Non renewable energy sources in Italy
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  • L'attuale civiltà industriale dipende in larga misura dai derivati del petrolio: l'insediamento delle comunità suburbane intorno alle grandi città sono il risultato della mobilità permessa dai mezzi di trasporto moderni, e quindi della disponibilità di grandi quantità di petrolio a basso costo. Anche le principali strategie economiche dei paesi in via di sviluppo, mirate a sfruttare le risorse naturali per fornire derrate alimentari alle popolazioni in rapida crescita demografica, sono basate sul presupposto della disponibilità di petrolio.
  • Nel funzionamento di una centrale termoelettrica vengono utilizzati il carbone o l’olio combustibile (nafta). Le parti che costituiscono il complesso di una centrale sono: la caldaia, la turbina a vapore ed il generatore (alternatore). L’energia termica sviluppata dalla combustione dell’olio o del carbone riscalda l’acqua che circola nelle tubature a serpentina della caldaia, fino a portarla allo stato di vapore, ad alta temperatura e pressione; il vapore giunge alle palette della turbina e la mette in funzione, effettuando così la trasformazione in energia meccanica. La turbina è collegata mediante un albero rotante all’alternatore, che produce elettricità. Il vapore, raffreddato poi nel condensatore, ritorna allo stato liquido e quindi, recuperato come acqua, viene rinviato in caldaia, pronto per subire un medesimo ciclo di trasformazione.  
  • L’energia termica necessaria per la produzione elettrica può essere ottenuta anche dal nucleo degli atomi, ossia dallo sfruttamento dell’energia nucleare. La principale fonte di energia nucleare è l’ uranio, un elemento radioattivo che si estrae dai giacimenti naturali. La liberazione dell’energia dal nucleo dell’atomo di uranio 235 si ottiene “bombardando” il nucleo con neutroni accelerati: si scatena così una reazione detta fissione nucleare. I neutroni che si liberano nella fissione possono bombardare altri atomi di uranio e innescare una reazione a catena che produce autonomamente enormi quantità di energia. Se non controllata, questa reazione può portare a un’esplosione nucleare, come avviene per la bomba atomica. Per sfruttare l’energia nucleare come fonte di energia per il lavoro, occorre impedire che la reazione a catena diventi esplosiva. A questo scopo sono stati costruiti i reattori nucleari , che rappresentano il “cuore” delle centrali atomiche o termonucleari. L’energia termica necessaria per la produzione elettrica può essere ottenuta anche dal nucleo degli atomi, ossia dallo sfruttamento dell’energia nucleare. La principale fonte di energia nucleare è l’ uranio, un elemento radioattivo che si estrae dai giacimenti naturali. La liberazione dell’energia dal nucleo dell’atomo di uranio 235 si ottiene “bombardando” il nucleo con neutroni accelerati: si scatena così una reazione detta fissione nucleare. I neutroni che si liberano nella fissione possono bombardare altri atomi di uranio e innescare una reazione a catena che produce autonomamente enormi quantità di energia. Se non controllata, questa reazione può portare a un’esplosione nucleare, come avviene per la bomba atomica. Per sfruttare l’energia nucleare come fonte di energia per il lavoro, occorre impedire che la reazione a catena diventi esplosiva. A questo scopo sono stati costruiti i reattori nucleari , che rappresentano il “cuore” delle centrali atomiche o termonucleari.

Transcript

  • 1. ISTITUTO COMPRENSIVO CORIGLIANO D'OTRANTO SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO - A. S. 2010 - 2011 PROGETTO COMENIUS ECO-CITOYENNETÉ ET DÉVELOPPEMENT DURABLE http://ecocomenius.over-blog.com/ Saint - Sulpice Marcinelle Corigliano d’Otranto Energie non rinnovabili
  • 2. Energie non rinnovabili
  • 3. FONTI NON RINNOVABILI E LORO TRASFORMAZIONE FONTI NON RINNOVABILI CARBONE PETROLIO GAS NATURALE URANIO Calore Calore Calore Calore Trasporti Trasporti Trasporti Elettricità Elettricità Elettricità Elettricità
  • 4. Il PETROLIO Il petrolio è un liquido oleoso che si trova nelle profondità del terreno.   E' un combustibile fossile derivato dalla composizione di sostanze organiche di origine prevalentemente animale rimaste sepolte sotto la crosta terrestre  da 10 a 100 milioni di anni.
