Presentazione

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Presentazione

  1. 1. LNG E GLI IMPIANTI <br />DI RIGASSIFICAZIONE<br />21 Maggio 2011<br />
  2. 2. 1. INTRODUZIONE<br />Il metano (CH4) è un gas incolore, inodore e non tossico che presenta minori rischi di incendio rispetto agli altri carburanti sia perché la sua temperatura di autoaccensione è doppia rispetto ai combustibili liquidi sia perché la sua densità è inferiore rispetto a quella dell’aria, tende a volatilizzarsi (a salire cioè verso l’alto disperdendosi nell’atmosfera) senza dare luogo a pericolose concentrazioni.<br />Temperatura di autoaccensione: minima temperatura alla quale la miscela combustibile - comburente inizia a bruciare spontaneamente in modo continuo senza ulteriore apporto di calore o energia dall’esterno.<br />Temperature di accensione di alcuni combustibili (°C):<br />Benzina = 250<br />Gasolio = 220<br />Metano = 537<br />21 Maggio 2011<br />
  3. 3. IL GAS NATURALE LIQUEFATTO<br />Il Gas Naturale liquefatto, o LNG (LIQUEFIED NATURAL GAS) , è il gas naturale nella sua forma liquida. Quando il gas naturale è refrigerato a -161,5 °C a pressione atmosferica, diviene un liquido chiaro, incolore, inodore. <br />LNG non è né corrosivo né tossico. <br />Il gas naturale è primariamente metano, con concentrazioni basse di altri idrocarburi, acqua, ossido di carbone, azoto, ossigeno ed alcuni composti dello zolfo (in tracce) che durante il processo noto come liquefazione, vengono rimossi la maggior parte di questi composti. <br />Il gas naturale nella forma di LNG, occupa solamente una frazione (1/600) del volume del gas naturale allo stato gassoso, così essere immagazzinato in grandi quantità.<br />21 Maggio 2011<br />
  4. 4. IL GAS NATURALE LIQUEFATTO<br />21 Maggio 2011<br />
  5. 5. IL PROCESSO (diagramma di stato)<br />1’ – 2 = Vaporizzazione a P costante<br />1’<br />1 – 1’: Compressione liquido<br />21 Maggio 2011<br />
  6. 6. 2. TERMINALI LNG<br />I terminali LNG possono essere classificati in:<br /><ul><li>On shore: l’accosto delle navi è realizzato su un pontile normalmente radicato a terra e le attività di stoccaggio e di processo sono realizzate a terra
  7. 7. Off shore: tutte le attività vengono eseguite su un’idonea struttura ad una certa distanza dalla linea della costa; attraverso una tubazione di opportuno diametro avviene l’invio del metano gassoso a terra.</li></ul>I terminali LNG off-shore si dividono in due grandi categorie:<br /><ul><li>Terminali con strutture appoggiate sul fondo marino </li></ul> (GBS = GravityBasedStructures)<br />- Terminali con strutture galleggianti (floating)<br />21 Maggio 2011<br />
  8. 8. TERMINALI GBS<br />Questi terminali consistono in grandi strutture di cemento armato, ad esempio il terminale di Rovigo, ha dimensioni di 180 x 88 metri.<br />21 Maggio 2011<br />
  9. 9. TERMINALI FLOATING<br />Costituisce il terminale di gassificazione con possibilità di stoccare LNG nei propri serbatoi;<br />L’LNG viene scaricato tal quale dalla nave utilizzata per il trasporto (metaniera) e viene stoccato nei serbatoi del FSRU; (es. impianto Livorno e P.Recanati)<br />Questa tipologia di terminal consente di inviare un quantitativo di metano costante verso terra.<br />21 Maggio 2011<br />
