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La fatica di crescere

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Alcuni disturbi del comportamento …

Alcuni disturbi del comportamento
nel bambino e nell’adolescente
nella società contemporanea

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  • 1. Liceo Classico “L.Ariosto” Ferrara Indirizzo di Scienze Sociali Classe 5D LA FATICA DI CRESCERE Alcuni disturbi del comportamento nel bambino e nell’adolescente nella società contemporanea Anno Scolastico 2005/2006
  • 2. “ Le disgrazie della fanciullezza si ripercuotono sulla vita intera e lasciano al cuore dell’uomo una fonte inesauribile di malinconia” (P. Brulat)
  • 3. TIROCINANTI Linda Rimondi Emily Zapparoli INSEGNANTI TUTOR Prof.ssa Lucia Marchetti COLLABORAZIONE Prof.ssa Diana Visentini TUTOR PRESSO L'ENTE Dott. Giovanni Polletta COORDINAMENTO Prof.ssa Lucia Marchetti
  • 4. INDICE Parte teorica CAMBIAMENTI AVVENUTI NELLA FAMIGLIA (ultimi 40 anni) Nuove tipologie di famiglia Problema del divorzio: i figli del divorzio e l’affido congiunto Conflitti verbali nelle nuove famiglie PROBLEMI RIGUARDANTI IL RAPPORTO GENITORI-FIGLI Depressione materna Ansia genitoriale Madri tossicodipendenti Famiglie maltrattanti Famiglie con adolescenti in affidamento Altre figure di riferimento oltre ai genitori: i nonni e gli amici
  • 5. ADOLESCENZA Cambiamenti fisici e psicologici Sfera emozionale dell’adolescente Rapporto adolescente-famiglia, adolescente-gruppo dei pari I giovani e le loro aspettative del futuro: un futuro incerto, la crisi della società DIARIO DI BORDO Lunedì 27 Marzo 2006 Martedì 28 Marzo 2006 Mercoledì 29 Marzo 2006 Giovedì 30 Marzo 2006 Venerdì 31 Marzo 2006 Fase di osservazione
  • 6. società contemporanea Tutto è complesso e contraddittorio persino CRESCERE Il bambino percepisce i cambiamenti direttamente, in quanto questi hanno investito anche la famiglia
  • 7. cambiamenti nella famiglia PERMANENZA PROLUNGATA NELLA FAMIGLIA D’ORIGINE Perché? Perché? motivi economici Elevato costo delle abitazioni Difficile ingresso nel mercato del lavoro Scolarizzazione in aumento
  • 8. MATRIMONIO POSTICIPATO FORTE FLESSIONE DEL TASSO DI NUZIALITA’ CONTINUO AUMENTO DEI SINGLE FLESSIONE DEL TASSO DI NATALITA’ FAMIGLIA NUCLEARE E NUOVE TIPOLOGIE DI FAMIGLIE
  • 9. FERRARA
  • 10. FERRARA E’ IL COMUNE DELL’EMILIA ROMAGNA CON IL PIU’ BASSO NUMERO DI FIGLI PER DONNA (0,99%) 1986 MINIMO STORICO DELLE NASCITE 4,8 NATI OGNI MILLE BITANTI
  • 11. FAMIGLIA NUCLEARE
  • 12. FAMIGLIA NUCLEARE non più patriarcale, autoritaria rigida e gerarchica ridotto numero di abitanti chiusa verso l’esterno forti tensioni interne Famiglia che riflette la mobilità della nostra società moderna
  • 13. Dalla famiglia nucleare NUOVE TIPOLOGIE DI FAMIGLIE Ricostituite: nate dal divorzio o dalle seconde nozze Incomplete Costituite da un genitore e un figlio Dai confini permeabili NON GARANTISCONO STABILITA’ AI FIGLI DISAGIO DELL'ETA' EVOLUTIVA
  • 14. I FIGLI DEL DIVORZIO Devono affrontare cambiamenti in qualsiasi ambito della loro vita Psicologico Legale Economico Relazionale Sono testimoni impotenti, coinvolti nella conflittualità dei genitori Riduzione attenzioni, tempo e disponibilità “ OGGETTO DI CONTESA”
  • 15. Sono coperti da regali, permessi e occasioni di divertimento MA Nello stesso tempo vengono proiettati sul bambino Ansia di perdita Lotta per salvare l’autostima Desiderio di mantenere un controllo sull’altro coniuge
  • 16. Il bambino, ma soprattutto l’adolescente capisce di essere stato strumentalizzato dai genitori Può scaturire l’odio per un genitore
  • 17. Il bambino non crede a un divorzio senza colpa Il bambino piccolo attribuisce a se stesso la colpa problemi Si chiude in se stesso Cade in depressione Comportamenti regressivi FEMMINE -disagi nella vita affettiva -depressione -maggiore timidezza -minore autostima -disturbi fobico-ossessivi Comportamenti aggressivi MASCHI
