Itinerario giuliano a Udine, 2013

1,358 views
1,200 views

Published on

Itinerary on the exiled people from Istria and Dalmatia in Udine. Journey to the places of historical memory from the Refugee Camp to the Metallic Village, 1945-1960. An innovative document created by students and teachers of "Stringher" Secondary High School in Udine to develop the Tourism of Memory.

Published in: Education
8 Comments
1 Like
Statistics
Notes
  • @eliovarutti1

    Altri link sul convegno di Bibione - 25.10.2013 - Esodo istriano....
    http://www.portogruaro.net/news/scheda.php?categoria=14&news=36746

    http://www.anvgd.it/notizie/16222-anvgd-udine-e-lions-club-convegno-a-bibione-sullesodo-21ott13.html

    http://www.ilgiornaledelfriuli.net/cult/incontro-bibione-lesodo-degli-istriani-dalmati-la-ii-guerra-mondiale-la-tragedia-delle-foibe/
       Reply 
    Are you sure you want to  Yes  No
    Your message goes here
  • Questo link dal sito dell'ANVGD vi informa di un convegno sull'esodo istriano dalmata a Bibione (VE) del 25 ottobre 2013 ....... http://www.anvgd.it/notizie/16222-anvgd-udine-e-lions-club-convegno-a-bibione-sullesodo-21ott13.html
       Reply 
    Are you sure you want to  Yes  No
    Your message goes here
  • Un articolo sui bambini di Zara e dell'Istria esuli a Udine dopo la seconda guerra mondiale ......
    http://www.academia.edu/4481640/Cara_maestra_le_scrivo_dal_Campo_profughi._Bambini_di_Zara_e_dellIstria_scolari_a_Udine_1948-1963
       Reply 
    Are you sure you want to  Yes  No
    Your message goes here
  • Proprio col 25 settembre 1943 inizia l’esodo delle famiglie Delzotto e Fortunato, commercianti di Dignano d’Istria. È quanto riportato nell’opera prima di Armando Delzotto “Terere”, intitolata “I miei ricordi di Dignano d’Istria (dalla nascita all’esodo)”, edizioni del Sale, Udine, fresca di stampa. Per alte info vedi il link:

    http://www.info.fvg.it/udine/udine-memoriale-di-delzotto-sullesodo-istriano/18-06-2013-24240
       Reply 
    Are you sure you want to  Yes  No
    Your message goes here
  • Questo prodotto è stato mostrato l'8 febbraio 2013 in un pubblico incontro a Povoletto (UD), assieme al sindaco Alfio Cecutti e a Bruna Tracogna, assessore alle politiche sociali e scuola, con la collaborazione di Silvio Cattalini, presidente del Comitato Provinciale di Udine dell'Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD). Il 9 febbraio è stato visto dalle classi quinte dell'Isis 'B. Stringher' di Udine (oltre 200 allievi), con i saluti di Furio Honsell, sindaco della città e di Anna Maria Zilli, Dirigente scolastico della scuola, in collaborazione con Silvio Cattalini (ANVGD). Presso il Palamostre, il 10 febbraio è stato illustrato da E. Varutti alla cittadinanza udinese e alle autorità, per l'organizzazione dell'ANVGD, ricevendo i personali complimenti di Adriana Danielis, assessore alla Cultura del Comune di Palmanova. E' stato anche presentato a Trieste, durante un cosro di aggiornamento per insegnanti sull'esodo istriano dalmata, a cura dell'Ufficio scolastico regionale del Friuli Venezia Giulia.
       Reply 
    Are you sure you want to  Yes  No
    Your message goes here
No Downloads
Views
Total views
1,358
On SlideShare
0
From Embeds
0
Number of Embeds
5
Actions
Shares
0
Downloads
4
Comments
8
Likes
1
Embeds 0
No embeds