  10. 10. 3. SISTEMA DI VAPORIZZAZIONE AD ACQUA DI MARE <br />Il processo di gassificazione avviene mediante lo scambio di calore tra l’acqua di mare (che cede calore e viene raffreddata) e LNG che acquista il calore necessario per il passaggio di stato liquido – vapore. La tecnologia si basa su un processo semplice in grado di utilizzare una risorsa facilmente disponibile limitando l’utilizzo di combustibile, implicando un ridotto impatto ambientale non essendo prevedibili emissioni in atmosfera .<br />Altri sistemi utilizzano parte del combustibile di bordo che tramite i fumi di combustione favoriscono il sistema di vaporizzazione. A discapito di una maggior efficienza di scambio termico si producono emissioni, seppur limitate, in atmosfera .<br />21 Maggio 2011<br />
  11. 11. 4. SISTEMA DI DISINFEZIONE DEGLI SCARICHI<br />L’acqua utilizzata per lo scambio di calore deve essere sottoposta ad un trattamento di disinfezione per contrastare i fenomeni di “biofouling” da parte di alghe, funghi e batteri.<br />La proliferazione di questi organismi, se non controllata, può portare rapidamente all’accumulo di biofilm ed incrostazioni che possono ostruire tubazioni ed apparecchiature.<br />I biocidi più comuni e conosciuti sono quelli di tipologia ossidante in particolare l’utilizzo di l’ipoclorito di sodio.<br />21 Maggio 2011<br />
  12. 12. 4. SISTEMA DI DISINFEZIONE DEGLI SCARICHI<br />La scelta del sistema di disinfezione ottimale da applicare ad un impianto deve tener conto di una serie di caratteristiche/requisiti:<br /><ul><li>Efficacia: deve avere la capità di combattere gli organismi “target” e possedere una bassa tossicità nei riguardi degli altri organismi;
  13. 13. Compatibilità ambientale: i prodotti utilizzati devono avere bassa tossicità e garantire un elevato grado di protezione dell’ambiente;
  14. 14. sicurezza: i prodotti devono essere sicuri e facili da maneggiare.</li></ul>La clorazione rappresenta il metodo chimico antifouling più utilizzato a livello mondiale, non solo in ambito industriale (circuiti raffreddamento ad acqua mare o dolce, reflui), ma anche in ambito civile (acqua potabile).<br />21 Maggio 2011<br />
  15. 15. 4. SISTEMA DI DISINFEZIONE DEGLI SCARICHI<br />La clorazione viene attuata tramite dosaggi (durante le fasi di scarico del LNG e a seconda della stagionalità) di ipoclorito di sodio NaClO molto diluito che viene prodotto a bordo mediante l’elettroclorazione dell’acqua di mare. Tale processo consiste nel far passare l’acqua mare in opportune celle elettrochimiche che consentono di trasformare il cloruro di sodio (NaCl ovvero il sale da cucina), contenuto nell’acqua stessa, in ipoclorito di sodio, applicando una differenza di potenziale. <br />L’ipoclorito di sodio così prodotto viene miscelato all’acqua mare del circuito di raffreddamento. In acqua l’ipoclorito di sodio è presente sotto forma di ioni Na+ e OCl- ed proprio quest’ultimo ione che ha un forte potere biocida e che reagisce con le sostanze organiche ed inorganiche presenti nella matrice acquosa.<br />21 Maggio 2011<br />
  16. 16. 4. SISTEMA DI DISINFEZIONE DEGLI SCARICHI<br />Per valutare l’impatto ambientale che si produce per lo scarico del cloro residuo (ovvero di quello che non ha reagito) nell’acqua di mare si deve parlare in termini di concentrazione (mg/l) di cloro e non di kg di cloro aggiunto. <br />Se si calcolano i kg di cloro aggiunti, cioè la differenza tra i kg di cloro in entrata e i kg in uscita, il risultato è zero kg. <br />Difatti il processo di elettroclorinazione non prevede l’aggiunta di cloro all’acqua mare, ma trasforma il cloruro di sodio, contenuto in essa, in ipoclorito di sodio.<br />Le leggi che stabiliscono i limiti di cloro residuo permessi in acqua di scarico danno la concentrazione di cloro attivo nell’acqua di scarico deve essere inferiore a 0,2 mg/l.<br />21 Maggio 2011<br />
