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  • Mi fa piacere che apprezzi il lavoro pubblicato.
    Gestisco il sito di una rete autogestita nazionale di Licei delle Scienze Sociali, su cui sono inseriti questo e molti altri lavori realizzati negli Istituti italiani. Alla faccia di chi, massmedia e ministri vari, dipingono la Scuola italiana come ricettacolo di fannulloni e parassiti...
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  • Complimenti!! Che in un liceo italiano si sia realizzato un lavoro così accurato, mi lascia ben sperare per la scuola italiana. C'è ancora, resiste, la voglia e la capacità di formare CITTADINI invece che semplici consumatori.
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  • 1. Stage formativo Percorsi nella società complessa GLOBALIZZAZIONE E PRODUZIONE Berco – Un’esperienza in controtendenza Liceo Classico L. Ariosto Ferrara Indirizzo Scienze Sociali Anno Scolastico 2006/2007 Dal Lavoro ai lavori
  • 2. Tirocinanti Laura Aguiari Vanessa Conti Carlotta Gamberini Tutor interni Docente di storia , Girolamo De Michele Docente di diritto ed economia , Daniela Veloccia Tutor esterni Daniele Mingozzi Coordinamento Lucia Marchetti
  • 3. “ Se si escludono istanti prodigiosi e singoli che il destino ci può donare, l’amare il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi) costituisce la miglior approssimazione concreta della felicità sulla terra: ma questa è una verità che non molti conoscono .” Primo Levi , La chiave a stella
  • 4. Motivazione della scelta
    • Il nostro interesse rispetto a questo argomento, muove dal desiderio di conoscere come sta mutando il modo di produzione, secondo un’analisi della storia del mondo del lavoro che si concentra tra la Prima Rivoluzione Industriale e la fine del Novecento , con un particolare approfondimento sugli ultimi trent’anni e sul modo di produzione nel mercato globale.
    • È in questo momento, infatti, di fronte alle trasformazioni che rischiano di spingere milioni di giovani verso la marginalità sociale, privandoli di diritti e di tutele, sottoponendoli a ricatti e a imposizioni, che è necessario ridare valore al lavoro, ridare dignità e certezze a chi si affaccia a questo mondo.
    • Tra quei giovani, domani, ci saremo anche noi.
    Dal Lavoro ai lavori
  • 5. Perché dal Lavoro ai lavori?
    • “ Lo scenario che si prospetta è quello di una “società dei lavori”, parecchi dei quali cangianti o sfuggenti, anziché di una “società del Lavoro” centrata su un’idea e su un profilo di pienezza e di stabilità quale l’Occidente capitalistico aveva avuto nel secolo scorso. ”
    • Aris Accornero
    Dal Lavoro ai lavori
  • 6. Indice FASE TEORICA Dalla Prima Rivoluzione Industriale al Novecento Il secolo del lavoro La produzione globale Il tempo del sapere FASE PRATICA
  • 7. Dalla Prima Rivoluzione Industriale al Novecento
    • La Prima Rivoluzione Industriale
    • LA NASCITA DELLA PRODUZIONE INDUSTRIALE
      • Le tecniche
      • I rapporti sociali
    • L’ETICA DEL LAVORO E LA QUESTIONE DEI POVERI
    • LE CONSEGUENZE DELLA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE
      • La formazione della classe operaia
      • Le condizioni di vita della società industriale
    • La Seconda Rivoluzione Industriale
    • TAYLORISMO E FORDISMO
    • Approfondimento - IL DIRITTO DEL LAVORO
    • Il modo di produzione capitalistico secondo Marx
  • 8. Il diritto del lavoro
    • LA PRESTAZIONE DI LAVORO SUBORDINATO
      • L’evoluzione storica del diritto del lavoro
      • Le associazioni sindacali
      • Il rapporto di lavoro subordinato
      • La retribuzione
    • IL MERCATO DEL LAVORO
      • I nuovi istituti contrattuali
    Gli stages in azienda I contratti di lavoro con finalità formative Misure di incentivazione dell’occupazione aventi a oggetto una prestazione di lavoro temporanea Altre misure a sostegno dell’occupazione
    • I sindacati
  • 9. Il secolo del lavoro
    • Primi vent’anni del Novecento
    • PRIMA GUERRA MONDIALE
    • Qual è la condizione dell’Italia all’entrata in guerra?
    • Il proletariato e la guerra
    • Una “speciale legislazione di guerra”
    • Le industrie italiane protagoniste della Prima Guerra Mondiale
      • IL DOPOGUERRA E IL “BIENNIO ROSSO”
    • La sconfitta del movimento operaio
    • Quali furono i risultati delle agitazioni operaie del “Biennio Rosso”?
    Gli anni ’30: recessione e disoccupazione
    • CAUSE CONGIUNTURALI DELLA CRISI
    • CAUSE STRUTTURALI DELLA CRISI
    • LA TEORIA ECONOMICA DI J. M. KEYNES
  • 10. Seconda Guerra Mondiale
    • LA RESISTENZA ITALIANA
    • Quali sono le cause dell’improvvisa mobilitazione del popolo italiano?
    Metà anni ’50: il “miracolo economico” Anni ’60/’70: crisi del modello di sviluppo taylor-fordista
    • CAUSE FONDAMENTALI
    • REAZIONE DELLE AZIENDE ALLA CRISI
    • DAL FORDISMO AL TOYOTISMO
    • I 14 punti di cambiamento gestionale di W. E. Deming
    La produzione globale Il concetto di globalizzazione
  • 11. Gli elementi costitutivi della globalizzazione
    • INTERNAZIONALIZZAZIONE
    • FINANZIARIZZAZIONE
    • CONCENTRAZIONE INDUSTRIALE
    • ROBOTIZZAZIONE E INFORMATIZZAZIONE: IL “RISPARMIO” DI FORZA LAVORO
    • LA FLESSIBILITÀ DEL LAVORO E LA DELOCALIZZAZIONE
    Il mercato del lavoro nell’economia globalizzata Il tempo del sapere
    • LAVORO COME “ATTIVITÀ”?
    • “ FINE” DEL LAVORO?
    • RIDISEGNARE L’UNIVERSO DEI LAVORI
    • I lavoratori della conoscenza
  • 12. La Prima Rivoluzione Industriale Dal Lavoro ai lavori La prima rivoluzione industriale è un processo di trasformazione economica e sociale che da un sistema agricolo-artigianale-commerciale porta ad un sistema industriale moderno caratterizzato dall'uso generalizzato di macchine azionate da energia meccanica, dall'utilizzo di nuove fonti energetiche inanimate (il vapore) e dalla diffusione della fabbrica come principale luogo di produzione nel quale si concentrano i mezzi di produzione. Inghilterra Fine XVIII secolo
    • Favorevoli condizioni geopolitiche ed economiche
    • Sviluppo tecnologico
    • Disponibilità di materie prime
    • Controllo delle principali rotte atlantiche
    • Sistema di valori che spinge ad un forte impegno nel mondo terreno
    ? INNOVAZIONI PRINCIPALI macchina a vapore, treno e telaio meccanico Centralità della macchina Utilizzazione di nuove fonti di energia Divisione del lavoro Redistribuzione della forza lavoro (dall'agricoltura all'industria) Aumento della produttività Espansione della domanda (esportazione, allargamento del mercato) ETICA DEL LAVORO
  • 13. SOCIET Á INDUSTRIALE
    • Società dei produttori
    • (ETICA DEL LAVORO)
    • Fiducia nell’illimitatezza del mercato (produzione di massa)
    • Povero = disoccupato
    • Necessità di trasformare i poveri in un “esercito industriale di riserva”
    • Identità e progetti di vita si costruiscono a partire dal lavoro
    • Società dei consumi (estetica del consumo)
    • Fiducia nell’illimitatezza delle risorse
    • Esigenza di flessibilità
    • Povero = cattivo consumatore
    • Welfare state: non più funzionale alla riproduzione del capitalismo
    • Identità e progetti di vita si costruiscono a partire dai consumi
    SOCIET Á POST-INDUSTRIALE ≠ La produzione globale Dal Lavoro ai lavori
  • 14. LA NASCITA DELLA PRODUZIONE INDUSTRIALE
    • Rotazioni continue : eliminazione maggese
    • Piante foraggere: aumento produttività prati artificiali + sviluppo allevamento
    I rapporti sociali
    • Trasformazioni tecniche e agronomiche dell’agricoltura ->
    • Economia orientata al mercato e ampiamente ridisegnata da massicci investimenti di capitale
    • Eliminazione dei pascoli comuni e dell’accorpamento delle piccole unità di coltivazione in aziende gestite con metodi e mentalità imprenditoriali
    • Lavoro salariato
    • Introduzione macchine agricole: grave minaccia per l’occupazione
    • Crescita demografica: forte emigrazione verso i centri industriali urbani
    rivoluzione dei tradizionali rapporti sociali nelle campagne Le tecniche Dal Lavoro ai lavori
  • 15. LE CONSEGUENZE DELLA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE Con lo sviluppo della società industriale la condizione sociale ed economica dei lavoratori subì una profonda trasformazione. La forza-lavoro divenne una merce , con una remunerazione (il salario) soggetta alle forze impersonali del mercato. Spinsero verso il basso i salari Le macchine dequalificarono il lavoro e proletarizzarono interi strati professionali. La formazione della classe operaia Dal Lavoro ai lavori + A differenza di quanto accadeva nei sistemi sociali precedenti, la forza-lavoro perse ogni genere di protezione derivante dalla consuetudine e dalle tradizionali organizzazioni degli artigiani.
