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Viaggiare virtualmente per apprendere una lingua straniera e non solo
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Europa Vicina

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Viaggiare virtualmente per apprendere una lingua straniera e non solo Viaggiare virtualmente per apprendere una lingua straniera e non solo Document Transcript

  • Rivista poliglotta d’informazione e cultura POSTE ITALIANE SPA - SPEDIZIONE INN° 16 - anno XI - ottobre 2007 - Semestrale - Esce a marzo e ottobre - Gratuita ABBONAMENTO POSTALE - 70% DCB VERONA Perfezionare la conoscenza SOMMARIO Scambi scolastici e apprendimento di lingue e culture strada facendo delle lingue, di Gisella Langé p. 3 Viaggiare virtualmente per apprendere una lingua straniera e non solo, di Fiorenza Congedo p. 6 Giovani italiani all’estero per nuove conoscenze e professionalità, di Luciano Segafreddo p. 8 La Cina come meta di studio, di Fabio Cavalera p. 10 Gli scambi culturali con l’India. Conversazione con l’ambasciatore italiano a New Delhi, di Silvio Pontani p. 12 Anglophone teachers in Italy, by William Sutton p. 14 Andare all’estero quanto mi costa? di Bernd Faas p. 16 English learners think global, by Liam Vint p. 18 Recensione di Peter Brown p. 19 In vacanza-studio a 18 anni, di Rosanna Cassano p. 20 Tre personaggi nell’evolversi dei viaggio-studio, di Marina Burei Orlandini p. 21 Happy learners get results, by Andrea Brown p. 23 Ireland: A culture reflected in its Music, by Fergal Kavanagh p. 24 Voyager sur la musique, de Nicole Abi Aad p. 26 Blended learning, here to stay, by Byron Russel p. 28 Rubrica Lettere al direttore p. 30 Avvenimenti p. 31 1
  • SCAMBI SCOLASTICI E APPRENDIMENTO DELLE LINGUE di Gisella Langé* di educazione linguisticaA nalizzando le ragioni per le quali uno studente decide di intraprendere una esperienza di studio all’estero,più o meno di breve durata, si trova che l’apprendimento e interculturale. È indubbio che la situa-delle lingue straniere rientra tra le prime motivazioni. È in- zione sia cambiata a par-dubbio che un soggiorno all’estero migliora le competenze tire dagli anni ’90, grazielinguistiche, ma non bisogna dimenticare che un’espe- al Trattato di Maastrichtrienza all’estero è soprattutto una esperienza interculturale. del 1993, che introduceNel processo di globalizzazione che porta a contatto di- una normativa in materiaverse culture, modi di vivere, visioni del mondo, la promo- d’istruzione, formazionezione delle competenze linguistiche è sempre stata ritenuta professionale e gioventù,importante ed essenziale dall’Unione Europea per nume- e che le varie organizza-rose ragioni: la diversità linguistica del nostro continente è zioni intergovernativeun aspetto sostanziale della nostra eredità culturale, del no- abbiano modificato lestro patrimonio comune, dell’identità europea. È per loro strategie organiz-questo motivo che le scelte politiche della Commissione zando programmi di azione basati su partenariati, sog-Europea mirano a promuovere il rispetto e la difesa delle giorni, visite, offerte di borse di studio, rivolgendosidiversità, sia linguistiche sia culturali, e a creare nei citta- anche a giovani delle scuole secondarie e focalizzandodini una sempre maggiore consapevolezza di questi valori. obiettivi non solo linguistici ma anche interculturali.L’allargamento dell’Unione ha portato in breve tempo le Consiglio d’Europa e Unione Europea hanno intensifi-lingue ufficiali da undici (aprile 2004) a ventidue (gennaio cato in questi ultimi anni le loro attività educative of-2007): la comunicazione lin- frendo a studenti ed insegnantiguistica nelle istituzioni e tra i maggiori opportunità di con-cittadini europei ha raggiunto fronti e scambi su piani quali-altissimi livelli di complessità. tativamente sempre più quali-Complessità “nuove” e “vec- ficanti e duraturi, sottoli-chie” sono ben evidenziate dal neando la validità degli“sistema di riferimento” che si scambi interculturali e di pe-è sviluppato per le lingue in riodi di studio in altri paesiquesti anni e che vede trattati, rispetto ad altre formenorme, leggi, raccomanda- “brevi” di viaggi e visite al-zioni, documenti e programmi l’estero, che spesso non hannodi mobilità sostenere precise precisi obiettivi e mancano diazioni strategiche a favore un progetto pedagogico.dello sviluppo delle compe-tenze non solo linguistiche ma a. Le proposteanche interculturali dei citta- del Consiglio d’Europadini europei: lo scopo è quellodi preparare giovani e adulti a Il Consiglio d’Europa da anni èvivere in una società sempre impegnato nel dibattito sull’ap-più multiculturale, nel rispetto prendimento delle lingue edei valori democratici e della sulla dimensione interculturalecoesione sociale. promuovendo la formazione diA livello internazionale go- gruppi di ricerca, il potenzia-verni, organismi ed associa- mento di istituzioni quali ilzioni da tempo promuovono programmi atti a favorire la Centro europeo della gioventù (il cui obiettivo principale èlibera circolazione e gli scambi di studenti e docenti, ma l’apprendimento interculturale), l’attivazione del Sistemaper lungo tempo le varie iniziative sono apparse più fina- di borse di studio per docenti (che organizza brevi corsi dilizzate a situazioni contingenti (ad esempio, apprendere le aggiornamento e seminari di studio), vari progetti e cam-lingue straniere per ragioni professionali) e ad attivare pagne di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, la for-scambi di breve durata che a promuovere una vera politica mazione di Reti scolastiche internazionali tramite l’uso di 3
  • nuove tecnologie, la creazione del Centro europeo per le linguistiche. La sua struttura deve quindi riflettere questilingue moderne di Graz (attivo dal 1994 sia con la pubbli- aspetti che si concretizzano nelle tre parti in cui è composto:cazione di studi sia con l’organizzazione di progetti inno- il Passaporto delle Lingue, la Biografia Linguistica e il Dos-vativi di ricerca-azione, di reti tematiche, di seminari per sier. Responsabile della compilazione e dell’aggiorna-docenti), l’istituzione della Giornata Europea delle Lingue mento è lo stesso apprendente. Nel corso di questi anni(26 settembre di ogni anno), hanno reso operative Racco- numerose sono state le esperienze che si sono sviluppatemandazioni e Risoluzioni del Consiglio d’Europa. nelle scuole e che hanno visto gli studenti sempre più pro-La scelta di collegare l’educazione linguistica con l’educa- tagonisti del loro apprendimento e sempre più consapevolizione interculturale per lo sviluppo della cittadinanza eu- che visite di studio, scambi stage all’estero sono esperienzeropea trova strumenti utili anche nelle numerosissime pub- fondamentali per lo sviluppo delle competenze linguistiche.blicazioni del Consiglio d’Europa, che testimoniano un in-nalzamento del livello del dibattito: non si tratta di incre- b. I programmi di mobilitàmentare solamente la “competenza linguistica”, bensì bi- dell’Unione Europeasogna attivare nelle istituzioni scolastiche progetti educa- La politica dell’Unione Europea nel settore educativo hativi europei integrati nel curricolo. attraversato varie fasi: da un interesse prevalentemente perIl grande impatto del Quadro Comune Europeo di Riferi- la formazione “professionale”, coerente con le scelte all’o-mento per le lingue, che ha fornito una base di lavoro per i rigine della Comunità Europea mirate ad integrare mercatidocenti, ha portato gli addetti ai lavori alla messa a punto e a rimuovere gli ostacoli alla mobilità dei fattori produt-di uno strumento che fosse di riferimento per l’appren- tivi, si è gradatamente passati ad una crescente consapevo-dente, facilitando l’autovalutazione e il riconoscimento lezza dell’importanza politico-strategica dell’istruzione edelle esperienze in tutti i paesi europei. È per questo mo- della formazione, evidenziandone il ruolo centrale per lotivo che viene ufficialmente “lanciato” il Portfolio Eu- sviluppo economico e sociale dell’Europa.ropeo delle Lingue nel 2001. Si tratta di un documento che Raccomandazioni, gruppi di lavoro e progetti sperimentalipermette a coloro che stanno imparando o hanno imparato hanno sviluppato negli anni novanta dello scorso secolouna lingua, in ambito sia scolastico sia extra-scolastico, di numerose attività, che hanno permesso di consolidare airiflettere sui propri apprendimenti linguistici, sulle proprie vari livelli una vera pedagogia dello scambio basata su:esperienze culturali, nonché di registrare le proprie compe-tenze linguistiche, le qualifiche ottenute, gli scambi e le • la cultura del Progetto Educativo e/o del Progettoesperienze all’estero. d’Istituto;La ragion d’essere di questo Portfolio è di disporre di uno • l’aumento di scambi multilaterali;strumento contenente informazioni registrate in modo tra- • lo sviluppo di gemellaggi o accordi tra istituti scolastici;sparente e riconoscibili a livello internazionale. Risponde a • l’integrazione di mezzi di comunicazione quali la postadue funzioni principali: una funzione pedagogica e una fun- elettronica o altri supporti tecnologici usati come stimo-zione di documentazione e registrazione per le competenze latori di scambi; View slide
  • • l’esigenza di sviluppare una riflessione interculturale; Quale futuro per gli scambi scolastici?• la necessità di confrontare, verificare e valutare i risultati degli scambi. Di notevole interesse appare una ricerca pubblicata nel-Grazie ai numerosi Programmi d’azione (Erasmus, l’Ottobre 2007 dalla Fondazione Interculturale e IPSOSForce, Gioventù per l’Europa, Lingua, Petra, Tempus) dal titolo “Gli Italiani e gli Scambi Scolastici Intercultu-lanciati dalla Unione Europea alla fine degli anni ’80, na- rali – Una ricerca sulla percezione degli scambi interna-scono nuove pratiche nel campo dell’insegnamento se- zionali di studenti e dell’educazione interculturale dacondario e della formazione professionale, dando forti parte dei presidi, degli studenti e dei loro genitori.” La ri-impulsi alla mobilità di studenti, docenti ed esperti nel cerca, che ha tenuto come punto di riferimento una rileva-settore educativo. zione analoga effettuata nel 2001,Percorsi di studio e scambio ha svolto interviste a adolescenti,sempre più duraturi e basati su genitori, docenti per indagareprogetti pedagogico-didattici ben quello che pensano dell’opportu-congegnati nei quali l’apprendi- nità di passare almeno un anno dimento delle lingue straniere sia un scuola in un altro Paese o di acco-mezzo piuttosto che un fine na- gliere in casa studenti stranieri giàscono dopo Maastricht, nel 1995, prima dell’università.con i Programmi d’Azione Comu- Il fenomeno sembra più cono-nitari della “Seconda Genera- sciuto ed accettato rispetto a seizione” (Gioventù per l’Europa, anni fa, ma le sue dimensioni sonoLeonardo da Vinci, Socrate – Co- cresciute di poco: IPSOS stimamenius/ Erasmus/Grundtvig/Mi- che oggi siano meno di 3.000 gio-nerva). vani italiani che si recano all’e-Quali gli obiettivi? Innanzi tutto stero per soggiorni individualipromuovere la qualità dell’istru- prolungati (un anno scolastico) ezione e della formazione nei paesi che circa la metà vada pressocomunitari tramite scambi di amici o familiari, mentre gli altriesperienze. In secondo luogo sti- partecipano a programmi organiz-molare processi innovativi, non zati da ONLUS o agenzie com-solo per quanto concerne metodi e merciali. I ragazzi si dimostranocontenuti dei curricoli scolastici, interessati verso i coetanei di altrima soprattutto per quanto con- Paesi, ma sono insicuri di frontecerne l’uso di nuove tecnologie alle lingue straniere, al cibo di-multimediali e a distanza. Infine verso e alle differenze di vita. Pocodare nuovo impulso alla Dimen- propensi agli scambi, quindi.sione Europea nei sistemi educa- Alla luce di questa ricerca, risultativi e formativi a tutti i livelli per quindi fondamentale offrire ai no-creare un vero “spazio educativo stri studenti maggiori occasionieuropeo” dell’istruzione e della per apprendere e praticare leformazione. lingue, offrire maggiori opportu-I programmi sopra menzionati, nità di svolgere viaggi e periodi difavorendo la mobilità fisica e vir- studio all’estero. Compito dellatuale, hanno sviluppato maggiori scuola è avviare più attività dicompetenze linguistiche, ma ancora emergono difficoltà scambio utilizzando i vari programmi europei. Ogni scuolasia in ambito di reali capacità di comunicare in lingue di- dovrebbe elaborare un Piano dell’Offerta Formativa cheverse dalla propria sia, soprattutto, in ambito di consape- non separi gli scambi dalle attività “curriculari”, conside-volezza del “senso di appartenenza” alla casa comune rando le esperienze di mobilità parte integrante del curri-europea. colo, valorizzando le esperienze all’estero degli studenti eIn sintesi, il contributo dei Programmi d’azione alla pro- prevedendo, possibilmente, la possibilità per ogni alunnomozione del concetto di cittadinanza europea risulta evi- di trascorrere un periodo, anche breve, presso una scuola didente in ambito di scambi e mobilità in quanto i contatti livello analogo in un altro Paese. In breve, le istituzionipersonali, se opportunamente preparati, costituiscono scolastiche dovrebbero attivare un approccio più globale,l’elemento più prezioso. È indubbio che tutti i Progetti integrando metodologie e finalità pedagogiche in una unicaeuropei garantiscano reali possibilità di ripensare conte- “vision”: formare lo studente “europeo” perché diventinuti e prassi educative offrendo occasioni per migliorare vero cittadino del mondo.la qualità dei rapporti umani e per “vivere” una cittadi- * Gisella Langé è ispettrice tecnica del Ministeronanza europea attiva. della Pubblica Istruzione e U.S.R. Lombardia 5 View slide
