nel locale di Grosvenor Road viene inter- definizione) che è “L’Odio” di Kassovitz; bene, tutte rotta da una sassaiola, e in poco tempo tutto il quar- cose che Bristol aveva già provato sulla sua pelle. An- tiere viene scosso da una sollevazione popolare, il cen- che in questo caso alla base ci fu una, come dire?, tro commerciale completamente depredato, vengono Damir Ivic press agency + Stefano Camellini @maffia22
    • feriti 50 poliziotti e distrutte 25 macchine della polizia (6 invitati è Roberto Del Naja, inglese ma di origini napo-direttamente bruciate!), 21 edifici vengono gravemente letane, a lui viene chiesto di decorare i muri della galle-danneggiati fra cui una banca e l’ufficio postale, col tota- ria “in progress”, durante gli orari di apertura; Del Najale dei danni che si avvicina al mezzo milione di sterline accetta volentieri, facendosi rassicurare sul fatto chedell’epoca (in un evento così drammatico, c’è un aned- mentre lui dipingeva un po’ di suoi amici potevano averedoto divertente: pare che la scintilla di tutto sia stato il libero accesso nella galleria, mettere dischi, fare dei rap.fatto che nella concitazione della retata al Black And White Bene: Roberto Del Naja è colui che diventarà 3D deiCafé i poliziotti, portando all’esterno barili di alcool, fer- Massive Attack, e in un prezioso filmato fatto da Philmando gli avventori e quant’altro, abbiano accidental- Johnson si vedrà che fra i suoi amici a ciondolare nellamente (?) strappato via i pantaloni ad un personaggio galleria ci sono Nellee Hooper (il fondatore dei Soul IInoto e stimato nel quartiere, un operatore sociale col Soul) ai piatti, un allampanato nero di nome Grantnome di battaglia di Dr. Prince Brown, il quale dopo que- Marshall gli sta al fianco passandogli i dischi (Daddy G,sto “incidente” ha cominciato a dare in escandescenze: Massive Attack), assistito da un ragazzino (Mushroom,ecco, come in una trama immaginata da Terry Gilliam, sempre dei Massive), e poi Mark Stewart con dietro unpare che sia iniziato tutto da qui…). ragazzino bizzarro di cui era un po’ il protegé (imparere-Dopo la rivolta, St. Paul non è stata più la stessa. E’ te a conoscerlo come Tricky…); infine, tanto per com-stata meglio: perché la polizia, con sana prudenza, smi- pletare l’elenco, questo showcase sull’hip hop alla Arnolfinise di volerne controllare il territorio in maniera maniaca- Gallery segnò la prima volta in cui un ragazzino di nomele, e questo diede il via ad una nuova effervescenza so- Geoff Barrow ebbe il permesso dalla madre di recarsiciale ed artistica. Nascono le posse, da solo a Bristol dal sobborgo in cuiuna via di mezzo tra una street gang abitava… anni e anni dopo, il ragazzi-e un collettivo artistico, che finalmen- no crescerà, metterà su un gruppote possono operare in pace senza te- niente male e lo chiamerà col nomemere di essere fermate dalla forza “Certo, sono state del sobborgo in cui è nato:pubblica da un momento all’altro. La operate molte Portishead.più famosa è probabilmente la ThreeStripe Posse, che grazie alla sua, uhm, semplificazioni Terzo fotogramma, 1987. Location:“attività imprenditoriale” sul territo- il retro dell’Ippodromo di Bristol.rio riesce in poco tempo a darsi una giornalistiche su E’ lì che è in svolgimento l’Apres Skystruttura fissa e a trovare le risorse quello che è il Party, un evento a metà fra una jamper avere un proprio soundsystem e e un concerto. Sul palco ci sono Raycominciare a registrare dub plates. “suono di Bristol”. Mighty e Rob Smith, hanno appenaDue dei componenti sono Rob Smith attaccato ad eseguire quella che sie Ray Mighty; del secondo si può dire Va a finire che la stava prendendo lo status di piccoloche era tornato in città dopo essere gente non capisce culto sotterraneo, ovvero una loroscomparso per un po’ all’indomani dei versione di un pezzo di Satie,riots di St. Paul (più di 100 persone che noi musicisti “Gimnopedia Nr. 1”.vennero fermate dalla polizia); una Probabilmente, l’atto di nascita delprudenza necessaria, dato che il suo bristoliani siamo Bristol Sound: le “carezze sonore” dinome era stato fatto da un poliziotto tutti individui, Satie vengono dilatate in una nuvola(“E’ lui Raymond Mighty, è lui il punk di dub e innervate da break di batte-che stava tirando sassi contro la poli- ognuno con la sua ria dal sapore urbano ma molto ral-zia e svaligiando un negozio”; pecca- lentati. Un miscuglio sonoro inedito,to che la persona contro cui il poli- storia e la sua bellissimo e a suo modo rivoluziona-ziotto stava puntando il dito durante visione artistica.” rio. Mark Stewart è presente nel mo-il confronto facesse invece di nome mento in cui Smith & Mighty attacca-Clive Edwards…). no il pezzo: decide all’improvviso di salire sul palco (e mai dire di no, aAltro salto nel tempo, fotogramma numero due: è il 1985, Mark Stewart…), portandosi dietro il ragazzino bizzarroci troviamo alla Arnolfini Gallery, un centro per l’arte con cui stava dividendo l’appartamento e che conoscevacontemporanea famoso anche a livello nazionale, sicu- da quando il ragazzino in questione era ancora unoramente uno dei punti-cardine di tutta la vita culturale di scolaretto, e porgendogli il microfono: il rap sputato fuo-Bristol. Ha una particolarità: è situato nel quartiere ele- ri dal ragazzino sulla “Gimnopedia” può ufficialmentegante della città, Clifton, ma non si è mai fatto problemi essere considerato l’esordio di Tricky su palco. Qualchenell’accogliere fra le sue mura anche gente poco settimana dopo, Stewart deciderà di allungare 500 ster-raccomandabile, vista almeno con gli occhi dei line a Rob Smith e Ray Mighty per prendere possesso dibenpensanti. questa loro reinterpretazione di Satie; dopo qualche pic-E’ con questo spirito che vorrà celebrare nel luglio 1985 colissimo cambiamento nasce così “Stranger Than Love”,un grande showcase / performance attiva sul pulsare pietra miliare di Bristol e del suo suono che poi contras-della cultura hip hop a Bristol, dando ovviamente spazio segnerà gli anni ’90. Mark Stewart negli anni successiviprima di tutto all’arte del graffitismo (o, detto più corret- sarà comunque sempre molto onesto: “In realtà il pezzotamente, dell’aerosol art) ma ospitando anche è più di Smith & Mighty che mio. Era già da un po’ che lisoundsystem e breakdancers. Uno degli aerosol artist conoscevo e li rispettavo, due tizi che non erano per 23
    • nulla degli “arrivisti della musica”, loro posizione e, prendendosi tut- pensavano solo a fare il loro. L’atti- to il tempo necessario e anche tudine che mi piace. Quella volta un po’ di più, continuano a all’Apres Sky Party scoccò una scin- sfornare la roba che vogliono loro. tilla speciale, “dovevo” cantarci so- Il risultato è che il primo loro di- pra, non potei fare a meno di inva- sco vedrà la luce solo nel 1995 dere il palco e mi portai dietro anche (“Bass Is Maternal”), a contratto Tricky, era la prima volta che rappava con la Polygram scaduto, in una in pubblico. E comunque, anche per versione low budget, zero promo- Smith & Mighty quella era la prima zione e poca distribuzione. Nel volta che accet- frattempo, tavano di esibirsi Massive, live, su pressione Portishead e di Steve Haley”. Tricky erano già delle Quarto fotogram- superstelle in- ma: oggi. Quin- ternazionali… dici anni dopo. “ Certo, sono “Sì, siamo soddi- state operate sfatti della !K7, molte sempli- sta lavorando ficazioni gior- bene per noi, nalistiche su ecco che quindi stiamo viaggiando quello che è il “suono di Bristol”. parecchio per suonare la nostra mu- Va a finire che la gente non capi- sica. Oddio, è pur sempre una eti- sce che noi musicisti bristoliani chetta discografica, con tutto quel siamo tutti individui, ognuno con che ne consegue, ma almeno è fatta la sua storia e la sua visione arti- da gente che ama la musica e la ri- stica. Ma tirando le somme biso- spetta”: a parlare così è Rob Smith, gna dire che alla fine anche gli e lo spirito di queste sue parole lo si effetti benefici non sono stati può capire appieno facendo solo una pochi, la musica di Bristol ha