14.11.2012              IT                               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                           ...
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L 315/4               IT                            Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                ...
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Direttiva 2012 27-ue
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Direttiva 2012 27-ue

  1. 1. 14.11.2012 IT Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 315/1 I (Atti legislativi) DIRETTIVE DIRETTIVA 2012/27/UE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 25 ottobre 2012 sullefficienza energetica, che modifica le direttive 2009/125/CE e 2010/30/UE e abroga le direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE (Testo rilevante ai fini del SEE)IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELLUNIONE EURO­ zioni tecnologiche innovative e migliorare la competiti­PEA, vità dellindustria dellUnione, rilanciando la crescita eco­ nomica e la creazione di posti di lavoro di qualità elevata in diversi settori connessi con lefficienza energetica.visto il trattato sul funzionamento dellUnione europea, in par­ticolare larticolo 194, paragrafo 2, (2) Le conclusioni del Consiglio europeo dell8 e 9 marzovista la proposta della Commissione europea, 2007 hanno sottolineato la necessità di aumentare leffi­ cienza energetica nellUnione in modo da raggiungere lobiettivo di un risparmio dei consumi di energia prima­previa trasmissione del progetto di atto legislativo ai parlamenti ria dellUnione del 20 % rispetto alle proiezioni entro ilnazionali, 2020. Le conclusioni del Consiglio europeo del 4 febbraio 2011 hanno sottolineato che si deve raggiungere lobiet­ tivo di efficienza energetica del 20 % allorizzonte 2020,visto il parere del Comitato economico e sociale europeo (1), convenuto dal Consiglio europeo del giugno 2010, che attualmente non è in via di realizzazione. Proiezioni rea­ lizzate nel 2007 hanno indicato un consumo di energiavisto il parere del Comitato delle regioni (2), primaria nel 2020 pari a 1 842 Mtoe. Una riduzione del 20 % corrisponde a un consumo di 1 474 Mtoe nel 2020, ovvero a una riduzione di 368 Mtoe rispettodeliberando secondo la procedura legislativa ordinaria (3), alle proiezioni.considerando quanto segue: (3) Le conclusioni del Consiglio europeo del 17 giugno 2010 hanno confermato che lobiettivo di efficienza(1) LUnione si trova di fronte a sfide senza precedenti de­ energetica rientra fra gli obiettivi prioritari della nuova terminate da una maggiore dipendenza dalle importa­ strategia dellUnione per una crescita intelligente, sosteni­ zioni di energia, dalla scarsità di risorse energetiche, non­ bile ed inclusiva («strategia Europa 2020»). Nellambito di ché dalla necessità di limitare i cambiamenti climatici e di questo processo, e al fine di attuare tale obiettivo a livello superare la crisi economica. Lefficienza energetica costi­ nazionale, gli Stati membri sono tenuti a fissare obiettivi tuisce un valido strumenti per affrontare tali sfide. Essa nazionali di concerto con la Commissione e a indicare migliora la sicurezza di approvvigionamento dellUnione, nei rispettivi programmi nazionali di riforma come in­ riducendo il consumo di energia primaria e diminuendo tendano conseguirli. le importazioni di energia. Essa contribuisce a ridurre le emissioni di gas serra in modo efficiente in termini di costi e quindi a ridurre i cambiamenti climatici. Il pas­ saggio a uneconomia più efficiente sotto il profilo ener­ getico dovrebbe inoltre accelerare la diffusione di solu­ (4) La comunicazione della Commissione del 10 novembre 2010, intitolata «Energia 2020», colloca lefficienza ener­ getica al centro della strategia energetica dellUnione per(1) GU C 24 del 28.1.2012, pag. 134. il 2020 e illustra la necessità di una nuova strategia per(2) GU C 54 del 23.2.2012, pag. 49.(3) Posizione del Parlamento europeo dell11 settembre 2012 (non an­ lefficienza energetica che consentirà a tutti gli Stati mem­ cora pubblicata nella Gazzetta ufficiale) e decisione del Consiglio del bri di svincolare luso dellenergia dalla crescita economi­ 4 ottobre 2012. ca.
  2. 2. L 315/2 IT Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 14.11.2012(5) Nella risoluzione del 15 dicembre 2010 sulla revisione (9) L8 marzo 2011 la Commissione ha parimenti adottato del piano dazione per lefficienza energetica, il Parla­ «Una tabella di marcia verso uneconomia competitiva a mento europeo ha invitato la Commissione a inserire basse emissioni di carbonio nel 2050», in cui segnalava la nel suo piano dazione riveduto per lefficienza energetica necessità, da questo punto di vista, di concentrare gli misure atte a colmare il ritardo nel conseguimento del­ sforzi sullefficienza energetica. lobiettivo generale dellUnione in materia di efficienza energetica nel 2020. (10) In questo ambito occorre aggiornare il quadro giuridico dellUnione relativo allefficienza energetica con una di­(6) Una delle iniziative della strategia Europa 2020 è rappre­ rettiva che persegua lobiettivo generale della realizza­ sentata dalliniziativa emblematica «UnEuropa efficiente zione dellobiettivo di efficienza energetica che mira a sotto il profilo delle risorse», adottata dalla Commissione ridurre del 20 % il consumo di energia primaria del­ il 26 gennaio 2011. Tale iniziativa individua nelleffi­ lUnione entro il 2020 e di realizzare ulteriori migliora­ cienza energetica uno degli elementi principali per garan­ menti in materia di efficienza energetica dopo il 2020. A tire la sostenibilità dellutilizzo delle risorse energetiche. tal fine la presente direttiva dovrebbe stabilire un quadro comune per promuovere lefficienza energetica allinterno dellUnione e definire interventi specifici per attuare al­ cune delle proposte incluse nel piano di efficienza ener­ getica 2011, nonché concretizzare le notevoli potenzia­(7) Le conclusioni del Consiglio europeo del 4 febbraio lità di risparmio energetico non realizzate da essa indivi­ 2011 hanno riconosciuto che lobiettivo di efficienza duate. energetica dellUnione non è in via di realizzazione e che sono necessari interventi decisi per cogliere le note­ voli possibilità di risparmio energetico nei settori delledi­ lizia, dei trasporti, nei prodotti e dei processi di produ­ zione. Tali conclusioni prevedono inoltre che lattuazione dellobiettivo di efficienza energetica dellUnione sarà rie­ (11) La decisione n. 406/2009/CE del Parlamento europeo e saminata entro il 2013 e che saranno prese in conside­ del Consiglio, del 23 aprile 2009, concernente gli sforzi razione, se necessario, ulteriori misure. degli Stati membri per ridurre le emissioni dei gas a effetto serra al fine di adempiere agli impegni della Co­ munità in materia di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra entro il 2020 (2), invita la Commissione a valutare e riferire entro il 2012 sui progressi compiuti dallUnione e dai suoi Stati membri verso lobiettivo della(8) L8 marzo 2011 la Commissione ha adottato la comu­ riduzione del consumo di energia del 20 % entro il 2020 nicazione su un piano di efficienza energetica 2011. La rispetto alle proiezioni. Essa stabilisce inoltre che, per comunicazione ha confermato che lUnione non è sulla aiutare gli Stati membri a rispettare limpegno dellUnione buona strada per conseguire il proprio obiettivo di effi­ a ridurre le emissioni di gas serra, la Commissione do­ cienza energetica. Ciò si verifica nonostante i progressi vrebbe proporre, entro il 31 dicembre 2012, misure raf­ delle politiche nazionali di efficienza energetica illustrati forzate o nuove per accelerare i miglioramenti nel campo nei primi piani dazione nazionali per lefficienza energe­ dellefficienza energetica. La presente direttiva risponde a tica presentati dagli Stati membri in applicazione della tale esigenza. Essa contribuisce inoltre al conseguimento direttiva 2006/32/CE del Parlamento europeo e del Con­ degli obiettivi fissati dalla tabella di marcia verso uneco­ siglio, del 5 aprile 2006, concernente lefficienza degli usi nomia competitiva a basse emissioni di carbonio nel finali dellenergia e i servizi energetici (1). Una prima ana­ 2050, in particolare riducendo le emissioni di gas serra lisi del secondo piano dazione conferma che lUnione del settore energetico e giungendo ad avere entro il 2050 non è sulla buona strada. Per porre rimedio a tale situa­ una produzione di elettricità a zero emissioni. zione il piano di efficienza energetica 2011 ha indicato una serie di politiche e misure di efficienza energetica che interessano tutta la catena energetica, ivi incluse la pro­ duzione, la trasmissione e la distribuzione dellenergia; il ruolo guida del settore pubblico nellambito dellefficienza energetica; gli edifici e le apparecchiature; lindustria; e la (12) Al fine di cogliere tutte le potenzialità di risparmio ener­ necessità di consentire ai clienti finali di gestire i propri getico esistenti, è necessario adottare un approccio inte­ consumi energetici. Allo stesso tempo lefficienza energe­ grato che includa i risparmi nellapprovvigionamento tica nel settore dei trasporti è stata presa in esame nel energetico e i settori duso finale. Nel contempo è op­ Libro bianco sui trasporti, adottato il 28 marzo 2011. In portuno rafforzare le disposizioni della direttiva particolare, liniziativa 26 del libro bianco invita a defi­ 2004/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del­ nire norme adeguate per le emissioni di CO2 dei veicoli l11 febbraio 2004, sulla promozione della cogenera­ in tutti i modi di trasporto, integrandole se necessario zione basata su una domanda di calore utile nel mercato con requisiti in materia di efficienza energetica per tener interno dellenergia (3) e della direttiva 2006/32/CE. conto di tutti i tipi di sistemi di propulsione. (2) GU L 140 del 5.6.2009, pag. 136.(1) GU L 114 del 27.4.2006, pag. 64. (3) GU L 52 del 21.2.2004, pag. 50.
