Presentazione - Analisi di una notiza di cronaca
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Analisi di una notizia di cronaca - Corso di laurea in Comunicazione e psicologia ...

Analisi di una notizia di cronaca - Corso di laurea in Comunicazione e psicologia
Teoria e tecnica dei nuovi media - Professore Piero Schiavo Campo
Eleonora Matrella - Claudio Tagliabue - Federica Boccia

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Presentazione - Analisi di una notiza di cronaca Presentazione - Analisi di una notiza di cronaca Presentation Transcript

  • Esito del processoCommissione Grandi Rischi Analisi di come la notizia dellesito del processo alla Commissione Grandi Rischi sia stata trattata dai media tradizionali e dai nuovi media.
  • Scopo dellanalisiScopo dellanalisi è evidenziare le differenti operazioni mediatiche alla base del processo e della divulgazione dellesito, e le modalità con cui differenti media tendono a manipolare lopinione pubblica, accentuando visioni opposte.
  • La notizia Dopo il terremoto avvenuto a LAquila, sette membri dellaCommissione Grandi Rischi vengono processati a causa di un intervento volto a rassicurare la popolazione della città riguardo la possibilità che si verifichi un evento sismico di elevata magnitudo successivo ad una lunga serie di scosse già avvenute nei giorni precedenti. Il processo termina il 22 Ottobre 2012, con la condanna degli imputati a sei anni di reclusione. Iniziamo con lanalisi degli articoli di giornale. View slide
  • Intercettazione Repubblica.it, Bertolaso: "La verità non la possiamo dire" Operazione mediatica “Un fatto gravissimo. E poi si parla di processo alla scienza. Qui si evidenziano, una volta di più, ombre inquietanti che si allungano sui giorni immediatamente precedenti e immediatamente successivi al terremoto”. “All’Aquila non si doveva sapere la verità. – ha dichiarato Vittorini, intervenendo durante la seduta del Consiglio comunale dedicata al bilancio– Né prima né dopo ilRapporti con la politica terremoto del 6 aprile gli aquilani dovevano sapere come stavano le cose. Coloro che avevano il compito di prevenire e di informare la popolazione rispetto al rischio di un sisma hanno invece scelto, e imposto, di nascondere le informazioni, anziché divulgarle. Questa è la responsabilità che la recente sentenza di condanna per i componenti della Commissione Grandi Rischi che parteciparono alla riunione del 31 marzo ha evidenziato in tutta la sua drammatica evidenza. In questi giorni si fa un gran parlare di processo alla scienza, quasi a voler spostare, ancora una volta, il discorso. Si fanno addirittura paragoni con il processo a Galileo. In discussione, invece, non c’è la possibilità o meno di prevedere i terremoti, ma l’obbligo per chi di dovere di informare. Mai più deve accadere, in un Paese La vera accusa che si definisce civile e democratico, che ai cittadini si nasconda la verità su questioni che riguardano la sicurezza e la stessa vita”. View slide
  • Grandi rischi, la scienza non c’entra. Isismologi “condannati” dalla politicaDopo la sentenza dellAquila, il mondo della ricerca si mobilita infavore degli esperti della Commissione: "Sentenza ingiusta, i terremotinon si possono prevedere". Ma laccusa è esattamente opposta: averfatto filtrare alla popolazione messaggi tranquillizzanti. In"unoperazione mediatica" per "tranquillizzare la gente" voluta dalcapo della Protezione civile Bertolaso C’è persino chi tira in ballo Giordano Bruno e Galileo Galilei per commentare la sentenza contro i membri della Commissione grandi rischi per lormai famosa riunione indetta pochi giorni prima del terremoto in Abruzzo. Lo fa il presidente della Toscana Enrico Rossi, che parla di una sentenza che “lascia sconcertati”, perché la scienza “non si processa in tribunale”. E agli esperti condannati a sei anni di reclusione arriva la solidarietà della comunità scientifica internazionale, in difesa dei colleghi colpevoli “di non aver previsto il terremoto”. Accusa che giustamente appare assurda alla stragrande maggioranza dei sismologi, tutti concordi nel dire che allo stato attuale delle conoscenze fissare sul calendario la data anche approssimativa di un sisma è semplicemente impossibile. Peccato che le cose non stiano affatto così, e probabilmente chi ha diffuso appelli per la libertà della ricerca non ha letto le carte dell’inchiesta. A partire dalla memoria del pm dell’Aquila Fabio Picuti, depositata il 13 luglio 2010 e quindi ben nota, dove si legge: “L’intento non è quello di muovere agli imputati un giudizio di rimprovero per non aver previsto la scossa distruttiva del 6 aprile 2009 o per non aver lanciato allarmi di forti scosse imminenti o per non aver ordinato l’evacuazione della città”. Proprio perché, è lo stesso sostituto procuratore a scriverlo, “la scienza non dispone attualmente di conoscenze e strumenti per la previsione deterministica dei terremoti”. A inguaiare gli esperti capitanati dal presidente dell’Ingv Enzo Boschi non è stato il presunto oscurantismo dei giudici, ma l’esigenza tutta politica di “rassicurare” gli abitanti del capoluogo abruzzese, allarmati da una lunga sequenza di scosse e dai primi danneggiamenti di edifici, a partire da una scuola. Prosegue.. Operazione mediatica La vera accusa
