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L’autismo: I figli della luna

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  • 1. Liceo Classico L. Ariosto Anno scolastico 2006-2007 Classe 5r Progetto di Stage Formativo Percorsi nella società complessa
  • 2. I NOSTRI TUTOR Interno Prof.ssa Lucia Marchetti Prof.ssa Maria Petresi Esterno Dott. Giovanni Polletta
  • 3. L’AUTISMO I FIGLI DELLA LUNA Neuropsichiatria infantile
  • 4. La laguna è bianca di ghiaccio. I gabbiani camminano sulle barche adagiate sopra croste bianche. Io guardo il paesaggio freddo: tutto il mio mondo è come questa barca incagliata nel ghiaccio. Poesia di un Ragazzo Autistico
  • 5. FASE TEORICA
  • 6. PERCHÉ L’AUTISMO? <ul><li>I bambini autistici vengono descritti come “bambini bellissimi ma distanti…chiusi in una torre d'avorio”, chiamati “bambini della Luna, per la loro distanza dagli altri, o bambini pesci, per il loro silenzio”, affascinanti e inquietanti “per il mistero che li circonda”. Sono proprio queste caratteristiche che rendono interessante un argomento come l’autismo, bambini che al primo impatto sembrano come tanti altri, ma che in realtà hanno un retroscena a dir poco incantevole e misterioso allo stesso tempo. </li></ul>
  • 7. IL NOSTRO PERCORSO <ul><li>Neuropsichiatria </li></ul><ul><li>Chi sono i Figli della Luna? </li></ul><ul><li>Che cos’è l’autismo? </li></ul><ul><li>La storia dell’autismo </li></ul><ul><li>L’autismo in famiglia </li></ul><ul><li>L’autismo tra i banchi </li></ul><ul><li>Associazioni </li></ul><ul><li>Dalle parole … alle immagini </li></ul>Autismo Bibliografia Diario di bordo <ul><li>Ambiti seguiti dalla neuropsichiatria </li></ul>
  • 8. NEUROPSICHIATRIA INFANTILE <ul><li>Branca della medicina che si occupa delle malattie nervose e mentali. </li></ul><ul><li>In particolare, neuropsichiatria infantile, branca della medicina che si occupa della diagnosi, della prevenzione, della cura di disturbi o malattie neuropsichiche del bambino o di tutta l’età evolutiva </li></ul>
  • 9. AMBITI DELLA NEUROPSICHIATRIA INFANTILE <ul><li>Paralisi cerebrale infantile </li></ul><ul><li>Malattie neuromuscolari (es. distrofia miscolare, amiotrofia spinale) </li></ul><ul><li>Cefalee dell'età evolutiva </li></ul><ul><li>Epilessia </li></ul><ul><li>Traumi cranici </li></ul><ul><li>Tumori cerebrali infantili </li></ul>Neurologia dell'età evolutiva Psichiatria dell'età evolutiva <ul><li>Ritardo mentale </li></ul><ul><li>Disturbi dello sviluppo psicologico </li></ul><ul><li>Disturbi specifici dell‘apprendimento </li></ul><ul><li>Disturbi del linguaggio </li></ul><ul><li>Disartria </li></ul><ul><li>Autismo infantile e psicosi dell'età evolutiva </li></ul><ul><li>Disturbi del comportamento alimentare (anoressia e bulimia in età evolutiva) </li></ul><ul><li>Depressione nell'infanzia e nell'adolescenza </li></ul><ul><li>Disturbi della personalità nell'infanzia e nell'adolescenza </li></ul><ul><li>Disturbi del comportamento, dell'emotività e del funzionamento sociale </li></ul><ul><li>Scompenso adolescenziale </li></ul>
  • 10. CHI SONO I FIGLI DELLA LUNA? “ Un bambino autistico è bello… proprio com’era tuo figlio da piccolo, però… Un bambino autistico vede, ma è come se non vedesse… Un bambino autistico sente, ma è come se non sentisse… Un bambino autistico capisce, ma è come avvolto in una corteccia che blocca ogni relazione con gli altri… Un bambino autistico non si gode un gelato, né un sorriso e neanche un abbraccio della sua mamma… Un bambino autistico è bello come tuo figlio ma è tanto lontano, tanto solo…. Un bambino autistico rischia di diventare un adulto autistico, e poi un anziano autistico e non ci saranno più i suoi genitori a prendersi cura di lui, e poi…” Antonio M. Persico
  • 11. COS’È L’AUTISMO? L'autismo è un disturbo pervasivo dello sviluppo che si manifesta prima dei tre anni di età con deficit nelle seguenti aree: -comunicazione - interazione sociale - immaginazione Necessita di una diagnosi precoce ed un intervento educativo specifico Condizione psichica di distacco dalla realtà e di prevalenza del mondo interiore