  • VIAGGIARE VIRTUALMENTE PER APPRENDERE UNA LINGUA STRANIERA E NON SOLO di Fiorenza Congedo* sponda alle domande:R iuscire ad integrare nell’offerta formativa la reale possibilità di un percorso linguisticoche promuova e valorizzi la dimensione europea “Secondo voi quali sono le maggiori sfidedell’educazione è necessario. La circolare mini- che l’Unione Europeasteriale “Più scuola in Europa, più Europa nella dovrà affrontare neiscuola” delinea delle linee di indirizzo finalizzate prossimi 50 anni?al raggiungimento di questo obiettivo ma quali Come possono esserestrategie adottare? affrontate?” e da una composizione visivaLa partecipazione a progetti europei ed internazionali che abbia come tema-e la loro integrazione in un preciso percorso linguistico tica “L’Europa nelledi apprendimento offrono occasioni concrete agli nostre vite quotidiane”.alunni di comunicare con coetanei di un altro paese at- Il premio è un viaggio atraverso una lingua straniera comune e di intraprendere Bruxelles, nel marzo 2008.relazioni virtuali di amicizia grazie ad ambienti di ap- Il termine per l’adesione al concorso è il 31 dicem-prendimento che vanno oltre l’aula didattica. bre 2007.Durante l’anno scolastico, le occasioni di aderire a Nel mondo del lavoro, sono sempre più numerose leprogetti linguistici sono tante. Un esempio è industrie che investono nella formazione linguisticaSpringDay, iniziativa che invita i docenti a stimolare dei propri dipendenti e che richiedono, nel momentola discussione tra gli alunni di diverse nazionalità sul della selezione del personale, la conoscenza di unaloro ruolo di cittadini europei. lingua straniera.Altre iniziative possono essere consultate tramite i siti Formare alunni capaci di padroneggiare una linguadi riferimento della Commissione Europea e dell’A- straniera in vista di migliori prospettive lavorative ègenzia Nazionale del Pro- una finalità prioritaria in unagramma di Apprendimento società moderna.Permanente. Il programma Leonardo daUn progetto interessante è Vinci è una valida occasione“Didattica della Storia in Di- per gli studenti che deside-mensione Europea” del Con- rano mettere in pratica lesiglio d’Europa. È significa- proprie competenze speciali-tivo che per la sua realizza- stiche in un’esperienza dizione si dovesse indicare al- stage all’estero.meno una scuola partner stra- “It was a fantastic expe-niera e utilizzare la lingua rience, and I could improvestraniera per comunicare. my level in English and learnAltre occasioni vengono of- some sentences in Italian”,ferte dalla partecipazione a Arnaud S., Lycée Techniqueconcorsi. La Chataigneraie, France.Il concorso scolastico, “50Anni Insieme nella Diver- Grazie a “Internship Pro-sità” incoraggia la partecipa- ject”, proposto dalla Camerazione, di squadre formate da di Commercio di Verona, gli10-20 studenti e coordinate studenti delle scuole secon-da due insegnanti. darie veronesi hanno vissutoLe opere, realizzate me- un’esperienza di alternanzadiante un approccio interdi- scuola lavoro all’estero evi-sciplinare, devono essere co- Benedetta, Sintesi delle comunicazioni telegrafiche e telefo- denziando la necessità distituite da un saggio che ri- niche, 1933. percorsi formativi di colla- 6
  • borazione tra la scuola e il mondo del lavoro. con il dipartimento di informatica ed elettronica nelNell’ambito Comenius le scuole possono richiedere un quartiere di Leonding a Linz… Questa esperienza ci haassistente linguistico di un’altra nazionalità al fine di aiutato molto, soprattutto a conoscere modi nuovi e stiliampliare l’offerta formativa della scuola, sviluppare diversi di “fare scuola” ed è stata molto utile per con-progetti europei e realizzare attività C.L.I.L. frontare la nostra scuola con una tipica scuola au-La metodologia CLIL (Content & Language Integrated striaca”. Stefano Soso, ITIS “G. Marconi”, Verona.Learning) prevede l’utilizzo della lingua straniera per “Because of the eTwinning project Mr. Bärnthalerl’insegnamento di discipline non linguistiche. organized a trip to Verona to visit our Italian eTwin-Un’iniziativa di successo è risultata quella intra- ning partners. All in all we really enjoyed the trip topresa dall’istituto in cui insegno con l’introduzione Italy and we’re looking forward to visiting Veronadell’insegnamento veicolare nelle materie di indi- again”. HTL Leonding, Austria.rizzo del corso di È evidente come l’a-specializzazione, desione a progettiproprio in prospet- europei e internazio-tiva della futura vita nali contribuisca adprofessionale deglialunni. accrescere l’interesse degli alunni nell’ap-Fra le varie strategie prendimento dellad’insegnamento,l’utilizzo delle lingua straniera, adnuove tecnologie offrire possibilità di conoscere nuove cul-permette il supera- ture, di studiare uti-mento dei confinifra i popoli, nel rea- lizzando mezzi nor-lizzare anche pro- malmente usati daigetti di coopera- giovani per attività dizione internazio- svago (posta elettro-nale, e contribuisce nica, forum, chat,all’integrazione in- Mino Delle Gite, Atterraggio notturno, 1986. SKYPE, MSN), aiterculturale così im- docenti di crescereportante in una società sempre più multietnica. professionalmente grazie a scambi di informazioni con colleghi di altre nazionalità e occasioni di programmare“I really enjoyed communicating with your students. I scambi scolastici, viaggi d’istruzione, esperienze lavo-learned about the Italian culture and language... Thank rative all’estero al fine di creare cittadini europei inyou for this wonderful experience and opportunity. grado di utilizzare la lingua straniera sia per motivi lu-“Alex, Bradford High School, Kenosha, USA. dici che per futuri sbocchi professionali.“We were a little anxious even a bit worried about how * Fiorenza Congedo, docente di Inglese, è coordinatrice per l’Italiaour host family experience would turn out… We pulled del Concorso scolastico europeo “50 Years Together in Diversity”up outside the gates of the G. Marconi ITIS veryscared. We walked up the ramp to the school entrancelugging our baggage, only to see a crowd of people LINK UTILI:wearing kind, warm smiles. We had scaled the cliff… ➤ Commissione europeaFrom then on it was 3 weeks of school with the friendly, http://ec.europa.eu/funny and welcoming Marconi students”, Star of theSea College, Melbourne, Australia. ➤ Programma di Apprendimento Permanente – Lifelong Learning Programme (LLP)eTwinning offre nuovi stimoli agli alunni e la possibi- http://www.bdp.it/socrates/lità di recarsi in un paese straniero grazie a scambi di ➤ European Schoolnetclassi. www.eun.orgPer gli alunni è davvero importante mettere in praticaquello che hanno appreso in conversazioni simulate ➤ Camera di Commercio di Veronacon l’insegnante ed i propri compagni in classe e cre- http://www.vr.camcom.it/scere in autostima nel comunicare in L2 con coetanei ➤ Concorso scolastico “50 anni insieme nella diversità”di un’altra nazionalità. www.50years.eun.org/ww/it/pub/50years/homepage.htm“La scuola che la nostra classe ha visitato è un istituto 7
  • GIOVANI ITALIANI ALL’ESTERO PER NUOVE CONOSCENZE di Luciano Segafreddo* E PROFESSIONALITÀC ristiano Caltabiano nella sua ricerca (Giovani oltre confine – I discendenti e gli epigoni dell’e-migrazione italiana nel mondo, Carocci editore altri, i siti www.ialomagazine.com – The Italians in London; www.italiansoflondon che aggregano i gio- vani connazionali che lavorano nella City; o quelli2005) ci parla di «giovani senza valigia», che vivono delle organizzazioni di carattere giovanile Sons ofall’estero nel circuito delle Istituzioni europee di Italy o Fieri, espressione della nuova immagine del-Bruxelles oppure in Inghilterra, in Francia, in l’Italia in Usa contrapposta a rinnegati stereotipi, maSpagna o negli Stati Uniti. Non è facile delineare il anche richiesta di rapporti innovativi tra i due Paesi.loro profilo. Una volta chiunque lasciava la propria Sono dei dati che ci offrono la positività del feno-patria per lavoro e si spostava all’estero veniva defi- meno dell’inserimento dei giovani italiani nei Paesinito emigrante. «Ma più che di emigranti, oggi si del mondo per apprendere nuove lingue e – megliosente parlare di ”sapientini” o di “bocconiani”, a se- ancora – per frequentare stage, tirocini universitariconda delle università di provenienza», mi scriveva o per fare esperienze nei distretti industriali e im-nel 2006 da Londra Wolfango Bucci. La ricerca di prenditoriali. Esperienze che possono trasformarliCaltabiano ci inte- in potenziali agentiressa perché, nelle di rapporti culturali esue interviste attuate imprenditoriali train 15 Paesi del l’Italia e le nazionimondo, ha rivolto una scelte come luoghispecifica attenzione della loro crescita co-anche ai giovani noscitiva e profes-«neo-emigrati», dai sionale.18 ai 35 anni, andatiall’estero con motiva- Le mobilità dei gio-zioni e progetti di- vani italiani all’e-versi rispetto al pas- stero ha però moti-sato: per conoscere vazioni diverse. Nonaltre lingue e culture, c’è solo l’interessema anche spinti dalla per conoscere altrevolontà di dare una lingue e altre culture.migliore prospettiva Purtroppo tanti dialla loro futura pro- questi “giovani” –fessionalità nei settori anche trentenni! –dell’innovazione so- non hanno ancora ac-ciale, tecnologica ed cesso al mercato deleconomica. lavoro o non lo hannoLa mobilità dei gio- in modo qualificato evani universitari trova adeguato ai loro ti-continui stimoli e toli, non essendo ri-orientamenti dai pro- usciti a maturaregrammi delle istitu- esperienze di settore.zioni europee (come In Italia non c’è in-Erasmus, Leonardo, fatti un sistema d’o-Socrates,...), dall’offerta di borse di studio da parte rientamento professionale, come avviene nei Paesidi circa 60 nazioni del mondo, ma anche dai canali anglosassoni o come in Germania, Svizzera e in Au-telematici e dai siti divenuti oggi fonti d’interscambi stria. La catena di trasmissione: scuola d’obbligo-di idee, di cognizioni e di rapporti con i mondi della università-mondo del lavoro è diversa, ha le porteconoscenza e dell’imprenditorialità. Ricordo, tra gli chiuse all’occupazione e genera tantissimo preca- 8
  • riato. Anche se ci sono segnali di miglioramento e lingui a carattere internazionale e l’attività svoltal’occupazione va meglio, ci sono tanti giovani con dal Ministero degli Affari Esteri con 418 Lettori uni-delle superqualifiche e laureati con ottimi curicula, versitari operanti nel mondo, dei quali 276 di ruoloche vanno all’estero grazie ai programmi delle isti- in 90 Stati (gestiti dal MAE) e 142 assunti local-tuzioni europee. mente dalle Università, con il contributo MAE.Imparata la lingua del Paese ospitante, tanti di loro Se nel mondo globalizzato l’interesse è rivolto oggitrovano delle buone possibilità di lavoro in Spagna, ad una sola lingua, unica e povera, «il mondo glo-soprattutto a Barcellona e a Madrid, e perquanto riguarda il settore dell’informatica edelle nuove tecnologie, in Irlanda.Molti si sono inseriti in Europa nell’ambitobancario, nel terziario e soprattutto nella ri-cerca scientifica, un settore in cui l’Italia nonriesce a crescere mentre all’estero i suoi lau-reati trovano accoglienza. Attraversando l’o-ceano, troviamo centinaia di giovani italianinei centri di ricerca delle più prestigiose uni-versità americane; se però la loro permanenzadiviene definitiva, l’Italia ne riceve una graveperdita per gli investimenti senza «ritorno»attuati per la loro formazione scolastica e uni-versitaria.Un futuro in un mondo globalizzatoIl «singolare esodo» di giovani italiani èunito ad un altro fenomeno parallelo: allapresenza cioè di tanti giovani stranieri nelleuniversità italiane per lo studio della nostralingua e della nostra cultura o perché benefi-ciari di scambi formativi tra atenei italiani edesteri. Una mobilità, quindi, dall’Italia versol’estero e un flusso costante di giovani daipiù lontani continenti verso il nostro Paese,per conoscere soprattutto la sua lingua e lasua cultura.C’è infatti nel mondo una crescità d’italianità.Nelle università e nelle sedi delle istituzioni calizzato – scrive Massimo Vedovelli, rettore del-culturali del pianeta, la presenza delle cattedre d’i- l’Università per Stranieri di Siena – ha bisogno ditalianistica e l’insegnamento della lingua e della qualcosa di più: ha bisogno di lingue e linguaggi, dicultura italiana sono in costante aumento. In Usa, una continua ricerca di senso nella quale possanol’italiano è insegnato in circa 250 università; 3.600 convergere le fonti della diversità, delle lingue, deisono i corsi nelle scuole elementari e medie, cui par- linguaggi diversi». L’esodo perciò annuale di de-tecipano 71.177 studenti e 727 docenti, e più di 80 cine di migliaia di giovani italiani all’estero, comeuniversità hanno una sede a Firenze. la presenza nelle nostre università di migliaia diRicordo, tra gli altri dati più significativi: le 13 cat- giovani d’altri Paesi sono segno di una crescitatedre d’italiano operanti in Australia, grazie alla d’interscambi di conoscenze, di culture e di rap-Fondazione Cassamarca di Treviso; i 6.600 corsi ge- porti. Una «crescita» che, nel mondo in cui l’appar-stiti dai 93 Istituti italiani di cultura (IIC); i 500 Co- tenenza non è più segnalata dal riconoscersi in unmitati della Società Dante Alighieri che garanti- territorio, offre ad ogni giovane nuovi orizzonti escono il funzionamento di oltre 3.000 scuole d’ita- future professionalità.liano nel mondo, con più di 100 mila studenti * Padre Luciano Segafreddo, direttore del «Messaggeroiscritti; la rete scolastica di quasi 200 scuole italiane di sant’Antonio», edizione italiana per l’estero.e 116 sezioni italiane presso scuole straniere bi- E-mail: l.segafreddo@santantonio.org 9