  17. 17. 4. SISTEMA DI DISINFEZIONE DEGLI SCARICHI - Curiosità<br />(Fonte light progress – water progress)<br />21 Maggio 2011<br />
  18. 18. 4. SISTEMA DI DISINFEZIONE DEGLI SCARICHI - Curiosità<br />(Fonte Altroconsumo)<br />21 Maggio 2011<br />
  19. 19. 4. SISTEMA DI DISINFEZIONE DEGLI SCARICHI - Curiosità<br />Qual è la concentrazione di ipoclorito di sodio utilizzato per disinfestare le piscine?<br />….“Sono stabiliti dei livelli massimi e di soglia per la concentrazione nel cloro. <br />Per il cloro disponibile la concentrazione minima nelle piscine è stabilita a 0.5 mg/litro, il livello massimo è stabilito a 1.5 mg/l.<br />Usando acido cianidico (stabilizzatore) i valori minimi e massimi sono stabiliti rispettivamente a 2.0 e 5.0 mg/l.” …….<br />(Fonte Lenntech)<br />21 Maggio 2011<br />
  20. 20. 4. SISTEMA DI DISINFEZIONE DEGLI SCARICHI - Curiosità<br />Azienda chimica genovese – trattamento acque a bordo navi <br />21 Maggio 2011<br />
  21. 21. 4. SISTEMA DI DISINFEZIONE DEGLI SCARICHI - Curiosità<br />Qual è la concentrazione di ipoclorito di sodio utilizzato per disinfestare le piscine?<br />….“Sono stabiliti dei livelli massimi e di soglia per la concentrazione nel cloro. Per il cloro disponibile la concentrazione minima nelle piscine è stabilita a 0.5 mg/litro, il livello massimo è stabilito a 1.5 mg/l.<br />Usando acido cianidico (stabilizzatore) i valori minimi e massimi sono stabiliti rispettivamente a 2.0 e 5.0 mg/l.” …….<br />(Fonte Lenntech)<br />21 Maggio 2011<br />
  22. 22. 5. Progetto LNG Falconara M.ma<br />Particolarità del progetto:<br /><ul><li> Non sono previsti stoccaggi nè galleggianti né a terra: la nave FSRU a differenza dei più comuni impianti di rigassificazione non sosterà “permanentemente” al punto di attracco ;
  23. 23. Il punto di attracco è esistente (SPM: Single Point Mooring) ed è utilizzato per l’attracco e lo scarico di navi al servizio della Raffineria;
  24. 24. Le modifiche impiantistiche off-shore interessano un’area interdetta senza modificarne l’estensione.</li></ul>21 Maggio 2011<br />
  25. 25. 5. Progetto LNG Falconara M.ma<br />21 Maggio 2011<br />
  26. 26. 5. Progetto LNG Falconara M.ma<br />NAVEFSRU (FloatingStorageRegassificationUnit)<br />+<br />CONDOTTA<br />PIATTAFORMA(SPM)<br />+<br />STRUTTURE FISSE<br />Elemento nuovo(intervento di posa<br />off-shore e on-shore)<br />Elemento mobile<br />Elemento esistente<br />a 16 km dalla costa(da adeguare con interventi finalizzati <br />a consentire anche lo scarico del gas)<br />21 Maggio 2011<br />
  27. 27. 5. Progetto LNG Falconara M.ma<br /><ul><li>Nessuna nuova installazione fissa, ad eccezione della condotta del gas e del cavo elettrostrumentale;
  28. 28. Nessuna interferenza significativa con habitat naturali e/o aree protette;
  29. 29. Nessuna interferenza con rotte navali esistenti e con attività di pesca (area già interdetta);
  30. 30. Nessuna situazione critica nel punto di spiaggiamento della condotta, e nessuna interferenza con le attività turistiche costiere.</li></ul>21 Maggio 2011<br />
  31. 31. 5. Progetto LNG Falconara M.ma<br /><ul><li>Elevato livello di sicurezza derivante dalla non interferenza con le attività petrolifere della raffineria e dall’assenza di stoccaggio fisso;
  32. 32. Utilizzo di strutture e di facilities già esistenti;
  33. 33. Impatti ambientali trascurabili;
  34. 34. Nessun conflitto con gli obiettivi di risanamento ambientale dell’area (AERCA e Piani connessi);
  35. 35. Installazione della condotta all’interno di aree già interdette;
  36. 36. Certificazione di tutti i sistemi da parte di enti accreditati a livello internazionale;</li></ul>21 Maggio 2011<br />
