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    • 1. Corso di formazione“Sicurezza sul Lavoro” D.L.vo 81/08
    • 2. La Storia 1898I primi interventi delloStato per la tutela dellasalute e della sicurezza deilavoratori:Assicurazione obbligatoriaper i lavoratori del settoreindustriale
    • 3. 1930Codice Penaleart.437 Rimozione od omissione dolosa di cautele contro gli infortunisul lavoroart.451 Omissione colposa di cautele o difese contro disastri oinfortuni
    • 4. 1948 COSTITUZIONEart.32Tutela della salute come diritto fondamentale del singolo e dellacollettivitàart.35Tutela del lavoro in tutte le sue forme ed applicazioniart.41L’iniziativa economica privata è libera purché non danneggi lasicurezza, la libertà e la dignità umana
    • 5. CODICE CIVILEArt. 2087 c.c. (1942)“L’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondola particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integritàfisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro.”Tale norma è civile e non penale, non essendo prevista nessuna sanzione penale, masvolge una funzione importantissima per la sicurezza sotto un duplice profilo:• la sua inosservanza può costituire il titolo della colpa da attribuire all’imprenditoresotto il profilo della inosservanza di legge, nell’ipotesi che l’infortunio o la malattiaprofessionale sia da ricollegare a questo suo comportamento•Le leggi speciali, sia per quanto concerne l’identificazione dei destinatari, che quantoattiene al contenuto del dovere di sicurezza debbono essere interpretate alla luce diquesto precetto. IMPRENDITORE PRIMO E UNICO DESTINATARIO DELL’ORGANIZZAZIONE DELLA SICUREZZA
    • 6. Il Decreto Legislativo626/94 recepiscealcune direttiveeuropee in materia dimiglioramento dellasicurezza e dellasalute dei lavoratorinei luoghi di lavoro
    • 7. Decreto Legislativo 81/08 Struttura del provvedimentoSi articola in 306 articoli, 13 Titoli e 51 Allegati.  Il Titolo I (artt. da 1 a 61) disciplina,  anche mediante rinvio a  tre  Allegati (da I a  III),  i principi comuni a tutti i settori di attività rientranti nel campo di applicazione del TU.Nell’ambito di questo Titolo, le disposizioni di diretto interesse per le imprese sono contenute nel Capo III (artt. da 15 a 54), relativo alla “Gestione della prevenzione nei luoghi di lavoro”. ­       I Titoli da II a XI (artt. da 62 a 297) disciplinano, anche attraverso rinvio a quarantotto Allegati,  gli specifici obblighi di prevenzione inerenti i requisiti di sicurezza ed i mezzi di protezione a tutela dei lavoratori nello svolgimento delle attivita` lavorative rientranti nel campo di applicazione del TU, secondo la seguente articolazione:
    • 8. Decreto Legislativo 81/08       Titolo II (artt. da 62 a 68) e un Allegato (IV) - Luoghi di lavoro       Titolo III (artt. da 69 a 87) e cinque Allegati (da V a IX) - Attrezzature di lavoro e dispositivi di protezione individuale (ivi compresi impianti e apparecchiature elettriche)       Titolo IV (artt. da 88 a 160) e quattordici Allegati (da X a XXIII) - Cantieri temporanei o mobili       Titolo V (artt. da 161 a 166) e nove Allegati (da XXIV a XXXII) - Segnaletica di salute e sicurezza sul lavoro      Titolo VI (artt. da 167 a 171) e un Allegato (XXXIII) - Movimentazione manuale dei carichi       Titolo VII (artt. da 172 a 179) e un Allegato (XXXIV) - Attrezzature munite di videoterminali     
    • 9. Decreto Legislativo 81/08            Titolo VIII (artt. da 180 a 220) e tre Allegati (da XXXV a  XXXVII) - Agenti fisici (rumore, vibrazioni, campi elettromagnetici, radiazioni ottiche artificiali)       Titolo IX (artt. da 221 a 265) e sei Allegati (da XXXVIII a XLIII) - Sostanze pericolose (agenti chimici, agenti cancerogeni e mutageni, amianto)      Titolo X (artt. da 266 a 286) e cinque Allegati (da XLIV a XLVIII) - Agenti biologici      Titolo XI (artt. da 287 a 297) e  tre Allegati (da XLIX a LI) - Atmosfere esplosive      Titolo XII (artt. da 298 a 303) e Capi finali dei Titoli da I a XI  - Disposizioni sanzionatorie      Il Titolo XIII (artt. da 304 a 306) - Norme transitorie e finali
    • 10. Il Decreto Legislativo 81/08 ribadisce le novità nel modo di intendere la sicurezza introdotte dal D. L.vo 626/94Obblighi della valutazione del rischio, dellainformazione, formazione e addestramento deilavoratoriProcedure di gestione della sicurezza neiluoghi di lavoro
    • 11. Il LavoratoreIl lavoratore non è più visto come un soggetto passivo da tutelare, ma svolge un ruolo attivo nel determinare condizioni di sicurezza nel luogo di lavoroArt. 20. Obblighi dei lavoratori 1. Ogni lavoratore deve prendersi cura della propria salute e sicurezza e di quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro, su cui ricadono gli effetti delle sue azioni o omissioni,conformemente alla sua formazione, alle istruzioni e ai mezzi forniti dal datore di lavoro
