2004 Apprendimento Collaborativo In Rete

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Presentazione realizzata per i docenti della scuola in ospedale in piemonte

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2004 Apprendimento Collaborativo In Rete

  1. 1. Apprendimento collaborativo in rete Torino, 18 febbraio 2004 Novara, 20 febbraio 2004 A cura di Eleonora Pantò CSP - eCommunities http://www.csp.it http://www.dschola. it
  2. 2. Presentazioni <ul><li>Della lezione </li></ul><ul><ul><li>Presentare alcuni strumenti per sperimentare in pratica modalità di apprendimento collaborativo </li></ul></ul><ul><li>Personali </li></ul><ul><ul><li>-Non sono </li></ul></ul><ul><ul><ul><li>Un’esperta di pedagogia </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>un’ìnsegnante </li></ul></ul></ul><ul><ul><li>-Sono </li></ul></ul><ul><ul><ul><li>una persona che lavora nel campo delle tecnologie informatiche e che ha cercato di favorire la diffusione delle ICT nella scuola </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>La responsabile del progetto Dschola </li></ul></ul></ul>
  3. 3. Contenuti <ul><li>Le basi teoriche dell’apprendimento collaborativo </li></ul><ul><li>Modelli didattici </li></ul><ul><li>Metodologie </li></ul><ul><li>Il contesto tecnologico internazionale, nazionale, regionale </li></ul><ul><li>Tecnologie – contenuti/strumenti/processi </li></ul><ul><li>Comunità di pratica / Social Network </li></ul>
  4. 4. Definizioni 1 di 3 <ul><li>Apprendimento come processo sociale </li></ul><ul><ul><li>Vygotsky </li></ul></ul><ul><ul><li>La formazione di concetti, come conseguenza dell’interazione sociale; il linguaggio diventa una funzione mentale interiore in una seconda fase; </li></ul></ul><ul><ul><li>Zone di sviluppo prossimale </li></ul></ul><ul><ul><li>&quot;trovare la distanza tra il livello reale di sviluppo del bambino determinato dalla capacità di risolvere indipendentemente e autonomamente un problema e il livello di sviluppo potenziale determinato attraverso la risoluzione di un problema sotto la guida di un adulto o in collaborazione con un altro compagno capace (tratto da Vygotsky 1979, pag. 133). </li></ul></ul><ul><ul><li>http://www.marxists.org/archive/vygotsky/index.htm </li></ul></ul><ul><ul><li>Dewey </li></ul></ul><ul><ul><li>divario tra esperienza diretta e concetti astratti appresi a scuola; il centro di apprendimento è nell’alunno </li></ul></ul>
  5. 5. Definizioni 2 di 3 <ul><li>Costruttivismo e costruzionismo </li></ul><ul><ul><li>Piaget </li></ul></ul><ul><ul><li>sapere come costruzione personale dell’individuo, discente è protagonista del processo di apprendimento attivo </li></ul></ul><ul><ul><li>http//www.piaget.org </li></ul></ul><ul><ul><li>Papert </li></ul></ul><ul><ul><li>i bambini arrivano a scuola con conoscenza, l’uso di strumenti che consentono di agire in modo operativo e concreto, li mettono in grado di comprendere anche concetti complessi </li></ul></ul><ul><ul><li>http://www.mediamente.rai.it/home/bibliote/intervis/p/papert.htm </li></ul></ul><ul><ul><li>http://www.papert.org/ </li></ul></ul>
  6. 6. Modelli didattici <ul><li>Modelli basati sul docente </li></ul><ul><ul><li>Obiettivo: acquisizione di nozioni </li></ul></ul><ul><ul><li>Modalità: lezione, anche supportata tecnologicamente o a distanza. </li></ul></ul><ul><li>Modelli basati sul discente </li></ul><ul><ul><li>Obiettivo: acquisizione di abilità. </li></ul></ul><ul><ul><li>Modalità: reinterpretazione e rielaborazione delle conoscenze (non solo memorizzazione). </li></ul></ul><ul><li>Modelli basati sul gruppo </li></ul><ul><ul><li>Obiettivo: modifica dei modelli mentali e degli atteggiamenti nei confronti del “sapere”. </li></ul></ul><ul><ul><li>Modalità: generazione di nuove conoscenze, sintesi conoscenze acquisite ed elaborazione di nuove strategie conoscitive. </li></ul></ul>