  3. 3. 14.11.2012 IT Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 315/3(13) Sarebbe auspicabile che lobiettivo del 20 % di efficienza (16) Tenuto conto che le conclusioni del Consiglio del 10 giu­ energetica sia conseguito grazie allattuazione cumulativa gno 2011 sul piano di efficienza energetica 2011 hanno di misure specifiche nazionali ed europee che promuo­ sottolineato che gli immobili rappresentano il 40 % del vano lefficienza energetica in diversi ambiti. È opportuno consumo finale di energia dellUnione ed al fine di co­ chiedere agli Stati membri di definire obiettivi, regimi e gliere le opportunità di crescita e occupazione nei settori programmi nazionali indicativi in materia di efficienza qualificati del commercio e delledilizia, nonché nella pro­ energetica. Tali obiettivi e gli sforzi individuali di cia­ duzione di prodotti edili e nelle attività professionali, scuno Stato membro dovrebbero essere valutati dalla quali larchitettura, la consulenza e lingegneria, gli Stati Commissione, unitamente ai dati sui progressi compiuti, membri dovrebbero mettere a punto una strategia a per stimare le probabilità di conseguire lobiettivo gene­ lungo termine al di là del 2020 per mobilizzare gli inve­ rale dellUnione e verificare in che misura i singoli sforzi stimenti nella ristrutturazione di edifici residenziali e siano sufficienti per conseguire lobiettivo comune. È op­ commerciali al fine di migliorare la prestazione energetica portuno pertanto che la Commissione effettui un attento del parco immobiliare. Tale strategia dovrebbe riguardare monitoraggio dellattuazione dei programmi nazionali di ristrutturazioni profonde ed efficaci in termini di costi efficienza energetica mediante il suo quadro legislativo che comportino un ammodernamento tale da ridurre il rivisto e nellambito del processo Europa 2020. Nel fis­ consumo energetico sia fornito che finale di un edificio sare gli obiettivi nazionali indicativi di efficienza energe­ di una percentuale significativa rispetto ai livelli prece­ tica, gli Stati membri dovrebbero poter tenere conto delle denti alla ristrutturazione, conducendo ad una presta­ circostanze nazionali che incidono sul consumo di ener­ zione energetica molto elevata. Tali ristrutturazioni pro­ gia primaria, quali le rimanenti possibilità di risparmi fonde potrebbero anche essere effettuate per gradi. energetici efficienti in termini di costi, le variazioni nelle importazioni ed esportazioni di energia, lo sviluppo di tutte le fonti di energie rinnovabili, lenergia nucleare, la cattura e lo stoccaggio del carbonio e le azioni intraprese in fasi precoci. Nello svolgimento di esercizi di modelliz­ zazione, la Commissione dovrebbe consultarsi in maniera tempestiva e trasparente con gli Stati membri riguardo alle ipotesi di modelli e ai progetti di risultati dei modelli. È necessario migliorare la modellizzazione dellimpatto delle misure di efficienza energetica e dellinsieme delle (17) È necessario aumentare il tasso delle ristrutturazioni di tecnologie e delle loro prestazioni. immobili, in quanto il parco immobiliare esistente rap­ presenta il settore individuale con le maggiori potenzia­ lità di risparmio energetico. Inoltre, gli edifici sono fon­ damentali per conseguire lobiettivo dellUnione di ridurre dell80-95 % le emissioni di gas serra entro il 2050 ri­(14) La direttiva 2009/28/CE del Parlamento europeo e del spetto al 1990. Gli edifici di proprietà degli enti pubblici Consiglio, del 23 aprile 2009, sulla promozione dell’uso rappresentano una quota considerevole del parco immo­ dell’energia da fonti rinnovabili (1) afferma che Cipro e biliare e godono di notevole visibilità nella vita pubblica. Malta, in ragione del loro carattere insulare e periferico, È pertanto opportuno fissare un tasso annuo di ristrut­ dipendono dal trasporto aereo quale modalità di tra­ turazione per gli edifici di proprietà del governo centrale sporto essenziale per i loro cittadini e per la loro econo­ nel territorio di uno Stato membro e da esso occupati in mia. Di conseguenza, Cipro e Malta hanno un consumo modo da migliorarne la prestazione energetica. Tale tasso finale lordo di energia per il trasporto aereo nazionale di ristrutturazione dovrebbe far salvi gli obblighi relativi che è sproporzionatamente elevato, vale a dire che supera agli edifici a energia quasi zero, di cui alla direttiva più di tre volte la media della Comunità per il 2005, e 2010/31/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, sono dunque condizionati in maniera sproporzionata da­ del 19 maggio 2010, sulla prestazione energetica nelledi­ gli attuali vincoli tecnologici e normativi. lizia (2). Lobbligo di ristrutturare gli edifici del governo centrale previsto dalla presente direttiva integra tale di­ rettiva che impone agli Stati membri di garantire che la prestazione energetica degli edifici destinati a subire ri­ strutturazioni di grande portata sia migliorata al fine di(15) Il volume totale della spesa pubblica corrisponde al 19 % soddisfare i requisiti minimi di prestazione energetica. Gli del prodotto interno lordo dellUnione. Per tale motivo il Stati membri dovrebbero poter adottare misure alterna­ settore pubblico costituisce uno strumento importante tive efficienti in termini di costi per conseguire un mi­ per stimolare la trasformazione del mercato verso pro­ glioramento equivalente della prestazione energetica degli dotti, edifici e servizi più efficienti, nonché per indurre edifici del parco immobiliare del loro governo centrale. cambiamenti di comportamento dei cittadini e delle im­ Lobbligo di ristrutturare la superficie degli edifici del prese relativamente al consumo di energia. Inoltre, la governo centrale dovrebbe applicarsi ai servizi ammini­ diminuzione del consumo di energia grazie a misure strativi la cui competenza si estende su tutto il territorio che permettono di migliorare lefficienza energetica può di uno Stato membro. Se in un determinato Stato mem­ liberare risorse pubbliche da destinare ad altri fini. Gli bro e per una determinata competenza non esiste un enti pubblici a livello nazionale, regionale e locale do­ servizio amministrativo che copre tutto il territorio, lob­ vrebbero svolgere un ruolo esemplare in materia di effi­ bligo dovrebbe applicarsi ai servizi amministrativi le cui cienza energetica. competenze coprono congiuntamente tutto il territorio.(1) GU L 140 del 5.6.2009, pag. 16. (2) GU L 153 del 18.6.2010, pag. 13.