    • 12. Progettare la sicurezza•Valutazione del rischio•Eliminazione dei rischi o lorominimizzazione•Programma di attuazione dei miglioramentiper la sicurezza
    • 13. Valutazione del Rischio R = P x D / KiR : RischioP : Probabilità di accadimento dell’evento dannosoD : Valore del dannoKi :Fattore umanoOve, per Ki si intende il fattore integrato di:1.      Informazione,2.      Formazione,3.      Addestramento,4.      Istruzione,5.      Aggiornamento,6.      Equipaggiamento;7.      Pronto intervento;8.      Eliminazione di comportamenti errati o non idonei
    • 14. Esempio di valutazione del rischioPossiamo attribuire a D valori compresi tra 0 e 10 P valori compresi tra 0 e 10 Ki valori compresi tra 1 e 10ESEMPIO NUMERICOLavoratore che sta piantando un chiodo sulla carpenteria, non dotato di DPI, non formato…R = (1 x 8) / 1 = 8Lavoratore su di un tetto senza ponteggio senza cintura di sicurezza, senza scarpe antinfortunisticheR = (10 x 7)/ 1 = 70Lavoratore su di un tetto senza ponteggio con cintura di sicurezza, con scarpe antinfortunistiche, adeguatamente formatoR = (10 x 7)/ 10 = 7
    • 15. Nuovo approccio alla sicurezza• Dalla prevenzione “per oggetti” alla prevenzione come organizzazioneLuomo, non la macchina, al centro dellanuova organizzazione della sicurezza in azienda .."
    • 16. Nuovo approccio alla sicurezza q Prevenzione soggettiva q Prevenzione oggettiva Interazione tra: Netta distinzione tra 3. Ambienti e strutture; 1. Aspetti tecnici 4. Processi; 2. Preparazione lavoratori 5. Atteggiamenti e motivazioni 3. Aspetti legali q Nuova concezione: ricerca delleq Vecchia concezione: sufficiente ottimali condizioni di lavoro nel campo il rispetto delle norme e progettuale organizzativo e gestionale l’adozione di particolari della prevenzione soluzioni tecniche q Prevenzione ottenimento eq Prevenzione: rigido mantenimento di un adeguato adempimento di norme e rapporto tra quelle che sono le procedure tecniche possibilità di ciascun lavoratore e le condizioni di esecuzione del lavoro a cui è destinato, sia per preparazione che per situazione ambientale e mezzi tecnici disponibili
    • 17. Valutazione dei Rischi• Art. 28 del D. Lgs. n. 81/2008 1. La valutazione di cui allarticolo 17, comma 1, lettera a), anche nella scelta delle attrezzature di lavoro e delle sostanze o dei preparati chimici impiegati, nonché nella sistemazione dei luoghi di lavoro, deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato, secondo i contenuti dellaccordo europeo dell8 ottobre 2004, e quelli riguardanti le lavoratrici in stato di gravidanza, secondo quanto previsto dal decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, nonché quelli connessi alle differenze di genere, alletà, alla provenienza da altri Paesi. 2. Il documento di cui allarticolo 17, comma 1, lettera a), redatto a conclusione della valutazione, deve avere data certa e contenere: a) una relazione sulla valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute durante lattività lavorativa, nella quale siano specificati i criteri adottati per la valutazione stessa; b) lindicazione delle misure di prevenzione e di protezione attuate e dei dispositivi di protezione individuali adottati, a seguito della valutazione di cui allarticolo 17, comma 1, lettera a);
    • 18. Valutazione dei Rischi c) il programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza; d) lindividuazione delle procedure per lattuazione delle misure da realizzare, nonché dei ruoli dellorganizzazione aziendale che vi debbono provvedere, a cui devono essere assegnati unicamente soggetti in possesso di adeguate competenze e poteri; e) lindicazione del nominativo del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza o di quello territoriale e del medico competente che ha partecipato alla valutazione del rischio; f) lindividuazione delle mansioni che eventualmente espongono i lavoratori a rischi specifici che richiedono una riconosciuta capacità professionale, specifica esperienza, adeguata formazione e addestramento. 3. Il contenuto del documento di cui al comma 2 deve altresì rispettare le indicazioni previste dalle specifiche norme sulla valutazione dei rischi contenute nei successivi titoli del presente decreto.“Art. 32 del D. L.vo n. 207/2008le disposizioni di cui all’articolo 28, commi 1 e 2, concernenti la valutazione dello stress lavoro-correlato e la data certa, sono prorogate al 16 maggio 2009.
