• Share
  • Email
  • Embed
  • Like
  • Save
  • Private Content
Testo unico-decreto-legislativo-9-aprile-2008-81
 

Testo unico-decreto-legislativo-9-aprile-2008-81

on

  • 1,248 views

 

Statistics

Views

Total Views
1,248
Views on SlideShare
1,248
Embed Views
0

Actions

Likes
1
Downloads
6
Comments
0

0 Embeds 0

No embeds

Accessibility

Categories

Upload Details

Uploaded via as Adobe PDF

Usage Rights

© All Rights Reserved

Report content

Flagged as inappropriate Flag as inappropriate
Flag as inappropriate

Select your reason for flagging this presentation as inappropriate.

Cancel
  • Full Name Full Name Comment goes here.
    Are you sure you want to
    Your message goes here
    Processing…
Post Comment
Edit your comment

    Testo unico-decreto-legislativo-9-aprile-2008-81 Testo unico-decreto-legislativo-9-aprile-2008-81 Document Transcript

    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/DECRETO LEGISLATIVO 9 aprile 2008 , n. 81Attuazione dellarticolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia ditutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.Titolo I PRINCIPI COMUNICapo I Disposizioni generaliIL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICAVisti gli articoli 76, 87 e 117 della Costituzione;Vista la legge 3 agosto 2007, n. 123, recante: misure in tema di tutela dellasalute e della sicurezza sul lavoro e delega al Governo per il riassetto e lariforma della normativa in materia;Visto il decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547,recante: norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro;Visto il decreto del Presidente della Repubblica 7 gennaio 1956, n. 164,recante: norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni;Visto il decreto del Presidente della Repubblica 19 marzo 1956, n. 303, recantenorme generali per ligiene del lavoro;Visto il decreto legislativo 15 agosto 1991, n. 277, recante: attuazione delledirettive n. 80/1107/CEE, n. 82/605/CEE, n. 83/477/CEE, n. 86/188/CEE e n.88/642/CEE, in materia di protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti daesposizione ad agenti chimici, fisici e biologici durante il lavoro, a normadellarticolo 7 della legge 30 luglio 1990, n. 212;Visto il decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, recante: attuazionedelle direttive 89/391/CEE, 89/654/CEE, 89/655/CEE, 89/656/CEE, 90/269/CEE,90/270/CEE, 90/394/CEE, 90/679/CEE, 93/88/CEE, 95/63/CE, 97/42/CE, 98/24/CE,99/38/CE, 99/92/CE, 2001/45/CE, 2003/10/CE, 2003/18/CE e 2004/40/CE riguardantiil miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante illavoro;Visto il decreto legislativo 19 dicembre 1994, n. 758, recante: modificazionialla disciplina sanzionatoria in materia di lavoro;Visto il decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 493, recante attuazione delladirettiva 92/58/CEE concernente le prescrizioni minime per la segnaletica disicurezza e/o di salute sul luogo di lavoro;Visto il decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 494, recante attuazione delladirettiva 92/57/CEE concernente le prescrizioni minime di sicurezza e di saluteda attuare nei cantieri temporanei o mobili;Visto il decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, recante disciplina dellaresponsabilita amministrativa delle persone giuridiche, delle societa e delleassociazioni anche prive di personalita giuridica, a norma dellarticolo 11della legge 29 settembre 2000, n. 300;Visto il decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, recante attuazione delledeleghe in materia di occupazione e mercato dellavoro, di cui alla legge 14 febbraio 2003, n. 30; Vista la direttiva 2004/40/CEdel Parlamento europeo e delConsiglio, del 29 aprile 2004, sulle prescrizioni minime di sicurezza e saluterelative allesposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici(campi elettromagnetici);Visto il decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 187, recante attuazione delladirettiva 2002/44/CE sulle prescrizioni minime di sicurezza e di salute relativeallesposizione dei lavoratori ai rischi derivanti da vibrazioni meccaniche;Vista la direttiva 2006/25/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5aprile 2006, concernente le prescrizioni minime di sicurezza e salute relativeallesposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici(radiazioni ottiche);
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/Vista la legge comunitaria 2006 del 6 febbraio 2007, n. 13 recante disposizioniper ladempimento di obblighi derivanti dallappartenenza dellItalia alleComunita europee;Visto il decreto legislativo 19 novembre 2007, n. 257, recante attuazione delladirettiva 2004/40/CE sulle prescrizioni minime di sicurezza e di salute relativeallesposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (campielettromagnetici);Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nellariunione del 6 marzo 2008;Sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative dei lavoratorie dei datori di lavoro;Acquisito il parere del Garante per la protezione dei dati personali;Acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, leregioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, espresso nella riunionedel 12 marzo 2008;Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni parlamentari della Camera deideputati e del Senato della Repubblica;Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del1° aprile 2008;Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri dellavoro e della previdenza sociale, della salute, delle infrastrutture, dellosviluppo economico, di concerto con i Ministri per le politiche europee, dellagiustizia, delle politiche agricole alimentari e forestali, dellinterno, delladifesa, della pubblica istruzione, della solidarieta sociale, delluniversitae della ricerca, per gli affari regionali e le autonomie locali e delleconomiae delle finanze;Emana il seguente decreto legislativo:Art. 1. Finalita1. Le disposizioni contenute nel presente decreto legislativo costituisconoattuazione dellarticolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, per il riassetto ela riforma delle norme vigenti in materia di salute e sicurezza dellelavoratrici e dei lavoratori nei luoghi di lavoro, mediante il riordino e ilcoordinamento delle medesime in un unico testo normativo. Il presente decretolegislativo persegue le finalita di cui al presente comma nel rispetto dellenormative comunitarie e delle convenzioni internazionali in materia, nonche inconformita allarticolo 117 della Costituzione e agli statuti delle regioni astatuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano, e allerelative norme di attuazione, garantendo luniformita della tutela dellelavoratrici e dei lavoratori sul territorio nazionale attraverso il rispetto deilivelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali,anche con riguardo alle differenze di genere, di eta e alla condizione dellelavoratrici e dei lavoratori immigrati.2. In relazione a quanto disposto dallarticolo 117, quinto comma, dellaCostituzione e dallarticolo 16, comma 3, della legge 4 febbraio 2005, n. 11, ledisposizioni del presente decreto legislativo, riguardanti ambiti di competenzalegislativa delle regioni e province autonome, si applicano, nellesercizio delpotere sostitutivo dello Stato e con carattere di cedevolezza, nelle regioni enelle province autonome nelle quali ancora non sia stata adottata la normativaregionale e provinciale e perdono comunque efficacia dalla data di entrata invigore di questultima, fermi restando i principi fondamentali ai sensidellarticolo 117, terzo comma , della Costituzione.3. Gli atti, i provvedimenti e gli adempimenti attuativi del presente decretosono effettuati nel rispetto dei principi del decreto legislativo 30 giugno2003, n. 196.Titolo I PRINCIPI COMUNICapo I Disposizioni generaliArt. 2. Definizioni1. Ai fini ed agli effetti delle disposizioni di cui al presente decretolegislativo si intende per:
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/a) «lavoratore»: persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale,svolge unattivita lavorativa nellambito dellorganizzazione di un datore dilavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine diapprendere un mestiere, unarte o una professione, esclusi gli addetti aiservizi domestici e familiari. Al lavoratore cosi definito e equiparato: ilsocio lavoratore di cooperativa o di societa, anche di fatto, che presta la suaattivita per conto delle societa e dellente stesso; lassociato inpartecipazione di cui allarticolo 2549, e seguenti del codice civile; ilsoggetto beneficiario delle iniziative di tirocini formativi e di orientamentodi cui allarticolo 18 della legge 24 giugno 1997, n. 196, e di cui a specifichedisposizioni delle leggi regionali promosse al fine di realizzare momenti dialternanza tra studio e lavoro o di agevolare le scelte professionali mediantela conoscenza diretta del mondo del lavoro; lallievo degli istituti diistruzione ed universitari e il partecipante ai corsi di formazioneprofessionale nei quali si faccia uso di laboratori, attrezzature di lavoro ingenere, agenti chimici, fisici e biologici, ivi comprese le apparecchiaturefornite di videoterminali limitatamente ai periodi in cui lallievo siaeffettivamente applicato alla strumentazioni o ai laboratori in questione; ilvolontario, come definito dalla legge 1° agosto 1991, n. 266; i volontari delCorpo nazionale dei vigili del fuoco e della protezione civile; il volontarioche effettua il servizio civile; il lavoratore di cui al decreto legislativo 1°dicembre 1997, n. 468, e successive modificazioni;b) «datore di lavoro»: il soggetto titolare del rapporto dilavoro con il lavoratore o, comunque, il soggetto che, secondo il tipo elassetto dellorganizzazione nel cui ambito il lavoratore presta la propriaattivita, ha la responsabilita dellorganizzazione stessa o dellunitaproduttiva in quanto esercita i poteri decisionali e di spesa. Nelle pubblicheamministrazioni di cui allarticolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo2001, n. 165, per datore di lavoro si intende il dirigente al quale spettano ipoteri di gestione, ovvero il funzionario non avente qualifica dirigenziale, neisoli casi in cui questultimo sia preposto ad un ufficio avente autonomiagestionale, individuato dallorgano di vertice delle singole amministrazionitenendo conto dellubicazione e dellambito funzionale degli uffici nei qualiviene svolta lattivita, e dotato di autonomi poteri decisionali e di spesa. Incaso di omessa individuazione, o di individuazione non conforme ai criteri sopraindicati, il datore di lavoro coincide con lorgano di vertice medesimo;c) «azienda»: il complesso della struttura organizzata dal datore di lavoropubblico o privato;d) «dirigente»: persona che, in ragione delle competenze professionali e dipoteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dellincarico conferitogli,attua le direttive del datore di lavoro organizzando lattivita lavorativa evigilando su di essa;e) «preposto»: persona che, in ragione delle competenze professionali e neilimiti di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dellincaricoconferitogli, sovrintende alla attivita lavorativa e garantisce lattuazionedelle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte deilavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa;f) «responsabile del servizio di prevenzione e protezione»: persona in possessodelle capacita e dei requisiti professionali di cui allarticolo 32 designatadal datore di lavoro, a cui risponde, per coordinare il servizio di prevenzionee protezione dai rischi;g) «addetto al servizio di prevenzione e protezione»: persona in possesso dellecapacita e dei requisiti professionali di cui allarticolo 32, facente partedel servizio di cui alla lettera l);h) «medico competente»: medico in possesso di uno dei titoli e dei requisitiformativi e professionali di cui allarticolo 38, che collabora, secondo quantoprevisto allarticolo 29, comma 1, con il datore di lavoro ai fini dellavalutazione dei rischi ed e nominato dallo stesso per effettuare lasorveglianza sanitaria e per tutti gli altri compiti di cui al presente decreto;
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/i) «rappresentante dei lavoratori per la sicurezza»: persona eletta o designataper rappresentare i lavoratori per quanto concerne gli aspetti della salute edella sicurezza durante il lavoro;l) «servizio di prevenzione e protezione dai rischi»: insieme delle persone,sistemi e mezzi esterni o interni allazienda finalizzati allattivita diprevenzione e protezione dai rischi professionali per i lavoratori;m) «sorveglianza sanitaria»: insieme degli finalizzati alla tutela dellostato di salute e lavoratori, in relazione allambiente di lavoro, rischioprofessionali e alle modalita di svolgimento lavorativa;atti medici, sicurezza dei ai fattori di dellattivitan) «prevenzione»: il complesso delle disposizioni o misure necessarie anchesecondo la particolarita del lavoro, lesperienza e la tecnica, per evitare odiminuire i rischi professionali nel rispetto della salute della popolazione edellintegrita dellambiente esterno;o) «salute»: stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, nonconsistente solo in unassenza di malattia o dinfermita;p) «sistema di promozione della salute e sicurezza»: complesso dei soggettiistituzionali che concorrono, con la partecipazionedelle parti sociali, alla realizzazione dei programmi di intervento finalizzatia migliorare le condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori;q) «valutazione dei rischi»: valutazione globale e documentata di tutti i rischiper la salute e sicurezza dei lavoratori presenti nellambitodellorganizzazione in cui essi prestano la propria attivita, finalizzata adindividuare le adeguate misure di prevenzione e di protezione e ad elaborare ilprogramma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livellidi salute e sicurezza;r) «pericolo»: proprieta o qualita intrinseca di un determinato fattore aventeil potenziale di causare danni;s) «rischio»: probabilita di raggiungimento del livello potenziale di dannonelle condizioni di impiego o di esposizione ad un determinato fattore o agenteoppure alla loro combinazione;t) «unita produttiva»: stabilimento o struttura finalizzati alla produzione dibeni o allerogazione di servizi, dotati di autonomia finanziaria e tecnicofunzionale;u) «norma tecnica»: specifica tecnica, approvata e pubblicata daunorganizzazione internazionale, da un organismo europeo o da un organismonazionale di normalizzazione, la cui osservanza non sia obbligatoria;v) «buone prassi»: soluzioni organizzative o procedurali coerenti con lanormativa vigente e con le norme di buona tecnica, adottate volontariamente efinalizzate a promuovere la salute e sicurezza sui luoghi di lavoro attraversola riduzione dei rischi e il miglioramento delle condizioni di lavoro, elaboratee raccolte dalle regioni, dallIstituto superiore per la prevenzione e lasicurezza del lavoro (ISPESL), dallIstituto nazionale per lassicurazionecontro gli infortuni sul lavoro (INAIL) e dagli organismi paritetici di cuiallarticolo 51, validate dalla Commissione consultiva permanente di cuiallarticolo 6, previa istruttoria tecnica dellISPESL, che provvede aassicurarne la piu ampia diffusione;z) «linee guida»: atti di indirizzo e coordinamento per lapplicazione dellanormativa in materia di salute e sicurezza predisposti dai Ministeri, dalleregioni, dallISPESL e dallINAIL e approvati in sede di Conferenza permanenteper i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e diBolzano;aa) «formazione»: processo educativo attraverso il quale trasferire ailavoratori ed agli altri soggetti del sistema di prevenzione e protezioneaziendale conoscenze e procedure utili alla acquisizione di competenze per losvolgimento in sicurezza dei rispettivi compiti in azienda e allaidentificazione, alla riduzione e alla gestione dei rischi;
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/bb) «informazione»: complesso delle attivita dirette a fornire conoscenze utilialla identificazione, alla riduzione e alla gestione dei rischi in ambiente dilavoro;cc) «addestramento»: complesso delle attivita dirette a fare apprendere ailavoratori luso corretto di attrezzature, macchine, impianti, sostanze,dispositivi, anche di protezione individuale, e le procedure di lavoro;dd) «modello di organizzazione e di gestione»: modello organizzativo egestionale per la definizione e lattuazione di una politica aziendale per lasalute e sicurezza, ai sensi dellarticolo 6, comma 1, lettera a), del decretolegislativo 8 giugno 2001, n. 231, idoneo a prevenire i reati di cui agliarticoli 589 e 590, terzo comma, del codice penale, commessi con violazionedelle norme antinfortunistiche e sulla tutela della salute sul lavoro;ee) «organismi paritetici»: organismi costituiti a iniziativa di una o piuassociazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente piurappresentative sul piano nazionale, quali sedi privilegiate per: laprogrammazione di attivita formative elelaborazione e la raccolta di buone prassi a fini prevenzionistici; losviluppo di azioni inerenti alla salute e alla sicurezza sul lavoro;lassistenza alle imprese finalizzata allattuazione degli adempimenti inmateria; ogni altra attivita o funzione assegnata loro dalla legge o daicontratti collettivi di riferimento;ff) «responsabilita sociale delle imprese»: integrazione volontaria dellepreoccupazioni sociali ed ecologiche delle aziende e organizzazioni nelle loroattivita commerciali e nei loro rapporti con le parti interessate.Titolo I PRINCIPI COMUNICapo I Disposizioni generaliArt. 3. Campo di applicazione1. Il presente decreto legislativo si applica a tutti i settori di attivita,privati e pubblici, e a tutte le tipologie di rischio.2. Nei riguardi delle Forze armate e di Polizia, del Dipartimento dei vigili delfuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile, dei servizi di protezionecivile, nonche nellambito delle strutture giudiziarie, penitenziarie, diquelle destinate per finalita istituzionali alle attivita degli organi concompiti in materia di ordine e sicurezza pubblica, delle universita, degliistituti di istruzione universitaria, delle istituzioni dellalta formazioneartistica e coreutica, degli istituti di istruzione ed educazione di ogni ordinee grado, delle organizzazioni di volontariato di cui alla legge 1° agosto 1991,n. 266, e dei mezzi di trasporto aerei e marittimi, le disposizioni del presentedecreto legislativo sono applicate tenendo conto delle effettive particolariesigenze connesse al servizio espletato o alle peculiarita organizzative,individuate entro e non oltre dodici mesi dalla data di entrata in vigore delpresente decreto legislativo con decreti emanati, ai sensi dellarticolo 17,comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, dai Ministri competenti di concertocon i Ministri del lavoro e della previdenza sociale, della salute e per leriforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, acquisito il pareredella Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e leprovince autonome di Trento e di Bolzano, sentite le organizzazioni sindacalicomparativamente piu rappresentative sul piano nazionale nonche, relativamenteagli schemi di decreti di interesse delle Forze armate, compresa lArma deicarabinieri ed il Corpo della Guardia di finanza, gli organismi a livellonazionale rappresentativi del personale militare; analogamente si provvede perquanto riguarda gli archivi, le biblioteche e i musei solo nel caso sianosottoposti a particolari vincoli di tutela dei beni artistici storici eculturali. Con i successivi decreti, da emanare entro dodici mesi dalla data dientrata in vigore del presente decreto, ai sensi dellarticolo 17, comma 3,della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta dei Ministri competenti, diconcerto con i Ministri del lavoro e della previdenzasociale e della salute, acquisito il parere della Conferenza permanente per irapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano,
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/si provvede a dettare le disposizioni necessarie a consentire il coordinamentocon la disciplina recata dal presente decreto della normativa relativa alleattivita lavorative a bordo delle navi, di cui al decreto legislativo 27 luglio1999, n. 271, in ambito portuale, di cui al decreto legislativo 27 luglio 1999,n. 272, e per il settore delle navi da pesca, di cui al decreto legislativo 17agosto 1999, n. 298, e larmonizzazione delle disposizioni tecniche di cui aititoli dal II al XII del medesimo decreto con la disciplina in tema di trasportoferroviario contenuta nella legge 26 aprile 1974, n. 191, e relativi decreti diattuazione.3. Fino alla scadenza del termine di cui al comma 2, sono fatte salve ledisposizioni attuative dellarticolo 1, comma 2, del decreto legislativo 19settembre 1994, n. 626, nonche le disposizioni di cui al decreto legislativo 27luglio 1999, n. 271, al decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 272, al decretolegislativo 17 agosto 1999, n. 298, e le disposizioni tecniche del decreto delPresidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547, e del decreto del Presidentedella Repubblica 7 gennaio 1956, n. 164, richiamate dalla legge 26 aprile 1974,n. 191, e dai relativi decreti di attuazione; decorso inutilmente tale termine,trovano applicazione le disposizioni di cui al presente decreto.4. Il presente decreto legislativo si applica a tutti i lavoratori elavoratrici, subordinati e autonomi, nonche ai soggetti ad essi equiparati,fermo restando quanto previsto dai commi successivi del presente articolo.5. Nellipotesi di prestatori di lavoro nellambito di un contratto disomministrazione di lavoro di cui agli articoli 20, e seguenti, del decretolegislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni, fermorestando quanto specificamente previsto dal comma 5 dellarticolo 23 del citatodecreto legislativo n. 276 del 2003, tutti gli obblighi di prevenzione eprotezione di cui al presente decreto sono a carico dellutilizzatore.6. Nellipotesi di distacco del lavoratore di cui allarticolo 30 del decretolegislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni, tutti gliobblighi di prevenzione e protezione sono a carico del distaccatario, fattosalvo lobbligo a carico del distaccante di informare e formare il lavoratoresui rischi tipici generalmente connessi allo svolgimento delle mansioni per lequali egli viene distaccato. Per il personale delle pubbliche amministrazioni dicui allarticolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, chepresta servizio con rapporto di dipendenza funzionale presso altreamministrazioni pubbliche, organi o autorita nazionali, gli obblighi di cui alpresente decreto sono a carico del datore di lavoro designatodallamministrazione, organo o autorita ospitante.7. Nei confronti dei lavoratori a progetto di cui agli articoli 61, e seguenti,del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni, edei collaboratori coordinati e continuativi di cui allarticolo 409, primocomma, n. 3, del codice di procedura civile, le disposizioni di cui al presentedecreto si applicano ove la prestazione lavorativa si svolga nei luoghi dilavoro del committente.8. Nei confronti dei lavoratori che effettuano prestazioni occasionali di tipoaccessorio, ai sensi dellarticolo 70 e seguenti del decreto legislativo 10settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni e integrazioni, il presentedecreto legislativo e tutte le altre norme speciali vigenti in materia disicurezza e tutela della salute si applicano con esclusione dei piccoli lavoridomestici a carattere straordinario, compresi linsegnamento privatosupplementare e lassistenza domiciliare ai bambini, agli anziani,agli ammalati e ai disabili. 9. Nei confronti dei lavoratori a domicilio di cuialla legge18 dicembre 1973, n. 877, e dei lavoratori che rientrano nel campo diapplicazione del contratto collettivo dei proprietari di fabbricati trovanoapplicazione gli obblighi di informazione e formazione di cui agli articoli 36 e37. Ad essi devono inoltre essere forniti i necessari dispositivi di protezioneindividuali in relazione alle effettive mansioni assegnate. Nellipotesi in cui
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/il datore di lavoro fornisca attrezzature proprie, o per il tramite di terzi,tali attrezzature devono essere conformi alle disposizioni di cui al titolo III.10. A tutti i lavoratori subordinati che effettuano una prestazione continuativadi lavoro a distanza, mediante collegamento informatico e telematico, compresiquelli di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 70, edi cui allaccordo-quadro europeo sul telelavoro concluso il 16 luglio 2002, siapplicano le disposizioni di cui al titolo VII, indipendentemente dallambito incui si svolge la prestazione stessa. Nellipotesi in cui il datore di lavorofornisca attrezzature proprie, o per il tramite di terzi, tali attrezzaturedevono essere conformi alle disposizioni di cui al titolo III. I lavoratori adistanza sono informati dal datore di lavoro circa le politiche aziendali inmateria di salute e sicurezza sul lavoro, in particolare in ordine alle esigenzerelative ai videoterminali ed applicano correttamente le direttive aziendali disicurezza. Al fine di verificare la corretta attuazione della normativa inmateria di tutela della salute e sicurezza da parte del lavoratore a distanza,il datore di lavoro, le rappresentanze dei lavoratori e le autorita competentihanno accesso al luogo in cui viene svolto il lavoro nei limiti della normativanazionale e dei contratti collettivi, dovendo tale accesso essere subordinato alpreavviso e al consenso del lavoratore qualora la prestazione sia svolta pressoil suo domicilio. Il lavoratore a distanza puo chiedere ispezioni. Il datore dilavoro garantisce ladozione di misure dirette a prevenire lisolamento dellavoratore a distanza rispetto agli altri lavoratori interni allazienda,permettendogli di incontrarsi con i colleghi e di accedere alle informazionidellazienda, nel rispetto di regolamenti o accordi aziendali.11. Nei confronti dei lavoratori autonomi di cui allarticolo 2222 del codicecivile si applicano le disposizioni di cui agli articoli 21 e 26.12. Nei confronti dei componenti dellimpresa familiare di cui allarticolo 230-bis del codice civile, dei piccoli imprenditori di cui allarticolo 2083 delcodice civile e dei soci delle societa semplici operanti nel settore agricolosi applicano le disposizioni di cui allarticolo 21.13. In considerazione della specificita dellattivita esercitata dalle impresemedie e piccole operanti nel settore agricolo, il Ministro del lavoro e dellaprevidenza sociale, di concerto con i Ministri della salute e delle politicheagricole, alimentari e forestali, entro novanta giorni dalla data di entrata invigore del presente decreto, nel rispetto dei livelli generali di tutela di cuialla normativa in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, elimitatamente alle imprese che impiegano lavoratori stagionali ciascuno deiquali non superi le cinquanta giornate lavorative e per un numero complessivo dilavoratori compatibile con gli ordinamenti colturali aziendali, provvede ademanare disposizioni per semplificare gli adempimenti relativi allinformazione,formazione e sorveglianza sanitaria previsti dal presente decreto, sentite leorganizzazioni sindacali e datoriali comparativamente piu rappresentative delsettore sul piano nazionale. I contratti collettivi stipulati dalle predetteorganizzazioni definiscono specifiche modalita di attuazione delle previsionidel presente decreto legislativo concernenti il rappresentante dei lavoratoriperla sicurezza nel caso le imprese utilizzino esclusivamente la tipologia dilavoratori stagionali di cui al precedente periodo.Titolo I PRINCIPI COMUNICapo I Disposizioni generaliArt. 4. Computo dei lavoratori1. Ai fini della determinazione del numero di lavoratori dal quale il presentedecreto legislativo fa discendere particolari obblighi non sono computati:a) i collaboratori familiari di cui allarticolo 230-bis del codice civile;b) i soggetti beneficiari delle iniziative di tirocini formativi e diorientamento di cui allarticolo 18 della legge 24 giugno 1997, n. 196, e di cuia specifiche disposizioni delle leggi regionali promosse al fine di realizzaremomenti di alternanza tra studio e lavoro o di agevolare le scelte professionalimediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro;
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/c) gli allievi degli istituti di istruzione e universitari e i partecipanti aicorsi di formazione professionale nei quali si faccia uso di laboratori,attrezzature di lavoro in genere, agenti chimici, fisici e biologici, ivicomprese le attrezzature munite di videoterminali;d) i lavoratori assunti con contratto di lavoro a tempo determinato, ai sensidellarticolo 1 del decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368, insostituzione di altri prestatori di lavoro assenti con diritto allaconservazione del posto di lavoro;e) i lavoratori che svolgono prestazioni occasionali di tipo accessorio ai sensidegli articoli 70, e seguenti, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n.276, e successive modificazioni, nonche prestazioni che esulano dal mercato dellavoro ai sensi dellarticolo 74 del medesimo decreto.f) i lavoratori di cui alla legge 18 dicembre 1973, n. 877, ove la loroattivita non sia svolta in forma esclusiva a favore del datore di lavorocommittente;g) i volontari, come definiti dalla legge 11 agosto 1991, n. 266, i volontaridel Corpo nazionale dei vigili del fuoco e della protezione civile e i volontariche effettuano il servizio civile;h) i lavoratori utilizzati nei lavori socialmente utili di cui al decretolegislativo 1° dicembre 1997, n. 468, e successive modificazioni;i) i lavoratori autonomi di cui allarticolo 2222 del codice civile, fatto salvoquanto previsto dalla successiva lettera l);l)i collaboratori coordinati e continuativi di cui allarticolo 409, primocomma, n. 3, del codice di procedura civile, nonche i lavoratori a progetto dicui agli articoli 61 e seguenti del decreto legislativo 10 settembre 2003, n.276, e successive modificazioni, ove la loro attivita non sia svolta in formaesclusiva a favore del committente. 2. I lavoratori utilizzati mediantesomministrazione di lavoro aisensi degli articoli 20, e seguenti, del decreto legislativo 10 settembre 2003,n. 276, e successive modificazioni, e i lavoratori assunti a tempo parziale aisensi del decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 61, e successivemodificazioni, si computano sulla base del numero di ore di lavoroeffettivamente prestato nellarco di un semestre.3. Fatto salvo quanto previsto dal comma 4, nellambito delle attivitastagionali definite dal decreto del Presidente della Repubblica 7 ottobre 1963,n. 1525 e successive modificazioni, nonche di quelle individuate dai contratticollettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni dei lavoratori e dei datoridi lavoro comparativamente piu rappresentative, il personale in forza sicomputa a prescindere dalla durata del contratto e dallorario di lavoroeffettuato.4. Il numero dei lavoratori impiegati per lintensificazione dellattivita indeterminati periodi dellanno nel settore agricolo e nellambito di attivitadiverse da quelle indicate nel comma 3, corrispondono a frazioni di unita-lavorative-anno (ULA) come individuate sulla base della normativa comunitaria.Capo II Sistema istituzionaleArt. 5. Comitato per lindirizzo e la valutazione delle politiche attive e peril coordinamento nazionale delle attivita di vigilanza inmateria di salute e sicurezza sul lavoro1. Presso il Ministero della salute, il Comitato per lindirizzo e lavalutazione delle politiche attive e per il coordinamento nazionale delleattivita di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Il Comitatoe presieduto dal Ministro della salute ed e composto da:a) due rappresentanti del Ministero della salute;b) due rappresentanti del Ministero del lavoro e della previdenza sociale;c) un rappresentante del Ministero dellinterno;d) cinque rappresentanti delle regioni e province autonome di Trento e diBolzano.
