Power point costituzione presentazione

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  • Ciao Emilia, sono Gerson, peruviano. Mi piace molto questa informazione sull'habeas corpus italiano. Mi piacerebbe sapere se sai ché procedimento esactamente può usare se vuole salvaguardare la libertà. Questo procedimento che posso agire in giudizio è uno penale? Chè articolo del codice di procedura penale devo leggere? grazie mille por tutto!!!
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Power point costituzione presentazione

  1. 1. REALIZZATO DALLE CLASSI 3^H E 3^L DEL “LICEO SCIENTIFICO L. DA VINCI” TV A.S. 2009-2010 HABEAS CORPUS NELLA STORIA
  2. 2. HABEAS CORPUS letteralmente significa “che tu abbia a disposizione il tuo corpo” è una formula giuridica che tutela il diritto d’inviolabilità della persona: garantisce l’integrità fisica e psichica e il rispetto della propria persona da parte di tutti i cittadini e in primis da parte dello stato
  3. 3. ORIGINI DELL’HABEAS CORPUS MAGNA CARTA LIBERTATUM Prerogativa del re In Inghilterra c’è una common law In confronto alla civil law presente in Italia (diritto romano) Tutela l’individuo HABEAS CORPUS ACT I giudici possono rilasciare atti di habeas corpus anche fuori sessione
  4. 4. MAGNA CHARTA LIBERTATUM <ul><li>Emanata nel 1215 dal re Giovanni “senza terra” può essere definita la prima costituzione europea: essa stabilisce alcune libertà e diritti fondamentali per gli uomini. </li></ul><ul><li>In realtà però all'epoca solamente gli esponenti dei ceti più abbienti erano considerati liberi, perciò la grande massa di servi e contadini rimaneva esclusa dalla protezione dei diritti attuati dalla Magna Charta. </li></ul><ul><li>Articoli riguardanti il principio dell’habeas corpus: </li></ul><ul><li>Art 20 : “Nessun uomo libero sia punito per un piccolo reato, se non con una pena adeguata al reato; e per un grave reato la pena dovrà essere proporzionata alla sua gravità senza privarlo dei mezzi di sussistenza (..) e nessuna delle predette ammende sarà inflitta se non con il giuramento di uomini probi del vicinato.” </li></ul><ul><li>Art 38 : “Nessun balivo d'ora in poi potrà portare in giudizio un uomo sulla base della propria affermazione, senza produrre dei testimoni attendibili che ne provino la veridicità.” </li></ul><ul><li>Art 39 : “Nessun uomo libero sarà arrestato, imprigionato, multato, messo fuori legge, esiliato o molestato in alcun modo, né noi useremo la forza nei suoi confronti o demanderemo di farlo ad altre persone, se non per giudizio legale dei suoi pari e per la legge del regno.” </li></ul><ul><li>Art 40 : “A nessuno venderemo, negheremo, differiremo o rifiuteremo il diritto o la giustizia.” </li></ul>
  5. 5. ARTICOLO 39 <ul><li>Questo articolo pone un freno all'arbitrio dei giudici e di chi detiene il potere, affermando implicitamente il diritto di ciascuno di essere considerato innocente finché non sia stato giudicato da un tribunale. </li></ul>
  6. 6. ARTICOLO 20 <ul><li>Sancisce il diritto inalienabile di preservazione della propria persona qualora sia stata accusata di reato; il riferimento al concetto di habeas corpus è chiaramente espresso nel secondo periodo con le parole “ senza privarlo di mezzi di sussistenza”: questo significa che già all’epoca era inaccettabile morire in carcere in attesa di un giudizio. Viene poi ribadito come a una persona accusata non possa essere tolto il lavoro (“i mercanti non saranno privati della loro mercanzia e allo stesso modo gli agricoltori dei loro utensili“) in quanto è doveroso partire dal presupposto che la persona accusata sia innocente fino a prova contraria. Non è infatti possibile che la giustizia sia fatta in prevenzione secondo accuse diffamatorie ma è necessario e oltretutto doveroso che un giudizio si basi su un’accusa fondata e che sia seguito da un processo veloce e imparziale: “e nessuna delle predette ammende sarà inflitta se non con il giuramento di uomini probi del vicinato”. </li></ul>
