Bisogni prosociali

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Liceo delle Scienze Sociali “Duca d’ Aosta” PADOVA …

Liceo delle Scienze Sociali “Duca d’ Aosta” PADOVA
CLASSE 1 I Indirizzo Scienze Umane - Economico Sociale - Anno scolastico 2010-2011 Prof. Luisa De Maria

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  • Francescon Giacomo

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  • 1. Liceo delle Scienze Sociali “Duca d’ Aosta” PADOVA CLASSE 1 I Indirizzo Scienze Umane - Economico Sociale Anno scolastico 2010-2011 Prof. Luisa De Maria
  • 2.  
  • 3.  
  • 4. IO AD ESEMPIO,ALLA MARATONA DI S.ANTONIO ,MI ADOPERO A SPINGERE LE CARROZZINE DEI DISABILI FINO AD ARRIVARE ALLA BASILICA. ESSENDO VOLONTARIATO È SICURAMENTE UNA TENDENZA ALLA COOPERAZIONE E ALL’ALTRUISMO CHE MI ARRICCHISCE, CHE MI FA SENTIRE UTILE CON UN MINIMO DI SFORZO FISICO! Giacomo
  • 5.
    • Succede spesso di vedere dei litigi tra la gente. Di solito ci sono persone che si credono migliori di altre.
    • Ci possono essere discussioni senza nessuna conseguenza, altre possono anche avere delle conclusioni non sempre civili.
    • Quando si assiste a queste scene c’è una parte di noi che vorrebbe intervenire.
    • In alcuni uomini questa parte è così importante che non riescono a frenarsi e devono dare una mano.
    • In altre persone invece così ristretta che fanno finta di niente, ma dopo l’accaduto si sentiranno male, avranno il senso di colpa per non aver aiutato qualcuno nel momento del bisogno. Agnese
  • 6.
    • I volontari rispondono come prima cosa al bisogno di giustizia.
    • Nel caso di Yara, di cui si è parlato molto, un grande contributo è stato dato proprio dai volontari, che spinti dal bisogno di giustizia, di cooperazione e di altruismo hanno subito iniziato a cercarla, giorno e notte, sperando fino alla fine.
    • Sicuramente era una questione che stava a cuore a tutti coloro che hanno dato anima e corpo per queste ricerche, sapevano che solo cercando insieme avevano qualche speranza di trovarla, e si aiutavano a vicenda. Probabilmente si sono messi nei panni dei genitori di quella ragazzina e hanno deciso di aiutarli. Le persone avvertono bisogni di solidarietà tra di loro, e aiutano, immaginando che se dovesse succedere a loro gli altri farebbero lo stesso.
    • Capita molte volte di assistere a episodi di violenza e non intervenire, perchè combattuti da altre idee. Quando però non interveniamo ci sentiamo responsabili perchè, anche se non siamo noi gli autori del gesto, ci accorgiamo che il mondo è ingiusto e ci sentiamo in colpa perchè non faccimo niente per migliorarlo. Talvolta ci inventiamo scuse per giustificare il nostro comportamento, come per esempio che non era compito nostro intervenire, solo perchè abbiamo paura.
    • Silvia
  • 7. “ Uno dei bisogni prosociali è la tendenza alla cooperazione e all’altruismo che hanno radici biologiche. Un altro bisogno prosociale è quello di giustizia che è legato decisamente all’autoconsapevolezza e alla cognizione sociale.” È vero questi due bisogni prosociali ci sono, infatti io li sento sempre; il primo secondo me è molto importante perché essere altruisti è una cosa bella anche perché in questo modo puoi trovare nuovi amici, dopo essere stata gentile e altruista con loro. Anche il secondo è un bisogno che deve esserci, perché dobbiamo fare giustizia per tutte le cose che succedono al mondo; dobbiamo essere tutti capaci di reagire e difenderci da qualsiasi cosa. Questi due bisogni prosociali sono per tutti oggettivi, perché tutti abbiamo un minimo di altruismo e secondo me a differenza dell’altruismo, molta più giustizia. La giustizia a mio parere cambia da persona a persona, infatti una persona che ha paura di reagire, di difendersi, non avrà un buon senso di giustizia; invece una persona forte, coraggiosa, che riesce ad affrontare qualsiasi cosa, avrà quindi, un senso di giustizia molto forte e acceso. Elena
  • 8.  