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/2. Al Comitato partecipano, con funzione consultiva, un rappresentantedellINAIL, uno dellISPESL e uno dellIstituto di previdenza per il settoremarittimo (IPSEMA).3. Il Comitato di cui al comma 1, al fine di garantire la piu completaattuazione del principio di leale collaborazione tra Stato e regioni, ha ilcompito di:a) stabilire le linee comuni delle politiche nazionali in materia di salute esicurezza sul lavoro;b) individuare obiettivi e programmi dellazione pubblica di miglioramento dellecondizioni di salute e sicurezza dei lavoratori;c) definire la programmazione annuale in ordine ai settori prioritari diintervento dellazione di vigilanza, i piani di attivita e i progetti operativia livello nazionale, tenendo contodelle indicazioni provenienti dai comitati regionali di coordinamento e daiprogrammi di azione individuati in sede comunitaria;d) programmare il coordinamento della vigilanza a livello nazionale in materiadi salute e sicurezza sul lavoro;e) garantire lo scambio di informazioni tra i soggetti istituzionali al fine dipromuovere luniformita dellapplicazione della normativa vigente;f) individuare le priorita della ricerca in tema di prevenzione dei rischi perla salute e sicurezza dei lavoratori.4. Ai fini delle definizioni degli obbiettivi di cui al comma 2, lettere a), b),e), f), le parti sociali sono consultate preventivamente.Sullattuazione delle azioni intraprese e effettuata una verifica con cadenzaalmeno annuale.5. Le modalita di funzionamento del comitato sono fissate con regolamentointerno da adottarsi a maggioranza qualificata rispetto al numero deicomponenti; le funzioni di segreteria sono svolte da personale del Ministerodella salute appositamente assegnato.6. Ai componenti del Comitato ed ai soggetti invitati a partecipare ai sensi delcomma 1, non spetta alcun compenso, rimborso spese o indennita di missione.Capo II Sistema istituzionaleArt. 6. Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sullavoro1. Presso il Ministero del lavoro e della previdenza sociale e istituita laCommissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro. LaCommissione e composta da:a) un rappresentante del Ministero del lavoro e della previdenza sociale che lapresiede;b) un rappresentante del Ministero della salute; c) un rappresentante delMinistero dello sviluppo economico; d) un rappresentante del Ministerodellinterno; e) un rappresentante del Ministero della difesa; f) unrappresentante del Ministero delle infrastrutture; g) un rappresentante delMinistero dei trasporti; h) un rappresentante del Ministero delle politicheagricolealimentari e forestali; i) un rappresentante del Ministero della solidarietasociale; l) un rappresentante della Presidenza del Consiglio dei Ministri- Dipartimento della funzione pubblica; m) dieci rappresentanti delle regioni edelle province autonomedi Trento e di Bolzano, designati dalla Conferenza permanente per i rapporti tralo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano;n) dieci esperti designati delle organizzazioni sindacali dei lavoratoricomparativamente piu rappresentative a livello nazionale; o) dieci espertidesignati delle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro, anchedellartigianato e della piccola e mediaimpresa, comparativamente piu rappresentative a livello nazionale. 2. Perciascun componente puo essere nominato un supplente, ilquale interviene unicamente in caso di assenza del titolare. Ai lavori dellaCommissione possono altresi partecipare rappresentanti di altre amministrazioni
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/centrali dello Stato in ragione di specifiche tematiche inerenti le relativecompetenze, con particolare riferimento a quelle relative alla materiadellistruzione per le problematiche di cui allarticolo 11, comma 1, letterac).3. Allinizio di ogni mandato la Commissione puo istituire comitati specialipermanenti, dei quali determina la composizione e la funzione.4. La Commissione si avvale della consulenza degli istituti pubblici concompetenze in materia di salute e sicurezza sul lavoro e puo richiedere lapartecipazione di esperti nei diversi settori di interesse.5. I componenti della Commissione e i segretari sono nominati con decreto delMinistro del lavoro e della previdenza sociale, su designazione degli organismicompetenti e durano in carica cinque anni.6. Le modalita di funzionamento della commissione sono fissate con regolamentointerno da adottarsi a maggioranza qualificata rispetto al numero deicomponenti; le funzioni di segreteria sono svolte da personale del Ministero dellavoro e della previdenza sociale appositamente assegnato.7. Ai componenti del Comitato ed ai soggetti invitati a partecipare ai sensi delcomma 1, non spetta alcun compenso, rimborso spese o indennita di missione.8. La Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro hail compito di:a) esaminare i problemi applicativi della normativa di salute e sicurezza sullavoro e formulare proposte per lo sviluppo e il perfezionamento dellalegislazione vigente;b) esprimere pareri sui piani annuali elaborati dal Comitato di cui allarticolo5;c) definire le attivita di promozione e le azioni di prevenzione di cuiallarticolo 11;d) validare le buone prassi in materia di salute e sicurezza sul lavoro;e) redigere annualmente, sulla base dei dati forniti dal sistema informativo dicui allarticolo 8, una relazione sullo stato di applicazione della normativa disalute e sicurezza e sul suo possibile sviluppo, da trasmettere alle commissioniparlamentari competenti e ai presidenti delle regioni;f) elaborare, entro e non oltre il 31 dicembre 2010, le procedure standardizzatedi effettuazione della valutazione dei rischi di cui allarticolo 29, comma 5,tenendo conto dei profili di rischio e degli indici infortunistici di settore.Tali procedure vengono recepite con decreto dei Ministeri del lavoro e dellaprevidenza sociale, della salute e dellinterno acquisito il parere dellaConferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e provinceautonome di Trento e di Bolzano;g) definire criteri finalizzati alla definizione del sistema di qualificazionedelle imprese e dei lavoratori autonomi di cui allarticolo 27. Il sistema diqualificazione delle imprese e disciplinato con decreto del Presidente dellaRepubblica, acquisito il parere della Conferenza per i rapporti permanenti tralo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, da emanarsientro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto;h) valorizzare sia gli accordi sindacali sia i codici di condotta ed etici,adottati su base volontaria, che, in considerazione delle specificita deisettori produttivi di riferimento, orientino i comportamenti dei datori dilavoro, anche secondo i principi della responsabilita sociale, dei lavoratori edi tutti i soggetti interessati, ai fini del miglioramento dei livelli di tuteladefinitilegislativamente; i) valutare le problematiche connesse allattuazione delledirettive comunitarie e delle convenzioni internazionali stipulate in materia disalute e sicurezza del lavoro;l) promuovere la considerazione della differenza di genere in relazione allavalutazione dei rischi e alla predisposizione delle misure di prevenzione;m) indicare modelli di organizzazione e gestione aziendale ai fini di cuiallarticolo 30.Capo II Sistema istituzionale
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/Art. 7. Comitati regionali di coordinamento1. Al fine di realizzare una programmazione coordinata di interventi, noncheuniformita degli stessi ed il necessario raccordo con il Comitato di cuiallarticolo 5 e con la Commissione di cui allarticolo 6, presso ogni regione eprovincia autonoma opera il comitato regionale di coordinamento di cui aldecreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 21 dicembre 2007,pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 31 del 6 febbraio 2008.Capo II Sistema istituzionaleArt. 8. Sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro1. E istituito il Sistema informativo nazionale per la prevenzione (SINP) neiluoghi di lavoro al fine di fornire dati utili per orientare, programmare,pianificare e valutare lefficacia della attivita di prevenzione degliinfortuni e delle malattie professionali, relativamente ai lavoratori iscritti enon iscritti agli enti assicurativi pubblici, e per indirizzare le attivita divigilanza, attraverso lutilizzo integrato delle informazioni disponibili negliattuali sistemi informativi, anche tramite lintegrazione di specifici archivi ela creazione di banche dati unificate.2. Il Sistema informativo di cui al comma 1 e costituito dal Ministero dellavoro e della previdenza sociale, dal Ministero della salute, dal Ministerodellinterno, dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano,dallINAIL, dallIPSEMA e dallISPESL, con il contributo del Consiglio nazionaledelleconomiae del lavoro (CNEL). Allo sviluppo del medesimo concorrono gli organismiparitetici e gli istituti di settore a carattere scientifico, ivi compresiquelli che si occupano della salute delle donne.3. LINAIL garantisce la gestione tecnica ed informatica del SINP e, a talefine, e titolare del trattamento dei dati, secondo quanto previsto dal decretolegislativo 30 giugno 2003, n. 196.4. Con decreto dei Ministri del lavoro e della previdenza sociale e dellasalute, di concerto con il Ministro per le riforme e le innovazioni nellapubblica amministrazione, acquisito il parere della Conferenza permanente per irapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano,da adottarsi entro 180 giorni dalla data dellentrata in vigore del presentedecreto legislativo, vengono definite le regole tecniche per la realizzazione edil funzionamento del SINP, nonche le regole per il trattamento dei dati. Taliregole sono definite nel rispetto di quanto previsto dal decreto legislativo 7marzo 2005, n. 82, cosi come modificato ed integrato dal decreto legislativo 4aprile 2006, n. 159, e dei contenuti del Protocollo di intesa sul Sistemainformativo nazionale integrato per la prevenzione nei luoghi di lavoro. Con ilmedesimo decreto sono disciplinate le speciali modalita con le quali le forzearmate e le forze di polizia partecipano al sistema informativo relativamentealle attivita operative e addestrative. Per tale finalita e acquisitalintesa dei Ministri della difesa, dellinterno e delleconomia e dellefinanze.5. La partecipazione delle parti sociali al Sistema informativo avvieneattraverso la periodica consultazione in ordine ai flussi informativi di cuialle lettere a), b), c) e d) del comma 6.6. I contenuti dei flussi informativi devono almeno riguardare: a) il quadroproduttivo ed occupazionale;b) il c) il d) ilpreposte; e) il preposte.quadro dei rischi; quadro di salute e sicurezza dei lavoratori;quadro degli interventi di prevenzione delle istituzioniquadro degli interventi di vigilanza delle istituzioni7. La diffusione delle informazioni specifiche e finalizzata al raggiungimentodi obiettivi di conoscenza utili per le attivita dei soggetti destinatari edegli enti utilizzatori. I dati sono resi disponibili ai diversi destinatari eresi pubblici nel rispetto della normativa di cui al decreto legislativo 30giugno 2003, n. 196.
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/8. Le attivita di cui al presente articolo sono realizzate dalleamministrazioni di cui al comma 2 utilizzando le ordinarie risorse personali,economiche e strumentali in dotazione.Capo II Sistema istituzionaleArt. 9. Enti pubblici aventi compiti in materia di salute e sicurezza neiluoghi di lavoro1. LISPESL, lINAIL e lIPSEMA sono enti pubblici nazionali con competenze inmateria di salute e sicurezza sul lavoro che esercitanole proprie attivita, anche di consulenza, in una logica di sistema con ilMinistero della salute, il Ministero del lavoro e della previdenza sociale, leregioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.2. LISPESL, lINAIL e lIPSEMA operano in funzione delle attribuzioni loroassegnate dalla normativa vigente, svolgendo in forma coordinata, per unamaggiore sinergia e complementarieta, le seguenti attivita:a) elaborazione e applicazione dei rispettivi piani triennali di attivita;b) interazione, per i rispettivi ruoli e competenze, in logiche di conferenzapermanente di servizio, per assicurare apporti conoscitivi al sistema disostegno ai programmi di intervento in materia di sicurezza e salute sul lavorodi cui allarticolo 2, comma 1, lettera p), per verificare ladeguatezza deisistemi di prevenzione e assicurativi e per studiare e proporre soluzioninormative e tecniche atte a ridurre il fenomeno degli infortuni e delle malattieprofessionali;c) consulenza alle aziende, in particolare alle medie, piccole e micro imprese,anche attraverso forme di sostegno tecnico e specialistico finalizzate sia alsuggerimento dei piu adatti mezzi, strumenti e metodi operativi, efficaci allariduzione dei livelli di rischiosita in materia di salute e sicurezza sullavoro, sia allindividuazione degli elementi di innovazione tecnologica inmateria con finalita prevenzionali, raccordandosi con le altre istituzionipubbliche operanti nel settore e con le parti sociali;d) progettazione ed erogazione di percorsi formativi in materia di salute esicurezza sul lavoro tenuto conto ed in conformita ai criteri e alle modalitaelaborati ai sensi degli articoli 6 e 11;e) formazione per i responsabili e gli addetti ai servizi di prevenzione eprotezione di cui allarticolo 32;f) promozione e divulgazione, della cultura della salute e della sicurezza dellavoro nei percorsi formativi scolastici, universitari e delle istituzionidellalta formazione artistica, musicale e coreutica, previa stipula di appositeconvenzioni con le istituzioni interessate;g) partecipazione, con funzioni consultive, al Comitato per lindirizzo e lavalutazione delle politiche attive e per il coordinamento nazionale delleattivita di vigilanza in materia di salute e sicurezza del lavoro di cuiallarticolo 5;h) consulenza alla Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezzadel lavoro di cui allarticolo 6;i) elaborazione, raccolta e diffusione delle buone prassi di cui allarticolo 2,comma 1, lettera v);l) predisposizione delle linee guida di cui allarticolo 2, comma 1, lettera z);m) contributo al Sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi dilavoro secondo quanto previsto dallarticolo 8.3. Lattivita di consulenza di cui alla lettera c) del comma 2, non puo esseresvolta dai funzionari degli istituti di cui al presente articolo che svolgonoattivita di controllo e verifica degli obblighi nelle materie di competenzadegli istituti medesimi. I soggetti che prestano tale attivita non possono, perun periodo di tre anni dalla cessazione dellincarico, esercitare attivita dicontrollo e verifica degli obblighi nelle materie di competenza degli istitutimedesimi. Nellesercizio dellattivita di consulenza non vi e lobbligo didenuncia di cui allarticolo 331 del codice di procedura penale o dicomunicazione ad altre Autorita competenti delle contravvenzioni rilevate ovesi riscontrino violazioni alla normativa in materia di salute e sicurezza sul
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/lavoro; in ogni caso, lesercizio dellattivita di consulenza non esclude olimita la possibilita per lente di svolgere lattivita di controllo everifica degli obblighi nelle materie di competenza degli istitutimedesimi. Con successivo decreto del Ministro del lavoro e della previdenzasociale, di concerto con il Ministro della salute per la parte concernente ifunzionari dellISPESL, e disciplinato lo svolgimento dellattivita diconsulenza e dei relativi proventi, fermo restando che i compensi percepiti perlo svolgimento dellattivita di consulenza sono devoluti in ragione della metaallente di appartenenza e nel resto al Fondo di cui allarticolo 52, comma 1.4. LINAIL fermo restando quanto previsto dallarticolo 12 della legge 11 marzo1988, n. 67, dallarticolo 2, comma 6, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, edallarticolo 2, comma 130, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, nonche daogni altra disposizione previgente, svolge, con la finalita di ridurre ilfenomeno infortunistico e ad integrazione delle proprie competenze quale gestoredellassicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattieprofessionali, i seguenti compiti oltre a quanto previsto negli altri articolidel presente decreto:a) raccoglie e registra, a fini statistici e informativi, i dati relativi agliinfortuni sul lavoro che comportino unassenza dal lavoro di almeno un giorno,escluso quello dellevento;b) concorre alla realizzazione di studi e ricerche sugli infortuni e sullemalattie correlate al lavoro, coordinandosi con il Ministero della salute e conlISPESL;c) partecipa alla elaborazione, formulando pareri e proposte, della normazionetecnica in materia;d) eroga, previo trasferimento delle necessarie risorse da parte del Ministerodel lavoro e della previdenza sociale, le prestazioni del Fondo di cuiallarticolo 1, comma 1187, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. In sede diprima applicazione, le relative prestazioni sono fornite con riferimento agliinfortuni verificatisi a fare data dal 1° gennaio 2007.5. LIstituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro - ISPESL eente di diritto pubblico, nel settore della ricerca, dotato di autonomiascientifica, organizzativa, patrimoniale, gestionale e tecnica. LISPESL eorgano tecnico-scientifico del Servizio sanitario nazionale di ricerca,sperimentazione, controllo, consulenza, assistenza, alta formazione,informazione e documentazione in materia di prevenzione degli infortuni e dellemalattie professionali, sicurezza sul lavoro e di promozione e tutela dellasalute negli ambienti di vita e di lavoro, del quale si avvalgono gli organicentrali dello Stato preposti ai settori della salute, dellambiente, del lavoroe della produzione e le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.6. LISPESL, nellambito delle sue attribuzioni istituzionali, opera avvalendosidelle proprie strutture centrali e territoriali, garantendo unitarieta dellaazione di prevenzione nei suoi aspetti interdisciplinari e svolge le seguentiattivita:a) svolge e promuove programmi di studio e ricerca scientifica e programmi diinteresse nazionale nel campo della prevenzione degli infortuni, e dellemalattie professionali, della sicurezza sul lavoro e della promozione e tuteladella salute negli ambienti di vita e di lavoro;b) interviene nelle materie di competenza dellIstituto, su richiesta degliorgani centrali dello Stato e delle regioni e delle province autonome di Trentoe di Bolzano, nellambito dei controlli che richiedono unelevata competenzascientifica. Ai fini della presente lettera, esegue, accedendo nei luoghi dilavoro, accertamenti e indagini in materia di salute e sicurezza del lavoro;c) e organo tecnico-scientifico delle Autorita nazionali preposte allasorveglianza del mercato ai fini del controllo della conformita ai requisiti disicurezza e salute di prodotti messi a disposizione dei lavoratori;d) svolge attivita di organismo notificato per attestazioni diconformita relative alle Direttive per le quali non svolge compiti relativialla sorveglianza del mercato;
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/e) e titolare di prime verifiche e verifiche di primo impianto di attrezzaturedi lavoro sottoposte a tale regime;f) fornisce consulenza al Ministero della salute, agli altri Ministeri e alleregioni e alle province autonome in materia salute e sicurezza del lavoro;g) fornisce assistenza al Ministero della salute e alle regioni e alle provinceautonome per lelaborazione del Piano sanitario nazionale, dei piani sanitariregionali e dei piani nazionali e regionali della prevenzione, per ilmonitoraggio delle azioni poste in essere nel campo salute e sicurezza dellavoro e per la verifica del raggiungimento dei livelli essenziali di assistenzain materia;h) supporta il Servizio sanitario nazionale, fornendo informazioni, formazione,consulenza e assistenza alle strutture operative per la promozione della salute,prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro;i) svolge, congiuntamente ai servizi di prevenzione e sicurezza nei luoghi dilavoro delle ASL, lattivita di vigilanza sulle strutture sanitarie delServizio sanitario nazionale;l) effettua il raccordo e la divulgazione dei risultati derivanti dalleattivita di prevenzione nei luoghi di lavoro svolte dalle strutture delServizio sanitario nazionale;m) partecipa alla elaborazione di norme di carattere generale e formula, parerie proposte circa la congruita della norma tecnica non armonizzata ai requisitidi sicurezza previsti dalla legislazione nazionale vigente;n) assicura la standardizzazione tecnico-scientifica delle metodiche e delleprocedure per la valutazione e la gestione dei rischi e per laccertamento dellostato di salute dei lavoratori in relazione a specifiche condizioni di rischio econtribuisce alla definizione dei limiti di esposizione;o) diffonde, previa istruttoria tecnica, le buone prassi di cui allarticolo 2,comma 1, lettera v);p) coordina il network nazionale in materia di salute e sicurezza nei luoghi dilavoro, in qualita di focal point italiano nel network informativo dellAgenziaeuropea per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro;q) supporta lattivita di monitoraggio del Ministero della salute sullaapplicazione dei livelli essenziali di assistenza relativi alla sicurezza neiluoghi di lavoro.7. LIPSEMA svolge, con la finalita di ridurre il fenomeno infortunistico ed adintegrazione delle proprie competenze quale gestore dellassicurazioneobbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali delsettore marittimo, i seguenti compiti oltre a quanto previsto negli altriarticoli del presente decreto:a) raccoglie e registra, a fini statistici ed informativi, i dati relativi agliinfortuni sul lavoro che comportino unassenza dal lavoro di almeno un giorno,escluso quello dellevento;b) concorre alla realizzazione di studi e ricerche sugli infortuni e sullemalattie correlate al lavoro, raccordandosi con il Ministero della salute e conlISPESL;c) finanzia, nellambito e nei limiti delle proprie spese istituzionali,progetti di investimento e formazione in materia di salute e sicurezza sullavoro;d) supporta, in raccordo con le amministrazioni competenti in materia di saluteper il settore marittimo, anche mediante convenzioni con lINAIL, le prestazionidi assistenza sanitaria riabilitativa per i lavoratori marittimi anche al finedi assicurare il loro reinserimento lavorativo;e) eroga, previo trasferimento delle necessarie risorse da parte del Ministerodel lavoro e della previdenza sociale, le prestazionidel Fondo di cui allarticolo 1, comma 1187, della legge 27 dicembre 2006, n.296, con riferimento agli infortuni del settore marittimo. In sede di primaapplicazione, le relative prestazioni sono fornite con riferimento agliinfortuni verificatisi a fare data dal 1° gennaio 2007.Capo II Sistema istituzionale
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/Art. 10. Informazione e assistenza in materia di salute e sicurezza nei luoghidi lavoro1. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, tramite leAA.SS.LL. del SSN, il Ministero dellinterno tramite le strutture del Corponazionale dei vigili del fuoco, lIstituto superiore per la prevenzione e lasicurezza sul lavoro (ISPESL), il Ministero del lavoro e della previdenzasociale, il Ministero dello sviluppo economico per il settore estrattivo,lIstituto nazionale per lassicurazione contro gli infortuni sul lavoro(INAIL), lIstituto di previdenza per il settore marittimo (IPSEMA), gliorganismi paritetici e gli enti di patronato svolgono, anche medianteconvenzioni, attivita di informazione, assistenza, consulenza, formazione,promozione in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, in particolarenei confronti delle imprese artigiane, delle imprese agricole e delle piccole emedie imprese e delle rispettive associazioni dei datori di lavoro.Capo II Sistema istituzionaleArt. 11. Attivita promozionali1. Nellambito della Commissione consultiva di cui allarticolo 6 sono definite,in coerenza con gli indirizzi individuati dal Comitato di cui allarticolo 5, leattivita promozionali della cultura e delle azioni di prevenzione con riguardoin particolare a:a) finanziamento di progetti di investimento in materia di salute e sicurezzasul lavoro da parte delle piccole, medie e micro imprese; per laccesso a talifinanziamenti deve essere garantita la semplicita delle procedure;b) finanziamento di progetti formativi specificamente dedicati alle piccole,medie e micro imprese, ivi compresi quelli di cui allarticolo 52, comma 1,lettera b);c) finanziamento delle attivita degli istituti scolastici, universitari e diformazione professionale finalizzata allinserimento in ogni attivitascolastica ed universitaria, nelle istituzioni dellalta formazione artistica ecoreutica e nei percorsi di istruzione e formazione professionale di specificipercorsi formativi interdisciplinari alle diverse materie scolastiche volti afavorire la conoscenza delle tematiche della salute e della sicurezza nelrispetto delle autonomie didattiche.2. Ai finanziamenti di cui al comma 1 si provvede con oneri a carico dellerisorse di cui allarticolo 1, comma 7-bis, della legge 3 agosto 2007, n. 123,come introdotto dallarticolo 2, comma 533, della legge 24 dicembre 2007, n.244. Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concertocon i Ministri delleconomia e delle finanze, dellistruzione e delluniversitae della ricerca, acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapportitra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, siprovvede al riparto annuale delle risorse tra le attivita di cui alle lettere a), b) e c) del comma 1 e dellarticolo 52, comma 2, lettera d).3. Le amministrazioni centrali e le regioni e province autonome di Trento e diBolzano, nel rispetto delle proprie competenze, concorrono alla programmazione erealizzazione di progetti formativi in materia di salute e sicurezza sul lavoro,attraverso modalita operative da definirsi in sede di Conferenza permanente peri rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e diBolzano, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decretolegislativo. Alla realizzazione e allo sviluppo di quanto previsto nel periodoprecedente possono altresi concorrere le parti sociali, anche mediante i fondiinterprofessionali.4. Ai fini della promozione e divulgazione della cultura della salute esicurezza sul lavoro e facolta degli istituti scolastici, universitari e diformazione professionale inserire in ogni attivita scolastica ed universitarianelle istituzioni dellalta formazione artistica e coreutica e nei percorsi diistruzione e formazione professionale, percorsi formativi interdisciplinari allediverse materie scolastiche ulteriori rispetto a quelli disciplinati dal comma1, lettera c) e volti alle medesime finalita. Tale attivita e svoltanellambito e nei limiti delle risorse disponibili degli istituti.
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/5. Nellambito e nei limiti delle risorse di cui al comma 2 trasferite dalMinistero del lavoro e della previdenza sociale, lINAIL finanzia progetti diinvestimento e formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro rivolti inparticolare alle piccole, medie e micro imprese e progetti volti a sperimentaresoluzioni innovative e strumenti di natura organizzativa e gestionale ispiratiai principi di responsabilita sociale delle imprese. Costituisce criterio dipriorita per laccesso al finanziamento ladozione da parte delle imprese dellebuone passi di cui allarticolo 2, comma 1, lettera v).6. Nellambito dei rispettivi compiti istituzionali, le amministrazionipubbliche promuovono attivita specificamente destinate ai lavoratori immigratio alle lavoratrici, finalizzate a migliorare i livelli di tutela dei medesiminegli ambienti di lavoro.7. In sede di prima applicazione, per il primo anno dallentrata in vigore delpresente decreto, le risorse di cui allarticolo 1, comma 7-bis, della legge 3agosto 2007, n. 123, come introdotto dallarticolo 2, comma 533, della legge 24dicembre 2007, n. 244, sono utilizzate, secondo le priorita, ivi compresa unacampagna straordinaria di formazione, stabilite, entro sei mesi dallentrata invigore del presente decreto, con accordo adottato, previa consultazione delleparti sociali, in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, leregioni e la province autonome di Trento e di Bolzano.Capo II Sistema istituzionaleArt. 12. Interpello1. Gli organismi associativi a rilevanza nazionale degli enti territoriali e glienti pubblici nazionali, nonche, di propria iniziativa o su segnalazione deipropri iscritti, le organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e deilavoratori comparativamente piu rappresentative sul piano nazionale e iconsigli nazionali degli ordini o collegi professionali, possono inoltrare allaCommissione per gli interpelli di cui al comma 2, esclusivamente tramite postaelettronica, quesiti di ordine generale sullapplicazione della normativa inmateria di salute e sicurezza del lavoro.2. Presso il Ministero del lavoro e della previdenza sociale e istituita, senzanuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, la Commissione per gliinterpelli composta da due rappresentanti del Ministero del lavoro e previdenzasociale, da due rappresentanti del Ministero della salute e da quattrorappresentanti delle regioni e delle province autonome. Qualora la materiaoggetto di interpello investa competenze di altre amministrazioni pubbliche laCommissione e integrata con rappresentanti delle stesse. Ai componenti dellaCommissione non spetta alcun compenso, rimborso spese o indennita di missione.3. Le indicazioni fornite nelle risposte ai quesiti di cui al comma 1costituiscono criteri interpretativi e direttivi per lesercizio delle attivitadi vigilanza.Capo II Sistema istituzionaleArt. 13. Vigilanza1. La vigilanza sullapplicazione della legislazione in materia di salute esicurezza nei luoghi di lavoro e svolta dalla azienda sanitaria localecompetente per territorio e, per quanto di specifica competenza, dal Corponazionale dei vigili del fuoco, nonche per il settore minerario, finoalleffettiva attuazione del trasferimento di competenze da adottarsi ai sensidel decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e successive modificazioni, dalMinistero dello sviluppo economico, e per le industrie estrattive di secondacategoria e le acque minerali e termali dalle regioni e provinceautonome di Trento e di Bolzano. Le province autonome di Trento e di Bolzanoprovvedono alle finalita del presente articolo, nellambito delle propriecompetenze, secondo quanto previsto dai rispettivi ordinamenti.2. Ferme restando le competenze in materia di vigilanza attribuite dallalegislazione vigente al personale ispettivo del Ministero del lavoro e dellaprevidenza sociale, lo stesso personale puo esercitare lattivita di vigilanzasullapplicazione della legislazione in materia di salute e sicurezza nei luoghi
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/di lavoro nelle seguenti attivita, informandone preventivamente il servizio diprevenzione e sicurezza dellAzienda sanitaria locale competente per territorio:a) attivita nel settore delle costruzioni edili o di genio civile e piu inparticolare lavori di costruzione, manutenzione, riparazione, demolizione,conservazione e risanamento di opere fisse, permanenti o temporanee, in muraturae in cemento armato, opere stradali, ferroviarie, idrauliche, scavi, montaggio esmontaggio di elementi prefabbricati; lavori in sotterraneo e gallerie, anchecomportanti limpiego di esplosivi;b) lavori mediante cassoni in aria compressa e lavori subacquei;c) ulteriori attivita lavorative comportanti rischi particolarmenteelevati, individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, suproposta dei Ministri del lavoro e della previdenza sociale, e della salute,adottato sentito il comitato di cui allarticolo 5 e previa intesa con laConferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le provinceautonome di Trento e di Bolzano, in relazione alle quali il personale ispettivodel Ministero del lavoro e della previdenza sociale svolge attivita divigilanza sullapplicazione della legislazione in materia di salute e sicurezzanei luoghi di lavoro, informandone preventivamente il servizio di prevenzione esicurezza dellAzienda sanitaria locale competente per territorio.3. In attesa del complessivo riordino delle competenze in tema di vigilanzasullapplicazione della legislazione in materia di salute e sicurezza sui luoghidi lavoro, restano ferme le competenze in materia di salute e sicurezza deilavoratori attribuite alle autorita marittime a bordo delle navi ed in ambitoportuale, agli uffici di sanita aerea e marittima, alle autorita portuali edaeroportuali, per quanto riguarda la sicurezza dei lavoratori a bordo di navi edi aeromobili ed in ambito portuale ed aeroportuale nonche ai servizi sanitarie tecnici istituiti per le Forze armate e per le Forze di polizia e per i Vigilidel fuoco; i predetti servizi sono competenti altresi per le aree riservate ooperative e per quelle che presentano analoghe esigenze da individuarsi, ancheper quel che riguarda le modalita di attuazione, con decreto del Ministrocompetente, di concerto con i Ministri del lavoro e della previdenza sociale edella salute. LAmministrazione della giustizia puo avvalersi dei serviziistituiti per le Forze armate e di polizia, anche mediante convenzione con irispettivi Ministeri, nonche dei servizi istituiti con riferimento allestrutture penitenziarie.4. La vigilanza di cui al presente articolo e esercitata nel rispetto delcoordinamento di cui agli articoli 5 e 7.5. Il personale delle pubbliche amministrazioni, assegnato agli uffici chesvolgono attivita di vigilanza, non puo prestare, ad alcun titolo e in alcunaparte del territorio nazionale, attivita di consulenza.6. Limporto delle somme che lASL, in qualita di organo di vigilanza, ammettea pagare in sede amministrativa ai sensi dellarticolo 21, comma 2, primoperiodo, del decreto legislativo 19 dicembre 1994, n. 758, integra lappositocapitolo regionale per finanziare lattivita di prevenzione nei luoghi dilavoro svolta dai dipartimenti di prevenzione delle AA.SS.LL.7. E fatto salvo quanto previsto dallarticolo 64 del decreto delPresidente della Repubblica 19 marzo 1956, n. 303, con riferimento agli organidi vigilanza competenti, come individuati dal presente decreto.Capo II Sistema istituzionaleArt. 14. Disposizioni per il contrasto del lavoro irregolare e per la tuteladella salute e sicurezza dei lavoratori1. Al fine di garantire la tutela della salute e la sicurezza dei lavoratori,nonche di contrastare il fenomeno del lavoro sommerso e irregolare, fermerestando le attribuzioni del coordinatore per lesecuzione dei lavori di cuiallarticolo 92, comma 1, lettera e), gli organi di vigilanza del Ministero dellavoro e della previdenza sociale, anche su segnalazione delle amministrazionipubbliche secondo le rispettive competenze, possono adottare provvedimenti disospensione di unattivita imprenditoriale qualora riscontrino limpiego dipersonale non risultante dalle scritture o da altra documentazione obbligatoria
