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La Politca per tutti - Idee sui costi della politica
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La Politca per tutti - Idee sui costi della politica

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Costi ed etica, perché la politica torni ad essere quella cosa meravigliosa che cambia il mondo.

Costi ed etica, perché la politica torni ad essere quella cosa meravigliosa che cambia il mondo.

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  • 1. LA POLITICA PER TUTTI Costi ed etica, perché la politica torni ad essere quella cosa meravigliosa che cambia il mondo by gherghetta
  • 2. La nostra ‘specialità’
    • Il CAL ha proposto tre tavoli di confronto alla Regione su:
      • Costo della politica
      • Federalismo
      • Riduzione norme
    • Sono “temi comunicanti” perché si intrecciano e richiedono perciò una visione comune
    • Non vogliamo subire le norme statali, pensiamo invece che la nostra specialità vada difesa e non possa essere scavalcata da norme finanziarie. Facciamo bene, facciamo preso, facciamo noi.
  • 3. Si chiama ‘democrazia’
    • Si parla molto oggi del costo della politica, intendendo che costa troppo. È il risultato di una crisi di fiducia che va recuperata nell’interesse del Paese
    • Tre sono i punti di partenza di questo lavoro:
      • la politica non può diventare solo una cosa per ricchi
      • chi fa politica non può arricchirsi
      • tagliamo i costi ma non la democrazia
    • Comuni, Province e Regioni non sono un costo, sono la democrazia
    • Nella nostra Regione esiste già un Patto interistituzionale di contenimento dei costi della politica approvato nel 2008 da Comuni, Province e Regione. Andiamo avanti
  • 4. Il costo giusto
    • Il costo giusto della politica esiste
    • È quello che permette a chi eletto di svolgere il proprio ruolo in libera associazione e in nome del bene comune
    • È un problema di tempo disponibile e di funzioni da svolgere
    • Esiste perciò un rapporto tra costo e prestazione richiesta, come è ovvio che sia in tutti i settori della vita sociale ed economica
  • 5. L’art. 114 della Costituzione
    • L’art. 114 della Costituzione italiana, prevede che la Repubblica e formata dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato. È il nostro modello di democrazia
    • Per tagliare partiamo da chi non è in Costituzione. Tra questi distinguiamo:
      • i figli di una visione vecchia e centralista dello Stato e della Regione (ufficio scolastico regionale, Prefetture, genio civile, autorità di bacino)
      • i doppioni inutili (2 università, 2 erdisu, corpo forestale, direzioni regionali llpp, consorzi universitari, AATO, consorzi turistici, comunità montane, ATER)
      • i centri di affari con scarso controllo (spa pubbliche varie, aziende speciali, aziende fiere, enti, le Fondazioni degli istituti di credito)
  • 6. Costo 1 – il voto
    • Votare è l’anima della democrazia
    • Votare costa, in quanto i seggi, le schede e gli scrutatori sono pagati. A ciò si deve sommare il costo della campagna elettorale. Questo accade sia per le elezioni e sia per i referendum
    • Ipotesi: far votare tutti i Comuni e Province con il turno unico (ovvero senza ballottaggi)
    • Risparmi: le schede e il costo degli scrutatori in caso di ballottaggio
    • Problemi: come si è visto nelle recenti regionali in Italia, con il turno unico prevale la logica degli accordi, per non dire dei furbi. Ciò non agevola la nascita di coalizione omogenee e quindi stabili. Con il doppio turno vince sempre il più forte.
  • 7. Costo 2 – le assemblee
    • Le assemblee in questa Regione sono di due tipi:
        • Legislative – consiglio regionale
        • Amministrative – consigli comunali, consigli provinciali, decentramento
    • Il consiglio regionale ha 60 componenti
    • I Comuni capoluogo 40
    • I consigli provinciali 24 (GO-TS-PN) 30 (UD)
    • Ipotesi: ridurre ma non andare sotto i 20 consiglieri perché si intacca la democrazia e la rappresentanza delle minoranze
      • Mantenimento possibilità decentramento nei Comuni sopra i 30.000 ab.
      • Meno 15% per i comuni capoluogo - 34
      • Meno 15% per le province - 20 GO-TS-PN e 26 UD
      • Meno 30% per la regione - 42
    • Problemi: si alza la soglia di sbarramento e si riduce la rappresentanza in cambio di risparmi irrisori sotto lo 0,1% della spesa per Comuni e Province. In Provincia di Gorizia per esempio si risparmia 0,3 € per abitante all’anno!!