  • 12. L'autismo è il peggiore degli handicap, perché pur accompagnandosi ad un aspetto fisico normale è un handicap grave che coinvolge diverse funzioni cerebrali e perdura per tutta la vita L'autismo colpisce, secondo stime recenti, 1 persona su 1000, e 2 persone su 1000 ne presentano alcuni sintomi potendo venire incluse nello &quot;spettro autistico”
  • 13. La persona con autismo, incontra grosse difficoltà a comprendere il mondo che la circonda e ad adattarsi alle diverse situazioni quotidiane Anche i soggetti adulti, affetti da autismo, che presentano un funzionamento più elevato, continuano tipicamente a mostrare problemi nell'interazione sociale e nella comunicazione, oltre a una ristrettezza di interessi e attività
  • 14. LE CARATTERISTICHE FONDAMENTALI DEL DISTURBO AUTISTICO - La compromissione qualitativa dello sviluppo dell'interazione sociale. - La compromissione qualitativa dello sviluppo delle modalità di comunicazione. - Modalità di comportamento, interessi e attività limitati, ripetitivi e stereotipati. - Le alterazioni qualitative sono nettamente anomale rispetto al livello di sviluppo della persona affetta da autismo
  • 15. In presenza di almeno sette di queste caratteristiche: - difficoltà a stare con altri bambini - impressione di sordità o difficoltà visive - difficoltà di apprendimento - incoscienza per i pericoli reali - opposizione ai cambiamenti - mancanza del sorriso e della mimica - iperattività fisica accentuata - non guarda negli occhi - attaccamento inappropriato agli oggetti - ruota gli oggetti - persevera in giochi strani - atteggiamento fisico rigido
  • 16. COME SI MANIFESTA L'AUTISMO? La caratteristica più evidente è l'isolamento: i bambini autistici spesso non rispondono al loro nome, evitano lo sguardo e appaiono inconsapevoli dei sentimenti altrui e della realtà che li circonda I bambini autistici hanno spesso risposte anomale ai suoni, al tatto o ad altri stimoli sensoriali, e una ridotta sensibilità al dolore, che può contribuire a determinare sintomi comportamentali, come la resistenza ad essere abbracciati.
  • 17. Mostra indifferenza Per chiedere si serve della mano dell’adulto Si comporta in modo strano Ride senza motivo Nessun contatto oculare Non ama i cambiamenti Assenza di creatività e di immaginazione del gioco Partecipa solo se l’adulto insiste e l’aiuta Non gioca con gli altri bambini Interazione a senso unico Parla sempre dello stesso argomento Ripete le parole a pappagallo Manipola e fa ruotare i soggetti Dimostra talvolta abilità e destrezze particolari, ma sempre al di fuori delle attività che comportano comprensione sociale <ul><li>Difficoltà nello stabilire relazioni sociali </li></ul><ul><li>Difficoltà nella comunicazione verbale </li></ul><ul><li>Difficoltà nella comunicazione non-verbale </li></ul><ul><li>Difficoltà a sviluppare le facoltà ludiche e l’immaginazione </li></ul><ul><li>Resistenza ai cambiamenti </li></ul>
  • 18. QUAL È LA CAUSA DELL'AUTISMO? L'autismo non ha una singola causa: molteplici geni e fattori ambientali, come virus o sostanze chimiche, possono contribuire a determinare il disturbo autistico. Gli studi su persone autistiche hanno trovato anomalie in diverse strutture cerebrali; questi dati suggeriscono che l'autismo derivi da una interruzione nello sviluppo cerebrale in una fase precoce della vita intrauterina.
  • 19. NOVITA’ SULL’AUTISMO GRAZIE ALLA GENETICA <ul><li>Un nuovo metodo statistico per le indagini genetiche ha permesso di “intrappolare” un gene responsabile dell’autismo. </li></ul>Grazie ad una tecnica di analisi di sottoinsiemi ordinati (ordered-subset analisys,OSA), è stata isolata una variante genetica che predispone alle sindromi autistiche nel gene per la subunità 3 del recettore per l’acido gamma-amniobutirrico (GABRB3). Ricercatori del Duke University Medical Center (Durham), hanno messo a punto il metodo di analisi OSA per isolare un gene.