  7. 7. Apprendimento collaborativo <ul><li>Modello basato sul gruppo e sul discente </li></ul><ul><li>Apprendimento  attraverso la condivisione delle conoscenze all’interno del gruppo di studenti. </li></ul><ul><li>Un altro modello basato sull’interazione all’interno di un gruppo: </li></ul><ul><ul><li>Apprendimento cooperativo: apprendimento  attraverso la condivisione dei compiti, che possono prevedere la condivisione delle conoscenze. </li></ul></ul>
  8. 8. Definizioni 3 di 3 <ul><li>Apprendimento collaborativo secondo Kaye </li></ul><ul><ul><li>“ Collaborare (co-laborare) vuol dire lavorare insieme, il che implica una condivisioni di compiti, e una esplicita intenzione di “aggiungere valore” per creare qualcosa di nuovo o differente attraverso un processo collaborativo, deliberato e strutturato con un semplice scambio di informazioni o esecuzione di istruzionii. </li></ul></ul><ul><ul><li>Un’ampia definizione di apprendimento collaborativo potrebbe essere l’acquisizione da parte degli individui di conoscenze, abilità o atteggiamenti che sono il risultato di un’interazione di gruppo.” </li></ul></ul>
  9. 9. Vantaggi / Svantaggi <ul><li>Le modalità di apprendimento collaborativo: </li></ul><ul><ul><li>Accrescono le capacità scolastiche, sviluppano le abilità sociali, facilitano l’accesso all’istruzione da parte dei portatori di handicap, riducono le tensioni etniche, aumentano l’autostima </li></ul></ul><ul><ul><li>Provocano un’espansione dei tempi – in ottica disciplinare </li></ul></ul>
  10. 10. Collaborativo o cooperativo?? <ul><li>I due termini spesso vengono usati come sinonimi. </li></ul><ul><li>L’apprendimento di gruppo è l’elemento comune tra i due approcci e il prodotto finale è sempre una maggiore conoscenza nei partecipanti. </li></ul><ul><ul><li>collaborativo: condivisione della conoscenza (shared minds) </li></ul></ul><ul><ul><li>cooperativo: condivisione dei compiti (division of labour) </li></ul></ul>
  11. 11. Metodo Jigsaw <ul><li>Metodo Jigsaw </li></ul><ul><ul><li>argomento scelto dagli studenti, dev’essere sufficientemente ampio </li></ul></ul><ul><ul><li>scomporre l’argomento in 5 sotto temi </li></ul></ul><ul><ul><li>gli studenti si dividono in 5 gruppi per tema </li></ul></ul><ul><ul><li>si scompongo i 5 sottogruppi e si ricompongono con 1 esperto per tema </li></ul></ul><ul><ul><li>deve spiegare ai compagni l’argomento di cui è esperto </li></ul></ul><ul><li>http://www.jigsaw.org/ </li></ul>
  12. 12. Reciprocal Teaching <ul><li>Per potenziare abilità di lettura e comprensione del testo, </li></ul><ul><ul><li>Costituire gruppi di 5-6 ragazzi, che a turno fanno il leader e hanno il seguente compito: </li></ul></ul><ul><ul><ul><li>Riassumere le informazioni più importanti di un brano </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Fare domande relative alle informazioni più importanti </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Chiarire – devono trovare altri strumenti per giudicare il testo </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Predire – devono immaginare come proseguirò il testo. </li></ul></ul></ul>
  13. 13. Problem Based Learning <ul><li>PBL (Problem Based Learning) </li></ul><ul><li>E' una strategia usata in modo di far pensare il Learner. Questo approccio cerca di sviluppare il modo di pensare nel senso di “pensare in modo da valutare un problema ed arrivare ad una strategia di approccio per giungere ad una soluzione valida”. Il docente viene considerato un “facilitatore”, un tipo di tutor che riesce a capire il problema relativo al processo di apprendimento del Learner e, in seguito, facilita la comprensione e l’acquisizione delle conoscenze. Anche il docente in questo contesto impara nell'ambiente collaborativo di apprendimento, diventando a sua volta Learner. In questo modo, il Learner acquisce non solo le conoscenze target, ma anche più consapevolezza, più sicurezza e più responsabilità, “tools” che servono anche nella vita. </li></ul><ul><li>http://formare.erickson.it/glossario.html </li></ul>