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/in misura pari o superiore al 20 per cento del totale dei lavoratori presentisul luogo di lavoro, ovvero in caso di reiterate violazioni della disciplina inmateria di superamento dei tempi di lavoro, di riposo giornaliero e settimanale,di cui agli articoli 4, 7 e 9 del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, esuccessive modificazioni, considerando le specifiche gravita di esposizione alrischio di infortunio, nonche in caso di gravi e reiterate violazioni inmateria di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro individuate condecreto del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, adottato sentita laConferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le provinceautonome di Trento e di Bolzano. In attesa della adozione del citato decreto, leviolazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro checostituiscono il presupposto per ladozione del provvedimento di sospensionedellattivita imprenditoriale sono quelle individuate nellallegato I.Ladozione del provvedimento di sospensione e comunicata allAutorita per lavigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture di cuiallarticolo 6 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 ed al Ministerodelle infrastrutture, per gli aspetti di rispettiva competenza, al finedellemanazione di un provvedimento interdittivo alla contrattazione con lepubbliche amministrazioni ed alla partecipazione a gare pubbliche di durata parialla citata sospensione nonche per un eventuale ulteriore periodo di tempo noninferiore al doppio della durata della sospensione e comunque non superiore adue anni. Le disposizioni del presente comma si applicano anche con riferimentoai lavori nellambito dei cantieri edili. Ai provvedimenti del presente articolonon si applicano le disposizioni di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 241.2. I poteri e gli obblighi di cui al comma 1 spettano anche agli organi divigilanza delle aziende sanitarie locali, con riferimento allaccertamento dellareiterazione delle violazioni della disciplina in materia di tutela della salutee della sicurezza sul lavoro di cui al comma 1. In materia di prevenzioneincendi trovano applicazione ledisposizioni di cui agli articoli 16, 19 e 20 del decreto legislativo 8 marzo2006, n. 139.3. Il provvedimento di sospensione puo essere revocato da parte dellorgano divigilanza che lo ha adottato.4. E condizione per la revoca del provvedimento da parte dellorgano divigilanza del Ministero del lavoro e della previdenza sociale di cui al comma 1:a) la regolarizzazione dei lavoratori non risultanti dalle scritture o da altradocumentazione obbligatoria;b) laccertamento del ripristino delle regolari condizioni di lavoro nelleipotesi di reiterate violazioni della disciplina in materia di superamento deitempi di lavoro, riposo giornaliero e settimanale, di cui al decreto legislativo8 aprile 2003, n. 66, e successive modificazioni, o di gravi e reiterateviolazioni della disciplina in materia di tutela della salute e della sicurezzasul lavoro;c) il pagamento di una somma aggiuntiva unica pari a Euro 2500 rispetto a quelledi cui al comma 6.5. E condizione per la revoca del provvedimento da parte dellorgano divigilanza delle aziende sanitarie locali di cui al comma 2:a) laccertamento del ripristino delle regolari condizioni di lavoro nelleipotesi di gravi e reiterate violazioni delle disciplina in materia di tuteladella salute e della sicurezza sul lavoro;b) il pagamento di una somma aggiuntiva unica pari a Euro 2500 rispetto a quelledi cui al comma 6.6. E comunque fatta salva lapplicazione delle sanzioni penali, civili eamministrative vigenti.7. Limporto delle somme aggiuntive di cui al comma 4, lettera c), integra ladotazione del Fondo per loccupazione di cui allarticolo 1, comma 7, deldecreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge19 luglio 1993, n. 236, ed e destinato al finanziamento degli interventi dicontrasto al lavoro sommerso ed irregolare individuati con decreto del Ministro
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/del lavoro e della previdenza sociale di cui allarticolo 1, comma 1156, letterag), della legge 27 dicembre 2006, n. 296.8. Limporto delle somme aggiuntive di cui al comma 5, lettera b), integralapposito capitolo regionale per finanziare lattivita di prevenzione neiluoghi di lavoro.9. Avverso i provvedimenti di sospensione di cui ai commi 1 e 2 e ammessoricorso, entro 30 giorni, rispettivamente, alla Direzione regionale del lavoroterritorialmente competente e al presidente della Giunta regionale, i quali sipronunciano nel termine di 15 giorni dalla notifica del ricorso. Decorsoinutilmente tale ultimo termine il provvedimento di sospensione perde efficacia.10. Il datore di lavoro che non ottempera al provvedimento di sospensione di cuial presente articolo e punito con larresto fino a sei mesi.11. Nelle ipotesi delle violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavorodi cui al comma 1, le disposizioni del presente articolo si applicano nelrispetto delle competenze in tema di vigilanza in materia.Capo III Gestione della prevenzione nei luoghi di lavoroSezione IMISURE DI TUTELA E OBBLIGHIArt. 15. Misure generali di tutela1. Le misure generali di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratorinei luoghi di lavoro sono:a) la valutazione di tutti i rischi per la salute e sicurezza;b) la programmazione della prevenzione, mirata ad un complesso che integri inmodo coerente nella prevenzione le condizioni tecniche produttive dellaziendanonche linfluenza dei fattori dellambiente e dellorganizzazione del lavoro;c) leliminazione dei rischi e, ove cio non sia possibile, la loro riduzione alminimo in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico;d) il rispetto dei principi ergonomici nellorganizzazione del lavoro, nellaconcezione dei posti di lavoro, nella scelta delle attrezzature e nelladefinizione dei metodi di lavoro e produzione, in particolare al fine di ridurregli effetti sulla salute del lavoro monotono e di quello ripetitivo;e) la riduzione dei rischi alla fonte;f) la sostituzione di cio che e pericoloso con cio che non lo e, o e menopericoloso;g) la limitazione al minimo del numero dei lavoratori che sono, o che possonoessere, esposti al rischio;h) lutilizzo limitato degli agenti chimici, fisici e biologici sui luoghi dilavoro;i) la priorita delle misure di protezione collettiva rispetto alle misure diprotezione individuale;l) il controllo sanitario dei lavoratori;m) lallontanamento del lavoratore dallesposizione al rischio per motivisanitari inerenti la sua persona e ladibizione, ove possibile, ad altramansione;n) linformazione e formazione adeguate per i lavoratori;o) linformazione e formazione adeguate per dirigenti e i preposti;p) linformazione e formazione adeguate per i rappresentanti dei lavoratori perla sicurezza;q) listruzioni adeguate ai lavoratori; r) la partecipazione e consultazione deilavoratori; s) la partecipazione e consultazione dei rappresentanti deilavoratori per la sicurezza; t) la programmazione delle misure ritenuteopportune pergarantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza, anche attraversoladozione di codici di condotta e di buone prassi;u) le misure di emergenza da attuare in caso di primo soccorso, di lottaantincendio, di evacuazione dei lavoratori e di pericolo grave e immediato;v) luso di segnali di avvertimento e di sicurezza;
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/z) la regolare manutenzione di ambienti, attrezzature, impianti, con particolareriguardo ai dispositivi di sicurezza in conformita alla indicazione deifabbricanti.2. Le misure relative alla sicurezza, alligiene ed alla salute durante illavoro non devono in nessun caso comportare oneri finanziari per i lavoratori.Capo III Gestione della prevenzione nei luoghi di lavoroSezione I MISURE DI TUTELA E OBBLIGHIArt. 16. Delega di funzioni1. La delega di funzioni da parte del datore di lavoro, ove non espressamenteesclusa, e ammessa con i seguenti limiti e condizioni:a) che essa risulti da atto scritto recante data certa;b) che il delegato possegga tutti i requisiti di professionalita ed esperienzarichiesti dalla specifica natura delle funzioni delegate;c) che essa attribuisca al delegato tutti i poteri di organizzazione, gestione econtrollo richiesti dalla specifica natura delle funzioni delegate;d) che essa attribuisca al delegato lautonomia di spesa necessaria allosvolgimento delle funzioni delegate;e) che la delega sia accettata dal delegato per iscritto. 2. Alla delega di cuial comma 1 deve essere data adeguata etempestiva pubblicita. 3. La delega di funzioni non esclude lobbligo divigilanza in capoal datore di lavoro in ordine al corretto espletamento da parte del delegatodelle funzioni trasferite. La vigilanza si esplica anche attraverso i sistemi diverifica e controllo di cui allarticolo 30, comma 4.Capo III Gestione della prevenzione nei luoghi di lavoroSezione I MISURE DI TUTELA E OBBLIGHIArt. 17. Obblighi del datore di lavoro non delegabili1. Il datore di lavoro non puo delegare le seguenti attivita: a) lavalutazione di tutti i rischi con la conseguenteelaborazione del documento previsto dallarticolo 28; b) la designazione delresponsabile del servizio di prevenzione eprotezione dai rischi.Capo III Gestione della prevenzione nei luoghi di lavoroSezione I MISURE DI TUTELA E OBBLIGHIArt. 18. Obblighi del datore di lavoro e del dirigente1. Il datore di lavoro, che esercita le attivita di cui allarticolo 3, e idirigenti, che organizzano e dirigono le stesse attivita secondo leattribuzioni e competenze ad essi conferite, devono:a) nominare il medico competente per leffettuazione della sorveglianzasanitaria nei casi previsti dal presente decreto legislativo.b) designare preventivamente i lavoratori incaricati dellattuazione dellemisure di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi dilavoro in caso di pericolo grave e immediato, di salvataggio, di primo soccorsoe, comunque, di gestione dellemergenza;c) nellaffidare i compiti ai lavoratori, tenere conto delle capacita e dellecondizioni degli stessi in rapporto alla loro salute e alla sicurezza;d) fornire ai lavoratori i necessari e idonei dispositivi di protezioneindividuale, sentito il responsabile del servizio di prevenzione e protezione eil medico competente, ove presente;e) prendere le misure appropriate affinche soltanto i lavoratori che hannoricevuto adeguate istruzioni e specifico addestramento accedano alle zone che liespongono ad un rischio grave e specifico;f) richiedere losservanza da parte dei singoli lavoratori delle norme vigenti,nonche delle disposizioni aziendali in materia di sicurezza e di igiene dellavoro e di uso dei mezzi di protezione collettivi e dei dispositivi diprotezione individuali messi a loro disposizione;g) richiedere al medico competente losservanza degli obblighi previsti a suocarico nel presente decreto;
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/h) adottare le misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso diemergenza e dare istruzioni affinche i lavoratori, in caso di pericolo grave,immediato ed inevitabile, abbandonino il posto di lavoro o la zona pericolosa;i) informare il piu presto possibile i lavoratori esposti al rischio di unpericolo grave e immediato circa il rischio stesso e le disposizioni prese o daprendere in materia di protezione;l) adempiere agli obblighi di informazione, formazione e addestramento di cuiagli articoli 36 e 37;m) astenersi, salvo eccezione debitamente motivata da esigenze di tutela dellasalute e sicurezza, dal richiedere ai lavoratori di riprendere la loro attivitain una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave e immediato;n) consentire ai lavoratori di verificare, mediante il rappresentante deilavoratori per la sicurezza, lapplicazione delle misure di sicurezza e diprotezione della salute;o) consegnare tempestivamente al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza,su richiesta di questi e per lespletamento dellasua funzione, copia del documento di cui allarticolo 17, comma 1, lettera a),nonche consentire al medesimo rappresentante di accedere ai dati di cui allalettera r);p) elaborare il documento di cui allarticolo 26, comma 3, e, su richiesta diquesti e per lespletamento della sua funzione, consegnarne tempestivamentecopia ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza;q) prendere appropriati provvedimenti per evitare che le misure tecnicheadottate possano causare rischi per la salute della popolazione o deteriorarelambiente esterno verificando periodicamente la perdurante assenza di rischio;r) comunicare allINAIL, o allIPSEMA, in relazione alle rispettive competenze,a fini statistici e informativi, i dati relativi agli infortuni sul lavoro checomportino unassenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello delleventoe, a fini assicurativi, le informazioni relative agli infortuni sul lavoro checomportino unassenza dal lavoro superiore a tre giorni;s) consultare il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza nelle ipotesi dicui allarticolo 50;t) adottare le misure necessarie ai fini della prevenzione incendi edellevacuazione dei luoghi di lavoro, nonche per il caso di pericolo grave eimmediato, secondo le disposizioni di cui allarticolo 43. Tali misure devonoessere adeguate alla natura dellattivita, alle dimensioni dellazienda odellunita produttiva, e al numero delle persone presenti;u) nellambito dello svolgimento di attivita in regime di appalto e disubappalto, munire i lavoratori di apposita tessera di riconoscimento, corredatadi fotografia, contenente le generalita del lavoratore e lindicazione deldatore di lavoro;v) nelle unita produttive con piu di 15 lavoratori, convocare la riunioneperiodica di cui allarticolo 35;z) aggiornare le misure di prevenzione in relazione ai mutamenti organizzativi eproduttivi che hanno rilevanza ai fini della salute e sicurezza del lavoro, o inrelazione al grado di evoluzione della tecnica della prevenzione e dellaprotezione;aa) comunicare annualmente allINAIL i nominativi dei rappresentanti deilavoratori per la sicurezza;bb) vigilare affinche i lavoratori per i quali vige lobbligo di sorveglianzasanitaria non siano adibiti alla mansione lavorativa specifica senza ilprescritto giudizio di idoneita.2. Il datore di lavoro fornisce al servizio di prevenzione e protezione ed almedico competente informazioni in merito a:a) la natura dei rischi;b) lorganizzazione del lavoro, la programmazione e lattuazione delle misurepreventive e protettive;c) la descrizione degli impianti e dei processi produttivi;
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/d) i dati di cui al comma 1, lettera r), e quelli relativi alle malattieprofessionali;e) i provvedimenti adottati dagli organi di vigilanza. 3. Gli obblighi relativiagli interventi strutturali e di manutenzione necessari per assicurare, ai sensidel presente decreto legislativo, la sicurezza dei locali e degli edificiassegnati in uso a pubbliche amministrazioni o a pubblici uffici, ivi compresele istituzioni scolastiche ed educative, restano a carico dellamministrazionetenuta, per effetto di norme o convenzioni, alla loro fornitura e manutenzione.In tale caso gli obblighi previsti dal presente decreto legislativo,relativamente ai predetti interventi, si intendono assolti, da parte deidirigenti o funzionari preposti agli uffici interessati, con la richiesta delloro adempimento allamministrazione competente o al soggetto che ne halobbligogiuridico.Capo III Gestione della prevenzione nei luoghi di lavoroSezione I MISURE DI TUTELA E OBBLIGHIArt. 19. Obblighi del preposto1. In riferimento alle attivita indicate allarticolo 3, i preposti, secondo leloro attribuzioni e competenze, devono:a) sovrintendere e vigilare sulla osservanza da parte dei singoli lavoratori deiloro obblighi di legge, nonche delle disposizioni aziendali in materia disalute e sicurezza sul lavoro e di uso dei mezzi di protezione collettivi e deidispositivi di protezione individuale messi a loro disposizione e, in caso dipersistenza della inosservanza, informare i loro superiori diretti;b) verificare affinche soltanto i lavoratori che hanno ricevuto adeguateistruzioni accedano alle zone che li espongono ad un rischio grave e specifico;c) richiedere losservanza delle misure per il controllo delle situazioni dirischio in caso di emergenza e dare istruzioni affinche i lavoratori, in casodi pericolo grave, immediato e inevitabile, abbandonino il posto di lavoro o lazona pericolosa;d) informare il piu presto possibile i lavoratori esposti al rischio di unpericolo grave e immediato circa il rischio stesso e le disposizioni prese o daprendere in materia di protezione;e) astenersi, salvo eccezioni debitamente motivate, dal richiedere ailavoratori di riprendere la loro attivita in una situazione di lavoro in cuipersiste un pericolo grave ed immediato;f) segnalare tempestivamente al datore di lavoro o al dirigente sia ledeficienze dei mezzi e delle attrezzature di lavoro e dei dispositivi diprotezione individuale, sia ogni altra condizione di pericolo che si verifichidurante il lavoro, delle quali venga a conoscenza sulla base della formazionericevuta;g) frequentare appositi corsi di formazione secondo quanto previstodallarticolo 37.Capo III Gestione della prevenzione nei luoghi di lavoroSezione I MISURE DI TUTELA E OBBLIGHIArt. 20. Obblighi dei lavoratori1. Ogni lavoratore deve prendersi cura della propria salute e sicurezza e diquella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro, su cui ricadono glieffetti delle sue azioni o omissioni, conformemente alla sua formazione, alleistruzioni e ai mezzi forniti dal datore di lavoro.2. I lavoratori devono in particolare: a) contribuire, insieme al datore dilavoro, ai dirigenti e aipreposti, alladempimento degli obblighi previsti a tutela della salute esicurezza sui luoghi di lavoro;b) osservare le disposizioni e le istruzioni impartite dal datore di lavoro, daidirigenti e dai preposti, ai fini della protezione collettiva ed individuale;c) utilizzare correttamente le attrezzature di lavoro, le sostanze e i preparatipericolosi, i mezzi di trasporto, nonche i dispositivi di sicurezza;
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/d) utilizzare in modo appropriato i dispositivi di protezione messi a lorodisposizione;e) segnalare immediatamente al datore di lavoro, al dirigente o al preposto ledeficienze dei mezzi e dei dispositivi di cui alle lettere c) e d), nonchequalsiasi eventuale condizione di pericolo di cui vengano a conoscenza,adoperandosi direttamente, in caso di urgenza, nellambito delle propriecompetenze e possibilita e fatto salvo lobbligo di cui alla lettera f) pereliminare o ridurre le situazioni di pericolo grave e incombente, dandonenotizia al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza;f) non rimuovere o modificare senza autorizzazione i dispositivi di sicurezza odi segnalazione o di controllo;g) non compiere di propria iniziativa operazioni o manovre che non sono di lorocompetenza ovvero che possono compromettere la sicurezza propria o di altrilavoratori;h) partecipare ai programmi di formazione e di addestramento organizzati daldatore di lavoro;i) sottoporsi ai controlli sanitari previsti dal presente decreto legislativo ocomunque disposti dal medico competente.3. I lavoratori di aziende che svolgono attivita in regime di appalto osubappalto, devono esporre apposita tessera di riconoscimento, corredata difotografia, contenente le generalita del lavoratore e lindicazione del datoredi lavoro. Tale obbligo grava anche in capo ai lavoratori autonomi cheesercitano direttamente la propria attivita nel medesimo luogo di lavoro, iquali sono tenuti a provvedervi per proprio conto.Capo III Gestione della prevenzione nei luoghi di lavoroSezione I MISURE DI TUTELA E OBBLIGHIArt. 21. Disposizioni relative ai componenti dellimpresa familiare di cuiallarticolo 230-bis del codice civile e ai lavoratori autonomi1. I componenti dellimpresa familiare di cui allarticolo 230-bis del codicecivile, i lavoratori autonomi che compiono opere o servizi ai sensidellarticolo 2222 del codice civile, i piccoli imprenditori di cui allarticolo2083 del codice civile e i soci delle societa semplici operanti nel settoreagricolo devono:a) utilizzare attrezzature di lavoro in conformita alle disposizioni di cui altitolo III;b) munirsi di dispositivi di protezione individuale ed utilizzarli conformementealle disposizioni di cui al titolo III;c) munirsi di apposita tessera di riconoscimento corredata di fotografia,contenente le proprie generalita, qualora effettuino la loro prestazione in unluogo di lavoro nel quale si svolgano attivita in regime di appalto osubappalto.2. I soggetti di cui al comma 1, relativamente ai rischi propri delle attivitasvolte e con oneri a proprio carico hanno facoltadi:a) beneficiare della sorveglianza sanitaria secondo le previsioni di cuiallarticolo 41, fermi restando gli obblighi previsti da norme speciali;b) partecipare a corsi di formazione specifici in materia di salute e sicurezzasul lavoro, incentrati sui rischi propri delle attivita svolte, secondo leprevisioni di cui allarticolo 37, fermi restando gli obblighi previsti da normespeciali.Capo III Gestione della prevenzione nei luoghi di lavoroSezione I MISURE DI TUTELA E OBBLIGHIArt. 22. Obblighi dei progettisti1. I progettisti dei luoghi e dei posti di lavoro e degli impianti rispettano iprincipi generali di prevenzione in materia di salute e sicurezza sul lavoro almomento delle scelte progettuali e tecniche e scelgono attrezzature, componentie dispositivi di protezione rispondenti alle disposizioni legislative eregolamentari in materia.Capo III Gestione della prevenzione nei luoghi di lavoro
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/Sezione I MISURE DI TUTELA E OBBLIGHIArt. 23. Obblighi dei fabbricanti e dei fornitori1. Sono vietati la fabbricazione, la vendita, il noleggio e la concessione inuso di attrezzature di lavoro, dispositivi di protezione individuali ed impiantinon rispondenti alle disposizioni legislative e regolamentari vigenti in materiadi salute e sicurezza sul lavoro.2. In caso di locazione finanziaria di beni assoggettati a procedure diattestazione alla conformita, gli stessi debbono essere accompagnati, a curadel concedente, dalla relativa documentazione.Capo III Gestione della prevenzione nei luoghi di lavoroSezione I MISURE DI TUTELA E OBBLIGHIArt. 24. Obblighi degli installatori1. Gli installatori e montatori di impianti, attrezzature di lavoro o altrimezzi tecnici, per la parte di loro competenza, devono attenersi alle norme disalute e sicurezza sul lavoro, nonche alle istruzioni fornite dai rispettivifabbricanti.Capo III Gestione della prevenzione nei luoghi di lavoroSezione I MISURE DI TUTELA E OBBLIGHIArt. 25. Obblighi del medico competente1. Il medico competente: a) collabora con il datore di lavoro e con il serviziodiprevenzione e protezione alla valutazione dei rischi, anche ai finidella programmazione, ove necessario, della sorveglianza sanitaria, allapredisposizione della attuazione delle misure per la tutela della salute e dellaintegrita psico-fisica dei lavoratori, allattivita di formazione einformazione nei confronti dei lavoratori, per la parte di competenza, e allaorganizzazione del servizio di primo soccorso considerando i particolari tipi dilavorazione ed esposizione e le peculiari modalita organizzative del lavoro.Collabora inoltre alla attuazione e valorizzazione di programmi volontari di«promozione della salute», secondo i principi della responsabilita sociale;b) programma ed effettua la sorveglianza sanitaria di cui allarticolo 41attraverso protocolli sanitari definiti in funzione dei rischi specifici etenendo in considerazione gli indirizzi scientifici piu avanzati;c) istituisce, anche tramite laccesso alle cartelle sanitarie e di rischio, dicui alla lettera f), aggiorna e custodisce, sotto la propria responsabilita,una cartella sanitaria e di rischio per ogni lavoratore sottoposto asorveglianza sanitaria. Nelle aziende o unita produttive con piu di 15lavoratori il medico competente concorda con il datore di lavoro il luogo dicustodia;d) consegna al datore di lavoro, alla cessazione dellincarico, ladocumentazione sanitaria in suo possesso, nel rispetto delle disposizioni di cuial decreto legislativo del 30 giugno 2003, n. 196, e con salvaguardia delsegreto professionale;e) consegna al lavoratore, alla cessazione del rapporto di lavoro, ladocumentazione sanitaria in suo possesso e gli fornisce le informazioni riguardola necessita di conservazione;f) invia allISPESL, esclusivamente per via telematica, le cartelle sanitarie edi rischio nei casi previsti dal presente decreto legislativo, alla cessazionedel rapporto di lavoro, nel rispetto delle disposizioni di cui al decretolegislativo 30 giugno 2003, n. 196. Il lavoratore interessato puo chiederecopia delle predette cartelle allISPESL anche attraverso il proprio medico dimedicina generale;g) fornisce informazioni ai lavoratori sul significato della sorveglianzasanitaria cui sono sottoposti e, nel caso di esposizione ad agenti con effetti alungo termine, sulla necessita di sottoporsi ad accertamenti sanitari anchedopo la cessazione della attivita che comporta lesposizione a tali agenti.Fornisce altresi, a richiesta, informazioni analoghe ai rappresentanti deilavoratori per la sicurezza;
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/h) informa ogni lavoratore interessato dei risultati della sorveglianzasanitaria di cui allarticolo 41 e, a richiesta dello stesso, gli rilascia copiadella documentazione sanitaria;i) comunica per iscritto, in occasione delle riunioni di cui allarticolo 35, aldatore di lavoro, al responsabile del servizio di prevenzione protezione dairischi, ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, i risultati anonimicollettivi della sorveglianza sanitaria effettuata e fornisce indicazioni sulsignificato di detti risultati ai fini della attuazione delle misure per latutela della salute e della integrita psico-fisica dei lavoratori;l) visita gli ambienti di lavoro almeno una volta allanno o a cadenza diversache stabilisce in base alla valutazione dei rischi; la indicazione di unaperiodicita diversa dallannuale deve essere comunicata al datore di lavoro aifini della sua annotazione nel documento di valutazione dei rischi;m) partecipa alla programmazione del controllo dellesposizione dei lavoratori icui risultati gli sono forniti con tempestivita ai fini della valutazione delrischio e della sorveglianza sanitaria;n) comunica, mediante autocertificazione, il possesso dei titoli e requisiti dicui allarticolo 38 al Ministero della salute entro il termine di sei mesi dalladata di entrata in vigore del presente decreto.Capo III Gestione della prevenzione nei luoghi di lavoroSezione I MISURE DI TUTELA E OBBLIGHIArt. 26. Obblighi connessi ai contratti dappalto o dopera o disomministrazione1. Il datore di lavoro, in caso di affidamento dei lavori allimpresaappaltatrice o a lavoratori autonomi allinterno della propria azienda, o di unasingola unita produttiva della stessa, nonche nellambito dellintero cicloproduttivo dellazienda medesima:a) verifica, con le modalita previste dal decreto di cui allarticolo 6, comma 8, lettera g), lidoneita tecnico professionale delle impreseappaltatrici o dei lavoratori autonomi in relazione ai lavori da affidare inappalto o mediante contratto dopera o di somministrazione. Fino alla data dientrata in vigore del decreto di cui al periodo che precede, la verifica eeseguita attraverso le seguenti modalita:1) acquisizione del certificato di iscrizione alla camera di commercio,industria e artigianato;2) acquisizione dellautocertificazione dellimpresa appaltatrice o deilavoratori autonomi del possesso dei requisiti di idoneita tecnicoprofessionale, ai sensi dellarticolo 47 del testo unico delle disposizionilegislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, di cuial decreto del Presidente della Repubblica del 28 dicembre 2000, n. 445;b) fornisce agli stessi soggetti dettagliate informazioni sui rischi specificiesistenti nellambiente in cui sono destinati ad operare e sulle misure diprevenzione e di emergenza adottate in relazione alla propria attivita.2. Nellipotesi di cui al comma 1, i datori di lavoro, ivi compresi isubappaltatori:a) cooperano allattuazione delle misure di prevenzione e protezione dai rischisul lavoro incidenti sullattivita lavorativa oggetto dellappalto;b) coordinano gli interventi di protezione e prevenzione dai rischi cui sonoesposti i lavoratori, informandosi reciprocamente anche al fine di eliminarerischi dovuti alle interferenze tra i lavori delle diverse imprese coinvoltenellesecuzione dellopera complessiva.3. Il datore di lavoro committente promuove la cooperazione ed il coordinamentodi cui al comma 2, elaborando un unico documento di valutazione dei rischi cheindichi le misure adottate per eliminare o, ove cio non e possibile, ridurreal minimo i rischi da interferenze. Tale documento e allegato al contratto diappalto o di opera. Ai contratti stipulati anteriormente al 25 agosto 2007 edancora in corso alla data del 31 dicembre 2008, il documento di cui alprecedente periodo deve essere allegato entro tale ultima data. Le
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/disposizioni del presente comma non si applicano ai rischi specifici propridellattivita delle imprese appaltatrici o dei singoli lavoratori autonomi.4. Ferme restando le disposizioni di legge vigenti in materia di responsabilitasolidale per il mancato pagamento delle retribuzioni e dei contributiprevidenziali e assicurativi, limprenditore committente risponde in solido conlappaltatore, nonche con ciascuno degli eventuali subappaltatori, per tutti idanni per i quali il lavoratore, dipendente dallappaltatore o dalsubappaltatore, non risulti indennizzato ad opera dellIstituto nazionale perlassicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) o dellIstituto diprevidenza per il settore marittimo (IPSEMA). Le disposizioni del presente commanon si applicano ai danni conseguenza dei rischi specifici propri dellattivitadelle imprese appaltatrici o subappaltatrici.5. Nei singoli contratti di subappalto, di appalto e di somministrazione, anchequalora in essere al momento della data di entrata in vigore del presentedecreto, di cui agli articoli 1559, ad esclusione dei contratti disomministrazione di beni e servizi essenziali, 1655, 1656 e 1677 del codicecivile, devono essere specificamente indicati a pena di nullita ai sensidellarticolo 1418 del codice civile i costi relativi alla sicurezza del lavorocon particolare riferimento a quelli propri connessi allo specifico appalto. Conriferimento ai contratti di cui al precedente periodo stipulati prima del 25agosto 2007 i costi della sicurezza del lavoro devono essere indicati entro il31 dicembre 2008, qualora gli stessi contratti siano ancora in corso a taledata. A tali dati possono accedere, su richiesta, il rappresentante deilavoratori per la sicurezza e gli organismi locali delle organizzazionisindacali dei lavoratori comparativamente piu rappresentative a livellonazionale.6. Nella predisposizione delle gare di appalto e nella valutazione dellanomaliadelle offerte nelle procedure di affidamento di appalti di lavori pubblici, diservizi e di forniture, gli enti aggiudicatori sono tenuti a valutare che ilvalore economico sia adeguato e sufficiente rispetto al costo del lavoro e alcosto relativo alla sicurezza, il quale deve essere specificamente indicato erisultare congruo rispetto allentita e alle caratteristiche dei lavori, deiservizi o delle forniture. Ai fini del presente comma il costo del lavoro edeterminato periodicamente, in apposite tabelle, dal Ministro del lavoro e dellaprevidenza sociale, sulla base dei valori economici previsti dallacontrattazione collettiva stipulata dai sindacati comparativamente piurappresentativi, delle norme in materia previdenziale ed assistenziale, deidiversi settori merceologici e delle differenti aree territoriali. In mancanzadi contratto collettivo applicabile, il costo del lavoro e determinato inrelazione al contratto collettivo del settore merceologico piu vicino a quellopreso in considerazione.7. Per quanto non diversamente disposto dal decreto legislativo 12 aprile 2006,n. 163, come da ultimo modificate dallarticolo 8, comma 1, della legge 3 agosto2007, n. 123, trovano applicazione in materia di appalti pubblici ledisposizioni del presente decreto.8. Nellambito dello svolgimento di attivita in regime di appalto o subappalto,il personale occupato dallimpresa appaltatrice o subappaltatrice deve esseremunito di apposita tessera di riconoscimento corredata di fotografia, contenentele generalita del lavoratore e lindicazione del datore di lavoro.Capo III Gestione della prevenzione nei luoghi di lavoroSezione I MISURE DI TUTELA E OBBLIGHIArt. 27. Sistema di qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi1. Nellambito della Commissione di cui allarticolo 6, anche tenendo contodelle indicazioni provenienti da organismi paritetici, vengono individuatisettori e criteri finalizzati alla definizione di un sistema di qualificazionedelle imprese e dei lavoratori autonomi, con riferimento alla tutela dellasalute e sicurezza sul lavoro, fondato sulla base della specifica esperienza,competenza e conoscenza, acquisite anche attraverso percorsi formativi mirati.