  • 20. <ul><li>Il test fu limitato a famiglie in cui più di un bambino aveva sviluppato sindrome autistica con difficoltà ad accettare i cambiamenti. </li></ul>I dati hanno rilevato che la mutazione responsabile si trovava nel cromosoma 15 all’interno del gene per il gamma GABRB3. Nella stessa area dei geni per la sindrome di Angelman Syndrome e Prade-Willi Syndrome, che provocano anch’esse, comportamenti ripetitivi. Questi risultati sono la prima prova che l’autismo non deve essere considerato come una SINDROME UNICA. Cause diverse Trattamenti diversi
  • 21. COME SI CURA L'AUTISMO? Attualmente non esiste una cura per l'autismo: le terapie o gli interventi vengono scelti in base ai sintomi individuali. Le terapie meglio studiate comprendono interventi educativi/comportamentali (in ambiente strutturato adattato alle difficoltà specifiche dell'autismo) e farmacologici. Sebbene questi interventi non curino l'autismo, spesso portano ad un miglioramento sostanziale.
  • 22. CENNI STORICI L'autismo esiste verosimilmente fin dall'antichità. Soltanto nel 1797, però,troviamo in letteratura la descrizione di un ragazzo che, presenta comportamenti molto simili a quelli tipici dell' autismo. Victor, &quot;il ragazzo selvaggio&quot; ritrovato a 12 anni nella foresta dell' Aveyron, manifesta ritiro, isolamento, reazioni paradossali ai suoni e stereotipie. La diagnosi formulata dal famoso psichiatra Pinel è di “idiozia congenita”.
  • 23. STORIA DELL’AUTISMO Nel 1943 un pedopsichiatra americano, Leo Kanner, pubblica un articolo nella rivista Nervous Child dove descrive 11 bambini di età compresa tra i 2 e i 10 anni affetti d’autismo. Questo articolo è stato il primo tentativo di spiegare l'autismo da un punto di vista teorico ed è oggi il punto di riferimento per datare l'inizio delle ricerche su questo disturbo. Kanner pensava che l'isolamento sociale costituisse la caratteristica principale che accomunava i bambini che aveva osservato al Harriet Home for Invalid Children della clinica Johns Hopkins di Baltimora
  • 24. Nel 1968 l'autismo veniva classificato come una schizofrenia infantile ed i termini psicosi infantile e psicosi simbiotica venivano ancora utilizzati come sinonimi per definire questo disturbo Nel 1970 è stata fondata un'importante rivista internazionale sull'autismo: The Journal of Autism and Childhood Schizophrenia. In seguito fu denominata Journal of Autism and Developmental Disorders poiché sempre più ricercatori indirizzavano i loro studi sull'autismo nell'ambito dei disturbi dello sviluppo Nel 1978 un articolo di Michael Rutter descrive i sintomi dell'autismo in modo preciso sottolineando come questi siano già presenti prima dei 3 anni
  • 25. Nel 1979 Lorna Wing scrive che l'autismo è un disturbo dello sviluppo nel quale le caratteristiche principali sono legate a problemi di socializzazione e di linguaggio nonché ad una mancanza di interessi e di immaginazione Dall'articolo di Kanner ad oggi la descrizione delle caratteristiche della persona autistica sono rimaste sostanzialmente uguali. Un grande cambiamento è invece avvenuto per quanto riguarda la natura del disturbo. L'autismo è passato dallo statuto di &quot;blocco“ psicologico a quello di Disturbo Generalizzato dello Sviluppo, sfatando l'idea della responsabilità dei genitori con l'origine del disturbo stesso.
  • 26. AUTISMO E FAMIGLIA <ul><li>La famiglia del bambino affetto da autismo si trova a dover affrontare una situazione più stressante di qualunque altra famiglia di bambino handicappato. </li></ul>Senso di colpa Scarsa conoscenza e informazione Mancanza di interazione Problemi di comportamento Incomprensioni sociali Incertezza futura ?