  • 16. La società industriale comportò un forte aumento della produzione di manufatti e tuttavia non determinò un miglioramento delle condizioni di vita delle classi lavoratrici, che anzi per certi aspetti ebbero la tendenza a peggiorare.
    • Il mercato e la concorrenza resero insicuro il lavoro , periodicamente colpito dalle fasi di crisi e disoccupazione .
    • I bassi salari, i lunghi orari, l’impiego massiccio di donne e bambini, il logorante lavoro alla macchina e in luoghi malsani configuravano una situazione di pesante sfruttamento , aggravato dal fatto che l’associazionismo operaio fu a lungo proibito e represso.
    Solo a partire dal 1824 furono consentite le prime Trade Unions operaie. Dal Lavoro ai lavori Le condizioni di vita della società industriale
  • 17.
    • - Il lavoro è un’attività nobile e nobilitante
    • - Ciò che si possiede è la ricompensa dell’attività svolta e della propria operosità
    • - Il lavoro come attività prestabile in cambio di una retribuzione (e in quanto tale riconosciuta dagli altri) possiede un valore morale
    - La nascita del sistema della fabbrica: necessità di inculcare nuove abitudini - L’esigenza della disciplina e della regolarità - La costrizione all’esecuzione meccanica di mansioni parcellizzate e prive di significato - L’etica del lavoro come strumento per imporre il controllo e la subordinazione … come lubrificante degli ingranaggi del nuovo sistema di lavoro nell’industria nascente … L’ etica del lavoro come comandamento … L’etica del lavoro nella società industriale è uno strumento efficace per garantire al sistema della fabbrica continua manodopera L’ETICA DEL LAVORO E LA QUESTIONE DEI POVERI Lavorare è bene, non lavorare è male, è anormale Dal Lavoro ai lavori
  • 18.
    • La “Legge sui Poveri” e la nascita degli ospizi per gli indigenti
    • Distinzione tra i veri poveri e i finti poveri
    • Demarcazione tra chi poteva essere convertito ai principi dell’etica del lavoro e gli “irrecuperabili”
    • Eliminare le possibilità di contagio da parte degli “oziosi”
    … come strumento di rieducazione morale e soluzione del problema dei poveri - Il dovere di svolgere un lavoro qualsiasi e a qualunque condizione come unico mezzo moralmente accettabile per guadagnarsi da vivere - Il minor diritto all’assistenza gratuita - La condizione del povero peggiore di quella dell’operaio di fabbrica con salario da fame Dal Lavoro ai lavori
  • 19. Inizia una nuova fase di CAMBIAMENTI
    • VITA QUOTIDIANA
    • Mezzi di comunicazione all’interno e fra i diversi paesi
    • Illuminazione artificiale
    • Miglioramento delle condizioni sanitarie
    • Urbanizzazione
    • Burocratizzazione della vita sociale
    = radici delle MULTINAZIONALI FONDAZIONE DI IMPORTANTI IMPERI FINANZIARI Ferrovie, navi a vapore e aeroplani a vapore Telegrafo e telefono Condutture di gas centralizzate poi l’elettricità, favoriscono gli scambi all’interno della città. Progressi della medicina e della legislazione sanitaria Allungamento della vita media PROSPETTIVE RIFORMISTICHE La Seconda Rivoluzione industriale
    • ECONOMIA
    • Industrializzazione di tutti i paesi europei
    • Crescente concentrazione di capitali
    • POLITICA
    • Sviluppo di regimi parlamentari
    • Ampliamento progressivo del voto
    • Nascita di partiti in difesa dei lavoratori
    Dal Lavoro ai lavori Seconda metà ‘800
  • 20. TAYLORISMO E FORDISMO Primi anni ‘900
    • INDUSTRIA
    • Trasformazione tecnologica
    • Riorganizzazione dell’impresa secondo principi TAYLORISTICI
    = Organizzazione del modello lavorativo secondo tre fasi
    • Analisi delle caratteristiche della mansione da svolgere
    • Creazione di un prototipo di lavoratore adatto a quel tipo di mansione
    • Selezione del lavoratore ideale, al fine di formarlo e introdurlo nell’azienda
    SCOPO – Eliminazione di quei movimenti inutili che causano perdite di tempo, ritardi di produzione e aumento di costi Gli operai non possiedono le conoscenze necessarie per svolgere scientificamente la propria mansione = Intervento RAZIONALE Dal Lavoro ai lavori
  • 21. Sulla base di questi principi ha origine il FORDISMO , un nuovo modello economico e produttivo fondato su imprese caratterizzate:
    • dall’essere di grandi dimensioni e dall’includere al loro interno tutte le diverse fasi produttive (dalla materia prima al prodotto finito commercializzato)
    • dall’essere impegnate nella produzione di massa , cioè nella produzione di beni standardizzati in grande quantità ( consumo di massa );
    • dall’impegnare un’ organizzazione del lavoro fortemente parcellizzata che richiede manodopera poco qualificata, e, al contempo, molto gerarchizzata , con una rigida separazione tra le mansioni di controllo, ai vari livelli, e quelle esecutive, di carattere manuale.
      • Questo comporta per i lavoratori
          • ritmi molto intensi,
          • libertà minima,
          • alto livello di alienazione.
    La differenza rispetto a Taylor consiste nel mettere l’operaio nella condizione tale da non poter far altro che rispettare alla lettera i dettami del management: bastava portare il lavoro agli operai e non gli operai al lavoro , senza utopie naturalistiche o tecnocratiche. Dal Lavoro ai lavori
  • 22. Questa accoppiata di metodiche convergenti finì con il rendere assiomatica, imperativa e universale la divisione dei compiti tra chi dirige e chi esegue, che ne era il cuore. L’ostinata fede con cui tale principio fondativo fu difeso da ci l’aveva concepito, e la rozza rigidità con cui fu attuato da chi lo mise in opera, finirono col trasformare i rapporti di lavoro in rapporti di classe veri e propri: “chi dirige” essendo il capitale, e “chi esegue” essendo il lavoro. Dal Lavoro ai lavori Karl Marx
  • 23.