No notes for slide

Itinerario giuliano a Udine, 2013

  1. 1. Isis “B. Stringher” Udine - anno scolastico 2012-2013 prof. Elio Varutti - Allievi della classe 5^ C TUR, in collaborazione con Sara Cumin, classe 4^ D ristorazione (discendente di esuli) Itinerario giuliano a Udine Esodo istriano, un brano sconosciuto di storia localeCon tale iniziativa, come dalla notadel Ministero dell’Istruzione,dell’Università e della Ricerca(MIUR), prot. n. 73000 del 3.2.2010,si intende dare spazio al “Giorno delRicordo”, fissato per legge al 10febbraio. Si vuole così diffondere laconoscenza dei tragici eventi, che nelsecondo dopoguerra colpirono gliitaliani vittime delle foibe e gli esuliistriani, fiumani e dalmati.
  2. 2. Classe 5^ C tur e professoressa Maria Pacelli, StoriaItinerario sullesodo giuliano a Udine1. Leoni marciani di Piazza Libertà a Udine.2. Il Tiepolo nel percorso giuliano. Un riferimento biblico sull’esododell’antichità.3. Il Villaggio Metallico di Via Monte Sei Busi (zona di Via Gorizia);oggi le baracche non ci sono più, anzi cè un campo Rom.4. Il Campo Profughi di Via Pradamano (lapide del 2007 e affreschi diAfro Basaldella). Di qui passarono 100 mila profughi dall’Istria. daFiume e dalla Dalmazia; era un "Centro di Smistamento Profughi".
  3. 3. 5. Il Villaggio Giuliano di Via Cormor Alto - Via Casarsa,piccole case anni 50 assegnate agli esuli istriani.6. Il Tempio Ossario. Nei sotterranei furono accolti i profughiistriani, quando il Centro di Smistamento non aveva più posto.7. Chiesa della Beata Vergine del Carmine, Via Aquileia. Quifurono celebrati decine di matrimoni di profughi del vicinoCentro Smistamento Profughi negli anni ‘50.8. Monumento ai caduti istriani dalmati in Cimitero a Udine,1990.9. Parco Vittime delle foibe, Via Bertaldia, Via Manzini, 2010.Negli anni ’45 e ’50 alcuni profughi si adattarono a viverenelle case diroccate di Via Bertaldia; tali abitazioni furonocolpite dai bombardamenti anglo-americani del 1944-’45, chemiravano alla vicina stazione ferroviaria.
  4. 4. Vogliamo descrivere le motivazioni della scelta del percorso. I leoni marciani diPiazza Libertà sono stati un “rifugio visivo” per molti esuli istriani, fiumani edalmati. Tali sculture rappresentano la Repubblica di San Marco qui a Udine, come aCapodistria, a Zara, nel resto della Dalmazia, nelle isole greche, in Medio Oriente ein ogni territorio della Serenissima. A Venezia, prima di tutto. Guardare tali sculturee consolarsi era un passatempo per i profughi nel periodo della Ricostruzione. Eccoperché sono un “rifugio visivo”.
  5. 5. Un leone veneziano si trova sopra l’Arco Bollani, costruito nel 1556 su progetto diAndrea Palladio, sulla salita per il colle del Castello. Questo terzo leone della piazzaebbe un’esistenza travagliata, forse perché il più imponente. Esso ha però uncollegamento diretto con i leoni di Dalmazia. Fu, infatti, nel 1933 sotto il podestà Ginodi Caporiacco, che la giunta comunale udinese deliberò di ricollocare il leone, inrisposta all’abbattimento dei leoni veneziani, avvenuto a Traù, in Dalmazia, da partedelle autorità del Regno di Jugoslavia.Così negli anni ’30 fu riposto un modello di gesso. L’originale, pesante 35 quintali,realizzato dall’artista vicentino Egisto Caldana, fu posizionato sopra l’arco palladianola sera del 6 luglio 1953, con la elegante novità che il felino volge la fronte, anziché lacoda ai cittadini che transitano ai suoi piedi.
