Gestione delle complicanzeprecoci e tardiveE medicazioni avanzate“Assistenza infermieristica alla persona portatrice disto...
POST-OPERATORIO• Valutazione dei parametri vitali• Gestione dei drenaggi• Monitoraggio della ferita  chirurgica• VITALITA’...
COMPLICANZE (nuova classificazione)      COMPLICANZE POST-     OPERATORIO IMMEDIATO                    Post-operatorio tar...
Complicanze StomaliEDEMA
Complicanze stomali: EDEMA                             DEFINIZIONE                             Aumento della componente id...
Complicanze stomali: EDEMA    CAUSE                                                  POSSIBILI ESITI   • Eccessiva trazion...
Complicanze stomali: EDEMA               Interventi                                     Trattamento               Infermie...
Complicanze StomaliEMORRAGIA INTRA E PERISTOMALE
Complicanze stomali:EMORRAGIA INTRA E PERISTOMALE                                               Insert your               ...
Complicanze stomali: EMORRAGIA INTRA E PERISTOMALE    CAUSE                                                 POSSIBILI ESIT...
Complicanze stomali: EMORRAGIA INTRA E PERISTOMALE              Interventi                                  Trattamento   ...
Complicanze StomaliISCHEMIA E  NECROSI
Complicanze stomali: ISCHEMIA E NECROSI                                                                             ISCHEM...
Complicanze stomali: ISCHEMIA E NECROSI    CAUSE                                                    POSSIBILI ESITI   • Ec...
Complicanze stomali: ISCHEMIA E NECROSI              Interventi                           Trattamento              Infermi...
Complicanze stomali: ISCHEMIA E NECROSIINTERVENTO                                             2°            INTERVENTOCHIR...
Complicanze stomali: ISCHEMIA E NECROSI        Ischemia superficiale della       Retrazione dell’ansa                 mucosa
Complicanze StomaliRETRAZIONE
Complicanze stomali:RETRAZIONE         DEFINIZIONE         Consiste in uno slivellamento         dello stoma (più o meno  ...
Complicanze stomali: RETRAZIONE    CAUSE                                                 POSSIBILI ESITI   • Malconfeziona...
Complicanze stomali: RETRAZIONE                   Interventi                                        Trattamento           ...
Complicanze StomaliMALPOSIZIONAMENTO
Complicanze stomali: MALPOSIZIONAMENTO                            Scorretto                            posizionamento     ...
Complicanze stomali: MALPOSIZIONAMENTO    CAUSE                                                   POSSIBILI ESITI   • Erra...
Complicanze stomali: MALPOSIZIONAMENTO              Interventi                         Trattamento              Infermieri...
Complicanze Stomali ERNIA
Complicanze stomali:ERNIA   DEFINIZIONE   Dislocazione dellansa stomale per   cedimento della parete addominale   dovuta a...
Complicanze stomali: ERNIA    CAUSE                                                     POSSIBILI ESITI   • Incisione fasc...
Complicanze stomali: ERNIA                Interventi                                         Trattamento                In...
Complicanze stomali: ERNIA            Interventi            Infermieristici
Complicanze StomaliPROLASSO
Complicanze stomali: PROLASSO    DEFINIZIONE    Protrusione eccessiva dellansa stomale dal      piano cutaneo addominale  ...
Complicanze stomali: PROLASSO    CAUSE                                                    POSSIBILI ESITI   • Eccessiva   ...
Complicanze stomali: PROLASSO                 Interventi                                          Trattamento             ...
Complicanze stomali: PROLASSO
Complicanze StomaliFISTOLA
Complicanze stomali: FISTOLA    DEFINIZIONE    Tragitto che mette in comunicazione due    cavità o una cavità con lesterno...
Complicanze stomali: FISTOLA    CAUSE                                               POSSIBILI ESITI   • Da trauma (Trans-s...
Complicanze stomali: FISTOLA                 Interventi                                          Trattamento              ...
Complicanze stomali: FISTOLA1                CASO CLINICO   P.M., maschio, di anni 50 sottoposto ad intervento di    Resez...
Complicanze stomali: FISTOLA    Nel corso della prima visita    ambulatoriale dopo la    dimissione, si notava continuo   ...
Complicanze stomali: FISTOLA      Lo studio del tragitto fistoloso ci ha consentito di reperire i      seguenti dati fisio...
Complicanze stomali: FISTOLA   TRATTAMENTO   •   Utilizzo della tecnica       dell’irrigazione   •   Medicazione della    ...
Complicanze stomali: FISTOLA     Risultati     • A distanza di circa 10 giorni dall’inizio       del trattamento terapeuti...
Complicanze StomaliSTENOSI
Complicanze stomali:STENOSI   DEFINIZIONE   • Riduzione del calibro stomale al di     sotto della misura necessaria ad    ...
Complicanze stomali: STENOSI    CAUSE                                              POSSIBILI ESITI   • Inadeguata incision...
Complicanze stomali: STENOSI                Interventi                                     Trattamento                Infe...
Complicanze StomaliTRAUMI
Complicanze stomali: TRAUMI                                                           PERFORAZIONE DELL’ANSA:             ...
Complicanze stomali: TRAUMI    CAUSE                                              POSSIBILI ESITI   • Perforazione      de...
Complicanze stomali: TRAUMI             Interventi                    Trattamento             Infermieristici             ...
Complicanze dell’InterventoILEO POST-OPERATORIO PROLUNGATO
Complicanze stomali: ALTRE (Ileo post-operatorio prolungato)   ILEO POST-OPERATORIO                              Gestione ...
Complicanze dell’InterventoSINDROME DELL’INTESTINO CORTO
Complicanze stomali: ALTRE (Sindrome dell’intestino corto)                                                        Gestione...
Complicanze StomaliATIPIE STOMALI
Clostridium Difficilis
Complicanze Stomali   ATIPIEPERISTOMALI
Varici peristomali (ipertensione portale)
Alterazioni Cutanee PeristomaliDERMATITE IRRITATIVA DA    CONTATTO (DIC)
ALTERAZIONI CUTANEE PERISTOMALI: DERMATITE IRRITATIVA DA CONTATTO (DIC)               DERMATITE IRRITATIVA DA             ...
Alterazioni Cutanee PeristomaliDERMATITE ALLERGICA DA   CONTATTO (DAC)
ALTERAZIONI CUTANEE PERISTOMALI: DERMATITE ALLERGICA DA CONTATTO (DAC)            DERMATITE ALLERGICA DA               CON...
Alterazioni Cutanee Peristomali   CANDIDOSI
ALTERAZIONI CUTANEE PERISTOMALI: CANDIDOSI                CANDIDOSI                     lesioni                eritematose...
Alterazioni Cutanee Peristomali   FOLLICOLITE
ALTERAZIONI CUTANEE PERISTOMALI: FOLLICOLITE                     FOLLICOLITE                    Lesioni eritemato-        ...
MEDICAZIONI AVANZATE
“Non esiste una singolamedicazione adatta a tutti i tipi diferita né tantomeno a tutte le fasi       di una ferita stessa…...
timining della lesione        Medicazioni ogni 24/48h        Medicazioni ogni 48/72h         Medicazioni ogni        (essu...
MEDICAZIONI AVANZATE    1. La prima medicazione è la placca    da stomia…..                                           Nell...
AQUACEL AG® (CONVATEC)                         COMPOSIZIONE                         Idrofibra + Argento                   ...
PRONTOSAN® (BBRAUN)                      COMPOSIZIONE                      Propil-Betaina, Poliesanide                    ...
DUODERM® (CONVATEC)                      COMPOSIZIONE                      Medicazione a base di idrocolloidi             ...
CALGITROL® (BBRAUN)                      COMPOSIZIONE                      Medicazione di Alginato con Argento            ...
KENDALL KERLIX® (COVIDIEN)                             COMPOSIZIONE                             Polyhexamethylene Biguanid...
SEASORB® (COLOPLAST)                       COMPOSIZIONE                       Calcio e Carbossimetilcellulosa (CMC)       ...
PROMOGRAN® (SYSTAGENIX)                          COMPOSIZIONE                          Matrice modulante di Proteasi      ...
CUTIMED SORBACT® (BSN MEDICAL)                                 COMPOSIZIONE                                 DACC (Dialchil...
HYALOFILL® (FIDIA)                      COMPOSIZIONE                      Alginato di Sodio e Hyaff (estere dell’Acido Ial...
HYALOGRAN® (FIDIA)                     COMPOSIZIONE                     Alginato di Sodio e Hyaff (estere dell’Acido Ialur...
IODOSORB® (SMITH & NEPHEW)                              COMPOSIZIONE                              Matrice di Cadexomero Io...
NORUXOL® (SMITH & NEPHEW)                            COMPOSIZIONE                            Collagenasi                  ...
Alterazioni Cutanee Peristomali          LESIONI  PSEUDO-VERRUCOSE    (TESSUTO DI GRANULAZIONE)
ALTERAZIONI CUTANEE PERISTOMALI: LESIONI PSEUDOVERRUCOSE (tessuto di granulazione)           LESIONI PSEUDOVERRUCOSE      ...
ALTERAZIONI CUTANEE PERISTOMALI: LESIONI PSEUDOVERRUCOSE (tessuto di granulazione)     DEFINIZIONE     Formazioni fibropro...
ALTERAZIONI CUTANEE PERISTOMALI: LESIONI PSEUDOVERRUCOSE (tessuto di granulazione)    CAUSE                               ...
ALTERAZIONI CUTANEE PERISTOMALI: LESIONI PSEUDOVERRUCOSE (tessuto di granulazione)               Interventi               ...
Caso Clinico: RIDUZIONE DI ABNORME TESSUTO IPERPROLIFERATIVO             19.08.2009             1. C.L., maschio, 65 anni,...
Caso Clinico: RIDUZIONE DI ABNORME TESSUTO IPERPROLIFERATIVO                                                            Il...
Caso Clinico: RIDUZIONE DI ABNORME TESSUTO IPERPROLIFERATIVO                                                    Lesione pr...
Caso Clinico: RIDUZIONE DI ABNORME TESSUTO IPERPROLIFERATIVO   Presenza di segni clinici soggettivi quali bruciore e   Al ...
Caso Clinico: RIDUZIONE DI ABNORME TESSUTO IPERPROLIFERATIVO                            ↓   NITRATO D’ARGENTO: trattamento...
Caso Clinico: RIDUZIONE DI ABNORME TESSUTO IPERPROLIFERATIVO         19.08.2009                31.08.2009                3...
