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    Stage pet therapy Stage pet therapy Presentation Transcript

    • Liceo Classico “L.Ariosto” Ferrara Indirizzo di Scienze Sociali Classe 4’ sezione R Cavalcando l'handicap Anno 2005/2006 MODELLI DI WELFARE: COME RISPONDERE AI BISOGNI I servizi alla persona e sociosanitari come osservatorio privilegiato delle nuove politiche di welfare locale. Progetto di stage formativo
    • Presentazione di “ Cavalcando l’handicap” Stage formativo al “Circolo Ippico Argentano” Tutor Monica Poluzzi e Paolo Donigaglia Tirocinanti Agnese Bregoli e Veronica Venturini
    • RINGRAZIAMENTI Ringraziamo Elisa e Marienne per la calma e l’attenzione che ci hanno dato, per le informazioni e l’aiuto che ci hanno dato. Un ringraziamento speciale va a Monica, la nostra tutor, che ci ha dato la possibilità di fare questo stage.
    • CAVALCANDO L’HANDICAP PET THERAPY IPPOTERAPIA
    • DEFINIZIONE STORIA LA PET THERAPY IN ITALIA I SOGGETTI PET THERAPY INDIETRO
    • L'intuizione del valore terapeutico degli animali, che risale all'antichità e nel corso dei secoli ha assunto sempre più importanza, trova oggi una strutturazione metodologica e impieghi mirati a specifiche patologie. Per indicare questo tipo di approccio da parte della medicina e della ricerca di base si parla in modo diffuso di pet-therapy, un neologismo di origine anglosassone coniato dallo psichiatra infantile Boris Levinson negli anni '50-'60. Il termine pet-therapy indica una serie complessa di utilizzi del rapporto uomo-animale in campo medico e psicologico . Occorre distinguere tra: Animal-Assisted Activities (AAA) Animal-Assisted Therapy (AAT) INDIETRO AVANTI CHE COS’E’ LA PET THERAPY?
    • ANIMAL-ASSISTED ACTIVITIES (AAA) Viene tradotta in "attività svolte con l'ausilio di animali" oppure “attività assistite dagli animali" . Le attività hanno l'obiettivo primario di migliorare la qualità della vita di alcune categorie di persone (anziani, ciechi, malati terminali,ecc.). Sono interventi di tipo educativo e/o ricreativo che, finalizzati al miglioramento della qualità della vita, possono essere erogati in vari ambienti da professionisti opportunamente formati, para-professionisti e/o volontari, insieme con animali che rispondono a precisi requisiti. Le AAA sono costituite da incontri e visite di animali da compagnia e a persone in strutture di vario genere. INDIETRO Caratteristiche
      • CARATTERISTICHE
      • Non sono necessari obiettivi specifici programmati per ciascuna visita, anche se è opportuno prevedere sempre obiettivi di miglioramento.
      • É opportuno raccogliere e conservare dati sulle visite effettuate.
      • Le visite sono gestite con spontaneità e la loro durata non è prestabilita
      INDIETRO AVANTI
    • Animal-Assisted Therapy (AAT) Viene tradotta in "Terapie effettuate con l'ausilio di animali" o Uso Terapeutico degli animali da compagnia, oppure in "terapie assistite”. Si tr atta di una attività terapeutica vera e propria (cioè con precise caratteristiche) finalizzata a migliorare le condizioni di salute di un paziente mediante specifici obiettivi. È una terapia di supporto che integra, rafforza e coadiuva le terapie normalmente effettuate per il tipo di patologia considerato. Obiettivi Caratteristiche INDIETRO
      • Può essere impiegata, con pazienti affetti da varie patologie, con questi obiettivi:
      • cognitivi ( miglioramento di alcune capacità mentali, memoria, pensiero induttivo)
      • comportamentali (controllo dell'iperattività, rilassamento corporeo, acquisizioni di regole)
      • psicosociali (miglioramento delle capacità relazionali, di interazione)
      • psicologici in tempo stretto (trattamento della fobia animale, miglioramento dell'autostima
      OBBIETTIVI INDIETRO
      • Individuazione di obiettivi specifici per ciascun destinatario dell'intervento.
      • Valutazione dei progressi.
      • La AAT è gestita da professionisti di sanità umana ed è parte integrante della loro attività.
      • La AAT è finalizzata al raggiungimento di obiettivi di salute.