    • 19. Soggetti coinvoltiDatore Responsabile del Medico Rappresentante Lavoratori di servizio prevenzione e competente dei lavoratorilavoro protezione
    • 20. Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza RLSa) Aziende ed unità produttive fino a 15 dipendenti Il rappresentante viene eletto dai lavoratori al loro interno in un giorno stabilito a livello nazionale; La durata dell’incarico è di 3 anni; Al RLS spettano permessi pari a12 ore annue in aziende fino a 5 dipendenti, e 30 ore annue in aziende che occupano da 6 a 15 dipendentie) Aziende ed unità produttive con più di 15 dipendenti In aziende da 16 a 200 dipendenti viene individuato tra i componenti della RSU. In aziende che occupano da 201 a 300 i RLS sono individuati 2 tra le RSU ed 1 eletto e con n. 40 ore di permesso annue In aziende che occupano più di 1000 dipendenti il numero minimo di RLS è di 6
    • 21. Le funzione del RLS Il rappresentante dei lavoratori ha diritto di accesso ai luoghi ove si svolgono le attività lavorative. Inoltre gli sono attribuiti un fascio di ulteriori diritti:b) Di consultazione in ordine alla: • Individuazione e valutazione dei rischi; • Programmazione, realizzazione e verifica degli interventi di prevenzione • Designazione degli addetti alla sicurezza, antincendio, evacuazione e pronto soccorso • Organizzazione della formazione alla sicurezza
    • 22. a) di informazione:• sulla documentazione aziendale afferente la sicurezza;• sugli atti degli organi di vigilanza;d) di formazione alla sicurezza;e) di individuazione ed attuazione di misure di prevenzione;f) Di osservazione, in occasione di visite ispettive e verifiche obbligatorie;g) Di proposta, in merito all’attività di prevenzione;h) Di partecipazione alla riunione periodica annuale di prevenzione e protezione dai rischi;i) Di ricorso all’autorità di vigilanza, qualora ritenga insufficienti o inidonee le misure di sicurezza apprestate.j) Può avere su richiesta copia del documento di valuatazione dei Rischi e del Registro infortuniInoltre il rappresentante deve disporre del tempo necessario senza perdita diretribuzione, dei mezzi necessari e non deve subire pregiudizio alcuno.
    • 23.  Formazione dei RLS Il rappresentante ha diritto alla formazione prevista all’art.37, comma 11 del D.Lgs 81/08. Tale formazione deve prevedere un programma base di 32 ore e deve comprendere:a) principi giuridici comunitari e nazionali; b) legislazione generale e speciale in materia di salute e sicurezza sul lavoro; c) principali soggetti coinvolti e i relativi obblighi; d) definizione e individuazione dei fattori di rischio; e) valutazione dei rischi; f) individuazione delle misure tecniche, organizzative e procedurali di prevenzione e protezione; g) aspetti normativi dellattivita di rappresentanza dei lavoratori; h) nozioni di tecnica della comunicazione.La contrattazione collettiva nazionale disciplina le modalita dellobbligo di aggiornamento periodico, la cui durata non puoessere inferiore a 4 ore annue per le imprese che occupano dai 15 ai 50 lavoratori e a 8 ore annue per le imprese che occupano piu di 50 lavoratori.
