Monferrato slide show italiano
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VIni e terroir del Monferrato. A cura dell'Enoteca Regionale del Monferrato

VIni e terroir del Monferrato. A cura dell'Enoteca Regionale del Monferrato

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  • 1. Scopri il Monferrato con l’Enoteca Regionale del Monferrato Un grande “terroir” del mondo © Maurizio Gily per Enoteca Regionale del Monferrato
  • 2. Il “terroir” Monferrato Maurizio Gily
  • 3. Tra venti e due milioni di anni fa, fortissime spinte tettoniche diedero origine alla catena delle Alpi. Il Piemonte odierno, regione nord-occidentale dell’Italia, è cinto da alte montagne, a Nord (confine Svizzero), a Ovest (confine Francese) ed in parte anche a Sud. A causa delle stesse forti spinte, il fondale meridionale e quello occidentale del mare che occupava l’odierna Pianura padana, emersero, dando vita ad un sistema collinare chiamato bacino terziario Piemontese. Queste colline, il cui colore chiaro è dovuto a sedimenti calcarei marini, costituiscono uno dei migliori “terroir” vitivinicoli mondiali. Le Alpi proteggono il Piemonte dalle correnti occidentali limitando la piovosità rispetto alle altre regioni del Nord Italia. © Maurizio Gily per Enoteca Regionale del Monferrato
  • 4. La nozione di terroir guarda alle condizioni naturali che influenzano la biologia della pianta di vite e quindi la composizione del grappolo. Il “terroir” è l’insieme di clima, suolo e paesaggio. E’ la combinazione di un’infinità di fattori: temperature diurne e notturne, piogge e loro distribuzione, ore di sole, pendenza e drenaggio, per citarne solo alcuni. Tutti questi fattori reagiscono tra loro, formando, in ogni parte del vigneto, ciò che in Francia chiamiamo “terroir”. Bruno Prats
  • 5. Le aree esposte a sud, dove la neve si scioglie prima, “sulìn” in Monferrato, “sorì” nelle Langhe, sono considerate più vocate alla viticoltura Ph: Vignale Monferrato Maurizio Gily march 2006
  • 6. In Piemonte i vigneti sono solo sui versanti delle colline, fatta eccezione per la parte a nord che generalmente è coperta dal bosco o coltivata a noccioli. La montagna è troppo fredda e la pianura troppo fertile per produrre vino di qualità. Vignale Monferrato, sede della ‘Enoteca Regionale del Monferrato” Maurizio Gily for Enoteca Regionale del Monferrato all rights reserved © Maurizio Gily per Enoteca Regionale del Monferrato
  • 7. 130 km a Sud-Ovest: il Monviso, la montagna da dove nasce il fiume Po maurizio gily © Maurizio Gily per Enoteca Regionale del Monferrato
  • 8. 110 Km a Nord: Monte Rosa 4600 mt Frassinello Monferrato © Maurizio Gily per Enoteca Regionale del Monferrato
  • 9. 90 Km a Sud: il caldo influsso del mar Ligure mitiga il clima del Piemonte meridionale © Maurizio Gily per Enoteca Regionale del Monferrato
  • 10.
    • Il germogliamento della vite avviene, di solito, nei primi giorni di aprile.
    • Usuali date di inizio del periodo vendemmiale:
    • Ruché, Moscato :
    • 10 Settembre
    • Grignolino : 20-25 Settembre
    • Barbera, Freisa :
    • Tra la fine di Settembre e il 10 di ottobre
    • Nebbiolo :
    • 7-15 Ottobre
    © Maurizio Gily per Enoteca Regionale del Monferrato
  • 11. In Monferrato non si pratica la “monocoltura”: prati, campi e boschi si alternano ai vigneti, dando vita ad un paesaggio incantevole che è una grande riserva di “biodiversità”. (Al centro, il Sacro Monte della Madonna di Crea, Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO). © Maurizio Gily per Enoteca Regionale del Monferrato
  • 12. Il Monferrato conservò l’indipendenza dal decimo al diciassettesimo secolo, governato dai Marchesi di Monferrato, fino a quando entrò a far parte del regno dei Savoia. Molti castelli e insediamenti urbani testimoniano questa antica origine. La torre principale del castello di Camino risale all’undicesimo secolo. © Maurizio Gily per Enoteca Regionale del Monferrato