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/2. Il possesso dei requisiti per ottenere la qualificazione di cui al comma 1costituisce elemento vincolante per la partecipazione alle gare relative agliappalti e subappalti pubblici e per laccesso ad agevolazioni, finanziamenti econtributi a carico della finanza pubblica, sempre se correlati ai medesimiappalti o subappalti.Sezione II VALUTAZIONE DEI RISCHIArt. 28. Oggetto della valutazione dei rischi1. La valutazione di cui allarticolo 17, comma 1, lettera a), anche nellascelta delle attrezzature di lavoro e delle sostanze o dei preparati chimiciimpiegati, nonche nella sistemazione dei luoghi di lavoro, deve riguardaretutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelliriguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anchequelli collegati allo stress lavoro-correlato, secondo i contenuti dellaccordoeuropeo dell8 ottobre 2004, e quelli riguardanti le lavoratrici in stato digravidanza, secondo quanto previsto dal decreto legislativo 26 marzo 2001, n.151, nonche quelli connessi alle differenze di genere, alleta, allaprovenienza da altri Paesi.2. Il documento di cui allarticolo 17, comma 1, lettera a), redatto aconclusione della valutazione, deve avere data certa e contenere:a) una relazione sulla valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e lasalute durante lattivita lavorativa, nella quale siano specificati i criteriadottati per la valutazione stessa;b) lindicazione delle misure di prevenzione e di protezione attuate e deidispositivi di protezione individuali adottati, a seguito della valutazione di cui allarticolo 17, comma 1,lettera a); c) il programma delle misure ritenute opportune per garantire ilmiglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza; d) lindividuazione delleprocedure per lattuazione delle misureda realizzare, nonche dei ruoli dellorganizzazione aziendale che vi debbonoprovvedere, a cui devono essere assegnati unicamente soggetti in possesso diadeguate competenze e poteri;e) lindicazione del nominativo del responsabile del servizio di prevenzione eprotezione, del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza o di quelloterritoriale e del medico competente che ha partecipato alla valutazione delrischio;f) lindividuazione delle mansioni che eventualmente espongono i lavoratori arischi specifici che richiedono una riconosciuta capacita professionale,specifica esperienza, adeguata formazione e addestramento.3. Il contenuto del documento di cui al comma 2 deve altresi rispettare leindicazioni previste dalle specifiche norme sulla valutazione dei rischicontenute nei successivi titoli del presente decreto.Sezione II VALUTAZIONE DEI RISCHIArt. 29. Modalita di effettuazione della valutazione dei rischi1. Il datore di lavoro effettua la valutazione ed elabora il documento di cui allarticolo 17, comma 1, lettera a), in collaborazione con ilresponsabile del servizio di prevenzione e protezione e il medico competente,nei casi di cui allarticolo 41.2. Le attivita di cui al comma 1 sono realizzate previa consultazione delrappresentante dei lavoratori per la sicurezza.3. La valutazione e il documento di cui al comma 1 debbono essere rielaborati,nel rispetto delle modalita di cui ai commi 1 e 2, in occasione di modifichedel processo produttivo o dellorganizzazione del lavoro significative ai finidella salute e della sicurezza dei lavoratori, o in relazione al grado dievoluzione della tecnica, della prevenzione e della protezione o a seguito diinfortuni significativi o quando i risultati della sorveglianza sanitaria neevidenzino la necessita. A seguito di tale rielaborazione, le misure diprevenzione debbono essere aggiornate.
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/4. Il documento di cui allarticolo 17, comma 1, lettera a), e quello di cuiallarticolo 26, comma 3, devono essere custoditi presso lunita produttivaalla quale si riferisce la valutazione dei rischi.5. I datori di lavoro che occupano fino a 10 lavoratori effettuano lavalutazione dei rischi di cui al presente articolo sulla base delle procedurestandardizzate di cui allarticolo 6, comma 8, lettera f). Fino alla scadenzadel diciottesimo mese successivo alla data di entrata in vigore del decretointerministeriale di cui allarticolo 6, comma 8, lettera f), e, comunque, nonoltre il 30 giugno 2012, gli stessi datori di lavoro possono autocertificareleffettuazione della valutazione dei rischi. Quanto previsto nel precedenteperiodo non si applica alle attivita di cuiallarticolo 31, comma 6, lettere a), b), c), d) nonche g). 6. I datori dilavoro che occupano fino a 50 lavoratori possono effettuare la valutazione deirischi sulla base delle procedure standardizzate di cui allarticolo 6, comma 8,lettera f). Nelle more dellelaborazione di tali procedure trovano applicazioneledisposizioni di cui ai commi 1, 2, 3, e 4. 7. Le disposizioni di cui al comma 6non si applicano alleattivita svolte nelle seguenti aziende: a) aziende di cuiallarticolo 31, comma 6,lettere a), b), c), d), f) e g); b) aziende in cui si svolgono attivita cheespongono ilavoratori a rischi chimici, biologici, da atmosfere esplosive, cancerogenimutageni, connessi allesposizione ad amianto;c) aziende che rientrano nel campo di applicazione del titolo IV del presentedecreto.Sezione II VALUTAZIONE DEI RISCHIArt. 30. Modelli di organizzazione e di gestione1. Il modello di organizzazione e di gestione idoneo ad avere efficacia esimentedella responsabilita amministrativa delle persone giuridiche, delle societa edelle associazioni anche prive di personalita giuridica di cui al decretolegislativo 8 giugno 2001, n. 231, deve essere adottato ed efficacementeattuato, assicurando un sistema aziendale per ladempimento di tutti gliobblighi giuridici relativi:a) al rispetto degli standard tecnico-strutturali di legge relativi aattrezzature, impianti, luoghi di lavoro, agenti chimici, fisici e biologici;b) alle attivita di valutazione dei rischi e di predisposizione delle misure diprevenzione e protezione conseguenti;c) alle attivita di natura organizzativa, quali emergenze, primo soccorso,gestione degli appalti, riunioni periodiche di sicurezza, consultazioni deirappresentanti dei lavoratori per la sicurezza;d) alle attivita di sorveglianza sanitaria; e) alle attivita di informazione eformazione dei lavoratori; f) alle attivita di vigilanza con riferimento alrispetto delleprocedure e delle istruzioni di lavoro in sicurezza da parte dei lavoratori;g) alla acquisizione di documentazioni e certificazioni obbligatoriedi legge;h) alle periodiche verifiche dellapplicazione e dellefficacia delle procedureadottate.2. Il modello organizzativo e gestionale di cui al comma 1 deve prevedere idoneisistemi di registrazione dellavvenuta effettuazione delle attivita di cui alcomma 1.3. Il modello organizzativo deve in ogni caso prevedere, per quanto richiestodalla natura e dimensioni dellorganizzazione e dal tipo di attivita svolta,unarticolazione di funzioni che assicuri le competenze tecniche e i poterinecessari per la verifica, valutazione, gestione e controllo del rischio,nonche un sistemadisciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nelmodello.
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/4. Il modello organizzativo deve altresi prevedere un idoneo sistema dicontrollo sullattuazione del medesimo modello e sul mantenimento nel tempodelle condizioni di idoneita delle misure adottate. Il riesame e leventualemodifica del modello organizzativo devono essere adottati, quando siano scoperteviolazioni significative delle norme relative alla prevenzione degli infortuni ealligiene sul lavoro, ovvero in occasione di mutamenti nellorganizzazione enellattivita in relazione al progresso scientifico e tecnologico.5. In sede di prima applicazione, i modelli di organizzazione aziendale definiticonformemente alle Linee guida UNI-INAIL per un sistema di gestione della salutee sicurezza sul lavoro (SGSL) del 28 settembre 2001 o al British Standard OHSAS18001:2007 si presumono conformi ai requisiti di cui al presente articolo per leparti corrispondenti. Agli stessi fini ulteriori modelli di organizzazione egestione aziendale possono essere indicati dalla Commissione di cui allarticolo6.6. Ladozione del modello di organizzazione e di gestione di cui al presentearticolo nelle imprese fino a 50 lavoratori rientra tra le attivitafinanziabili ai sensi dellarticolo 11.Sezione III SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONEArt. 31. Servizio di prevenzione e protezione1. Salvo quanto previsto dallarticolo 34, il datore di lavoro organizza ilservizio di prevenzione e protezione allinterno della azienda o della unitaproduttiva, o incarica persone o servizi esterni costituiti anche presso leassociazioni dei datori di lavoro o gli organismi paritetici, secondo le regoledi cui al presente articolo.2. Gli addetti e i responsabili dei servizi, interni o esterni, di cui al comma1, devono possedere le capacita e i requisiti professionali di cui allarticolo32, devono essere in numero sufficiente rispetto alle caratteristichedellazienda e disporre di mezzi e di tempo adeguati per lo svolgimento deicompiti loro assegnati. Essi non possono subire pregiudizio a causa dellaattivita svolta nellespletamento del proprio incarico.3. Nellipotesi di utilizzo di un servizio interno, il datore di lavoro puoavvalersi di persone esterne alla azienda in possesso delle conoscenzeprofessionali necessarie, per integrare, ove occorra, lazione di prevenzione eprotezione del servizio.4. Il ricorso a persone o servizi esterni e obbligatorio in assenza didipendenti che, allinterno dellazienda ovvero dellunita produttiva, siano inpossesso dei requisiti di cui allarticolo 32.5. Ove il datore di lavoro ricorra a persone o servizi esterni non e per questoesonerato dalla propria responsabilita in materia.6. Listituzione del servizio di prevenzione e protezione allinternodellazienda, ovvero dellunita produttiva, e comunqueobbligatoria nei seguenti casi: a) nelle aziende industriali di cui allarticolo2 del decretolegislativo 17 agosto 1999, n. 334, e successive modificazioni, soggetteallobbligo di notifica o rapporto, ai sensi degli articoli 6 e 8 del medesimodecreto;b) nelle centrali termoelettriche;c) negli impianti ed installazioni di cui agli articoli 7, 28 e 33 del decretolegislativo 17 marzo 1995, n. 230, e successive modificazioni;d) nelle aziende per la fabbricazione ed il deposito separato di esplosivi,polveri e munizioni;e) nelle aziende industriali con oltre 200 lavoratori; f) nelle industrieestrattive con oltre 50 lavoratori; g) nelle strutture di ricovero e curapubbliche e private conoltre 50 lavoratori. 7. Nelle ipotesi di cui al comma 6 il responsabile delservizio diprevenzione e protezione deve essere interno. 8. Nei casi di aziende con piuunita produttive nonche nei casi
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/di gruppi di imprese, puo essere istituito un unico servizio di prevenzione eprotezione. I datori di lavoro possono rivolgersi a tale struttura perlistituzione del servizio e per la designazione degli addetti e delresponsabile.Sezione III SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONEArt. 32. Capacita e requisiti professionali degli addetti e dei responsabilidei servizi di prevenzione e protezione interni ed esterni1. Le capacita ed i requisiti professionali dei responsabili e degli addetti aiservizi di prevenzione e protezione interni o esterni devono essere adeguatialla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attivitalavorative.2. Per lo svolgimento delle funzioni da parte dei soggetti di cui al comma 1, enecessario essere in possesso di un titolo di studio non inferiore al diploma diistruzione secondaria superiore nonche di un attestato di frequenza, converifica dellapprendimento, a specifici corsi di formazione adeguati allanatura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attivitalavorative. Per lo svolgimento della funzione di responsabile del servizioprevenzione e protezione, oltre ai requisiti di cui al precedente periodo, enecessario possedere un attestato di frequenza, con verifica dellapprendimento,a specifici corsi di formazione in materia di prevenzione e protezione deirischi, anche di natura ergonomica e da stress lavoro-correlato di cuiallarticolo 28, comma 1, di organizzazione e gestione delle attivita tecnicoamministrative e di tecniche di comunicazione in azienda e di relazionisindacali. I corsi di cui ai periodi precedenti devono rispettare in ogni casoquanto previsto dallaccordo sancito il 26 gennaio 2006 in sede di Conferenzapermanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome diTrento e di Bolzano, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 37 del 14 febbraio2006, e successive modificazioni.3. Possono altresi svolgere le funzioni di responsabile o addetto coloro che,pur non essendo in possesso del titolo di studio di cui al comma 2, dimostrinodi aver svolto una delle funzioni richiamate, professionalmente o alledipendenze di un datore di lavoro, almeno da sei mesi alla data del 13 agosto2003 previo svolgimento dei corsi secondo quanto previsto dallaccordo di cui alcomma 2.4. I corsi di formazione di cui al comma 2 sono organizzati dalle regioni edalle province autonome di Trento e di Bolzano, dalle universita, dallISPESL,dallINAIL, o dallIPSEMA per la parte di relativa competenza, dal Corponazionale dei vigili del fuoco dallamministrazione della Difesa, dalla Scuolasuperiore della pubblica amministrazione e dalle altre Scuole superiori dellesingole amministrazioni, dalle associazioni sindacali dei datori di lavoro o deilavoratori o dagli organismi paritetici, nonche dai soggetti di cui al punto 4dellaccordo di cui al comma 2 nel rispetto dei limiti e delle specifichemodalita ivi previste. Ulteriori soggetti formatori possono essere individuatiin sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e leprovince autonome di Trento e di Bolzano.5. Coloro che sono in possesso di laurea in una delle seguenti classi: L7, L8,L9, L17, L23, di cui al decreto del Ministro delluniversita e della ricerca indata 16 marzo 2007, pubblicato nel S.O. alla Gazzetta Ufficiale n. 155 del 6luglio 2007, o nelle classi 8, 9, 10, 4, di cui al decreto del Ministrodelluniversita e della ricerca scientifica e tecnologica in data 4 agosto2000, pubblicato nel S.O. alla Gazzetta Ufficiale n. 245 del 19 ottobre 2000,ovvero nella classe 4 di cui al decreto del Ministro delluniversita e dellaricerca scientifica e tecnologica in data 2 aprile 2001, pubblicato nel S.O.alla Gazzetta Ufficiale n. 128 del 5 giugno 2001, ovvero di altre laureericonosciute corrispondenti ai sensi della normativa vigente, sono esoneratidalla frequenza ai corsi di formazione di cui al comma 2, primo periodo.Ulteriori titoli di studio possono essere individuati in sede di Conferenzapermanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome diTrento e di Bolzano.
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/6. I responsabili e gli addetti dei servizi di prevenzione e protezione sonotenuti a frequentare corsi di aggiornamento secondo gli indirizzi definitinellaccordo Stato-regioni di cui al comma 2. E fatto salvo quanto previstodallarticolo 34.7. Le competenze acquisite a seguito dello svolgimento delle attivita diformazione di cui al presente articolo nei confronti dei componenti del serviziointerno sono registrate nel libretto formativo del cittadino di cui allarticolo2, comma 1, lettera i), del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, esuccessive modificazioni.8. Negli istituti di istruzione, di formazione professionale e universitari enelle istituzioni dellalta formazione artistica e coreutica, il datore dilavoro che non opta per lo svolgimento diretto dei compiti propri del serviziodi prevenzione e protezione dei rischi designa il responsabile del servizio diprevenzione e protezione, individuandolo tra:a) il personale interno allunita scolastica in possesso dei requisiti di cuial presente articolo che si dichiari a tal fine disponibile;b) il personale interno ad una unita scolastica in possesso dei requisiti dicui al presente articolo che si dichiari disponibile ad operare in unapluralita di istituti.9. In assenza di personale di cui alle lettere a) e b) del comma 8, gruppi diistituti possono avvalersi in maniera comune dellopera di un unico espertoesterno, tramite stipula di apposita convenzione, in via prioritaria con glienti locali proprietari degli edifici scolastici e, in via subordinata, con entio istituti specializzati in materia di salute e sicurezza sul lavoro o con altroespertoesterno libero professionista. 10. Nei casi di cui al comma 8 il datore dilavoro che si avvale diun esperto esterno per ricoprire lincarico di responsabile del servizio devecomunque organizzare un servizio di prevenzione e protezione con un adeguatonumero di addetti.Sezione III SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONEArt. 33. Compiti del servizio di prevenzione e protezione1. Il servizio di prevenzione e protezione dai rischi professionali provvede:a) allindividuazione dei fattori di rischio, alla valutazione dei rischi eallindividuazione delle misure per la sicurezza e la salubrita degli ambientidi lavoro, nel rispetto della normativa vigente sulla base della specificaconoscenza dellorganizzazione aziendale;b) ad elaborare, per quanto di competenza, le misure preventive e protettive dicui allarticolo 28, comma 2, e i sistemi di controllo di tali misure;c) ad elaborare le procedure di sicurezza per le varie attivita aziendali;d) a proporre i programmi di informazione e formazione dei lavoratori;e) a partecipare alle consultazioni in materia di tutela della salute esicurezza sul lavoro, nonche alla riunione periodica di cui allarticolo 35;f)a fornire ai lavoratori le informazioni di cui allarticolo 36.2. I componenti del servizio di prevenzione e protezione sono tenuti al segretoin ordine ai processi lavorativi di cui vengono a conoscenza nelleserciziodelle funzioni di cui al presente decreto legislativo.3. Il servizio di prevenzione e protezione e utilizzato dal datore di lavoro.Sezione III SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONEArt. 34. Svolgimento diretto da parte del datore di lavoro dei compiti diprevenzione e protezione dai rischi1. Salvo che nei casi di cui allarticolo 31, comma 6, il datore di lavoro puosvolgere direttamente i compiti propri del servizio di prevenzione e protezionedai rischi, di primo soccorso, nonche di prevenzione incendi e di evacuazione,nelle ipotesi previste nellallegato 2 dandone preventiva informazione alrappresentante dei lavoratori per la sicurezza ed alle condizioni di cui aicommi successivi.2. Il datore di lavoro che intende svolgere i compiti di cui al comma 1, devefrequentare corsi di formazione, di durata minima di 16 ore e massima di 48 ore,
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alleattivita lavorative, nel rispetto dei contenuti e delle articolazioni definitimediante accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato,le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro il termine didodici mesi dallentrata in vigore del presente decreto legislativo. Fino allapubblicazione dellaccordo di cui al periodo precedente, conserva validita laformazione effettuata ai sensi dellarticolo 3 del decreto ministeriale 16gennaio 1997, il cui contenuto e riconosciuto dalla Conferenza permanente per irapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzanoin sede di definizione dellaccordo di cui al periodo precedente.3. Il datore di lavoro che svolge i compiti di cui al comma 1 e altresi tenutoa frequentare corsi di aggiornamento nel rispetto di quanto previstonellaccordo di cui al precedente comma. Lobbligo di cui al precedente periodosi applica anche a coloro che abbiano frequentato i corsi di cui allarticolo 3del decreto ministeriale 16 gennaio 1997 e agli esonerati dalla frequenza deicorsi, ai sensi dellarticolo 95 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n.626.Sezione III SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONEArt. 35. Riunione periodica1. Nelle aziende e nelle unita produttive che occupano piu di 15 lavoratori,il datore di lavoro, direttamente o tramite il servizio di prevenzione eprotezione dai rischi, indice almeno una volta allanno una riunione cuipartecipano:a) il datore di lavoro o un suo rappresentante;b) il responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi;c) il medico competente, ove nominato;d) il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. 2. Nel corso dellariunione il datore di lavoro sottopone allesamedei partecipanti: a) il documento di valutazione dei rischi; b) landamentodegli infortuni e delle malattie professionali edella sorveglianza sanitaria; c) i criteri di scelta, le caratteristichetecniche e lefficaciadei dispositivi di protezione individuale; d) i programmi di informazione eformazione dei dirigenti, deipreposti e dei lavoratori ai fini della sicurezza e della protezione della lorosalute.3. Nel corso della riunione possono essere individuati: a) codici dicomportamento e buone prassi per prevenire i rischidi infortuni e di malattie professionali; b) obiettivi di miglioramento dellasicurezza complessiva sullabase delle linee guida per un sistema di gestione della salute e sicurezza sullavoro.4. La riunione ha altresi luogo in occasione di eventuali significativevariazioni delle condizioni di esposizione al rischio, compresa laprogrammazione e lintroduzione di nuove tecnologie che hanno riflessi sullasicurezza e salute dei lavoratori. Nelle ipotesi di cui al presente articolo,nelle unita produttive che occupano fino a 15 lavoratori e facolta delrappresentante dei lavoratori per la sicurezza chiedere la convocazione diunapposita riunione.5. Della riunione deve essere redatto un verbale che e a disposizione deipartecipanti per la sua consultazione.Sezione IV FORMAZIONE, INFORMAZIONE E ADDESTRAMENTOArt. 36. Informazione ai lavoratori1. Il datore di lavoro provvede affinche ciascun lavoratore riceva una adeguatainformazione:a) sui rischi per la salute e sicurezza sul lavoro connessi alla attivita dellaimpresa in generale;b) sulle procedure che riguardano il primo soccorso, la lotta antincendio,levacuazione dei luoghi di lavoro;
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/c) sui nominativi dei lavoratori incaricati di applicare le misure di cui agliarticoli 45 e 46;d) sui nominativi del responsabile e degli addetti del servizio di prevenzione eprotezione, e del medico competente.2. Il datore di lavoro provvede altresi affinche ciascun lavoratore riceva unaadeguata informazione:a) sui rischi specifici cui e esposto in relazione allattivita svolta, lenormative di sicurezza e le disposizioni aziendali in materia;b) sui pericoli connessi alluso delle sostanze e dei preparati pericolosi sullabase delle schede dei dati di sicurezza previste dalla normativa vigente e dallenorme di buona tecnica;c) sulle misure e le attivita di protezione e prevenzione adottate.3. Il datore di lavoro fornisce le informazioni di cui al comma 1, lettera a), eal comma 2, lettere a), b) e c), anche ai lavoratori di cui allarticolo 3,comma 9.4. Il contenuto della informazione deve essere facilmente comprensibile per ilavoratori e deve consentire loro di acquisire le relative conoscenze. Ove lainformazione riguardi lavoratori immigrati, essa avviene previa verifica dellacomprensione della lingua utilizzata nel percorso informativo.Sezione IV FORMAZIONE, INFORMAZIONE E ADDESTRAMENTOArt. 37. Formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti1. Il datore di lavoro assicura che ciascun lavoratore riceva una formazionesufficiente ed adeguata in materia di salute e sicurezza, anche rispetto alleconoscenze linguistiche, con particolare riferimento a:a) concetti di rischio, danno, prevenzione, protezione, organizzazione dellaprevenzione aziendale, diritti e doveri dei vari soggetti aziendali, organi divigilanza, controllo, assistenza;b) rischi riferiti alle mansioni e ai possibili danni e alle conseguenti misuree procedure di prevenzione e protezione caratteristici del settore o comparto diappartenenza dellazienda.2. La durata, i contenuti minimi e le modalita della formazione di cui al comma1 sono definiti mediante accordo in sede di Conferenza permanente per i rapportitra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano adottato,previa consultazione delle parti sociali, entro il termine di dodici mesi dalladata di entrata in vigore del presente decreto legislativo.3. Il datore di lavoro assicura, altresi, che ciascun lavoratore riceva unaformazione sufficiente ed adeguata in merito ai rischi specifici di cui aititoli del presente decreto successivi al I. Ferme restando le disposizioni giain vigore in materia, la formazione di cui al periodo che precede e definitamediante laccordo di cui al comma 2.4. La formazione e, ove previsto, laddestramento specifico devono avvenire inoccasione:a) della costituzione del rapporto di lavoro o dellinizio dellutilizzazionequalora si tratti di somministrazione di lavoro;b) del trasferimento o cambiamento di mansioni;c) della introduzione di nuove attrezzature di lavoro o di nuove tecnologie, dinuove sostanze e preparati pericolosi.5. Laddestramento viene effettuato da persona esperta e sul luogo di lavoro.6. La formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti deve essereperiodicamente ripetuta in relazione allevoluzione dei rischi o allinsorgenzadi nuovi rischi.7. I preposti ricevono a cura del datore di lavoro e in azienda, unadeguata especifica formazione e un aggiornamento periodico in relazione ai propri compitiin materia di salute e sicurezza del lavoro. I contenuti della formazione di cuial presente comma comprendono:a) principali soggetti coinvolti e i relativi obblighi; b) definizione eindividuazione dei fattori di rischio; c) valutazione dei rischi; d)individuazione delle misure tecniche, organizzative e
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/procedurali di prevenzione e protezione. 8. I soggetti di cui allarticolo 21,comma 1, possono avvalersidei percorsi formativi appositamente definiti, tramite laccordo di cui al comma2, in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e leprovince autonome di Trento e di Bolzano.9. I lavoratori incaricati dellattivita di prevenzione incendi e lottaantincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave edimmediato, di salvataggio, di primo soccorso e,comunque, di gestione dellemergenza devono ricevere unadeguata e specificaformazione e un aggiornamento periodico; in attesa dellemanazione delledisposizioni di cui al comma3 dellarticolo 46, continuano a trovareapplicazione le disposizioni di cui al decreto del Ministro dellinterno in data10 marzo 1998, pubblicato nel S.O. alla Gazzetta Ufficiale n. 81 del 7 aprile1998, attuativo dellarticolo 13 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n.626.10. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza ha diritto ad unaformazione particolare in materia di salute e sicurezza concernente i rischispecifici esistenti negli ambiti in cui esercita la propria rappresentanza, taleda assicurargli adeguate competenze sulle principali tecniche di controllo eprevenzione dei rischi stessi.11. Le modalita, la durata e i contenuti specifici della formazione delrappresentante dei lavoratori per la sicurezza sono stabiliti in sede dicontrattazione collettiva nazionale, nel rispetto dei seguenti contenuti minimi:a) principi giuridici comunitari e nazionali; b) legislazione generale especiale in materia di salute e sicurezza sul lavoro; c) principali soggetticoinvolti e i relativi obblighi; d) definizione e individuazione dei fattori dirischio; e) valutazione dei rischi; f) individuazione delle misure tecniche,organizzative e procedurali di prevenzione e protezione; g) aspetti normatividellattivita di rappresentanza dei lavoratori; h) nozioni di tecnica dellacomunicazione. La durata minima dei corsi e di 32 ore iniziali, di cui 12 suirischi specifici presenti in azienda e le conseguenti misure di prevenzione eprotezione adottate, con verifica di apprendimento. La contrattazione collettivanazionale disciplina le modalita dellobbligo di aggiornamento periodico, lacui durata non puo essere inferiore a 4 ore annue per le imprese che occupanodai 15 ai 50 lavoratori e a 8 ore annue per le imprese che occupano piu di 50lavoratori.12. La formazione dei lavoratori e quella dei loro rappresentanti deve avvenire,in collaborazione con gli organismi paritetici di cui allarticolo 50 ovepresenti, durante lorario di lavoro e non puo comportare oneri economici acarico dei lavoratori.13. Il contenuto della formazione deve essere facilmente comprensibile per ilavoratori e deve consentire loro di acquisire le conoscenze e competenzenecessarie in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Ove la formazioneriguardi lavoratori immigrati, essa avviene previa verifica della comprensione econoscenza della lingua veicolare utilizzata nel percorso formativo.14. Le competenze acquisite a seguito dello svolgimento delle attivita diformazione di cui al presente decreto sono registrate nel libretto formativo delcittadino di cui allarticolo 2, comma 1, lettera i), del decreto legislativo 10settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni. Il contenuto del librettoformativo e considerato dal datore di lavoro ai fini della programmazione dellaformazione e di esso gli organi di vigilanza tengono conto ai fini dellaverifica degli obblighi di cui al presente decreto.Sezione V SORVEGLIANZA SANITARIAArt. 38. Titoli e requisiti del medico competente1. Per svolgere le funzioni di medico competente e necessario possedere uno deiseguenti titoli o requisiti:a) specializzazione in medicina del lavoro o in medicina preventiva deilavoratori e psicotecnica;
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/b) docenza in medicina del lavoro o in medicina preventiva dei lavoratori epsicotecnica o in tossicologia industriale o in igiene industriale o infisiologia e igiene del lavoro o in clinica del lavoro;c) autorizzazione di cui allarticolo 55 del decreto legislativo 15 agosto 1991,n. 277;d) specializzazione in igiene e medicina preventiva o in medicina legale.2. I medici in possesso dei titoli di cui al comma 1, lettera d), sono tenuti afrequentare appositi percorsi formativi universitari da definire con appositodecreto del Ministero delluniversita e della ricerca di concerto con ilMinistero della salute. I soggetti di cui al precedente periodo i quali, alladata di entrata in vigore del presente decreto, svolgano le attivita di medicocompetente o dimostrino di avere svolto tali attivita per almeno un annonellarco dei tre anni anteriori allentrata in vigore del presente decretolegislativo, sono abilitati a svolgere le medesime funzioni. A tal fine sonotenuti a produrre alla Regione attestazione del datore di lavoro comprovantelespletamento di tale attivita.3. Per lo svolgimento delle funzioni di medico competente e altresi necessariopartecipare al programma di educazione continua in medicina ai sensi del decretolegislativo 19 giugno 1999, n. 229, e successive modificazioni e integrazioni, apartire dal programma triennale successivo allentrata in vigore del presentedecreto legislativo. I crediti previsti dal programma triennale dovranno essereconseguiti nella misura non inferiore al 70 per cento del totale nelladisciplina «medicina del lavoro e sicurezza degli ambienti di lavoro».4. I medici in possesso dei titoli e dei requisiti di cui al presente articolosono iscritti nellelenco dei medici competenti istituito presso il Ministerodella salute.Sezione V SORVEGLIANZA SANITARIAArt. 39. Svolgimento dellattivita di medico competente1. Lattivita di medico competente e svolta secondo i principi della medicinadel lavoro e del codice etico della Commissione internazionale di saluteoccupazionale (ICOH).2. Il medico competente svolge la propria opera in qualita di: a) dipendente ocollaboratore di una struttura esterna pubblica oprivata, convenzionata con limprenditore; b) libero professionista; c)dipendente del datore di lavoro.3. Il dipendente di una struttura pubblica, assegnato agli uffici che svolgonoattivita di vigilanza, non puo prestare, ad alcun titolo e in alcuna parte delterritorio nazionale, attivita di medico competente.4. Il datore di lavoro assicura al medico competente le condizioni necessarieper lo svolgimento di tutti i suoi compiti garantendone lautonomia.5. Il medico competente puo avvalersi, per accertamenti diagnostici, dellacollaborazione di medici specialisti scelti in accordo con il datore di lavoroche ne sopporta gli oneri.6. Nei casi di aziende con piu unita produttive, nei casi di gruppi dimpresenonche qualora la valutazione dei rischi ne evidenzi la necessita, il datoredi lavoro puo nominare piu medici competenti individuando tra essi un medicocon funzioni di coordinamento.Sezione V SORVEGLIANZA SANITARIAArt. 40. Rapporti del medico competente con il Servizio sanitario nazionale1. Entro il primo trimestre dellanno successivo allanno di riferimento ilmedico competente trasmette, esclusivamente per via telematica, ai servizicompetenti per territorio le informazioni, elaborate evidenziando le differenzedi genere, relative ai dati aggregati sanitari e di rischio dei lavoratori,sottoposti a sorveglianza sanitaria secondo il modello in allegato 3B.2. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano trasmettono leinformazioni di cui al comma 1, aggregate dalle aziende sanitarie locali,allISPESL.Sezione V SORVEGLIANZA SANITARIAArt. 41. Sorveglianza sanitaria
