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R Ni d’Aigura i miei articoli le mie foto di enrico pelos

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Un estratto di miei articoli e fotografie pubblicati nei 10 anni di collaborazione con la rivista R Ni D'Aigura (Rivista etno-antropologica e linguistica delle culture delle Alpi Liguri-Marittime e delle altre culture alpine e montane diretta dal Prof. Massajoli)

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  • 1. Enrico Pelos R NI D’AIGURA I MIEI ARTICOLI LE MIE FOTOGRAFIEArticoli e fotografie pubblicati in 10 anni (2000-2010) di collaborazione alla rivista www.enricopelos.it
  • 2. Prodotto ed edito dall’autore Proprietà letteraria ed artistica riservata - Fotografia di copertina, testi (dove non diversamenteindicato), foto, fotoelaborazioni - Grafica, impaginazione editing - Produzione, pubblicazione © 2000..2012 Copyright by Enrico Pelos e Rivista R Ni D’Aigura e degli autori citati dei quali compaiono alcune pagine degli articoli pubblicati dalla rivista (già con licenza di pubblicazione e citazione) e contenenti mie fotografie. Questa pubblicazione può essere utilizzata nellasua interezza sotto la licenza CC e cioè citandola fonte e gli autori e senza scopo di lucro. Perquanto concerne l’eventuale uso di singoli articolio parti di essi di altri autori in pubblicazioni didiverso tipo dovrà essere richiesto il loro permesso. http://www.enricopelos.it email: enricopelos@alice.it edizioni: 1a - Febbraio 2012 Edizione prodotta in proprio
  • 3. ENRICO PELOS R NI D’AIGURA I MIEI ARTICOLI LE MIE FOTO Premessa La rivista R Ni d’Aigura è stata per moltissimi L anni portavoce della ricerca etno-antropologica e linguistica delle culture delle Alpi Liguri-Marittime e delle altre culture alpine e montane. Fondata dal Prof. Massajoli, è stata da lui diretta fino al 2011. La rivista, di taglio sobrio ma elegante, ha sempre mantenuto, volutamente, una grafica classica ed una stampa in Bianco e Nero per preciso volere del direttore che non si faceva influenzare dalle sirene della modernità, e della multimedialità anche se comunque tutte le copertine, i sommari ed alcuni articoli e foto le scansionate e inserite, con il suo consenso, sul sito web che avevo creato appositamente; e nel corso degli anni sono stati un riferimento per molti studiosi e pubblico di naviganti interessati ai vari argomenti e che ci hanno scrittto in molte occasioni La rivista si è avvalsa nel corso degli anni della collaborazione di insigni studiosi a livello nazionale ed europeo. L’elenco sarebbe molto lungo per cui non cito nessun nome perchè, in buona fede, ne dimenticherei qualcuno e non vorrei far torto a nessuno. Con molti di loro ho avuto incontri interessanti e proficui, anche per la pubblicazione di molti loro articoli in qualità di co-vicedirettore che il Professore aveva voluto nominarmi per la proficua collaborazione e interesse per gli argomenti della rivista. Io ho collaborato con piacere ed interesse con il Professore ed ho pubblicato, nel corso di dieci anni, dal 2000 al 2010, diversi articoli corredati da mie fotografie e pubblicato altre mie fotografie a corredo degli articoli di molti altri autori. Ho preparato inoltre, per molti numeri, la composizione e l’impaginato (ecco perchè le foto compaiono in molti casi a colori) per la pubblicazione in tipografia. Questo numero “speciale” è quindi una raccolta dei miei articoli pubblicati e delle sole pagine contenenti le mie fotografie, a corredo di articoli di altri autori, pubblicati nel corso di questi anni. ‑2‑
  • 4. ENRICO PELOS R NI D’AIGURA I MIEI ARTICOLI LE MIE FOTO Ringraziamenti Un ringraziamento a tutti gli autori e alle U persone conosciute negli anni di collaborazione alla rivista, e che mi hanno fornito indicazioni, informazioni, e un po’ della loro conoscenza riguardo i paesi, le strade, le diverse località per i vari articoli e fotografie. Un ringraziamento va ai molti lettori per i quali la rivista è stata, nel corso degli anni, un riferimento per molti studi e ai visitatori della rete interessati ai vari argomenti e che ci hanno scrittto in molte occasioni. Anche in questi casi l’elenco sarebbe lungo, per cui non cito nessun nome perchè, in buona fede, ne dimenticherei qualcuno e non vorrei far torto a nessuno. Un ringraziamento va al Professor Massajoli per avermi dato l’oppurtunità di collaborare alla rivista e a sua moglie per la collaborazione. In ultimo, ma certamente non meno importante, il grazie va a mia moglie Rita, per avermi aiutato, in diverse fasi nei viaggi e nella stesura di articoli con consigli e suggerimenti. ‑3‑
  • 5. -2- SOMMARIO CO NSIGLIO DI REDAZIONE Pierleone Massajoli direttore responsabile Pag. 3 “Orchidee delle Alpi Marittime” Orchidee Marittime Roberto Moriani vice-direttore di Vanda Chiappero Enrico Pelos vice-direttore (grafica informatica gis-sit) Pag. 5 “Carée e carügi da Briga” C Briga Alberto Casella assistente di Pierleone M assajoli Pag. 9 “Proverbi del Mentonasco” Proverbi Mentonasco Maria A. Beringheli antropologa culturale, di Attilio Giuseppe Boano Genova Pag. 14 “Contributo al lessico di Boves” Contributo Boves Attilio G. Boano docente fonetica fonologia di Fausto Giuliano e Franco Del Piano linguistica generale università Pag. 18 “Cultura rurale e tutela ambientale Cultura ambientale di Verona, Genova nella Valle dellAveto Guido Ferretti ricercatore storico, Genova Valle dellAveto” Alfonso Sista autore di volumi storico- di Sara Medica geografici, Imperia Pag. 32 “I Cereghino e le loro canzoni itineranti” I itineranti Annibale Salsa consulente area scientifica di Enrico Pelos socio-antropologica Pag. 34 “Racconti del lupo” Racconti lupo di Giovanni Ferrero R NÍ DÁIGÜRA Pag. 37 “Il Villaggio delle Bories di Gordes nel Il Villaggio Il nido daquila - Le nid de laigle aucluse” Vaucluse” di Luigi Felolo Rivista semestrale - n.42- Dicembre 2004 - ANNO XXI Autorizz. Tribun. Genova n.26/83 Pag. 39 “I lupi in Val d’Aveto I Val d’Aveto” di Sandro Sbarbaro Pierleone Massajoli Pag. 42 “La Valle di Gavano” La Valle Direttore responsabile / Editore Gavano IL CENTRO STUDI IL NIDO DAQUILA - Tel.010.3621.829 di Gaia Bonomi http://www.liguri.net/portappennini/rnidaigura.htm Pag. 45 “Il rito alimentare nel Finalese” Il Finalese http://www.global.village.it/~pelos/rnidaigura.htm di Manuela Bavassano http://www.pelos.it mailto:massajoli@libero.it mailto:pelos@village.it Pag. 49 “Le antiche mulattiere” Le mulattiere di Guido Ferretti Spedizione in abbonam. postale / Art.2 Legge 662/96 - Direz. Commerc. Genova, Tassa Pagata - Taxe perçue - Pag. 54 “Fantasiosi nomi...Libellule” Letture Segnalazioni Recensioni Stampata dalla SCUOLA TIPOGRAFICA del SORRISO FRANCESCANO, Genova, Via Riboli 20 CONTRIB UTI Abbonamenti / AssociazioniCopertina Elena Pongiglione Bàsura cun cunìy-Strega con coniglio Abbonamento per lItalia per persone fisiche : € 10,00Ultima di copertina Adalberto Giuffra Giuffra Abbonamen. per lEuropa, per persone fisiche : € 15,00 Donna con gerla in Val d’Aveto Abb. per Enti territo., economici, Ist. Universit. : € 15,00Cartine Comune di Briga Abbonamento sostenitore: € 20,00 IGN Francia Numero sciolto: € 5,00 Pierleone Massajoli Ist. Geo. “De Agostini” - Numero speciale 39: € 10,00 Str. Parchi Reg. Liguria tr. Numero in formato elettronico Enrico Pelos (file tipo pdf, alcuni contenuti a colori): € 5,00 +cd + s.p. Sara Medica CONTO CORRENTE POSTALE :Disegni Vanda Chiappero Etta Lanza IL NIDO DAQUILA, GENOVA 15.462.161 Giovanni Ferrero Tariffa regime libero: Poste italiane S.p.A. - Spedizione in Luigi Felolo Abbonamento postale - 70% - DCB Genova Carla Macciò Sara Pettinari La rivista e ammessa ai contributi di legge delle province di Cuneo, Imperia e Genova, che si ringraziano vivamente.Fotografie Pierleone Massajoli Adalberto Giuffra Giuffra Leditore dà il consenso a riportare testi, fotografie o parti di Sara Medica esso purchè si citi lautore dell’articolo, della foto e la fonte. Enrico PelosElab. grafica informatica Enrico Pelos Rivista chiusa in redazione il 15 Novembre 2004 R Ni d’Aigura Numero 42 Luglio Dicembre 2004
  • 6. Pagina 1 di 1 art_Cereghino I Cereghino, cantastorie valdesi della Val Fontanabuona Testo e traduzione di Enrico Pelos Sul far della sera tornando da care anche per il suo passato di cantastorie a cui il qualche tappa sull’Alta Via famoso gruppo genovese de “La Rionda” si è dei Monti Liguri, o da interessato inserendo nel suo ultimo cd proprio una Barbagelata, o dal Passo loro bella musica. della Scoglina, o dal E’ stato creato un sito dove è possibile avere notizie Ramaceto o ancora da più e altre fotografie con ingrandimenti dove forse lontano come dall’Aveto, qualcuno si potrebbe ancora riconoscere o sono passato alcune volte in riconoscere parenti lontani. mezzo alla bella vallata di Malvaro, dove le lastre d’ardesia spuntano in mezzo agli alberi e dove ad un certo punto compare all’improvviso, seminascosto dalla vegetazione, anche un particolare cartello con scritto: Cimitero Valdese. Fam. Cereghino nella chiesa di Il sentiero porta ad un piccolo Favale cimitero, immerso nel silenzio e dove è come ferma nel tem Favale di Malvaro nel 1916po la storia della famiglia Cereghino. Erano stati famosicantastorie ed anche fondatori di un fenomeno religioso About the Cereghino family – fine musicians, storyparticolare nella cattolicissima Val Fontanabuona: la tellers and founders of Waldensians movement infondazione di una comunità valdese in Liguria. Delle sue Liguria – we have read years ago an interestingorigini, abbiamo letto, alcuni anni fa, il bellarticolo di Luigi article by Luigi Felolo. Nowadays few facts haveFenolo. Oggi ci sono alcuni elementi di interesse added interest about the family history as some of thesull’argomento per cui ad alcuni anni di distanza questa descendants, the cousins Cereghino from Portland,storia merita un aggiornamento. have sent some vintage photography with membersSamuele, il discendente che partì per l’America ebbe of the family and Favale in 1916. Some otherfamiglia e oggi alcuni dei suoi discendenti vivono descendants still live in Genoa. Nevertheless, thenell’Oregon in Usa ma anche qui a Genova esiste una interest about this family has not diminished inpiccola discendenza di questa famiglia. Da alcuni dei interest if a famous genoise group called “La Rionda”discendenti che vivono negli Stati Uniti, i cugini Cereghino has in their second cd just a song by the Cereghinos.di Portland, sono arrivate alcune foto “storiche” che A site has been put on-line where it is possible toritraggono le famiglie Cereghino e Garbarino in quei lontani have more news and to see more photos withanni ed una foto di Favale del 1916. enlargements.L’interesse intorno a questa famiglia non è venuto a man- Biblio - “I Valdesi della Fontanabuona”, di Luigi Fenolo, n.ro 20 di R Ni D’Aigura, Luglio - Dicembre 1993 - “Storie dimenticate di Valdesi in Liguria”, Giovanni Meriana, De Ferrari editore, Genova Foto - Le foto sono pubblicate per gentile concessione dei cugini Cereghino di Portland in Oregon Usa e di Ginger Staral discendente dei Cereghino. Links http://www.liguri.net/portappennini/cereghino.htm http://www.global.village.it/~pelos/cereghino.htmart_Cereghino pag - 1 - stampa del 04/11/2005 9.53.00 by Enrico Pelos ENRICO PELOS studio consulenza informatica fotografia http://www.pelos.it http://www.liguri.net/portappennini/rnidaigura.htm pelos@village.it
  • 7. Pagina 1 di 3 RNI37 IL PORTALE DEGLI APPENNINI" T"P¯"F‚ıKIŰTC"UW"KPVGTPGV" " uw" " Kn"Rqtvcng"Crrgppkpk"g"Oqpvk"fk"Nkiwtkc" "fk"Gptkeq"Rgnqu"" " "Dal Settembre 2001 R NÍ D’ÁIGŰRA è andato apprendendo molti aspetti tipici oconsultabile via internet sul web. Il “Portale meno conosciuti.Appennini e Monti di Liguria” è una realtà Innanzitutto va subito spiegata la differenza,informatica progettata e curata per conto per chi non la conoscesse, tra un “ukvq” e undell’URPL (Unione Regionale delle Province “rqtvcng” internet. Il “sito” è un insieme diLiguri). Il portale è parte del portale Liguri@, pagine con effetti e servizi più o menoregistrato regolarmente come rivista on-line complessi che rappresentano l’attività di unapresso il tribunale come quelle su carta. società o gli interessi di una persona. PuòQuando il direttore della rivista, Michele essere una semplice pagina con una fotoRaso, mi ha proposto di creare questa come un insieme di pagine collegate tra lorosezione, ho accettato con piacere in quanto con collegamenti che rimangono nell’ambitoda anni viaggio e fotografo molte realtà del sito. Il “portale” è anch’esso un ‘insiemepaesaggistiche della Liguria e ne sono di pagine ma offre dei servizi di tipo piùRNI37 IL PORTALE DEGLI APPENNINI pag - 1 - stampa del 05/01/2006 18.22.00 by Enrico Pelos
  • 8. Pagina 2 di 3 RNI37 IL PORTALE DEGLI APPENNINIgenerale, non strettamente legati ad un tipo del territorio, che cammina per conoscere,di attività, e con collegamenti diversificati per vedere, per pensare.nell’ambito di interesse specifico. Il portale I monti Liguri confinano ad ovest con ilpresenta una sua struttura ma poi le notizie confine francese della Val Roja e a nord glie le immagini vengono presentate in modo Appennini (sono definite Alpi Liguri quelleridotto, in quanto lo scopo é di dare una che vanno dal Colle di Tenda fino al Colle diinformazione utile e di rimandare il Cadibona, da qui fino alla Cisa vanno glilettore/navigatore al sito di suo particolare Appennini per circa 16 km) separano lainteresse. E qui si nota un’altra differenza: regione dal Piemonte, dall’Emilia Romagna ealcune pagine sono complete di foto e dalla Toscana.notizie e altre sono più ridotte. Alcune valli e Per entrare un po’ di più nel lato tecnico delmonti possono essere importanti e molto portale ecco alcune spiegazioni su come èinteressanti, ma se ad esempio i comuni o strutturato e le modalità di ricerca. Dopo laaltre attività non sono presenti su internet pagina iniziale con una presentazionequesti non sono in genere, tranne alcune fotografica si entra nella home page che èeccezioni, descritte sul portale. Per cui le strutturata in cinque aree, ciascuna con unpagine sono in continuo aggiornamento proprio cursore. Quella centrale è corredatacome altri siti si presentano sul web. Ho da una immagine, dà il benvenuto (in italianodetto alcune eccezioni perché è questo il e in inglese) e spiega il senso delliniziativa.caso di R NÍ D’ÁIGŰRA che leggo con A destra, procedendo da ponente a levante,interesse da molti anni e che mi pareva ci sono le valli (quarantuno, da Nervia adovesse essere una di quelle realtà che non Vara), i parchi (otto, da Alpi liguri adovrebbe mancare in un portale di questo Montemarcello Magra), i parchi culturali (sei,genere. Ho contattato quindi il prof. da via Julia Augusta al "Sentiero di Fischia ilMassajoli che ha aderito subito con Vento"), le comunità montane (quattordici,entusiasmo e mettendosi a disposizione per dall’Intemelia a quella della val di Vara).quanto mi poteva essere necessario. Un ulteriore menù di "varie" spazia dalleEcco quindi che il Portale degli Appennini di associazioni sul territorio alla cartografia, aLiguria si occupa appunto dei suoi monti e scuole, libri, cartoline e offre anche una utilitypoichè la Liguria è conosciuta in tutto il per una visione migliore. Nella colonnamondo per il clima mite, il buon cibo e lo (frame) sinistra dò molte informazioni displendido paesaggio di mare, per molti servizio: dove alloggiare, dove mangiare,invece può essere una piacevole scoperta dove trovare sport, feste e fiere consapere che allinterno, lungo un arco di circa fotografie e percorsi. C’è poi la possibilità di500 Km, troviamo una parte della storia dei scaricare delle immagini, per uso personale,Liguri, immersa in un paesaggio di colline e come sfondo (wallpaper) per il proprio pc, odi monti, che fanno di questa regione la come installazione di salvaschermoprima in Italia per verde pro-capite. Lungo i (screensavers) o altri servizi diversi quali adversanti e le valli è situata la "Liguria dei es. l’invio di messaggi sms con il pc. E’ inMonti" con la sua storia, la sua gente, con questa sezione, sul lato sinistro appunto, checime e antichi paesi talvolta di raro fascino e si trova il collegamento alle pagine di R NÍbellezza. Qui troviamo la storia delle antiche D’ÁIGŰRA.famiglie genovesi che costruirono castelli, Nella parte in alto si possono avereabitazioni residenziali o case di campagna informazioni generali sulle singole provinceoggi trasformate in hotels, ristoranti o ed i relativi comuni come collegamenti aagriturismi. Fu in Liguria che alcuni web-cam che in tempo reale possono fargentlemen inglesi scoprirono il piacere di vedere immagini della zona di interesse oviaggiare, mangiare e come fare il turista. E nell‘area che la comprende. Info sullaquindi il turista escursionista che scollina da temperatura sono presenti in contemporaneaun monte all’altro forse il vero conoscitore per le 4 province. Nella parte in basso è possibile infine avere una serie di serviziRNI37 IL PORTALE DEGLI APPENNINI pag - 2 - stampa del 05/01/2006 18.22.00 by Enrico Pelos
  • 9. Pagina 3 di 3 RNI37 IL PORTALE DEGLI APPENNINIquali informazioni di primo soccorso se si fa La sezione che ho preparato per R NÍun’escursione come una calcolatrice con D’ÁIGŰRA era composta inizialmente da unaanche un euroconvertitore etc.. pagina con alcuni estratti e fotografie da variCosì, ad esempio, cliccando su val Nervia si numeri della rivista. La pagina si è rivelataprocede dalla parte generale descrittiva ai ben presto insufficiente per cui R NÍlinks degli enti ufficiali, in questo caso lApt, D’ÁIGŰRA è ora un piccolo sito dove dallache propone, divisi in documenti successivi, pagina principale, una volta lette alcuneitinerari dai Balzi Rossi a Bordighera, righe dell’estratto che interessa, si passa adpassando per la montagna. E poi ci sono gli una pagina dedicata all’argomento specificoindirizzi di aziende agrituristiche, ristoranti, corredata da foto o immagini, se presenti,impianti sportivi. Ma ci sono anche degli autori che sono indicati a corredo deidocumenti per ciascuno dei quali, su singoli articoli.iniziativa della Provincia di Genova, è stata Le pagine sono state preparate dall’autoremessa in rete una scheda con testo e come web-design e corredate di foto edimmagini per ogni Comune del territorio. effetti con molti testi anche in inglese ancheTutti i percorsi, poi, meritano una su segnalazioni dei navigatori che invianodeviazione: dallAlta via dei Monti liguri, notizie o materiale; é inoltre presente unaallItinerario Colombiano ("il Sentiero del finestra che dà la possibilità di sceglierePane"), dalla Via dellArdesia, corredata da alcune piacevoli musiche tradizionali pernumerose foto, allAnello di Balestrino, alle rendere più piacevole la lettura.“Strade dellolio e del vino” Tutte percorsi Questo portale è per far viaggiare con unvirtuali effettuati praticamente sul territorio click e con lintento di contribuire allaanche in più occasioni. Fino ai panorami conoscenza dello sviluppo sostenibile nelliguri, sequenza di vedute suggestive, rispetto dellambiente, delle culture e delleciascuna dotata di piccoli effetti speciali tutti tradizioni. Se poi vi è venuta la voglia dida scoprire per chi avesse tempo da alzarvi, partire e riscoprire, vuol dire chededicare a una full immersion sui monti, ma abbiamo raggiunto lo scopo migliore.anche nel sito principale, che spazia sui temipiù svariati, di www.liguri-net. " Rcikpc"rtkpekrcng"T"P¯"F‚ıKIWTC <" jvvr<11yyy0nkiwtk0pgv1rqtvcrrgppkpk1tpkfckiwtc0jvo " " " rcikpc"rtkpekrcng <" jvvr<11yyy0nkiwtk0pgv1rqtvcrrgppkpk1kpfgz0jvo" Rqtvcng"Crrgppkpk"g"Oqpvk"fk"Nkiwtkc " " " Rcikpc"rtkpekrcng"NkiwtkB <" jvvr<11yyy0nkiwtk0pgv""""" " Per chi volesse avere ulteriori informazioni oppure inviare informazioni, notizie o foto, può scrivere al mio indirizzo e-mail rgnquBxknncig0kv"/"jvvr<11yyy0rgnqu0kv" " Xkc"Rq||q"3318."38367"Igpqxc" " Gptkeq""Rgnqu Nato a Genova, non è solo un genovese ma soprattutto un ligure che della sua terra ha voluto, camminando e fotografando, scoprire alcuni degli aspetti più reconditi. Un ligure i cui interessi di ricerca fotografica vanno oltre i confini geografici e sempre con attenzione e rispetto della natura e del mondo circostante. La sua fotografia si è successivamente ampliata con l’uso dell’informatica e della sua attività nei sistemi Gis/Sit curandone quindi l’attività di ricerca territoriale, paesaggistica, storica e sociale. Sue fotografie sono state esposte in mostre fotografiche e a guidare le tappe della guida ufficiale dell”Alta Via dei Monti Liguri”. Consulente informatico ha progettato e realizzato siti internet, con realizzazioni ufficiali per il Comune e la Provincia di Genova, cd-rom fotomultimediali, tra i quali quello della presentazione multimediale dell’Alta Via dei Monti Liguri, e ha vinto premi a livello nazionale e internazionale. Sue fotografie sono entrate a far parte dell’Archivio permanente dell’Ufficio parchi della Regione Liguria"RNI37 IL PORTALE DEGLI APPENNINI pag - 3 - stampa del 05/01/2006 18.22.00 by Enrico Pelos
  • 10. ENRICO PELOS LUNGO L A VIA JULIA AUGUSTA IN LIGURIA ‑6‑
  • 11. ENRICO PELOS LUNGO L A VIA JULIA AUGUSTA IN LIGURIA ‑7‑
  • 12. ENRICO PELOS LUNGO L A VIA JULIA AUGUSTA IN LIGURIA ‑8‑
  • 13. ENRICO PELOS R NI D’AIGURA I MIEI ARTICOLI LE MIE FOTO ‑1‑
  • 14. - 51 -JOHN BARCHI DA HOLLYWOOD ALLA VAL TREBBIA Alla ricerca dei suoi antenati Testo e traduzione di Enrico Pelos sommario Figura 10 - Cartina della Val Trebbia (Genova) e Figura 11 - 1908 Barchi Family: Ida, Silvio (Baby), Barchi (Piacenza) Virginia, Anna, Lena, Stefano, Pietro – foto Horton Bros Il 6 nov. 2002 mi arrivò una Richiesta tramite la suo nome. Inoltre, John decise così di fare indaginiposta elettronica dagli Usa. Una mia foto della Val in tutti gli Stati Uniti e altri paesi mandando richiesteTrebbia, pubblicata su una pagina di internet, aveva per notizie, informazioni e documenti, collezionandorisvegliato dei ricordi al di là dell’oceano. Mi si in questo modo una raccolta di dati sempre piùchiedeva se avevo e potevo inviare una foto di voluminosa e impressionante.Barchi, Il piccolo paesino che si può raggiungere da Un bel giorno di Marzo 2003 mi scrive: ho decisoGorreto, ai piedi del Monte Alfeo e che, un tempo di venire in Italia con mia moglie Judy la prossimaappartenente alla Provincia di Genova, fa parte oggi settimana.di Ottone in quel di Piacenza. La mail era firmata: La Florida sarà anche una terra sempreJohn Barchi, Hollywood. Risposi e appresi così soleggiata come appare in molti films ma è tuttadell’esistenza di un’altra città in Florida con il nome piatta, una pianura. Il veder i monti, i paesinidi quella più famosa che tutti conosciamo. arroccati, le strade tortuose del nostro entroterra è La cittadina è oggi molto grande e sviluppata ma stato per lui un susseguirsi di emozioni e di ricordinel 1921 era solo un palmeto nei pressi delle paludi legati alle letture fatte nei documenti dei mesi scorsi.delle Everglades e un certo Joseph Young, un Emozioni provenienti dal profondo, forse anche dalcostruttore che proveniva dalla California, da dna genetico dei suoi nonni e bisnonni.Hollywood appunto decise di costruire una città. E’ andato in chiesa a sfogliare antichi documentiNegli anni successivi vi si stabilirono molte famiglie battesimali alla ricerca di nomi, date, parenti edagli Usa ma anche dai paesi dell’Europa ed anche famiglie. Ha voluto quindi incontrare molte personedall’Italia. di Barchi e dei paesi vicini, farsi raccontare le loro John Barchi ha iniziato così a scrivermi sempre storie le loro impressioni, la loro vita. Gli americanipiù spesso chiedendomi notizie sia storiche, sociali hanno una storia recente e coloro che possonoe geografiche, nonché immagini, cartine e vantare una ascendenza europea e documentarlafotografie. Più gli mandavo del materiale e più possono andare indietro nel tempo quasi acresceva in lui la voglia di vedere da dove legittimare la loro storia la loro voglia di antichità.provenivano i suoi progenitori e da dove veniva il R Ní d’Áigüra - Numero 41 Gennaio-Giugno 2004
  • 15. - 52 - Everything began from a request of information due to the vision of a photo in my site pages. Day after day, I was asked to send news, maps and photos. John felt the desire to discover the origin of his name: "Barchi". The village is now part of Ottone in Piacenza province, but one time it was part of the Genoise part of the Trebbia Valley. So one day in March 2003, John decided to take a plane together with his wife Judy to come and see the original villages of the ancestors. He had done a remarkable work of research tracing back parents, and their activities, both in Trebbia valley and in USA since very ancient times. He has made a very detailed Figura 12 - Panoramica di Gorreto - foto Enrico Pelos photographic and computer presentation complete John è così stato a visitare tutti i posti delle origini, with a full genealogic tree finding a connection alsosoggiornando anche sulla costa e visitando infine with the famous Cereghino of the FontanabuonaGenova, dove ha voluto incontrare una famiglia Valley and meeting some of the descendants herediscendente dai Cereghino della Val Fontanabuona e in Genoa. Going back home, he put on a site withimparentata con lui. pictures and news about his fascinating experience. E’ stato un’incontro molto suggestivo e pieno di John is still in search of some missing parents’emozioni, domande, visioni di fotografie su pda connections so every "Barchi" reading these notes(computer palmare) e con il piacere di ritrovarsi poi and about the origins of this area can contact him totutti a cena. know more. Who knows, someone may discoverHa ricostruito così un imponente albero genealogico something new, pleasant and unknown. Figura 13 - Una sezione dellalbero genealogico con la relativa scheda personale di John Barchiche sarà materiale per un libro di oltre 100 pagine Enrico Peloscompleto di 25 pagine di testo storico, 81 pagine di Figura 14 - La copertina del CDRom con foto di Barchigrafici e 140 fotografie. “Barchi Family History” è iltitolo. Links http://home.earthlink.net/~barjud/index.htmlAl ritorno ha scritto quindi questo libro che desiderava http://www.liguri.net/portappennini/barchi.htmda tanto, completo ora di molti dei “pezzi mancanti”. http://www.global.village.it/~pelos/barchi.htmLe sue impressioni, i racconti degli abitanti, lefotografie e filmati sono stati poi elaborati sino adiventare un cd-rom completo di presentazioni.Ha realizzato infine su un sito le fotografie e ilracconto di questa bella esperienza. Gli mancanoancora alcuni collegamenti con antiche parentele ecosì ogni "Barchi" originario di queste parti cheleggesse queste righe può mettersi in contatto con lui.Potrebbe a sua volta avere delle gradite sorprese eriscoperte. Figura 15 - "Lalbero di Barchi", monumento nazionale – foto John Barchi R Ní d’Áigüra - Numero 41 Gennaio-Giugno 2004
  • 16. no 42 Luglio Dicembre 2004 Rivista etno-antropologica e linguistica delle culture delle Alpi Liguri-Marittime In questo numero: - Orchidee delle Alpi - Pianta di Briga - Speciale sull’Aveto - Lessico di Boves - Proverbi Mentonaschi - Cereghino e le loro Canzoni - Antiche Mulattiere Via F.D. Guerrazzi 14/14 16146 - Genova Tel. 010 3621829 e-mail: massajoli@libero.it Autorizzazione Tribunale di Genova 12/9/83 n. 26 - Spedizione in abbonamento postaleTariffa regime libero:"Poste italiane S.p.A.- Spedizione in Abbonamento postale - 70% - DCB
  • 17. - 38 - Mentre le bories isolate servivano da ricoveri tem- tero. Si pensa quindi che i defunti venissero portatiporanei, come le caselle, da granai , da depositi di altre in quello di Gordes.derrate o prodotti ed attrezzi agricoli, quelle riunite in Le ceramiche rinvenute sono provenzali e particolar-gruppo costituivano fattorie o perfino villaggi. mente del XVIII° e XIX° secolo . Invece le monete sonoQuesti insiemi di bories, disposti attorno ad unaia o ad dei Luigi XIII, XIV, XV, e XVI, più altre dei papi diun recinto per il bestiame , qualche volta erano circon- Avignone usate in Provenza dopo il regno di Luigi XI ,dati per la difesa da mura provviste di feritoie , per pro- quindi dalla fine del XV° secolo. La moneta più antica èteggere gli abitanti, il loro bestiame ed i loro raccolti dai di epoca romana.briganti, ma soprattutto dai lupi, che ancora nel XIX° Sono state anche rinvenute lame di selce, oltre adsecolo erano numerosi sulle montagne del Vaucluse. unascia e a cinque anelli di bronzo, ritrovamenti cheNella zona mediterranea simili tipi di strutture sono note provano lantichità della frequentazione del sito.dal neolitico e particolarmente nella zona di Apt, nel sud Le bories di Gordes hanno particolarità costruttive similidella Francia , ma nulla può far ritenere che le bories di a quelle delloratorio di Galarus del VI° o VII° secolo,Gordes risalgano a quella epoca, anche perché di quel- nella Contea di Galarus in Irlanda , dei trulli della Puglia,le strutture abitative datate ad epoca preistorica riman- delle navetas, tombe del II° millennio a.C. delle Balearigono solo delle rovine. dove prima delle navetas, ma con lo stile delle navetasSi ritiene che queste costruzioni in pietre a secco di e quindi delle bories, erano stati costruiti degli interi vil-Gordes siano state erette dal XIV° al XVIII° secolo, laggi, dei nuraghi della Sardegna del III° e II° millennioforse anche nel XIX° e ci si chiede come mai siano vici- a.C., delle tombe micenee del II° millennio a.C. e,ne ad un bel sito medievale, Gordes, con un grande andando più indietro nel tempo, delle tombe di Loscastello restaurato in epoca rinascimentale e tante belle Millares presso Almeria in Spagna, che risalgono al IV°case di abitazione costruite con pietre squadrate e con- millennio a.C..nesse con malta. Quando iniziò il restauro del villaggio di bories di GordesInvece nelle bories le piatte pietre, le lose, sono sovrap- il sito era invaso da un centinaio danni dalla vegetazio-poste a secco, inclinate verso lesterno per favorire lo ne e danneggiato da terremoti nel 1886 e nel 1909. Iscorrimento dellacqua piovana ed assicurare limper- lavori richiesero quindi otto anni. Per ridare al villaggiomeabilità. lantico aspetto furono di nuovo coltivati gli uliveti circo-La costruzione a falsa cupola, ovvero lo sporgere verso stanti.linterno di ogni strato di pietre superiore, può incomin- Altrove si possono trovare bories più grandi o più arcai-ciare alla base del muro, ma più spesso le pareti sono che di quelle del villaggio di Gordes. Ma questo villaggioverticali fino ad una certa altezza. Dove incomincia la costituisce un unicum ed è per questo motivo che lacostruzione a falsa cupola, realizzata per mezzo di una locale amministrazione comunale lo conduce come unserie di mensole sopra stanti, sempre più aggettanti museo allaperto, ponte fra lantichità richiamata dal tipoverso linterno, vengono usate pietre più lunghe, perché di architettura ed il momento dellabbandono delle zonevi sia un contrappeso alla parte sporgente. agricole marginali, di cui una ricostruzione degli interni,Prima di arrivare al punto di rottura dellequilibrio delle con scarsi poveri arredi e semplici attrezzi, illustra ladue opposte pareti , quando queste sono ad na distan- durissima vita.za di 50 o 60 centimetri, viene posto un soffitto di Luigi Felololastre con sopra altre pietre piatte, il cui ultimo strato ècoperto da lastre.Le bories abitate avevano un camino e la parte internaera intonacata per impedire il passaggio di aria ed inset-ti. Avevano il solo piano terreno, ma erano spesso sop-palcate con travi appena sbozzate che sostenevano unpiano di lastre di pietra . Limpiantito era di lastre irrego-lari o di nuda roccia. Il montante della porta ruotava in unbuco fatto nellimpiantito ed in un foro fatto nell architra-ve. Il pozzo delle bories di Gordes, oggi intasato , è aqualche centinaio di metri dal villaggio, ma allepoca delpopolamento la piovosità era abbondante e veniva rac-colta in rudimentali cisterne . Nelle vicinanze del villaggio di bories non cè un cimi- Gordes e le sue valli foto Enrico Pelos R Ni d’Aigura Numero 42 Luglio Dicembre 2004
  • 18. - 57 - Carla Macciò è un’artista ligure, pit- trice, scultrice e decoratrice partico- larmente esperta nella tecnica trom- pe l’oeil. E’ l’autrice delle tavole illu- strative che accompagnano il “Vocabolario del dialetto di Campo Ligure” scritto da Massimo Calissano e Giovanni Ponte ed edito dai Fratelli Frilli di Genova. Allieva del grande maestro Garaventa, ha esposto in molte mostre sia collettive che personali e un dettaglio dei suoi lavori con molte fotografie è visibile sul sito http://www.carlamaccio.it e.p.Una tavola illustrativa del vocabolario di Campo Ligure disegno di Carla Macciò A PONTEBERNARDO di Pietraporzio (Valle Stura) è sorto un piccolo museo dedicato alla transumanza verso la Francia. Pur nei suoi limiti - che, mi si assi- cua, verranno presto ampliati - è rigorosamente serio con magnfiche fotografie in bianco e nero, di asciutto buon gusto. Direttore: Stefano Martini.Entroterra ligure la famosa casa degli orologi quadro diPiero Rasero foto Enrico Pelos Piero Rasero è un pittore piemontese famoso a livello inter- n a z i o n a l e . Conosciuto un tempo per le sue atmosfere cupe e misteriose oggi predilige i colori della Liguria, che per- corre e conosce a fondo esaltandone con maestria e sensi- bilità i paesaggi. E’ contattabile attra- verso il suo sito www.pierorasero.itIl pittore nel suo atelier ligure foto Enrico Pelos Serratura a Pontebernardo R Ni d’Aigura Numero 42 Luglio Dicembre 2004