  • 9. Anche se non siamo noi gli autori di qualche ingiustizia, ma non facciamo nulla per aiutare chi è in difficoltà, ci sentiamo in qualche modo responsabili. Al contrario se andiamo incontro a qualcuno che ha bisogno di noi, ci sentiamo appagati e utili alla società. Qualche mese fa, ero in stazione e dovevo prendere il tram per tornare a casa: lo vidi in lontananza e pensai che non sarei riuscita a prenderlo. Corsi per cercare di arrivare in tempo ma le porte stavano per chiudersi, quando un ragazzo straniero, che era appena sceso dal tram, mi ha tenuto le porte aperte e così sono riuscita a salire. È stato un episodio che mi ha colpita abbastanza e che riprende il senso di bisogno prosociale che ognuno di noi ha.     Clara
  • 10.
    • Un problema pro sociale, ci induce alla giustizia e alla voglia di aiutare le persone volontariamente: ad esempio, un giorno mentre passeggiavo per le vie di San Domenico, vidi una ragazza col moroso che stavano cominciando a litigare. Il ragazzo, poi ha cominciato a insultarla pesantemente, come se fosse uno straccio. A quel punto, la ragazza si è alzata e ha incominciato a correre via piangendo, solo che lui l’ha rincorsa dandole una sberla. In quel momento un vecchio signore ha preso per il braccio il ragazzo e l’ha portato lontano da lei. Il signore è stato molto intelligente, perché poteva anche finire male per la ragazza. Solo alcune persone aiutano altre, perché ce ne sono di ignoranti , a cui non interessa di quel che succede a propri pari, vivono pensando solo a se stessi.
    • Elena
  • 11.
    • Proprio io ho assistito a un evento che mi ha profondamente colpito: alla fermata dell’autobus un signore dell’età di cerca 45 anni, insultava e tirava pugni ad una ragazza di colore che, non sapendo come difendersi, era immobile. Io però, ho sentito il bisogno di aiutare quella povera ragazza così, grazie all’aiuto di un passante siamo riusciti a fermare il malvivente.
    • Chiara
  • 12. Giacomo
  • 13. ALCUNI BISOGNI PROSOCIALI Offrire sostegno morale a chi soffre Organizzazione periodica di pranzi per i senza dimora Raccolta di abiti usati per famiglie bisognose Aiutare un compagno in difficoltà nello studio Cedere il posto a sedere in autobus ad un anziano o a una signora incinta Cercare di separare due o più litiganti
  • 14. Può capitare spesso di trovarsi in situazioni in cui alcune persone hanno bisogno d’aiuto, ad esempio se una persona si sente male oppure se un giovane ha bisogno di sostegno perché altri ragazzi lo stanno aggredendo. Questi episodi sono episodi quotidiani che ci spingono ad aiutare la gente. Nel caso in cui non la aiutassimo, successivamente, potremmo sentirci in colpa e avere un senso di rimorso. Eleonora
  • 15. Una mattina in autobus un signore tirava calci e schiaffi ad un ragazzo che era entrato nella porta in mezzo dell’autobus dove il signore doveva scendere. Ad un certo punto l’autista è intervenuto per aiutare il ragazzo, ed il signore ha capito che non aveva ragione, ha sputato al ragazzo e se ne è andato. Vedendo questa scena mi sono sentita a disagio perchè un signore anziano non si doveva comportare in quel modo con un ragazzo. Martina
  • 16. I bisogni prosociali sono quei bisogni che spingono ad avere comportamenti che vanno oltre gli interessi individuali e tendono a favorire gli altri e la collettività. I principali sono il bisogno di cooperazione, di altruismo e il bisogno di giustizia. Un esempio di persone che hanno questo tipo di bisogno sono i volontari, persone che aiutano altre persone, la maggior parte delle volte in difficoltà nel fare anche azioni quotidiane, senza poi ricevere nulla in cambio. MariaMaddalena
  • 17.