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/1. La sorveglianza sanitaria e effettuata dal medico competente: a) nei casiprevisti dalla normativa vigente, dalle direttive europee nonche dalleindicazioni fornite dalla Commissioneconsultiva di cui allarticolo 6; b) qualora il lavoratore ne faccia richiesta ela stessa siaritenuta dal medico competente correlata ai rischi lavorativi. 2. Lasorveglianza sanitaria comprende:a) visita medica preventiva intesa a constatare lassenza di controindicazionial lavoro cui il lavoratore e destinato al fine di valutare la sua idoneitaalla mansione specifica;b) visita medica periodica per controllare lo stato di salute dei lavoratori edesprimere il giudizio di idoneita alla mansione specifica. La periodicita ditali accertamenti, qualora non prevista dalla relativa normativa, vienestabilita, di norma, in una volta lanno. Tale periodicita puo assumerecadenza diversa, stabilita dal medico competente in funzione della valutazionedel rischio. Lorgano di vigilanza, con provvedimento motivato, puo disporrecontenuti e periodicita della sorveglianza sanitaria differenti rispetto aquelli indicati dal medico competente;c) visita medica su richiesta del lavoratore, qualora sia ritenuta dal medicocompetente correlata ai rischi professionali o alle sue condizioni di salute,suscettibili di peggioramento a causa dellattivita lavorativa svolta, al finedi esprimere il giudizio di idoneita alla mansione specifica;d) visita medica in occasione del cambio della mansione onde verificarelidoneita alla mansione specifica;e) visita medica alla cessazione del rapporto di lavoro nei casi previsti dallanormativa vigente.3. Le visite mediche di cui al comma 2 non possono essere effettuate:a) in fase preassuntiva; b) per accertare stati di gravidanza; c) negli altricasi vietati dalla normativa vigente.4. Le visite mediche di cui al comma 2, a cura e spese del datore di lavoro,comprendono gli esami clinici e biologici e indagini diagnostiche mirati alrischio ritenuti necessari dal medico competente. Nei casi ed alle condizionipreviste dallordinamento, le visite di cui al comma 2, lettere a), b) e d) sonoaltresi finalizzate alla verifica di assenza di condizioni di alcol dipendenzae di assunzione di sostanze psicotrope e stupefacenti.5. Gli esiti della visita medica devono essere allegati alla cartella sanitariae di rischio di cui allarticolo 25, comma 1, lettera c), secondo i requisitiminimi contenuti nellAllegato 3A e predisposta su formato cartaceo oinformatizzato, secondo quanto previsto dallarticolo 53.6. Il medico competente, sulla base delle risultanze delle visite mediche di cuial comma 2, esprime uno dei seguenti giudizi relativi alla mansione specifica:a) idoneita;b) idoneita parziale, temporanea o permanente, con prescrizioni o limitazioni;c) inidoneita temporanea;d) inidoneita permanente. 7. Nel caso di espressione del giudizio diinidoneita temporaneavanno precisati i limiti temporali di validita. 8. Dei giudizi di cui al comma6, il medico competente informa periscritto il datore di lavoro e il lavoratore. 9. Avverso i giudizi del medicocompetente e ammesso ricorso,entro trenta giorni dalla data di comunicazione del giudizio medesimo,allorgano di vigilanza territorialmente competente che dispone, dopo eventualiulteriori accertamenti, la conferma, la modifica o la revoca del giudiziostesso.Sezione V SORVEGLIANZA SANITARIAArt. 42. Provvedimenti in caso di inidoneita alla mansione specifica1. Il datore di lavoro, anche in considerazione di quanto disposto dalla legge12 marzo 1999, n. 68, in relazione ai giudizi di cui allarticolo 41, comma 6,attua le misure indicate dal medico competente e qualora le stesse prevedano
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/uninidoneita alla mansione specifica adibisce il lavoratore, ove possibile, adaltra mansione compatibile con il suo stato di salute.2. Il lavoratore di cui al comma 1 che viene adibito a mansioni inferioriconserva la retribuzione corrispondente alle mansioni precedentemente svolte,nonche la qualifica originaria. Qualora il lavoratore venga adibito a mansioniequivalenti o superiori si applicano le norme di cui allarticolo 2103 delcodice civile, fermo restando quanto previsto dallarticolo 52 del decretolegislativo 30 marzo 2001, n. 165.Sezione VI GESTIONE DELLE EMERGENZEArt. 43. Disposizioni generali1. Ai fini degli adempimenti di cui allarticolo 18, comma 1, lettera t), ildatore di lavoro:a) organizza i necessari rapporti con i servizi pubblici competenti in materiadi primo soccorso, salvataggio, lotta antincendio e gestione dellemergenza;b) designa preventivamente i lavoratori di cui allarticolo 18, comma 1, letterab);c) informa tutti i lavoratori che possono essere esposti a un pericolo grave eimmediato circa le misure predisposte e i comportamenti da adottare;d) programma gli interventi, prende i provvedimenti e da istruzioni affinche ilavoratori, in caso di pericolo grave e immediato che non puo essere evitato,possano cessare la loro attivita, o mettersi al sicuro, abbandonandoimmediatamente il luogo di lavoro;e) adotta i provvedimenti necessari affinche qualsiasi lavoratore, in caso dipericolo grave ed immediato per la propria sicurezza o per quella di altrepersone e nellimpossibilita di contattare il competente superiore gerarchico,possa prendere le misure adeguate per evitare le conseguenze di tale pericolo,tenendo conto delle sue conoscenze e dei mezzi tecnici disponibili.2. Ai fini delle designazioni di cui al comma 1, lettera b), il datore di lavorotiene conto delle dimensioni dellazienda e dei rischi specifici dellazienda odella unita produttiva secondo i criteri previsti nei decreti di cuiallarticolo 46.3. I lavoratori non possono, se non per giustificato motivo,rifiutare la designazione. Essi devono essere formati, essere in numerosufficiente e disporre di attrezzature adeguate, tenendo conto delle dimensionie dei rischi specifici dellazienda o dellunita produttiva.4. Il datore di lavoro deve, salvo eccezioni debitamente motivate, astenersi dalchiedere ai lavoratori di riprendere la loro attivita in una situazione dilavoro in cui persiste un pericolo grave ed immediato.Sezione VI GESTIONE DELLE EMERGENZEArt. 44. Diritti dei lavoratori in caso di pericolo grave e immediato1. Il lavoratore che, in caso di pericolo grave, immediato e che non puo essereevitato, si allontana dal posto di lavoro o da una zona pericolosa, non puosubire pregiudizio alcuno e deve essere protetto da qualsiasi conseguenzadannosa.2. Il lavoratore che, in caso di pericolo grave e immediato enellimpossibilita di contattare il competente superiore gerarchico, prendemisure per evitare le conseguenze di tale pericolo, non puo subire pregiudizioper tale azione, a meno che non abbia commesso una grave negligenza.Sezione VI GESTIONE DELLE EMERGENZEArt. 45. Primo soccorso1. Il datore di lavoro, tenendo conto della natura della attivita e delledimensioni dellazienda o della unita produttiva, sentito il medico competenteove nominato, prende i provvedimenti necessari in materia di primo soccorso e diassistenza medica di emergenza, tenendo conto delle altre eventuali personepresenti sui luoghi di lavoro e stabilendo i necessari rapporti con i serviziesterni, anche per il trasporto dei lavoratori infortunati.2. Le caratteristiche minime delle attrezzature di primo soccorso, i requisitidel personale addetto e la sua formazione, individuati in relazione alla naturadellattivita, al numero dei lavoratori occupati ed ai fattori di rischio sono
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/individuati dal decreto ministeriale 15 luglio 2003, n. 388 e dai successividecreti ministeriali di adeguamento acquisito il parere della Conferenzapermanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le provinceautonome di Trento e di Bolzano. 3. Con appositi decreti ministeriali, acquisitoil parere dellaConferenza permanente, acquisito il parere della Conferenza permanente per irapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano,vengono definite le modalita di applicazione in ambito ferroviario del decretoministeriale 15 luglio 2003, n. 388 e successive modificazioni.Sezione VI GESTIONE DELLE EMERGENZEArt. 46. Prevenzione incendi1. La prevenzione incendi e la funzione di preminente interesse pubblico, diesclusiva competenza statuale, diretta a conseguire, secondo criteri applicativiuniformi sul territorio nazionale, gli obiettivi di sicurezza della vita umana,di incolumita delle persone e di tutela dei beni e dellambiente.2. Nei luoghi di lavoro soggetti al presente decreto legislativo devono essereadottate idonee misure per prevenire gli incendi e per tutelare lincolumitadei lavoratori.3. Fermo restando quanto previsto dal decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139 edalle disposizioni concernenti la prevenzione incendi di cui al presentedecreto, i Ministri dellinterno, del lavoro e della previdenza sociale, inrelazione ai fattori di rischio, adottano uno o piu decreti nei quali sonodefiniti:a) i criteri diretti atti ad individuare: 1) misure intese ad evitarelinsorgere di un incendio ed alimitarne le conseguenze qualora esso si verifichi; 2) misure precauzionali diesercizio; 3) metodi di controllo e manutenzione degli impianti e delleattrezzature antincendio; 4) criteri per la gestione delle emergenze;b) le caratteristiche dello specifico servizio di prevenzione e protezioneantincendio, compresi i requisiti del personale addetto e la sua formazione.4. Fino alladozione dei decreti di cui al comma 3, continuano ad applicarsi icriteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione delle emergenze neiluoghi di lavoro di cui al decreto del Ministro dellinterno in data 10 marzo1998.5. Al fine di favorire il miglioramento dei livelli di sicurezza antincendio neiluoghi di lavoro, ed ai sensi dellarticolo 14, comma 2, lettera h), del decretolegislativo 8 marzo 2006, n. 139, con decreto del Ministro dellinterno sonoistituiti, presso ogni direzione regionale dei vigili del fuoco, dei nucleispecialistici per leffettuazione di una specifica attivita di assistenza alleaziende. Il medesimo decreto contiene le procedure per lespletamento dellaattivita di assistenza.6. In relazione ai principi di cui ai commi precedenti, ogni disposizionecontenuta nel presente decreto legislativo, concernente aspetti di prevenzioneincendi, sia per lattivita di disciplina che di controllo, deve essereriferita agli organi centrali e periferici del Dipartimento dei vigili delfuoco, del soccorso pubblico e delladifesa civile, di cui agli articoli 1 e 2 del decreto legislativo 8 marzo 2006,n. 139. Restano ferme le rispettive competenze di cui allarticolo 13.7. Le maggiori risorse derivanti dallespletamento della funzione di controllodi cui al presente articolo, sono rassegnate al Corpo nazionale dei vigili peril miglioramento dei livelli di sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro.Sezione VII CONSULTAZIONE E PARTECIPAZIONE DEI RAPPRESENTANTI DEI LAVORATORIArt. 47. Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza1. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e istituito a livelloterritoriale o di comparto, aziendale e di sito produttivo. Lelezione deirappresentanti per la sicurezza avviene secondo le modalita di cui al comma 6.2. In tutte le aziende, o unita produttive, e eletto o designato ilrappresentante dei lavoratori per la sicurezza.
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/3. Nelle aziende o unita produttive che occupano fino a 15 lavoratori ilrappresentante dei lavoratori per la sicurezza e di norma eletto direttamentedai lavoratori al loro interno oppure e individuato per piu aziendenellambito territoriale o del comparto produttivo secondo quanto previstodallarticolo 48.4. Nelle aziende o unita produttive con piu di 15 lavoratori il rappresentantedei lavoratori per la sicurezza e eletto o designato dai lavoratori nellambitodelle rappresentanze sindacali in azienda. In assenza di tali rappresentanze, ilrappresentante e eletto dai lavoratori della azienda al loro interno.5. Il numero, le modalita di designazione o di elezione del rappresentante deilavoratori per la sicurezza, nonche il tempo di lavoro retribuito e glistrumenti per lespletamento delle funzioni sono stabiliti in sede dicontrattazione collettiva.6. Lelezione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza aziendali,territoriali o di comparto, salvo diverse determinazioni in sede dicontrattazione collettiva, avviene di norma in corrispondenza della giornatanazionale per la salute e sicurezza sul lavoro, individuata, nellambito dellasettimana europea per la salute e sicurezza sul lavoro, con decreto del Ministrodel lavoro e della previdenza sociale di concerto con il Ministro della salute,sentite le confederazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratoricomparativamente piu rappresentative sul piano nazionale. Con il medesimodecreto sono disciplinate le modalita di attuazione del presente comma.7. In ogni caso il numero minimo dei rappresentanti di cui al comma 2 e ilseguente: a) un rappresentante nelle aziende ovvero unita produttive sino a 200lavoratori; b) tre rappresentanti nelle aziende ovvero unita produttive da 201a 1.000 lavoratori; c) sei rappresentanti in tutte le altre aziende o unitaproduttive oltre i 1.000 lavoratori. In tali aziende il numero deirappresentanti e aumentato nella misura individuata dagli accordiinterconfederali o dalla contrattazione collettiva.8. Qualora non si proceda alle elezioni previste dai commi 3 e 4,le funzioni di rappresentante dei lavoratori per la sicurezza sono esercitatedai rappresentanti di cui agli articoli 48 e 49, salvo diverse intese tra leassociazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamentepiu rappresentative sul piano nazionale.Sezione VII CONSULTAZIONE E PARTECIPAZIONE DEI RAPPRESENTANTI DEI LAVORATORIArt. 48. Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale1. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale di cuiallarticolo 47, comma 3, esercita le competenze del rappresentante deilavoratori per la sicurezza di cui allarticolo 50 e i termini e con lemodalita ivi previste con riferimento a tutte le aziende o unita produttivedel territorio o del comparto di competenza nelle quali non sia stato eletto odesignato il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.2. Le modalita di elezione o designazione del rappresentante di cui al comma 1sono individuate dagli accordi collettivi nazionali, interconfederali o dicategoria, stipulati dalle associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratoricomparativamente piu rappresentative sul piano nazionale. In mancanza deipredetti accordi, le modalita di elezione o designazione sono individuate condecreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, sentite leassociazioni di cui al presente comma.3. Tutte le aziende o unita produttive nel cui ambito non e stato eletto odesignato il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza partecipano al Fondodi cui allarticolo 52.4. Per lesercizio delle proprie attribuzioni, il rappresentante dei lavoratoriper la sicurezza territoriale accede ai luoghi di lavoro nel rispetto dellemodalita e del termine di preavviso individuati dagli accordi di cui al comma2. Il termine di preavviso non opera in caso di infortunio grave. In tale ultimaipotesi laccesso avviene previa segnalazione allorganismo paritetico.5. Ove lazienda impedisca laccesso, nel rispetto delle modalita di cui alpresente articolo, al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/territoriale, questi lo comunica allorganismo paritetico o, in sua mancanza,allorgano di vigilanza territorialmente competente.6. Lorganismo paritetico o, in mancanza, il Fondo di cui allarticolo 52comunica alle aziende e ai lavoratori interessati il nominativo delrappresentante della sicurezza territoriale.7. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale ha diritto aduna formazione particolare in materia di salute e sicurezza concernente i rischispecifici esistenti negli ambiti in cui esercita la propria rappresentanza, taleda assicurargli adeguate competenze sulle principali tecniche di controllo eprevenzione dei rischi stessi. Le modalita, la durata e i contenuti specificidella formazione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territorialesono stabiliti in sede di contrattazione collettiva secondo un percorsoformativo di almeno 64 ore iniziali, da effettuarsi entro 3 mesi dalla data dielezione o designazione, e 8ore di aggiornamento annuale. 8. Lesercizio delle funzioni di rappresentantedei lavoratori perla sicurezza territoriale e incompatibile con lesercizio di altre funzionisindacali operative.Sezione VII CONSULTAZIONE E PARTECIPAZIONE DEI RAPPRESENTANTI DEI LAVORATORIArt. 49. Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza di sito produttivo1. Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza di sito produttivo sonoindividuati nei seguenti specifici contesti produttivi caratterizzati dallacompresenza di piu aziende o cantieri:a) i porti di cui allarticolo 4, comma 1, lettere b), c) e d), della legge 28gennaio 1994, n. 84, sedi di autorita portuale nonche quelli sede di autoritamarittima da individuare con decreto dei Ministri del lavoro e della previdenzasociale e dei trasporti, da adottare entro dodici mesi dalla data di entrata invigore del presente decreto;b) centri intermodali di trasporto di cui alla direttiva del Ministro deitrasporti del 18 ottobre 2006, n. 3858;c) impianti siderurgici;d) cantieri con almeno 30.000 uomini-giorno, intesa quale entita presunta deicantieri, rappresentata dalla somma delle giornate lavorative prestate dailavoratori, anche autonomi, previste per la realizzazione di tutte le opere;e) contesti produttivi con complesse problematiche legate alla interferenzadelle lavorazioni e da un numero complessivo di addetti mediamente operantinellarea superiore a 500.2. Nei contesti di cui al comma precedente il rappresentante dei lavoratori perla sicurezza di sito produttivo e individuato, su loro iniziativa, tra irappresentanti dei lavoratori per la sicurezza delle aziende operanti nel sitoproduttivo.3. La contrattazione collettiva stabilisce le modalita di individuazione di cuial comma 2, nonche le modalita secondo cui il rappresentante dei lavoratoriper la sicurezza di sito produttivo esercita le attribuzioni di cui allarticolo50 in tutte le aziende o cantieri del sito produttivo in cui non vi sianorappresentanti per la sicurezza e realizza il coordinamento tra i rappresentantidei lavoratori per la sicurezza del medesimo sito.Sezione VII CONSULTAZIONE E PARTECIPAZIONE DEI RAPPRESENTANTI DEI LAVORATORIArt. 50. Attribuzioni del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza1. Fatto salvo quanto stabilito in sede di contrattazione collettiva, ilrappresentante dei lavoratori per la sicurezza:a) accede ai luoghi di lavoro in cui si svolgono le lavorazioni;b) e consultato preventivamente e tempestivamente in ordine alla valutazionedei rischi, alla individuazione, programmazione, realizzazione e verifica dellaprevenzione nella azienda o unita produttiva;c) e consultato sulla designazione del responsabile e degli addetti al serviziodi prevenzione, alla attivita di prevenzione incendi, al primo soccorso, allaevacuazione dei luoghi di lavoro e del medico competente;
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/d) e consultato in merito allorganizzazione della formazione di cuiallarticolo 37;e) riceve le informazioni e la documentazione aziendale inerente allavalutazione dei rischi e le misure di prevenzione relative, nonche quelleinerenti alle sostanze ed ai preparati pericolosi, alle macchine, agli impianti,alla organizzazione e agli ambienti di lavoro, agli infortuni ed alle malattieprofessionali;f) riceve le informazioni provenienti dai servizi di vigilanza;g) riceve una formazione adeguata e, comunque, non inferiore a quella previstadallarticolo 37;h) promuove lelaborazione, lindividuazione e lattuazione delle misure diprevenzione idonee a tutelare la salute e lintegrita fisica dei lavoratori;i) formula osservazioni in occasione di visite e verifiche effettuate dalleautorita competenti, dalle quali e, di norma, sentito;l) partecipa alla riunione periodica di cui allarticolo 35; m) fa proposte inmerito alla attivita di prevenzione; n) avverte il responsabile della aziendadei rischi individuatinel corso della sua attivita; o) puo fare ricorso alle autorita competentiqualora ritengache le misure di prevenzione e protezione dai rischi adottate dal datore dilavoro o dai dirigenti e i mezzi impiegati per attuarle non siano idonei agarantire la sicurezza e la salute durante il lavoro.2. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza deve disporre del temponecessario allo svolgimento dellincarico senza perdita di retribuzione, nonchedei mezzi e degli spazi necessari per lesercizio delle funzioni e dellefacolta riconosciutegli, anche tramite laccesso ai dati, di cui allarticolo18, comma 1, lettera r), contenuti in applicazioni informatiche. Non puo subirepregiudizio alcuno a causa dello svolgimento della propria attivita e nei suoiconfronti si applicano le stesse tutele previste dalla legge per lerappresentanze sindacali.3. Le modalita per lesercizio delle funzioni di cui al comma 1 sono stabilitein sede di contrattazione collettiva nazionale.4. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, su sua richiesta e perlespletamento della sua funzione, riceve copia del documento di cuiallarticolo 17, comma 1, lettera a).5. I rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza dei lavoratoririspettivamente del datore di lavoro committente e delle imprese appaltatrici,su loro richiesta e per lespletamento della loro funzione, ricevono copia deldocumento di valutazione dei rischi di cui allarticolo 26, comma 3.6. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e tenuto al rispetto delledisposizioni di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 e del segretoindustriale relativamente alle informazioni contenute nel documento divalutazione dei rischi e nel documento di valutazione dei rischi di cuiallarticolo 26, comma 3,nonche al segreto in ordine ai processi lavorativi di cui vengono a conoscenzanellesercizio delle funzioni.7. Lesercizio delle funzioni di rappresentante dei lavoratori per la sicurezzae incompatibile con la nomina di responsabile o addetto al servizio diprevenzione e protezione.Sezione VII CONSULTAZIONE E PARTECIPAZIONE DEI RAPPRESENTANTI DEI LAVORATORIArt. 51. Organismi paritetici1. A livello territoriale sono costituiti gli organismi paritetici di cuiallarticolo 2, comma 1, lettera ee).2. Fatto salvo quanto previsto dalla contrattazione collettiva, gli organismi dicui al comma 1 sono prima istanza di riferimento in merito a controversie sortesullapplicazione dei diritti di rappresentanza, informazione e formazione,previsti dalle norme vigenti.
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/3. Gli organismi paritetici possono supportare le imprese nellindividuazione disoluzioni tecniche e organizzative dirette a garantire e migliorare la tuteladella salute e sicurezza sul lavoro;4. Sono fatti salvi, ai fini del comma 1, gli organismi bilaterali opartecipativi previsti da accordi interconfederali, di categoria, nazionali,territoriali o aziendali.5. Agli effetti dellarticolo 9 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165,gli organismi di cui al comma 1 sono parificati ai soggetti titolari degliistituti della partecipazione di cui al medesimo articolo.6. Gli organismi paritetici di cui al comma 1, purche dispongano di personalecon specifiche competenze tecniche in materia di salute e sicurezza sul lavoro,possono effettuare, nei luoghi di lavoro rientranti nei territori e nei compartiproduttivi di competenza, sopralluoghi per le finalita di cui al comma 3.7. Gli organismi di cui al presente articolo trasmettono al Comitato di cuiallarticolo 7 una relazione annuale sullattivita svolta.8. Gli organismi paritetici comunicano alle aziende di cui allarticolo 48,comma 2, i nominativi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezzaterritoriale. Analoga comunicazione effettuano nei riguardi degli organi divigilanza territorialmente competenti.Sezione VII CONSULTAZIONE E PARTECIPAZIONE DEI RAPPRESENTANTI DEI LAVORATORIArt. 52. Sostegno alla piccola e media impresa, ai rappresentanti deilavoratori per la sicurezza territoriali e alla pariteticita1. Presso lIstituto nazionale per lassicurazione contro gli infortuni sullavoro (INAIL) e costituito il fondo di sostegno alla piccola e media impresa,ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriali e allapariteticita. Il fondo opera a favore delle realta in cui la contrattazionenazionale o integrativa non preveda o costituisca sistemi di rappresentanza deilavoratori e di pariteticita migliorativi o, almeno, di pari livello ed haquali obiettivi il:a) sostegno ed il finanziamento, in misura non inferiore al cinquanta per centodelle disponibilita del Fondo, delle attivita delle rappresentanze deilavoratori per la sicurezza territoriali, anche con riferimento alla formazione;b) finanziamento della formazione dei datori di lavoro delle piccole e medieimprese, dei piccoli imprenditori di cui allarticolo 2083 del codice civile,dei lavoratori stagionali del settore agricolo e dei lavoratori autonomi;c) sostegno delle attivita degli organismi paritetici. 2. Il fondo di cui alcomma 1 e finanziato:a) da un contributo delle aziende di cui allarticolo 48, comma 3, in misurapari a due ore lavorative annue per ogni lavoratore occupato presso laziendaovvero lunita produttiva;b) dalle entrate derivanti dallirrogazione delle sanzioni previste dal presentedecreto per la parte eccedente quanto riscosso a seguito dellirrogazione dellesanzioni previste dalla previgente normativa abrogata dal presente decreto nelcorso dellanno 2007, incrementato del 10 per cento;c) con una quota parte delle risorse di cui allarticolo 9, comma 3;d) relativamente allattivita formative per le piccole e medie imprese di cuial comma 1, lettera b), anche dalle risorse di cui allarticolo 11, comma 2.3. Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale e del Ministrodella salute, di concerto con il Ministro delleconomia e delle finanze,adottato, previa intesa con le associazioni dei datori di lavoro e deilavoratori comparativamente piu rappresentative sul piano nazionale, sentita laConferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le provinceautonome di Trento e di Bolzano, entro dodici mesi dalla data di entrata invigore del presente decreto, sono definiti le modalita di funzionamento delfondo di cui al comma 1, i criteri di riparto delle risorse tra le finalita dicui al medesimo comma nonche il relativo procedimento amministrativo econtabile di alimentazione.4. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale redige unarelazione annuale sulla attivita svolta, da inviare al Fondo.
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/Sezione VIIIDOCUMENTAZIONE TECNICO AMMINISTRATIVA E STATISTICHE DEGLI INFORTUNI E DELLEMALATTIE PROFESSIONALIArt. 53. Tenuta della documentazione1. E consentito limpiego di sistemi di elaborazione automatica dei dati per lamemorizzazione di qualunque tipo di documentazione prevista dal presente decretolegislativo.2. Le modalita di memorizzazione dei dati e di accesso al sistema di gestionedella predetta documentazione devono essere tali da assicurare che:a) laccesso alle funzioni del sistema sia consentito solo ai soggetti a cioespressamente abilitati dal datore di lavoro;b) la validazione delle informazioni inserite sia consentito solo alle personeresponsabili, in funzione della natura dei dati;c) le operazioni di validazione dei dati di cui alla lettera b) sianounivocamente riconducibili alle persone responsabili che le hanno effettuatemediante la memorizzazione di codice identificativo autogenerato dagli stessi;d) le eventuali informazioni di modifica, ivi comprese quelle inerenti allegeneralita e ai dati occupazionali del lavoratore, siano solo aggiuntive aquelle gia memorizzate;e) sia possibile riprodurre su supporti a stampa, sulla base dei singolidocumenti, ove previsti dal presente decreto legislativo, le informazionicontenute nei supporti di memoria;f) le informazioni siano conservate almeno su due distinti supporti informaticidi memoria e siano implementati programmi di protezione e di controllo delsistema da codici virali;g) sia redatta, a cura dellesercente del sistema, una procedura in cui sianodettagliatamente descritte le operazioni necessarie per la gestione del sistemamedesimo. Nella procedura non devono essere riportati i codici di accesso.3. Nel caso in cui le attivita del datore di lavoro siano articolate su varisedi geografiche o organizzate in distinti settori funzionali, laccesso ai datipuo avvenire mediante reti di comunicazione elettronica, attraverso latrasmissione della password in modalita criptata e fermo restando quantoprevisto al comma 2 relativamente alla immissione e validazione dei dati daparte delle persone responsabili.4. La documentazione, sia su supporto cartaceo che informatico, deve esserecustodita nel rispetto del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, inmateria di protezione dei dati personali.5. Tutta la documentazione rilevante in materia di igiene, salute e sicurezzasul lavoro e tutela delle condizioni di lavoro puo essere tenuta su unicosupporto cartaceo o informatico. Ferme restando le disposizioni relative allavalutazione dei rischi, le modalita per leventuale eliminazione o per latenuta semplificata della documentazione di cui al periodo che precede sonodefinite con successivo decreto, adottato, previa consultazione delle partisociali, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, leregioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro dodici mesi dalladata di entrata in vigore del presente decreto.6. Fino ai sei mesi successivi alladozione del decreto interministeriale di cuiallarticolo 8 comma 4, del presente decreto restano in vigore le disposizionirelative al registro infortuni ed ai registri degli esposti ad agenticancerogeni e biologici.Sezione VIIIDOCUMENTAZIONE TECNICO AMMINISTRATIVA E STATISTICHE DEGLI INFORTUNI E DELLEMALATTIE PROFESSIONALIArt. 54. Comunicazioni e trasmissione della documentazione1. La trasmissione di documentazione e le comunicazioni a enti o amministrazionipubbliche, comunque previste dal presente decreto legislativo possono avveniretramite sistemi informatizzati, nel formato e con le modalita indicati dallestrutture riceventi.Capo IV Disposizioni penali
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/Sezione I SANZIONIArt. 55. Sanzioni per il datore di lavoro e il dirigente1. E punito con larresto da quattro a otto mesi o con lammenda da 5.000 a15.000 euro il datore di lavoro:a) che omette la valutazione dei rischi e ladozione del documento di cuiallarticolo 17, comma 1, lettera a), ovvero che lo adotta in assenza deglielementi di cui alle lettere a), b), d) ed f) dellarticolo 28 e che viola ledisposizioni di cui allarticolo 18, comma 1, lettere q) e z), prima parte;b) che non provvede alla nomina del responsabile del servizio di prevenzione eprotezione ai sensi dellarticolo 17, comma 1, lettera b), salvo il casoprevisto dallarticolo 34;2. Nei casi previsti al comma 1, lettera a), si applica la pena dellarresto dasei mesi a un anno e sei mesi se la violazione e commessa:a) nelle aziende di cui allarticolo 31, comma 6, lettere a), b), c), d),f);b) in aziende in cui si svolgono attivita che espongono i lavoratori a rischibiologici di cui allarticolo 268, comma 1, lettere c) e d), da atmosfereesplosive, cancerogeni mutageni, e da attivita di manutenzione, rimozionesmaltimento e bonifica di amianto;c) per le attivita disciplinate dal titolo IV caratterizzate dalla compresenzadi piu imprese e la cui entita presunta di lavoro non sia inferiore a 200uomini-giorno.3. E punito con lammenda da 3.000 a 9.000 euro il datore di lavoro che nonredige il documento di cui allarticolo 17, comma 1, lettera a), secondo lemodalita di cui allarticolo 29, commi 1, 2 e 3, nonche nei casi in cui neldocumento di valutazione dei rischi manchino una o piu delle indicazioni di cuiallarticolo 28, comma 2, lettere c) ed e).4. Il datore di lavoro e il dirigente sono puniti: a) con larresto da due aquattro mesi o con lammenda da 800 a3.000 euro per la lettere b), e), g), i), 3, 43, comma 1, lettereb) con larrestoviolazione degli articoli 18, comma 1, m), n), o), p), 34, comma 3, 36,commi 1, 2 e5.000 lettere letterea), b) e c); da tre a sei mesi oeuro per la d), h), e v), e 2, 26, comma 1, d) ed e), 45, comma 1, 46, comma 2;con lammenda da 2.000 a articoli 18, commi 1, lettera b), 43, comma 1,violazione deglic) con larresto da tre a sei mesi o 5.000 euro per la violazione dellarticolo18, comma 1, lettera c). Nei casi previsti dal comma 2, si applica la penadellarresto da quattro a otto mesi;d) con larresto da quattro a otto mesi o con lammenda da 1.500 a 6.000 europer la violazione degli articoli 26, comma 1, e 2, lettere a) e b), 34, commi 1e 2;e) con larresto da quattro a otto mesi o con lammenda da 2.000 a 4.000 europer la violazione degli articoli 18, comma 1, lettera l), e 43, comma 4;f) con larresto da tre a sei mesi o con lammenda da 3.000 a 10.000 euro pernon aver provveduto alla nomina di cui allarticolo 18, comma 1, lettera a);g) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.500 a 4.500 euro per laviolazione dellarticolo 18, comma 1, lettera bb);h) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 2.500 a 10.000 euro per laviolazione degli articoli 18, comma 1, lettera u), 29, comma 4, e 35, comma 2;i) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 2.500 a 7.500 euro per laviolazione dellarticolo 18, comma 1, lettera r), con riferimento agli infortunisuperiori ai tre giorni;l) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 3.000 euro per laviolazione dellarticolo 18, comma 1, lettera r), con riferimento agli infortunisuperiori ad un giorno;