  • LE TESTIMONIANZE: “MORTE PERCHE’ RASSICURATE DA QUELLA RIUNIONE”. L’accusa è opposta a quella evocatanegli appelli a difesa degli imputati: da quella riunione sono filtrati messaggi tranquillizzanti, tesi a escludere una scossadevastante. Agli atti dell’inchiesta ci sono le testimonianze che raccontano come la vulgata mediatica di quella riunione abbiaconvinto molte future vittime a metter da parte ogni preoccupazione. “Placentino Ilaria, deceduta nel crollo dell’abitazione diVia Cola dell’Amatrice n.17, e Rambaldi Ilaria, deceduta nel crollo dell’abitazione di Via Campo di Fossa n.6/B”, secondo letestimonianze dei parenti, “erano studentesse universitarie fuori sede che all’indomani del 31 marzo 2009 avevano scelto dirimanere a L’Aquila e di restare in casa la notte tra il 5 e il 6 aprile facendo affidamento sulle conclusioni della riunione dellaCommissione grandi rischi”.La Commissione grandi rischi si riunisce a L’Aquila (scelta irrituale, dirà poi Boschi, visto che di solito gli incontri avvenivanoa Roma) alle 18,30 del 30 marzo 2009, una settimana prima del terremoto notturno che avrebbe provocato più di 300 morti,devastando la città e diversi centri della provincia. Oltre al presidente dell’Ingv arrivano diversi pezzi grossi della Protezionecivile e della sismologia nazionale, tra i quali Franco Barberi, presidente vicario della Commissione grandi rischi, GianMichele Calvi, presidente dell’Eucentre di Pavia, anche loro condannati per omicidio colposo plurimo e lesioni colpose.LA TELEFONATA DI BERTOLASO: “DEVONO DIRE CHE LA SCOSSA NON CI SARA’”. La ragione di quel vertice loracconta Guido Bertolaso, allora capo della Protezione civile, dipartimento della presidenza del consiglio, con Palazzo Chigioccupato al tempo da Silvio Berlusconi: “Ti chiamerà De Bernardinis, il mio vice, al quale ho detto di fare una riunione lìall’Aquila domani su questa vicenda di questo sciame sismico che continua, in modo da zittire subito qualsiasi imbecille,placare illazioni, preoccupazioni, eccetera”, spiega Bertolaso a Daniela Stati, assessore regionale abruzzese alla Protezionecivile, in una telefonata intercettata per un’altra inchiesta (quella sugli appalti del G8). Si tratta soprattutto di rintuzzare gliallarmi lanciati da Giampaolo Giuliani, un ricercatore che si diceva in grado di prevedere ulteriori scosse sulla basedell’analisi del gas radon, metodo noto ai sismologi, ma giudicato inaffidabile. “Io non vengo, ma vengono Zamberletti,Barberi, Boschi, quindi i luminari del terremoto d’Italia”, continuava Bertolaso. “Li faccio venire all’Aquila o da te o inprefettura, decidete voi, a me non frega niente, di modo che è più un’operazione mediatica, hai capito? Così loro, che sonoi massimi esperti di terremoti diranno: è una situazione normale, sono fenomeni che si verificano, meglio che ci siano 100scosse di 4 scala Richter piuttosto che il silenzio perché 100 scosse servono a liberare energia e non ci sarà mai la scossa,quella che fa male”. Quindi la conclusione: “Parla con De Bernardinis e decidete dove fare questa riunione domani, che nonè perché siamo spaventati e preoccupati, ma è perché vogliamo tranquillizzare la gente“.L’operazione mediatica per “tranquillizzare la gente” ha successo. Sono presenti amministratori locali, a partire dal sindacoMassimo Cialente, e molti giornalisti attendono fuori dalla porta. “La mattina del primo aprile incontrai in Piazza palazzo ilsindaco”, spiega ai pm l’allora presidente della Provincia Stefania Pezzopane. “Mi confermò che secondo la Commissione lasituazione era sotto controllo e che sostanzialmente non c’erano pericoli imminenti. Tant’è vero che già dal primo apriledecidemmo di riaprire le scuole che erano state chiuse precauzionalmente un paio di giorni”. Tra le tante dichiarazionirasserenanti rilasciate dopo la riunione, i magistrati ricordano in particolare quella di Bernardo De Bernardinis, vicecaposettore tecnico operativo della Protezione Civile. Intervistato da Tv Uno, parla di “una situazione favorevole“, dato lo“scarico di energia continuo”. Rapporti con la politica Sentenza e vittime
  • Si è voluto dare molto spazio e particolare rilevanza al precedentearticolo per evidenziare alcune tematiche interessanti chevengono messe in risalto: si comprende in modo particolare comela riunione che fu la causa scatenante del processo sia stata atutti gli effetti una “operazione mediatica” tesa a tranquillizzarela popolazione riguardo una possibile scossa di grandidimensioni che avrebbe potuto arrecare gravi danni.Al tempo stesso si sottolinea come successivamente allesito siastata attuata una seconda operazione mediatica, questa invecevolta a far credere che il processo alla Commissione GrandiRischi fosse definibile un “processo alla scienza”. Questamanipolazione delle informazioni sembra aver effettivamente resoincandescente la situazione in quanto molti scienziati europei sisono schierati contro lesito del processo, e la mala informazioneha portato la popolazione a non poter vedere chiaramente comesono andate le cose.