  • 18. AFFIDAMENTO DEI FIGLI NELLA SEPARAZIONE DEI GENITORI
  • 19. 1) SEPARAZIONE CONSENSUALE I coniugi raggiungono autonomamente un accordo sui vari aspetti della separazione, quindi il giudice si limita ad omologare tale accordo 2) SEPARAZIONE GIUDIZIALE Sono le più numerose. In assenza di accordo tra le parti, il giudice prende le decisioni riguardanti la prole con “ esclusivo riferimento all’interesse morale e materiale di essa” Critica : spesso il giudice segue stereotipi, ad esempio l’affidamento automatico alla madre 3) AFFIDO CONGIUNTO (1987) E’ importante che il bambino mantenga rapporti con entrambi i genitori, i quali non devono essere in conflittualità. Assicura ad entrambi l’esercizio della potestà genitoriale, quindi gli ex coniugi decidono insieme gli interventi educativi. L’ IMPORTANTE NON E’ IL TIPO DI AFFIDO, MA L’ATTEGGIAMENTO CHE IL GENITORE SVILUPPA VERSO IL BAMINO E L’ALTRO CONIUGE
  • 20. IL BAMBINO DEVE STABILIRE RELAZIONI CON NUOVE PERSONE Compagna del padre Compagno della madre Sorellastre Fratellastri Come possono reagire i bambini e gli adolescenti? ? ?
  • 21. I MASCHI possono superare questa situazione se il nuovo genitore non impone la propria autorità, ma offra loro amicizia. LE FEMMINE sono molto più sensibili, possono trasformare la nuova famiglia in un “terreno di guerra emotiva” Sentimenti contrastanti rabbia risentimento gelosia frustrazione Vivono nella rivalità soprattutto con la compagna del padre
  • 22. Sono presenti in tutte le famiglie,particolarmente quando la famiglia si ritrova, ad esempio a cena. Sono suscitati dalle interazioni continue e dai forti legami emotivi lo scontro verbale non sempre corrode i legami, può essere SALUTARE -Favorisce la comunicazione aperta della famiglia -Le discussioni mettono a confronto i figli con i genitori Spesso nascono a propositi di trasgressioni dei limiti o di contrasti su dove devono essere fissati Processo indispensabile di continua verifica dei limiti SCONTRI VERBALI
  • 23. Cosa caratterizzano gli scontri verbali? Forte gestualità -scuotere la testa -puntare il dito Forte espressività + Aumento tono voce Sono forme di comunicazione indispensabili Come uscire dal conflitto? sottomissione tregua COMPROMESSO Difficile da ottenere, ma tramite esso si crea un legame di solidarietà
  • 24. PROBLEMI RIGUARDANTI IL RAPPORTO GENITORI-FIGLI
  • 25. DEPRESSIONE MATERNA Nevrosi tipica della nostra società patologia più frequente nelle donne Molte donne cadono in depressione durante la gravidanza o nel periodo di allevamento . Spesso la depressione è associata a povertà, abuso di alcool/ droghe, problemi in ambito lavorativo caratteristiche delle madri depresse negativa percezione di sé umore triste e irritabile poca affettività verso il figlio GRANDE DISAGIO PER IL BAMBINO: IL BAMBINO SI SENTE RESPONSABILE DELLA SOFFERENZA DELLA MADRE
  • 26. il figlio ne risente Mancanza di disponibilità affettiva Possibile alterazione dei processi di pensiero Alterazione dell’interazione madre-figlio I figli di madri depresse hanno una probabilità di sviluppare una depressione dalle 2 alle 5 volte superiore rispetto agli altri (EREDITARIETA’ DELLA DEPRESSIONE) NEONATI DI DONNE DEPRESSE PRIMA INFANZIA ADOLESCENZA Capacità minimali di rispondere a stimoli Diminuito tono motorio Bassi livelli di attivazione Minore resistenza e robustezza fisica Pianto eccessivo e inconsolabile -Minore sviluppo neurologico -Minori espressioni e reazioni -Affettività più piatta -Minori reazioni di stress durante la separazione dalla madre -Minore socievolezza -Maggiore timidezza -Maggiore irritabilità -Ipersensibilità
  • 27. EREDITARIETA' DELLA DEPRESSIONE I figli di madri depresse ereditano attraverso il DNA la vulnerabilità alla depressione Rischio di sviluppare depressione, prima dei 13 anni,14 volte superiore. Il rischio aumenta con l’aumentare dei parenti affetti da depressione.