  • 27. QUALI SONO I POSSIBILI INTERVENTI SULLA FAMIGLIA? <ul><li>La famiglia è il primo ambiente sociale in cui ogni bambino si trova a vivere: l’integrazione nella vita di famiglia è perciò il primo scopo da perseguire in un programma di riabilitazione e integrazione della persona autistica. </li></ul>Le peculiarità della sindrome rendono difficile e doloroso il rapporto della famiglia con il proprio bambino, e costituiscono una fonte aggiuntiva di stress che spesso minaccia la sopravvivenza dell’unità familiare.
  • 28. FORME DI SUPPORTO ALLA FAMIGLIA Informazione “Addestramento” della famiglia Assistenza Coordinamento dei sevizi Aiuto sociale ed emotivo
  • 29. L’AUTISMO TRA I BANCHI <ul><li>Sono stati avviati dall’anno 2003/04, avvalendosi della collaborazione con le Associazioni famiglie,  dei percorsi di  “sensibilizzazione”  rivolti alle classi . </li></ul>La risorsa compagni è uno dei fattori fondamentali nel processo di integrazione scolastica dell’alunno disabile. Progetto “ Scuola famiglia curante: un modello integrato di inserimento del bambino autistico”
  • 30. Rivolto a: Classi prime di scuola elementare. Contenuto dettagliato dell’attività: una classe quarta e una classe quinta si propongono come tutor a due classi prime che accolgono un alunno autistico. Obiettivi: - Fornire un modello di lavoro circolare - Riflettere sul tema della differenza e trasformare la diversità in risorsa - Promuovere potenzialità e partecipazione attiva della classe L’attività viene condotta da: - gli insegnanti delle classi tutor, - i Neuropsichiatri Infantili delle classi tutor, - un genitore dell’alunno della classe tutor.
  • 31. COME TUTELIAMO L’AUTISMO LA LEGGE 5 FEBBRAIO 1992 N°104 <ul><li>LEGGE-QUADRO PER L'ASSISTENZA, L'INTEGRAZIONE SOCIALE E I DIRITTI DELLE PERSONE HANDICAPPATE </li></ul>Art. 3. Soggetti aventi diritto 1. É persona handicappata colui che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che é causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione. 2. La persona handicappata ha diritto alle prestazioni stabilite in suo favore in relazione alla natura e alla consistenza della minorazione, alla capacità complessiva individuale residua e alla efficacia delle terapie riabilitative. <ul><li>Art. 8. Inserimento ed integrazione sociale </li></ul><ul><li>  L'inserimento e l'integrazione sociale della persona handicappata si realizzano mediante: </li></ul><ul><li>servizi di aiuto personale alla persona handicappata in temporanea o permanente grave limitazione dell'autonomia personale </li></ul><ul><li>adeguamento delle attrezzature e del personale dei servizi educativi, sportivi, di tempo libero e sociali; </li></ul><ul><li>affidamenti e inserimenti presso persone e nuclei familiari </li></ul><ul><li>istituzione o adattamento di centri socio-riabilitativi ed educativi diurni, a valenza educativa, che perseguano lo scopo di rendere possibile una vita di relazione a persone temporaneamente o permanentemente handicappate </li></ul>
  • 32. ASSOCIAZIONE O.M.A. <ul><li>L'Organizzazione Mondiale per l'Autismo (OMA), annunciata ufficialmente il 21 novembre 1998 a Lussemburgo, ha come finalità principale di aiutare a migliorare la qualità della vita delle persone autistiche e delle loro famiglie in tutto il mondo </li></ul>Come ?
  • 33. <ul><li>Azioni di informazione e sensibilizzazione presso le istituzioni pubbliche nazionali e le organizzazioni internazionali come l'UNESCO, l'OMS, le Nazioni Unite , ecc. </li></ul><ul><li>Sensibilizzazione dei genitori e delle persone autistiche a partecipare ad associazioni rappresentative nel loro paese o a costituire tali associazioni, qualora non ne esistano. </li></ul><ul><li>Sensibilizzazione dei professionisti della sanità e dell'educazione ai bisogni specifici delle persone autistiche. Suscitare l'interesse per il lavoro con le persone autistiche. </li></ul><ul><li>Azioni di formazione di base e continuativa rivolte a professionisti nei paesi che più ne hanno la necessità. </li></ul><ul><li>Condividere l'informazione a livello mondiale per arricchirsi reciprocamente di esperienze. </li></ul>miglioramento della qualità della vita delle persone autistiche e delle loro famiglie.