      • La AAT deve essere necessariamente documentata e valutata
      INDIETRO CARATTERISTICHE AVANTI
    • L'intuizione che gli animali da compagnia potevano costituire un valido supporto terapeutico risale a tempi molto lontani. Infatti, durante il processo di addomesticamento iniziato 12000 anni fa, si è instaurata, tra l'uomo e l'animale, una forte intesa affettiva ed emotiva La storia 12000 anni fa Già Ippocrate 2400 anni or sono valutava gli effetti benefici che si traevano da una lunga cavalcata e la consigliava agli amici per combattere insonnia e ritemprare il fisico e lo spirito in situazioni che oggi definiremmo di "stress". Agli animali, nelle antiche culture, venivano attribuiti poteri soprannaturali e taumaturgici e li troviamo sovente rappresentati. 2400 anni fa Presso scuole anglosassoni, l'effetto benefico esercitato dalla presenza di cani e gatti sull'umore e sulle condizioni di salute dei pazienti; in particolare, occuparsi di questi animali consentiva a malati di mente di acquistare un certo equilibrio ed interesse per il mondo esterno. 1700 AVANTI INDIETRO
    • Un medico francese sperimentò l'ippoterapia in pazienti portatori di handicap neurologici e ne riportò dei risultati soddisfacenti . Durante l'ultima guerra mondiale , animali da compagnia vennero utilizzati come supporto per ridurre i danni psicologici causati a molte persone dagli eventi bellici. 1800 1900 Levinson verificò scientificamente l'efficacia terapeutica degli animali d'affezione impiegati per il recupero di persone con gravi turbe psichiche e coniò il termine "Pet Therapy", termine che utilizzò nel suo libro "Dog as Co-Therapist" (Il cane come terapeuta). ANNI 60 La storia INDIETRO AVANTI
    • I “PET“ DELLA “THERAPY” I PAZIENTI I TERAPISTI I SOGGETTI INDIETRO
    • Solo gli animali domestici possono essere inseriti in programmi di attività e terapie assistite dagli animali, escludendo quindi tutti gli animali selvatici o inselvatichiti, gli animali esotici ed i cuccioli. Tutti gli animali impiegati come Pet partners devono superare una valutazione che ne attesti lo stato sanitario, le capacità e l'attitudine. Il Pet Partner Aptitude test (PPAT) valuta se la coppia conduttore/animale ha l'abilità, le capacità, la disposizione ed il potenziale per partecipare a programmi di questo tipo di terapia. INDIETRO I “PET” DELLA THERAPY
      • Cani
      • Gatti,
      • Criceti e conigli ,
      • Asini, capre mucche
      • Delfini
      • Uccelli
      • Pesci
      • Cavalli
      INDIETRO GLI ANIMALI CHE VENGONO ABITUALMENTE COINVOLTI NELLA PET-THERAPY SONO :
    • Il cane ha un rapporto privilegiato con l'uomo sin dalla preistoria e sono frequenti le occasioni in cui possiamo apprezzarne la collaborazione e, talvolta, l'abnegazione. Per questo viene impiegato di frequente quale co-terapeuta, sia nella cura di bambini che di adulti ed anziani attraverso l'invito al gioco, l'offerta di compagnia e la richiesta di interazione. INDIETRO IL CANE
    • Anche il gatto è utilizzato nella pet-therapy: per la sua indipendenza e facilità di accudimento, lo si preferisce per persone che vivono sole e che, a causa della patologia o dell'età, non sono agevolate negli spostamenti INDIETRO IL GATTO
    • Criceti e conigli sono diffusi nelle nostre abitazioni: osservare, accarezzare e prendersi cura di questi animaletti può arrecare grande beneficio soprattutto a quei bambini che stanno attraversando una fase difficile nella loro crescita INDIETRO CRICETI E CONIGLI
    • Il cavallo, attualmente, oltre ad attività sportive o ricreative, viene utilizzato per l'ippoterapia, medica, psicologico-educativa, riabilitativa, che viene praticata generalmente in strutture attrezzate, con il supporto di personale specificatamente preparato ed addestrato. A beneficiare dell'ippoterapia sono soprattutto i bambini autistici, i bambini Down, disabili, persone con problemi motori e comportamentali. INDIETRO IL CAVALLO
    • Da alcuni esperimenti effettuati su gruppi di anziani, è stato rilevato l'effetto benefico derivante dal prendersi cura abitualmente di uccelli, in particolare pappagalli. INDIETRO GLI UCCELLI
    • E' stato constatato che l'osservazione dei pesci di un acquario può contribuire a ridurre la tachicardia e la tensione muscolare, agendo così da antistress . INDIETRO I PESCI
    • I delfini occupano un posto privilegiato nelle attività che prevedono terapie con gli animali. L'amicizia tra uomini e delfini è di vecchia data ed il loro utilizzo quali co-terapeuti si è rivelato particolarmente efficace per la depressione ed i disturbi della comunicazione. La delfino-terapia è utile anche per i pazienti autistici che li aiuta, in molti casi, ad uscire, almeno parzialmente dal proprio isolamento. INDIETRO I DELFINI
    • Asini, capre e mucche, animali con i quali esisteva una grande familiarità sino a pochi decenni or sono, ultimamente vengono anche loro utilizzati per la pet-therapy. INDIETRO CAPRE MUCCHE ASINI