  • 19. -2- SOMMARIO CO NSIGLIO DI REDAZIONE Pierleone Massajoli direttore responsabile Pag. 3 “Orchidee delle Alpi Marittime” Orchidee Marittime Roberto Moriani vice-direttore di Vanda Chiappero Enrico Pelos vice-direttore (grafica informatica gis-sit) Pag. 5 “Carée e carügi da Briga” C Briga Alberto Casella assistente di Pierleone M assajoli Pag. 9 “Proverbi del Mentonasco” Proverbi Mentonasco Maria A. Beringheli antropologa culturale, di Attilio Giuseppe Boano Genova Pag. 14 “Contributo al lessico di Boves” Contributo Boves Attilio G. Boano docente fonetica fonologia di Fausto Giuliano e Franco Del Piano linguistica generale università Pag. 18 “Cultura rurale e tutela ambientale Cultura ambientale di Verona, Genova nella Valle dellAveto Guido Ferretti ricercatore storico, Genova Valle dellAveto” Alfonso Sista autore di volumi storico- di Sara Medica geografici, Imperia Pag. 32 “I Cereghino e le loro canzoni itineranti” I itineranti Annibale Salsa consulente area scientifica di Enrico Pelos socio-antropologica Pag. 34 “Racconti del lupo” Racconti lupo di Giovanni Ferrero R NÍ DÁIGÜRA Pag. 37 “Il Villaggio delle Bories di Gordes nel Il Villaggio Il nido daquila - Le nid de laigle Vaucluse” aucluse” di Luigi Felolo Rivista semestrale - n.42- Dicembre 2004 - ANNO XXI Autorizz. Tribun. Genova n.26/83 Pag. 39 “I lupi in Val d’Aveto I Val d’Aveto” di Sandro Sbarbaro Pierleone Massajoli Pag. 42 “La Valle di Gavano” La Valle Direttore responsabile / Editore Gavano IL CENTRO STUDI IL NIDO DAQUILA - Tel.010.3621.829 di Gaia Bonomi http://www.liguri.net/portappennini/rnidaigura.htm Pag. 45 “Il rito alimentare nel Finalese” Il Finalese http://www.global.village.it/~pelos/rnidaigura.htm di Manuela Bavassano http://www.pelos.it mailto:massajoli@libero.it mailto:pelos@village.it Pag. 49 “Le antiche mulattiere” Le mulattiere di Guido Ferretti Spedizione in abbonam. postale / Art.2 Legge 662/96 - Direz. Commerc. Genova, Tassa Pagata - Taxe perçue - Pag. 54 “Fantasiosi nomi...Libellule” Letture Segnalazioni Recensioni Stampata dalla SCUOLA TIPOGRAFICA del SORRISO FRANCESCANO, Genova, Via Riboli 20 CONTRIB UTI Abbonamenti / AssociazioniCopertina Elena Pongiglione Bàsura cun cunìy-Strega con coniglio Abbonamento per lItalia per persone fisiche : € 10,00Ultima di copertina Adalberto Giuffra Giuffra Abbonamen. per lEuropa, per persone fisiche : € 15,00 Donna con gerla in Val d’Aveto Abb. per Enti territo., economici, Ist. Universit. : € 15,00Cartine Comune di Briga Abbonamento sostenitore: € 20,00 IGN Francia Numero sciolto: € 5,00 Pierleone Massajoli Ist. Geo. “De Agostini” - Numero speciale 39: € 10,00 Str. Parchi Reg. Liguria tr. Numero in formato elettronico Enrico Pelos (file tipo pdf, alcuni contenuti a colori): € 5,00 +cd + s.p. Sara Medica CONTO CORRENTE POSTALE :Disegni Vanda Chiappero Etta Lanza IL NIDO DAQUILA, GENOVA 15.462.161 Giovanni Ferrero Tariffa regime libero: Poste italiane S.p.A. - Spedizione in Luigi Felolo Abbonamento postale - 70% - DCB Genova Carla Macciò Sara Pettinari La rivista e ammessa ai contributi di legge delle province di Cuneo, Imperia e Genova, che si ringraziano vivamente.Fotografie Pierleone Massajoli Adalberto Giuffra Giuffra Leditore dà il consenso a riportare testi, fotografie o parti di Sara Medica esso purchè si citi lautore dell’articolo, della foto e la fonte. Enrico PelosElab. grafica informatica Enrico Pelos Rivista chiusa in redazione il 15 Novembre 2004 R Ni d’Aigura Numero 42 Luglio Dicembre 2004
  • 20. - 32 - I CEREGHINO E LE LORO CANZONI ITINERANTI Testo e traduzione di Enrico Pelos Lattività dei musicanti girovaghi si inserisce nel filone della pluriseco- lare mendicità itinerante, tipica di quellepoca; in Italia aveva svilup- pato fiorenti "attività" che lavreb- bero fatta conoscere negli altri paesi dEuropa. Queste erano riconducibili alla miseria in certa misura endemica nelle aree eco- nomicamente marginali, ed anche al mantenimento di una soglia demografica dovuta alle famiglie con molti figli, e i Cereghino erano tra questi, più elevata di quella consentita dalle risorse locali. I Cereghino non erano però sem- plici musicisti ambulanti ma canta- storie girovaghi, autori delle loro canzoni e con iniziative di tipo "imprenditoriale" avanzato perI Cereghino, originari di Favale di Malvaro, nella Val quellepoca, curavano la stampa,Fontanabuona, sono stati consegnati alla storia per aver editavano e vendevano direttamente, durante i lorocreduto, professato e sofferto per la loro fede valdese. "tour" la stampa dei testi delle loro canzoni. Oggi qual-Sono però famosi, anche se meno conosciuti forse cuno lo fa direttamente con la vendita del cd dopo il con-immeritatamente, anche per aver scritto molte ballate, certo. Il principio era lo stesso: rendere partecipi gli spet-musiche e canzoni, specchio delle situazioni sacre e tatori che avevano apprezzato la loro musica e le loroprofane, religiose o politiche di quel tempo. Siamo negli esecuzioni con qualcosa da portare a casa, nella menteanni della seconda metà del 1800. Al fine di svolgere o nel cuore, e da cantare per conto proprio, qualcosa dalavori stagionali in alcune delle province e regioni limitro- ballare o su cui riflettere. Un concetto ardito e rischiosofe alla Liguria, dovevano viaggiare anche lontano dalla nellambito storico-geografico nel quale si muovevano:loro terra, la Fontanabuona di Genova, che non dava da le areee limitrofe alla Liguria. Scrivono anche in dialettovivere per tutti. Vennero così a contatto con culture genovese con un lessico legato alluso del territorio. Idiverse. Poiché sapevano suonare alcuni strumenti ed soggetti variano dallamore alla vita militare ai fatti di cro-avevano una bella voce, misero in musica alcune delle naca, comprese la politica e il costume e ultima, ma sistorie che erano comuni ai molti paesi attraversati ma vedrà in seguito certo non meno importante, la religione.anche alcuni dei fatti particolari ai quali si ispiravano nel La loro riscoperta musicale quando tutto sembravaloro girovagare. ormai destinato alloblio, è dovuta ad un collettivo diLa mobilità era quindi lalternativa valida dei suonatori musicisti chiamato "Il Gruppo" che, interessandosi alleambulanti che li portava a lasciare il paese natio sulle loro musiche popolari, arrivò alla scoperta del loro repertorio.montagne per viaggiare - nel caso dei Cereghino sulla In un periodo compreso tra il 1848 e il 1896, i Cereghinomontagna ligure-emiliana - e poi estendere il loro vaga- scriveranno oltre 50 canzoni e reinterpretando anchebondare con dei percorsi su scala extraregionale accre- lavori di altri musicisti. Molti loro testi raccontavano sto-scendo sempre più la dilatazione dei tempi di separazio- rie, altri erano ironici, altri polemici, ma quasi tutti inizia-ne dalla comunità dorigine; onde perseguire una maggio- vano con la tipica strofa di introduzione:re redditività. Il girovagare divenne quindi non più estre- Gente cae vegni in po chimo espediente di sopravvivenza, ma mezzo di sostanzio- a fermeve a sta asentì sa incentivazione delle entrate. questa vegia cansunetta R Ni d’Aigura Numero 42 Luglio Dicembre 2004
  • 21. - 33 - che a veite a le proprio scetta respect they were also managers of themselves. Gente cara venite un po qui They preferred subjects with love or military stories but fermatevi e state a sentire when they started thinking of developing new songs, questa vecchia canzonetta they came across the Bible and since then they started che a dire la verità è proprio schietta to act with Waldensians beliefs (they had a process seealla quale seguiva poi un testo più o meno lungo a the art. in the nr 39). In their songs there were humourseconda della "piazza" e/o delle "circostanze". stories but also polemical ones and one of their meritDopo un po di anni sentirono che il loro repertorio inizia- was to make many people buy their prints to go home tova a farsi "abitudinario" e cercarono nuovi spunti. Poichè sing but also think and act as communicators ahead ofIl desiderio di fare delle canzoni a tema religioso, in their times. Many of their songs have been executed byquanto essi erano apprezzati cantori nella loro chiesa, li fine musicians of goups such as "Il Gruppo" to whom theportò a cercare di procurarsi una Bibbia. La trovarono a merit goes to have "rediscovered" the Cereghino musicGenova. Leggendola pensarono così che si poteva vive- history and "La Rionda” where very suggestive is theirre in un modo forse più semplice e legato alle radici cri- interpretation of "Vita e morte di Pierina" (life and deathstiane. Questo fu linizio della loro travagliata storia di of Pierina)."Valdesi" (vedi art. sul n.ro 39) e linizio delle loro vicissi- Enrico Pelos (nota: il sommario in inglese è inserito onde permettere ai moltitudini. Furono osteggiati dalla chiesa locale che, per discendenti residenti all’estero di capire, in parte, l’articolo)motivi forse di “troppo zelo” cercava di far applicare la Links"religione di stato" ed essi in cambio iniziarono a canta- http://www.liguri.net/portappennini/cereghino.htmre testi che criticavano loperato dei ministri del culto di http://www.global.village.it/~pelos/cereghino.htmallora.Per loro merito molti conserveranno la memoria di que- Bibliografiaste interpretazioni. Il loro canto rendeva la cronaca di M. ANGELINI, "Suonatori ambulanti allestero nel XIX secolo.quei tempi una vera e propria testimonianza, in un Considerazioni sul caso della Val Graveglia".mondo scarso di mezzi di comunicazione; a dimostra- G. VIARENGO "Vagabondi, commedianti, cantastorie" in "Da Chiavari al mondo" catalogo della mostra omonima, edito azione del fatto che viaggiando si può diventare dei pro- cura dellAss. It. Cultura Classica (AICC) di Chiavari.tagonisti.Il mondo attorno a loro si muoveva con le idee di Mazzinie Garibaldi ma loro, persone semplici, continueranno ascrivere storie tradizionali e permeate da concetti sullafamiglia e sulle donne, che dopotutto oggi suonerebbe-ro come "moraliste" ma che per altri aspetti sono tuttoraattuali. Le loro canzoni sono state riprese ed eseguite daalcuni dei più importanti gruppi musicali esecutori dimusica popolare e tradizionale. Oltre agli stessi "risco-pritori" de "Il Gruppo", che ne hanno eseguito diverseballate nel corso dei loro concerti, ed edito un interes-sante cd espressamente dedicato alle loro canzoni sipuò anche citare il gruppo "La Rionda" con MaxManfredi che ne ha interpretato alcune ballate tra lequali “Vita e morte di Pierina” in modo suggestivo.The Cereghinos were from Favale in the FontanabuonaValley (Genoa) and they were known as the firstWaldensians in Liguria and for their sufferings becauseof that. They are less known as itinerant musicians andstory tellers. They had to travel, play and sing as theland of their valley was not sufficient to feed their chil-dren, around the year 1850. They were more then sim-ple singers: they wrote their songs and they organized Uno dei testi originali delle canzoni dei Cereghino ed the printing and the selling were they used to go. In this editi da loro proprietà privata R Ni d’Aigura Numero 42 Luglio Dicembre 2004
  • 22. - 59 - memoria scenda il buio. Ha portato studiosi e appassionati, in fertile collaborazione con gli abitanti del luogo, nelle valli per anni, allo scopo di registrare (a mano o mediante mezzi meccanici) tutto il registrabile, vivendo con le genti del luogo, attuando losservazione par- tecipante. Sono scaturiti finora 46 numeri della rivista (44 normali + 2 speciali), per un totale di oltre 2500 pagine. I testi, tutti inediti, sono opera di specialisti, ma scritti in forma non accademica, in modo da essere accessibili alle persone medie, sono arricchiti da disegni fatti appositamente da valenti artisti, e corredati da fotografie, cartine geografiche e alberi genealogici. I testi sono per lo più in Italiano, ma contengono spesso interventi in Brigasco, Occitano, Ligure nonché in Francese. Gli autori sono Italiani, Francesi, Tedeschi. ˆ L NIDO DAQUILA ( R nì dàigüra) è una rivi- Laspetto grafico è quello di una rivista seria,Ista semestrale, che è nata a Genova nel1983: ha quindi più di 22 anni di vita operosa. ma fatta con semplicità. Ad evitare gli eccessi tecnologici di oggi, ha fatto la scelta del bianco e nero, che esalta con linee semplici una Si era constatato che le più antiche culture immagine più vicina alla vita degli antenati, didella Liguria e delle Alpi Marittime, quelle alpi- cui interpreta la mentalità.ne e di montagna, erano state trascurate dagli Sono oggetto di studio, fra laltro, le preghiere,studiosi e dai mezzi di informazione, tutti con- i canti, i proverbi, i racconti attorno al fuoco,centrati sulla più accessibile e nota fascia così come le tecniche pastorali, agricole emarittima. degli artigiani del legno, del ferro e della pietra. Fu così deciso di dare voce alle popolazioni Vi invitiamo alla lettura della nostra rivista, adelle Valli, rimaste per lungo tempo senza che visitare i siti web dove ci sono tutte le coperti-fossero note, nelle loro caratteristiche tradizio- ne ed i sommari ed a rendervi partecipi deinali, nei loro dialetti arcaici, nelle loro antiche suoi scopi - senza fini di lucro né politici - adtecniche agricole, pastorali e artigianali, nei aiutarne lo sviluppo con il vostro abbonamen-loro sistemi sociali e spirituali. Un mondo affa- to, (€15,00) a ripercorrere con noi le vie deiscinante e segreto, che rinserra i discendenti vostri antenati.attuali degli antichi Ligures preromani.La rivista si è occupata quindi di salvare il più www.liguri.net/portappennini/rnidaigura.htmpossibile di queste tradizioni, prima che sulla www.pelos.it > research > rnidaigura Consulenza informatica Web design informatica gis foto multimedia Progettazione e realizzazione cd-rom multimediali, siti internet, con realizzazioni, tra le altre, per il Comune (Ambiente, Gis-Sit) e la Provincia di Genova (Gis/Sit). Design edizio- studio ne web, in it-ing, portale dei "Monti e Appennini di Liguria" per lURPL (Un. Reg. Province projects&research Liguri) della testata giornalistica on-line liguri.net. Foto multi media multi www.pelos.it Realizzazione di cd-rom/mostre interattive multimediali. Progettazione e realizzazione, tra gli altri, quello della Costa di Genova per la Provincia di Genova, quello del ZAC- pelos@village.it Ambiente e Gis del Comune di Genova e la realizzazione multimediale per l’Alta Via dei Monti Liguri. 010 362 82 85 Come giornalista pubblicista collabora alla rivista "RNi DAigura curandone il sito, la parte di elaborazione grafica-informatica, videoimpaginazione, articoli e fotografie. R NI D’AIGURA NUMERO 44 LUGLIO DICEMBRE 2005
  • 23. - 59 - "RINNOVIAMO TRIORA "E il nome della lista che ha vinto a Triora nelle elezioni Il fotografo CARMELO MARINO ha presentato un pic-amministrative del 12/13 giugno scorso. Ne è stato a colo esempio delle sue qualità, nel libretto Immagini dicapo il dott.LORENZO LANTERI, ben noto, non solo una città: Genova, per i Servizi Editoriali. Le sue fotolocalmente, per appartenere ad una delle famiglie più migliori però sono quelle derivanti da un lungo studio suantiche, ma nel settore amministrativo per essere stato soggetti umani, specie quelli inquadrati nel loro ambien-dirigente dellEnte Turismo a Savona e in molte altre loca- te di lavoro.lità. Il dott.Lorenzo Lanteri è un appassionato studioso distoria e un ricercatore linguistico. Ha pubblicato un nume-ro rilevante di studi sulle componenti orientali nei dialettiliguri e su altri argomenti, di cui citiamo solo:- La Lingua e la cultura araba in Italia, ed. R.Z.Katrib, Padova, 1990;- Voci orientali nei dialetti di Liguria, Savona, 1982;- I Laggioni, Precisazioni etimologico-storiche sul laggio-ne ,la mattonella smaltata che copre pavimenti e paretielle case patrizie di Genova e Savona -RivistaLiguria,1979; - Arabo e Brigasco (con PL.Massajoli) su questa rivista,n.15, 1991;- Etimologie arabe in termini ceramici, Arab News,Roma.- Germanismi in Liguria, Savona, 1986;- Gli statuti comunali di Triora, Triora, 1988;- Preistoria e storia dell’Alta Valle Argentina,Monografia, Savona, 1986. E conoscitore di molte lingue, tra cui appunto larabo eil neogreco; sta attualmente completando una STORIADEL TURISMO, per New Magazine Imperia, un piacevo-le racconto, dalle forme primitive del turismo=pellegrinag-gio alle attuali forme più industrializzate dello stesso. Intal occasione, egli sfrutta la sua preziosa esperienza dioperatore nel settore turistico, così come fatto per il- Corso preparatorio di guida turistica, Savona.- Toponimi dellAlta Valle Argentina nella cartografiasettecentesca e negli antichi statuti comunali, Triora,2002. In occasione appunto delle Elezioni del 13 giugno, ildott.Lanteri ha voluto con sé persone sperimentate (comeAldo Alberti di Triora, Giovanna Ferraironi di Triora,) ouscenti dalle precedenti amministrazioni (come il rag.Fulvio Arnaldi, Luana Bertol, il dott. Michele Figaia, il rag.Silvano Oddo) oppure giovani (come la Dott. LorenaBarucchi, naturalista, di Realdo, il rag. Fulvio Arnaldi, larag. Sonia Gramegna,) o rappresentanti delle frazioni Uno scorcio panoramico di Triora dalla Cabotina e la(Angela Astini per Creppo, Antonio Lanteri per Cetta). “Rosa dei pastori” foto ed elaborazione Enrico Pelos Auguriamo al nuovo consiglio comunale - che deve Il prossimo numero - che uscirà nel 2005 - saràgestire un amplissimo territorio di oltre 100 kmq. non un numero speciale e conterrà una interessan -privo di problemi - il più proficuo lavoro e il migliore suc- te raccolta di articoli concernenti Triora e ilcesso, che sarà anche maggiore se riuscirà a porre rime- suo Comune. Arrivederci al numero 43dio agli errori dellamministrazione precedente. R Ni d’Aigura Numero 42 Luglio Dicembre 2004
  • 24. ENRICO PELOS R NI D’AIGURA I MIEI ARTICOLI LE MIE FOTO
  • 25. N0 43 GENNAIO GIUGNO 2005 Rivista etno-antropologica e linguistica delle culture delle Alpi Liguri-Marittime TRIORA Via F.D. Guerrazzi 14/14 16146 - Genova Tel. 010 3621829Autorizzazione Tribunale di Genova 12/9/83 n. 26 - Spedizione in abbonamento postaleTariffa regime libero:”Poste italiane S.p.A.- Spedizione in Abbonamento postale - 70% -
  • 26. -2- SOMMARIO CONSIGLIO DI REDAZIONEPag. 3 “PREFAZIONE: TRIORA E BRIGA” di LORENZO LANTERI PIERLEONE MASSAJOLI direttore responsabilePAG. 8 “LA FIGURA DI PADRE FERRAIRONI” ROBERTO MORIANI vice-direttore di GIULIA PETRACCO SICARDI ENRICO PELOS vice-direttore (grafica informatica)PAG. 9 “SULLA STREGONERIA” di ANNIBALE SALSA ALBERTO CASELLA assistentePAG. 13 “PROFILO DEL TRIORASCO” MARIA A. BERINGHELI antropologa culturale, Genova di WERNER FORNER ATTILIO G. BOANO docente fonetica fonologia linguisticaPAG. 21 “IN MARGINE ALLA CANZUN DE FRANZÈ” generale, università di Verona di FIORENZO TOSO GUIDO FERRETTI ricercatore storico, GenovaPAG. 26 “TRADIZ. MUSICALE A TRIORA MOLINI E GLORI” di MAURO BALMA MARINA TRANCHINA antropologa culturale, ImperiaPAG. 31 “UN VIAGGIO NELLA TRIORA DEL ‘500” ANNIBALE SALSA consulente area scientifica socio-antro- di GIORGIO CASANOVA pologicaPAG. 39 “SOPRANNOMI DI TRIORA E A. VALLE ARGENTINA” di AMABILE FERRAIRONI R NÍ D’ÁIGŰRAPAG. 45 “I PITTORI GASTALDI DI TRIORA” Il nido d’aquila - Le nid de l’aigle di SANDRO ODDO Rivista etno-antropologica e linguistica delle culture dellePAG. 51 “IL LUPO NEI RACCONTI DI TRIORA E V. ARG.” Alpi Liguri-Marittime e delle altre Culture alpine e montane di NICOLA FARINA e ANDREA SCORCIAPAG. 58 “TOPONOMASTICA DI TRIORA” Rivista semestrale - n.43 Gennaio-Giugno 2005 - ANNO XXII di PAOLO BRUNO OLINDO Numero Speciale Unico su TrioraPAG. 62 “PROVERBI E MODI DI DIRE DELL’A.V. ARG.” Autorizz. Tribun. Genova n.26/83 di ANTONIO CUGGÈPAG. 64 “VACANZE A TRIORA” Pierleone Massajoli di IPPOLITO EDMONDO FERRARIO Direttore responsabile / EditorePAG. 67 “LUNGO L’ALTA VIA DEI M. LIG. DI TRIORA” IL CENTRO STUDI IL NIDO D’AQUILA - Tel.010.3621.829 di ENRICO PELOS http://www.liguri.net/portappennini/rnidaigura.htmPAG. 70 “MAGIA FENOMENO STORICO-CULTURALE” http://www.pelos.it > research > r ni d’aigura di MARIA ANTONIETTA BERINGHELI e-mail: massajoli@libero.it pelos@village.itPAG. 75 “UNA CASELLA A GRATTINO DI MOLINI DI TR.” Spedizione in abbonam. postale / Art.2 Legge 662/96 - di MARINA TRANCHINA Direz. Commerc. Genova, Tassa Pagata - Taxe perçue -PAG. 78 “CORTE PRESSO TRIORA IN UNA PUB. DEL 1928” di PIERLEONE MASSAJOLI Stampata dalla SCUOLA TIPOGRAFICA delPAG. 79 “PUNTUALIZZ. RECENSIONI SEGNALAZIONI” SORRISO FRANCESCANO, Genova, Via Riboli 20PAG. 83 “POSTFAZIONE” Assistenza informatica (hw) Last Computer, Via Caffa 2Ar, Genova di PIERLEONE MASSAJOLI Abbonamenti / Associazioni CONTRIBUTICOPERTINA ELENA PONGIGLIONE Nuovi Soci/Abbonati per l’Italia per persone fisiche: € 15,00 La streghetta col bastone Vecchi Soci/Abbonati per l’Italia per persone fisiche:€ 10,00ULTIMA COPERTINA ENRICO PELOS Soci/Abbon. per l’Europa, per persone fisiche: € 20,00 Lungo stradina di Triora vecchiaCARTINE WERNER FORNER Enti territoriali, economici, Istituti Universitari: € 20,00 PIERLEONE MASSAJOLI Socio sostenitore: € 30,00 NICOLA FARINA Numero sciolto: € 10,00 ENRICO PELOS Numeri speciali 39e 43: € 15,00DISEGNI ELENA PONGIGLIONE Numero in formato elettronico ETTA LANZA (file tipo pdf, alcuni contenuti a colori): € 15,00 +cd + s.p. GIORGIO CASANOVA CARLA MACCIÒ GIUSEPPINA MANCUSO CONTO CORRENTE POSTALE : ROBERTO MORIANI IL NIDO D’AQUILA, GENOVA 15.462.161 ROSALBA NICCOLI Tariffa regime libero: Poste italiane S.p.A. - Spedizione in PAOLA PASTURA Abbonamento postale - 70% - DCB Genova IVY PELISH FLAVIA PILASTRO La rivista è ammessa ai contributi di legge delle province di Cuneo, PAOLA TREBINI Imperia e Genova, che si ringraziano vivamente.FOTOGRAFIE LAURA CASTELLI L’editore dà il consenso a riportare testi, fotografie o parti di esso PIERLEONE MASSAJOLI purchè si citi l’autore dell’articolo, della foto e la fonte. ENRICO PELOSIMPAGINAZIONE ENRICO PELOS Rivista chiusa in redazione il 26 Aprile 2005 R NI D’AIGURA N.RO 43 - SPECIALE TRIORA GENNAIO - GIUGNO 2005
  • 27. -3- PREFAZIONE TRIORA E BRIGA DI LORENZO LANTERI SINDACO DI TRIORA IConsigli Comunalidueverso la alla fine del 2004, e ditraLadue comunità, chedel 2005, hanno deliberato il gemellaggio tra i E’ un momento felice di Triora, comuni frontalieri. congiunzione ideale Brigue, all’inizio sono sempre state in strettirapporti; inizialmente comprese insieme sotto la sovranità dei Conti di Ventimiglia, poi col passaggio diTriora sotto il dominio della Repubblica di Genova, in un perenne stato di conflittualità per questioni diconfini e di pascoli in particolare. Da una parte l’area del dialetto ligure, dall’altra quella del brigasco, così permeata della cultura dellagrande Occitania oggi giustamente rivalutata da studi antropologici, folcloristici e linguistici. Come è ben noto, dopo il 1947, il territorio di Realdo, frazione di Briga, venne assegnato al Comune diTriora, trovandosi in Valle Argentina. Del resto, il comune ligure comprendeva già entro i suoi antichiconfini Verdeggia, di lingua e cultura brigasca, poiché vi erano emigrate da Briga alcune famiglie Albertie Lanteri. Rivediamo, dunque, questi antichi o recenti rapporti per grandi linee, ricordando che gli stessi proble-mi di decadenza nel settore agricolo-pastorale, che ebbero come conseguenza uno spopolamentoestremo, oggi possono essere risanati unicamente col turismo negli aspetti culturali e naturalistici diuna splendida zona montana. InMassajolifascicolo monograficonostronuovi studi,Nido d’Aquila” interessanteTriora, col qualedelilmio piccolo con- questo ha voluto onorare il della Rivista “Iltributo di storico e ribadire, alla luce di antico Comune, mi pare dedicato a aggiungervi un una mia teoria inquadrata nella “Storia Prof. Pierleone diritto Italiano”,già sostenuta nella mia tesi di laurea “Gli statuti comunali (medievali) di Triora, analisi storico-giuridica”. Sitratta dell’analisi che riguarda la formazione del Comune di Triora nella prima metà del Duecento ed i secolarirapporti con Briga, La Brigue.R NI D’AIGURA N.RO 43 - SPECIALE TRIORA GENNAIO - GIUGNO 2005
  • 28. -7- Cartina di Nicola Farina Chiesa di San Bernardino, Triora Il canalone del torrente Argentina e la strada, proveniendo da Triora, che porta a Realdo e VerdeggiaR NI D’AIGURA N.RO 43 - SPECIALE TRIORA GENNAIO - GIUGNO 2005
  • 29. -8- LA FIGURA DI PADRE FERRAIRONI DI GIULIA PETRACCO SICARDI Non ho avuto l’occasione di conoscere personal- denze con testi storici liguri, in particolare con glimente Padre Francesco Ferraironi, ma per me la sua Statuti, e qualche cenno etimologico. Non volle pub-figura si identifica con Triora, non solo perché l’ha il- blicare tutte le sue “schede”, ma scelse quelle chelustrata con i suoi scritti, ma per l’attaccamento che risultavano più singolari e perspicue per l’illustrazio-ha sempre avuto per la sua terra e che l’ha portato a ne del dialetto.tornarvi tutti gli anni, a costituirvi la sua biblioteca, a Valorizzò anche i testi storici più importanti (Statutiorganizzarvi una mostra illustrativa di tutti i suoi e Convenzioni) e gli scritti di altri studiosi, sia trioresiaspetti ambientali e storici, naturalistici e umani. (il cav. Capponi in particolare) sia non trioresi, ma In questa feconda attività ci ha lasciato in particola- che avevano dedicato loro scritti a Triora, a comin-re la memoria linguistica della sua terra, attraverso ciare dalla Cronica di Giovanni Verrando (XVI seco-descrizioni della vita dei campi, della casa rurale e lo) e non trascurando gli articoli contemporanei ap-delle attività artigianali, e in particolare nel Glossario parsi sui quotidiani.dialettale triorese. Alla sua morte, lasciò molti scritti inediti, e dobbia- Volle chiamarlo “glossario” e non vocabolario, per- mo alla nipote Suor Amabile se questi scritti, almenoché aveva proceduto alla raccolta dei termini dialet- in parte, sono stati pubblicati e se sono state rieditetali su schede, in cui riportava, oltre al termine e al alcune delle più interessanti pubblicazioni che sisuo, o ai suoi, significati, i riscontri con dialetti liguri erano nel frattempo esaurite.(e talora piemontesi, toscani), nonché le corrispon- foto Enrico Pelos R NI D’AIGURA N.RO 43 - SPECIALE TRIORA GENNAIO - GIUGNO 2005
  • 30. -9- SULLA STREGONERIA DI ANNIBALE SALSA DOCENTE DI ANTROPOLOGIA CULTURALE DELL’UNIVERSITÀ DI GENOVA PRESIDENTE GENERALE DEL C.A.I. (CLUB ALPINO ITALIANO) ESPONENTE DEL COMITATO DELLA MINORANZA WALSER Molto si èUndetto e scrittoche,proposito della strego- neria. fenomeno a dal Medioevo all’etàmoderna, si è caratterizzato come un fatto di grande Mary Douglas ha definito effetto blaming (DOUGLAS: 1992), ovvero un’”attribuzione di colpa” verso sog- getti trasformati in “capri espiatori” di calamità socia-rilevanza culturale in senso etnografico e che può li e naturali. Molte sono le interpretazioni sviluppateessere rubricato pertanto - in base alla nota defini- sulla stregoneria in Europa, fenomeno distinto dallazione di Marcel Mauss - come <<fatto sociale tota- stregoneria studiata dagli etnologi in contesti africa-le>>. Le discipline demo-etno-antropologiche, dopo nistici, americanistici ed oceanistici: (cfr. EVANS-una “primogenitura scientifica” ad opera della teolo- PRITCHARD: 1937). C’è chi vi ha letto, nel suo pro-gia e della storiografia, si sono occupate a fondo del pagarsi preoccupante tra XV e XVI secolo, una con-fenomeno i cui strascichi interessano ancora, para- seguenza dello scontro tra una cultura del Logosdossalmente, non pochi segmenti della società con- moderno destinata a diventare egemone (e che sitemporanea. La genesi di una siffatta “pratica socia- sarebbe affermata a partire dall’Illuminismo) ed unale” deve tuttavia essere ricondotta ad epoche antiche cultura morente dell’Anti-logos popolare, legata allanelle quali la divinazione (mantica) in tutte le sue ar- superstizione ed all’immaginario rurale dei villaggi diticolazioni ed il “demoniaco” erano parti integranti di campagna e di montagna, ultime roccaforti di rituali-saperi esoterici, funzionali alla vita sociale. La rego- tà naturalistiche pagane sulla via di penetrazionelazione delle forze del Bene e del Male è stata, per della cultura cristiana a matrice urbana. Maryl’uomo di ogni epoca, una preoccupazione prevalen- Douglas (Ibidem, p. 110-111) propende invece nelte atta a garantire l’equilibrio “omeostatico” della so- ricondurre la diffusione della stregoneria europeacietà alle prese con elementi destabilizzanti legati della prima modernità allo scontro fra il nuovo cen-sia alle forze della natura che a processi di accultu- tralismo degli Stati-nazione nascenti e le spinte pre-razione esogena di tipo violento. L’esigenza di man- moderne in difesa di poteri locali (feudalesimo,tenere un saldo controllo sociale sulle comunità e di Chiesa). Non vi è dubbio, osservando la geografia“governare il negativo” che si manifestava (non di- del fenomeno, che le aree di montagna abbiano re-versamente da quanto accade oggi seppure con al- gistrato un protrarsi più duraturo di tali permanenzetre modalità) attraverso la presenza di individui mar- culturali rispetto a comprensori di pianura e di città eginali (soprattutto donne e “forestieri” ecc.) metteva che il territorio alpino, con le sue naturali appendiciin moto quel meccanismo infernale che l’antropologa pedemontane, abbia fatto la parte del leone. Se pas- Il luogo delle “Streghe”, la Cabotina, TrioraR NI D’AIGURA N.RO 43 - SPECIALE TRIORA GENNAIO - GIUGNO 2005
  • 31. SULLA STREGONERIA -11- ANNIBALE SALSA La pubblicazione del Malleus maleficarum (Il martel- Come si può notare, al centro dell’interesse repressi-lo delle streghe) ad opera dei due frati domenicani vo della stregoneria vi è il controllo della sessualità eHeinrich Institutor (Kraemer) e Jakob Sprenger, inqui- della fertilità, aspetti fondamentali per tutte le societàsitori di Germania, negli anni 1486-1487 a Strasburgo, pre-moderne di tipo agricolo. Ciò spiega la forte con-mette a disposizione degli “operatori” un manuale uffi- centrazione di vissuti legati alle streghe in un territoriocialmente approvato dall’autorità ecclesiastica ed atto a forte vocazione rurale come le Langhe ed il Roero.a legittimare “scientificamente” la caccia alle streghe. Si dipana così tutta una geografia stregonesca centra- Per avere una conoscenza più diretta degli argo- ta su masche e mascun e che ha quali luoghi elettivi imenti trattati dal manuale ecco alcuni punti salienti paesi di Paroldo (Langa cebana), di Mango, di Treisodella prima parte: e Trezzo Tinella (Langa albese), di Pocapaglia • Esiste la stregoneria? (Roero). Tali presenze hanno contribuito a fare di que- • Il diavolo collabora con lo stregone? ste colline, languidamente baciate dalla luna e magi- • C’è procreazione umana tramite i diavoli incubi e stralmente consegnate alla letteratura da Pavese esuccubi? Fenoglio, un mondo carico di fascinazione e dai con- • Quali diavoli diventano incubi e succubi? torni fiabeschi. E’ qui che troviamo la rappresentazio- • Da dove deriva il moltiplicarsi delle opere di strego- ne del demonio più iperrealisticamente sessuata del-neria? l’immaginario stregonesco: il pene del diavolo. Siamo • Le streghe che si sottomettono ai diavoli. nel territorio di Mango presso la chiesa campestre di • Gli stregoni possono sottomettere le menti degli Sant’Ambrogio. Raccogliamo una testimonianza diuomini spingendoli all’amore o all’odio? Donato Bosca, noto studioso locale: <<Gli anziani • Gli stregoni possono impedire la potenza generati- hanno tramandato che in una data imprecisata di fineva o l’atto venereo? Questa stregoneria è compresa secolo scorso, forse il 1891, i Padri Passionisti scelse-nella Bolla. ro questo centro abitato per celebrare una loro • Le streghe possono operare tali prodigiose illusioni Missione che aveva come scopo quello di mettere al-per cui sembri che il membro virile venga completa- l’indice i libri del male, soprattutto quello satanicomente staccato dal corpo? chiamato “libro del comando” che circolava in maniera • Le streghe possono agire sugli uomini in modo da clandestina e di cui si faceva allora un gran parlare.trasformarli in forme bestiali con l’arte dei prodigi? Stando alle testimonianze indirette di chi ha raccolto • Le streghe ostetriche in diversi modi uccidono nel- la cronaca di quell’avvenimento i libri vennero bruciatil’utero i concepiti, provocano l’aborto e, se non fanno su di un palco di legno allestito a bella posta e l’intre-questo, offrono ai diavoli i bambini appena nati. pido sacerdote che seppe manipolarli, sfidando le creature diaboliche che si annidavano fra le pagine, di nome Geremia, venne tenuto in grande considerazio- ne anche negli anni a venire, tanto da indurre non pochi genitori ad assegnare ai figli maschi nati in que- gli anni proprio il suo nome. Naturalmente l’operazio- ne non fu indolore. Il prete esorcista con una candela appiccava fuoco al libro, scaraventandolo, poi, dentro ad un falò purificatore che era continuamente alimen- tato con legno di rovere e dal quale le fiamme si spri- gionavano alte e copiose. Dai libri uscivano bestem- mie, urla, crepitanti saette di fuoco colorato e la gente intorno assisteva al rituale di espiazione con senti- menti contradditori, di sollievo e di paura. Secondo alcuni, la vendetta del diavolo e delle masche sue complici non si fece attendere: negli anni a seguire, la grandine si abbatté violenta e distruttiva sui vigneti della zona, producendo carestie e lasciando impro- duttive per più anni le vigne. Secondo altre interpreta- zioni, le avversità atmosferiche che si abbatterono su Mango, strapazzando le sue colline, erano da attri- buirsi alla circostanza che, nonostante i ripetuti appel- li dei Padri Passionisti, non tutti i libri con le riproduzio- ni del maligno finirono nel vortice di fiamme liberatorie. Pare anzi che il più scandaloso di questi libri che idolatrava il diavolo Bafornet della Valle Belbo, dotato di un pene triforcuto che gli permetteva di avere con- temporaneamente un rapporto vaginale, orale ed anale, sia rimasto ben nascosto in una cassapanca di un ambiente all’epoca insospettabile, una casa cano-R NI D’AIGURA N.RO 43 - SPECIALE TRIORA GENNAIO - GIUGNO 2005