  • LA CINA COME META DI STUDIO di Fabio Cavalera* Venezia o di NapoliL a Cina del domani? Per scoprirla basta fare quattro passi nei quartieri della scienza, icampus universitari di Pechino o di Shanghai, di o di Bari. Già perché la Cina –Guangzhou o di Nanchino. Sono, se vogliano come è giusto cheusare un’altra immagine, i nuovi teatri dell’ sia – si sta rivelandoavanguardia culturale cinese dove, al fianco una meta di studiodelle migliori teste della ricerca nazionale, ten- sempre più impor-gono corsi e lezioni i premi Nobel di Harvard, tante e sempre piùdel Mit, di Princeton, di Yale, così come i pro- attraente (con pro-fessori del Politecnico di Milano e Torino o spettive professio-della Bocconi e della Sapienza. Sì, c’è anche nali inedite e inte-l’Italia, eccome. ressanti) anche perPasseggiare nei viali di questi santuari del mira- noi che scopriamo e capiamo tardi quale tesorocolo Cina – la formazione dei giovani è il vero culturale nasconda l’Oriente cinese. Siamo damiracolo, complementare all’esplosione dell’e- qualche anno un po’ pigri: abbiamo smarrito ilconomia – significa lanciarsi a capofitto in senso e il gusto della novità e, a peggiorare leun’avventura esaltante che ci accompagna nella cose, la burocrazia continua a mettere il bastonescoperta di un pianeta sconosciuto. fra le ruote rendendo gli scambi e i viaggi di ag-Della Cina si è saputo e imparato molto ma an- giornamento difficili o problematici.cora non si percepisce il salto che ha compiuto Però, alla fine, il vento della curiosità per ciòla sua educazione ai livelli superiori. È qui che che è stato definito “un imprevisto della Storia”,s’incrocia la Cina ossia la moderniz-neomoderna che ha zazione della Cinarotto con le tradi- (su la mano chi 30zioni e con le ca- anni fa colse i se-tene ideologiche gnali della “rivolu-del passato, la Cina zione”?), quel ven-che più di tutte to di curiosità haguarda al domani: cominciato a sof-sono i ragazzi che fiare sulle nostreformeranno la fu- università.tura classe diri- Che cosa è cam-gente del Dragone, biato? Che cosa ciaperti, vivaci, con ha indotto a inver-buona conoscenza tire le nostre per-dell’inglese, orgogliosi, pronti a “conquistare” plessità? Tante circostanze. Proviamo a vederle:il mondo ma convinti comunque di tornare con il fascino discreto della Tsinghua (nata nel 1911,un bagaglio ricco di conoscenze e di esperienze l’anno della rivoluzione repubblicana e della ab-da regalare al loro Paese al quale li lega un sen- dicazione dell’ultimo imperatore) e della Beidatimento fortissimo e profondo. (nel 2008, cento anni di storia, uno dei focolaiLi vedi ciondolare o correre o passeggiare, fra del movimento democratico soffocato con i carriuna lezione o una prova di laboratorio, sotto- armati nel 1989 in piazza Tiananmen) a Pe-braccio ai coetanei newyorkesi, londinesi, pari- chino, il fascino della Fudan a Shanghai, dellagini. E italiani: ventenni di Milano, di Roma, di Sun Yat Sen a Nanchino, università che hanno 10
  • laureato il gruppo di comando Nella mia esperienza di lavoro nepostmaoista; poi il mistero di una incontro parecchi e ho sempre dalingua che si rivela essere una imparare qualcosa dalla loromagnifica sfida intellettuale, semplicità e dal loro entusiasmo“una grande lingua di civiltà” (lo che nonostante le avversità nonha scritto Marcel Granet, stu- si esaurisce e non si spegne.dioso straordinario di Cina nella Venti o trent’anni fa si contavanoprima metà del Novecento); sulle dita di una mano i giovaniquindi le emozioni per uno svi- italiani che partivano per un’av-luppo impetuoso e disordinato, ventura di cui non si conoscevapersino “cattivo” per le disugua- l’esito.glianze che produce. Sentimenti Oggi sono centinaia, migliaia.che contagiano un numero cre- Sono ancora un’avanguardia chescente di ragazzi, ansiosi di cre- però si allarga. Magari non loscere al passo con l’evoluzione sanno ancora, magari lo avver-dei processi di integrazione eco- tono in maniera un po’ vaga, fi-nomica e sociale. Come si può nanche confusa, ma – così comestare lontani dal fenomeno Cina i loro coetanei cinesi rappresen-se la Cina è uno dei motori della tano la futura classe dirigente delstoria del ventunesimo secolo? Dragone – essi, i nostri ragazziNon è facile per questi giovani integrarsi nella che se ne vanno in Oriente, sono pionieri di unrealtà orientale, partono con pochi soldi e de- Italia finalmente protagonista che vuole “en-vono armarsi di una buona dose di pazienza, de- trare in un pensiero fuori quadro” (l’immaginevono accettare sacrifici “logistici” (le sistema- che usa il filosofo Francois Jullien) lontano daizioni sono spesso precarie e non propriamente nostri orizzonti culturali ma che ci costringe acomode o confortevoli), devono affrontare una meditare: la Cina.mentalità che è drasticamente diversa da quelladi origine, devono – in altre parole – arrangiarsi, * Fabio Cavalera, corrispondente da Pechinocavarsela. del “Corriere della Sera” RECENSIONEFABIO CAVALERA, corrispon- dernità e conservazione;dente da Pechino del “Cor- un Paese sterminato e tut-riere della Sera”, ci racconta tora enigmatico dove ila Cina di oggi attraverso le contrasti stridenti, lestorie di vita narrate da al- enormi disuguaglianze de-cuni personaggi emblema- nunciano una corsa al pro-tici che, superata la tragica gresso che registra costiesperienza della rivolu- spaventosi sotto ogni pro-zione culturale, sono ap- filo.prodati faticosamente alla Alla quasi vigilia delle Olim-realtà odierna. piadi 2008, “Il manager deiConosciamo, così, dal bagni pubblici”, si proponevivo, la Cina dei nostri come uno strumento di cono-giorni in cui convivono scenza avvincente ed attuale.pericolosamente mo- M.B.O. 11
  • GLI SCAMBI CULTURALI CON L’INDIA. CONVERSAZIONE CON L’AMBASCIATORE di Silvio Pontani ITALIANO A NEW DELHI atto un grande sforzo, pur contando purtroppo su risorseI n un momento di relax abbiamo incontrato l’ambascia- tore italiano in India, Antonio Armellini, per approfon-dire alcuni aspetti dei possibili rapporti del vasto sub-con- finanziarie inferiori a quelle di altri Paesi”. All’ambasciatore abbiamo chiesto se per gli studenti ita-tinente indiano con l’Italia. liani coinvolti negli scambi, possono aprirsi prospettive diL’India si sta sempre più affermando come potenza mon- lavoro. “L’India”, ci dice, “è ancora un paese di emigra-diale in campo industriale, commerciale e turistico ed è zione più che di immigrazione. È, invece, sul piano cultu-utile individuare quali rapporti siano possibili con essa sul rale ed artistico che i rapporti si fanno molto interessanti,piano scientifico, culturale ed artistico e sulle possibilità specialmente per alcuni filoni, come la musica classica eddi scambi, viaggi-studio e soggiorni per giovani che in- in particolare la lirica che, come espressione, trova deitendono approfondirne la conoscenza e trarre vantaggi per punti di collegamento con il pubblico indiano, poiché illa loro formazione e le opportunità di lavoro. melodramma lirico si avvicina abbastanza nell’impiantoL’ambasciatore precisa subito che “in India non esiste una scenico ai filmoni di Bollywood.lingua unica. L’hindi, di ceppo ariano, è certamente la più C’è poi, l’arte contemporanea, soprattutto pittura e scul-parlata, ma non è comune a tutto il paese. Nel sud pro- tura. L’India è un paese di estremo interesse da questosperano le lingue di derivazione dravidica, completa- punto di vista, con un’arte contemporanea molto dina-mente diverse. La politica tesa nel passato ad imporre l’- mica e un fiorire di artisti giovani e meno giovani, chehindi, la lingua dei grandi capolavori della cultura classica fanno crescere il mercato in maniera vertiginosa. Il gustoindiana, come lingua unitaria ha incontrato una tale resi- per l’arte contemporanea si sta ampliando e il nostro mi-stenza da essere abbandonata a favore di una articolata di- nimalismo, l’arte povera, la transavanguardia, che moltiversità linguistica. La lingua per la comunicazione pub- credono nati in America, troverebbero in India spaziblica e internazionale è l’inglese. Infatti, tutta l’istruzione molto importanti”. “C’è necessità di essere conosciuti”,secondaria ed universitaria è in inglese. Sempre più anche prosegue egli, “e di promuovere la nostra presenza cultu-la primaria si svolge in inglese. C’è una grossa spinta per rale in tutte le sue forme”.far sì che gli indiani della prossima generazione sappiano Abbiamo, infine, chiesto all’ambasciatore Armellini, se hatutti anche l’inglese”. delle particolari indicazioni per i giovani italiani che inten-“Noi”, prosegue l’ambasciatore, “storicamente abbiamo dono recarsi in India per motivi di studio o comunque persofferto di uno svantaggio, che è quello dell’italiano. Da soggiorni di una certa durata. “Chi vuole recarsi in Indiaqualche tempo, però, la maggiore offerta formativa in in- per un periodo lungo deve preparare per tempo il proprioglese da parte delle nostre scuole ed università ha fatto au- viaggio e darsi delle priorità. L’India è un continente. Cimentare la partecipazione degli studenti indiani alle no- sono differenti stratificazioni sociologiche, culturali, eco-stre iniziative. nomiche ed anche geografiche. Bisogna capire che cosa siIl programma Invest your talent in Italy, del ministero vuole andare ad approfondire. L’India offre molto; perdegli esteri italiano in viaggi e soggiorni lunghicollaborazione con la il “fai da te” non è adatto,CRUI e con varie univer- anche perché l’indianosità, ha attirato giovani non apprezza nel proprioindiani a preferire l’Italia Paese presenze prolun-anziché andare in paesi gate di stranieri, che nonanglofoni e sempre di siano preventivamentepiù in Australia e Nuova strutturate con visti appo-Zelanda. La Bocconi, il siti, di studio o altro. UnPolitecnico di Torino, giovane deve, quindi,l’università di Trento, la predisporre bene l’orga-LUISS di Roma hanno in nizzazione, i riferimenticorso programmi di col- culturali, i visti, in modolaborazione bilaterali da evitare difficoltà suc-con atenei indiani, che cessive.prevedono scambi di stu- Per l’aspetto linguisticodenti, visite, stage, corsi è, invece, sufficiente unadi perfezionamento e buona conoscenza del-scambi di specialisti L’ambasciatore italiano in India, Antonio Armellini, a sinistra nella foto, in l’inglese, l’unica linguanelle due direzioni. È in affabile conversazione con il direttore della nostra rivista, Silvio Pontani. parlata in tutto il paese. 12
  • ANGLOPHONE TEACHERS IN ITALY by William Sutton* beyond pizza, pastaT he moment I arrived at the Adriatic Sea, I was captivated. The evening passeggiata was in fullflow; the cathedral towered over the old town’s mys- and the Colosseum. But Italy’s reputationterious alleyways; the harbourside ice cream parlour for bureaucracy waswas buzzing. It was like a dream, everything I’d imag- well founded. We gaveined Italy might be. My enthusiasm was blunted the up asking for a parkingnext day when I got lost in the industrial wasteland on permit, the paperworkthe way to my school. was so complex. AndMy memories of teaching in Italy are full of such don’t ask about our taxclashes: romance against reality. status.”Every year hundreds of English teachers come to “I love it,” said C, whoItaly. Some are experienced in EFL; others are works in central Italy.novices. Some want adventure; some want culture; “People are friendly,others just want to escape British weather. though it can be hard to get to know them better. I loveWhat do they expect of Italy? What do they find? the culture of eating out, but it’s strange that nobodyWhat difficulties do they meet? I compared my own ever invites you to their house.”experience with several other teachers. How did they get on with their students,Did Italy match up to expectations? colleagues and bosses?“It was certainly a positive experience for me,” said A’s first boss was Italian, while the Director ofteacher A, who worked in the north, “mainly because Studies was Irish. This proved a good combination,it gave me the chance to live in Italy. Life was great.” helping him to settle in quickly. Later A worked in aB taught in the south. “I didn’t know what to expect, big international school, where he found the em- ployers less helpful. Large organisations, it seems, are no guarantee of quality, for teachers or students: everything depends on the individual school. “My school was good,” said B, “though there were or- ganisational issues. There was no standard of disci- pline, for example, which wasted lots of class time.” C was more scathing. “My TEFL trainer warned me that 90% of schools are run by idiots who only care about making money. He was right.” Any particular difficulties with teaching? “Difficulties?” said A. “None in particular. Teaching in Spain was entirely more difficult.” A found the stu- dents good natured. “Even the kids I taught were well behaved. Very few ever got the hang of the present perfect, though, despite my best efforts. And it was difficult to stop them speaking to each other in Italian, or the Veneto dialect.” This was one of several recurring pedagogical com- ments: • students reluctant to speak English in class, thus re- ducing their use of target language; 14