po- rapida storia artistica del duo. tuto farsi conoscere ed ottenere Oltre agli esperimenti su Satie prima esposizione nei media un po’ in citati, un altro loro marchio di fab- tutto il mondo. Meglio così, va’. brica era reinterpetare, alla loro ma- Poi, succedono ora delle cose di- niera, canzoni di Burt Bacharach. vertenti: magari a Bristol non riu- Nel 1988 il loro remix di “Walk On sciamo ad incontrarci più, ma giu- By” gli darà la fama e gli farà scalare sto qualche settimana c’era mez- le charts, ma soprattutto li metterà za Bristol in un festival musicale in mezzo ad una caccia grossa da a Berlino! E lo stesso era succes- parte delle major per metterli sotto so in Spagna qualche mese fa”: contratto: le più insistenti furono la nessun rancore quindi da parte Virgin e la Polygram. “Scegliemmo la di Rob Smith sul fatto che le loro Polygram perché avevamo in antipa- capacità, e il loro essere i tia le posizioni politiche di Richard capiscuola, non sia stato suffi- Branson, il capo fondatore della cientemente riconosciuto negli Virgin. Siamo musicisti, non anni. Altre sono le cose a cui tie- politicanti o attivisti; ma bisogna es- ne; ad esempio, è davvero felice sere sinceri con se stessi. Certo, ma- quando gli chiediamo di parlare gari col senno di poi si può dire che di Mark Stewart e dei suoi Maffia: abbiamo fatto male, ma non rinnego “E’ un pazzo!! …ma è stato dav- la scelta che facemmo, le motivazio- vero importante per tutti noi, per ni erano giuste”: nei fatti, il contrat- tutta Bristol, un punto di riferi- to con la Polygram si rivelerà eco- mento. Ci teniamo che si sappia. nomicamente redditizio ma in realtà Lui c’era prima di tutti, prima un capestro. Nei cinque anni di du- ancora della Wild Bunch, la posse rata, l’etichetta si rifiuterà di pubbli- che metteva insieme Nellee care il materiale composto dai due, Hooper e quelli che poi sono di- definendolo sempre “poco commer- ventati i Massive Attack. Era co- ciale” ed esortandoli a fare qualcosa munque un periodo davvero ec- di più radiofonico. citante, c’era questo cortocircuito Come risposta Smith & Mighty non con l’hip hop newyorkese. Ha af- si schiodano di un millimetro dalla fascinato anche me, certo, e non24
    • potrebbe essere altrimenti dato che io mi occupo prevalentementedella parte ritmica; ma il mio punto di riferimento principale resta ildub, e penso che dalle nostre produzioni si senta”.Dub, certo, il dub che trascolora nella drum’n’bass e viceversa –marchio di fabbrica delle produzioni targate Smith & Mighty. Ma inquesto ultimo “Life Is…”, uscito ad aprile, sono presenti più delsolito le linee vocali, praticamente ogni traccia è cantata: “Vero,ma questo è venuto fuori quasi per caso, non è stata una scelta apriori prima di cominciare a lavorare al disco. Siamo rimasti sor-presi noi stessi, per quanto il cantato abbia sempre fatto partedelle nostre attitudini da produttori. Una cosa che ci tengo a sotto-lineare è che tutte le voci che senti nel disco sono di cantanti diBristol: persone che sentiamo vicine, e che possiamo vedere quo-tidianamente. Non ci interessa lavorare con delle superstar, la no-stra musica deve essere prima di tutto una famiglia”. IL NATTY SOUND DI SMITH & MIGHTY Lampi di gioia e linee di basso che scoppiano Questa volta sia- “Life is…” è di mo nudi. gran lunga il Nudi di fronte ai loro miglior monitors che lavoro di emettono grap- sempre. poli di sub-bassi Dodici canzo- che scoppiano ni di oscena come bombe al bellezza, cro- napalm attorno a cevia obbli- noi. Nudi contro gato di una vibrazioni di fre- generazione quenze così persa nei “sottopancia” che non riusciamo bassi. Basta ascoltare, per più a percepirle auralmente ma annegarvi dentro, la traccia solo fisicamente. Nudi ma avvol- che è la quintessenza di ti in una confortevole matassa di quindici anni di breakbeat, molecole compresse prodotte da dub, drum and bass e two- gomitoli di basso caldissimi e pro- step: B-line fi blow. Ovve- fondi. Nudi e attoniti di fronte a ro le b-line, linee di basso, una fonte di suono così minimale costruite per esplodere. La e perfetta ma allo stesso tempo voce nerissima, roca e gra- potente, fragorosa, essenziale. vida da “dirt roads of dub”, Il breakbeat, questa scienza del ammonisce, su un riordino dei beats che corre sui tostissimo pattern 2 Step/ binari del caos e della pazzia, ha drum and bass: selectah, ritrovato alcuni dei suoi adepti più butta la puntina e fai sal- fedeli e generosi. Sono i frontisti tare i jack, queste b-line del basso, batteria e voce di stan- sono fatte per esplode- za bristoliana: gli araldici Smith re!! Alla musica non abbia- & Mighty. Questa volta si bada al mo mai chiesto nulla di più, sodo: ai bassi che colpiscono ma neanche nulla di meno. come jabs saettanti nel nostro Nudi eravamo, nudi siamo di basso ventre, ai breakbeat che fronte a questa selvaggia tagliano come accette affilate e nobiltà del dub più acuto e s’infilano nelle carni delle melo- luminoso che esista sul pia- die “soul” e “ragga” che perva- neta proibito della bass cul- dono l’opera. Questa volta l’arte ture. della seduzione di S&M è espres- sa nella sua potenza più estre- SMITH & MIGHTY ma. Life is... K7 - 2002 Paolo Davoli 25
    • DUB E FANTASCIENZA IN SOLARIS: la poetica dello spazio interiore “L’uomo viene generato per la sofferenza come le scintille per volare in alto” (A.Tarkovskij, citando Giobbe da: Martirologio, Diari, Edizione della Meridiana, 2002) Paolo Davoli Artwork CD + libro Diari: Martirologio (Tarkowskij) Il progetto Solaris appartiene alla visione e al viaggio. sugli strani fenomeni che vi avvengono e che coinvolgo- Jah Wobble si domanda: qual’è il luogo solitario dove no in maniera preoccupante gli scienziati a bordo. Rag- nasce la musica? Qual’è quello spazio preciso in cui il giunta la stazione, Kelvin scopre che il capo della missio- pensiero diventa suono? Per niente spaventato ne si è ucciso e che gli altri due membri si trovano sul- dall’immane delimitazione di tale logos, il nostro Jah l’orlo della pazzia. Questo perchè Solaris è stato bom- occidentale si è preparato ottimamente per questa bardato con raggi X ed ha reagito inviando a sua esplorazione aurale nei meandri dell’animo volta radiazioni che hanno la facoltà di umano. Perchè è proprio lì, nelle caverne materializzare i ricordi e le ossessioni degli selvagge della psiche che il proprio sè si uomini” (note da Solaris, Urss 1972, fa suono. Stella luminosa di questo viag- Sampaolo audiovisivi) gio al centro dell’universo-uomo è il cineasta sovietico più poetico e misti- Jah Wobble è un viaggiatore impavi- co, Andrej Tarkovskij, e compagni di do. Nelle sue più recenti traiettorie avventura sonica sono i maestri del non ha avuto timore nel confrontarsi suono, il Dream Team dell’Internazio- con i testi di Dante e di William Blake, nale dei Visionari, ovvero: Harold Budd, viaggiatori lirici venati da visioni mi- Bill Laswell, Jaki Leibezeit, Graham stico-religiose e poeti dall’autentico Haynes. Musicisti da far tremare qualsi- sentire. La Divina Commedia è il terreno asi membrana e martelletto: una cellula di di confronto dei due autori, dato che William astrofisici del suono, tra i più navigati ma an- Blake fu tra i più famosi illustratori del testo che tra i più avveniristici. Ultima annotazione del dantesco. Dopo il soundscape della discesa verso cambio di orizzonti, signs of the times: anni fa i gruppi l’Ade, nulla può far indietreggiare Jah Wobble; nel caso avevano due chitarre, oggi due bassi. In questo viaggio, di Solaris, infatti, il viaggio non avviene nelle regioni in- guidato dal basso, Jah Wobble e Bill Laswell... fernali ma si proietta in quelle astrali-fantascientifiche dello spazio infinito. Il viaggio, in primis, è però sempre “Kris Kelvin, sociopsicologo, viene inviato sulla piatta- dentro sè, un viaggio socratico, cognitivo: il centro della forma orbitante intorno al pianeta Solaris, per indagare ricerca è quella “immensità intima”, descritta così mira-4