  4. 4. L 315/4 IT Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 14.11.2012(18) Una serie di comuni e di altri enti pubblici degli Stati tudini dei clienti finali. Tale quadro comune dovrebbe membri hanno già messo in atto approcci integrati al offrire alle imprese di pubblica utilità del settore energe­ risparmio e allapprovvigionamento energetici, ad esem­ tico la possibilità di offrire servizi energetici a tutti i pio mediante piani dazione sostenibili nel settore del­ clienti finali e non solo a quelli a cui vendono energia. lenergia, come quelli adottati nellambito delliniziativa Ciò accresce la concorrenza sul mercato dellenergia, in del patto dei sindaci, e approcci urbani integrati che quanto le imprese in questione possono differenziare il vanno oltre gli interventi singoli relativamente a edifici loro prodotto, fornendo servizi energetici complementari. o modi di trasporto. È opportuno che gli Stati membri Il quadro comune dovrebbe consentire agli Stati membri incoraggino i comuni e altri enti pubblici ad adottare di inserire nei rispettivi regimi nazionali requisiti finaliz­ piani di efficienza energetica integrati e sostenibili che zati a obiettivi sociali, in particolare per garantire che i abbiano obiettivi chiari, a coinvolgere i cittadini nella clienti vulnerabili abbiano accesso ai benefici di una mag­ loro elaborazione e attuazione e ad informare adeguata­ giore efficienza energetica. Gli Stati membri dovrebbero mente i cittadini in merito ai contenuti e ai progressi nel determinare, in base a criteri oggettivi e non discrimina­ raggiungimento degli obiettivi. Tali piani possono com­ tori, quali distributori di energia o società di vendita di portare risparmi considerevoli di energia, soprattutto se energia al dettaglio debbano essere obbligati a raggiun­ attuati mediante sistemi di gestione dellenergia che con­ gere lobiettivo del risparmio energetico allo stadio finale sentano agli enti pubblici interessati di gestire meglio il stabilito dalla presente direttiva. loro consumo di energia. È opportuno incoraggiare lo scambio di esperienze tra città e altri enti pubblici sulle esperienze più innovative. Gli Stati membri dovrebbero, in particolare, avere la fa­ coltà di non imporre tale obbligo ai piccoli distributori di energia, alle piccole società di vendita di energia al detta­ glio ed ai settori energetici di piccole dimensioni per evitare oneri amministrativi sproporzionati. La comuni­(19) Per quanto riguarda lacquisto di determinati prodotti e cazione della Commissione del 25 giugno 2008 fissa servizi e lacquisto e laffitto di edifici, è opportuno che i principi che gli Stati membri dovrebbero tenere in con­ governi centrali che concludono contratti per opere pub­ siderazione qualora decidano di non avvalersi di tale bliche, forniture o servizi dimostrino un comportamento possibilità. Quale strumento per sostenere le iniziative esemplare e adottino decisioni di acquisto efficienti sotto nazionali in materia di efficienza energetica le parti ob­ il profilo energetico. Ciò dovrebbe applicarsi ai servizi bligate in virtù dei regimi nazionali obbligatori di effi­ amministrativi la cui competenza si estende su tutto il cienza energetica potrebbero adempiere ai loro obblighi territorio di uno Stato membro. Se in un determinato versando annualmente a un fondo nazionale per leffi­ Stato membro e per una determinata competenza non cienza energetica un importo corrispondente agli investi­ esiste un servizio amministrativo che copre tutto il terri­ menti richiesti in base a tale regime. torio, lobbligo dovrebbe applicarsi ai servizi amministra­ tivi le cui competenze coprono congiuntamente tutto il territorio. Dovrebbero essere fatte salve, tuttavia, le dispo­ sizioni delle direttive dellUnione in materia di appalti (21) Considerato limperativo generale di ripristinare la soste­ pubblici. Per i prodotti diversi da quelli soggetti ai requi­ nibilità delle finanze pubbliche e risanare il bilancio, nel­ siti di efficienza energetica per lacquisto di cui alla pre­ lattuazione di misure particolari rientranti nellambito di sente direttiva, gli Stati membri dovrebbero incoraggiare applicazione della presente direttiva è opportuno riser­ gli enti pubblici a tener conto dellefficienza energetica vare debita attenzione al rapporto costo/efficacia a livello dellacquisto. di Stato membro di misure di attuazione in materia di efficienza energetica in base ad un livello adeguato di analisi e valutazione.(20) La valutazione della possibilità di introdurre un regime di (22) Lobbligo di realizzare risparmi delle vendite annuali di «certificati bianchi» a livello di Unione ha evidenziato che energia ai clienti finali rispetto alle vendite abituali di un tale regime, nella situazione attuale, determinerebbe energia non costituisce un limite alle vendite o al con­ costi amministrativi eccessivi e che rischierebbe di vedere sumo di energia. Gli Stati membri dovrebbero avere la i risparmi energetici concentrati in un certo numero di possibilità di escludere la totalità o una parte, in volume, Stati membri anziché diffusi in tutta lUnione. Lobiettivo delle vendite dellenergia utilizzata per le attività indu­ di tale regime a livello di Unione potrebbe essere conse­ striali elencate allallegato I della direttiva 2003/87/CE guito meglio, quantomeno nella fase attuale, mediante del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 ottobre regimi nazionali obbligatori di efficienza energetica per 2003, che istituisce un sistema per lo scambio di quote le imprese di pubblica utilità del settore energetico o di emissioni dei gas a effetto serra nella Comunità (1), dal mediante altre misure politiche alternative che permet­ calcolo delle vendite di energia ai clienti finali, posto che tano di realizzare gli stessi risparmi di energia. Conside­ taluni settori o sottosettori di tali attività possono essere rato il loro livello di ambizione, è opportuno che tali esposti ad un rischio elevato di rilocalizzazione delle regimi siano definiti nellambito di un quadro comune emissioni di carbonio. È opportuno che gli Stati membri a livello di Unione, garantendo nel contempo sufficiente siano consapevoli dei costi dei regimi per potere essere in flessibilità agli Stati membri per tenere pienamente conto grado di valutare con esattezza i costi delle misure. dellorganizzazione nazionale degli operatori di mercato, del contesto specifico del settore dellenergia e delle abi­ (1) GU L 275 del 25.10.2003, pag. 32.
  5. 5. 14.11.2012 IT Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 315/5(23) Fatte salve le disposizioni di cui allarticolo 7 e al fine di (28) Luso di contatori o contabilizzatori di calore individuali limitare lonere amministrativo, ciascuno Stato membro per misurare il consumo individuale di riscaldamento nei può riunire tutte le singole misure politiche per lattua­ condomini alimentati dal teleriscaldamento o dal riscal­ zione dellarticolo 7 in un programma nazionale globale damento comune centralizzato comporta benefici se i per lefficienza energetica. clienti finali dispongono di un mezzo per controllare il proprio consumo individuale. Pertanto, il loro uso ha un senso solo negli edifici in cui i radiatori sono attrezzati di valvole termostatiche.(24) Per cogliere le possibilità di risparmio energetico in de­ terminati segmenti di mercato in cui gli audit energetici non rientrano generalmente nellofferta commerciale (ad esempio, le piccole e medie imprese - PMI), gli Stati membri dovrebbero elaborare programmi intesi ad inco­ raggiare le PMI a sottoporsi a audit energetici. Per le (29) In alcuni condomini alimentati dal teleriscaldamento o grandi imprese gli audit energetici dovrebbero essere ob­ dal riscaldamento comune centralizzato luso di contatori bligatori ed essere effettuati con cadenza periodica dal di calore individuali precisi sarebbe complicato dal punto momento che i risparmi energetici possono essere signi­ di vista tecnico e costoso, dato che lacqua calda usata per ficativi. Gli audit energetici dovrebbero tener conto delle il riscaldamento entra negli appartamenti e ne esce in pertinenti norme europee o internazionali, quali EN ISO vari punti. È lecito ritenere che la misurazione individuale 50001 (sistemi di gestione dellenergia), o EN 16247-1 del consumo di calore nei condomini è, tuttavia, possibile (audit energetici) o, se includono un audit energetico, EN dal punto di vista tecnico qualora linstallazione di misu­ ISO 14000 (sistemi di gestione ambientale) e pertanto ratori individuali non richieda la sostituzione delle tuba­ essere in linea anche con le disposizioni dellallegato VI ture interne delledificio per la produzione di acqua calda. della presente direttiva poiché tali disposizioni non In tali edifici la misurazione del consumo individuale di vanno oltre i requisiti di dette norme pertinenti. Una calore può essere effettuata mediante contabilizzatori di norma europea specifica sugli audit energetici è attual­ calore individuali installati su ciascun radiatore. mente in fase di elaborazione.