    • 24. Il datore di lavoro ha precisi obblighi deve:•Osservare le disposizioni del presente decreto•Valutare i rischi per la sicurezza e la salute nella scelta di attrezzature,delle sostanze, nella sistemazione dei luoghi di lavoro•Elaborare un documento contenente:•una relazione sulla valutazione dei rischi•l’individuazione delle misure di prevenzione e protezione conseguenti• il programma delle misure per garantire il miglioramento nel tempo deilivelli di sicurezza•Custodire in azienda il documento di valutazione dei rischi
    • 25. •Designare:• Il responsabile del servizio di prevenzione e protezione• gli addetti al servizio di prevenzione e protezione•i lavoratori addetti al servizio antincendioed agli altri servizi di emergenza•Nominare, nei casi previsti, il medico competenteAdottare le misure necessarie per la sicurezza e la salute dei lavoratoriAggiornare le misure di prevenzione in relazione ai mutamentiorganizzativiAffidare i compiti ai lavoratori in relazione alle loro capacità ed alla lorosaluteFornire ai lavoratori adeguati mezzi di protezioneFare in modo che soltanto i lavoratori che hanno avuto adeguateistruzioni possano accedere a zone che li espongono a rischio grave ospecifico
    • 26. I lavoratori hanno precisi obblighi Per far fronte a tali obblighi i lavoratori devono ricevere informazione,formazione e addestramento adeguati
    • 27. I lavoratori hanno precisi obblighi sono tenuti a•Osservare le disposizioni e le istruzioni per la protezioneindividuale e collettiva•Utilizzare correttamente le macchine, le attrezzature, lesostanze pericolose e i dispositivi di sicurezza
    • 28. I lavoratori hanno precisi obblighi sono tenuti a•Utilizzare correttamente i dispositivi di protezioneindividuale•Segnalare tempestivamente le deficienze dei mezzi e deidispositivi di protezione e le eventuali situazioni dipericolo•Non rimuovere o modificare i dispositivi di sicurezza, disegnalazione e di controllo
    • 29. I lavoratori hanno precisi obblighi sono tenuti a•Non compiere di loro iniziativa operazioni che non sono diloro competenza o che possono essere pericolose•Sottoporsi ai controlli sanitari•Contribuire ad adempiere agli atti necessari alla salute o aquelli imposti dalle autorità competenti
    • 30. Il servizio di prevenzione e protezione DEFINIZIONE Art.2, lett.l) D.Lgs. 81/2008 INSIEME DI PERSONE, SISTEMI E MEZZI ESTERNI O INTERNI ALL’AZIENDA, FINALIZZATIALL’ATTIVITA’ DI PREVENZIONE E PROTEZIONE DAI RISCHI PROFESSIONALI NELL’AZIENDA OVVERO UNITA’ PRODUTTIVA
    • 31. Il servizio di prevenzione e protezione INDIVIDUARE I EFFETTUARE LAALTRE FUNZIONI FATTORI DI RISCHIO VALUTAZIONE DEIDI CONSULENZA RISCHINORMATE E NON INDIVIDUARE LE MISURE DI PARTECIPARE COMPITI PREVENZIONE EALLE RIUNIONI E PROTEZIONE ECONSULTAZIONE PIANIFICARE GLIALLA SICUREZZA INTERVENTI ELABORARE LE PROPORRE I PROGRAMMI DI PROCEDURE DIFORMAZIONE E INFORMAZIONE SICUREZZA ALLA SICUREZZZA
    • 32. Il servizio di prevenzione e protezione a) PROVVEDE: b) ALL’ACCERTAMENTO ALLA VALUTAZIONEDEI FATTORI DI RISCHIO DEI RISCHI c) ALL’INDIVIDUAZIONE DELLE MISURE PER LA SICUREZZA E LA SALUBRITA’ NEI LUOGHI DI LAVORO Nel rispetto della normativa vigente, sulla base della specifica conoscenza dell’organizzazione aziendale
    • 33. Compiti del Servizio INTERNO tramite il Management aziendaleESTERNO INFORMAZIONI Direttamente dal Datore di Lavoro  Sull’organizzazione del lavoro  Sulla natura dei rischi  Sulle misure di prevenzione esistenti  Sulla descrizione degli impianti  Sulla descrizione analitica dei processi produttivi  Sui dati del registro infortuni e malattie  Sulle prescrizioni degli organi di vigilanza
    • 34. Compiti del Servizio ORGANIZZARE UN SISTEMA AZIENDALE DI PREVENZIONE 1) 2) SUGGERIRE 3) LA POLITICA REDIGERE LE AZIENDALE PROCEDURE PREDISPORRE DI SICUREZZA IL PIANO DI ELABORARE LE EMERGENZA PROCEDURE DI SICUREZZA QUANDO In tutte le situazioni in cui DEFINIZIONI la mancanza di istruzioniProcedura è il documento precise potrebbe determinare GESTIONE che contiene l’insieme condizioni di rischio specifico Dipende dalla organizzazionedelle istruzioni operative Aziendale; le proceduredocumentate e dettagliate Devono essere sempre Disponibili ed aggiornate
    • 35. Organizzare e Produrre analisi e controllare Gestire la statistiche infortuni la gestione della Sorveglianza sicurezza sanitariaGestire i programmi di informazione e Gestire il servizio di formazione emergenzeProgettare i posti ALTRI COMPITI Gestire i mezzi di di lavoro DEL S.P.P. sicurezza e i D.P.I. Gestire le procedure Gestire la qualità di sicurezza e l’ambiente Monitorare i processi lavorativi per l’attuazione Gestire i piani di della sicurezza sicurezza ed emergenza
    • 36. Organizzazione della sicurezza in azienda RAPPRESENTANTE MEDICO RESPONSABILE DEI LAVORATORI COMPETENTE DEL SERVIZIO PER LA SICUREZZA ADDETTI AL CONSULENTI Datore di lavoro SERVIZIO DI PREVENZIONE LAVORATORI LAVORATORI LAVORATORI incaricati della incaricati del incaricati per PREVENZIONE PRONTO L’EMERGENZA INCENDI SOCCORSO