    • L’evoluzione storica del diritto del lavoro
    Dal Lavoro ai lavori Il diritto del lavoro
      • Le prime forme di intervento e il ruolo dei sindacati
    Le prime tracce del diritto del lavoro si trovano nel Codice Civile del 1865 come risposta dell’ordinamento giuridico alle tensioni sociali sorte per effetto del crescente sviluppo del capitalismo. Si aggrava la conflittualità fra i datori di lavoro e i lavoratori Lo Stato comincia a intervenire in tutta Europa con l’emanazione di norme tendenti a disciplinare le condizioni di lavoro XX º secolo LA PRESTAZIONE DI LAVORO SUBORDINATO I sindacati svolgono, in questo processo, un ruolo determinante che si manifesta nella pressione diretta a ottenere condizioni di lavoro e salariali più eque . Associazione libera e spontanea che riunisce i membri di una categoria di lavoratori o di datori di lavoro allo scopo di tutelare gli interessi professionali collettivi. SINDACATO
  • 24. I primi sindacati nacquero a seguito della Rivoluzione Industriale per difendere i lavoratori dallo sfruttamento disumano cui erano sottoposti. La necessità di fronteggiare lo strapotere dei datori di lavoro ha fatto maturare nei lavoratori la consapevolezza che soltanto unendosi in associazioni di difesa dei loro diritti avrebbero potuto esercitare un’adeguata pressione per ottenere il riconoscimento delle loro rivendicazioni. In Italia, la libertà ed il pluralismo sindacale hanno avuto piena consacrazione nella COSTITUZIONE , giacché negli anni del regime fascista il sindacato era unico, verticistico e soggetto al potere direttivo e di controllo dei pubblici poteri. Art. 39 L’organizzazione sindacale è libera. Ai sindacati non può essere imposto altro obbligo se non la loro registrazione e presso uffici o centrali, secondo le norme di legge. È condizione per la registrazione che gli statuti dei sindacati sanciscano un ordinamento interno a base democratica. I sindacati registrati hanno personalità giuridica. Possono, rappresentati unitariamente e in proporzione dei loro iscritti, stipulare contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto si riferisce. I sindacati Dal Lavoro ai lavori
  • 25. Ai sindacati non può essere imposto altro obbligo se non la loro registrazione e presso uffici o centrali, secondo le norme di legge . LIBERT Á SINDACALE LIBERT Á DI ASSOCIAZIONE =
    • Diritto del singolo di aderire ad un sindacato già esistente, di fondarne uno nuovo o di non iscriversi a nessun sindacato .
    • Diritto delle organizzazioni sindacali di svolgere liberamente e senza limitazioni e controlli la propria attività.
    Dal Lavoro ai lavori Art. 39
  • 26. Ai sindacati non può essere imposto altro obbligo se non la loro registrazione e presso uffici o centrali, secondo le norme di legge. Il procedimento di registrazione dei sindacati, previsto dalla norma, non ha finora ricevuto attuazione. Le leggi che avrebbero dovuto disciplinarlo non sono mai state emanate. È un limite per l’autonomia e il ruolo istituzionale dei sindacati. Dal Lavoro ai lavori Art. 39
  • 27. È condizione per la registrazione che gli statuti dei sindacati sanciscano un ordinamento interno a base democratica . I sindacati, per ottenere la registrazione, devono regolare la propria vita interna secondo criteri democratici.
    • LE DECISIONI DEVONO ESSERE AFFIDATE ALLA MAGGIORANZA CON DIRITTO DELLA MINORANZA DI ESPRIMERE IL PROPRIO DISSENSO
    • Libertà di discussione e di voto
    • Elettività e temporaneità dei dirigenti
    Dal Lavoro ai lavori Art. 39
  • 28. I sindacati registrati hanno personalità giuridica. MA REGOLAMENTAZIONE PROCESSO DI REGISTRAZIONE NON ATTUATA I sindacati attualmente sono enti di fatto rientranti nella categoria delle associazioni non riconosciute. Possono, rappresentati unitariamente e in proporzione dei loro iscritti, stipulare contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto si riferisce. Accordi stipulati tra le associazioni dei lavoratori e i singoli datori di lavoro (o loro associazioni) per stabilire le condizioni di lavoro e disciplinare i vari aspetti del rapporto. I contratti sono definiti collettivi perché esplicano efficacia nei confronti di tutti gli appartenenti alla categoria cui si riferiscono. Dal Lavoro ai lavori Art. 39
  • 29.
    • La nascita della legislazione sociale
    Dal Lavoro ai lavori La tutela degli interessi del lavoratore si persegue anche attraverso lo strumento del CONTRATTO COLLETTIVO , cioè dell’accordo stipulato fra le associazioni sindacali dei lavoratori e le associazioni sindacali dei datori di lavoro, attraverso il quale vengono disciplinati la retribuzione , le condizioni di lavoro e l’ esercizio dei diritti dei lavoratori. Il diritto del lavoro nella Costituzione Art. 3, 1 º comma: “ tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge ” Art. 3, 2 º comma: lo Stato ha il compito di “ rimuovere gli ostacoli che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana ” Art. 4: è riconosciuto “ a tutti i cittadini il diritto al lavoro ”; la Repubblica ha l’obbligo di promuovere “ le condizioni che rendano effettivo questo diritto ” Art. 35: “ la Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme e applicazioni ” Art. 37: la donna lavoratrice ha “ gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore ” Art. 39: è riconosciuta la libertà delle organizzazioni sindacali, sia come libertà del lavoratore di aderire a qualsiasi associazione sindacale, sia come libertà di non iscriversi ad alcun sindacato Art. 40: è garantito il diritto di sciopero La vera tutela del lavoratore, in termini di libertà, di dignità sociale e di difesa della posizione contrattuale debole dello stesso, si ha con la COSTITUZIONE . Agli inizi del XX secolo, si hanno le prime forme di intervento del legislatore a tutela del lavoratore, in quanto contraente più debole rispetto al datore di lavoro.
  • 30. Il rapporto di lavoro subordinato L’art. 2094 del Codice Civile del 1942 stabilisce che è prestatore di lavoro subordinato colui che si obbliga a collaborare all’impresa prestando il proprio lavoro, manuale o intellettuale, alle dipendenze dell’imprenditore.
    • COLLABORAZIONE: Il lavoratore è tenuto a svolgere la propria prestazione di lavoro nel contesto organizzativo voluto dall’imprenditore per realizzare il risultato produttivo programmato.
    • DIPENDENZA DALL’IMPRENDITORE: Il lavoratore è tenuto a rispettare le disposizioni e le direttive impartite dall’imprenditore per l’esecuzione e la disciplina del lavoro
    Il rapporto di lavoro subordinato è un contratto a prestazioni corrispettive (contratto in cui ciascuna parte è tenuta a compiere un sacrificio economico), in base al quale il lavoratore si obbliga a prestare il proprio lavoro in cambio della RETRIBUZIONE
    • È determinata dal tempo impiegato per l’erogazione del lavoro (retribuzione a tempo), o dal risultato produttivo ottenuto per effetto della prestazione lavorativa (retribuzione a cottimo).
    • Viene corrisposta , normalmente, dopo che il lavoro è stato eseguito (post-numerazione).