  • 13. Il Monferrato è una zona del Nord Italia poco piovosa, si registrano in media annualmente 700mm di precipitazioni, principalmente in autunno ed in primavera. L’estate è generalmente calda e asciutta, anche se possono verificarsi temporali e a volte grandinate. Le vigne non vengono irrigate. © Maurizio Gily per Enoteca Regionale del Monferrato
  • 14. L’autunno è probabilmente la stagione più bella in Monferrato, per i suoi colori brillanti. E’ inoltre la stagione ideale per assaggiare il tartufo bianco, di cui il territorio è tra i primi produttori mondiali. Il culto del buon cibo è un elemento sostanziale della tradizione del Monferrato. © Maurizio Gily per Enoteca Regionale del Monferrato
  • 15. La terra riposa, sotto una coltre di nebbia, nell’attesa di una nuova stagione e di un nuovo raccolto. © Maurizio Gily per Enoteca Regionale del Monferrato
  • 16. In Monferrato la neve cade di rado e non rimane per molto tempo. Questa è la ragione per cui, da molti secoli, in inverno i pastori scendono dalle Alpi e conducono le greggi a pascolare in Monferrato. © Maurizio Gily per Enoteca Regionale del Monferrato
  • 17. CAMPANIA CHAMPAGNE Il concetto di vocazione di un “terroir” si sposta nel tempo e nello spazio. In epoca romana la Campania era considerata la patria dei migliori vini. Nel XVIII secolo alla corte di Francia già impazzava la moda dello Champagne. Climi e vini completamente diversi per gusti diversi. Il concetto di “vino buono” ha molte sfumature. Maurizio Gily march 2006
  • 18. *medie di più anni. Valori puramente indicativi 900 Morgex (Val d'Aosta, 1000 m. slm) 1100 Rheingau (Germania), Christchurch (Nuova Zelanda) 1200 Beaune (Borgogna, Francia) 1400 Bordeaux (Francia), Coonawarra (Australia) 1600 Napa (California), Barossa (Australia), San Michele all'Adige (Trentino, Italia) 1700 Langhe (La Morra) 1800 Monferrato casalese (Ottiglio) 1900 Chianti 2100 Maremma (costiera) > 2200 Salento, Fresno (California), Hunter Valley (Australia) DD*   IW= S (T mg – 10) dal 1 aprile al 30 ottobre   Gradi Giorno (DD) o somme termiche Ind. Winkler
  • 19. gennaio e luglio mesi più asciutti 700 mm Piovosità annuale 24 indice di continentalità (Jackson) 0 °C temperatura media gennaio 24 °C temperatura media luglio 2300 °C Indice di Huglin 1800 °C SOMME TERMICHE GRADI GIORNO Winkler   DATI CLIMATICI indicativi marne arenacee da sedimenti marini tardo-terziari (pietra da Cantoni) roccia madre limoso-argillosi calcarei, grigio chiaro, profondità 1-3 metri suoli principali collina, vigneti in pendenza, eclusa esposizione Nord morfologia: 100-350 m slm altitudine 100 km distanza dal mare (Mediterreaneo, caldo) 45° N latitudine Alessandria (Asti in parte) Provincia Piemonte Regione Italia, Nord Ovest Paese Monferrato casalese
  • 20. Monferrato casalese   Teinturié (Alicante Bouschet?)   Moscatellina (=Ruché)   Croatina o Bonarda dell'Oltrepo   Bonarda piemontese   Lambrusca di Alessandria (carouet)   Malvasia greca   Aleatico   Cellerina   Vitigni autoctoni minori Malvasia di Casorzo Malvasia di Casorzo (zona ristretta) Monferrato Freisa freisa Grignolino del Monferrato Casalese grignolino Barbera del Monferrato, Barbera d'Asti Barbera DOC vitigni autoctoni principali
  • 21. Clima/terroir e caratteristiche dei vini
  • 22. I nostri antenati avevano un’idea diversa del tempo. L’infernot è una specola scavata a mano nella “pietra da cantoni”, al di sotto del piano di cantina, soprattutto d’inverno, quando i lavori in campagna e nei cantieri si fermavano. La marna arenaceo-calcarea che origina molti suoli del Monferrato (spesso erroneamente chiamata tufo) è la stessa che conserva nelle sue profondità i vini finiti. Maurizio Gily march 2006
  • 23. Barbera Grignolino Ruché Freisa Monferrato: i vitigni Malvasia di Casorzo Cortese © Maurizio Gily per Enoteca Regionale del Monferrato