  14. 14. Problem Based Learning <ul><li>http://www.iss.stthomas.edu/studyguides/Italian/pbl. htm </li></ul><ul><ul><li>1. Esplora gli aspetti </li></ul></ul><ul><ul><li>2. Elenca “Cosa sappiamo?” </li></ul></ul><ul><ul><li>3. Sviluppa e scrivi con parole tue la definizione del problema </li></ul></ul><ul><ul><li>4. Elenca le possibili soluzioni </li></ul></ul><ul><ul><li>5. Elenca “Cosa dovremmo fare?” con un orizzonte temporale </li></ul></ul><ul><ul><li>6. Elenca “Cosa dobbiamo sapere?” </li></ul></ul><ul><ul><li>7. Scrivi la tua soluzione con la documentazione di supporto e sottoponila </li></ul></ul><ul><ul><li>8. Esamina la tua prestazione </li></ul></ul>
  15. 15. Contesto – 1 <ul><ul><li>eEurope </li></ul></ul><ul><li>2001 </li></ul><ul><ul><li>Tutte le scuole connesse ad Internet </li></ul></ul><ul><li>2002 </li></ul><ul><ul><li>Tutte le aule devono aver accesso ad Internet </li></ul></ul><ul><ul><li>Connettere le scuole alle reti della ricerca </li></ul></ul><ul><ul><li>Formazione di tutti gli insegnanti </li></ul></ul><ul><ul><li>Adeguare i curricula scolastici per consentire l’introduzione di nuovi metodi di apprendimento </li></ul></ul>
  16. 16. Contesto – 2 <ul><li>World Summit information society –- Draft Plan of Action </li></ul><ul><li>The objectives of the Plan of Action are to build an inclusive Information Society </li></ul><ul><li>Action lines </li></ul><ul><li>C1 the role of governments and all stakeholders in the promotion of ICTS for development </li></ul><ul><li>C2 – Information and communication infrastructure: an essential foundation for the information society </li></ul><ul><li>C3 – Access to information and knowledge </li></ul><ul><li>C4 – Capacity building </li></ul><ul><li>C5 – Building confidence and security in the use of ICTs </li></ul><ul><li>C6 - Enabling environment </li></ul><ul><li>C7 – ICT applications: benefits in all aspects of life </li></ul><ul><li>C8 – Cultural diversity and identity, linguistic diversity and local content </li></ul><ul><li>C9 - Media </li></ul><ul><li>C10 - Ethical dimensions of the Information Society </li></ul><ul><li>C11 – International and regional cooperation </li></ul>
  17. 17. Contesto –3 <ul><li>Contesto </li></ul><ul><li>2000 – 2003 </li></ul><ul><li>Gli accordi istituzionali: La Rete Unitaria delle Scuole Piemontesi </li></ul><ul><li>il Protocollo d’intesa </li></ul><ul><li>l’Accordo di Programmazione Negoziata </li></ul><ul><li>Le linee d’azione: Il Piano d’azione CRT </li></ul><ul><li>Il Servizio Universale </li></ul><ul><li>I Bandi per il cofinanziamento dei progetti </li></ul><ul><li>La rete dei Centri di Servizio, Animazione e Sperimentazione (Dschola) </li></ul><ul><li>I Finanziamenti </li></ul><ul><ul><li>23M € da Fondazioni bancarie and 8 M € dalla PA </li></ul></ul>
  18. 18. Le “ nuove ” tecnologie per la didattica <ul><ul><li>‘ 70 comportamentismo – computer come macchina per insegnare </li></ul></ul><ul><ul><li>‘ 80 cognitivismo – computer come macchina per pensare </li></ul></ul><ul><ul><li>’ 90 costruttivismo – computer come macchina per comunicare le proprie esperienze </li></ul></ul><ul><ul><li>’ 00 ????? – computer come macchina per collaborare </li></ul></ul>