  • 32. -20- Comunichiamo ai nostri lettori che è in preparazione da tempo il G.E.C. GLOSSARIO ETNOLINGUISTICO COMPARATO DEI DIALETTI DELLE ALPI LIGURI-MARITTIME che mette a raffronto, in forma nuova ed originale un numero imponente di termini dei tre versanti delle Alpi Liguri-Marittime : Terra Brigasca, Tenda, Saorgio, Breil, Olivetta San Michele ,Mentone, Buggio, Ventimiglia, Triora, Alta Valle Arroscia, Alta Val Pennavaire, Alta Val Tanaro, Oneglia, Laigueglia, Alassio, Albenga ed altri punti minori. 1000 parole scelte tra le più problematiche dell’intera area di cui vengono proposte la comparazione sul territorio, il significato, la storia e l’etimologia con disegni e cartine originali. Opera di PIERLEONE MASSAJOLI e di Roberto Moriani (Imperia), René Stefanelli (Mon), +Jacques Giusto (Tende), Vanda Chiappero, Uccio Caballo (Limone Piemonte), Fausto Giuliano (Boves), Charles Botton (Saorge), Didier Lanteri (Francia), Lorenzo Lanteri (Triora), Attilio G.Boano (Mentone), Sandro Oddo (Triora), Franco Garassino (Laigueglia), Barbara Ruaro (Capraùna), Gianna Quaglia (Ceriana), Giorgio Marrapodi (Saarbrücken). - Consulenza e collaborazione informatica di Enrico Pelos. Il lavoro costituirà anche il IV volume del DIZIONARIO DELLA CULTURA BRIGASCA. L’opera è prevista per il 2006, tuttavia è possibile prenotarsi fin d’ora senza esborso di denaro: IL NIDO D’AQUILA : Via F.D.Guerrazzi 14/14, 16146 GENOVA email: massajoli@libero it tel. 010.3621.829 cell.333.45.30.255 I S O C I S O S T E N I TO R I - A B B O N AT I 1 O S E M E S T R E 2 0 0 5 Emi Olivari (Ge), Cesare Pozzo (Conscente), Enrica Lanteri (Torino), Maria A. Beringheli (Ge), Guido Ferretti (Ge), Francesco Orlando (Ge), Riccardo Pongiglione (Ge), Ennio Fantini (Albenga), Magda Massajoli Vimercati (Roma), Silvio Sasso (Imperia), Diego Oddo (Imperia), Gianni Basso (Albenga), Dario Monigatti (Svizzera), Giovanni Benza (Sanremo), Benedetto Pescetto Levaro (Ge), Prospero Allaria (Imperia), Giulia Petracco Sicardi (Ge), Igino Frisoni (Ge), Giovanni Cardone (Ge), Christiane Eluère (Pigna), Jury Andor (Imperia).R NI D’AIGURA N.RO 43 - SPECIALE TRIORA GENNAIO - GIUGNO 2005
  • 33. SOPRANNOMI A TRIORA -42- AMABILE FERRAIRONIanche un uccello (allocco), R I C E R C A S U D D E T TAMütu, muto, Giulia Petracco Sicardi et al.: Vocabolario delle parlate liguri(VPL)Noiè, secondo [Apr.] noihé è arcaico ligure per Consulta Ligure, 1985-95;nocchiero (vd. anche Toso noier in questa rivista) G.Petracco S.: Prontuario Etimologico Ligure (PEL); Dell’Orso, Alessandria, 2001;Panfrescu,de Drundu, Panfresco, di Drondo Sergio Aprosio: Vocabolario Ligure Storico-Bibliografico(Apr.),Petiti, dovrebbe essere una derivazione dal Savona, Soc.Storia Patria, 2003;Francese petit, piccolo. Ma sia in Triorasco che in Massajoli-Moriani : Dizionario Cultura Brigasca, (DCB): vol. I-III,Brigasco petitta è più specificamente la’bambola’ 1991-2000, Del’Orso, Alessandria;cui il lemma potrebbe riferirsi. G:Petracco Sicardi – Amabile Ferraironi : Glossario Dialettale Triorese (GDT), su ‘Rivista Ingauna e Intemelia’, Bordighera, dalPignöti, ‘pignoli’ 1946 al 1983.Pinton, da ‘pinta’ recipiente per il vino, PIERLEONE MASSAIOLIPrevostu, Prevostetu, idPruvista, provvista,Rebizzu, ‘pettirosso’,Riéli, rientra nell’ambito del lemma riella, neisignificati di rotella, carrucola.Scéndicu, sindacoScéetu, schietto,Sciusciarisu, nome dialettale del ‘santimpalo’(ucc.)Segnùe, signore, anche se in questa forma, illemma significa in genere Signore Iddio,Sgalàndua, dovrebbe rientrare nelle varie versionidel lemma ‘trottola’,Per l’etimologia, il PEL ipotizza,per le numerose varianti liguri simili, la derivazioneda gava, ‘gozzo’, per la forma tondeggiante.Speiti, potrebbe riferirsi all’espressione ‘a spéitu’,a credito, e cioè indicare persone che prestanodenaro,Spìitu, ‘spirito, spettro’,Stralcia,Talota, forse corruz. di ‘talocia’, cioè ‘frettazzo deimuratori’,che il PEL fa derivare dal FR.taloche, e cheil REW 8544a riporta a un GERM.*tâlon, ‘strappare’,attestato come talare nella Lex Alemannorum.Tumbalareixu, che guida o ha un tumbarélu ossiaun carro a due ruote ribaltabile, che il PEL riferiscea una base espressiva tunbà (FR. tomber, cadere)dalPROV.tombarel.Tumalun, deriv. da tuma,il tipo base di formaggioValoia, forse dal toponimo ValloriaReghezin, colui che produce reghezze cioè ‘spighedi grano non completamente trebbiate’ [Apr.,II,2].Canscé, da ‘cansciusu’ stopposo,o da ‘canséllu’,legno ricurvo per i basti’,Pattuche,Cegatu, da ‘cega’, piega, quindi ‘piegato,curvo’. Una figura misteriosa appare nei vicoli del paese: strega, maliarda o donna normale? Foto Enrico PelosB I B L I O G R A F I A D I B A S E U S ATA P E R L A R NI D’AIGURA N.RO 43 - SPECIALE TRIORA GENNAIO - GIUGNO 2005
  • 34. I PITTORI G ASTALDI A TRIORA -49- SANDRO ODDO Genova, 1993, pagine 49 e 50.16) Massimo Bartoletti, Due episodi figurativi del Seicento a Entracque: l’attività del pittore Lorenzo Gastaldi e le tele del- l’Apostolado nella parrocchiale in Entracque: una comunità alpina tra Medioevo ed Età Moderna, a cura di R. Comba e M. Cordero, Cuneo, 1997.17) L.H. Labande, Inventaires du Palais de Monaco (1604-1731), Monaco, 1918, p. CXLI.18) Alessandro Giacobbe, La valle di Rezzo. Panoramica storica e presenze artistiche, Imperia, 1993, fig. 20.19) Andrea De Pasquale e Alessandro Giacobbe, Edifici religiosi a Ceriana, Imperia, 1994, pag. 149.20) Andrea De Pasquale e Alessandro Giocobbe, Edifici religiosi, ecc.21) Massimo Bartoletti, Due episodi figurativi, ecc.22) L.H. Labande, Inventaires, ecc.23) Massimo Bartoletti, Due episodi figurativi, ecc. e Charles Astro e Luc F. Thevenon, La peinture au XVIIe siècle dans les Alpes Maritimes, Nice, 1985.24) Giuliana Galante Garrone, Tutela e consapevolezza culturale in Valle Stura, in Pietraporzio. Momenti di storia in alta valle Stura, a cura di M. Corsero e S. Martini, Pietraporzio, 1991.25) Massimo Bartoletti, Committenti del Ponente ligure e pittori genovesi durante il primo Seicento, Genova, 1994.26) Massimo Bartoletti, Due episodi figurativi, ecc.27) Frase tratta da La Provincia di Imperia, Imperia, 1935 inserita in Profili biografici di trioresi degni di memoria, di Francesco Ferraironi, Roma, 1954.28) Gianni Bozzo. G.B. e Lorenzo Gastaldi, ecc.29) Liber mortuorum Archivio Parrocchiale di Triora.30) Charles Astro e Luc. F. Thevenon, La peinture au XVII siècle dans les Alpes Maritimes, Nice, 1985. Verdeggia TrioraR NI D’AIGURA N.RO 43 - SPECIALE TRIORA GENNAIO - GIUGNO 2005
  • 35. PROVERBI E MODI DI DIRE -63- ANTONIO CUGGE’ 3) Acustumàu = abituato per tradizione, 1) U l’è ciü stortu d’in canzélu: 4) Agrümelàa/ agrümelô = mettere insieme (fare E’ più storto dell’armatura di un basto. risparmi). 2) U l’à l’anima cume i fighi: 5) Anegiàu, anegiòu = pianta danneggiata dalla Ha l’anima (vuota) come i fichi. nebbia, 3) U méśe de zevulle u rüva pe’ tüti : 6) Arecampôrse = rincasare, tornare al paese. Il mese delle cipolle arriva per tuttt ; 7) Balasse = persona idiota , (Prima o poi arriva il momento del pianto per tutti). 8) Belìgue = ornamenti di poco conto. 4) Tüte e scarpe i fen-iscen gruli: 9) Brancia = zampa anteriore, Le scarpe prima o poi finiscono ciabatte. 10) Babelun = papavero, 5) Giô cume ün ghìnda(r)u: 11) Bregalô, bregalà, bramì, berì = il fare versi da Girare in tondo come l’arcolaio. parte di animali ovicaprini e bovini, 6) Fô u mànegu ae boce: 12) Ciouśenda = staccionata , Fare il manico alle bocce = fare cose inutili. 13) Cùtua = coperta imbottita: 7) Avè pocu fìe in s’a ruca : 14) Cumegiô = usare con oculatezza,parsimonia, Avere poco filo sulla rocca = essere alla fine. 15) Dosse = spicchi d’aglio , 8) Ensciu cum in bàbiu: 16) Derangiôrse = disturbarsi, Gonfio come un rospo. 17) Des-ciatôrse = uscire dal nascondiglio, 9) U lengué u vò zo c’u vé : 18) Desgordìu = pronto all’apprendimento, sveglio, Il ramarro vuole ciò che vede. 19) Enciùe = imbuto. 10) Batte a crìa : 20) Frusciu = dissenteria, ‘Battere la grida’ cioè annunciare bandi da parte 21) Sfuia = diarrea,del messo con tamburo = divulgare notizie. 22) Oua = brezza, 11) Couśe che i śbrime : 23) Pa(r)escu = uguale Cose che stuzzicano (appetitose). 24) Resecundô = riprendere a piovere, ripetere, 12) Avè be-èzze / Avè manaveglie : 25) Recuveô = satollare, Avere della fantasia/ grilli per la testa/essere in 26) Rabelà / Stiazà = trascinare,vena di facile umorismo. 27) Resciòu = riposato, 13) Dô a vouta . A lüna a vòuta: 28) Sbardô, Sbardàu, sbardòu = sparpagliare, Fare un capitombolo. La luna cambia fase. sparpagliato. 14) Oe(r)iu pè i rati : 29) Scarà / ströpa = numero indefinito Pianto dei bambini. (gen.animali), 15) Vèe in lampalüxe : Intravvedere. 30) Scurlaèttu = mulinello del vento, 16) Passò de terza : 31) Saloppu/saloppa = scaltro, furbastro, Essere scartato dalla vita militare. 32) Semuśu = offerta in vendita, 17) Mette a camin: 33) Spremeùe = torchio. Riporre, mettere a posto con cura. 34) Stentaiazzu = caldo soffocante, afoso. 18) Atacô tren-a : 35) Suzzu : brutto, di cattivo aspetto. Aiuto dato ad un carro in difficoltà tramite l’attacco 36) Virando / virôrse = girando, girarsi.di punta con uno o più quadrupedi. 19) Ciantôrghe sute u fögu : ANTONIO CUGGÈ Mettere sul fuoco. 20) U se futte via : Si getta. 21) De-de-oi : Davanti. 22) Batte e bruchette : Battere i piedi dal freddo. 23) In ver a munte / In ver a valle : Salendo / Scendendo. 24) Attrezzô u fögu : Accendere il fuoco. 25) Sèia da sèia: Ieri sera. 26) U l’è l’u(r)a d’atacàman : E’ l’ora di sarsi da fare. 27) L’autra sèia / L’autra séia matin : L’altro ieri. L’altro ieri mattina. Raduniamo infine vari termini dialettali in via di spa-rizione, scelti tra i più interessanti: 1) Aciatàgliu = nascondiglio , Triora,Foto E P 2) Acampaù = risparmiatore.R NI D’AIGURA N.RO 43 - SPECIALE TRIORA GENNAIO - GIUGNO 2005
  • 36. -67- LUNGO L’ALTA VIA DEI MONTI LIGURI A TRIORA DI ENRICO PELOSDue dei tratti tra i più suggestivi dell AV, fotografati da Triora, e tra i più belli di tutta la Liguria: a destra il trattoche passa dal rifugio Grai ed a sinistra il crinale dal monte Saccarello al Frontè. Foto Enrico Pelos C amminareacquaboschi.ricchi dialle sor- genti di nei Bere fresca. Fermarsi neipaesi arroccati sui monti cultura gli echi di quella civiltà, proprio ai piedi del monte Saccarello, il monte più alto dell’Alta Via dei Monti Liguri e della Liguria, con une tradizioni. Lasciare alle spalle le città e grandioso panorama che spazia su mare ele code per le strade del mare. Tutto que- monti.sto può avvenire in Liguria, in mezzo alleAlpi Marittime. Siamo nelle valli di Triora, E’ quì che la vetta più alta della Liguriavisibili da molti punti panoramici e tra i più (2.200 m) offre uno straordinario panoramabelli della Liguria. Raggiungibili da sen- circolare. La tappa è piuttosto lunga, ma puòtieri antichi. Molti sono situati lungo il essere divisa in due parti, scendendo a per-percorso dell’Alta Via dei Monti Liguri. nottare al posto tappa di Realdo o a quello di I punti di partenza da prendere in consi- Verdeggia. D’inverno questo percorso è con-derazione sono diversi a seconda che si sigliabile solo ad alpinisti esperti, attrezzatidisponga di un mezzo a motore: macchina con piccozza e ramponi.o moto, oppure si vada in mountain bike, D’estate possiamo camminare lungo il con-a cavallo, o a piedi. fine con molti tratti che sconfinano fino ad Si può fare un percorso di trekking a pie- arrivare al Saccarello.di, ad anello con partenza da Triora, o Il monte Saccarello è meta di itinerari eandare in macchina fino al discutibile ma anche di pellegrinaggio in agosto per la fe-spettacolare ponte di Loreto, luogo di sta del Redentore. La statua che rappresen-free-jumping in anni passati. Da qui, gi- ta un Cristo (in ghisa alta circa 6 metri erando a sinistra, si prosegue per Cetta da posizionata su un piedistallo in pietra alto adove parte un sentiero che attraversa pic- sua volta 9 metri circa) rivolto verso il cielocole borgate in molti casi abbandonate da è stata eretta oltre cento anni fa: nel 1901.decenni, o proseguendo verso destra si L’AV corre lungo una cresta quasi orizzonta-affiancano imponenti palestre di roccia le, lunga circa quattro chilometri, caratteriz-fino a raggiungere Verdeggia e Realdo. Si zata da due versanti nettamente asimmetri-può anche andare verso i pascoli sulle ci: il versante sud offre il panorama verso laalture di Triora e da qui proseguire a pie- Valle Argentina, mentre quello a nord scen-di. Molti di questi itinerari sono stati per- de dolcemente nella Val Tanarello con le suecorsi da sempre dai pastori o da coloro distese di pascoli. La lunga cresta offre pa-che si spostavano su queste montagne; norami straordinari; nelle giornate più limpi-da tempi immemorabili e per loro senza de si vede anche la Corsica e lo sguardoconfini. spazia senza limti fino alla Val Roja. Dal lato a nord una sciovia giunge subito sotto la Diverse valli alpine sono abitate da popola- statua da Monesi, l’unica stazione sciisticazioni che parlano dialetti occitani o di lingua della provincia d’Imperia.d’oc, la lingua degli antichi trovatori proven- I percorsi dell’AV interessano le tappe 4, 5,zali e in Liguria sono le località di Realdo e 6, 7, come indicato nella guida ufficiale eVerdeggia anche se di fondo ligure risentono passano dal C. Scarassan (1224 m) allaR NI D’AIGURA N.RO 43 - SPECIALE TRIORA GENNAIO - GIUGNO 2005
  • 37. ENRICO PELOS -68- A LT A V I A M O N T I L I G U R I A T R I O R ASella d’Agnaira (1869 m), alla Sella della dendri. In autunno sono i boschi di larici adValletta fino ad arrivare al Colle San assumere colorazioni spettacolari.Bernardo di Mendatica con una media di 4 Qui si possono trovare camosci, lepri, er-ore circa per tappa. mellini e marmotte. Si cammina su vecchie mulattiere militari, Un altro sentiero più agevole, dalla Golache si snodano sui fianchi di montagne im- dell’Incisa, aggira i calcari del Monteponenti, in ambiente alpestre e suggestivo. Pietravecchia con il panorama sul lago arti-Dal Saccarello, lungo il crinale dei monti, si ficiale di Tenarda.arriva al monte Frontè dove proseguendo siarriva ai paesaggi delle vette calcaree dei Molti i punti per fare tappa e per rifocillarsi:Monti Toraggio e Pietravecchia e dove. sca- tra questi il Ristorante–rifugio “Gola divato nella roccia, si può percorrere il famoso Gouta” in località omonima, Il Rifugio “Monte“Sentiero degli Alpini”, quasi “sospeso” tra Grai” dipendente dal comune di Pigna (tap-dirupi, rocce a strapiombo e burroni. E’ stato pa n. 5). Al Rifugio “Nuovo Franco Allavena”,costruito per scopi militari intorno agli anni località Colla Melosa, trovate i gestori genti-trenta, poichè la linea di confine con la li e disponibili pronti a confortarvi con unFrancia si trova sul crinale. Per agevolare il buon pasto o un posto letto. Si trovano inol-passaggio degli escursionisti, i tratti più tre il Posto Tappa “Realdo” a Realdo, altraesposti sono stati attrezzati con corde me- frazione del comune di Triora (tappa n. 5), iltalliche ad opera di volontari del Club Alpino Posto Tappa “Verdeggia” a Verdeggia e ilItaliano. Rifugio “Sanremo” a Cima della Valletta, Si prosegue poi con un tratto suggestivo sempre nel comune di Triora (tappa n. 6).attraverso boschi di conifere, prati e pascolicon vette rocciose d’aspetto dolomitico che Il silenzio, il verde dei boschi, il sole chedistano una ventina di chilometri dal mare e tramonta sull’Alta Via e lo sguardo alle valliche, grazie alla loro posizione, al confine tra sottostanti vi farà fermare a riflettere sui vo-le Alpi e il Mediterraneo, convivono qui con stri pensieri, i progetti, le esperienze, i sog-piante tipicamente alpine, arrivate in tempi getti ritratti e le conoscenze che hanno ac-remoti, quando i ghiacciai coprivano gran compagnato il viaggio. A quelli che sonoparte delle Alpi. In tarda primavera si posso- passati di qui prima di voi.no ammirare le splendide fioriture dei rodo- Se ci riuscite, partite quando è ancora buio,R NI D’AIGURA N.RO 43 - SPECIALE TRIORA GENNAIO - GIUGNO 2005
  • 38. ENRICO PELOS -69- A LT A V I A M O N T I L I G U R I A T R I O R Acercando di essere sul posto prima dell’albaper ritrovarsi nei sentieri e nelle valli senzacase “lontani dalla puzza delle città “per dir-la con Giovanni Papini o per “andare sem-pre, non importa dove” come scriveva JackKerouac. La passione per la ricerca ci farà sembrarenaturale il chiacchierare con l’anziana con-tadina, che si scopre parlare un’antica lin-gua di origini lontane, o con un pastore perchiedere informazioni sul percorso e scopri-re ciò che non si è ancora letto su nessunlibro. ENRICO PELOSBIBLIOGRAFIA CorteALTA VIA DEI MONTI LIGURI, Testo di Renato Grattarola, Fotografie di Enrico Pelos e Rodolfo Predieri, ed. Union Camere Liguri/Ass. Alta Via Monti Liguri - Az. Litografica I fratelli Pozzo - proprietari dell’unico frantoio Genovese, Genova. ad acqua funzionante in Liguria e situato aCULTURA ALPINA IN LIGURIA REALDO E VERDEGGIA, Conscente di Cisano sul Neva, nei pressi di Testo e foto di Pierleone Massajoli, ed. Sagep Genova. Albenga - sono tra i discendenti diretti di AndreaL’ESPERIENZA DELLA MINORANZA OCCITANA DELLA e Gerolamo Dal Pozzo che tanta parte ebbero VALLE VARAITA, Quaderni di antropologia delle Alpi Marittime nella storia di Triora. Altre notizie saranno pub- - Nr 1999, pag 40 blicate sul prossimo numero. EPR NI D’AIGURA N.RO 43 - SPECIALE TRIORA GENNAIO - GIUGNO 2005
  • 39. NO 44 LUGLIO DICEMBRE 2005 Rivista etno-antropologica e linguistica delle culture delle Alpi Liguri-Marittime Via F.D. Guerrazzi 14/14 16146 - Genova Tel. 010 3621829 e-mail: massajoli@libero.itAutorizzazione Tribunale di Genova 12/9/83 n. 26 - Spedizione in abbonamento postaleTariffa regime libero:"Poste italiane S.p.A.- Spedizione in Abbonamento postale - 70% - DCB
  • 40. -2- SOMMARIO C O N S I G L I O DI R E D A Z I O N EPAG. 3 “TRADIZIONI POPOLARI LIGURI NELL’AREA PIERLEONE MASSAJOLI direttore responsabile DELLE ALPI MARITTIME” di ATTILIO G. BOANO ROBERTO MORIANI vice-direttorePAG. 7 “IDENTITÀ LINGUISTICA ROIASCA” ENRICO PELOS vice-direttore (grafica informatica) di PIERLEONE MASSAJOLIPAG. 15 “CARÉE E CARÜGI DA BRIGA” ALBERTO CASELLA assistente di PIERLEONE MASSAJOLIPAG. 17 “NEORURALISMO COLLETTA BAJARDO TORRI” MARIA A. BERINGHELI antropologa culturale, Genova di FABIO COSTA ATTILIO G. BOANO docente fonetica fonologia lingui-PAG. 28 “ABËSSUNÀA RA BRIGA - TRIÖIRA” stica generale, università di Verona di PIERLEONE MASSAJOLI GUIDO FERRETTI ricercatore storico, GenovaPAG. 30 “PASCOLI DI PECORE BRIGASCHE - LAVML” di ENRICO PELOS MARINA TRANCHINA antropologia culturale, ImperiaPAG. 33 “ANTICHI MESTIERI IN VAL D’AVETO” ANNIBALE SALSA consulente area scientifica di SARA MEDICA socio-antropologicaPAG. 35 “VEGLIE INVERNALI IN VAL TREBBIA” di GUIDO FERRETTI R NÍ DÁIGÜRAPAG. 38 “TRADIZIONI RIGUARDANTI LE STREGHE A Il nido daquila - Le nid de laigle PIGNA E A BUGGIO” Rivista etno-antropologica e linguistica delle culture delle di MARCO CASSIOLI Alpi Liguri-Marittime e delle altre culture alpine e montanePAG. 43 “SCANDINAVI A CASTELVECCHIO DI R. B.” Rivista semestrale - n.44- Dicembre 2005 - ANNO XXIII di ENRICO PELOS Autorizz. Tribun. Genova n.26/83PAG. 46 “DISCORSO SUL G.E.C.” di PIERLEONE MASSAJOLI Pierleone Massajoli Direttore responsabile / EditorePAG. 48 “L’ANTICA MULATTIERA DELL’ANTOLA” IL CENTRO STUDI IL NIDO DAQUILA - Tel.010.3621.829 di LUIGI FELOLO http://www.liguri.net/portappennini/rnidaigura.htmPAG. 52 “SI COMINCIA DA UNA FIGLIA-LIBRO DI P.G.” http://www.global.village.it/~pelos/rnidaigura.htm a cura di PIERLEONE MASSAJOLI http://www.pelos.it > research > r ni d’aiguraPAG. 53 “TRIORA: DUE NUOVE PUBBLICAZIONI DI I.E.F.” mailto:massajoli@libero.it mailto:pelos@village.it a cura di ENRICO PELOS Spedizione in abbonam. postale / Art.2 Legge 662/96 -PAG. 54 “RECENSIONI LETTURE NOTE VARIE” Direz. Commerc. Genova, Tassa Pagata - Taxe perçue - di AA VV Stampata dalla SCUOLA TIPOGRAFICA del SORRISO FRANCESCANO, Genova, Via Riboli 20 CONTRIBUTI Abbonamenti / AssociazioniCOPERTINA ETTA LANZA Nuovi Soci/Abbonati per lItalia per persone fisiche: € 15,00 Rupicapra rupicapra Vecchi Soci/Abbonati per lItalia, per persone fisiche: € 10,00 Soci/Abbon. per lEuropa, per persone fisiche: € 20,00ULTIMA DI COPERTINA ELENA PONGIGLIONE Danza di streghe Enti territoriali, economici, Isituti Universitari: € 20,00 Socio sostenitore: € 30,00CARTINE COMUNE DI BRIGA PIERLEONE MASSAJOLI Numero sciolto: € 10,00 ENRICO PELOS Numeri speciali 39 e 43: € 15,00 Numero in formato elettronico: file pdf, a colori): € 15,00+cd+spDISEGNI ETTA LANZA ELENA PONGIGLIONE CONTO CORRENTE POSTALE : SARA MEDICA IL NIDO DAQUILA, GENOVA 15.462.161FOTOGRAFIE LAURA CASTELLI Tariffa regime libero: Poste italiane S.p.A. - Spedizione in Abbonamento LUANA BERTOL LUIGI FELOLO postale - 70% - DCB Genova PIERLEONE MASSAJOLI La rivista e ammessa ai contributi di legge delle province di Cuneo, ENRICO PELOS Imperia e Genova, che si ringraziano vivamente. PATRIZIA PETERLONGO Leditore dà il consenso a riportare testi, fotografie o parti di esso purchè GABRIELLA STANCHI si citi lautore dell’articolo, della foto e la fonteREALIZZAZIONE GRAFICAVIDEO IMPAGINAZIONE ENRICO PELOS Rivista chiusa in redazione il 15 Novembre 2004 R NI D’AIGURA NUMERO 44 LUGLIO-DICEMBRE 2005
  • 41. L’ANTICA MULATTIERA DELL’ANTOLA - 51 - LUIGI FELOLO di pietra. stato attuale delle cose. ep Nei castelli di ridotte dimensioni, o castelluc-ci, come quello di Carrega, il castellano non “Uno dei luoghi più sacri che io conosca: "Pedimorava abitualmente. Se ne ha documenta- u cian" si raggiunge dalla Colla di Sanzione per quello di Graines il Val d’Ayas, che Bartolomeo (siamo nella zona di Caprauna,aveva una casa in legno nella sottostante fra- Cuneo) per mezzo di una salita sterrata chezione di Arcesaz ed il castello di Graines è parte proprio dai ruderi dellantica omonimamolto più grande di questo di Carrega, costi- chiesetta. Se si è visitato non può essere sfug-tuito, al momento della sua maggiore evolu- gito. E situato a circa 1600m slm: è una mera-zione, da una torre circondata da un recinto e vigliosa ed estesa piana, non molti anni fa col-da tre vani esterni voltati, il tutto all’interno di tivata a patate e da essa trae origine la grottauna cinta di terrapieni contenuti da mura. della taramburla. Vi è un piccolo nucleo di tre La torre, che deve essere l’opera muraria più case, utilizzato sino ad un decennio fa per lal-antica, è realizzata con tecnica a sacco ed è peggio e dinanzi ad esse sorge un frassino dicollocabile fra il XIV e l’inizio del XV secolo. gigantesche proporzioni , alle cui falde scatu-Come tutte le coeve opere di difesa, ed il cam- risce una sorgente da sempre incanalata. Inpanili primitivi, non ha aperture nella sua parte primavera ed in estate era tutto viola di gen-bassa, che è quella attualmente visibile. Nelle ziane e lavanda, i lamponi si potevano racco-torri, nei campanili come quello di S. Orso ad gliere a piene mani ed ospitava diverse fami-Aosta e non solo, anche a volte in case di abi- glie di marmotte che, insediate credo dallatazione, come quella dei Moneglia di Regione Piemonte, avevano trovato il loroBonifacio, di fronte alla Chiesa Maggiore della habitat naturale riproducendosi copiosamen-Cittadella, l’accesso era al primo piano, trami- te. Tra laltro, si potevano quasi accarezzarete una scala di legno ritraibile. abituate comerano dalla visita dei numerosi Le strutture di contorno alla torre del castel- viaggiatori dellAlta Via.lo di Carrega sono più tarde, per loro è stata Ora tutto questo non cè più, alcuni "ingauni"indicata una datazione quattrocentesca e per vi hanno piazzato lo scorso luglio apparec-i vani voltati anche cinquecentesca. chiature per il tiro alla sagoma, apparecchiatu- Luigi Felolo re, che hanno abbandonato in loco. Mi risultaBibliografia a disposizione di chiunque voglia approfittar-- D. Calcagno, M. Cavana, V. Moratti “I segni del ne. Le marmotte sono naturalmente fuggite etempo, tracce di storia ed arte nelle valli Borbera e questo già splendido luogo è ridotto ad unaSpinti” Lions Club Borghetto valli Borbera e Spinti, sorta di discarica arida e tristissima. Anche seBorghetto di Borbera, 2004. credo che lo scempio sia già stato monitorato,- Jerome Muniglia “I Moneglia” Comune di quanti anni occoreranno affinchè tutto torniMoneglia, 2005 . come prima?” rsLe marmotte scappano da “U Cian” CAPRAUNA (CUNEO) na coppia di amici lettori ci scrive preoccu-U pata da una delle zone di confine traLiguria e Piemonte parlandoci di uno dei para- Foto Enrico Pelosdisi delle marmotte che ivi dimorano a testi-monianza della bellezza e della naturalità del-l’ambiente. Ma ora le marmotte sono fuggiteed il paesaggio è forse irrimediabilmentedeturpato. Ma lascio la descrizione di quanto èsuccesso a R.S. che spiega molto bene lo Marmotta nella zona del monte Dubasso, poco lontano da “U Cian” e Caprauna (Cuneo) R NI D’AIGURA NUMERO 44 LUGLIO DICEMBRE 2005
  • 42. SCANDINAVI A CASTELVECCHIO - 44 - ENRICO PELOS canzoni Björn Afzelius, definito il "De Andrè del Nord" (ma forse sarebbe più appropriato definirlo il "Bob Dylan scandinavo" n.d.r.). Era questi una cantautore scandinavo assai famo- so, nella sua terra, e scomparso alcuni anni or sono. Scrisse molte belle canzoni, anche con- tro le guerre e le discordie. In una evoca i ricor-Foto Enrico Pelos di di quando bambino leggeva di paesi lontani e che gli "evocavano immagini di bellezza, richiamavano profumi e sapori, e i nomi dei posti e delle persone erano così belli." Forse La Valle del Neva dal giardino del castello pensava un pò anche ad un posto come Castelvecchio. E anche grazie a lui che, allor- elenco dei "Borghi più belli dItalia". quando venne a mancare, le televisioni scan- La valle, immersa nel verde, sarà attraversata, dinave, parlando della sua vita e delle sue can- dalla nuova "bretella" Albenga-Garessio e che è zoni, citarono Castelvecchio, diedero fama oggi oggetto di divisione tra gli abitanti locali ed nordeuropea a questo paese ligure. E citando i “turisti”. E stata creata l"Ass. Scandinavi di quindi la canzone che dedicò a Castelvecchio Castelvecchio" per sensibilizzare i media e "Guarda che stelle lucenti! Senti, che venti quanti sono attenti alla tutela dellambiente. L’ carezzevoli! E’ notte in Liguria!...il vecchio Ass. ha inviato una lettera aperta alla stampa castello sul monte Barbena ha visto molto di precisando: "Si è pensato a tutto? ... ai boschi ed più di quanto possiamo immaginarci” speriamo alla ricca fauna, che sono un patrimonio inesti- che il vecchio castello non debba vedere la mabile, che rischia di venire perso per sempre? valle deturpata irrimediabilmente. Enrico Pelos Per esempio ai nostri figli, ai quali sembra voler- si dare sempre piú stress e cemento... E’ questo il prezzo che si vuol far pagare alle nuove gene- razioni? Vale la devastazione di una valle la costruzione di una nuova autostrada?" Scrive uno degli scandinavi preoccupati: "A quanto ne sappiamo la Valle del Neva fu minacciata una prima volta giá piú di 2.200 anni fa. Era il piú gio- vane dei fratelli di Annibale, Magone, che dopo avervi trasportato con navi 12.000 soldati, 2.000 cavalieri e gli elefanti, si mise in marcia lungo le valli del Neva per il passo del San Bernardo. ... Per molti che oggi vivono o visitano le localitá Björn Afzelius, il più famoso degli Scandinavi di Castelvecchio lungo la Valle la costruzione di un’autostrada qui mentre suona alla chitarra durante la festa di compleanno lungo deve rappresentare una minaccia assai di un suo caro amico. Foto cortesia Francesco Ippolito maggiore di quanto un’intera armata con elefan- ti in testa abbia potuto fare sugli abitanti preisto- Ringrazio Diego Alinei, litaliano che oggi vive in rici della valle. Svezia, e Per-Ola Persson per alcune delle interessanti Essa contiene infatti una risorsa insostituibile, informazioni fornite. che é divenutá raritá unica in quasi tutto il mondo: il suo quasi totale silenzio". E la preoc- Bibliografia cupazione cresce con il passare dei giorni. - "IL CASTELLO DI ROCCA BARBENA", Romano Strizioli, Tuttavia il sindaco Balbo ha subito provveduto, in Savona, "La Stampa" del 1 luglio 2004 http://www.nordovest.it una sua intervista televisiva, a tranquillizare le - "CASTELVECCHIO DI ROCCA BARBENA" e “BJÖRN AFZELIUS”, Enrico Pelos, "Monti Appennini della Liguria" por- persone confermando la costruzione ma che tale rivista "Le Pietre e il Mare" di Liguri.net dell’URPL (Un. sarà eseguita "in maniera corretta". Reg. Province Liguri) www.liguri.net/portappennini/index.htm. Linquinamento acustico e ambientale dovreb- - "LA CROCIATA DEGLI SCANDINAVI", Daniele La Corte, bero essere così evitati. Si spera che non si trat- Secolo XIX, 13 ottobre 2005. ti di una delle tante affermazioni poi smentite dai - "CASTELVECCHIO DI ROCCA BARBENA", Enzo Melillo, Raitre Liguria, servizio del 22 ottobre. fatti, come succede spesso nel nostro paese. - "DEN HIMMELSKA FRIDENS TORG", Björn Afzelius, versio- ne italiana di Riccardo Venturi sul sito In una di queste case, che egli tra i primi http://www.prato.linux.it/~lmasetti/ di Lorenzo Masetti. volle acquistare, usava scrivere le sue belle - "NATT I LIGURIEN", traduzione cortesia di Riccardo Venturi. R NI D’AIGURA NUMERO 44 LUGLIO DICEMBRE 2005
  • 43. ANTICHI MESTIERI IN VAL D’AVETO - 34 - SARA MEDICAElementi che compongono la bardatura dei muli per Uno sguardo al panorama nei pressi del Passo di Praleassicurarvi il carico: A: basto; B: sottocoda; C: imbraca; prima di incamminarsi verso Colla Caprauna (Cuneo)D: scheletro in legno; E: sottopancia; F: catena con Foto Enrico Pelosanello terminale - Disegno Sara Medica EW MAGAZINE è unagile rivista che esceprovare le pene dell’inferno, faccia il fabbro inestate e il mulattiere in inverno! “. La notte, N a Imperia ogni bimestre. Si occupa di tutto in forma diffusiva. Abbiamo già letto la Storiadurante i pernottamenti all’addiaccio, i muli del Turismo di Lorenzo Lanteri (a puntate) evenivano liberati dal carico e lasciati liberi a apprezzato il breve articolo di Domenicopascolare con una campana legata al colloper ritrovarli più facilmente la mattina seguen- Quaglia Affermazioni a confronto sul proble-te. ma Creazionismo-Evoluzione. Il num.5 dedica poi tre pagine e mezzo a questa rivista, con tre Sara Medica riproduzioni delle nostre streghe.Note1 Per commissioni di minore importanza, o per recapitare let-tere e messaggi, si ricorreva a dei corrieri che portavano la AGenova siDI svolta il 25Esettembre la 23° MOSTRA è PITTURA SCULTURA IN PIAZZA organizzata dagli AMICI DI ALBARO.merce a spalle.2 Cfr.: G. FONTANA, Rezzoaglio e Val d’Aveto. Cenni storici E stata riservata questanno ai soci interni, traed episodi, op. cit., p. 183. cui citiamo M. R. Baggiani, R. Berrè, M.3 A parte pochi asini e cavalli – soprattutto nella zona di Bocchieri, A. Bosco, M. Coda, I. Cuoghi,Rezzoaglio – sul territorio avetano si trovavano soprattutto A.Desana, E. Malan, G. Mancuso, L.Morchio,muli. I. Murzi, P. M. Pastura, L. Pecchioni, I. Rossi, B.4 Spesso, durante i secoli, oltre ai disagi dovuti alla scomodi- Scalpellini. In precedenza lAssemblea deità dei percorsi, si aggiunsero i problemi causati da gruppi di soci aveva eletto il nuovo consiglio direttivo,soldati ed eserciti che in varie epoche si accamparono in Val che include: Roberto Soriano come presiden-d’Aveto o nei suoi pressi. Questi, infatti, hanno spesso impe-dito il passaggio dei mulattieri bloccando, così, il passaggio te, Ilario Cuoghi vice-presidente,delle merci. A titolo di esempio propongo un breve stralcio P.L.Massajoli, Paolo Minetti e Luigi M.Gaistratto dall’ atto del notaio D. Fogacci risalente al 1765: “… il come consulenti culturali, G.Evangelisti (teso-motivo di tale cessazione sono stati i soldati (del duca di riere), A.Desana (pubblicità), Erika MalanParma) che in Marzo dell’anno scorso si aquartierarono sù (cerimoniale). Licio Oddino (logistica),da questi confini, al monte chiamato il Bocco, poco distanteda detto luogo, comandate dal Sig.r Cap.n Castagnola di naz- Giannina Scorza (P.R.), M.P. Pastura (segrete-zòne corsa, quali soldati ocuparono tutte le strade, per le quali ria generale).solevano i mulattieri passare con le loro granaglie in venire aquesto luogo, ed ivi vi dimororno fino a tutto il mese di Giugnoimpedendo con ciò l’uscita delle granaglie ed altro che solevavenire a questo luogo di S. Stefano, perloche in detti mesistante la cessazione del commercio non si riconoscevanoquasi più quali fossero i giorni di mercato … il commercio indetto luogo da un anno a questa parte è quasi cessato deltutto, molte famiglie che vivevano su questo negozio, sonoandate raminghe. “(ASG, Notai di Chiavari, Notaio D. Fogacci, filza n. 2345). R NI D’AIGURA NUMERO 44 LUGLIO DICEMBRE 2005