    • Nella pet-therapy , l'attività svolta dal "terapeuta animale" nei confronti del "paziente uomo" è molto complessa e, soprattutto, per il suo funzionamento richiede contributi provenienti da diverse discipline. Per questo motivo, ogni esperienza di pet-therapy è il risultato di un lavoro sviluppato da un team interdisciplinare composto da numerose figure professionali che interagiscono sul campo ciascuna con il proprio specifico ruolo ma in modo complementare. I membri del gruppo di lavoro partecipano direttamente sia alla progettazione e alla valutazione dei programmi sia allo svolgimento della attività e delle terapie in qualità di operatori. I TERAPISTI INDIETRO AVANTI
      • GLI OPERATORI
      • Medico, psicologo, terapista della riabilitazione
      • Veterinario
      • Etologo
      • Addestratore
      • Assistente sociale
      • Infermiere
      • Insegnante
      • Pedagogista
      • Conduttore pet partners
      INDIETRO
    • Poiché la terapia si effettua su persone affette da varie patologie relative a aspetti fisici e/o mentali, è fondamentale innanzitutto la presenza del medico e/o dello psicologo. È loro compito, avvalendosi naturalmente della consulenza degli altri professionisti, valutare e indicare le modalità secondo cui impiegare gli animali. Qualora i pazienti presentino handicap fisici, è necessario anche il supporto del terapista della riabilitazione. MEDICO, PSICOLOGO, TERAPISTA DELLA RIABILITAZIONE INDIETRO AVANTI
      • Nel caso della pet therapy , al veterinario che collabora con il gruppo di lavoro, è richiesta una specifica formazione nel settore. Deve, innanzitutto:
      • Selezionare l'animale più adatto al tipo di terapia da attuare,
      • Sorvegliare, in modo costante ed accurato, lo stato di salute non solo fisico ma anche psicologico dall’animale. Gli animali sono sottoposti a controlli periodici ponendo particolare attenzione a segni clinici relativi a zoonosi (specie parassitosi e micosi) che, essendo trasmissibili all'uomo, potrebbero compromettere la pet therapy .
      • Infine, il veterinario deve verificare nel corso del tempo come il co-terapeuta sopporti il lavoro intrapreso.
      VETERINARIO INDIETRO AVANTI
      • Il veterinario è affiancato da un etologo (o biologo o comunque un professionista con adeguate conoscenze in materia di comportamento animale).
      • In primo luogo, contribuisce alla scelta dell'animale in base ad una analisi accurata delle caratteristiche attitudinali e comportamentali.
      • Si occupa di istruire i pazienti (laddove sia possibile), i loro familiari e gli altri operatori, in merito al comportamento degli animali utilizzati, al tipo di intervento che sono in grado di effettuare e, soprattutto, a quale mole di lavoro possono sostenere.
      • Fornisce criteri per valutare e salvaguardare il benessere dell'animale "lavoratore
      ETOLOGO INDIETRO AVANTI
    • Nella pet-therapy, è cruciale il peso dell'addestramento del co-terapeuta affidato ad addestratori ed istruttori con specifica preparazione . Infatti, poiché la pet-therapy è finalizzato alla cura e al raggiungimento di risultati precisi, è importante in via preliminare addestrare adeguatamente l'animale ad interagire con il paziente e poi curare il rapporto che si viene a creare nella coppia co-terapeuta e paziente. In particolare la fase dell'addestramento è importante qualora l'animale assista pazienti con particolari handicap fisici ADDESTRATORI E ISTRUTTORI INDIETRO AVANTI
    • Finalmente anche in Italia si incomincia a parlare seriamente di "Pet Therapy”. Nel 1981 negli Stati Uniti d'America nasce la Delta Society, un gruppo di volontari si organizza mettendo a disposizione il loro amico animale per poter iniziare un lungo percorso che li porterà a studiare e ad applicare questa nuova scienza chiamata "Pet Therapy". Ospedali, case di cura, carceri, comunità psichiatriche, scuole, ecc. vengono frequentate da pet partners e dal loro animale. I risultati sono lampanti: aumento della socializzazione, diminuzione dello stato aggressivo, diminuzione della depressione, ecc. LA PET THERAPY IN ITALIA AVANTI INDIETRO
    • Nel giugno dei 1994 il Centro di Collaborazione OMS/FAO per la Sanità Pubblica Veterinaria di Roma interagendo con altre strutture, organizza il 1° corso informativo di "Pet Therapy" ed Ippoterapia. Quindi ci sono voluti ben tredici anni perché anche in Italia si riconoscesse la validità di tale intervento . E' certo ormai che la presenza di un animale migliora da un punto di vista psicologico la vita dell’individuo, "diminuendo la solitudine e la depressione, agendo da supporto sociale, dando un impulso alla cura di se stessi e diventando una fonte di attività quotidiane significative. Gli animali possono diminuire l'ansia e predisporre una stimolazione dei sistema nervoso o, in altre parole, abbassare lo stress divenendo una fonte di contatto piacevole, una visione rilassante e una percezione di sicurezza e tranquillità. INDIETRO Diapositiva 29 AVANTI
      • Non possono essere coinvolte persone affette da fobie per gli animali.
