La persona con problemi reumatologici: Sclerosi Sistemica, Artrite Reumatoide, LES
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La persona con problemi reumatologici: Sclerosi Sistemica, Artrite Reumatoide, LES La persona con problemi reumatologici: Sclerosi Sistemica, Artrite Reumatoide, LES Presentation Transcript

  • E1 INFERMIERISTICA CLINICA SPECIALISTICA La persona con problemi Reumatologici Sclerosi Sistemica Lupus Eritematoso Sistemico Artrite Reumatoide Mario ANTONINI (Infermiere Stomaterapista/Wound Care – Ambulatorio Stomie e Lesioni Cutanee – ASL11 Empoli mantonini11@alice.it
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI SCLEROSI SISTEMICA (SCLERODERMIA) LUPUS ERITEMATOSO SISTEMICO ARTRITE REUMATOIDE
  • SCLEROSI SISTEMICA (SCLERODERMIA) View slide
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI DEFINIZIONE • La Sclerosi Sistemica o Sclerodermia è una complessa malattia cronica del tessuto connettivo caratterizzata da progressiva fibrosi e indurimento della cute e malfunzionamento di alcuni organi, variazioni nella morfologia degli organi e dei loro vasi sanguigni oltre a un malfunzionamento del sistema immunitario. 1:3 30 aa 50 aa View slide
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI Organi interni Sindrome CREST • Calcinosi (clacificazione dei tessuti molli) • Fenomeno di Raynaud • Dismotilità esofagea • Sclerodattilia • Teleangectasia e indurimento della cute delle dita Cute del volto Mani Braccia (distalmente al gomito) Piedi Gambe (distalmente al ginocchio) SCLEROSI SISTEMICA DIFFUSA • • • • Astenia Artralgia Poliartrite Gonfiore e prurito delle dita delle mani e dei piedi • Frequenti contratture articolari Sclerosi Sistemica Progressiva SCLEROSI SISTEMICA LIMITATA Molto spesso Cute al di sopra del gomito e del ginocchio Cute torace e addome Meno frequente
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI UN PAZIENTE CON SCLEROSI SISTEMICA RICHIEDE: • Cure mediche permanenti • Diagnostica specialistica • Monitoraggio dei parametri vitali di base per il rischio di complicanze sistemiche • Trattamento sistemico • NURSING Il PAZIENTE e la FAMIGLIA dovrebbero essere coinvolti nel PROCESSO DI EDUCAZIONE diretto alla preparazione alle cure non professionali.
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI Problemi di salute dei pazienti con SCLEROSI SISTEMICA Sclerosi Sistemica Limitata Sclerosi Sistemica Diffusa Fenomeno di Reynaud (93,7%) Disestesie delle dita (61,3%) 48,9% Ulcerazioni delle dita delle mani e dei piedi (53,2%) 66,7% Indurimento della cute (65%) Shorter Disease Duration 72,7% Rigidità mattutina (43,5%) 100 % Difficoltà nello svolgimento delle ADL (55%) 72,7% Incapacità di far fronte alla malattia 26,7% Shorter Disease Duration
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI Sintomi APPARATO GASTROINTESTINALE Secchezza mucosa orale (Xerostomia) – SICCA SYNDROME Disfagia Bruciore di stomaco Diarrea/Stipsi Sintomi APPARATO RESPIRATORIO Dispnea Rapida affaticabilità Sensazione di stanchezza Sintomi ALTRI APPARATI Secchezza oculare (Xeroftalmia) – SICCA Syndrome
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI Sintomi APPARATO GASTROINTESTINALE Secchezza mucosa orale (Xerostomia) – SICCA SYNDROME Il trattamento farmacologico è inefficace e può causare effetti collaterali. Saliva artificiale Chewing gum Colluttorio Carie Infezioni Candida Ulcerazioni orali Disfagia
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI Sintomi APPARATO GASTROINTESTINALE DISFAGIA ACCERTARE LA PRESENZAFATTORI CORRELATI Alterato uso della lingua (scarsa coordinazione) Ridotta produzione della saliva (Compromissione della deglutizione) CARATTERISTICHE DEFINENTI Osservazione di segni di difficoltà alla deglutizione e/o stasi di cibo nella cavità orale FATTORI CORRELATI Diminuzione della saliva INTERVENTI Ridurre o eliminare i fattori eziologici/contribuenti Prevenire/diminuire le secrezioni dense Saliva artificiale Igiene orale frequente Assunzione di liquidi in quantità elevate Mangiare lentamente e masticare bene il cibo Controllo dei farmaci prescritti per rilevare effetti collaterali quali secchezza delle fauci o diminuzione della salivazione Ridurre la possibilità di aspirazione
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI Sintomi APPARATO GASTROINTESTINALE Diarrea CARATTERISTICHE DEFINENTI Feci liquide, non formate e/o aumentata frequenza (+ di 3 volte/die) FATTORI CORRELATI Eccessiva proliferazione batterica intestinale INTERVENTI Ridurre o eliminare i fattori eziologici/contribuenti Eliminare o ridurre i fattori contribuenti Ridurre la diarrea Evitare prodotti alimentari contenenti latte, grassi, frutta e verdura Reintegrare liquidi ed elettroliti Aumentare l’assunzione orale di liquidi Incoraggiare l’assunzione di liquidi Insegnare a monitorare le caratteristiche delle urine Insegnare a riconoscere i segni e sintomi correlati all’insufficienza renale Attuare l’educazione alla salute Spiegare gli interventi necessari per prevenire altri episodi Spiegare gli effetti della diarrea sull’idratazione
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI Sintomi APPARATO GASTROINTESTINALE Stipsi CARATTERISTICHE DEFINENTI Stato nel quale la persona ha, o rischia di avere, una stasi a livello dell’intestino crasso, dalla quale deriva una eliminazione infrequente di feci dure e asciutte. FATTORI CORRELATI Rigidità dell’intestino crasso INTERVENTI Ridurre o eliminare i fattori eziologici/contribuenti Accertare la presenza di fattori contribuenti Esercizio fisico inadeguato Dieta non bilanciata Stress Promuovere misure correttive Adeguato esercizio fisico Dieta equilibrata (ricca di fibre e liquidi) Insegnare a monitorare le caratteristiche delle urine Insegnare a riconoscere i segni e sintomi correlati all’occlusione intestinale Attuare l’educazione alla salute Spiegare gli interventi necessari per prevenire altri episodi Spiegare gli effetti della stipsi Stress Adottare tecniche di rilassamento
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI Sintomi APPARATO GASTROINTESTINALE Bruciore di stomaco Mangiare poco e spesso (almeno 5 pasti al giorno) Evitare alcolici, alimenti grassi, alimenti speziati, tabacco e caffè Dormire con la testa sollevata
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI Sintomi APPARATO RESPIRATORIO Dispnea CARATTERISTICHE DEFINENTI Stato nel quale la persona è soggetta alla perdita reale o potenziale di una ventilazione adeguata, correlata a un modello di respirazione alterata. FATTORI CORRELATI Rischio di alterazione della funzionalità respiratoria (Fibrosi polmonare, Ipertensione polmonare, Scompenso cardiaco destro) INTERVENTI Ridurre o eliminare i fattori eziologici/contribuenti Accertare la storia dei sintomi e i loro fattori eziologici Eliminare o ridurre i fattori eziologici Spiegare tali fattori Rassicurare la persona Terapia farmacologica (farmaci, O2 terapia)
