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Bioregionalismo tra etica individuale e sostenibilita' locale
 

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    Bioregionalismo tra etica individuale e sostenibilita' locale Bioregionalismo tra etica individuale e sostenibilita' locale Document Transcript

    • Bioregionalismo tra etica individuale e sostenibilità locale Agribusiness Paesaggio & Ambiente -- Vol. VIII (2004) n. 3, Marzo 2005 Bioregionalismo tra etica individuale e sostenibilità localeBioregionalism Between Individual Ethic and Local Sustainability. Bioregions represent a part of land defined bya tight integration between local culture and natural environment. Bioregionalism, hence the characteristics that identifyforms of societal organizations and different approaches to manage natural resources, can be read from two differentperspectives. In the first one, more linked to the original concept of bioregionalism, individual activities are strictlyconnected with environment and natural cycle. In this case the economy of the community, even if closed, aims to acomplete social and environmental sustainability. According to the second perspective, the aim is to find a planetarysustainability through a sum of local sustainability. In this paper, after a brief illustration of problems related to thedefinition of bioregions, the principles of the two perspectives, defined as “ideological” and “pragmatic”, will be pointedout. Then, referring to the ideological approach, ethical motivations behind bioregionalist choices, and their implicationson economic and political organization of communities, will be discussed. Il bioregionalismo l’individuo nella biosfera e, secondo le parole nasce nei primi di Berg, “rappresentano le piccole patrie del anni ‘70 dall’incon- pianeta”. tro di Peter Berg, Nonostante la vaghezza della definizione, esponente delle che, come si vedrà nella prima parte della nota, avanguardie cultu- porta alla difficoltà di identificare dei criteri rali con l’ecologista univoci per la delimitazione delle bioregioni, Raymond Dasm- alcuni aspetti possono essere individuati con ann. In un articolo chiarezza. Elementi caratterizzanti una pubblicato nel 1978 bioregione sono, fra gli altri, l’impossibilità diSILVIO FRANCO essi attribuiscono il una imposizione dei confini da parte di unaUniversità della Tuscia termine “bioregio- qualunque autorità politica o amministrativa ne” ad un luogo che e, punto di estrema rilevanza, la necessità del-rappresenta sia uno spazio geografico che un la nascita e della partecipazione dal basso ri-terreno della coscienza (idea che si è sviluppa- guardo qualunque attività o iniziativa relativata riguardo a come vivere in quello spazio) (Berg alla gestione delle sue risorse (Iacoponi, 2003).e Dasmann, 1978). Le bioregioni possono es- D’altro canto, così come accade per i criterisere identificate come delle porzioni della su- di delimitazione, anche quando si pone l’ac-perficie terrestre caratterizzate da una ricono- cento sui comportamenti degli individui e del-scibile identità naturale e culturale le quali co- le comunità che vivono in una bioregione, estituiscono il riferimento per la collocazione del- quindi quando si tratta di “bioregionalismo”, 185
    • Paesaggio e risorse SILVIO FRANCOci si trova di fronte ad un ampio ventaglio di che individuali della scelta bioregionalista ri-interpretazioni. Le diverse letture del biore- guardo agli aspetti sociali ed ecologici; nel se-gionalismo fanno riferimento ad opinioni e mo- condo vengono trattate alcune delle implica-tivazioni variamente connotate e possono es- zioni che una tale visione dell’organizzazionesere ricondotte, tralasciando le inevitabili sfu- sociale ha sui comportamenti economici e po-mature, a due distinti approcci. Da un lato tro- litici delle comunità.viamo un bioregionalismo ideologico, che po-tremmo definire “forte”, nel quale il sistemasociale della bioregione è strettamente integra- 1. Il territorio della Biore-to con l’ecosistema ed i ritmi naturali rappre- gionesentano un costante riferimento per la vita degliindividui. Dall’altro lato si pone un biore- In letteratura sono presenti diverse definizionigionalismo pragmatico, ideologicamente più “de- di “bioregione” le quali, anche se con sfuma-bole”, nel quale le comunità tendono al conse- ture diverse, identificano con questo termineguimento di uno sviluppo del sistema sociale che dei territori i cui confini sono stabiliti dai limi-risulti sostenibile rispetto alle risorse naturali del ti naturali degli ecosistemi e delle comunitàterritorio. La seconda parte della nota è dedicata umane1 . Qualunque definizione di bioregionealla descrizione delle principali caratteristiche di venga adottata, esiste il problema di stabilirequeste due prospettive del bioregionalismo. dei criteri per individuarne i confini. A questo La lettura del bioregionalismo che merita riguardo è possibile identificare quattro distintimaggiore attenzione appare quella più radica- approcci nei quali, passando dal primo all’ulti-le, non soltanto per le motivazioni etiche che mo, si ha un progressivo allontanamento daine sono alla base e perché discende diretta- riferimenti