Storia cittanova

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Storia cittanova

  1. 1. “ Školovanje naših djedova i baka” ~ “L’educazione dei nostri nonni” Osnovna škola “Rivarela” Novigrad Scuola elementare Rivarela di Cittanova
  2. 2. <ul><li>Cari nostri amici d’Italia con un p ò di ritardo vi mandiamo la nostra ricerca su come studiavano i nostri nonni, nonne, parenti e vicini di casa. La ricerca che abbiamo condotto ci ha fatto capire in che modo vivevano i nostri “vecchi” e in quali condizioni studiavano. In questo modo possiamo affrontere meglio il presente nel quale viviamo. </li></ul>
  3. 3. <ul><li>Intervistando i nostri famigliari e conoscenti che frequentavano la scuola nel periodo della seconda guerra mondiale o nel periodo dei primi anni del dopoguerra; abbiamo constattato che molte famiglie sono immigrate a Cittanova dopo gli anni del dopoguerra e che la formazione etnica è cambiata notevolmente. </li></ul>
  4. 5. <ul><li>Siamo rimasti sorpresi quando i nostri intervistati, ricordarono i giorni trascorsi a scuola con gioia anche se vivevano modestamente e non avevano tutto quello che abbiamo noi oggi. Per la scuola avevano solo: la penna per scrivere, un quaderno e qualche libro. </li></ul><ul><li>A quei tempi i libri avevano molto testo e poche fotografie in bianco e nero, al contrario dei libri d’oggi che attirano i bambini a sfogliarli. </li></ul>
  5. 7. <ul><li>• Abbiamo trovato pochi sussidi scolastici, a causa probabilmente, delle continue immigrazioni dove le persone non potevano portare molti oggetti con se. </li></ul><ul><li>• La ricerca ha dimostrato che la gente si è trasferita, a Cittanova dalle altre parti dell’Istria e dal Regno di Jugoslavia (lo stato che a quei tempi esisteva). </li></ul>
  6. 8. Nekadašnja pernica L’astuccio di una volta Pločica za pisanje Lavagnetta per scrivere
  7. 9. <ul><li>• U na parte degli intervistati proviene dalla Bosnia (zona di montagna all ‘ interno del Regno di Jugoslavia). In quelle parti si parlava il serbo o il croato, mentre si scriveva in latino e in alfebeto cirillico. </li></ul><ul><li>• La seconda parte degli intervistati proviene dall ‘ Istria. A quel tempo l ‘ Istria faceva parte del regno d ‘ Italia e per questa ragione a scuola si parlava l’italiano. In famiglia facevno uso dell’italiano, del croato ma specialmente del dialetto istriano. </li></ul>
  8. 11. <ul><li>Le aule furono attrezzate modestamente, gli alunni non avevano la merenda e si riscaldavano con stufa, a legna. In ogni classe c'erano circa 30 persone. In alcune regioni, pi ù classi durante le lezioni usavano la stessa aula. La disciplina era ovunque molto rigorosa e gli alunni per ogni malcomportamento venivano puniti fisicamente. </li></ul>
  9. 12. <ul><li>Gli alunni ascoltavano gli insegnanti e rispettavano gli adulti. Avevano poche materie scolastiche e le lingue starniere non si studiavano. Durante l’educazione fisica giocavano nel parco o nei dintorni della scuola. Il sapere veniva verificato oralmente o a scritto.Venivano assegnati molti compiti domestici. </li></ul><ul><li>Le famiglie si occupavano di agricultura e di pesca e in ogni occasione i bambini dopo la scuola aiutavano nei campi e nei lavori domestici. Le case non avevano elettricit à perci ò si viveva in condizioni difficili. </li></ul>
  10. 13. Predmeti koji su se nekad koristili u ku ć i Gli oggetti che si usavano per le facende domestiche Peka Pegla Ferro da stiro
  11. 14. Mlinac za kavu Macinino per il caff è Svjetiljke –Petrolejke Lampade a petrolio
  12. 15. <ul><li>La scuola elementare durava da quattro a otto anni, indipendentemente dallo stato in cui le persone abbitavano. Il problema principale era la povert à delle famiglie numerose che non potevano permettere ai loro figli di continuare gli stidi. </li></ul>
  13. 16. <ul><li>I risultati della nostra ricerca abbiamo tradotto in italiano e in inglese con l‘aiuto delle nostre insegnanti. Tutti alunni potevano seguire la nostra ricerca leggendo i testi e guardando le foto sui cartelloni. </li></ul>
  14. 19. Esempi di lavori scritti dagli alunni: Alvin Carlin Mirna Bradari ć Marina Martin č i ć
  15. 20. <ul><li>Mia nonna si chiama Anna Sain. E' nata il 21 novembre 1929 a Visinada. Il suo co gnome nativo era Oklen. In quel periodo Visinada era sotto il governo Italiano. </li></ul><ul><li>Nonna andava a scuola a Visinada e viveva a Verbani, un piccolo vilaggio tra Visinada e Ponteporton. Nonna Anna ha finito cinque classi nella scuola elementare e poi ancora due anni di scuola media superiore. In classe c ’ erano 20 , 30 alunni della stessa et à . A scuola avevano poc h e materie scolastiche . Non studiavano lingue straniere. Durante il periodo scolastico mia nonna ha cambiato sette insegnanti. Questi sono i loro nomi: Ema Benedetti, Isa Patelli, Modesta e fra Gi aco mo . I nomi degli altri insegnanti non ricorda piu'. Mia nonna aveva il libro per la lettura, il libro di storia, di geografia e di medicina. La prima cartella ha ricevuto in terza classe. I alunni erano a scuola dalle 8 fino 12 ore e port a vano la merenda da casa. Alla fine dell`anno scolastico ricevevano la pagella. Le interrogazioni erano orali, non scrivevano le verifiche , ma avevano molti compiti. La disci p lina era sempre presente perche se no, avevano delle punizioni. La punizione più lieve era andare nel angolo. L e punizioni pi ù dure erano: dare le “pacche” con il r i g el lo per le mani, stare ingino c chia t ti sul sale e rimanere a scuola dopo le lezioni. </li></ul><ul><li>Alvin Carlin 6.a </li></ul>