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI Sintomi APPARATO RESPIRATORIO Stanchezza, affaticabilità CARATTERISTICHE DEFINENTI Stato riconosciuto dalla persona, nel quale essa prova un forte e opprimente senso di esaurimento e una diminuita capacità di lavoro fisico e mentale che non sono alleviati dal riposo. Dichiara mancanza di energia continua e opprimente FATTORI CORRELATI Correlato a inadeguata ossigenazione tessutale (Fibrosi polmonare, Ipertensione polmonare, scompenso cardiaco) Correlato a debolezza muscolare Correlato a deficit nutrizionali Correlato alla alterata eliminazione intestinale Correlato all’ansia INTERVENTI Ridurre o eliminare i fattori eziologici/contribuenti Identificare i fattori eziologici o contribuenti Nutrizione alterata Inadeguata gestione dello stress Compromissione fisica Spiegare le cause dell’affaticamento Aiutare la persona a identificare le proprie risorse, abilità e interessi
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI INTERVENTI Ridurre o eliminare i fattori eziologici/contribuenti Aiutare la persona a identificare il proprio modello di energia e la necessità di programmare le attività Registrare il livello di affaticamento Attività associate a maggiore affaticamento Aiutare la persona a individuare i compiti che può delegare Accertare quali attività la persona ritiene importanti per l’autostima Pianificare i compiti importanti nei periodi di maggiore energia Insegnare tecniche di conservazione dell’energia Modificare l’ambiente Pianificazione dei pasti Delegare i lavori domestici Spiegare i benefici fisici e psichici dell’esercizio Dare inizio all’educazione alla salute e fornire i riferimenti indicati Counseling Servizi pubblici su territorio Assistenza economica
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI Altri Sintomi ↑ Pressione Arteriosa Dolore (braccia e gambe) ↓ Tono dell’umore Problemi psicologici Influenza negativa della salute fisica e mentale sull’attività sociale Evitare le persone Ansia Paura
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI Il FENOMENO DI RAYNAUD è un evento vasospatico periferico scatenato dal freddo e/o dallo stress emotivo. L’espressione clinica più caratteristica è rappresentata dalla tipica sequenza cromatica: Pallore Cianosi Rossore
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI COMPLICANZA POTENZIALE DIMISSIONE Gestione Infermieristica Fenomeno di RAYNAUD • Il paziente/familiari spiegheranno i fattori di rischio che causano vasocostrizione • Il paziente/familiari spiegheranno il bisogno di evitare o modificare l’esposizione a ambienti freddi • Il paziente/familiari esprimeranno l’intenzione di apportare cambiamenti allo stile di vita allo scopo di ridurre i fattori di rischio • Il paziente/familiari identificheranno i segni e sintomi da riferire agli operatori sanitari • Occlusione arteriosa acuta DIAGNOSI INFERMIERISTICHE • Paura correlata a potenziale perdita del lavoro secondaria a fattori aggravanti legati al lavoro stesso • Dolore acuto correlato a ischemia secondaria a vasospasmo acuto • Rischio elevato di gestione inefficace del regime terapeutico correlato a insufficiente conoscenza della condizione , dei fattori di rischio e della cura di se
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI Scaldamani, guanti termici, cappelli Temperatura ambiente Fumo (vasocostrizione) ↓ Caffeina (vasocostrizione) Gestione Infermieristica Fenomeno di RAYNAUD
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI Complicanza potenziale: OCCLUSIONE ARTERIOSA ACUTA 1. Accertare se nella storia del paziente vi sono episodi di Sindrome di Reynaud 2. Esaminare le caratteristiche fisiche delle dita coinvolte: Gestione Infermieristica Fenomeno di RAYNAUD • COLORITO: biancastro, se l’episodio si è appena verificato; bluastro/porpora, se l’episodio si è verificato qualche ora prima • TEMPERATURA: dita interessate fredde • PULSAZIONI DEI VASI DIGITALI: possono essere assenti durante gli episodi 3. Insegnare al cliente a esaminare la circolazione digitale e a riferire segni insoliti o progressivi
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI TERAPIA FARMACOLOGICA CALCIO ANTAGONISTI: FELODIPINA per il controllo del Fenomeno di Reynaud Pentossifillina Gestione Infermieristica Fenomeno di RAYNAUD PROSTACICLINE EV (ILOPROST): efficaci nel trattamento del Fenomeno di Raynaud complicato ACE INIBITORI: trattamento della crisi renale GASTROPROTETTORI: per proteggere stomaco e esofago
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI TERAPIA FARMACOLOGICA PROCINETICI: se è presente Disfagia IMMUNOSOPPRESSORI: Corticosteroidi, Aziatropina, Ciclofosfamide, Methotrexate Gestione Infermieristica Fenomeno di RAYNAUD ANTIENDOTELINA: trattamento dell’Ipertensione polmonare (Bosentan) ANTIBIOTICI: per le infezioni polmonari, ulcere cutanee, sovrainfezioni batteriche intestinali ANALGESICI
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI Una delle complicanze più frequenti del FENOMENO DI RAYNAUD è l’ULCERA DIGITALE che causa DOLORE, IMPOTENZA FUNZIONALE, PERDITA DI TESSUTO, CICATRICI FIBROSE e, quando infetta può provocare OSTEOMIELITE e GANGRENA.
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI Tessuto cutaneo e sottocutaneo CALCINOSI L’associazione con la SCLEROSI SISTEMICA è stata descritta per la prima volta nel 1911 da THIBIERGE E WEISSENBACH. Da allora le calcificazioni sono state riportate nel 1030% dei casi. Le dimensioni variano da pochi millimetri a qualche centimetro. Sono state osservate sotto forma di cristalli, prevalentemente di FOSFATO E CARBONATO DI CALCIO. Muscoli Guaine tendinee Articolazioni Nervi periferici Borse
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI OBIETTIVI DEL TRATTAMENTO • Guarigione dell’ulcera • Prevenzione delle recidive • Riduzione del dolore • Riduzione delle limitazioni funzionali • Miglioramento della qualità della vita • Rimozione tessuto devitalizzato • WBP • Medicazione • Iloprost • Endotelina • Bosentan Terapia locale Terapia sistemica
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI VIDEOCAPILLAROSCOPIA PERIUNGUEALE La Capillaroscopia permette di studiare differenti malattie autoimmuni del tessuto connettivo attraverso l’osservazione diretta della microcircolazione cutanea. Utilizzata nella diagnosi precoce di SCLERODERMIA.