  • 44. L’ANTICA MULATTIERA DELL’ANTOLA - 51 - LUIGI FELOLO di pietra. stato attuale delle cose. ep Nei castelli di ridotte dimensioni, o castelluc-ci, come quello di Carrega, il castellano non “Uno dei luoghi più sacri che io conosca: "Pedimorava abitualmente. Se ne ha documenta- u cian" si raggiunge dalla Colla di Sanzione per quello di Graines il Val d’Ayas, che Bartolomeo (siamo nella zona di Caprauna,aveva una casa in legno nella sottostante fra- Cuneo) per mezzo di una salita sterrata chezione di Arcesaz ed il castello di Graines è parte proprio dai ruderi dellantica omonimamolto più grande di questo di Carrega, costi- chiesetta. Se si è visitato non può essere sfug-tuito, al momento della sua maggiore evolu- gito. E situato a circa 1600m slm: è una mera-zione, da una torre circondata da un recinto e vigliosa ed estesa piana, non molti anni fa col-da tre vani esterni voltati, il tutto all’interno di tivata a patate e da essa trae origine la grottauna cinta di terrapieni contenuti da mura. della taramburla. Vi è un piccolo nucleo di tre La torre, che deve essere l’opera muraria più case, utilizzato sino ad un decennio fa per lal-antica, è realizzata con tecnica a sacco ed è peggio e dinanzi ad esse sorge un frassino dicollocabile fra il XIV e l’inizio del XV secolo. gigantesche proporzioni , alle cui falde scatu-Come tutte le coeve opere di difesa, ed il cam- risce una sorgente da sempre incanalata. Inpanili primitivi, non ha aperture nella sua parte primavera ed in estate era tutto viola di gen-bassa, che è quella attualmente visibile. Nelle ziane e lavanda, i lamponi si potevano racco-torri, nei campanili come quello di S. Orso ad gliere a piene mani ed ospitava diverse fami-Aosta e non solo, anche a volte in case di abi- glie di marmotte che, insediate credo dallatazione, come quella dei Moneglia di Regione Piemonte, avevano trovato il loroBonifacio, di fronte alla Chiesa Maggiore della habitat naturale riproducendosi copiosamen-Cittadella, l’accesso era al primo piano, trami- te. Tra laltro, si potevano quasi accarezzarete una scala di legno ritraibile. abituate comerano dalla visita dei numerosi Le strutture di contorno alla torre del castel- viaggiatori dellAlta Via.lo di Carrega sono più tarde, per loro è stata Ora tutto questo non cè più, alcuni "ingauni"indicata una datazione quattrocentesca e per vi hanno piazzato lo scorso luglio apparec-i vani voltati anche cinquecentesca. chiature per il tiro alla sagoma, apparecchiatu- Luigi Felolo re, che hanno abbandonato in loco. Mi risulta a disposizione di chiunque voglia approfittar-Bibliografia ne. Le marmotte sono naturalmente fuggite e- D. Calcagno, M. Cavana, V. Moratti “I segni del questo già splendido luogo è ridotto ad unatempo, tracce di storia ed arte nelle valli Borbera e sorta di discarica arida e tristissima. Anche seSpinti” Lions Club Borghetto valli Borbera e Spinti, credo che lo scempio sia già stato monitorato,Borghetto di Borbera, 2004.- Jerome Muniglia “I Moneglia” Comune di quanti anni occoreranno affinchè tutto torniMoneglia, 2005 . come prima?” rsLe marmotte scappano da “U Cian” CAPRAUNA (CUNEO) na coppia di amici lettori ci scrive preoccu-U pata da una delle zone di confine traLiguria e Piemonte parlandoci di uno dei para-disi delle marmotte che ivi dimorano a testi-monianza della bellezza e della naturalità del-l’ambiente. Ma ora le marmotte sono fuggiteed il paesaggio è forse irrimediabilmente Pascoli nella zona del Monte Dubasso, terra di marmot-deturpato. Ma lascio la descrizione di quanto è te e poco lontano da ”U Cian” e Caprauna (Cuneo).successo a R.S. che spiega molto bene lo Foto Enrico Pelos R NI D’AIGURA NUMERO 44 LUGLIO DICEMBRE 2005
  • 45. - 43 - SCANDINAVI A CASTELVECCHIO di Rocca Barbena Lungo l’Alta Via dei Monti Liguri di Enrico Pelos al cimitero si può raggiungere il poggio con una bella vista sul borgo e sulle fasce coltiva- te vicino alle case. Case oggi restaurate. Antiche case di un tempo, in pietra, con i tetti a terrazza, i sotto- tetti, i forni sporgenti dai muri dove un tempo veniva cotto il pane e che sembravano essere consegnate ormai al degrado e ad alloblio. Negli ultimi anni però, il paese è stato "scoper- to" dai turisti ed assieme agli ultimi abitanti del borgo è iniziata una lenta ma fattiva opera di ricostruzione. Le finestre sono state ridipinte e sono state riprese le tipiche cornici bianche diPanoramica di Castelvecchio, sullo sfondo i monti lontana eco alpino-provenzale. Case di aspet-dell’Alta Via - Foto Enrico Pelos to mediterraneo, costruite forse dai primi abi- tanti saliti fin qui dalla costa per sfuggire alleRocca Barbenamontagna non unparticolar- è il nome di singolare monte lungo il percorso dellAlta Via deiMonti Liguri. La è incursioni saracene. Molti degli impianti interni sono stati eseguiti ex-novo, le coperture a ter- razza sono state restaurate ed ora il paesemente alta ma, con i fianchi ripidi e rocciosi di offre una bella visione di sè.dolomia, assume un aspetto imponente e di Molte di queste case sono tornate a vivereun certo rilievo. Il percorso è in alcuni punti grazie anche ai molti turisti stranieri, prove-impegnativo ma è interessante e panoramico nienti anche da alcuni paesi del Nord Europa.con la parete nord orientata verso i boschi di I primi tra loro arrivarono qui nel 1976. La bel-Bardineto. Il lato sud offre una panoramica lezza del luogo contagiò presto altri "nordici"visione di gran parte della Val Neva dove si che decisero di comprare le prima case atrova il borgo di Castelvecchio con il nome Castelvecchio, sotto il castello, trasformando-omonimo derivato da questa Rocca. le da ruderi in belle abitazioni. Arrivarono perCastelvecchio è distante pochi km dal mare di primi gli svedesi seguiti poi dai danesi.Albenga, verso Garessio, ed è situato ad Qualcuno di loro si è poi trasferito definitiva-unaltezza di circa 400 m slm. Questo paese mente, aprendo anche delle attività professio-ha mantenuto molti degli aspetti originari di nali in Liguria, affascinati dal paesaggio deicentro feudale, riuscendo a conservare gli monti liguri. Cè anche chi, italiano, si è trasfe-aspetti di pregio ambientale che trovano nel- rito in Svezia, ma ritorna appena può a viverelantico castello dei Clavesana il suo simbolo. tra queste mura impregnate di monte e diIl borgo ha una formazione costruttiva distri- mare. Il borgo è oggi inserito nel prestigiosobuita attorno al castello che fu eretto nellXIsecolo, passando nel tempo sotto Zuccarello, Costume indossato durante la famosa rievocazionei Del Carretto, dei quali faceva parte la bella mediovale estiva - Foto Enrico PelosIlaria, i Savoia e la Repubblica di Genova.Esso conserva ancora gran parte dellimpian-to originale, grazie anche ai restauri degliattuali proprietari tra i cui avi vi fu il pittorePelizza Da Volpedo, autore del celebre dipinto"Il quarto stato". La chiesa principale è quelladellAssunta e in piazza della Torre, un tempotristemente famosa per la sua forca, ha lin-gresso loratorio dei Disciplinanti. Sembra cheil nome derivi dal termine antico VallisCohedani, toponimo della "via del sale", via dicommercio per olio e vino, tra il Piemonte e laLiguria di ponente. Dalla strada che conduce R NI D’AIGURA NUMERO 44 LUGLIO DICEMBRE 2005
  • 46. - 17 - NEORURALISMO PERCEZIONE DEL RISCHIO ECOLOGICO di Fabio Costa FABIO COSTA, genovese, si è laureato in Antropologia Culturale nel settembre 2005. La sua tesi, da cui stralciamo alcune parti, è uninteressante ana- lisi dei problemi del NEO - RURALISMO, cioè di quel movimento socio-culturale ed economico, che cerca di proporre soluzioni per aiu- tare chi vive sulla terra a rimanere: La prima condi - zione è però la conoscenza e la valutazione dello spazio in cui vive, e il rapporto tra una comunità umana e il territorio. La prima parte,Colletta di Castelbianco, uno dei luoghi del neoruralismo. quindi, è una discussioneFoto Enrico Pelos teorica su questo tema. La seconda parte, di cui pure pubblicheremo stralci, è il racconto di come si sono opo aver tratteggiato le coordinate fonda- svolti o si stanno svolgendo tre progetti: quello neo-D mentali entro cui leggere il concetto di capitalista di Colletta di Castelbianco (SV), quelloluogo antropologico, ed aver posto così le fon- cooperativo di Torri Superiore (IM) e quello di ripri-damenta su cui poter ancorare le mie interpre- stino del Comune di Bajardo (IM). I lettori giudiche-tazioni del “fenomeno neorurale”, affronto ora ranno se i tre progetti sono tutti compatibili ovveroun momento di analisi più squisitamente cen- si tratti di illusioni.trato sugli aspetti di mutamento socio-cultura-le connessi al fenomeno in atto. pevolezze ed esagerazioni. È evidente come il valore del luogo sia la L’ecologia occidentale si radica nella sensibi-chiave di volta del mio lavoro e, ritengo, di ogni lità ambientale dell’antico paganesimo conta-indagine antropologica contemporanea. dino mediterraneo e nelle pieghe anti-raziona-L’oikos (spazio) è uno dei capisaldi della cultu- listiche della classicità greco-romana. La que-ra in senso antropologico ed in questo senso il stione ambientale esplode nella seconda metàterritorio su cui si gioca la partita del mutamen- del XIX secolo, in conseguenza dell’ultimo ver-to socio-culturale attuale è inevitabilmente tiginoso sviluppo tecnologico energetico indu-l’orizzonte ecologico (oikos-logicus). Si tratta striale, come nascente coscienza dell’impattoallora di “ascoltare” il discorso dello spazio, oli- irresponsabile di una espansione indiscrimina-sticamente inteso, come luogo di inveramento ta ed insostenibile dell’economia e delle tecno-dell’uomo. Si tratta di un’ecologia che nulla ha logie. Si apriva l’età atomico-nucleare segnan-a che vedere con il grottesco di tanta “ecolo- do una svolta epocale verso la nuova civiltà post-industriale e post-moderna (cfr.gia” ingenua dei nostri tempi1. Lanternari, 2003, p. 21). L’ecologia dagli origi- L’uomo su-lla Terra, proprio in quanto su, cioè nari interessi geografici ed agrari si trasmuta inda qualche parte, è fin da principio homo una problematica polivalente insieme pragma-oecologicus. L’homo oecologicus vive nella tra- tica, etico-culturale, socio-psicologico eddizione rurale di ogni civiltà ma, nella società assiologica. Essa si fa responsabile dell’identi-tecnologica occidentale, compie un percorso ficazione dei fattori di rischio collettivo ed esi-complesso fatto di smarrimenti, nuove consa- R NI D’AIGURA NUMERO 44 LUGLIO DICEMBRE 2005
  • 47. NEORURALISMO Colletta Torri Baiardo - 22 - FABIO COSTA Tuttavia, sulla scorta delle acute argomen- rorizzata dall’idea di rimanerne vittima pertazioni della Douglas, è senza dubbio rischio- cui vorrebbe mondializzare il proprio bisognoso ed antropologicamente azzardato parlare di “correre ai ripari” dipingendolo come impro-di obbligo di salvaguardia, di imperativo onto- rogabile necessità di sopravvivenza globale.logico categorico, di etica della responsabilità Concetti come sviluppo sostenibile, contabilitàcome assoluto universale. È evidente come ambientale, crescita/decrescita, impronta eco-l’antropologia, come sua prima sostanza, logica sono necessariamente ed evidente-debba diffidare di ed ammonire chi usa simili mente culturalmente connotati e relativi, sonotermini e concetti. chiaramente “occidentocentrici”. Con questo Rispetto alla questione ecologica come non intendo sminuire l’importanza della nostraimperativo ontologico universale si evidenzia il “epocale svolta etico-culturale” ecologica cheproblema della cultura in quanto forza e risul- comunque si distingue come indifferibile presatato agiti in dimensione concretamente parti- di coscienza e cambio di rotta nell’agire dell’-colare. Ogni aggregato culturale e civile è homo occidentalis. Il fatto è che più che unalegato a propri costumi e stili di vita di gruppo conquista ontologica, imperativa e categoricache difende energicamente in quanto spec- è semmai una nuova direzione di effluvio chechio del primo e fondamentale bisogno umano il magmatico flusso del mutamento socio-cul-di “appartenenza socio-culturale” fonte del turale moderno ha intrapreso a percorrere. Èriconoscimento attivo e passivo di sé stessi, bene relativizzare e problematizzare ognicioè dell’identità collettiva ed individuale. È creazione culturale e così facendo approfon-alquanto audace immaginare che non sia vio- dirne la sua validità di contesto e sperimenta-lenza culturale globalizzare l’ecologia, come zione.ogni altra cosa, per cui è difficile pensare in Nella seconda parte della mia ricerca affrontoprospettiva etnografica il nuovo impegno eco- lo studio di tre “casi liguri” che nei motivi dellalogico come valore etico civile aggiunto e non loro nascita e sperimentazione annoveranosostitutivo, non volto a soppiantare usi, tradi- chiaramente la generica istanza della svoltazioni e valori peculiari locali trasmessi dal pas- etico-ecologica. Ognuno dei tre “incarna” unasato e legati a radici storiche (cfr. Lanternari, proposta alternativa di vita “sostenibile”. Se2003, pp. 334-335). È pur vero che le culture l’Eco-villaggio di Torri Superiore di Ventimigliatradizionali rurali avevano ed hanno di per sé si inserisce in una rete internazionale di villag-stesse un equilibrio di integrazione dell’uomo gi (GEN: Global Ecovillage Network) che sinell’ambiente e nelle sue risorse. propongono uno stile di vita comunitario ispi- Il nocciolo del discorso potrebbe essere pro- rato ai principi della cooperazione, dell’usoprio questo: sarebbe la nostra cultura che, collettivo, della solidarietà e del rispetto per lesforzatasi a lungo, credendo di guadagnarsi persone, per la natura, e per l’ambiente circo-l’emancipazione dal vincolo naturale è ora ter- stante, Colletta di Castelbianco vuole offrire ai R NI D’AIGURA NUMERO 44 LUGLIO DICEMBRE 2005
  • 48. NEORURALISMO Colletta Torri Baiardo - 23 - FABIO COSTA mozione dei prodotti tipici, dell’educazione allutilizzo delle tecnologie di telecomunicazio- ne ed informatiche, del miglioramento della qualità della vita, dell’innalzamento del senso di comunità ecosostenibile, dell’organizzazio- ne di eventi culturali. Per gli eventi culturali nel periodo estivo si utilizzano come palcoscenico le vie, le piazzette, le terrazzette a ridosso dei locali ricettivi e l’anfiteatro con palco; per gli altri mesi, i locali del borgo che si trasformano ora in sala mostre, ora in palco musicale o teatrale. Lo staff dell’associazione che anima CollettaLa casa dell’ultimo abitante di Colletta, oggi sede della è composto da Vincenzo, Silvana, Mira,“Locanda delle Antiche Pietre” - Foto Enrico Pelos Massimo, Gabriella. Vincenzo è art-director e project manager dell’organizzazione generalesuoi abitanti e frequentatori la possibilità di della vitalità di Colletta. È un po’ l’anima delvivere contemporaneamente il globale ed il borgo, ha progettato e avviato il ristorante e illocale (rischiando di “smarrirli” entrambi), wine-bar, ha iniziato l’attività turistica ricettiva,Bajardo con il progetto Eco-Bajardo sembra promuovendo lo stesso come icona dell’entro-rappresentare una prospettiva più equilibrata terra del ponente ligure con campagne pubbli-di “sviluppo sostenibile” inteso come integra- citarie di ogni tipo. Silvana è responsabile deizione tra valori tradizionali e valori moderni in servizi di ristorazione dove coniuga la sapien-una “sintesi” post-moderna che crei davvero za delle ricette tradizionali con la selezioneun “prototipo” di cambiamento migliorativo delle materie prime stagionali di qualità.della nostra concezione della vita. Massimo è il “procaccia”, figura di custodia e di fiducia. È barman professionale e respon- ESEMPI DI NEORURALISMO sabile del chek-in e del chek-out per gli ospiti in soggiorno a Colletta, nonché del controlloColletta di Castelbianco pulizie e manutenzioni.………. I punti di riferimento sono la locanda delle Il villaggio, semiabbandonato da una trentina antiche pietre e il telecaffè. La Locanda delled’anni, è oggetto di un intervento di recupero Antiche Pietre offre i prodotti tipici del territo-articolato in due livelli: da una parte si sta pro- rio, piatti della tradizione ligure del territorio ecedendo al recupero complessivo dell’antico un’ampia selezione di vini.insediamento nel rispetto delle tecniche e dei ……….materiali originali; dall’altra si sta dotando il vil- Riprendendo Marc Augé un luogo è definitolaggio di sofisticate infrastrutture tecnologiche dall’identità della comunità che vi risiede, dalleche consentiranno ai futuri abitanti di usufrui- relazioni che intercorrono tra i suoi abitanti ere della più ampia gamma di risorse di teleco- dalla loro storia, mentre il nonluogo è privo dimunicazione così da poter godere della pace queste dimensioni. La caratteristica di Collettae dell’“isolamento”, offerti dal villaggio e dal pare quella di essere storicamente unterritorio circostante, pur mantenendo i contat- luogo/nonluogo con una decisa oscillazioneti con l’ambiente di lavoro ed in generale con periodica tra questi estremi. È storicamentele risorse informative disponibili in tutto il un posto di transito, di presidio, di controllo delmondo. territorio, ha assorbito con grande naturalezza Il borgo è gestito dall’Associazione Culturale per anni la vita quotidiana di centinaia di per-Colletta di Castelbianco che fa da “tutor” del sone e momenti di abbandono.progetto del borgo di Colletta e si occupa della Dice Ricotta: «…direi che sì, il nonluogo ètutela e valorizzazione del borgo, della riquali- determinato probabilmente da quello che è laficazione di aree rurali, centri storici ed aree conseguenza di un lungo abbandono di fre- suburbane, di attività socio-ricreative di pro- quentazioni, quindi sicuramente ci sono le R NI D’AIGURA NUMERO 44 LUGLIO DICEMBRE 2005
  • 49. NEORURALISMO Colletta Torri Baiardo - 24 - FABIO COSTA caratteristiche morfologiche della pietra, Il tessuto sociale di Colletta è un agglome-piuttosto che anche del terreno rato di varia umanità. Le professioni degli abi-eccetera…inteso così sì, probabilmente anco- tanti attuali sono rappresentate infatti da unra sta subendo questo fatto di essere non- professore universitario, un architetto, unluogo per questo motivo. Il luogo si sta costruttore, un imprenditore operante nelcostruendo giorno dopo giorno da queste fre- campo dei gioielli, degli industriali, una scrittri-quentazioni che sono in alcuni momenti più ce e una coppia di chirurghi. Ciò che li acco-continue, in alcuni proprio che si contano su muna, oltre al desiderio di fuga dalla città e iluna mano, addirittura su un dito solo…ma legame più o meno stretto con l’informatica, èdirei che mantiene, per quanto si sa, per chi è l’essere tutti di mezza età. La gente che vive aandato a scoprire interrogando anche i vecchi Colletta non la considera esclusivamenteabitanti, le caratteristiche come comunque è come una seconda casa dove trascorrere ilsempre nato e stato. Ha una caratteristica fine settimana o le vacanze estive, bensìmolto personalizzata che non può essere come un luogo dove poter lavorare, concen-sconvolta da nessun tipo di progetto, sempre trarsi ed anche vivere. Vorrebbe essere unrimanendo nel rispetto dell’ambiente e della luogo per persone che considerano le tecno-sua territorialità. Probabilmente questa è la logie più moderne come un mezzo per rag-sua caratteristica reale di essere un giungere uno scopo e non come uno scopoluogo/non-luogo, di essere capace di essere fine a se stesso.un momento…ha avuto momenti dove c’erano ……….novecento persone così come è stata capace Dopo qualche anno dall’inizio del restauro,ad assorbire quarant’anni di niente» Colletta mantiene il proprio carattere di I nuovi abitanti non discenderanno evidente- luogo/nonluogo che si riafferma giorno dopomente da quelli originari e quindi non potran- giorno con frequentazioni in alcuni momentino conservare ricordi del passato del luogo. continue, in altri quasi assenti, con rumoroseMa vorrebbero sicuramente riappropriarsi di serate estive e interminabili mesi di solitudineuna dimensione di vita scandita da ritmi anti- e silenzio. Vincenzo: «…così quasi una capa-chi, legata all’alternarsi del giorno e della cità di esprimere una presenza umana, ani-notte, al susseguirsi delle stagioni ed a model- male, quello che è…così, quindi con naturali-li di socializzazione ormai difficilmente realiz- tà estrema subisce l’invasione delle persone,zabili nelle grandi città. così come con la stessa naturalità subisce ilUna visione primaverile di Colletta di Castelbianco - Foto Enrico Pelos R NI D’AIGURA NUMERO 44 LUGLIO DICEMBRE 2005
  • 50. NEORURALISMO Colletta Torri Baiardo - 25 - FABIO COSTA niente, la solitudine…che poi in questo carattere all’altro si sfascia tutto, quindiforse è proprio la caratteristica di questo pro- anche nella borgata possiamo mettere questagetto qui. Che può essere diversa da cose che cosa. Se io vado a cambiare il carattere loappaiono simili ma che invece proprio anche snaturo… fare comunque delle cose compati-architettonicamente, seppur dello stesso bili con quello, perchè è quello che è la forza,periodo storico di costruzione, hanno proprio il patrimonio di ogni borgata di questo tipo è iluna vita intrinseca proprio al nucleo che si era proprio carattere, la propria identità che hacreato con la storia completamente differente. vissuto decenni se non centinaia d’anni…E quindi differente è la caratteristica delle per- hanno avuto la sua valenza, che però, quella,sone che in qualche maniera, alle quali fa pia- gli ha dato una sua struttura, un carattere,cere, che riescono a viverlo o non riescono a quella è quella rimarrà…errore gravissimoviverlo. Proprio perchè morfologicamente, volerla mutare da quelle che possono essereaffettivamente, così si è inserito in questo ter- altre situazioni quindi il luogo/non-luogo forseritorio ed è così. Se le è utile un portoghe- è proprio la caratteristica di questo posto, chese…di un villaggio portoghese mi ha chiesto probabilmente era praticamente un posto diuna consulenza o comunque sapere se ero transito, di presidio sia per i terreni che per ildisponibile, e mi diceva di voler copiare passaggio della valle, di controllo del territorio,Colletta di Castelbianco ed io gli ho risposto quindi, diciamo, una specie di fortificazionemolto semplicemente negativo su tutta la linea che quella è, quella rimane e quindi è sempreperchè in quel posto, in quel momento è stato no…come la differenza tra viaggiante e viag-costruito un villaggio in Portogallo, che non giatore e quindi è un po’, nessuno potrà mai cambiarla, qualunque sia la tecnologia o il recupero, l’architetto che ci mette mano o anche gli abitanti stessi, perchè io ho visto che nel momento in cui noi abbiamo un ospite che comunque non si integra con questo concetto e quasi, non so come dire, si estranea da solo dal contesto, e quindi rimane che forse alla lunga non gli piace più e quindi si autoesclu- de, esce…con una naturalità incredibile». ………. A Colletta, certo, manca la memoria sociale umana, la continuità storica della comunitàBaiardo, l’antica chiesa costruita su rovine di un edifi- locale e la sua cultura tradizionale. In questocio di culto dei “druidi” - Foto Enrico Pelos senso ci si avvicina al non-luogo. È però inte-può essere Colletta di Castelbianco e che va ressante sottolineare come il non-luogo “abbiaricostruito come tale nel contesto in cui è stato la capacità di apprendere”, sia spesso l’occa-fatto, perchè le esigenze di chi lo ha messo sione di quel perdersi “che ci fa ritrovare unpietra su pietra è nata in quel territorio lì, in senso dello spazio”, “come se nell’estremaquel momento storico, è quella la sua identità. negazione di significato dei non-luoghi ciMi sento abbastanza sicuro di dire che ognu- fosse finalmente la liberazione dalla pretesana di queste borgate che sono nate in posti che i luoghi abbiano un senso definito e defi-che apparentemente sono simili, ognuna ha la nitivo” (La Cecla, 1998 p.146). Colletta è unpropria identità distinta e che non bisognereb- non-luogo virtuoso che si fa luogo giorno perbe neanche confondere, ogni borgata ha la giorno, che apprende ad essere un nuovosua matrice storica, la sua compatibilità che modo di vivere la vita, lo spazio rurale in bilicocoltiva su questa che non muta molto se non tra il globale ed il locale. Un prodotto avveniri-si interviene in modo radicale, in una maniera stico dell’instancabile facoltà creativa ed inno-da sconvolgerlo questo carattere… hanno… vatrice cultura umana.ogni borgata ha un carattere, secondo me è Il fascino del borgo è innegabile: un villaggiocome con gli uomini, come con le coppie… del XIII° secolo, spopolatosi in seguito all’av- nelle coppie quando uno vuol cambiare il vento della modernità, ritorna in vita grazie R NI D’AIGURA NUMERO 44 LUGLIO DICEMBRE 2005
  • 51. - 57 - Dei Cereghino ciun articoli di EnricoFelolo e ri, sul n. 20 con sui n. 40 e 42 con 2 siamo occupati in 3 nume- articolo di Luigi Pelos. Ricordiamo che questa famiglia fu molto attiva alla metà dell800 nella diffusione delle ballate popolari, nella propagazione del credo evan- gelico-valdese e divenne famosa per il proces- so che subirono Giuseppe C. e Vittoria Costa i "Renzo e Lucia della Fontanabuona". La loro storia è diventata uno spettacolo tea- trale "Storia di un cantastorie: Cereghino detto Scialin" per la regia di Daniela Ardini della “Teatro Lunaria”. Lo spettacolo, che nasce da unidea dal libro di Giovanni Meriana, è realizzato con gli attori Arianna Comes e Fabrizio Matteini. Lo spettacolo è eirone “Entrando in un vecchio mulino si è stato rappresentato il 10 Agosto 2005, accom-N sempre pervasi dalla malinconia. Di untempo che fu. Affascina però il pensare alla pagnato da musiche del loro repertorio esegui- te dal gruppo "Il Musicaio". Sono in program- ma rappresentazioni in provincia di Genovavita che facevano gli abitanti dei boschi. Tutto assieme ad altre iniziative collaterali per farliè fermo da lungo tempo. Parte è irrimediabil- conoscere anche al di fuori della Liguria.mente distrutto. Eppure riesce lo stesso facile treghe, con i relativi gatti, compaionoimmaginare l’acqua che scorre sulla ruota, gliingranaggi che a fatica si avviano, le tramogge S abbondantemente nella Mostra che Elena Pongiglione ha inaugurato il 27 ottobre 2005che macinano, gli uomini che portano a dorsodi mulo i sacchi della farina, le donne che la alla galleria Arte e Figura di Genova. L’artistaimpastano per fare da mangiare”. continua ad usare i suoi antropogatti per graf- Comincia così una pubblicazione sul “Mulino fiare nel profondo i difetti di una umanità, chedi Neirone” che narra la storia di uno degli ulti- da questi simpatici animali potrebbe forsemi mulini (di proprietà privata) rimasti in pro- imparare molto.vincia di Genova a Neirone nell’omonimavalle, scritta da Enrico Pelos e corredata dasue fotografie che riporta anche notizie suimulini e la loro storia in generale. La pubblicazione, edita dall’autore in formaautoprodotta a mezzo computer, è stata scrit-ta e redatta allo scopo di ampliare la cono-scenza di uno dei manufatti storici dell’entro-terra ligure e come contributo al suo recuperocon lavori di manutenzione e di restauro chesono già stati effettuati in parte. Eventuali ulte-riori aiuti permetterebbero un recupero piùcompleto e fruibile. Un mezzo a contributodella tutela dei valori della cultura montana lili-gure. Ulteriori dettagli sono visibili sul sitowww.pelos.it R NI D’AIGURA NUMERO 44 LUGLIO DICEMBRE 2005
  • 52. - 30 - PASCOLI DI PECORE BRIGASCHE Lungo l’Alta Via dei Monti Liguri di Enrico Pelos in passato il più impor- tante cen- tro di pastor izia dell’area di confine tra Liguria, Piemonte e Provenza. Da qui deriva il nome "bri- gasca" per indicare la razza ovina A colloquio con uno dei pastori da uno dei punti più opportuna- panoramici della Liguria. Da qui l’orizzonte spazia fino mente selezionata e tradizionalmente allevata al mare - Foto Enrico Pelos fra queste montagne. La brigasca è una peco- ra di taglia medio-grande a duplice attitudine: Alta Via dei Monti carne e latte. E una razza specifica nella zona L Liguri ha il suo delle Alpi Occidentali e principalmente nella punto più alto sul zona ove si congiungono la Val Roia, la Valle Monte Saccarello Argentina, la Valle Arroscia, la Val Tanaro ed in a 2.200 ed è rag- alcuni altri comuni litoranei per la provincia di giungibile da Imperia e nel comune di Albenga per la provin- diverse direzioni. cia di Savona. Alcuni dei sentieri In questi monti, dove passa la strada maren- secondari partono dalcolle del Garezzo e dal Collardente o dal Il pastore Nevio Balbis di Collardente con alcune delle sue pecore brigasche - Foto Gabriella StanchiMonte Frontè, la terra di pascolo piùalta della Liguria. La sostenibilità ambientale e la difesadel territorio sono due emergenzeimportanti per la Liguria ed in questam-bito hanno un loro ruolo ben preciso lazootecnia bovina e ovina con la produ-zione di carne e dei suoi derivati. Inquesto interesse la pecora occupa unaben precisa collocazione; qui si può tro-vare una delle razze più tipiche liguri,quella cosidetta "Brigasca". Lorigine del nome della razza sembraderivare dal monte Briga, dallomonimopasso sulle Alpi Marittimeo da LaBrigue. Il paese della Val Roia, è stato R NI D’AIGURA NUMERO 44 LUGLIO DICEMBRE 2005
  • 53. PASCOLI DI PECORE BRIGASCHE - 31 - ENRICO PELOS ca, essa era lanimale prediletto, poichè è resistente al freddo, dcon un peso che si aggira sui 50 kg per le fem- mine mentre nei maschi adulti di 3-4 anni il peso minimo arriva 80 kg. Alcuni soggetti arrivano anche oltre i 100 kg. E un animale docile e fornisce una buona produzione di lana, latte e carne. E caratterizzata da un profilo frontale più pronunciato e dallaspetto in generale più ruspante. Allinizio del secolo XX si contavano circa 60.000 pecore Brigasche pasco- lanti in queste aree, per loro senza confini, della Liguria, del Piemonte e della vicina Francia. Oggi sono rimaste “Cuera di pecore brigasche verso Mendatica meno di due migliaia allevate da pastori che Foto Patrizia Peterlongo passano lunga parte del tempo lungo questi sentieri e che la transumanza porta poi da pascolo allaperto anche nei mesi invernali. Mendatica ad altre direzioni, quali il Col di I piatti basati sui prodotti di questo animale Nava o Sanremo. Le pecore durante l’inverno hanno un sapore gradevole sia per il partico- pascolano nei prati sulle alture di Sanremo o lare ambiente dove crescono (il massiccio del della valle Arroscia. All’inizio della primavera Saccarello è la zona europea con la più gran- vengono portate al Colle di Nava, dove bruca- de varietà di specie vegetali con la benevola no la prima e tenera erba, ricca di nutrimento, influenza del Mediterraneo) sia per le tradizio- che garantisce la produzione di un buon latte. ni culinarie, frutto dellincrocio tra la cucina Alla fine di giugno il gregge si trasferisce all’al- mediterranea, quella alpina e quella delle Alpi peggio sul Monte Saccarello e ridiscende a Liguri, la cosiddetta "cucina bianca". Nava o ad Albenga solo ad autunno inoltrato. Le piccole dimensioni aziendali, la dispersio- Lallevamento tradizionale prevede, infatti, un ne delle aziende sul territorio, l´orografia e la periodo di tre-quattro mesi in alpeggio, e di viabilità, con strade strette e tortuose, deter- circa quattro mesi in bandia, la zona costiera minano costi di produzione e di trasporto ove il clima mite permette di mantenere il molto alti, se rapportati ad altre zone italiane ed europee, ma la produzione del formaggio fresco si trova ancora presso alcune malghe Uno dei locali adibiti alla stagionatura del formaggio di distribuite sul territorio. Infatti su questi alpeg- pecora e di capra in una delle malghe gi viene prodotto da generazioni di pastori di Brigasche un latte di pregiata qualità e formaggi quali la "Söra" il "Bruss" e la gustosa "Tuma", indicata con del pane casereccio abbinato ad un gotto di vino rosso. Le pecore si nutrono unicamen- te di vegetali, senza aggiunta di mangi- mi. L´importante ruolo di presidio territo- riale che questi allevatori svolgono sulle Alpi Marittime e le indiscusse qua- lità organolettiche del prodotto ottenu-Foto Enrico Pelos to, hanno portato la Slow Food a crea- re, nell´estate 2003, il "Presidio sulle Tome di Pecora Brigasca" sulla produ- zione del pastore Nevio Balbis (uno tra R NI D’AIGURA NUMERO 44 LUGLIO DICEMBRE 2005
  • 54. PASCOLI DI PECORE BRIGASCHE - 32 - ENRICO PELOS tradizione: per secoli Mendatica è stata il crocevia della strada della transumanza, un punto di passaggio dei pastori che a fine esta- te scendevano dalle terre brigasche ai pasco- li invernali della costa. Enrico Pelos Si ringraziano lamico Franco Gagliano, le sig.re Gabriella Stanchi e Patrizia Peterlongo del Col di Nava ed il pastore Nevio Balbis e i “gariùn” di Collardente e del Colle Garezzo per notizie e fotografie.Un agnellino brigasco nato da poco e che ancora stenta Bibliografiaa stare in piadi sulle sue zampe - Foto Gabriella Stanchi - "LA PECORA BRIGASCA E’ SEMPRE VALIDA",i due soli produttori a potersene fregiare, l’al- di Pierleone Massajoli, R Ni dAigura n.ro 12,tro è Lo Manto di Albenga) per i suoi formag- luglio-dicembre 1989gi, per la qualità del gusto e della lavorazione - “ALTA VIA DEI MONTI LIGURI”, Testo di Renatoartigianale di solo latte di pecora Brigasca. Grattarola, Fotografie di Enrico Pelos e Rodolfo Egli lavora con tecniche e attrezzi legati alla Predieri, ed. Union Camere Liguri/Ass. Alta Via Monti Liguri - Az. Litografica Genovese, Genova.tradizione millenaria della transumanza. La - "LA LIGURIA CERCA PIU’ VISIBILITA’” dilavorazione del latte viene eseguita con cura e Andrea Begnini, Il Sole 24 Ore, settembre 2005nel rispetto degli antichi metodi. Si eseguono - "PRODOTTI CASEARI", www.sv.camcom.itdue mungiture al giorno: una all’alba e l’altra al Camera di Commercio di Savona, pagina deltramonto, mentre per tutta la giornata le peco- 19.10.2005re sono al pascolo e nutrono gli agnelli parto- - "FESTA DELLA TRANSUMANZA", www.liguria-riti. La toma è ottenuta mediante tradizionali notizie.it Liguria notizie, pagina del 19.10.2005fiscelle, e dopo un breve periodo di stagiona- - "PECORA BRIGASCA" www.agriligurianet.it,tura (70-80 giorni), il formaggio acquista il suo pagina del 19.10.2005sapore definitivo. Il peso di ogni singola tomavaria da 6 a 12 kg. Tantacura e maestria donano aquesti formaggi un saporesquisito. Ogni anno a settembreviene celebrato a Mendaticail rito della transumanza, unamanifestazione ricca di ini-ziative che coinvolge tutto ilpaese ed i comprensori dellavalle Arroscia e della valTanaro. E’ questa un incontrodi festa che non deve esse-re solo un momento celebra-tivo ma anche occasione perfar conoscere le linee di svi-luppo del territorio dellamontagna coinvolgendo Pecore brigasche pascolano intorno ai ruderi delloratorio di S. Raffaele, uninsieme giovani e anziani. tempo Jure Patronato de Cavalieri di Malta. Riedificato nel 1711 esisteva già Una lunga ed antichissima nel 1300 - Foto Gabriella Stanchi R NI D’AIGURA NUMERO 44 LUGLIO DICEMBRE 2005