  7. 7. HABEAS CORPUS ACT (1679) <ul><li>Nel 1679 il Parlamento inglese promulga l’Habeas Corpus Act con lo scopo di codificare e rafforzare la pratica e la procedura nel rispettare la consuetudine dell’Habeas Corpus. L’Habeas Corpus diviene così il principale strumento di potenziamento della libertà individuale contro l’esercizio arbitrario del potere dello Stato. </li></ul><ul><li>L'Habeas corpus Act stabiliva che nessuno potesse essere arrestato senza prove della sua colpevolezza. </li></ul><ul><li>“ Poiché da parte di sceriffi, carcerieri e altri funzionari alla cui custodia sono affidati sudditi del Re per fatti criminosi o supposti tali, vengono praticati grandi ritardi nell'eseguire rescritti di Habeas Corpus ad essi diretti (...), per impedire ciò (...) sia sancito per legge (...) che ogni qualvolta una o più persone porteranno un Habeas Corpus (...) entro tre giorni dalla consegna del rescritto nel modo indicato deve dare esecuzione a tale rescritto, e portare o far portare il corpo della parte così incarcerata o detenuta davanti al Lord Cancelliere o al Lord Guardasigilli d'Inghilterra allora in carica, oppure davanti ai giudici o baroni del tribunale che avrà emanato il detto rescritto (...); e allora (il funzionario) deve ugualmente specificare le ragioni della detenzione o carcerazione.” </li></ul><ul><li>“ E sia inoltre sancito per legge (...) che se qualche funzionario o suo dipendente o vicecustode o sostituto trascurerà di eseguire gli adempimenti predetti (...), tutti e ciascuno (...) dovranno versare al prigioniero o alla parte danneggiata la somma di 100 sterline; e per questo fatto saranno e sono resi incapaci di coprire ed esercitare il predetto ufficio.” </li></ul>
  8. 8. BILL OF RIGHTS (1689) L’ Habeas Corpus Act non è ancora la piena affermazione del writ dell’Habeas Corpus, perché il Re poteva in certe condizioni sospenderlo. Il Parlamento sopperì a questa mancanza quando, offrendo la corona a Guglielmo d’Orange, pose la condizione di accettare il Bill of Right che al punto I prevede “che il preteso potere di sospendere le leggi o l’esecuzione delle leggi, in forza dell’autorità regia, senza il consenso del Parlamento, è illegale”. Rappresenta una vera e propria anticipazione della successiva Dichiarazioni dei diritti dell’uomo e del cittadino (1789) . Bill of Rights
  9. 9. DICHIARAZIONE DEI DIRITTI DELL’UOMO E DEL CITTADINO (1789) - Art. 7. Nessun uomo può essere accusato, arrestato o detenuto se non nei casi determinati dalla Legge, e secondo le forme da essa prescritte. Quelli che procurano, emettono, eseguono o fanno eseguire degli ordini arbitrari, devono i essere puniti; ma ogni cittadino citato o tratto in arresto, in virtù della legge, deve obbedire immediatamente; opponendo resistenza si rende colpevole. <ul><li>Art. 8. La Legge deve stabilire solo pene strettamente ed evidentemente necessarie e nessuno può essere punito se non in virtù di una legge stabilita e promulgata anteriormente al delitto, e legalmente applicata. </li></ul>- Art. 9. Presumendosi innocente ogni uomo sino a quando non sia stato dichiarato colpevole, se si ritiene indispensabile arrestarlo, ogni rigore non necessario per assicurarsi della sua persona deve essere severamente represso dalla Legge.