  • 28. ANSIA MATERNA IL BAMBINO NE RISENTE SPICCATA TIMIDEZZA COMPORTAMENTI DI INIBIZIONE AL DI FUORI DEL PROPRIO CONTESTO FAMILIARE COMPROMESSO SUL PIANO DELLO SVILUPPO SOCIALE ED AFFETTIVO TRASCURATO DAI COMPAGNI, PORTATO A RIFIUTARE LA SCUOLA
  • 29. madri tossicodipendenti IL BAMBINO NE RISENTE con una minore circonferenza cranica con scarso accrescimento corporeo HA PROBABILITA’ DI NASCERE nascita pretermine condizione di disfunzione neurocomportamentale DOVE NASCONO E CRESCONO contesto inadeguato scarse risorse economiche inadeguata relazione con la madre (spesso non desiderava la gravidanza o è sola a dover crescere il bambino)
  • 30. famiglie maltrattanti VIOLENZA FISICA VIOLENZA PSICOLOGICA FATTORI CHE POSSONO GENERARE IL RISCHIO DI MALTRATTAMENTO Variabili demografiche Disagiate condizioni socio-economiche Relative alle caratteristiche del genitore disturbi di personalità abuso di sostanze stupefacenti storie di vittimazione subite durante l’infanzia Relative alle vittime per esempio se sono portatori di handicap
  • 31. Sempre più ABUSI SESSUALI all’interno della famiglia FATTORI CORRELATI A TALE RISCHIO Presenza di handicap nelle vitime Presenza di un patrigno Assenza prolungata da casa della madre Sesso femminile delle vittime
  • 32. FAMIGLIE CON ADOLESCENTI IN AFFIDAMENTO BISOGNA TROVARE UN EQUILIBRIO TRA LE DUE FAMIGLIE FAMIGLIA D’ORIGINE FAMIGLIA AFFIDATARIA Non ci deve essere un rapporto di ostilità/rivalità Deve garantire al minore Buon inserimento Grande comunicazione Rispetto della famiglia d’origine e del legame del bambino con essa
  • 33. altre figure di riferimento NONNI Spesso svolgono una funzione materna sostitutiva i genitori possono mancare: lutti, divorzi o altri problemi i genitori non riescono a creare un legame affettivo con il bambino la donna ha raggiunto una certa indipendenza -il mercato del lavoro è sempre più popolato da donne-madri I figli vivono gran parte del loro tempo con i nonni
  • 34. relazione nonni-nipoti più breve rispetto alle altre, quindi è vissuta più intensamente COME LA VIVONO I NONNI? COME LA VIVONO I NIPOTI? -non sentono la responsabilità di assumere un ruolo educativo centrale -i nipoti rappresentano la continuità genetica , diventano gli oggetti delle attenzioni ALLEANZA TRA I PIU’ GIOVANI E I PIU’ VECCHI DELLA FAMIGLIA -i nipoti durante la prima infanzia sottolineano gli aspetti ludici - nell’adolescenza vedono i nonni depositari della famiglia, delle proprie radici. Fonti di trasmissione culturale, esempi di vita e portatori di valori autentici LA DIMENSIONE DEL PASSATO CHE RAPPRESENTANO VA ASSIMILATA E MAI DIMENTICATA DURANTE L’ESISTENZA
  • 35. AMICI È importante confrontarsi con il gruppo dei pari fin dalla prima infanzia AMICI NELL’INFANZIA - provano piacere nell’espletare insieme compiti competitivi -rispettano maggiormente le regole del gioco -in casi di conflitto: negoziazione Gli amici vengono scelti secondo il criterio di similarità Caratteristiche visibili, fisiche Sesso Razza Età
  • 36. AMICI NELL’ADOLESCENZA Si scelgono per caratteristiche meno visibili Legame più intimo soprattutto tra le FEMMINE Capacità di ascolto Reciproca lealtà Consonanza emotiva BAMBINI ACCETTATI BAMBINI RIFIUTATI Interagiscono con i compagni aiutandoli Si conformano alle regole del gioco Hanno abilità rispondenti alle aspettative del gruppo Comportamenti di irrequietezza Comportamenti di aggressività Comportamenti di disturbo -difficoltà nella comprensione delle situazioni sociali, nel riconoscere emozioni ed intenzioni altrui ISOLAMENTO GRANDE DISAGIO