  6. 6. Il tema dell’esodogiuliano ci ha fattoricordare larappresentazionedell’esodo biblico,documentata aUdine da unaffresco diGiambattistaTiepolo, col titolo:“Rachele nascondegli idoli” (MuseoDiocesano d’Artesacra, Udine).Tiepolo giunse aUdine nel 1725, suinvito del patriarcaDionisio Delfino,per decorare il suopalazzo, appenaristrutturato.
  7. 7. IL MONDO CATTOLICO E I PROFUGHIISTRIANI E DALMATI Fu l’arcivescovo di Udine Monsignor Giuseppe Nogara (1872-1955) ad attivare, il 2 settembre 1945, la Pontificia Commissione di Assistenza per aiutare i profughi istriani, nominando presidente don Abramo Freschi
  8. 8. Piccolaprofuga alVillaggioMetallico,1954.Sorgeva inVia Monte SeiBusi, con 40baracche inlegno emetallo.Foto Tino daUdine
  9. 9. Udine, chiesa baracca nel Villaggio Metallico, 1956
  10. 10. Afro, Il trionfo dell’atleta, 1936CampoProfughi,1947-1960 Progetto Ermes Midena, Collegio Convitto ONB 1934-36
  11. 11. Lapide in pietra d’Istria, collocata dal Comune di Udine, nel 50.moanniversario dell’apertura del Centro di Smistamento Profughi di Via Pradamano 21.
  12. 12. L’Istituto Stringher di Udine con l’ANVGD in DalmaziaNel 1996, dal 18 al 22 settembre, due allievedella sezione turistica, guidate dallaprofessoressa Nadia Tacus, hanno partecipato,in veste di “ciceroni” ad un viaggio in Dalmazia,con una comitiva di esuli e con l’ing. SilvioCattalini, presidente del Comitato di Udinedell’Associazione Nazionale Venezia Giulia eDalmazia
  13. 13. Laboratorio di Storia dell’Istituto Stringher di Udine Dal 2008 lo Stringher con l’ANVGD operasul Giorno del Ricordo. Varie conferenzedell’ing. Silvio Cattalini 2005 – Interviste ai discendenti di mons.Giulio Vidulich (Lussinpiccolo 1927-Percoto2003) a cura della prof.ssa Elisabetta Marioni.3.12.2011 – Conferenza in classe 5^ C turdello Stringher di Rosalba Meneghini, figlia diuna profuga istriana di Rovigno. Intervista a Nerea Mazzoli sul TLT a curadella pronipote Desireé Mariotti, 2012. Ricordi di Lidia Illusigh (Pola) a cura delnipote Massimiliano Rosso, 2012.Nel 1944-’45 gli istituti scolastici che vannoda piazza Garibaldi a Largo Ospedale Vecchiofurono un lager delle SS naziste. Tratto da “Sotla Nape”, 2, 2011.Mostra “Giorno del Ricordo” 4.2.2012-31.03.2012 –Stringher Via Crispi, 4 Udine. E’ in Internet.
  14. 14. Lavori di sistemazione stradale eedi Lavori di sistemazione stradale diriatto del Centro di Smistamento riatto del Centro di SmistamentoProfughi di Via Pradamano aaUdine, in Profughi di Via Pradamano Udine, inuna foto del 1955. (Fototeca dei Civici una foto del 1955. (Fototeca dei CiviciMusei di Udine) Musei di Udine)Anni ‘50 - -Sala mensa del Centro Anni ‘50 Sala mensa del CentroSmistamento Profughi di Udine Smistamento Profughi di Udine(Archivio de IlIlGazzettino) (Archivio de Gazzettino)
  15. 15. Udine, Via Pradamano, 1947-1960 Centro di SmistamentoProfughi. Passano di qui 100 mila esuli inviati nei 109 campiallestiti in Italia. Oggi è la scuola media “E. Fermi”.
  16. 16. Progetto delle abitazioni del Villaggio Giuliano di Via Cormor Alto -Via Casarsa a Udine, studio di Roma, 1950 – Archivio del Comunedi Udine
  17. 17. Villaggio Giulianodi Via Cormor Alto - Via Casarsa a UdineDal 1952 esiste a Udine un insieme di quindici case a schiera,di due famiglie ciascuna, chiamato dalla gente dell’esodo“Villaggio Giuliano”. Secondo Giuseppe Marsich, che ricordadi esservi andato ad abitare nel 1952, si tratta di costruzionifatte con i finanziamenti dell’Unrra Casas. Il Villaggio si trovain un reticolo di strade tra Via Cormor Alto, Via Casarsa e ViaCordenons. Esso viene ricordato anche da Bruno De Faccio.Pure dai fratelli Mattini e dai fratelli Tancredi, tutti originari diPinguente d’Istria. “Al Villaggio Giuliano jera tanti dePinguente – hanno ricordato”.