  • • students hugely weaker in speaking and listening mezzogiorno schedule: big lunch, siesta, late than reading and writing; teaching, then going out.”• weak pronunciation: especially diphthongs, silent The teachers all complimented Italian food and wine, letters and word stress; but nonetheless missed British foods: cheddar cheese,• inaccurate use of present perfect and of plurals bacon, Walkers crisps, Cadbury’s chocolate, English (though they often called me Williams); beer and the peculiar yeasty spread called Marmite.• students persisting in mistakes despite continual C found the question of the permesso di soggiorno correction and completing exercises. confusing. “Some people insisted I need one; others“That’s really frustrating,” said C. “I ask them what said it’s no longer necessary. I finally got a codice fis-they’ve done at the weekend, and they say, ‘I stay cale, but only by being raccomandato. I’ve never gotwith my friend’ – pronounced ‘free-end’. They don’t residency, which makes me feel unsettled – though theseem to believe me that ‘stay’ is not the same as police found me when I got a speeding fine.”Italian ‘stare’ nor that friend only has one syllable. “Italy is a great country to live in,” said A, “thanks toThe same with false the geniality of most offriends: footing, slip, the people – as long asshowman and Pullman. In you’re not trying to set upthe far east, I think stu- a business. The other day, Idents pay more attention asked a carabiniere direc-to teachers’ corrections.” tions to the bank, and in-B found one student par- stead he told me theticularly insensitive. “He score of the Milan-Ju-kept saying that all English ventus match.”girls were ‘easy’, whichseemed rather rude. Fi- At the end of my secondnally I discovered he’d year of teaching, studentsnever been to Britain. He’d were admiring photos ofonly met English girls in my home town in Scot-Ibiza. I was too polite to land.ask what he was doing “Why did you want tothere.” come here?” they said, ad-C had another story. “My miring the cathedral, thestudents say, when they green hills, the river. Com-can’t translate a word, pared to the white stone,“Ah, teacher, but English is dry olive groves and hill-not as rich as Italian!” I top towns of Puglia, Isuppose I should explain could see how Scotlandthat their vocabulary might also look remark-simply isn’t broad enough. able, with its granite build-But many of the students ings, rain-soaked moorsare lovely.” and towns nestling in lush“My biggest issue,” said B, green valleys. But now“was mixed levels within Romeo and Juliet. that I am back home, Iclasses. People moved up miss those Puglian olives;without really improving, because the boss was too the wine, the pizza, the cathedral bells, the pandoro,scared to tell them how weak their English was. It the processions and the friendly welcome at our localmade it harder for better students to progress.” Norcineria restaurant.All the teachers mentioned problems with uneven I can only hope that I left at least some of my studentslevels of ability and commitment in exam classes. with new confidence, insights and enthusiasm for speaking English.How did they find life?“At times life was bewildering,” said B, “we got stared * William Sutton taught in Puglia for two years. His novel, The Worms of Euston Square, was published last year.at, because we were in a small town, I suppose, but it He also writes for the Times, the Fortean Times and Speak Up.did bother me. It took time to adjust to adjust to the www.william-sutton.co.uk 15
  • ANDARE ALL’ESTERO QUANTO MI COSTA? di Bernd Faas* Emerge chiaramente daÈ facile dire: Vado a cercarmi un lavoro per qualche mese, o qualche anno, all’estero, per migliorare il li-vello della lingua oppure per guadagnare di più. L’idea questa simulazione che nelle città anglofonefrulla nella testa di migliaia di persone. Uscire dal tran tran serve uno stipendioquotidiano, sfruttare i mesi liberi, mettersi alla prova lon- molto più alto che a Mi-tano da casa, vedere luoghi esotici. Chi non ha o non ha lano per mantenere unomai avuto questi lampi (tipici di chi ha finito la scuola, fa stile di vita analogo.l’università o cambia lavoro) alzi la mano! Visto però il costo del-Però attenzione: guadagnarsi da vivere all’estero non è così l’abitazione in questesemplice. E sembra assurdo, ma è vero: chi non ha già dei città, con grande proba-soldi, difficilmente sopravvive fuori qualche settimana. bilità non si riesce a ri-Passa sempre un po’ di tempo prima di trovare il primo la- sparmiare.voro. Se il lavoro si trova velocemente, il primo stipendiosi prenderà probabilmente cinque settimane dopo l’arrivo: L’alloggiociò vuole dire che si deve disporre, come minimo, di una Le prime settimane all’estero sono particolarmente co-consistente ciambella di salvataggio finanziario. stose se si cerca lavoro. Oltre all’esborso per le spese diIl costo della vita viaggio (una prenotazione qualche mese prima della par-Come gli stipendi, anche il costo tenza con le compagnie a bassodella vita varia notevolmente in costo può far risparmiare ancheEuropa. Si devono fare bene i 3-400 Euro), le voci più impegna-conti con i livelli dei prezzi, che tive da affrontare sono l’affitto disono diversi da paese a paese e da una camera o di un appartamentopiccola a grande città. Il caffè a e l’eventuale cauzione.Londra costa fino 4 Euro, mentreper meno a Praga si mangia la Scegliere una metropoli comepizza. Il trasporto pubblico a Pa- Londra o Dublino implica un af-rigi costa oltre 100 Euro al mese fitto molto alto, se si vuole fare ilmentre a Colonia la metà. E della nido in una zona centrale o semi-birra e del vino a Stoccolma me- centrale. A Londra una casa sin-glio non parlare. Come delle siga- gola è a portata di mano solo perrette nel Regno Unito. chi riceve una retribuzione estre-Per capire quanti soldi servono per mamente consistente. Un bica-poter vivere in un’altra grande mere, notevolmente più piccolocittà europea, proviamo a fare una rispetto al corrispondente insimulazione. Partiamo da una base Italia, se lo può permettere chidi calcolo che prevede la seguente suddivisione delle spese: prende uno stipendio da bancario della City, non da com-• alimentazione (16%) • servizi (6%) messa. Per trovare una stanza piccola in un “flat” servono• vestiario (7%) • affitto (30%) da 150 a 300 Euro a settimana. Qualche volta ne servono• macchina (10%) • tempo libero (12%) due di stipendi per pagare l’affitto, la “council tax” e le• trasporto locale (4%) varie utenze.(La percentuale mancante al 100% è riservata al ri- Più andiamo lontano dal centro, più gli affitti diventanosparmio). abbordabili. Allora, però, può aumentare sensibilmente ilSe per esempio lo stipendio netto a Milano è di 1200 Euro costo dei trasporti e se si lavora nella zona centrale laal mese, per mantenere questi valori di spesa, nelle altre quantità di tempo necessaria per raggiungerla. Due e piùcittà europee servono: ore al giorno non sono rare viste le dimensioni della città. A Berlino invece la retribuzione può essere anche infe- Euro Euro riore del 30%, senza che rimangano meno soldi in tasca. Amsterdam 1209 Francoforte 1113 Si può tranquillamente abitare a meno di 30 minuti dal la- Bruxelles 1067 Londra 1679 voro, perché sia affitti che trasporto pubblico sono deci- Copenhagen 1320 Madrid 1124 samente meno costosi rispetto a Londra, Dublino e Parigi. Dublino 1437 Parigi 1244 Per non parlare delle altre voci, come la spesa quotidiana, 16
  • l’entrata in discoteca o al cinema. La cena con pizza, birra ganizzando viaggio e corso direttamente con la scuola al-e caffè, che a Londra raggiunge anche i 30 Euro, a Ber- l’estero invece di acquistare il pacchetto in agenzia.lino si ferma a 15. Per calcolare in modo completo il costo totale si devonoAll’inizio si deve calcolare di spendere più del necessario prendere in considerazione le seguenti voci:per fare la spesa, per prendere i mezzi pubblici, per uscire • costo del corso (lezioni, libri, tassa d’iscrizione, even-la sera, perché non si conoscono ancora le possibilità di tuale tassa d’iscrizione all’esame riconosciuto);risparmiare senza rinunciare. Mentre nel primo mese lostipendio non potrebbe bastare per pagare tutto (vedi volo • eventuale costo del programma culturale;e cauzione per la stanza o l’appartamento), nel secondo • alloggio (appartamento condiviso, famiglia, B&B,mese invece dovrebbe bastare e permettere anche qualche Hotel, Residence, contributo per ricerca alloggio);piccolo sfizio. • vitto (mezza pensione, pensione completa o self cate-Stima di spesa per il 1° mese in una grande città: ring); • spese di viaggio (volo per/da l’aeroporto più vicino; Euro inoltre treno, bus o taxi per raggiungere la località); Viaggio (volo, treno, bus) 150,00-500,00 Assicurazioni (sanitaria, incidenti, bagaglio) 50,00 • trasporto locale; Spese di trasporto locale 100,00 • assicurazione privata aggiuntiva; Stanza 400,00-800,00 Vitto 300,00 • spese bancarie per saldare il conto e prelevare all’e- Spese per la ricerca del lavoro (fotocopie, telefono) 100,00 stero; Spese per abbigliamento di lavoro 100,00 • spese proprie. Imprevisto 150,00 Concretamente questo significa: se per le lezioni di due Totale 1.350,00-2.100,00 settimane a Barcellona si spendono 200-250 Euro, le altre (+ eventuale cauzione di almeno un mese d’affitto) voci di spesa raggiungono almeno i 700 Euro, portando il (+ eventuale mensilità per l’agenzia immobiliare) costo totale vicino a 1.000 Euro. Nel caso in cui uno è molto attivo il pomeriggio, la sera e il weekend, perché frequenta molti luoghi di divertimento, mille euro sonoQuanto costa un corso di lingua? lontani dall’essere sufficienti.Quando parliamo del costo di un corso di lingua all’estero Un corso d’inglese con sistemazione e viaggio, semprevale la regola: quanto più alte sono le attese e le esigenze, della durata di due settimane, a Dublino, invece, non sitanto più caro deve essere il corso, soprattutto se si vuole realizza per meno di 1.300 Euro.ottenere un certificatoriconosciuto, frequen-tare lezioni individualio fare un corso di lin-guaggio specifico.Fare il corso in unagrande città costa finoal 50% in più. Ciò èdovuto meno al costodel corso in sé e piùalle spese collateralicome sistemazione,trasporto locale etempo libero. Offerte scontate escluse, che naturalmente possono esserePoi ci sono notevoli differenze nei costi tra le varie trovate in particolare nei mesi primaverili e invernalilingue. L’inglese è quella che costa notevolmente di più. quando gli studenti scarseggiano e molte scuole cercanoUna settimana di corso d’inglese, con 15-20 ore di le- di attirare studenti con offerte del tipo 3 x 2 oppure scontizione (esclusi sistemazione e viaggio), non costa meno di del 30%.200 Euro circa, mentre la stessa settimana di spagnolo o Ultimo suggerimento: per capire esattamente il costo didi tedesco costa intorno ai 100 Euro. Il francese invece si un’ora di lezione, si deve prendere in considerazione lacolloca a metà strada con circa 150 Euro. durata reale dell’ora. Tra le varie offerte possiamo trovareChi vuole andare all’estero per imparare l’inglese, può ore di 45 minuti, di 50 e perfino di 60!trovare notevoli differenze fra la Gran Bretagna, da unaparte, e Malta, il Sudafrica e la Nuova Zelanda, dall’altra, * Bernd Faas, laureatosi in Pedagogia all’Università di Berlino,a favore di quest’ultimi, che però richiedono un esborso opera da oltre vent’anni nella mobilità internazionale. Dirige “Lavo-molto più alto per il volo. ronotizie” e la collana di guide “Lavorare all’estero”. E-mail:Un notevole risparmio, fino al 40%, si può ottenere or- info@eurocultura.it 17