    • graham haynes “[L’influenza di Tarkovskij sul progetto musicale Solaris deriva dalla] visione mistica del mondo e dalla riflessività, statica e introspettiva, che emerge dal suo cinema. Il mondo cinematografico odierno harold budd è purtroppo influenzato dall’ec- centrica vitalità dei video dove si deve cambiare scena o montag- gio quasi ogni secondo. E questo mi ricorda le case discografiche negli anni ‘80 e ‘90 dove non potevi sviluppare il jah wobble suono con poche note ma dovevi necessariamente attuare repenti- ni cambiamenti; e questo accade- va e accade tuttora perchè si ritiene che il pubblico sia talmen- jaki leibezeit te stupido da perdere il filo e quindi, fatalmente, finire annoia- to. Questo è il loro ragionamento, devi sempre stimolare l’audience. E’ una situazione veramente anomala, insana per certi versi. Ecco perchè Tarkovskji bill laswell è l’antidoto a tanta pazzia” Jah Wobblebilmente da Gaston Bachelard, che abita gli spazi dove il I suoni svelano un territorio a lenta mutazione, con im-suono nasce, si fa seme e trova la propria dimora. Cer- percettibili movimenti che ne cambiano il paesaggio, ilchiamo di capire allora come “vi- quale diviene progressivamentebra” questo spazio immenso che è ossessivo, saturo, come se il mor-entre nous, come scriveva Deleuze. morio dell’anima trasalisse e bal- zasse avanti nelle cupe spire dei“La mia ombra forma un guscio so- propri oscuri meandri. E’ qui che ilnoro/ Ed il poeta ascolta il suo pas- binomio Wobble-Tarkovskji assumesato/ Nel guscio dell’ombra del suo la sua dimensione più vera: nellacorpo” (M. Alexandre) capacità di sondare poeticamente le geografie estreme dell’uomo.Il progetto sonoro Solaris possie- Il che si traduce musicalmente inde una ricchezza magmatica. Il paesaggi aurali estenuati da suoniviaggio interiore, alla ricerca del ficcanti, estatici, irrorati dalle trom-guscio sonoro in cui il suono trae be “divine” trattate di Grahamla propria linfa, è ad alta intensità Haynes, fedele sperimentatore al-psichica. Il suo fluire arcano è la l’ombra del gigante Miles Davis,conseguenza dell’aderire alle fibre forse tra i primi nell’agone popdell’anima, al suo paesaggio pene- moderno post-guerra, a cimentar-trante e riecheggiante, al sè inti- si con gli abissi pangeatici dell’ani-mo misterioso. I musicisti coinvol- ma.ti in questa poetica della profondi- Chiave del tessuto musicale ètà arrotolano dense spirali di suoni Harold Budd, incredibile pianistalunghissimi, intensi, dove le ritmi- autore blasonato di altri futuribiliche cavalcate di Leibezeit vengono viaggi nella “storia” dell’elettroni-illuminate da bassi dub ascetici e squarciate dai lapilli ca, come in Plateaux of Mirror, la soundtrack intessutaeruttivi elettronici di Laswell. con Brian Eno anni or sono. 5
    • Tarkowsij sul set del film “Solaris” “Il mondo è grande, ma dentro di noi è profondo come il I suoni di Solaris, spesso di un’intensità tormentata e mare” (Rilke) selvaggia, eruttano da un lago-vulcano situato nelle pie- Im-mobile come un magma vulcanico, irrazionale come ghe nascoste dell’io e vengono scagliati impetuosi nelle la reverie poetica, coraggioso come il viaggiatore ai limi- spazialità baluginanti verso una dimensione risonante, ti delle terre tra ragione e pazzia, il dub ad alta combu- meditativa dell’individuo e del suo inconscio. stione free si organizza in lunghe suite in cui convergono sulfuree correnti sonore che si rimodellano in lenti anelli “Chi ha un volto senza un raggio di luce, non diventerà circolari, come un vortice che vira verso il basso, dove mai stella” (William Blake) non è più ricoscibile l’afflato aurale del jazz, del dub, I titoli delle tracce ci narrano lo stato d’animo dei musi- dell’elettronica, del rock. Litanie interiori, brandelli libe- cisti: Il mistero del crepuscolo, Attorno a un lago. Una ratori: un pregnante canto di libertà. Puro inner cinema. fragranza di “minimalismo sacro” pervade la fantascien- Questo è l’ascolto del nostro spazio profondo, in cui l’im- za da inner space di Solaris, i cui temi costanti sono: il maginazione si fa suono. Il viaggio più pericoloso, più rapporto con la natura, il senso del ciclo biologico di vita/ selvaggio, è quello interiore, dove si possono scoprire le morte, l’esplorazione dell’Incommensurabile, la paura del “ragioni” della follia, i gusci vuoti dello spirito, le disar- dominio tecnologico, la ricerca della teoria ultima. manti verità della nostra esistenza. Solaris è sia musica Solaris, il pianeta ancestrale da esplorare, può essere la dei mondi, verticali e profondi, opposti alle geografie dimora ove il nostro spirito si ripara e si ristora, nello orizzontali di superficie, sia suono della foresta, il terri- splendore del suono che ascolta il crepuscolo, abita i la- torio inesplicabilmente infinito, imprigionato nei fondali ghi e vola in alto come le scintille... muti della nostra intimità: la stessa profonda foresta cha SOLARIS ha atterrito il francese Pierre Gueguen nelle sue poesie. LIVE - 30Hertz - uk 2002 Tarkovskij cui viene assegnato il Leone d’oro Andrej Tarkovskij nasce il 4 apri- alla Mostra del cinema di Vene- le 1932 a Zavraz’e, un piccolo zia. I film successivi saranno villaggio sulle rive del Volga. Fi- Andrej Rublev (1966), Solaris glio del poeta Arsenij Tarkovskij, (1972), Lo specchio (1974), frequenta la scuola di cinema di Stalker (1979), Nostalghia Mosca e si diploma nel 1960 con (1983), girato in Italia e premiato il cortometraggio Il rullo com- a Cannes, Sacrificio (1986), gi- pressore e il violino. Debutta rato in Svezia e anch’esso pre- nella regia con il lungometraggio miato a Cannes. Muore esule a L’infanzia di Ivan, del 1962, a Parigi il 29 dicembre 1986.6
    • DJ SPOOKY,BURROUGHS ETURNTABLISMNon dev’essere un caso che siano afro-americani buona con un buon background teorico ha portato la pratica delparte degli innovatori americani nella sfera compositiva djing (o del turntablism, che dir si voglia) a scienza filo-del dopo guerra. Da Coltrane a Coleman, ad Afrika sofica, con fior di premesse ed elucubrazioni successive.Bambaataa, ai collettivi di Detroit, la capacità di ‘sentire’ Simile a Marshall McLuhan nell’approccio mediatico alla propria scena, esaltandone creativamente le caratte- mezzo, Miller ricama dalla nube di dati che il djristiche ha trovato in questi fari dell’underground metro- materializza nell’aria di suoni, conseguenze sul futuropolitano interpretazioni uniche. A tanto sembra candidarsi del genere umano quanto meno intriganti.anche Paul D. Miller, alias DJ Spooky, per gli amici That Sempre indaffaratissimo, dopo qualche insistenza haSubliminal Kid, che unendo felicemente pratiche aduse accettato di rispondere alle nostre domande. Alessandrotratta da Neural n. 17, autore: Alessandro Ludovico, Neural.it, Intervista Ludovico website: www.djspooky.com + press agency aggiornato ogni giorno: http://www.neural.it 51 51
    • Campionare e rimescolare grandi quantità di informa- zioni è un’attività peculiare per gli anni novanta. C’è un sacco di margine per dibattere su questo argo- Pensi che questa sia un’attitudine propria delle nuove mento. Non sono sicuro su come effettivamente calcola- generazioni? re il paradosso, poichè è ciò che perloppiù rende il gioco Penso che non ci sia nulla di definitivo. Ciò che sta suc- interessante. Il vinile ha così tanto peso storico che, nel- cedendo in Giappone è un po’ il modello di come la cul- la sua essenza, è stata una delle cose che ha permesso tura elettronica cambierà e si modificherà in una situa- una memoria collettiva nell’ultimo secolo. La cultura di- zione ancora più frammentata: La gente già usa i-phones gitale si muove più alla svelta e probabilmente riguadagnerà il tempo perduto molto rapidamente. (internet phones) per controllare diversi siti web, Artificiale? Naturale? In realtà si sta sfumando tutto quan- mandare comunicazioni cellulari, ecc. ecc. e questo è to, e questa è una ottima cosa. solo l’inizio. Pop star virtuali, città completamente autosufficienti, biotecnologie: tutto ciò porta a diverse Che tipo di suoni non comuni hai semplicemente ‘trova- modalità di riconfigurare la