  18. 18. Udine, Il Villaggio Giuliano di Via Cormor Alto - Via Casarsa, 1950
  19. 19. Domenico Mastroianni (Arpino, Frosinone1891-Roma 1962), Madonna della Rinascita,bronzo, bassorilievo, Villaggio Giuliano,Udine
  20. 20. Il progetto delle case del Villaggio Giuliano è stato eseguito a Roma, dal CNR (Centro Nazionale delle Ricerche), presso il “Centro Studi sull’Abitazione” in data 27 agosto 1950, con aggiornamento del giorno 8 febbraio 1951. Il Comune di Udine ha timbrato i progetti in data 21 agosto 1951. Un’altra informazione raccolta nelle nostre ricerche scolastiche si riferisce alla presenza di un Villaggio Giuliano pure a San Giorgio di Nogaro, in provincia di Udine.D. Mastroianni, Madonna della Rinascita, bronzo, bassorilievo, Villaggio Giuliano, Udine
  21. 21. Profughi istriani a Udine, 1955
  22. 22. Il pastore Agostino Piccirillo che ha celebrato il battesimo, dovrebbe aver lasciato traccia nei registri della Chiesa Metodista di Udine. Si ringrazia il signor Paolo Grillo di Udine, per la concessione della fotografia.Udine - La foto ritrae alcuni profughi istriani che hanno sostatoa Udine prima di trasferirsi in uno stato estero, probabilmentedellAmerica del Sud. La foto, del 1955, di proprietà dellasignora Giovanna Gandolfo Taverna (la persona al centro congiacca chiara che tiene un bambino in braccio) è stata fatta inoccasione del battesimo dei due bambini, uno in braccio allaGiovanna Gandolfo, laltro in braccio alla madre di Giovanna,nel locale di culto della Chiesa Evangelica Metodista, allepocain via Romeo Battistigh, vicino a Via Roma.
  23. 23. Udine, il Tempio Ossario di Piazzale XXVI luglio, fu costruito dal1925 al 1940. Usato come sacrario per 25.000 salme di giovanicaduti della Grande Guerra. Il progetto iniziale fu modificato dagliarchitetti Alessandro Limongelli e Provino Valle.
  24. 24. Un’esule da Pola intervistata nel 2008 ha ricordatoche, verso il 1949, i suoi genitori Anna Sciolis eDomenico Millia assieme ad altri profughi istrianifurono ospitati nel Tempio Ossario di Udine. Sitratta di Maria Millia, nata a Rovigno nel 1920.Si pensi che nel 1959, nel Tempio Ossario, eranoancora ospitate alcune persone dell’esodo. “Unafamiglia è ospitata nella cripta del Tempio Ossario– riporta L’Arena di Pola del 28 aprile 1959 – chiall’asilo notturno e altri nelle case diroccate di ViaBertaldia, ora demolite”. Si pensi alla coincidenza:proprio nell’area di Via Bertaldia sorse, nel 2010, ilParco Vittime delle foibe, citato nel presenteitinerario.
  25. 25. La chiesa della Madonna del Carmine sorge in Via Aquileia. E’ del ‘500, ad unicanavata. Presenta un ricco altar maggiore in stile barocco. Notevole è il soffitto, conaffreschi del Seicento di Giulio Cesare Begni. Nella cappella sinistra è stato ricomposto(nel 1930), il sarcofago del Beato Odorico Mattiussi da Pordenone (1285-1331), operatrecentesca su quattro colonne dello scultore veneziano Filippo de Sanctis.Qui furono celebrati decine di matrimoni di profughi del vicino CentroSmistamento Profughi negli anni ’50, come si può notare dal Libro deimatrimoni. La sposa, terminata la cerimonia – secondo i racconti dellagente del quartiere – ritornava in gran fretta al Campo Profughi, perspogliarsi e passare l’abito nuziale ad una coetanea che convolava purelei alle nozze.