comunemente utilizzati per esegui-mente dall’idea dei suoi fondatori, ma anche re le delimitazioni politico-amministrativeperché la visione pragmatica del biore- (Alexander, 1996):gionalismo presenta elementi comuni con il - “Determinismo ambientale” (Natura → Cultu-tema dello sviluppo regionale sostenibile, ar- ra). All’interno di confini geografici (fisici) chegomento che già da tempo è oggetto dell’in- definiscono la bioregione si è sviluppata unateresse degli studiosi. Ulteriori motivazioni che determinata cultura; la difficoltà consiste nel-stimolano a soffermarsi sulle caratteristiche l’individuare l’elemento geografico di riferimen-dell’approccio ideologico si trovano, oltre che to (acque, aspetti fisici, clima, vegetazione, fau-nella crescente diffusione, anche nella realtà na) in quanto ciascun elemento definisce limi-italiana, di esperienze di bioregionalismo estre- ti differenti.mo, nel funzionamento di alcune comunità - “Determinismo Ambientale-culturale” (Naturabioregionali la cui organizzazione offre per gli ↔ Cultura). Natura e cultura locale hanno uneconomisti, in particolare gli economisti agra- equilibrato impatto l’una sull’altra; il proble-ri, interessanti spunti di riflessione. Su questa ma è determinare se, quando e, soprattutto,prospettiva ideologica del bioregionalismo entro quali confini esiste effettivamente que-sono focalizzati gli ultimi due paragrafi: nel sta corrispondenza.primo vengono evidenziate le motivazioni eti- - “Determinismo culturale locale” (Cultura →1) Fra le definizioni di bioregione si torio non delimitato da confini poli- bientale e naturale degli ecosistemiriportano, a titolo di esempio, le due tici o amministrativi ma da confini (clima, suolo, flora, fauna) e delleseguenti. “Regioni con confini natu- ‘oggettivi’ (ecosistemi naturali) e caratteristiche sociali delle comuni-rali (geografici-ecosistemi) e sociali ‘soggettivi’ (identità sociali); quindi tà locali (costumi, tradizioni, identi-(culturali-sociosistemi) e non legati un’area geografica circoscritta da li- tà collettiva, senso di appartenenzaalle attività economiche (amministra- miti fisici (bacino fluviale, catena al territorio).” (Iacoponi, 2003).tivi).” (Alexander, 1990). “Un terri- montuosa) e da un’omogeneità am- 2) Le variabili che determinano le 186
    • Bioregionalismo tra etica individuale e sostenibilità localeNatura). In un territorio circoscritto, all’inter- mitazione territoriale delle bioregioni2 . L’agri-no del quale sono disponibili determinate ri- coltura, infatti, oltre a rappresentare la princi-sorse, si sviluppa una cultura (terreno della co- pale modalità con cui si manifesta il rapportoscienza) la cui estensione, nel momento in cui dell’uomo con la terra, è il mezzo attraverso ilraggiunge la sua maturità, stabilisce i confini quale viene soddisfatto il bisogno primario del-della bioregione. l’alimentazione e trova un costante riferimen-- “Determinismo culturale globale” (Cultura → to nella tradizione e nella cultura del luogo.Appartenenza). Il terreno della coscienza è do- Tali aspetti, come si vedrà, rappresentano ilvunque, per cui non è possibile individuare dei substrato sul quale nasce qualunque prospet-confini effettivi; la bioregione è il luogo al quale tiva bioregionale.ci si “sente” di appartenere. Analizzando i diversi approcci si può osser-vare come, a parte l’ultimo, ciascuno possegga 2. Approccio ideologico edelle caratteristiche che lo rendono più adatto pragmatico al bioregiona-degli altri a circoscrivere specifici contesti geo- lismografici e culturali. In generale, comunque, ap-pare evidente che i confini bioregionali, nella “Ci può essere un’idea di bioregionalismo solomisura in cui sono influenzati dalla presenza e se vengono rispettati i principi di base dell’eco-dallo sviluppo delle attività umane, non pos- logia. Il bioregionalismo può realizzarsi solosono essere stabiliti con assoluta precisione ed se i sistemi di produzione impiegano esclusi-in modo definitivo. Anche riguardo all’esten- vamente risorse locali e solo se gli abitanti ten-sione territoriale, non esiste un criterio che gono in considerazione le implicazioni a lungopossa fornire un valido riferimento nel compi- termine della produzione” (Diffenderfer eto della delimitazione delle bioregioni; la loro Birch, 1997). In questa prospettiva, la sceltadimensione, infatti, deve essere tale che “le bioregionalista è legata all’adozione di com-comunità locali possano gestire le risorse sen- portamenti che riducono al minimo l’uso delletendole come proprie condividendo una iden- risorse, enfatizzano la conservazione ed iltità culturale” (Iacoponi, 2001a). riciclaggio, evitano l’inquinamento e lo spre- Allora, anche se sembra di poter conclude- co, adattano i sistemi produttivi alle risorsere che è sostanzialmente impossibile suddivi- locali (vento, acqua, legno) e, per quello chedere un territorio secondo un mosaico di riguarda il cibo, valorizzano i prodotti origina-bioregioni, non è infrequente il caso in cui sia ri della regione nel suo stato preagricolo. In-possibile identificarne delle porzioni in cui si fatti, come sostengono Diffendeffer e Birch,evidenziano dei chiari caratteri distintivi sia dal “il