Caso Clinico: RIDUZIONE DI ABNORME TESSUTO IPERPROLIFERATIVO
Caso Clinico: RIDUZIONE DI ABNORME TESSUTO IPERPROLIFERATIVO                                                           CON...
Alterazioni Cutanee Peristomali          LESIONI  PSEUDO-VERRUCOSE      (DEPOSITI DI OSSALATI)
ALTERAZIONI CUTANEE PERISTOMALI: LESIONI PSEUDO-VERRUCOSE: (DEPOSITI DI OSSALATI)        DEPOSITI DI OSSALATI             ...
Alterazioni Cutanee Peristomali          LESIONI  PSEUDO-VERRUCOSE          (NEOPLASIA)
ALTERAZIONI CUTANEE PERISTOMALI: LESIONI PSEUDO-VERRUCOSE: (NEOPLASIE)            NEOPLASIE                  Massa neoplas...
Alterazioni Cutanee PeristomaliPERDITA DI SOSTANZA       (DISTACCO MUCO-CUTANEO/SUPPURAZIONI ED ASCESSI)
ALTERAZIONI CUTANEE PERISTOMALI:PERDITA DI SOSTANZA (Distacco muco-cutaneo/Suppurazioni ed Ascessi)    CAUSE              ...
ALTERAZIONI CUTANEE PERISTOMALI:PERDITA DI SOSTANZA (Distacco muco-cutaneo/Suppurazioni ed Ascessi)                 Interv...
ALTERAZIONI CUTANEE PERISTOMALI:PERDITA DI SOSTANZA (Distacco muco-cutaneo/Suppurazioni ed Ascessi)
Caso clinico: NECROSI TESSUTALE IN URETEROCUTANEOSTOMIA                                          Cistectomia radicale con ...
Caso clinico: NECROSI TESSUTALE IN URETEROCUTANEOSTOMIA                                           29.03.2010 Medicazione a...
Caso clinico: NECROSI TESSUTALE IN URETEROCUTANEOSTOMIA                                         15.04.2011 Medicazione con...
Caso Clinico: GESTIONE DI UNA ILEOSTOMIA SU AMPIA DEISCENZA CHIRURGICA   14.05.2010                                       ...
Caso Clinico: GESTIONE DI UNA ILEOSTOMIA SU AMPIA DEISCENZA CHIRURGICA                                              1. La ...
Caso Clinico: GESTIONE DI UNA ILEOSTOMIA SU AMPIA DEISCENZA CHIRURGICA                                                    ...
Caso Clinico: GESTIONE DI UNA ILEOSTOMIA SU AMPIA DEISCENZA CHIRURGICA    24.05.2010.                              Detersi...
Caso Clinico: GESTIONE DI UNA ILEOSTOMIA SU AMPIA DEISCENZA CHIRURGICA                   La lesione come si presenta il 01...
Caso Clinico: GESTIONE DI UNA ILEOSTOMIA SU AMPIA DEISCENZA CHIRURGICA                                                    ...
Caso Clinico: GESTIONE DI UNA ILEOSTOMIA SU AMPIA DEISCENZA CHIRURGICA                                                    ...
Caso Clinico: GESTIONE DI UNA ILEOSTOMIA SU AMPIA DEISCENZA CHIRURGICA                                                    ...
Caso Clinico: GESTIONE DI UNA ILEOSTOMIA SU AMPIA DEISCENZA CHIRURGICA    09.06.2010.                         Detersione  ...
Caso Clinico: GESTIONE DI UNA ILEOSTOMIA SU AMPIA DEISCENZA CHIRURGICA    22.06.2010.                 Detersione    con   ...
Caso Clinico: GESTIONE DI UNA ILEOSTOMIA SU AMPIA DEISCENZA CHIRURGICA                            Valutazione al 16.07.2010
Caso Clinico: GESTIONE DI UNA ILEOSTOMIA SU AMPIA DEISCENZA CHIRURGICA                Valutazione al 03.08.2010           ...
Caso Clinico: GESTIONE DI UNA ILEOSTOMIA SU AMPIA DEISCENZA CHIRURGICA       Valutazione al 18.08.2010                 Val...
Caso Clinico: GESTIONE DI UNA ILEOSTOMIA SU AMPIA DEISCENZA CHIRURGICA                                                    ...
Alterazioni Cutanee PeristomaliPERDITA DI SOSTANZA     (DERMATITE ARTEFATTA)
ALTERAZIONI CUTANEE PERISTOMALI:PERDITA DI SOSTANZA (Dermatite Artefatta)             DERMATITE ARTEFATTA                 ...
Alterazioni Cutanee Peristomali PERDITA DI SOSTANZA(PYODERMA GANGRENOSO PERISTOMALE -              PPG)
ALTERAZIONI CUTANEE PERISTOMALI:PERDITA DI SOSTANZA (Pyoderma Gangrenoso Peristomale)                                     ...
Caso Clinico: PYODERMA GANGRENOSO PERISTOMALE (PPG)  L.K., FEMMINA DI 40 ANNI;  COLECTOMIA TOTALE PER RCU NEL 2008;  A dis...
Caso Clinico: PYODERMA GANGRENOSO PERISTOMALE (PPG)   TRATTAMENTO:   - Somministrazione di Infliximab, poi       sospeso e...
Caso Clinico: PYODERMA GANGRENOSO PERISTOMALE (PPG)  Donna, 53 anni, sottoposta ad intervento chirurgico di colectomia tot...
Caso Clinico: PYODERMA GANGRENOSO PERISTOMALE (PPG)                                          CONTROLLO                    ...
Caso Clinico: PYODERMA GANGRENOSO PERISTOMALE (PPG)                                        La paziente torna presso l’ambu...
Caso Clinico: PYODERMA GANGRENOSO PERISTOMALE (PPG) 27.07.2011 La paziente viene sottoposta a biopsia cutanea (prelievo di...
Caso Clinico: PYODERMA GANGRENOSO PERISTOMALE (PPG)   In data 08/08/2011 viene consegnato il referto istologico con la seg...
Caso Clinico: PYODERMA GANGRENOSO PERISTOMALE (PPG)   La guarigione della lesione viene diagnosticata in data 16.09.2011. ...
Alterazioni Cutanee PeristomaliPERDITA DI SOSTANZA     (LESIONI DA DECUBITO)
ALTERAZIONI CUTANEE PERISTOMALI:PERDITA DI SOSTANZA (Lesioni da Decubito)     L’ulcera da pressione è un’area    localizza...
ALTERAZIONI CUTANEE PERISTOMALI:PERDITA DI SOSTANZA (Lesioni da Decubito)     CAUSE                                       ...
ALTERAZIONI CUTANEE PERISTOMALI:PERDITA DI SOSTANZA (Lesioni da Decubito)                   Interventi                    ...
Alterazioni Cutanee PeristomaliPERDITA DI SOSTANZA           (Traumi)
ALTERAZIONI CUTANEE PERISTOMALI:PERDITA DI SOSTANZA (Traumi)                                    Lesioni provocate da      ...
STUDIO SACSStudio Alterazioni Cutanee Stomali
CLASSIFICAZIONE DELLE ALTERAZIONI CUTANEE PERISTOMALI                    1.    Identificazione delle condizioni della cute...
CLASSIFICAZIONE DELLE ALTERAZIONI CUTANEE PERISTOMALI                                          2.     Identificazione dei ...
CLASSIFICAZIONE DELLE ALTERAZIONI CUTANEE PERISTOMALI                                           3.   Terapia topica per l’...
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OBIETTIVO N.1:Studiare e classificarele alterazioni cutanee    secondarie alla   creazione di una    enterostomia.        ...
PERISTOMALE                                    E’ stato definito come           CLASSIFICAZIONE        peristomale tutto c...
SEGNO PREVALENTE                                          E’ stato deciso che la                                  classifi...
CLASSIFICAZIONE DELLE ALTERAZIONI CUTANEE PERISTOMALI                                                           L1        ...
CLASSIFICAZIONE DELLE ALTERAZIONI CUTANEE PERISTOMALI                                                           L2        ...
CLASSIFICAZIONE DELLE ALTERAZIONI CUTANEE PERISTOMALI                                                           L3        ...
CLASSIFICAZIONE DELLE ALTERAZIONI CUTANEE PERISTOMALI                                                           L4        ...
CLASSIFICAZIONE DELLE ALTERAZIONI CUTANEE PERISTOMALI                                                           LX        ...
CLASSIFICAZIONE DELLE ALTERAZIONI CUTANEE PERISTOMALI TOPOGRAPHY (T)                                                      ...
CLASSIFICAZIONE L1 Lesione iperemica (arrossamento peristomale        senza perdita di sostanza)           TV
CLASSIFICAZIONE L2 Lesione erosiva con       perdita di sostanza sino e non oltre il derma        TI - II
CLASSIFICAZIONE L3            Lesione ulcerativa   oltre il derma        TIII - IV
CLASSIFICAZIONE L4           Lesione ulcerativa fibrinosa/necrotica      TI - III - IV
CLASSIFICAZIONE LX            Lesione proliferative (granulomi, depositi di            ossalati, neoplasie)           TV
CLASSIFICAZIONE LX            Lesione proliferative (granulomi, depositi di            ossalati, neoplasie)         TII - ...
Gestione delle complicanze               precoci e tardive               E medicazioni avanzate               “Assistenza ...
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Gestione delle complicanze precoci e tardive e medicazioni avanzate - Assistenza infermieristica alla persona portatrice di stomia - Firenze 14.11.2012

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Proposta di nuova classificazione delle complicanze della stomia e della cute peristomale. Classificazione delle alterazioni cutanee peristomali (SACS); medicazioni avanzate e casi clinici.