    La retribuzione è disciplinata, oltre che dal contratto collettivo, anche dall’art. 36 della Costituzione, che stabilisce il minimo salariale . Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e alla qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa. La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge. Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi. Dal Lavoro ai lavori
  • 31. La rigidità del mercato del lavoro, dovuta al fatto che l’unico contratto che fosse possibile stipulare era il contratto a tempo indeterminato creava già negli anni Settanta una oggettiva difficoltà per le imprese ad assumere personale e favoriva la diffusione del “mercato nero” Cambiamento di paradigma nel mondo del lavoro FLESSIBILITÀ Promuovere forme di lavoro modulabili sulle esigenze dei lavoratori e delle imprese , e dirette ad accrescere la possibilità di occupazione Favorisce l’occupazione e tutela gli interessi dell’azienda, adattando i contratti di lavoro all’esigenza del mercato IL MERCATO DEL LAVORO Riorganizzare il mercato del lavoro e diversificare le figure negoziali in funzione delle esigenze che emergono dal mondo della produzione Legge Biagi I CONTRATTI ATIPICI Anni Ottanta Dal Lavoro ai lavori Concertazione : fenomeno in base a cui le regole giuridiche in materia di lavoro vengono concordate fra i pubblici poteri e le categorie di lavoratori (parti sociali)
  • 32. Dal Lavoro ai lavori I nuovi istituti contrattuali Nella Legge Biagi (Legge 30/2003) e nel successivo decreto di attuazione (Decreto Legislativo 273/2003) convivono più direzioni riformatrici. Insieme alla revisione dello statuto sul collocamento, alla certificazione delle professioni, al raccordo pubblico - privati e alla nascita di un mercato telematico per l'incontro tra domanda e offerta di lavoro, ci sono importanti specifiche per stipulare nuovi contratti di lavoro. Gli stages in azienda I contratti di lavoro con finalit á formative Misure di incentivazione dell’occupazione aventi a oggetto una prestazione di lavoro temporanea Altre misure a sostegno dell’occupazione
  • 33. Gli stages in azienda Contrastare la disoccupazione giovanile agevolando le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro Prevedono la possibilità, per i giovani, di partecipare a esperienze concrete di tirocinio e di stages Alternanza tra studio e lavoro Non istaurano un rapporto di lavoro I contratti di lavoro con finalità formative L’appredistato Far conseguire al giovane lavoratore una qualifica professionale Il contratto di formazione e lavoro Relazione fra l’imprenditore e l’apprendista L’imprenditore insegna all’apprendista quanto è necessario affinché egli possa conseguire le capacità per svolgere le mansioni richieste Per l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro
    • Formazione mirata all’acquisizione di professionalità intermedie o elevate (es. formazione ingegneri)
    • Formazione mirata ad agevolare l’inserimento professionale: adeguare le capacità professionali al contesto produttivo o organizzativo
    Dal Lavoro ai lavori
  • 34. Misure di incentivazione dell’occupazione aventi a oggetto una prestazione di lavoro temporanea Favorire l’occupazione riducendo e modulando il tempo di erogazione della prestazione lavorativa Il part-time Tutela maggiormente gli interessi del lavoratore (in quanto va incontro ai suoi bisogni personali o famigliari) che presta lavoro in un orario ridotto rispetto a quello ordinario Il lavoro intermittente (Job on call) Contratto mediante il quale un lavoratore si pone a disposizione del datore di lavoro per lo svolgimento di prestazioni di carattere discontinuo o intermittente Prevede un INDENNITÀ mensile per i periodi non lavorativi Il lavoro ripartito (Job sharing) Due o più lavoratori possono vincolarsi a un contratto mediante il quale essi assumono un’ OBBLIGAZIONE SOLIDALE Sono quindi responsabili in solido e si impegnano ad adempiere a un’unica e identica prestazione lavorativa Vincolo obbligatorio in base al quale più debitori sono tenuti alla stessa prestazione Somma di denaro corrisposta al lavoratore non commisurata alla quantità e alla qualità del lavoro prestato Dal Lavoro ai lavori
  • 35. Altre misure a sostegno dell’occupazione Creazione di forme occupazionali alternative al rapporto di lavoro subordinato I lavori socialmente utili Attività di utilità sociale (realizzazione di opere o servizi di utilità collettiva) svolte dai lavoratori in cambio di prestazioni previdenziali e assistenziali a carico dello Stato Tendono a far acquisire al lavoratore una riqualificazione professionale Le società cooperative Crisi occupazionale Interventi facenti sulle capacità imprenditoriali dei lavoratori/soci Presuppone un patto sociale vincolante L’attività di volontariato Prestazioni di lavoro dipendente o autonomo Cooperative sociali : inserimento lavorativo di persone svantaggiate Il decentramento produttivo La prestazione di lavoro viene gestita autonomamente dal lavoratore Il lavoro a domicilio Il tele-lavoro Il lavoro a progetto Prestazioni di lavoro accessorio Prestazioni occasionali come piccoli lavori domestici a carattere straordinario, assistenza domiciliare, l'insegnamento privato supplementare, pulizia e manutenzione di edifici, lavori di emergenza come quelli dovuti a calamità o di solidarietà. Le attività sono rese da particolari soggetti cosiddetti a rischio di esclusione sociale (disoccupati da oltre un anno, casalinghe, studenti e pensionati, disabili e soggetti in comunità di recupero, extracomunitari) Dal Lavoro ai lavori INDICE
  • 36. Primi vent’anni del Novecento LA PRIMA GUERRA MONDIALE 1914 Giugno - Scoppio della guerra Russia Francia Giappone Serbia Belgio Inghilterra Grecia Portogallo Montenegro VS Impero Austro . – Ungarico Impero Germanico Impero Ottomano Bulgaria Dal Lavoro ai lavori
  • 37. 1915 Movimento intenso degli stati già coinvolti nel conflitto che cercano di tirare l’Italia nell’uno o nell’altro campo In un primo momento l’Italia subisce un colpo gravissimo alla propria economia Qual è la condizione dell’Italia all’entrata in guerra? L’Italia è un paese ancora fortemente AGRICOLO L’industria è ancora poco competitiva e in alcuni suoi settori chiave si trova dominata da capitali stranieri (es: notevole presenza di capitale tedesco nel settore dell’energia e della nascente chimica) Dal Lavoro ai lavori MA successivamente l’Italia comincia a beneficiare della sua posizione di neutralità
    • Misure restrittive al commercio imposte dal governo
    • Problemi con le importazioni
    L’Italia dichiara guerra all’Austria
  • 38. La guerra richiede a questo stato così arretrato una grande MOBILITAZIONE su due fronti: Richiesta di combattenti da mandare al fronte Mobilitazione economico - industriale
    • La Fiat oltre che con il miglioramento dei mezzi di autotrasporto, raggiunge nel 1915 una grande specializzazione nella produzione delle mitragliatrici e di esplosivi. Tra il 14 gennaio e il 31 agosto del 1915 una nuova ingente massa di ordinazioni militari per circa 55 milioni si era riversata sulle controllate del gruppo.
    Le industrie italiane protagoniste della Prima Guerra Mondiale
    • L’ Ansaldo fu senza dubbio uno dei soggetti più coinvolti nelle complesse vicende societarie e in quella che qualcuno definì la guerra parallela tra i grandi gruppi industriali.
    • La Caproni rappresenta un caso particolare, ma non il solo di quegli anni. Un piccolo laboratorio gestito dai fratelli Caproni diventò nel corso del conflitto bellico una delle più importanti se non la più importante industria nel nascente settore aeronautico.
    Dal Lavoro ai lavori
  • 39. IL DOPOGUERRA E IL “BIENNIO ROSSO” CRISI Economica Sociale
    • Disoccupazione
    • Inflazione
    • Riconversione produttiva
    • Intreccio Stato/Banche/Industria . = debolezza del mercato
    • Grandi lotte sociali
    • La classe operaia esplode con scioperi, dimostrazioni ed agitazioni a livelli impressionanti nelle fabbriche italiane, contro il taglio degli stipendi e le serrate.
    • +
    • Agli scioperi causati dalle difficoltà economiche e volti a ottenere migliori condizioni di lavoro e salari più alti, si aggiunsero manifestazioni di contenuto dichiaratamente politico.
    • = Le richieste economiche e la pressione rivoluzionaria, finirono col mescolarsi e confondersi
    [1919-20] Dal Lavoro ai lavori
  • 40. Le proteste iniziarono nelle fabbriche di meccanica, per poi continuare nelle ferrovie, trasporti e in altre industrie, mentre i contadini occupavano le terre. MA Gli scioperanti fecero molto più che un’occupazione, sperimentando per la prima volta forme di autogestione operaia: 500.000 scioperanti lavoravano, producendo per se stessi. 13 settembre 1919 – Inizia a Torino la storia del Biennio Rosso Pubblicazione sulla rivista Ordine Nuovo del manifesto Ai commissari di reparto delle officine Fiat Centro e Brevetti , nel quale si ufficializzava l’esistenza e il ruolo dei Consigli di fabbrica quali nuclei di gestione autonoma delle industrie da parte degli operai. Dal 28 marzo 1920 si delinearono i due blocchi , da una parte gli operai con lo sciopero ad oltranza, dall’altra i proprietari , che adottarono la serrata come reazione alle richieste operaie. Garantiscono il loro appoggio economico alle squadre dei "ras" fascisti. Dal Lavoro ai lavori
  • 41. MA Allo stesso tempo Giolitti favorì le trattative tra industriali e sindacati. 1920 – Accettazione di un compromesso tra le parti sociali. = Scontri tra socialisti e fascisti Fatti di Palazzo D’Accursio - A novembre, in occasione dell'insediamento del nuovo sindaco di Bologna, un socialista di estrema sinistra, partirono pistolettate e bombe a mano che provocarono la morte di nove persone nella piazza. Prefetti, commissari di polizia e comandanti militari tolleravano e in alcuni casi agevolavano le "operazioni" della squadre fasciste contro il 'sovversivismo rosso'. La sconfitta del movimento operaio Giolitti rifiutò di far intervenire la polizia e l'esercito nelle fabbriche e aspettò che il movimento si esaurisse da sé, che terminassero le scorte di materie prime nei magazzini delle aziende occupate, che gli stessi operai si rendessero conto che l'occupazione non portava a nulla. "Sono dei fuochi d'artificio, che fanno molto rumore ma si spengono rapidamente", disse Giolitti minimizzando il problema. Dal Lavoro ai lavori
  • 42. Quali furono i risultati delle agitazioni operaie del “Biennio Rosso”?