    • 37. Valutazione dei RischiAMBIENTE DI LAVORO FATTORI DI RISCHIOImpianti elettrici, illuminazione naturale rumoreed artificiale, aerazione,ricambio d’aria vibrazioni composti organici volatiliriscaldamento,condizionamento,microcli videoterminali/postazionima /uscite/porte/gabinetti/pavimenti erg. Movimentazione porte e scale di sicurezza carichi agenti biologici, prevenzione incendi/CPI chimici, fisici fumo passivo arredi/attrezzature radon pulizia ed igiene dei locali mobbing ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO orari/ turni di lavori carichi/stress rapporti gerarchici ed interindividuali rapporti con terzi e con il pubblico software
    • 38. Sorveglianza sanitaria art. 41 D. Lgs 81/08E’ svolta dal MEDICO COMPETENTE direttamente o conl’aiuto dei servizi esterni IN CHE COSA CONSISTE LA SORVEGLIANZA SANITARIA? ACCERTAMENTI PREVENTIVIPer valutare l’idoneità del lavoratore alla mansione o all’atto dell’assunzioneo di un cambiamento di mansione o per esposizione al rischio ACCERTAMENTI PERIODICI Per assicurarsi dello stato di salute e di idoneità alla mansione
    • 39. COME SI FANNO GLI ACCERTAMENTIAttraverso esami clinici, accertamenti diagnostici o esami biologici CHI LI DECIDE  disposizioni di legge sulla esposizione ai rischi  valutazione del Medico Competente
    • 40. A CHI SONO RIVOLTI • addetti movimentazione dei carichi • “ videoterminali • “ esposti agenti cancerogeni • “ esposti agenti biologici SE NON SI E’ IDONEI ?Della idoneità ( totale, parziale o temporanea ) il Medico deve informare periscritto il datore di lavoro ed il lavoratore per una diversa utilizzazione.CONTRO IL PROVVEDIMENTO E’ AMMESSO RICORSO ALLA ASLENTRO 30 GG. DALLA COMUNICAZIONE (ART. 41 COMMI 9)
    • 41. Il medico competente Art.38 del D. Lgs.81/08 “Medico Competente”1) Specializzazione in medicina del lavoro o in medicina preventiva dei lavoratori e psicotecnica2) docenza in medicina del lavoro o in medicina preventiva dei lavoratori e psicotecnica o in tossicologia industriale o in igiene industriale o in fisiologia e igiene del lavoro o in clinica del lavoro;3) Autorizzazione di cui all’art.55 del D.Lgs 277/914) specializzazione in igiene e medicina preventiva o in medicina legale I medici in possesso dei titoli e dei requisiti di cui al presente articolo sono iscritti nellelenco dei medici competenti istituito presso il Ministero della salute.
    • 42. Il medico competentea) Collabora con il datore di lavora e con il SPP sulla base della specifica conoscenza dell’organizzazione dell’azienda ovvero dell’unità produttiva e delle situazioni di rischio, alla predisposizione dell’attuazione delle misure per la tutela della salute e dell’integrità psico- fisica dei lavoratori;b) Effettua gli accertamenti sanitari di cui all’art.41;c) Esprime i giudizi di idoneità alla mansione specifica al lavoro, di cui all’art.41d) Istituisce ed aggiorna, sotto la propria responsabilità, per ogni lavoratore sottoposto a sorveglianza sanitaria, una cartella sanitaria e di rischio da custodire presso il datore di lavoro con salvaguardia del segreto professionale;e) Fornisce informazioni ai lavoratori sul significato degli accertamenti sanitari cui sono sottoposti e, nel caso di esposizione ad agenti con effetti a lungo termine, sulla necessità di sottoporsi ad accertamenti sanitari anche dopo la cessazione dell’attività che comporta l’esposizione a tali agenti. Fornisce altresì, a richiesta, informazioni analoghe ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza;f) Informa ogni lavoratore interessato dei risultati degli accertamenti sanitari di cui alla lettera b) e, a richiesta dello stesso, gli rilascia copia della documentazione sanitaria;
    • 43. a) Comunica, in occasione delle riunioni di cui all’art.35, ai RLS, i risultati anonimi collettivi degli accertamenti clinici e strumentali effettuati, e fornisce indicazioni sul significato di detti risultati;b) Congiuntamente con il RSPP, visita gli ambienti di lavoro almeno 1 volta l’anno e partecipa alla programmazione del controllo dell’esposizione dei lavoratori i cui risultati gli sono forniti con tempestività ai fini delle valutazioni e dei pareri di competenza; (la frequenza può essere ridotta a una volta l’anno D.M. 16/01/97 in caso di aziende fino a 200 addetti, o quando, sempre fino a 200 addetti, esiste una valutazione congiunta del DDL, del RSPP, del M.C., e del RLS con dichiarazione custodita in azienda;c) Fatti salvi i controlli sanitari di cui alla lettera b), effettua le visite mediche richieste dal lavoratore qualora tale richiesta sia correlata ai rischi professionali;d) Collabora con il datore di lavoro alla predisposizione del servizio di pronto soccorso;e) Collabora all’attività di formazione e informazione;
    • 44. LUOGHI DI LAVORO OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVOROProvvede affinchè: Le vie di circolazione ed uscite di emergenza siano sgombre; I luoghi di lavoro, gli impianti e i dispositivi vengano sottoposti a regolare manutenzione tecnica e vengano , quanto più rapidamente eliminati i difetti rilevati che possano pregiudicare la sicurezza; I luoghi di lavoro vengano sottoposti a pulizia regolare per garantire le condizioni igieniche; La manutenzione e il controllo di impianti e dispositivi di sicurezza destinati alla prevenzione o all’eliminazione dei pericoli (impianti di aspirazione, cappe, illuminazione di emergenza, ecc..)