bioregionalismo si prefigge di cambiare ipunto di vista ambientale-naturale che socia- sistemi produttivi in vista di un futuro soste-le-culturale. È inevitabile che tali caratteri, nibile” e il fondamentale cambiamento dei si-laddove se ne manifesti la evidente presenza, stemi di produzione “deve coincidere con untrovino un diretto riscontro nella realtà agrico- concomitante cambiamento in quelle creden-la del luogo. Le caratteristiche dell’agricoltu- ze, attitudini, e valori che possono interagirera, se opportunamente analizzate dal punto di con l’ambiente naturale.”vista ambientale e sociale, possono fornire un In questa prospettiva prettamente ideolo-importante contributo nell’esercizio di deli-caratteristiche tecniche ed economi- agrario hanno attribuito grande im- rezione, uno dei primi è certamenteche delle attività agricole sono stret- portanza alla collocazione ambien- quello dei “sistemi agrari” del Ban-tamente correlate al contesto terri- tale e sociale delle attività agricole dini, identificati come territori omo-toriale ed ambientale in cui vengo- sforzandosi di trovare strumenti ade- genei per l’interazione di agricoltu-no svolte. Per questa ragione i guati per darne una lettura territo- ra, ambiente e società (Bandini,fondatori del pensiero economico riale. Fra i vari tentativi in questa di- 1959). 187
    • Paesaggio e risorse SILVIO FRANCOgica viene attribuito un ruolo centrale alla ca- “pragmatica”, il bioregionalismo rappresentapacità di costituire delle comunità che riesca- un continuum di approcci per lo sviluppo regio-no ad attivare dei meccanismi di auto-sosten- nale che vanno dalla esclusiva preservazionetamento adottando opportune forme organiz- degli ecosistemi naturali esistenti (“bioregionizative “a partire dal più elegante ed elementa- conservative”) allo sviluppo sostenibile dei si-re fra i principi della natura: quello dell’auto- stemi sociali ed economici già presentisufficienza” (Sale, 1984). La bioregione deve (“bioregioni evolutive”) (Simonis, 1997). No-trovare tutte le risorse di cui necessita (ener- nostante questo adattamento su posizionigia, cibo, abitazioni, vestiario, utensili, manu- meno estreme, in Europa si evidenziano dellefatti) entro i propri confini in modo che la difficoltà per stabilire un approccio biore-sostenibilità non sia riferita soltanto all’am- gionalista, ed una conseguente implemen-biente naturale ed alle sue risorse ma all’inte- tazione operativa dei suoi concetti3.ro ecosistema del quale gli esseri umani sono Le due letture del bioregionalismo presen-una delle componenti. Questa prospettiva di tano indubbiamente dei tratti comuni che pos-bioregionalismo discende direttamente dai sono essere identificati nell’interesse concen-principi che hanno ispirato i fondatori nord- trato sul locale piuttosto che sul globale, nel-americani, i quali hanno trovato in quel conte- l’obiettivo prioritario della sostenibilità am-sto territoriale dei particolari ambienti natura- bientale e nel riconoscimento della necessitàli e dei riferimenti storici, anche relativamente di partecipazione dal basso alla gestione dellerecenti. Non a caso, nella letteratura biore- risorse4 . Ciò nonostante fra approccio ideolo-gionale è abbastanza frequente il riferimento gico e pragmatico emergono delle differenzealla cultura, ai simboli, al rapporto con la na- sostanziali che, al di là delle modalità più otura ed alla organizzazione sociale delle tribù meno estreme con cui si manifestano, impedi-indiane. scono una comune omologazione sotto il me- Trasporre un tale approccio in un contesto desimo cappello del bioregionalismo. Nel pri-europeo presenta degli oggettivi elementi di mo caso prevale un taglio morale ed etico es-difficoltà, sia per motivazioni storiche, sia per senzialmente a carattere individuale o di co-il più consistente e diffuso livello di antropiz- munità circoscritte, nel secondo una prospet-zazione del territorio. Ciò ha portato ad tiva indirizzata verso la ricerca di uno sviluppoun’estensione dell’idea di bioregionalismo at- locale sostenibile della bioregione nel suo in-traverso la quale si ricerca “la sostenibilità sieme. In questo secondo caso, nonostante iglobale del sistema planetario come somma- valori, i bisogni e gli interessi della popolazio-toria di una gestione sostenibile delle risorse ne locale debbano rimanere il punto di parten-naturali di un territorio da parte delle comuni- za delle scelte dello sviluppo economico e del-tà locali” (Iacoponi, 2003). la conservazione ambientale, deve essere adot- In questa visione, identificabile come tata una programmazione nella quale si pos-3) Tali difficoltà derivano, oltre che - Citizen participation: un pieno turazione in chiave ecologica deida oggettive condizioni storiche e coinvolgimento della comunità può processi economici richiede la gene-strutturali, anche da alcune barriere essere raggiunto solo in ambiti terri- ralizzata adozione di sistemi di pro-politiche, sociali ed economiche toriali limitati mentre le risorse natu- duzione sostenibili.(Simonis,1997): rali e gli ecosistemi hanno general- 4) Come sottolinea Iacoponi (2003)- Political viability: nella realtà i li- mente unestensione più ampia. “ciascuna forma di bio-regionalismomiti delle bioregioni, determinati - Property rights: ogni tentativo di identifica come principio ineludibiledagli ecosistemi e dalle comunità comporre gli interessi economici, e caratterizzante l’auto-organizzazio-presenti in un territorio, difficilmen- sociali e ambientali in nome della ne delle comunità locali, le uniche inte corrispondono con i confini am- sostenibilità porta a conflitti legati ai grado di trovare un punto di equili-ministrativi, all’interno dei quali pos- diritti di proprietà. brio tra ambiente fisico-naturale e am-sono agire i decision-makers. - Systems of production: la ristrut- biente antropico”. 188