  • 37. adolescenza Cambiamenti del corpo Cambiamenti della mente Sviluppo del peso Sviluppo dell’altezza Caratterizzazione sessuale più netta Processi intellettuali dell’età adulta Formulare giudizi Correttezza logica Autocritica
  • 38. SIGMUND FREUD SUPER-IO IO ES E’ sommerso dalle pulsioni Le norme dell’ambiente introiettate non riescono ad opporsi alle richieste dell’ES “ Serbatoio delle pulsioni” che sommergono l’Io
  • 39. SFERA EMOZIONALE 7/13 anni Esperienza emotiva organizzata lungo la dimensione del tono edenico 3 TIPI DI EMOZIONI RABBIA TRISTEZZA FELICITA’ Azioni negative verso il soggetto Fattori antecedenti specifici -morte di qualcuno -azioni negative verso il soggetto -strategie di controllo infrequenti Sovrapposizione rabbia-tristezza Antecedenti attività piacevoli, azioni positive verso il soggetto Emozione comunicata Manifestazioni fisico-motorie Linguaggio ricco e articolato
  • 40. con l'aumentare dell'età... Rappresentazione emotiva più dettagliata Si riconoscono i tentati di controllo interni e esterni delle emozioni Si riconosce la durata delle emozioni e chi partecipa all’evento emotivo REGOLAZIONE DELLE EMOZIONI Processo attraverso il quale si dà avvio, si mantengono, si evitano o si modificano di frequenza, intensità, forma e durata, gli stati interni e i correlati delle emozioni CHI REGOLA LE PROPRIE EMOZIONI Sa affrontare le continue richieste con risposte flessibili (spontanee, ma che ritardano le reazioni impulsive) Buona socializzazione BAMBINO CHE NON SA CONTROLLARSI Esposto al fallimento sociale Esperienza traumatizzante
  • 41. per il benessere dell'adolescente FAMIGLIA Integrità delle coppia genitoriale Buona comunicazione Adeguato controllo Spesso mancano depressione insicurezze meno ottimismo per il futuro conflitti sensi di colpa stress,ansie, senso di alienazione
  • 42. 2 funzioni della famiglia SOSTEGNO CONTROLLO Aspetti di autonomia Aspetti di dipendenza EQUILIBRIO DIVERSI STILI EDUCATIVI AUTOREVOLE (alto sostegno e controllo) AUTORITARIO (basso sostegno alto controllo) SUPPORTIVO (alto sostegno basso controllo) PERMISSIVO (basso sostegno e controllo) Con l’aumentare dell’età, il controllo deve essere medio-basso, ma il sostegno sempre alto NEGOZIAZIONE DELLE RELAZIONI FAMILIARI
  • 43. GRUPPO DEI PARI Si sperimentano nuovi ruoli sociali e nuovi comportamenti Tipici dell’adulto fumo di sigarette consumo di alcolici Trasgressivi fumo di spinelli guida pericolosa Inserimento del giovane nel gruppo Il gruppo può portarlo ad una cattiva condotta, ma a volte capita il contrario controllo della trasgressione e dei comportamenti pericolosi
  • 44. orientamento al futuro Maggiore libertà PIU’ RISCHI precarietà del lavoro disoccupazione Il giovane è pervaso da ansia e depressione epoca delle passioni tristi I GIOVANI HANNO PAURA DEL FUTURO: da promessa è diventato minaccia crisi nella crisi Malessere sociale conseguenza della modernità
  • 45. DIARIO DI BORDO
  • 46. LUNEDI’ 27 MARZO 2006 Ore 8.45…finalmente siamo arrivate presso i servizi SMRIA (Salute Mentale Riabilitazione Infanzia Adolescenza)
  • 47. “ non siamo nati soltanto per noi” (Platone IV secolo a.C.)