  • 34. ASSOCIAZIONE <ul><li>(Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici) Nasce in Piemonte a metà degli anni ’80, per volere di alcuni genitori, al fine di superare le teorie psicanalitiche ancora radicate in Italia, le quali negando l’origine organica e vedendo nei genitori la causa del disturbo del figlio, impedivano interventi riabilitativi e pedagogici, già largamente diffusi con ottimi risultati negli Stati Uniti e in altri Paesi europei. </li></ul>
  • 35. Trascorsi alcuni anni, è stata evidente la necessità di agire in modo incisivo sui territori e, alla fine degli anni ’90, si è trasformata in una confederazione come necessaria conseguenza di una associazione nazionale che sente l’esigenza di essere non soltanto “una voce” per la diffusione della “buona prassi dell’autismo”, ma anche un concreto riferimento sui singoli territori con i seguenti obiettivi: <ul><li>sostegno e informazione alle famiglie </li></ul><ul><li>contatti con altre associazioni italiane ed europee </li></ul><ul><li>collaborazione con Enti pubblici e privati </li></ul><ul><li>organizzazione di seminari, convegni e manifestazioni finalizzate alla corretta informazione e formazione </li></ul>
  • 36. GIORNATA NAZIONALE DELL’AUTISMO 2 GIUGNO <ul><li>La giornata ricorda la necessità di aumentare gli scarsissimi finanziamenti dedicati alle ricerche sulle patologie che provocano l'autismo, in gran parte ancora sconosciute. Il problema sociale è enorme, sia per la gravità della sindrome sia per la sua diffusione. </li></ul>Al parco divertimenti Mirabilandia di Ravenna, si svolgerà la manifestazione nazionale, con la distribuzione della favola didattica Calimero e l'amico speciale, di G. Ippolito e AA. Questa favola si rivolge agli insegnanti ed agli alunni dell'elementare e della media inferiore che sanno già leggere e che devono imparare come rapportarsi con i compagni che hanno comportamenti problematici di tipo autistico.
  • 37. NARRARE LA REALTÀ Sheila non parla, non piange, e i suoi occhi sono pieni d’odio. Per tutti e irrimediabilmente perduta in un mondo di violenze ed orrore fino a quando non fu assegnata alla classe di Torey Hayden per &quot;bambini speciali“. Quando la incontrò per la prima volta, la bambina si rifiutava di parlare e il suo unico modo di comunicare era attraverso esplosioni di comportamento violento e distruttivo . Dopo cinque mesi intensi, la Hayden riuscì a fare breccia nelle difese di Sheila e lottò con successo perché fosse ammessa in una classe regolare .
  • 38. Una poesia scritta da Sheila
  • 39. Sheila ora ha circa trent'anni. Dall'attività nel fast food è adesso passata a quella di un ristorante e sembra avere buona capacità negli affari. È sempre single e divide la sua casa con due cani e due gatti. I diritti degli animali sono diventati una causa importante nella sua vita cui dedica gran parte del suo tempo libero Il seguito di, Una bambina . La Hayden non rivide più Sheila fino a che questa non compie 13 anni. Sheila ricordava molto poco dei momenti passati assieme. Man mano che T. Hayden procede a riallacciare la relazione con l'adolescente, i ricordi lentamente riemergono, portando con sé sentimenti di abbandono e ostilità. E’ racconto della lotta di una bambina per riscattarsi dagli abusi subiti e conquistare, così, quella serenità che le ha permesso di superare gli incubi del passato
  • 40. LE IMMAGINI DELLA REALTA’ Questa è la storia di Sam, un ragazzo semi-autistico il cui unico amore ed orgoglio è la figlia di sette anni. Quando le autorità minacciano di portargliela via per affidarla ad una famiglia &quot;normale&quot;, Sam farà di tutto per tenerla con sè. Un avvocatessa di straordinaria bravura si prenderà a cuore il caso di Sam e lo affiancherà nella sua battaglia.