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI Diagnosi Infermieristiche 1. Paura, correlata a potenziale perdita del lavoro secondaria a fattori aggravanti legati al lavoro stesso Criteri per l’accertamento mirato Occupazione o mansioni del cliente per quanto riguarda: • Esposizione cronica ad ambiente freddo • Uso di attrezzi che vibrano Interventi 1. Aiutare il cliente a identificare il centro della sua paura • Incapacità di svolgere il proprio lavoro • Incapacità di trovare un’altra posizione nel contesto lavorativo • Probabilità di perdere il lavoro 2. Aiutare il cliente a identificare alternative alla propria posizione lavorativa • Modifiche nel lavoro attuale • Posizione differente nella stessa azienda • Posizione differente in un’altra azienda 3. Procurare al cliente una consulenza relativa al lavoro CRITERI DI RISULTATO Il cliente identificherà la fonte della paura e adotterà misure volte ad alleviarla
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI Diagnosi Infermieristiche 2. Dolore acuto, correlato a ischemia secondaria a vasospasmo acuto Interventi 1. Discutere delle cause del dolore con il cliente. Spiegare che il freddo induce vasospasmo, il quale occlude le arteriole e le vene causando ipossia tessutale e dolore. 2. Discutere con il medico dell’eventuale impiego di farmaci Criteri per l’accertamento mirato 1. Sede e caratteristiche del dolore 2. Comprensione da parte del cliente delle cause del dolore CRITERI DI RISULTATO 1. Riferirà sollievo dal dolore acuto mediante la gestione del vasospasmo acuto 2. Riferirà metodi idonei ad aumentare la perfusione tessutale
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI Interventi 3. Insegnare al cliente a evitare l’esposizione al freddo: • Indossare guanti (preferibilmente di lana) in qualsiasi periodo, anche breve, di esposizione al freddo (ad esempio per togliere il cibo surgelato dal frezer). • Evitare di tenere bevande fredde con una mano non protetta. • Indossare scarpe calde e rivestite e calzini di lana in tutti i periodi di esposizione al freddo. • Evitare di tenere i piedi umidi quando fa freddo. • Evitare l’esposizione di tutto il corpo al freddo. 4. Insegnare al cliente tecniche atte a scaldare o riscaldare lentamente le estremità dopo un raffreddamento • Mettere le mani o i piedi a contatto con un’altra parte del corpo calda, ad esempio, le mani sotto le ascelle, i piedi nelle mani calde. • Scaldare le mani o i piedi mettendoli in acqua tiepida (non calda), a 39°C.
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI Interventi 5. Insegnare al paziente tecniche di rilassamento 6. Insegnare al cliente misure idonee ad aumentare la temperatura corporea interna • Fare docce calde. • Bere bevande calde.
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI Diagnosi Infermieristiche 3. Rischio di gestione inefficace del regime terapeutico, correlato a insufficiente conoscenza della condizione, dei fattori di rischio e della cura di se Interventi 1. Educare il cliente sulla Sindrome di Raynaud e spiegare le relazioni di essa con altre malattie quali artrite, arterite, sclerodermia, polimiosite, aterosclerosi, ipotiroidismo e lupus eritematoso 2. Insegnare al cliente misure idonee a proteggere da danni le dita delle mani e dei piedi, ad esempio, sentire la temperatura dell’acqua prima di entrare in vasca, fare attenzione agli oggetti appuntiti. Criteri per l’accertamento mirato 1. Prontezza del cliente ad apprendere e sua capacità di ritenere le informazioni CRITERI DI RISULTATO 1. Spiegheranno i fattori di rischio che causano vasocostrizione 2. Spiegheranno il bisogno di evitare o modificare l’esposizione ad ambienti freddi 3. Esprimeranno l’intenzione di apportare cambiamenti allo stile di vita allo scopo di ridurre i fattori di rischio 4. Identificheranno i segni e i sintomi da riferire agli operatori sanitari.
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI Interventi 3. Informare il cliente sui fattori di rischio: • Esposizione a temperature fredde. • Vibrazioni contro le dita interessate. • Farmaci vasocostrittori, • Nicotina. • Caffeina. 4. Insegnare al cliente a evitare l’esposizione al freddo delle mani e dei piedi: • Indossare guanti (preferibilmente di lana) in tutti i periodi, anche brevi, di esposizione al freddo, ad esempio per togliere il cibo surgelato dal freezer. • Evitare di tenere le bevande fredde con una mano non protetta. • Indossare scarpe calde e rivestite e calzini di lana in tutti i periodi di esposizione al freddo. • Evitare di tenere i piedi umidi quando fa freddo. • Evitare l’esposizione di tutto il corpo al freddo.
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI Interventi 5. Incoraggiare il cliente a non fumare le sigarette, la pipa, il sigaro. Se necessario e possibile, metterlo in contatto con una associazione che aiuti le persone a smettere di fumare. 6. Incoraggiare il cliente a evitare bevande e cibi contenenti caffeina come caffè, thè, cola e cioccolato. 7. Informarlo delle ricerche sull’uso di oli di pesce.
  • ARTRITE REUMATOIDE
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI L’ARTRITE REUMATOIDE (AR) è una malattia infiammatoria. È una patologia Autoimmune che si manifesta quando il Sistema Immunitario attacca erroneamente il vostro corpo. Colpisce soprattutto le Articolazioni Sinoviali. L’Artrite Reumatoide tipicamente colpisce le piccole articolazione delle mani e dei piedi, e di solito entrambi i lati simmetricamente e nello stesso modo. Comunque, in generale ogni tipologia di articolazione può essere colpita. È una malattia sistemica che può colpire ogni parte del corpo, soprattutto Cuore, Polmoni e Occhi.
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI L’Artrite Reumatoide colpisce il rivestimento delle articolazioni, provocando un gonfiore doloroso che può portare a erosione ossea e deformità articolare. Diagnostica differenziale con l’Osteoartrosi che comporta un danno da usura dell’articolazione.
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI L’Artrite Reumatoide può manifestarsi in qualunque età; solitamente si manifesta tra la quarta e la quinta decade di vita (Hill and Ryan, 2000). Colpisce maggiormante il sesso femminile con un rapporto di 3:1. Circa 1/3 delle persone affette da Artrite Reumatoide è costretta ad abbandonare il lavoro entro 2 anni dall’esordio della malattia, e questa percentuale cresce con il passare del tempo.
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI Fumo Eziologia sconosciuta Predisposizione genetica Infezioni Stress Trauma
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI Controllo dei sintomi Trattamento Prevenzione del danno sulle articolazioni Segni e Sintomi dell’Artrite Reumatoide possono includere: • Articolazioni gonfie, calde e dolenti • Rigidità mattutina (può durare per alcune ore) • Presenza di noduli solidi sotto la cute degli arti superiori • Affaticamento, febbre e perdita di peso
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI L’Artrite Rerumatoide colpisce le piccole articolazione delle dita delle mani e dei piedi Progressione della malattia Diffusione della sintomatologia a Ginocchia, Caviglie, Gomiti, Anche e Spalle ! Malessere generale Fatigue Depressione Periodi di riacutizzazione della malattia Periodi di relativa remissione (gonfiore e dolore diminuiscono o addirittura scompaiono) Tempo Deformazione e lussazione delle articolazioni ! Dolore, Gonfiore
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI CARATTERISTICHE CLINICHE ARTRITE REUMATOIDE può essere caratterizzata da: • Dolore e gonfiore che colpisce le articolazioni • Rigidità mattutina (variabile nella durata da minuti a ore) • Rigidità dovuta all’inattività (che si manifesta dopo un periodo di riposo) • Diminuzione della mobilità • Fatigue • Ansia e depressione
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI TERAPIA PROBLEMI EXTRA-ARTICOLARI • Anemia (che normalmente si risolve alla remissione della malattia) • Sindrome di Sjögren (come la SICCA Syndrome) • Osteoporosi (fratture) • Pericarditi • Epatomegalia • Fibrosi polmonare • Splenomegalia • Vasculiti • Pyoderma Gangrenoso Analgesia Farmaci antinfiammatori non steroidei (dolore, gonfiore e rigidità) Corticosteroidi Farmaci biologici (Infliximab, Enbrel, Adalimumab, Mabthera)
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI Percezione del paziente • Alcuni pazienti affetti da Artrite Reumatoide hanno un concetto negativo del loro futuro che persiste anche quando la malattia è nella fase di remissione (Hewlett 1994). • Se il paziente è convinto che il suo futuro sarà su una sedia a rotelle, non sarà di aiuto sapere che soltanto il 5% delle persone con Artrite Reumatoide necessita di una sedia a rotelle! • I pazienti chiedono di essere messi a conoscenza dei loro problemi e chiedono spiegazioni specifiche alla loro situazione (Donovan and Blake, 2000). Nella valutazione iniziale l’Infermiere deve identificare e risolvere gli eventuali problemi percepiti dal paziente Il concetto di cura condivisa, in cui il paziente è responsabile del proprio percorso, con il supporto di un infermiere referente, rappresenta la via migliore da seguire. Il paziente convinto di poter influenzare la propria condizione riferirà meno problemi fisici e maggior benessere.