    • Bioregionalismo tra etica individuale e sostenibilità localesono, anzi spesso si devono, inserire anche le l’accumulazione e l’incremento delle produzio-esigenze degli operatori economici non locali ni, l’economia è integrata con tutti gli altri(Iacoponi, 2001a). aspetti della vita sociale della comunità. Nel momento in cui l’individuo perde l’appoggio della comunità è costretto a rivolgersi al mer-3. Bioregionalismo e motiva- cato per ottenere alcuni beni e servizi che rice-zioni etiche individuali veva dalla comunità stessa attraverso scambi non monetari. L’estensione dell’economia diNel bioregionalismo ideologico, sul quale ver- mercato che ne deriva comporta un’ulteriorerà focalizzata l’attenzione nel resto della nota, distruzione dei legami sociali che a loro voltaemergono in primo piano le motivazioni che spinge gli individui, socialmente disgregati esono alla base delle scelte di vita dei singoli e privi di alternative non monetarie, a rivolgersiche, di conseguenza, determinano le forme sempre più al mercato. Si alimenta così un pro-organizzative delle comunità. Nella discussio- cesso circolare il cui esito è quello di allargarene che segue tali motivazioni vengono progressivamente gli spazi di mercato riducen-ricondotte ai bisogni individuali e sociali ed ai do quelli della sfera sociale (Bonaiuti, 2003).valori ecologici e ambientali. La crescente consapevolezza che sta maturan-Bisogni individuali e sociali do nei confronti delle condizioni di disequi-I bisogni individuali vengono distinti in tre ca- librio sociale (e, in senso più generale, ecolo-tegorie: bisogni primari, connessi alla soprav- gico) originate da tali dinamiche autoac-vivenza, (cibo, riproduzione, riposo, riparo); crescitive è alla base di alcuni fenomeni dibisogni fondamentali, legati alla natura uma- auto-organizzazione spontanea della societàna, (riflessione, amicizia, amore, gioco, civile. Queste esperienze trovano fondamentoconvivialità); bisogni indotti, derivanti dalla nel principio di reciprocità il quale costituiscesocietà competitiva, (potere, ricchezza, accu- un aspetto importante del comportamentomulazione). umano: non sempre siamo disposti a interagire La scelta bioregionale, attraverso l’obietti- con gli altri al solo scopo di conseguire dei van-vo della realizzazione di una convivenza su base taggi individuali5 .comunitaria, si rivolge al soddisfacimento dei La condivisione del principio di reciprocitàbisogni primari e fondamentali in un’ottica di è uno dei cardini del funzionamento delle co-piena integrazione con le risorse naturali del munità bioregionali nelle quali l’interazione fraterritorio. E’ proprio il sentirsi parte della na- i membri ha come unico scopo il reciprocotura e dell’ambiente che, impedendo l’aliena- soddisfacimento dei bisogni primari e fonda-zione dei singoli e la nascita di bisogni mate- mentali. Per questa ragione gli scambi di beniriali indotti, origina un permanente stato di e di servizi che avvengono all’interno della co-“abbondanza”, una condizione che non ha un munità bioregionale non rispondono ad unalegame diretto con la quantità dei beni posse- logica economica in senso stretto ma hannoduti o consumati ma è il risultato di un rappor- come riferimento le disponibilità e le necessi-to con ciò che viene percepito come bisogno tà contingenti di coloro che li effettuano(Caillè, 1991). (Pancino, 2004). Nelle società agricole tradizionali, nelle Motivazioni ambientali ed ecologichequali la limitazione dei bisogni rende inutile L’insostenibilità ambientale dello sviluppo eco-5) “La spirale motivazionale della aumento dei consumi e dunque ziative di difese dell’ambiente, con-reciprocità, il surplus di benessere l’irreversibile degradazione della ma- sumo critico, finanza etica, sono de-che si produce nella condivisione, è teria/energia che è alla base della crisi stinate a rimanere sporadiche esp-il solo processo che, a livello indivi- ecologica. Senza questo motore ressioni di un calvinismo ecologicoduale, può contrastare l’inesorabile motivazionale, le pur meritevoli ini- di nicchia.” (Bonaiuti, 2003, 58). 189