  • Processo lAquila, condannati tutti i membri della commissione «Grandi rischi» Sei anni per omicidio colposo plurimo e lesioni colpose: rassicurazioni circa limprobabilità di una forte scossaStorica condanna per i membri della commissione Grandi rischi: sei anni di reclusioneper tutti gli imputati, sei esperti e il vice direttore della protezione civile, Bernardo DeBernardinis. È questa la decisione del giudice unico Marco Billi che ha condannato icomponenti della commissione Grandi rischi, in carica nel 2009. I sette avevano rassicuratogli aquilani circa limprobabilità di una forte scossa sismica che invece si verificò alle 3.32 del6 aprile 2009.LACCUSA - Laccusa nei loro confronti era di omicidio colposo, disastro e lesioni gravi, peraver fornito rassicurazioni alla popolazione aquilana, in una riunione avvenuta solo unasettimana prima del sisma. I pm hanno chiesto per loro la condanna a quattro anni di carcere,mentre i legali degli imputati hanno chiesto per tutti la piena assoluzione. Grande era lattesaallAquila sulle sorti degli imputati. La sentenza è stata letta dal giudice unico Marco Billi alle17 circa, dopo quattro ore di camera di consiglio. A intervenire per ultimo lavvocato difensoreAntonio Pallotta, legale di Giulio Selvaggi. Sette gli esperti e scienziati imputati, accusati diaver dato ai residenti avvertimenti insufficienti del rischio sismico. Precisamente si contestaloro di aver dato «informazioni inesatte, incomplete e contraddittorie» sulla pericolosità dellescosse registrate nei sei mesi precedenti al 6 aprile 2009. La difesa ha puntato sullaimpossibilità di prevedere i terremoti, posizione sostenuta da ricercatori internazionali. Questa è la fotoLA SENTENZA - Il giudice ha ritenuto i sette membri della commissione tutti colpevoli di principale,omicidio colposo plurimo e lesioni colpose. A Franco Barberi, Enzo Boschi, Mauro Dolce, posizionataBernardo De Bernardinis, Giulio Selvaggi, Claudio Eva e Gianmichele Calvi sono state allinizioconcesse le attenuanti generiche. Oltre alla condanna a sei anni, sono stati condannati ancheallinterdizione perpetua dai pubblici uffici. È «una sentenza sbalorditiva e incomprensibile in dellarticolo. Ladiritto e nella valutazione dei fatti» ha commentato lavvocato Marcello Petrelli, difensore di didascaliaFranco Barberi. «Una sentenza che - ha aggiunto - non potrà che essere oggetto di profonda recitavalutazione in appello». semplicementePOLITICI - Sorpreso e amareggiato anche il mondo politico. «È una sentenza un po strana e un il nome delpo imbarazzante: chi sarà chiamato in futuro a coprire questi ruoli si tirerà indietro» ha detto il vicedirettorepresidente del Senato, Renato Schifani. «Questa sentenza è la morte dello stato di diritto e unafollia allo stato puro - ha commentato il leader Udc, Pier Ferdinando Casini - . Lobbligo della protezioneprevisionale in ordine a eventi tellurici è sancito». «Le sentenze vanno sempre rispettate - ha civile, Bernardopuntualizzato Pierluigi Bersani - ma limportante è che prosegua la solidarietà. La giustizia deve De Bernardinis.fare il suo corso ma anche la ricostruzione deve farlo».Boschi: «Non ho neppure capito di cosa sono accusato»
  • Da notare come nellarticolo del Corriere della sera ci sia unadistinzione delle tematiche che rispecchia quasiperfettamente quella da noi effettuata per lanalisi di tutti gliarticoli.Totalmente differente è però limpostazione che evidenzia loscetticismo e lincredulità della difesa e del mondo politicodinanzi alla sentenza. Nonostante laccusa sia specificata inmodo abbastanza chiaro, i riflettori sono puntati sulla difesache afferma “i terremoti non si possono prevedere” e ci sisofferma sul consenso generale proveniente dal mondopolitico e non nei confronti di questa tesi.In verità questo potrebbe essere classificabile come unarticolo che favorisce loperazione mediatica di spostamentodel baricentro dalla vera accusa ad un vano tentativo didifesa.
  • Proseguiamo con lanalisi di ciò che viene scritto nei blog I blog a differenza dei giornali tendono, più che a definire un quadro complessivo e preciso della vicenda, a dare pareri su di essa, facendo emergere più spontaneamente e meno implicitamente le diverse visioni. Per questo motivo lanalisi non sarà di tipo tematico, ma si baserà sullimpostazione e lapproccio che si evincono dai testi stessi.