    • 45. LUOGHI DI LAVORO Le vie di transito
    • 46. Titolo II LUOGHI DI LAVORONorma ISO 6385 del 1981 (internazionale), ovvero UNI ENV 26385 del 1991 “Principi ergonomici nella progettazione dei sistemi di lavoro”La disposizione di mobili e arredi, di apparecchiature e di macchinari di lavoro deve garantire il loro corretto uso, deve consentire agevoli spostamenti degli operatori all’interno dell’ufficio in funzione delle attività svolte
    • 47. LUOGHI DI LAVORO Materiale e apparecchiature da ufficioMolti dei piccoli infortuni che accadono negli uffici sono da addebitare all’utilizzo scorretto o disattento di forbici, tagliacarte, temperini e di altri oggetti taglienti.Le taglierine manuali possono rappresentare una fonte di pericolo per infortuni di particolari gravitàLa cucitrice a punti metallici quando mandata in blocco può ferire alle mani
    • 48. LUOGHI DI LAVOROL’illuminazione deve essere sempre adeguata qualitativamente equantitativamente al tipo di operazione eseguitaDi tutti i fattori ambientali l’illuminazione è l’unico per il quale il D.P.R.303/56 prevedesse dei limiti numerici oltre a prescrivere che “i localidovevano essere convenientemente illuminati a luce naturale diretta” per ambienti destinati a deposito 10 lux per passaggi, corridoi e scale 20 lux per lavori grossolani 40 lux per lavori di media finezza 100 lux per lavori fini 200 lux per lavori finissimi 300 luxTali valori, certamente bassi, sono stati poi modificati in relazione allereali esigenze del posto di lavoro
    • 49. LUOGHI DI LAVOROValori di illuminamento norme UNI  per uffici generici 500 lux  per uffici tecnici e tavoli da disegno 750 lux  sale di riunione 500 lux  uffici di dattilografia e contabilità 500 lux  centro elaborazione dati 500 lux  archivi 200 lux
    • 50. LUOGHI DI LAVOROMargini di variabilità norma americana uffici tecnici: ambiente di lavoro 200-500 lux uffici tecnici: sui tavoli di lavoro 500-1000 lux uffici con videoterminali: ambiente Lavoro 150-300 lux uffici con videoterminali: zona di digitazione 200-350 lux uffici con videoterminali: lettura testi (illnm. Locale) 300-500 lux
    • 51. AMBIENTE di LAVOROUn illuminazione insufficiente diminuisce l’acuità visivafavorendo l’insorgenza di affaticamento visivo, l’assunzione diposture scorrette e aumentando la possibilità di compiere errori.L’abbagliamento, a sua volta, può determinare una riduzionedell’acuità visiva o difficoltà di accomodazione, con conseguentidifficoltà e affaticamento visivo.In queste condizioni i lavoratori possono lamentare disturbi qualimal di testa, bruciore agli occhi, lacrimazione ….ecc , etenderanno ad avvicinarsi all’oggetto con conseguenteassunzione di posture scorrette.