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Gestione delle complicanze precoci e tardive e medicazioni avanzate - Assistenza infermieristica alla persona portatrice di stomia - Firenze 14.11.2012

  1. 1. Gestione delle complicanzeprecoci e tardiveE medicazioni avanzate“Assistenza infermieristica alla persona portatrice distomia14 novembre 2012 – FIRENZEANTONINI MARIOInfermiere Stomaterapista/ esperto Wound Care – AmbulatorioStomie e Lesioni Cutanee Croniche – Azienda U.S.L. 11 Empoli (FI)
  2. 2. POST-OPERATORIO• Valutazione dei parametri vitali• Gestione dei drenaggi• Monitoraggio della ferita chirurgica• VITALITA’ DELLO STOMA• Stoma-care
  3. 3. COMPLICANZE (nuova classificazione) COMPLICANZE POST- OPERATORIO IMMEDIATO Post-operatorio tardivo (0 – 72 ORE) ALTERAZIONI CUTANEE PERISTOMALI: Retrazione Dermatite Irritativa da Contatto (DIC) Edema Malposizionamento Dermatite Allergica da Contatto (DAC) Prolasso Dermatite Artefatta Candidosi Fistola Follicolite Stenosi LESIONI PROLIFERATIVE: Ernia Lesioni pseudo-verrucose Ischemia e Necrosi Depositi di Cristalli Traumi Neoplasie PERDITA DI SOSTANZA: COMPLICANZE LEGATE Distacco muco-cutaneo ALL’INTERVENTO: Suppurazioni ed ascessi peristomali Emorragia intra e Ileo post-operatorio prolungato Lesioni da Decubito peristomale Pyoderma Gangrenoso Peristomale (PPG) Sindrome dell’intestino corto Traumi
  4. 4. Complicanze StomaliEDEMA
  5. 5. Complicanze stomali: EDEMA DEFINIZIONE Aumento della componente idrica interstiziale dello stoma dovuta ad un ostacolato deflusso venoso
  6. 6. Complicanze stomali: EDEMA CAUSE POSSIBILI ESITI • Eccessiva trazione dellansa • Stenosi momentanea con • Insufficiente diametro difficoltà di scarico dellapertura nella parete • Necrosi parcellare della mucosa muscolare o cutanea • Utilizzo di presidi non idonei • Ristagno del contenuto fecale
  7. 7. Complicanze stomali: EDEMA Interventi Trattamento Infermieristici Chirurgico Solitamente non necessario tranne in casi Attendistico nelle prime 24 - 48 ore particolarmente gravi che esitano in ischemia e necrosi massiva Sostituzione del presidio non idoneo Piccole zone di necrosi limitate alla mucosa possono guarire con il trattamento conservativo Applicazione di borsa del ghiaccio Irrigazione con acqua tiepida per ammorbidire il bolo fecale (nelle colostomie)
  8. 8. Complicanze StomaliEMORRAGIA INTRA E PERISTOMALE
  9. 9. Complicanze stomali:EMORRAGIA INTRA E PERISTOMALE Insert your own picture DEFINIZIONE Perdita di sangue di varia entità proveniente dalla zona peristomale o dal viscere stesso
  10. 10. Complicanze stomali: EMORRAGIA INTRA E PERISTOMALE CAUSE POSSIBILI ESITI • Eccessiva esteriorizzazione • Anemia in caso di emorragia di dellansa grave entità • Necrosi delle arteriole del meso o distacco di escare • Emostasi difettosa • Coagulopatie • Microtraumi da malgestione
  11. 11. Complicanze stomali: EMORRAGIA INTRA E PERISTOMALE Interventi Trattamento Infermieristici Chirurgico Emostasi per tamponamento (es. utilizzo di Alginato di Calcio) Emostasi con elettrocoagulazione Applicazione borsa del ghiaccio Elettrocoagulazione per via endoscopica (emorragia intraluminale) Eventuale reintervento chirurgico
  12. 12. Complicanze StomaliISCHEMIA E NECROSI
  13. 13. Complicanze stomali: ISCHEMIA E NECROSI ISCHEMIA TOTALE: interessa l’intera ansa ISCHEMIA DEFINIZIONE PARZIALE: E la condizione che si instaura limitata per insufficiente apporto di alla sangue arterioso nella sede porzione della stomia; la mucosa emergente apparirà prima pallida, poi violacea (cianosi) e infine nera (necrosi)
  14. 14. Complicanze stomali: ISCHEMIA E NECROSI CAUSE POSSIBILI ESITI • Eccessiva trazione del meso del • Distacco dello stoma (se totale, viscere caduta del moncone in addome • Arteriosclerosi o compressioni con conseguente peritonite) vascolari intrinseche • Stenosi della stomia (come • Eccessiva scheletrizzazione esito cicatriziale di una necrosi dellansa in fase di parcellare della mucosa) preparazione
  15. 15. Complicanze stomali: ISCHEMIA E NECROSI Interventi Trattamento Infermieristici Chirurgico Attendistico in caso di distacco Reintervento con riconfezionamento parziale dello stoma Eventuale uso di medicazioni avanzate
  16. 16. Complicanze stomali: ISCHEMIA E NECROSIINTERVENTO 2° INTERVENTOCHIRURGICO: CHIRURGICO:- Emicolectomia sinistra - COLECTOMIA TOTALE Ricanalizzazione 1^ VISITA:- Colostomia sinistra - Ileostomia temporanea (sec. Hartmann) - Presidio non idoneo (OPACO, fondo chiuso). - Si rileva una necrosi precoce della stomia. 12 sett. 2011 12 sett. 2011 12 sett. 2011 Settembre 2012 Ore 2.30 – 4.40 Ore 9.30
  17. 17. Complicanze stomali: ISCHEMIA E NECROSI Ischemia superficiale della Retrazione dell’ansa mucosa
  18. 18. Complicanze StomaliRETRAZIONE
  19. 19. Complicanze stomali:RETRAZIONE DEFINIZIONE Consiste in uno slivellamento dello stoma (più o meno accentuato) sotto il piano cutaneo
  20. 20. Complicanze stomali: RETRAZIONE CAUSE POSSIBILI ESITI • Malconfezionamento per • Stomia infossata rispetto al insufficiente preparazione piano cutaneo dellansa e meso molto corto • Stenosi della stomia • Eccessivo spessore della parete • Alterazioni Cutanee Peristomali addominale • Pelvi congelata/Carcinosi peritoneale
  21. 21. Complicanze stomali: RETRAZIONE Interventi Trattamento Infermieristici Chirurgico Livellamento della zona peristomale con paste riempitive Reintervento con riconfezionamento dello stoma anche nella stessa sede Utilizzo di placche convesse Utilizzo di cintura Utilizzo di presidi quali anelli idrocolloidali piani o convessi Irrigazione nelle colostomie
  22. 22. Complicanze StomaliMALPOSIZIONAMENTO
  23. 23. Complicanze stomali: MALPOSIZIONAMENTO Scorretto posizionamento dello stoma situato in una sede tale da rendere difficoltose o impossibili le manovre di gestione
  24. 24. Complicanze stomali: MALPOSIZIONAMENTO CAUSE POSSIBILI ESITI • Errata o mancata valutazione • Alterazioni Cutanee Peristomali pre-operatoria (Disegno pre- • Infezioni della ferita chirurgica operatorio) • Posizionamento dello stoma in sede di ferita laparotomica, in prossimità di salienze ossee oppure su pliche cutanee
  25. 25. Complicanze stomali: MALPOSIZIONAMENTO Interventi Trattamento Infermieristici Chirurgico Adattamento dei vari sistemi di raccolta con lausilio di pasta e polveri, anelli idrocolloidali (anche Reintervento con convessi), film protettivi, cintura. riconfezionamento dello stoma in una sede più idonea Irrigazione (nelle colostomie)
  26. 26. Complicanze Stomali ERNIA
  27. 27. Complicanze stomali:ERNIA DEFINIZIONE Dislocazione dellansa stomale per cedimento della parete addominale dovuta ad un distacco completo o parziale della fascia aponeurotica Le ernie sono favorite da: • BPCO, scompenso cardiaco (tosse, incremento della tensione addominale) • Obesità • Stipsi • Sforzi
  28. 28. Complicanze stomali: ERNIA CAUSE POSSIBILI ESITI • Incisione fasciale troppo ampia • Alterazioni dellalvo, fino a quadri di (> 3 cm) subocclusione/occlusione intestinale • Dolori addominali • Sede inadatta • Marcato disagio psicologico • Cedimento progressivo • Difficoltà all’apparecchiamento della dellaponeurosi stomia • Pregressi interventi chirurgici • Insorgenza di altre complicanze addominali (alterazioni cutanee peristomali)
  29. 29. Complicanze stomali: ERNIA Interventi Trattamento Infermieristici Chirurgico Utilizzo di idonei presidi con maggiore adesività (eventualmente monopezzo, oppure convesso Riconfezionamento dello stoma in altra sede leggero), anche in associazione alla cintura (fare molta attenzione all’insorgenza di ulcerazioni cutanee peristomali da decubito da cintura) Utilizzo di fascie contenitive senza foro Plastica della parete con materiale protesico Irrigazione nelle fasi iniziali (anche come La riparazione della porta erniaria con la prevenzione nelle colostomie sinistre) semplice apposizione di punti di sutura sulla fascia provoca soltanto l’insorgenza di recidive a breve termine
  30. 30. Complicanze stomali: ERNIA Interventi Infermieristici
  31. 31. Complicanze StomaliPROLASSO
  32. 32. Complicanze stomali: PROLASSO DEFINIZIONE Protrusione eccessiva dellansa stomale dal piano cutaneo addominale Scivolamento della tonaca MUCOSO mucosa sulla muscolare (max 3 - 4 cm) Scivolamento dellintera TOTALE ansa su se stessa (può raggiungere dimensioni notevoli) • E più frequente nei bambini e nelle colostomie specialmente quelle a doppia canna e in particolare nellansa distale • E più frequente in colostomie allestite per una malattia ostruttiva
  33. 33. Complicanze stomali: PROLASSO CAUSE POSSIBILI ESITI • Eccessiva ampiezza • Difficoltà di mimetizzazione e di dellincisione parietale e gestione della stomia cutanea • Emorragia da trauma della mucosa protrusa • Insufficiente fissazione viscero- • Edema parietale • Necrosi da strozzamento/stiramento • Sforzi • Anemia
  34. 34. Complicanze stomali: PROLASSO Interventi Trattamento Infermieristici Chirurgico Manovre e didattica di riduzione del tratto prolassato (in fase iniziale) Applicazione di Sale/Zucchero sulla mucosa Riconfezionamento dello stoma in altra sede per ridurre l’edema (prima dell’effettuazione della riduzione) In caso di emorragia emostasi per compressione e borsa di ghiaccio Plastica della parete con materiale protesico Educazione al riconoscimento dei segni e sintomi che complicano un prolasso (dolore addominale, emorragia, comparsa di aree ischemiche fino alla necrosi franca)
  35. 35. Complicanze stomali: PROLASSO
  36. 36. Complicanze StomaliFISTOLA
  37. 37. Complicanze stomali: FISTOLA DEFINIZIONE Tragitto che mette in comunicazione due cavità o una cavità con lesterno Mette in comunicazione il VISCERO-CUTANEA lume dellansa stomale con la cute Origina in prossimità della PERISTOMALE parete viscerale senza attraversarla e si apre sulla cute Mette in comunicazione il lume viscerale con lesterno TRANSTOMALE sboccando nella mucosa evertita sopra il piano cutaneo
  38. 38. Complicanze stomali: FISTOLA CAUSE POSSIBILI ESITI • Da trauma (Trans-stomali) • Ascesso parastomale • Da punto di sutura • Alterazioni Cutanee Peristomali • Legate alla patologia primaria • Stenosi (es. Morbo di Crohn)
  39. 39. Complicanze stomali: FISTOLA Interventi Trattamento Infermieristici Chirurgico Facilitazione del drenaggio delle secrezioni al fine di preservare ladesività del presidio Escissione della fistola Adattamento dei vari presidi alla specifica situazione Riconfezionamento dello stoma Utilizzo di medicazioni avanzate per la gestione della fistola Irrigazione nelle colostomie sinistre
  40. 40. Complicanze stomali: FISTOLA1 CASO CLINICO P.M., maschio, di anni 50 sottoposto ad intervento di Resezione Anteriore del Retto per neoplasia, senza confezionamento di stomia a protezione dell’anastomosi. In 2a giornata l’intervento è stato complicato da deiscenza dell’anastomosi con quadro peritonitico, tale da rendere necessario un nuovo intervento chirurgico in urgenza dove è stata confezionata una 1GESTIONE INFERMIERISTICA DI UNA FISTOLA VISCERO-CUTANEA sigmoidostomia terminale sinistra sec. Hartmann. -Antonini Mario - Militello Gaetano
  41. 41. Complicanze stomali: FISTOLA Nel corso della prima visita ambulatoriale dopo la dimissione, si notava continuo distacco del presidio di raccolta dovuto alla presenza di un deiscenza della giunzione muco-cutanea. •Dall’analisi più approfondita si evidenziava la fuoriuscita di materiale fecale dal distacco muco-cutaneo, con presenza di una fistola accessoria
  42. 42. Complicanze stomali: FISTOLA Lo studio del tragitto fistoloso ci ha consentito di reperire i seguenti dati fisiologici: Fistola viscero-cutanea colica (unica) : • fuoriuscita di materiale fecale dal tragitto fistoloso. La fistola è stata studiata attraverso l’inserimento di una sonda tipo Nelaton (Æ10) che fuoriusciva all’interno del lume intestinale ed era possibile apprezzarla attraverso l’esplorazione digitale; Bassa gittata della fistola • dovuta al tratto del viscere interessato, in questo caso colon discendente; Assenza di ostruzioni a valle della fistola: • la fistola viene attraversata dal catetere attraverso tutta la sua lunghezza; Tragitto fistoloso lineare: • all’atto dell’incanulamento la fistola veniva attraversata dalla sonda senza ostacoli al decorso; Profondità della fistola = 3 cm circa.