(25) Qualora gli audit energetici siano realizzati da esperti (30) La direttiva 2006/32/CE impone agli Stati membri di interni, questi ultimi non dovrebbero essere direttamente assicurare che i clienti finali ricevano a prezzi concorren­ coinvolti nellattività oggetto dellaudit affinché sia garan­ ziali contatori individuali che riflettono con precisione il tita la necessaria indipendenza. loro consumo di energia effettivo e forniscono informa­ zioni sul tempo effettivo duso. Nella maggior parte dei casi tale requisito è soggetto alle condizioni di essere tecnicamente possibile, finanziariamente ragionevole e(26) Nel mettere a punto le misure di miglioramento dellef­ proporzionato rispetto ai risparmi energetici potenziali. ficienza energetica, è opportuno tener conto dei vantaggi Quando si procede ad un allacciamento in un nuovo in termini di efficienza e di risparmio ottenuti tramite edificio o si eseguono importanti ristrutturazioni, come lapplicazione diffusa di innovazioni tecnologiche efficaci definiti nella direttiva 2010/31/UE, contatori individuali in termini di costi, ad esempio i contatori intelligenti. di questo tipo dovrebbero, tuttavia, essere sempre forniti. Qualora siano stati installati, i contatori intelligenti non La direttiva 2006/32/CE impone inoltre che sia fornita dovrebbero essere usati dalle società per una fatturazione una fatturazione chiara basata sul consumo effettivo con retroattiva ingiustificata. frequenza tale da consentire ai consumatori di regolare il proprio consumo energetico.(27) Per quanto riguarda lenergia elettrica, e conformemente alla direttiva 2009/72/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, relativa a norme comuni per il mercato interno dell’energia elettrica (1), che giudica (31) Le direttive 2009/72/CE e 2009/73/CE impongono agli positivamente lintroduzione dei contatori intelligenti, al­ Stati membri di assicurare l’attuazione di sistemi di mi­ meno l’80 % dei consumatori dovrebbe essere dotato di surazione intelligenti, che favoriscano la partecipazione sistemi intelligenti di misurazione entro il 2020. Per attiva dei consumatori nei mercati della fornitura di ener­ quanto riguarda il gas, e conformemente alla direttiva gia elettrica e di gas. Per quanto riguarda lenergia elet­ 2009/73/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, trica, qualora l’introduzione dei contatori intelligenti sia del 13 luglio 2009, relativa a norme comuni per il mer­ reputata efficiente in termini di costi, almeno l’80 % dei cato interno del gas naturale (2), che giudica positiva­ consumatori deve essere dotato di contatori intelligenti mente lintroduzione dei sistemi di misurazione intelli­ entro il 2020. Per quanto riguarda il gas naturale, non è genti, gli Stati membri o qualsiasi autorità competente fornita alcuna scadenza, ma è richiesta lelaborazione di da essi designata, dovrebbero elaborare un calendario un calendario. Tali direttive prevedono inoltre che i per l’attuazione di sistemi di misurazione intelligenti. clienti finali devono essere adeguatamente informati del consumo effettivo di energia elettrica/gas e dei relativi(1) GU L 211 del 14.8.2009, pag. 55. costi, con frequenza tale da consentire loro di regolare(2) GU L 211 del 14.8.2009, pag. 94. il proprio consumo.
  6. 6. L 315/6 IT Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 14.11.2012(32) Limpatto sul risparmio energetico delle disposizioni in produzione di energia elettrica e gli impianti esistenti che materia di contatori e fatturazione di cui alle direttive sono stati profondamente ammodernati o i cui permessi 2006/32/CE, 2009/72/CE e 2009/73/CE è stato limitato. o licenze sono rinnovati dovrebbero, su riserva di unana­ In molte parti dellUnione tali disposizioni non hanno lisi costi-benefici che dimostri un surplus costi-benefici, comportato per i clienti la ricezione di informazioni ag­ essere dotati di unità di cogenerazione ad alto rendi­ giornate riguardo al loro consumo energetico, né una mento per recuperare il calore di scarto derivante dalla fatturazione basata sul consumo effettivo con la fre­ produzione di energia elettrica. Il calore di scarto po­ quenza che, in base agli studi, è necessaria per consentire trebbe poi essere trasportato dove è necessario mediante ai clienti di regolare il proprio consumo energetico. Nei le reti di teleriscaldamento. Gli eventi che determinano settori del riscaldamento degli ambienti e della produ­ lobbligo di applicare i criteri di autorizzazione saranno zione di acqua calda nei condomini linsufficiente chia­ in genere eventi che determinano anche gli obblighi ri­ rezza di tali disposizioni ha inoltre condotto a numerosi guardanti le autorizzazioni a norma della direttiva reclami da parte dei cittadini. 2010/75/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, relativa alle emissioni industria­ li (1) e le autorizzazioni a norma della direttiva 2009/72/CE.(33) Al fine di rafforzare la responsabilizzazione dei clienti finali per quanto riguarda laccesso alle informazioni re­ lative alla misurazione e alla fatturazione dei loro con­ (36) Può essere appropriato che le centrali nucleari o gli im­ sumi energetici individuali, tenuto conto delle opportu­ pianti di produzione di energia elettrica che sono predi­ nità associate al processo di attuazione di sistemi di mi­ sposti per ricorrere allo stoccaggio geologico permesso ai surazione intelligenti e allintroduzione dei contatori in­ sensi della direttiva 2009/31/CE del Parlamento europeo telligenti negli Stati membri, è importante rendere più e del Consiglio, del 23 aprile 2009, relativa allo stoccag­ chiari i requisiti del diritto dellUnione in questo settore. gio geologico di biossido di carbonio (2), siano ubicati in Ciò dovrebbe contribuire a ridurre i costi connessi allat­ luoghi in cui il recupero di calore di scarto attraverso la tuazione di sistemi di misurazione intelligente corredati cogenerazione ad alto rendimento o mediante teleriscal­ di funzioni che potenziano il risparmio energetico e so­ damento o teleraffreddamento non è efficiente in termini stengono lo sviluppo di mercati per i servizi energetici e di costi. Gli Stati membri dovrebbero pertanto avere la la gestione della domanda. Lattuazione di sistemi di mi­ possibilità di esentare tali impianti dallobbligo di effet­ surazione intelligenti consente la fatturazione frequente tuare unanalisi costi-benefici per dotare limpianto di basata sul consumo effettivo. È opportuno, tuttavia, chia­ attrezzature che consentono il recupero di calore di rire altresì i requisiti relativi allaccesso alle informazioni e scarto attraverso ununità di cogenerazione ad alto ren­ ad una fatturazione equa ed accurata basata sul consumo dimento. Dovrebbe essere possibile altresì esentare dal­ effettivo nei casi in cui i contatori intelligenti non siano lobbligo di produrre anche calore gli impianti di produ­ disponibili entro il 2020, anche in relazione alla misura­ zione di energia elettrica per i carichi di punta e lenergia zione e fatturazione del consumo individuale di riscalda­ elettrica di riserva progettati per essere in funzione per mento, raffreddamento e acqua calda in condomini dotati meno di 1 500 ore operative annue calcolate in media di impianti di teleriscaldamento/teleraffreddamento o di mobile per un periodo di cinque anni. un proprio sistema comune di riscaldamento installato in tali edifici. (37) È opportuno che gli Stati membri incoraggino lintrodu­ zione di misure e procedure volte a promuovere gli im­(34) Nel mettere a punto le misure di miglioramento dellef­ pianti di cogenerazione con una potenza termica nomi­ ficienza energetica, gli Stati membri dovrebbero tenere in nale totale inferiore a 20 MW al fine di promuovere la debito conto lesigenza di garantire un corretto funzio­ produzione distribuita di energia. namento del mercato interno e unattuazione coerente dellacquis, in conformità del trattato sul funzionamento dellUnione europea. (38) La cogenerazione ad alto rendimento dovrebbe essere definita in base ai risparmi energetici ottenuti dalla pro­ duzione combinata rispetto alla produzione separata di calore e di energia elettrica. Le definizioni di cogenera­(35) La cogenerazione ad alto rendimento e il teleriscalda­ zione e di cogenerazione ad alto rendimento utilizzate mento e teleraffreddamento presentano significative pos­ nella normativa dellUnione dovrebbero far salvo luso di sibilità di risparmio di energia primaria che sono larga­ definizioni diverse nelle legislazioni nazionali per finalità mente inutilizzate nellUnione. È opportuno che gli Stati differenti da quelle della normativa dellUnione in que­ membri effettuino una valutazione globale del potenziale stione. Per massimizzare il risparmio energetico ed evi­ della cogenerazione ad alto rendimento e del teleriscal­ tare di perdere opportunità in tal senso, è opportuno damento e teleraffreddamento. Tali valutazioni dovreb­ prestare la massima attenzione alle condizioni di eserci­ bero essere aggiornate, su richiesta della Commissione, zio delle unità di cogenerazione. per fornire agli investitori informazioni relative ai piani nazionali di sviluppo e contribuire a creare un contesto (1) GU L 334 del 17.12.2010, pag. 17. stabile e favorevole agli investimenti. I nuovi impianti di (2) GU L 140 del 5.6.2009, pag. 114.