    • Risultati economici = POSITIVI
    • Miglioramento delle condizioni dell’operaio in fabbrica
    • Aumento dei salari
    • Passaggio della durata massima della giornata lavorativa da 10-11 ore ad 8 ore.
    • Effetti politici = NEGATIVI
    • Le agitazioni operaie spaventarono non solo i grandi proprietari di industrie o di terre ma, ancora di più, il ceto medio, i piccoli borghesi che cominciavano a costituire una classe sociale decisamente numerosa.
    • Il timore di una possibile rivoluzione avrebbe presto spinto questa grossa quantità di individui ad appoggiare il fascismo.
    MA Dal Lavoro ai lavori
  • 43. Gli anni ’30: recessione e disoccupazione CAUSE CONGIUNTURALI DELLA CRISI La crisi economica esplose il 24 ottobre 1929, il cosiddetto giovedì nero , con il crollo della Borsa di New York , che ha sede in Wall Street. Simbolo dell’egemonia economica statunitense, era diventata sede di movimenti speculativi di gigantesche dimensioni, frutto dell’euforia collettiva che aveva alimentato l’intensa crescita del paese per tutti gli anni ’20. Tumultuosa attività borsistica = diffusione di pratiche pericolose
    • Acquisto delle azioni a credito
    • Economia di carta slegata da quella reale
    • Al crollo della Borsa di Wall Street conseguono
    • Crollo dei prezzi
    • Fallimenti
    • Disoccupazione
    CAUSE STRUTTURALI DELLA CRISI Radice della crisi Sviluppo capitalismo americano - SOVRAPPRODUZIONE LATENTE -
    • Trasformazione tecnologica
    • Riorganizzazione dell’impresa secondo principi TAYLORISTICI
    Dal Lavoro ai lavori
  • 44. LA TEORIA ECONOMICA DI J. M. KEYNES Teoria keynessiana = RIVOLUZIONE nel modo di concepire il sistema economico Politiche liberiste L’economia è sempre in grado di assicurare la piena occupazione di tutte le risorse disponibili = PERFETTA CONCIDENZA tra DOMANDA ed OFFERTA Equilibrio di piena occupazione VS Lo Stato, attraverso investimenti pubblici (nuovi posti di lavoro), deve prevenire l’innescarsi di questo ciclo negativo intervenendo sul rallentamento dell’economia. Dal Lavoro ai lavori
  • 45. Seconda Guerra Mondiale
    • Sforzo bellico senza precedenti
    • Militarizzazione di tutta la manodopera maschile non in divisa, e viene nuovamente mobilitata quella femminile
    • Forte aggressione > Mutamenti sul piano dell’industria
    L’Unione Sovietica mette in campo un massiccio apparato poggiante sull’industria pesante e gestito soltanto in minima parte con modalità taylor-fordista. Germania Giappone Gli Stati Uniti rafforzano il potenziale già messo in opera per fornire armi alla coalizione antifascista, e a compiere un salto tecnologico che li porterà ad ingaggiare con gli scienziati tedeschi la gara per fabbricare la bomba atomica. Guerra = motore dell'industria e della tecnologia [1939-1945] Dal Lavoro ai lavori
  • 46. LA RESISTENZA ITALIANA Secondo lo storico Claudio Pavone, la Resistenza è un fenomeno che va compreso su 3 diversi livelli fondamentali e inscindibili:
    • GUERRA CIVILE
    • GUERRA DI LIBERAZIONE
    • GUERRA DI CLASSE
    Scontro tra italiani Guerra combattuta contro una popolazione straniera che occupa il territorio italiano Concezione del fascismo come strumento di dominio della borghesia VS SFRUTTATI Dal Lavoro ai lavori
  • 47. = violento colpo nel cuore dell’industria bellica italiana Scioperi = esortazione della possibilità di opporsi al fascismo Classe operaia
    • Con la guerra - militari a parte - i lavoratori dell'industria erano diventati il gruppo sociale su cui il conflitto pesava di più.
    • Degrado delle condizioni del paese
    • Intensificazione dei ritmi di lavoro e prolungamento degli orari, per una produzione tutta finalizzata allo sforzo bellico
    1943 – Gli scioperi operai di marzo paralizzarono le fabbriche del Nord, da Torino, a Milano, a Genova Per la prima volta da quasi vent'anni, uno dei nuclei essenziali della società italiana espresse pubblicamente la propria sfiducia nel fascismo e inferse un pesante colpo alla credibilità del regime. = PROTESTA SOCIALE Dal Lavoro ai lavori
  • 48. Metà anni ’50: il “miracolo economico” Nel periodo di tempo compreso tra gli anni Cinquanta e Sessanta, l’Italia fu protagonista di un record di crescita nella produzione nazionale tale da far parlare di “miracolo economico”.
    • I fattori che determinarono tale svolta sono molteplici e da ricercarsi in ambiti differenti.
    • La fine del protezionismo e l’adozione di un sistema di tipo liberista che rivitalizzò il sistema produttivo italiano
    • Il ruolo svolto dallo Stato , caratterizzato da un notevole interventismo nell’economia . Infatti venne finanziata la costruzione di un gran numero di infrastrutture, essenziali per lo sviluppo economico del Paese, tramite stanziamenti statali e prestiti a tasso agevolato = INTERVENTI PUBBLICI E PRIVATI
    • Basso costo della manodopera che proveniva soprattutto dal meridione
    • L’adozione del piano Marshall, uno dei piani statunitensi per la ricostruzione dell'Europa dopo la Seconda guerra mondiale
    • La nascita dell’Eni , l’Ente Nazionale Idrocarburi, creato da Mattei nel 1953, a cui venne affidato lo sfruttamento del più grande giacimento di metano scoperto nel 1946 nella valle del Po
    Dal Lavoro ai lavori
  • 49. Aumento del costo del lavoro che rende meno competitive le industrie rispetto ai paesi in via di sviluppo e a quelli emergenti (Tigri Asiatiche).
    • CAUSE FONDAMENTALI
    • Ristagno economico (stallo del PIL)
    • Saturazione dei mercati interni per beni standardizzati destinati al consumo di massa
    • Aumento della disoccupazione
    • Aumento della conflittualità sociale
    Anni ’60/’70: crisi del modello di sviluppo taylor-fordista Si innescano processi che trasformano il sistema economico urbano: LA CITTÀ , DA LUOGO DI PRODUZIONE, DIVENTA LUOGO DI SERVIZI. REAZIONE DELLE AZIENDE ALLA CRISI
      • Deindustrializzazione
        • Alcune aziende perdono quote di mercato a favore di aziende più competitive
        • Altre trasferiscono le loro produzioni, o alcune fasi di queste, in paesi dove la manodopera risulta meno cara ( DELOCALIZZAZIONE )
      • Ristrutturazione industriale
        • Che rende le aziende più reattive e snelle nei confronti dei mercati
    Tecnologie Dal Lavoro ai lavori
  • 50. DAL FORDISMO AL TOYOTISMO Fine anni ‘80 L’organizzazione del lavoro in tutto il mondo si fonda sul modello fordista. = razionalizzazione dei movimenti dei lavoratori Tutta la costruzione si basa sul principio che nel lavoro bisogna eliminare quei movimenti inutili che causano perdite di tempo, ritardano la produzione e aumentano i costi. QUALITÀ = elemento che richiede costi aggiuntivi e quindi influenza negativamente la produttività Nuovo modello d’impresa toyotista ≠ QUALITÀ = riguarda gli atteggiamenti, la cultura e l’impegno all’interno di un’impresa, e si applica a tutti i tipi di organizzazione: di produzione, di servizi, nel settore pubblico, ecc... La gestione della qualità è un modo sistematico di garantire che tutte le attività di un’organizzazione si svolgano nel modo in cui sono state programmate. Dal Lavoro ai lavori
  • 51.