  10. 10. HABEAS CORPUS IN AMERICA ARTICOLO 1.SEZ 9: “Il privilegio del Writ of Habeas Corpus non dovrebbe essere sospeso, a meno che la Sicurezza Pubblica non lo richieda in casi di ribellione o guerra civile.” Sospeso da Lincon durante la guerra civile Dopo il suo assassinio fu stabilito che solo il Congresso poteva revocarlo
  11. 11. COSTITUZIONE ITALIANA <ul><ul><li>In Italia oggi possiamo dire che l'”Habeas corpus” viene riconosciuto dagli articoli: 3 , 13 , 24 , 25 , 27 , 28 , 111 della costituzione. </li></ul></ul><ul><ul><li>La costituzione garantisce a tutti i cittadini il diritto di agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi. Il diritto alla difesa è inviolabile in ogni stato e grado del procedimento. La Costituzione prevede il diritto alla difesa per i non abbienti, assicurando i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione. </li></ul></ul>
  12. 12. ARTICOLO 3 <ul><li>Tratta dell'uguaglianza dei cittadini </li></ul><ul><li>di fronte alla legge. </li></ul><ul><li><< Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. >> </li></ul>
  13. 13. ARTICOLO 13 <ul><li>L'articolo 13 difende i diritti personali, quindi il diritto a non subire alcuna violenza fisica né da privati né soprattutto dallo Stato. Poiché lo Stato è l’unico, legittimo depositario di un apparato che ha il potere di obbligare con la forza i singoli cittadini a rispettare le leggi, è fondamentale che i suoi organi (giudici, polizia, guardie carcerarie, ecc.) non abusino mai dei loro poteri. </li></ul><ul><li>Lo stato, quindi, esercita il suo potere solo quando è stata confermata una sentenza definitiva di condanna. </li></ul><ul><li>La carcerazione preventiva può essere effettuata solo con il provvedimento di un giudice e nei limiti della legge. Il tempo massimo di carcerazione preventiva viene definito in base alla gravità del presunto reato. L'individuo sospettato può essere trattenuto solo se si ha il sospetto che: 1) possa ripetere il reato; 2) possa inquinare le prove; 3) possa fuggire. </li></ul><ul><li><<La libertà personale è inviolabile. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell'autorità giudiziaria (...) E` punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà (...) La legge stabilisce i limiti massimi della carcerazione preventiva.>> </li></ul>
  14. 14. ARTICOLO 24 <ul><li>L'articolo di maggiore importanza per quando riguarda l'habeas corpus è l'articolo 24. Esso attribuisce a ogni cittadino il diritto di agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi. E' bene ricordare, comunque, che nell'ordinamento italiano nessuno può farsi giustizia da sé in quanto l'autotutela è prevista solo in limitatissimi casi. </li></ul><ul><li>Che la difesa sia un diritto inviolabile, questo non significa che sia lecito agire aggredendo chi commette una violazione dei diritti dei cittadini: la legittima difesa ricorre solo in pochi casi e circostanze ben definite. L'esercizio arbitrario delle proprie ragioni è un reato. </li></ul><ul><li>Nell’ipotesi in cui l'autorità giudiziaria abbia commesso gravi errori/lacune, la legge definisce un preciso sistema di responsabilità. </li></ul><ul><li><<Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi. La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento. Sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione. La legge determina le condizioni e i modi per la riparazione degli errori giudiziari.>> </li></ul>
  15. 15. ARTICOLO 25 <ul><li>E' importante che un cittadino che compie un'effrazione sia cosciente che l'azione da lui svolta fosse lecita oppure no, senza temere che dopo un periodo di tempo il Parlamento approvi una legge che valga anche per i comportamenti passati. </li></ul><ul><li><<(...) Nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso (...)>> </li></ul>