  • 8. Costo 3 – le giunte
    • Le giunte sono strumenti di governo e vanno misurate per quello che fanno e non per quello che costano. L’assessore che costa di più è quello che non fa niente. Ci sono giunte che fanno ricco il territorio che governano. L’unico metro è la qualità delle persone
    • Gli assessori sono quelli che ti danno le risposte , e le competenze aumentano ogni giorno di più
    • Oggi il limite numerico è legato al tetto massimo di 1/3 dei consiglieri di Comuni e Province, ma la materia è regolata dal singolo Statuto Comunale o Provinciale
    • Ipotesi: togliere qualsiasi tetto. Lasciare che decidano gli Statuti Comunali e Provinciali. Fare una norma che preveda una spesa massima annua (tutto compreso, compensi, rimborsi, spese varie) pari al 2% della spesa corrente (per le province al netto tpl ovviamente)
    • Problemi: nessuno . Nessuna società privata ha una cabina di comando che costa solo il 2% della spesa corrente
  • 9. Costo 4 – le indennità
    • Un Consigliere regionale prende circa dai 6000€ netti mese in su a seconda del territorio di provenienza, rimborsi km, vitto e alloggio incluso e forfettizzato
    • Un Presidente di Provincia prende dai 4100€ netti mese di GO-TS e PN ai 6000€ di UD. Un sindaco capoluogo prende come il Presidente di Provincia
    • Gli assessori prendono in % da Sindaci e Presidenti. I consiglieri a caduta.
    • Ipotesi: consiglieri regionali, presidenti di Provincia e sindaci sopra i 15.000 ab con la stessa indennità, pari al doppio (che è già tanto) del dipendente mediano dell’industria. Per gli assessori togliere qualsiasi % e demandare al singolo Statuto Comunale e Provinciale, con il tetto del 2% di spesa
    • Nota: il dato mediano non è il dato medio bensì è quello di chi ha un reddito più alto della metà dei lavoratori industria e più basso dell’altra metà. La citazione è di Paul Krugman, premio Nobel economia 2008.
    • Problemi: nessuno, anzi. La politica sarà più passione e meno carriera.
  • 10. Costo 5 – spesa pubblica
    • Anche se molti non lo ricordano ma esiste un Piano triennale di contenimento della spesa pubblica che monitora e controlla tre costi:
    • Dotazioni strumentali
    • Autovetture
    • Beni immobili
    • Ipotesi: confermarlo per un altro triennio con i seguenti parametri di spesa complessiva dei tre costi:
      • Rapporto spesa per abitante < 24€ anno
      • Rapporto spesa per dipendente < 20.000€ anno
      • Rapporto spesa su spesa corrente < 15%
    • Problemi: un po’ dura ma si può fare con un po’ di attenzione.
  • 11. Costo 6 – i gruppi e le presenze
    • Il finanziamento dei gruppi consiliari riguarda la Regione, ma anche qualche Comune e Provincia
    • L’indennità di carica deve sempre essere collegata alla reale presenza, che non è la semplice firma
    • Ipotesi 1: nessun finanziamento ai gruppi consiliari nei Comuni e nelle Province. Riduzione % di quello in Regione secondo un tetto di spesa previsto dal Consiglio Regionale
    • Ipotesi 2: nei regolamenti di Comuni e Province e Regione collegare il gettone di presenza o la quota di indennità alla effettiva presenza misurata sull’esercizio di voto di almeno il 50% dei punti all’odg
    • Problemi: normali
  • 12. Costo 7 – i benefit
    • Di che stiamo parlando? Benefit?
    • Sia chiaro una volta per tutte, Comuni e Province non sono una voce di spesa, noi siamo la storia dell’Italia e degli italiani. Il pesce in questo Paese puzza dalla testa e non dal lavoro semivolontario di migliaia di amministratori e dipendenti locali che hanno un solo obiettivo: il bene del loro territorio.
    • Per i benefit rivolgersi alla porta accanto.