  • 48. Ore 9.05 colloquio con il Dott.Polletta Neuropsichiatria infantile, Responsabile di SMRIA Illustrazione generale di SMRIA, delle sue attività e figure professionali équipe multiprofessionale: è necessaria una stretta collaborazione tra le figure professionali Neuropsichiatri infantili Psicologi Fisioterapisti Educatori professionali Logopedisti Attenzione al bambino
  • 49. ATTIVITA’ -prevenzione primaria e secondaria -diagnosi -separazioni genitoriali conflittuali -abuso di minori (fisico, psicologico, sessuale) -adozione e affidamento di minori alcune parole tecniche... MALATTIA MENOMAZIONE di un organo ALTERAZIONE di un organo DISABILITA’ HANDICAP
  • 50. ORE 10.00 SERVIZIO PRIMA COMUNICAZIONE Sportello d’entrata Ci accoglie un operatore sociosanitario che ha il compito di rispondere al telefono IL PRIMO APPROCCIO DEVE ESSERE GRADEVOLE COME FUNZIONA? Si raccolgono i dati del bambino e si inseriscono in un programma informatico Ci si fa spiegare il problema Martedì mattina l’operatore spiega le telefonate della settimana di fronte a tutte le figure professionali, le quali si suddividono i casi.
  • 51. CHI CHIAMA? Per la maggior parte dei casi le MAMME (sempre più mamme straniere) Alcuni PAPA’ Alcuni INSEGNANTI Segnalazioni anonime
  • 52. ORE 11.00 scopriamo l'ausilio del computer nella logopedia Programmi didattici specifici utilizzati nei progetti riabilitativi BLOB 1 BLOB 2 HANDYHELP programmi accessori utilizzati TOUCHSCREEN (per difficoltà motorie o combinazione occhio-mano) PARTICOLARI TIPI DI MOUSE (molto grandi e colorati, che si stringono)
  • 53. 4 logopediste Disturbi del linguaggio cognitivo e dell’apprendimento Disturbi neuromotori e autismo Problemi più psicologici,emotivi relazionali Disturbi dell’attenzione -bambini ipercinetici, iperattivi trattamenti A cicli, individuali o a piccoli gruppi . Il bambino usa il linguaggio in una situazione sociale? Seguiti da almeno due persone (logopedista+fisioterapista) Colloquio finale con i familiari ORE 13.30 SIAMO PIENAMENTE SODDISFATTE DEL NOSTRO “PRIMO GIORNO DI LAVORO”, ABBIAMO SCOPERTO DIVERSE COSE NUOVE E UN LAVORO STRAORDINARIAMENTE AFFASCINANTE…IL LOGOPEDISTA
  • 54. MARTEDI’ 28 MARZO 2006 ORE 8.45 Sta per iniziare il nostro secondo giorno di stage… colloquio con il dott.Stoppa processo di accreditamento In febbraio SMRIA è stato accreditato dalla Regione Accoglienza e valutazione Consulenza Trattamento integrato Prevenzione Diagnostico integrato/complesso Scopriamo che l’ospedale è stato riconosciuto idoneo, in quanto risponde ad ogni parametro stabilito dalla Regione … non siamo stupite di questo abbiamo subito notato le sue qualità! SERVIZI
  • 55. DSA disturbi specifici apprendimento difficoltà di lettura difficoltà di scrittura difficoltà di calcolo Verificare perché va male a scuola Non ha voglia Problemi culturali Problemi neurologici Ritardo mentale Problemi psicologici Disturbo specifico disturbo mistico disturbo generico come verificare?? test d'intelligenza Chiediamo gentilmente al Dott.Stoppa di farceli vedere eh…..
  • 56. Ammettiamo che c’è servito più di qualche secondo per risolvere i test!
  • 57. ORE 10.30 Anche oggi torniamo dalle logopediste che hanno appena terminato una seduta con gruppetti di bambini, ma ci promettono che domani ci chiameranno! Ci forniscono un’ottima SCHEDA DI OSSERVAZIONE Definizione del termine osservazione Accoglienza Sguardo e controllo sociale Interazione sociale Gioco e utilizzo del materiale - Routine di gioco -Uso del materiale -Narrazione -Giochi strutturati Ora siamo davvero pronte per iniziare la nostra osservazione partecipante
  • 58. inizia la nostra breve carriera di logopediste PRIMO CASO DI LINDA PRIMO CASO DI EMILY Simpaticissimo bambino di 5 anni affetto da sindrome di Down. Dal nome straniero, ha infatti il padre libanese. Accompagnato dal nonno, col quale ha un legame molto stretto. Perfettamente a suo agio, la sua terapia è iniziata fin dai primi mesi con sedute di fisioterapia. Giochiamo insieme a lui: apparecchia la tavola e ci porta da mangiare, non parla se non con suoni indistinti, ma ha una grande espressività e con la musica accenna a ballare! Bambino di colore dal nome italiano. Sordo, ma con apparecchio acustico. Proviamo a metterlo al computer e a farlo giocare con i programmi adatti ai suoi problemi e alla sua età I risultati sono molto scarsi, manca la capacità di associazione Non riesce a dare risposte, continua a ripetere l’ultima parola sentita.