      • Gli animali coinvolti come supporto alla "Pet Therapy" devono possedere delle precise qualità fisiche e caratteriali (livello di reattività molto basso alla presenza di altri animali o di altre persone o di gruppi numerosi, agli stimoli, soprattutto a quelli negativi), buona capacità di memoria, consequenzialità e direzione ecc.
      • Quando si utilizza un cane di grosse dimensioni è indispensabile assicurarlo.
      INDIETRO LA PET THERAPY E I SUOI PROBLEMI AVANTI
      • Se coinvolta una struttura pubblica o privata, bisogna lavorare con il personale che si occuperà del progetto stabilendo delle regole precise, valutando la loro reale motivazione e il grado di impegno.
      • Qualsiasi progetto deve essere monitorato da una équipe di tecnici, allo scopo di non iniziare un lavoro "fai da te" poco attendibile.
      • Gli animali devono essere accuditi in maniera adeguata e il ruolo del medico veterinario nei loro confronti è di garantirne la salute, eventualmente di individuare che nel proseguo delle varie esperienze i soggetti impiegati non abbiano a modificare in senso patologico il loro comportamento.
      INDIETRO AVANTI
    • Nei bambini con particolari problemi, negli anziani, in alcune categorie di malati e di disabili fisici e psichici il contatto con un animale può aiutare a soddisfare certi bisogni, (affetto, sicurezza, relazioni interpersonali), e recuperare alcune abilità che queste persone possono avere perduto. AVANTI A CHI GIOVA LA PET THERAPY? INDIETRO
    • Il contatto con un animale, oltre a garantire la sostituzione di affetti mancanti o carenti, è particolarmente adatto a favorire i contatti inter-personali offrendo spunti di conversazione, di ilarità e di gioco, l'occasione,cioè, di interagire con gli altri per mezzo suo. Può svolgere la funzione di ammortizzatore in particolari condizioni di stress e di conflittualità e può rappresentare un valido aiuto per pazienti con problemi di comportamento sociale e di comunicazione, specie se bambini o anziani, ma anche per chi soffre di alcune forme di disabilità e di ritardo mentale e per pazienti psichiatrici . INDIETRO AVANTI
    • Ipertesi e cardiopatici possono trarre vantaggio dalla vicinanza di un animale: è stato, infatti, dimostrato che accarezzare un animale, oltre ad aumentare la coscienza della propria corporalità, essenziale nello sviluppo della personalità, interviene anche nella riduzione della pressione arteriosa e contribuisce a regolare la frequenza cardiaca. Che si tratti di un coniglio, di un cane, di un gatto o di altro animale scelto dai responsabili di programmi di pet thrapy, la sua presenza solitamente risveglia l'interesse di chi ne viene a contatto, catalizza la sua attenzione, grazie all'instaurazione di relazioni affettive e canali di comunicazione privilegiati con il paziente, stimola energie positive distogliendolo o rendendogli più accettabile il disagio di cui è portatore. AVANTI INDIETRO
    • L’intervento degli animali, scelti tra quelli con requisiti adatti a sostenere un compito così importante, è mirato a stimolare l’attenzione, a stabilire un contatto visivo e tattile, un’interazione sia dal punto di vista comunicativo che emozionale, a favorire il rilassamento e a controllare ansia ed eccitazione, ad esercitare la manualità anche per chi ha limitate capacità di movimento, a favorire la mobilitazione degli arti superiori, ad esempio accarezzando l’animale, o di quelli inferiori attraverso la deambulazione con conduzione dell’animale la cui presenza rende gli esercizi riabilitativi meno noiosi e più stimolanti. INDIETRO AVANTI
      • BAMBINI
      • ANZIANI
      • PAZIENTI CHE SI SOTTOPONGONO A TERAPIE MEDICHE TRADIZIONALI
      • HANDICAPPATI
      CHI FAVORISCE LA PET THERAPY? INDIETRO
    • I bambini ricoverati in ospedale, ad esempio, soffrono spesso di depressione, con disturbi del comportamento, del sonno, dell'appetito e dell'enuresi dovuti ai sentimenti di ansia, paura, noia e dolore determinati dalle loro condizioni di salute, dal fatto di essere costretti al ricovero, lontani dai loro familiari,dalla loro casa, dalle loro abitudini. INDIETRO BAMBINI AVANTI