  • 55. - 59 - memoria scenda il buio. Ha portato studio- si e appassionati, in fertile collaborazione con gli abitanti del luogo, nelle valli per anni, allo scopo di registrare (a mano o mediante mezzi meccanici) tutto il regi- strabile, vivendo con le genti del luogo, attuando losservazione partecipante. Sono scaturiti finora 46 numeri della rivi- sta (44 normali + 2 speciali), per un totale di oltre 2500 pagine. I testi, tutti inediti, sono opera di speciali- sti, ma scritti in forma non accademica, in modo da essere accessibili alle persone medie, sono arricchiti da disegni fatti appositamente da valenti artisti, e correda- ti da fotografie, cartine geografiche e alberi genealogici. I testi sono per lo più in Italiano, ma contengono spesso interventi in Brigasco, Occitano, Ligure nonché in Francese. Gli autori sono Italiani, Francesi, Tedeschi. L NIDO DAQUILA (R nì dàigüra) è una rivi- Laspetto grafico è quello di una rivistaIsta semestrale, che è nata a Genova nel seria, ma fatta con semplicità. Ad evitare gli1983: ha quindi più di 22 anni di vita operosa. eccessi tecnologici di oggi, ha fatto la scelta del bianco e nero, che esalta con linee sempli- Si era constatato che le più antiche culture ci una immagine più vicina alla vita degli ante-della Liguria e delle Alpi Marittime, quelle alpi- nati, di cui interpreta la mentalità.ne e di montagna, erano state trascurate dagli Sono oggetto di studio, fra laltro, le preghiere,studiosi e dai mezzi di informazione, tutti con- i canti, i proverbi, i racconti attorno al fuoco,centrati sulla più accessibile e nota fascia così come le tecniche pastorali, agricole emarittima. degli artigiani del legno, del ferro e della pietra. Fu così deciso di dare voce alle popolazioni Vi invitiamo alla lettura della nostra rivista, adelle Valli, rimaste per lungo tempo senza che visitare i siti web dove ci sono tutte le coperti-fossero note, nelle loro caratteristiche tradizio- ne ed i sommari ed a rendervi partecipi deinali, nei loro dialetti arcaici, nelle loro antiche suoi scopi - senza fini di lucro né politici - adtecniche agricole, pastorali e artigianali, nei aiutarne lo sviluppo con il vostro abbonamen-loro sistemi sociali e spirituali. Un mondo affa- to, (€ 15,00) a ripercorrere con noi le vie deiscinante e segreto, che rinserra i discendenti vostri antenati.attuali degli antichi Ligures preromani.La rivista si è occupata quindi di salvare il più www.liguri.net/portappennini/rnidaigura.htmpossibile di queste tradizioni, prima che sulla www.pelos.it > research > rnidaigura Consulenza informatica Web design informatica gis foto multimedia Progettazione e realizzazione cd-rom multimediali, siti internet, con realizzazioni, tra le studio altre, per il Comune (Ambiente, Gis-Sit) e la Provincia di Genova (Gis/Sit). Design edizio- ne web, in it-ing, portale dei "Monti e Appennini di Liguria" per lURPL (Un. Reg. Province projects&research Liguri) della testata giornalistica on-line liguri.net. Foto multi media multi www.pelos.it Realizzazione di cd-rom/mostre interattive multimediali. Progettazione e realizzazione, tra gli altri, quello della Costa di Genova per la Provincia di Genova, quello del ZAC- pelos@village.it Ambiente e Gis del Comune di Genova e la realizzazione multimediale per l’Alta Via dei Monti Liguri. 010 362 82 85 Come giornalista pubblicista collabora alla rivista "RNi DAigura curandone il sito, la parte di elaborazione grafica-informatica, videoimpaginazione, articoli e fotografie. R NI D’AIGURA NUMERO 44 LUGLIO DICEMBRE 2005
  • 56. N0 48 LUGLIO  DICEMBRE 2007 Rivista etno-antropologica e linguistica delle culture delle Alpi Liguri-Marittime Via F.D. Guerrazzi /  Genova Tel.  . e-mail: massajoli@alice.it pelos@village.itAutorizzazione Tribunale di Genova 12/9/83 n. 26 Spedizione in abbonamento postale - Tariffaregime libero:”Poste italiane S.p.A.- Spedizione in Abbonamento postale - 70% - DCB Genova”
  • 57. -2- ˆ R NÍ D’ÁIGÜRA Il nido d’aquila - Le nid de l’aigle Rivista etno-antropologica e linguistica delle culture delle Alpi Liguri-Marittime e delle altre Culture alpine e montane C O N S I G L I O D I R E D A Z I ON E SOMMARIO P M direttore responsabile P A G . 3 “STRADE MILITARI NELLE ALPI PIEMONTESI” R M vice-direttore di W B E      P    vice-direttore (grafica P A G . 7 “L E T T E R E D I N I Z Z A R D I A G A R I B A L D I ” informatica) di M M A C assistente di redazione P A G . 9 “B R I G A S CH I N E L L A S T O R I A ” di M M M A. B antropologa culturale, P A G . 11 “VA S I A L A TR A G E D I A E I L M I R A C O L O ” Genova di E P P B antropologa culturale, P A G . 23 “I PELLEGRINAG GI DEVOZIONALI NEI TER- Genova RITORI DELLA L IGURIA ECCLESIASTICA ” G F ricercatore storico, Genova di C S antropologa culturale, P A G . 35 “D A B R I G A A I F R A N C O P R OVE N Z A L I ” M      T        Imperia di P M P A G . 38 “F R A N C O P R O VE N Z A L I O A R P I T A N I ” CONSULENTI SCIENTIFICI di P M P A G . 39 “TOIRANO L’UOMO CHE DIPINGE LE CAVE” G P S consulente area lingui- di E P stica-dialettale P A G . 44 “E R M I N I O ” A S consulente area scienti- di P M fica socio-antropologica PAG. 47 “LA CARBONAIA DI CALIZZANO” testimonianza di B. B raccolta da GSRivista semestrale - n. Lug-Dic.  - ANNO XXVAutorizzazione Tribunale di Genova n./ P A G . 49 “A B Ë S S U N A A A B R I G A ”Direttore responsabile: Pierleone Massajoli di P MEditore: Centro Studi IL NIDO D’AQUILA Tel.: P A G . 51 “IL TRAMONTO DELLE IDENTITÀ TRADIZIONALI”Aderente alla Consulta Ligure il libro di A. Salsa di P Mhttp://www.liguri.net/portappennini/rnidaigura.htmhttp://www.enricopelos.it/rnidaigura.htm CONTRIBUTIe-mail: massajoli@alice.it pelos@village.it C E LSpedizione in abbon. postale / Art. Legge / U    -Dir. Com. Genova, Tassa Pagata-Taxe perçue   C  TStampata dalla SCUOLA TIPOGRAFICA del U   E PSORRISO FRANCESCANO, Genova,Via Riboli  C  E L A   TAbbonamenti / Associazioni C R. L/P. ISoci/Abbonati Italia per persone fisiche: € 15,00 D E LSoci/Abbon. Europa, per persone fisiche: € 20,00 E MBiblioteche, Regioni, Comuni, Ist. Universitari: € 20,00 F G C ASocio sostenitore: € 30,00 R BNumero sciolto: € 10,00 P BNumeri speciali 39 e 43: € 15,00 M LNumero digitale .pdf, a colori: € 20,00 +cd +sp. post. P M I O E PCONTO CORRENTE POSTALE : C SIL NIDO D’AQUILA, GENOVA 15.462.161 oppure FG E PBANCA CARIGE Ag. P.za Leopardi 60 Genova /Conto ASSOCIAZIONE IL NIDO D’AQUILA R G V I E PTariffa regime libero: Poste italiane S.p.A. -Spedizione inAbbonamento postale - 70% - DCB Genova L’editore dà il consenso a riportare testi, fotografie o parti diLa rivista è ammessa ai contributi di legge delle province di esso purchè si citi l’autore dell’articolo, della foto e la fonte.Cuneo, Imperia e Genova, che si ringraziano vivamente. Rivista chiusa in redazione il  Novembre  R NI D’AIGURA N.RO 48 LUGLIO - DICEMBRE 2007
  • 58. -11- VASIA LA “TRAGEDIA” E IL “MIRACOLO”  E P senza sbocco al mare. A quell’epoca non esi- steva la strada litora- nea ed i centri della costa erano fortemente dipendenti dai paesi dell’entroterra; Vasia era un importante tap- pa lungo la Via Marenca delle Alpi Marittime che da Oneglia portava a Limone. La residenza dei si- gnori venne fissata nel- la località di Prelà dove fu costruito, sopra foto di Enrico Pelos un’imponente formazio- 1 VASIA ne rocciosa, il castello. La grande roccia di pietra era molto V asia è un paese della Val 400 mslm. appena sopra Imperia a Prino, larga e per questo fatto venne dato il nome alla contea di “Pietralata” che divenne così la sede difensiva e gover- Appena lasciata alle spalle la città, nativa, fulcro politico e militare dellasi risale la Val Caramagna. valle. Il titolo di “Contea di Pietralata” Lasciata Porto Maurizio, ci si inoltra rimarrà fino al passaggio del territorioattraverso molteplici curve , nella Valle in mano sabauda, a seguito dell’espan-appunto del Prino. sionismo piemontese del 1575-1576, arrivando fino allo scalo marittimo di Il paesaggio si intravede a squarci Oneglia e della valle Impero, costi-attraverso le chiome degli alberi:una casa colonica, un’antica chie-sa, una villetta, un’antica pietra dimacina da frantoio. Dopo alcunichilometri, dietro una curva, uncartello di benvenuto ci segnalache stiamo entrando nell’anticacontea di Pietralata. La parte alta della Valle ebbe,nel XIII sec., vicende storiche di-verse dalle località della zona piùa mare. In queste terre, oggetto dicontese territoriali, scambi e ven-dite, avvenne l’espansione dei si-gnori provenzali di Aix, dei Contidi Tenda e di Briga, dei Conti diVentimiglia. Molte famiglie impor-tanti di queste terre stringevanoalleanze più o meno forzate ondepoter conservare i propri possedi-menti, e prevalsero i nobili delladiscendenza che divenne in segui-to dei Ventimiglia-Lascaris. TraCarpasio in Valle Argentina e tuttala Valle del Maro venne a formarsicosì un piccolo stato regionale R NI D’AIGURA N.RO 48 LUGLIO - DICEMBRE 2007
  • 59. VA S I A L A “ T R A G E D I A” E I L “ M I R A C O L O ” -12- ENRICO PELOS naturale di alberi e colline, alle falde del Monte Acquarone e in posizione soleggiata, il borgo di Vasia che della Contea faceva parte insieme alle altre sue frazioni di Pantasina, Prelà Castello, Pianavia, e Torretta. Vasia è oggi il capoluogo comunale e, appena arrivati in paese, la strada ci porta verso la piazza che ci acco- glie con la chiesa e l’orato- rio dove occorre posteggia- re. Il paese è da percorrere a piedi (piccoli veicoli pos- sono percorrerlo solo se au- torizzati) , scendendo l’am- pia scalinata, e se ne coglie immediatamente lo sviluppo ad arco, lungo la strada principale che passa davan- ti al comune, ripartito poi in piccole borgate. La chiesa parrocchiale è intitolata a Sant’Antonio Abate ed è un edificio della metà del XVII secolo. Si hanno però documentazioni di una prima costruzione giàVasia: la “tragedia” del “Venerdì Santo” (1995) foto Pierleone Massajoli all’inizio del 1457. Il suo campanile è alto 49 m. Operatuendo così un importante territorio di della perizia costruttiva del ticinesedisturbo per Genova. I Conti si con- Ignazio Monti fra il 1804 e 1806, ècentrarono sui commerci e sullo svi- motivo di vanto in quanto è il piùluppo della produzione olivicola, to- grande campanile della Val del Prino.gliendo a poco a poco lo spazio ai La chiesa parrocchiale è stata costrui-boschi di castagni e roverelle. Nel ta ancora a 3 navate anche se altrovefondovalle sorsero molti mulini che si già si cominciava a preferire la nava-andarono ad aggiungere a quelli co- ta unica. Contiene importanti politticistruiti già all’epoca dei feudatari provenienti dalle chiese di SanDoria. Alcuni trasformati o rifatti sono Martino e di Sant’Anna. Di fronte c’ètutt’ora esistenti. la bella facciata dell’oratorio dell’Im- macolata Concezione. Se ne hanno Ancora qualche curva e si intravede delle prime notizie già dal 1587.in lontananza, adagiato su un arco Venne ricostruito nel 1637 e restaura-Vasia: sopraporta antichi fotografie di Enrico Pelos R NI D’AIGURA N.RO 48 LUGLIO - DICEMBRE 2007
  • 60. VA S I A L A “ T R A G E D I A” E I L “ M I R A C O L O ” -13- ENRICO PELOS ni. Subito si intuisce, dalle rimanenze architettoniche esterne, che l’originario edificio doveva essere a tre navate, anche se ora è ridotto ad un solo ambien- te. All’origine della ridu- zione forse una frana, un crollo, e poi l’abbandono. I sopraporta scolpiti sem- brerebbero datati: uno al 1493, l’altro al 1513 e fir- mato da un lapicida di nome Giovanni Leone. Sono opere di artigiani lo- cali che erano forse coa- diuvati da maestranze provenienti da altre locali- tà, forse lombarde, abili nel taglio della pietra. Questo edificio sacro è stato a lungo oggetto di Vasia: una visione del panorama fino alla costa foto di Enrico Pelos disputa fra le comunità di Vasia e Moltedo, che furo-to ancora, da un progetto di Antonio no riunite in unica parrocchia fino allaFirpo Marvaldi di Candeasco, che lo prima metà del Seicento. Oggetto delrealizzò tra il 1757 e 1766. Anche contendere fu un famoso dipinto: “Lal’oratorio è il più grande della valle. Sacra Famiglia”. Il quadro venne attri-Queste costruzioni narrano, oltre alla buito un tempo al grande Antonio Vanstoria religiosa, anche di antiche vi- Dyck, che da queste parti ebbe a pas-cende di rivalità familiari locali poichè sare, e che intrecciò una storia roman-volendo ognuna primeggiare sull’altra, tica con una ragazza appartenente alsi sono tradotte negli anni in una cre- patriziato genovese che tante opere gliscita edilizia con alcuni palazzi impor- aveva commisssionato. Sembra ormaitanti anche all’interno dell’abitato. accertato storicamente che l’autore è L’oratorio custodisce al suo interno invece un altro pittore, anch’egli nordi-la statua del Cristo Risorto, una parti- co ed importante: Jan Roos. Il quadrocolare effige, diversa dalle tipiche è ora custodito a Moltedo, e gli abitan-“casse” processionali di tipo “genove- ti di Vasia, che lo volevano fortementese”. Di provenienza fossanese, viene nella loro chiesa, già alla fine del XVIIportata in processioneper la benedizione “dei 4venti” nel giorno diPasqua, giorno che di-venta così doppiamentefestivo per Vasia. Antichi echi diMedioevo si ritrovanopercorrendo questo terri-torio e in mezzo allapace degli ulivi si incon-trano: presso il cimitero,San Martino l’insedia-mento di monaciBenedettini lerinesi; laChiesa di S. Anna, im-portante santuario all’in-crocio di strade un tem-po importanti, con un belportico di accesso e ripa-ro per gli antichi pellegri- S. Anna: l’antica chiesetta con il regista Richard Blank foto Enrico Pelos R NI D’AIGURA N.RO 48 LUGLIO - DICEMBRE 2007
  • 61. VA S I A L A “ T R A G E D I A” E I L “ M I R A C O L O ” -14- ENRICO PELOS Vasia: l’oratorio dell’Immacolata Concezione foto E. Pelos citato in un atto del 1405. Da notare che colla nella dizione locale significa ‘avvallamento di una cresta’ ). Si po- trebbe tuttavia trattare di un prediale romano senza suffisso derivante dal gentilizio Vasius, ma l’aggettivo etnico vasiencu potrebbe essere ricollegabile Il manifesto pubblicato in occasione della “Tragedia” pure ad un primitivo insediamento di età altomediovale,il cui toponimo deri-Secolo, non rassegnati alla perdita ne va forse dal nome individuale germani-vollero prontamente riprodurre una co- co Waso, impiegato al diminutivo epia che rimase nel santuario fino al passato al femminile per concordanzarecente trasferimento nella chiesa par- con villa.rocchiale. In un atto del 6 febbraio 1547 il pae- se è denominato universitas Varie e, Visitata Vasia si può proseguire ri- dal momento che nella Tavolatornando in piazza, e poi in macchina, Ipotecaria di Veleia è citata una plebso camminando attraverso alcuni dei de Varia, anche Vasia potrebbe esseresuoi sentieri. Si arriva così ad altre stata fondata da una trasmigrazione difrazioni: al piccolo borgo diTorretta, alla frazione di Pianaviao, scendendo verso valle, a PrelàCastello ed alla Pieve dei SantiGiacomo e Nicola. Il Castello èoggi poco più di un rudere, memo-re di antiche battaglie e frutto diuna probabile ricostruzione tardomedievale. Furono i genovesi, as-sieme ai loro alleati spagnoli, arenderlo definitivamente inservibi-le durante la guerra contro i Savoiaed i loro alleati Francesi, nel lon-tano 1625. Il nome di Vàsia - riferisceAndrea Gandolfo nella sua ampiamonografia (cit.) - è documentato L’antico manoscritto trovato dall’Arch. Roberto Saluzzo duranteagli inizi del XV secolo con riferi- le sue ricerche di documenti relativi alla storia dei suoi antenatimento a un valico (via colle Vasie, fotografia tratta dal video di R. Blank R NI D’AIGURA N.RO 48 LUGLIO - DICEMBRE 2007
  • 62. VA S I A L A “ T R A G E D I A” E I L “ M I R A C O L O ” -15- ENRICO PELOSIl Sindaco di Vasia Dott. Nello Giannini fotografia trattadal video di Richard Blankgiovani provenienti appunto dalla plebsde Varia, cioè da Varese Ligure, unpaese dello Spezzino, i cui emigratiavrebbero trovato proprio a Vasia lestesse caratteristiche del loro origina-rio villaggio, che poggia su di unospartiacque. Il nome del paese, chia-mato in un primo tempo ‘Varia’, si sa-rebbe poi trasformato nel corso deisecoli in ‘Vasia’, sebbene l’alternanzar-s non sia attestata in glottologia. Latrasmigrazione sarebbe tuttavia potuta Vasia: il campanile della chiesa di S. Antonio Abateavvenire anche in un secondo tempo in foto Enrico Pelosoccasione dell’invasione longobardadella zona di Veleia, che era possedu-ta da Agilulfo verso la metà del VII Valle Argentina, con l’esistenza delsecolo, o ancora successivamente, termine vaśìi, che ivi significa greggesotto l’impulso dei rapporti particolar- di bestie giovani e non ancora produt-mente stretti con la Marca di Toscana, tive. Il toponimo Vàsia potrebbe ancheda dove, infatti, molte famiglie si sa- collegarsi a questo vaśìi. E’ una sem-rebbero trasferite nel territorio delle plice possibilità che segnaliamo. (vediAlpi Marittime attorno al X secolo.” G.E.C., Glossario Etnolinguistico E potremmo aggiungere, una volta Comparato di P.L.Massajoli, in prepa-approfondita l’importanza dell’attività razione).pastorale nella valle, che l’area piùvicina propriamente ovicaprina è la Lungo la strada si arriva poi a Pantasina dove ha sede uno dei palazzi dell’antica casata dei Lascaris di Tenda. Più in alto un’altro Santuario con un bel pa- norama dal quale si può avere un ampia vista sul paesaggio, le case i campi delle valli fiorite dove l’oli- vo si confonde con la vite. 2 LA “TRAGEDIA“ V asia tradizione:un’antichissima è diventata però famosa perchè vanta e unica la celebrazio- ne a ricordo della Passione di Gesù Cristo. In un modo tutto par- ticolare ne viene fatta una rappre-Fotografia di una delle rappresentazioni di molti anni fa fotografia sentazione teatrale denominatatratta dal video di Richard Blank “Tragedia”. La “Tragedia”, seppure rappre- R NI D’AIGURA N.RO 48 LUGLIO - DICEMBRE 2007
  • 63. VA S I A L A “ T R A G E D I A” E I L “ M I R A C O L O ” -16- ENRICO PELOS co Nello Giannini in un’intervista al regista. “Prima si rappresentava ogni 10 anni, poi ogni 5”. Questa rappresenta- zione si svolgeva nei giorni pasquali ma dalla fine della II guerra mon- diale non era più stata rappresentata fino al 1995. Nell’anno del Giubileo si è ripresa la tradizione interrotta ma è con la rappresenta- zione del 2005 che, grazie a Richard Blank, la tradizione viene ri- presa con una sapiente regia e messa in opera. La sua conoscenza var- cherà non solo i confini regionali ma ancheIl Sig. Battista mentre ricorda una delle rappresentazioni di molti anni fa -fotografia tratta dal video di R. Blank quelli nazionali. La storia narrata ci fasentata nei secoli, e quindi con una apprendere che il regista, interpellatofortissima tradizione, sarebbe forse sull’eventuale sua disponibilità ad im-caduta nel dimenticatoio travolta dalle pegnarsi nella rappresentazione, fossemille meraviglie multimediali e visive un poco scettico e titubante in quantodella nostra epoca. Queste mal si con- non gli si poteva presentare nessunacilierebbero con le rappresentazioni documentazione scritta o perlomenostoriche e lo scandire antico della sa- una traccia da seguire. Molte personecralità delle cose religiose che hanno in paese ricordavano i monologhi abisogno dei loro ritmi lenti e liturgici, memoria, ma ognuno per la sua partese non si fosse stabilito a Vasia un e mancava il filo conduttore che legas-appassionato, tra le molte altre cose, se gli avvenimenti. La storia, si sa, èdi avvenimenti religiosi di un certo conosciuta da tutti, ma quello che sispessore. voleva rappresentare non era una sto- ria come le altre ma quella realmente La mia visita a Vasia comincia con il presentata a Vasia nei tanti anni pas-percorrere la strada principale del pae- sati.se dove ho avuto la fortuna di incon-trare quella che sarebbe diventata lamia guida d’eccezione: il regista tede- 3 IL “MIRACOLO“sco Richard Blank. Richard non è, come verrebbe dapensare, il “solito” turista in vacanzache apprezza il bel Ponente Ligure ma E dadecco allora Accadde, graziefatto che impensabile. che avviene un an- un ritrovamento tanto fortuitoun “foresto” che quì ha preso casa con quanto significativo che ben si inseri-sua moglie e la sua famiglia, trascor- sce in questa storia e che fa propriorendo lunghi periodi di soggiorno al pensare che spesso certe cose nonpunto che sono “quasi” italiani e so- avvengono “per caso” ma forse per unpratutto Liguri. preciso disegno del destino. Il regista Egli vive ormai qui da tanti anni ed non avrebbe potuto svolgere la suaè lui il regista, inteso anche come ar- opera senza un canovaccio o un testotefice, della rinata rappresentazione di base per poter seguire in modo fe-della “Tragedia” e del “Miracolo” della dele la tradizione, ma ecco che apparesua messa in scena. sulla scena Roberto, un architetto na- tivo di Vasia: siamo nel 1991 ed è alla La Tragedia è stata rappresentata ricerca di documenti che riguardano laper circa 350 anni e più precisamente sua famiglia e la storia dei suoi ante-“dal 1660” come specificato dal sinda- nati. Egli cerca nei documenti della R NI D’AIGURA N.RO 48 LUGLIO - DICEMBRE 2007
  • 64. VA S I A L A “ T R A G E D I A” E I L “ M I R A C O L O ” -17- ENRICO PELOS Alcune scene della Tragedia tratte dalle riprese del film di Richard BlankR NI D’AIGURA N.RO 48 LUGLIO - DICEMBRE 2007
  • 65. VA S I A L A “ T R A G E D I A” E I L “ M I R A C O L O ” -18- ENRICO PELOSAlcuni dei protagonisti abitanti e attori di Vasia: Roberto Saluzzo, La Sig.re Silvana e Alessia, Giovanni, Enzo eSergio durante le interviste e le riprese della Tragedia e del film “Il Miracolo di Vasia” di Richard Blank R NI D’AIGURA N.RO 48 LUGLIO - DICEMBRE 2007
  • 66. VA S I A L A “ T R A G E D I A” E I L “ M I R A C O L O ” -19- ENRICO PELOSchiesa prima e in uno degli armadidell’oratorio poi. Si imbatte così inun libro impolverito e sgualcito daltempo. È un documento antico, a stampa,in alcune parti un po’ sbiadito ma iltitolo, quello si era ben leggibile eriportava: “La dolorosa Passione eMorte di N.S.G.C”. Erano i testi dellatragedia con testi raccolti da un an-tico abitante: Vincenzo Moraglia.Alcune parti erano riportate anchescritte a mano. Dopo alcuni attimi dimeraviglia mista a stupore e incredu-lità, la ragione fece subito capirel’importanza di tale ritrovamento.Era questo un segno tangibile, unadocumentazione storica inoppugna-bile: quello che occorreva per con-vincere il regista. E così avvenne econ questo ritrovamento è comincia-to tutto. Il regista si appassionò subito al-l’idea della rappresentazione. Il te-sto era però molto lungo, anticamen-te arrivava a durare anche 4 o 5 orein diverse rappresentazioni e dovevaquindi essere ridotto. “A noi sembròsubito troppo lungo”, afferma il regi- Vasia: la strada principale con il palazzo del Comune Pelos foto Enricosta, “ma siccome gli anziani avevanoi testi principalmente nella loro testa ne del personaggio che ognuno avevaera difficile accorciarli”. in affidamento, con un attaccamento Fu quindi tradotto per una completa non comune, consci di una responsabi- comprensione degli avvenimenti da lità gravosa ma anche importante perparte del regista e cominciarono quindi la memoria degli abitanti e dei luoghi.i primi contatti e preparativi che coin-volsero non solo gli abitanti ma anche Tutta la rappresentazione è statapersone ed esperti dello spettacolo quindi ripresa e corredata di un docu-persino da fuori paese e capoluogo. mentario che ne illustra in dettaglio loNel 1993 avvenne una prima rappre- svolgersi delle varie fasi con intervi-sentazione che durava circa la metà ste. Alcune persone di Vasia rammen-del tempo usato negli anni passati. Nel tano bene di quando erano bambini o1995 un’altra rappresentazione venne giovani e recitavano a memoria le an-fatta durare poco più della metà del tiche partiture. Altri ricordano di quan-tempo originale. Nel 2000, l’anno del do i loro padri o nonni raccontavanoGiubileo, la rappresentazione avviene loro delle recite. Molti erano contadini,nella forma definitiva. La stessa che esperti in cose della terra, ma non mol-sarà poi ripetuta nel 2005. to avvezzi alle lettere e qualcuno reci- ta ancora il testo completo. Ad esem- Ed ecco come avvenne il “miraco- pio Battista che ha ricordato a memorialo”. L’avvenimento della “tragedia” ave- quasi tutte le parti e che interpretatova trasformato delle persone comuni, un angelo e ricorda bene, tra l’altro,con le attività lavorative e personali di come anticamente l’intera rappresenta-tutti i giorni, come molti di noi, in atto- zione si recitasse su un palco solo eri e “star” del palcoscenico e delle ri- come fosse lunga. “A quei tempi reci-prese filmate. Senza nessuna prepara- tavano in 40 e cominciavano dazione o studio precedente. Molti degli Adamo”. Si ricorda di molti particolari:abitanti del paese si sono impegnati del consiglio dei sacerdoti di Caifa, delmolto a fondo nelle prove con sacrifi- Centurione, di Giuseppe di Darimatea,cio e dedizione in un crescendo di con- di Nicodemo. E cita un passo ormaivinzione del ruolo ed immedesimazio- diventato famoso: “Sono di Cirene, R NI D’AIGURA N.RO 48 LUGLIO - DICEMBRE 2007
  • 67. VA S I A L A “ T R A G E D I A” E I L “ M I R A C O L O ” -20- ENRICO PELOS vertente e per il paese è la manifesta- zione più importante”. Colui che ha trovato il testo interpreta un ruolo im- pegnativo e da sempre “poco simpati- co”: Giuda. L’interpretazione è però eseguita con una tale bravura e perso- nalizzazione da renderlo così forse “accettabile”. In fondo se non ci fosse stato lui le cose non sarebbero andate così e parte dell’umanità non avrebbe forse potuto essere “salvata”. Giovanni interpreta il centurione che tesse la tela di contatti fra Pilato ed i sommi sacerdoti e per lui la tragedia è stata: “Un’esperienza indimenticabile, un lavoro che con la nostra vita nor- male non ha niente a che vedere”. EdAlessandro Ruffo è il mio nome, sono aggiunge con sorpresa “Era incredibilecontadino”. Eh sì! Perchè la figura bi- vedere tutto il paese coinvolto e nonblica di Simone ha qui un nome italia- solo gli attori. Alle prove ho visto per-no ed è un contadino del pubblico sone che normalmente non mettonopaesano che recita e dice il suo testo piede fuori della porta”.in dialetto ligure. Enzo sin dall’inizio ha voluto inter- pretare Erode, un personaggio che Oggi l’opera viene rappresentata su sentiva “suo” e ne spiega il perchè:diversi palchi rendendo così tutto lo “Ogni attore parla a suo modo, allaspettacolo molto più variegato e inte- sua maniera, così ognuno può cavar-ressante. È diventato ormai un avve- sela nel suo ruolo con la sua perso-nimento parte del tessuto culturale e na”.religioso, della memoria e della tradi- Non sono mancati fatti particolari sezione di questi abitanti e dei suoi avi. non addirittura esilaranti. Uno in parti-E “Queste immagini della vita quotidia- colare ebbe per protagonista una bam-na non fanno da scenario. bina che è oggi la proprietaria del La rappresentazione della Passione frantoio del paese: la Signora Silvana,è parte del quotidiano” dice il regista. la quale ricorda bene chi, molti anni fa, aveva il ruolo di Giuda. Era suo È poi molto significativo quanto af- padre ed il testo prevedeva che male-fermato da alcuni di loro durante le dicesse l’angelo e lei, spaventata, co-interviste e le riprese. Dice, ad esem- minciò a piangere. Finita la scenapio, Alessia che già i suoiantenati interpretavano laMadonna ed ella ha sentitoquasi un impegno morale ilcontinuare la tradizione:“ho dovuto in un certomodo”. Non se la sentiva dimancare all’appuntamentocon la storia, e “dovevacontinuare”. Gesù è stato interpretatoda Sergio che afferma: “Ilmio interesse si è risveglia-to quando ho visto il testo.Era una cosa che riguarda-va i miei antenati di Vasia,per istinto volevo fare qual-cosa che era stato fattoprima per lungo tempo” Roberto sottolinea. “Tutta l’impresa è stata Prelà: i ruderi del castello fotografia di Enrico Pelosuna grossa sfida ma anche di- R NI D’AIGURA N.RO 48 LUGLIO - DICEMBRE 2007
  • 68. VA S I A L A “ T R A G E D I A” E I L “ M I R A C O L O ” -21- ENRICO PELOS è il Priore. La domenica c’è la processione Pasquale: la vecchia preziosa statua di Cristo viene innalzata e girata nei quattro punti cardi- nali per il rito propiziato- rio della fertilità della terra”. La passione appartie- ne quindi al paese da alcuni secoli ormai. Tutti quelli che recitano sono del posto, quasi ogni fa- miglia è coinvolta: cosi il paese ha fatto sempre più sua questa recita che sembra fosse proba- bilmente rappresentata in origine da un testo portato da Torino. La tragedia è diventa- ta poi anche internazio- nale, in quanto il docu-Vasia: una particolare strada interna foto Enrico Pelos mentario del “miracolo” è stato presentato anchequalcuno cercò di consolarla, dicendo- dalla televisione tedesca con il titolole: “Non devi piangere per quello stu- “Das Wunder von Vasia”.pido Giuda” e la piccola Silvana rispo-se candidamente. “Ma Giuda è il mio Certo è che dopo la rappresentazio-papà”. La scena doveva essere di si- ne Richard si è certamente guadagna-lenziosa commozione, data la rappre- to la stima imperitura dei Vasiesi, an-sentazione appena avvenuta, ma tutto che per la notevole pubblicità ai suoiil pubblico non potè fare a meno di luoghi, il che non guasta, e meritereb-trattenersi dalle risate. be la “Cittadinanza Onoraria di Liguria”. La Tragedia, ricorda ancora Alessia,veniva rappresentata anche fuori dal Qualcosa si sta già pensando per lapaese. Ci sono state richieste per farlo prossima rappresentazione e il miglioranche con l’offerta di pagare i biglietti augurio è di poterla vedere, insieme ama afferma: “Noi così lo facciamo per tutti i vasiesi ed ai loro ospiti, nelil nostro paese e gli altri sono invitati 2010.ad intervenire”. E Sergio, altro inter-prete, aggiunge “La tragedia è una Terra particolarmente religiosa ecosa nostra, non dovremmo con essa gente dedicata al prossimo la Valandare in giro per fare i soldi. I soldi Prino, in quanto era proprio di questeed i denari dominano la scena oggi- parti uno degli ultimi eremiti errantigiorno. La tragedia è un’altra cosa, della Liguria. Egli era soprannominatoriguarda la nostra tradizione, il nostro “Pre Presin” ma il suo vero nome eraprofondo dell’animo”. Una dichiarazio- Cosimo di Pantasina.ne che gli fa onore. Era un laico che girava vestito come un prete e veniva ormai considerato E per concludere con Richard: quasi un santo per la vita di povertà“Questo è il miracolo di Vasia. La reci- che conduceva. Era un uomo mite cheta della Passione fa parte della vita girava per i paesi e si accontaentavanormale del paese ed è parte della di un giaciglio di paglia: aiutava neipreparazione della Pasqua. Una sera piccoli lavori chi ne aveva bisogno inprima della festa il paese viene invita- casa come nei campi ed il tempo sito ad una cena collettiva, il Padrone, fermava quando ai ragazzini racconta-organizzatore della festa della Pasqua, va una delle sue storie che ascoltava- R NI D’AIGURA N.RO 48 LUGLIO - DICEMBRE 2007
  • 69. VA S I A L A “ T R A G E D I A” E I L “ M I R A C O L O ” -22- ENRICO PELOS E P Nota. La ‘tragedia’ di Vasia è – dice sempre Andrea Gastaldo – analoga a quella di Vallebona. II successo della manifestazio- ne indusse poi la Compagnia della Tragedia ad accettare di mettere in scena la Sacra Rappresentazione in un teatro di Bordighera, dove però lo spettacolo perse il suo fascino per cadere nel grottesco susci- tando risa e lazzi a non finire, tanto che gli interpreti si offe- sero e protestarono vivamente con gli organizzatori, che da allora decisero di non mettere più in scena la tradizionale re- cita. Ringrazio in modo particolare il regista Richard Blank, sua moglie e l’Arch. Roberto Saluzzo per la disponibilità, cortesia, le utili informazioni e la documentazione messa a mia disposizione. Un grazie anche al Comune di Vasia per la documentazione ed alle persone incontrate, cor- tesi e disponibili per una miglior conoscenza del paese e delle sue frazioni. Bibliografiano incantati. - AA.VV. “LIGURIA” Guida d’Italia, Touring Club Italiano Mondadori Panorama, 2007Vasia fotografia di Enrico Pelos - AA.VV. “LIGURIA”, Attraverso l’Italia, A volte spariva nella nebbia dell’al- Touring Club Italiano, 1949, Milanoba e per giorni nessuno sapeva più - AA. VV. “TERRE E PAESI DEI VENTIMIGLIAnulla di lui fino a che lo si vedeva ri- LASCARIS”, a cura di Giampiero Laiolo, editacomparire lontano sulla linea dell’oriz- dall’”Ass. Comuni dei V.L.”, 2005zonte. La sua vita era avvolta nel mi- - AA.VV. “I TESORI DI VASIA” edito dal Comunestero ed era famoso per quel suo pel- di Vasia, realizzazione Grafiche Amadeo,legrinaggio a piedi fino a Roma per Imperiachiedere che portassero nella sua ter- - Ippolito Edmondo Ferrario, “Anime all’imbruni-ra le salme dei Santi Cosma e re”, De Ferrari ed. Genova, 2003Damiano. Dicono che, in un’alba più - Andrea Gastaldo, “LA PROVINCIA DI IMPERIA”,grigia delle altre, fu trovato da un car- Blu ed.Torino 2005, due volumi, pagg.II 1059-rettiere seduto sulla strada ed appog- 1070.giato al parapetto, quasi dormisse. Erainvece morto nella notte, riposando Linksall’aperto come altre volte tra i pae-saggi del Faudo e dell’Acquarone. - www.liguri.net/portappennini/vasia.htm In realtà sembra ce ne sia ancora - www.liguri.net/portappennini/val_prino.htmqualcuno in giro, ad esempio nelle ter- - www.liguri.net/portappennini/pf richard blank.htmre di Nava. Ma questo è un altro posto. - www.liguri.net/portappennini/rnidaigura.htmUn’altra storia. - www.enricopelos.it/rnidaigura.htm R NI D’AIGURA N.RO 48 LUGLIO - DICEMBRE 2007