    • Paesaggio e risorse SILVIO FRANCOnomico trova sempre maggiori conferme, sia In termini più generali, il bioregionalismoin base a considerazioni etico-filosofiche, sia si pone il medesimo obiettivo dell’ecologismocome deduzione di considerazioni teoriche6 . profondo (deep ecology) di individuare nuoveAnche dal punto di vista quantitativo, le valu- strade da percorrere affinché possa esseretazioni eseguite adottando il metodo dell’im- recuperata l’antica armonia tra società umanapronta ecologica evidenziano come la situazione e mondo della natura. I rappresentanti di que-planetaria sia già talmente compromessa da far sta visione, primo fra tutti l’ecologistarinunciare a qualunque ipotesi di soluzione per Goldsmith, individuano nel progresso, intesolo sviluppo sostenibile7 . Infatti, per sostenere come sviluppo della scienza, della tecnologia,l’attuale livello di sviluppo è già stato consu- dell’industria e del sistema mondiale del mer-mato tutto lo spazio ecologico planetario: non cato, la causa principale della disintegrazionesolo non ci sono margini ecologici per espri- sociale e degrado ambientale che sono allamere lo sviluppo dei paesi arretrati, ma nean- base dei problemi cronici che stanno devastan-che per sopportare le attuali esternalità nega- do la società attuale. Essi sostengono l’ideative prodotte dalle economie dei paesi svilup- che il progresso economico e tecnologico è lapati (Iacoponi, 2001b). negazione stessa dell’evoluzione in quanto, La prospettiva bioregionalista riporta que- mentre l’evoluzione rappresenta il percorso chesta visione globale all’ambito locale andando serve a mantenere la stabilità dell’ecosfera8 , ila limitare quanto più possibile l’impatto delle progresso porta a sconvolgerne l’ordine ed aattività agricole sulle risorse naturali del terri- ridurne la stabilità (Goldsmith, 1998).torio. Infatti, anche riferendoci a questa scala, Nella fase iniziale del loro sviluppo i siste-si osserva l’insostenibilità a lungo termine di mi ecologici e sociali divengono più complessipratiche agricole che prevedono il massiccio e diversificati, successivamente la complessitàutilizzo di mezzi meccanici alimentati da car- e la diversità tendono a ridurre la loro crescitaburanti fossili ed un crescente impiego di con- fino a che il sistema raggiunge uno stato dicimi chimici, anche in condizioni di fertilità del maturità (climax) in cui l’energia e le risorseterreno, abbondanza d’acqua e clima favore- sono utilizzate solo per il mantenimento e lavole. Il comportamento che il bioregionalismo reintegrazione. La complessità e la diversitàpropone a questo riguardo è la riduzione della crescenti che accompagnano l’evoluzione sonodimensione delle aziende, la coltivazione di una strettamente collegate con la crescente coope-più ampia gamma di prodotti, di origine locale razione tra le parti del sistema. Nei processie con maggiore valore nutritivo, la conserva- evolutivi l’iniziale competizione cede progres-zione dell’integrità del suolo, la creazione e sivamente il passo al mutualismo tra le com-l’utilizzo di fonti energetiche alternative, lo svi- ponenti del sistema; quando, invece, il siste-luppo di reti di distribuzione su piccola scala, ma inverte il suo percorso evolutivo, dandoil rispetto del tempo di rige-nerazione nelle at- origine ad un processo antievolutivo, iltività di taglio del legname e di pesca (Berg e mutualismo cede il passo alla competizione.Dasmann, 1978). In una società umana la situazione è analo-6) Una rassegna della letteratura ri- ni teoriche a Georgescu Roegen quattro diversi tipi di territori (perguardo a questi aspetti è estrema- (1977). l’energia, inutilizzabile, utilizzatomente vasta ed esula dagli obiettivi 7) L’impronta ecologica viene cal- continuativamente, a utilizzo limita-di questo lavoro. Al solo scopo di colata tenendo conto di cinque grup- to) (Wackernagel e Rees, 1996).indicare dei riferimenti che, a nostro pi di beni destinati all’abitante me- 8) Con ecosfera si intende la biosferaavviso, rappresentano una efficace dio di un dato paese – alimenti, abi- assieme al suo sostrato geologico –presentazione delle motivazioni del- tazioni, trasporti, beni di consumi e litosfera - e il suo ambiente atmosfe-le insostenibilità dello sviluppo, si servizi – e viene confrontata con la rico; questo termine è equivalenterimanda per gli aspetti filosofici a “disponibilità di bio-capacità” la qua- al nome “Gaia” (Lovelock, 1981).Jonas (1979) e per le considerazio- le viene valutata tenendo conto di 190
    • Bioregionalismo tra etica individuale e sostenibilità localega: in condizioni naturali, la cooperazione che mento, è possibile mantenere una società sta-viene praticata tra i membri di una comunità bile che tende all’immortalità. Aristotele nellane favorisce la sopravvivenza e lo sviluppo pro- Politica sostiene che esiste un rapporto fra po-muovendo la qualità della vita dei singoli e polazione e dimensione del territorio il quale,costruendo una “ricchezza sociale”. Con il pro- una volta raggiunto, deve essere mantenutogresso la cooperazione sociale è sostituita dal- stabile evitando ogni variazione che possa tur-la competizione e dall’aggressione interperso- bare tale equilibrio. Nel ‘600 l’esistenza di unanali e la ricchezza sociale, così dissipata, non società stazionaria, anche se con caratteristi-può essere sostituita dai servizi statali o dalla che del tutto particolari, viene ipotizzata daricchezza economica, che soddisfano solo una Thomas More nel descrivere la comunità idea-parte dei bisogni umani. le dell’isola di Utopia. Successivamente il L’organizzazione della comunità bioregio- raggiungimento dello stato stazionario