    • Alcune recenti esperienze condotte in Italia su bambini ricoverati in reparti pediatrici nei quali si è svolto un programma di Attività Assistite dagli Animali, dimostrano che la gioia e la curiosità manifestate dai piccoli pazienti durante gli incontri con l'animale consentono di alleviare i sentimenti di disagio dovuti alla degenza, tanto da rendere più sereno il loro approccio con le terapie e con il personale sanitario. Le attività ludiche e ricreative organizzate in compagnia e con lo stimolo degli animali, il dare loro da mangiare, il prenderli in braccio per accarezzarli e coccolarli hanno lo scopo di riunire i bambini, farli rilassare e socializzare tra loro in modo da sollecitare contatti da mantenere durante il periodo più o meno lungo di degenza, migliorare, cioè la qualità della loro vita in quella particolare contingenza. INDIETRO AVANTI
    • Altre esperienze di Attività Assistite dagli Animali riguardano anziani ospiti di case di riposo. Si è osservato che a periodi di convivenza con animali è corrisposto un generale aumento del buon umore, una maggiore reattività e socievolezza, contatti più facili con i terapisti. Un miglioramento nello stato generale di benessere per chi spesso, a causa della solitudine e della mancanza di affetti, si chiude in se stesso e rifiuta rapporti interpersonali . ANZIANI INDIETRO AVANTI
    • Nel campo delle Terapie Assistite dagli Animali , dove le prove di un effettivo miglioramento dello stato di salute di alcuni pazienti si stanno accumulando nella letteratura scientifica, la pet-therapy propone co-terapie dolci da affiancare alle terapie mediche tradizionali e, attraverso un preciso protocollo terapeutico, è diretta a pazienti colpiti da disturbi dell’apprendimento, dell’attenzione, disturbi psicomotori, nevrosi ansiose e depressive, sindrome di Down, sindrome di West, autismo, demenze senili di vario genere e grado, patologie psicotiche, ma anche a quanti necessitano di riabilitazione motoria come chi è affetto da sclerosi multipla o reduce da lunghi periodi di coma. INDIETRO I PAZIENTI CHE SI SOTTOPONGONO A TERAPIE MEDICHE TRADIZIONALI AVANTI
    • STORIA SOGGETTI E DISTURBI INTERVISTE I BENEFICI DEFINIZIONE DIARI DI BORDO DOCUMENTAZIONE VIDEO-FOTOGRAFICA IPPOTERAPIA INDIETRO
      • L’ippoterapia é un intervento terapeutico che utilizza il cavallo e, se praticato con rigore e sotto la guida di personale esperto, porta grandi benefici:
      • a pazienti affetti da disturbi motori (emiparesi, paraparesi, monoparesi) e difficoltà di coordinazione, di equilibrio e di sostenere il capo eretto, mancanza di coscienza del proprio corpo;
      • per affrontare problematiche e disabilità neuro-psichiche per le quali la psicoterapia assistita con cavallo deve essere considerata un valido intervento riabilitativo ed educativo.  
      PROSPETTIVE DI CAMBIAMENTO E DI RECUPERO INDIETRO AVANTI
    • I CAVALLI I PAZIENTI I TERAPISTI I SOGGETTI INDIETRO
      • Il lavoro dei terapisti è molto importante in quanto devono:
      • utilizzare ogni momento della terapia per procedere ad una accurata analisi delle situazioni e all’adattamento costante degli interventi per raggiungere gli obiettivi;
      • osservare le dinamiche del cavallo e quelle del cavaliere;
      • considerare la situazione operativa offerta dal setting (tipo di terreno, intensità di illuminazione, qualità degli stimoli accessori musica, partecipazione degli ausiliari, ecc.);
      • predisporre la qualità e la durata di ogni intervento;
      • leggere le modificazioni emotivo-affettive del bambino e considerare le risposte del cavallo,
      AVANTI I TERAPISTI INDIETRO
      • scegliere l’animale adeguato per la situazione personale di ogni singolo paziente;
      • determinare in ogni momento il tipo di applicazione pratica (velocità, intensità, complessità degli esercizi) in rapporto agli obiettivi, alle possibilità reali della coppia cavaliere-cavallo, al livello attentivo e di impegno dimostrati dal bambino;
      • decidere se è necessario salire in groppa al cavallo insieme al piccolo paziente (anche prenderlo in braccio, se necessario, quando si tratta di bambini molto piccoli);
      • far vivere ogni sessione terapeutica con un atteggiamento sereno, disteso, impegnato, caratterizzato da stimoli seducenti, distensivi e piacevoli, però sempre finalizzati al risultato terapeutico.