specie umana che abbiamo to’ (ossia ne hai avuto un esperienza) nella vita di tutti i solo ora, lontanamente, cominciato a comprendere. Cam- giorni? pionare e mixare sono il modello paradigmatico un po’ Uno dei suoni più bizzarri che ho sentito è semplicemen- per tutta la cultura dell’informazione. Per me l’hip hop e te quello di un autobus che si ferma. Il trascinamento l’elettronica sono un modo della mia generazione di ri- costruire identità dal nulla. Guardo a questo come ad uno specchio sociale del mondo reale. Nel nostro presente digitale, la musica è sempre più un tipo d’informazione volatile. Il possesso (o il collezioni- smo) dei media (cd, vinile, video) ha ancora senso? È importante per ricostruire i significati originali di un pa- norama sonoro, o è solo feticismo? La nozione del possesso, per me, non riflette necessa- riamente ciò che sta succedendo: siamo in un mondo che semplicemente crea nuove piattaforme e simulazio- ni elettroniche come fenomeno naturale. È come se ci scervellassimo per creare ossigeno in fabbrica... In futu- ro l’informazione sarà solo parte dell’ambiente come l’os- sigeno o il sangue che ci scorre nelle vene. Chi possiede queste cose? Il feticismo è il come diamo significato alla musica e alle persone che creano i suoni che ci appas- sionano. Ma la stessa logica può essere applicata all’arte e ad altre pietre miliari per l’identificaziona sociale come la pubblicità e il cinema. Identificazione e associazione: l’informazione si muove attraverso panorami che asso- inerziale dei freni, il senso di spostamento di peso... pro- migliano parecchio all’acqua che scorre attraverso due duce un suono davvero strano e scavato, che mi ricorda mani a forma di coppa. quello dello stomaco che si sta ripulendo di un bel po’ di Non c’è maniera di controllare come fluisca. Ma si cibo con l’intestino che si muove vistosamente. Movi- possono direzionare aspetti differenti di come viene ge- menti dentro il proprio corpo che assomigliano ad un nerata: sebbene le macchine lo facciano per noi... autobus. Molto divertente. E in qualche maniera strana- mente biologico, ma nel bel mezzo di una mattina, in Che faresti fare al software dei tuoi desideri, potendolo un’ora di punta a New York. Molto divertente e molto codificare in un lampo? strano. Descrivimi un oggetto silenzioso (es. una pietra) Attualmente sto creando del software che in qualche che vorresti generasse dei suoni e il tipo di suoni che maniera dovrebbe imitare molte delle mie usuali scelte dovrebbe emettere. Se ci pensi, non c’è in realtà il silen- quotidiane. Percorsi neurali, corrispondenze sinaptiche, zio, ma solo livelli su livelli di differenziazione. A me ap- pattern di pensiero... per la maggior parte queste cose passionano le frequenze e come vengono fuori da qual- possono essere modellate e ricordate. siasi cosa. Elementi che vanno dalla struttura delle par- Questioni di normale amministrazione come le proprie ticelle atomiche al suono di un peto che esce dal culo. È abitudini di consumo e i pattern che si seguono, sono già tutto ugualmente interessante. Ma attenendomi alla tua sufficienti indicazioni di come effettivamente si pensa. domanda, devo ammettere che mi piacerebbe sentire Per la maggior parte dei casi, se si potesse creare un quale sarebbe il suono dei film di celluloide. È una so- motore di ricerca per modellare i percorsi di ricerca del stanza che ha influenzato la maggior parte della specie cervello con i propri... si sarebbe capaci semplicemente umana da una posizione molto privilegiata, e penso sia il di rilassarsi e stare a guardare cosa viene fuori. venuto il tempo di rendere equivalenti gli elementi vi- suali e quelli sonici della nostra cultura. Se (vinile=analogico=organico) e (cd=digitale=sintetico), il loro conflitto di mercato e di target è una metafora di ciò che sta cambiando nella nostra vita? 5252
    • Dimmi qualcosa in più su un paio dei tuoi prossimi libri rogo per aver guardato al linguaggio come un sistema di‘Flow My Blood the Dj Said’ e ‘And Now A message from segni e simboli, e alcuni dei miei artisti preferiti, come iOur Sponsors’, il tuo romanzo di fantascienza basato sulla futuristi italiani (non le loro idee politiche, naturalmen-DJ culture... te, ma le loro idee sul linguaggio), si comprende come ciUltimamente sono stato molto vincolato al tempo, e la si può sempre rapportare giocando col linguaggio.musica ha invaso sempre di più il mio, di tempo. Non Il campionamento è solo il gioco ora più in voga. Ce neriesco ancora a respirare visto che sto viaggiando in con- saranno altri.tinuazione e lavoro su molti progetti contemporaneamen-te. Nel frattempo sono anche Editor-at-large di Artbyte Una volta hai detto “Il suono è rappresentativo di una(www.artbyte.com). Artbyte è una rivista che si concen- certa persona... Per cui mixando ad hoc, si ricombinanotra sulla cultura digitale da un punto di vista più concet- le espressioni di una persona con le proprie”. Possiamotuale. Cerco sempre di vederla come un incrocio fra comparare il Dj con gli alchimisti europei del medioevo,Artforum e Wired, ma con molto più sapore che i due o ancora con chirurghi plastici onnipotenti?combinati. Ad ogni modo avrò bisogno di un po’ di tem- Penso di relazionarmi col campionamento come ad unapo per finire questi due lavori, anche perchè sono iniziatida poco. sorta di macchina del tempo per creare pattern sonori alternati nella propria memoria. Siamo creature abitudi- narie, e fondamentalmente c’è sempre qualcosa che ci permette di assorbire nuove infor- mazioni: la gente tende semplice- mente ad eliminare informazioni pre- cedenti e smette di crearne di nuove insieme agli altri. Forse è per questo che moltissima gente oggi si asso- miglia, ascolta la stessa musica e usa lo stesso software. Molto noioso dav- vero. Ma allo stesso tempo, se puoi muo- vere un pochino le cose e creare nuo- ve forme d’ascolto, allora c’è una strada per usare lo stesso gruppo di persone per creare e dimostrare nuo- ve forme di produzione e di perce- zione del suono, e questi sono i mo- tivi fondamentali per cui io faccio quello che faccio. Penso in fin dei conti di essere un’ide- alista e di avere una qualche spe- ranza riposta nella razza umana. La cultura del remix e il multi-culturalismo.Se il linguaggio è un virus di un altro pianeta, i campioni La forma e la funzione: ecco cos’è la dj culture per me.sono i simboli di un nuovo, infinito e universale linguag- Mostrare alle persone che possono e dovrebbero cono-gio? scere culture diverse.E’ un’antica premessa sfruttata da William S. Burroughsa Laurie Anderson. Ma se guardi all’hip hop e alla musica Immagina di poter ricombinare un pezzo dell’architettu-elettronica in generale, sono tutti basati sulla manipola- ra più simbolica di New York, magari anche aggiungen-zione di un codice. Ad ogni modo io penso che tutto ciò do suoni. Cosa ti piacerebbe cambiare e perchè?che abbiamo costruito (particelle di idrogeno, ecc. ecc.) Personalmente, le strade di New York sono davvero troppoè costituito da diverse forme della materia cosmica... ci strette.sono davvero molteplici modi di guardare ai suoni e alla Mi piacerebbe aggiungere un sacco di spazio per le per-memoria e a tutte le diverse situazioni che costituiscono sone, per farle passeggiare e andare in bici. Penso cheil come viviamo e pensiamo. Personalmente penso al- aggiungerei anche dei suoni ad un panorama impoveritol’umanità come ad un insano animale. Le nostre osses- da troppe automobili e gente che vive e pensa in strut-sioni e i nostri calcoli probabilmente causeranno così tante ture anguste.stragi nei prossimi due secoli che praticamente tutti gli Uscire all’aria, guardare il cielo prima che l’inquinamen-aspetti del come comunichiamo cambieranno oltre i no- to distrugga tutto. Ecco cosa cambierei in New York City,stri più arditi sogni. Sono convinto che a quel punto tut- cercherei di darle un senso generale di apertura, distrug-to sembrerà provenire da un altro pianeta. gendola col fuoco e ricostruendola daccapo con piglioAd ogni modo, sì, se si guarda ai grandi filosofi (tu mi verde.scrivi dall’Italia, per esempio), ci sono state alcune affa- Le architetture sociali delle biotecnologie probabilmentescinanti modalità di osservare come noi creiamo sistemi faranno cose del genere in poco tempo, ma i suoni cidi comunicazione. Ad esempio, attraverso alcuni dei miei stanno già dicendo che questo è ciò che ci aspetta. NYCpreferiti, come Giordano Bruno, che è stato mandato al è il luogo che riflette globalmente i cambiamenti. Nè più ne meno. È solo una città al limite del tempo. 53 53