  19. 19. Che cosa è cambiato ? <ul><ul><li>Che cosa è cambiato con l'arrivo delle nuove tecnologie, del computer, di Internet, ecc.? Quasi nulla. Con il computer, con Internet, con i CD multimediali, con l'e-learning, lo studente ancora legge testi, ascolta lezioni (tracce audio), prende appunti, sottolinea testi, li ripete e li memorizza, produce testi, fa esercizi, discute con gli altri studenti o con gli insegnanti, ecc. Ora fa queste cose in un contenitore nuovo e che naturalmente offre nuove possibilità: più figure, animazioni, ipertesti (scelta dell'informazione successiva), esercizi e test con risposta automatica, lezioni pre-registrate, possibilità di comunicare a distanza con gli insegnanti e con altri studenti. Ma le attività che compie lo studente per imparare restano sostanzialmente le stesse: sono tutte attività in cui lo studente manipola simboli, le parole del linguaggio e qualche volta i simboli della matematica. Perciò fino ad oggi l'uso delle tecnologie per l'apprendimento è stato soltanto un mettere vino vecchio in botti nuove. Le nuove tecnologie quasi sempre non sono altro che i vecchi materiali di apprendimento, cioè in pratica i testi linguistici, semplicemente messi in un contenitore nuovo. </li></ul></ul><ul><li>Parisi http://formare.erickson.it/archivio/febbraio_03/parisi.html </li></ul>
  20. 20. Nuove tecnologie per nuove metodologie <ul><ul><li>L'idea di Internet alla base dei nostri progetti è quella di un nuovo veicolo per la comunità e per la comunicazione. Infatti la cosa meno importante è considerare la Rete come una risorsa di informazioni: ciò che conta è dare alle persone la possibilità di fare cose che non erano mai riuscite a fare prima. </li></ul></ul><ul><ul><li>Nicholas Negroponte </li></ul></ul><ul><ul><li>http://www.mediamente.rai.it/home/bibliote/biografi/n/negropon.htm </li></ul></ul>
  21. 21. <ul><li>Tassonomia dell’apprendimento in rete </li></ul><ul><ul><li>Ricerca e accesso alle informazioni </li></ul></ul><ul><ul><li>Scambio interpersonale </li></ul></ul><ul><ul><li>Apprendimento collaborativo </li></ul></ul><ul><ul><li>Cooperazione </li></ul></ul><ul><ul><li>Co-Progettazione </li></ul></ul>Dalla ricerca delle informazioni al lavoro collaborativo
  22. 22. Tassonomia dell’apprendimento in rete http://cidoc.iuav.it/%7Econrad/taxonomy. htm Pantò – Petrucco
  23. 23. Tecnologie: Contenuti/Strumenti/Processi <ul><li>Contenuti: Lezioni dei prof, relazioni studenti, materiali </li></ul><ul><li>Strumenti: Sistemi per la comunicazione </li></ul><ul><ul><li>Generalisti: posta elettronica, newsgroup, mailing list, FORUM! Chat, videoconferenza, instant messenger </li></ul></ul><ul><ul><li>Specifici:Wiki. Software per Mappe, Hyperfilm, Weblog </li></ul></ul><ul><li>Strumenti: Sistemi per la condivisione di risorse </li></ul><ul><ul><li>sincroni (le modifiche sui documenti sono visualizzate immediatamente da tutti quelli che li condividono) </li></ul></ul><ul><ul><li>asincroni (le modifiche sono apportate in tempi diversi) </li></ul></ul><ul><li>Processi: </li></ul><ul><ul><li>Tecniche per trasformare esperienze in conoscenze ed emozioni </li></ul></ul><ul><ul><ul><li>Dal dischetto al web </li></ul></ul></ul><ul><ul><li>(vedi ConForTic – Zucchini) </li></ul></ul>
  24. 24. Tecnologie - Strumenti <ul><ul><li>NetMeeting </li></ul></ul><ul><ul><li>Partecipare alla videoconferenza </li></ul></ul><ul><ul><li>Vedere e sentire gli altri partecipanti </li></ul></ul><ul><ul><li>Condividere folder e applicazioni </li></ul></ul><ul><ul><li>Utilizzare la whiteboard </li></ul></ul><ul><ul><li>Utilizzare la chat testuale </li></ul></ul><ul><ul><li>Trasferire file </li></ul></ul><ul><ul><li>Il gioco del Grande Mago… </li></ul></ul><ul><ul><li>http://www.graffinrete.it/tracciati/storico/tracciati3/collabo.htm </li></ul></ul>
  25. 25. Tecnologie - Strumenti <ul><li>Instant Messenger </li></ul><ul><li>YAHOO http://it.messenger.yahoo.com/Microsoft </li></ul><ul><li>Microsoft http://messenger.msn.com/ </li></ul><ul><li>http://www.aim.com/ </li></ul>