  16. 16. ARTICOLO 27 <ul><li>L'articolo 27 tutela l'habeas corpus in tre commi fondamentali: </li></ul><ul><li>1° comma: la responsabilità penale è personale (solo chi commette il reato può essere punito) cioè la legge penale non può attribuire ad una o più persone il reato di un'altro, come invece avviene talvolta nei regimi dittatoriali. </li></ul><ul><li>2° comma: l'imputato è considerato colpevole solo dopo la sentenza definitiva (possono esserci fino a tre gradi di giudizio)‏ </li></ul><ul><li>3° comma: non sono ammesse pene inumane ma devono tutte avere lo scopo di rieducare il colpevole. La pena di morte è proibita. </li></ul><ul><li><<.La responsabilità penale è personale. L'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva. Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato, non è ammessa la pena di morte.>> </li></ul>
  17. 17. ARTICOLO 28 <ul><li>L'articolo 28 precisa l'ultimo comma dell'artico 24 “La legge determina le condizioni e i modi per la riparazione degli errori giudiziari” . Infatti questo articolo stabilisce che nel caso in cui un cittadino, successivamente al terzo grado di giudizio, abbia ricevuto un'ingiusta condanna ci si può rivolgere al tribunale dell'unione Europea per ulteriori accertamenti. </li></ul><ul><li>Nel caso in cui, dopo un certo periodo di detenzione, il condannato venga giudicato innocente, è la LEGGE PINTO a determinare un equo risarcimento in base agli anni passati ingiustamente in carcere. </li></ul><ul><li><<I funzionari e i dipendenti dello Stato e degli enti pubblici sono direttamente responsabili, secondo le leggi penali, civili e amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritti (...)>> </li></ul>
  18. 18. ARTICOLO 111 <ul><li>L'articolo 111 della Costituzione, sancisce il diritto al giusto processo che, secondo la legge, è considerabile tale solo se: 1. si rivolge nel contraddittorio tra le parti in condizione di parità; 2. davanti ad un giudice terzo ed imparziale; 3. ha una durata ragionevole stabilita dalla legge. A garanzia dei cittadini, tutte le sentenze dei giudici devono essere motivate secondo la legge. Le sentenze sono comunque appellabili. </li></ul><ul><li><<La giurisdizione si attua mediante il giusto processo regolato dalla legge. Ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a giudice terzo e imparziale. La legge ne assicura la ragionevole durata. (...) Tutti i provvedimenti giurisdizionali devono essere motivati. Contro le sentenze e contro i provvedimenti sulla libertà personale, pronunciati dagli organi giurisdizionali ordinari o speciali, è sempre ammesso ricorso in Cassazione per violazione di legge (...).>> </li></ul>
  19. 19. Habeas corpus: alla base del diritto ‘ Dichiarazione Universale dei diritti umani ’ ‘ Carta dei diritti Europei ’ -Articolo 3: “Ogni individuo ha diritto (…) alla sicurezza della propria persona.” -Articolo 3: 1.“Ogni individuo ha diritto alla propria integrità fisica e psichica. -Articolo 4: “Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù e servitù” -Articolo 5: 1.“Nessuno può essere tenuto in condizioni di schiavitù o servitù” -Articolo 5: “Nessun individuo potrà essere sottoposto a tortura o a trattamento e punizioni crudeli e degradanti” -Articolo 4: “Nessuno può essere sottoposto a tortura, né a pene o a trattamenti inumani o degradanti” -Articolo 9: “ Nessun individuo potrà essere arbitrariamente detenuto o arrestato”