  • 70. -23- I PELLEGRINAGGI DEVOZIONALI NEI TERRITORI DELLA LIGURIA ECCLESIASTICA  C SIntroduzione pellegrinaggio devoziona- le nel territorio della H o scelto di esplora- re il complessofenomeno religioso Chiesa Cattolica italia- na, in particolare nel- la regione ecclesia-del pellegrinaggio de- stica ligure.vozionale in età con- Ho scelto di circo-temporanea, di fronte scrivere l’analisi dialla dilagante espan- questo fenomeno re-sione dei pellegrinag- ligioso al territoriogi mariani nella nostra della Liguria eccle-epoca. Benché questa siastica e non ammi-offra all’uomo vaste nistrativa poiché talepossibilità di mobilità e analisi è di fondamen-di organizzazione del tale rilevanza per com-tempo libero, gli uomini prendere, ad esempio, lacontinuano a mettersi in diffusione di una devozio-cammino verso i luoghi ne locale oltre i confinisanti. Alassio: rosone con il Pellegrino amministrativi della regio- Spinta da un’intensa cu- ed i suoi elementi: il bordone e la ne. A tal proposito è em-riosità mi sono recata nei borraccia di zucca foto Enrico Pelos blematico l’esempio di al-due luoghi sacri, meta di cuni luoghi sacri, dedicaticontinui pellegrinaggi, tra i più famosi a Nostra Signora della Guardia didell’epoca contemporanea: Medjugorie Genova, sorti nel tortonese e a Gavi,e Lourdes. in provincia di Alessandria. Personalmente è stato impossibile La ricostruzione dei maggiori eventinon interrogarmi, aldi là della veridicitào meno dei presuntieventi miracolosi, difronte alla moltitudi-ne di pellegrini cheogni giorno affrontal’impervio sentieroche conduce sullavetta del monteKrizevac, o di frontealla folla di personeche si forma sul-l’Esplanade in occa-sione della spettaco-lare ed emozionantefiaccolata notturna. Sorpresa, e in par-te affascinata, daquesta massa assaidiversificata di per-sone, provenienti dapaesi e culture diver-se, che si sposta da La cartina mostra i confini amministrativi della Liguria e i confini ecclesiastici. Le zoneun santuario all’altro colorate rappresentano le sette diocesi che compongono la Liguria ecclesiastica, dadell’Europa, ho volu- sinistra: diocesi di Ventimiglia–San Remo, diocesi di Albenga–Imperia, diocesi dito esplorare il feno- Savona–Noli, arcidiocesi di Genova, diocesi di Tortona, diocesi di Chiavari e diocesimeno religioso del della Spezia–Sarzana–Brugnato. R NI D’AIGURA N.RO 48 LUGLIO - DICEMBRE 2007
  • 71. PELLEGRINAGGI DEVOZIONALI IN LIGURIA -28- CRISTINA SALAlunghezza dipendeva dallagravità del misfatto com-piuto. La rilevanza dellospazio è dimostrata anchedalla pratica diffusa di farcompiere ad altri, per pro-prio conto, un pellegrinag-gio in paesi lontani. Le ta-riffe pagate da questi uo-mini particolarmente ango-sciati per il loro destinoultraterreno dipendevanodalla lunghezza del cammi-no. Un pellegrinaggio, adesempio, dall’Umbria aSantiago de Compostelacostava dai dodici ai quat-tordici fiorini d’oro. Benché il pellegrinaggiorappresenti “una marciaverso l’altrove, un altroveche va preso nella sua bru-ta fisicità, se si vuole dareall’atto del pellegrinaggiola sua fondamentale virtù”,i pellegrinaggi in pullman,ampiamente diffusi nellesocietà occidentali, non in-cidono sul suo aspetto fon- Armo (8 settembre 2006): la processione fotografia di Enrico Pelosdamentale: “il mutamentospaziale.” Non può esistere un piede davanti all’altro”. La vittoriaun pellegrinaggio ‘sul posto’, emerge fisica sullo spazio che si realizza condunque la necessità di un altrove spa- il raggiungimento attraverso la marciaziale da raggiungere. Nel recarsi verso della meta fissata, il luogo sacro, hail luogo sacro il pellegrino dovrà lotta- inoltre una funzione terapeutica. Il sol-re anche contro se stesso poiché levamento e abbassamento ritmico dei“L’impresa del pellegrinaggio è un atto piedi, che toccano e si alzano dal suo-fisico di dominio sullo spazio”. lo, permette al corpo di eliminare le Di regola il pellegrinaggio va com- tensioni che si sono accumulate epiuto a piedi: “Lo spazio vissuto chilo- l’agitazione. Il movimento regolare deimetro dietro chilometro lavora il pelle- piedi permette inoltre di “uscire dal li-grino nel suo intimo e inconsciamente vello puramente cerebrale dei pensierilo fa divenire un altro.” Durante il e delle fissazioni” nel quale l’uomoMedioevo molti pellegrini percorrevano fatica a percepirsi e a valutarsi inla strada che li divideva dal luogo sa- modo corretto, poiché egli si osservacro utilizzando tutto il corpo: stesi a da una distanza che non gli permetteterra procedevano mettendo ogni volta di riconoscersi: “Camminando torno ai piedi dove si trovava la testa.56 essere una cosa sola con il mio corpo.Un’altra modalità di pellegrinare preve- Sento il mio corpo, sudo, sento la vitadeva l’utilizzo delle ginocchia. Coloro e la forza dentro di me.”che non potevano recarsi a piedi, pres- Nei grandi pellegrinaggi dell’etàso i luoghi meta di pellegrinaggio, si contemporanea, come nel caso dilimitavano a viaggi simbolici: “Colui Lourdes e Medjugorie raggiungibili inche compiva in ginocchio il tracciato poche ore grazie a comodi viaggi indel labirinto sul pavimento della catte- pullman, la parte sacrale del camminodrale ne ricavava gli stessi benefici e a piedi permane nei programmi giorna-prestigi che se si fosse recato a lieri di questi brevi (solitamente la du-Gerusalemme.” In generale “il pellegri- rata massima è di cinque giorni) mano è l’uomo che cammina, nel pieno intensi pellegrinaggi dell’era tecnologi-vigore del corpo trasportato dai piedi. ca. Nel pellegrinaggio a Medjugorie ilNon c’è verità più sicura per affrontare cammino a piedi è messo in risalto conlo spazio: spazio nudo, corpo eretto, la faticosa salita sul monte Krizevac. R NI D’AIGURA N.RO 48 LUGLIO - DICEMBRE 2007
  • 72. PELLEGRINAGGI DEVOZIONALI IN LIGURIA -29- CRISTINA SALA ma un altro la cui alterità sia per il pellegrino forza di trasforma- zione.” In quanto atto metafisi- co il pellegrinaggio, nel suo per- corso verso l’altrove, “è esigen- za dell’Altro, di quell’Altro che si pone al di là del fatto fisico”. 1.2 Il luogo sacro I lpuntoè dove spazio privilegiato no, ma luogo sacro non è solo il uno termina il cammi- della grazia e del miracolo. Da questo punto di vista, il pellegri- naggio ha la capacità di ricono- scere la straordinarietà di alcuni luoghi contraddistinti da un in- Genova: il Santuario della Madonna della Guardia la principale meta di pellegrinaggio dei genovesi e dei liguri foto di Enrico Pelos sieme di segni che li differenzia- no dall’ambiente circostante. IlDopo circa due ore e mezzo di cammi- luogo sacro raccoglie inoltre leno, attraverso un sentiero totalmente attese e le speranze maturate durantecomposto da pietre di diverse dimen- il cammino; per i pellegrini esso rap-sioni che in alcuni momenti rendono la presenta un “luogo separato, pervasosalita difficoltosa, i pellegrini giungono da un <<qualcosa>>” perché la loroad una croce di cemento alta otto me- speranza è di aver “accesso alla tra-tri. Si tratta di un luogo che è stato scendenza attraverso i segni straordi-teatro di eventi soprannaturali in con- nari, soprannaturali o divini di cui essocomitanza con le apparizioni della è stato teatro, e di cui conserva, infu-Vergine sulla vicina collina Podbrdo sa, la virtù gloriosa.”del monte Crnica. Lungo il percorso Dupront ha suddiviso i luoghi sacrigrossi blocchi di cemento, raffiguranti in quattro categorie. I “luoghi cosmici”le stazioni della via crucis, invitano i sono luoghi resi sacri da un fenomenopellegrini a sostare per raccogliersi in della natura fisica “e riconosciuti dapreghiera. un’elezione cultuale che rimarrà sem- Nel caso di Lourdes i programmi pre misteriosa.” Solitamente si tratta digiornalieri iniziano al mattino presto e luoghi elevati nei quali “la forza del-per tutto il giorno è un susseguirsi di l’elemento cosmico sembra schiaccia-processioni, messe, vie crucis fino ad re l’uomo”. Tra i luoghi cosmici metaarrivare alla sera quando la suggestiva di pellegrinaggi ricordiamo, ad esem-fiaccolata notturna chiude la faticosa pio, il santuario di Montserrat ingiornata. Il pellegrino che oggi si reca Catalogna, Oropa in Piemonte e ila Lourdes ha bisogno di questa fatica, Gargano in Puglia. Nella catena alpinadi questo eccesso, di “questa sana si trovano invece due luoghi meta diesuberanza del sacro” per soddisfare pellegrinaggio tra i più alti d’Europa: ilil suo bisogno della presenza poiché, Ziteil dei Grigioni, un santuario maria-come nelle antichissime pratiche ini- no a 2434 metri e, a 3537 metri, l’italoziatiche, l’eccesso di fatica permette – francese Rocciamelone. In Liguria ilall’uomo di uscire da se stesso per monte Saccarello, sulla cui vetta l’8“aprirsi a qualcosa di diverso.” settembre 1902 è stata innalzata la L’aspetto fondamentale del pellegri- statua del Redentore, è meta di unnaggio è l’esistenza di una meta, un pellegrinaggio annuale la prima dome-luogo che l’uomo intende raggiungere. nica d’agosto. Situato nell’estremo po-“Andare a… è un’affermazione di forza nente ligure, con i suoi 2200 metri, èe di dominio sullo spazio, perché si sa la vetta più alta della regione.dove si va e perché”. E’ chiaro che I “luoghi storici” sono invece luoghiraggiungere la meta non vuol dire resi sacri, in un dato momento storico,semplicemente raggiungere il luogo da un evento soprannaturale. In etàprestabilito del cammino dal momento moderna i racconti delle apparizioniche “il pellegrinaggio è cammino verso della Vergine, con la loro storia, hannol’incontro, verso l’incontro con l’altro; consacrato in modo preciso molti luo-ma qui l’altro non è il prossimo, […] ghi. Si parla di precisione poiché, an- R NI D’AIGURA N.RO 48 LUGLIO - DICEMBRE 2007
  • 73. PELLEGRINAGGI DEVOZIONALI IN LIGURIA -31- CRISTINA SALA santuario, una tomba o un’immagine miracolosa. Il senso rotatorio della cir- cumambulazione è da sinistra verso destra in modo tale da tenere l’oggetto o il luogo sacro sempre alla destra. Il ritmo, invece, cadenzato da tre numeri dispari: il tre, il sette e il nove, dipen- de “dall’intensità del fervore messo nell’implorazione per arrivare a cattu- rare la presenza sacrale, quasi a con- quistare dei diritti su essa e a rendere più sicuro l’incontro.” Questa gestuali- tà è accompagnata dalla preghiera, che può derivare dalla liturgia tradizio - nale o esprimersi mediante invocazioni spontanee. “L’atto del pellegrinaggio si impone infatti come preghiera: pre- ghiera recitata camminando e preghie- ra del camminare, consacrazione della vittoria sullo spazio”. Nel pellegrinaggio “l’uomo si sforza di vincere lo spazio e di segnarlo, nel- la millenaria pulsione del suo bisogno di uscirne, di luoghi dove lo spazio stesso si tramuti in fuga verso l’aldilà: i luoghi sacri.” 1.3 L’incontroGenova: anche per le famiglie reali le mete delpellegrinaggio erano importanti, ecco una targa di unsantuario a ricordo del loro passaggio foto Enrico Pelos N ell’esperienzaraggiunto” osservan- suto, e forse dell’incontro, “vis- do un rituale, il pellegrinaggio realizzane di un cammino difficoltoso, il riposo il suo compimento.eterno. Gerusalemme in particolare è All’interno dei luoghi sacri, soprat-il luogo di compimento escatologico tutto quelli la cui storia non sia legataper eccellenza dal momento che, es- alla presenza di tombe o reliquie masendo considerato il paese del secon- derivi da eventi soprannaturali o leg-do avvento, esservi sepolti significhe- gende, è necessaria la presenza direbbe essere presenti il giorno in cui una rappresentazione dell’oggetto oCristo tornerà per il giudizio finale. della figura sacrale sulla quale il pel- Infine vi sono i “luoghi del regno” legrino possa concentrare le proprieanch’essi contraddistinti in parte dalla preghiere. Nella grotta delle apparizio-speranza escatologica. Essi “si collo- ni a Lourdes, ad esempio, la statuacano miticamente, sovranamente, al della Beata Vergine è stata posta dopocentro del mondo perché al centro è il poco tempo dagli eventi miracolosi poi-trono di Dio, il luogo del regno”. In ge- chè la preghiera, di fronte alla grottanerale, si tratta di città sante come ad vuota, sarebbe divenuta presto difficol-esempio Gerusalemme. Secondo la tosa o “soltanto privilegio di naturetradizione, il ritorno di Cristo avverrà superiori, capaci di cogliere l’immagi-quando tutti i paesi del mondo si rag- nario dell’invisibile.” Emerge, dunque,grupperanno intorno alla città santa l’inscindibilità, nell’esperienza dell’in-perché è qui, nell’“ombelico del mon- contro, tra luogo sacro e immagine: “edo, che deve compiersi la fine dei tem- se da un lato il locus crea le condizio-pi.” ni ad esso opportune, l’imago dall’altro Per quanto riguarda la gestualità le- ne fissa la potenza.” Tuttavia, affinchégata allo spazio fisico è possibile os- le immagini acquisiscano importanza eservare, nel luogo sacro, la complessi- significato, necessitano dell’ “involucrotà gestuale dell’approccio al santuario. del leggendario”, che non deve essereGiunti alla meta, i pellegrini prolunga- considerato con superficialità poichéno il cammino con la circumambulazio- esso esiste e svolge un’importantene, un elemento costante del pellegri- funzione. L’incontro necessita infatti dinaggio. Con essa si può cingere il uno scenario denso di significato e di R NI D’AIGURA N.RO 48 LUGLIO - DICEMBRE 2007
  • 74. PELLEGRINAGGI DEVOZIONALI IN LIGURIA -32- CRISTINA SALA l’“l’impregnazione fisica”. L’esempio più immediato sono le piscine di Lourdes dove, ogni giorno, centinaia di persone si immergono nell’acqua geli- da resa sacra dall’apparizione della Vergine. Nel territorio della Liguria ecclesiastica è rinomato invece il san- tuario di Nostra Signora delle Tre Fontane a Montoggio dove, in occasio- ne dell’annuale festività, i pellegrini si bagnano gli occhi e le parti dolenti del corpo con l’acqua taumaturgica delle Tre Fontane. Alla base invece del comportamento legato all’“offerta” c’è il rendimento di grazie e l’omaggio. Quando un pelle- Savona, santuario: un particolare ex-voto rappresentante da un modellino di nave fotografia di Enrico Pelos grino, baciando le reliquie di un santo, fa un’offerta egli, con il suo gesto, re- stituisce simbolicamente ciò che ha“un’ambientazione tramandata di boc- ricevuto e dona una parte di se stes-ca in bocca” che permetta al pellegrino so.di entrare in un mondo chiuso e per- Il legame che il pellegrino stabiliscemeato dal miracolo. Le strutture delle con il luogo sacro lo induce a cercareleggende si differenziano in base alle di mantenere la propria presenza fisi-diverse epoche tuttavia, ciò che confe- ca anche dopo la partenza. Alcuni,risce loro importanza, non è l’origine prima di partire, scrivono il proprioma il “fatto che sulla loro base si co- nome in qualche posto all’interno delstituisca lo psichismo dell’incontro”. santuario. Tornando a casa il pellegri-La leggenda ha inoltre il “potere di no “sa e sente che il suo nome è lag-conferire all’incontro senso e pienez- giù, con una firma che impegna”. Traza.” Il senso deriva dalla rappresenta- le modalità utilizzate oggi dai pellegri-zione della storia prodotta dalla leg- ni, per lasciare la propria presenza nelgenda; la pienezza, invece, dal fatto luogo sacro, la fotografia occupa unache si tratta di un universo in cui tutto posizione importante: “niente più del-è definito ed esposto con chiarezza, l’immagine anche schematica di unacoerenza e dove ogni domanda ha una parte di sé focalizza la presenza”. Lerisposta: il pellegrino sa dunque dove fotografie sono presenti oggi in gransta andando e perché. quantità, raccolte negli spazi o nelle Nel momento in cui i pellegrini en- stanze dedicate agli ex voto, soprattut-trano nel santuario i loro comporta- to nei santuari risanatori, ma non solo.menti e atteggiamenti mirano a “susci- A Medjugorie, ad esempio, i pellegrinitare la manifestazione della presenza.” lasciano le fotografie, senza alcunaI primi gesti dell’incontro prevedono un protezione, direttamente nei luoghicontatto fisico che può manifestarsi delle apparizioni: sulla collina Podbrdocon il “toccare l’oggetto sacrale”, con del monte Crnica, le foto spuntano quala mano o con un rosario, o con il “ba- e là tra le rocce.ciare la roccia dell’apparizione”. Si Il pellegrino può lasciare la propriatratta di gesti mediante i quali il pelle- presenza all’interno del santuario an-grino “riceve la propria carica sacrale, che attraverso l’ex voto: “un segnopromessa e potenza della trasforma- durevole di rendimento di grazie” nelzione.” Sia che si tratti di un tocco quale, “la preghiera si fa immagine eveloce, di un bacio ripetuto o una “pre- diviene autentica e plastica espressio-sa di possesso dell’immagine per mez- ne del linguaggio orante che, nato dazo di uno sguardo insistente”, il pelle- una pagine di dolore, reca l’improntagrino sottrae all’oggetto sacro un po’ di un atto di fede, sia pure interessato,della “misteriosa potenza, quella po- ma sempre sincero e umano.” Si trattatenza che, nell’atto del pellegrinaggio, di una modalità utilizzata soprattutto inrinnova e trasforma.” In questo senso, seguito all’ottenimento di una grazia.questo primo gesto dell’incontro può In questo caso l’ex voto ha un dupliceessere considerato “un po’ un furto.” valore poiché è una dimostrazione del- Vi sono poi tutti i comportamenti le- la sacralità del luogo sia per colui chegati all’“lmmersione” e al- ha ottenuto la grazia, sia per tutti co- R NI D’AIGURA N.RO 48 LUGLIO - DICEMBRE 2007
  • 75. DA BRIGA AI FRANCOPROVENZALI -36- PIERLEONE MASSAJOLIparlata. 3) Anche allo scopo di contribuire a Questo è detto per riaffermare la li- vedere più nel fondo il problema dellaguricità del roiasco, confermata uffi- contribuzione all’area ligure-alpina,cialmente da J.Ph.Dalbera nel 2003, e stiamo lavorando da sei anni alper spiegare la logicità e l’onestà pru- GLOSSARIO ETNOLINGUISTICOdente del nostro percorso. Se certi li- COMPARATO (G.E.C.), che potrà an-guristi accaniti avessero una qualche che dare delle risposte sia pur parzia-sensibilità etno-antropologica, capireb- li ma anche quantitative, sulla consi-bero meglio la dinamica delle cose, stenza e sulla formazione dei linguaggisenza rinchiudersi in una totalizzante dell’area. Il lavoro è un campionedefinizione di ciò che è ligure. Per (1300 termini per i paesi roiaschi:loro, Genova comincia alla Boca di Olivetta, Piena Alta, Breil, Saorge,Buenos Aires e finisce in Crimea. Fontan, Tenda, Briga e sue morghe,Manca ad essi, pur nella loro rispetta- più Limone Piemonte): anche noi ab-bilissima dottrina, l’elasticità che fa sì biamo commesso un arbitrio comeche nelle scienze umane si debba par- l’ATPM: abbiamo scritto tutti questilare senza schemi teorici precostituiti, dialetti secondo un unico sistema (ilma attenti al dato di fatto. Manca an- DCB) per poterli raffrontare.che il rispetto per le persone quandosi osa dire …”la ‘scoperta’ dell’occita- Ma ciò era necessario perché ogninità di questo dialetto, legata a poco dialetto dell’area è stato scritto finoranobili motivazioni di ordine geopoliti- in maniera diversa: si tratta di sistemico.” Senza dar troppo peso a queste abbastanza razionali ed accettabili diespressioni diffamatorie, che hanno per sé, però comunque ‘privati’ e di-già valicato, oltre che il limite della versi uno dall’altro, alcuni più france-decenza, anche quello della legge, ac- sizzanti, altri più italianizzanti. Ora,cettiamo pertanto la liguricità dei dia- sul nostro GEC si potranno leggere iletti roiaschi come una liguricità condi- sette dialetti dopo un minimo sforzo dizionata dalla penetrazione della cultu- apprendimento e quindi sarà più facilera occitano-provenzale. Cosa questa metterne i lemmi a confronto. Oltre aidetta anche dalla Prof.Petracco citati 7 dialetti, gli altri – se in LiguriaSicardi, da Forner ed Azaretti. – sono scritti tutti e unicamente secon- do il sistema VPL; se non liguri secon- Ma ritorniamo al lavoro di Ivo Alberti, do il testo principale già pubblicatoche ha corredato con molta attenzione ove esiste.le sue schede con una carta topono-mastica assai ricca e da un indice al- 3) Tutto quanto precede,che riguar-fabetico ruotato dei toponimi. da la controversia tra ‘occitanità’ e ‘ liguricità’ dei dialetti roiaschi, ha poco Come è ovvio il sistema grafico scel- a che vedere con la più o meno legit-to dall’ATPM per Briga Alta non ci pia- tima estensione del movimento di rina-ce. È il sistema grafico occitano che scita occitano.complica eccessivamente la rappre- Quest’ultimo nacque alla fine deglisentazione dei fonemi brigaschi. E’ anni ’60 nelle Valli dell Alpi Occidentali.bensì vero che esso è stato applicato Ebbe subito fortuna perché un’esigen-con precisione ed è seguito dalla tra- za di non perdere del tutto il patrimo-scrizione internazionale. Ma quella nio culturale tradizionale c’era ed eragrafia è difficile, e comunque non se- perfettamente legittima. Perciò appog-gue le indicazioni per esempio di giammo moralmente e culturalmenteDalbera, che pure fa parte del Comitato questo movimento, così come gli altriTecnico-Scientifico. Va detto anche movimenti alpini, sempreché rimanes-però che crediamo di comprendere le sero entro l’ambito culturale e tradizio-ragioni di tale scelta: nale, senza decadere in un macchietti- nel complesso del lavoro diventava stico indipendentismo. Delle divisioniun’anomalia avere un solo comune su interne degli Occitani, e della guerraun numero rilevante con metodo diver- delle grafie ci siamo volutamente inte-so, e per uniformità si è applicato un ressati unicamente deplorandole. Cosìsolo sistema. come non accettammo mai le idee – Tuttavia il volume porta il sottotitolo del resto obsolete – di François Fontan.di ‘Area Occitana’ che quindi svalute- Analogamente rifiutammo coinvolgi-rebbe la nostra interpretazione. menti politici od amministrativi, respin- R NI D’AIGURA N.RO 48 LUGLIO - DICEMBRE 2007
  • 76. -39- TOIRANO L’UOMO CHE DIPINGE LE CAVE ovvero OPERE RUPESTRI MODERNE DI UN PITTORE ACROBATA  E P Toirano (2007): la cava dismessa foto Enrico Pelos A ppena uscitisguardoformazioni roc- alzando lo dal paese di Toirano,notano delle imponenti verso nord, siciose che fanno da contorno. Questimonti sono a formazione di tipo preva-lentemente dolomitico e il paese e’famoso per le belle ed affascinantigrotte, che contengono all’interno. Queste grotte sono meta di visiteogni anno per migliaia di visitatori e findall’antichità questa valle fu frequen-tata da animali ed uomini preistorici. La “Festa dei Gumbi”, dei suoi fran-toi, è un’altra ricorrenza particolare diqueste parti. Questi monti hanno però ancheun’altra caratteristica: le loro rocceparticolari sono utilizzate da decenniper l’industria edilizia. La strada chesale verso nord, e che porta su fino aBardineto e Calizzano attraverso ilGiogo di Toirano, sfiora una montagnache colpisce l’attenzione più di altreperchè è come monca di una sua par-te. É tutta come smembrata. E infatti èuna cava. L’enorme composizione astrati, quasi surreale, con pianori stria- Toirano (2007): due dipinti di Nebiolo foto Enrico Pelos R NI D’AIGURA N.RO 48 LUGLIO - DICEMBRE 2007
  • 77. L’ U O M O C H E D I P I N G E L E C A V E -40- ENRICO PELOS quasi tutti ritratti di uomini e c’è un volto di donna con la sua folta chioma. Di fronte c’è il verde dei mon- ti delle grotte di Toirano con i suoi uffici, e l’ingres- so alle grotte. più in alto a destra, la bella chiesetta di Santa Lucia con i suoi ci- pressi. La pittura di Mario Nebiolo è unica - ci tiene a precisarlo - e consiste nel- l’affrontare pareti di roccia in situazioni di abbandono o di degrado e dove è già passato l’uomo, ma senza intervenire, se non in mini- ma parte per utilizzare ilToirano (2007): il grande dipinto, di 30 m, dell’uomo che sale le balze dellacava foto Enrico Pelos colore, sull’ambiente natu- rale. Egli cerca di utilizza-ti e tracce erbose, è lunga circa 500 re al minimo il colore pree-m ed ha un’estensione in altezza di sistente e la venatura della rocciacirca 100 m. Qui si estraeva e lavora- nella quale può intravedere un segnova la pietra ed i suoi derivati per i un tratto.molti lavori edili: la società che la ge- Camminando con lui, tra le balzestiva svolgeva attività di produzione e erbose, che delimitano i vari strati divendita di materiale lapidei, nonché intervento delle lavorazioni, ed ascol-l’escavazione di prodotti inerti desti- tando le sue segnalazioni sulle diver-nati all’industria del settore. se forme e segni della roccia, appaio- Oggi il rumore dei camion e delle no quasi d’incanto figure e dettagliruspe si è fatto molto più raro; qual- che non si noterebbero prima. Eccocuno opera ancora, ma fino a nonmolti anni fa la polvere della lavora-zione della pietra si sollevava in nu-vole indistinte verso il cielo. Oggi quel che resta è quindi unagigantesca ferita nella montagna. Etale rimarrebbe, come altre in giro perla nostra regione, se non fosse cheda qualche anno è diventata uno “stu-dio a cielo aperto”. È’ infatti l’atelierdi un singolare pittore probabilmenteunico al mondo: Mario Nebiolo. Nonsolo, Mario è anche un esperto arram-picatore, un climber, e quindi ancheun acrobata. È nato a Rivoli inPiemonte nel 1956, ma è ormai Liguredi adozione, dipinge dall’età di quin-dici anni ed ha esposto in numerosegallerie italiane e straniere. Passato il borgo di Toirano dopopoche curve ecco apparire la “Paretedei dipinti”. A prima vista non si scor-gono quasi, ma dopo un’attenta rico-gnizione visiva ecco che si fanno ve-dere, quasi facendo capolino dalle Toirano (2007): altro dipinto, del “vecchio con bastone”striature della roccia, le figure. Sono di circa 15 m foto Enrico Pelos R NI D’AIGURA N.RO 48 LUGLIO - DICEMBRE 2007
  • 78. L’ U O M O C H E D I P I N G E L E C A V E -41- ENRICO PELOSAlcune fotografie di Mario Nebiolo mentre dipinge una delle sue opere. Accanto a lui il famoso “Manolo” MaurizioZanolla. Foto tratte dal film dell’evento-performance del luglio 2007 “La notte del Mago” - con la partecipazione di Elio Berti, delgruppo “Climbers” di Toirano, e della “Band del Mago” - di Marina Lagorio dell’I.So. Theatre di Toirano. R NI D’AIGURA N.RO 48 LUGLIO - DICEMBRE 2007
  • 79. L’ U O M O C H E D I P I N G E L E C A V E -42- ENRICO PELOS storia moderna, alla cultu- ra, all’antropologia ligure- piemontese. Egli descrive così, in un modo tanto inu- suale quanto di grande impatto visivo, la realtà del suo territorio. Al pitto- re non serve il paesaggio fine a se stesso ma come oggetto di ricerca, come pretesto affettivo aprendo- lo sul proprio animo che si mostra con la lingua uni- versale delle sfumatore dei colori che tutti posso- no comprendere. Ad oggi sono già molte le figure delle pareti, più una proprio sopra le grotte e sono alte dai 15 ai 30m. I colori sono scuri come quelli della terra, del tipoToirano (2007): altro dipinto, del “vecchio con bastone” di ad acqua.circa 15 m foto Enrico Pelos Questa passione per le pietre è nata a Mario nel 2000 circa osservando,una pietra che sembra un volto, un’al- mentre arrampicava come climber, chetra una gamba o ancora un cappello. alcune avevano già nelle curvatuire deiProprio così: l’artista sa intravedere e segni particolari che già tratteggiavanoleggere nelle pietre figure che sono lì volti o persone.ma che non tutti hanno hanno la capa-cità di notare. Un po’ come per le scul- Tale è il fascino che si è creato at-ture: ogni blocco di marmo contiene un torno a queste opere che il Comune dicapolavoro, il difficile è intravederelo e Toirano ha sponsorizzato il 7 agostotirarlo fuori. 2007, una vera e propria performance artistico-culturale con un ospite d’ecce- Mario mi mostra come lavora e la- zione: uno “mito” per gli appassionati esciando il fuoristrada, che guida con non: Maurizio Zanolla, meglio cono-maestria in mezzo ai sentieri, ci dirigia- sciuto come “Manolo” che molti credo-mo sull’orlo dei terrazzamenti. Egli no spagnolo ma che così non è: è ita-sale sulla roccia, a mani nude ma contecniche alpinistiche. Si porta, mi dice,quando dipinge, legati all’imbragatura,un contorno di bidoni di pittura conpennelli e chiodi. E così nascono lesue figure, genti di queste terre: conta-dini, operai delle valli, o forse perso-naggi che popolano i suoi sogni o isuoi passati, le sue altre vite. Il tutto inmezzo ai terrazzamenti: terra di pasco-lo dei daini che qui lasciano le lorotracce e che da lontano richiamano gliechi del Salto del Lupo poco lontano. Queste rocce testimoniano decennidi fatica e sudore di uomini che hannotrascorso molti anni della loro vita la-vorativa e che sarebbero cadute neldimenticatoio della storia industrialedel passato. Ma qui, grazie a lui, risor-gono e riportano alla mente i volticome segno perenne. Mario dona loro Toirano (2007): dipinto, “ritratto di donna con chioma aluna nuova dignità che li consegna alla vento” di circa 15 m foto Enrico Pelos R NI D’AIGURA N.RO 48 LUGLIO - DICEMBRE 2007
  • 80. L’ U O M O C H E D I P I N G E L E C A V E -43- ENRICO PELOS medico che presta il suo aiuto. Tutto insomma fuorchè il climber che mostrano certe tv come sre- golato, temerario e imprudente- mente amante del rischio. Si può ben dire ormai che Mario non dipinge il paesaggio ma, quando è appeso alle pareti e dondola con i suoi pennelli di- segnando un volto o un occhio, ma che sia lui stesso parte del paesaggio. ENRICO PELOS Ringrazio in modo particolare il pittore Mario Nebiolo, per la di- sponibilità, cortesia, le utili infor- mazioni e la documentazione messa a mia disposizione. Un grazie anche al personale delle Grotte di Toirano ed al Sig. Glauco per la disponibilità e le informazioni fornite. BIBLIOGRAFIA - DANIELA MANGINI “L’arte Nella Roccia”, Secolo XIX, 3 Agosto 2007 - Gruppo Speleologico Cycnus e Orlando Boccone “Santa Lucia” La grotta, l’eremo, le tradizioni” edito dal Parroco Don Angelo Toirano (2007): Mario Nebiolo mentre si “arrampica” la sua pittura Zampoleri di 30m per dare un’idea delle proporzioni del dipinto foto E. Pelos LINKSlianissimo di Belluno ed è un cultore http://www.liguri.net/portappennini/index.htmdella “montagna vera”. Un evento, “La http://www.enricopelos.it/rnidaigura.htmnotte del Mago”, con spettacolo di pit- http://www.liguri.net/portappennini/pf mario nebiolo.htmtura acrobatica e arrampicata con let- http://www.bludiprussiarte.ittura di testi, di Mario, da parte dell’at- http://www.genovapress.comtore Elio Berti, la partecipazione di http://www.planetmountain.comGlauco, uno dei maggiori scopritori econoscitori dei percorsi delle grotte diToirano e la collaborazione del gruppoclimbers di Toirano con contorno musi-cale da parte della “Band del Mago”. Iltutto è stato ripreso in video da partedi Marina Lagorio dell’I.So. Theatre diToirano. Mario non si limita in realtà a dipin-gere solo nelle cave. È intervenutoanche per far ricordare storie tristicome quella che accadde a via Digione,a Genova, dove anni fa crollò una pa-rete facendo diverse vittime. Le grandipareti usurate e decadenti alla vistadei genovesi tornano così a testimo-niare questi fatti con alcune delle suefigure. Scrive anche di teatro, con la com-pagnia di Elio Berti, e di drammaturgiama è, professionalmente, anche un R NI D’AIGURA N.RO 48 LUGLIO - DICEMBRE 2007
  • 81. ERMINIO -46- PIERLEONE MASSAJOLI paùu chë šti can li fan bona guardia e pöi, ënturn àa sor- ta r l’i à a curdaglia…… Sèrca dë durmìi, o me fantét, e asunaté dë quand ti éru šta štàa sciü l’arp, chë r matin bunura ti sëntin sügiàa i camüni , e pöi quand ti t’aissavu, ti vin curu e mar- mote da üna tana a l’autra; e ti mangiavu da bona bèca e de bone tume e ti éru arpará ën r te casunét. Asunaté quéi béli prai e quei béli arpi sciurìi e serca dë durmìi. R autun è r ciü brüt, ën- còo chiche giurnàe e pöi së caràm a Cà da Roca, për ën- chë sëpare ř cög’. dàa pöi ën bandìa. Lagiü’ àa marina r fa ménu fréid e špëdì r vèn Dëneàa… I fantiti štrèmu dë cursa e cöve Ti veiràa com l’è bèe turnàa: fia e féi ën la štraméra, përché le në ‫‏‬së bagnu. le sentu e le caminu e i can në dèu I sarpigliée dë gran manc cuciarlé. Tüti voru turnàa àa Vegnu purtài dëréð ën cà, ën li banchi. morga, ën még ae roche e tra i arbu sciurìi. R üvérn në fa ciü tanta paùu. DËNEÀA 1983, R NÌ N.1, Dopo tanto lavoro e tanta pena/ilgrano è mietuto./Le biche sono acco- ERMINIUstate / e vanno a fila nelle fasce./Ilgrano è salvo dagli uccelli e dallagrandine./Si portano i covoni a casa, esull’aia le biche diventano grosse/ eprendono forma./ E’ arrivato il giornodi trebbiare./ Un covone di paglia inmezzo all’aia / è il segnale che è oc-cupata. / Di buon’ora,al mattino/ su telidi sacco stesi/ l’uno contro l’altro coni lacci sciolti/ i covoni attendono ilbastone/. I manfenili ruotano in aria/e battono il tempo come suono dimusica./Le ariste che li riparavano /dal vento e dagli uccelli/ si staccanodalla spiga./ Sull’aia le donne / con ilvaglio sulla testa / aspettano un soffiodi vento/ che separi il grano dalla pula./ I bambini di corsa mettono al riparo/ i mannelli nel fienile / che non si ba-gnino./ I sacchi di grano / vengonopresto portati in casa nelle madie./L’inverno non fa più tanta paura. PIERLEONE MASSAJOLI Ninna Nanna a ën fantét (cont ën prosa) Acurcá ën la bunda, ën lë még dëtè pai e ta mai,ënruelá ën la ta peitu-rina, chë t’arpara dar freid e dar aiguachë cara, , në štàa a avée paùu së tisèntu baunàa r louv, në štàa a avée Realdo: Erminio fotografie di Pierleone Massajoli R NI D’AIGURA N.RO 48 LUGLIO - DICEMBRE 2007