  26. 26. Tecnologie / Metodologie - Strumenti <ul><li>http://www.pavonerisorse.to.it/cacrt/mappe/ </li></ul><ul><li>Mappe Informative comprendono diversi tipi di mappe, che sono diverse non solo per la modalità di rappresentazione della conoscenza, ma anche per la finalità dell’impiego </li></ul><ul><li>Mappe Mentali - tecnica di rappresentazione grafica della conoscenza ideata dallo psicologo inglese Tony Buzan intorno al 1960 // gerarchia e associazioni </li></ul><ul><ul><li>http://www.mappementali.com/link.asp?rub=I0030&canal=I0030 </li></ul></ul><ul><ul><li>Mind Manager: http://www.scatolepensanti.it/mindmanager.html </li></ul></ul><ul><li>Mappe Concettuali – </li></ul><ul><li>J. Novak sintesi di http://wwwcsi.unian.it/educa/mappeconc/jdn_an.html </li></ul><ul><ul><li>Inspiration, Cmap tools, Knowledge Manager e Conception </li></ul></ul><ul><li>http://www.itismajo.it/cmap/ </li></ul><ul><li>http://65.212.118.153:8001/servlet/SBReadResourceServlet?rid=1058306554390_55396878_918&partName=htmltext </li></ul><ul><li>Il metodo SEWCOM http://cidoc.iuav.it/%7Econrad/sewcom/index.html </li></ul><ul><li>(Vedi ConForTic Laura Casulli e Marco Guastavigna) </li></ul>
  27. 27.   Hyperfilm allows to put hyperlink on a video. The links are syncronized and they are shown by the player at the moment and in the way that the author decides. What….
  28. 28.   Hyperfilm consists of an authoring and a player system. Player could be used by pre-school children. Students from 11 to 14 learn very fast and become autonomous Who….
  29. 29.   Linked content: text, html pages (online ad offline), images, video.. Supports a wide range of digital video formats as AVI, MPG/MPEG, ASF, WMV and WMA Original video is not affected by Hyperfilm, since the link structure is described in an indipendent file Technical features The authoring system
  30. 30.   <ul><li>The available hyperlinks may be or two types: </li></ul><ul><li>Textual notes (that can block video or not) </li></ul><ul><li>Browsable frames, containing hotspot groups (that stop the video) </li></ul><ul><li>Hotspots are sensitive, graphically marked, video frame residente area that activates specific link </li></ul>Technical features <ul><li>The operative sequence to put hyperlinks is very simple </li></ul><ul><li>Stop the video </li></ul><ul><li>Select the wished link tipology </li></ul><ul><li>Add the link title </li></ul><ul><li>Select the link content </li></ul>
  31. 31.   Technical features The authoring system To put a browsable frane is slightly more complex, because the author must specify the dimension and the position of each spot on the video frame. The output is a proprietary Format file (IHF – Interactive Hypervideo Format) and threefolders (HTMLs, MPEGs, JPEGs)
  32. 32.   Entertainement: hyper-trailer, link with actors biographies or other information http://www. hyperfilm . it /galleria/galleria_int. html Education: projecting and hyperfilm using a methodology that stars with concept maps, analyzing or making a video, finding resources to link for deeping knowlege of certain topics I Romani Training: a video showing a manufacturing process, or a particular features of an equipment, that could be used by the learner at different levels, following his needs http://www. hyperfilm . it /galleria/galleria_ for . html Documentation: local administrations could use it for a better territorial planning… http://www. hyperfilm . it /galleria/galleria_doc. html (vedi ConForTic – Laura Casulli) Application
  33. 33.   2.0 is coming! HyperFilm 2.0 is the new version that allows using streaming video direct from the web and has improved the dynamic “hotspot” management. It’s already available the new version of the player: the new authoring tool is going to be realeased.