    • FESTIVAL SUMMER SESSIONS FESTIVAL La terza edizione del festival Summer Sessions è una buona occasione per scambiare qualche chiacchiera con Luca Fronza, docente al CDM del corso di Deejay ed Home Studio Recording e responsabile artistico di Summer Sessions, e Paolo Fanini, direttore del CDM - Centro Didattico Musicateatrodanza e responsabile organizzativo di Summer Sessions. Molte sono le cose che hanno da raccontare… UT: Siamo arrivati alla terza edizione di Summer Ses- UT : In cosa consta il rapporto tra CDM e Summer Ses- sions. Dopo aver ospitato Propellerheads e Freestylers sions? nelle passate edizioni, cosa proporrete quest’anno? L.F. : Il CDM è il vertice del festival, è nato da qui, si è Luca Fronza: anche quest’anno il cartellone riporta a sviluppato da qui e viene organizzato da qui! lettere cubitali nomi al vertice della scena elettronica mondiale quali Badmarsh & Shri, Galliano and the UT : L’Italia non ha ancora prodotto un numero sufficiente African Divas, Maddslinky, Dave Watts e il buon di appuntamenti dedicati alla nuova musica elettronica. vecchio Santos. Secondo voi, manca il coraggio o manca il pubblico o manca la professionalità? UT: La risposta del pubblico come è stata nelle passate L. F. : Ci si potrebbe imbarcare in discorsi più o meno edizioni? Quest’anno cosa vi aspettate? politicizzati su quanto sia difficile organizzare eventi in L.F. : Devo ammettere che è grazie al pubblico che siamo Italia (aaah, la burocrazia...) ma non credo sia né lo ancora qua con la nuova edizione. Ci ha sempre regalato spazio, né il momento per affrontare questo argomento. una grande e carismatica partecipazione, quindi abbiamo Bisogna ammettere che ci vuole una discreta dose di deciso di osare ancora di più e sono sicuro che ci premierà coraggio e professionalità, ma sicuramente il pubblico ancora. non manca. UT: L’ edizione di quest’anno per cosa si differenzia da UT : Siete soddisfatti dell’attività di Summer Sessions? quella passata? Quali saranno i progetti futuri? L.F. : Innanzitutto si è trasformata in un festival di tre L. F. : Siamo molto soddisfatti di quello che è accaduto giorni (prima era una “one-night”, ndr), poi, il palco sarà fino ad ora. Per il futuro vediamo il Summer Sessions più grande e avremo un service da 24000 watt Martin come uno dei principali eventi di musica elettronica Audio...sai, prestiamo grande attenzione alla qualità del nazionale. suono perchè l’artista si possa esprimere al meglio. Inoltre A questo punto la parola passa a Paolo Fanini, per ci saranno nuove aree coperte che offriranno, oltre al spiegare al meglio la storia e i progetti che stanno alla solito servizio bar anche cucina etnica, Internet point e base del CDM. zona chill-out.60 Mediablitz Dr. Buga 60
    • UT : L’ attività del CDM può contare su oltre 800 allievi qualitativo delle proposte che rivolgiamo a chi ciiscritti. Come si è sviluppata nel tempo? frequenta. Oltre a ciò, se tutto andrà per il giusto verso,P. F. : Il CDM è nato e si è sviluppato come scuola di dovremmo raddoppiare, in termini di metri quadrati, lamusica moderna con dei percorsi formativi su generi nostra sede. Stiamo inoltre lavorando alla prossimamusicali come jazz, blues, rock, pop , etnico , ambient e produzione, che andrà in scena tra un anno, unoin misura minore anche classico. Successivamenteabbiamo ampliato le nostre proposte formative alla danza(jazz, hip hop, contemporanea, flamenco , africana,classica e tango argentino ), al teatro e alla produzionevideo.Attualmente il CDM ha un utenza proveniente datutto il Trentino-AltoAdige.UT : La vostra scuola indaga anche il nesso tra musicaelettronica e fare artistico . Perché ? Che lettura ne date?P. F. : Ritengo che al momento attuale la club cultureabbia un profondo significato oltre che musicale anchesociale e di costume. La musica elettronica ha oggi laforza derivata dal rappresentare una cifra espressiva checerca di andare oltre stili ormai stereotipati e spessoinflazionati e quindi a mio avviso si configura come ungrande e provvidenziale spazio di libertà esplorativa.UT : Siete in collaborazione con qualche partner italiano spettacolo realizzato da allievi ed insegnanti, nel qualeed estero? interagiscono tutte le discipline presenti nella scuola eP. F. : Devo dire, e non è piaggeria, che la collaborazione che rappresenterà il seguito di una produzione messa incui teniamo di più è quella che abbiamo con voi. Oltre a scena un paio di anni fa che aveva come titolo “Le stradeciò collaboriamo con diversi soggetti italiani e stranieri della Terra” e che ha riscosso grossi consensi sia di criticain quanto la scuola non si limita a svolgere attività che di pubblico.didattica ma organizza concerti, spettacoli di danza,seminari e, cosa a cui teniamo molto, sviluppa un intensa UT : Parlateci dell vostra “ mediateca” che ha sviluppatoattività sul fronte del sociale attraverso i corsi con i ragazzi in noi un enorme curiosità…disabili, attività nelle carceri e nelle comunità di ex P. F. : Grazie all’intuizione e alla volontà dell’insegnantetossicodipendenti. Lorenzo Frizzera e di Luca Perazzoli abbiamo realizzato un funzionale sistema di rete informatica per cuiUT : Come reputate l’insegnamento della musica in Italia? attraverso i computer presenti in ogni aula didattica èP. F. : Per parlare di questo servirebbe una risposta molto possibile accedere da ognuno di questi alla mediateca.più articolata di quanto lo spazio a disposizione lo Nella mediateca sono memorizzati attualmente circa 2000consenta, diciamo che personalmente ho un giudizio CD che sono stati raccolti secondo periodi storici e stili.piuttosto duro riguardo a ciò che si fa, o meglio, a ciò Oltre a ciò nella mediateca sono presenti spartiti, testi eche non si fa rispetto ad un necessario svecchiamento video didattici e video di concerti dei più significatividel concetto di educazione musicale. musicisti di tutto il ‘900. Tutto questo materiale risulta un validissimo supporto all’ attività di tutti i nostriUT : Possibili evoluzioni della scuola CDM? insegnanti.P. F. L’ evoluzione che dovremo cercare di perseguire infuturo riguarda il cercare di migliorare sempre più il profilo 6161
    • Torna in campo Luca Fronza, anche lui coinvolto nel CDM grazie all’hip hop; diciamo che ho fatto un percorso a e, di conseguenza, uno dei responsabili del Summer Ses- ritroso partendo dai sample dei miei beat preferiti per sions. approdare alle meraviglie del soul, del funk e del jazz. UT : Luca, tu sei il responsabile artistico del festival. Quali sono le tue linee guida ? L. F. : In effetti non ho delle vere e proprie linee guida, cerco semplicemente di trovare un sound fresco, musicalmente colto, che faccia muovere la testa a tutti. UT : Sappiamo che svolgi anche una intensa attività di docenza al CDM, ce ne puoi parlare ? L. F. : Tengo dei corsi di home producing in cui spiego come avvicinarsi alla produzione di musica elettronica e come e con quali mezzi produrla. Faccio molta attenzione alla guida all’ascolto per fare capire a chi partecipa come suonano e si articolano i vari generi di questo folle universo. UT : Recentemente hai prodotto il tuo primo album sotto l’ alias Fifth Suite. Sei soddisfatto dell’album ? L. F. : E’ il mio primo lavoro solista e come tale ne sono molto soddisfatto. Sono anche consapevole del fatto che su dodici tracce in alcuni episodi non ho proprio centrato l’obiettivo ma nell’insieme penso sia un lavoro di qualità che durerà nel tempo. UT : Hai avuto una grossa opportunità di lavoro in Inghilterra. Raccontaci come è andata… L. F: : E’ andata che l’amicizia e la grande stima reciproca con Will White si e concretizzata in un nuovo progetto a metà strada tra breakbeat, house e hip-hop che abbiamo chiamato PIMPWAX. “Kickflip”, il primo singolo, è pronto e sembra che uscirà a breve per la storica Wall of Sound. Preparatevi che vi sculacciamo... UT : Progetti futuri … UT : Sei anche musicista e DJ. Quali attività preferisci ? L. F. : Sto lavorando al nuovo album che prevedo uscirà Qual’ è il tuo background musicale ? a settembre. Questa volta ho in mente un suono più L. F : Sono un DJ e c’è già dentro tutto. Sul piano artistico club-oriented con dentro molto soul,-funk e del Brasile, suonare o produrre hanno la stessa importanza: sono ma non voglio dire altro. Sto preparando il video del entrambi due momenti centrali e indispensabili della mia singolo “Happy Days” e a metà maggio torno oltremanica vita. per il secondo singolo con Will. Poi ci sono le serate..... Musicalmente vengo dalla black music che ho scoperto Grazie! 6262