  • lunedì 22 ottobre 2012PROCESSO GRANDI RISCHI, 6 ANNI DI RECLUSIONE PER TUTTI GLI IMPUTATI 6 anni di reclusione per tutti gli imputati. E questa la condanna inflitta dal giudice unico Marco Billi ai componenti della Commissione Grandi Rischi, in carica nel 2009, che avrebbero Gli scienziati rassicurato la popolazione sul terremoto dellAquila, a pochi giorni dalla scossa letale del 6 aprile. Dopo trenta udienze di fuoco che si sono tenute nella piccola aula del Tribunale provvisorio dellAquila, presso il Nucleo industriale di Bazzano, e dunque arrivata oggi la Le vittime sentenza, definita "storica", sulloperato della Commissione Grandi Rischi, accusata di omicidio colposo plurimo, disastro colposo e lesioni in relazione al sisma che colpi LAquila tre anni fa. In mattinata si sono tenute le repliche dei pubblici ministeri, Fabio Picuti e Roberta DAvolio. Poi il tanto atteso verdetto. I pm avevano chiesto per tutti la condanna a quattro anni di reclusione. Ammonta a 7,8 milioni di euro il risarcimento disposto nei confronti dei sette condannati. A questa cifra vanno sommate le spese giudiziarie delle parti civili che ammontano a oltre 100mila euro. "Non ci sono commenti da fare se non quelli del giudice che ha letto la sentenza: tutto il filo conduttore del processo non era la ricerca di colpevoli, ma quella di Gli scienziati capire i fatti, perché noi con il compianto procuratore capo, Alfredo Rossini, volevamo solo capire i fatti". Il pm Fabio Picuti, visibilmente teso, commenta a caldo la sentenza che ha condannato i sette membri della Grandi Rischi. "LAquila - ha spiegato - ha consentito che si tenesse questo processo delicato e si arrivasse a sentenza". "Non mi aspettavo sei anni, pensavo che la condanna sarebbe stata inferiore. Non provo nessun godimento, nessuna sentenza ci ripaga di quanto accaduto". Lo ha detto Giampaolo Giuliani, il tecnico di ricerca che studia il radon come precursore sismico e che nei giorni precedenti alla tragedia aveva lanciato lallarme. "Le sentenze vanno sempre rispettate e la giustizia deve fare il suo corso. Ma è importante anche dare solidarietà a queste terre ed è per questo che tornerò ancora a visitarle", ha detto il segretario del Pd Pierluigi Bersani commentando la sentenza. "Ci voleva coraggio e i giudici ne hanno avuto. Finalmente un po di giustizia per LAquila": è il commento Le vittime di Stefania Pezzopane, che il 6 aprile del 2009 ricopriva la carica di Presidente della Provincia. "Avevo già denunciato linganno e la superficialità dei quali si era resa colpevole la Commissione Grandi Rischi. Oggi più che mai sento tutto il dolore per linganno che abbiamo subito. Queste persone erano venute allAquila con il proposito predeterminato di rassicurarci. In questa giornata storica per quello che rappresenta, sono vicina agli aquilani, traditi e umiliati ma non vinti".
  • Il primo blog, “Abruzzoblog”, sembra porsi comefavorevole alla condanna giudicando porsi come favorevole Il primo blog, “Abbruzzoblog”, sembra come, oltre a fareriferimento ad essa e come, oltre a fare riferimento molto alla condanna giudicando agli scienziati, si soffermi adsulle vittime e sui resoconti dei familiari sottolineando essa e agli scienziati, si soffermi molto sulle vittime e suicon grande rilievo e precisione con grande rilievo e resoconti dei familiari sottolineando l’accusa di “omicidioplurimo, disastro colposo e lesioni indisastro colposo e precisione l’accusa di “omicidio plurimo, relazione al sisma”nei confronti degli al sisma” nei confronti degli scienziati. lesioni in relazione scienziati.IIcommenti che vengono riportati mirano soprattutto a far a commenti che vengono riportati mirano soprattutto leva sull’inevitabile reazione emotiva successiva al sismafar leva sull’inevitabile reazione emotiva successiva al focalizzandosi, appunto, sui danni provocati dal terremoto.sisma focalizzandosi, appunto, sui danni del terremoto. La sentenza viene definita come “riscatto di quanto accaduto, come sentenza storica. Essa ripaga dell’inganno eLa sentenza viene subita dagli Aquilani, di quanto non vinti”. della superficialità definita “riscatto traditi ma accaduto,come sentenza storica. Essa ripaga dell’inganno e dellasuperficialità subita dagli Aquilani, traditi ma non vinti”.
  • Il tribunale della catastrofe del 2009 allAquila condanna i sismologi a molti anni di reclusioneCondanna sbalorditiva in Italia: un tribunale ha condannato sette scienziati a diversi anni di pena detentiva per aver minimizzato ilrischio sismico nella città abruzzese dell’ Aquila.A seguito del devastante terremoto dell’Aquila un tribunale italiano ha comminato condanne per diversi anni a sette esperti. Lunedì ilgiudice Marco Billi ha condannato sei scienziati e un rappresentante delle istituzioni a sei anni di carcere ciascuno. Si contesta agliesperti di aver minimizzato i rischi del sisma in cui più di 300 persone persero la vita nell’aprile del 2009. La sbalorditiva condanna nonè ancora esecutiva.Il tribunale dell’Aquila ha emesso la sentenza di primo grado lunedì, dopo un processo durato oltre un anno. E’ anche più di quantorichiesto dal pubblico ministero, che aveva chiesto quattro anni di carcere ciascuno. I sette esperti sono stati accusati di omicidiocolposo e lesioni colpose.I condannati facevano parte della cosiddetta Commissione Grandi Rischi. Nelle settimane precedenti il sisma vi erano state moltescosse lievi, ragione per la quale la commissione si era aggiornata sei giorni prima del terremoto. Dopo l’incontro i membri dellacommissione avevano dichiarato che non sussistevano aumenti del rischio sismico. Così facendo gli esperti agirono secondo l’assuntoscientifico che i terremoti non si possono prevedere. Scosse a intervalli regolari sono normali nella regione, avevano dichiarato gliesperti. E anche questo è un dato inconfutabile. Gli scienziati avevano segnato la regione sulla mappa del rischio sismico come ad altorischio. L’Aquila sulla carta spicca in color rosso vermiglio.Ma la magistratura a inizio ottobre aveva tenuto una dura arringa contro gli scienziati. L’analisi degli esperti incriminati immediatamenteprima del terremoto sarebbe stata “inadeguata e superficiale ”. Marcello Melandri, legale degli scienziati accusati, contesta duramentel’accusa. La Commissione Grandi Rischi non avrebbe affatto sottovalutato il pericolo sismico, ma si sarebbe espressa correttamentedal punto di vista scientifico.La magistratura invece insiste con il parere che gli scienziati abbiano sottovalutato il pericolo. Il pubblico ministero Fabio Picuti ha tral’altro insistito nella sua arringa sullo scienziato Enzo Boschi. L’ex-direttore dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV)pare abbia detto prima del terremoto che il pericolo di un sisma fosse da “escludersi”. L’analisi degli esperti sarebbe stata sbagliata inmaniera criminale e anche “improvvisa” e “contraddittoria”, ha poi proseguito Picuti.