    • 52. AMBIENTE di LAVORO Nei luoghi di lavoro i lavoratori debbono disporre di aria salubre in quantità sufficiente anche ottenuta con impianti di aerazione; I luoghi di lavoro devono disporre di sufficiente luce naturale, in ogni caso tutti i locali e i luoghi di di lavoro devono essere dotati di dispositivi che consentono un’illuminazione artificiale adeguata per salvaguardare la sicurezza la salute e il benessere dei lavoratori; La temperatura nei locali di lavoro deve essere adeguata all’organismo umano durante il tempo di lavoroINVERNO ottimale 22°C accettabile 20-23°CESTATE ottimale 24.5°C accettabile 20-26°C
    • 53. AMBIENTE di LAVORO I pavimenti devono essere esenti da protuberanze, cavità o piani inclinati pericolosi; I lavoratori devono disporre di spogliatoi, docce, gabinetti, e di lavabi con acqua corrente calda e dotati di mezzi detergenti e per asciugarsi; Per uomini e donne devono essere previsti gabinetti separati;
    • 54. FORMAZIONE L’INFORMAZIONELE ATTREZZATURE DEVONO deve risultareSODDISFARE LE DISPOSIZIONI COMPRENSIBILE ai LEGISLATIVE lavoratori IL DATORE DI LAVORE PROVVEDE CHE I LAVORATORI DISPONGANO DI OGNI INFORMAZIONE E ISTRUZIONE NECESSARIA ALL’USO DELLA MACCHINA RELATIVAMENTE: ALLE CONDIZIONI ALLE SITUAZIONI DI IMPIEGO ANOMALE PREVEDIBILI SULLA BASE DELL’ESPERIENZA ACQUISITA DURANTE LA SUA UTILIZZAZIONE
    • 55. FORMAZIONE IL DATORE SI ASSICURA CHE: PER LE ATTREZZATURE I LAVORATORI CHE RICHIEDONORICEVANO UNA CONOSCENZE E FORMAZIONE RESPONSABILITA’ ADEGUATA I LAVORATORI RICEVANOALL’USO DELLE UN ADDESTRAMENTOATTREZZATURE ADEGUATO PER UN USO CORRETTO E SPECIFICO
    • 56. OBBLIGHI DEI LAVORATORI GENERALI SPECIFICI Nell’uso delle attrezzature Conformemente alla formazione, all’istruzione ed ai mezzi ricevuti, ciascun lavoratore ciascun lavoratore DEVE DEVE - sottoporsi ai programmi diprendersi cure della propria salute formazione e di addestramento e sicurezza e di quella delle altre organizzati dal datore di lavoro persone presenti nel luogo di lavoro - usare le attrezzature di lavoro su cui possono ricadere gli effetti conformemente delle sue azioni ed omissioni allinformazione, alla formazione e alladdestramento L’inosservanza degli obblighi è punita ricevuti Con l’arresto o l’ammenda
    • 57. OBBLIGHI DEI LAVORATORISI SOTTOPONGONO AI UTILIZZANO LEPROGRAMMI DI ATTREZZATUREFORMAZIONE O CONFORMEMENTEADDESTRAMENTO ALL’INFORMAZIONE,ORGANIZZATI DAL ALLA FORMAZIONE EDATORE ALL’ADDESTRAMENTO RICEVUTI • Hanno CURA delle attrezzature • NON APPORTANO I LAVORATORI MODIFICHE • SEGNALANO ai superiori qualsiasi difetto o inconveniente da essi rilevato
    • 58. VIDEOTERMINALI Titolo VII D.LGS. 81/08 VIDEOTERMINALE: schermo alfanumerico o grafico POSTO DI LAVORO: insieme che comprende tutte le attrezzature LAVORATORE: lavoratore che lo utilizza abitualmente per 20 oresettimanali IL DATORE DEVE: Formare e informare i Valutare tale rischio Far sottoporre i lavoratori su: -Postura - il posto di lavoro lavoratori a visita - vista - la protezione medica biennale con della vista -ergonomia idoneità del medico - lo svolgimento
    • 59. Illuminazione Evitare sorgenti con forte Valori tra 300 e 500 Luminosità. Davanti e lux. Lampade con dietro il monitor Griglia antiriflesso non ci devono essere finestreLo schermo deve Lavoro al La distanza visivaEssere orientabile. dal Monitor varia La tastiera videoterminale tra 50 e 80 cm inclinabile E’ consigliato il La sedia di altezza Tavolo di misure consigliata tra 42 e 120x80, Profondo 90 55 cm regolabile e di colore chiaro alto inclinabile tra 70 e 80 cm
    • 60. La movimentazione manuale dei carichi Titolo VI D.LGS. 81/08Si intende per movimentazione manuale dei carichi le operazioni ditrasporto o di sostegno di un carico ad opera di uno o più lavoratori, comprese le azioni di sollevare, deporre, spingere, tirare, portare o spostare un carico. Il Datore deve:Adotta le misure Se non è possibile Formare ed Sottopone i evitarla da parte dei informare i organizzative lavoratori, gli fornisce lavoratori a lavoratori in necessarie o mezzi adeguati a ridurre particolare sul visita medica ricorre a mezzi il rischio dorso-lombare carico con idoneità appropriati da parte del medico
    • 61. Sforzo fisico richiesto Stabilità del punto Informazione su eccessivo, con il corpo di appoggio,ll peso del carico, in posizione instabile ingombro, o con torsione equilibrio Distanze di Le caratteristichedell’ambiente di lavoro La movimentazione Sollevamento Abbassamento spazio libero, manuale dei carichi trasporto la pavimentazione, l’altezza ecc. La temperatura, Periodo di riposo l’umidità fisiologico o di la circolazione recupero dell’aria