    • La nuova gestione dell’impresa è caratterizzata da:
    • una filosofia consistente nel "fare le cose bene sin dall’inizio", o ottenere "difetti zero";
    • un approccio sistematico da parte dell’impresa al miglioramento del risultato generale in termini di qualità , basato su un insieme di principi e di metodi;
    • una strategia generale della società basata su un sistema integrato , coinvolgente tutti i processi e tutte le persone;
    • una focalizzazione sulle esigenze dei clienti che non rimangono immutate nel tempo
    La QUALITÀ aumenta la produttività e riduce i costi. Data non dalla preminenza di robot o di tecnologie particolarmente avanzate MA da un efficiente e affidabile miglioramento di tutta la produzione con l’obbiettivo della qualità totale , da una crescita a lungo termine e da uno sviluppo tramite l’innovazione e la diversificazione . Modello teorico W.E. Deming Dal Lavoro ai lavori
  • 52. La prova evidente del successo del nuovo modello di impresa e della nuova organizzazione imprenditoriale è data dalla crescita e dallo sviluppo dell’economia giapponese , dove gli standard di "qualità" sono d’importanza centrale unilaterale alla continua attenzione alle politiche economiche di lungo termine tese a scegliere la tecnologia più promettente nei settori economici più dinamici del paese. INDICE Dal Lavoro ai lavori
  • 53. Ultimi trent’anni del Novecento Dal Lavoro ai lavori
  • 54. Il concetto di globalizzazione Globalizzazione Mercati Imprese Istituzioni Gruppi sociali TENDONO A OPERARE IN UNA DIMENSIONE PLANETARIA Crea un modo di vivere Essere globale (o abitante del globo) Essere locale (o abitante di una circoscritta località) Fissa le regole del gioco Nel processo in atto, infatti, se l’economia, la finanza, il commercio e l’informazione per un verso uniformano il globo , per un altro verso promuovono discriminazione e segregazione nei confronti di larghi strati sociali costretti a vivere legati ad un luogo. VS Vincolato dalla propria condizione di povertà Dal Lavoro ai lavori
  • 55.
    • Gli elementi costitutivi della globalizzazione
    FINANZIARIZZAZIONE L'attività di imprese e consumatori dipende sempre più strettamente dalla possibilità di ottenere finanziamenti , e il comportamento dei dirigenti aziendali è sempre più condizionato dalle valutazioni dei mercati finanziari e degli intermediari finanziari globali. INTERNAZIONALIZZAZIONE Piuttosto che impiantare concretamente stabilimenti, filiali e sedi periferiche nei diversi Paesi, è divenuto più conveniente allacciare rapporti contrattuali con altre imprese presenti all’interno dei Paesi d’insediamento.
    • Questa nuova strategia consente alla grande impresa
    • di ridurre gli investimenti in capitale
    • di non preoccuparsi più dei problemi inerenti all’organizzazione del lavoro nei Paesi d’insediamento
    • di diminuire il personale espatriato potendo attingere ai lavoratori locali
    CONCENTRAZIONE INDUSTRIALE È un processo che porta, attraverso acquisizioni e fusioni , alla formazione di grandi multinazionali e al progressivo consolidamento di queste in oligopoli di imprese-rete che controllano reti di fornitura, produzione, cooperazione tecnologica, distribuzione in diversi settori industriali. Dal Lavoro ai lavori
  • 56.
    • Il mercato del lavoro nell’economia globalizzata
    Il sistema economico tende, oggi, a produrre un volume crescente di ricchezza con una quantità decrescente di lavoro. I “risparmi” nella forza lavoro dipendono innanzitutto dai processi di robotizzazione e di informatizzazione della produzione, che hanno consentito un forte sviluppo del grado di tecnicizzazione dell’attività produttiva . ROBOTIZZAZIONE E INFORMATIZZAZIONE: IL “RISPARMIO” DI FORZA LAVORO Sostituzione della forza lavoro con “le macchine” Accentua il fenomeno dell’ espulsione di manodopera del mercato
    • LA FLESSIBILITÀ DEL LAVORO E LA DELOCALIZZAZIONE
    La diminuzione dell’occupazione , tuttavia, è anche il risultato di una gestione più raffinata e flessibile delle risorse umane all’interno delle imprese, che si realizza attraverso l’adattabilità dei lavoratori alle mutevoli condizioni della produzione e la capacità di impadronirsi rapidamente del tipo di lavoro cui vengono adibiti (contratti a tempo determinato o parziale). Dal Lavoro ai lavori INDICE
  • 57. Prospettiva del declino del lavoro – ULTIMI 20 ANNI
    • Harry Braverman – “DEGRADAZIONE DEL LAVORO”
    • Ralf Dahrendorf – PASSAGGIO “DAL LAVORO ALL’ATTIVITA’”
    Ha fornito una descrizione delle conseguenze che la divisione tecnica del lavoro, operata dal capitale monopolistico, avrebbe comportato sui contenuti del lavoro e sulla qualificazione dei lavoratori. Ha ragionato sulle conseguenze della disoccupazione, traendone la previsione che il logorio subito dalla “società del lavoro” avrebbe facilitato e necessitato l’avvento di una “società dell’attività” nella quale sarebbe venuto meno il sistema di coordinate che consente sia l’identificazione sia la regolazione sociale. Come si vede, ambedue le piste conducono a un lavoro impoverito nel suo valore intrinseco, oppure nel suo senso sociale Dal Lavoro ai lavori Il tempo del sapere LAVORO COME ATTIVITÀ? Lavoro: declino o sparizione?
  • 58.
    • Non sembra che il lavoro si sia degradato a forza di perdere professionalità; né sembra che il lavoro si sia dissolto diventando un’attività qualsiasi, se non altro perché le sue forme, viceversa, si articolano mentre i suoi contenuti migliorano
    • IL LAVORO NON E’ DIVENTATO “OGGETTIVAMENTE AMORFO” E “SOGGETTIVAMENTE MARGINALE”
    • IL SISTEMA DEI VALORI SOCIALI E’ ANCORA COLLEGATO AL LAVORO
    • IL RUOLO PROFESSIONALE O LA COLLOCAZIONE PROFESSIONALE RESTANO UNA FONTE DI VALUTAZIONE, DI COLLOCAZIONE E DI AUTOSTIMA SOCIALE
    Questi due scenari non hanno retto alla prova del tempo ? Se ci si può identificare attraverso il lavoro vuol dire che i profili del lavoro conferiscono tuttora identità sociale Dal Lavoro ai lavori
  • 59.
      • “ Quella in cui viviamo è ancora una società del lavoro. Certo, il lavoro non ha più la maiuscola ”
      • Aris Accornero
    Dal Lavoro ai lavori
  • 60.
    • Che siamo ancora nella società del lavoro (minuscolo) lo dicono anche:
    • L’ immigrazione – mostra che nei confronti del lavoro non si sono abbassate, bensì elevate, per gli uni le aspirazioni e per gli altri le opportunità
    • La disoccupazione – esalta il valore del lavoro assai più di quanto lo deprima. Oggi la disoccupazione non abbassa le pretese in fatto di qualità e di ricompense
    Offe sottolinea inoltre che i disoccupati non si sentono più in colpa = Da dovere qual era, il lavoro è diventato diritto, e questo non sembra ridurre la sua importanza Dal Lavoro ai lavori
  • 61. Per tutto l’‘800, e per una buona metà del ‘900, l’ideologia del lavoro è stata usata a piene mani, fino a logorarla. A partire dalla seconda metà del ‘900 il lavoro si è laicizzato
    • Sono 3 i processi che hanno inciso sui profili valoriali del lavoro salariato:
    • La riduzione della durata
    • Il miglioramento della tutela e della remunerazione
    • 3. La crisi del modello taylor-fordista
    Ridimensiona il lavoro a vantaggio del non-lavoro Fa apprezzare il tenore di vita Fa prima temere la “degradazione”e poi fa sperare nella “qualità” In sostanza, il lavoro è evoluto perdendo in centralità simbolica e guadagnando in distacco critico Il lavoro non resta nell’empireo in cui l’avevano posto l’ideologia borghese dell’operosità e l’ideologia operaia del riscatto MA Dal Lavoro ai lavori
  • 62. «FINE» DEL LAVORO? Prospettiva della sparizione del lavoro – ORA E’ pressoché interamente condizionata dalla disoccupazione di massa 1 . Fa davvero mancare il lavoro a molte persone che pure ne vorrebbero Si rovescia nella speranza che questo acceleri il processo di riduzione del lavoro ai minimi termini 2 . Dal Lavoro ai lavori
  • 63.