  43. 43. Complicanze stomali: FISTOLA TRATTAMENTO • Utilizzo della tecnica dell’irrigazione • Medicazione della fistola con medicazioni avanzate a base di Argento (AquacelAg©) • Ripetizione del trattamento (irrigazione + medicazione) ogni 48 ore
  44. 44. Complicanze stomali: FISTOLA Risultati • A distanza di circa 10 giorni dall’inizio del trattamento terapeutico la fistola non riportava emissione di materiale fecale, mentre il tessuto iniziava a granuleggiare. Il quadro clinico è andato via via migliorando, continuando a segnalare l’assenza di emissione di materiale fecale dal tragitto fistoloso anche ai controlli successivi. • La guarigione completa della fistola è stata ottenuta a distanza di circa 18 giorni dalla diagnosi. Il paziente ha continuato ad effettuare l’irrigazione a giorni alterni per 6 mesi fino all’intervento di ricanalizzazione.
  45. 45. Complicanze StomaliSTENOSI
  46. 46. Complicanze stomali:STENOSI DEFINIZIONE • Riduzione del calibro stomale al di sotto della misura necessaria ad assicurare una normale evacuazione • Dipende da: o Dimensioni del lume o Elasticità della parte viscerale transparietale o Elasticità dei tessuti circostanti
  47. 47. Complicanze stomali: STENOSI CAUSE POSSIBILI ESITI • Inadeguata incisione cutanea • Ristagno fecale con • Esito di un processo iperfermentazione e suppurativo putrefazione delle feci • Esito di retrazione precoce • Occlusione intestinale • Esito di ischemia o necrosi • Presenza di concrezioni fosfatiche
  48. 48. Complicanze stomali: STENOSI Interventi Trattamento Infermieristici Chirurgico Escissione del cercine fibroso e riconfezionamento anche in anestesia locale Dilatazioni digitali o con dilatatori (tipo DILASTOM) Allargamento dellapertura transparietale e riconfezionamento dello stoma Irrigazione (rende morbide le feci, lutilizzo ripetuto del cono dell’irrigatore facilita la dilatazione) L’incisione a raggiera della parete è assolutamente da escludere!!!
  49. 49. Complicanze StomaliTRAUMI
  50. 50. Complicanze stomali: TRAUMI PERFORAZIONE DELL’ANSA: - Intraperitoneale TRAUMA STOMALE INTERNO - Intramesenterica - Extraperitoneale Lesioni provocate da eventi traumatici sullo stoma Riguarda il tratto di viscere TRAUMA STOMALE ESTERNO che sporge dal piano cutaneo
  51. 51. Complicanze stomali: TRAUMI CAUSE POSSIBILI ESITI • Perforazione dell’ansa a • Emorragia seguito di irrigazione • Edema • Manovre gestionali violente • Perforazione • Cinture di sicurezza • Ø del foro della placca troppo piccolo • Prolasso
  52. 52. Complicanze stomali: TRAUMI Interventi Trattamento Infermieristici Chirurgico Emostasi per compressione Borsa del ghiaccio Reintervento chirurgico in caso di perforazione Correzione del presidio
  53. 53. Complicanze dell’InterventoILEO POST-OPERATORIO PROLUNGATO
  54. 54. Complicanze stomali: ALTRE (Ileo post-operatorio prolungato) ILEO POST-OPERATORIO Gestione PROLUNGATO • Può essere causato da emorragia S.N.G, reintegro intraperitoneale o retroperitoneale, di liquidi, sepsi, ischemia intestinale, disordini correzione idro-elettrolitici, anestesia elettroliti regionale, rotazione dell’ansa intestinale. • Il paziente manifesta distensione Esami strumentali addominale, vomito, abnorme con m.d.c. (RX o ristagno gastrico (SNG). TAC) • Questo può portare a DISIDRATAZIONE, OLIGURIA, IPONATREMIA, IPERPOTASSIEMIA. • Feci scarse o assenti per tutta la Reintervento durata dell’ileo post-operatorio. chirurgico
  55. 55. Complicanze dell’InterventoSINDROME DELL’INTESTINO CORTO
  56. 56. Complicanze stomali: ALTRE (Sindrome dell’intestino corto) Gestione SINDROME DELL’INTESTINO CORTO (alto flusso) Individuare la • Può essere causato da infezione locale causa o sistemica, infezione intra- addominale, gastroenteriti, eccessiva crescita batterica, ostruzione intestinale, stenosi dell’ileostomia, Reintegrare i Morbo di Crohn ricorrente, ileostomie liquidi alte. • Severa disidratazione con iponatremia, ipopotassiemia (oppure Bilancio idro- iperpotassiemia con iponatremia), elettrolitico ipomagnesemia, ipocalcemia. • La perdita di liquidi eccedente 1,5lt/die è incompatibile con la Codeina o Loperamide per gestione domiciliare. ridurre la perdita di liquidi
  57. 57. Complicanze StomaliATIPIE STOMALI
  58. 58. Clostridium Difficilis
  59. 59. Complicanze Stomali ATIPIEPERISTOMALI
  60. 60. Varici peristomali (ipertensione portale)
  61. 61. Alterazioni Cutanee PeristomaliDERMATITE IRRITATIVA DA CONTATTO (DIC)
  62. 62. ALTERAZIONI CUTANEE PERISTOMALI: DERMATITE IRRITATIVA DA CONTATTO (DIC) DERMATITE IRRITATIVA DA CONTATTO( DIC) Cute eritemato- edematosa Aree di erosione superficiale Localizzate nelle aree a contatto con la sostanza Eziologia: secrezioni gastriche, feci, muco, urine, placche
  63. 63. Alterazioni Cutanee PeristomaliDERMATITE ALLERGICA DA CONTATTO (DAC)
  64. 64. ALTERAZIONI CUTANEE PERISTOMALI: DERMATITE ALLERGICA DA CONTATTO (DAC) DERMATITE ALLERGICA DA CONTATTO (DAC) lesioni eritemato- vescicolose, papulose o francamente bollose Sensibilizzazione verso allergeni: coloranti, profumi, sostanze adesive, saponi, lozioni, conservanti Margini non definiti, prurito, rischio di sovrainfezione
  65. 65. Alterazioni Cutanee Peristomali CANDIDOSI
  66. 66. ALTERAZIONI CUTANEE PERISTOMALI: CANDIDOSI CANDIDOSI lesioni eritematose con bordi irregolari Pustolosi satellite Eziologia: Candida albicans Fattori predisponenti: umidità, calore, trattamenti antibiotici, chemioterapia
  67. 67. Alterazioni Cutanee Peristomali FOLLICOLITE
  68. 68. ALTERAZIONI CUTANEE PERISTOMALI: FOLLICOLITE FOLLICOLITE Lesioni eritemato- pustolose Localizzate a livello di follicolo pilifero Eziologia: Stafilococco aureo
  69. 69. MEDICAZIONI AVANZATE
  70. 70. “Non esiste una singolamedicazione adatta a tutti i tipi diferita né tantomeno a tutte le fasi di una ferita stessa…” T.D. Turner, 1984
  71. 71. timining della lesione Medicazioni ogni 24/48h Medicazioni ogni 48/72h Medicazioni ogni (essudato +++/++) (essudato ++/+) 72h/7gg (essudato +/-)WetMoist Debride Absorbe Protect & hydrate Alginato + Ag Alginato + Ag Idrogel + Alginato Idrofibra + Ag Idrofibra + AgDry Idrocolloide Necrotic Sloughy Granulating Ephiteliasing
  72. 72. MEDICAZIONI AVANZATE 1. La prima medicazione è la placca da stomia….. Nelle lesioni L1 e L2 può bastare 2. È realmente necessario utilizzare rimuovere la causa (foro troppo una medicazione avanzata? grande, presidio errato, feci troppo liquide, allergia al presidio), oppure limitarla (es. malposizionamento) 3. Se la medicazione è necessaria, è possibile metterla sotto la placca?
