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Viaggio nella cultura power point

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  • 1. «La purezza dei contorni, la morbidezza di ogni cosa, la cedevole scambievolezza delle tinte, lunità armonica del cielo col mare e del mare con la terra... chi li ha visti una sola volta, li possederà per tutta la vita» «LItalia senza la Sicilia,non lascia nello spirito immagine alcuna.È in Sicilia che si trova la chiave di tutto» [...] Goethe, "Viaggio in Italia", 1817
  • 2. “Ora egli conosceva tutti i fondi della masseria palmo per palmo, e menava i tacchini fin sulciglione dellArcura, donde si godeva la vista della Piana di Catania e dellEtna da un lato, dellecolline di Catalfaro e della Nicchiara dallaltro; e si vedeva Mineo arrampicato sul monte, con letorri del vecchio castello e i campanili delle chiese ritagliati sul cielo; e dallaltra parte, laggiù,quasi rannicchiato sotto la roccia rossastra, Palagonía, dovegli distingueva la casa del notaio; e,lontano, come un sassolino bianco buttato tra lerba verde, la casa di campagna dovegli era statoa guardare i tacchini e dove avea patito tante volte la fame e il freddo, perchè spesso siscordavanodi lui e non gli mandavano il pane dal paese;e doveva dormire su la nuda paglia, con unostraccio di vecchia bisaccia percoperta, allo scuro.”Da “Scurpiddu” Mineo Luigi Capuana
  • 3. "CASA MUSEO LUIGI CAPUANA E BIBLIOTECA COMUNALE LUIGI CAPUANA“ Alla Biblioteca, per ovvie ragioni, è stato attribuito il nome del grande scrittore concittadino ed è stata aperta al pubblico nell’ottobre del 1977, assieme al Museo L. Capuana, con lo scopo di valorizzare il Museo e l’opera capuaniana, diffondere la cultura e Circolo di cultura Capuana l’educazione civica fra tutti i cittadini. Inizialmente sede del palazzo di città, divenne poi casa del magistrato. Fù trasformato in seguito in carcere mandamentale e in parte concesso ad una associazione di nobili. Fu "casa del fascio" e dopo gli eventi bellici circolo di cultura dedicato a Luigi Capuana. Internamente presenta delle belle colonne con capitelli doricì che abbelliscono un caratteristico sa1one ottocentesco stile liberty.Monumento a Luigi CapuanaAl centro della piazza, è un opera di Vincenzo Torre daNicolosi, fu realizzato a Roma nel 1934 e fu inaugurato nel1936. II basamento è in travertino, mentre la statua e ipannelli sono in bronzo. Nei pannelli sotto la statua sipossono ammiraredei bassorilievi con scene che ricordano alcune opere delloscrittore menenino: guardando di fronte “Giacinta", a destraunallegoria di fiabe, a sinistra “bona genti" "dietro il“marchese di Roccaverdina".
  • 4. Chiesa di San Pietro La chiesa è menzionata per la prima volta in epoca medievale assieme a quelle di SantAgrippina e di Santa Maria Maggiore. Nel 1670 fu eretta a Collegiata. Anche questo edificio sacro, come gli altri di Mineo, ha subito nel corso dei secoli rimaneggiamenti e restauri. Fu danneggiata dai terremoti del 1542 e del 1693. La facciata è stata completata solo nella seconda metà del XIX secolo.Chiesa parrocchialededicata a S.Agrippina, patrona dellacitta‟. Essa vanta originiantichissime, fu consacrata il19 giugno del 312 e sorge suiruderi del privato oratorio cheS. Eupresia fece costruire nel263 sul luogo attiguo allacasa dove ricevette i restimortali della Vergine e Martire Chiesa di S. Maria Maggiore.Agrippina, trasportata Essa sorge vicino ai ruderi delmiracolosamente da Roma a vecchio castello Ducezio e vantaMineo. di essere la prima chiesa Cristiana di Mineo. Le sue origini risalirebbero agli albori del cristianesimo in Sicilia verso la meta’ del III sec. d. C. Dedicata prima al dio Sole, quando i menenini divennero cristiani la trasformarono da tempio pagano in tempio cristiano dedicandolo alla vergine SS.