  26. 26. Il monumento è stato inaugurato il 10febbraio 1990. Si trova a sinistradell’ingresso principale del Cimiteromonumentale di Udine, in VialeFirenze.Sotto la scultura dell’artista NinoGortan, originario di Pinguented’Istria, durante le ricorrenze degliesuli, viene deposta una coronad’alloro.Su una lapide in pietra di Aurisina,l’altorilievo in bronzo di Gortanrappresenta due uomini agganciati per unbraccio che cadono nel vuoto di unafoiba.Nino Gortan (1931-2001), artista esuledall’Istria, aveva radici carnicheottocentesche a Luincis di Ovaro,provincia di Udine. Dopo l’esodo l’artistavisse e lasciò varie opere a San Danieledel Friuli, in provincia di Udine.
  27. 27. INTERVISTA SULL’ESODO DALL’ISTRIADomanda: Quando i familiari sono scappati dall’Istria?Risposta: I miei familiari sono scappati da Visinada d’Istria alla fine della seconda guerra mondiale. L’Italiaaveva perso la guerra. Il territorio dell’Istria era passato alla Jugoslavia. Trieste nel 1954 è tornata italiana.Gli italiani d’Istria furono costretti a lasciare le loro case e tutti i loro beni laggiù per evitare di essere uccisi ogettati nelle foibe.D.: Chi erano e dove arrivarono?R.: I miei nonni materni (Francesco Urbino e Antonia Nina Roppa) e la mia mamma (Bruna Urbino)scapparono a Trieste. Mio zio Enea Urbino, fratello di mia mamma era scomparso. Aveva solo 17 anni. Icompaesani dicevano che era stato “gettato in foiba”.D. Dove vennero accolti? Passarono per i Campi Profughi?R.: Prima passarono per il Silos di Trieste [che era uno dei 18 Campi Profughi del capoluogo giuliano], quellovicino alla stazione, dove vennero registrati come esuli. In seguito furono ospitati da una famiglia di amici,mentre la sorella di mia mamma, con la famiglia e i figli, venne mandata nel Campo Profughi di Latina, vicinoa Roma.D.: In famiglia parlate di quei fatti storici?R.: Sì, mia mamma mi raccontava di quel periodo, della guerra, di quanto fosse duro sopravvivere, ma anchedella sua vita di paese, del lavoro nei campi, del nonno che suonava le campane e improvvisamente hannodovuto lasciare tutto perché erano italiani e stranieri nella loro terra e poi stranieri in Italia.Curiosità: Visinada si trova a 60 km da Trieste e 60 km da Pola. Nome e cognome dell’intervistata: Patrizia Dal Dosso Anno e città di nascita: 1959, Firenze. Data dell’intervista: 16 febbraio 2013 Intervistatrice: Sara Cumin, Mariano del Friuli (GO). Classe 4^ D rist, ISIS “B. Stringher”, Udine Elaborazioni a cura del prof. Elio Varutti, Economia e gestione delle imprese ristorative Prof.ssa Carla Maffeo, Storia. Dott.ssa Anna Maria Zilli, Dirigente scolastico dell’ISIS “ B. Stringher”, Udine.
  28. 28. Udine, 2009 - Via Manzini angolo Via Bertaldia (Borgo Aquileia).Lavori al Parco Vittime delle Foibe – Archivio del Comune di Udine
  29. 29. Udine, 25.06.2010 - Via Manzini angolo Via Bertaldia (Borgo Aquileia).Autorità all’inaugurazione del Monumento alle Vittime delle Foibe conl’ingegnere Silvio Cattalini, presidente del Comitato Provinciale diUdine dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (Anvgd).Fotografia dell’architetto Claudio Bugatto (Udine), di origine zaratina.
  30. 30. Targa commemorativa sul cippo di pietra istriana al Parco Vittimedelle Foibe di Udine, 25.06.2010.Fotografia dell’architetto Claudio Bugatto (Udine), di origine zaratina. FINE

×