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI VASCULITI • Gruppo eterogeneo di affezioni morbose, caratterizzate sul piano istopatologico dalla presenza di fenomeni flogistici e necrotici a carico della parete dei vasi, con conseguente ischemia dei tessuti tributari. Nella maggior parte dei casi, l’eziologia delle Vasculiti è sconosciuta, mentre una serie di dati sempre più numerosa suggerisce una possibile patogenesi immunologica. • Qualsiasi tipo di vaso può essere interessato dal processo.
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI VASCULITI (manifestazioni cliniche) • Eruzioni di tipo purpurico (danno capillare) • Vaste lesioni ulcerative (coinvolgimento di vasi di calibro ↑) 1. Fase di attività 2. Fase di stato 3. Fase di remissione
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI 1. FASE DI ATTIVITÀ • La lesione appare in evidente estensione in ogni direzione, disegnando figure geometriche irregolari, con margini spigolosi, con fenomeni flogistici marcati, cute perilesionale molto sofferente, aree necrotiche variamente distribuite fra bordo e fondo della lesione, presenza di fibrina più o meno adesa, essudato talvolta anche abbondante. • Il dolore è intenso, sia di tipo statico (notturno, urente, oppressivo), che dinamico (alla medicazione il paziente presenta intolleranza totale a pressioni minime, temperatura della sostanza detergente inferiore a 37°C, leggere trazioni dovute all’asportazione delle garze). Il Debridement chirurgico in questa fase è impossibile.
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI 2. FASE DI STATO • Caratterizzata da una netta riduzione dei fattori infiammatori, i bordi hanno perso le caratteristiche ustioni e nel fondo della lesione appare tendenza alla granulazione attiva. Il dolore è adesso ben controllato. Il periodo che conduce alla fase di stato ha consentito parziali sbrigliamenti delle aree necrotiche (quelle del fondo si asportanochirurgicamente, mentre i bordi sono inavvicinabili da qualsiasi strumento a causa del dolore comunque sempre presente in questa porzione della lesione). • La lesione non mostra più tendenza espansiva.
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI 3. FASE DI REMISSIONE • La lesione si presenta in contrazione, granuleggiante, margini attivi, cute perilesionale rosea, riduzione dell’edema, essudazione contenuta. La terapia del dolore ha subito notevoli riduzioni, le medicazioni non presentano più grosse difficoltà e si potrebbe pensare anche al posizionamento di un bendaggio di Unna (bendaggio elasto-adesivo alle paste), se il paziente non risulta allergico ai metalli.
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI Diagnosi Sospetta VASCULITE BIOPSIA della lesione cutanea (soprattutto dei bordi) IMMUNOFLUORESCENZA (anticorpi specifici) VASCULITE LEUCOCITOCLASICA (infiltrato perivasale di granulociti neutrofili VASCULITE LINFOCITARIA (infiltrato di tipo linfomonocitario) NECROSI FIBRINOIDE della parete vasale
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI PYODERMA GANGRENOSUM • Descritto per la prima volta nel 1930 da Brunsting et al. • Il PYODERMA GANGRENOSO è una rara Dermatosi Neutrofilica non infettiva. Clinicamente esordisce con delle pustole sterili che rapidamente progrediscono fino a diventare una ulcerazione dolorosa di profondità e dimensioni variabili con bordi violacei non ben definiti. È caratterizzata da essudato emorragico o mucopurulento. Sono ulcerazioni particolarmente dolorose. • Gli arti inferiori rappresentano il distretto corporeo più comunemente colpito, ma anche altre aree cutanee e membrane possono essere coinvolte. • In molti casi il Pyoderma Gangrenosum è associato a una malattia sottostante, più comunemente una Malattia Infiammatoria intestinale (IBD), Reumatica, Malattia Ematologica o Maligna (Gammapatia Monoclonale, Mieloma multiplo, Leucemia). • Fenomeno della Patergia (reazione di iperreattività cutanea aspecifica ai traumi cutanei).
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI IPOTESI EZIOPATOGENETICA
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI DIAGNOSI • Anamnesi patologica remota e prossima (malattia sottostante) • Presentazione clinica tipica • Istopatologia (biopsia). Comunque non è specifica e varia a seconda dello stadio dell’ulcerazione. • Esclusione di altre patologie (similarità) • Non sono attualmente disponibili esami di laboratorio specifici per la diagnosi Inizialmente la lesione mostra una Follicolite suppurativa profonda, associata ad un Infiltrato neutrofilo. In circa il 40% dei casi è presente una Vasculite leucocitoclasica.
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI TRATTAMENTO Terapia Sistemica • Corticosteroidi (Prednisolone 1 o 2mg per Kg//die) • Ciclosporina A (inibitore dell’attivazione dei Linfociti-T) (2-3mg/kg/die) • Dapsone (>200mg/die), nelle forme più leggere di Pyoderma Gangrenosum (è un farmaco antimicrobico) • Azatioprina (100-150mg/die). • Inibitori del TNαF (Tumour Necrosis alpha Factor) – Infliximab • Tacrolimus topico (Protopic) Terapia iniziale Dopo la terapia iniziale con Corticosteroidi o in associazione ad essi
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI TRATTAMENTO Terapia topica • Gestione dell’ESSUDATO • In caso di essudato purulento non sono consigliate le medicazioni occlusive • Detersione con soluzioni saline (Soluzione fisiologica sterile), Ringer Lattato, Ringer Acetato. • Detersione con soluzioni Antimicrobiche (Prontosan) • Medicazioni a base di argento (antimicrobiche) – Idrofibra o Alginato; medicazioni a base di antimicrobici • Medicazioni a base di Matrice Modulante di Proteasi (Promogran – Prisma)
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI AQUACEL AG® (CONVATEC) COMPOSIZIONE Idrofibra + Argento Medicazione assorbente impregnata con argento e dotata di proprietà antimicrobiche. L’argento contribuisce alla formazione di un adeguato ambiente antimicrobico; assorbe una notevole quantità di essudato.
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI PRONTOSAN® (BBRAUN) COMPOSIZIONE Propil-Betaina, Poliesanide La betaina è un tensioattivo efficace e particolarmente ben tollerato che disgrega il biofilm e scioglie le patine riducendo così la contaminazione della superficie della ferita da parte di batteri e detriti cellulari. La PHMB è una sostanza antimicrobica efficace e straordinariamente ben tollerata che inibisce la crescita dei microorganismi e riduce la patina (bioburden).
  • La persona con problemi ) CALGITROL® (BBRAUNREUMATOLOGICI COMPOSIZIONE Medicazione di Alginato con Argento Una matrice di alginato con ioni argento che fornisce un’efficacia antimicrobica generale. Uno strato di schiuma di poliuretano che permette l’assorbimento dell’essudato della ferita.