  7. 7. 14.11.2012 IT Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 315/7(39) Per aumentare la trasparenza affinché i clienti finali siano condizioni di accesso alle reti di trasporto del gas natu­ in grado di scegliere fra lenergia elettrica da cogenera­ rale (2). È opportuno che i produttori di energia elettrica zione e lenergia elettrica prodotta con altre tecniche, è da cogenerazione ad alto rendimento siano autorizzati a opportuno garantire lorigine della cogenerazione ad alto indire una gara dappalto per i lavori di connessione. È rendimento sulla base di valori di riferimento armoniz­ opportuno facilitare laccesso alla rete dellenergia elettrica zati in materia di rendimento. I regimi di garanzia di prodotta mediante cogenerazione ad alto rendimento, origine non implicano di per sé il diritto di beneficiare soprattutto per le unità di piccola cogenerazione o di di meccanismi di sostegno nazionali. È importante che la microcogenerazione. Conformemente allarticolo 3, para­ garanzia di origine possa coprire tutte le forme di energia grafo 2, della direttiva 2009/72/CE e allarticolo 3, para­ elettrica prodotta mediante cogenerazione ad alto rendi­ grafo 2, della direttiva 2009/73/CE, gli Stati membri mento. Le garanzie di origine dovrebbero essere distinte possono imporre alle imprese che operano nei settori da certificati scambiabili. dellenergia elettrica e del gas obblighi di servizio pub­ blico, anche con riguardo allefficienza energetica.(40) È opportuno tenere conto della struttura specifica dei settori della cogenerazione e del teleriscaldamento e tele­ raffreddamento, che comprendono molti produttori di (44) La gestione della domanda è uno strumento importante piccole e medie dimensioni, soprattutto in sede di revi­ per migliorare lefficienza energetica, in quanto accresce sione delle procedure amministrative per ottenere lauto­ notevolmente le possibilità per consumatori o terzi da rizzazione a sviluppare capacità di cogenerazione o reti essi designati di agire sulla base delle informazioni di associate, in applicazione del principio «innanzitutto pen­ consumo e di fatturazione e costituisce dunque un mec­ sare piccolo» («Think Small First»). canismo per ridurre o reindirizzare il consumo che com­ porta risparmi energetici sia nel consumo finale sia, at­ traverso un uso ottimizzato delle reti e degli impianti di(41) La maggior parte delle imprese dellUnione sono PMI. produzione, nella produzione, trasmissione e distribu­ Esse rappresentano enormi potenzialità di risparmio zione di energia. energetico per lUnione. Per aiutarle ad adottare misure di efficienza energetica, gli Stati membri dovrebbero de­ finire un quadro favorevole teso a garantire alle PMI assistenza tecnica e informazioni mirate. (45) La gestione della domanda può basarsi sulle risposte dei clienti finali ai segnali di prezzo o sullautomazione degli edifici. Le condizioni della gestione della domanda e del­(42) La direttiva 2010/75/UE contempla lefficienza energetica laccesso alla medesima dovrebbero essere migliorate, an­ tra i criteri per determinare le migliori tecniche disponi­ che per i piccoli consumatori finali. Tenuto conto del bili che dovrebbero fungere da riferimento per stabilire le continuo sviluppo di reti intelligenti, gli Stati membri condizioni di autorizzazione degli impianti che rientrano dovrebbero pertanto assicurare che le autorità nazionali nel suo ambito di applicazione, tra cui gli impianti di di regolamentazione dellenergia siano in grado di garan­ combustione con una potenza termica nominale totale tire che le tariffe e la regolamentazione della rete incen­ pari o superiore a 50 MW. Tuttavia, detta direttiva lascia tivino miglioramenti dellefficienza energetica e sosten­ agli Stati membri la possibilità di non imporre alcun gano una tariffazione dinamica per misure di gestione requisito di efficienza energetica con riguardo alle unità della domanda dei clienti finali. Dovrebbero essere per­ di combustione o altre unità che emettono biossido di seguite lintegrazione del mercato e pari opportunità di carbonio in situ in relazione alle attività elencate allalle­ accesso ai mercati per quanto riguarda sia le risorse dal gato I della direttiva 2003/87/CE. Gli Stati membri po­ lato della domanda (fornitura e carico utente) sia la pro­ trebbero includere informazioni relative ai livelli di effi­ duzione. Gli Stati membri dovrebbero inoltre provvedere cienza energetica nelle loro relazioni a norma della diret­ affinché le autorità nazionali di regolamentazione del­ tiva 2010/75/UE. lenergia adottino un approccio integrato che comprenda risparmi potenziali nei settori della fornitura di energia e delluso finale.(43) Gli Stati membri dovrebbero stabilire, sulla base di criteri oggettivi, trasparenti e non discriminatori, norme in ma­ teria di assunzione e ripartizione dei costi per le connes­ sioni alla rete e il potenziamento della rete e per gli (46) Dovrebbe essere disponibile un numero sufficiente di adeguamenti tecnici necessari per integrare i nuovi pro­ professionisti affidabili e competenti nel settore delleffi­ duttori di energia elettrica da cogenerazione ad alto cienza energetica al fine di garantire unattuazione effi­ rendimento, tenendo conto degli orientamenti e dei cace e tempestiva della presente direttiva, ad esempio per codici elaborati conformemente al regolamento (CE) quanto concerne la conformità con i requisiti in materia n. 714/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, di audit energetici e lattuazione dei regimi obbligatori di del 13 luglio 2009, relativo alle condizioni di accesso efficienza energetica. Gli Stati membri dovrebbero per­ alla rete per gli scambi transfrontalieri di energia elettri­ tanto porre in essere regimi di certificazione dei fornitori ca (1), e al regolamento (CE) n. 715/2009 del Parlamento di servizi energetici, audit energetici e altre misure di europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, relativo alle miglioramento dellefficienza energetica.(1) GU L 211 del 14.8.2009, pag. 15. (2) GU L 211 del 14.8.2009, pag. 36.