“Nessuno si aspettava che prevedessero il terremoto, ma dovevano avvisare la gente del pericolo”, ha detto l’avvocato Vania dellaVigna, che rappresenta undici vittime del terremoto. Aldo Scimia, la cui madre morì durante il sisma, ha detto che gli accusati hannorinunciato al loro compito di garantire la sicurezza. Una donna ha detto che la sorella venne tranquillizzata dagli esperti e diconseguenza dormì a casa la notte del terremoto. Secondo Picuti gli abitanti dell’Aquila e dintorni si sarebbero potuti proteggeremeglio grazie a un avvertimento più chiaro. “Per via di quella frase la gente è morta”, ha detto. I sei esperti e un funzionario della tuteladalle catastrofi fecero quindi riferimento alle solite precauzioni di sicurezza specialmente quelle da tenere in casa.Una condanna confusaAll’apertura del processo un anno fa, più di 5000 scienziati si erano lamentati in una lettera aperta al Presidente della Repubblicaitaliano Giorgio Napolitano, che fosse stato avviato un processo penale nonostante la previsione dei terremoti fino ad oggi siatecnicamente impossibile. Con una condanna nessuno scienziato si esprimerà più sul fenomeno dei terremoti, ha dichiarato la difesaal processo.Solo pochi giorni fa ha suscitato clamore un altro verdetto decisamente poco chiaro proveniente dall’Italia e nientemeno che dalmassimo tribunale del paese, la Corte di Cassazione. Lo scorso giovedì quest’ultima ha dichiarato che un tumore cerebrale benigno diun uomo d’affari italiano è stato provocato dalle molte ore trascorse quotidianamente per lavoro al cellulare. Così anche in questo casopare che i giudici siano riusciti là dove gli scienziati si arrovellano da anni, in una correlazione causale tra l’uso di telefoni cellulari e
  • “Italia dall’estero” dà spazio sia alla visione delle vittime, sia a quella degli scienziati, presentando leopinioni della difesa e dell’accusa. Esso finisce con il soffermarsi, tuttavia, più sul mondo della scienzadando spazio alle riflessioni degli scienziati internazionali schieratisi contro il processo, avviatononostante l’impossibilità di prevedere un terremoto e nonostante l’inibizione che esso avrebbe portatonel mondo scientifico. Il taglio del blog, che quindi finisce con l’essere opposto a quello del primo, sievince soprattutto dall’ultimo paragrafo in cui ci si distoglie dall’argomento per citare l’esempio di unaseconda, a parere del blogger, intrusione della giustizia in un campo nei confronti del quale la scienzaancora non si può esprimere. Interessante è luso dellaggettivazione che rimarca lo stupore e ilcarattere inatteso della sentenza.
  • Terremoto dellAquila, Commissione Grandi Rischi: tutti condannati. Maperché?Pubblicato il 22 ott 2012 da Gabriele Capasso L’Aquila. Sono stati tutti condannati, i membri della Commissione Grandi Rischi. Gli imputati erano: Franco Barberi, presidente vicario della Commissione Grandi Rischi,Bernardo De Bernardinis, già vice capo del settore tecnico del dipartimento di Protezione Civile diretta da Guido Bertolaso, attualmente in forze all’ISPRA, Enzo Boschi, presidente dell’Ingv (l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, noto alle cronache per le informazioni sulle scosse di terremoto, che monitora quotidianamente), Giulio Selvaggi, direttore del Centro nazionale Scienziati terremoti, Gian Michele Calvi, direttore di Eucentre e responsabile del progetto C.A.S.E. (la soluzione abitativa post terremoto voluta da Berlusconi e Bertolaso), Claudio Eva ordinario di fisica all’Università di Genova, Mauro Dolce direttore dell’ufficio rischio sismico di Protezione Civile. Del processo avevamo già parlato lo scorso anno, esattamente 13 mesi fa, quando partì il processo. La questione, al di là delle polemiche, è molto semplice, per quanto si voglia far passare il messaggio che gli esperti della Commissione siano stati condannati per “non aver previsto il terremoto“. La verità è che gli scienziati e gli esperti di Protezione Civile sono stati riconosciuti colpevoli di non aver svolto al meglio il loro ruolo, quello di informare la popolazione di un possibile pericolo e di non aver allertato le strutture preposte a quei principi di sana prevenzione che il buonsenso avrebbe suggerito. Tanto per dare un’idea di cosa andarono a fare i componenti della Commissione il 31 marzo basta riascoltare quest’intervista, rilasciata da Bernardo De Bernardinis, all’epoca dei fatti vicecapo del dipartimento di Protezione Civile, ad una tv locale: La riunione “farsa” del 31 marzo 2009, con il suo contorno di risibili rassicurazioni, sono un delitto, ora lo sono anche secondo un giudice in attesa che i tre gradi di giudizio completino il loro iter. Che Operazione senso aveva portare un team di esperti in Abruzzo, nel pieno dello sciame sismico che avrebbe poi mediatica portato alla devastante scossa del 6 aprile, per concludere che “non si potevano prevedere i terremoti“? Non era una verità acclarata già allora? L’Aquila e la sua provincia in quel momento avrebbero avuto bisogno di altro. Qualche esempio? Allertare la popolazione in modo responsabile invitandola ad adottare comportamenti virtuosi e a prepararsi ad eventuali scosse, evacuare non l’intera città, ma quanto meno quegli edifici che ospitavano le sedi del Comune e della Prefettura, già mappati come “a rischio” in caso di sisma, evitando che la città rimanesse completamente paralizzata e senza coordinamento dopo le 3.32. Se la funzione della “Commissioni Grandi Rischi” è semplicemente quella di dire che “il grande rischio non è prevedibile” allora non spaventa per nulla la prospettiva che dopo questa sentenza gli scienziati avranno remore ad offrire le loro consulenze alla Protezione Civile. Per limitarsi ad affermare l’ovvio non servono esperti.