  • 82. -47- LA CARBONAIA DI CALIZZANO TESTIMONIANZE DI BRUNO BRIOZZO RACCOLTE DA GS grande a sufficienza per contenere tutta la legna. Lo spiazzo doveva essere ben livella- to per permettere una buona, futura “cottura” del carbone. In genere da una carbonaia si ottenevano 600q di carbone, vale a dire circa un sesto della legna preparata. Le carbonaie preparate potevano essere anche due o tre: una aveva già il fuoco, si preparava la seconda ed alla terza si avvici- nava la legna. Mentre il carbonaio estraeva il carbone già cotto dalla prima, nell’altra si accendeva il fuoco nel camino e per la terza si preparava la legna. Il carbonaio organizza- va un lavoro a ciclo continuo... Terminati i preparativi della legna, il bo- scaiolo “diventava” un carbonaio, iniziava pertanto a radunare, sul piazzale, tutta la legna preparata, riponendola in cerchio oriz- zontale e accumulandola dall’esterno verso l’interno, intorno alla futura carbonaia per averla a portata di mano al momento oppor- tuno. Lasciava libero, al centro uno spazio circolare di circa due metri di diametro. Il carbonaio iniziava quindi, nel punto cen- trale, una strana catasta, sempre in legna,Una delle fasi preparatorie fotografia di Italo Oddone chiamata “camino” o “casella” posando a ter- ra due tronchetti di circa 70 cm di lunghezza P rima di preparare una carbonaia il bo- scaiolo invitava gli Agenti della Forestalea recarsi sul posto prescelto per stabilire se e paralleli, quindi ne sovrapponeva altri due ma in senso contrario e così via fino ad otte- nere l’altezza necessaria.gli alberi del bosco erano “maturi” e quindi Terminato questo procedimento, si ottene-effettuarne il taglio che avviene in genere va una specie di gabbia che più tardi sareb-quando gli alberi dormono, quindi in autunno, be diventato il “camino “ della carbonaia.inverno e primavera. Tutti gli alberi andavano Intorno al camino si erigeva la legna, dispo-bene per produrre carbone. Questo lavoro si nendola in verticale ed in cerchi concentrici.effettuava per necessità economiche, ma an- Lo stesso procedimento si seguiva per il se-che per dovere verso il bosco. Quando il condo e il terzo piano. Per sistemare il primobosco è vecchio bisogna tagliarlo, così si e il secondo piano, a volte eretti quasi con-rinnova. temporaneamente, era sufficiente il lavoro di Ottenuta l’autorizzazione il boscaiolo dap- un uomo, per il terzo occorrevano due perso-prima costruiva una piccola capanna per ri- ne, una a terra che passava i tronchetti e unapararsi dalle intemperie e riposare durante la che operava in piedi sul secondo giro, che linotte, poiché il lavoro sarebbe stato lungo, sistemava, fino ad ottenere una carbonaiafaticoso e impegnativo. Il bosco era spesso dalla forma di cupola.lontano da casa e non si poteva partire pre- Si preparavano quindi dei pezzi di le-sto di mattino e ritornare la sera, soprattutto gna, i “bocconi” tagliati lunghi 20 cm cir-non si poteva abbandonare la carbonaia ac- ca, che sarebbero serviti, in seguito, percesa. Si procedeva quindi al taglio, avendo alimentare il fuoco nel “camino”.cura di lasciare intatte le riserve, cioè le Terminata la cupola, il carbonaio prov-piante piccole che sarebbero cresciute e ma- vedeva a ricoprirla ben bene e accurata-turate a loro volta. mente, con foglie, rametti, terriccio e zol- Dopo il taglio e con la ripulitura dai rami e le. Da questa operazione dipendeva ildalle eventuali foglie, il boscaiolo preparava buon esito del lavoro, cioè la qualità e lai tronchi della lunghezza di un metro circa, e “cottura” del carbone poiché il legnopreparava nel bosco uno spiazzo rotondo, della carbonaia non doveva bruciare ma R NI D’AIGURA N.RO 48 LUGLIO - DICEMBRE 2007
  • 83. -48-“cuocere” lentamente. Se così non fosse riscaldamento moderno: in cucina c’era laavvenuto, invece di carbone si sarebbe stufa o il camino, grande, accogliente, neiricavata cenere! A poca distanza si accen- letti si metteva “il prete” oppure un mattonedeva quindi un focherello per ottenere caldo avvolto in un indumento vecchio ma dibrace che si introduceva dall’alto nel “ca- lana. In casa eravamo otto figli e con papà emino”, alimentandola all’occorrenza, con i mamma abitavamo in Mereta, andavamo apezzi di legna, i“bocconi”, già preparati. Il scuola a Mereta, poiché con famiglie cosìfuoco generato dalla brace iniziava a bru- numerose gli alunni erano tanti. Noi eravamociare dal basso verso l’alto i bocconi intro- 37 in una pluriclasse con un maestro che eradotti, e solo questi, per un giorno circa, diventato tale in Africa, però quello che soquindi il fuoco scendeva nel camino e me l’ha insegnato lui, forse non tanto a leg-dava inizio alla cottura della carbonaia, gere a scrivere, ma a ragionare e soprattuttooperazione che durava circa sei-otto gior- il comportamento. Quando si tornava dani. Per portare a buon fine la preparazione scuola, fatti i compiti, si giocava, ma i piùe la cottura di una carbonaia, si doveva grandicelli, sette, otto anni, aiutavano a fareessere molto pratici, conoscere la qualità qualcosa, andavano con mio papà nella stal-del legno usato, pronti a dare più o meno la ad accudire gli animali: quattro, cinquetiraggio al camino tramite una zolla posta mucche per il latte e i vitelli. Allora il lattein cima al camino stesso, aprire o chiude- era l’alimento base. Poi c’erano altri ani-re buchi fatti con un bastone a seconda mali da cortile, galline e conigli.se l’aria era umida o secca, o per il pas- Le bambine più grandi badavano ai piùsaggio di un temporale… poteva succede- piccoli, imparavano a lavorare a maglia ore che la carbonaia bruciasse completa- facevano i piccoli servizi di casa.mente se non fossero stati presi provvedi- A sera si lavorava o si leggeva al chia-menti tempestivi. ro del lume a petrolio e con questo si an- Terminata la cottura il carbonaio, usan- dava dappertutto quando era buio, erado gli attrezzi necessari, cominciava ad allora l’unica fonte di illuminazione.estrarre il carbone ancora caldissimo e a Durante le feste di paese ricordo il gio-volte bastavano braci nascoste per causa- co delle bocce, il tiro alla fune, l’alberore un incendio al carbone già estratto. Si della cuccagna, la corsa nel sacco, la cor-tenevano a portata di mano alcuni reci- sa con l’uovo nel cucchiaino . La festapienti con acqua presa dai ruscelli per patronale era il 19 giugno. Si ricordavanospegnerlo subito. Il pericolo era elevato San Gervasio e San Protasio (patroni dianche dopo un giorno dall’estrazione però Mereta), c’era poi la festa di Calizzano , ilil profumo della carbonaia era inconfondi- 2 luglio, La Madonna delle Grazie. I giochibile e unico, si sentiva a Km di distanza. erano più o meno gli stessi già citati, maTerminata l’estrazione, il carbonaio con anche pallone elastico e corse in biciclet-occhio esperto, già valutava l’esito del ta.suo lavoro: il carbone ben cotto doveva GSessere a pezzi ben grandi e interi. Tale Testimonianza raccolta da uno degli ultimivalutazione era fatta anche dall’acquiren- boscaioli. I fatti si svolgevano in una delle fra-te. Il carbone era quindi messo in sacchi zioni di Calizzanochiusi in senso orizzontale e cuciti conspago speciale, i sacchi trasportati vicinoalla strada, caricati su slitte, carri trainatida animali o a dorso di mulo poi con ilcamion fino al deposito in magazzino. Il carbone così ottenuto serviva per farfunzionare i treni, le navi, ed occorreva intutte le case, c’erano le stufe, i fornel-li…i fabbri, per la forgia del ferro usavanoil carbone vegetale, non il carbone fossile.Molti uomini erano esonerati dal partireper la guerra e preparavano il carbone perlo Stato, per i mezzi di trasporto delletruppe, per tutte le esigenze belliche.Terminata la guerra, era un lavoro impor-tante per le nostre vallate: c’era chi lofaceva per mestiere o chi lo faceva peraccudire al suo bosco e rinnovarlo ed ot-tenere il carbone per uso personale. Una delle scale tipiche usate un tempo in un vicoletto di Quando eravamo piccoli noi, non c’era il una delle frazioni di Calizzano foto/grafica di Enrico Pelos R NI D’AIGURA N.RO 48 LUGLIO - DICEMBRE 2007
  • 84. -50-a IGenova, Pierleone2007, presso te- l 14 novembre la Biblioteca Lercari di Villa Imperiale Massajoli ha delle Alpi Marittime, con la pubblica- zione di ‘L’incroyable odyssée d’Henri (Enrico) Sappia, cospiratore nizzardonuto una conversazione dal titolo e agente segreto sotto il II Impero,‘Liguri a contatto della lingua d’oc’ cui editore Wallada, 31 boul. Collomp,è seguito l’intervento di Guido 8330 Draguignan, Var, Francia. La fi-Zavanone con una lettura di poesie gura complessa del Sappia ha incurio-provenzali . Il tutto nell’ambito delle sito Mauviel che ha fatto un lungomanifestazioni indette dalla rivista let- soggiorno di ricerca nel Mezzogiorno,teraria ‘Nuovo Contrappunti’ di per scoprirne le tracce.Genova. ... P Ponente di asseggiate a un bel libro è escursioni ed iti- nerari, - molti concernenti i monti liguri - scritto e fotogra- fato da Gian Carlo Ascoli e F e r d i n a n d a Fantini, di Ceriale per la Blu ed. di TorinoPeagna: Set. 2007. La foto di gruppo dei premiati con il e.p.prof. Gallea (sec. da sin.) ed il Sindaco di Ceriale e Pres.della Com. Montana Dott. Piero Revetria (ult. a destra) AGenova,Biblioteca deldott.Ronzitti,fotografia di Gian Carlo Ascoli il 21/11/2007, nella sala della Consiglio APeagna di Ceriale26° varieèespres- il 2 settembre laLIBRO DI PEAGNA, con (Sv) si chiusa edizione del Regionale della Liguria, il presidente del Consiglio stesso, ha consegnato a CLAUDIO G.FAVA il pre-sioni culturali: proiezioni di films a mio della Dante Alighieri e dellatema ligure, a cura di Beppe Rizzo, Regione, per la lunga carriera comepersonaggi e famiglie di Liguria, eno- critico cinematografico, giornalista egastronomia ligure, ambiente e geo- organizzatore della RAI. Il dott.Favagrafia, musica e cantautori di Liguria, ha fatto seguire una conversazione -Liguri nel mondo, arte di Liguria. Nel brillante come è il suo stile, anche incorso dell’ultima serata sono stati con- difesa della buona lingua italiana.segnati premi Anthia. M AURICE MAUVIEL, nostro colla- boratore della Normandia, ci an- L ’FAR S O CÇIDEII SLA S DES AMIS AN A AT O N Enuncia la prossima uscita del suo vo- CRÈCHE (Presepi)lume GARIBALDI ET NICE (editore presenta il 16 di-Giuseppe Monsegrati). Ricordiamo cembre 2007 ache di Mauviel abbiamo già pubblicato Saorge la giornataalcuni saggi: sul n.37 e sul n.38 (2002) inaugurale di unaLa letteratura di lingua italiana nell’an- serie di manifesta-tica Contea di Nizza, dall’annessione zioni che coinvolgo-alla I Guerra Mondiale; sul n.39 (2003) no tutti i paesi dellaIl brigasco Giuseppe Beghelli ; sul Val Roya. Dal 16n.40 (2003). La letteratura ecc… dicembre al 6 gen-..(come sopra) La parte delle donne; naio i cinque paesisul n.45 (2006) Briga contro Triora, (Breil-sur-Roya,Mondovì e Cuneo. Mauviel è poi auto- Saorge, Fontan,re di un numero imponente di saggi di Tenda, Briga) rivi-etnologia, storia e sociologia. Da alcu- vono il Natale conni anni si è appassionato alla storia più di 300 Presepi. R NI D’AIGURA N.RO 48 LUGLIO - DICEMBRE 2007
  • 85. Carnino Superiore foto di Enrico PelosTenda - Uno dei Forti disegno di Etta Lanza
  • 86. N0 49 GENNAIO - GIUGNO 2008Rivista etno-antropologica e linguistica delle culture delle Alpi Liguri-Marittime Via F.D. Guerrazzi 14/14 16146 Genova Tel. 010 362.1829 e-mail: massajoli@alice.it pelos@village.it Autorizzazione Tribunale di Genova 12/9/83 n. 26 Spedizione in abbonamento postale - Tariffa regime libero: ”Poste italiane S.p.A.-Spedizione in Abbonamento postale - 70% - DCB Genova”
  • 87. ‑2‑ ˆ R NÍ D’ÁIGÜRA Rivista etno-antropologica e linguistica delle culture delle Alpi Liguri-Marittime Il Nido d’Aquila e delle altre Culture alpine e montane CONSIGLIO DI REDAZION E SOMMARIO Pierleone Massajoli direttore responsabile Pag. 3 “ Tra streghe, fate, eremiti e saraceni Roberto Moriani vice-direttore grotte storiche e leggendar ie nelle montagne liguri” E n r i c o Pe l o s vice-direttore (grafica di Giorgio Casanova informatica) Pag. 18 “Parco Naturale delle Alpi Liguri” Alberto Casella assistente di redazione di Patrizia Gavagnin Pag. 24 “Gec. Gloss. Etimologico Comparato” Maria A. Beringheli antropologa culturale, di Pierleone Massajoli Genova Pag. 25 “Oltre mille anni di caccia alle streghe” Paola Boschieri antropologa culturale, di Luigi Felolo Genova Pag. 28 “Etnografia del Pellegrinagggio Ligure” Guido Ferretti ricercatore storico, di Cristina Sala Genova Pag. 41 “Limonte un progetto del nordovest” M a r i n a Tr a n c h i n a antropologa culturale, di di Pierleone Massajoli Imperia Pag. 43 “Viaggio nelle parole: la coma” Giorgio Casanova storico, Genova di Didier Lanteri Pag. 44 “La neve in Val d’Aveto, espressioni dia- lettali e vecchi ricordi”CONSULENTI SCIENTIFICI di Sandro Sbarbaro Pag. 46 “ transumanza in Val d’Aveto” Giulia Petracco Sicardi consulente area lingui- stica-dialettale fotografie di F. Massajoli e A. Perini Pag. 48 “Il fiume Aveto” Annibale Salsa consulente area scienti- di Massimo Brizzolara fica socio-antropologica Pag. 52 “una pittrice di Liguria Aurora Bafico Ferrari” di Enrico PelosRivista semestrale - n.49 Gen-Lug. 2008 - ANNO XXVI Pag. 54 “Letture Recensioni Note Eventi” G e n sAutorizzazione Tribunale di Genova n.26/83 L i g u s t i c a - A s s . L i g u r i n e l m o n d o , A l e p o , G.Direttore responsabile: Pierleone Massajoli U g o , G. O z e n d a , A. G u a s o n i , G. C a s a n ova , B r i -Editore: Centro Studi IL NIDO D’AQUILA Tel.:0103621829 g a , R e c c o , C e n t ro Tra d i z i o n i R e g ., C o n s u l t a eAderente alla Consulta Ligure D.B.L., .L. L a n t e r i : F ra n c e s i s m i . - d i PLMhttp://www.liguri.net/portappennini/rnidaigura.htm http://www.enricopelos.it/rnidaigura.htm CONTRIBUTI e-mail: massajoli@alice.it pelos@village.it Copertina Etta LanzaSpedizione in abbon. postale / Art.2 Legge 662/96 SauëgëDir. Com. Genova, Tassa Pagata - Taxe perçue Ultima di copertina Aurora Bafico Ferrari Villanova d’AlbengaStampata dalla SCUOLA TIPOGRAFICA del:SORRISO FRANCESCANO, Genova, Via Riboli 20 Cartine Pierleone Massajoli Cristina Sala Abbonamenti / Associazioni / Sostenitori Matteo Vinzoni/Soci/Abbonati Italia per persone fisiche: € 15,00 elab. Sandro SbarbaroSoci/Abbon. Europa, per persone fisiche: € 20,00 Disegni Aurora Bafico FerrariBiblioteche, Regioni, Comuni, Ist. Universitari: € 20,00 Etta LanzaSocio sostenitore: € 30,00 Giorgio CasanovaNumero sciolto: € 10,00 Fotografie Francesca MassajoliNumeri speciali 39 e 43: € 15,00 Pierleone Massajoli Enrico PelosNumero digitale .pdf, a colori: € 20,0 + sp. po. Alessandro Perini Pagamenti Sandro SbarbaroCONTO CORRENTE POSTALE: Coordinamento Edito- IL NIDO D’AQUILA, GENOVA N.ro 15.462.161 oppure riale Grafica Video ImpaginazioneV E R S A M E N TO B A N C A R I O : BANCA CARIGE Ag. P.za Leopardi 60 Genova, Conto L’editore dà il consenso a riportare - su pubblicazioni, A SSOCIAZIONE IL NIDO D’AQUILA, Cin C Abi 06175 CAB siti web o altri media non di tipo commerciale - testi, fo- 01412 cc 000001199820 - IBAN: IT90C0617501412000001199820 tografie o parti di esso purchè si citi l’autore dell’artico- lo, del disegno o della foto e la fonte.La rivista è ammessa ai contributi di legge delle province diCuneo, Imperia e Genova, che si ringraziano vivamente. Rivista chiusa in redazione il 20 Giugno 2008 R Ni d’Aigura N.ro 49 GENNAIO - GIUGNO 2008
  • 88. ‑18‑ Parco naturale delle alpi LIGURI di Patrizia GavagninAlpi Liguri, panorama della maestosa balconata del Monte Saccarello vista da Triora - Fotografia Enrico Pelos I lèmese di ottobredelle nello Liguriso Parco Naturale divenuto una realtà Alpi scor- 2007 dopo un re naturalistico intrinseco nell’ambi- to di un insieme di Riserve proposte per la Regione Liguria. (1)percorso di proposte e progetti du- La distribuzione della vegetazionerato più di trenta anni. nei diversi piani altitudinali ha costi- tuito un campo di indagine partico- Vorrei provare a sintetizzare larmente approfondito dai botaniciquali sono le peculiarità naturalisti- dell’Università di Montpellier (2).che di quest’area sulla base di quan- Un altro significativo lavoro è l’in-to emerso dai numerosi studi effet- dagine attuata da Augusto Vigna-tuati sull’argomento, ne citerò alcuni Taglianti dell’Università di Roma “Laa titolo d’esempio senza voler man- Sapienza”, nel corso dello studiocare di rispetto a molti altri autore- naturalistico svolto nell’ambito delvoli studiosi. Disegno di legge regionale n.40/77 La ricchezza e la diversità delle volto a descrivere le caratteristichespecie faunistiche e floristiche, il fe- delle aree liguri da destinare adnomeno della compenetrazione de- area protetta (3). Grazie a questagli orizzonti ecologici per cui si pas- ricerca è stato individuato un note-sa in un breve spazio da un ambien- vole numero di specie endemiche dite mediterraneo ad uno alpino e la invertebrati proprie dell’areale dellepresenza in uno stesso ambiente di Alpi Liguri.specie appartenenti all’uno e all’al- Non vanno poi dimenticati i contri-tro orizzonte viene descritta e mes- buti forniti dall’analisi della storiasa in risalto da numerosi lavori ef- geologica del territorio e dei sub-fettuati in particolare dall’Università strati litologici che costituiscono ildi Genova. fondamento delle comunità animali e Già nell’anno 1975 si suggeriva vegetali, che vi sono insediate. (4)di destinare a Riserva l’area alpina Il nuovo Parco interessa il ver-ligure, con il nome di Riserva sante ligure della catena alpina, maNaturale Generale delle Alpi Liguri, le Alpi Liguri fanno parte di un set-attribuendole una priorità per il valo- tore molto più vasto della catenaR Ni d’Aigura N.ro 49 GENNAIO - GIUGNO 2008
  • 89. PARCO NATURALE DELLE ALPI liguri ‑20‑ PATRI Z IA GAVAGNINdel territo-rio che vedela presenzadi cime ele-vate inprossimitàdella fasciacostiera, ciòcrea micro-ambienti acondizioniclimatichediverse inaree limitro-fe. Durantele glaciazio-ni delQuaternarioqueste areec o s ti tu i r o n oun rifugioper moltespecie, in Alpi Liguri, Montegrosso Pian Latte dal tratto dell’Alta Via dei Monti Liguri che porta als p e c i a l Monte Frontè e al Monte Saccarello - Fotografia Enrico Pelosmodo pergli insetti,consentendo la loro sopravvivenza. la Sardegna da un lato e il litoraleL’innalzamento delle temperature ligure-provenzale dall’altro giustificadei periodi interglaciali permise l’ la presenza di altre specie come ilintensa ricolonizzazione di molte tarantolino.nicchie ecologiche , favorendo laframmentazione e l’isolamento ge-netico con la conseguente evoluzio- LE ALPI LIGURI: UN AMBIENTEne di nuove forme endemiche. DAVVERO SPECIALE. La significatività degli endemismi,che sono presenti nelle Alpi Liguri e La flora ligure presenta una note-diffusi in egual misura tra la flora e vole varietà di aspetti e una grandegli invertebrati, è legata anche al ricchezza di specie. Tra i fattori chegran numero di questi se considera- hanno concorso a determinare que-ti in rapporto all’unità di superficie. ste caratteristiche sono da ricordare La presenza di un alto numero di la posizione geografica, il clima, laentità di interesse biogeografico, tra conformazione geologica e litologi-gli invertebrati, i vertebrati, in parti- ca, l’orografia e l’idrografia dei ver-colare rettili e anfibi, e la flora trova santi e l’esposizione a sud delle co-invece spiegazione nella storia ste. Contrapposta alla fascia costie-dell’evoluzione geologica della re- ra dove la vegetazione e la flora (ogione e nei collegamenti continenta- almeno ciò che è rimasto) hannoli con le altre terre emerse. La dif- caratteristiche mediterranee, quellafusione geografica di alcune specie montana ospita specie floristichedi rettili e anfibi, così come di inset- spesso nettamente diverse, ecologi-ti e molluschi, tutte specie dotate di camente di tipo medio-europeo e lo-una limitata vagilità e capacità di calmente alpino e subalpino.spostamento, rivela infatti l’esisten- Sui versanti montani, a secondaza di antichi collegamenti continen- dell’orientazione, le temperaturetali tra il nord-Africa, la Penisola sono più basse e le precipitazioniIberica, la Francia meridionale e, maggiori di quelle costiere, le quoteappunto, la Liguria occidentale. poi raggiungono e a volte superano Sempre tra i rettili l’esistenza di i 2000 m di altitudine. Questo creadiversi collegamenti tra la Corsica e una moltitudine di microambienti di-R Ni d’Aigura N.ro 49 GENNAIO - GIUGNO 2008
  • 90. PARCO NATURALE DELLE ALPI liguri ‑22‑ PATRI Z IA GAVAGNINlivello europeo. Daricordare il Barbastello,Barbastella barba-stellus, un pipistrel-lo forestale descrittoin Val Tanarello.Un’altra citazionespeciale merita ilTopo selvatico alpi-no, Apodemus alpi-cola, di cui in Italiasi conoscono solotre stazioni: aCollardente, in Valled’Aosta e in TrentinoAlto Adige. L’avifauna è rap-presentata da unagrande varietà dispecie, di ambienteforestale e di prate- Negozio di vendita del pregiato vino Rossese tipico di queste zone delle Alpiria aperta, nidifican- Liguri - Fotografia Enrico Peloste e svernante. Traqueste molte sonodescritte nell’Allegato I della Direttiva NOTEUccelli 79/409/CE, come l’aquila, il (1) Arillo A., Balletto E., Cagnolaro L., Orsinogufo reale, la civetta capogrosso, il F., 1975 - Proposte di riserve naturali ingracchio corallino, la coturnice … le Liguria. Individuazione delle aree di maggiorAlpi Liguri sono infatti sede di una interesse faunistico, floristico e vegetaziona-delle due Zone di Conservazione le. Atti V Simposio Naz. Conservazione dellaSpeciale, Z.P.S., che l’Unione Natura. Bari.Europea ha previsto per la conser- (2) Barbero M., Bono G., Ozenda P., 1970 –vazione dell’avifauna. (7) Sur les groupements végétaux en limite d’ai- Se gli endemismi sono diffusi tra re dans les Alpes Maritimes et Ligures. Bull.gli Insetti e i vegetali, le specie di Soc.Bot. France, 117 (9)  : 593-608  .interesse biogeografico sono ben Ozenda P., 1950 – Eléments géographiques etrappresentate anche nella fauna endémisme dans la flore des Alpes Maritimesomeoterma, con entità a limite di et Ligures. Bull. Soc.Bot. Fr., 97, 141-156.areale alpino – come il camoscio, il (3) Augusto Vigna-Taglianti & Marcogallo forcello o la lepre alpina – e A.Bologna Studi o naturalistico in: Comitatomediterraneo, come l’occhiocotto e di Proposta per il Parco delle Alpi Liguri -la magnanina, due piccoli Silvidi. Sommario studi ed elaborazioni. Particolare interesse biogeografi- (4) per una sintesi dei lavori: Comitato di pro-co riveste anche il gatto selvatico, posta per il Parco delle Alpi Liguri – SommarioFelis s. silvestris, dato che l’areale studi ed elaborazioni.descritto nella Liguria occidentale è (5) Médail F., Quézel P., 1999 – Biodiversityfortemente disgiunto da quello ap- Hotspots in the Mediterranean Basin: settingpenninico e quello delle Alpi global conservation priorities. ConservationOrientali. Biology, Volume 13, 6 December 1999 Pages 1510-1513. Quanto ho cercato di esporre fin (6) Direttiva del Consiglio del 21 maggio 1992qua è solo una sintesi, limitata ed relativa alla conservazione degli habitat na-incompleta, della ricchezza di oriz- turali e seminaturali e della flora e della fau-zonti che le Alpi liguri presentano e na selvatiche. (Direttiva Habitat 92/43/CEEche, se ben conservato, valorizzato recepita in Italia dal D.P.R. n. 357/1997 dele gestito, può essere una fonte di 8 settembre 1997.salvaguardia della montagna e di (7) Direttiva del Consiglio del 2 aprile 1979sviluppo economico per quanti la n. 409 concernente la conservazione degliabitano. Uccelli selvatici. Patrizia Gavagnin (Recepita in Italia dal D.P.R. 357/1997 e in-R Ni d’Aigura N.ro 49 GENNAIO - GIUGNO 2008
  • 91. ETNOGRAFIA PELLEGRINAGGIO LIGURE ‑36‑ CRI S TINA S ALA storici della città di Savona. Nel 1528 Genova aveva aggredito la città e ne aveva interrato il porto, privandola della principale risorsa econo- mica. Le parole attribuite alla Vergine, ‘Misericordia, non giusti- zia’, aiutarono la città di Savona a ritrovare la di- gnità e la forza per rina- scere all’insegna della ‘misericordia’. Ancor oggi in occasione dell’anni- versario annuale dell’ap- parizione, il 18 marzo, i savonesi si recano inGenova, il Santuario della Madonna della Guardia, il “Santuario dei pellegrinaggio al santua-genovesi” - Fotografia Enrico Pelos rio. Il culto della Madonna della Misericordia di Savona ha oltrepassatoimpressi i segni della Passione. Il non solo i confini della diocesi dicorteo, procedendo a ritmo del tam- Savona–Noli, ma anche i confiniburo, oltrepassa il borgo e raggiun- della regione ecclesiastica ligure: age una radura. Su un’altura appare Valmala, in provincia di Cuneo, nel-all’improvviso, illuminato da una luce la diocesi di Saluzzo appartenenteintensa, il Cristo crocifisso tra gli uli- alla regione ecclesiastica piemonte-vi. Alcuni membri della confraternita se, è stato eretto un santuario dedi-raggiungono il luogo della crocifissio- cato a Nostra Signora dellane e, aiutandosi con una scala, schio- Misericordia di Savona.dano il Cristo (una statua con braccia La città di Savona è inoltre teatrosnodabili), lo sistemano nel lenzuolo e di un manifestazione religiosa alladopo aver percorso un breve sentiero quale i savonesi sono particolar-lo depongono nella lettiga. La proces- mente legati. Ogni due anni, lungosione riprende la strada verso la par- le vie cittadine, si svolge la spetta-rocchia. Tornati in chiesa, dopo aver colare processione del Venerdìrecitato alcuni brani della Passione, i Santo, un evento che riunisce tuttifedeli si dispongono in fila per baciare gli abitanti della città e che mette inil Cristo Morto posto sull’altare. Con luce la complessa vita religiosa edue bastoni incrociati le guardie ad- sociale delle confraternite di Savona.dette alla vigilanza del catafalco invi- Le casse in legno, di notevole pre-tano i fedeli ad attendere il proprio tur- gio artistico, che vengono portate inno. All’uscita, nell’atrio della chiesa, processione lungo le vie cittadinevengono poste due grosse ceste di rappresentano i Misteri dellapane. Al termine della funzione un Passione di Cristo. La processione,membro della Confraternita consegna che è ancor oggi regolata dalle di-ad ogni fedele una pagnotta sulla qua- sposizioni dell’Ottocento, parte dal-le è impresso il segno della croce. la cattedrale alle nove di sera. La Nelle storie di fondazione di molti Croce della Passione, preceduta dalcentri devozionali della diocesi di rullio dei tamburi listati a lutto, apreSavona–Noli, emerge un legame il corteo che viene invece chiusostretto tra le vicende storiche e so- dall’Arca della Santa Croce, unciali e la pietà mariana. Il santuario frammento del legno, chiuso in unadi Nostra Signora della Misericordia teca d’argento, sul quale Gesù fua Savona, eretto tra il 1536 e il 1540 crocifisso. Il trasporto delle casse èin seguito all’apparizione della Beata oggi affidato a chi ne fa richiesta,Vergine al contadino Antonio Botta, per conto proprio o di una categoriaè un luogo di culto la cui storia re- di lavoratori (ferrovieri, portuali…).ligiosa si è intrecciata agli eventi Negli anni Cinquanta del secoloR Ni d’Aigura N.ro 49 GENNAIO - GIUGNO 2008
  • 92. ‑48‑ IL FIUME Aveto di Massimo BrizzolaraIl fiume Aveto incontra il fiume Trebbia - Fotografia Enrico Pelos Questo è il primo articolo che M.B. pub- svoltare a sinistra e percorrere unablica sulla nostra rivista. Grande conoscito- sessantina di chilometri per gettarsire ed amante della terra Avetana ama rac- infine nel Trebbia e attraverso il Po,contarne gi avvenimenti storici, geografici finire nell’Adriatico? Forse volevae sociali con un acume pervaso talvolta da semplicemente insegnarci che leuna benevole ironia che li rende meno “se- decisioni facili e scontate, non sem-riosi” e più interessanti. I suoi scritti sono pre si rivelano le più giuste.pubblicati anche su alcune testate on-line. Infatti la scelta apparentemente illogica, gli consente di attraversare L ’ineluttabile destino di qualsiasi fiume, grande o piccolo che sia,è quello di portare le proprie acque, una delle più belle valli dell’Appen- nino Ligure, che convenzionalmente prende il nome, proprio dal suo idro-direttamente o indirettamente in nimo. Dico convenzionalmente, per-mare. ché ritengo che la sua influenza Ma c’è modo e modo. E non avrei nell’antropologia e nell’etnografiatentato di usurpare la meritata fama avetana, non essendo particolarmen-del capitano francese Jacques de te significativa, non giustificherebbeChabannes, signore di La Palice, se la scelta. Mi spiego meglio. Se os-il corso dell’Aveto, non mi avesse serviamo il corso del torrente, appa-suggerito questo banale spunto in- re subito evidente che eccezion fat-troduttivo. ta per la tratta iniziale Villa Sbarbari D’altronde come interpretare un - Molini, l’Aveto attraversa pochissi-rigagnolo che nasce in località mi centri abitati. E se lambisceAcquapendente, sul monte Caucaso, Rezzoaglio, scorre ben lontano dae invece di raggiungere facilmente il S. Stefano e dalla maggior parteMar Ligure percorrendo i pochi chi- delle frazioni della valle.lometri che li separano, decide di Questo ha inevitabilmente com-R Ni d’Aigura N.ro 49 GENNAIO - GIUGNO 2008
  • 93. ‑52‑ UNA PITTRICE DI LIGURIA Aurora Bafico FerrariDolceacqua Conscente USalainteressante mostra si è Berio. alla na tenu- ta, dal 25 marzo al 1 aprile 2008, Mostre della Biblioteca corsi visivi, l’attenzione - e sopratutto lo stimolo a percorrerlo - su questo iti- nerario che è in gran parte sconosciu- La pittrice Aurora Bafico Ferrari ha to, curiosamente, anche agli stessi ge- esposto i quadri de l’”Antico novesi. I quadri illustrano, con molte Acquedotto di Genova”, presentando vedute belle e suggestive, il tracciato anche il bel catalogo a colori con fo- dalla località denominata La Presa, tografie ed a cura di Stefano dove scende il fiume Bisagno, fino alla Calandriello, stampato per l’occasione Fontana dei Cannoni nel centro di dai tipi del Sorriso Francescano. Genova. L’insieme di canali e ponti, al- L’autrice ha voluto portare, con i suoi cuni alti anche 100m ma in molti tratti paesaggi d’insieme e particolari, pieni percorribili agevolmente ed immersi nel- di luce e colore, giochi di luce e per- la natura boschiva alle spalle della città,La pittrice Aurora Bafico con alcuni dei suoi quadri della mostra sull’Acquedotto Storico Genova, uno dei tratti piùGenovese fotografia Enrico Pelos suggestivi lungo il percorso dell’Acquedotto S. G., sullo sfondo il monte con il Forte Diamante foto Enrico Pelos R Ni d’Aigura N.ro 49 GENNAIO - GIUGNO 2008
  • 94. ‑53‑ sono un’importante opera di ingegneria “Liguria... la mia terra” ha esposto idraulica iniziata nel 1600 con lo scopo molti panorami e scorci dei borghi, di portare l’acqua alla citta ed al porto montani e marini, tra i più interessan- di Genova. ti della Liguria, molti dei quali sono L’autrice, genovese, ha al suo attivo oggi considerati tra i più belli d’Italia. anche mostre importanti che hanno ri- guardato l’intera regione ed in una: Enrico PelosRocchetta Nervina Cisano sul NevaDolceacqua Castelvecchio di Rocca Barbena R Ni d’Aigura N.ro 49 GENNAIO - GIUGNO 2008
  • 95. Villanova d’Albenga
  • 96. N0 50 Luglio - Dicembre 2008Rivista etno-antropologica e linguistica delle culture delle Alpi Liguri-Marittime Via F.D. Guerrazzi 14/14 16146 Genova Tel. 010 362.1829 e-mail: massajoli@alice.it pelos@village.it Autorizzazione Tribunale di Genova 12/9/83 n. 26 Spedizione in abbonamento postale - Tariffa regime libero: ”Poste italiane S.p.A.-Spedizione in Abbonamento postale - 70% - DCB Genova”
  • 97. ‑2‑ ˆ R NÍ D’ÁIGÜRA Rivista etno-antropologica e linguistica delle culture delle Alpi Liguri-Marittime Il Nido d’Aquila e delle altre Culture alpine e montane CONSIGLIO DI REDAZION E SOMMARIO N.ro 50 Pag. 3 “E’ uscito il G.E.C. Glos. Etn. Comp.” Pierleone Massajoli direttore responsabile di Pierleone Massajoli Roberto Moriani vice-direttore Pag. 5 “Intervista con Rino Allaria sul Parco Alpi Liguri” E n r i c o Pe l o s vice-direttore (grafica di Pierleone Massajoli informatica) Pag. 10 “Nomi delle piante nelle A.L.M.” Maria A. Beringheli antropologa culturale, di Werner Forner Genova Pag. 16 “Il Brigasco Giuseppe Beghelli” Paola Boschieri antropologa culturale, Genova di Annita Garibaldi Jallet (Maurice Mauviel) Giorgio Casanova ricercatore storico, Pag. 19 “Il Cian da Madona a Viozene” Genova di Roberto Moriani Guido Ferretti ricercatore storico, Pag. 27 “Transumanza dei Pastori di Limone” Genova di Caterina Bottero Marro M a r i n a Tr a n c h i n a antropologa culturale, Pag. 33 “La vita negli alpeggi” Imperia di Caterina Bottero Marro Pag. 36 “Fotografie della vita alpestre a Limone P.”CONSULENTI SCIENTIFICI di Jacques Bellone e Vanda Chiappero Pag. 39 “Le espressioni dialettali avetane” Giulia Petracco Sicardi consulente area lingui- stica-dialettale di Sandro Sbarbaro Pag. 41 “I Popoli della lingua d’oc” Annibale Salsa consulente area scienti- di (recensione) Luigi Felolo fica socio-antropologica Pag. 44 “Il Sito della rivista R Ni d’Aigura al 50o” di Enrico PelosRivista semestrale - n.49 Gen-Lug. 2008 - ANNO XXVIAutorizzazione Tribunale di Genova n.26/83 Pag. 46 “Letture Recensioni Note Eventi” A l l a r i a - P a r c o A l p i L i g u r i , D i z . A m e r i c a L a t i n a , S app i a , L i -Direttore responsabile: Pierleone Massajoli m o n t e , F a l a b r i n o , C a l a n d r i , D i z . IT-OC, L a n t e r i ,Editore: Centro Studi IL NIDO D’AQUILA Tel.:0103621829 P e z zo n i , M ass o n , Q u o t a z e r o , 35 o C o n s u l t a L i g u re ,Aderente alla Consulta Ligure P e a g n a , S pa z i o Tra n sf ro n t a l i e ro - d i PLM e EP sito http://www.rnidaigura.it e-mail info@rnidaigura.it CONTRIBUTI massajoli@alice.it pelos@village.it Copertina Etta Lanza BreilSpedizione in abbon. postale / Art.2 Legge 662/96Dir. Com. Genova, Tassa Pagata - Taxe perçue Ultima di copertina Etta LanzaStampata dalla SCUOLA TIPOGRAFICA del:SORRISO FRANCESCANO, Genova, Via Riboli 20 Cartine Pierleone Massajoli Roberto Moriani Abbonamenti / Associazioni / Sostenitori Disegni Aurora Bafico FerrariSoci/Abbonati Italia per persone fisiche: € 15,00 Etta LanzaSoci/Abbon. Europa, per persone fisiche: € 20,00Biblioteche, Regioni, Comuni, Ist. Universitari: € 20,00 Fotografie Giancarlo Ascoli Jacques BelloneSocio sostenitore: € 30,00 Vanda ChiapperoNumero sciolto: € 10,00 Francesca MassajoliNumeri speciali 39 e 43: € 15,00 Pierleone Massajoli Roberto Moriani Pagamenti Enrico PelosCONTO CORRENTE POSTALE: Coordinamento Edito- IL NIDO D’AQUILA, GENOVA N.ro 15.462.161 oppure riale Grafica Video ImpaginazioneV E R S A M E N T O BA N C A R I O : BANCA CARIGE Ag. P.za Leopardi 60 Genova, Conto L’editore dà il consenso a riportare - su pubblicazio- ASSOCIAZIONE IL NIDO D’AQUILA, Cin C Abi 06175 CAB ni, siti web o altri media non di tipo commerciale - 01412 cc 000001199820 - IBAN: IT90C0617501412000001199820 testi, fotografie o parti di esso purché si citi l’autore dell’articolo, del disegno o della foto e la fonte.La rivista è ammessa ai contributi di legge delle province diCuneo, Imperia e Genova, che si ringraziano vivamente. Rivista chiusa in redazione il 20 Novembre 2008 R Ni d’Aigura N.ro 50 Luglio - Dicembre 2008