  • La persona KERLIX® (C REUMATOLOGICI KENDALL con problemi OVIDIEN) COMPOSIZIONE Polyhexamethylene Biguanide (PHMB) Kendall Kerlix A.M.D. Antimicrobial Dressing contiene PHMB (Polyhexamethylene Biguanide) un componente antimicrobico efficace contro la progressione e la colonizzazione batterica.
  • La persona con problemi ) SEASORB® (COLOPLASTREUMATOLOGICI COMPOSIZIONE Calcio e Carbossimetilcellulosa (CMC) La sua particolare struttura favorisce un rapido assorbimento dell’essudato evitando i rischi di macerazione della cute perilesionale. SeaSorb al momento dell’applicazione si trasforma, a causa dello scambio ionico tra essudato e medicazione, in un gel soffice e coeso, che può essere rimosso facilmente senza lasciare residui nel letto della lesione, favorendo il debridment della lesione.
  • La persona con ® (SYSTAGENIX) PROMOGRANproblemi REUMATOLOGICI COMPOSIZIONE Matrice modulante di Proteasi E’ un prodotto sterile ed assorbente, composto di ORC (45%) e Collagene (55%) di origine bovina liofilizzati. In presenza di essudati si trasforma in un morbido gel conformabile, completamente biodegradabile e bioriassorbibile. La matrice PROMOGRAN* modula e riequilibra l'ambiente della ferita attraverso l’azione unica e sinergica di Collagene & Cellulosa Ossidata Rigenerata: A) Binding ed inattivazione delle Proteasi, identificate come sostanze nocive nelle lesioni di varia eziologia. B) Binding e protezione dei fattori di crescita endogeni. Questi fattori di crescita naturali vengono rilasciati attivi nella ferita, mentre le proteasi nocive rimangono inattive durante la biodegradazione della matrice PROMOGRAN*.
  • La persona SORBACT® (BSN MEDICAL CUTIMED con problemi REUMATOLOGICI) COMPOSIZIONE DACC (Dialchilcarbamoilcloruro) Cutimed Sorbact è stato progettato per captare e rimuovere in modo efficace i batteri ed altri microrganismi da ferite essudanti colonizzate, contaminate o infette. Le medicazioni sono costituite da un tessuto impregnato di DACC (dialchilcarbamoilcloruro), una sostanza fortemente idrofobica che induce i microrganismi a legarsi velocemente e in modo efficace alle fibre della medicazione. Il principio Sorbact si basa sul fenomeno fisico dell’interazione idrofobica. Le particelle idrofobiche (idrorepellenti) tendono naturalmente ad aggregarsi in presenza di un ambiente umido. I microrganismi che potrebbero ostacolare la guarigione della ferita hanno queste caratteristiche idrofobiche; di conseguenza vengono irreversibilmente captati dalle medicazioni Cutimed Sorbact.
  • La persona con problemi HYALOFILL® (FIDIA) REUMATOLOGICI COMPOSIZIONE Alginato di Sodio e Hyaff (estere dell’Acido Ialuronico) Hyalofill-F è una medicazione altamente assorbente in tessuto fibroso, interamente composta da HYAFF, un estere dell'acido ialuronico, una molecola naturalmente presente nella matrice extracellulare e che costituisce uno dei principali componenti della pelle umana. A contatto con la lesione Hyalofill-F si trasforma in un morbido gel idrofilico, che, conformandosi alla ferita, contribuisce la formazione di un microambiente in grado di promuovere il processo di riparazione tissutale. Il gel idrofilico a base di HYAFF mantiene un ambiente umido sulla superficie della ferita promuovendo una cicatrizzazione rapida ed indolore. Hyalofill-F, inoltre, si adatta bene ai contorni della ferita e può essere facilmente tagliato nelle forme più opportune, senza sfilacciarsi.
  • La persona con problemi HYALOGRAN® (FIDIA) REUMATOLOGICI COMPOSIZIONE Alginato di Sodio e Hyaff (estere dell’Acido Ialuronico) Una volta applicati, i granuli Hyalogran, si trasformano in un morbido gel colloidale che si adatta alla superficie della lesione, contribuendo a creare nel microambiente della ferita, le condizioni ideali per l'attivazione dei processi riproduttivi naturali. Hyalogran è di facile applicazione e rimozione. E' particolarmente adatto per il trattamento di ferite secernenti e purulente: il materiale batterico e i detriti cellulari eventualmente presenti in tali ferite vengono inglobati nei granuli che, idratandosi, formano un gel. Al momento della sostituzione il materiale inglobato viene così eliminato.
  • La persona con problemi NEPHEW) IODOSORB® (SMITH &REUMATOLOGICI COMPOSIZIONE Matrice di Cadexomero Iodico 1. Rimuove lo slough e i detriti cellulari. 2. Gelificando, crea un ambiente umido e pulito favorendo la riduzione dei tempi di guarigione 3. Altamente assorbente: la matrice di cadexomero può assorbire fino a 6 volte il suo peso 4. Riduce il rischio di macerazione 5. Riduce la frequenza di cambio della medicazione 6. Rilascio di iodio controllato e prolungato (in relazione alla quantità di essudato) 7. Biodegradabile. 8. Riduzione della carica batterica.
  • La persona ® (SMITH & REUMATOLOGICI NORUXOLcon problemi NEPHEW) COMPOSIZIONE Collagenasi Detersione enzimatica delle piaghe necrotiche. Uno strato di Noruxol di circa 2 mm di spessore deve essere applicato con la medicazione o direttamente sull'area leggermente inumidita, una volta al giorno. Coprire la superficie della lesione per assicurare il contatto. Non è necessario applicare un abbondante strato di prodotto sulla lesione poiché questo non favorisce il progredire della detersione. Generalmente è sufficiente cambiare la medicazione una volta al giorno salvo diverso parere del medico.
  • LUPUS ERITEMATOSO SISTEMICO
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI Ιl Lupus Eritematoso Sistemico (LES) è la più comune malattia del tessuto connettivo (Symmons e Bankhead, 1994). È una malattia infiammatoria, cronica sistemica, ad eziologia sconosciuta, che colpisce le articolazioni (Artrite)e la cute e può anche coinvolgere i Reni (Glomerulonefrite), Polmoni (Pleurite), Cuore (Pericardite), Apparato Gastrointestinale e Sistema Nervoso (Epilessia, Psicosi), Alterazioni ematologiche (Anemia emolitica, Leucopenia, Linfopenia, Piastrinopenia). PROGNOSI • Per alcuni pazienti la prognosi è infausta. Comunque, il tasso di sopravvivenza è ↑ da meno del 50% nel 1955, a più del 90% nel 1990 (Gladman and Urowitz, 1994). Probabilmente grazie alla diagnosi precoce ed al trattamento. 1 : 13
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI ORMONI VIRUS FARMACI Individuo geneticamente predisposto (numero minimo di geni predisponenti) Produzione di anticorpi anti-nucleo LES RAGGI U.V.