  • 41. Malcolm è uno psicologo infantile molto stimato. Una sera dal bagno arriva un rumore. Vincent, da bambino paziente del dottore ed oggi adulto, ritiene di aver subito un torto di cui vuole vendicarsi. Estrae una pistola, spara a Malcolm e poi a se stesso. L'autunno seguente Malcolm deve occuparsi del caso del piccolo Cole, nove anni, ossessionato da spaventose apparizioni di spiriti. Dopo una reticenza iniziale, Malcolm acquista la fiducia di Cole, che gli confida esattamente le sue sensazioni: sia quando è fuori sia quando è a casa, Cole “vede” anime tormentate di morti che si materializzano nelle sue vicinanze, e con loro riesce a parlare. Spaventato da questo potere, Cole si affida allo psicologo…
  • 42. Alla morte del padre, il giovane Charlie scopre che l'intera eredità è andata al fratello Raymond, di cui ignorava l'esistenza. Quest'ultimo, affetto da autismo, è ricoverato in una clinica specializzata. Charlie prende con sé il congiunto sperando di ottenerne la tutela e, di conseguenza, la disponibilità dei beni familiari. Il film è il viaggio da Cincinnati a Los Angeles di questi due fratelli.
  • 43. SIMONE CRISTICCHI TI REGALERO’ UNA ROSA Ti regalerò una rosa Una rosa rossa per dipingere ogni cosa Una rosa per ogni tua lacrima da consolare E una rosa per poterti amare Ti regalerò una rosa Una rosa bianca come fossi la mia sposa Una rosa bianca che ti serva per dimenticare Ogni piccolo dolore Mi chiamo Antonio e sono matto Sono nato nel ’54 e vivo qui da quando ero bambino Credevo di parlare col demonio Così mi hanno chiuso quarant’anni dentro a un manicomio Ti scrivo questa lettera perché non so parlare Perdona la calligrafia da prima elementare E mi stupisco se provo ancora un’emozione Ma la colpa è della mano che non smette di tremare Io sono come un pianoforte con un tasto rotto L’accordo dissonante di un’orchestra di ubriachi E giorno e notte si assomigliano Nella poca luce che trafigge i vetri opachi Me la faccio ancora sotto perché ho paura Per la società dei sani siamo sempre stati spazzatura Puzza di piscio e segatura Questa è malattia mentale e non esiste cura Ti regalerò una rosa Una rosa rossa per dipingere ogni cosa Una rosa per ogni tua lacrima da consolare E una rosa per poterti amare Ti regalerò una rosa Una rosa bianca come fossi la mia sposa Una rosa bianca che ti serva per dimenticare Ogni piccolo dolore I matti sono punti di domanda senza frase Migliaia di astronavi che non tornano alla base Sono dei pupazzi stesi ad asciugare al sole I matti sono apostoli di un Dio che non li vuole Mi fabbrico la neve col polistirolo La mia patologia è che son rimasto solo Ora prendete un telescopio… misurate le distanze E guardate tra me e voi… chi è più pericoloso? Dentro ai padiglioni ci amavamo di nascosto Ritagliando un angolo che fosse solo il nostro Ricordo i pochi istanti in cui ci sentivamo vivi Non come le cartelle cliniche stipate negli archivi Dei miei ricordi sarai l’ultimo a sfumare Eri come un angelo legato ad un termosifone Nonostante tutto io ti aspetto ancora E se chiudo gli occhi sento la tua mano che mi sfiora Ti regalerò una rosa Una rosa rossa per dipingere ogni cosa Una rosa per ogni tua lacrima da consolare E una rosa per poterti amare Ti regalerò una rosa Una rosa bianca come fossi la mia sposa Una rosa bianca che ti serva per dimenticare Ogni piccolo dolore Mi chiamo Antonio e sto sul tetto Cara Margherita son vent’anni che ti aspetto I matti siamo noi quando nessuno ci capisce Quando pure il tuo migliore amico ti tradisce Ti lascio questa lettera, adesso devo andare Perdona la calligrafia da prima elementare E ti stupisci che io provi ancora un’emozione? Sorprenditi di nuovo perché Antonio sa volare
  • 44. FASE OSSERVATIVA
  • 45. Lunedì <ul><li>Incontro col Dott. Polletta e con la Coordinatrice del servizio Sandra Venturoli,che ci hanno introdotto la struttura e le varie figure che vi lavorano al suo interno </li></ul>“ Anticipando che avrei fatto lo stage in un luogo dove mi piacerebbe lavorare in futuro, ero molto emozionata. Questo stage mi stava dando l’opportunità di confermare le mie scelte, confrontare le mie idee astratte con la realtà” Vero V. “ Il Dott. Polletta, neuropsichiatria e Direttore della Struttura, ci ha inquadrato quali tipi di patologie vengono curate e la formazione delle figure professionali che lavorano all’interno del servizio; questo è stato molto utile per noi tirocinanti perchè ci ha dato informazioni in più riguardo alla scelta prossima dell’università” Vero M.