  8. 8. L 315/8 IT Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 14.11.2012(47) È necessario continuare a sviluppare il mercato dei servizi Banca europea per gli investimenti e da altri istituti fi­ energetici per garantire la disponibilità di domanda e nanziari europei, in particolare la Banca europea per la offerta di servizi energetici. La trasparenza, ad esempio ricostruzione e lo sviluppo e la Banca per lo sviluppo del mediante elenchi di fornitori di servizi energetici, può Consiglio dEuropa; risorse ottenute da istituti finanziari contribuire a tale obiettivo. Anche i contratti tipo, lo per effetto leva; risorse nazionali, anche attraverso la scambio di migliori pratiche e orientamenti, in particolare creazione di quadri regolamentari e fiscali che incentivino per quanto riguarda i contratti di rendimento energetico, lattuazione di iniziative e programmi di efficienza ener­ possono contribuire a stimolare la domanda. Come in getica; entrate derivanti dalle assegnazioni annuali di altre forme di finanziamento tramite terzi, in un con­ emissioni a norma della decisione n. 406/2009/CE. tratto di prestazione energetica il beneficiario del servizio energetico evita i costi di investimento utilizzando parte del valore finanziario dei risparmi energetici per ripagare linvestimento effettuato totalmente o in parte da terzi. (52) Gli strumenti di finanziamento potrebbero, in particolare, utilizzare tali contributi, risorse ed entrate per consentire e incoraggiare gli investimenti di capitali privati, in par­(48) È necessario individuare e rimuovere gli ostacoli di tipo ticolare ricorrendo agli investitori istituzionali, al con­ regolamentare e non regolamentare alluso dei contratti tempo applicando criteri che garantiscano il rispetto degli di rendimento energetico e di altri accordi di finanzia­ obiettivi ambientali e sociali per la concessione di fondi; mento da parte di terzi per realizzare risparmi energetici. avvalersi di meccanismi di finanziamento innovativi (ad Tali ostacoli comprendono norme e pratiche contabili esempio garanzie di credito per il capitale privato, garan­ che impediscono che gli investimenti di capitale e i ri­ zie di credito per incoraggiare i contratti di rendimento sparmi finanziari annui ottenuti grazie alle misure di energetico, sovvenzioni, crediti agevolati e linee di credito miglioramento dellefficienza energetica siano adeguata­ dedicate, sistemi di finanziamento da parte di terzi) che mente rispecchiati nella contabilità per lintera durata riducano i rischi dei progetti di efficienza energetica e dellinvestimento. È opportuno inoltre affrontare a livello consentano ristrutturazioni efficaci in termini di costi nazionale la questione degli ostacoli alla ristrutturazione anche per le famiglie a basso o medio reddito; essere del parco immobiliare esistente dovuti alla frammenta­ collegati a programmi o agenzie che riuniranno e valu­ zione degli incentivi tra i differenti soggetti interessati. teranno la qualità dei progetti di risparmio energetico, forniranno assistenza tecnica, stimoleranno il mercato dei servizi energetici e aiuteranno a generare domanda di consumo per i servizi energetici.(49) È opportuno incoraggiare gli Stati membri e le regioni ad utilizzare appieno i fondi strutturali e il fondo di coe­ sione per stimolare gli investimenti nelle misure di mi­ glioramento dellefficienza energetica. Gli investimenti nellefficienza energetica possono contribuire alla crescita (53) Gli strumenti di finanziamento potrebbero altresì mettere economica, alloccupazione, allinnovazione e alla ridu­ a disposizione adeguate risorse a sostegno di programmi zione della precarietà energetica delle famiglie e contri­ di formazione e certificazione aventi lo scopo di accre­ buiscono pertanto in modo positivo alla coesione econo­ scere e accreditare le competenze in materia di efficienza mica, sociale e territoriale. Tra i settori potenziali di fi­ energetica; fornire risorse a favore della ricerca sulle tec­ nanziamento si annoverano misure di efficienza energe­ nologie di piccola scala e sulle microtecnologie per pro­ tica negli edifici pubblici e negli alloggi sociali e la for­ durre energia, della dimostrazione e delladozione più nitura di nuove competenze che favoriscano loccupa­ celere di dette tecnologie nonché dellottimizzazione delle zione nel settore dellefficienza energetica. connessioni di tali generatori alla rete; essere collegati a programmi di azione volti a promuovere lefficienza energetica in tutte le abitazioni, a prevenire la precarietà energetica e ad incoraggiare i proprietari degli immobili(50) Gli Stati membri dovrebbero incoraggiare il ricorso a in locazione a rendere le loro proprietà quanto più effi­ strumenti di finanziamento per promuovere gli obiettivi cienti possibile sotto il profilo energetico; fornire risorse della presente direttiva. Tali strumenti di finanziamento adeguate a sostegno del dialogo sociale e della fissazione potrebbero comprendere contributi finanziari e ammende di norme volte a migliorare lefficienza energetica e a per mancato rispetto di talune disposizioni della presente garantire buone condizioni di lavoro, di salute e di sicu­ direttiva; risorse assegnate allefficienza energetica a rezza sul lavoro. norma dellarticolo 10, paragrafo 3, della direttiva 2003/87/CE; risorse assegnate allefficienza energetica nel quadro finanziario pluriennale, in particolare a titolo del fondo di coesione, dei fondi strutturali e del fondo di sviluppo rurale, e strumenti finanziari europei dedicati, (54) Per concretizzare lobiettivo di migliorare la prestazione come il fondo europeo per lefficienza energetica. energetica degli edifici degli enti pubblici dovrebbero es­ sere utilizzati gli strumenti finanziari dellUnione dispo­ nibili e meccanismi di finanziamento innovativi. A tale riguardo gli Stati membri possono usare le entrate deri­(51) Gli strumenti di finanziamento potrebbero basarsi, se del vanti dalle assegnazioni annuali di emissioni a norma caso, su risorse assegnate allefficienza energetica prove­ della decisione n. 406/2009/CE per lo sviluppo di tali nienti da obbligazioni per il finanziamento di progetti meccanismi su base volontaria e tenendo conto delle dellUnione; risorse assegnate allefficienza energetica dalla norme di bilancio nazionali.
  9. 9. 14.11.2012 IT Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 315/9(55) Per lattuazione dellobiettivo del 20 % di efficienza ener­ del 21 ottobre 2009, relativa all’istituzione di un quadro getica, la Commissione dovrà monitorare limpatto delle per l’elaborazione di specifiche per la progettazione eco­ nuove misure sulla direttiva 2003/87/CE che istituisce il compatibile dei prodotti connessi all’energia (3), e della sistema per lo scambio di quote di emissione dellUnione, direttiva 2010/30/UE del Parlamento europeo e del Con­ al fine di mantenere gli incentivi nel sistema per lo scam­ siglio, del 19 maggio 2010, concernente l’indicazione del bio di quote a favore degli investimenti miranti a ridurre consumo di energia e di altre risorse dei prodotti con­ le emissioni di carbonio e preparare i settori del sistema nessi all’energia, mediante l’etichettatura ed informazioni per lo scambio delle quote di emissioni alle innovazioni uniformi relative ai prodotti (4). La priorità dovrebbe es­ necessarie in futuro. Essa dovrà monitorare limpatto sui sere data ai prodotti che offrono le maggiori potenzialità settori dellindustria che sono esposti a un rischio elevato di risparmio energetico quali indicati dal piano di lavoro di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio, come de­ sulla progettazione ecocompatibile, nonché alla revisione, finito dalla decisione 2010/2/UE della Commissione, del se del caso, delle misure esistenti. 24 dicembre 2009, che determina, a norma della diret­ tiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, un elenco dei settori e dei sottosettori ritenuti esposti a (59) Al fine di precisare le condizioni alle quali gli Stati mem­ un rischio elevato di rilocalizzazione delle emissioni di bri possono stabilire requisiti di prestazione energetica a carbonio (1), al fine di assicurare che la presente direttiva norma della direttiva 2010/31/UE nel rispetto della di­ promuova e non impedisca lo sviluppo di tali settori. rettiva 2009/125/CE e delle sue misure di attuazione, è opportuno modificare di conseguenza la direttiva 2009/125/CE.(56) La direttiva 2006/32/CE impone agli Stati membri di adottare e di sforzarsi di conseguire un obiettivo nazio­ (60) Poiché lobiettivo della presente direttiva, vale a dire rag­ nale indicativo globale di risparmio energetico pari al 9 % giungere lobiettivo di efficienza energetica dellUnione entro il 2016, che deve essere ottenuto tramite servizi pari al 20 % entro il 2020 e gettare le basi per ulteriori energetici e altre misure di miglioramento dellefficienza miglioramenti dellefficienza energetica oltre il 2020, non energetica. Tale direttiva stabilisce che il secondo piano di può essere conseguito in misura sufficiente dagli Stati azione in materia di efficienza energetica adottato dagli membri senza ladozione di ulteriori misure di efficienza Stati membri è seguito, se opportuno e ove necessario, da energetica e può essere conseguito meglio a livello di proposte di misure supplementari ad opera della Com­ Unione, questultima può intervenire in base al principio missione, ivi inclusa una proroga del periodo di applica­ di sussidiarietà sancito dallarticolo 5 del trattato sul­ zione degli obiettivi. Se da una relazione si evince che lUnione europea. La presente direttiva si limita a quanto non sono stati compiuti sufficienti progressi verso il con­ è necessario per conseguire tale obiettivo in ottempe­ seguimento degli obiettivi nazionali indicativi stabiliti ranza al principio di proporzionalità enunciato nello dalla tale direttiva, dette proposte devono essere incen­ stesso articolo. trate sul livello e sulla natura degli obiettivi. La valuta­ zione dimpatto che accompagna la presente direttiva indica che gli Stati membri sono sulla buona strada per (61) Al fine di consentire ladeguamento al progresso tecnico conseguire lobiettivo del 9 %, che è notevolmente meno e cambiamenti nella distribuzione delle fonti di energia, ambizioso dellobiettivo del 20 % di risparmio energetico dovrebbe essere delegato alla Commissione il potere di entro il 2020 adottato in seguito, e pertanto non è ne­ adottare atti conformemente dellarticolo 290 del trattato cessario prendere in esame il livello degli obiettivi. sul funzionamento dellUnione europea riguardo al rie­ same dei valori di riferimento armonizzati in materia di rendimento stabiliti sulla base della direttiva 2004/8/CE e(57) Il programma «Energia intelligente — Europa» istituito riguardo ai valori, ai metodi di calcolo, ai coefficienti di con la decisione n. 1639/2006/CE del Parlamento euro­ base per lenergia primaria e ai requisiti di cui agli allegati peo e del Consiglio, del 24 ottobre 2006, che istituisce della presente direttiva. È di particolare importanza che un programma quadro per la competitività e linnova­ durante i lavori preparatori la Commissione svolga ade­ zione (2007-2013) (2), ha contribuito a creare un am­ guate consultazioni, anche a livello di esperti. Nella pre­ biente favorevole alla corretta attuazione delle politiche parazione e nellelaborazione degli atti delegati la Com­ energetiche sostenibili dellUnione, eliminando gli ostacoli missione dovrebbe provvedere alla contestuale, tempe­ sul mercato quali uninsufficiente consapevolezza e capa­ stiva e appropriata trasmissione dei documenti pertinenti cità degli attori del mercato e delle istituzioni, ostacoli al Parlamento europeo e al Consiglio. tecnici o amministrativi a livello nazionale al corretto funzionamento del mercato interno dellenergia o mercati (62) Al fine di garantire condizioni uniformi di esecuzione del lavoro non sufficientemente sviluppati per adeguarsi della presente direttiva, dovrebbero essere attribuite alla alle esigenze poste dalleconomia a basse emissioni di Commissione competenze di esecuzione. Tali compe­ carbonio. Molti di tali ostacoli sono ancora presenti. tenze dovrebbero essere esercitate conformemente al re­ golamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, che stabilisce le(58) Al fine di cogliere le notevoli potenzialità di risparmio regole e i principi generali relativi alle modalità di con­ energetico dei prodotti connessi allenergia, è opportuno trollo da parte degli Stati membri dellesercizio delle accelerare ed ampliare lattuazione della direttiva competenze di esecuzione attribuite alla Commissione (5). 2009/125/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, (3) GU L 285 del 31.10.2009, pag. 10.(1) GU L 1 del 5.1.2010, pag. 10. (4) GU L 153 del 18.6.2010, pag. 1.(2) GU L 310 del 9.11.2006, pag. 15. (5) GU L 55 del 28.2.2011, pag. 13.