      INDIETRO AVANTI
      • Le sue dimensioni fisiche e la sua bellezza lo fanno centro di ammirazione, tanto che la sua presenza suscita ammirazione e stupore.
      • La sua sicurezza emotiva stimola l'immaginazione infantile che ne ha fatto l'esempio dell'invincibile, dell'inesauribile e dell' eroe sereno e tranquillo che sempre raggiunge la sua meta.
      • Ai movimenti precisi ed alla naturale disponibilità si mescola anche un “che” di selvaggio e di istintivo, che impone rispetto ed una qual riverenza, anche quando lo ammorbidisce la castrazione.
      INDIETRO L’ATTIVITÀ TERAPEUTICA È SUPPORTATA DALLE CARATTERISTICHE FISICHE E CARATTERIALI DI QUESTO STRAORDINARIO AMICO DELL'UOMO, IL CAVALLO. AVANTI
      • La prestanza e la docilità permettono di sfruttare cambi improvvisi di velocità nell'andatura, sebbene la stimolazione dei piccoli disabili sia incerta.
      • La mansuetudine, che sembra quasi accentuata per istinto dall'incontro con un bambino e con un disabile, permette di usarlo con tranquillità e fiducia, anche quando il piccolo che lo cavalca è irrequieto, nervoso o aggressivo.
      • Le sue risposte agli stimoli troppo intensi sono sempre controllate, ferme e risolute, così il piccolo cavaliere deve abituarsi a rispettarlo e a considerare le sue esigenze.  
      INDIETRO AVANTI
    • Dal greco " hippos ", cavallo, l'ippoterapia indica un modello curativo che utilizza il movimento multidimensionale dell'animale e le risposte di adattamento dei pazienti che, in questo modo, ricevono benefici sia fisici, che emotivo-affettivi. Già Hipocrates (460 a.C.) parlava del " benefico ritmo del cavallo "; nel 1600 era ben conosciuto il suo uso per migliorare lo stato psico-fisico, ma è in epoca moderna, grazie ad osservazioni più scientifiche, che l'ippoterapia è entrata con diritto nella sfera delle applicazioni terapeutiche. STORIA INDIETRO
    • L' equitazione terapeutica influisce sulla totalità della persona e l'effetto può risultare veramente benefico. La postura del cavallo, il suo passo, le conseguenti spinte nelle quattro direzioni, il suo movimento ondulatorio, variabile, ritmico e ripetitivo portano a migliorare la tonicità muscolare di tutto il corpo e, soprattutto, di quella dorsale e del collo. Ne consegue un miglioramento dell'equilibrio, del mantenimento della stazione eretta del tronco e del capo, della motilità e della motricità; inoltre, molti altri effetti positivi possono essere ottenuti, se l'intervento viene programmato, graduato ed eseguito da specialisti. I BENEFICI INDIETRO
      • La pianificazione motoria e l'integrazione sensoriale si accompagnano al riorganizzazione psico-fisica della persona nelle sue componenti: fisiologica, psicologica e cognitiva.  