vennenale cerca proprio di promuovere questa ric- teorizzato dagli economisti classici, Ricardo,chezza sociale instaurando un sistema coope- Malthus e, soprattutto, Mill, come fase con-rativo che consenta di soddisfare i bisogni in- clusiva della crescita capitalistica.dividuali dei suoi membri attraverso scambi Secondo Ricardo, sotto la continua pressio-mutualistici non monetari. ne della popolazione, il saggio di profitto ten- derà ad annullarsi e il genere umano finirà per vivere, per l’appunto, in uno stato stazionario.4. Bioregionalismo: aspetti Dopo Malthus, la cui visione a questo riguar-economici e politici do è sostanzialmente simile a quella ricardiana, anche John Stuart Mill preconizza il raggiun-Come osservato nel paragrafo precedente, la gimento di uno stato stazionario come conclu-natura tende verso quello stato che l’ecologia sione inevitabile del percorso di crescita deldefinisce climax, ossia un bilanciato, armoni- sistema capitalistico. Contrariamente aco, ed integrato stato di maturità che, una vol- Ricardo, il quale vede lo stato stazionario cometa raggiunto, si mantiene per lunghi periodi. una sciagura e ne rimuove la preoccupazionePer questo motivo un’economia bioregionale, collocandolo in una prospettiva temporale suf-integrandosi con l’ecosistema ed adattandosi ficientemente lontana, Mill considera una taleall’ambiente, tenta di creare un climax, un equi- situazione in termini positivi, in quanto rap-librio che gli economisti definiscono “stato sta- presenta la fine di una società competitiva ezionario”, invece di una condizione di perpe- arrivista e la nascita di una convivenza nellatuo cambiamento e continua crescita (Sale, quale gli uomini trascorrono il tempo in attivi-1984). tà artistiche e fra i piaceri dell’amicizia. Affer- L’idea dell’esistenza e del possibile raggiun- ma Mill: “non mi piace l’ideale di vita di colo-gimento di uno “stato stazionario” non è nuo- ro che pensano che lo stato normale degli uo-va nella storia del pensiero economico. Infatti, mini sia quello di una lotta per andare avanti;come afferma Georgescu-Roegen (1977), poi- che l’urtarsi e lo spingersi gli uni con gli altri,ché il cambiamento rappresenta l’elemento più che rappresenta il modello esistente della vitaimbarazzante per chiunque voglia progettare sociale, sia la sorte maggiormente desiderabileuna società ideale, l’idea di uno stato immuta- per il genere umano, e non piuttosto uno deibile è sempre stata oggetto delle riflessioni degli più tristi sintomi di una fase del progresso pro-studiosi. duttivo.” (Mill, 1983, 999-1000). Platone nella Repubblica afferma che la di- Mill addirittura sostiene che la società do-mensione della popolazione deve essere man- vrebbe scegliere la stazionarietà prima che l’au-tenuta rigorosamente costante e che ogni ger- mento della popolazione e l’esaurirsi delle ri-me di cambiamento va stroncato sul nascere. sorse naturali la costringano in questo stato:Infatti, come Platone stesso afferma nelle Leg- “non vi è molta soddisfazione nel contemplaregi, solo se si è in grado di prevenire il cambia- un mondo in cui [...] nulla sia lasciato all’atti- 191
    • Paesaggio e risorse SILVIO FRANCOvità spontanea della natura, [...] in cui ogni ritenuti obiettivi privi di qualunque interesse.siepe e ogni albero superfluo siano sradicati e In questa ottica le bioregioni divengonoquasi non rimanga una zolla di terra dove pos- delle porzioni di territorio nelle quali la strettasa crescere una pianta o un fiore. [...] Se la integrazione tra cultura locale e ambiente na-bellezza che la terra deve alle cose venisse di- turale costituisce il substrato per formestrutta dall’aumento illimitato della ricchezza organizzative delle comunità in grado di man-e della popolazione, al semplice scopo di dare tenere una piena sostenibilità sociale ed am-sostentamento a una popolazione più nume- bientale. Tali comunità tendono a praticare unarosa, ma non migliore o più felice, allora io economia chiusa ed una vita sociale primitivaspero sinceramente, per amore della posterità, strettamente connessa al contesto ambientaleche i nostri discendenti si accontenteranno di ed ai cicli naturali 9 (AA.VV., 1994; Reteessere in uno stato stazionario molto prima di Bioregionale Italiana, 2003). Questa visionetrovarsi costretti ad esso dalla necessità.” (Mill, porta le comunità bioregionali ad attribuire un1983, 1002). ruolo fondamentale ai rapporti economici ba- Dopo Mill tutti gli economisti ortodossi sati sul baratto dei prodotti (agricoli e non),hanno guardato con grande preoccupazione allo sullo scambio di lavoro e, più in generale, suistato stazionario il quale, considerato alla stre- cosiddetti LETS - local exchange trading systems10gua della stagnazione, rappresenta una disfun- (Pittau, 2003). Le modalità di scambio chezione in un sistema nel quale la crescita conti- andrebbero privilegiate all’interno delle comu-nua non soltanto è possibile ma, anzi, è consi- nità bioregionali sono indicate nel “Rapportoderata come una necessità assiomatica. per l’Economia” elaborato dal Consiglio Il bioregionalismo, al contrario, considera Bioregionalista (AA.VV., 1994). In questo do-auspicabile la situazione di stabilità