  • 5. Chiesa di S. Tommaso Erroneamente chiamata chiesa del collegio, fu dedicata a S. Tommaso apostolo. Presenta sul fianco sinistro una bella torre campanaria restaurata nel 1934. Contiene opere di valore come la balaustra in ferro battuto dellantica chiesa di S. Benedetto, il sarcofago del De Guerriero, gli altari in marmo del 600, il pulpito in legno scolpito del 700. Sita nella parte ovest della citta’ troviamo la chiesa di S. Maria d‟Odigitria.Qui nel medioevo sorgeva una delle antiche porte della citta’ chiamata Porta di S. Maria degli Angeli per la raffigurazione di S. Anna seduta con la figliola Maria SS. degli Angeli, scolpite entrambe da mano maestra.Chiesa di S. Francesco DAssisi e dellImmacolataRisale al 1400. Il portale in pietra, corroso dal tempo, murato nellaparete lungo la Via Roma è del’400. Fa parte del convento del PP.Francescani conventuali che lo aprirono nel 1450. Distrutto dalterremoto dell’11 Gennaio 1693, venne ricostruito nel’ 700 e rimaseaperto fino al 1867, data nella quale venne soppresso dalla legge civilee i suoi beni vennero confiscati dallo Stato, il quale lo concesse in usoal Comune per finalità educative e culturali.
  • 6. Vizzini I luoghi della Cavalleria Rusticana Di ritorno dal servizio di leva, Turiddu trovò la sua fidanzata Lola sposata con Alfio. In lui matura il desiderio di vendetta e per questo seduce Santuzza. La gelosia cresce in Lola che tradisce il marito per andare con il giovane.Santuzza si accorge della relazione dei due e racconta tutto a Lucia, madre di Turiddu. Improvvisamente Alfio rientra con il sospetto di aver visto il ragazzo appostato sotto casa. La domenica di Pasqua, Santuzza cerca di dissuadere Turiddu dall‟amare Lola ma tra i due scoppia una lite. Per mettere a tacere Santuzza, Turiddu entra in chiesa. Quando Alfio arriva in chiesa trova Santuzza in lacrime. Lei confessa di piangere per via dell‟infedeltà di Turiddu e gli racconta la verità. Fu così che Alfio lo sfida a duello. Alla fine del 1800 Pietro Mascagni trasforma questo splendido racconto in un melodramma con il quale otterrà un immediato successo.
  • 7. Tra i monumenti è possibile ammirare: il settecentesco Palazzo Trao teatro di Mastro Don Gesualdo divenuto Casa della Memoria e delle Arti dove si conservano i dagherrotipi originali scattati dal Verga; il quartiere di Santa Teresa, nelle cui vie si sviluppa il dramma della Cavalleria; Palazzo Sganci ricordato nel romanzo Mastro Don Gesualdo;Palazzo La Gurna, il luogo in cui si tenne il banchetto nuziale di Mastro Don Gesualdo e Donna Bianca Trao; le case di Santuzza e Lola in via Volta, l’una di fronte all’altra; la casa di Turiddu in via Tetrarca; ‘A Cunziria dove Alfio e Turiddu si sfidarono a duello.
  • 8. "Dal palazzo dei Trao, al di Palazzo La Gurna sopra del cornicione sdentato, In questa casa, si tenne il banchetto si vedevano salire infatti, nuziale di Mastro Don Gesualdo e nellalba che cominciava a Donna Bianca Trao. Il prospetto schiarire, globi di fumo denso, presenta ai lati dellingresso a ondate, sparsi di faville". principale due colonne su alte basi "Una vera bicocca quella in pietra vulcanica, secondo una casa i muri rotti, scalcinati, tipologia costruttiva tipica degli corrosi, delle fenditure che edifici privati di Vizzini. Il nome della scendevano dal cornicione famiglia La Gurna, una fra le più fino a terra; le finestre antiche famiglie nobili della città fu sgangherate e senza vetri; lo scelto dal Verga e non è quello del stemma logoro,scantonato, casato a cui apparteneva il appeso ad un uncino Palazzo. arrugginito, "Nella casa antica dei La al di sopra della porta“. Gurna, presa in affitto da Don Gesualdo Motta, si aspettavano gli sposi". da Mastro Don Gesualdo Palazzo Verga Lorigine del palazzo Verga si Palazzo Sganci può fare risalire, per analogiaSi affaccia su Piazza Umberto. con altri palazzi, ai secoli XVIII Viene ricordato nel e XIX romanzo "Mastro Don Dallepigrafe posta sulledificio: Gesualdo", in quanto il Verga "In questa casa visse con le Immaginò lì combinarsi il creature dellalta sua fantasia fidanzamento tra Bianca e Giovanni Verga, che dalle Gesualdo. passioni, dalle cadute, dai "Giù in piazza, davanti al risorgimenti degli umili trasse il portone di casa Sganci, mondo dei vinti " . vedevasi un tafferuglio".