  73. 73. AQUACEL AG® (CONVATEC) COMPOSIZIONE Idrofibra + Argento Medicazione assorbente impregnata con argento e dotata di proprietà antimicrobiche. L’argento contribuisce alla formazione di un adeguato ambiente antimicrobico; assorbe una notevole quantità di essudato.
  74. 74. PRONTOSAN® (BBRAUN) COMPOSIZIONE Propil-Betaina, Poliesanide La betaina è un La PHMB è una sostanza tensioattivo efficace e antimicrobica efficace e particolarmente straordinariamente ben tollerato che disgrega ben tollerata che inibisce il biofilm e scioglie le la crescita dei patine microorganismi riducendo così la e riduce la patina contaminazione della (bioburden). superficie della ferita da parte di batteri e detriti cellulari.
  75. 75. DUODERM® (CONVATEC) COMPOSIZIONE Medicazione a base di idrocolloidi Duoderm a formula di gel controllato è una medicazione a base di idrocolloidi formata da uno strato interno di idrocolloidi (a diretto contatto con la ferita) contenuta in una matrice di polimeri adesivie da uno strato di schiuma in poliuretano all’esterno. Ambiente Processo di Sbrigliamento umido cicatrizzazione autolitico
  76. 76. CALGITROL® (BBRAUN) COMPOSIZIONE Medicazione di Alginato con Argento Una matrice di alginato Uno strato di schiuma di con ioni argento che poliuretano che permette fornisce un’efficacia l’assorbimento antimicrobica generale. dell’essudato della ferita.
  77. 77. KENDALL KERLIX® (COVIDIEN) COMPOSIZIONE Polyhexamethylene Biguanide (PHMB) Kendall Kerlix A.M.D. Antimicrobial Dressing contiene PHMB (Polyhexamethylene Biguanide) un componente antimicrobico efficace contro la progressione e la colonizzazione batterica.
  78. 78. SEASORB® (COLOPLAST) COMPOSIZIONE Calcio e Carbossimetilcellulosa (CMC) La sua particolare struttura favorisce un rapido assorbimento dell’essudato evitando i rischi di macerazione della cute perilesionale. SeaSorb al momento dell’applicazione si trasforma, a causa dello scambio ionico tra essudato e medicazione, in un gel soffice e coeso, che può essere rimosso facilmente senza lasciare residui nel letto della lesione, favorendo il debridment della lesione.
  79. 79. PROMOGRAN® (SYSTAGENIX) COMPOSIZIONE Matrice modulante di Proteasi E’ un prodotto sterile ed La matrice PROMOGRAN* modula e riequilibra lambiente assorbente, composto di della ferita attraverso l’azione ORC (45%) e Collagene unica e sinergica di Collagene & Cellulosa Ossidata Rigenerata: (55%) di origine bovina A) Binding ed inattivazione delle liofilizzati. In presenza di Proteasi, identificate come essudati si trasforma in un sostanze nocive nelle lesioni di morbido gel conformabile, varia eziologia. completamente B) Binding e protezione dei fattori di crescita endogeni. biodegradabile e Questi fattori di crescita naturali bioriassorbibile. vengono rilasciati attivi nella ferita, mentre le proteasi nocive rimangono inattive durante la biodegradazione della matrice PROMOGRAN*.
  80. 80. CUTIMED SORBACT® (BSN MEDICAL) COMPOSIZIONE DACC (Dialchilcarbamoilcloruro) Cutimed Sorbact è stato Il principio Sorbact si basa sul progettato per captare e fenomeno fisico dell’interazione rimuovere in modo efficace i idrofobica. Le particelle batteri ed altri microrganismi idrofobiche (idrorepellenti) da ferite essudanti tendono naturalmente ad aggregarsi in presenza di un colonizzate, contaminate o ambiente umido. I microrganismi infette. Le medicazioni sono che potrebbero ostacolare la costituite da un tessuto guarigione della ferita hanno impregnato di DACC queste caratteristiche (dialchilcarbamoilcloruro), una idrofobiche; di conseguenza sostanza fortemente vengono irreversibilmente idrofobica che induce i captati dalle medicazioni microrganismi a legarsi Cutimed Sorbact. velocemente e in modo efficace alle fibre della medicazione.
  81. 81. HYALOFILL® (FIDIA) COMPOSIZIONE Alginato di Sodio e Hyaff (estere dell’Acido Ialuronico) Hyalofill-F è una medicazione altamente assorbente in tessuto fibroso, interamente composta da HYAFF, un estere dellacido ialuronico, una molecola naturalmente presente nella matrice extracellulare e che costituisce uno dei principali componenti della pelle umana. A contatto con la lesione Hyalofill-F si trasforma in un morbido gel idrofilico, che, conformandosi alla ferita, contribuisce la formazione di un microambiente in grado di promuovere il processo di riparazione tissutale. Il gel idrofilico a base di HYAFF mantiene un ambiente umido sulla superficie della ferita promuovendo una cicatrizzazione rapida ed indolore. Hyalofill-F, inoltre, si adatta bene ai contorni della ferita e può essere facilmente tagliato nelle forme più opportune, senza sfilacciarsi.
  82. 82. HYALOGRAN® (FIDIA) COMPOSIZIONE Alginato di Sodio e Hyaff (estere dell’Acido Ialuronico) Una volta applicati, i granuli Hyalogran, si trasformano in un morbido gel colloidale che si adatta alla superficie della lesione, contribuendo a creare nel microambiente della ferita, le condizioni ideali per lattivazione dei processi riproduttivi naturali. Hyalogran è di facile applicazione e rimozione. E particolarmente adatto per il trattamento di ferite secernenti e purulente: il materiale batterico e i detriti cellulari eventualmente presenti in tali ferite vengono inglobati nei granuli che, idratandosi, formano un gel. Al momento della sostituzione il materiale inglobato viene così eliminato.
  83. 83. IODOSORB® (SMITH & NEPHEW) COMPOSIZIONE Matrice di Cadexomero Iodico 1. Rimuove lo slough e i detriti cellulari. 2. Gelificando, crea un ambiente umido e pulito favorendo la riduzione dei tempi di guarigione 3. Altamente assorbente: la matrice di cadexomero può assorbire fino a 6 volte il suo peso 4. Riduce il rischio di macerazione 5. Riduce la frequenza di cambio della medicazione 6. Rilascio di iodio controllato e prolungato (in relazione alla quantità di essudato) 7. Biodegradabile. 8. Riduzione della carica batterica.
  84. 84. NORUXOL® (SMITH & NEPHEW) COMPOSIZIONE Collagenasi Detersione enzimatica delle piaghe necrotiche. Uno strato di Noruxol di circa 2 mm di spessore deve essere applicato con la medicazione o direttamente sullarea leggermente inumidita, una volta al giorno. Coprire la superficie della lesione per assicurare il contatto. Non è necessario applicare un abbondante strato di prodotto sulla lesione poiché questo non favorisce il progredire della detersione. Generalmente è sufficiente cambiare la medicazione una volta al giorno salvo diverso parere del medico.
  85. 85. Alterazioni Cutanee Peristomali LESIONI PSEUDO-VERRUCOSE (TESSUTO DI GRANULAZIONE)
  86. 86. ALTERAZIONI CUTANEE PERISTOMALI: LESIONI PSEUDOVERRUCOSE (tessuto di granulazione) LESIONI PSEUDOVERRUCOSE Iperplasia epidermica, Ispessimento simil- verrucoso con papule e noduli Urostomie Colorazione grigio- bluastra
  87. 87. ALTERAZIONI CUTANEE PERISTOMALI: LESIONI PSEUDOVERRUCOSE (tessuto di granulazione) DEFINIZIONE Formazioni fibroproduttive a carattere benigno che compaiono sulla superficie dello stoma GRANULOMI DA Sulla giunzione muco- CORPO ESTRANEO cutanea NODULI Sulla semicirconferenza FIBROPRODUTTIVI inferiore della giunzione ASPECIFICI muco-cutanea PSEUDOPOLIPI Sulla superficie stomale INFIAMMATORI
  88. 88. ALTERAZIONI CUTANEE PERISTOMALI: LESIONI PSEUDOVERRUCOSE (tessuto di granulazione) CAUSE POSSIBILI ESITI • Flogosi cronica • Emorragie ripetute • Traumatismi • Dolore e bruciore al passaggio • Corpi estranei (spec. filo da delle deiezioni sutura)
  89. 89. ALTERAZIONI CUTANEE PERISTOMALI: LESIONI PSEUDOVERRUCOSE (tessuto di granulazione) Interventi Trattamento Infermieristici Chirurgico Toccature con Nitrato dargento Escissione (spec. in caso di sanguinamento) Emostasi in attesa di intervento chirurgico (in caso di sanguinamento massivo) Adattamento del diametro nei presidi di raccolta
  90. 90. Caso Clinico: RIDUZIONE DI ABNORME TESSUTO IPERPROLIFERATIVO 19.08.2009 1. C.L., maschio, 65 anni, portatore di ileostomia di protezione da oltre 10 anni a seguito di intervento chirurgico di proctocolectomia totale per RettoColite Ulcerosa (RCU). 2. A maggio 2009 il paziente è stato nuovamente sottoposto ad intervento chirurgico di dilatazione della stomia per stenosi serrata. 3. Giunge presso il nostro Ambulatorio per la PRESCRIZIONE DEL PRESIDIO DI RACCOLTA.
  91. 91. Caso Clinico: RIDUZIONE DI ABNORME TESSUTO IPERPROLIFERATIVO Ileostomia (18mm ǿ) Lesione iperproliferativa (38mm ǿ)
  92. 92. Caso Clinico: RIDUZIONE DI ABNORME TESSUTO IPERPROLIFERATIVO Lesione prevalente • LX – Lesione proliferativa (granulomi, depositi di ossalati, neoplasie) Topografia • La lesione interessa tutti e quattro i quadranti. Classificazione • LX, TV.
  93. 93. Caso Clinico: RIDUZIONE DI ABNORME TESSUTO IPERPROLIFERATIVO Presenza di segni clinici soggettivi quali bruciore e Al fine di inquadrare correttamente la tipologia della dolore e oggettivi quali il sanguinamento. lesione il paziente è stato sottoposto a biopsia della L’eziologia della lesione, sebbene non correttamente lesione che ha rilevato: “Materiale inviato: descritta dal paziente, è sicuramente da ascrivere a mucosa peristomale, tre frammenti di cm 0,6 x 0,2 x errata gestione della stomia con foro di diametro 0,2; Diagnosi: nessuna documentabile troppo elevato. La continua irritazione di materiale proliferazione neoplastica nei frammenti in esame. fecale ileale ha provocato la comparsa del tessuto Mucosa rivestita da epitelio pavimentoso composto, iperproliferativo. con discreta flogosi essudativa, produttiva ed angioplastica del corion (tessuto di granulazione)”.