  34. 34. Tecnologie / Metodologie - Strumenti <ul><li>Wikipedia Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. http://it.wikipedia.org/wiki/It.wiki </li></ul><ul><li>Wikipedia è un' enciclopedia on-line. </li></ul><ul><li>E' stata creata nel gennaio del 2001 in inglese , a seguito di contatti fra Larry Sanger e Ben Kovitz, ed anche grazie all'impegno di Jimbo Wales ( Bomis Inc .), che ha messo a disposizione i server necessari per l'esperimento. La fase sperimentale è stata ben presto soppiantata da una fase di grande sviluppo, che ha visto soprattutto negli ultimi mesi un rapido incremento di utenti registrati (oggi più di 4.000 per la versione inglese) ed una vertiginosa impennata del numero di articoli prodotti(gratuitamente e collaborativamente), che oggi supera i 200.000 (escludendo dal computo i redirect e le pagine stub ). </li></ul><ul><li>La storia di Wikipedia, in inglese, è a questa pagina . </li></ul><ul><ul><li>La versione italiana di Wikipedia , quella che stai leggendo, è soprannominata it . wiki . </li></ul></ul><ul><li>Wikipedia usa software libero , ovvero ispirato dalle riflessioni di Richard Stallman , fondatore della Free Software Foundation , il quale fu probabilmente il primo a teorizzare l'esigenza di avere anche una enciclopedia completamente libera ( vedi articolo esterno ). </li></ul><ul><li>(Vedi ConForTic – Casulli – scrittura opensource) </li></ul>
  35. 35. WeBlog a scuola??? <ul><li>Weblog, più comunemente detto blog , nasce come contenitore personale e virtuale che viene aggiornato frequentemente e con notizie di ogni genere. Inizialmente era usato dai giornalisti di testate affermate soprattutto per la facilità di aggiornamento; vedi Punto Informatico , Slashdot e IlNuovo . Successivamente la funzione primaria del blog è cambiata: adesso per blog si intende più comunemente un &quot;diario personale&quot; (es. Personalità Confusa o Selvaggia Lucarelli ) che viene aggiornato quotidianamente e con grande facilità. Ad ogni modo un sito è un blog quando lascia traccia di sé attraverso un archivio giornaliero facilmente consultabile e offre la possibilità di inserire dei commenti. </li></ul><ul><li>http://www.motoridiricerca.it/art09-03.htm </li></ul><ul><li>http://blog.scuolaer.it/ </li></ul><ul><li>http://www.edublogit.org/ </li></ul><ul><li>http://blogdidattici.splinder.it/ </li></ul><ul><ul><ul><li>APRIAMO UN BLOG! </li></ul></ul></ul><ul><li>(vedi ConFortic – Guastavigna) </li></ul><ul><li>http://ko.offroadpakistan.com/weblogs/2003_09/weblogs_in_education_as_courseware.html </li></ul>
  36. 36. … suggestioni.. <ul><li>WEBlog.. </li></ul><ul><li>Eliminare la separazione fra il momento della produzione e quello della pubblicazione di materiali e idee, aumenta “la condivisione” e quindi l’apprendimento collaborativo? </li></ul><ul><li>I sistemi di courseware, complicano o semplificano la vita per chi vuole imparare/insegnare in modalità elearning? </li></ul><ul><li>Erogare vs “Revisionare” </li></ul><ul><li>http:// ko . offroadpakistan . com / weblogs /2003_09/ weblogs _in_ education _ as _ courseware . html </li></ul><ul><li>http://faculty.washington.edu/pbell/kidtech/ </li></ul>
  37. 37. WEBQUEST e Cacce al Tesoro /1 <ul><li>Una Webquest è un’attività che porta gli studenti a compiere ricerche sul web con l’obiettivo di scoprire maggiori informazioni da loro raccolte. Per aiutare gli studenti a impostare l’attività, vengono forniti uno scenario, la descrizione dei compiti e un insieme di risorse. Grazie a queste attività di ricerca gli studenti acquisiranno le capacità di ricercare informazioni nella rete, di selezionare qulle più pertinenti e applicare ciù che imparano nel contesto più adatto. </li></ul><ul><li>Primavera dell’Europa </li></ul><ul><li>http://futurum.eun.org/eun.org2/eun/it/SpringSite_Resources/sub_area.cfm?sa=3276 </li></ul>