  • 13. Costo 8 – enti vecchi
    • i figli di una visione vecchia e centralista dello Stato e della Regione (ufficio scolastico regionale, Prefetture, genio civile, autorità di bacino)
    • Ipotesi base: queste strutture andrebbero abolite e le competenze trasferite sul territorio. Il condizionale è d’obbligo perché ciò richiede una visione compiuta e federalista dello Stato che ancora non c’è. In subordine sarebbe già tanto se rispondessero alla Regione e non allo Stato
    • Ipotesi alternativa: chiudere l’ufficio scolastico regionale che non serve a niente, chiudere il genio civile e assorbirlo in Regione, unificare tutte le autorità di bacino della Regione (regionali e nazionali) in una unica
    • Problemi: dire che non sarà facile è un eufemismo
  • 14. Costo 9 – enti doppioni
    • i doppioni inutili (2 università, 2 erdisu, corpo forestale, direzioni regionali llpp, consorzi universitari, AATO, consorzi turistici, comunità montane, ATER)
    • Ipotesi:
      • l’università può essere una sola
      • gli Erdisu vanno eliminati e le competenze vanno date ai Comuni o in subordine alle ATER
      • Il Corpo forestale e le direzioni LLPP vanno trasferiti alle Province
      • I consorzi universitari e gli AATO vanno aboliti e le competenze vanno date alle Province
      • I consorzi turistici vanno aboliti
      • Le Comunità montane vanno abolite e le competenze vanno date alle Province
      • Le ATER vanno trasferite alle Province
  • 15. Costo 10 – enti manager
    • La figura del direttore generale richiede risorse aggiuntive non sempre giustificabili
    • Esiste un eccesso di presenza in spa pubbliche da parte degli enti locali e della Regione. Invece di essere la voce dei cittadini ne diventiamo la controparte
    • Ipotesi 1: mettere un tetto per legge regionale ai manager pubblici e privati presenti nelle spa a presenza regionale e pubblica
    • Ipotesi 2: prevedere che i segretari generali sono di fatto direttori generali senza costi aggiuntivi
    • Ipotesi 3: entro l’anno verifica nei consigli delle presenze nelle spa con motivazione del mantenimento delle quote
    • Problemi: non sarà facile perché nelle spa c’è il potere della oligarchia che è il primo a volere istituzioni deboli
  • 16. Costo 11 – il contributificio
    • All’interno della enorme produzione legislativa e regolamentare della Regione FVG, esistono centinaia di leggine di spesa che obbligano Comuni e Province a erogare contributi a soggetti pubblici e privati per qualsiasi cosa.
    • Questa forma di legislazione “incentivante” comporta dispendio enorme di tempo e denaro. Bisogna fare le delibere con i criteri, convocare la Commissione, richiedere la marca da bollo sulla domanda, fare le istruttorie e i pagamenti, comunicare al richiedente l’assegnazione o il respingimento, seguire la rendicontazione, archiviare e pubblicare il tutto
    • È un contributificio, una giungla
    • Ipotesi 1: chiedere alla conferenza Stato – Regioni, che le domande delle associazioni per contributi siano esentate dalla marca da bollo
    • Ipotesi 2: eliminare il 50% delle leggine che obbligano a predisporre bandi di contributi da parte di Comuni e Province, scegliendo attraverso un accordo con Comuni e Province
    • Problemi:solo cose buone
  • 17. Costo 12 – rendicontazioni
    • L’80% delle risorse che la Regione trasferisce a Comuni e Province sono libere e senza alcun obbligo di rendicontazione
    • Questa è una giusta ottica federalista
    • Il rimanente 20% delle risorse viene invece trasferito con apposite leggi di spesa che pretendono vincoli e richiedono rendicontazione. Perchè? La Regione si fida di come spendiamo l’80% ma non il resto?
    • Questa è una distorsione anti federalista, che tratta Comuni, Province e semplici cittadini come sudditi
    • Ipotesi: la rendicontazione va abolita, sempre, sia da Comuni e Province verso la Regione e sia dai cittadini verso Comuni, Province e Regione, e sostituita sic et simpliciter con la autocertificazione
    • Problemi: proprio non se ne vedono
  • 18. Il fondo unico
    • La crisi economica richiede senso di responsabilità a tutti
    • Comuni e Province lo pretendono e sono pronti a fare la loro parte, ma non possono essere lasciati soli altrimenti a pagare saranno solo i cittadini più deboli
    • La regola è sempre quella: meno stato uguale meno sociale
    • Comuni e Province hanno bisogno,di fronte alle ristrettezze di bilancio, di avere mano libera, spostare soldi da dove non servono a dove servono, ovviamente sempre all’interno degli equilibri di bilancio e delle norme sul patto di stabilità regionale
    • Basta rendicontazioni
    • Basta fondi vincolati di qualsiasi natura e soprattutto basta con contributi vincolati, che sono una vergogna
    • A Comuni e Province venga dato un fondo unico di parte corrente, che sia la somma degli attuali trasferimenti correnti, personale, 24, sicurezza, sociale, ambiente, erogazioni cultura e sport, agricoltura ecc ecc
    • Nel nord-est esiste un movimento chiamato 20% - discutiamone