  • L’Aquila, si dimette la Commissione grandi rischiLa decisione dopo la sentenza che ha condannato sette suoi membri per non aver allertato gliaquilani.La Protezione civile: "Si va verso la paralisi" di Luca Fiorucci 23 ottobre 2012 23:53 Dopo la dura sentenza di ieri, che ha visto condannati a sei anni i componenti della Commissione Grandi Rischi che rassicurarono gli aquilani una settimana prima del terremoto, oggi sono arrivate le dimissioni dei vertici dell’organismo. Ha quindi rimesso l’incarico il presidente della commissione, il fisico Luciano Maiani, che ha affermato: “Non vedo le condizioni per lavorare serenamente”. Oltre a lui, si sono dimessi il vicepresidente Mauro Rosi, il presidente emerito Giuseppe Zamberletti e il professor Mauro Dolce, condannato ieri, che ha lasciato la direzione dell’Ufficio III- rischio sismico e vulcanico. Scienziati La sentenza emessa ieri dal Tribunale dell’Aquila , del resto, è finita sui giornali di tutto il mondo, suscitando commenti e polemiche. Gli scienziati, però , non sono stati condannati per non essere riusciti a prevedere il terremoto, ma per aver fornito informazioni sbagliate alla popolazione rassicurandola sui rischi. L’allora capo della Protezione civile Guido Bertolaso, in una telefonata intercettata fatta il giorno Operazione prima della riunione della Commissione grandi rischi del 31 marzo 2009, diceva: “Quella di domani è un’operazione mediatica”. mediatica Oggi, inoltre, Enzo Boschi, presidente fino al 2011 dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia che partecipò a tale riunione, ha ammesso: “Lo scopo della riunione era quello di dire che non si potevano prevedere i terremoti, l’ho capito dopo“. Il Dipartimento della protezione civile, dopo le dimissioni dei vertici della Commissione grandi rischi, ha intanto lanciato l’allarme: l’attività di previsione e prevenzione dai grandi rischi andrà verso la paralisi, “poiché è facile immaginare l’impatto di questa Scienziati vicenda su tutti coloro che sono chiamati ad assumersi delle responsabilità in questi settori considerati i pilastri di una moderna Protezione civile“, si afferma. Oggi gli scienziati della Union of Concerned Scientists, un’influente Ong statunitense, hanno emesso un comunicato con il quale prendevano posizione a favore dei sette scienziati condannati. Nella nota, si legge: “ Si tratta di una decisione assurda e pericolosa, il presidente Napolitano dovrebbe intervenire. Dopo che l’Aquila è stata investita da terremoti di piccola intensità, gli scienziati hanno affermato che un sisma di grande potenza era improbabile ma possibile, sottolineando l’incertezza in questo campo” .Anche dal Giappone, il professor Shinicki Sakai, dell’Earthquake Research Institute di Tokyo, ha preso le difese dei colleghi italiani, affermando: “Se fossi stato lì avrei detto le stesse cose perchè non è possibile stabilire quando può verificarsi una forte scossa sismica”. Sulla sentenza di ieri è intervenuto anche il presidente della Camera Gianfranco Fini, che ha dichiarato: “Mi auguro che venga corretta in secondo grado. E’ una sentenza che sta facendo il giro del mondo e con tutto il rispetto per chi l’ha emessa, contrasta con un dato scientifico: è impossibile prevedere la gravità di un sisma”.
  • Questi due blog, “Polisblog” e “Attualissimo”, si differenziano dai primi due inquanto non appoggiano né condannano gli imputati, presentando un altro focusdella vicenda.Entrambi precisano infatti la natura dell’accusa, che non è nei confronti dellascienza incapace di prevedere terremoti, ma riguarda la maniera in cui gliscienziati (non) comunicarono il possibile pericolo tramite quella che in“Attualissimo” è apertamente definita “un’ operazione mediatica” il cui scopoera proprio quello di affermare l’impossibilità della previsione di un sisma.A tutto il contorno di rassicurazioni che seguirono la “falsa riunione del 31marzo 2009” fa infatti riferimento “Polis blog”: qui si chiude affermando chese la funzione della Commissione Grandi Rischi era semplicemente quella di direche il rischio non è prevedibile, allora “per limitarsi ad affermare l’ovvio nonservono scienziati”.“Attualissimo” è inoltre il blog che dà più spazio alle riflessioni internazionalifacendo riferimento agli scienziati statunitensi e giapponesi in difesa di quelliitaliani. Si distacca quindi ancor più dal taglio accusatorio verso la scienza in sè.