  • ENGLISH LEARNERS THINK GLOBAL by Liam Vint* the world and is reallyW ith the expanding European Union and lower cost travel, more people are studying andworking abroad. More learners than ever before are an investment in ‘Eng- lish for your future’”.taking internationally-recognised English language The International Eng-qualifications to prove their skills to education insti- lish Language Testingtutions and employers. System (IELTS) forTwo million people every year take a University of example is now recog-Cambridge ESOL certificate in more than130 coun- nised by universitiestries each year. This figure includes thousands of all over the world withcandidates in Italy. Every year more and more stu- 1,200 in the USAdents choose to go abroad to study English and to go alone, including Har-to university. With more and more people having ac- vard, Princeton andcess to foreign travel and wanting to study abroad Yale. Over 700,000competition to win places is becoming intense. It is people in 120 countries are now taking IELTS everyimportant therefore to demonstrate the fundamental year to access these opportunities.skills educational institutions are looking for. This It is important to think about how a language certifi-means there is a greater need for the kind of qualifi- cate will benefit in the long-term rather than treatingcations that prove ability, and certificates which can it as something ‘good enough’ to get onto trainingbe used as an international standard for employers courses or into university. Choice of qualification hasand help universities and colleges to identify the best the potential to open up opportunities, providing astudents. ‘passport’ to a better future.Wherever you choose to study, you must fulfil the Having an internationally recognised certificate pres-entry requirements. For students looking to study in ents opportunities to work not only in the UK buta UK college or university a language certificate is also in other countries. English is the global languagenormally a requirement for entry to a course. The of business, and having a qualification that em-level required will depend on the level and type of ployers all around the world value and recognise al-course and it is important to be aware of these re- lows the freedom to move around, confident in thequirements before application. knowledge that employers will be able to clearlyCambridge ESOL certificates are recognised by edu- identify and understand your language ability. Morecational institutions around the world. than 2,500 employers around the world recogniseAlmost every university and college of higher educa- Cambridge ESOL qualifications. Siemens, Sony,tion in the United Kingdom, hundreds of others in the GlaxoSmithKline, Nestlé, Microsoft, Adidas andUSA, Canada, Australia, New Zealand and many Coca-Cola are among some of the international or-other countries, accept Cambridge ESOL exams as ganisations who have used Cambridge ESOL exami-evidence that the student has sufficient language nations as a benchmark to establish the English lan-ability to follow a course taught in English, including guage abilities of their staff and for training pur-the University of Cambridge and Oxford University. poses. A Cambridge certificate can not only help youDr Michael Milanovic is Chief Executive of Cam- to gain entrance to an English speaking course, butbridge ESOL. He spent several years as a language also improve your future job prospects.teacher so understands both sides of language assess- University of Cambridge ESOL provide a wide rangement. He said: “The sheer value of English language of certificates for language learners around the world.skills internationally has created a thriving global in- For more information visit www.cambridgeesol.orgdustry. More than ever before there is a need for a‘gold standard’ of English language assessment for * Liam Vint, Country Manager Italy,employers and educational institutions throughout University of Cambridge ESOL Examinations 18
  • RECENSIONE La parola ‘qualità’ deriva dal latinoQ uesta guida sarebbe stata davvero utile ad Amleto – diventato nel tempo l’em-blema dell’indecisione e incapacità di sce- ‘qualis’ e la parola quale implica scelta e saper scegliere. E questogliere. Il manuale a mio avviso, si rivolge so- porta ad altre domande: Come so diprattutto a quelli che, come Amleto, sono avere un buon rapporto costo / resa?già ‘smaliziati’ ma hanno ancora difficoltà a Come ho la certezza che i centri sonoscegliere il corso di Inglese più adatto. diretti con professionalità sia dal puntoMi iscrivo ad una laurea breve? Quale di vista organizzativo che etico? Etica eAteneo? In Italia o all’estero? Seguo un professionalità sono essenziali nel pro-corso di Inglese? In Italia? Dove? All’e- teggere il proprio investimento lingui-stero? Come riconosco un Centro di stico.qualità o eccellenza da un centro a ma- I ratings degli Atenei sono facilmente ac-lapena adeguato? Dove trovo ulteriori cessibili e annualmente aggiornati. Noninformazioni, e … sono certo della loro così per i Centri esterni di lingue. E suaffidabilità? questo punto avrei accolto con favore al-Il manuale di Silvio Pontani risponde cune aggiunte che illustrassero il lavoro diin gran parte a queste domande. associazioni nazionali ed europee (qualiOltre ad elencare Atenei e centri, non l’AISLi o l’EAQUALS ed altre) o l’efficiente at-certo anonimi e molti di alto livello, tività del British Council e degli enti certifica-dà consigli pratici e chiarimenti su: tori, in modo da avere un quadro più com-• quadro territoriale per regioni e pleto. Questa vuole essere una critica proposi- province, delle sedi qualificate tiva. per l’insegnamento della lingua La guida rappresenta certamente un primo inglese (università, scuole superiori per passo importante per aiutare il consumatore a mediatori linguistici, scuole private di lingue); identificare centri linguistici di qualità in Italia e• situazione attuale sull’apprendimento/insegnamento delle all’estero. Sono certo che questà è la prima di lingue, che supplisce ad una carenza ventennale (lavori molte edizioni: un ‘prontuario’ che ogni insegnante di inglese analoghi risalgono al 1986, Mondadori, e al 1988 di Speak e ogni scuola dovrebbe avere (e sarebbe andata a genio Up, De Agostini); anche ad Amleto).• organizzazioni più importanti in Italia per i viaggi-studio e i soggiorni all’estero (tour operator, agenzie, società di rap- Peter Brown, Presidente Fondatore di EAQUALS presentanza, associazioni, ONLUS, consulenti linguistici). (European Association for Quality Language Services) The Cambridge School Via Rosmini n. 6 – 37123 VERONA Tel 045 8003154 – Fax 045 8014900 e-mail: info@cambridgeschool.it LE OFFERTE FORMATIVE: • Corsi e lezioni individuali di lingua inglese, tedesca, spagnola , francese e cinese a tutti i livelli per adulti, ragazzi e bambini presso la sede della scuola. • Corsi di tutte le lingue presso aziende di Verona e Provincia . • Corsi gratuiti per disoccupati finanziati da Formatemp con la collaborazione di agenzie di lavoro interinale. • Corsi e lezioni individuali finanziati dalla Regione Veneto a privati e ad aziende . • Corsi di lingua inglese validati da ECM per operatori sanitari ( 17 crediti a ciascun corsista). • Soggiorni studio all’estero, servizio traduzioni, corsi di lingua Italiana per stranieri. Per informazioni dettagliate telefonare alla segreteria della scuola. – Scuola Certificata Uni Iso 9001:2000 – Ente accreditato dalla Regione Veneto UNIVERSITY of CAMBRIDGE – Ente accreditato Formatemi ESOL Examinations – Ente accreditato ECM Authorised Centre 19
  • IN VACANZA- STUDIO A 18 ANNI di Rosanna Cassano* nuncia incomprensibile,N ei paesi anglosassoni c’è il gap year: è quell’anno sab- batico che tanti studenti utilizzano per viaggiare, cono-scere altri mondi, staccarsi da casa, e che ha come benefico noi imbarazzatissime, loro divertiti dal nostroeffetto collaterale l’acquisizione di una o più lingue stra- accento ormai mezzo ita-niere. Per chi studia le lingue all’università trascorrere un liano e mezzo cockney.anno all’estero è praticamente obbligatorio. Da noi, paese di Ma eravamo già passategenitori apprensivi e di ragazzi poco inclini ad arrangiarsi, di lì, e se si conosce l’o-c’è la vacanza-studio: un periodo di 2-3 settimane trascorso stacolo lo si supera piùtra tempo libero (tanto) e studio (il meno possibile) in un in fretta. Pochi giorni in-paese straniero. tensivi e lo scouse (laNella grande maggioranza dei casi, quel paese è la Gran Bre- parlata di Liverpool) pertagna, la cui lingua è ormai più importante di qualsiasi altra, noi non aveva più se-anche della propria. Anche se breve, la vacanza-studio è co- greti. Fu allora che arri-munque un’esperienza insostituibile, e se fatta all’età giusta varono altri ospiti,(diciamo non prima dei 14 anni) può non solo aprire gli oriz- questa volta dal Galles ru-zonti e insegnare un po’ di autonomia, ma a volte indicare la rale: una parlata dai suoni cavernicoli e piuttosto minac-strada che si prenderà “da grandi”. ciosi, ma ormai era fatta.Nell’estate 1977 toccò a me: maturità passata per il rotto Avevamo imparato i trucchi, il nostro orecchio era diventatodella cuffia, idee confuse su come proseguire gli studi, era il flessibile, e nulla ci spaventava più. Anzi il processo di ac-momento ideale, poi si vedrà. Partii per Londra con l’amica quisizione linguistica, fatto di brutte figure alternate a grandiManuela, in treno perché costa meno e a 18 anni non c’è soddisfazioni, aveva il suo fascino. E l’atmosfera che si re-fretta. Per riempire una parte di estate e godersi un po’ la spirava in quella guest house era elettrica, i padroni di casamaggiore età. Se poi si migliora anche sempre di buon umore e pronti a darel’inglese tanto di guadagnato. una mano, tra gli ospiti si stabilivanoTutto facile? Niente affatto. Anche se, rapporti di amicizia. Nascevano sim-forti di 8 anni di studio tra medie e patie e anche i primi amori. Dall’Italialiceo, il nostro inglese parlato non era gli amici parlavano di aria pesante,proprio malaccio: se non altro era erano gli anni di piombo e non c’eraspassoso. La famiglia che ci ospitava molta voglia di divertirsi. Decidemmoaveva l’aria di divertirsi: quando discu- di non tornare a casa, almeno non su-tevamo del tempo alla maniera di Jane bito. Cercammo lavoro. Lo trovammoAusten, ad esempio, o quando per far senza problemi, e come semprebella figura sciorinavamo modi di dire quando si lavora la lingua fa un decisoin ordine alfabetico come l’Hazon salto di qualità. Manuela, più legataGarzanti. Fu qui che imparai che alle tradizioni familiari, tornò a casaquando piove a dirotto non si dice it’s per Natale. Nonostante il raccapriccioraining cats and dogs. Mai. Pena co- e la scontata disapprovazione dei geni-prirsi di ridicolo. Ma bene o male ci tori io rimasi ancora un anno.capivano. Parlavamo spesso, a raffica, La vacanza-studio si era trasformata inpiù che altro per non dar loro il tempo una sorta di euforica residenza, anchedi rispondere. Perché quando parla- se temporanea. Innamorata dellavano loro erano dolori: i nostri punti lingua inglese, in cui ormai pensavo efermi spariti, le nostre brave regole al- sognavo, quando tornai in Italia avevo lel’aria, c’era da ripartire da zero. idee chiare. Mi aspettava la facoltà di lingue, dove ne avreiMa si sa, le lingue si imparano così, mettendosi in gioco e ovviamente studiate altre. Questa volta, prima di partire persoprattutto in difficoltà. E in effetti dopo un paio di setti- la Germania, non persi troppo tempo con lezioni e gramma-mane iniziavamo a sentirci a nostro agio, per capire le per- tiche. Imparai lo stretto necessario per presentarmi e chie-sone bastava chieder loro di ripetere una volta sola, a volte dere la strada, e lasciai che il flusso delle parole intorno a mecapivamo al primo colpo persino le barzellette... quando facesse il resto. Perchè parlare come Jane Austen può esserearrivò la mazzata: sottoforma di tre ragazzi, simpatici e de- divertente. Come Goethe, no.cisamente carini, provenienti da Liverpool. Alloggiavanoanche loro presso la stessa famiglia e la sera ci si riuniva a * Rosanna Cassano, dottore in Lingue Straniere,chiacchierare a tavola o davanti alla tv. Tutto daccapo. Pro- è caporedattore del mensile “Speak Up” 20