  • 59. ECCOCI DI NUOVO INSIEME AD AFFRONTARE UN CASO PER NULLA SEMPLICE Bambina di 6 anni, con grave forma di epilessia , inibizione e scopriamo anche di ritardo mentale La logopedista inizia a raccontare la storia di Cappuccetto Rosso, viene chiesto alla bambina di riraccontarla: non parla Pensiamo di essere noi la causa del silenzio e ci limitiamo ad osservarla da lontano, ma i risultati non cambiano Si iniziano esercizi di misurazione del Q.I. Ricomporre sequenze logiche Riconoscere tra 4 disegni la frase che viene letta risultato Ha un Q.I. medio alto per i 4 anni, mentre lei ne ha 6 La nostra giornata è terminata, siamo contente delle nuove esperienze anche se con questo caso ci siamo sentite impotenti ORE 13.30
  • 60. MERCOLEDI' 29 MARZO 2006 OGGI EMILY NON C’E’, MA ALLE 8.45 LINDA E’ GIA’ PRONTA A TORNARE DALLE LOGOPEDISTE per fare un'esperienza di gruppo Il gruppo è composto da tre bambine di 5 anni con disturbi differenti 1)E. comunica solo con la madre, i parenti stretti e una compagna d’asilo mutismo elettivo il linguaggio si è bloccato con la nascita del fratellino 2)S. si sospetta una sindrome di Williams ed è certo un leggero ritardo mentale 3)C. è una bambina massiva È un problema motorio( non ha la capacità di prensione) ed emotivo. Ha l’atteggiamento di una bambina molto più piccola della sua età , ciò è dovuto ad una sbagliata educazione
  • 61. Insieme giochiamo a “memory”, cerchiamo di far interagire il più possibile le bambine Alla fine assaggiamo tutte la torta che ha portato la mamma di S. Anche questo è un momento di socializzazione
  • 62. ORE 10.20 Sono ospite dalla dott.ssa Merlin neuropsichiatra infantile Mi spiega che essendo medico può somministrare farmaci Lavora con bambini e con adolescenti schizofrenici, che non dormono, autistici, anoressici… e utilizzare test di intelligenza e test proiettivi, che evidenziano la personalità dell’individuo. ? le chiedo se è vero che esistono bambini depressi ? RISPOSTA La nostra società è caratterizzata da una grande PASSIVITA’, NOIA, TRISTEZZA, i giovani sono tenuti in una “campana di vero”dai genitori, così non riescono a raggiungere la loro autonomia Sempre più neonati sono già depressi, con uno stimolo davanti, quale un giocattolo, non hanno nessuna reazione! Sono soddisfatta perché la dott.ssa ha confermato i miei studi precedenti!
  • 63. Ore 11.30 dalle educatrici... Si lavora sul piano delle AUTONOMIE EDUCARE (EX DUCERE) = CONDURRE FUORI DISTURBI DELL'ATTENZIONE E DELL'IPERATTIVITA' Come avviene il trattamento? Sulla consapevolezza del problema Su regole ben precise Potenziare il dialogo interiore (darsi stop, censure) Potenziare l’autostima individuale di gruppo Autoregolazione delle emozioni
  • 64. Fondamentale la COMPONENTE LUDICA Si utilizzano anche tecniche teatrali
  • 65. Per i bambini che hanno disturbi dell’attenzione METODO DELL’AUTOCONTROLLO Dare un’organizzazione ai loro pensieri, ricostituirli e riordinarli COME ? UTILIZZARE REGOLE SCRITTE ANCHE OGGI SONO ARRIVATE LE 13.30 E IL TEMPO E’ VOLATO!