    • Offusca le magnifiche sorti, e progressive, della società post – industriale, nella quale lo statuto del lavoro pareva consistere nella sua creatività intellettuale
    • Nel momento in cui non si trova più, torna a valere . Mentre si scredita perché vengono meno le certezze che dava, si rivaluta perché ce n’è poco e perché vivere non è poi così facile
    Il lavoro che manca...
    • Turba la tendenza a una distribuzione del tempo via via più favorevole al non-lavoro, rimettendo in discussione gli equilibri e i rapporti
    • Rovescia la speranza del diritto all’ozio
    Dal Lavoro ai lavori
  • 64. Quel che oggi più rimanda alla prosaica realtà del lavoro, e che nega la prospettiva di una fine Occidente VS Oriente RIDISEGNARE L’UNIVERSO DEI LAVORI Non potrà allentare la presa sul lavoro , almeno fino a quando nell’Estremo Oriente i tassi di sviluppo non rallenteranno e i lavoratori non conquisteranno condizioni tali da bilanciare la competizione MA Nei prossimi decenni il lavoro sarà più prosaico, perché avrà acquistato maggior contenuto ma avrà perso parecchia stabilità
    • Retribuzioni più alte;
    • Orari più corti;
    • Una maggiore protezione sociale e una migliore qualità della vita
    Dal Lavoro ai lavori
  • 65.
    • Ha dato cittadinanza sociale al lavoro con il RICONOSCIMENTO , la STABILITÀ e la TUTELA COLLETTIVA , di cui furono artefici e garanti le grandi organizzazioni dei lavoratori che fronteggiavano le grandi strutture e le grandi forze del capitale
    • Si riduce la visibilità sociale della fabbrica e degli operai; le migliori condizioni di lavoro e di vita rendono meno acuti i contrasti e i conflitti; molti genitori operai desiderano per i loro figli un’ altra strada
    ‘ 900 Contemporaneità
    • Si viene quietamente imbucati nel mestiere paterno o materno
    • Sbocchi e tragitti professionali sono assai meno socialmente predestinati, anche se pesano socialmente
    I giovani possono scegliere I giovani debbono scegliere che cosa faranno da grandi, anche quando sanno soltanto che cosa non vorrebbero fare Dal Lavoro ai lavori
  • 66.
    • Lavori con modulazioni di durata e regimi di tutela “atipici” rispetto alla prestazione temporalmente definita e ai rapporti temporalmente indefiniti tipici del ‘900
    • Lavori che non dissolvono il lavoro, ma che gli conferiscono statuti differenziati, seppure su un nocciolo di manualità che cala e di intelligenza che cresce per tutti
    • Lavori che “pluralizzano” le forme del lavoro e che acuiscono, anziché ottundere, dimensioni e significati del lavoro come sistema di senso
    La transizione in corso ci sta portando dalla società del Lavoro alla società dei lavori Quale identità nei lavori, come ci si può formare un’identità sociale con (e fra) così tanti lavori? Dal Lavoro ai lavori I lavoratori della conoscenza
  • 67. I lavoratori della conoscenza Qual è la materia prima del mondo contemporaneo? Il sapere Cresce chi riesce a trasferire nei processi produttivi la maggior quantità possibile di sapere Iniziativa personale Intelligenza umana Motore dell’intero processo produttivo Dal Lavoro ai lavori
  • 68. Oggi, più il lavoratore ci mette del suo , porta nella produzione la sua cultura e il suo modo di essere , più si arricchisce l’intero processo produttivo Quello che era l’ informale nella fabbrica fordista diventa la forma del nuovo lavoro MA Il grande valore della formazione e del sapere pone un problema: il frequente sottoutilizzo nei processi produttivi del sapere acquisito dai lavoratori e dai giovani che hanno avuto percorsi formativi alti Nello stesso tempo si indebolisce la capacità di resistenza – l’affermazione dei propri ritmi, dei propri tempi e delle proprie esigenze personali – di fronte a chi comanda Costoro spesso si trovano davanti un’organizzazione del lavoro che non muta altrettanto rapidamente , che non riesce ad adeguarsi ai nuovi livelli di competenza e sapere ? Dal Lavoro ai lavori
  • 69. Oggi un lavoratore sa che il proprio valore nel processo produttivo è tanto più alto quanto più è collegato a reti di sapere e di competenze che sono fuori dall’azienda Quanto di questo sapere è proprietà dell’azienda e quanto del lavoratore? Quanto deve restare suo perché la sua autonomia sia effettivamente salvaguardata? Il problema è per l’impresa Dal Lavoro ai lavori
  • 70.
    • Per riprodursi, il nuovo sapere richiede a chi lo detiene di essere in rete con una comunità di pari , con quelli che hanno le stesse idee e un saper fare simili
    Proprio perché si pretende dal lavoratore un contributo attivo, l’azienda cerca un rapporto basato sulla fedeltà . Di conseguenza l’essere in rete con altri lavoratori con cui si condivide la professionalità, ma non l’ambiente lavorativo , è un problema per l’azienda
    • Riconoscimento delle competenze all’interno dell’azienda
    Arbitrarietà di questo riconoscimento, spesso affidato a soggetti e regole a cui è estraneo l’altrui orizzonte di sapere e di competenza Sapere che viene prodotto dall’elaborazione collettiva, ma che diventa patrimonio del singolo lavoratore ? Dal Lavoro ai lavori
  • 71. Oggi si chiede al lavoratore di fare quello che è già stato deciso Questo comincia a produrre nuove forme di resistenza e di rappresentanza , che seguono percorsi diversi da quelli che noi siamo abituati a pensare Professionalità più autonoma Dal settore merceologico Dal contesto spazio-temporale in cui è inserita Sente come un vincolo, un peso, il fatto di essere riconosciuta solo entro quei limiti Nidil : la struttura sindacale che si occupa delle nuove identità del lavoro Forme di professionalità che vivono in una produzione, ma che vanno oltre la pura prestazione di lavoro per estendersi all’intero modo di vivere = Figura storica dell’operaio specializzato ? Dal Lavoro ai lavori
  • 72. Valore di mercato del proprio lavoro Realizzazione di sé Paradigma sociale prevalente IL LAVORO SI PERSONALIZZA L’acquisizione e il controllo di questo sapere in che modo possono influire sulla condizione materiale del lavoratore e come interagiscono con le dinamiche di mercato? ?