  • 9. La "Cunziria" ha un interesse Chiesa di S. letterario ed è inserita nei Teresa, ove le percorsi Verghiani, collegata al comari vanno a duello fra compare Turiddu e pregare (nellopera) compare Alfio, svoltosi lì, fra i e losteria della fichidindia. “ „gna Nunzia” ove "Turiddu annaspò un pezzo di Turiddo e Alfio si qua e là tra i fichidindia e poi sfidano a duello. cadde come un masso“ da Cavalleria Rusticana La casa della baronessa era Casa Mastro Don Gesualdo vastissima, messa insieme a pezzi eSituata in via Santa Maria dei Greci, bocconi, a misura che i genitori di lei riveste un interesse letterario in andavano stanando ad uno ad uno i quanto è inserita nei percorsi diversi proprietari, sino a cacciarsi poi Verghiani. colla figliuola nel palazzetto dei"Brucia il palazzo, capite? Se ne va Rubiera in fiamme tutto il quartiere! Ci ho Il fabbricato occupava quasi tutta la accanto la mia casa, perdio! - Si lunghezza del vialetto". mise a vociare mastro – don "Fin dallandrone immenso e Gesualdo Motta" . buio, fiancheggiato da porticine Da Mastro Don Gesualdo. basse, ferrate a uso di prigione, si sentiva di essere in una casa ricca". Da "Mastro Don Gesualdo"
  • 10. Modica Salvatore QuasimodoOgnuno sta solo sul cuor della terra trafitto da un raggio di sole: ed è subito sera.
  • 11. Casa natale di Salvatore Quasimodo La casa è visitabile. Contiene, oltre ad un letto in ferro battuto, gli altri mobili ed arredi di primo Novecento; inoltre sono presenti i mobili dello studio di Milano e una vecchia macchina da scrivere Olivetti, che il figlio Alessandro ha donato alla casa - museo nel 1996. Da un vecchio nastro, ai visitatori viene fatta ascoltare la voce del Poeta registrata durante la cerimonia di conferimento del Nobel a Stoccolma.A Modica opera il Parco Letterario Salvatore Quasimodo, cheha sedi pure a Roccalumera, paese dorigine della famiglia, ed aMessina, dove il Poeta trascorse buona parte delladolescenza, e dove intraprese gli studi superiori. Il Parco cura variemanifestazioni culturali della città di Modica, soprattutto nel mese di agosto, quando ricorre lanniversario della nascita.
  • 12. Castello dei ContiHa rappresentato per tanti secoli la sede delpotere politico e amministrativo della Contea diModica. Era infatti presidio fortificato militare ecarcerario. Con lUnità dItalia, furono cacciati dailoro conventi e monasteri gli Ordini religiosi, ed ilCastello fu definitivamente abbandonato. Oggi èpossibile visitarne le carceri medievali, civili e"criminali”, presenti nel cortile interno, la chiesadella Madonna del Medagliere e ciò che restadella chiesetta di San Cataldo. La chiesa di S. Maria del Gesù (1478- 1481) e lannesso convento (1478-1520 appartennero ai Frati Francescani Minori Osservanti. Conserva uno splendido chiostro a due ordini in stile tardo-gotico; si tratta di un unicum in tutta lItalia meridionale, con paragoni stilistici sopravviventi solo in Catalogna. La chiesa fu costruita restaurando un edificio francescano già presente almeno dal 1343. Purtroppo la chiesa e il convento attualmente non sono visitabili, in quanto lex-convento è sede carceraria sin dal 1865. È visibile però il prospetto quattrocentesco della chiesa. Duomo di San Giorgio Spesso indicato e segnalato come monumento simbolo del Barocco siciliano tipico di questo estremo lembo dItalia. Inserito nella Lista Mondiale dei Beni dellUmanità dellUNESCO, è il risultato finale della ricostruzione sei/settecentesca, avvenuta in seguito ai disastrosi terremoti che colpirono Modica nel 1542, nel 1613 e nel 1693.