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI COME PUÒ MANIFESTARSI IL LUPUS MANIFESTAZIONI CUTANEE • Eritema a farfalla • Lupus subacuto e quello cronico o discoide • Fotosensibilità (esposizione solare): eritema a farfalla, eritemi diffusi, febbre, artralgie
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI MANIFESTAZIONI CUTANEE Lupus Eritematoso Cutaneo Acuto • Eritema a farfalla (eritema malare) • Localizzazione: volto Lupus Eritematoso Cutaneo Subacuto Lupus Eritematoso Cutaneo Cronico • Chiazza rosse (eritematose) con presenza di squame biancastre (desquamazione) • Localizzazione: metà superiore del dorso; fra le scapole; regione sternale fino al collo; parte esterna delle braccia e degli avambracci • LECS “Psoriasiforme” • LECS “anularepoliciclico” • Chiazza rotondeggiante, eritematosa, infiammata, edematosa • Squame biancastre ben adese ed estese all’interno del follicoli piliferi • La chiazza “matura” è costituita da una parte centrale “scleroatrofica” con teleangectasie, parte intermedia desquamata, parte periferica arrossata e infiltrata
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI ARTRITE • Dolore, gonfiore e rigidità delle articolazioni con incapacità o difficoltà a compiere i movimenti. • Piccole articolazioni delle mani, polsi, ginocchia, caviglie, piedi. • Deformità articolari (Sindrome di Jaccoud) solo in pochi casi. PLEURA E CUORE • Pleuriti. • Pericarditi. • Dolore toracico e difficoltà alla respirazione.
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI ALTERAZIONI EMATOLOGICHE • Anemia (anticorpi anti-globuli rossi): pallore cutaneo, astenia, palpitazioni. • Leucopenia/Linfopenia (anticorpi anti-globuli bianchi): aumentata suscettibilità alle infezioni. • Piastrinopenia (anticorpi anti piastrine): sanguinamenti. RENI • Glomerulonefrite (50% circa dei casi): Proteinuria, ematuria, stanchezza, perdita di appetito, edemi arti inferiori, mal di testa, Ipertensione arteriosa. BIOPSIA RENALE
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI SISTEMA NERVOSO CENTRALE • Epilessia • Sindrome Cerebrale Organica: perdita della memoria e di altre funzioni intellettive APPARATO GASTROINTESTINALE • Dolore addominale, perdita di appetito, nausea e vomito (causati dall’infiammazione peritonelae)
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI AMERICAN COLLEGE OF RHEUMATOLOGY
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI DEFINIZIONE DI STANCHEZZA STANCHEZZA • La stanchezza consiste nella perdita della forza fisica, del vigore fisico, cui generalmente consegue una ridotta resistenza alla fatica. FISIOLOGICA = sensazione normale - Sempre in relazione con attività fisica o psichica - Si risolve con il riposo PATOLOGICA = sintomo clinico = astenia - Non sempre in relazione con attività fisica o psichica - Non si risolve con il riposo
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI STANCHEZZA • Molto frequente nel LES • Incapacità a compiere le attività di vita quotidiane 17% 7% Peggioramento QOL Severa 51% 25% Moderata Lieve Nessuna ↑ Costi sociali (visite specialistiche, esami diagnostici, farmaci, perdita di giornate lavorative)
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI CAUSE DI STANCHEZZA NEL LES Fisiche • INATTIVITÀ FISICA Psichiche Attività del LES Depressione Anemia Disturbi del sonno Ipotiroidismo Fibromialgia Debolezza e atrofia muscolare Infezioni Alterazioni elettrolitiche - Ipopotassiemia - Ipomagnesemia Debolezza muscolare - Post-infiammatoria - Da disuso Farmaci Riposo eccessivo Stanchezza
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI TERAPIA La Terapia dipende da quale organo è bersaglio della malattia! Steroidi (crema per le lesioni cutanee) Farmaci antinfiammatori non steroidei (artralgia, artrite, mialgia) Dermatologo Farmaci antimalarici (effetto antinfiammatorio e immunosoppressivo) Psichiatra Nefrologo LES Methotrexate (alternativa agli antimalarici) Corticosteroidi (↓ attività della malattia, stanchezza e disappetenza) Azatioprina Ematologo Neurologo Ciclofosfamide (Vasculiti, Trombocitopenia, Malattie Renali)
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI PROBLEMI COLLABORATIVI Complicanza potenziale: POLIMIOSITE, SIEROSITE OBIETTIVO INFERMIERISTICO Complicanza potenziale: VASCULITE • L’Infermiere gestirà e ridurrà al minimo le complicanze del Lupus Complicanza potenziale: DISORDINI EMATOLOGICI Complicanza potenziale: FENOMENO DI REYNAUD INTERVENTI • 1. Monitorare per rilevare segni di Polimiosite e Sierosite • Tendinite (dolore irradiato lungo l’arto) • Borsite (dolore che interessa la spalla, il ginocchio, il gomito, o l’anca) • Pericardite (dolore al di sotto della clavicola sinistra, a livello del collo e della regione scapolare sinistra, aggravato dal movimento)
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI INTERVENTI INTERVENTI • 2. Monitorare per rilevare gli effetti della Vasculite: • Ipertensione • Vasculopatia periferica • Pericardite • Epatomegalia • Splenomegalia • Gastrite • Polmonite • Convulsioni • Malattia renale • 3. Monitorare per rilevare malattie ematologiche • Anemia emolitica • Leucopenia • Linfopenia • Trombocitopenia INTERVENTI • 4. Educare il cliente a riferire Porpora ed Ecchimosi INTERVENTI • 5. Monitorare per rilevare il Fenomeno di Raynaud • Vasospasmo delle arterie delle dita, che determina pallore che diventa cianosi e, infine, rossore • Intorpidimento, formicolio e dolore delle dita interessate
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI DIAGNOSI INFERMIERISTICHE CRITERI DI RISULTATO • Identificherà i fattori causali che possono aumentare l’attività della malattia, ad esempio l’esposizione al sole • Identificherà le misure atte a ridurre i danni cutanei provocati dal sole • Identificherà strategie idonee a gestire gli eventuali danni cutanei • Identificherà i segni e sintomi di cellulite Rischio elevato di lesione, correlato a maggiore vulnerabilità dermica secondaria al processo patologico CRITERI PER L’ACCERTAMENTO MIRATO • Conoscenza del bisogno di evitare l’esposizione al sole • Presenza di manifestazioni cutanee del LES
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI INTERVENTI INTERVENTI INTERVENTI INTERVENTI INTERVENTI • 1. Spiegare le relazioni fra l’esposizione al sole e l’attività della malattia • 2. Identificare strategie atte a limitare l’esposizione al sole: • Evitare l’esposizion e al sole fra le ore 10 e le ore 14 • Usare saponi non deodoranti • Usare una crema solare • Scegliere abiti leggeri con le maniche lunghe e cappelli a tesa larga • 3. Spiegare la necessità di evitare luci fluorescenti o una stufa troppo calda • 4. Insegnare al cliente a mantenere le ulcere cutanee pulite e idratate • 5. Insegnare a riconoscere i segni e i sintomi di Vasculite e a riferirli immediatame nte a un operatore sanitario: • Dolorabilità • Gonfiore • Calore • Rossore