    • Ho assistito a diversi episodi di aiuto reciproco, ma uno in particolare mi ha colpito:
    • Ero in coda ad un semaforo, in macchina, e a bordo strada c’erano due ragazzi stranieri che stavano picchiando una ragazza.
    • Due uomini sono scesi dalle loro auto per fermarli, un terzo ha chiamato la polizia e altri sono rimasti pronti ad intervenire.
    • Una donna aiutava la ragazza ad alzarsi e scrollarsi un di sporcizia da dosso. Credo che tutte queste persone abbiano sentito il bisogno di intervenire spinti dal loeo seso di umanità e bisogno prosociale!
    • Veronica
  • 18. I BISOGNI PROSOCIALI
    • I bisogni prosociali sono quelli che spingono le persone ad avere comportamenti che favoriscono gli altri e la collettività. Per questo motivo molti fanno volontariato negli ospedali,con gli anziani,con i bambini, nei paesi poveri in via di sviluppo, nelle parrocchie per aiutare chi è in difficoltà offrendo il proprio tempo e disponibilità.
    • Anche nella vita quotidiana di tutti i giorni compiamo comportamenti altruistici: per esempio a scuola,quando aiutiamo un compagno in difficoltà, in autobus, quando cediamo il posto ad un anziano, per la strada quando soccorriamo qualcuno che sta male.
    • Spesso quando veniamo a conoscenza di notizie drammatiche, anche attraverso il telegiornale o i giornali, sentiamo il bisogno di aiutare le persone che vivono una situazione di disagio ma non sempre possiamo fare qualcosa per loro e questo ci fa stare male e ci fa sentire in colpa.
    • Giulia
  • 19. Io, personalmente, ho assistito a parecchi episodi di bisogni prosociali e mi sono sentita in dovere di aiutare le persone che in quel momento avevano bisogno del mio aiuto. Le persone che hanno ignorato coloro che erano in difficoltà sicuramente si sono sentite a disagio, ma non così tanto da aiutarli. Tutti gli esempi di bisogni prosociali (cooperazione, altruismo, bisogno di giustizia, ..) servono a dimostrarci quanto, ogni giorno, ci sia gente in difficoltà e che basta un piccolo gesto per risolvere i loro grandi problemi!! Alice
  • 20.
    • Un giorno con un gruppo delle mie amiche, mentre eravamo a scuola, abbiamo visto che dei ragazzi offendevano e spingevano un nostro compagno, così siamo intervenute per difenderlo. Penso che chiunque lo avrebbe fatto senza esitare, per il senso di giustizia ed altruismo che ci accomuna l'uno con l'altro.
    • Elena
  • 21. Una mattina in
  • 22.
    • I bisogni pro-sociali spingono le persone a reagire in conseguenza ad un fatto accaduto, o che sta accadendo, con altruismo. Vedendo una persona in difficoltà, noi sentiamo il bisogno di reagire cercando di aiutarla, aiutandola ci sentiremo meglio con noi stessi, i bisogni pro-sociali sono bisogni che spingono ad avere comportamenti che vanno oltre gli interessi individuali e tendono a favorire gli altri e la collettività.
    • Mariaelena
  • 23.  
  • 24.  
  • 25.
    • LO SCHIAVISMO
    • Lo schiavismo è quel sistema sociale ed economico basato sulla schiavitù , che consiste nell'imporre il diritto reale di dominio , ovvero proprietà , non su di un bene ma su di una persona, la quale è considerata a tutti gli effetti un oggetto facente parte del patrimonio del suo padrone. Storicamente il proprietario di uno schiavo aveva diritto di vita e di morte su di esso e sulla sua famiglia, e aveva diritto a sfruttarne il lavoro senza fornire nessun compenso; spesso il costo per il lavoro degli schiavi era limitato al necessario per la loro sopravvivenza. Uno schiavo poteva nascere in questa condizione, se figlio di schiavi, oppure poteva perdere la libertà in determinate situazioni, le più comuni delle quali erano la cattura in guerra oppure i delitti o per i debiti, per cui un debitore, se non era in grado di rimborsare il proprio creditore, diventava egli stesso una sua proprietà.