  • TRE PERSONAGGI NELL’EVOLVERSI DEI VIAGGI-STUDIO di Marina Burei Orlandini*I l fenomeno dei viaggi di studio all’estero si è evoluto nel tempo in modo lento e graduale; iniziato in Italianegli anni ’65, ’70, più per soddisfare ragazzi di fami- ha fatto della qualità l’e- lemento base del suo operato, tanto che nelglia benestante il cui soggiorno all’estero, soprattutto a 2000 ha ricevuto, unicoLondra e a Parigi, ufficialmente motivato dalla volontà italiano, dal presidentedi apprendere la lingua del posto, per lo più si traduceva ARELS un attestato perin una prestigiosa vacanza, quasi uno status symbol, si è la promozione da luiprogressivamente trasformato di pari passo con l’avan- svolta in Italia dellezamento dell’Unione europea ed il conseguente allarga- scuole di qualità ricono-mento dei mercati, la mobilità dei giovani favorita da sciute dal British Co-progetti scolastici, quali l’Erasmus, dai costi più acces- uncil.sibili dei viaggi in generale, dall’introduzione dell’euro Egli ha molto viaggiatoe così via fino ad oggi in cui ci si deve necessariamente in Europa e negli USA,confrontare (e i giovani innanzitutto) con una globaliz- per selezionare il me-zazione crescente, che richiede flessibilità culturale e glio, avvalendosi negli “eroici” anni iniziali dell’azionecapacità di comunicazione. di controllo svolta allora dalla British Tourist AuthorityIn Italia, fra gli operatori del settore vacanze-studio e e poi dall’ARELS ed è stato, infatti, fra i primi a pro-soggiorni all’estero, abbiamo individuato tre significa- porre corsi con alloggio in campus universitari USAtivi personaggi che svolgono con successo la loro atti- così come è stato fra i primi a comprendere la necessitàvità; diversi per anzianità di servizio e per storia perso- emergente per le aziende di qualificare il proprio perso-nale e lavorativa, diversi per ambito di specializzazione nale con corsi di inglese appositamente orientati. Neldella loro azienda, ma eguali per qualificazione profes- 1976 organizzò così il “manager service”, vera novitàsionale. Essi testimoniano concretamente i cambiamenti che ebbe notevole riscontro. Oggi la sua “Education” èsostanziali verificatisi in questo settore. in grado di offrire corsi in 21 lingue dislocate in 34 na-“Education”, società di rappresentanza di istituti esteri, zioni dei 5 continenti, presso istituti rigorosamente sele-con sede attuale a Puegnago del Garda (BS), offre studi zionati. Il sito web www.education2000.it, contiene in-all’estero di qualità e vacanze studio rigorosamente se- formazioni dettagliate.lezionate. L’ha creata Marco Righetti, che opera in A Roma, in Via Sistina, vicino a Piazza di Spagna, haquesto ambito fin dal 1971. Nativo di Bergamo, con un sede la rappresentanza in Italia della società inglese “In-passato di pilota dell’aereonautica militare e poi diret- dependent English Ltd”, diretta da Torquil Dicktore di un tour ope- Erikson, anglo-sve-rator britannico e di dese di nascita, lau-un’azienda svizzera reato ad Oxford, pio-operante a Milano niere in Italia dellanel settore degli studi consulenza lingui-all’estero, Marco Ri- stica. Fin dal 1981,ghetti ha sempre infatti, Erikson si oc-guardato con grande cupa di managementattenzione al pro- consultancy, avendoblema della comuni- proposto di fatto unacazione linguistica e nuova figura profes-all’apprendimento sionale, allora scono-dell’inglese anche in sciuta in Italia e pocotempi in cui non era diffusa anche all’e-certo facile per i gio- stero, di agente con-vani orientarsi fra le sulente per aziende evarie scuole inglesi, singoli. Erikson hache spesso offrivano privilegiato l’azionecorsi improvvisati, le rivolta alle aziendecosiddette “scuole italiane, in partico-cowboys”. Righetti lare del gruppo I.R.I., 21
  • per l’individualizzazione di corsi d’inglese all’estero per l’estero, ma non tutti potevano permetterselo.i propri dipendenti e per la progettazione di singoli iter Così, per rispondere a questa esigenza, assecondandoformativi. nel contempo la naturale propensione dei giovani all’in-Una sua iniziativa di notevole successo fu senza dubbio dipendenza dalla famiglia, Anna Ottone ha creato nell’organizzazione di un seminario a Roma nel 1992 per i 1998 “Welcome”, un’organizzazione di non grandi di-responsabili di grandi imprese sui metodi più efficaci di mensioni ma fortemente motivata, che si rivolge ai gio-portare un’azienda o parte del suo personale ad un li- vani che desiderano andare all’estero per studiare, man-vello di competenza linguistica adeguato alla possibilità tenendosi in loco. La sua azienda consente agli interes-di operare più efficacemente nel contesto internazionale. sati di partire non alla cieca e propone loro una vastaNel 1999 Erikson cedette l’attività alla società inglese gamma di soggiorni studio e di programmi lavorativi nei“Independent English Ltd”, riservando a se stesso la rap- paesi U.E., Usa ed Ecuador.presentanza italiana ed i rapporti con la clientela del no- I giovani di oggi sono figli di un tempo in cui si è piùstro paese, che oltre al mondo delle aziende include in- cittadini del mondo rispetto alle precedenti generazioni,dividui adulti, ragazzi, ma per diventarlo vera-gruppi familiari, ed anche mente occorre percorreregruppi scolastici. Oggi l’im- un’esperienza formativa diportanza della Independent integrazione nei paesi eu-English è facilmente rile- ropei e non solo; comuni-vabile dai numeri; con- care con facilità è il modosultando, infatti, il sito migliore per farlo. “Wel-w w w. 1 0 0 0 - c o r s i - d i - i n - come” lo consente assicu-glese.com, si può accedere rando una assistenza con-ad una banca dati eccezio- tinua. (Sito web:nale di 1.000 corsi d’inglese www.welcomeagency.it)offerti da 50 scuole selezio- Tre realtà diverse, tutte rap-nate, presenti in 9 Paesi di presentative dell’evoluzionelingua inglese nel mondo. negli ultimi 40 anni del fe-Ad Erikson, che ha scelto di nomeno dei viaggi-studiooperare e vivere in Italia, i all’estero, un tempo privi-risultati non sono davvero legio per pochi, oggi neces-mancati, tanto che egli è sità per molti. Chi lavora inmembro della Camera di questo settore deve fare iCommercio Britannica per conti con una diffusa con-l’Italia e viene sempre invi- correnza per cui, cessato iltato alla Fiera annuale delle tempo dell’improvvisa-scuole di lingue nel mondo zione, le agenzie debbonoche si tiene in Gran Bre- proporsi per la qualità. Iltagna. nostro è un mercato in con-A Torino opera Anna Ot- tinuo movimento ed i bi-tone, ecuadoregna di na- sogni emergenti si evolvonoscita, ma torinese d’adozione. Ella rappresenta l’ultima insieme alla globalizzazione crescente. Giovani edgenerazione degli operatori del settore. Dopo la laurea adulti debbono confrontarsi con questa complessità e,in Scienze Politiche, con indirizzo in politica internazio- se possono, dotarsi degli strumenti più adeguati pernale, forte di una buona conoscenza dell’inglese e dello fronteggiarla. Appropriarsi di una lingua di ampia co-spagnolo, dapprima lavorò in un’azienda nel campo del- municazione certamente facilita il compito e le pro-l’elettronica, ma ben presto passò ad un lavoro per lei poste non mancano davvero.più stimolante. Nei suoi frequenti soggiorni all’estero siera resa conto che molti studenti aspiravano a migliorare * Marina Burei Orlandini, è stata preside e componente del CNPIla propria conoscenza dell’inglese con soggiorni al- (Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione) Registrazione stampa: Tribunale di Verona, n. 1272 del 2 giugno 1997 Proprietà della testata: Direttore responsabile: Silvio Pontani Direzione e redazione: Via Scrimiari, 22 – 37129 Verona Tel/fax 045 8005947; E-mail: europavicina@tiscali.it; http:// www.europavicina.it Stampa: Grafiche SiZ – Viale Archimede, 10/12 – 37050 Loc. Campagnola – S. Maria di Zevio (VR) 22
  • HAPPY LEARNERS GET RESULTS by Andrea Brown*T he British Council is the United Kingdom’s international organisation for educational and cultural relations. Backedby more than 70 years’ experience, the British Council works in learners, especially very young learners, develop hand to eye co-ordinationmore than 110 countries and runs a network of more than 200 as well as co-operationcentres. It employs over 1,500 teachers and delivers more than skills using interactiveone million hours of English a year. In Italy, we have offices in whiteboards.Milan, Rome and Naples, where we teach both adults andyoung learners. How we work in classHappy learners get results We use a variety of dif-The phrase ‘happy learners get results’ sums up the British ferent methods or activitiesCouncil approach to teaching. We believe motivation is a key to help students communi-factor in learning and when the interest and creativity of cate clearly and confi-learners is fully engaged they will learn better and faster and dently in modern English.achieve better results. Group and pair work pro-A key factor to successful learning is a stress-free environ- vide more opportunities for learners to speak and participate.ment designed to help build confidence where achievement is By working in groups, learners develop the skills of listeningpraised and mistakes are accepted as a natural part of learning. and co-operating and less confident students can be involvedLearner autonomy also plays an important role in raising moti- without worrying about having to “perform” in front of class-vation, so we actively teach learner strategies, such as work mates. Another advantage of this interaction pattern is that theorganisation and the effective use of reference materials, which teacher can easily monitor and give help, advice and encour-are transferable skills that influence all aspects of a child’s ed- agement when needed.ucation. Young children live in a rhythmic world and the combination of words with the beat of a song or chant is an excellent way toOur approach to teaching help learn the rhythm and pronunciation of English. Games areBritish Council teachers use a communicative approach to fun! Whether quizzes, board games or total physical responseteaching. The primary focus is on improving listening and activities, the purpose of such games is to provide an enjoyablespeaking skills with a secondary focus on the development of and meaningful context in which to practice using specific lan-writing and reading. All skills are de- guage.veloped in connection to real-world The British Council Learn Englishpurposes. In class, we encourage stu- Kids sitedents to use English to communicate www.britishcouncil.org/kids helpswith each other and the teacher younger students learn Englishthrough focusing on process lan- through playing interactive games,guage, i.e. the language needed to reading and writing activities and lis-accomplish a task successfully. tening to songs and stories.Learning environment MaterialsThe British Council uses the most To fully engage learners, we use aup-to-date learning technologies variety of materials produced espe-such as interactive whiteboards and cially with the child’s age and levelwireless classroom to make lessons of English in mind. BritLit, for ex-stimulating and motivating. Infor- ample, is a regional British Councilmation & communications tech- project drawing on expertise and ex-nology (ICT) provides an integrated skills environment, which perience from British Council offices in Portugal, Spain andmeans learners develop all skills by using language creatively. Italy. The aim of BritLit is to help teachers from around theThrough ICT, students take hold of their own learning and ex- world exploit English literature in the ELT classroom by usingperiment with technology in a way that suits their preferred contemporary short stories and poetry to look at modern daylearning styles. This is based on the idea that we have certain life and cultures. For more information, visit www.teachin-filters that help us perceive, store and recall information by genglish.org.uk or contact Ellen Darling, BritLit Co-ordinator,using certain “representational styles” or our five senses to rep- Italy ellen.darling@britishcouncil.itresent the world around us. For example, visual learners canmake their own newsletters, auditory learners can listen to or * Andrea Brown is the Senior Teacher of Young Learner coursescreate pod casts (visit at the British Council, Milan. She has worked extensivelyhttp://mylcpodcasts.blogspot.com/2006_05_01_archive.htm on teacher training projects in both Italy and Spain specifically aimedl for examples from our centres in Spain), and kinaesthetic at teachers working in the state school sector 23