  • 66. GIOVEDI' 30 MARZO 2006 Oggi impareremo a conoscere una nuova professione: la fisioterapia ORE 8.45 Colloquio con la dott. Venturoli, fisioterapista Anche questa dottoressa ci conferma i nostri studi, affermando che le patologie subiscono una evoluzione nel corso del tempo 30 anni fa oggi Rachitismo Morbo di Cooley Paralisi cerebrali infantili Problemi dell’apprendimento Iperattività Depressione Anoressia Bulimia Problemi legati alla separazione dei genitori Siamo contente nell’imparare che saremmo spettatrici di due trattamenti fisioterapeutici
  • 67. 1°caso Ragazzina di 12 anni che segue la terapia da 9 anni. Lieve insufficienza mentale Valgismo Tumore alla tiroide Tremori Artrite reumatoide Problemi emozionali (paura della morte) Cifosi e scogliosi In realtà non abbiamo potuto osservare questo trattamento, in quanto la bambina era abbastanza timida, ma la fisioterapista ci ha spiegato la sua situazione ORE 10.30
  • 68. 2° CASO Bambina nigeriana di 1 anno nata prematura (nata alla 23 settimana, ½ Kg) Spogliata e fatta sedere su questo tappeto, Si cerca di fissare la sua attenzione su un oggetto per alcuni minuti… il compito è davvero difficile! La bambina si guarda continuamente attorno ed è attratta da qualsiasi cosa E’ presente anche la madre che spesso si lamenta per l’iperattività della piccola Noi seguiamo questo trattamento con attenzione e abbiamo capito che anche il fisioterapista non può lavorare senza tener conto di molti aspetti della persona, per cui anche per questa professione è necessaria la collaborazione di altre figure.
  • 69. ORE 12.30 Incontro con le psicologhe tirocinanti Le ragazze ci spiegano che stanno frequentando l’anno di tirocinio previsto dopo la laurea. Ognuna ha un proprio tutor, ossia uno psicologo che la segue. Quest’ora è stata particolarmente utile a Linda per l’orientamento universitario. La sua intenzione è di iscriversi a psicologia e le ragazze, laureate nella stessa, le hanno dato importanti informazioni e risolto immensi dubbi. ?
  • 70. VENERDI' 31 MARZO 2006 ORE 8.45 Purtroppo è il nostro ultimo giorno di stage. Questa mattina tratteremo un tema particolarmente delicato... COLLOQUIO CON LA DOTT.SSA CAVALLINI TUTELA DELL’INFANZIA IN CASO DI MALTRATTAMENTO E ABUSO DI MINORI Grande collaborazione con gli assistenti sociali PROGRAMMA DI INTERVENTO Valutazione della funzione genitoriale Valutazione psicologica del bambino Terapia psicologica del bambino e dei genitori Se il bambino non è sufficientemente tutelato segnalazione al tribunale dei minori
  • 71. TRIBUNALE DEI MINORI Convoca i genitori Emette decreti Affidamento del minore al servizio Sospensione della potestà genitoriale Allontanamento del bambino dal nucleo familiare Dove si collocano i minori allontanati dalla famiglia? Gruppo appartamento: personale qualificato che si turna. Rapporti con i genitori sono regolati Gruppo famiglia: coppia di educatori residenti Affidamento familiare: la famiglia dà all’USL e ai servizi sociali la propria disponibilità per accogliere temporaneamente il bambino (la funzione genitoriale della famiglia d’origine è sollevata) abusi sessuali Più del 90% nella famiglia TRAUMA PIU’ GROSSO PER IL MINORE: DANNI FISICI E PSICOLOGICI DEVASTANTI Terapia più lunga e impegnativa L’intervento di SMRIA è coordinato con le agenzie giudiziarie Per evitare di inquinare le indagini della polizia
  • 72. SMRIA lavora su Il fatto che il bambino sia oggetto a perizia Importanza della sua testimonianza Avviene in una situazione protetta: solo alla presenza del giudice e del perito Utilizzo SPECCHIO UNIDIREZIONALE ADOZIONI ADOZIONE INTERNAZIONALE La coppia si deve rivolgere a enti autorizzati Associazioni non a scopo di lucro che prendono contatti con altri paesi e valutano l’adottabilità RAPPORTO BAMBINI ADOTTABILI-DOMANDE 1 BAMBINO : 39COPPIE -ci si sposa più tardi -autonomia professionale sempre più posticipata -calo della fertilità
  • 73. quando arriva il bambino Vigilanza per un anno Colloqui con la coppia Colloqui con gruppi di genitori di bambini con età simile fallimenti adottivi Bambino restituito entro l’anno Molto numerosi E’ stato un colloquio molto intenso, sarà per il tema che è piuttosto impegnativo. Particolarmente interessante è stato poter vedere in funzione lo specchio unidirezionale!