    • LIVE SUONI COME FRUTTI A Musikluster, la sperimentazione e l’elettronica si legano alla poesia e al teatro. La seconda edizione del festival organizzato dall’associazione culturale Lenz Rifrazioni ha mostrato a un pubblico numeroso e attento progetti artistici unici e assai validi. Paolo Davoli website: www.lenzrifrazioni.it 4444
    • E’ con una certa apprensione che salgo le ripide scale plastica e ferro, alambicchi digitali, jacks, decks, bizzarreche conducono al Lenz Rifrazioni di Parma in una beata scatole delle meraviglie da cui emergono suoni bizzarriserata di un marzo rognoso. Non sono a mio agio: una ed ancestrali. Alle spalle grandi teloni bianchi, su unagiaculatoria oscura mi rode dentro l’anima. E’, forse, solo parete disadorna (più tardi proiezioni, si auspica) mentreil monologo interiore che mi sostenta dall’austera brezza a lato, un tavolo più lungo, fa da ideale ponte di comandonotturna a lama di rasoio. Sono investito da un rosario di tra la folla seduta e composta sugli spalti ferrati e il luogomicropensieri, come il borbottio continuo del signor dell’azione, il palco. Sull’alcova laptopica a lato, comeSpartaco di Lorenzo Mattotti. Chissà – mi ritrovo a ben si comanda ai giorni nostri, è allocato un serafico pcpensare - questi impavidi ragazzi, cos’hanno escogitato, portatile, emblema superiore della modernità. Dietro allocos’hanno tramato, nell’atelier dei sogni del Lenz... schermo, un Mefistofele, uno sgherro dei codici cifrati,l’elettronica a teatro, che bravata!, coniugare poesia e un elettro-seminarista che controlla severo perpetuesuono, parole e ritmo, forme e spazio, che forsennati!... stringhe di codici alfanumerici oppure diagrammi e spettriazione poetante, fertilità poetica, parole in-tonate... di suono in onde mute ed eterne. Pare essere unadisperato, davo loro ragione, ma in gran segreto. banchina/cabina di regia, e non sai se è mise en scene oSapevo di aver torto, nell’essere pervicacemente autentico controllo dalla burbera presenza. L’atmosferaprevenuto; speravo in cuor mio che quelle parole, quelle è pregna di smarrimento intellettuale (e questo èpromesse, messe dal Lenz nero su bianco, avessero estremamente positivo), a metà tra le recite del teatrotenacemente una loro granulosa ragione d’essere, che “urbanista” di Mejerchold nella Leningrado sovietica deglivenissero confermate quanto prima con audacia e una anni Venti e l’esecuzione da Radio Colonia, negli annicerta tracotanza... Ed è certo con stupore che mi sono Cinquanta della Germania razionalista di Stockhausen,ritrovato come quel Masa, nel racconto “L’attore tragico” quando gli “elettronici” performavano da profeti-carbonaridi Cechov, che non riusciva “a staccare gli occhi (e gli in sale abbuiate, inserendo nastri e schede perforate inorecchi) dalla scena nemmeno negli intervalli”... marchingegni faustiani. Tutto ciò è intrigante: questa contemporanea ala del Castello di Rodolfo che nidifica aSarà l’aura sacrale dello spazio teatrale, sarà la Parma, profuma di lofts newyorchesi anni Sessanta, discenografia scarna ed informale, ma l’impatto è notevole. contaminazione assennata e al passo con i tempi. TempiNella sala Majakovskij l’annullamento tra palco e platea nei quali, in giro per il mondo, non si ha paura aè totale. Una striminzita linea di gradinate, in ferro, molto sperimentare e vien quindi naturale buttarsi alle spalleaustera è posta giusto in fronte all’azione dei musici. I la tara esistente tra Alto e Basso, Pop e Arte, Melodia equali sono chiamati ad agire su un ridotto tavolino da Rumore, Accademia e Bassofondo, Slancio Entusiasta elaboratorio alchemico, con luci affievolite, ricolmo degli Teoresi Profonda. In questa fase entusiasta, alla ricercaoggetti di black magic quotidiana: schermi, visori, valvole, di nuovi paradigmi, saltano tutte le regole perchèconsole, cavi, pedali, mixer, nodi tormentati di fili in l’Attualità e la Storia corrono molto più veloci – o forse è 45
    • solo la Tecnica ad essere performer granitica; anche nelle quadrato 2x2, perimetrato da una cornice di legno. terre nostre si mettono i guinzagli ai nanismi culturali Ci sediamo attorno. L’uomo, nudo, è in-vasato, seduto imperanti e si accorciano le distanze geografiche con le in-terra(to). Il suo busto è un tutt’uno con il fusto della metropoli faro. Ci si mette in rete con facilità e fantasia. pianta. E’ un uomo silvano, arborescente. E’ Adriano I risultati sono, al momento, straordinari. Engelbrecht, un giovane attore del collettivo teatrale Lenz. Tema della performance teatrale: trasformare il Inginocchiati al suolo. Spalle al pubblico. A fronte, tre paesaggio sonoro e il gesto teatrale attraverso “lo spazio grandi casse-monitor. Le chitarre elettriche, della parola interna, umida della fertilità poetica”. La minacciosamente a terra, dietro di loro. Nerovestiti, i tre partitura sonora, emessa tramite nastro, mischia Haydn terroristi aurali, armati di solo microfono, sparano technè e techno, rumore e punteggiature impressioniste contro technè. classiche. Definito dal programma di sala “Quartetto I Muovono i microfoni verso gli speakers. I gesti sono parchi Adagio”, questa pièce è d’altissimo livello emotivo- e devoti: segnano cerchi nel vuoto, o ellissi stranite. poetico. L’uomo arborescente accarezza la terra con la Il loro limite invalicabile è la griglia bigia e ferrosa che sua paletta, la mette nel vaso, si nutre di terra, si fertilizza, imprigiona i coni, divina geometria rotonda che amplifica emette parole-suoni, prosegue lento nei movimenti... un e difende il suono. Escono dalle scure casse pennacchi di efficace affresco di suoni-parole-gesti investe gli suono, conati di rumore, squarci voluminosi e sibilanti di spettatori; il testo – magnifico – si snoda attraverso le loops infuocati: l’Ascolto Promesso nel paradiso del Noise. linee di suono e i gesti misurati del giardiniere-vaso. Eccoci qua, siamo al confine del Gesto e del Suono. Straniti e affascinati guardiamo concludersi il racconto Il processo creativo è sotto gli occhi di tutti. La Monte poetico dell’Uomo-Pianta del Futuro, infusore di una Young e Tony Conrad, o forse John Cale e i Sonic Youth, musicalità nuova della parola... sarebbero contenti di questi tre giovani artisti. Tutto è già stato fatto a Berlino e New York trenta o quaranta Emblematica anche la “vernice” immagini-suoni-play- anni fa. Luigi Russolo, a Milano, addirittura cent’anni fa. back-recitazione dei sadoMarta - cortocircuito filosofico- Ma qui c’è anima, senza nessun trucco. La pantomima è esistenzial-teatrale di Marat e Sade – i quali agiscono eroica. La cornice “teatrale”, perfetta. L’esplosione immobili ai lati della sala, mentre una terza attrice si intonarumorista tra micro e macro fonìa è fortemente rotola a terra, avvolta e avvinghiata in un telo plastico, emotiva e non accademica: si condensa in questo modo nella penombra della proiezione cromatica astratta. Qui molto del “sentire” contemporaneo... il paesaggio incantato è legato alla commistione cinema- musica evocando una stagione felice delle avanguardie Cambiamo sala. Anche qui il palcoscenico è abolito. novecentesche, da Simon Fischer Turner e Derek Jarman, Ci sono oggetti quotidiani. Un vaso, un uomo e poi terra, al nitore poetico electro-post-atomico di Foxx-Resnais- fili luminosi, un piccolo rastrello, una palettina di ferro. Duras passando per le recenti riletture ambient-techno La scena si svolge dentro un giardino-bonsai, una di Mills-Lang (Metropolis) e Aphex Twin-Wiene (Das46