  94. 94. Caso Clinico: RIDUZIONE DI ABNORME TESSUTO IPERPROLIFERATIVO ↓ NITRATO D’ARGENTO: trattamento protratto nel tempo con discomfort del paziente dovuto alle ripetute causticazioni. ↓I NTERVENTO CHIRURGICO: non preso in considerazione a causa del recente intervento chirurgico di dilatazione della stenosi. ↑ RIADATTAMENTO PROGRESSIVO DEL FORO DELLA PLACCA: il diametro del foro della placca è stato progressivamente ridotto per proteggere la cute dalla irritazione delle feci e permettere la regressione del tessuto iperproliferativo.
  95. 95. Caso Clinico: RIDUZIONE DI ABNORME TESSUTO IPERPROLIFERATIVO 19.08.2009 31.08.2009 30.09.2009 28.10.2009 18.12.2009
  96. 96. Caso Clinico: RIDUZIONE DI ABNORME TESSUTO IPERPROLIFERATIVO
  97. 97. Caso Clinico: RIDUZIONE DI ABNORME TESSUTO IPERPROLIFERATIVO CONCLUSIONI Al paziente è stata evitata la possibilità di ricorrere nuovamente ad un intervento chirurgico, ed anche di utilizzare una tecnica fastidiosa come quella della causticazione del tessuto di granulazione con Nitrato d’argento. Il rimodellamento graduale della foro della placca ha consentito al paziente: 1. Permanenza in situ del presidio per almeno due giorni. 2. Riduzione progressiva del tessuto di granulazione. Inizio 3. Riduzione progressivo del bruciore/dolore/sanguinamento. 19.08.2009 4. Controlli ambulatoriali per il monitoraggio della guarigione. Fine 18.12.2009
  98. 98. Alterazioni Cutanee Peristomali LESIONI PSEUDO-VERRUCOSE (DEPOSITI DI OSSALATI)
  99. 99. ALTERAZIONI CUTANEE PERISTOMALI: LESIONI PSEUDO-VERRUCOSE: (DEPOSITI DI OSSALATI) DEPOSITI DI OSSALATI Formazione di cristalli facilitata da urine alcaline, concentrate o in presenza di infezione tratto urinario Depositi cristallini biancastri sullo stoma e cute peristomale
  100. 100. Alterazioni Cutanee Peristomali LESIONI PSEUDO-VERRUCOSE (NEOPLASIA)
  101. 101. ALTERAZIONI CUTANEE PERISTOMALI: LESIONI PSEUDO-VERRUCOSE: (NEOPLASIE) NEOPLASIE Massa neoplastica alla base dello stoma o su regione peristomale Facilità al sanguinamento Fattori predisponenti: resezione inadeguata
  102. 102. Alterazioni Cutanee PeristomaliPERDITA DI SOSTANZA (DISTACCO MUCO-CUTANEO/SUPPURAZIONI ED ASCESSI)
  103. 103. ALTERAZIONI CUTANEE PERISTOMALI:PERDITA DI SOSTANZA (Distacco muco-cutaneo/Suppurazioni ed Ascessi) CAUSE POSSIBILI ESITI • Tecnica chirurgica (problemi nella • Separazione della giunzione suturazione con i fili da sutura) mucocutanea (parziale o totale) • Contaminazione intraoperatoria per scolo di materiale da un intestino mal • Drenaggio non completo preparato • Stenosi della stomia • Cute a rischio per fattori concomitanti • Fistole (diabete, steroidi, irradiazione)
  104. 104. ALTERAZIONI CUTANEE PERISTOMALI:PERDITA DI SOSTANZA (Distacco muco-cutaneo/Suppurazioni ed Ascessi) Interventi Trattamento Infermieristici Chirurgico Irrigazione eseguita precocemente (nelle Reintervento con riconfezionamento dello colostomie) stoma (difficile!) Palpazione/osservazione dell’area, esplorazione digitale dello stoma per escludere/confermare la Drenaggio della raccolta presenza di un tramite fistoloso Rimozione precoce di alcuni punti di sutura Sutura muco-cutanea dopo o nel corso della peristomali guarigione Utilizzo di medicazioni avanzate
  105. 105. ALTERAZIONI CUTANEE PERISTOMALI:PERDITA DI SOSTANZA (Distacco muco-cutaneo/Suppurazioni ed Ascessi)
  106. 106. Caso clinico: NECROSI TESSUTALE IN URETEROCUTANEOSTOMIA Cistectomia radicale con UCS bilaterale. 15.03.2010 UCS dx, necrosi peristomale, tessuto di necrosi nella sede del pregresso drenaggio 29.03.2010 Fistolizzazione della zona peristomale con la zona del pregresso drenaggio
  107. 107. Caso clinico: NECROSI TESSUTALE IN URETEROCUTANEOSTOMIA 29.03.2010 Medicazione a zaffo della lesione con KENDALL KERLIX (tre volte a settimana) 06.04.2010 Recupero dell’uretere rimasto beante, tramite apposizione di nuovi punti di sutura
  108. 108. Caso clinico: NECROSI TESSUTALE IN URETEROCUTANEOSTOMIA 15.04.2011 Medicazione con AQUACEL AG (due volte a settimana) 04.05.2010 Chiusura della lesione
  109. 109. Caso Clinico: GESTIONE DI UNA ILEOSTOMIA SU AMPIA DEISCENZA CHIRURGICA 14.05.2010 21.05.2010 U.A., maschio, 67 anni. Il paziente viene sottoposto ad Dopo circa 5 giorni il paziente viene sottoposto intervento chirurgico di RESEZIONE ANTERIORE DEL ad intervento chirurgico d’urgenza per resezione RETTO per Etp con confezionamento di Ileostomia di protezione. di ansa ileale e nuovo confezionamento di ileostomia di protezione. Dopo l’intervento il paziente presenta: - Assenza di feci dalla ileostomia. - Vomito. - All’esplorazione digitale dell’ansa efferente presenza di una interruzione (rotazione dell’ansa).
  110. 110. Caso Clinico: GESTIONE DI UNA ILEOSTOMIA SU AMPIA DEISCENZA CHIRURGICA 1. La rotazione dell’ansa intestinale provoca una ischemia della stessa. Il forte stato infiammatorio si riflette sui tessuti circostanti rendendo critica la sutura chirurgica e la guarigione per prima intenzione. 2. Tessuto necrotico (fibrina). 3. Eritema di grado severo. 4. Edema – ematoma.
  111. 111. Caso Clinico: GESTIONE DI UNA ILEOSTOMIA SU AMPIA DEISCENZA CHIRURGICA Lesione prevalente • L4 – Lesione ulcerativa (fibrinosa/necrotica) Topografia • La lesione interessa i quadranti I – II e III. Classificazione • L4, TI – II – III.
  112. 112. Caso Clinico: GESTIONE DI UNA ILEOSTOMIA SU AMPIA DEISCENZA CHIRURGICA 24.05.2010. Detersione della lesione con COVIDIEN AMD KENDALL KERLIX. Presidio utilizzato DANSAC NOVA 2 abbondante Soluzione Fisiologica. FOLDUP 70MM. La lesione viene zaffata con Si inizia a vedere materiale purulento medicazione antimicrobica AMD Kendall dalla ferita chirurgica. Kerlix. Il presidio viene modellato per Apparecchiamento della stomia a permettere alla medicazione di conclusione della medicazione. drenare il materiale purulento. Rinnovo della medicazione ogni 2 giorni.
  113. 113. Caso Clinico: GESTIONE DI UNA ILEOSTOMIA SU AMPIA DEISCENZA CHIRURGICA La lesione come si presenta il 01.06.2010. La sutura chirurgica ha iniziato a cedere e la lesione si è ingrandita.
  114. 114. Caso Clinico: GESTIONE DI UNA ILEOSTOMIA SU AMPIA DEISCENZA CHIRURGICA Lesione prevalente • L4 – Lesione ulcerativa (fibrinosa/necrotica) Topografia • La lesione si è estesa e adesso interessa tutti e quattro i quadranti. Classificazione • L4, TV.
  115. 115. Caso Clinico: GESTIONE DI UNA ILEOSTOMIA SU AMPIA DEISCENZA CHIRURGICA La lesione si estende in profondità per circa 10cm. La lesione si divide ulteriormente i 3 ramificazioni (fistole). Fistole.
  116. 116. Caso Clinico: GESTIONE DI UNA ILEOSTOMIA SU AMPIA DEISCENZA CHIRURGICA Anche questa lesione si estende in profondità per circa 10 cm. Sede di futura fistolizzazione.
  117. 117. Caso Clinico: GESTIONE DI UNA ILEOSTOMIA SU AMPIA DEISCENZA CHIRURGICA 09.06.2010. Detersione con Soluzione Livellamento della cute Rimozione definitiva dei punti di Fisiologica. peristomale con pasta protettiva. sutura. Applicazione di granuli di Applicazione di AMD Kendall IODOSORB. Kerlix. Rinforzo della medicazione con placca idrocolloidale. Applicazione di DANSAC NOVA 2 FOLDUP CONVEX 55MM.
  118. 118. Caso Clinico: GESTIONE DI UNA ILEOSTOMIA SU AMPIA DEISCENZA CHIRURGICA 22.06.2010. Detersione con Soluzione Idrofibra con Ag (Aquacel Ag). Fisiologica. Applicazione di idrofibra con Argento. Applicazione di DANSAC NOVA 2 FOLDUP CONVEX 55MM.