  • 13. AgrigentoLuigiPirandello "Io dunque son figlio del Caos; e non allegoricamente, ma in giusta realtà, perché son nato in una nostra campagna, che trovasi presso ad un intricato bosco, denominato, in forma dialettale, Càvusu dagli abitanti di Girgenti. Colà la mia famiglia si era rifugiata dal terribile colera del 1867, che infierí fortemente nella Sicilia”
  • 14. Agrigento (Girgenti) è la "città di Pirandello". La città in cui Luigi Pirandello è nato e si è formato, dalla quale non si è mai staccato se non fisicamente e alla quale non può non far ritorno. Ma anche la città "teatro" dei personaggi in cerca di autore e delle situazioni "pirandelliane" senza tempo. Luogo emblematico che diventa "la fascia climatica nella quale molte creature pirandelliane amano respirare, soffrire, scontrarsi, vivere!" (Enzo Lauretta) La Casa natale di Luigi Pirandello è La Biblioteca è un centro multimediale di una costruzione rurale della prima documentazione sul drammaturgo siciliano, che metà del XVIII secolo sita in una conserva e offre una notevole varietà di contrada tra Agrigento e Porto documenti distinti in monografie, materiali rari e Empedocle, denominata Caos. di pregio, periodici. Di estremo interesse sono i«Sono caduto, non so di dove né come documenti autografi, in gran parte provenienti ne perché, caduto un giorno, caduto in dagli eredi di Pirandello: circa 5000 documenti, un’arida campagna di secolari olivi molti dei quali ancora inediti, tra lettere, copionisaraceni, di mandorli e di viti affacciata teatrali manoscritti e dattiloscritti, frammenti,sotto l’ondata azzurra del cielo, sul nero ritagli di giornali e diversi cimeli personali, in mare africano… » particolare la tessera del partito fascista del 1936, la tessera della Reale Accademia dItalia, Urna cineraria di Pirandello il libretto universitario di Bonn del 1889. … sia lurna cineraria portata in Sicilia e murata in qualche rozza pietra nella campagna di Girgenti dove nacqui.
  • 15. Tempio dei Dioscuri Tomba di Terone (Hereon)Tempio di Era Lacinia (Giunone) Santuario rupestre di Demetra Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi Uno dei siti archeologici più rappresentativi della civiltà greca classica. Comprende i templi dorici della collina Termpio di Asclepio (Esculapio) Tempio della Concordia sacra, inserita dallUnesco nella lista del patrimonio culturale dell’umanità. Oratorio di Falaride Tempio di Eracle (Ercole) Tempio di Efesto (Vulcano) Tempio di Zeus (Giove) Olimpico
  • 16. ll centro storico di Agrigento è formato da tante viuzze e cortili che somigliano molto a quelli che si possono I primi lavori per la realizzazione della Cattedrale di Agrigento ammirare nelle città del nord Africa. Lungo il percorso si cominciarono prima dellanno 1100 per volontà del vescovo possono visitare le numerose e caratteristiche edicole sacre Gerlando. Ma soltanto 200 anni dopo la chiesa realizzata venne e decine di chiese. intitolata a San Gerlando, patrono della Città dei Templi. Quest’ultime, frutto di stili di costruzione a volte totalmente Già nel 1600 la cattedrale di Agrigento aveva perduto lo stile e la diversi, contengono all’interno dei veri e propri tesori di arte struttura primitivi. Una paurosa frana nel 1966, ha provocato ingenti sacra molto spesso sconosciuti al grande pubblico. danni al Duomo che è rimasto chiuso, in fase di restauro, per una decina danni. L abbazia di Santo Spirito venne fondata dalla nobildonna agrigentina Marchisia Prefolio. Patrono di Agrigento è San Gerlando ma i festeggiamenti che Costei aveva sposato il cavaliere Federico I, appartenente ad uno dei più illustrisono tributati a San Calogero non hanno eguali probabilmente in casati nobiliari del XIII sec., i Chiaramonte. Quando Federico morì, la Prefolionessun altro angolo del mondo. trasformò il suo palazzo in monastero, incorporandolo nel complessoDurante gli otto giorni (dalla prima alla seconda domenica di luglio) dellabbazia di Santo Spirito.di festa, si intersecano misticismo, antiche tradizioni, leggende e Non è possibile stabilire con certezza la data di fondazione: da un atto notarileprofonda fede cristiana che si uniscono e sprigionano unenergia riguardante una donazione al Monastero, rogato nel gennaio 1295, si ricava chedifficilmente traducibile in semplici parole. già a quellepoca il monastero esisteva ed era in piena efficienza.
  • 17. Associazione culturale Euro.In.Form.Ma. Caltagirone I corsisti: Bennici Tiziana Palumbo Daniela Placenti Marzia

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