  20. 20. HABEAS CORPUS OGGI Provvedimento atto a salvaguardare: Detenuti della polizia carceraria Coloro che subiscono restrizioni nella libertà Coloro che sono tenuti sotto controllo per insanità mentale Coloro che sono tenuti in custodia e contestano la loro situazione. Un arresto senza abuso di forza
  21. 21. PER CONCLUDERE: <ul><li>In seguito a questo percorso storico compiuto dall’ habeas corpus, oggi l’individuo è posto al centro della società come ente al quale deve essere garantita la propria dignità e libertà. La “Dichiarazione universale dei diritti umani” e la “Carta dei diritti europei” hanno come prerogativa quella di stabilire dei valori comuni che mirino alla formazione di società civili: l’habeas corpus ora è uno dei principi fondamentali e fondanti di queste società; è un principio universale ma nonostante tutto in alcuni casi viene violato ancora oggi. </li></ul>
  22. 22. ARABIA SAUDITA Stato teocratico in cui viene applicata la legge del Corano La corte impone senza un regolare processo le pene, a volte anche corporali Alcune persone sono state giustiziate in prigione tramite fucilazione senza un regolare processo Fustigazione Il numero di frustate imposte varia a discrezione del giudice e non in base al reato commesso ! Il regno nega che tali violazioni del principio dell’ Habeas corpus avvengano
  23. 23. INTERVISTA A MOAZZAN BEGG <ul><li>Moazzan Begg è un cittadino britannico, ex detenuto delle carceri USA di Guantanamo, Kandahar e Bagram (in Afghanistan), accusato di essere un terrorista. </li></ul><ul><li>“ E’ stato sequestrato ed imprigionato illegalmente. Non può effettuare alcun ricorso per ottenere giustizia” </li></ul><ul><li>“ Ogni giorno un detenuto viene sessualmente violentato, torturato ed interrogato. La tortura sia fisica, sia psicologica è sistematica e di routine. Il disprezzo e gli insulti contro i detenuti arabi e musulmani sono una costante.” </li></ul>
  24. 24. ABUSO DI POTERE ALLA CASERMA DI BOLZANETO <ul><li>Le persone fermate e arrestate durante i giorni della manifestazione del G8 a Genova nel 2001 furono in gran parte condotte alla caserma di Bolzaneto. </li></ul><ul><li>I fermati accusarono il personale delle forze dell’ordine di violenze fisiche e psicologiche e di mancato rispetto dei loro diritti legali e sanitari. </li></ul><ul><li>I giudici nei giorni successivi scarcerano tutti i manifestanti per insussistenza delle accuse, MA il 5 marzo 2010 vengono emesse 44 condanne a carico delle forze dell’ordine perché “si è andati molti vicini alla tortura”. </li></ul>
  25. 25. CASI DI MORTE SOSPETTA IN ITALIA 30 giugno 2002, Carcere di Cuneo Mauro Fedele, 33 anni, muore in carcere. La versione ufficiale parla di “arresto cardiocircolatorio” ma Giuseppe Fedele, padre di Mauro lancia accuse contro gli agenti di custodia. “Il corpo di mio figlio è pieno di lividi: ha la testa fasciata e segni blu sul collo, sul petto(…). 1 ottobre 2003, Carcere di Livorno Marcello Lonzi, 29 anni, muore in cella: sarebbe deceduto per collasso cardiaco, dopo essere caduto battendo la testa. La madre non crede a questa ricostruzione e sospetta si sia trattato di omicidio. Il corpo del figlio era coperto di lividi. 2 marzo 2004, Carcere di Civitavecchia Detenuto rumeno, 40 anni, muore a causa di profonde ferite alla testa. Secondo una prima ricostruzione l’uomo avrebbe battuto ripetutamente il capo contro le pareti della cella dove era rinchiuso. 1 luglio 2004, Ospedale di Barletta Vincenzo Milano, 30 anni, muore all’ospedale di Barletta. Vi era stato trasportato, di urgenza, per essere curato delle ferite riportate durante la cattura(…): trauma cranico e facciale e diverse ferite lacero contuse. Il procuratore della Repubblica di Trani, Luigi Scimè, ha aperto un fascicolo d’indagine con l’accusa di omicidio colposo.