  • IRELAND: A CULTURE REFLECTED IN ITS MUSIC by Fergal Kavauagh* berries (Zombie) andA country’s history can often be traced through its music, and this is particularly true of Ireland.From traditional folk tunes to modern rock, singers U2 (Sunday Bloody Sunday and Please)and bands have always drawn on the spirit, culture and are synonymous withhistory of this often troubled nation. songs dealing with theIn Ireland music and culture are different sides of the troubles in Northernsame coin, so much so that the harp has appeared on Ireland. It is true thatall coins issued in Dublin since the formation of the these bands’ reper-Free State in 1922. It also became, and remains, the toires rarely explicitlyofficial symbol on the Government seal, and featured incorporate traditionalon the State’s flag until the introduction of the tri- music, but Bonocolour. More familiarly, at an international level, claims that “U2 are aGuinness Breweries also feature the harp as the folk band – the loudestsymbol of their famous stout, now Ireland’s biggest folk band you’ll everexport. hear”, and that they are continuing “the Irish traditionThe harp is, however, misrepresentative of Irish music of the story-teller”1.of the previous century, being in fact typical of the The main themes running through traditional songs1500’s. The country was then governed by Chieftains, are British occupation, the famine and emigration.who employed professional harpists to compose and English settlers imposed the Penal Laws at the end ofperform for them. When invaders forced the Chief- the seventeenth century, including the ban of the Irishtains to flee, these musicians became “travelling” or language. With no written record of the songs of the“itinerant” harpists, and the tradition gradually faded. time, many Irish language lyrics were lost forever.There are no written records of how this music The invaders brought their own music, the balladsounded, as Irish music is part of the oral tradition, form, which was soon incorporated into the form ofpassed on from musician to musician through playing, Irish music. Songs from the time spoke of the impris-and inevitably adapted to suit onment of tenants and thethe individual’s style (and burning of their properties formemory!). their inability to pay the land-The Celts’ arrival in Ireland al- lord’s high rents. The Fields ofmost two thousand years ago Athenry, now popular as a foot-and the Viking invasion in 800 ball chant, and Skibbereen bothA.D. helped influence the tradi- speak of these atrocities. Inter-tion of storytelling through estingly, in a contemporarysong, which continues to the demonstration of the country’spresent time. At a time in the culture affecting the music inearly 1970’s when Irish youth these politically delicate times,were rejecting their traditions, Sinéad O’Connor’s 1998 ver-Celtic Rock group Horslips sion of the latter song leavesrecorded a song about the ar- out the final verse where “Irishrival of the Viking invaders, men of freedom stern will rallyTrouble with a Capital T, based one and all... to raise the cheer,on a Celtic marching tune and Revenge for Skibbereen”.played on two electric guitars. When the potato crop repeat-This fusion of rock and tradi- edly failed in the mid-nine-tional music began a renewed teenth century, the populationinterest and sense of identity fell from over eight million toand pride in Irish music. two and a half million throughToday’s home grown superstars starvation and emigration. Thecontinue the tradition of re- emigrants brought their musicflecting their culture in their with them to Britain andmusical output. Both the Cran- America, sharing it with who- 24
  • ever wanted to listen – this can be seen in the film Ti- own country. Rockers Thin Lizzy had a huge interna-tanic, where Irish music is performed throughout the tional hit in 1973 with a reworking of the traditionalvoyage. In the 1860’s 26% percent of New York’s Whiskey In The Jar, since covered by Metallica. Bonopopulation was Irish, and a third of these were native says that this was one of the first songs he learned onIrish speakers. Of course this language couldn’t be guitar4.sustained in America, but the tunes of the songs they This renewed interest opened Irish ears to the morewere singing were translated or set to new English traditional vein of their rich culture. Traditional musi-language versions. The traditional Paddy’s Lament is cians met in pubs for a seisiún (traditional session), aninfused with homesickness – with the promise of a impromptu gathering of traditional players con-wage many emigrants fought on opposing sides in the tributing freely together. The ballad form became ex-1775 American War of Independence. The song con- tremely popular and was often used to make social orcludes with “I wish I was at home in dear old Dublin”. political statements. Christy Moore is the best knownSinéad O’Connor, who recorded it on Sean-Nós Nua, of these singers, with a huge repertoire of songs fromher collection of Irish traditional songs, cites it as “the not only Ireland, but also Britain and America. Out-best anti-war song ever made”2. side influences have enriched Irish music, with bothMore emigrants found work on America’s transconti- the bouzouki and mandolin becoming important fea-nental railroad line, alongside African emigrants – tures in recent years. With up to 40% immigrants inboth were said to have sung continuously as they some areas of Ireland today, the genre is destined toworked. Inevitably the two genres became inter- continue to develop and reflect another thousandtwined, and the traditional songs from both cultures years of culture!picked up new rhythms and arrangements. The mar-riage of Irish and African music has been demon- * The author of this article runs the website www.tuneintoenglish.com,strated to great effect in recent years by the band Afro- with many activities for learning English through music. He also pres- ents a show in schools called Tune Into Ireland – a cultural journeyCelt Sound System, and many traditional southern through music, as well as The Tune Into English Roadshow.Italian folk songs owe their origins to African music,but sound notably similar to Irish reels and jigs.Emigration has been essential to the survival of Irish 1 Bringing It All Back Home, Nuala O’Connor, BBC Books, 1991. 2 Sleeve notes for Sean-Nós Nua, Sineád O’Connor, Hummingbird Re-music – emigrants wanting to keep in touch with their cords 2002.own identity gathered together to sing and to speak 3 Bringing It All Back Home, Nuala O’Connor, BBC Books, 1991.Irish – these songs eventually were integrated into the 4 Idem.local culture, influencing American music as we knowit today – Bob Dylan’s With God On Our Side uses anold Irish tune and bluegrass and country music bothacknowledge their musical origins. Even the Beatles,looking across the Atlantic, were once a skiffle band,a form derived from Irish traditional music. Americanfilm-score composer Elmer Bernstein opines that themusic “... comes directly from life, uncensored fromthe soul of the people; it’s soul music”3.As everywhere in the centuries before the arrival ofradio and television, the music produced and listenedto in Ireland was very insular. One of the factorshalting significant musical innovation was theCatholic Church. They claimed dancing was de-bauched and denounced all involved. They werehelped further by the Irish State who, in 1936, bannedall dances, even private, without a licence. Many tal-ented young musicians emigrated to America wherethe Irish traditional music scene was booming. WhenBritish and American rock filtered through to Ireland,people began to abandon their musical roots, lookingfor a more exciting alternative not controlled by theChurch or State.Interest in home-produced music was to finally returnin the 1970’s with the aforementioned Horslips.Dressed like Celtic druids, their mix of traditionalIrish music with electric rock was extremely excitingand uniquely Irish, helping revive the music of their 25
  • VOYAGER SUR LA MUSIQUE de Nicole Abi Aad* phiques et culturelles,A l’heure où certains traditionalistes s’interrogent encore si le fait d’introduire la musique dans uncours de FLE (Français langue étrangère) est vraiment les modes de vie et les convictions religieusesun moyen d’apprentissage efficace ou un simple mo- et politiques sont mul-ment relaxant pour casser le rythme parfois ennuyeux tiples et différents) etdes règles de phonétique, de grammaire et de syntaxe de nouvelles possibi-qui s’enchaînent, la chanson s’installe avec de plus en lités d’expression.plus de désinvolture dans les cours de langue car c’est Certaines chansonsun moyen à part entière de communiquer différem- permettent mêmement pour «fixer» des règles ou de simples phrases d’aller au-delà de laqui améliorent la compréhension et enrichissent l’ac- langue car elles véhi-quis d’une manière spontanée. culent une composanteD’ailleurs les psychologues le disent bien que la per- historico-sociale qu’ilception musicale commence bien avant notre nais- est utile de découvrir pour mieux comprendre la civi-sance et que c’est un canal privilégié pour «assimiler lisation de la langue qu’on étudie, mais aussi parce que la compétence socio-lingusitique qu’elles affi-le monde». Il suffit de penser aux comptines pour en- nent, est un élément qui est pris en considération dansfant pour se rendre compte de l’efficacité de la mé- les certifications de langue comme le DELF et lethode à travers les siècles. Le potentiel linguistique, DALF.communicationnel et culturel inhérent aux chansons Par exemple qui n’a pas rêvé de Paris en entendanten fait une source très intéressante à exploiter dans les «La vie en rose», le Paris romantique, le Paris sensuel,différents niveaux de cours. Elles contribuent positi- le Paris léger et féminin? Il serait intéressant d’op-vement à une acquisition plus complète du langage. poser les paroles de cette chanson d’Edith Piaf sortie en 1942 avec la chanson des Inconnus, groupe forméLa civilisation en chanson d’humoristes à l’affût des faits sociaux de leurCet univers musical, non linguistique introduit par la époque, qui chantaient déjà dans les années 90 «lamusique ouvre de nouvelles modalités d’apprentis- banlieue c’est pas rose (avec une négation très orale),sage. La chanson permet de découvrir de nouveaux la banlieue c’est morose». Cette chanson pourrait êtremondes (surtout en France où les origines géogra- un point de départ pour amorcer l’explication de la crise des banlieues qui a eu lieu en 2005. On peut travailler sur des textes de MC Solaar qui chante le rap des banlieues avec une poésie incroyable à travers des jeux de mots facilement uti- lisables en classe. Renaud quant à lui est le sei- gneur de l’argot et du verlan, courants qui définissent toute une génération; phrases intri- gantes avec des mots colorés tels que «môme» (enfant), «en cloques» (enceinte), «taloche» (gifle), «gonzesse» (fille, co- pine), «mecton» (jeune homme)… Tout aussi passion- nant sera le jeu d’opposition entre les 2 versions de la chanson «Douce France» de 26
  • Charles Trenet qui évoque une France presque rurale ou complétée par toute une série de supports commeet qui acquiert un sens nouveau quand le groupe Carte les articles de presse, les recherches sur Internet, lede séjour la chante en 1986. Toujours sur ce thème de manuel…l’immigration très en vogue depuis quelques temps, A l’Alliance Française de Vérone on conclut souventles airs de Faudel («Mon pays») et de K Maro («Les les deux heures du vendredi soir en proposant unefrères existent encore») sont un beau matériel à ex- chanson accompagnée de son texte, choisie avec soin,ploiter. car elle contient l’essentiel des notions grammati-On le voit bien, chaque chanson est le témoignage cales, syntaxiques et lexicales vues durant la semaine.d’une expérience, d’une époque, d’un contexte parti- Bien sûr si on veut simplement approfondir la pro-culier, et en cela elle permet à qui l’écoute de se l’ap- nonciation il vaut mieux choisir des chansons facilesproprier, de l’élaborer, de l’interpréter. C’est un cri sans un vocabulaire trop recherché et essayer de tra-harmonieux qui parle souvent de choses vécues tou- vailler sur les rimes, les jeux de mots et on remarquechant la plupart d’entre nous (chagrin d’amour, crise souvent que le refrain dans des exercices de ce genred’adolescence, envie d’évasion, joie, engagement po- finit par être retenu.litique...). Il m’arrive également de proposer à mes apprenantsApprendre en chanson c’est aussi aborder la question une série de chanteurs puis de leur demander d’allerde la francophonie, des accents régionaux, de choisir sur Internet quelques unes de leurs chansons etl’Afrique et de ses couleurs, du Canada, du Moyen- de justifier leur choix. Pourquoi ont-ils aimé telleOrient. chanson, qu’est-ce que ça leur évoque? Pourquoi, selon chacun, le chanteur la chante? Et à la fin, ce tra-Le choix des chansons vail aboutit sur un projet collectif qui est l’élaborationLa chanson est un outil didactique très souple, mal- d’un CD qu’on copie et que chacun garde en souvenirléable qui se prête à différentes utilisations. Elle sol- du cours.licite l’apprenant en passant par son ouïe, et permet La langue étudiée est avant tout vivante, donc la ré-par exemple d’approfondir des points de grammaire, duire à un contenu préétabli de structures, de règles etmais aussi elle peut compléter un thème abordé en de lexiques équivaut à en faire une langue morte. Carcours, elle aide à expliquer des points de civilisation, la langue sert avant tout à communiquer, à réagir, à ex-elle peut devenir le point de départ d’un débat… Elle primer ses pensées, ses désirs, ses opinions. On peutest loin d’être un support isolé et peut être appuyée également apprendre en s’amusant; en effet, la notion de plaisir est très importante car on touche l’affect des apprenants. Le français n’est pas seulement fait pour QUELQUES CHANSONS travailler, pour faire des exercices, mais on peut tout aussi bien se divertir, rire, chanter, danser en français. À EXPLOITER EN CLASSE Ainsi si la musique est un langage universel, la o Jacques Dutronc: Paris s’éveille (Civilisation) chanson rend la langue un peu plus maternelle en pas- o Serge Gainsbourg: Le poinçonneur des Lilas (Ci- sant paradoxalement par un dépaysement culturel qui vilisation) permet une meilleure appropriation de la langue et de o Dionysos: Coccinelle (Jeu de mots, homo- ce qui l’entoure. Pour conclure, on pourrait dire que phonie) travailler en musique c’est quand la cigale en chantant o Bertrand Burgalat: Ma rencontre (Système hy- devient un peu fourmi. pothétique) * Nicole Abi Aad est directrice des cours o Manu Chao: Je ne t’aime plus (Négation) de l’Alliance française de Vérone o Coralie Clément: Indécise (Expressions idioma- tiques) o Juliette: Les garçons de mon quartier (Civilisa- QUELQUES SITES UTILES tion) ☛ http://www.french-music.org o Amadou et Mariam: Beaux dimanche (Franco- phonie) ☛ http://www.fdlm.org o Wallen: Donna (thèmes pour adolescents) ☛ http://www.leplaisirdapprendre.com o Disiz la Peste: Dans tes rêves (banlieue et espoir) ☛ http://www.rfimusique.com o Louise Attaque: Comme on dit (Système hypo- ☛ http://www.paroles.net thétique) ☛ http://www.momes.net o Thomas Fersen: Dugenou (Enfance, école) ☛ http://www.lerapfrancais.com o Linda Lemay: Je parle flou (Francophonie) ☛ http://www.culture.fr 27