    • Kabinet); nella “Festa dei fiori e delle eco”, la piece di Quando si spalanca la finestra nera del forzato rientro,sadoMarta, la musica è senza “beats”: rimane sospesa mi butto come una frenetica cenerentola verso l’uscitatra violino, piano e computer music, colma di echi e di del Lenz Teatro. Non mastico ancora i sedimentispazi, in un fluire magnetico e mesmerizzante che dell’happening serale ma sono assolutamente convintorichiama da un lato esperienze pittoriche, il bianco su che - per una volta almeno! - la teoria si sia trasformatabianco del suprematista Malevic oppure la macchina in prassi. Ho udito al Lenz voci e suoni di una generazioneastratta che svela il non-visibile di Kandinskij e Klee, e che sperimenta, osa, annusa, sceglie, forza edall’altro la lezione acustico- sintetico-contemporanea approfondisce. E’ aria nuova, quella che respiro, edi “Imaginary Landscape no.1” di John Cage o preannuncia tempi a venire roboanti. “E’ tempo di sfide”“Mikrophonie” di Stockhausen e/o di altri compositori diceva Talvin Singh in una recente chiacchierata al Maffia;di “cinema per le orecchie”. Un ascolto-in-scena e questi challenging times sono quelli in cui l’artista è uninnovativo ed efficace, quello della coppia Vaia-Nasi, missionario, uno Zangezi, che opera con coraggio eche scuote dalle fondamenta il rapporto electronics e determinazione. Esattamente come ci hanno mostratovisuals. Ecco alcune note teoretiche, dal foglio di sala gli artisti di Musikluster a Parma, dove ho scoperto, sottodi sM: “Abbiamo ‘scritto’ questa musica per ‘farla la blusa appariscente di attori- musicisti, “corpi di atletivedere’. E poi filmandola, velina per velina, l’abbiamo robusti”...‘segnata’, come su un rotolo e-makimono (strisciaavvolgibile sulla quale si vergavano gli antichi Musikluster – 15/16 marzo 2002 – II Edizione.manoscritti cinesi), perché era l’unico possibile ‘racconto’ Partecipanti: sadoMarta, Adriano Engelbrecht,del tempo – una specie di T’sui pàn – l’unica strettoia a034+bbS, Danaplato, Monophon, My Coconut, Partsper ascoltare e vedere. Ascoltare l’ascolto e vedere la + Lenz Rifrazioni, Polemusica. Mettere in onda l’a-grafia sonora sulla quartaparete... Non ci resta che guardare gli strumenti che L’articolo in questione si basa sulla sola serata del 15 marzo poichè non è stato possibile essere presenti il giorno successivo. La redazione‘sono suonati’. Adocchiare il foglio che ‘vaneggia’. Ecco si scusa con gli artisti intervenuti alla serata del 16 marzo, sicuramentedi nuovo la macchinetta sadoMarta. Silenzio della non meno significativi di quelli recensiti.struttura. Musica da film, musica per sordi.” www.lenzrifrazioni.it mainstreet 47
    • LA PROFONDITÀ DEL SUONO SWAYZAK “La sua voce – definirla – quando il vento gli è dentro – i muti – sanno definire il divino? La definizione della melodia - è questa – Che definizione non c’è “ (Emily Dickinson) In un periodo in cui si assiste al prepotente hype della chette iniziassero a segnarsi il nome. Gigolò – ovvero, l’etichetta ultracool teutonica, Arriva giusto l’anno successivo il primo atto sulla lunga capitanata dall’altrettanto fico Dj Hell, dedita alla distanza, Snowboarding in Argentina, edito per Pagan e riproposizione di sonorità electro & techno, con sguardo The Medicine Label, quasi una raccolta dei vari ep – or- discretamente retrò -, è assolutamente necessario mai introvabili – della coppia: a metà fra l’etica dancefloor impuntare i piedi e dirottare attenzioni su chi, attingendo e l’ottica da cameretta, gli Swayzak rivelano un approc- al passato, si proietta nel futuro. cio fondatamente detroitiano, a cui uniscono elementi di Questo è il compito degli Swayzak, duo britannico com- house impura, oscuro dub e algide tastiere. posto da James Taylor e David Brown, attivo dalla se- Snowboarding in Argentina realizza l’incontro fra caldo conda metà dei novanta, dapprima con il misconosciuto & freddo, utilizzando beats in 4/4 e bassi pregnanti, loop progetto Language Lab e poi, naturalmente, con lo pseu- vocali sospesi e organici tappeti sonori. donimo attuale. Da sottolineare, su tutte, il viaggio di Low Rez Skyline - Un combo che, nel corso degli anni, ha saputo ritagliarsi oltre sei minuti di escursione house, filtrata dal tocco uno spazio sempre più importante nell’affollata scena minimale ed astratto del duo, senza mai risultare distac- d’Albione, in cui hanno esordito nei primi mesi del 1997 cata o impenetrabile, ma altresì terribilmente accattivante con il 12” Bueno / Fukumachi, concentrato di profonda –, il calore glaciale di Fukamachi e il vocalizzo soul di minimal techno, sensibilità Motown e rarefazioni ambient. Red Farm, pura sensualità in territori ambient. A questo debutto, è seguita un’altra manciata di singoli, Il debut album raccoglie consensi ovunque, anche al di che hanno provveduto ad affinare le maniere dei nostri fuori del territorio europeo – tanto da essere premiato e, soprattutto, a creare il giusto buzz perché varie eti- come Best Record Of The Year per il prestigioso magazine Valerio Tamagnini website: www.swayzak.co.uk + press agency36
    • americano Mixer – e li fa infilare nella corrente tech house & Sneakbeats e il lavoro per la loro piccola etichetta omo-britannica, catalogazione a dir poco limitativa per lo stile nima, dalla rigorosa serietà do it yourself, il combo haassolutamente particolare della coppia. trovato estimatori anche in territorio tedesco, tanto daGli Swayzak continuano a scalare le posizioni in tutto firmare per la famosa !K7, già label di gente comel’underground anche grazie a svariati remix, con clienti Herbert, Kruder & Dorfmeister, Carl Craig, nonchérinomati come Larry Heard e Badmarsh & Shri, ma so- promotrice della rispettata serie Dj Kicks.prattutto approdando all’atteso se- E’ infatti dei giorni nostri la pubbli-condo lp, che è precisa conferma delle cazione di Groovetechnology Vpotenzialità del duo. 1.3, doppio mix in territorioFrutto di 18 mesi di lavoro, Himawari minimal tech – electro e house, inè un’ulteriore iniezione di dub, grande esibizione dello Swayzakelectro, funk e grande feeling, a cre- Un universo tanto mundi: dalla storica Basic Channelare atmosfere fascinose, sublimate astratto quanto al nom de plume di V.Delay, Luomo,anche dalle parti vocali affidate a da Ellen Allien a Herbert, il viaggioBenjamin Zephaniah, Kirsty toccante, questo non conosce soste ed è di impa-Hawkshaw e JB Rose. il territorio degli reggiabile classe.L’opera espressa in coproduzione con Stupendo, in particolare, il primoil poeta Zephaniah, Illegal - utilizza- Swayzak: dei due cd, che – oltre aita come singolo apripista – è un cam- inutile consigliare sopraccitati – mostra altri nomi damino groovy, ultraslow e dall’anima segnalare: la versionenera e trova perfetta evoluzione nel di farvi conquista- houseggiante di Ricardo Villalobos,remix di Glyn Bush aka Biggabush, re, potrebbe l’ottima World Record Holder di Pileche la trasfigura in un movimento rit- e le pregnanti ritmiche di Headgearmico ad approdo deep house. essere un buon in Believers Goodby.Ma è, in generale, l’album a funzio- modo per Il secondo è ancora più oscuro,nare, a proporsi come inebriante orientato verso la techno piùesperienza d’ascolto, gravitante fra approcciare minimale: in questo contesto, siculture e sensibilità differenti, e con- un ambito ostico, nota il tocco electro di Take My Soulquistando in maniera sottile; un ta- di Bergheim 34, le melodie a ta-lento-emerso che, nel corso degli ma dalle ricchissi- stiera e voce robotica di Monolithanni, è stato notato anche in alte sfe- me potenzialità. dei Bitstream e il motivetto eightiesre, tanto che dj del calibro di Laurent di Kotai/Bader, Welltick.Garnier, Stacey Pullen e Carl Craig, Un universo tanto astratto quantosi sono confermati estimatori e so- toccante, questo il territorio deglistenitori della formula Swayzak. Swayzak: inutile consigliare di farvi conquistare, potreb-Dal duemila ad oggi, il passo è stato relativamente bre- be essere un buon modo per approcciare un ambito osti-ve: impegnati fra ulteriori ep, la cura dei mini Snooploops co, ma dalle ricchissime potenzialità. AA.VV Groovetechnology V 1.3 compiled by Swayzak - !k7 2002 37