  • 24. Barbera Il Barbera è un’uva a maturazione tardiva, che si vendemmia tra la fine di settembre e la metà di ottobre. Il vigneto deve essere controllato con gestione della chioma e diradamento al fine di evitare sovraccarichi di produzione in annate particolari. Il grappolo è di media grandezza, l’acino è leggermente ovale, molto ricco di zuccheri e di colore ed ha un contenuto medio/ basso di sostanze tanniche. Il vino che si ottiene è fresco, corposo, fruttato (ciliegia, susina), poco tannico e prsenta una gradevole acidità che lo rende ideale come vino “da cibo”; accompagna egregiamente bistecche, salumi, formaggi di media stagionatura, pasta con sughi a base di carne, pesci conservati sotto sale. Il più classico degli abbinamenti è con la “Bagna Cauda”. © Maurizio Gily per Enoteca Regionale del Monferrato
  • 25. Il distretto del vino del Piemonte Meridionale comprende differenti “terroir”: a Sud-Ovest le Langhe, zona di produzione di Barolo, Barbaresco e Barbera d’Alba; le colline di Asti e del Monferrato Astigiano al centro; le colline di Gavi e del Tortonese a Est; il Monferrato Casalese a Nord-Est. Le colline a Sud sono più alte, quelle Settentrionali sono più basse e con un clima più mite. Qui, sulle colline centrali e settentrionali, il vitigno maggiormente coltivato è il Barbera, che ha bisogno di temperature calde per maturare. Cartina Gribaudo editore “ Piemonte Vigneto tutto DOC” A.A. V.V. 2002 Vignale Monferrato, Sede dell’ Enoteca Regionale del Monferrato
  • 26. Fonte: Consorzio di Tutela Vini d’Asti e del Monferrato, 2003
  • 27. Bagna Cauda - Olio di oliva e acciughe dalla Liguria arrivavavano in Piemonte lungo la “via del sale”, valicando l’Appenino, ed il loro incontro con l’aglio fa nascere la più tradizionale salsa piemontese da gustare con le verdure autunnali. La bagna cauda si mangia molto calda (il recipiente deve essere continuamente riscaldato a fuoco basso), accompagnata da un barbera giovane, e condividendone il piacere con gli amici. © Maurizio Gily per Enoteca Regionale del Monferrato
  • 28. Ruché Il Ruchè è un’uva a maturazione abbastanza precoce, si vendemmia intorno al 10 di settembre. Il grappolo ha una dimensione medio grande; la bacca è molto ricca in zuccheri, mediamente dotata di colore e di sostanze tanniche e ricca di profumi terpenici (rosa, viola, spezie). L’uva Ruchè è solitamente vinificata per ottenere un vino secco, a differenza di altre uve aromatiche tipiche del Piemonte (Moscato, Brachetto, Malvasia di Casorzo) da cui si ottengono in genere vini dolci. © Maurizio Gily per Enoteca Regionale del Monferrato
  • 29. Un altro aspetto del Piemonte: I vini delle “piccole DOC” Ruché di Castagnole Monferrato: poca produzione, grande personalità Cartina Gribaudo editore “ Piemonte Vigneto tutto DOC” A.A. V.V. 2002
  • 30. Grignolino L’anarchico del Monferrato Non chiamatelo rosato, per favore, perchè il grignolino è un vino “rosso” a tutti gli effetti, vinificato con macerazione sulle bucce e discretamente provvisto di tannini. Il colore è rubino chiaro, brillante, privo di sfumature violacee e lo contraddistingue dagli altri rossi piemontesi. La nota olfattiva è delicata al primo impatto, ma cresce muovendo il vino nel bicchiere. Gli aromi tipici sono i frutti di bosco rossi (lampone e rosa canina), erbe aromatiche (la foglia di fragola, pepe bianco e chiodi di garofano, mandorla, anche se il Grignolino è un vino fortemente “di territorio” che presenta caratteristiche particolari in base alla zona dove è prodotto. In bocca è ugualmente delicato al primo impatto, per rivelarsi più consistente man mano che scende, con note di pepe e spezie che rimangono sospese a lungo nel retronaso, un buon equilibrio tra dolcezza e acidità ed un finale lievemente astringente ed ammandorlato. Luigi Veronelli, il più grande scrittore di vino del XXmo secolo, lo definiva “anarchico” , la stessa definizione che usava dare di se stesso e questo dimostra quanto il maestro recentemente scomparso amasse questo vino. La zona di coltivazione principale di questo vitigno autoctono è il Monferrato settentrionale, a nord del Tanaro, con le due DOC: Grignolino d’Asti a ovest e Grignolino del Monferrato Casalese a est. L’Enoteca Regionale del Monferrato, a Vignale, si trova nel cuore della DOC Grignolino del Monferrato Casalese. © Maurizio Gily per Enoteca Regionale del Monferrato