  37. 37. 5. Progetto LNG Falconara M.ma – Impatti ambientali off-shore<br />La realizzazione delle opere a mare non presenta criticità ambientali significative, in quanto:<br /><ul><li>Gli interventi sono di ridotta entità e durata (6 mesi), con modesti impatti temporanei dovuti soprattutto alla risospensione dei sedimenti in fase di posa,i cui effetti sono stati studiati con opportuni modelli di simulazione;
  38. 38. L’area interessata non è critica, in quanto già attraversata dalla condotta per il trasporto del greggio;
  39. 39. Indagini ambientali hanno mostratol’assenza di situazioni di inquinamento lungo l’intero tragitto della pipeline;
  40. 40. Indagini condotte sul tracciato originario e su quello in variante hanno evidenziatol’assenza di oggetti superficiali di importanza archeologica;
  41. 41. Non è prevista alcuna eccedenza di materiali di scavo, né necessità di riporto di materiali da approvvigionare all’esterno;
  42. 42. Nell’area non sono presenti aree protette, né specifiche emergenze ambientali (ad esempio la Posidonia Oceanica).</li></ul>21 Maggio 2011<br />
  43. 43. 5. Progetto LNG Falconara M.ma – Impatti ambientali on-shore<br />La realizzazione delle opere a terra non presenta criticità ambientali significative, in quanto:<br /><ul><li>Gli interventi sono di ridotta entità (3,4 km al di fuori della raffineria) e durata (6 mesi), con modesti impatti temporanei, dovuti soprattutto alle opere di scavo;
  44. 44. Non è prevista alcuna interferenza per gli attraversamenti dei corsi d’acqua : si adotterà infatti la tecnica della TOC (Trivellazione Orizzontale Controllata) o analoghe;
  45. 45. L’attraversamento della raffinerianon presenta alcuna problematica di natura ambientale, trattandosi di ambiente fortemente antropizzato. Inoltre non si creano interferenzecon le opere di messa in sicurezza realizzate nell’ambito delle procedure di bonifica del sito (SIN di Falconara).</li></ul>21 Maggio 2011<br />
  46. 46. 5. Impatti ambientali fase di esercizio<br />21 Maggio 2011<br />
  47. 47. 5. Sicurezza<br /><ul><li>La presenza della nave al terminale solo per le operazioni di rigassificazione e scarico;
  48. 48. La non contemporaneità tra le operazioni di scarico del greggio e del gas;
  49. 49. L’elevata distanza dalla costa, pari a 16 km;
  50. 50. La costante assistenza delle operazioni a mare da parte di personale specializzato;
  51. 51. Un incremento del tutto trascurabile del traffico marittimo nello specchio di mare interessato;
  52. 52. La certificazione di tutti i sistemi da parte di enti accreditati a livello internazionale;
  53. 53. L’utilizzo di tecnologie consolidate;</li></ul>21 Maggio 2011<br />
  54. 54. 5. Sicurezza<br /><ul><li> Irrilevante rischio di incidenti: l’industria del settore può vantare prestazioni sulla sicurezza di eccellenza;
  55. 55. Nessun rischio di esplosioni presso i centri abitati limitrofi: i vapori si disperdono nell’atmosfera, il GNL non è tossico, non è velenoso e non può esplodere in ambiente ventilato;
  56. 56. Nessun rischio per il traffico aereo: il terminale è al di fuori delle aree critiche del cono di atterraggio dell’Aeroporto Sanzio;
  57. 57. Nessun rischio da attacchi terroristici perché l’area in cui si svilupperebbe l’eventuale incendio rimarrebbe circoscritta alla zona di scarico della nave.</li></ul>21 Maggio 2011<br />
  58. 58. Varie ed eventuali…….<br />21 Maggio 2011<br />
  59. 59. GRAZIE PER L’ ATTENZIONE!!<br />21 Maggio 2011<br />

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