  10. 10. L 315/10 IT Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 14.11.2012(63) È opportuno abrogare tutte le disposizioni sostanziali con il diritto dellUnione. Qualora la normativa nazionale pre­ delle direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE, ad eccezione veda misure più rigorose, gli Stati membri notificano tale nor­ dellarticolo 4, paragrafi da 1 a 4, e degli allegati I, III mativa alla Commissione. e IV della direttiva 2006/32/CE. Queste ultime disposi­ zioni dovrebbero continuare ad applicarsi fino al termine Articolo 2 per il conseguimento dellobiettivo del 9 %. È opportuno altresì sopprimere larticolo 9, paragrafi 1 e 2, della di­ Definizioni rettiva 2010/30/UE, che prevede lobbligo per gli Stati membri di cercare soltanto di acquistare prodotti appar­ Ai fini della presente direttiva si intende per: tenenti alla migliore classe di efficienza energetica. 1) «energia», tutte le forme di prodotti energetici, combustibili, energia termica, energia rinnovabile, energia elettrica o(64) È opportuno limitare lobbligo di recepire la presente qualsiasi altra forma di energia, quali definiti allarticolo 2, direttiva nel diritto nazionale alle disposizioni che costi­ lettera d), del regolamento (CE) n. 1099/2008 del Parla­ tuiscono modifiche sostanziali rispetto alle direttive mento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2008, rela­ 2004/8/CE e 2006/32/CE. Lobbligo di recepire le dispo­ tivo alle statistiche dellenergia (1); sizioni rimaste immutate discende da dette direttive. 2) «consumo di energia primaria», il consumo interno lordo, ad esclusione degli usi non energetici;(65) La presente direttiva dovrebbe fare salvi gli obblighi degli Stati membri relativi ai termini di recepimento nel diritto nazionale e di applicazione delle direttive 2004/8/CE e 3) «consumo di energia finale», tutta lenergia fornita per lin­ 2006/32/CE. dustria, i trasporti, le famiglie, i servizi e lagricoltura. Sono escluse le forniture al settore della trasformazione dellener­ gia e alle industrie energetiche stesse;(66) Conformemente alla dichiarazione politica comune del 28 settembre 2011 degli Stati membri e della Commis­ 4) «efficienza energetica», il rapporto tra un risultato in termini sione sui documenti esplicativi, gli Stati membri si sono di rendimento, servizi, merci o energia e limmissione di impegnati ad accompagnare, in casi giustificati, la notifica energia; delle loro misure di recepimento con uno o più docu­ menti che chiariscano il rapporto tra gli elementi costi­ tutivi di una direttiva e le parti corrispondenti degli stru­ 5) «risparmio energetico», quantità di energia risparmiata, de­ menti nazionali di recepimento. Per quanto riguarda la terminata mediante una misurazione e/o una stima del presente direttiva, il legislatore ritiene che la trasmissione consumo prima e dopo lattuazione di una misura di mi­ di tali documenti sia giustificata, glioramento dellefficienza energetica, assicurando nel con­ tempo la normalizzazione delle condizioni esterne che in­ fluiscono sul consumo energetico;HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA: 6) «miglioramento dellefficienza energetica», lincremento del­ lefficienza energetica risultante da cambiamenti tecnologici, CAPO I comportamentali e/o economici;OGGETTO, AMBITO DI APPLICAZIONE, DEFINIZIONI E OBIETTIVI DI EFFICIENZA ENERGETICA 7) «servizio energetico», la prestazione materiale, lutilità o il vantaggio derivante dalla combinazione di energia con tec­ Articolo 1 nologie o operazioni che utilizzano in maniera efficiente Oggetto e ambito di applicazione lenergia, che possono includere le attività di gestione, di manutenzione e di controllo necessarie alla prestazione del1. La presente direttiva stabilisce un quadro comune di mi­ servizio, la cui fornitura è effettuata sulla base di un con­sure per la promozione dellefficienza energetica nellUnione al tratto e che in circostanze normali ha dimostrato di pro­fine di garantire il conseguimento dellobiettivo principale del­ durre un miglioramento dellefficienza energetica o risparmilUnione relativo allefficienza energetica del 20 % entro il 2020 energetici primari verificabili e misurabili o stimabili;e di gettare le basi per ulteriori miglioramenti dellefficienzaenergetica al di là di tale data. 8) «enti pubblici», le «amministrazioni aggiudicatrici» quali de­ finite dalla direttiva 2004/18/CE del Parlamento europeo eEssa stabilisce norme atte a rimuovere gli ostacoli sul mercato del Consiglio, del 31 marzo 2004, relativa al coordina­dellenergia e a superare le carenze del mercato che frenano mento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pub­lefficienza nella fornitura e nelluso dellenergia e prevede la blici di lavori, di forniture e di servizi (2);fissazione di obiettivi nazionali indicativi in materia di efficienzaenergetica per il 2020. 9) «governo centrale», tutti i servizi amministrativi la cui com­ petenza si estende su tutto il territorio di uno Stato mem­ bro;2. I requisiti stabiliti dalla presente direttiva sono requisitiminimi e non impediscono ai singoli Stati membri di mantenere (1) GU L 304 del 14.11.2008, pag. 1.o introdurre misure più rigorose. Tali misure sono compatibili (2) GU L 134 del 30.4.2004, pag. 114.