      • Fisica
      • Emotiva
      • Affettiva
      • Psichica
      • Cognitiva
      INDIETRO
    • Fisica: concerne il recupero motorio e dell’equilibrio statico e dinamico, ma anche la riorganizzazione dei sistemi sensitivo, sensoriale, percettivo e rappresentativo.   INDIETRO
    • Emotiva: comporta una quantità di risposte emotivo-istintive determinate dall'incontro con un animale di grande stazza e ben rappresentato nella dimensione mitica e fantastica dell'uomo che si arricchisce di umiltà e di sorpresa.   INDIETRO
    • Affettiva: riguarda il sistema dei valori nel rapporto con sé e con gli altri; comprende una dimensione etica riferita all'amore, al rispetto e alla comprensione dell'altro, ma anche delle regole, delle norme, della puntualità e dell'impegno da dimostrare durante il lavoro terapeutico. INDIETRO
    • Psichica: intesa come risposta globale che si evidenzia come particolare e positivo stato mentale, nel quale si organizzano il sistema rappresentazionale, quello immaginario ed anche i meccanismo del pensiero (concreto, affettivo e simbolico) e della coscienza.   INDIETRO
    • Cognitiva: include l'organizzazione delle relazioni temporo-spaziali, della memoria, della comprensione, della deduzione, della coordinazione oculo-manuale, del problem solving, del linguaggio, dell’espressività, della memoria e della volontà. Ricordiamo che Piaget ha dimostrato l’importanza di un adeguato comportamento senso-motorio nella costruzione di un modello di rappresentazione del reale, di adattamento ad esso e, quindi, di strutturazione dei fondamenti di una personalità integrata.   INDIETRO AVANTI
    • UNA VERITA’ CRUDELE INDIETRO AVANTI
    • Voglio finire la terapia per me, per il mio compagno, con il quale convivo da 10 anni e per i miei nipotini che mi aspettano a casa e che mi vogliono tanto bene! Ciao come ti chiami?
      • e tu?
      Ma cosa ci fa una signorina così solare qui? Ho avuto dei problemi di depressione e ora mi trovo qui a farmi le ignezioni di ricostituenti…che fanno un male, ma un male! Adesso? Agnese, allora ti piace andare a cavallo? Si, tantissimo, mi rilassa, vorrei tanto fare delle gare. VOLONTA’ DI FERRO... INDIETRO AVANTI
    • Sto marcendo da tre anni in quel posto Come ti chiami? Mi chiamo F. Quanti anni hai? Ho 26 anni Beh adesso stai di nuovo bene! Cosa ti è successo? Una sera di pioggia dopo aver portato a casa la mia ragazza, la macchina ha sbandato, ho fatto quel fottuto incidente e... E poi? Sono stato in coma tre mesi Ma mi hai visto!? SOLO ADESSO STO RICOMINCIANDO A VIVERE!!! UN RAGAZZO COME TANTI ALTRI... INDIETRO
    • Diario di bordo Veronica & Agnese INDIETRO AVANTI
    • Il primo giorno di stage abbiamo fatto un lavoro creativo... Ci siamo abilmente dilettate a dipingere dei panelli con colori diversi Successivamente ci siamo munite di gomma e matita e abbiamo scritto sopra questi pannelli il rispettivo colore e disegnato un’immagine che avesse come iniziale la stessa del colore Memoria visiva INDIETRO AVANTI SPAZIO ALLA CREATIVITA’
    • Molti dei disabili che praticano questa terapia non ricordano nomi di oggetti, lettere e numeri. Questi pannelli gli aiutano a tenere in mente le cose Questa giornata che si è sviluppata sul piano tecnico della terapia, su tutto il lavoro che ci sta dietro “ Ho avuto il mio primo approccio, ho iniziato a conoscerli e a socializzare con loro…” “… La prima osservazione che ho fatto è stata: “ma sono grandissimi!”, sembrerà una cosa banale ma visto dall’esterno sembra tutto semplice…” “… Poi quando sei in quel campo ti accorgi di quanto lavoro c’è dietro partendo appunto dalla pulizia del cavallo, nella sua vestitura e tanti altri particolari che pensi ininfluenti ma che in realtà hanno una grande importanza” Agnese INDIETRO AVANTI
    • I giorni successivi sono stati tutti in compagnia dei disabili Arrivavamo sempre in anticipo in modo da essere sempre pronte per l’arrivo dei pazienti Appena arrivate giravamo per il maneggio osservando tutti i movimenti delle persone che vi lavorano, poi andavamo a prendere i cavalli per la terapia e iniziavamo a pulirli. INDIETRO AVANTI Iniziavamo una pulitura profonda in modo che all’arrivo dei disabili il cavallo fosse già in maggior parte pulito Al loro arrivo, gli accoglievamo con grande gioia e li conducevamo dai cavalli, e insieme pulivamo il cavallo nuovamente. LA TERAPIA