  • 5. Col passare dei secoli, le rocce liberano gli idrocarburi di cui sono imbevute, che tendono a salire verso l'alto finché non incontrano un terreno impermeabile.  A questo punto gli idrocarburi si fermano, rimangono intrappolati e si accumulano a formare i giacimenti di petrolio nei quali è spesso presente, oltre all'acqua, il più importante idrocarburo gassoso: il metano. A seguito del processo di fossilizzazione il carbonio e l'idrogeno prevalgono sugli altri elementi e si formano così gli IDROCARBURI in parte gassosi e in parte liquidi, che si accumulano nelle rocce, soprattutto in quelle più porose.
  • 6.
    • I derivati del petrolio costituiscono
    • Anche buona parte delle materie
    • prime impiegate nell'industria delle
    • materie plastiche e nell'industria
    • chimica in generale, per la produzione
    • di medicinali, fertilizzanti, materiali
    • da costruzione, fibre tessili, vernici e
    • coloranti, sostanze e additivi
    • alimentari ecc.
    Estrazione del petrolio Dato l’alto potere calorico (circa 10.000 Kcal/kg), la destinazione naturale dei Prodotti Petroliferi (oli pesanti, gasolio, nafta, benzine ecc.) è per fini energetici, nella combustione delle centrali Termoelettriche. Piattaforma petrolifera onshore Piattaforma petrolifera offshore
  • 7.
    • La situazione italiana
    I consumi lordi di energia primaria del nostro paese nel 2009 dipendevano per il 40, 64% dal petrolio, per il 35,43% dal gas naturale, totale più del 76%. Se si considera anche il carbone, la nostra dipendenza dai combustibili fossili si avvicina all’85%.
  • 8. I più importanti combustibili solidi naturali sono l'antracite, il litantrace, la lignite, la torba e la legna da ardere. Fra gli artificiali, i più diffusi sono il coke e il carbone di legna. L'antracite e il litantrace sono due tipi di carboni fossili, che si distinguono per un diverso tempo di fossilizzazione, e dunque per un diverso contenuto di carbonio. Entrambi possiedono un notevole potere calorifico, e perciò vengono utilizzati in impianti in cui sono richieste alte temperature di combustione . Combustibili solidi
  • 9. lI carbone è un combustibile fossile estratto in miniere sotterranee o a cielo aperto. Il carbone è una delle principali fonti di energia dell'umanità. Nel 2010 circa il 40% dell'energia elettrica mondiale è stata prodotta bruciando carbone, e le riserve accertate ammontavano ad almeno 300 anni di produzione. Combustibili solidi
  • 10.
    • Dal carbone è possibile ottenere altri tipi di combustibile, più facilmente trasportabili e con un maggior rendimento ma comunque inquinanti; i processi normalmente utilizzati per raffinarlo sono la gassificazione e la liquefazione.
    Combustibili solidi
  • 11. Le centrali termoelettriche più inquinanti dal punto di vista del cambiamento climatico, cioè quelle che per funzionare producono più CO2, sono quelle a carbone. Per produrre un chilowattora di energia elettrica emettono infatti quasi 950 grammi di anidride carbonica, rispetto ai 740 grammi dell' olio combustibile, dei circa 440 grammi del gas naturale e dei 400 del ciclo combinato. Combustibili solidi
  • 12.
    • Il gas naturale
    • rappresenta la fase Gassosa del petrolio. Esso è costituito in massima parte da
    • metano (CH 4 ) per il 95% e per il resto da altri idrocarburi.
    • E’ un combustibile di origine fossile che, come il petrolio, si è formato per lenta
    • decomposizione di sostanze di origine prevalentemente animale.
    • E’ un gas inodore e incolore, che brucia con una fiamma bluastra, pulita. Il suo
    • potere calorico è molto alto, superiore a 9.100 Kcal/m 3 .
    GAS NATURALE
  • 13.
    • Il metano viene ottenuto anche sottoprodotto della raffinazione del petrolio e dalle distillazioni del carbone.
    • Per l’estrazione, lo stoccaggio e il trasporto si ricorre a tutta una serie di tubazioni gasdotti.
    GAS NATURALE
  • 14.
    • Oggi l’Italia è il Paese che, in proporzione, utilizza più gas per il proprio fabbisogno energetico rispetto a tutti gli altri paesi europei.
    • Fra tutte le tipologie di centrali termiche, infatti, le centrali a ciclo combinato a gas offrono ottime prestazioni di funzionamento e ambientali a fronte di costi di investimento a gestione relativamente contenuti.