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI DIAGNOSI INFERMIERISTICHE CRITERI DI RISULTATO • Esprimere l’intenzione di condividere le loro preoccupazioni con un amico fidato • Identificheranno le componenti di un programma di trattamento standard • Descriveranno l’uso appropriato dei farmaci • Descriveranno azioni volte a ridurre i rischi di esacerbazioni • Descriveranno i segni e i sintomi da riferire agli operatori sanitari Rischio elevato di gestione inefficace del regime terapeutico, correlato a insufficiente conoscenza della condizione, delle esigenze di riposo versus attività, della terapia farmacologica, dei segni e sintomi di complicanze, dei fattori di rischio e delle risorse della comunità CRITERI PER L’ACCERTAMENTO MIRATO • Prontezza e capacità di apprendere e di ritenere le informazioni • Conoscenza o esperienza del Lupus Eritematoso Sistemico
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI INTERVENTI • 1. Spiegare il LES utilizzando sussidi didattici adeguati al livello di comprensione del cliente e della famiglia. Discutere dei seguenti argomenti: • Processo infiammatorio • Sistemi e apparati a rischio di interessamento • Natura cronica della malattia (remissioni/esacerbazioni) • Componenti del programma di trattamento standard • Farmaci • Esercizio fisico e riposo • Controlli regolare INTERVENTI • 2. Insegnare al cliente ad assumere i farmaci in modo appropriatoe a riferire i sintomi degli effetti collaterali. I farmaci prescritti per il LES possono includere i seguenti: • Farmaci antinfiammatori non steroidei • Corticosteroidi • Farmaci immunosoppressori (Azatioprina, Ciclofosfamide) • Farmaci antimalarici
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI INTERVENTI • 3. Insegnare il bisogno di bilanciare l’attività con il riposo INTERVENTI • 4. Educare sul bisogno di una meticolosa e delicata cura della bocca INTERVENTI • 5. Insegnare a riferire i segni e i sintomi delle complicanze: • Dolore toracico e dispnea • Febbre • Ecchimosi • Edemi • Diminuzione della diuresi, urine concentrate • Nausea e vomito • Crampi degli arti inferiori
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI INTERVENTI • 6. Spiegare la relazione fra lo stress e le malattie autoimmuni. Discutere le tecniche di gestione dello stress: • Rilassamento progressivo • Immagine guidata • Esercizio regolare (ad esempio camminare, nuotare, etc.) • Invio allo specialista di counseling o allo Psichiatra, se appropriato INTERVENTI • 7. Indicare idonee risorse della comunità, come associazioni o fondazioni apposite
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI PROBLEMI COLLABORATIVI Complicanza potenziale: DIABETE INDOTTO DA CORTICOSTEROIDI Complicanza potenziale: IPERTENSIONE OBIETTIVO INFERMIERISTICO Complicanza potenziale: ULCERA PEPTICA Complicanza potenziale: OSTEOPOROSI • L’infermiere gestirà e ridurrà al minimo le complicanze della terapia con corticosteroidi Complicanza potenziale: TROMBOEMBOLIA Complicanza potenziale: IPOKALIEMIA Complicanza potenziale: PSEUDOTUMOR CEREBRI INTERVENTI • 1. Monitorare per rilevare segni e sintoni di Diabete Mellito • Poliuria, polidipsia • Glicosuria • Proteinuria • 2. Monitorare per rilevare Ipertensione
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI INTERVENTI • 3. Monitorarer per rilevare segni e sintomi di osteoporosi, specialmente a livello costale e vertebrale • Dolore • Dolorabilità localizzata • 4. Monitorare per rilevare ipocalcemia • Alterazioni dello stato mentale • Crampi muscolari • Intorpidimento e formicolio alle dita delle mani e dei piedi • Modificazioni dell’ECG • Convulsioni • 5. Insegnare al cliente misure atte a ridurre il rischio di fratture patologiche • 6. Insegnare la relazione tra l’aumento dell’assunzione di calcio e vitamina D e gli esercizi di carico volti a ridurre il rischio di osteoporosi INTERVENTI • 7. Monitorare per rilevare segni e sintomi di ulcera peptica • Test del sangue occulto nelle feci positivo • Dolore gastrico • 8. Insegnare al cliente ad assumere i farmaci prescritti insieme al cibo • 9. Monitorare per rilevare segni e sintomi di ipokaliemia • Astenia • Letargia • Livello di Potassio sierico <3,5 mEq/L • Nausea e vomito • Modificazioni caratteristiche dell’ECG • 10. Monitorare per rilevare la presenza di Pseudotumor cerebri • Cefalea • Modificazioni visive • Nausea
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI DIAGNOSI INFERMIERISTICHE Rischio elevato di eccesso di volume di liquidi, correlato a ritenzione di sodio e acqua CRITERI DI RISULTATO • Elencherà i fattori che causano edemi • Esporrà i fattori controllabili per la prevenzione degli edemi CRITERI PER L’ACCERTAMENTO MIRATO • • • • • Dosaggio giornaliero di Corticosteroidi Recente aumento di peso Presenza ed estensione degli edemi Assunzione di sodio con la dieta Valori pressori
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI INTERVENTI • 1. Incoraggiare il cliente a diminuire l’assunzione di sale. Insegnargli a compiere le seguenti azioni: • Leggere le etichette apposte sugli alimenti. Riesaminare i cibi ad alto contenuto di sodio. • Cucinare senza sale ma con uso di spezie • Utilizzare altri condimenti al posto del sale • Intervento di una Dietista • 2. Identificare strategie atte a diminuire gli edemi declivi • Frequente cambiamento di posizione • Evitare abiti stretti • Sollevare le gambe • Indossare calze elastiche • Bendaggio adesivo elastico INTERVENTI • 3. Insegnare l’importanza di un programma di cammino giornaliero • 4. Spiegare le misure volte a proteggere la cute da lesioni • Evitare di camminare scalzi • Indossare scarpe nuove con cautela • Evitare gli sport di contatto • Prevenire la xerodermia con emollienti
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI DIAGNOSI INFERMIERISTICHE Rischio elevato di nutrizione alterata (superiore al fabbisogno), correlato ad aumento dell’appetito CRITERI DI RISULTATO CRITERI PER L’ACCERTAMENTO MIRATO • Esporrà i fattori che contribuiscono all’aumento di peso • Identificherà i comportamenti che restano sotto il suo controllo • Dosaggio della terapia Corticosteroidea • Conoscenza dei concetti relativi alla nutrizione • Attuali modelli di alimentazione • Disponibilità ad aderire a modificazioni dietetiche
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI INTERVENTI INTERVENTI • 1. Aumentare la consapevolezza del cliente circa le azioni che contribuiscono a una eccessiva assunzione di alimenti • Chiedergli di elencare per iscritto tutti gli alimenti che ha assunto nelle 24 ore • Istruirlo a tenere per una settimana un diario alimentare che specifichi quanto segue: • Cosa, dove, quando e perché ha mangiato • Se faceva qualcos’altro mentre mangiava (per es. guardare la televisione o cucinare) • Stato emotivo prima di mangiare • Altre persone presenti • Riesaminare il diario relativo alla dieta per mettere in evidenza i modelli • Riesaminare le componenti della dieta ad alto e basso contenuto calorico • 2. Insegnare tecniche di modificazione comportamentale atte a diminuire l’assunzione di calorie • Non mangiare svolgendo altre attività • Mangiare solo in una precisa zona della casa • Bere un bicchiere di acqua prima dei pasti • Diminuire le porzioni supplementari, i cibi grassi, i dolci e l’alcool • Preparare porzioni piccole • Usare piatti piccoli per far sembrare le porzioni più grandi • Non mangiare mai dal piatto di un’altra persona • Mangiare lentamente e masticare bene • Riporre le posate e aspettare tra un boccone e l’altro • Fare spuntini a basso contenuto calorico • Diminuire le calorie provenienti da liquidi • Pianificare eventuali pasti abbondanti