  • Passiamo adesso allanalisi dei telegiornali.Ne sono stati presi in considerazione due delle più importantireti televisive italiane:● TG5 (per la Mediaset)● TG2 (per la Rai)Limpostazione sarà quella già utilizzata nellanalisi degliarticoli di giornale e dei blog: alla presentazione del contenutodei servizi seguirà laggiunta di elementi importanti e lariflessione riguardo la trattazione della notizia.In corsivo sono riportate le parole con cui il giornalistapresenta il servizio.
  • TG5Le motivazioni delle sette condanne saranno note fra tre mesi, ma è già scattatoil processo alla sentenza di ieri del tribunale de LAquila, sei anni per lomicidiocolposo di 29 persone sulle 309 decedute, a ciascuno dei sette scienziati dellacommissione grandi rischi, che si era riunita una settimana prima del terremoto inuna città provata da sei mesi di sciame sismico.Legale parenti vittime: "Una sentenza storica, storica per le vittime che attendonogiustizia dal 6 aprile 2009."“Un aborto di giustizia” dice invece uno degli imputati, qui con gli avvocatidella Presidenza del Consiglio, condannata a partecipare al pagamento dei risarcimenti.Membro della commissione: "Questa non è giustizia. E un aborto di giustizia."Gli scienziati della Union of Concerned Scientists, un influente ONG statunitense, definiscono la sentenza "assurda epericolosa". Ieri, alluscita del tribunale, lo sconcerto di un sismologo italiano.Sismologo Ingv: "Adesso non posso dire che conseguenze ci saranno. Sicuramente siamo un po meno liberi di ieri."Dubbi anche da Tokyo, da dove Shinichi Sakai, professore dell Earthquake Research Institute, ripete che non èpossibile stabilire quando può arrivare una forte scossa. Magistrati folli, pensano in tanti.PM LAquila: "No, non credo, io non mi sono mai sentito un folle. Abbiamo sentito le dichiarazioni dei parenti dellevittime e su quelle basi abbiamo lavorato."Laccusa per i sette non è mai stata non aver previsto il terremoto, ma aver compiuto unanalisi superficiale dei rischiin un vertice di mezzora e aver rilasciato dichiarazioni tranquillizzanti. E da queste parole che secondo la sentenza diieri gli aquilani furono tranquillizzati e indotti a restare in casa la notte tra il 5 e il 6 aprile, sebbene la terra avessetremato due volte prima della distruzione delle 3:32.Cittadini:"Non si può prevedere un terremoto nè il contrario, quindi non dovevano assolutamente dire di stare tranquilli.""Secondo me è stata una sentenza abbastanza giusta diciamo.""Colpevolizzare la grandi rischi... secondo me no, non è giusto. Certo, un po hanno tranquillizzato i cittadini.""Secondo me è troppo affrettato sto giudizio."Gli aquilani sono divisi anche perché nessuno potrà restituire loro tutto quello che hanno perso."Probabilmente ci sono andati un po duri i nostri giudici, però questo fatto della rassicurazione, bastava lasciarlo untantino in sospeso se si voleva lasciare allinterpretazione dei singoli cittadini."Fa impressione camminare ogni volta allinterno di questa piazza, questa è la piazza centrale dellAquila, PiazzaDuomo. Una volta qui era una festa quotidiana, cera un bellissimo mercatino che riuniva gli aquilani e oggi cèsolamente una radiolina che da lontano espande la musica di una radio locale.Cè un uomo, un ricercatore, che la notte del 6 aprile 2009 aveva lanciato lallarme. La sentenza di ieri, non la vivecome una rivincita. "Sono orgoglioso che degli uomini di giustizia abbiano saputo riconoscere delle responsabilità, equesto capita per la prima volta in Italia."
  • Il TG5 dedica alla notizia 4 minuti e 24 secondi. Il servizio si apre con la letturadella condanna da parte del giudice. In seguito vengono mostrare le reazionidella parte lesa, in particolare da parte del legale dei parenti delle vittime, che ladefinisce una "sentenza storica", e poi di un membro della commissione grandirischi, che parla di "aborto di giustizia."Il servizio continua prendendo in considerazione i pareri di alcuni enti scientifici,come gli scienziati della UCS, che definiscono la sentenza "assurda epericolosa". Poi viene ascoltato il parere di un sismologo italiano: "Adessosicuramente siamo un po meno liberi di ieri." Sempre seguendo il filonescientifico, viene anche citato lintervento dell ERI di Tokyo, dicendo che non èpossibile stabilire quando può arrivare una forte scossa.La seconda parte del servizio è dedicata a diverse interviste fatte ai cittadini, incui si alternano posizioni favorevoli alla condanna e posizioni a difesa dellacommissione grandi rischi.Viene quindi data importanza sia alla visione degli scienziati, sia a quella deicittadini e dei magistrati. Ciò che fa la differenza è la posizione e laconsequenzialità delle differenti parti. Si comincia col mostrare quanto lacondanna sia opinabile secondo molti, per poi arrivare a far parlare i cittadiniche esprimono al netto la concordanza con la condanna.Le ultime frasi mostrano un paesaggio desolato: hanno lo scopo di aumentare ilsenso di ingiustizia del telespettatore, e mirano ad accentuare il valore positivodella condanna.Lopinione in merito sembra oscillare durante lintero servizio.