  • 31. Grignolino Per gentile concessione di Gribaudo editore Dal libro “ Piemonte Vigneto tutto DOC” A.A. V.V. 2002 Vignale Monferrato, sede dell’Enoteca Regionale del Monferrato © Maurizio Gily per Enoteca Regionale del Monferrato
  • 32. Freisa Un’ uva da scoprire La Freisa soffre la siccità; per questo si preferisce piantarla nella parte media dei pendii, dove l’esposizione alla luce risulta comunque buona e la disponibilità di acqua in estate è maggiore che alla sommità delle colline. La bacca si presenta piccola e con la buccia spessa: questo fa sì che il mosto sia ricco in colore e soprattutto in tannini. Gli studi genetici sul DNA hanno evidenziato una parentela stretta con il Nebbiolo, il vitigno da cui si ottengono le eccellenze del Piemonte: Barolo, Barbaresco, Ghemme, Gattinara. La tradizione monferrina la vuole vinificata con altre uve rosse (Barbera, Grignolino), oppure in purezza. Le note caratteristiche sono gli aromi di frutta matura ed una tannicità leggermente amarognola. Una versione altrettanto tradizionale della Freisa è quella “vivace”, ideale per accompagnare la tipica “merenda sinoira”. DOC: Monferrato Freisa, Freisa d’Asti © Maurizio Gily per Enoteca Regionale del Monferrato
  • 33. Malvasia di Casorzo Molte varietà di uve Italiane, sia rosse che bianche, sono chiamate Malvasia (Malvasia di Candia, del Chianti, di Brindisi etc.), nome che si lega al porto Greco di Monemvasia, sede di una forteza veneziana e punto d’incontro tra Occidente ed Oriente. La Malvasia di Casorzo è un’ uva a bacca nera, dalla maturazione medio-tardiva, aromatica, da cui si ottiene un vino dolce, aromatico, frizzante o spumante, da servire freddo, perfetto in abbinamento con torte e pasticceria secca. Il “passito” è la versione più pregiata: i grappoli vengono messi su graticci e lasciati appassire affinchè raggiungano un’alta concentrazione di zuccheri ed aromi. Successivamente si procede alla spremitura ed il mosto viene lasciato a fermentare per lungo tempo a bassa temperatura, finchè l’attività dei lieviti non si arresta naturalmente per l’elevato grado alcolico raggiunto. La DOC Malvasia di Casorzo è in una piccola area, al confine tra la Provincia di Alessandria e di Asti, delimitata dai comuni di Casorzo, Grana, Grazzano Badoglio (Asti), Vignale Monferrato, Altavilla, Ottiglio, Olivola (Alessandria). © Maurizio Gily per Enoteca Regionale del Monferrato
  • 34. Le due Malvasie rosse del Piemonte Cartina Gribaudo editore “ Piemonte Vigneto tutto DOC” A.A. V.V. 2002 Vignale Monferrato, site of the ‘Enoteca Regionale del Monferrato”
  • 35. L’ANTICA SCIENZA DELLA GRAPPA Da buon frutto, buona grappa. La tradizione della distillazione è antica in Monferrato. Distilleria artigianali a conduzione familiare producono grappe pregiate dalle vinacce dei nostri vitigni autoctoni: acquaviti considerate dal pubblico e dalla critica tra le migliori d’Italia.
  • 36. Enoteca Regionale del Monferrato Palazzo Callori Piazza del Popolo 12 [email_address] www.enotecadelmonferrato.it +39 0142 933243 La sede ufficiale dell’Enoteca Regionale del Monferrato si trova a Vignale Monferrato, presso Palazzo Callori, dove torneremo ad accogliere i visitatori al termine dei lavori di restauro. Il punto vendita al castello di Casale rimarrà comunque in funzione.
  • 37.
        • Grazie per la Vostra attenzione
        • dai vignaioli del Monferrato e dai Comuni di:
        • Altavilla (Al)
        • Camino
        • Casale Monferrato (Al)
        • Cella Monte (Al)
        • Frassinello (Al)
        • Fubine (Al)
        • Lu Monferrato (Al)
        • Murisengo (Al)
        • Olivola (AL)
        • Ottiglio (AL)
        • Ozzano Monferrato (Al)
        • Pomaro (Al)
        • Ponzano Monferrato (Al)
        • Rosignano Monferrato (Al)
        • Sala Monferrato (Al)
        • San Giorgio Monferrato (Al)
        • Serralunga Di Crea (Al)
        • Terruggia (Al)
        • Treville (Al)
        • Vignale Monf To (Al)
        • Villadeati (Al)
        • Dalla Regione Piemonte e dalla Provincia di Alessandria
    © Maurizio Gily per Enoteca Regionale del Monferrato