  • 74. ORE 10.30 Siamo in un ambulatorio per bambini con problematiche visive. Il colloquio con l’educatrice ha un delicato sottofondo musicale. bambini ciechi ipovedenti TRATTAMENTO Percorso per raggiungere l’autonomia AMBIENTE confortevole sicuro accogliente che infonda fiducia con giochi raggiungibili aventi sempre la stessa disposizione Si enfatizzano gli altri sensi Giochi sonori Stoffe morbide Materiali ruvidi Profumi Sottofondo musicale
  • 75. ORE 12.30 E’ il nostro ultimo colloquio alla SMRIA: parleremo con una fisioterapista della terapia di gruppo per bambini in età prescolare Piccoli gruppi di 5/6 bambini con diversi disturbi dello sviluppo Lievi ritardi mentali Disturbi relazionali Difficoltà di gioco Difficoltà nella comunicazione Problemi motori SI AIUTANO TRA LORO IMITANDOSI Quando si incontrano i gruppi? 3 volte alla settimana per 2 mesi. Ogni volta per due ore. Intanto i genitori parlano con la neuropsichiatra Purtroppo non è possibile assistere alla terapia di gruppo, ma la fisioterapista ci ha portato dei brevi filmati: il gruppo è composto da 3 maschi e una femmina. Notiamo che i disturbi sono diversi: del linguaggio, motori, relazionali… Siamo comunque contente di averli potuti osservare, anche se non direttamente…
  • 76. verso la fine La nostra esperienza è terminata, salutiamo e ringraziamo il Dott.Polletta. Ce ne andiamo dispiaciute…avremmo proprio voluto rimanere più tempo…
  • 77. BIBLIOGRAFIA Barbagli M. e Saraceno C., Lo stato delle famiglie in Italia , il Mulino, Bologna 1997 Benasayag M. e Schmit G, L’epoca delle passioni tristi , Feltrinelli, Milano 2005 Bonino S., La famiglia e il benessere degli adolescenti in Età Evolutiva, Giunti, Firenze 2001 Caprara G., L’adolescente e le sue relazioni: rischi e risorse nel percorso di crescita in età Evolutiva, Giunti, Firenze 1999 Caprara G e Fonzi A., I percorsi degli affetti nell’arco di vita in Età Evolutiva, Giunti, Firenze 2004 Dell’Antonio A., L’affido congiunto in Psicologia contemporanea , Giunti, Firenze 1999 Dell’Antonio A., L’affido dei figli nella separazione dei genitori in Età Evolutiva, Giunti Barbera, Firenze 1985 Fishman J., Figliastre in guerra in Psicologia contemporanea, Giunti, Firenze 1990 Jacobson, Le dinamiche psicologiche nell’adolescenza in sé e mondo oggettuale, Martinelli Tani F., Aspetti inadeguati e devianti della funzione genitoriale in età Evolutiva, Giunti, Firenze 2002 Tani F., Le relazioni interpersonali strette nell’arco di vita in Età Evolutiva, Giunti, Firenze 2005 Vuchinich S., Venti di guerra fra le pareti domestiche in psicologia contemporanea, Giunti, Firenze 1986 Agostini S., Servizio statistica del Comune di Ferrara, Le nuove generazioni: tendenze demografiche a Ferrara Sito Internet per le immagini www.google.it
  • 78. RINGRAZIAMENTI VORREMMO RINGRAZIARE MOLTE PERSONE Un grazie particolare va alla Prof.ssa Lucia Marchetti e al Dott. Giovanni Polletta che ci hanno dato la possibilità di vivere questa irripetibile esperienza MA GRAZIE ANCHE… Alla collaborazione della Prof.ssa Diana Visentini All’esperienza di tutte le logopediste , le educatrici , le fisioterapiste Alla professionalità del dott. Stoppa , della dott.ssa Venturoli , della Dott.ssa Merlin e della dott.ssa Cavallini Alla disponibilità di tutte le tirocinanti Ai genitori che ci hanno dato la possibilità di assistere ai trattamenti dei loro figli