  • 26. Le leggi contro la violenza
    • Nell’antichità non esistevano leggi che proteggessero i diritti umani e per questo un soggetto poteva abusare senza problemi di un altro.
    • Invece al giorno d’oggi ci sono molte più norme che regolano l’integrità fisica della persona. Queste norme molto spesso non vengono rispettate, c’è molta criminalità, violenze e abusi sessuali. Sono molti gli Stati che stanno cercando di ridurre al minimo la violenza ma purtroppo non è semplice, tra questi Stati purtroppo c’è anche l’Italia con un alto tasso criminalità, ad esempio la mafia.
  • 27.
    • Nell’ antichità lo schiavo era ritenuto un oggetto di diritto , invece nelle società moderne viene tutelato il diritto alla libertà per ogni essere umano . Il valore della persona nella Costituzione
  • 28.
    • I BISOGNI PROSOCIALI
    • Nella storia la schiavitù è stata condannata in nome del bisogno di altruismo, di giustizia e di cooperazione nei confronti dei meno fortunati. Infatti leader carismatici hanno aiutato queste persone ad uscire dalla schiavitù, e per questo sono ricordati come grandi benefattori. Ne è un esempio Gandhi: una delle sue più grandi azioni di altruismo è stata la riforma in India contro l’ oppressione Inglese; la sua riforma non si basava sulla violenza, bensì sulla comunicazione. Ha voluto dimostrare che inglesi e indiani hanno gli stessi diritti e per questo ha deciso di viaggiare in prima classe anche se agli indiani era vietato, per questo è stato aggredito ma non ha voluto reagire perché andava contro le sue idee.
  • 29. SFRUTTAMENTO MINORILE FENOMENO DI CARATTERE SOCIALE ETA’ Da 5 a 15 PAESI ASIA Soprattutto l’India 218 MILIONI DI BAMBINI COINVOLTI NEL 2004
  • 30. AMBITI IN CUI SI MANIFESTA Agricoltura: attività soggetta a leggi meno rigide Settore industriale CAUSE povertà delle famiglie che spinge a far lavorare i figli perché il padre è assente o deceduto, oppure nuovi nati che fanno aumentare le bocche da sfamare; la manodopera infantile costa molto meno di quella degli adulti, i bambini non protestano, sono più docili, non possono ne difendersi ne ribellarsi. IN ITALIA SI STIMA CHE ALMENO 400 MILA BAMBINI TRA I 7 E I 14 ANNI SIANO IMPEGNATI NEL MONDO DEL LAVORO!!!!
  • 31.  
  • 32.  
  • 33. I BISOGNI PROSOCIALI SONO QUEI BISOGNI CHE SPINGONO AD AVERE COMPORTAMENTI CHE VANNO OLTRE GLI INTERESSI INDIVIDUALI E TENDONO A FAVORIRE GLI ALTRI E LA COLLETTIVITÀ. RIENTRANO TRA I BISOGNI PROSOCIALI LA TENDENZA ALLA COOPERAZIONE E ALL’ALTRUISMO E IL BISOGNO DI GIUSTIZIA.
  • 34. L’ALBERO DEI VALORI DELLA DIAPOSITIVA PRECEDENTE CI FARA’ CAPIRE COME QUESTI TRE PERSONAGGI FAMOSI NELLA STORIA SENTIVANO IL BISOGNO DI ALTRUISMO, COOPERAZIONE E SOPRATTUTTO DI GIUSTIZIA
  • 35. Mohandas Karamchad Gandhi conosciuto come “Mahatma” (grande anima) è nato nel 1869 in India. La sua famiglia era Hindu. Nel 1893 lui andò a lavorare in Sud Africa e fu colpito dal trattamento degli immigranti indiani in quel luogo . Lui sempre protestò ma lui mai usò la violenza. Comunque lui fu arrestato molte volte durante i suoi 20 anni in Sud Africa. Per Gandhi avere un’ anima spirituale era molto più importante di avere un’ anima materiale,senza importanza! Lui aveva una vita molto semplice ; mangiava una semplice dieta di frutta e verdura e dormiva in un materasso sopra il pavimento. Nel 1931 Gandhi tornò a Londra per “spingere” per l’indipendenza del suo paese: l’ India, fino al momento in cui nel 1945 la ottenne. Purtroppo Gandhi nel 30 gennaio del 1948 fu assassinato a Delhi da un Hindu.