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/m) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 100 a 500 euro per ciascunlavoratore, in caso di violazione dellarticolo 26, comma 8;n) con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 1.000 a euro 3.000 in casodi violazione dallarticolo 18, comma 1, lettera s);o) con la sanzione amministrativa pecuniaria di euro 500 in caso di violazionedallarticolo 18, comma 1, lettera aa).5. Lapplicazione della sanzione di cui al comma 4, lettera i), escludelapplicazione delle sanzioni conseguenti alla violazione dellarticolo53 deltesto unico delle disposizioni per lassicurazione obbligatoria contro gliinfortuni sul lavoro e le malattie professionali, di cui al decreto delPresidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124.Capo IV Disposizioni penaliSezione I SANZIONIcon lammenda da 2.000 aArt. 56. Sanzioni per il preposto1. I preposti sono puniti nei limiti dellattivita alla quale sono tenuti inosservanza degli obblighi generali di cui allarticolo 19:a) con larresto da uno a tre mesi o con lammenda da 500 a 2.000 euro per laviolazione dellarticolo 19, comma 1, lettere a), e), f); b) con larresto sinoa un mese o con lammenda da 300 a 900 europer la violazione dellarticolo 19, comma 1, lettere b), c), d); c) conlammenda da 300 a 900 euro per la violazionedellarticolo 19, comma 1, lettera g).Capo IV Disposizioni penaliSezione I SANZIONIArt. 57. Sanzioni per i progettisti, i fabbricanti i fornitori e gliinstallatori1. I progettisti che violano il disposto dellarticolo 22 sono puniti conlarresto fino a un mese o con lammenda da 600 a 2.000 euro.2. I fabbricanti e i fornitori che violano il disposto dellarticolo 23 sonopuniti con larresto da quattro a otto mesi o con lammenda da 15.000 a 45.000euro.3. Gli installatori che violano il disposto dellarticolo 24 sono puniti conlarresto fino a tre mesi o con lammenda da 1.000 a 3.000 euro.Capo IV Disposizioni penaliSezione I SANZIONIArt. 58. Sanzioni per il medico competente1. Il medico competente e punito: a) con larresto fino a un mese o conlammenda da 500 a 2.500euro per la violazione dellarticolo 25, comma 1, lettere d), e) e f);b) con larresto fino a due mesi o con lammenda da 1.000 a 4.500 euro per laviolazione dellarticolo 25, comma 1, lettere b), c) e g);c) con larresto fino a tre mesi o con lammenda da 1.000 a 5.000 euro per laviolazione dellarticolo 25, comma 1, lettera l);d) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 3.000 euro per laviolazione dellarticolo 25, comma 1, lettere h), i)e m), e per la violazione dellarticolo 41, comma 5; e) con la sanzioneamministrativa pecuniaria daeuro per la violazione dellarticolo 40, comma 1.Capo IV Disposizioni penaliSezione I SANZIONIArt. 59. Sanzioni per i lavoratori1. I lavoratori sono puniti: a) con larresto fino a un mese o con lammenda daper la violazione dellarticolo 20, lettere b), c), d), e), f), g), h) ei);2.500 a 10.500200 a 600 euro comma 2,
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/b) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 50 a 300 euro per la violazionedellarticolo 20 comma 3; la stessa sanzione si applica ai lavoratori autonomidi cui alla medesima disposizione.Capo IV Disposizioni penaliSezione I SANZIONIArt. 60. Sanzioni per i componenti dellimpresa familiare, i lavoratoriautonomi, i piccoli imprenditori e i soci delle societa semplici operanti nelsettore agricolo1. I soggetti di cui allarticolo 21 sono puniti: a) con la sanzioneamministrativa pecuniaria da 300 a 2.000 europer la violazione dellarticolo 21, comma 1, lettere a) e b); b) con la sanzioneamministrativa pecuniaria da 50 a 300 euro perla violazione dellarticolo 21, comma 1, lettera c).Sezione II DISPOSIZIONI IN TEMA DI PROCESSO PENALEArt. 61. Esercizio dei diritti della persona offesa1. In caso di esercizio dellazione penale per i delitti di omicidio colposo odi lesioni personali colpose, se il fatto e commesso con violazione delle normeper la prevenzione degli infortuni sul lavoro o relative alligiene del lavoro oche abbia determinato una malattia professionale, il pubblico ministero ne daimmediata notizia allINAIL ed allIPSEMA, in relazione alle rispettivecompetenze, ai fini delleventuale costituzione di parte civile e dellazione diregresso.2. Le organizzazioni sindacali e le associazioni dei familiari delle vittime diinfortuni sul lavoro hanno facolta di esercitare i diritti e le facolta dellapersona offesa di cui agli articoli 91 e 92 del codice di procedura penale, conriferimento ai reati commessi con violazione delle norme per la prevenzionedegli infortuni sul lavoro o relative alligiene del lavoro o che abbianodeterminato una malattia professionale.Titolo II LUOGHI DI LAVOROCapo I Disposizioni generaliArt. 62. Definizioni1. Ferme restando le disposizioni di cui al titolo I, unicamente ai finidellapplicazione del presente titolo, si intendono per luoghi di lavoro:a) i luoghi destinati a ospitare posti di lavoro, ubicati allinternodellazienda o dellunita produttiva, nonche ogni altro luogo di pertinenzadellazienda o dellunita produttiva accessibile al lavoratore nellambito delproprio lavoro;b) i campi, i boschi e altri terreni facenti parte di unazienda agricola oforestale.2. Le disposizioni di cui al presente titolo non si applicano: a) ai mezzi ditrasporto; b) ai cantieri temporanei o mobili; c) alle industrie estrattive;d) ai pescherecci.Titolo II LUOGHI DI LAVOROCapo I Disposizioni generaliArt. 63. Requisiti di salute e di sicurezza1. I luoghi di lavoro devono essere conformi ai requisiti indicati nellallegatoIV.2. I luoghi di lavoro devono essere strutturati tenendo conto, se del caso, deilavoratori disabili.3. Lobbligo di cui al comma 2 vige in particolare per le porte, le vie dicircolazione, le scale, le docce, i gabinetti ed i posti di lavoro utilizzati edoccupati direttamente da lavoratori disabili.4. La disposizione di cui al comma 2 non si applica ai luoghi di lavoro giautilizzati prima del 1° gennaio 1993; in ogni caso devono essere adottate misureidonee a consentire la mobilita e lutilizzazione dei servizi sanitari e diigiene personale.5. Ove vincoli urbanistici o architettonici ostino agli adempimenti di cui alcomma 1 il datore di lavoro, previa consultazione del rappresentante deilavoratori per la sicurezza e previa autorizzazione dellorgano di vigilanza
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/territorialmente competente, adotta le misure alternative che garantiscono unlivello di sicurezza equivalente.6. I requisiti di sicurezza e di salute relativi a campi, boschi e altri terrenifacenti parte di una azienda agricola o forestale, sono specificati nel punto 7dellallegato IV.Titolo II LUOGHI DI LAVOROCapo I Disposizioni generaliArt. 64.Obblighi del datore di lavoro1. Il datore di lavoro provvede affinche: a) i luoghi di lavoro siano conformiai requisiti di cuiallarticolo 63, commi 1, 2 e 3; b) le vie di circolazione interne o allapertoche conducono auscite o ad uscite di emergenza e le uscite di emergenza siano sgombre alloscopo di consentirne lutilizzazione in ogni evenienza;c) i luoghi di lavoro, gli impianti e i dispositivi vengano sottoposti aregolare manutenzione tecnica e vengano eliminati, quanto piu rapidamentepossibile, i difetti rilevati che possano pregiudicare la sicurezza e la salutedei lavoratori;d) i luoghi di lavoro, gli impianti e i dispositivi vengano sottoposti aregolare pulitura, onde assicurare condizioni igieniche adeguate;e) gli impianti e i dispositivi di sicurezza, destinati alla prevenzione oalleliminazione dei pericoli, vengano sottoposti a regolare manutenzione e alcontrollo del loro funzionamento.Titolo II LUOGHI DI LAVOROCapo I Disposizioni generaliArt. 65. Locali sotterranei o semisotterranei1. E vietato destinare al lavoro locali chiusi sotterranei o semisotterranei.2. In deroga alle disposizioni di cui al comma 1, possono essere destinati allavoro locali chiusi sotterranei o semisotterranei, quando ricorrano particolariesigenze tecniche. In tali casi il datore di lavoro provvede ad assicurareidonee condizioni di aerazione, di illuminazione e di microclima.3. Lorgano di vigilanza puo consentire luso dei locali chiusi sotterranei osemisotterranei anche per altre lavorazioni per le quali non ricorrono leesigenze tecniche, quando dette lavorazioni non diano luogo ad emissioni diagenti nocivi, sempre che siano rispettate le norme del presente decretolegislativo e si sia provveduto ad assicurare le condizioni di cui al comma 2.Titolo II LUOGHI DI LAVOROCapo I Disposizioni generaliArt. 66. Lavori in ambienti sospetti di inquinamento1. E vietato consentire laccesso dei lavoratori in pozzi neri, fogne, camini,fosse, gallerie e in generale in ambienti e recipienti, condutture, caldaie esimili, ove sia possibile il rilascio di gas deleteri, senza che sia statapreviamente accertata lassenza di pericolo per la vita e lintegrita fisicadei lavoratori medesimi, ovvero senza previo risanamento dellatmosfera medianteventilazione o altri mezzi idonei. Quando possa esservi dubbio sullapericolosita dellatmosfera, i lavoratori devono essere legati con cintura disicurezza, vigilati per tutta la durata del lavoro e, ove occorra, forniti diapparecchi di protezione. Lapertura di accesso a detti luoghi deve averedimensioni tali da poter consentire lagevole recupero di un lavoratore privo disensi.Titolo II LUOGHI DI LAVOROCapo I Disposizioni generaliArt. 67. Notifiche allorgano di vigilanza competente per territorio1. La costruzione e la realizzazione di edifici o locali da adibire alavorazioni industriali, nonche gli ampliamenti e le ristrutturazioni di quelliesistenti, devono essere eseguiti nel rispetto della normativa di settore edessere notificati allorgano di vigilanza competente per territorio.
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/2. La notifica di cui al comma 1 deve indicare gli aspetti considerati nellavalutazione e relativi:a) alla descrizione delloggetto delle lavorazioni e delle principali modalitadi esecuzione delle stesse;b) alla descrizione delle caratteristiche dei locali e degli impianti.Lorgano di vigilanza territorialmente competente puo chiedere ulteriori dati eprescrivere modificazioni in relazione ai dati notificati.3. La notifica di cui al presente articolo si applica ai luoghi di lavoro ove eprevista la presenza di piu di tre lavoratori.4. La notifica di cui al presente articolo e valida ai fini delle eliminazionie delle semplificazioni di cui allarticolo 53, comma 5.Capo II SanzioniArt. 68. Sanzioni per il datore di lavoro1. Il datore di lavoro e punito: a) con larresto da sei a dodici mesi o conlammenda da 4.000 a16.000 euro per la violazione dellarticolo 66; b) con larresto da tre a seimesi o con lammenda da 2.000 a10.000 euro per la violazione degli articoli 64 e 65, commi 1 e 2; c) con lasanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 2.500euro per la violazione dellarticolo 67, commi 1 e 2.Titolo IIIUSO DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO E DEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALECapo I Uso delle attrezzature di lavoroArt. 69. Definizioni1. Agli effetti delle disposizioni di cui al presente titolo si intende per:a) attrezzatura di lavoro: qualsiasi macchina, apparecchio, utensile o impiantodestinato ad essere usato durante il lavoro;b) uso di una attrezzatura di lavoro: qualsiasi operazione lavorativa connessaad una attrezzatura di lavoro, quale la messa in servizio o fuori servizio,limpiego, il trasporto, la riparazione, la trasformazione, la manutenzione, lapulizia, il montaggio, lo smontaggio;c) zona pericolosa: qualsiasi zona allinterno ovvero in prossimita di unaattrezzatura di lavoro nella quale la presenza di un lavoratore costituisce unrischio per la salute o la sicurezza dello stesso;d) lavoratore esposto: qualsiasi lavoratore che si trovi interamente o in partein una zona pericolosa;e) operatore: il lavoratore incaricato delluso di una attrezzatura di lavoro.Titolo IIIUSO DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO E DEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALECapo I Uso delle attrezzature di lavoroArt. 70. Requisiti di sicurezza1. Salvo quanto previsto al comma 2, le attrezzature di lavoro messe adisposizione dei lavoratori devono essere conformi alle specifiche disposizionilegislative e regolamentari di recepimento delle direttive comunitarie diprodotto.2. Le attrezzature di lavoro costruite in assenza di disposizioni legislative eregolamentari di cui al comma 1, e quelle messe a disposizione dei lavoratoriantecedentemente allemanazione di norme legislative e regolamentari direcepimento delle direttive comunitarie di prodotto, devono essere conformi airequisiti generali di sicurezza di cui allallegato V.3. Si considerano conformi alle disposizioni di cui al comma 2 le attrezzaturedi lavoro costruite secondo le prescrizioni dei decreti ministeriali adottati aisensi dellarticolo 395 del decreto Presidente della Repubblica 27 aprile 1955,n. 547, ovvero dellarticolo 28 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n.626.4. Qualora gli organi di vigilanza, nellespletamento delle loro funzioniispettive, in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, accertino cheunattrezzatura di lavoro messa a disposizione dei lavoratori dopo essere stataimmessa sul mercato o messa in servizio ai sensi della direttiva di prodotto, in
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/tutto o in parte, risulta non rispondente a uno o piu requisiti essenziali disicurezza previsti dalle disposizioni legislative e regolamentari di cui alcomma 2, ne informano immediatamente lautorita nazionale di sorveglianza delmercato competente per tipo di prodotto. In tale caso le procedure previstedagli articoli 20 e 21 del decreto legislativo 19 dicembre 1994, n. 758, vengonoespletate:a) dallorgano di vigilanza che ha rilevato la non rispondenza in sede diutilizzo, nei confronti del datore di lavoro utilizzatore dellesemplare diattrezzatura oggetto dellaccertamento, mediante apposita prescrizione arimuovere la situazione di rischio determinata dalla mancata rispondenza ad unoo piu requisiti essenziali di sicurezza;b) dallorgano di vigilanza territorialmente competente, nei confronti delfabbricante e dei soggetti della catena della distribuzione, alla conclusionedellaccertamento tecnico effettuato dallautorita nazionale per lasorveglianza del mercato.Titolo IIIUSO DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO E DEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALECapo I Uso delle attrezzature di lavoroArt. 71. Obblighi del datore di lavoro1. Il datore di lavoro mette a disposizione dei lavoratori attrezzature conformiai requisiti di cui allarticolo precedente, idonee ai fini della salute esicurezza e adeguate al lavoro da svolgere o adattate a tali scopi che devonoessere utilizzate conformemente alle disposizioni legislative di recepimentodelle direttive comunitarie.2. Allatto della scelta delle attrezzature di lavoro, il datore di lavoroprende in considerazione:a) le condizioni e le caratteristiche specifiche del lavoro da svolgere;b) i rischi presenti nellambiente di lavoro; c) i rischi derivanti dallimpiegodelle attrezzature stesse; d) i rischi derivanti da interferenze con le altreattrezzaturegia in uso. 3. Il datore di lavoro, al fine di ridurre al minimo i rischiconnessi alluso delle attrezzature di lavoro e per impedire che detteattrezzature possano essere utilizzate per operazioni e secondo condizioni perle quali non sono adatte, adotta adeguate misure tecniche ed organizzative, trale quali quelle dellallegato VI.4. Il datore di lavoro prende le misure necessarie affinche: a) le attrezzaturedi lavoro siano:1) installate ed utilizzate in conformita alle istruzioni duso;2) oggetto di idonea manutenzione al fine di garantire nel tempo la permanenzadei requisiti di sicurezza di cui allarticolo 70 e siano corredate, ovenecessario, da apposite istruzioni duso e libretto di manutenzione;3) assoggettate alle misure di aggiornamento dei requisiti minimi di sicurezzastabilite con specifico provvedimento regolamentare adottato in relazione alleprescrizioni di cui allarticolo 18, comma 1, lettera z);b) siano curati la tenuta e laggiornamento del registro di controllo delleattrezzature di lavoro per cui lo stesso e previsto. 5. Le modifiche apportatealle macchine quali definite allarticolo 1, comma 2, del decreto del Presidentedella Repubblica 24 luglio 1996, n. 459, per migliorarne le condizioni disicurezza non configurano immissione sul mercato ai sensi dellarticolo 1, comma3, secondo periodo, sempre che non comportino modifiche dellemodalita di utilizzo e delle prestazioni previste dal costruttore. 6. Il datoredi lavoro prende le misure necessarie affinche il posto di lavoro e laposizione dei lavoratori durante luso delle attrezzature presentino requisitidi sicurezza e rispondano aiprincipi dellergonomia. 7. Qualora le attrezzature richiedano per il loroimpiegoconoscenze o responsabilita particolari in relazione ai loro rischi specifici,il datore di lavoro prende le misure necessarie affinche: a) luso
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/dellattrezzatura di lavoro sia riservato ai lavoratori allo scopo incaricatiche abbiano ricevuto una formazione adeguata especifica; b) in caso di riparazione, di trasformazione o manutenzione, ilavoratori interessati siano qualificati in maniera specifica per svolgere detticompiti.8. Fermo restando quanto disposto al comma 4, il datore di lavoro provvedeaffinche:1) le attrezzature di lavoro la cui sicurezza dipende dallecondizioni di installazione siano sottoposte a un controllo iniziale (dopolinstallazione e prima della messa in esercizio) e ad un controllo dopo ognimontaggio in un nuovo cantiere o in una nuova localita di impianto, al fine diassicurarne linstallazione corretta e il buon funzionamento;2) le attrezzature soggette a influssi che possono provocare deterioramentisuscettibili di dare origine a situazioni pericolose siano sottoposte:1. a controlli periodici, secondo frequenze stabilite in base alle indicazionifornite dai fabbricanti, ovvero dalle norme di buona tecnica, o in assenza diqueste ultime, desumibili dai codici di buona prassi;2. a controlli straordinari al fine di garantire il mantenimento di buonecondizioni di sicurezza, ogni volta che intervengano eventi eccezionali chepossano avere conseguenze pregiudizievoli per la sicurezza delle attrezzature dilavoro, quali riparazioni, trasformazioni, incidenti, fenomeni naturali operiodi prolungati di inattivita;c) i controlli di cui alle lettere a) e b) sono volti ad assicurare il buonostato di conservazione e lefficienza a fini di sicurezza delle attrezzature dilavoro e devono essere effettuati da persona competente.9. I risultati dei controlli di cui al comma 8 devono essere riportati periscritto e, almeno quelli relativi agli ultimi tre anni, devono essereconservati e tenuti a disposizione degli organi di vigilanza.10. Qualora le attrezzature di lavoro di cui al comma 8 siano usate al di fuoridella sede dellunita produttiva devono essere accompagnate da un documentoattestante lesecuzione dellultimo controllo con esito positivo.11. Oltre a quanto previsto dal comma 8, il datore di lavoro sottopone leattrezzature di lavoro riportate in allegato VII a verifiche periodiche, con lafrequenza indicata nel medesimo allegato. La prima di tali verifiche eeffettuata dallISPESL e le successive dalle ASL. Le verifiche sono onerose e lespese per la loro effettuazione sono a carico del datore di lavoro.12. Per leffettuazione delle verifiche di cui al comma 11, le ASL e lISPESLpossono avvalersi del supporto di soggetti pubblici o privati abilitati. Isoggetti privati abilitati acquistano la qualifica di incaricati di pubblicoservizio e rispondono direttamente alla struttura pubblica titolare dellafunzione.13. Le modalita di effettuazione delle verifiche periodiche di cui allallegatoVII, nonche i criteri per labilitazione dei soggetti pubblici o privati di cuial comma precedente sono stabiliti con decreto del Ministro del lavoro e dellaprevidenza sociale e del Ministro della salute, sentita la Conferenza permanenteper i rapporti tra Stato, le regioni e le province autonome di Trento e diBolzano, da adottarsi entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore delpresente decreto.14. Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, sentiti iMinistri della salute e dello sviluppo economico, dintesa con la Conferenzapermanente per i rapporti tra Stato, Regioni e province autonome di Trento e diBolzano e sentita la Commissione consultiva di cui allarticolo 6, vengonoapportate le modifiche allallegato VII relativamente allelenco delleattrezzature di lavoro da sottoporre alle verifiche di cui al comma 11.Titolo IIIUSO DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO E DEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALECapo I Uso delle attrezzature di lavoroArt. 72. Obblighi dei noleggiatori e dei concedenti in uso
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/1. Chiunque venda, noleggi o conceda in uso o locazione finanziaria attrezzaturedi lavoro di cui allarticolo 70, comma 2, deve attestare, sotto la propriaresponsabilita, che le stesse siano conformi, al momento della consegna a chiacquisti, riceva in uso, noleggio o locazione finanziaria, ai requisiti disicurezza di cui allallegato V.2. Chiunque noleggi o conceda in uso ad un datore di lavoro attrezzature dilavoro senza conduttore deve, al momento della cessione, attestarne il buonostato di conservazione, manutenzione ed efficienza a fini di sicurezza. Dovraaltresi acquisire e conservare agli atti per tutta la durata del noleggio odella concessione dellattrezzatura una dichiarazione del datore di lavoro cheriporti lindicazione del lavoratore o dei lavoratori incaricati del loro uso, iquali devono risultare formati conformemente alle disposizioni del presentetitolo.Titolo IIIUSO DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO E DEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALECapo I Uso delle attrezzature di lavoroArt. 73. Informazione e formazione1. Nellambito degli obblighi di cui agli articoli 36 e 37 il datore di lavoroprovvede, affinche per ogni attrezzatura di lavoro messa a disposizione, ilavoratori incaricati delluso dispongano di ogni necessaria informazione eistruzione e ricevano una formazione adeguata in rapporto alla sicurezzarelativamente:a) alle condizioni di impiego delle attrezzature;b) alle situazioni anormali prevedibili. 2. Il datore di lavoro provvedealtresi a informare i lavoratorisui rischi cui sono esposti durante luso delle attrezzature di lavoro, sulleattrezzature di lavoro presenti nellambiente immediatamente circostante, anchese da essi non usate direttamente, nonche sui cambiamenti di tali attrezzature.3. Le informazioni e le istruzioni duso devono risultarecomprensibili ai lavoratori interessati. 4. Il datore di lavoro provvedeaffinche i lavoratori incaricatidelluso delle attrezzature che richiedono conoscenze e responsabilitaparticolari di cui allarticolo 71, comma 7, ricevano una formazione adeguata especifica, tale da consentirne lutilizzo delle attrezzature in modo idoneo esicuro, anche in relazione ai rischi che possano essere causati ad altrepersone.5. In sede di Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, le regioni e leprovince autonome di Trento e di Bolzano sono individuate le attrezzature dilavoro per le quali e richiesta una specifica abilitazione degli operatorinonche le modalita per il riconoscimento di tale abilitazione, i soggettiformatori, la durata, gli indirizzi ed i requisiti minimi di validita dellaformazione.Capo II Uso dei dispositivi di protezione individualeArt. 74. Definizioni1. Si intende per dispositivo di protezione individuale, di seguito denominato«DPI», qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dallavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o piu rischi suscettibili diminacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonche ogni complementoo accessorio destinato a tale scopo.2. Non costituiscono DPI: a) gli indumenti di lavoro ordinari e le uniformi nonspecificamente destinati a proteggere la sicurezza e la salute del lavoratore;b) le attrezzature dei servizi di soccorso e di salvataggio;c) le attrezzature di protezione individuale delle forze armate, delle forze dipolizia e del personale del servizio per il mantenimento dellordine pubblico;d) le attrezzature di protezione individuale proprie dei mezzi di trasportostradali;e) i materiali sportivi quando utilizzati a fini specificamente sportivi e nonper attivita lavorative;f) i materiali per lautodifesa o per la dissuasione;
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/g) gli apparecchi portatili per individuare e segnalare rischi e fattori nocivi.Capo II Uso dei dispositivi di protezione individualeArt. 75. Obbligo di uso1. I DPI devono essere impiegati quando i rischi non possono essere evitati osufficientemente ridotti da misure tecniche di prevenzione, da mezzi diprotezione collettiva, da misure, metodi o procedimenti di riorganizzazione dellavoro.Capo II Uso dei dispositivi di protezione individualeArt. 76. Requisiti dei DPI1. I DPI devono essere conformi alle norme di cui al decreto legislativo 4dicembre 1992, n. 475, e sue successive modificazioni.2. I DPI di cui al comma 1 devono inoltre: a) essere adeguati ai rischi daprevenire, senza comportare diper se un rischio maggiore; b) essere adeguati alle condizioni esistenti sulluogo di lavoro; c) tenere conto delle esigenze ergonomiche o di salute dellavoratore; d) poter essere adattati allutilizzatore secondo le suenecessita. 3. In caso di rischi multipli che richiedono luso simultaneo dipiu DPI, questi devono essere tra loro compatibili e tali da mantenere, anchenelluso simultaneo, la propria efficacia nei confronti del rischio e dei rischicorrispondenti.Capo II Uso dei dispositivi di protezione individualeArt. 77. Obblighi del datore di lavoro1. Il datore di lavoro ai fini della scelta dei DPI: a) effettua lanalisi e lavalutazione dei rischi che non possonoessere evitati con altri mezzi; b) individua le caratteristiche dei DPInecessarie affinchequesti siano adeguati ai rischi di cui alla lettera a), tenendo conto delleeventuali ulteriori fonti di rischio rappresentate dagli stessi DPI;c) valuta, sulla base delle informazioni e delle norme duso fornite dalfabbricante a corredo dei DPI, le caratteristiche dei DPI disponibili sulmercato e le raffronta con quelle individuate allalettera b); d) aggiorna la scelta ogni qualvolta intervenga una variazionesignificativa negli elementi di valutazione. 2. Il datore di lavoro, anche sullabase delle norme duso fornitedal fabbricante, individua le condizioni in cui un DPI deve essere usato, specieper quanto riguarda la durata delluso, in funzione di:a) entita del rischio; b) frequenza dellesposizione al rischio; c)caratteristiche del posto di lavoro di ciascun lavoratore; d) prestazioni delDPI.3. Il datore di lavoro, sulla base delle indicazioni del decreto di cuiallarticolo 79, comma 2, fornisce ai lavoratori DPI conformi ai requisitiprevisti dallarticolo 76.4. Il datore di lavoro: a) mantiene in efficienza i DPI e ne assicura lecondizionidigiene, mediante la manutenzione, le riparazioni e le sostituzioni necessariee secondo le eventuali indicazioni fornite dal fabbricante;b) provvede a che i DPI siano utilizzati soltanto per gli usi previsti, salvocasi specifici ed eccezionali, conformemente alle informazioni del fabbricante;c) fornisce istruzioni comprensibili per i lavoratori;d) destina ogni DPI ad un uso personale e, qualora le circostanze richiedanoluso di uno stesso DPI da parte di piu persone, prende misure adeguateaffinche tale uso non ponga alcun problema sanitario e igienico ai variutilizzatori;e) informa preliminarmente il lavoratore dei rischi dai quali il DPI loprotegge;f) rende disponibile nellazienda ovvero unita produttiva informazioni adeguatesu ogni DPI;g) stabilisce le procedure aziendali da seguire, al termine dellutilizzo, perla riconsegna e il deposito dei DPI;
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/h) assicura una formazione adeguata e organizza, se necessario, uno specificoaddestramento circa luso corretto e lutilizzo pratico dei DPI.5. In ogni caso laddestramento e indispensabile: a) per ogni DPI che, ai sensidel decreto legislativo 4 dicembre1992, n. 475, appartenga alla terza categoria; b) per i dispositivi diprotezione delludito.Capo II Uso dei dispositivi di protezione individualeArt. 78. Obblighi dei lavoratori1. In ottemperanza a quanto previsto dallarticolo 20, comma 2, lettera h), ilavoratori si sottopongono al programma di formazione e addestramentoorganizzato dal datore di lavoro nei casi ritenuti necessari ai sensidellarticolo 77 commi 4, lettera h), e 5.2. In ottemperanza a quanto previsto dallarticolo 20, comma 2, lettera d), ilavoratori utilizzano i DPI messi a loro disposizione conformementeallinformazione e alla formazione ricevute e alladdestramento eventualmenteorganizzato ed espletato.3. I lavoratori: a) provvedono alla cura dei DPI messi a loro disposizione; b)non vi apportano modifiche di propria iniziativa.4. Al termine dellutilizzo i lavoratori seguono le procedure aziendali inmateria di riconsegna dei DPI.5. I lavoratori segnalano immediatamente al datore di lavoro o al dirigente o alpreposto qualsiasi difetto o inconveniente da essi rilevato nei DPI messi a lorodisposizione.Capo II Uso dei dispositivi di protezione individualeArt. 79. Criteri per lindividuazione e luso1. Il contenuto dellallegato VIII, costituisce elemento di riferimento perlapplicazione di quanto previsto allarticolo 77, commi 1 e 4.2. Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concertocon il Ministro dello sviluppo economico, sentita la Commissione consultivapermanente di cui allarticolo 6, tenendo conto della natura, dellattivita edei fattori specifici di rischio sono indicati:a) i criteri per lindividuazione e luso dei DPI;b) le circostanze e le situazioni in cui, ferme restando le priorita dellemisure di protezione collettiva, si rende necessario limpiego dei DPI.Capo III Impianti e apparecchiature elettricheArt. 80. Obblighi del datore di lavoro1. Il datore di lavoro prende le misure necessarie affinche i materiali, leapparecchiature e gli impianti elettrici messi a disposizione dei lavoratorisiano progettati, costruiti, installati, utilizzati e manutenuti in modo dasalvaguardare i lavoratori da tutti i rischi di natura elettrica ed inparticolare quelli derivanti da:a) contatti elettrici diretti; b) contatti elettrici indiretti; c) innesco epropagazione di incendi e di ustioni dovuti asovratemperature pericolose, archi elettrici e radiazioni; d) innesco diesplosioni;e) fulminazione diretta ed indiretta; f) sovratensioni; g) altre condizioni diguasto ragionevolmente prevedibili.2. A tale fine il datore di lavoro esegue una valutazione dei rischi di cui alprecedente comma 1, tenendo in considerazione:a) le condizioni e le caratteristiche specifiche del lavoro, ivi compreseeventuali interferenze;b) i rischi presenti nellambiente di lavoro;c) tutte le condizioni di esercizio prevedibili. 3. A seguito della valutazionedel rischio elettrico il datore dilavoro adotta le misure tecniche ed organizzative necessarie ad eliminare oridurre al minimo i rischi presenti, ad individuare i dispositivi di protezionecollettivi ed individuali necessari alla conduzione in sicurezza del lavoro ed apredisporre le procedure di uso e manutenzione atte a garantire nel tempo la
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/permanenza del livello di sicurezza raggiunto con ladozione delle misure di cuial comma 1.Capo III Impianti e apparecchiature elettricheArt. 81. Requisiti di sicurezza1. Tutti i materiali, i macchinari e le apparecchiature, nonche leinstallazioni e gli impianti elettrici ed elettronici devono essere progettati,realizzati e costruiti a regola darte.2. Ferme restando le disposizioni legislative e regolamentari di recepimentodelle direttive comunitarie di prodotto, i materiali, i macchinari, leapparecchiature, le installazioni e gli impianti di cui al comma precedente, siconsiderano costruiti a regola darte se sono realizzati secondo le norme dibuona tecnica contenute nellallegato IX.3. Le procedure di uso e manutenzione devono essere predisposte tenendo contodelle disposizioni legislative vigenti, delle indicazioni contenute nei manualiduso e manutenzione delle apparecchiature ricadenti nelle direttive specifichedi prodotto e di quelle indicate nelle norme di buona tecnica contenutenellallegato IX.Capo III Impianti e apparecchiature elettricheArt. 82. Lavori sotto tensione1. E vietato eseguire lavori sotto tensione. Tali lavori sono tuttaviaconsentiti nei casi in cui le tensioni su cui si opera sono di sicurezza,secondo quanto previsto dallo stato della tecnica secondo la migliore scienza edesperienza, nonche quando i lavori sono eseguiti nel rispetto delle seguenticondizioni:a) le procedure adottate e le attrezzature utilizzate sono conformi ai criteridefiniti nelle norme di buona tecnica;b) per tensioni nominali non superiori a 1000 V in corrente alternata e 1500 Vin corrente continua:1) lesecuzione di lavori su parti in tensione deve essere affidata a lavoratoririconosciuti dal datore di lavoro come idonei per tale attivita secondo leindicazioni della pertinente normativa tecnica;2) le procedure adottate e le attrezzature utilizzate sono conformi ai criteridefiniti nelle norme di buona tecnica;c) per tensioni nominali superiori a 1000 V in corrente alternata e 1500 V incorrente continua purche:1) i lavori su parti in tensione sono effettuati da aziende autorizzate conspecifico provvedimento dei competenti uffici del Ministero del lavoro e dellaprevidenza sociale ad operare sotto tensione;2) lesecuzione di lavori su parti in tensione e affidata a lavoratoriabilitati dal datore di lavoro ai sensi della pertinente normativa tecnicariconosciuti idonei per tale attivita;3) le procedure adottate e le attrezzature utilizzate sono conformi ai criteridefiniti nelle norme di buona tecnica.2. Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, da adottarsientro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decretolegislativo, sono definiti i criteri per il rilascio delle autorizzazioni di cuial comma 1, lettera c), numero 1).3. Hanno diritto al riconoscimento di cui al comma 2 le aziende gia autorizzateai sensi della legislazione vigente.Capo III Impianti e apparecchiature elettricheArt. 83. Lavori in prossimita di parti attive1. Non possono essere eseguiti lavori in prossimita di linee elettriche o diimpianti elettrici con parti attive non protette, o che per circostanzeparticolari si debbano ritenere non sufficientemente protette, e comunque adistanze inferiori ai limiti di cui alla tabella 1 dellallegato IX, salvo chevengano adottate disposizioni organizzative e procedurali idonee a proteggere ilavoratori dai conseguenti rischi.2. Si considerano idonee ai fini di cui al comma 1 le disposizioni contenutenella pertinente normativa di buona tecnica.