  38. 38. WEBQUEST e Cacce al Tesoro /2 <ul><li>Più semplice della webques </li></ul><ul><li>“ Gran domanda finale” </li></ul><ul><li>Il generatore di WEBQUEST In Italiano!! </li></ul><ul><li>http://www.aula21.net/Wqfacil/webit.htm </li></ul><ul><li>La caccia al tesoro della rete civica di Milano </li></ul><ul><li>http://fc.retecivica.milano.it/rcmweb/tesoro/suk/didacta.htm </li></ul>
  39. 39. Esempi.. <ul><li>Un weblog che punta a un webquest per un corso di autoformazione sulle mappe </li></ul><ul><li>http://mappe.splinder.it/ </li></ul><ul><li>Progetti internazionali – galileo – starry messenger </li></ul><ul><li>http://www.masters.ab.ca/bdyck/Galileo/Starry/index. html </li></ul><ul><li>Un progetto italiano: Farhenheit 451 </li></ul><ul><li>http://studenti.scuole.bo.it/fahr/index-next1024x768.php3 </li></ul>
  40. 40. Ambienti a supporto del cooperative working/learning <ul><li>La condivisione di risorse o di applicazioni (anche le più comuni quali i wordprocessor, database, o fogli elettronici) rende la collaborazione profondamente differente rispetto al modello di cooperazione tradizionale. </li></ul><ul><li>Un sistema di computer collegati in rete consente di superare limitazioni legate agli aspetti spazio temporali e sociali della comunicazione. </li></ul><ul><li>Si diffonde negli anni '80 </li></ul><ul><ul><li>CSCW (Computer Supported Collaborative Work) </li></ul></ul><ul><ul><li>CSCL (Computer Supported Collaborative Learning). </li></ul></ul>
  41. 41. Tecnologie Ambienti - BSCW <ul><li>BSCW ovvero Basic Support for Cooperative Work dal 1995!!! </li></ul><ul><li>http://bscw.gmd.de/ </li></ul><ul><ul><li>in modo asincrono </li></ul></ul><ul><ul><ul><li>condivisione di un documento indipendentemente dalla piattaforma </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>è sufficiente un browser per tutta la gestione dei documenti </li></ul></ul></ul><ul><ul><li>in modo sincrono </li></ul></ul><ul><ul><ul><li>organizzare meeting </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>attivare meeting </li></ul></ul></ul>
  42. 42. Tecnologie Ambienti - ICA <ul><li>Internet Classroom Assistant dal 1995!!! </li></ul><ul><li>Free web-based learning environment for classrooms, distance learning programs and collaborative academic projects </li></ul><ul><li>Conferencing </li></ul><ul><li>Scheduling </li></ul><ul><li>Document sharing </li></ul><ul><li>Personal Messaging </li></ul><ul><li>Link Sharing </li></ul><ul><li>http://www.nicenet.org/ica/ica_info.cfm </li></ul>
  43. 43. Tecnologie Ambienti - EUN <ul><li>http://puntoeduft.indire.it/160mila/b/moduli/lab/lab_fortic/b4/applicazionepedagogica/Lab_progettocollabint.pdf </li></ul><ul><li>Community.eun.org http://community.eun.org </li></ul><ul><ul><li>Determinare i membri del gruppo </li></ul></ul><ul><ul><li>Elenco dei partecipanti </li></ul></ul><ul><ul><li>Strumenti di community: Calendariio, mail interna, note e compiti, forum, chat </li></ul></ul><ul><ul><li>Upload di file </li></ul></ul><ul><ul><li>Elenchi di link </li></ul></ul>
  44. 44. Tecnologie Ambienti - Sharepoint <ul><li>&quot;Una piattaforma di collaborazione aperta, versatile e facile da gestire&quot; - inizia così la case  history della Microsoft pubblicata sul sito del MIUR/Inovazione Tecnologica che presenta il nostro sito web. </li></ul><ul><li>http://www.istruzione.it/innovazione/progetti/maiorana.pdf </li></ul><ul><li>http://www.itismajo.it/scuolalavoro/ </li></ul><ul><li>http://www.itismajo.it/ dschola –  ?? </li></ul><ul><li>Un progetto: la piu’ grande comunita’ di web collaborativi </li></ul>
  45. 45. Tecnologie Ambienti – Fle3, Claroline <ul><li>Costruzione della conoscenza </li></ul><ul><li>versus </li></ul><ul><li>Formazione a Distanza </li></ul>