    • 62. I Segnali di Sicurezza D. Lgs 81/08 Titolo V Riferita ad un oggetto Utilizzando, a secondafornisce una indicazione dei casi, un cartello, un o una prescrizione colore, un segnaleconcernente la sicurezza luminoso o acustico Viene utilizzata quando ci sono Il DATORE deve: rischi che non possono essere informare i lavoratori e ievitati o sufficientemente limitati RLS sulle misure adottate con misure, metodi o sistemi E formarli adeguatamente di organizzazione del lavoro, soprattutto quando questa o con mezzi tecnici di implica luso Protezione collettiva di gesti o di parole
    • 63. I SEGNALI POSSONO ESSERE: Di Di DIVIETO AVVERTIMENTO segnale che segnale che vieta un avverte di un comportamento rischio o pericolo Di Di SOCCORSOPRESCRIZIONE segnale che fornisce segnale che indicazione alle prescrive un uscite di sicurezza comportamento e mezzi soccorso
    • 64. I Dispositivi di Protezione Individuale DPI Si intende per D.P.I. qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossatae tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi Sono ESCLUSI: c) indumenti di lavori ordinari e uniformi non specificatamente destinati a proteggere i lavoratori e) Le attrezzature dei servizi di soccorso e salvataggio f) Le attrezzature di protezione individuale delle forze armate, delle forze di polizia ecc. h) Le attrezzature di protezione individuale proprie dei mezzi di trasporto j) i materiali sportivi k) i materiali per l’autodifesa o per la dissuasione l) Gli apparecchi portatili per individuare e segnalare rischi e fattori nocivi
    • 65. I Dispositivi di Protezione Individuale DPI D.LGS. 4.12.1992 N. 475“REQUISITI ESSENZIALI DI SALUTE E SICUREZZA” Sono Equipaggiamenti, Attrezzature, Sistemi o Accessori e Complementi che hanno lo scopo di eliminare o, qualora ciò non fosse possibile, limitare al minimo indispensabile le probabilità di infortunio alla persona o alle specifiche parti del corpo per le quali sono stati studiati. Quando può rendersi necessario l’uso contemporaneo di più D.P.I., si dovrà accertare la compatibilità tra i diversi dispositivi adottati
    • 66. I Dispositivi di Protezione Individuale DPI I D.P.I. devono essere conformi aL D.LGS. 4.12.92 N.475 e:  essere adeguati ai rischi da prevenire,senza comportare di per sé un rischio maggiore  essere adeguati alle condizioni esistenti sul luogo di lavoro  tenere conto delle esigenze ergonomiche o di salute dei lavoratori  poter essere adattati all’utilizzatore secondo le sue necessità Il fabbricante deve verificare che il D.P.I. risponda ai requisiti essenziali(allegato II D.LGS. 475/92 o della DE 89/686/CEE) suddivisi in tre parti:  Requisiti di carattere generale applicabile a tutti i DPI (ergonomia, livelli e classi di protezione, innocuità, nota informativa, ecc)  Requisiti supplementari comuni a diverse categorie o tipi di D.P.I. (sistemi di regolazione, limitazione dei movimenti, impigliamento)  Requisiti supplementari specifici per rischi da prevenire (protezioni specifiche quali: urti meccanici, cadute dall’alto, calore, fuoco,ecc)
    • 67. I Dispositivi di Protezione Individuale – D.P.I.Direttiva europea 96/58/CEE, recepita con D.LGS. 2.1.97 n.10 definisce il nuovo sistema di marcaturaProgettazione semplice Altri D.P.I. Progettazione complessaCATEGORIA I CATEGORIA II CATEGORIA III CE CE CE0000 La marcatura deve comprendere almeno:• il nome , il marchio o altro elemento di identificazione del fabbricante• il riferimento al modello di DPI (nome commerciale, codice, ecc)• qualsiasi riferimento opportuno per l’identificazione delle caratteristiche del DPI (taglia,•prestazioni, pittogrammi)
    • 68. I Dispositivi di Protezione Individuale DPI D.LGS. n. 81/08 – Art. 78Il datore di lavoro ai fini della scelta dei DPI: effettua l’analisi e la valutazione dei rischi che non possono essereevitati con altri mezzi individua le caratteristiche dei DPI necessarie affinché questi sianoadeguati ai rischi, tenendo conto di ulteriori fonti di rischio dei DPI valuta, sulla base delle informazioni sui DPI le loro caratteristiche ne aggiorna la scelta quando interviene una nuova valutazione Il datore di lavoro inoltre:mantiene in efficienza i DPI destini ogni DPI ad uso personaleprovvede a che i DPI siano informa i lavoratori dei rischi daiutilizzati per l’uso previsto quali il DPI lo proteggefornisce istruzioni ai lavoratori rende adeguate informazioni suiassicura una formazione adeguata DPI

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