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/Capo III Impianti e apparecchiature elettricheArt. 84. Protezioni dai fulmini1. Il datore di lavoro provvede affinche gli edifici, gli impianti, lestrutture, le attrezzature, siano protetti dagli effetti dei fulmini con sistemidi protezione realizzati secondo le norme di buona tecnica.Capo III Impianti e apparecchiature elettricheArt. 85. Protezione di edifici, impianti strutture ed attrezzature1. Il datore di lavoro provvede affinche gli edifici, gli impianti, lestrutture, le attrezzature, siano protetti dai pericoli determinati dallinnescoelettrico di atmosfere potenzialmente esplosive per la presenza o sviluppo digas, vapori, nebbie o polveri infiammabili, o in caso di fabbricazione,manipolazione o deposito di materiali esplosivi.2. Le protezioni di cui al comma 1 si realizzano utilizzando le specifichedisposizioni di cui al presente decreto legislativo e le pertinenti norme dibuona tecnica di cui allallegato IX.Capo III Impianti e apparecchiature elettricheArt. 86. Verifiche1. Ferme restando le disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 22ottobre 2001, n. 462, il datore di lavoro provvede affinche gli impiantielettrici e gli impianti di protezione dai fulmini, siano periodicamentesottoposti a controllo secondo le indicazioni delle norme di buona tecnica e lanormativa vigente per verificarne lo stato di conservazione e di efficienza aifini della sicurezza.2. Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale e del Ministrodella salute vengono stabilite, sulla base delle disposizioni vigenti, lemodalita ed i criteri per leffettuazione delle verifiche di cui al comma 1.3. Lesito dei controlli di cui al comma 1 deve essere verbalizzato e tenuto adisposizione dellautorita di vigilanza.Capo III Impianti e apparecchiature elettricheArt. 87. Sanzioni a carico del datore di lavoro1. Il datore di lavoro e punito con la pena dellarresto da tre a sei mesi ocon lammenda da 2.000 a 10.000 euro per la violazione:a) dellarticolo 70, comma 1 e dellarticolo 70, comma 2, limitatamenteai punti 3.2.1, 5.6.1, 5.6.6, 5.6.7, 5.9.1, 5.9.2, 5.13.8 e 5.13.9 dellallegatoV, parte II;b) dellarticolo 71, commi 1, 2, 4, 7 ed 8;c) dellarticolo 82, comma 1, 83, comma 1 e 85, comma 1. 2. Il datore di lavoroe punito con la pena dellarresto da due a quattro mesi o con lammenda da1.000 euro a 4.000 euro per laviolazione: a) dellarticolo 70, comma 2, limitatamente ai punti 2.10, 3.1.8,3.1.11, 3.3.1, 5.1.3, 5.1.4, 5.5.3, 5.5.8, 5.7.1, 5.7.3, 5.12.1, 5.15.2, 5.16.2,5.16. 4, dellallegato V, parte II;b) dellarticolo 71, comma 3, limitatamente ai punti 2.6, 2.11, 3.1.3, 3.1.4,3.1.5, 3.1.6, 3.1.7, 3.2.1 dellallegato VI.3. Il datore di lavoro e punito con la sanzione amministrativa pecuniaria daeuro 750 a euro 2.500 per la violazione:a) dellarticolo 70, comma 2, limitatamente ai punti diversi da quelli indicatialle lettere a) e b) dellallegato V, parte II, e dellallegato VI;b) dellarticolo 71 commi 6 e 9 e 11; c) dellarticolo 72, commi 1 e 2; d)dellarticolo 86, comma 3.Titolo IV CANTIERI TEMPORANEI O MOBILICapo I Misure per la salute e sicurezza nei cantieri temporanei o mobiliArt. 88.Campo di applicazione1. Il presente capo contiene disposizioni specifiche relative alle misure per latutela della salute e per la sicurezza dei lavoratori nei cantieri temporanei omobili quali definiti allarticolo 89, comma 1, lettera a).2. Le disposizioni del presente capo non si applicano: a) ai lavori diprospezione, ricerca e coltivazione delle
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/sostanze minerali; b) ai lavori svolti negli impianti connessi alle attivitaminerarie esistenti entro il perimetro dei permessi di ricerca, delleconcessioni o delle autorizzazioni;c) ai lavori svolti negli impianti che costituiscono pertinenze della miniera:gli impianti fissi interni o esterni, i pozzi, le gallerie, nonche imacchinari, gli apparecchi e utensili destinati alla coltivazione della miniera,le opere e gli impianti destinati allarricchimento dei minerali, anche seubicati fuori del perimetro delle concessioni;d) ai lavori di frantumazione, vagliatura, squadratura e trasporto dei prodottidelle cave ed alle operazioni di caricamento di tali prodotti dai piazzali;e) alle attivita di prospezione, ricerca, coltivazione e stoccaggio degliidrocarburi liquidi e gassosi nel territorio nazionale, nel mare territoriale enella piattaforma continentale e nelle altre aree sottomarine comunque soggetteai poteri dello Stato;f) ai lavori svolti in mare;g) alle attivita svolte in studi teatrali, cinematografici, televisivi o inaltri luoghi in cui si effettuino riprese, purche tali attivita non implichinolallestimento di un cantiere temporaneo o mobile.Titolo IV CANTIERI TEMPORANEI O MOBILICapo I Misure per la salute e sicurezza nei cantieri temporanei o mobiliArt. 89. Definizioni1. Agli effetti delle disposizioni di cui al presente capo si intendono per:a) cantiere temporaneo o mobile, di seguito denominato: «cantiere»: qualunqueluogo in cui si effettuano lavori edili o di ingegneria civile il cui elenco eriportato nellallegato X.b) committente: il soggetto per conto del quale lintera opera viene realizzata,indipendentemente da eventuali frazionamenti della sua realizzazione. Nel casodi appalto di opera pubblica, il committente e il soggetto titolare del poteredecisionale e di spesa relativo alla gestione dellappalto;c) responsabile dei lavori: soggetto incaricato, dal committente, dellaprogettazione o del controllo dellesecuzione dellopera; tale soggetto coincidecon il progettista per la fase di progettazionedellopera e con il direttore dei lavori per la fase di esecuzione dellopera.Nel campo di applicazione del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, esuccessive modificazioni, il responsabile dei lavori e il responsabile unicodel procedimento;d) lavoratore autonomo: persona fisica la cui attivita professionalecontribuisce alla realizzazione dellopera senza vincolo di subordinazione;e) coordinatore in materia di sicurezza e di salute durante la progettazionedellopera, di seguito denominato coordinatore per la progettazione: soggettoincaricato, dal committente o dal responsabile dei lavori, dellesecuzione deicompiti di cui allarticolo 91;f) coordinatore in materia di sicurezza e di salute durante la realizzazionedellopera, di seguito denominato coordinatore per lesecuzione dei lavori:soggetto incaricato, dal committente o dal responsabile dei lavori,dellesecuzione dei compiti di cui allarticolo 92, che non puo essere ildatore di lavoro delle imprese esecutrici o un suo dipendente o il responsabiledel servizio di prevenzione e protezione (RSPP) da lui designato;g) uomini-giorno: entita presunta del cantiere rappresentata dalla somma dellegiornate lavorative prestate dai lavoratori, anche autonomi, previste per larealizzazione dellopera;h) piano operativo di sicurezza: il documento che il datore di lavorodellimpresa esecutrice redige, in riferimento al singolo cantiere interessato,ai sensi dellarticolo 17 comma 1, lettera a), i cui contenuti sono riportatinellallegato XV;i) impresa affidataria: impresa titolare del contratto di appalto con ilcommittente che, nellesecuzione dellopera appaltata, puo avvalersi di impresesubappaltatrici o di lavoratori autonomi;
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/l) idoneita tecnico-professionale: possesso di capacita organizzative,nonche disponibilita di forza lavoro, di macchine e di attrezzature, inriferimento alla realizzazione dellopera.Titolo IV CANTIERI TEMPORANEI O MOBILICapo I Misure per la salute e sicurezza nei cantieri temporanei o mobiliArt. 90. Obblighi del committente o del responsabile dei lavori1. Il committente o il responsabile dei lavori, nella fase di progettazionedellopera, ed in particolare al momento delle scelte tecniche, nellesecuzionedel progetto e nellorganizzazione delle operazioni di cantiere, si attiene aiprincipi e alle misure generali di tutela di cui allarticolo 15. Al fine dipermettere la pianificazione dellesecuzione in condizioni di sicurezza deilavori o delle fasi di lavoro che si devono svolgere simultaneamente osuccessivamente tra loro, il committente o il responsabile dei lavori prevedenel progetto la durata di tali lavori o fasi di lavoro.2. Il committente o il responsabile dei lavori, nella fase della progettazionedellopera, valuta i documenti di cui allarticolo 91,comma 1, lettere a) e b). 3. Nei cantieri in cui e prevista la presenza di piuimprese,anche non contemporanea, il committente, anche nei casi di coincidenza conlimpresa esecutrice, o il responsabile dei lavori, contestualmenteallaffidamento dellincarico di progettazione, designa il coordinatore per laprogettazione.4. Nel caso di cui al comma 3, il committente o il responsabile dei lavori,prima dellaffidamento dei lavori, designa il coordinatore per lesecuzione deilavori, in possesso dei requisiti di cui allarticolo 98.5. La disposizione di cui al comma 4 si applica anche nel caso in cui, dopolaffidamento dei lavori a ununica impresa, lesecuzione dei lavori o di partedi essi sia affidata a una o piu imprese.6. Il committente o il responsabile dei lavori, qualora in possesso deirequisiti di cui allarticolo 98, ha facolta di svolgere le funzioni sia dicoordinatore per la progettazione sia di coordinatore per lesecuzione deilavori.7. Il committente o il responsabile dei lavori comunica alle imprese esecutricie ai lavoratori autonomi il nominativo del coordinatore per la progettazione equello del coordinatore per lesecuzione dei lavori. Tali nominativi sonoindicati nel cartello di cantiere.8. Il committente o il responsabile dei lavori ha facolta di sostituire inqualsiasi momento, anche personalmente, se in possesso dei requisiti di cuiallarticolo 98, i soggetti designati in attuazione dei commi 3 e 4.9. Il committente o il responsabile dei lavori, anche nel caso di affidamentodei lavori ad ununica impresa:a) verifica lidoneita tecnico-professionale dellimpresa affidataria,delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi in relazione alle funzioni oai lavori da affidare, con le modalita di cui allallegato XVII. Nei casi dicui al comma 11, il requisito di cui al periodo che precede si considerasoddisfatto mediante presentazione da parte delle imprese del certificato diiscrizione alla Camera di commercio, industria e artigianato e del documentounico di regolarita contributiva, corredato da autocertificazione in ordine alpossesso degli altri requisiti previsti dallallegato XVII;b) chiede alle imprese esecutrici una dichiarazione dellorganico medio annuo,distinto per qualifica, corredata dagli estremi delle denunce dei lavoratorieffettuate allIstituto nazionale della previdenza sociale (INPS), allIstitutonazionale assicurazione infortuni sul lavoro (INAIL) e alle casse edili, noncheuna dichiarazione relativa al contratto collettivo stipulato dalleorganizzazioni sindacali comparativamente piu rappresentative, applicato ailavoratori dipendenti. Nei casi di cui al comma 11, il requisito di cui alperiodo che precede si considera soddisfatto mediante presentazione da partedelle imprese del documento unico di regolarita contributiva edellautocertificazione relativa al contratto collettivo applicato;
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/c) trasmette allamministrazione competente, prima dellinizio dei lavorioggetto del permesso di costruire o della denuncia di inizio attivita, ilnominativo delle imprese esecutrici dei lavori unitamente alla documentazione dicui alle lettere a) e b). Lobbligo di cui al periodo che precede sussiste anchein caso di lavori eseguiti in economia mediante affidamento delle singolelavorazioni a lavoratori autonomi, ovvero di lavori realizzati direttamente conproprio personale dipendente senza ricorso allappalto. In assenza del documentounico di regolarita contributiva, anche in caso di variazione dellimpresaesecutrice dei lavori, lefficacia del titolo abilitativo e sospesa.10. In assenza del piano di sicurezza e di coordinamento di cui allarticolo 100o del fascicolo di cui allarticolo 91, comma 1, lettera b), quando previsti,oppure in assenza di notifica di cuiallarticolo 99, quando prevista, e sospesa lefficacia del titolo abilitativo.Lorgano di vigilanza comunica linadempienza allamministrazione concedente.11. In caso di lavori privati, la disposizione di cui al comma 3 non si applicaai lavori non soggetti a permesso di costruire. Si applica in ogni caso quantodisposto dallarticolo 92, comma 2.Titolo IV CANTIERI TEMPORANEI O MOBILICapo I Misure per la salute e sicurezza nei cantieri temporanei o mobiliArt. 91. Obblighi del coordinatore per la progettazione1. Durante la progettazione dellopera e comunque prima della richiesta dipresentazione delle offerte, il coordinatore per la progettazione:a) redige il piano di sicurezza e di coordinamento di cui allarticolo 100,comma 1, i cui contenuti sono dettagliatamente specificati nellallegato XV;b) predispone un fascicolo, i cui contenuti sono definiti allallegato XVI,contenente le informazioni utili ai fini della prevenzione e della protezionedai rischi cui sono esposti i lavoratori, tenendo conto delle specifiche normedi buona tecnica e dellallegato II al documento UE 26 maggio 1993. Il fascicolonon e predisposto nel caso di lavori di manutenzione ordinaria di cuiallarticolo 3, comma 1, lettera a) del testo unico delledisposizioni legislative e regolamentari in materia di edilizia, di cui aldecreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380.2. Il fascicolo di cui al comma 1, lettera b), e preso in considerazioneallatto di eventuali lavori successivi sullopera.Titolo IV CANTIERI TEMPORANEI O MOBILICapo I Misure per la salute e sicurezza nei cantieri temporanei o mobiliArt. 92. Obblighi del coordinatore per lesecuzione dei lavori1. Durante la realizzazione dellopera, il coordinatore per lesecuzione deilavori:a) verifica, con opportune azioni di coordinamento e controllo, lapplicazione,da parte delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi, delle disposizioniloro pertinenti contenute nel piano di sicurezza e di coordinamento di cuiallarticolo 100 e la corretta applicazione delle relative procedure di lavoro;b) verifica lidoneita del piano operativo di sicurezza, da considerare comepiano complementare di dettaglio del piano di sicurezza e coordinamento di cuiallarticolo 100, assicurandone la coerenza con questultimo, adegua il piano disicurezza e di coordinamento di cui allarticolo 100 e il fascicolo di cuiallarticolo 91, comma 1, lettera b), in relazione allevoluzione dei lavori edalle eventuali modifiche intervenute, valutando le proposte delle impreseesecutrici dirette a migliorare la sicurezza in cantiere, verifica che leimprese esecutrici adeguino, se necessario, i rispettivi piani operativi disicurezza;c) organizza tra i datori di lavoro, ivi compresi i lavoratori autonomi, lacooperazione ed il coordinamento delle attivita nonche la loro reciprocainformazione;d) verifica lattuazione di quanto previsto negli accordi tra le parti socialial fine di realizzare il coordinamento tra i rappresentanti della sicurezzafinalizzato al miglioramento della sicurezza in cantiere;
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/e) segnala al committente e al responsabile dei lavori, previa contestazionescritta alle imprese e ai lavoratori autonomi interessati, le inosservanze alledisposizioni degli articoli 94, 95 e 96 e alle prescrizioni del piano di cuiallarticolo 100, e propone la sospensione dei lavori, lallontanamento delleimprese o dei lavoratori autonomi dal cantiere, o la risoluzione del contratto.Nel caso in cui il committente o il responsabile dei lavori non adotti alcunprovvedimento in merito alla segnalazione, senza fornire idonea motivazione, ilcoordinatore per lesecuzione da comunicazione dellinadempienza alla aziendaunita sanitaria locale e alla direzione provinciale del lavoro territorialmentecompetenti;f) sospende, in caso di pericolo grave e imminente, direttamente riscontrato, lesingole lavorazioni fino alla verifica degli avvenuti adeguamenti effettuatidalle imprese interessate.2. Nei casi di cui allarticolo 90, comma 5, il coordinatore per lesecuzione,oltre a svolgere i compiti di cui al comma 1, redige il piano di sicurezza e dicoordinamento e predispone il fascicolo, di cui allarticolo 91, comma 1,lettere a) e b).Titolo IV CANTIERI TEMPORANEI O MOBILICapo I Misure per la salute e sicurezza nei cantieri temporanei o mobiliArt. 93. Responsabilita dei committenti e dei responsabili dei lavori1. Il committente e esonerato dalle responsabilita connessealladempimento degli obblighi limitatamente allincarico conferito alresponsabile dei lavori. In ogni caso il conferimento dellincarico alresponsabile dei lavori non esonera il committente dalle responsabilitaconnesse alla verifica degli adempimenti degli obblighi di cui agli articoli 90,92, comma 1, lettera e), e 99.2. La designazione del coordinatore per la progettazione e del coordinatore perlesecuzione, non esonera il responsabile dei lavori dalle responsabilitaconnesse alla verifica delladempimento degli obblighi di cui agli articoli 91,comma 1, e 92, comma 1, lettere a), b), c) e d).Titolo IV CANTIERI TEMPORANEI O MOBILICapo I Misure per la salute e sicurezza nei cantieri temporanei o mobiliArt. 94. Obblighi dei lavoratori autonomi1. I lavoratori autonomi che esercitano la propria attivita nei cantieri, fermorestando gli obblighi di cui al presente decreto legislativo, si adeguano alleindicazioni fornite dal coordinatore per lesecuzione dei lavori, ai fini dellasicurezza.Titolo IV CANTIERI TEMPORANEI O MOBILICapo I Misure per la salute e sicurezza nei cantieri temporanei o mobiliArt. 95. Misure generali di tutela1. I datori di lavoro delle imprese esecutrici, durante lesecuzione delloperaosservano le misure generali di tutela di cui allarticolo 15 e curano, ciascunoper la parte di competenza, in particolare:a) il mantenimento del cantiere in condizioni ordinate e di soddisfacentesalubrita;b) la scelta dellubicazione di posti di lavoro tenendo conto delle condizionidi accesso a tali posti, definendo vie o zone di spostamento o di circolazione;c) le condizioni di movimentazione dei vari materiali;d) la manutenzione, il controllo prima dellentrata in servizio e il controlloperiodico degli impianti e dei dispositivi al fine di eliminare i difetti chepossono pregiudicare la sicurezza e la salute dei lavoratori;e) la delimitazione e lallestimento delle zone di stoccaggio e di deposito deivari materiali, in particolare quando si tratta di materie e di sostanzepericolose;f) ladeguamento, in funzione dellevoluzione del cantiere, della durataeffettiva da attribuire ai vari tipi di lavoro o fasi di lavoro;g) la cooperazione tra datori di lavoro e lavoratori autonomi;h) le interazioni con le attivita che avvengono sul luogo, allinterno o inprossimita del cantiere.
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/Titolo IV CANTIERI TEMPORANEI O MOBILICapo I Misure per la salute e sicurezza nei cantieri temporanei o mobiliArt. 96. Obblighi dei datori di lavoro, dei dirigenti e dei preposti1. I datori di lavoro delle imprese affidatarie e delle imprese esecutrici,anche nel caso in cui nel cantiere operi una unica impresa, anche familiare ocon meno di dieci addetti:a) adottano le misure conformi alle prescrizioni di cui allallegato XIII;b) predispongono laccesso e la recinzione del cantiere con modalitachiaramente visibili e individuabili;c) curano la disposizione o laccatastamento di materiali o attrezzature in mododa evitarne il crollo o il ribaltamento;d) curano la protezione dei lavoratori contro le influenze atmosferiche chepossono compromettere la loro sicurezza e la loro salute;e) curano le condizioni di rimozione dei materiali pericolosi, previo, se delcaso, coordinamento con il committente o il responsabile dei lavori;f) curano che lo stoccaggio e levacuazione dei detriti e delle macerieavvengano correttamente;g)redigono il piano operativo di sicurezza di cui allarticolo 89, comma 1,lettera h).2. Laccettazione da parte di ciascun datore di lavoro delle imprese esecutricidel piano di sicurezza e di coordinamento di cui allarticolo 100 e la redazionedel piano operativo di sicurezza costituiscono, limitatamente al singolocantiere interessato, adempimento alle disposizioni di cui allarticolo 17 comma1, lettera a), allarticolo 18, comma 1, lettera z), e allarticolo 26, commi 1,lettera b), e 3.Titolo IV CANTIERI TEMPORANEI O MOBILICapo I Misure per la salute e sicurezza nei cantieri temporanei o mobiliArt. 97. Obblighi del datore di lavoro dellimpresa affidataria1. Il datore di lavoro dellimpresa affidataria vigila sulla sicurezza deilavori affidati e sullapplicazione delle disposizioni e delle prescrizioni delpiano di sicurezza e coordinamento.2. Gli obblighi derivanti dallarticolo 26, fatte salve le disposizioni di cuiallarticolo 96, comma 2, sono riferiti anche al datore di lavoro dellimpresaaffidataria. Per la verifica dellidoneita tecnico professionale si fariferimento alle modalita di cui allallegato XVII.3. Il datore di lavoro dellimpresa affidataria deve, inoltre: a) coordinare gliinterventi di cui agli articoli 95 e 96; b) verificare la congruenza dei pianioperativi di sicurezza(POS) delle imprese esecutrici rispetto al proprio, prima della trasmissione deisuddetti piani operativi di sicurezza al coordinatore per lesecuzione.Titolo IV CANTIERI TEMPORANEI O MOBILICapo I Misure per la salute e sicurezza nei cantieri temporanei o mobiliArt. 98. Requisiti professionali del coordinatore per la progettazione delcoordinatore per lesecuzione dei lavori1. Il coordinatore per la progettazione e il coordinatore per lesecuzione deilavori devono essere in possesso dei seguenti requisiti:a) laurea magistrale conseguita in una delle seguenti classi: LM-4, da LM-20 aLM-35, LM-69, LM-73, LM-74, di cui al decreto del Ministro delluniversita edella ricerca in data 16 marzo 2007, pubblicato nel supplemento ordinario allaGazzetta Ufficiale n. 157 del 9 luglio 2007, ovvero laurea specialisticaconseguita nelle seguenti classi: 4/S, da 25/S a 38/S, 77/S, 74/S, 86/S, di cuial decreto del Ministro delluniversita e della ricerca scientifica etecnologica in data 4 agosto 2000, pubblicato nel supplementoordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 245 del 19 ottobre 2000, ovverocorrispondente diploma di laurea ai sensi del decreto del Ministrodellistruzione, delluniversita e della ricerca in data 5 maggio 2004,pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 196 del 21 agosto 2004, noncheattestazione, da parte di datori di lavoro o committenti, comprovante
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/lespletamento di attivita lavorativa nel settore delle costruzioni per almenoun anno;b) laurea conseguita nelle seguenti classi L7, L8, L9, L17, L23, di cui alpredetto decreto ministeriale in data 16 marzo 2007, ovvero laurea conseguitanelle classi 8, 9, 10, 4, di cui al citato decreto ministeriale in data 4 agosto2000, nonche attestazione, da parte di datori di lavoro o committenti,comprovante lespletamento di attivita lavorative nel settore delle costruzioniper almeno due anni;c) diploma di geometra o perito industriale o perito agrario o agrotecnico,nonche attestazione, da parte di datori di lavoro o committenti, comprovantelespletamento di attivita lavorativa nel settore delle costruzioni per almenotre anni.2. I soggetti di cui al comma 1, devono essere, altresi, in possesso diattestato di frequenza, con verifica dellapprendimento finale, a specificocorso in materia di sicurezza organizzato dalle regioni, mediante le strutturetecniche operanti nel settore della prevenzione e della formazioneprofessionale, o, in via alternativa, dallISPESL, dallINAIL, dallIstitutoitaliano di medicina sociale, dai rispettivi ordini o collegi professionali,dalle universita, dalle associazioni sindacali dei datori di lavoro e deilavoratori o dagli organismi paritetici istituiti nel settore delledilizia.3. I contenuti, le modalita e la durata dei corsi di cui al comma 2 devonorispettare almeno le prescrizioni di cui allallegato XIV.4. Lattestato di cui al comma 2 non e richiesto per coloro che, non piu inservizio, abbiano svolto attivita tecnica in materia di sicurezza nellecostruzioni, per almeno cinque anni, in qualita di pubblici ufficiali o diincaricati di pubblico servizio e per coloro che producano un certificatouniversitario attestante il superamento di un esame relativo ad uno specificoinsegnamento del corso di laurea nel cui programma siano presenti i contenutiminimi di cui allallegato XIV, o lattestato di partecipazione ad un corso diperfezionamento universitario con i medesimi contenuti minimi. Lattestato dicui al comma 2 non e richiesto per coloro che sono in possesso della laureamagistrale LM-26.5. Le spese connesse allespletamento dei corsi di cui al comma 2 sono a totalecarico dei partecipanti.6. Le regioni determinano la misura degli oneri per il funzionamento dei corsidi cui al comma 2, da esse organizzati, da porsi a carico dei partecipanti.Titolo IV CANTIERI TEMPORANEI O MOBILICapo I Misure per la salute e sicurezza nei cantieri temporanei o mobiliArt. 99. Notifica preliminare1. Il committente o il responsabile dei lavori, prima dellinizio dei lavori,trasmette allazienda unita sanitaria locale e alla direzione provinciale dellavoro territorialmente competenti la notifica preliminare elaborataconformemente allallegato XII, nonche gli eventuali aggiornamenti nei seguenticasi:a) cantieri di cui allarticolo 90, comma 3;b) cantieri che, inizialmente non soggetti allobbligo di notifica, ricadononelle categorie di cui alla lettera a) per effetto di varianti sopravvenute incorso dopera;c) cantieri in cui opera ununica impresa la cui entita presunta di lavoro nonsia inferiore a duecento uomini-giorno.2. Copia della notifica deve essere affissa in maniera visibile presso ilcantiere e custodita a disposizione dellorgano di vigilanza territorialmentecompetente.3. Gli organismi paritetici istituiti nel settore delle costruzioni inattuazione dellarticolo 51 possono chiedere copia dei dati relativi allenotifiche preliminari presso gli organi di vigilanza.Titolo IV CANTIERI TEMPORANEI O MOBILICapo I Misure per la salute e sicurezza nei cantieri temporanei o mobiliArt. 100. Piano di sicurezza e di coordinamento
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/1. Il piano e costituito da una relazione tecnica e prescrizioni correlate allacomplessita dellopera da realizzare ed alle eventuali fasi critiche delprocesso di costruzione, atte a prevenire o ridurre i rischi per la sicurezza ela salute dei lavoratori, ivi compresi i rischi particolari di cui allallegatoXI, nonche la stima dei costi di cui al punto 4 dellallegato XV. Il piano disicurezza e coordinamento (PSC) e corredato da tavole esplicative di progetto,relative agli aspetti della sicurezza, comprendenti almeno una planimetriasullorganizzazione del cantiere e, ove la particolarita dellopera lorichieda, una tavola tecnica sugli scavi. I contenuti minimi del piano disicurezza e di coordinamento e lindicazione della stima dei costi dellasicurezza sono definiti allallegato XV.2. Il piano di sicurezza e coordinamento e parte integrante del contratto diappalto.3. I datori di lavoro delle imprese esecutrici e i lavoratori autonomi sonotenuti ad attuare quanto previsto nel piano di cui al comma 1 e nel pianooperativo di sicurezza.4. I datori di lavoro delle imprese esecutrici mettono a disposizione deirappresentanti per la sicurezza copia del piano di sicurezza e di coordinamentoe del piano operativo di sicurezza almeno dieci giorni prima dellinizio deilavori.5. Limpresa che si aggiudica i lavori ha facolta di presentare alcoordinatore per lesecuzione proposte di integrazione al piano di sicurezza edi coordinamento, ove ritenga di poter meglio garantire la sicurezza nelcantiere sulla base della propria esperienza. In nessun caso le eventualiintegrazioni possono giustificare modifiche o adeguamento dei prezzi pattuiti.6. Le disposizioni del presente articolo non si applicano ai lavori la cuiesecuzione immediata e necessaria per prevenire incidenti imminenti o perorganizzare urgenti misure di salvataggio.Titolo IV CANTIERI TEMPORANEI O MOBILICapo I Misure per la salute e sicurezza nei cantieri temporanei o mobiliArt. 101. Obblighi di trasmissione1. Il committente o il responsabile dei lavori trasmette il piano di sicurezza edi coordinamento a tutte le imprese invitate a presentare offerte perlesecuzione dei lavori. In caso di appalto di opera pubblica si consideratrasmissione la messa a disposizione del piano a tutti i concorrenti alla garadi appalto.2. Prima dellinizio dei lavori limpresa affidataria trasmette il piano di cuial comma 1 alle imprese esecutrici e ai lavoratori autonomi.3. Prima dellinizio dei rispettivi lavori ciascuna impresa esecutrice trasmetteil proprio piano operativo di sicurezza allimpresa affidataria, la quale,previa verifica della congruenza rispetto al proprio, lo trasmette alcoordinatore per lesecuzione. I lavori hanno inizio dopo lesito positivo dellesuddette verifiche che sono effettuate tempestivamente e comunque non oltre 15giorni dallavvenuta ricezione.Titolo IV CANTIERI TEMPORANEI O MOBILICapo I Misure per la salute e sicurezza nei cantieri temporanei o mobiliArt. 102. Consultazione dei rappresentanti per la sicurezza1. Prima dellaccettazione del piano di sicurezza e di coordinamento di cuiallarticolo 100 e delle modifiche significative apportate allo stesso, ildatore di lavoro di ciascuna impresa esecutrice consulta il rappresentante deilavoratori per la sicurezza e gli fornisce eventuali chiarimenti sul contenutodel piano. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza ha facolta diformulare proposte al riguardo.Titolo IV CANTIERI TEMPORANEI O MOBILICapo I Misure per la salute e sicurezza nei cantieri temporanei o mobiliArt. 103. Modalita di previsione dei livelli di emissione sonora1. Lemissione sonora di attrezzature di lavoro, macchine e impianti puo esserestimata in fase preventiva facendo riferimento a livelli di rumore standardindividuati da studi e misurazioni la cui validita e riconosciuta dalla
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/Commissione consultiva permanente di cui allarticolo 6, riportando la fontedocumentale cui si e fatto riferimento.Titolo IV CANTIERI TEMPORANEI O MOBILICapo I Misure per la salute e sicurezza nei cantieri temporanei o mobiliArt. 104. Modalita attuative di particolari obblighi1. Nei cantieri la cui durata presunta dei lavori e inferiore ai duecentogiorni lavorativi, ladempimento di quanto previsto dallarticolo 102costituisce assolvimento dellobbligo di riunione di cui allarticolo 35, salvomotivata richiesta del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.2. Nei cantieri la cui durata presunta dei lavori e inferiore ai 200 giornilavorativi, e ove sia prevista la sorveglianza sanitaria di cui allarticolo 41,la visita del medico competente agli ambienti di lavoro in cantieri aventicaratteristiche analoghe a quelli gia visitati dallo stesso medico competente egestiti dalle stesseimprese, e sostituita o integrata, a giudizio del medico competente, conlesame di piani di sicurezza relativi ai cantieri in cui svolgono la loroattivita i lavoratori soggetti alla sua sorveglianza. Il medico competentevisita almeno una volta allanno lambiente di lavoro in cui svolgono la loroattivita i lavoratori soggetti alla sua sorveglianza.3. Fermo restando quanto previsto dallarticolo 37, i criteri e i contenuti perla formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti possono essere definitidalle parti sociali in sede di contrattazione nazionale di categoria.4. I datori di lavoro, quando e previsto nei contratti di affidamento deilavori che il committente o il responsabile dei lavori organizzi appositoservizio di pronto soccorso, antincendio ed evacuazione dei lavoratori, sonoesonerati da quanto previsto dallarticolo 18, comma 1, lettera b).Capo IINorme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni e neilavori in quotaSezione I Campo di applicazioneArt. 105. Attivita soggette1. Le norme del presente capo si applicano alle attivita che, da chiunqueesercitate e alle quali siano addetti lavoratori subordinati o autonomi,concernono la esecuzione dei lavori di costruzione, manutenzione, riparazione,demolizione, conservazione, risanamento, ristrutturazione o equipaggiamento, latrasformazione, il rinnovamento o lo smantellamento di opere fisse, permanenti otemporanee, in muratura, in cemento armato, in metallo, in legno o in altrimateriali, comprese le linee e gli impianti elettrici, le opere stradali,ferroviarie, idrauliche, marittime, idroelettriche, di bonifica, sistemazioneforestale e di sterro. Costituiscono, inoltre, lavori di costruzione edile o diingegneria civile gli scavi, ed il montaggio e lo smontaggio di elementiprefabbricati utilizzati per la realizzazione di lavori edili o di ingegneriacivile. Le norme del presente capo si applicano ai lavori in quota di cui alpresente capo e ad in ogni altra attivita lavorativa.Capo IINorme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni e neilavori in quotaSezione ICampo di applicazioneArt. 106. Attivita escluse1. Le disposizioni del presente capo non si applicano: a) ai lavori diprospezione, ricerca e coltivazione dellesostanze minerali; b) alle attivita di prospezione, ricerca, coltivazione estoccaggio degli idrocarburi liquidi e gassosi nel territorio nazionale, nelmare territoriale e nella piattaforma continentale e nelle altre areesottomarine comunque soggette ai poteri dello Stato;c) ai lavori svolti in mare.Capo II