  119. 119. Caso Clinico: GESTIONE DI UNA ILEOSTOMIA SU AMPIA DEISCENZA CHIRURGICA Valutazione al 16.07.2010
  120. 120. Caso Clinico: GESTIONE DI UNA ILEOSTOMIA SU AMPIA DEISCENZA CHIRURGICA Valutazione al 03.08.2010 Valutazione al 09.08.2010 Valutazione al 11.08.2010
  121. 121. Caso Clinico: GESTIONE DI UNA ILEOSTOMIA SU AMPIA DEISCENZA CHIRURGICA Valutazione al 18.08.2010 Valutazione al 25.08.2010
  122. 122. Caso Clinico: GESTIONE DI UNA ILEOSTOMIA SU AMPIA DEISCENZA CHIRURGICA CONCLUSIONI Nonostante la vasta deiscenza della ferita chirurgica siamo riusciti a costruire una base d’impianto che consentisse di effettuare il trattamento della lesione con medicazioni avcanzate e permettesse al presidio di raccolta di rimanere in situ per almeno due giorni. Le condizioni del paziente assai scadenti (calo ponderale, insufficienza renale, anemia e diminuzione dei valori degli elettroliti) hanno reso necessario Inizio dapprima un ricovero in Nefrologia e successivamente in Chirurgia dove ha 14/ 05/ 2010 effettuato la colonscopia (controllo anastomosi colo-rettale) ed immediatamente dopo l’intervento di ricanalizzazione. Fine 29/ 05/ 2009
  123. 123. Alterazioni Cutanee PeristomaliPERDITA DI SOSTANZA (DERMATITE ARTEFATTA)
  124. 124. ALTERAZIONI CUTANEE PERISTOMALI:PERDITA DI SOSTANZA (Dermatite Artefatta) DERMATITE ARTEFATTA Lesioni traumatiche auto-indotte Distribuzione e forma atipiche Andamento cronico Consulenza psichiatrica
  125. 125. Alterazioni Cutanee Peristomali PERDITA DI SOSTANZA(PYODERMA GANGRENOSO PERISTOMALE - PPG)
  126. 126. ALTERAZIONI CUTANEE PERISTOMALI:PERDITA DI SOSTANZA (Pyoderma Gangrenoso Peristomale) Clinicamente ha inizio con delle pustole Si tratta di una dermatosi sterili che rapidamente progrediscono e si neutrofila non infettiva1. trasformano in ulcerazioni molto dolorose e di profondità e diametro variabili, caratterizzate dal classico bordo violaceo. Malattie Infiammatorie Intestinali (IBD): Morbo di Crohn - RCU Il Pyoderma è spesso caratterizzato da ricorrenti ulcerazioni cutanee con essudato muco purulento oppure emorragico. Neoplasie ematologiche La diagnosi di Pyoderma Gangrenoso si basa sulla storia delle malattie del paziente, sulla tipica presentazione Artrite reumatoide cutanea, sul reperto istopatologico e sulla esclusione di altre malattie che possono avere un aspetto simile. L’eziologia del Pyoderma Gangrenoso non è stata ancora Vasculiti chiaramente determinata2.
  127. 127. Caso Clinico: PYODERMA GANGRENOSO PERISTOMALE (PPG) L.K., FEMMINA DI 40 ANNI; COLECTOMIA TOTALE PER RCU NEL 2008; A distanza di circa 20 giorni circa dall’intervento comparsa di piccola deiscenza peristomale seguita da vere e proprie lesioni ulcerative; Comparsa di lesioni ulcerative anche agli arti inferiori; Visita dermatologica; Biopsia cutanea.
  128. 128. Caso Clinico: PYODERMA GANGRENOSO PERISTOMALE (PPG) TRATTAMENTO: - Somministrazione di Infliximab, poi sospeso e sostituito dalla Ciclosporina per incremento della sintomatologia dolorosa; - Medicazione dell’ulcerazione peristomale : - Propil Betaina Poliesanide (Prontosan); - Idrofibra con Ag (Aquacel Ag); - Placca idrocolloidale. - Medicazione dalla ulcerazione agli arti inferiori: - Propil Betaina Poliesanide (Prontosan); - Idrofibra con Ag (Aquacel Ag); - Schiuma di Poliuretano.2PYODERMA GANGRENOSO PERISTOMALE: UN APPROCCIOINTERDISCIPLINARE-Militello Gaetano-- Antonini Mario
  129. 129. Caso Clinico: PYODERMA GANGRENOSO PERISTOMALE (PPG) Donna, 53 anni, sottoposta ad intervento chirurgico di colectomia totale per RettoColite Ulcerosa (RCU) con confezionamento di ileostomia. La paziente accede presso il nostro ambulatorio per l’educazione allo stoma-care. Lo stoma si presenta lievemente protruso rispetto al piano cutaneo addominale, sono presenti ancora i punti di sutura peristomali. La cute peristomale presenta una alterazione cutanea classificabile secondo SACS L4, TI-IV. Viene utilizzato un presidio di raccolta due pezzi, convesso a fondo aperto (DANSAC NOVA 2 55MM FOLDUP).Antonini M, Militello G, YODERMA GANRENOSO PERISTOMALE: LA MATRICE MODULANTE DI PROTEASI PUÒ RAPPRESENTARE UNA NUOVAFRONTIERA NEL TRATTAMENTO TOPICO? ATTI CONGRESSO AIOSS, 2011.
  130. 130. Caso Clinico: PYODERMA GANGRENOSO PERISTOMALE (PPG) CONTROLLO • Al controllo, dopo la rimozione dei punti di sutura peristomali, la stomia si presenta al pari con il piano cutaneo addominale. • La cute peristomale è integra. • La paziente sostituisce regolarmente il presidio di raccolta ogni due giorni senza problemi di distacco precoce.
  131. 131. Caso Clinico: PYODERMA GANGRENOSO PERISTOMALE (PPG) La paziente torna presso l’ambulatorio a causa della comparsa di una ulcerazione peristomale classificabile secondo SACS L3, TI. Viste le caratteristiche della ulcerazione che si presenta con bordi violacei, in associazione a diagnosi di RCU, viene sospettato un Pyoderma Gangrenoso e, di conseguenza, viene programmata una biopsia. La medicazione della lesione viene effettuata con il seguente schema: • Detersione della lesione e della cute peristomale con abbondante fisiologica. • Impacco con Prontosan per circa 10/15 min. • Applicazione di Idrofibra con Argento (Aquacel Ag). • Sostituzione del presidio convesso con presidio a placca piana.. Medicazione effettuata quotidianamente.. Controllo ambulatoriale tre volte a settimana.
  132. 132. Caso Clinico: PYODERMA GANGRENOSO PERISTOMALE (PPG) 27.07.2011 La paziente viene sottoposta a biopsia cutanea (prelievo di tre campioni). In data 05/08/2011 l’ulcerazione cutanea appare ulteriormente estesa andando ad interessare anche i piani cutanei sottostanti. La paziente manifesta intenso dolore durante l’effettuazione della medicazione (VAS = 10). Vista la rapida progressione dell’ulcerazione si decide di sostituire il trattamento topico della lesione con lo schema seguente: • Detersione della lesione e della cute peristomale con abbondante fisiologica. • Impacco con Prontosan per circa 10/15 min. • Applicazione di Matrice Modulante di Proteasi (Promogran). • Utilizzo di presidio con placca piana. Medicazione effettuata quotidianamente. Controllo ambulatoriale tre volte a settimana.
  133. 133. Caso Clinico: PYODERMA GANGRENOSO PERISTOMALE (PPG) In data 08/08/2011 viene consegnato il referto istologico con la seguente risposta: NOTIZIE CLINICHE: Pyoderma? MATERIALE INVIATO: Biopsia su lesione cutanea regione addominale peristomale. MACROSCOPICA: quattro frammenti ciascuno del diametro di cm 0,3. MICROSCOPICA: frammenti cutanei con lieve paracheratosi e marcata esocitosi linfocitaria dell’epidermide. Nel derma superficiale e profondo è inoltre presente un discreto infiltrato infiammatorio linfo-plasmacellulare con associati numerosi granulociti neutrofili, sullo sfondo di espressioni di vasculite leucocitoclasica. DIAGNOSI: il reperto è compatibile con la prospettata diagnosi di PYODERMA GANGRENOSO. 13.08.2011 La paziente effettua la visita Gastroenterologica. Inizia la terapia con DELTACORTENE.
  134. 134. Caso Clinico: PYODERMA GANGRENOSO PERISTOMALE (PPG) La guarigione della lesione viene diagnosticata in data 16.09.2011. È chiaramente visibile l’area interessante la pregressa ulcerazione, segno della progressione verso la riepitelizzazione completa. Infatti, come viene riportato in letteratura, l’esito della guarigione della ulcerazione è quello di una area iperpigmentata oppure di una cicatrice cribriforme.
  135. 135. Alterazioni Cutanee PeristomaliPERDITA DI SOSTANZA (LESIONI DA DECUBITO)
  136. 136. ALTERAZIONI CUTANEE PERISTOMALI:PERDITA DI SOSTANZA (Lesioni da Decubito) L’ulcera da pressione è un’area localizzata di danno della cute e dei tessuti sottocutanei causata da forze di pressione, trazione, frizione, o da una combinazione di questi fattori, che si forma normalmente in corrispondenza di prominenze ossee e la cui gravità è classificata in stadi.