  • 36. Martin Luther King , nato Michael King (Atlanta 15 gennaio 1929 – Memphis 4 aprile 1968), è stato un politico, attivista e pastore protestante statunitense, leader dei diritti civili. È stato il più giovane Premio Nobel per la pace della storia, riconoscimento conferitogli nel 1964 all'età di soli trentacinque anni. Il suo nome viene accostato per la sua attività di pacifista a quello di Gandhi, il leader del pacifismo della cui opera King è stato un appassionato studioso. L'impegno civile di Martin Luther King è condensato nella Letter from Birmingham Jail ( Lettera dalla prigione di Birmingham ), scritta nel 1963, e in Strength to love ( La forza di amare ) che costituiscono un'appassionata enunciazione della sua indomabile crociata per la giustizia . Unanimemente riconosciuto apostolo instancabile della resistenza non violenta , eroe e paladino dei reietti e degli emarginati, "redentore dalla faccia nera", Martin Luther King si è sempre esposto in prima linea affinché fosse abbattuta nella realtà americana degli anni cinquanta e sessanta ogni sorta di pregiudizio etnico. Ha predicato l'ottimismo creativo dell'amore e della resistenza non violenta, come la più sicura alternativa sia alla rassegnazione passiva che alla reazione violenta preferita da altri gruppi di colore,
  • 37. Nelson Rolihlahla Mandela è un politico sudafricano, primo Presidente di colore del Sudafrica dopo la fine dell'apartheid, e Premio Nobel per la Pace nel 1993. A lungo uno dei leader del movimento anti-apartheid, organizzò anche azioni di sabotaggio e guerriglia. Segregato e incarcerato per ventisette anni durante i governi sudafricani pro-apartheid prima degli anni novanta, è oggi universalmente considerato un eroico combattente per la libertà. Il nome Madiba , titolo onorifico adottato dai membri anziani della sua famiglia, è divenuto in Sudafrica sinonimo di Nelson Mandela. Il nome Nelson Mandela gli venne infatti attribuito dai missionari della scuola elementare. L' apartheid era la politica di segregazione razziale istituita dal governo di etnia bianca del Sudafrica nel dopoguerra e rimasta in vigore fino al 1990. L'apartheid è stato proclamato crimine internazionale da una convenzione delle Nazioni Unite. votata dall'assemblea generale nel 1973 e entrata in vigore nel 1976 ( International Convention on the Suppression and Punishment of the Crime of Apartheid ), ed è stato successivamente inserito nella lista dei crimini contro l'umanità che la Corte penale internazionale può perseguire.
  • 38. CONDIZIONE DELLA DONNA NEL MONDO Meno diritti rispetto all’uomo ( diritto di voto, istruzione ecc..) Almeno il 20% delle donne ha subito abusi fisici e violenze sessuali Più difficoltà a trovare lavoro Nei paesi arabi e non solo, le donne devono andare in giro con il volto coperto
  • 39. ESEMPIO Un esempio concreto è quello della povera Sakineh la quale, dopo aver compiuto adulterio ha rischiato di essere lapidata. In questi paesi non c’è libertà per le donne che sono « schiavizzate « dall’uomo.
  • 40. QUESTI EPISODI CI FANNO RIFLETTERE SUL FATTO CHE, NONOSTANTE VIVIAMO NEL 2000, CI SONO PAESI CHE HANNO UNA MENTALITA’ ARRETRATA E CHE CONSIDERANO LA DONNA COME UN OGGETTO E NON COME UNA PERSONA MERITEVOLE DI DIRITTI E AMORE
  • 41. Tanti sono i dati che ci vengono forniti dai mass media, ma poche sono le soluzioni per risolvere questo triste problema. Nessuno di noi è riuscito a trovare una soluzione, però tutti siamo d’accordo sul fatto che la donna va tutelata e tutti sentiamo il bisogno di giustizia nei confronti di essa. Soluzioni
  • 42.