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI INTERVENTI • 3. Istruire il cliente ad aumentare il livello di attività per bruciare un maggior numero di calorie; incoraggiarlo a fare quanto segue: • Usare le scale invece dell’ascensore • Parcheggiare nel punto più distante dall’edificio da raggiungere • Pianificare l’attività fisica (es. camminare)
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI DIAGNOSI INFERMIERISTICHE Rischio elevato di infezione, correlato a immunosoppressione CRITERI DI RISULTATO • Esporrà i fattori di rischio associati a potenziali infezioni • Adotterà precauzioni adeguate allo scopo di prevenire le infezioni CRITERI PER L’ACCERTAMENTO MIRATO • Dosaggio della terapia Corticosteroidea • Modificazioni dello stato di salute generale (es. affaticamento, diminuzione dell’appetito) • Evidenza di infezioni da microrganismi opportunisti
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI INTERVENTI • 1. Spiegare l’aumento del rischio infettivo e sottolineare l’importanza di riferire prontamente qualsiasi cambiamento dello stato di salute • 2. Istruire il cliente ad evitare persone con infezioni e luoghi affollati e chiusi • 3. Spiegare la vulnerabilità della cute e il rischio di lesioni
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI DIAGNOSI INFERMIERISTICHE Rischio elevato di disturbo dell’immagine corporea, correlato a cambiamenti di aspetto CRITERI DI RISULTATO CRITERI PER L’ACCERTAMENTO MIRATO • Esporrà i fattori che contribuiscono all’alterazione dell’immagine corporea • Dimostrerà di procedere verso la ricostruzione dell’immagine corporea alterata • 1. Segni di Sindrome di Cushing iatrogena, inclusi i seguenti: • Ridistribuzione del grasso sottocutaneo “Gobba di bufalo” nella regione cervicale e dorsale alta • Alopecia • Irsutismo • Ritenzione idrica • Modificazioni cutanee (porpora, acne, petecchie) • Deperimento della muscolatura degli arti • 2. Risposta alle modificazioni dell’aspetto
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI INTERVENTI • 1. Spiegare che i mutamenti dell’aspetto fisico sono farmaco-indotti e che diminuiscono o si risolvono con l’interruzione della terapia o con la riduzione del dosaggio del farmaco • 2. Incoraggiare il cliente a esprimere i suoi sentimenti in relazione ai mutamenti dell’aspetto • 3. Promuovere le interazioni sociali
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI DIAGNOSI INFERMIERISTICHE CRITERI DI RISULTATO • Spiegheranno il corretto uso dei farmaci • Identificheranno le circostanze che richiedono la segnalazione a personale sanitario • Riferiranno le limitazioni all’assunzione di sodio con la dieta • Identificheranno i segni e sintomi di effetti collaterali e di reazioni avverse • Descriveranno le azioni che possono ridurre gli effetti collaterali della terapia con corticosteroidi • Esprimeranno l’intenzione di sottoporsi a un programma di follow-up • Esprimeranno l’intenzione di portare un segno di identificazione medica Rischio elevato di disturbo gestione inefficace del regime terapeutico, correlato a insufficiente conoscenza del programma di somministrazione, delle reazioni indesiderate, dei segni e sintomi di complicanze, del rischio di insufficienza surrenalica e delle sue cause CRITERI PER L’ACCERTAMENTO MIRATO • 1. Conoscenza della terapia con Corticosteroidi • 2. Prontezza e capacità di apprendere e di ritenere le informazioni
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI INTERVENTI • 1. Istruire il cliente ad assumere l’esatta dose di farmaco prescritta, tenendo presenti queste considerazioni • Non interrompere l’assunzione a causa degli eventi avversi (crisi surrenalica) • Se possibile assumere la dose giornaliera al mattino • Assumere la dose di vitamina B12 prima delle 4 del pomeriggio • 2. Quando è il caso, dare istruzioni scritte sul programma di dosaggio • 3. Isegnare al cliente ad osservare e riferire la comparsa di effetti avversi gravi: • Alterazioni dell’umore (euforia o psicosi) • > Della suscettibilità alle lesioni cutanee • > Di peso • Ipertensione arteriosa • Iperglicemia • Polidipsia e Poliuria • Edema grave • Modificazione della vista, dolore oculare • Astenia • Dolore agli arti inferiori • Alterazioni del colore delle feci • Modificazioni dell’appetito • Rash cutanei INTERVENTI • 4. Insegnare al cliente a riconoscere e a riferire i segni e i sintomi dell’insufficienza surrenalica • Ipoglicemia • Nausea e vomito • Diarrea • Diminuzione della lucidità mentale • Astenia, debolezza e malessere • Iponatremia • Ipotensione ortostatica • Palpitazioni • 5. Incoraggiare il cliente sottoposto a terapia con corticosteroidi a lungo termine a procurarsi e a portare con se un apposito documento o segno di identificazione
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI INTERVENTI • 6. Informare il cliente di avvertire il proprio medico prima di sottoporsi a procedure invasive o in caso di infezione, per un possibile aumento del dosaggio di corticosteroidi • 7. Insegnare al cliente che i corticosteroidi possono aumentare o diminuire l’efficacia di alcuni farmaci, così come altri farmaci possono influenzare l’efficacia dei corticosteoidi. Istruire a consultare il medico o il farmacista prima di assumere il farmaco • I farmaci interessati sono: Digitalici, salicilati, amfotericina B, diuretici, integratori di potassio, ritodrina, somatrem, vaccini • I farmaci che influiscono sugli effetti dei corticosteroidi sono rappresentati da: antiacidi, mitotane, contraccettivi orali, farmaci che producono induzione enzimatica a livello epatico, fenobarbitale, rifampicina, fenitoina e aminoglutetimide INTERVENTI • 8. Insegnare al cliente a sottoporsi regolarmente a visita oculistica
  • La persona con problemi REUMATOLOGICI “Tai nasha no karosha” “Live long and prosper” “Lunga vita e prosperità”
  • BIBLIOGRAFIA • Sierakowska M, Sierakowski S, Lewko J, Jankowiak B, Kowalczuk K, Krajewska-Kulak E. “Nursing problems of patients with Systemic Sclerosis”. Advances in Medical Sciences · Vol. 52 · 2007 · Suppl. 1 ·Nursing • Samuelson UK, Ablem EM. “Development and evaluation of a patient education program persons with systemic sclerosis (scleroderma)”. Arthritis Care Res, 2000; 13: 141-8. • Wollina U. “Pyoderma Gangrenosum: a review”. Orphanet Journal of rare disease 2007. • Neil Crowson A, Martin C.Mihm Jr, Magro C. “Pyoderma Gangrenosum: a review”. Journal of Cutaneous Pathology 2003. 30: 97-107. • AA.VV. “Rheumatology Nursing. A creative approach”. Jackie Hill Editor 2006. • Doria A, Rondinone R. “Il Lupus: la malattia dai mille volti”. O.L.A.R. OnLine Archives of Rheumatology. • Carpenito LJ. “Piani di assistenza infermieristica e documentazione”. Casa Editrice Ambrosiana 2004.
  • E1 INFERMIERISTICA CLINICA SPECIALISTICA La persona con problemi Reumatologici Sclerosi Sistemica Lupus Eritematoso Sistemico Artrite Reumatoide Mario ANTONINI (Infermiere Stomaterapista/Wound Care – Ambulatorio Stomie e Lesioni Cutanee – ASL11 Empoli mantonini11@alice.it https://www.facebook.com/mario.antonini.12 https://www.researchgate.net/profile/Mario_Antonini http://www.linkedin.com/profile/view?id=105540603&trk=nav_responsive_tab_profile_pic http://www.slideshare.net/empoliunited