  • TG2 Edizione delle 20.30 del 22 ottobre 2012Presidente Tribunale LAquila: "A nome del popolo italiano ilTribunale, visti gli articoli [...], dichiara gli imputati [...] colpevoli delreato loro ascritto."Una sentenza senza precedenti, sei anni di carcere mentre il PMne aveva chiesti quattro. I sette membri della commissione grandirischi sono stati condannati per omicidio colposo plurimo e lesionicolpose. Stabiliti anche risarcimenti per 7,8 milioni di Euro.Condannati dunque per aver sottovalutato lo sciame sismico,come verbalizzato nella riunione del 31 marzo, allindomani dellascossa più forte della serie, quella di magnitudo 4.0 Richter. Un documento, come vediamo, che tranquillizzava, ritenendo improbabile che vi potesse essere a breve unascossa forte, e che non cera nessun motivo per ipotizzare che lo sciame potesse rappresentare il precursore di unforte evento. Una storia cominciata molto prima del 6 aprile, nel dicembre 2008, con linizio di uno sciame sismicodi lieve entità, via via sempre più intenso. Erano in molti a LAquila ad avere paura, ma erano stati rassicuratidalla commissione appena sei giorni prima del 6 aprile, quando alle 3:32 della notte, la scossa arrivòuccidendo 309 persone.Il TG2 ha dedicato alla notizia solo 1 minuto e 28 secondi. Anche in questo caso il servizio siapre con la lettura della condanna della commissione grandi rischi da parte del giudice. Nelservizio si fa notare come la commissione non avrebbe valutato in maniera corretta il rischio, enon lo avrebbe comunicato nel modo giusto alla popolazione. Nel servizio mancanocompletamente interviste, sia ai parenti delle vittime, sia agli imputati.Lultima frase è indicativa di una presa di posizione che non vede alternative: questa èesplicitata dal tono fatalistico utilizzato, e dal contenuto altamente visivo che evocasentimenti di compassione e quasi sbalordimento, forse un tentativo di rievocare lesensazioni provate nei giorni immediatamente successivi alla tragedia da chi al sicuro nellapropria casa in tutta Italia assisteva alle prime tristi immagini mandate in onda o caricate suinternet.
  • Telegiornali a confronto:Il TG5 dedica un tempo maggiore alla presentazione della notizia, ilservizio è più articolato, viene dato risalto alla parte scientifica eallopinione pubblica attraverso le interviste ai cittadini. Il TG2 da parte suaè molto lineare e conciso, si schiera favorevolmente alla condanna e nonmostra interventi da nessuna delle due parti.Media a confronto:Abbiamo notato una forte somiglianza fra il servizio del TG5 e larticoloriportato sul blog “Attualissimo”, riguardo lopinione degli scienziatiinternazionali (statunitensi e giapponesi) sulla condanna. Potrebbe essereun indice dello stretto rapporto che intercorre fra differenti media.
  • Abbiamo voluto inserire anche informazioni reperite in rete, inmodo particolare proponiamo elementi trovati sul socialnetwork Facebook, su Youtube, e un grafico ricercato suGoogle Trends.
  • Sul social network più famoso al mondo nasce addirittura un gruppo dedicato esclusivamente alla CGR, con titolo la data della riunione.Questi sono alcuni commenti risalenti algiorno successivo la sentenza.
  • E su Youtube i primi video riguardanti la riunione risalgono al 29 aprile 2009. Successivamente allesito del processo vengonocaricati altri video riguardanti la condanna, la presunta colpevolezza, ecc. . I pochi commenti presentiesprimono pareri positivi nei confronti della sentenza.
  • Voce ricercata: “Commissione Grandi Rischi”G: Aprile 2009, scossa sismicaF: Giugno 2010, inizio delle indaginiE: Maggio 2011, rinvio a giudizioD: Novembre 2012, ripresa del processoA: Giugno 2012, dichiarazioni del presidente della Commissione sulla possibilità di altri terremotiUltimo picco: Ottobre 2012, esito del processo
  • Lanalisi che abbiamo effettuato ci ha portato a riflettere sullesitodel processo. Abbiamo pensato che nonostante la richiesta digiustizia sia stata accolta, e i colpevoli condannati, molti sono gliaspetti sui quali ancora non è stata fatta luce.Spesso si cercano i responsabili di un accaduto semplicementeper avere un capro espiatorio, e forse appositamente permascherare i veri colpevoli di un misfatto.In questo caso si parla molto delle vittime che sono rientrate incasa dopo le rassicurazioni dei membri della Commissione,rimaste uccise a causa della scossa, sepolte nelle loro case.Abbiamo condannato i membri, ma non abbiamo ancorapensato alle responsabilità di coloro che nella costruzione diquelle case non hanno effettuato al meglio il proprio dovere,contribuendo ad aumentare il pericolo per la sicurezza deicittadini.Questo argomento, come molti altri, è destinato non ad essereapprofondito dalle autorità, ma a fungere da intrattenimento perbreve tempo nelle trasmissioni televisive italiane.
  • Eleonora Matrella Federica BocciaClaudio Tagliabue