  26. 26. 31 maggio 2005, carcere di Venezia Andrea Fabris, 34 anni, viene ritrovato morto sul pavimento della cella, nel carcere maschile di Santa Maria Maggiore: sul corpo numerose ecchimosi. La Pm Maria Rosaria Micucci, ha disposto l’autopsia sul corpo del giovane. 14 maggio 2006, Carcere di Civitavecchia Habteab Eyasu, 36 anni, eritreo, viene trovato morto impiccato in una cella di isolamento della Casa Circondariale di Civitavecchia. L’inchiesta della procura della città ha stabilito che Habteab si è impiccato. Nelle fotografie scattate all’ospedale di Civitavecchia il ragazzo ha una ferita in fronte, e dietro la nuca una grande macchia rossa. La zia mostra il cadavere del nipote e dice di non credere all’ipotesi di suicidio. 15 ottobre 2007, Carcere di Perugia Aldo Bianzino, 44 anni, viene ritrovato morto in cella nel Carcere di Capanne, Perugia. Era stato arrestato insieme alla compagna e condotto in carcere in perfette condizioni di salute. Il medico legale nominato dalla famiglia assiste alla prima autopsia dichiarando che il corpo dell’uomo presentava lesioni al fegato, alla milza, al cervello e due costole rotte. 25 luglio 2008, Carcere di Genova Manuel Eliantonio, 22 anni, viene trovato senza vita riverso per terra, con una bomboletta di gas in mano, in un bagno del carcere di Marassi, a Genova. Alla mamma aveva scritto una lettera drammatica: “Qui in carcere mi ammazzano di botte.(…) Mi riempiono di psicofarmaci. Quelli che riesco non li ingoio(…), mangio poco o niente, sto male”
  27. 27. 22 ottobre 2009, carcere di Regina Coeli Stefano Cucchi fu picchiato dagli agenti della polizia penitenziaria e, di fatto, non curato dai medici dell’ospedale Sandro Pertini, i quali pur avendo ben presenti le patologie di cui soffriva il ragazzo nel corso della degenza,<< volontariamente omettevano di intervenire>>. E’ lo scenario che emerge dall’avviso di fine indagine, firmato dai pm Vincenzo Barba e Maria Francesca Loy e dal procuratore Giovanni Ferrara. Dalle carte emerge che gli agenti Michelini, Santantonio e Domenici, <<spingendo e colpendo con dei calci Cucchi, lo facevano cadere a terra e gli cagionavano lesioni(…)>>. Non solo, ma<< allo scopo di far desistere il detenuto dalle reiterate richieste di farmaci e alle continue lamentele, lo sottoponevano a misure di rigore non consentite dalla legge>>. Stando ai magistrati, dunque, non furono le botte, inflitte a Cucchi nelle celle di sicurezza del tribunale di Roma, a determinare la sua morte, avvenuta dopo il pestaggio. Per la procura, il funzionario del Prap e la dottoressa Caponetti, in servizio al Pertini il 17 ottobre i attivano per nascondere le lesioni riportate da Stefano Cucchi nel pestaggio in tribunale. E così, i due<< indicano falsamente in una cartella clinica>>, in evidente contrasto con quanto rilevato dai medici di Regina Coeli e dal Fatebenefratelli, che Cucchi<< appariva in condizioni generali buone>> Dal 18 al 22 ottobre 2009, i giorni di degenza al Pertini, Cucchi,<<incapace di provvedere a se stesso>>, viene letteralmente abbandonato dal personale medico.
  28. 28. MORTI IN CARCERE, LA MARCIA DEI GENITORI Un migliaio di persone hanno manifestato a Livorno il 16 gennaio 2010 per chiedere verità e giustizia per “i troppi giovani uccisi per mano dello Stato”. C’erano i genitori di ragazzi deceduti in carcere, ma anche di giovani morti fuori dalle celle, in circostanze da chiarire, la cui tragica fine viene imputata da parte dei familiari a carico di uomini dello Stato. A promuoverla Maria Ciuffi, madre di Marcello Lonzi, morto nel Carcere di Livorno nel 2003.

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