  • 46. Martedì <ul><li>Incontro con le logopediste Vilma e Maurizia, che ci hanno permesso di assistere ad una terapia di gruppo. Segue l’incontro con la fisioterapista Marisa, e con Patrizia, educatrice professionale </li></ul>“ Oggi ero più emozionata di ieri, mi aspettava una settimana intensa, e oggi, finalmente avrei avuto il primo contatto con bambini di diverse patologie” Vero V. “ Una bambina, mi ha colpita subito, era autistica e con altri disturbi. Fu una forte emozione stare con lei qualche ora vedere che non mi spaventava stare in sua compagni è stata la prima conferma per il mio futuro” Vero V. Mi ha colpito molto questo metodo (lavoro in gruppo), che ho trovato molto opportuno ed ho visto come un bambino autistico non gioca con gli altri bambini, ma si isola giocando da solo o non giocando affatto. Vero M.
  • 47. Mercoledì <ul><li>Incontro con il Dott. Stoppa, psicologo che ci ha illustrato tramite un power point alcune sfaccettature del suo lavoro e con la Dott.ssa De Luca, neuropsichiatra infantile che ci ha parlato dell’autismo </li></ul>“ Oggi è stata una giornata di scoperte, ho assimilato nozioni che non avrei mai immaginato. Il mestiere dello psicologo si è rivelato ricco di varianti, un semplice psicologo ha molteplici compiti” Vero V. “ L’incontro con la Dott.ssa De Luca mi ha messa in relazione con la parte teorica svolta in precedenza e mi ha fatto notare con quanta minuzione abbiamo svolto il nostro lavoro” Vero V. “ Tramite questi incontri ho capito con quanta passione bisogna affrontare lavori delicati come quello del neuropsischiatra e dello psicologo…” Vero M.
  • 48. Giovedì <ul><li>Partecipazione della terapia con Giovanna, logopedista. Incontro con Fiorella, educatore professionale, con la Dott.ssa Merlin, neuropsichiatra infantile. </li></ul><ul><li>Incontro con la Dott.ssa Azzalli, fisioterapista che ci ha fatto vedere fotografie e filmati inerenti alla sua terapia </li></ul>“ Oggi ho scoperto un nuovo mestiere, un lavoro che non avevo mai preso in considerazione, l’educatore professionale” “Non avevo mai preso in considerazione questo mestiere e l’ho trovato molto interessante e variegato” Vero V. “ Non immaginavo il lavoro di educatore professionale come l’ho visto in questa esperienza… è una figura importantissima, che non può mancare nell’èquipe del servizio” Vero M.
  • 49. Venerdì <ul><li>Incontro con la Dott.ssa Cavallini, psicologa, responsabile adozioni, che si occupa di abusi e adozioni. In seguito incontro con Luana, logopedista, che ci ha dato la possibilità di partecipare alla sua terapia </li></ul>“ Sono stata un po’ delusa da questa giornata, pensavo a una conclusione di stage un po’ diversa. Immaginavo un incontro conclusivo con i vari operatori, ma i vari impegni non l’hanno permesso” Vero V. “ Molto interessante però, l’incontro con la Dott.ssa Cavallini che ci ha dato informazioni molto interessanti sull’adozione e ha cambiato molte mie convinzioni riguardanti questo argomento” Vero V. “ Mi ha molto affascinato tutta la spiegazione del processo di adozione e ne sono rimasta particolarmente soddisfatta.” Vero M.
  • 50.  
  • 51. BIBLIOGRAFIA Torey L.Hayden, Una Bambina , Corbaccio, Milano, 1995 Torey L.Hayden, La Figlia della Tigre , Corbaccio, Milano,1995 www.alihandicap.org www.angsaonlus.org www.autismo.inews.it www.autism.org www.autismile.it www.italiasalute.it http:// members.it.tripod.de / cristina / http://wa.n4u.org/ it / index.htm
  • 52. Un lavoro di… <ul><li>Veronica Mestieri </li></ul><ul><li>Veronica Venturini </li></ul>

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