  46. 46. Formazione mista - Blended Learning <ul><li>Le diverse metodologie possono essere integrate: </li></ul><ul><li>un intervento in presenza di tipo tradizionale; </li></ul><ul><li>una fase di apprendimento individuale; </li></ul><ul><li>una fase di attività collaborativa in rete </li></ul>Incontro in aula Apprendimento individuale Attività collaborative Incontro in aula Riccarda Cristofanini – Poliedra
  47. 47. A Conversation on the Future of E-Learning <ul><li>But the bulk, the heart, of my own writing is based in an assessment of what people want - and as Mill would say, the best evidence that people want something is that they seek it out - and what people seek out, increasingly, are informational educational environments. No online school or university (indeed, the entire sector as a whole) has ever approached the popularity of Google, just the opposite of what we would expect if people preferred to be led by design rather than by discovery. The failure of portals (quick - name one!) is another sign of this; the success of blogs is another . </li></ul><ul><li>Yes, people want discovery, they want guidance, they want help, they want support - this is all true: the mistake occurs when this is interpreted as meaning that people want structure. </li></ul><ul><li>http://www.downes.ca/files/oehlert.htm - Stephen Downes senior research officer with the National Research Council of Canada </li></ul>
  48. 48. Le Comunità di pratica - Online professional network <ul><li>In ambito professionale </li></ul><ul><li>a seguito di un’azione formativa (ForTic??) </li></ul><ul><li>Condividere conoscenza </li></ul><ul><li>Condizioni (Trentin) </li></ul><ul><li>Realizzazione di una impresa comune </li></ul><ul><li>Esistenza di un impegno reciproco </li></ul><ul><li>Presenza di un repertorio condiviso </li></ul>
  49. 49. Social Network e i 6 gradi di separazione <ul><li>Un altro modo di entrare in relazione via rete </li></ul><ul><li>Friendster . com ,   ha aperto i battenti a marzo del 2003 e in soli sei mesi  è diventato    il  modello delle applicazioni di social networking  sul Web;  di cui si interessano sia i giornalisti  economici sia i  sociologi  dell'ISNA, l'associazione internazionale che studia le applicazioni della social network analysis. http://bibliopolis.pantarei.it/read/488726.htm </li></ul><ul><li>http://www.weekit.it/weekit/unico/art006004038818.jsp </li></ul><ul><li>Smallword http://smallworld.columbia.edu/ </li></ul>
  50. 50. Sitografia molto! parziale <ul><li>Internet 2004 </li></ul><ul><li>http://www.laterza.it/internet/leggi/internet2004/ </li></ul><ul><li>Dschola – Confortic - Incroci </li></ul><ul><li>http://www.dschola. it </li></ul><ul><li>MAPPE </li></ul><ul><li>http://www.pavonerisorse.to.it/cacrt/mappe/bibliomap.htm </li></ul><ul><li>Varie su didattica </li></ul><ul><li>http://www.dienneti.it/percorsi/frameset.htm?aree/nuovetec.htm~principale </li></ul>
  51. 51. Ringraziamenti <ul><li>Questi lucidi si basano su contributi provenienti da diversi nodi della rete.. </li></ul><ul><li>Mi scuso quindi anticipatamente per contributi erroneamente o non attribuiti. </li></ul><ul><li>Vorrei però ringraziare in modo esplicito </li></ul><ul><li>Tutte le persone che collaborano al progetto Dschola, dentro e fuori il CSP </li></ul><ul><li>Guglielmo Trentin, </li></ul><ul><li>Riccarda Cristofanini. </li></ul><ul><li>Corrado Petrucco </li></ul><ul><li>In particolare per i loro stimoli costanti: </li></ul><ul><li>Doriano Azzena </li></ul><ul><li>Laura Casulli </li></ul><ul><li>Marco Guastavigna </li></ul><ul><li>Giorgio Tartara </li></ul><ul><li>Dario Zucchini </li></ul>
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