    • PUREZZE INTERIORI INDIANE Talvin Singh torna all’essenziale o meglio torna all’es- rigenerano all’infinito, come frattali sonori. Stili e tecni- senza. Si bagna nel fiume delle arti sacre indiane: po- che che si tramandano esotericamente da secoli con una esia, teatro, danza, pittura, scultura e musica. La ricer- disciplina che ha mantenuto immutato lo splendore e ca della verità, l’intento di risvegliare lo spirito eleva l’estasi della musica indiana. L’alta suggestione di que- così l’opera dell’artista al di sopra dell’evasione. L’arti- sto disco e di altre migliaia di opere musicali allo stesso sta, l’uomo, si può in questo modo staccare da terra e modo concepite, ci permette di spendere il termine “clas- tendere all’elevazione. La musica, come le altre arti, sico”, tanto da poterlo tranquillamente accostare ad altri dona dolcezza e incanto al periodo che viviamo su que- intoccabili maestri come Shankar, Zakir Hussain, Ali Akbar sta terra in attesa della liberazione dai legami materia- Khan, U. Srinivas. li. Dopo aver sperimentato nuove soluzioni Talvin af- Il suono del flauto, strumento musicale devozionale, nella fronta ora con religiosità la musica classica indiana. In tradizione mistica simbolizza il pianto dell’innamorato/a questa nuova avventura denominata Vira, prezioso desideroso di unirsi al proprio amato/a che giunge ad compagno di viaggio è assumere i connotati il grande flautista sovrannaturali della di- Rakesh Chaurasia. E’ la vinità. Il flauto è lo stru- confraternita tra due mento suonato dal dio solisti e due strumenti: Hindu Krishna nel mez- il flauto e la tabla. zo della notte, i suoi toni Il flauto può produrre e le sue sfumature dan- suoni sia soffiando in no al disco un’aria ro- una imboccatura latera- mantica, nostalgica, di le (flauti trasversali), sconfinato amore divi- sia in una imboccatura no. E’ la malinconia che alla fine del tubo (flauti porta alla contemplazio- dritti). L’imboccatura la- ne, è la stupefazione terale dà le migliori op- che ci porta all’empatia portunità per variare la con la natura, le cose, qualità delle note. Alcu- l’energia cosmica. E’ la ne delle scale a cinque luce che ci permette di note dei flauti più pri- guardare dentro di noi. mitivi danno intervalli E’ un suono che si fa im- che suonano strani al- magine, visione, che l’orecchio occidentale. sviluppa il terzo occhio Anche gli strumenti so- assopito. fisticati che hanno più La tabla sostiene e ci di un’ottava hanno sca- guida all’illuminazione, le che non corrispondo- è il riferimento costan- no a quella temperata. I flauti sono normalmente co- te ed elastico quando ci troviamo in particolari stati emo- struiti in bambù, qualche volta in metallo. zionali. Risuona tra le mille frequenze dell’animo, fatta La tabla è il tamburo singolo maggiormente usato nella di legno, carne di albero, albero del Bodhi sotto la cui musica classica dell’india, lo stile può andare dall’au- ombra il Buddha ricevette la prima illuminazione e che stero Dhrupad al romantico Khayal. E’ fatto di legno, diventerà sacro per buddisti ed indù. qualche volta di rame. I tabla sono usati a coppia, una “Quel che l’arte cinese ha saputo raggiungere con le im- grande ed una piccola. Sono intonati mediante legni e magini del paesaggio, è qui raggiunto con le immagini legacci, uno con la nota fondamentale del Raga e l’altro dell’amore terrestre. Le braccia degli amanti li stringono alla sua terza, quarta o quinta. La pelle ha una toppa l’uno all’altra, gli sguardi sono persi negli sguardi uno nera circolare applicata al corpo del tamburo fatta di dell’altro, il sussurrante sakhis non d’altro parla che del colla composta. Permette al percussionista di produrre corteggiamento di Krishna, gli animali stessi ammutoli- un’ampia varietà di suoni a secondo del punto nel qua- scono al suono del flauto di Krishna e gli elementi della le egli colpisce la pelle con la mano o con le dita. natura ristanno immobili per porgere ascolto ai raga e Intorno a questi due strumenti semplici e complessi alle ragini”. (1) allo stesso tempo, si giocano i cinque Raga in cui l’improvvisazione è libera di volare tra scale ascendenti TALVIN SINGH RAKESH CHAURASIA e discendenti. In questo climax sospeso tra l’eterno ed “Vira” (Sona Rupa, 2002) il divino, l’unica intromissione digitale sono i keyboards pads che creano il substrato, le textures, i paesaggi e Il CD esce per la Sona Rupa etichetta specializzata in musica indiana devozionale, canti vedici e raga per la meditazione. gli ambienti (qui il “sound design” è a cura di Talvin Singh). La loro funzione è quella di sostituire il drone (1) Dr. Coomaraswamy cit. in “arte indiana” di K. Bharatha Iyer ripetitivo del tanpura: beat ciclici, patterns che si (Mondadori) Fabrizio Tavernelli artwork cd34 34
    • BACK TO TALVINCosa ascolta il Signor Singh nell’intimità della sua casa? Che ambientazione crea per dare suono e riverbero alle mura ed agli oggetti? Quali frequenze usa per la scomposizione molecolare delle cose? Che musica usa per rilassare i propri padiglioni auricolari ed il proprio spirito dopo le furiose cavalcate tabla’n’bass?Il Signor Singh si rilassa e ci rilascia sotto forma di Allora il Signor Singh sa dosare perfettamente, conoscedocumento compatto un ottimo giaciglio per la mente. i tempi di cottura, riesce ad unire elementi sostanziosiUna scatola di tranquillanti atmosferici biologici che ed in più sa presentare, mixare ed ornare con originalità.immediatamente fanno effetto sui nostri neurorecettori. Il risultato è un piatto composito riuscitissimo: gli archiLa serie “Back to mine” si arricchisce di un altro capitolo di Craig Armstrong, le dilatazioni e le infinite guitars didenso di alta suggestione ed evocatività : dopo gli episodi U. Srinivas & Michael Brook, la tromba per landedi Groove Armada, Everything But The Girl, Faith- smisurate di Nils Petter Molvaer, la profondità diless ed altri, questo nuovo non fa che confermare il buon Dreadzone, la religiosità di Trilok Gurtu, l’animismogusto speziato del Signor Singh. Non è prezzemolo, ma digitale di Photek, il blues atavico di Ali Farka Toure, laè comunque dappertutto a dare sapore ad avventure mu- trascendenza di Nusrat Fateh Ali Khan e tanto altro ancorasical-gastronomiche in solitaria o in compagnia. sino alla scorpacciata spirituale. Ma nessuna indigestioneCurry, cardamomo, coriandolo, cumino, anice stellato ad è alle porte, anzi il disco-bolo scende e viene assimilatoinsaporire le miscele interetniche, retrogusti che il gusto senza lasciare scorie o tossine, l’organismo si pulisce,decodifica e spedisce ad un cervello che quasi si squaglia. l’anima pure. Il Signor Singh è pure un ottimo arredatore.Il sapore che rimane è assolutamente sexy per le nostre I nostri ambienti, i nostri contenitori, che siano case opapille gustative, gli emisferi cerebrali prendono la forma corpi si fanno ariosi, si irradiano di luce, profumano didel globo terracqueo... signori si viaggia! essenze esotiche, si preparano ad accogliere ospiti:La cucina, la scoperta dei sapori di altre terre, le inedite energie cosmiche, amanti, voci, ectoplasmi di passaggio.mescolanze sono il menù per meglio scoprire quello chesta dietro, che invisibile si amalgama. Servono ottimi TALVIN SINGHingredienti, sottolineature dei sapori, raffinate sensazioni, Back to Minesconfinamenti ed estrema spazialità. DMC/Audioglobe 2001 Fabrizio Tavernelli artwork cd 35