  • BLENDED LEARNING, HERE TO STAY by Byron Russel* course. MEC con-I n my last article for Europa Vicina, I looked at blended learning and ways it can be used toenhance learner experience. In this article, I’ll be tent sits on a “plat- form” or MLElooking how blended learning is being used in (Managed Learning“real life” situations in Italy, using two case stu- Environment) whichdies. Both case studies will be based on expe- enables teachers toriences with Macmillan English Campus (MEC), track and give ap-which is probably the leading blended learning propriate feedbackprogramme available online today. on learner progressThe difference between MEC and other software and performance. Anon the market – whether they are online or analogy betweenCDROM based – is that MEC may be defined as granular and lineara granular rather than a linear product. In other teaching tools is the difference between a car andwords, it is a collection of free-standing indi- a train; the car needs the driver’s input as to di-vidual resources which can be used as the rection, while the train has to run along a laidteacher sees fit, instead of a self-teach CDROM track.programme which follows a predetermined Putting the teacher in the driving seat makes Campus particularly suited to blended learning. The teacher decides what resources each student actually needs and can modify practice input ac- cording to student performance. For the first case study we go to the University of Trento, where Campus has been in use for over a year within the University’s Centre for Language Learning (CIAL), with its well-equipped media library. Kate Riley, Senior Language Lecturer at the CIAL and responsible for implementing MEC, first saw the programme at TESOL 2006. At the time the university was looking for an on- line learning programme to improve exam suc- cess rates in B1 level examinations. Self-access or linear products on their own were not the solution since they lack flexibility and cannot ensure students are given more exposure to language, which was seen as essential. When asked what benefits she felt blended learning brought to students, Kate’s first com- ment was that MEC encouraged them to actually attend classes, as students needed the reinforce- ment to online learning that only a teacher can provide! With Campus, CIAL was able to reduce the number of scheduled classes to one a week, 28
  • maintaining study time while reducing class- News items, which are updated each week, areroom time. Speaking and pronunciation actually key reading material for classroom use.improved; using MEC outside the classroom The blended programme is a real success withlesson itself (for receptive skills practice and students, with over 80% saying MEC is useful togrammar work) freed up time for productive their learning.skills development in class. Because it’s such a rich, personalized resource,From a university in the north, we turn to a pri- many students now prefer MEC to other com-vate language institution in the south. MEC is puter learning tools available in the school’scurrently being used by International House multi-media centre. Even the more mature stu-Palermo (Centro Storico), which now has over dents, who have generally taken a little longer to300 English language learners logged on the familiarize themselves with the technology,system. MEC is the core of a fully integrated, enjoy learning how to use MEC. Marco Faldetta,blended online learning programme, regularly IT specialist at the school, comments that “mostused alongside more traditional course books. people today realise what an important skill (IT)Approx. 75% of each learning programme is is and don’t want to be left out.”face to face, the rest is online. What is increasingly certain, from case studiesUndoubtedly the success here can be attributed such as these, is that blended learning is here toto the enthusiastic reception of the teachers, who stay. Increasingly both teachers and students nouse MEC in a variety of ways. For example, longer want to be left out of this significant newMEC’s grammar units are integrated into most development – perhaps the most important stephomework assignments, which has helped stu- forward in the past three decades.dents develop understanding of the teachingpoints under consideration. Students are encour- * Byron Russell has over twenty years’ experience in ELT, both asaged to use the personalization tools – these en- a teacher (in Italy and the UK) and as consultant to leading UKable students to bookmark favourite activities publishers. He has presented at numerous conferences in Europe and the US. For the past two years he has been actively involvedand categorize their own vocabulary lists from with Macmillan on their new English Campus blended learningthe Macmillan English Dictionary Online. The programme. 29
  • Lettere al DirettoreE-mail: direttore@europavicina.itA proposito di “global English” paradossalmente, risulta sempre più evidente la neces-o “international English” sità dei nativi di imparare l’in- Silvio Pontani glese dei non-nativi; pena la futura non comunicabilità. Come Ayers, molti altriCaro Direttore, studiosi si stanno arrendendo all’evidenza dei fatti eil contenuto della lettera inviataLe dal prof. John cercano contromisure.Ayers nel numero di marzo della rivista Europa Vicina Per approfondire le numerose implicazioni legate ada Lei diretta (p. 30) evidenzia un problema che questa tematica il Dipartimento di Anglistica dell’U-ormai tutti noi che, a vario titolo, ci occupiamo di niversità di Verona sta organizzando un convegno in-“anglistica” conosciamo perfettamente: la prolifera- ternazionale, che si svolgerà nei giorni 14-16 feb-zione degli “Englishes”. braio 2008, dal titolo GlobEng: International Confe-È indubbio che lo sviluppo dell’inglese nel mondo è rence on Global English ed al quale hanno già ade-stato inizialmente il risultato della colonizzazione rito i maggiori esperti mondiali sull’argomento.operata nei precedenti secoli da parte dell’impero Con i più cordiali saluti,britannico e dei successivi movimenti di indipen-denza. È inoltre incontestabile che tale diffusione, prof. Cesare Gagliardi Direttore del Dipartimento di Anglisticaaccelerata da motivi socio-politici, economici e Università di Veronascientifici, ha dato vita a varietà native distinte dal-l’originale British English. La funzione che l’inglese Ringrazio il prof. Gagliardi della sua lettera, au-ha assunto dalla seconda guerra mondiale in avanti gurando molto successo al Convegno, che vedràl’ha portato ad acquisire le caratteristiche di vera e fra i relatori anche David Crystal.propria lingua franca nella comunicazione globale e Da parte nostra possiamo già annunciare che ilconseguentemente a diventare la lingua straniera numero di marzo 2008 di “Europa Vicina” saràpiù studiata ed insegnata nel mondo. proprio dedicato al “Global English” o “Interna-Oggi il numero di parlanti l’inglese come non nativi tional English” e a quanto d’importante va(broken English) supera quello dei parlanti nativi e, emergendo. Con questo numero “Europa Vicina” ha raggiunto la sua 16ª edizione. Coloro che lo desiderano possono ✂ chiederci di ricevere la rivista e inviarci richieste e suggerimenti, compilando, in originale o in fotocopia, il tagliando qui sotto riportato, da inviare per posta o per fax a “Europa Vicina”, via Scrimiari 22 - 37129 Verona (tel/fax 045 8005947), oppure scrivendoci via e-mail a europavicina@tiscali.it La rivista inoltre è visitabile e/o scaricabile dal sito www.europavicina.it Sono interessato/a a ricevere gratuitamente i prossimi numeri della rivista, da inviare a: Cognome e nome……………………………………………………………………………. Indirizzo…………………………………………….Cap………Città……………………… Europa Vicina, banca dati di uso redazionale. In conformità alle disposizioni contenute nell’art. 2, comma 2, del Codice deontologico relativo al trattamento dei dati personali nell’esercizio dell’attività giornalistica ai sensi dell’allegato A del Codice in materia di protezione dei dati personali ex dlgs 30 giugno 2003, n. 196, Europa Vi- cina rende noto che presso la sede di via Scrimiari, 22 - 37129 Verona, esiste banca dati di uso redazionale. Per completezza, di precisa che l’interessato, ai fini dell’e- sercizio dei diritti riconosciuti dall’art. 7 e seguenti del dlgs 196/03 – tra cui, a mero titolo esemplificativo, il diritto di ottenere la conferma dell’esistenza di dati, l’indi- cazione delle modalità di trattamento, la rettifica o l’integrazione dei dati, la cancellazione, la trasformazione in forma anonima e il diritto di opporsi, in tutto o in parte, al relativo utilizzo – potrà accedere alla suddetta banca dati rivolgendosi al Responsabile del trattamento dati contenuti nell’archivio sopraindicato, presso la redazione di via Scrimiari, 22 - 37129 Verona. 30
  • AVVENIMENTI JOB&Orienta Fiera di Verona, 22-24 novembre 2007Il Salone nazionale dell’orientamento, la scuola, la formazione e il lavoro rona, ENAIP (Ente Nazionale Acli Istruzione Professio-D al 22 al 24 novembre prossimi, presso la Fiera di Ve- rona, torna JOB&Orienta, la mostra-convegno nazio-nale dedicata alla scuola, l’orientamento, la forma- nale), Ufficio scolastico Regionale per il Veneto, e con il patrocinio di Presidenza del Consiglio dei Ministri, ADIzione, il lavoro. (Associazione Docenti Italiani), ANCI (Associazione Na-JOB&Orienta è una delle più importanti e prestigiose ve- zionale Comuni Italiani), ANP (Associazione Nazionaletrine per presentare e conoscere i nuovi percorsi di Dirigenti e Alte Professionalità della Scuola), ASFORorientamento e formazione, i progetti nazionali ed eu- (Associazione Italiana per la Formazione Manageriale),ropei in ambito di politiche attive per il lavoro, i servizi Assocamerestero, CCIAA (Camera di Commercio, Indu-per la didattica più innovativi. Un accreditato e proficuo stria, Artigianato e Agricoltura di Verona di Verona),appuntamento annuale rivolto a un pubblico numeroso e COSP (Comitato provinciale Orientamento Scolasticodifferenziato, a cui offre, attraverso un fitto calendario di Professionale); CRUI (Conferenza dei Rettori delle Uni- versità Italiane), Provincia di Verona. Numerose altre realtà stanno confermando il sostegno all’evento. L’ingresso alla manifestazione e agli eventi è libero. Informazioni: Layx, tel: 049 8726599, fax: 049 8726568, e-mail: job@layx.it, www.veronafiere.it/joborienta Exhibition celebrating the 60th anniversary of printing houseconvegni, workshop e tavole rotonde, informazioni, stru-menti e preziose opportunità di aggiornamento e di con- Stamperia Valdonega®tatti. Giovanni and Martino MardersteigTema scelto per questa XVII edizione “ORIENTARE GIO- Leipzig Druckkunst MuseumVANI E FAMIGLIE, GENERARE FUTURO. “Verso il la- Exhibition opening on 12 March 2008,voro, tra innovazione e mobilità internazionale”. Un’at- the same day as the opening of Leipzig book fairtenzione alla dimensione internazionale e all’esigenza diallargare sempre più gli orizzonti rappresentata anche daJOBInternational, filo rosso che attraversa trasversal-mente le aree espositive e l’offerta convegnistica, acco-munando enti, agenzie e realtà aziendali che promuo-vono la mobilità territoriale per lo studio e per il lavoro,attraverso scambi culturali, corsi di lingua, ma ancheesperienze di lavoro e volontariato in tutto il mondo.Non un’area espositiva dunque, né una sezione a sèstante, ma la proposta di progetti ed esperienze peraprire sempre più la manifestazione alla dimensione in-ternazionale.La superficie espositiva del Salone sarà articolata,inoltre, in due macroaree: la prima dedicata al mondodell’istruzione con le sezioni “JOBScuola”, “Vetrina Edi-toria”, “SocialeJOB” e “JOBTouring”; la seconda rivolta almondo dell’università, della formazione e del lavoro e di-stinta nelle sezioni “Top JOB”, “Pianeta Università”, “Arti,mestieri e professioni”.JOB&Orienta 2007 è promosso da VeronaFiere e Re-gione del Veneto, con la collaborazione di Ministero www.stamperiavaldonega.itdella Pubblica Istruzione e Ministero del Lavoro e Pre- Stamperia Valdonega Group s.r.l. - Head Quarter: Viale Copernico N.11, 37059 Campagnola di Zevio (VR) - email: info@valdonega.itvidenza Sociale, in partnership con Confindustria Ve- 31