  11. 11. 14.11.2012 IT Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 315/1110) «superficie coperta utile totale», la superficie coperta di un 22) «società di vendita di energia al dettaglio», una persona immobile o di parte di un immobile in cui l’energia è fisica o giuridica che vende energia a clienti finali; utilizzata per il condizionamento del clima degli ambienti interni; 23) «cliente finale», una persona fisica o giuridica che acquista energia per proprio uso finale;11) «sistema di gestione dellenergia», un insieme di elementi che interagiscono o sono intercorrelati allinterno di un piano che stabilisce un obiettivo di efficienza energetica e 24) «fornitore di servizi energetici», una persona fisica o giuri­ una strategia atta a conseguirlo; dica che fornisce servizi energetici o altre misure di miglio­ ramento dellefficienza energetica nelle installazioni o nei12) «norma europea», norma adottata dal Comitato europeo di locali del cliente finale; normalizzazione, dal Comitato europeo di normalizzazione elettrotecnica o dall’Istituto europeo per le norme di tele­ comunicazione e resa disponibile per uso pubblico; 25) «audit energetico», una procedura sistematica finalizzata a ottenere unadeguata conoscenza del profilo di consumo energetico di un edificio o gruppo di edifici, di una attività13) «norma internazionale», una norma adottata dallOrganizza­ o impianto industriale o commerciale o di servizi pubblici zione internazionale per la normalizzazione e resa accessi­ o privati, a individuare e quantificare le opportunità di bile al pubblico; risparmio energetico sotto il profilo costi-benefici e a rife­ rire in merito ai risultati;14) «parte obbligata», un distributore di energia o una società di vendita di energia al dettaglio vincolati ai regimi nazionali obbligatori di efficienza energetica di cui allarticolo 7; 26) «piccole e medie imprese» o «PMI», imprese ai sensi del titolo I dellallegato della raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, relativa alla defi­15) «parte incaricata», unentità giuridica alla quale un governo nizione delle microimprese, piccole e medie imprese (1); la o altro organismo pubblico hanno delegato il potere di categoria delle microimprese, delle piccole imprese e delle elaborare, amministrare o gestire un regime di finanzia­ medie imprese è costituita da imprese che occupano meno mento a nome di detto governo o altro organismo pub­ di 250 persone, il cui fatturato annuo non supera i 50 blico; milioni di EUR e/o il cui totale di bilancio annuo non supera i 43 milioni di EUR;16) «parte partecipante», unimpresa o un organismo pubblico che ha assunto limpegno di raggiungere determinati obiet­ tivi nellambito di un accordo volontario o è disciplinato da 27) «contratti di rendimento energetico», accordi contrattuali tra uno strumento politico normativo nazionale; il beneficiario e il fornitore di una misura di miglioramento dellefficienza energetica, verificata e monitorata durante lintera durata del contratto, laddove siano erogati investi­17) «autorità pubblica responsabile dellattuazione», un organi­ menti (lavori, forniture o servizi) nellambito della misura in smo di diritto pubblico responsabile dellattuazione o del funzione del livello di miglioramento dellefficienza energe­ controllo dellimposizione sullenergia o sul carbonio, dei tica stabilito contrattualmente o di altri criteri di presta­ regimi e strumenti finanziari, degli incentivi fiscali, delle zione energetica concordati, quali i risparmi finanziari; norme, dei regimi di etichettatura, nonché della formazione o istruzione; 28) «sistema di misurazione intelligente», un sistema elettronico18) «misura politica» uno strumento normativo, finanziario, fi­ in grado di misurare il consumo di energia, fornendo mag­ scale, volontario o inteso a fornire informazioni, formal­ giori informazioni rispetto ad un dispositivo convenzionale, mente stabilito e attuato in uno Stato membro per creare e di trasmettere e ricevere dati utilizzando una forma di un quadro di sostegno, un obbligo o un incentivo per gli comunicazione elettronica; operatori del mercato a fornire e acquistare servizi energe­ tici e ad adottare altre misure di miglioramento delleffi­ 29) «gestore del sistema di trasmissione», il «gestore del sistema cienza energetica; di trasmissione» quale definito, rispettivamente, nella diret­ tiva 2009/72/CE e nella direttiva 2009/73/CE;19) «azione individuale», unazione che produce miglioramenti dellefficienza energetica verificabili e misurabili o stimabili ed è intrapresa in applicazione di una misura politica; 30) «cogenerazione», la produzione simultanea, nellambito di un unico processo, di energia termica e di energia elettrica o meccanica;20) «distributore di energia», una persona fisica o giuridica, compreso un gestore del sistema di distribuzione, respon­ sabile del trasporto di energia al fine della sua fornitura a 31) «domanda economicamente giustificabile», una domanda clienti finali e a stazioni di distribuzione che vendono non superiore al fabbisogno di riscaldamento o di raffred­ energia a clienti finali; damento e che sarebbe altrimenti soddisfatta a condizioni di mercato mediante processi di produzione di energia21) «gestore del sistema di distribuzione», un «gestore del si­ diversi dalla cogenerazione; stema di distribuzione» quale definito, rispettivamente, nella direttiva 2009/72/CE e nella direttiva 2009/73/CE; (1) GU L 124 del 20.5.2003, pag. 36.
  12. 12. L 315/12 IT Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 14.11.201232) «calore utile», il calore prodotto in un processo di cogene­ 43) «riscaldamento e raffreddamento individuali efficienti», razione per soddisfare una domanda economicamente giu­ unopzione di fornitura individuale di riscaldamento e raf­ stificabile di calore o di raffreddamento; freddamento che, rispetto al teleriscaldamento e teleraffred­ damento efficienti, riduce in modo misurabile lapporto di energia primaria non rinnovabile necessaria per rifornire ununità di energia erogata nellambito di una pertinente33) «elettricità da cogenerazione», lelettricità generata in un delimitazione di sistema o richiede lo stesso apporto di processo abbinato alla produzione di calore utile e calcolata energia primaria non rinnovabile ma a costo inferiore, te­ secondo la metodologia riportata nellallegato I; nendo conto dellenergia richiesta per lestrazione, la con­ versione, il trasporto e la distribuzione;34) «cogenerazione ad alto rendimento», la cogenerazione con­ forme ai criteri indicati nellallegato II; 44) «ammodernamento sostanziale», un ammodernamento il cui costo è superiore al 50 % dei costi di investimento35) «rendimento complessivo», la somma annua della produ­ per una nuova unità comparabile; zione di elettricità e di energia meccanica e della produ­ zione termica utile divisa per il combustibile di alimenta­ zione usato per il calore prodotto in un processo di coge­ nerazione e per la produzione lorda di elettricità e di ener­ 45) «aggregatore», un fornitore di servizi su richiesta che ac­ gia meccanica; corpa una pluralità di carichi utente di breve durata per venderli o metterli allasta in mercati organizzati dellener­ gia.36) «rapporto elettricità/calore», il rapporto tra elettricità da cogenerazione e calore utile durante il funzionamento in pieno regime di cogenerazione usando dati operativi del­ lunità specifica; Articolo 3 Obiettivi di efficienza energetica37) «unità di cogenerazione», ununità che è in grado di operare 1. Ciascuno Stato membro stabilisce un obiettivo nazionale in cogenerazione; indicativo di efficienza energetica, basato sul consumo di ener­ gia primaria o finale, sul risparmio di energia primaria o finale o sullintensità energetica. Gli Stati membri notificano tali obiettivi alla Commissione conformemente allarticolo 24, paragrafo 1 e38) «unità di piccola cogenerazione», ununità di cogenerazione allallegato XIV, parte 1. Allatto della notifica gli Stati membri con una capacità installata inferiore a 1 MWe; esprimono tali obiettivi anche sotto forma di livello assoluto di consumo di energia primaria e di consumo di energia finale nel 2020 e precisano come, e in base a quali dati, sono stati effet­39) «unità di micro-cogenerazione», ununità di cogenerazione tuati i calcoli. con una capacità massima inferiore a 50 kWe;40) «coefficiente di edificazione», il rapporto tra la superficie Nel definire tali obiettivi gli Stati membri tengono conto: coperta degli immobili e la superficie del terreno di un determinato territorio; a) del fatto che nel 2020 il consumo energetico dellUnione41) «teleriscaldamento e teleraffreddamento efficienti», un si­ non deve essere superiore a 1 474 Mtoe di energia primaria stema di teleriscaldamento o teleraffreddamento che usa o non superiore a 1 078 Mtoe di energia finale; per almeno il 50 % energia rinnovabile, il 50 % calore di scarto, il 75 % calore cogenerato o il 50 % una combina­ zione di tale energia e calore; b) delle misure previste dalla presente direttiva;42) «riscaldamento e raffreddamento efficienti», unopzione di riscaldamento e raffreddamento che, rispetto a uno scenario di riferimento che rispecchia le condizioni abituali, riduce c) delle misure adottate per raggiungere gli obiettivi nazionali in modo misurabile lapporto di energia primaria necessaria di risparmio energetico a norma dellarticolo 4, paragrafo 1, per rifornire ununità di energia erogata nellambito di una della direttiva 2006/32/CE; e pertinente delimitazione di sistema in modo efficiente in termini di costi, come valutato nellanalisi costi-benefici di cui alla presente direttiva, tenendo conto dellenergia richie­ sta per lestrazione, la conversione, il trasporto e la distri­ d) di altre misure intese a promuovere lefficienza energetica buzione; negli Stati membri e a livello di Unione.

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