    • La terapia aveva inizio con un giro del campo a piedi, poi portando il cavallo alla longhina e finalmente si saliva a cavallo Ogni giorno c’erano nuovi progetti, nuovi percorsi da fare, alcuni disabili conducevano il cavallo da solo senza che venisse tenuto da un volontario I pazienti erano tutti entusiasti, stringevano il cavallo, lo baciavano, questo animale veniva “coccolato” come un bambino piccolo, forse è anche per questo che per quelle ore di terapia era docile e inerme di fronte tanta dolcezza Finita la terapia stavamo ancora insieme parlavamo con loro, e ci raccontavano la loro storia INDIETRO AVANTI
    • “ Il secondo giorno ebbi il mio primo contatto con il cavallo Non avevo mai visto un cavallo da vicino per cui per tutta la durata dello stage ho avuto grossi problemi per ciò che riguarda il rapporto con questo animale” Agnese “ Praticando equitazione avevo già avuto contatti con questo animale e tutto mi sembrava naturale. Ero a mio agio e sapevo come muovermi” Veronica “ Ho imparato come condurlo pulirlo e trattarlo. Per esempio imparai che non va mai guardato negli occhi, che avendo una spessa epidermide non sentiva le carezze ma solo le pacche” Agnese INDIETRO AVANTI
    • Vedevo Agnese in difficoltà, una difficoltà che ha cercato di superare giorno dopo giorno. Il cavallo nasconde molto lavoro che chi non gli è vicino non ne è a conoscenza” Veronica “ Avevo molta soggezione dell’animale. Pensavo che come tutti gli animali il cavallo fosse un animale imprevedibile ma in seguito imparai a conoscerlo e capii che sarebbe stato aggressivo solo in certe situazioni” Agnese “ Bisogna conoscere il cavallo e le sue caratteristiche per saperlo gestire, questa esperienza mi ha fatto vedere nuovi aspetti di questo animale. Il cavallo sente la persona che porta in groppa e in base a questa adegua il suo comportamento…” “… Ad esempio con i disabili è docile e mansueto, sente il problema e si comporta di conseguenza” Veronica INDIETRO AVANTI
    • “ Mi piaceva partecipare attivamente alla terapia e vedere che i disabili su un cavallo riuscivano a fare cose che io non sarei mai riuscita a fare…” “… E stato molto interessante e in un certo senso mentre conducevo in cavallo e sentivo il suo ritmo mi rilassavo anche io” Agnese “ Partecipavo attivamente alla terapia, in quanto dovevo avere mille occhi. Il disabile è più imprevedibile del cavallo e questo un po’ mi impauriva, dato che non sapevo come comportarmi…” “… Dovevo tenerlo stretto nel caso perdesse l’equilibrio ma, allo stesso tempo farlo parlare e muovere per farglielo acquisire” Veronica “ Questa terapia dal mio punto di vista non trasmette emozioni solo al paziente ma anche al terapista, parlare con i pazienti ti fa capire molte cose, quanto è breve la vita ma, quanto è bella, quanto persone più sfortunate di noi siano allo stesso tempo più felici” Veronica INDIETRO
    • DOCUMENTAZIONE VIDEO-FOTOGRAFICA
    • I LUOGHI
    •  
    • LE SCUDERIE
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    • I PADDOC
    • IL MANEGGIO COPERTO
    • IL CAMPO DA SALTO
    • I PROTAGONISTI
    • MR BEAN
    • TUNKLE
    • FLOPPY
    • I DISABILI
    •  
    • LE STAGISTE VERONICA AGNESE
    • LA PULIZIA
    • L'ATTIVITA'
    •  
    •  
    •  
    •  
    • Un lavoro di: Agnese Bregoli Veronica Venturini
    • - Pet therapy www.ministerodellasalute.it Partendo dalla definizione del termine Pet Therapy, troviamo lo svolgimento e la creazione di questa terapia, osserviamo le particolarità e ne traiamo spunti, dai terapisti ai pazienti fino ad arrivare agli stessi protagonisti, gli animali. Questo sito ci informa inoltre sulle novità e sui servizi del nostro paese che in questo campo è in enorme sviluppo e sulla storia di questa terapia dall’antichità ai giorni nostri. www.amicianimali.it/pettherapy Molte persone risolvono, almeno in parte, i loro problemi di salute con la pet therapy in quanto questa terapia porta a ottimi risultati, offrendo oltre a rimedi naturali anche momenti di felicità. In questo sito troviamo le storie di queste persone che con l’aiuto della pet therapy sono rinate e sono tornate nuovamente felici. BIBLIOGRAFIA
    • - Ippoterapia www.autismocongress.it Introduzione al concetto di ippoterapia con la descrizione del lavoro svolto dai terapisti e le conseguenze che questa terapia porta ai pazienti. Non tutte le malattie, però, possono essere curate da questa terapia e questo sito ci offre una dettagliata ricerca su tutte quelle malattie che l’ippoterapia può curare o perlomeno alleviare e in che modo. Infatti questa terapia trova applicazioni diverse a seconda delle malattie e dei sintomi che presenta ogni paziente.
    • The End