    Dipendenza energetica dal gas
  • 15. Centrale termoelettrica L’energia termica sviluppata dalla combustione dell’olio o del carbone riscalda l’acqua che circola nelle tubature a serpentina della caldaia, fino a portarla allo stato di vapore, ad alta temperatura e pressione; il vapore giunge alle palette della turbina e la mette in funzione, effettuando così la trasformazione in energia meccanica. La turbina è collegata mediante un albero rotante all’alternatore, che produce elettricità. Il vapore, raffreddato poi nel condensatore, ritorna allo stato liquido e quindi, recuperato come acqua, viene rinviato in caldaia, pronto per subire un medesimo ciclo di trasformazione. Le parti che costituiscono il complesso di una centrale sono: la caldaia, la turbina a vapore ed il generatore (alternatore).
  • 16. CENTRALE TEMOELETTRICA VANTAGGI Si può costruire ovunque, costo non eccessivo, buon rendimento e costo di produzione ancora competitivo. SVANTAGGI Fonti esauribili, scarichi inquinanti per l’atmosfera, elevata dispersione energetica.
  • 17. L'uranio trova applicazione in due sue possibili forme: uranio arricchito ed uranio impoverito. Non è semplice fare una distinzione netta tra applicazioni civili e militari, in quanto esiste una permeabilità tra questi due utilizzi. Ad esempio, l'uranio arricchito può essere usato come combustibile nei reattori nucleari civili, ma anche nei reattori nucleari dei sottomarini e delle portaerei militari a propulsione nucleare. L'uranio è l‘ elemento chimico di numero atomico 92. Il suo simbolo è U. È un metallo bianco-argenteo, tossico e radioattivo; appartiene alla serie degli attinidi ed il suo isotopo 235U trova impiego come combustibile nei reattori nucleari e nella realizzazione di armi nucleari. URANIO
  • 18.
    • I neutroni che si liberano nella fissione possono bombardare altri atomi di uranio e innescare una reazione a catena che produce autonomamente enormi quantità di energia.
    • Se non controllata, questa reazione può portare a un’esplosione nucleare e, a questo scopo sono stati costruiti i reattori nucleari , che rappresentano il “cuore” delle centrali atomiche o termonucleari .
    Fissione nucleare
  • 19. Centrale nucleare L’energia termica necessaria per la produzione elettrica può essere ottenuta anche dal nucleo degli atomi, ossia dallo sfruttamento dell’energia nucleare . La principale fonte di energia nucleare è l’uranio , un elemento radioattivo che si estrae dai giacimenti naturali. La liberazione dell’energia dal nucleo dell’atomo di uranio 235 si ottiene “bombardando” il nucleo con neutroni accelerati: si scatena così una reazione detta fissione nucleare .
  • 20. Centrale nucleare VANTAGGI Il nucleare non emette CO 2 . Vantaggio nella bilancia dei pagamenti perché permette di ridurre la spesa per l’importazione dei combustibili fossili.
  • 21. Centrale nucleare SVANTAGGI Come prodotto di rifiuto si hanno le scorie nucleari, atomi radioattivi pericolosi per la vita umana, che impiegano miliardi di anni per diventare stabili. Rischi di incidenti durante il trasporto di materiale nucleare. Gravi danni in caso di incidenti. In ITALIA il referendum abrogativo del 1987 sancì l'abbandono del nucleare come forma di approvvigionamento energetico e le quattro centrali nucleari esistenti furono chiuse.
  • 22. FONTI NON RINNOVABILI IN PUGLIA
    • LE CENTRALI TERMOELETTRICHE
    • “ Federico II” (BR) dotata di quattro sezioni a vapore da 660 MW di potenza ciascuno, per un totale di 2640 MW di potenza efficiente lorda installata.
    • EdiPower (BR)con 1.170 MW installati.
    • EniPower (TA) composta da 3 cicli combinati per una potenza di 1170 MW.
    • Sorgenia s.p.a. con 770 MW di potenza installati a ciclo combinato sita nel territorio di Modugno in provincia di Bari;
    • Edison s.p.a. con 380MW a Candela (FG) entrata in funzione nel 2005;
    La Puglia già oggi produce energia elettrica per circa il doppio del suo fabbisogno e, a livello nazionale, si pone al secondo posto dopo la Lombardia.
  • 23. Grazie per la vostra attenzione! Gruppo di lavoro formato da: Pulimeno Cristina Monittola Francesca Antonaci Martina Donno Massimiliano Tramacere Carlo