  137. 137. ALTERAZIONI CUTANEE PERISTOMALI:PERDITA DI SOSTANZA (Lesioni da Decubito) CAUSE POSSIBILI ESITI • Placca convessa che comprime su una • Ulcerazione cutanea ernia parastomale peristomale più o meno • Placca convessa che comprime su una profonda recidiva tumorale addominale • Bacchetta • Cintura
  138. 138. ALTERAZIONI CUTANEE PERISTOMALI:PERDITA DI SOSTANZA (Lesioni da Decubito) Interventi Trattamento Infermieristici Chirurgico Rivalutazione del presidio utilizzato Eventuale riparazione dell’ernia Rimozione della bacchetta Eventuale reintervento in caso di recidiva (se Rimozione della cintura (o utilizzo di presidi che possibile) amortizzano l’effetto della cintura) Utilizzo di medicazioni avanzate
  139. 139. Alterazioni Cutanee PeristomaliPERDITA DI SOSTANZA (Traumi)
  140. 140. ALTERAZIONI CUTANEE PERISTOMALI:PERDITA DI SOSTANZA (Traumi) Lesioni provocate da eventi traumatici sullo cute peristomale
  141. 141. STUDIO SACSStudio Alterazioni Cutanee Stomali
  142. 142. CLASSIFICAZIONE DELLE ALTERAZIONI CUTANEE PERISTOMALI 1. Identificazione delle condizioni della cute peristomale RACCOMANDAZIONE n.9 Valutare lo stoma immediatamente dopo l’intervento e le condizioni della cute stomale/peristomale con ogni misuratore utilizzando uno strumento per la classificazione validato per monitorare le complicanze. Livello dell’evidenza IV Studio Alterazioni Cutanee Stomali (SACS)
  143. 143. CLASSIFICAZIONE DELLE ALTERAZIONI CUTANEE PERISTOMALI 2. Identificazione dei fattori di rischio che influenzato le complicanze stomali e peristomali RACCOMANDAZIONE n.10 Identificare i fattori di rischio che influenzano le complicazioni stomali e peristomali . Livello dell’evidenza IIIMALATTIE DI BASE E CO-MORBIDITÀ: IDENTIFICARE I MECCANISMI/SEGNI E• Interventi chirurgici in regime FARMACI: SINTOMI DELL’INFEZIONE: d’urgenza. • Corticosteroidi • Biofilm• Diabete Mellito • Quorum Sensing • Immunosoppressori• Malattie Infiammatorie Intestinali • Traslocazione batterica (IBD) • Chemioterapici
  144. 144. CLASSIFICAZIONE DELLE ALTERAZIONI CUTANEE PERISTOMALI 3. Terapia topica per l’Alterazione Cutanea Peristomale Stomaterapista Timing della lesione RACCOMANDAZIONE n.3 Consultare il team interdisciplinare per la valutazione e gli interventi necessari per i nuovi pazienti o per chi Scelta Medicazioni Avanzate è già portatore di stomia. Livello dell’evidenza IV VAC Candidosi Alginati Pyoderma Dermatologo Biguanidi Gangrenoso Idrofibre Dermatite artefatta Psoriasi DIC/DAC
  145. 145. CLASSIFICAZIONE DELLE ALTERAZIONI CUTANEE PERISTOMALI 4. Educare il paziente e la famiglia RACCOMANDAZIONE n.18RACCOMANDAZIONE n.17 Paziente Educare il cliente e la famiglia a riconoscereÈ raccomandata una valutazione e un follow- le complicanze che interessano lo stoma e laup di un infermiere stomaterapista per il cute peristomale.paziente e per la famiglia dopo l’intervento Famiglia Livello dell’evidenza IVchirurgico, per diminuire il distresspsicologico, per promuovere una qualità di Stomaterapistavita ottimale e per prevenire le complicanze. Livello dell’evidenza IIb
  146. 146. Gli strumenti per la classificazione delle alterazioni cutanee peristomali – DET e SACS TERMINOLOGIA ERITEMA • Un eritema di grado severo può essere definito come un arrossamento doloroso diffuso intorno ad una ferita DISCOLORAZIONE CUTANEA • I disordini della pigmentazione cutanea sono condizioni in cui la pelle appre più chiara o più scura del normale, a chiazze oppure discolorata
  147. 147. TERMINOLOGIAPRINCIPI GENERALI PRINCIPI PRATICI• E’ importante riconoscere quando il normale processo infiammatorio diviene • Qualsiasi arrossamento/infiammazione intorno anormale e quando questo dipende da ad una ferita, che dura più giorni deve destare un’infezione preoccupazione, specialmente se la cute infiammata risulta più calda della cute dell’area• Il livello del sospetto deve aumentare in circostante e dolente al tatto caso di presenza di più di un indicatore • Un dolore che insorge o aumenta nell’area della d’infezione ferita in associazione con altri segni di• La presenza di pus in qualsiasi forma è un infiammazione/eritema diversi giorni dopo un indicatore immediato d’infezione, intervento chirurgico deve destare sebbene questo possa essere difficile da preoccupazione identificare • Qualsiasi essudato dalla ferita 48 ore dopo un intervento chirurgico richiede ulteriori indagini• Nel caso in cui una ferita non guarisce o vi • Prima di diagnosticare un’infezione è necessario sia qualche problema nel normale escludere altre cause che possono disturbare il processo di guarigione, è necessario normale processo di guarigione (es una sutura indagare più a fondo mal eseguita etc.)
  148. 148. TERMINOLOGIAEROSIONE • L’erosione è la perdita di alcuni o di tutti gli strati dell’epidermide (deriva dal termine latino “Erodere”, che significa corrodere, consumare). Page 157
  149. 149. TERMINOLOGIAULCERAZIONE • L’Ulcera è una piaga della cute oppure di una membrana mucosa, accompagnata dalla disintegrazione del tessuto. L’ulcera può risultare come una completa perdita di tessuto dell’epidermide e spesso porzioni del derma fino al grasso sottocutaneo. Page 158
  150. 150. TERMINOLOGIATESSUTO DI GRANULAZIONE• A volte il tessuto di granulazione “cresce troppo” al di sopra della superficie della lesione. Questo tessuto viene definito con i termini inglesi di “Hypergranulation tissue” oppure di “Overgranulation tissue”.• Il tessuto di Ipergranulazione è definito come un eccesso di tessuto di granulazione rispetto a quello richiesto per la guarigione della lesione. Page 159
  151. 151. Lo studio è stato anche pubblicato sulla rivista italiana Il Giornale di Chirurgia Studio osservazionale multicentrico sulle alterazioni cutanee post-enterostomie (SACS). Classificazione delle alterazioni peristomali 2006; Vol. 27 - n. 6/7 - pp. 251-254Page 160
  152. 152. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista internazionale OWM OSTOMY WOUND MANAGEMENT A proposal for classifying peristomal skin disorders: results of a multicenters observational study 2007; 53(9): 38-43Page 161
  153. 153. OBIETTIVO N.1:Studiare e classificarele alterazioni cutanee secondarie alla creazione di una enterostomia. DEFINIZIONE DEI PARAMETRI DELLA RICERCA: E’ stato deciso di non prendere in considerazione aspetti quali: 1. L’eziologia dell’alterazione cutanea peristomale OBIETTIVO N.2: Determinare, attraverso l’analisi di esami 2. Il trattamento terapeuticoematochimici e parametri clinici, se esistesse una correlazione tra gravità dell’alterazione cutanea ed alterazioni metaboliche. Page 162
  154. 154. PERISTOMALE E’ stato definito come CLASSIFICAZIONE peristomale tutto ciò che sta nella cute DEFINIZIONE TERMINOLOGICA peristomale, anche non direttamente collegato con la stomiaPage 163
  155. 155. SEGNO PREVALENTE E’ stato deciso che la classificazione deve sempre e solo CLASSIFICAZIONE riportare il segno prevalente (più grave) e la relativa topografia (T) DEFINIZIONE TERMINOLOGICA che esprime il posizionamento del segno prevalente della lesione; si avrà quindi una sola “L” ed eventualmente più “T”.Page 164
  156. 156. CLASSIFICAZIONE DELLE ALTERAZIONI CUTANEE PERISTOMALI L1 LESIONE IPEREMICA (arrossamento peristomale senza perdita di sostanza) L1 LX L2 Lesione Lesione erosiva L3 L4 Lesione iperemica Lesione proliferative con perdita di Lesione (arrossamento ulcerativa (granulomi, sostanza sino e ulcerativa peristomale fibrinosa/necr depositi di non oltre il oltre il derma ossalati, senza perdita di derma otica neoplasie) sostanza)
  157. 157. CLASSIFICAZIONE DELLE ALTERAZIONI CUTANEE PERISTOMALI L2 LESIONE EROSIVA Con perdita di sostanza sino e non oltre il derma L1 LX L2 Lesione Lesione erosiva L3 L4 Lesione iperemica Lesione proliferative con perdita di Lesione (arrossamento ulcerativa (granulomi, sostanza sino e ulcerativa peristomale fibrinosa/necr depositi di non oltre il oltre il derma ossalati, senza perdita di derma otica neoplasie) sostanza)
  158. 158. CLASSIFICAZIONE DELLE ALTERAZIONI CUTANEE PERISTOMALI L3 LESIONE ULCERATIVA Oltre il derma L1 LX L2 Lesione Lesione erosiva L3 L4 Lesione iperemica Lesione proliferative con perdita di Lesione (arrossamento ulcerativa (granulomi, sostanza sino e ulcerativa peristomale fibrinosa/necr depositi di non oltre il oltre il derma ossalati, senza perdita di derma otica neoplasie) sostanza)
  159. 159. CLASSIFICAZIONE DELLE ALTERAZIONI CUTANEE PERISTOMALI L4 LESIONE ULCERATIVA Fibrinosa/necrotica L1 LX L2 Lesione Lesione erosiva L3 L4 Lesione iperemica Lesione proliferative con perdita di Lesione (arrossamento ulcerativa (granulomi, sostanza sino e ulcerativa peristomale fibrinosa/necr depositi di non oltre il oltre il derma ossalati, senza perdita di derma otica neoplasie) sostanza)
  160. 160. CLASSIFICAZIONE DELLE ALTERAZIONI CUTANEE PERISTOMALI LX LESIONE PROLIFERATIVA (granulomi, depositi di ossalati, neoplasie) L1 LX L2 Lesione Lesione erosiva L3 L4 Lesione iperemica Lesione proliferative con perdita di Lesione (arrossamento ulcerativa (granulomi, sostanza sino e ulcerativa peristomale fibrinosa/necr depositi di non oltre il oltre il derma ossalati, senza perdita di derma otica neoplasie) sostanza)
  161. 161. CLASSIFICAZIONE DELLE ALTERAZIONI CUTANEE PERISTOMALI TOPOGRAPHY (T) Patient standing in front of the HCP - I = Upper Left Quadrant - II = Upper Right Quadrant - III = Lower Right Quadrant - IV = Lower Left QuadrantPerspective of the - V = All the Quadrants HCPThe order of the quadrants around the stoma starts in the UpperLeft corner (TI) and ends in the Lower Left corner (TIV) clockwise.
  162. 162. CLASSIFICAZIONE L1 Lesione iperemica (arrossamento peristomale senza perdita di sostanza) TV
  163. 163. CLASSIFICAZIONE L2 Lesione erosiva con perdita di sostanza sino e non oltre il derma TI - II
  164. 164. CLASSIFICAZIONE L3 Lesione ulcerativa oltre il derma TIII - IV
  165. 165. CLASSIFICAZIONE L4 Lesione ulcerativa fibrinosa/necrotica TI - III - IV
  166. 166. CLASSIFICAZIONE LX Lesione proliferative (granulomi, depositi di ossalati, neoplasie) TV
  167. 167. CLASSIFICAZIONE LX Lesione proliferative (granulomi, depositi di ossalati, neoplasie) TII - III
  168. 168. Gestione delle complicanze precoci e tardive E medicazioni avanzate “Assistenza infermieristica alla persona portatrice di stomia GRAZIE 14 novembre 2012 – FIRENZE PER ANTONINI MARIO Infermiere Stomaterapista/ esperto Wound Care – AmbulatorioL’ATTENZIONE Stomie e Lesioni Cutanee Croniche – Azienda U.S.L. 11 Empoli (FI) mantonini11@alice.it m.antonini@usl11.toscana.it
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