  16. 21. <ul><li>La mia nonna si chiama Jaga Bradari ć – Luki ć . E' nata il 30 marzo del 1937 a Klanac, vicino a Kraljeva Sutjeska , in Bosnia . In questo piccolo paese e' rimasta per tutta la vita. Li andava anche a scuola. Le lezioni duravano un ora, al massimo un ora e mezzo. Imparavano a scrivere, a leggere e a fare i calcoli di matematica. Scriveva con il gesso su una piccola lavagna. Aveva anche un piccolo quaderno nel quale scriv e vano il compito domestico. In que l la piccola scuola c'erano al massimo dieci ragazzi e ragazze , erano di diversa età. La loro classe non era molto attrezzata ; aveva la lavagna, il gesso e una stufa a legna . Non avevano la merenda e neanche gli intervalli. La punizione era molto severa. Il maestro li frustava con una “bacchetta” e non era permesso piangere. Tutti gli erano disciplinati perci ò le punizioni erano rare . Alla fine dell' anno scolastico ottenevano la pagiella con i voti. La mia nonna andava a scuola solo quat t ro anni e non ha mai proseguito gli studi. </li></ul><ul><li>Mirna Bradari ć 6.b </li></ul>
  17. 22. <ul><li>Io ho intervistato Giuseppe Medica. È nato il 20 febbriaio 1940 nel paese Martinci. Frequentava la scuola a Ra č i ć i, un paese distante un’ora di cammino da Martinci. La scuola elementare durava 6 anni. In una classe c'erano circa 40 alunni, di età diversa. Studiavano 6 materie. Non studiavano lingue straniere. La scuola aveva solo un professore. Usavano la penna stilografica, un quaderno per matematica e croato e un libro. La loro classe era arredata modestamente. Avevano banchi piccoli in cui sedevano 3 - 4 alunni, una lavagna, una stufa e il ritratto di Gesù sul muro. Le lezioni duravano dalle 8 alle 13. A scuola non avevano la merenda, e la maggior parte di loro non mangiava nemmeno a casa perchè erano poveri. Non ricevevano mai i compiti a casa. A scuola avevano i compiti scritti e orali. Se i bambini non rispettavano le regole venivano puniti 5 volte con il frustino sulla mano. Ogni anno prima di Natale organizzavano dei spettacolini per i genitori. </li></ul><ul><li>Pochi bambini continuavano l'istruzione dopo aver` finito la scuola elementare. La maggior' parte di loro andava nelle cittá piú grandi dove trovavano un lavoro. </li></ul><ul><li>Marina Martin č i ć 6.a </li></ul>
  18. 23. Le opinioni degli alunni sul proggetto: Petra Ribari ć Mirna Bradari ć Anita Šušnja
  19. 24. <ul><li>Facendo ricerche sul passato conosciamo certe cose importanti che ci aiutano a capire il presente. </li></ul><ul><li>I bambini una volta non usavano computer e altre cose, però comunque studiavano con un buon risultato e si divertivano. </li></ul><ul><li>Penso che noi, oggi, non abbiamo di cosa lamentarci perchè i bambini una volta lavoravano molto di più e riuscivano a studiare e a scrivere le lezioni. </li></ul><ul><li>Ringrazio le insegnanti Jelena Salopek, Snje ž ana Kuliši ć , Sanja Pilat , Rozana Brezac Radovi ć e la vicina di casa Annamarija per l'aiuto dato al progetto. </li></ul><ul><li>Petra Ribari ć 6.a </li></ul>
  20. 25. <ul><li>Mi sono divertita moltissimo facendo questa ricerca storica perchè ho scoperto come e in quali condizioni i miei nonni, vicini e parenti studiavano. </li></ul><ul><li>In passato i bambini non avevano niente di quello che abbiamo noi oggi, ed erano felici di poter frequentare la scuola. </li></ul><ul><li>Oggi noi abbiamo tutto quello che ci serve ma penso che a volte non sappiamo apprezzare tutte le cose che ci vengono date. </li></ul><ul><li>Mirna Bradari ć 6.b </li></ul><ul><li>Da questo proggetto storico ho capito che gli alunni oggi possono educarsi senza prolblemi, però la passione per la scuola è molto minore al contrario degli alunni di una volta. Anita Šušnja 6. a </li></ul>
  21. 26. <ul><li>Sfogliando i libri dei nostri nonni abbiamo riscontrato dati a noi non troppo comprensibili: l'Istria, Fiume e Zara facevano parte del Regno d'Italia, mentre la Bosnia faceva parte del Regno Jugoslavo e si faceva uso di lettere diverse…. </li></ul><ul><li>Per capire i tempi passati abbiamo consultato libri, enciclopedie e ascoltato l'insegnante di storia. </li></ul><ul><li>In questo periodo stiamo ricercando il 1945 della nostra città e speriamo di mandarvi a presto i nostri risultati. </li></ul>
  22. 27. Tanti saluti dagli alunni di Cittanova!

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