  • 98. ‑5‑ Intervista con RINO ALLARIA a proposito del PARCO REGIONALE DELLE alpi LIGURI di Pierleone MassajoliAlpi Liguri - Fotografia Enrico Pelos M assajoli: della Allaria,nomina a notizia Consigliere Caro anziano tua del c’è giunta Parco primeggia per scienza ed attività dalla sua fondazione, sin dal lontano 1863. Tu fai accenno alla mia esperienza Regionale delle Alpi Liguri. maturata da lungo tempo – che posso Questa nomina premia la tua pluri- quantificarti in oltre nove lustri – in decennale attività a favore, diciamo questo sodalizio, che nel primo arti- così, delle Alpi nel suo duplice aspet- colo del suo Statuto Sociale procla- to di frequentazione alpinistica e di ma: “Il Club Alpino Italiano ha per conoscenza scientifica (e cioè natura- iscopo l’alpinismo in ogni sua ma- listica, storica e antropologica). D’altra nifestazione, la conoscenza e lo parte da molti anni tu svolgi un’attivi- studio delle montagne, specialmen- tà specifica nell’ambito del CLUB te di quelle italiane e la difesa del ALPINO ITALIANO, di cui sei adesso loro ambiente naturale”. Come vedi, Consigliere Regionale per la Liguria dopo 145 anni l’assunto mantiene ap- ed in molti altri incarichi. pieno la sua attualità e si colloca in A noi del NIDO D’AQUILA fa parti- perfetta sintonia con i principi che han- colarmente piacere perchè fin dal no ispirato la creazione della nuova 1984 abbiamo sostenuto che la cono- struttura. scenza e la tutela del settore alpino Circa l’attività da me svolta e la non avrebbero dovuto essere sola- conseguente esperienza maturata in mente una percorrenza sportiva ma questi anni, posso risponderti che dal doveva estendersi all’ambito di tutta momento della chiusura del mio impe- la cultura alpina, ivi compresa asso- gno professionale nel 1988, quindi in lutamente la conoscenza del patrimo- questi ultimi vent’anni, ho prestato la nio agro-silvo-pastorale e delle sue ma- mia opera nel CAI principalmente nel nifestazioni sul terreno e la sua tutela. settore dell’escursionismo, tra cui sei Allaria: la Regione Liguria mi ha anni nella specifica commissione del- inserito nell’attuale Consiglio del le tre regioni Liguria, Piemonte e Valle Parco accogliendo la proposta avan- d’Aosta e sei in quella Nazionale, zata dalla Presidenza Regionale del sempre col delicato incarico di CAI, in utilizzo della quota assegnata Segretario-Tesoriere. dalla Legge Regionale istitutiva Molto interessante è stata anche dell’Ente Parco alle associazioni am- l’attività internazionale col Club Alpin bientaliste, categoria nella quale il CAI Français di Nizza ed il Club Alpin R Ni d’Aigura N.ro 50 Luglio - Dicembre 2008
  • 99. ‑9‑veramente indilazionabile e cosa in- sacchetti di carta e anche dai “parco-vece dovrà svolgersi con piani a più latri” eccessivi.lunga programmazione, il tutto sem- Allaria: Quando andavo a scuolapre sotto la spada di Damocle della avevo due comportamenti diversi dilimitatezza delle risorse. Dammi il fronte alle interrogazioni dei professo-tempo di guardarmi in giro, sentire i ri: speravo di essere interrogato quan-colleghi della “squadra” perché in tale do la materia mi piaceva, e mi facevocontesto mi sento inserito e, se vuoi, piccolo piccolo quando mi era ostica;possiamo risentirci tra qualche tempo, questa materia mi piace, quindi...per parlare con cognizione di causa di Consentimi un post scriptum: com-tutto il problema. Per ora siamo anco- plimenti per il neologismo sugli idola-ra presi in questioni procedurali, pen- tri del Parco; un politico molto in augesa che dobbiamo darci uno statuto nei primi decenni del secolo scorsoche sarà il binario entro il quale ope- diceva che l’estremismo era la malat-rare, non esiste ancora un organico, tia infantile della sua ideologia; il tut-quindi, dammi tempo... to accadeva una novantina d’anni or Massajoli: Chiudo qui questa breve sono; oggi abbiamo i talebani di tutteintervista, assicurandovi la nostra os- le cause, irrimediabili integralisti inservazione costante su quanto farete. ogni questione che confronti il senti-Sarà un’osservazione benevola; ma mento con la ragione. Credo che ilse fosse necessario, non vi mancherà buon senso ci fornirà i mezzi per te-una nostra critica costruttiva, per di- nerli bene a bada.fendere il parco dagli sparpagliatori di Pierleone MassajoliR Ni d’Aigura N.ro 50 Luglio - Dicembre 2008
  • 100. ‑40‑ A volte le famiglie della che significa nt. (friccico,-chi).Fontanabuona davano in cambio Sfriccicare, Fregare, Strofinare./ n.t.dell’affido, o a corredo, quel poco di (dlt.). Muoversi leggermente. Davino agro che riuscivano a produrre quest’ultima analisi si evince chefaticando duramente fra i filari. FRICCIO vuol dire l’azione del pa- sturare che fanno le bestie al pa- Ma A FRICCIO, che negli Statuti scolo, ovvero a Friccio potrebbe vo-di Santo Stefano (d’Aveto) è resa ler dire semplicemente a pastura, ocon l’espressione: Anchora che li al pascolo.bestiami chi fusseno menati ad pa- Ricordiamo che le terre d’Avetosculare o sia ad frighio supra lo te- furono ambite nei secoli da Signoriritorio de la vale de Aveto, potrebbe di stati limitrofi. Vedi Alberto Fieschipiù correttamente voler dire A di Lavagna che già nel 1250 chiedePASTURA. diritto di pascolo in Val d’Aveto e Indi FRICCIO derivar da FREGARE Val Trebbia.dal latino FRICARE* a. (frego,-ghi).Stropicciare, strofinare leggermen-te, indi la voce FREGATURA, f. Note:*FRICATÛRA. Effetto e operazione Ringrazio l’amico libraio e scritto-dello stropicciare/ Segno lasciato re Claudio Ceotto che alcuni anni fadal fregare. (Cfr. Vocabolario della mi ha fatto omaggio della copia ana-lingua Italiana compilato da Nicola statica del Vocabolario Genovese-Zingarelli, Milano 1965, pag. 583). Italiano del Casaccia, una vera mi- O meglio ancora dal verbo fricci- niera di informazioni per chi vogliacare (Cfr. Vocabolario della lingua addentrarsi sul cammino della cono-Italiana compilato da Nicola scenza della lingua dei padri.Zingarelli, Milano 1965, pag. 586), Sandro Sbarbaro Lungo uno degli itinerari del Parco dell’Aveto alla ricerca delle sue peculiarità. Foto Enrico PelosR Ni d’Aigura N.ro 50 Luglio - Dicembre 2008
  • 101. ‑44‑ IL SITO DELLA RIVISTA r ni d’aigura al 50o h t t p : / / w w w. r n i d a i g u r a . i t di Enrico Pelos L a nostra, laraggiuntoUn traguardo vostra, rivista è arri- vata al numero 50.notevole, non da molte ri-viste più famose e blasonate. Il nu-mero 50 indica, essendo semestrale,che abbiamo raggiunto e superato i25 anni. Il merito va innanzitutto aPierleone Massajoli che ha semprecreduto in essa, che ha svolto ricer-che importanti, che ha viaggiato evisitato, insieme con sua moglie,paesi e contrade. Infatti egli ha stu-diato tante culture e linguaggi, hasaputo stimolare la ricerca e la pas-sione in tanti autori e collaboratoridel passato, del presente e speria-mo, del futuro. Ma non si sarebbe potuto raggiun-gere questo traguardo senza il con-tributo di voi lettori, il patrimonio piùimportante di questa rivista, che neavete permesso, con i vostri abbona-R Ni d’Aigura N.ro 50 Luglio - Dicembre 2008
  • 102. ‑45‑menti e con il vostro sostegno, la Sul sito sarà possibile trovare tut-pubblicazione. te le belle copertine illustrate dai E’ anche per questa ragione, che tanti bravissimi disegnatori ed artistiin occasione dell’uscita di questo che hanno collaborato con noi, comenumero, abbiamo deciso, adeguan- Elena Pongiglione, Etta Lanza eddoci anche ai tempi informatici dei Aurora Bafico Ferrari ed i sommarigiorni nostri, di registrare il dominio di tutti gli articoli interessanti, moltowww.rnidaigura.it e permettervi spesso scritti da autori prestigiosicosì una consultazione anche attra- non solo in ambito ligure ma ancheverso il computer che è ormai in nazionale ed internazionale. Non ci-ogni casa. tiamo nessun nome per non far torto NonCiò in effetti era già possibile a nessuno e perchè occorrerebberofinora ma il sito era ospitato princi- alcune pagine della rivista.palmente nel portale della rivista Con l’occasione ho aggiornato lawww.liguri.net/portappenini o nel grafica e migliorato diversi aspettimio sito www.enricopelos.it. tecnici per rendere più semplice la Da oggi invece è possibile la con- consultazione.sultazione digitando semplicemente Chiunque vorrà inviare suggeri-il nome della rivista (tutto attaccato) menti, proposte ed articoli avrà sem-e rendendo così più facile il richia- pre una risposta attenta e dedicata.mo mnemonico e la consultazione Buona consultazione a tutti.via computer sul web. Enrico PelosR Ni d’Aigura N.ro 50 Luglio - Dicembre 2008
  • 103. ‑49‑DEL TURISMO , raggiunge le 430 pa-gine (Edizione dell’Autore,CentroEditoriale Imperiese) che costituisco- S d’AiguraPEZZONI, èsocio derecen- ERGIO R nì da un venticinquennio, residente a Piacenza, statono uno testi non frequenti sulla storia temente nominato membro delladel turismo, e che pur nella sua se- Commissiona cultura del Comune dirietà data dall’esperienza dell’Autore, Tenda. Ci congratuliamo vivamenteè anche una piacevole lettura, condi- con lui, certi che la sua presenza vita com’è da sapidi episodi vissuti sul- sarà ampiamente utile.le spiagge, sui monti, negli alberghi. ed ex presidente della Consulta - hanno letto inte- ressanti relazioni sull’attività svolta nei 35 anni. La Consulta Ligure è l’Asso- ciazione che riu- nisce le Associazioni Liguri, che ne hanno fatto ri- chiesta e con i I lstato Novembre 2008 è 23 celebrato il 35o anniversario della fonda- requisiti necessari, che si propone la diffusione della Cultura Ligure in Liguria, per la cultura, le arti, le tra- zione della della Consulta dizioni e la difesa dell’ ambiente in Ligure. La cerimonia si è Italia e nel Mondo. Un organismo svolta nell’Auditorium del nato anche per rafforzare l’unità dei Teatro della Gioventù di liguri attraverso il reciproco rispetto, Genova. l’amicizia e il dialogo. Il Presidente della ConsultaLigure, Dr. Elmo Bazzani, ed il Prof. La nostra rivista è associata allaGallea, - Presidente, dell’Ass. “Amici Consulta ed ha partecipato, con ildi Peagna”, una delle ass. fondatrici Presidente ed alcuni soci. P eagna di Ceriale ha bito organizzato, nell’am- della Rassegna “Libri di Liguria” 2008, la Serata Culturale a tema “LIGURIA: storia e ter‑ ritorio”. L’incontro, co- ordinato dal Presidente dell’Ass. “Amici di Peagna” il Prof. Gallea ha visto la partecipazio- ne del Prof. Giovanni Assereto (Università di Genova), del Dr. Ferdinando Molteni, scrittore e Assessore alla Cultura del Comunedi Savona, del Prof. Massimo Quaini, docente dell’Università di Genova eautore di molti testi a tema geografico e del Prof. Annibale Salsa docentedell’Università di Genova e Presidente del Club Alpino Italiano. Altre fotogra -fie e notizie sul sito www.amicidipeagna.it. La fotografia è di GiancarloAscoli. EPR Ni d’Aigura N.ro 50 Luglio - Dicembre 2008
  • 104. ‑50‑ P érégrinations un film su Masson francese) sullecimes etdelle incisioni ru- Mont Bego è d’Emilia dvd (in à travers lespestri del Monte Bego nella Valle delle Meraviglie. origini les abîsses du L’autrice effettua diverse escursioni ed accompagna le belle riprese conuna bella fotografia completa di notizie, storia e molti dati di tipo naturalisti -co, dimostrando come sia possibile fare un documentario che sia anche unpiacevole film - di 55 minuti - da seguire. Sono stati suoi compagni in questaimpresa: Bruno Ancel, Paul Verdier, Claude Raucker, Gilbert Bianchi, MarioVaraschini e Frank Panza. Il film è dedicato alla memoria di André Cagnot eLoïc Le Ribault. Sdii(Fontanabuona) ilMonte degli ap- le è tenuto sul Caucaso raduno annua- Quotazero, il forum passionati di montagna di ogni tipolo- gia, età e cultura. I partecipanti pro- venienti, da Liguria e Piemonte, si sono incontrati proveniendo da diver- si percorsi per scambiarsi esperienze e saluti nell’ambito della comune pas- sione dell’avventura e scoperta della montagna. Viozene - epR Ni d’Aigura N.ro 50 Luglio - Dicembre 2008
  • 105. N0 51 GENNAIO - GIUGNO 2009Rivista etno-antropologica e linguistica delle culture delle Alpi Liguri-Marittime Via F.D. Guerrazzi 14/14 16146 Genova Tel. 010 362.1829 e-mail: massajoli@alice.it enricopelos@alice.it Autorizzazione Tribunale di Genova 12/9/83 n. 26 Spedizione in abbonamento postale - Tariffa regime libero: ”Poste italiane S.p.A.-Spedizione in Abbonamento postale - 70% - DCB Genova”
  • 106. ‑2‑ ˆ R NÍ D’ÁIGÜRA Rivista etno-antropologica e linguistica delle culture delle Alpi Liguri-Marittime Il Nido d’Aquila e delle altre Culture alpine e montane CONSIGLIO DI REDAZION E SOMMARIO N.ro 51 Pag. 3 “Il Colloquio Transfontaliero a Briga” Pierleone Massajoli direttore responsabile di Pierleone Massajoli Roberto Moriani vice-direttore Pag. 5 “A Sucetà da Binda” E n r i c o Pe l o s vice-direttore (grafica di Pierleone Massajoli e Paola Boschieri informatica) con la collaborazione di Adolfo Lanteri Maria A. Beringheli antropologa culturale, Pag. 17 “Etnomatematica a Molini di Triora” Genova di Marina Tranchina Paola Boschieri antropologa culturale, Genova Pag. 21 “Vino ad Olivetta” Giorgio Casanova ricercatore storico, di Paola Boschieri Genova Pag. 26 “Le Cartoline di Rainer Kriester a Giovanni Meriana” Guido Ferretti ricercatore storico, Genova a cura di Enrico Pelos M a r i n a Tr a n c h i n a antropologa culturale, Pag. 32 “Italiano popolare e mondo contadino” Imperia di Marco Cassioli Pag. 39 “GEC Contributo Lessicale Celtico”CONSULENTI SCIENTIFICI di Pierleone Massajoli Pag. 42 “A Proposito del GEC” Osservazioni Giulia Petracco Sicardi consulente area lingui- di Jean-Luc Domenge di Draguignan stica-dialettale Pag. 44 “Residui Linguistici celtici e preindoeuropei” Annibale Salsa consulente area scienti- di Luigi Felolo fica socio-antropologica Pag. 46 “Lo spopolamento dell’Appennino Li- gure di Levante. Leggende sul lupo”Rivista semestrale - n.51 Gen.-Giu. 2009 - ANNO XXVII di Sandro SbarbaroAutorizzazione Tribunale di Genova n.26/83 Pag. 48 “ Estratti dalle opere di G. Beghelli”Direttore responsabile: Pierleone Massajoli di Maurice MauvielEditore:Centro Studi IL NIDO D’AQUILA Tel.:0103621829 Pag. 50 “ Ŕ’ Ü rtim V ia Ğ da ma caragnuna”Aderente alla Consulta Ligure di Pierleone Massajoli sito: www.enricopelos.it >works > rnidaigura Pag. 51 “Letture Recensioni Note Eventi” U n a s t e l e e-mail: massajoli@alice.it enricopelos@alice.it sul S a c c a re l l o , A m i c i di P e a g n a , F. To s o , .....Spedizione in abbon. postale / Art.2 Legge 662/96Dir. Com. Genova, Tassa Pagata - Taxe perçue CONTRIBUTI Copertina Etta LanzaStampata dalla SCUOLA TIPOGRAFICA del: PignaSORRISO FRANCESCANO, Genova, Via Riboli 20 Ultima di copertina Etta Lanza Pigna Abbonamenti / Associazioni / Sostenitori Cartine Pierleone MassajoliSoci/Abbonati Italia per persone fisiche: € 15,00 Disegni Aurora Bafico FerrariSoci/Abbon. Europa, per persone fisiche: € 20,00 Etta LanzaBiblioteche, Regioni, Comuni, Ist. Universitari: € 20,00 Rainer KriesterSocio sostenitore: € 30,00 Roberto MorianiNumero sciolto: € 10,00 Fotografie Paola BoschieriNumeri speciali 39 e 43: € 15,00 Pierleone Massajoli Robero Moriani Enrico Pelos Pagamenti Marina TranchinaCONTO CORRENTE POSTALE: IL NIDO D’AQUILA, GENOVA N.ro 15.462.161 oppure Coordinamento Edito- riale Grafica VideoV E R S A M E N T O BA N C A R I O : Impaginazione BANCA CARIGE Ag. P.za Leopardi 60 Genova, Conto ASSOCIAZIONE IL NIDO D’AQUILA, Cin C Abi 06175 CAB L’editore dà il consenso a riportare - su pubblicazio- 01412 cc 000001199820 - IBAN: IT90C0617501412000001199820 ni, siti web o altri media non di tipo commerciale - testi, fotografie o parti di esso purché si citi l’autoreLa rivista è ammessa ai contributi di legge delle province di dell’articolo, del disegno o della foto e la fonte.Imperia e Genova, che si ringraziano vivamente. Rivista chiusa in redazione il 28 Giugno 2009 R Ni d’Aigura N.ro 51 Gennaio - Giugno 2009
  • 107. ‑4‑ Tinelli (Chambéry), Mauviel (Parigi V), Thévenon, Eluère (Cons.Patrimonio). Apertura del Sindaco Dr.Gastaud e di Jean- Bernard Lacroix, direttore degli archivi delle Alpi Marittime), chiusura di Liliane Pastorelli (di Briga, già docente di Geografia Economica a Nizza). Otto gli ita- liani, uno svizzero, il resto fran- cesi. Da notare che IL NIDO D’AQUILA è stata la sola associa- zione brigasca invitata, ed era rappresentata da Paola Boschieri (in assenza di Massajoli) che ha letto il nostro contributo, da Marina Tranchina e Alfonso Sista, da Prospero Allaria e Didier Lanteri. Inoltre Mauviel e Cassioli sono anche nostri collaboratori. La buona riuscita della manife- stazione lascia sperare che essa si ripeterà o a Briga o in qualche al- tro paese delle Meridialpi: Anche le materie di trattazione potreb- bero essere ampliate. Noi auspi- chiamo una apertura anche al set-Prof. Liliane Pastorelli tore dialettale-linguistico. Vedute panoramiche del Monte Saccarello da Triora in due diverse interpretazioni Fotografia di Enrico Pelos Disegno di Aurora BaficoR Ni d’Aigura N.ro 51 Gennaio - Giugno 2009
  • 108. ‑26‑ Adattamento grafico dal carteggio originale e fotografie a cura di Enrico Pelos I ParteR Ni d’Aigura N.ro 51 Gennaio - Giugno 2009
  • 109. ‑29‑R Ni d’Aigura N.ro 51 Gennaio - Giugno 2009
  • 110. ‑30‑R Ni d’Aigura N.ro 51 Gennaio - Giugno 2009
  • 111. ‑46‑ Lo spopolamento dell’Appennino Ligure diLevante intorno alla metà dell’Ottocento e la nascita delle leggende sul lupo di Sandro SbarbaroMonti e boschi della Val d’Aveto - Foto Enrico Pelos “Ille malu virus serpentibus addidit datori al suo pari (cacciatori), o coltiva- atris praedarique lupos iussit pontu- tori si appropriano di grandi estensioni mque moveri mellaque decussit foliis territoriali per svolgervi le loro funzio- ignemque removit” ni, spesso in antitesi col lupo. Virgilio, Georgiche-Liber Primus, 37 Intorno alla prima metà dell’Ottocen- a.C. to circa, si crearono le condizioni idea- li per il suo stanziamento lungo i crina- “Quello [Giove], malefico veleno inoculò li dell’Aveto, anche se in effetti data la ai mortali serpenti, al lupo impose di pre- caccia spietata a cui fu sottoposto il suo dare, ai mari di agitarsi, scosse dalle foglie regno non durò molto. il miele ed il fuoco rimosse” In quel tempo, la crisi che investì le campagne le spopolò degli uomini vali- In questa breve analisi, cercheremo di, che emigrarono, prima stagional- di capire perché alla fine dell’Ottocen- mente poi definitivamente, altrove. to si stratificano nell’Appennino Ligure Una vasta estensione territoriale lun- di Levante, ed in specie nella tratta posta go i crinali dell’Appennino ligure di fra il crinale che separa la Val d’Aveto Levante divenne il suo dominio. dalla Val Trebbia, le leggende sul lupo. L’ipotesi su riportata si basa su alcu- Una delle cause pare sia da ricercarsi ni dati certi. nella crisi agricola che aveva investito Già dalla seconda metà del Settecento, le campagne italiane proprio in quel e poi fino a metà dell’Ottocento, si as- periodo, col conseguente spopolamento siste alla migrazione stagionale dei del territorio montano e non solo. contadini del paese di Cardenosa che si Orde di contadini validi si riversano dirigono a svernare in Toscana in cerca verso le città in cerca di un’occupazio- di un lavoro, ove spesso si impiegano ne e sempre più spesso valicano i con- come “segantini”, o taglialegna. fini per tentare la fortuna in America. Quelli di Codorso, invece, si recano È ovvio che il territorio montano, emigranti verso il porto di Genova. senza più la presenza-presidio di uomi- I due paesi appartengono alla ni validi, viene man mano colonizzato Parrocchia di Priosa d’Aveto e sono po- dal lupo, che grazie agli ampi spazi sti presso il crinale fra Aveto e Trebbia. creati da crescenti flussi migratori, sia Pista probabilmente frequentata dal stagionali che definitivi, trova l’am- lupo in varie epoche. biente ideale per insediarsi. Si potrebbe presumere che l’assenza È assodato che il lupo è un animale di una folta rappresentanza di umani schivo, che non ama vivere in concor- proprio lungo i crinali, abbia favorito renza con altri animali, in specie non in quell’epoca, specie nella stagione in- ama la presenza degli umani che pre- vernale lo stanziamento del lupo, tant’è R Ni d’Aigura N.ro 51 Gennaio - Giugno 2009
  • 112. ‑43‑finition locale), 284 tërìs cabane pastorale couver- 262 sëmëntéri : cimetière te d’herbe ou terre 263 sëndriròo: charrier (m) pour 284 tërmégna Tinée: la teremenau;recueillir la cendre de la lessive Prov.un terme, 263 sësòo chanvre 285 tërtùir Tinée: lou toutouire 265 sòrta Prov.Grasse : assouort, 285 tian plat à gratin de terre cui-souort te 266 špàud: Prov.Oriental : la peloto 287 traya: tige aérienne souple d’une 268 špuvrinàa: Prov.Orient.,Verdon plante: pebroulia 288 trüna: cavité souterraine 269 štamégna: Isola, St.Etienne 288 tumbarèe: tombereauTinée: estamegno 295 übàgh: ubac, versant de mon- 272 štrunc: branche coupée, rame- tagne orienté au N.au, 297 vaìi Tinée: vahil, parc mobile, 274 sügéli Haute Vallée du Var : enclos pour les moutonscrouis 298 vërliga Prov.: verego; Vence: ve- 277 śgura Prov.: gourro, gourrin renglo(Salix capraea) 301 vënséya: Clématite 282 tëmpurì: né prématurément 302 vrin Prov: verinAlta Val di Vara: il Monte Castellaro visto dal Monte Dragnone. In queste località sono state trovate molte testimonianzedi popolazioni primitive forse anche di origine celtica. Scavi e datazioni sono ancora in corso di accertamenti daparte dello ISCUM (Ist. Storia Cultura Materiale) di Genova. In alto il percorso dell’Alta Via dei Monti Liguri che portaal Passo del Rastrello e al Passo dei Casoni - Foto Enrico Pelos R Ni d’Aigura N.ro 51 Gennaio - Giugno 2009
  • 113. ‑45‑ma forse ancora nella memoria di un anziano informa-tore locale. L’idronimo BORBAIRA è simile a quello BORBERA,affluente di destra dello Scrivia all’altezza di Serravallee a quello DORBERA, localmente, in dialettoDURBERA, piccolo affluente di sinistra del Trebbiaall’altezza di Gorreto. Nel 1999 ricevetti in regalo, dalla cinquantina di socidel Club Alpino Italiano che avevo accompagnato inBretagna per fare delle escursioni di interesse culturale, ilvocabolario bretone – francese “ Dictionaire breton–fran-cais, francais–breton – Mouladourion Hor Yez, Lesneven,1998“. In esso ho individuato dei termini utili per capireil significato di alcuni idronimi del nostro territorioe, in primis, dell’idronimo BORBAIRA, usato dall’Ac-cinelli invece di Roia. Questi termini sono: bord (bort) bordo, riva; beran (be:ra) scorrere (in piccola quantità ); dour ( du:r ) acqua; pourchas (purSas) procurare , approvvigionare . ster (ste:r ) fiume affluente Il bretone è una delle residue cinque lingue celtiche parlate nell’Europa occi-dentale, le altre sono il cornico, parlato in Cornovaglia, il gaelico, parlato inIrlanda, il gallese, parlato nel Galles, lo scozzese, parlato in Scozia ed il manx,parlato nell’isola di Man. Secondo l’enciclopedia “Grand Larousse“ queste cinque lingue fanno parte delgruppo di lingue indoeuropee italo – celtiche . Alla luce dei suesposti termini il significato dei seguenti idronimi sarebbe: BORBAIRA (dizione locale di Borbera ) = riva che scorre ( in piccola quantità) ; RODOIRA (da cui per contrazione Roia ) = acqua ; DORBERA = acqua che scorre ( “ “ ) ; BORBERA = “ “ “ ( “ “ ) ; PROCOBERA (dizione latina di Polcevera nella Tavola di Polcevera ) = ? ““ ( “ “ ); PURSEIVIA (dizione dialettale di “) = procura acqua (preindoeuropeo eva,eiva = acqua ) . Vedere: C. Beretta – I nomi dei fiumi , dei monti, dei siti – Centro Camuno diStudi Preistorici, Hoepli, Milano, 2003. In territorio piemontese e valdostano: STURA = fiume affluente; DORA = acqua. N.B. Attualmente l’affluente di destra del Nervia - che bagna Rocchetta Nervina- è nominato Barbaira e nel punto di confluenza del Nervia vi è PonteBarbaira. Luigi Felolo Rocchetta Nervina- Panoramica con il ponte sul Rio Barbaira - Foto Enrico Pelos R Ni d’Aigura N.ro 51 Gennaio - Giugno 2009
  • 114. ENRICO PELOS R NI D’AIGURA I MIEI ARTICOLI LE MIE FOTO ‑3‑
  • 115. ENRICO PELOS R NI D’AIGURA I MIEI ARTICOLI LE MIE FOTO ‑1‑
  • 116. ENRICO PELOS R NI D’AIGURA I MIEI ARTICOLI LE MIE FOTO ‑2‑
  • 117. ENRICO PELOS R NI D’AIGURA I MIEI ARTICOLI LE MIE FOTO ‑4‑
  • 118. ENRICO PELOS R NI D’AIGURA I MIEI ARTICOLI LE MIE FOTO ‑5‑
  • 119. ENRICO PELOS R NI D’AIGURA I MIEI ARTICOLI LE MIE FOTO ‑6‑
  • 120. ENRICO PELOS LUNGO L A VIA JULIA AUGUSTA IN LIGURIA ‑16‑
  • 121. ENRICO PELOS LUNGO L A VIA JULIA AUGUSTA IN LIGURIA ‑17‑
  • 122. ENRICO PELOS R NI D’AIGURA I MIEI ARTICOLI LE MIE FOTO ‑1‑
  • 123. ENRICO PELOS R NI D’AIGURA I MIEI ARTICOLI LE MIE FOTO
  • 124. ENRICO PELOS R NI D’AIGURA I MIEI ARTICOLI LE MIE FOTO Il Direttore di R Ni d ’A i g u r a a rivista, L arrivata al numero50, conteneva unmio articolo cheillustrava alcunetappe trascorseinsieme ai lettori.Un traguardonotevole, nonraggiunto damolte rivistepiù famose eblasonate. Ilnumero 50indicava, essendosemestrale, cheavevamo raggiuntoe superato i25 anni. Escrivevo: il meritova innanzituttoa PierleoneMassajoli che hasempre credutoin essa, che hasvolto ricercheimportanti, cheha viaggiatoe visitato,insieme con suamoglie, paesi econtrade. Infattiegli ha studiatotante culture elinguaggi, hasaputo stimolarela ricerca ela passione intanti autori ecollaboratoridel passato,del presente esperiamo, delfuturo.
  • 125. ENRICO PELOS R NI D’AIGURA I MIEI ARTICOLI LE MIE FOTO PASSEGGIATE A LEVANTE Libro fotografico-escursionistico Fotografie di Enrico Pelos Testi di Enrico PelosUna scelta di 45 itinerari tra i molti che ho percorso nellaLiguria di Levante e che vanno dalle semplici passeggiate aescursioni più impegnative, per tutte le stagioni. Molti sonopercorsi conosciuti e famosi ma sempre belli da (ri)scoprire: GolfoParadiso, Portofino, Antola, Val d’Aveto, Baia delle Favole, CinqueTerre, Golfo dei Poeti etc. nomi evocativi che meritano di essereconosciuti ed esplorati ma senza fretta, tra il verde dei boschi el’azzurro del mare e dei laghi e il libro conduce in un viaggioa passo d’uomo alla scoperta del territorio, della natura e delpaesaggio. Altri possono essere una scoperta come la cava dellaValle Lagorara, l’intero complesso delle fortificazioni di Genova ol’itinerario particolare attraverso la storia con le statue del CimiteroMonumentale di Staglieno di Genova. 192 pagine 14 x 22 cm illustrato con 283 fotografie a colori 46 cartine pubblicato nel 2011, BLU editore, Torino Vai al Sito > Vai allo Slideshow > Vai alla Galleria fotografica > Vai all’Archivio fotografico > Filmato di presentazione su YouTube > FanPage su FaceBook >
  • 126. ENRICO PELOS R NI D’AIGURA I MIEI ARTICOLI LE MIE FOTO LUNGO LA VIA JULIA AUGUSTA in Liguria Libro di Ricerca di Viaggio Storico Fotografica Ambientale Fotografie di Enrico Pelos Testi di Enrico PelosEra lungo questo “sentiero” che i romani camminarono perandare verso le Gallie e verso la Spagna. Aspre lotte segnaronoil loro passaggio. I Liguri lottavano per la loro storia. Questotesto, le immagini e le foto raccontano di quel passaggio e delletracce lasciate. Di ciò che è stato tramandato ad oggi. Il libroè completo di molte fotografie e descrizioni del percorso che inalcuni tratti, come quello tra Albenga ed Alassio e a Finale nellaVal Ponci è rimasto molto simile all’antico percorso ed è una bellapasseggiata tra mare e monti, paesaggio e storia. 96 pagine 15 x 23 cm illustrato con 34 fotografie a colori 10 cartine pubblicato nel 2007, LULU publishing Vai alla versione su carta > Vai alla versione e-book > FanPage su FaceBook > Pubblicazione “In Progress”. Controllate al sito dell’autore www.enricopelos.it al link “BOOKS” per aggiornamenti su eventuali ri-edizioni
  • 127. ENRICO PELOS R NI D’AIGURA I MIEI ARTICOLI LE MIE FOTO IL MULINO DI NEIRONE Libro di Ricerca di Viaggio Storico Fotografico Escursionistico Ambientale Fotografie di Enrico Pelos Testi di Enrico PelosLa storia dei mulini prende a spunto il Mulino di Neirone,ma si parla anche di quello di Roccatagliata, di Corsiglia, diCostamaglio, etc. per parlare della storia dei mulini, ad acqua, avento o eolici... La pubblicazione - completa di fotografie anchedi documenti dell’epoca - concerne la storia di uno degli ultimimulini rimasti nella Val Fontanabuona di Genova, in Liguria edancora con grande ruota. E’ situato in un bel posto in mezzoai monti liguri con interessanti escursioni e passeggiate e trekkingsquali l’Itinerario dei Feudi Fliscani, l’Alta Via dei Monti Liguri, i 7Passi, etc. Pubblicato dall’autore a sostegno dell’iniziativa di restaurodel Mulino. 74 pagine 15 x 23 cm illustrato con 36 fotografie a colori 6 documenti storici 1 cartina pubblicato nel 2005, LULU publishing Vai alla versione su carta > Vai alla versione e-book > FanPage su FaceBook > Pubblicazione “In Progress”. Controllate al sito dell’autore www.enricopelos.it al link “BOOKS” per aggiornamenti su eventuali ri-edizioni
  • 128. ENRICO PELOS R NI D’AIGURA I MIEI ARTICOLI LE MIE FOTO PAESAGGIO FOTOGRAFICO DI LIGURIA Libro Fotografico con didascalie descrittive Fotografie di Enrico Pelos Testi di Enrico PelosLa Liguria è famosa per la sua riviera ed i paesaggi di mare, alcuni dei qualiconosciuti in tutto il mondo. I monti sono meno conosciuti ma anche all’interno èpossibile scoprire paesaggi naturali molto belli che vanno dalle Alpi Liguri ed in alcunidei parchi della Liguria. Questo libro contiene molte foto, con la descrizione dei luoghi,della Liguria di mare, di monte e d’interno. Alcuni paesaggi sono lungo le “Vie delSale” o “Le dei Pellegrini” altre riguardano itinerari come l’”Alta Via dei Monti Liguri”. 110 pagine 15 x 23 cm illustrato con 105 fotografie a colori 1 cartina pubblicato nel 2005, LULU publishing Vai alla versione su carta > Vai alla versione e-book > Pubblicazione “In Progress”. Controllate al sito dell’autore www.enricopelos.it al link “BOOKS” per aggiornamenti su eventuali ri-edizioni ---------- LIGURIA LANDSCAPE PHOTOGRAPHY Photography book with photo descriptions Photo by Enrico Pelos Texts by Enrico PelosLiguria is famous for its coast and landscapes of the sea, some of which are knownthroughout the world. The mountains are less known but also in the inland you canfind very beautiful natural landscapes. This book contains many photos, with descriptionsof places, of sea, mountains and inland. Some are along ancient “Salt roads” or“Pilgrim’s Ways” or trail like the “High Way of the Ligurian Mounts”. 110 pages 15 x 23 cm illustrated with 105 color photograph 1 map published in 2005, LULU publishing Go to the paper version > Go to the e-book version > “In Progress” publication. Please control the author site www.enricopelos.it (“BOOKS” link on top) for updated editions
  • 129. ENRICO PELOS R NI D’AIGURA I MIEI ARTICOLI LE MIE FOTO ALTA VIA DEI MONTI LIGURI Libro fotografico-escursionistico Testi di Renato Grattarola Fotografie di Enrico Pelos e Rodolfo PredieriIl trekking più bello della Liguria. Da Ventimiglia a Ceparana in44 tappe (oggi 43) su 440 km circa.E’ stato anche pubblicato, per l’UnionCamere, un cd multimedialecon foto, web e software design e produzione di Enrico PelosIl libro è stato pubblicato, nel 2003, anche in Lingua tedesca“Hohenweg der ligurischen Berge” a cura delle traduttrici NicolettaRenna e Candida Delorenzi.E’ stata stampata anche una serie di 10 cartoline 160 pagine 15 x 21 cm illustrato con 82 fotografie a colori 46 cartine pubblicato nel 1999, UnionCamere e ALG editori, Genova Slideshow con foto del libro e nuove > Foto del libro e nuove >
  • 130. ENRICO PELOS R NI D’AIGURA I MIEI ARTICOLI LE MIE FOTOL’ au t o r e degli A rt i c o l i e d e ll e Foto nrico Pelos E è Genova. natooccupa di informatica a Sinell’ambito dell’usodi parte di essa inambito territoriale eporta avanti un suodiscorso fotografico edi ricerca. Sue fotografie sonostate esposte inmostre fotografiche ead illustrare le tappedella guida ufficialedell’”Alta Via dei MontiLiguri”. Ha progettatoe realizzato siti internet,con realizzazioni, tra lealtre, per il Comunee la Provincia diGenova, (cd-rommultimediali, della presentazione multimediale dell’Alta Via dei MontiLiguri, della Costa della Provincia di Genova etc.). Sue fotografie sono state pubblicate su riviste specializzate ed entratea far parte dell’Archivio permanente dell’Ufficio Parchi della RegioneLiguria. Nel 2003 ha partecipato alla XII “Rassegna del Libro diLiguria” che si svolge a Peagna di Ceriale (Sv) con una mostrafotografica ed una proiezione multimediale. Cura il design e l’edizioneweb, in italiano (e parte in inglese), della sezione “Monti e Appenninidi Liguria” del portale Liguri.net della rivista on-line “Le Pietre e ilMare” per l’U.R.P.L. (Unione Regionale delle Province Liguri). E’ autore del libro “Passeggiate a Levante” con 45 itinerari lungola Riviera Ligure di Levante (Prov. di Genova e La Spezia), 283fotografie, 43 cartine, note tecniche, storiche, gastronomiche etc. al linkhttp://www.passeggiatealevante.it Fotografo, Giornalista pubblicista, è stato collaboratore e co-vicedirettore della rivista “R’ Ni D’Aigura (Il Nido d’Aquila), dal2000 al 2009, con suoi articoli e fotografie (o foto a corredo diarticoli di altri autori dove indicato) curandone anche l’edizione web edil coordinamento, l’impaginazione e l’editing dell’edizione cartacea. Per info, collaborazioni editoriali etc. è possibile contattarmi alla miamail: enricopelos@alice.it
  • 131. ENRICO PELOS R NI D’AIGURA I MIEI ARTICOLI LE MIE FOTO Prodotto ed edito dall’autore Proprietà letteraria ed artistica riservata © Copyright 2000..2012 by Enrico Pelos Rivista R Ni D’Aigura e rispettivi autori citati Pubblicato sotto licenza CC ‑2‑