    • Non potranno mai costituire un ordine professionale
    La loro professionalità è in rapido mutamento Gravi problemi di insicurezza Da un lato si costruisce la specializzazione all’interno di un mercato in continuo movimento e dall’altro si ha un’evoluzione così rapida delle professionalità da rendere difficilmente definibile il loro statuto Inerzia del sindacato Dal Lavoro ai lavori
  • 73. Il sindacato ha difficoltà a ridefinire il proprio ambito di rappresentanza e un’idea di lavoro in cui i margini tra lavoro dipendente e lavoro autonomo tendono a sfumare IL SINDACATO NON VEDE COME SOGGETTO IL LAVORO IN GENERALE, MA PIUTTOSTO UN DETERMINATO TIPO STORICO DI LAVORO: IL LAVORO SALARIATO TRADIZIONALE In questo modo si preclude la possibilità di elaborare strategie capaci di coniugare libertà e uguaglianza Lavoro operaio messo facilmente di fronte alla globalizzazione, allo sviluppo tecnologico e alla competizione con l’Europa e con il mondo ≠ Lavoro del notaio, del professore universitario, del commercialista I leader sindacali europei sanno che la globalizzazione e la competizione li costringono a cambiare, ma sono riluttanti ad andare verso un tipo nuovo di società Dal Lavoro ai lavori
  • 74. Nicholas Negroponte, guru dell’ information technology Jeremy Rifkin, autore de “ La fine del lavoro ” Internet è il regno della libertà, tutti in internet sono uguali, non ci sono più differenze tra padroni e lavoratori Le nuove tecnologie, per definizione, distinguono un core, un nocciolo ristretto di intelligenti, e pauperizzano e precarizzano il resto del lavoro ≠ Due determinismi da evitare: la situazione è in divenire e molto dipenderà dalle scelte consapevoli delle persone, della politica, delle istituzioni La tecnologia ha vanificato i vecchi temi del Rapporto consapevole tra la capacità del lavoratore e il suo prodotto 1. del POTERE 2. Non si vede più, si è reso invisibile Dal Lavoro ai lavori CONTROLLO
  • 75. La non visibilità del potere corrisponde probabilmente al fatto che gli stessi potenti – della politica, dell’industria, della finanza – faticano a trovare le strutture di potere e di regolazione necessarie a gestire la fase nuova in cui sono entrate l’economia e la società a livello planetario
    • Rimozione dei vecchi poteri di regolazione;
    • Eccesso di libertà
    NO FIDUCIA, ma SPAVENTO Il più grande dramma della nuova economia, la cosa che più di ogni altra può frenare lo sviluppo Sensazione di incertezza e di instabilità diffusa Inesistenza di un potere di regolazione riconoscibile MA Forse il potere è oggi una cosa diversa dal passato ? Dal Lavoro ai lavori
  • 76. Il potere può essere molto concentrato senza essere centralizzato La nuova organizzazione non annulla i conflitti di potere, li sposta ad un livello più complesso e per certi aspetti più alto C’è il dislocarsi dei poteri, con tutti i fenomeni di resistenza e di contraddizione Il vecchio industriale sentiva l’obbligo di rendere migliore il posto in cui viveva e sentiva una responsabilità verso la gente che aveva intorno IL POTERE IN RETE E’ UN POTERE CHE SI DERESPONSABILIZZA Verso i dipendenti Verso il territorio Verso l’ambito sociale in cui vive Viene meno il fattore di territorialità dell’economia perché ovunque, da qualunque posto, è possibile entrare in rete Il potere è ben presente anche all’interno delle nuove industrie Dal Lavoro ai lavori
  • 77. Bisogna avere un bagaglio di conoscenze superiore al ruolo lavorativo Nel lavoro che cambia , il sapere è sempre più importante, perché Bisogna avere un’identità culturale forte , che permetta di reggere i cambiamenti futuri Condizione per poter reggere una vita lavorativa che sarà sempre meno un “posto” e sempre più un “ percorso ” Un lavoro basato sulla conoscenza spiazza l’idea della formazione così com’era concepita una volta, come puro addestramento: si insegnava un lavoro che già c’era e si presupponeva durasse tutta la vita del lavoratore 1. 2. Dal Lavoro ai lavori
  • 78. Acquista maggiore importanza il ruolo della SCUOLA e dell’ UNIVERSITÀ Innalzare i livelli di sapere diventa una necessità della nuova economia basata sulla conoscenza Chi sono oggi i disoccupati di lunga durata, quelli per cui la perdita del lavoro è uno scacco esistenziale?
    • Persone a bassa scolarizzazione, che non sono mai state coinvolte in un percorso formativo durante la loro vita lavorativa
    • Persone che hanno incontrato subito un lavoro a professionalità bloccata e in quel posto sono rimasti, perché non avevano a disposizione le risorse culturali e professionali necessarie per cambiare, e il lavoro è scomparso dalla loro vita col declinare di quei posti
    MA Oggi le fonti del sapere e della cultura non stanno più solo nelle istituzioni formative tradizionali: il territorio diventa una fonte di sapere fondamentale, nel rapporto LOCALE - GLOBALE La scuola e l’università dovranno collegarsi con il sapere del territorio e con le grandi reti globali della conoscenza Dal Lavoro ai lavori
  • 79. Coloro che sono in grado di dominare e di usare in modo consapevole i nuovi strumenti della conoscenza = Coloro in grado di interagire con i processi di globalizzazione dell’economia e delle imprese Coloro che sanno usare il computer ma non ne conoscono la logica Coloro che non usano il computer e lo vedono come un puro e semplice mezzo di intrattenimento Lavoratori della conoscenza Utenti passivi Teledipendenti Divisioni sul sapere Dal Lavoro ai lavori
  • 80. Divisioni sulla mobilità I nuovi nomadi Sono ricercatissimi Possono trovare lavoro ovunque Sanno sfruttare il sistema della rete I locali Il loro sapere, il loro lavoro, è incardinato al posto e al territorio I bloccati alle frontiere Nessuno li vuole Dal Lavoro ai lavori
  • 81. La mobilità del sapere genera nuovi conflitti, nuove contraddizioni, nuove insicurezze La mobilità intesa come mutamento continuo è qualcosa di angosciante L’IDEA CHE BISOGNA TANTE VOLTE PARTIRE SENZA AVER CHIARO DOVE BISOGNA ARRIVARE, E SPESSO NEMMENO IN QUALE DIREZIONE BISOGNA ANDARE, E’ PERLOMENO INQUIETANTE Inoltre, i differenziali di sapere provocano disuguaglianze di condizione sociale notevoli . Cambiano anche i parametri di inclusione e di esclusione sociale tradizionali Dal Lavoro ai lavori
  • 82. Come affrontare questo nuovo scenario lavorativo? “ Rigidità flessibili” Rete di sicurezza dei diritti , cornice istituzionale e universale, più estesa ma anche più leggera di quella assicurata oggi da leggi e contratti Patti vincolanti per gli interessi , un tessuto negoziale tutto da modellare e calibrare su una tipologia congiunta di rapporti e di confini , tanto articolata da superare gli ordinamenti del ‘900 ? Nel senso della durata e della tutela Nel senso di luoghi e di unità dove si contratta Difendere le conquiste ripensando le tutele, cioè regolare le forze di mercato per il bene stesso del mercato e flessibilizzare le norme sociali per il bene stesso della società = ? Dal Lavoro ai lavori
  • 83. “ Dal mondo dei posti all’universo dei lavori, lo scenario va ridisegnato. Se anche l’Europa non deve rifare tutto, pure dovrà rivedere molte cose nel proprio compromesso sociale. Per poter difendere bene quel che è difendibile, bisogna cogliere opportunità, senza catastrofismi e senza fideismi. E senza troppe nostalgie. Non vorrei che si finisse col rimpiangere il taylor-fordismo, mentre si passa dal Lavoro maiuscolo, qual è stato nel ‘900, ai lavori minuscoli, quali ci prepara il nostro secolo. Le novità mettono sempre paura, ma al taylor-fordismo credo occorra fare ponti d’oro, mentre si guarda all’altra riva. Sarebbe buffo, a questo punto, scoprirci nostalgici del travail d’antan...” Aris Accornero Dal Lavoro ai lavori
  • 84. Bibliografia
    • Accornero A., Era il secolo del Lavoro , Il Mulino, Bologna 1997
    • Battaglia R., Storia della Resistenza italiana , Einaudi, Torino 1964
    • Bauman Z., Dentro la globalizzazione. Le conseguenze sulle persone , Laterza, Bari 2001
    • Bauman Z., Lavoro, consumismo, e nuove povertà, Città aperta, Troina 2004
    • De Bernardi A., Guarracino S., La conoscenza storica. Settecento e Ottocento , Edizioni Scolastiche Bruno Mondadori, Milano 2000
    • Foa V. e Ranieri A., Il tempo del sapere , Einaudi, Torino 2000
    • Pavone C., Una guerra civile – Saggio storico sulla moralità nella Resistenza , Bollati Boringhieri, Torino 1991
    • Tittarelli e Cardillo, Scienze sociali: il diritto e l’economia , Tramontana, Milano 2004
    • Vicari Haddock S., La città contemporanea , Il Mulino, Bologna 2004
    Sitografia
    • www.elgg.net (per l’immagine di copertina)
    • www.romacivica.it
    • www.wikipedia.it
    • www.remondini.net