sociale ed cumento vengono individuati i comportamen-economica che permette il perpetuarsi di con- ti che consentono di pervenire ad un’econo-dizioni di esistenza semplici, frugali e sobrie mia locale che ricerchi un’ottimale auto-suffi-all’interno di una visione antiutilitaristica e in cienza attraverso la creazione di sistemiuno stato di equilibrio con l’ambiente e le ri- sostenibili che si basano su moneta comunita-sorse naturali. L’obiettivo è quello di perveni- ria, reti di scambio e di baratto, proprietà col-re ad una economia chiusa in stato stazionario lettiva, controllo diretto delle risorse e demo-nel quale viene a stabilirsi una piena armonia crazia partecipativa.con l’ambiente e le risorse naturali da parte Quest’ultima affermazione stimola delle ri-degli individui e della comunità. In tali comu- flessioni riguardo alla possibile collocazione po-nità-territorio, che dovrebbero essere tenden- litica dei movimenti bioregionalisti, compitozialmente autosufficienti, le attività produtti- che appare estremamente arduo in quanto nel-ve è opportuno che vengano svolte nella più l’ideologia che ne è alla base coesistono aspet-piccola scala possibile, per salvaguardare al ti che caratterizzano posizioni antitetiche11. Se,massimo grado l’ambiente sociale e fisico, e il da un lato, il completo disinteresse per lo svi-progresso e lo sviluppo economico vengono luppo economico è in antitesi sia con l’ideolo-9) La chiusura economica delle co- ternazionale to etico per scambiare beni e servizimunità bioregionali non deve essere 10) Queste unità di scambio, che sulla base del loro valore realeinterpretata come la ricerca di un iso- possiedono la caratteristica di rima- (Linton e Greco, 1988).lamento sociale e culturale. Al con- nere laddove vengono generate, as- 11) Da segnalare che questa con-trario, è molto frequente la costru- sicurano una fonte di liquidità con- notazione politica “trasversale” chezione di reti bioregionali, più o meno tinuamente utilizzabile, rappresen- caratterizza l’ideologia bioregio-organizzate, le quali fungono da ri- tano un notevole strumento per co- nalista ha portato a delle contrap-ferimento per scambi di esperienze struire comunità locali più forti e posizioni sia fra i movimenti biore-e ospitalità a livello nazionale e in- coese e costituiscono un riferimen- gionali che all’interno degli stessi. 192
    • Bioregionalismo tra etica individuale e sostenibilità localegia liberista che marxista, dall’altro, non può to un’idea che, nel lasciare alle comunità il com-essere negata l’importanza che i movimenti pito di definire la propria bioregione sceglien-boregionalisti attribuiscono ad aspetti quali il do le variabili più funzionali rispetto alcontrollo diretto delle risorse e la proprietà soddisfacimento dei propri bisogni, rappresen-collettiva. Ciò consente di affermare che il ta un importante riferimento per puntare admodello bioregionale punta al raggiungimento una organizzazione sociale effettivamente so-di un’organizzazione comunitaria i cui tratti stenibile. Il termine bioregione, allora, assu-principali definiscono una struttura sociale me un significato ed identifica un determinatoassimilabile a quella teorizzata come fase fina- territorio solo quando gli esseri umani che vile del comunismo ideale (ridotti tempi di lavo- vivono vengono ricondotti ad un senso di ap-ro, pratica della contemplazione e dell’arte, partenenza ai luoghi ed all’ambiente naturaledisponibilità di tempo libero per assecondare (cioè a ri-abitare il territorio) divenendo unale proprie inclinazioni, comunità dei beni e dei comunità locale. Infatti, come sottolinealuoghi) (Sale, 1984). Brunori (2001), “il problema è affrontare la D’altro canto, aspetti quali l’esercizio di bioregione non solo dal lato degli indicatori,forme di democrazia diretta e il conseguente più o meno oggettivi, in grado di definire chi èforte decentramento delle decisioni che carat- dentro e chi è fuori da essa, ma invece a parti-terizzano la dottrina bioregionalista potrebbe- re dalla percezione dei soggetti […] Laro essere assimilati ad alcune istanze che sono bioregione (spazio di luoghi) vive nell’ambitoalla base delle spinte separatiste evocate da del globale (spazio di flussi) solo se riesce aalcuni movimenti politici. Tuttavia, deve esse- ricostruire all’interno di una rete globale dellere tenuto ben presente che, mentre tali movi- microreti basate su alcuni principi e valori strut-menti rivendicano una autonomia amministra- turanti: la preferenza per i prodotti locali, iltiva finalizzata prioritariamente alla gestione ricorso al riciclaggio piuttosto che allo scarto,locale delle risorse finanziarie, il biore- utilizzo di fonti energetiche rinnovabili, pro-gionalismo punta ad un controllo diretto del cessi a basso (nullo) impatto ambientale”.territorio e delle risorse naturali. Inoltre, a dif- I processi che sono alla base della condi-ferenza di quanto si osserva in molti movimenti visione delle motivazioni profonde delseparatisti, non c’è traccia di discriminazione bioregionalismo si identificano con la appar-nei confronti del diverso e dello straniero; al tenenza ai luoghi ed all’ambiente naturale e lacontrario, nella visione bioregionalista, la partecipazione ad una comunità che cerca ilcondivisione ideologica elimina ogni barriera soddisfacimento dei propri bisogni primari eetnica e geografica. fondamentali attraverso una piena e sosteni- Da segnalare, infine, come alcuni fondatori bile integrazione con le risorse del territorio.e attivisti di gruppi bioregionalisti attribuisca- Educazione, cultura e riflessione sono i mezzino ai propri movimenti una connotazione che sono alla base per sedimentare questo sensoprettamente anarchica nella quale le istituzio- di appartenenza e partecipazione, trasmetten-ni politiche vengono cancellate per essere do l’importanza dei valori ecologici, il rispettoridefinite ad una scala in cui diviene possibile della natura e delle sue risorse, la corretta prio-un’interazione “faccia a faccia” e la completa rità nel soddisfacimento dei bisogni individuali,autogestione (Dodge, 1981). l’importanza dei rapporti fra agricoltura, stato dell’ambiente e qualità della vita. L’idea basilare di decentralizzazione che emerge dalla definizio-5. Conclusioni ne di bioregionalismo richiede un empowerment degli individui e della comunità; tale capacitàLe bioregioni possono non esistere sul terreno sociale, cioè la partecipazione delle persone alleo comunque, essendo un prodotto dell’intera- decisioni che riguardano la loro vita (ethic ofzione natura-cultura, sono in continua evolu- caring), può essere trasmessa solo con l’educa-zione. Questa evidenza non priva di significa- zione e la cultura (Diffenderfer e Birch, 1997). 193
    • Paesaggio e risorse SILVIO FRANCO In conclusione si può affermare che il mes- and Practice, CoEvolution Quarterly, 32, 6-12.saggio bioregionalista più forte è proprio quel- Georgescu-Roegen N. (1977), The steady state and ecological salvation: a thermodynamic analysis, BioScience,lo del ruolo centrale della cultura come stru- n.4, pag.266-70.mento per divulgare e far crescere la condivi- Georgescu-Roegen N. (2003), Bioeconomia, Bollatisione etica dei valori ecologici e sociali. Come Boringhieri, Torino.afferma Sale (1985), non è possibile immagi- Goldsmith E. (1992), La grande inversione, Franco Muzio,nare la società bioregionale affermarsi attra- Padova.verso un decreto, un atto legislativo o un moto Goldsmith E. (1998), Progress is anti-evolutionary and is the anti-Way, University of Georgia Press, Athens, Georgia.insurrezionale; è soltanto attraverso un lungo Iacoponi L. (2001a), La Bioregione. Verso L’integrazionee continuo mutamento che gli esseri umani po- dei processi socioeconomici ecosistemici nelle comunità locali,tranno vivere a loro agio in una simile società. Edizioni ETS, Pisa. Iacoponi L. (2001b), Sviluppo Sostenibile e Bioregione, La Questione Agraria, n.4.Bibliografia Iacoponi L. (2003), Ambiente, Società e Sviluppo. L’im- pronta ecologica localizzata delle “bioregioni” Toscana Costa e Area Vasta Livorno-Pisa-Lucca, Edizioni ETS, Pisa. AA.VV. (1994), Bioregione: nuova dimensione per l’uma-nità, Macro Edizioni, S. Martino di Sarsina (FO). Jonas H. (1979), Das prinzip Verantwortung, trad. italiana “Il principio responsabilità. Un’etica per la civiltà tecnologi- Alexander D. (1990), Bioregionalism: Science or ca”. Einaudi, Torino, 1993.Sensibility?, Environmental Ethics, 12 (2), 161-173. Linton M., Greco T. (1988), LETS: The Local Exchange Alexander D. (1996), Bioregionalism: the Need for a Firmer Trading System, Fourth World Review.Theoretical Foundation, The Trumpeter-Journal of Ecosophy,Volume 13. Lovelock J. (1981), Gaia, Boringhieri, Torino. Bandini M. (1959), Economia Agraria, UTET, Torino. Mill J. S. (1983), Principi di Economia Politica (ed. origi- nale 1848), UTET, Torino. Berg P Dasmann R. (1978), Reinhabiting California In .,Berg P (Ed.), Reinhabiting A Separate Country: A Bioregional . Pancino B. (2004), La comunità bioregionale da comu-Anthology of Northern California. San Francisco: Planet nione di scelte individuali a luogo di scambio, convegnoDrum. “Bioregionalismo e benessere”, Udine, 4-5 Novembre 2004. Bonaiuti M. (2003), Introduzione in Georgescu Roegen Pittau M. (2003), Economie senza denaro. I sistemi di scam-N., Bioeconomia, Bollati Boringhieri, Torino bio non monetario nell’economia di mercato. Emi Edizioni. Brunori G. (2001), La bioregione come costruzione sociale Rete Bioregionale Italiana (2003), Selvatico e coltivato.in (a cura di) Iacoponi L. La Bioregione, Edizioni ETS, Pisa. Storie di vita bioregionale, Stampa Alternativa. Caillè A. (1991), Critica della ragione utilitaria, Bollati Sale K. (1984), Bioregionalism – A new way to treat theBoringhieri, Torino. land, The ecologist, n.4. Cenedese M. (2001), Progresso economico, sottosviluppo Sale K. (1985), Dwellers in the Land: The Bioregionale società in stato stazionario, “Frontiere”, www.estovest.it Vision, Sierra Club Books. Diffenderfer M., Birch D. (1997), Bioregionalism. A Simonis U.E. (1997), Bioregionalism. A pragmaticcomparative study of the Adirondacks and the Sierra Nevada, European Perspective, Ekistics, nn. 382-384.Society and Natural Resources, Volume 10, n.1. Wackernagel M., Rees W (1996), L’impronta ecologica, . Dodge, J. (1981), Living by life: Some Bioregional Theory Edizioni Ambiente, Milano. 194