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni e neilavori in quotaSezione I Campo di applicazioneArt. 107. Definizioni1. Agli effetti delle disposizioni di cui al presente capo si intende per lavoroin quota: attivita lavorativa che espone il lavoratore al rischio di caduta dauna quota posta ad altezza superiore a 2 m rispetto ad un piano stabile.Sezione II Disposizioni di carattere generaleArt. 108. Viabilita nei cantieri1. Durante i lavori deve essere assicurata nei cantieri la viabilita dellepersone e dei veicoli conformemente al punto 1 dellallegato XVIII.Sezione II Disposizioni di carattere generaleArt. 109. Recinzione del cantiere1. Il cantiere, in relazione al tipo di lavori effettuati, deve essere dotato direcinzione avente caratteristiche idonee ad impedire laccesso agli estraneialle lavorazioni.Sezione II Disposizioni di carattere generaleArt. 110. Luoghi di transito1. Il transito sotto ponti sospesi, ponti a sbalzo, scale aeree e simili deveessere impedito con barriere o protetto con ladozione di misure o cauteleadeguate.Sezione II Disposizioni di carattere generaleArt. 111. Obblighi del datore di lavoro nelluso di attrezzature per lavori inquota1. Il datore di lavoro, nei casi in cui i lavori temporanei in quota non possonoessere eseguiti in condizioni di sicurezza e in condizioni ergonomiche adeguatea partire da un luogo adatto allo scopo, sceglie le attrezzature di lavoro piuidonee a garantire e mantenere condizioni di lavoro sicure, in conformita aiseguenti criteri:a) priorita alle misure di protezione collettiva rispetto alle misure diprotezione individuale;b) dimensioni delle attrezzature di lavoro confacenti alla natura dei lavori daeseguire, alle sollecitazioni prevedibili e ad unacircolazione priva di rischi. 2. Il datore di lavoro sceglie il tipo piu idoneodi sistema diaccesso ai posti di lavoro temporanei in quota in rapporto alla frequenza dicircolazione, al dislivello e alla durata dellimpiego. Il sistema di accessoadottato deve consentire levacuazione in caso di pericolo imminente. Ilpassaggio da un sistema di accesso a piattaforme, impalcati, passerelle eviceversa non deve comportare rischi ulteriori di caduta.3. Il datore di lavoro dispone affinche sia utilizzata una scala a pioli qualeposto di lavoro in quota solo nei casi in cui luso di altre attrezzature dilavoro considerate piu sicure non e giustificato a causa del limitato livellodi rischio e della breve durata di impiego oppure delle caratteristicheesistenti dei siti che non puo modificare.4. Il datore di lavoro dispone affinche siano impiegati sistemi di accesso e diposizionamento mediante funi alle quali il lavoratore e direttamente sostenuto,soltanto in circostanze in cui, a seguito della valutazione dei rischi, risultache il lavoro puo essere effettuato in condizioni di sicurezza e limpiego diunaltra attrezzatura di lavoro considerata piu sicura non e giustificato acausa della breve durata di impiego e delle caratteristiche esistenti dei sitiche non puo modificare. Lo stesso datore di lavoro prevede limpiego di unsedile munito di appositi accessori in funzione dellesito della valutazione deirischi ed, in particolare, della durata dei lavori e dei vincoli di carattereergonomico.5. Il datore di lavoro, in relazione al tipo di attrezzature di lavoro adottatein base ai commi precedenti, individua le misure atte a minimizzare i rischi peri lavoratori, insiti nelle attrezzature in questione, prevedendo, ovenecessario, linstallazione di dispositivi di protezione contro le cadute. I
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/predetti dispositivi devono presentare una configurazione ed una resistenza talida evitare o da arrestare le cadute da luoghi di lavoro in quota e da prevenire,per quanto possibile, eventuali lesioni dei lavoratori. I dispositivi diprotezione collettiva contro le cadute possono presentare interruzioni soltantonei punti in cui sono presenti scale a pioli o a gradini.6. Il datore di lavoro nel caso in cui lesecuzione di un lavoro di naturaparticolare richiede leliminazione temporanea di un dispositivo di protezionecollettiva contro le cadute, adotta misure di sicurezza equivalenti ed efficaci.Il lavoro e eseguito previa adozione di tali misure. Una volta terminatodefinitivamente o temporaneamente detto lavoro di natura particolare, idispositivi di protezione collettiva contro le cadute devono essereripristinati.7. Il datore di lavoro effettua i lavori temporanei in quota soltanto se lecondizioni meteorologiche non mettono in pericolo la sicurezza e la salute deilavoratori.8. Il datore di lavoro dispone affinche sia vietato assumere e somministrarebevande alcoliche e superalcoliche ai lavoratori addetti ai lavori in quota.Sezione II Disposizioni di carattere generaleArt. 112.Idoneita delle opere provvisionali1. Le opere provvisionali devono essere allestite con buon materiale ed a regoladarte, proporzionate ed idonee allo scopo; esse devono essere conservate inefficienza per la intera durata del lavoro.2. Prima di reimpiegare elementi di ponteggi di qualsiasi tipo si deveprovvedere alla loro verifica per eliminare quelli non ritenuti piu idonei aisensi dellallegato XIX.Sezione II Disposizioni di carattere generaleArt. 113. Scale1. Le scale fisse a gradini, destinate al normale accesso agli ambienti dilavoro, devono essere costruite e mantenute in modo da resistere ai carichimassimi derivanti da affollamento per situazioni di emergenza. I gradini devonoavere pedata e alzata dimensionate a regola darte e larghezza adeguata alleesigenze del transito. Dette scale ed i relativi pianerottoli devono essereprovvisti, sui lati aperti, di parapetto normale o di altra difesa equivalente.Le rampe delimitate da due pareti devono essere munite di almeno un corrimano.2. Le scale a pioli di altezza superiore a m 5, fissate su pareti oincastellature verticali o aventi una inclinazione superiore a 75 gradi, devonoessere provviste, a partire da m 2,50 dal pavimento o dai ripiani, di una solidagabbia metallica di protezione avente maglie o aperture di ampiezza tale daimpedire la caduta accidentale della persona verso lesterno. La parete dellagabbia opposta al piano dei pioli non deve distare da questi piu di cm 60. Ipioli devono distare almeno 15 centimetri dalla parete alla quale sono applicatio alla quale la scala e fissata. Quando lapplicazione della gabbia alle scalecostituisca intralcio allesercizio o presenti notevoli difficolta costruttive,devono essere adottate, in luogo della gabbia, altre misure di sicurezza atte adevitare la caduta delle persone per un tratto superiore ad un metro.3. Le scale semplici portatili (a mano) devono essere costruite con materialeadatto alle condizioni di impiego, devono essere sufficientemente resistentinellinsieme e nei singoli elementi e devono avere dimensioni appropriate alloro uso. Dette scale, se di legno, devono avere i pioli fissati ai montantimediante incastro. I pioli devono essere privi di nodi. Tali pioli devono esseretrattenuti con tiranti in ferro applicati sotto i due pioli estremi; nelle scalelunghe piu di 4 metri deve essere applicato anche un tirante intermedio. Evietato luso di scale che presentino listelli di legno chiodati sui montanti alposto dei pioli rotti. Esse devono inoltre essere provviste di:a) dispositivi antisdrucciolevoli alle estremita inferiori dei due montanti;b) ganci di trattenuta o appoggi antisdrucciolevoli alle estremita superiori,quando sia necessario per assicurare la stabilita della scala.4. Per le scale provviste alle estremita superiori di dispositivi
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/di trattenuta, anche scorrevoli su guide, non sono richieste le misure disicurezza indicate nelle lettere a) e b) del comma 3. Le scale a mano usate perlaccesso ai vari piani dei ponteggi e delle impalcature non devono essere posteluna in prosecuzione dellaltra. Le scale che servono a collegare stabilmentedue ponti, quando sono sistemate verso la parte esterna del ponte, devono essereprovviste sul lato esterno di un corrimano parapetto.5. Quando luso delle scale, per la loro altezza o per altre cause, comportipericolo di sbandamento, esse devono essere adeguatamente assicurate otrattenute al piede da altra persona.6. Il datore di lavoro assicura che le scale a pioli siano sistemate in modo dagarantire la loro stabilita durante limpiego e secondo i seguenti criteri:a) le scale a pioli portatili devono poggiare su un supporto stabile,resistente, di dimensioni adeguate e immobile, in modo da garantire la posizioneorizzontale dei pioli;b) le scale a pioli sospese devono essere agganciate in modo sicuro e, adeccezione delle scale a funi, in maniera tale da evitare spostamenti e qualsiasimovimento di oscillazione;c) lo scivolamento del piede delle scale a pioli portatili, durante il loro uso,deve essere impedito con fissaggio della parte superiore o inferiore deimontanti, o con qualsiasi dispositivo antiscivolo, o ricorrendo a qualsiasialtra soluzione di efficacia equivalente;d) le scale a pioli usate per laccesso devono essere tali da sporgere asufficienza oltre il livello di accesso, a meno che altri dispositivigarantiscono una presa sicura;e) le scale a pioli composte da piu elementi innestabili o a sfilo devonoessere utilizzate in modo da assicurare il fermo reciproco dei vari elementi;f) le scale a pioli mobili devono essere fissate stabilmente prima di accedervi.7. Il datore di lavoro assicura che le scale a pioli siano utilizzate in modo daconsentire ai lavoratori di disporre in qualsiasi momento di un appoggio e diuna presa sicuri. In particolare il trasporto a mano di pesi su una scala apioli non deve precludere una presa sicura.8. Per luso delle scale portatili composte di due o piu elementi innestati(tipo allitaliana o simili), oltre quanto prescritto nel comma 3, si devonoosservare le seguenti disposizioni:a) la lunghezza della scala in opera non deve superare i 15 metri, salvoparticolari esigenze, nel qual caso le estremita superiori dei montanti devonoessere assicurate a parti fisse;b) le scale in opera lunghe piu di 8 metri devono essere munite di rompitrattaper ridurre la freccia di inflessione;c) nessun lavoratore deve trovarsi sulla scala quando se ne effettua lospostamento laterale;d) durante lesecuzione dei lavori, una persona deve esercitare da terra unacontinua vigilanza della scala.9. Le scale doppie non devono superare laltezza di m 5 e devono essereprovviste di catena di adeguata resistenza o di altro dispositivo che impediscalapertura della scala oltre il limite prestabilito di sicurezza.10. E ammessa la deroga alle disposizioni di carattere costruttivo di cui aicommi 3, 8 e 9 per le scale portatili conformi allallegato XX.Sezione IIDisposizioni di carattere generaleArt. 114. Protezione dei posti di lavoro1. Quando nelle immediate vicinanze dei ponteggi o del posto di caricamento esollevamento dei materiali vengono impastati calcestruzzi e malte o eseguitealtre operazioni a carattere continuativo il posto di lavoro deve essereprotetto da un solido impalcato sovrastante, contro la caduta di materiali.2. Il posto di carico e di manovra degli argani a terra deve essere delimitatocon barriera per impedire la permanenza ed il transito sotto i carichi.3. Nei lavori che possono dar luogo a proiezione di schegge, come quelli dispaccatura o scalpellatura di blocchi o pietre e simili, devono essere
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/predisposti efficaci mezzi di protezione a difesa sia delle persone direttamenteaddette a tali lavori sia di coloro che sostano o transitano in vicinanza. Talimisure non sono richieste per i lavori di normale adattamento di pietrame nellacostruzione di muratura comune.Sezione II Disposizioni di carattere generaleArt. 115. Sistemi di protezione contro le cadute dallalto1. Nei lavori in quota qualora non siano state attuate misure di protezionecollettiva come previsto allarticolo 111, comma 1, lettera a), e necessarioche i lavoratori utilizzino idonei sistemi di protezione composti da diversielementi, non necessariamente presenti contemporaneamente, quali i seguenti:a) assorbitori di energia; b) connettori; c) dispositivo di ancoraggio; d)cordini;e) dispositivi retrattili; f) guide o linee vita flessibili; g) guide o lineevita rigide; h) imbracature.2. Il sistema di protezione, certificato per luso specifico, deve permettereuna caduta libera non superiore a 1,5 m o, in presenza di dissipatore di energiaa 4 metri.3. Il cordino deve essere assicurato, direttamente o mediante connettore lungouna guida o linea vita, a parti stabili delle opere fisse o provvisionali.4. Nei lavori su pali il lavoratore deve essere munito di ramponi o mezziequivalenti e di idoneo dispositivo anticaduta.Sezione II Disposizioni di carattere generaleArt. 116. Obblighi dei datori di lavoro concernenti limpiego di sistemi diaccesso e di posizionamento mediante funi1. Il datore di lavoro impiega sistemi di accesso e di posizionamento mediantefuni in conformita ai seguenti requisiti:a) sistema comprendente almeno due funi ancorate separatamente, una perlaccesso, la discesa e il sostegno, detta fune di lavoro, e laltra confunzione di dispositivo ausiliario, detta fune di sicurezza. E ammesso luso diuna fune in circostanze eccezionali in cui luso di una seconda fune rende illavoro piu pericoloso e se sono adottate misure adeguate per garantire lasicurezza;b) lavoratori dotati di unadeguata imbracatura di sostegno collegata alla funedi sicurezza;c) fune di lavoro munita di meccanismi sicuri di ascesa e discesa e dotata di unsistema autobloccante volto a evitare la caduta nel caso in cui lutilizzatoreperda il controllo dei propri movimenti. La fune di sicurezza deve essere munitadi un dispositivo mobile contro le cadute che segue gli spostamenti dellavoratore;d) attrezzi ed altri accessori utilizzati dai lavoratori, agganciati alla loroimbracatura di sostegno o al sedile o ad altro strumento idoneo;e) lavori programmati e sorvegliati in modo adeguato, anche al fine di poterimmediatamente soccorrere il lavoratore in caso di necessita. Il programma deilavori definisce un piano di emergenza, le tipologie operative, i dispositivi diprotezione individuale, le tecniche e le procedure operative, gli ancoraggi, ilposizionamento degli operatori, i metodi di accesso, le squadre di lavoro e gliattrezzi di lavoro;f) il programma di lavoro deve essere disponibile presso i luoghi di lavoro aifini della verifica da parte dellorgano di vigilanza competente per territoriodi compatibilita ai criteri di cui allarticolo 111, commi 1 e 2.2. Il datore di lavoro fornisce ai lavoratori interessati una formazioneadeguata e mirata alle operazioni previste, in particolare in materia diprocedure di salvataggio.3. La formazione di cui al comma 2 ha carattere teorico-pratico e deveriguardare:a) lapprendimento delle tecniche operative e delluso dei dispositivinecessari;b) laddestramento specifico sia su strutture naturali, sia su manufatti;
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/c) lutilizzo dei dispositivi di protezione individuale, loro caratteristichetecniche, manutenzione, durata e conservazione;d) gli elementi di primo soccorso; e) i rischi oggettivi e le misure diprevenzione e protezione; f) le procedure di salvataggio.4. I soggetti formatori, la durata, gli indirizzi ed i requisiti minimi divalidita dei corsi sono riportati nellallegato XXI.Sezione II Disposizioni di carattere generaleArt. 117. Lavori in prossimita di parti attive1. Quando occorre effettuare lavori in prossimita di linee elettriche o diimpianti elettrici con parti attive non protette o che per circostanzeparticolari si debbano ritenere non sufficientemente protette, ferme restando lenorme di buona tecnica, si deve rispettare almeno una delle seguentiprecauzioni:a) mettere fuori tensione ed in sicurezza le parti attive per tutta la duratadei lavori;b) posizionare ostacoli rigidi che impediscano lavvicinamento alle partiattive;c) tenere in permanenza, persone, macchine operatrici, apparecchi disollevamento, ponteggi ed ogni altra attrezzatura a distanza di sicurezza.2. La distanza di sicurezza deve essere tale che non possano avvenire contattidiretti o scariche pericolose per le persone tenendo conto del tipo di lavoro,delle attrezzature usate e delle tensioni presenti.Sezione III Scavi e fondazioniArt. 118. Splateamento e sbancamento1. Nei lavori di splateamento o sbancamento eseguiti senza limpiego diescavatori meccanici, le pareti delle fronti di attacco devono avere unainclinazione o un tracciato tali, in relazione alla natura del terreno, daimpedire franamenti. Quando la parete del fronte di attacco supera laltezza dim 1,50, e vietato il sistema di scavo manuale per scalzamento alla base econseguente franamento della parete.2. Quando per la particolare natura del terreno o per causa di piogge, diinfiltrazione, di gelo o disgelo, o per altri motivi, siano da temere frane oscoscendimenti, deve essere provveduto allarmatura o al consolidamento delterreno.3. Nei lavori di escavazione con mezzi meccanici deve essere vietata la presenzadegli operai nel campo di azione dellescavatore e sul ciglio del fronte diattacco.4. Il posto di manovra delladdetto allescavatore, quando questo non sia munitodi cabina metallica, deve essere protetto con solido riparo.5. Ai lavoratori deve essere fatto esplicito divieto di avvicinarsialla base della parete di attacco e, in quanto necessario in relazioneallaltezza dello scavo o alle condizioni di accessibilita del ciglio dellaplatea superiore, la zona superiore di pericolo deve essere almeno delimitatamediante opportune segnalazioni spostabili col proseguire dello scavo.Sezione III Scavi e fondazioniArt. 119. Pozzi, scavi e cunicoli1. Nello scavo di pozzi e di trincee profondi piu di m 1,50, quando laconsistenza del terreno non dia sufficiente garanzia di stabilita, anche inrelazione alla pendenza delle pareti, si deve provvedere, man mano che procedelo scavo, alla applicazione delle necessarie armature di sostegno.2. Le tavole di rivestimento delle pareti devono sporgere dai bordi degli scavidi almeno 30 centimetri.3. Nello scavo dei cunicoli, a meno che si tratti di roccia che non presentipericolo di distacchi, devono predisporsi idonee armature per evitare franamentidella volta e delle pareti. Dette armature devono essere applicate man mano cheprocede il lavoro di avanzamento; la loro rimozione puo essere effettuata inrelazione al progredire del rivestimento in muratura.
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/4. Idonee armature e precauzioni devono essere adottate nelle sottomurazioni equando in vicinanza dei relativi scavi vi siano fabbriche o manufatti le cuifondazioni possano essere scoperte o indebolite dagli scavi.5. Nella infissione di pali di fondazione devono essere adottate misure eprecauzioni per evitare che gli scuotimenti del terreno producano lesioni odanni alle opere vicine con pericolo per i lavoratori.6. Nei lavori in pozzi di fondazione profondi oltre 3 metri deve esseredisposto, a protezione degli operai addetti allo scavo ed allasportazione delmateriale scavato, un robusto impalcato con apertura per il passaggio dellabenna.7. Nei pozzi e nei cunicoli deve essere prevista una adeguata assistenzaallesterno e le loro dimensioni devono essere tali da permettere il recupero diun lavoratore infortunato privo di sensi.Sezione III Scavi e fondazioniArt. 120.Deposito di materiali in prossimita degli scavi1. E vietato costituire depositi di materiali presso il ciglio degli scavi.Qualora tali depositi siano necessari per le condizioni del lavoro, si deveprovvedere alle necessarie puntellature.Sezione III Scavi e fondazioniArt. 121. Presenza di gas negli scavi1. Quando si eseguono lavori entro pozzi, fogne, cunicoli, camini e fosse ingenere, devono essere adottate idonee misure contro i pericoli derivanti dallapresenza di gas o vapori tossici, asfissianti, infiammabili o esplosivi, speciein rapporto alla natura geologica del terreno o alla vicinanza di fabbriche,depositi, raffinerie, stazioni di compressione e di decompressione, metanodottie condutture di gas, che possono dar luogo ad infiltrazione di sostanzepericolose.2. Quando sia accertata o sia da temere la presenza di gas tossici, asfissiantio la irrespirabilita dellaria ambiente e non sia possibile assicurare unaefficiente aerazione ed una completa bonifica, i lavoratori devono essereprovvisti di idonei dispositivi di protezione individuale delle vie respiratore,ed essere muniti di idonei dispositivi di protezione individuale collegati ad unidoneo sistema di salvataggio, che deve essere tenuto allesterno dal personaleaddetto alla sorveglianza. Questo deve mantenersi in continuo collegamento congli operai allinterno ed essere in grado di sollevare prontamente allesternoil lavoratore colpito dai gas.3. Possono essere adoperate le maschere respiratorie, in luogo diautorespiratori, solo quando, accertate la natura e la concentrazione dei gas ovapori nocivi o asfissianti, esse offrano garanzia di sicurezza e sempreche siaassicurata una efficace e continua aerazione.4. Quando si sia accertata la presenza di gas infiammabili o esplosivi, deveprovvedersi alla bonifica dellambiente mediante idonea ventilazione; deveinoltre vietarsi, anche dopo la bonifica, se siano da temere emanazioni di gaspericolosi, luso di apparecchi a fiamma, di corpi incandescenti e di apparecchicomunque suscettibili di provocare fiamme o surriscaldamenti atti ad incendiareil gas.5. Nei casi previsti dai commi 2, 3 e 4, i lavoratori devono essere abbinatinellesecuzione dei lavori.Sezione IV Ponteggi e impalcature in legnameArt. 122. Ponteggi ed opere provvisionali1. Nei lavori che sono eseguiti ad unaltezza superiore ai m 2, devono essereadottate, seguendo lo sviluppo dei lavori stessi, adeguate impalcature oponteggi o idonee opere provvisionali o comunque precauzioni atte ad eliminare ipericoli di caduta di persone e di cose conformemente al punto 2 dellallegatoXVIII.Sezione IV Ponteggi e impalcature in legnameArt. 123. Montaggio e smontaggio delle opere provvisionali
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/1. Il montaggio e lo smontaggio delle opere provvisionali devono essere eseguitisotto la diretta sorveglianza di un preposto ai lavori.Sezione IV Ponteggi e impalcature in legnameArt. 124. Deposito di materiali sulle impalcature1. Sopra i ponti di servizio e sulle impalcature in genere e vietato qualsiasideposito, eccettuato quello temporaneo dei materiali ed attrezzi necessari ailavori.2. Il peso dei materiali e delle persone deve essere sempre inferiore a quelloche e consentito dalla resistenza strutturale del ponteggio; lo spazio occupatodai materiali deve consentire i movimenti e le manovre necessarie perlandamento del lavoro.Sezione IV Ponteggi e impalcature in legnameArt. 125. Disposizione dei montanti1. I montanti devono essere costituiti con elementi accoppiati, i cui punti disovrapposizione devono risultare sfalsati di almeno un metro; devono altresiessere verticali o leggermente inclinati verso la costruzione.2. Per le impalcature fino ad 8 metri di altezza sono ammessi montanti singoliin un sol pezzo; per impalcature di altezza superiore, soltanto per gli ultimi 7metri i montanti possono essere ad elementi singoli.3. Il piede dei montanti deve essere solidamente assicurato alla base diappoggio o di infissione in modo che sia impedito ogni cedimento in sensoverticale ed orizzontale.4. Laltezza dei montanti deve superare di almeno metri 1,20 lultimo impalcatoo il piano di gronda.5. La distanza tra due montanti consecutivi non deve essere superiore a m 3,60;puo essere consentita una maggiore distanza quando cio sia richiesto daevidenti motivi di esercizio del cantiere, purche, in tale caso, la sicurezzadel ponteggio risulti da un progetto redatto da un ingegnere o architettocorredato dai relativi calcoli di stabilita.6. Il ponteggio deve essere efficacemente ancorato alla costruzione almeno incorrispondenza ad ogni due piani di ponteggio e ad ogni due montanti, condisposizione di ancoraggi a rombo o di pari efficacia.Sezione IV Ponteggi e impalcature in legnameArt. 126. Parapetti1. Gli impalcati e ponti di servizio, le passerelle, le andatoie, che sianoposti ad unaltezza maggiore di 2 metri, devono essere provvisti su tutti i lativerso il vuoto di robusto parapetto e in buono stato di conservazione.Sezione IV Ponteggi e impalcature in legnameArt. 127. Ponti a sbalzo1. Nei casi in cui particolari esigenze non permettono limpiego di pontinormali, possono essere consentiti ponti a sbalzo purche la loro costruzionerisponda a idonei procedimenti di calcolo e ne garantisca la solidita e lastabilita.Sezione IV Ponteggi e impalcature in legnameArt. 128. Sottoponti1. Gli impalcati e ponti di servizio devono avere un sottoponte di sicurezza,costruito come il ponte, a distanza non superiore a m 2,50.2. La costruzione del sottoponte puo essere omessa per i ponti sospesi, per iponti a sbalzo e quando vengano eseguiti lavori di manutenzione e di riparazionedi durata non superiore a cinque giorni.Sezione IV Ponteggi e impalcature in legnameArt. 129. Impalcature nelle costruzioni in conglomerato cementizio1. Nella esecuzione di opere a struttura in conglomerato cementizio, quando nonsi provveda alla costruzione da terra di una normale impalcatura con montanti,prima di iniziare la erezione delle casseforme per il getto dei pilastriperimetrali, deve essere sistemato, in corrispondenza al piano raggiunto, unregolare ponte di sicurezza a sbalzo, avente larghezza utile di almeno m 1,20.2. Le armature di sostegno del cassero per il getto della successiva soletta odella trave perimetrale, non devono essere lasciate sporgere dal filo del
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/fabbricato piu di 40 centimetri per laffrancamento della sponda esterna delcassero medesimo. Come sotto ponte puo servire limpalcato o ponte a sbalzocostruito in corrispondenza al piano sottostante.3. In corrispondenza ai luoghi di transito o stazionamento deve esseresistemato, allaltezza del solaio di copertura del piano terreno, un impalcatodi sicurezza (mantovana) a protezione contro la caduta di materiali dallalto.Tale protezione puo essere sostituita con una chiusura continua in graticci sulfronte del ponteggio, qualora presenti le stesse garanzie di sicurezza, o con lasegregazione dellarea sottostante.Sezione IV Ponteggi e impalcature in legnameArt. 130. Andatoie e passerelle1. Le andatoie devono avere larghezza non minore di m 0,60, quando sianodestinate soltanto al passaggio di lavoratori e di m 1,20, se destinate altrasporto di materiali. La loro pendenza non deve essere maggiore del 50 percento.2. Le andatoie lunghe devono essere interrotte da pianerottoli di riposo adopportuni intervalli; sulle tavole delle andatoie devono essere fissati listellitrasversali a distanza non maggiore del passo di un uomo carico.Sezione V Ponteggi fissiArt. 131. Autorizzazione alla costruzione ed allimpiego1. La costruzione e limpiego dei ponteggi realizzati con elementi portantiprefabbricati, metallici o non, sono disciplinati dalle norme della presentesezione.2. Per ciascun tipo di ponteggio, il fabbricante chiede al Ministero del lavoroe della previdenza sociale lautorizzazione alla costruzione ed allimpiego,corredando la domanda di una relazione nella quale devono essere specificati glielementi di cui allarticolo seguente.3. Il Ministero del lavoro e della previdenza sociale, in aggiuntaallautorizzazione di cui al comma 2 attesta, a richiesta e a seguito di esamedella documentazione tecnica, la rispondenza del ponteggio gia autorizzatoanche alle norme UNI EN 12810 e UNI EN 12811 o per i giunti alla norma UNI EN74.4. Possono essere autorizzati alla costruzione ed allimpiego ponteggi aventiinterasse qualsiasi tra i montanti della stessa fila a condizione che irisultati adeguatamente verificati delle prove di carico condotte su prototipisignificativi degli schemi funzionali garantiscano la sussistenza dei gradi disicurezza previsti dalle norme di buona tecnica.5. Lautorizzazione e soggetta a rinnovo ogni dieci anni per verificareladeguatezza del ponteggio allevoluzione del progresso tecnico.6. Chiunque intende impiegare ponteggi deve farsi rilasciare dalfabbricante copia della autorizzazione di cui al comma 2 e delle istruzioni eschemi elencati al comma 1, lettere d), e), f) e g) dellarticolo 132.7. Il Ministero del lavoro e della previdenza sociale si avvale anchedellISPESL per il controllo delle caratteristiche tecniche dei ponteggidichiarate dal titolare dellautorizzazione, attraverso controlli a campionepresso le sedi di produzione.Sezione V Ponteggi fissiArt. 132. Relazione tecnica1. La relazione di cui allarticolo 131 deve contenere: a) descrizione deglielementi che costituiscono il ponteggio,loro dimensioni con le tolleranze ammissibili e schema dellinsieme; b)caratteristiche di resistenza dei materiali impiegati ecoefficienti di sicurezza adottati per i singoli materiali; c) indicazione delleprove di carico, a cui sono stati sottopostii vari elementi; d) calcolo del ponteggio secondo varie condizioni di impiego;e) istruzioni per le prove di carico del ponteggio; f) istruzioni per ilmontaggio, impiego e smontaggio delponteggio; g) schemi-tipo di ponteggio con lindicazione dei massimi ammessi
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/di sovraccarico, di altezza dei ponteggi e di larghezza degli impalcati per iquali non sussiste lobbligo del calcolo per ogni singola applicazione.Sezione V Ponteggi fissiArt. 133. Progetto1. I ponteggi di altezza superiore a 20 metri e quelli per i quali nellarelazione di calcolo non sono disponibili le specifiche configurazionistrutturali utilizzate con i relativi schemi di impiego, nonche le altre opereprovvisionali, costituite da elementi metallici o non, oppure di notevoleimportanza e complessita in rapporto alle loro dimensioni ed ai sovraccarichi,devono essere eretti in base ad un progetto comprendente:a) calcolo di resistenza e stabilita eseguito secondo le istruzioni approvatenellautorizzazione ministeriale;b) disegno esecutivo. 2. Dal progetto, che deve essere firmato da un ingegnere oarchitetto abilitato a norma di legge allesercizio della professione, deverisultare quanto occorre per definire il ponteggio nei riguardi dei carichi,delle sollecitazioni e dellesecuzione.3. Copia dellautorizzazione ministeriale di cui allarticolo 131 e copia delprogetto e dei disegni esecutivi devono essere tenute ed esibite, a richiestadegli organi di vigilanza, nei cantieri in cui vengono usati i ponteggi e leopere provvisionali di cui al comma 1.Sezione V Ponteggi fissiArt. 134. Documentazione1. Nei cantieri in cui vengono usati ponteggi deve essere tenuta ed esibita, arichiesta degli organi di vigilanza, copia della documentazione di cui al comma6 dellarticolo 131 e copia del piano di montaggio, uso e smontaggio(Pi.M.U.S.), in caso di lavori in quota, i cui contenuti sono riportatinellallegato XXII del presente Titolo.2. Le eventuali modifiche al ponteggio, che devono essere subito riportate suldisegno, devono restare nellambito dello schema-tipo che ha giustificatolesenzione dallobbligo del calcolo.Sezione V Ponteggi fissiArt. 135. Marchio del fabbricante1. Gli elementi dei ponteggi devono portare impressi, a rilievo o ad incisione,e comunque in modo visibile ed indelebile il marchio del fabbricante.Sezione V Ponteggi fissiArt. 136. Montaggio e smontaggio1. Nei lavori in quota il datore di lavoro provvede a redigere a mezzo dipersona competente un piano di montaggio, uso e smontaggio (Pi.M.U.S.), infunzione della complessita del ponteggio scelto, con la valutazione dellecondizioni di sicurezza realizzate attraverso ladozione degli specifici sistemiutilizzati nella particolare realizzazione e in ciascuna fase di lavoroprevista. Tale piano puo assumere la forma di un piano di applicazionegeneralizzata integrato da istruzioni e progetti particolareggiati per glischemi speciali costituenti il ponteggio, ed e messo a disposizione delpreposto addetto alla sorveglianza e dei lavoratori interessati.2. Nel serraggio di piu aste concorrenti in un nodo i giunti devono esserecollocati strettamente luno vicino allaltro.3. Per ogni piano di ponte devono essere applicati due correnti, di cui uno puofare parte del parapetto.4. Il datore di lavoro assicura che: a) lo scivolamento degli elementi diappoggio di un ponteggio eimpedito tramite fissaggio su una superficie di appoggio, o con un dispositivoantiscivolo, oppure con qualsiasi altra soluzione di efficacia equivalente;b) i piani di posa dei predetti elementi di appoggio hanno una capacitaportante sufficiente;c) il ponteggio e stabile;d) dispositivi appropriati impediscono lo spostamento involontario deiponteggi su ruote durante lesecuzione dei lavori in quota;
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/e) le dimensioni, la forma e la disposizione degli impalcati di un ponteggiosono idonee alla natura del lavoro da eseguire, adeguate ai carichi dasopportare e tali da consentire unesecuzione dei lavori e una circolazionesicure;f) il montaggio degli impalcati dei ponteggi e tale da impedire lo spostamentodegli elementi componenti durante luso, nonche la presenza di spazi vuotipericolosi fra gli elementi che costituiscono gli impalcati e i dispositiviverticali di protezione collettiva contro le cadute.5. Il datore di lavoro provvede ad evidenziare le parti di ponteggio non pronteper luso, in particolare durante le operazioni di montaggio, smontaggio otrasformazione, mediante segnaletica di avvertimento di pericolo generico edelimitandole con elementi materiali che impediscono laccesso alla zona dipericolo, ai sensi del titolo V.6. Il datore di lavoro assicura che i ponteggi siano montati, smontati otrasformati sotto la diretta sorveglianza di un preposto, a regola darte econformemente al Pi.M.U.S., ad opera di lavoratori che hanno ricevuto unaformazione adeguata e mirata alle operazioni previste.7. La formazione di cui al comma 6 ha carattere teorico-pratico e deveriguardare:a) la comprensione del piano di montaggio, smontaggio o trasformazione delponteggio;b) la sicurezza durante le operazioni di montaggio, smontaggio o trasformazionedel ponteggio con riferimento alla legislazione vigente;c) le misure di prevenzione dei rischi di caduta di persone o di oggetti;d) le misure di sicurezza in caso di cambiamento delle condizioni meteorologichepregiudizievoli alla sicurezza del ponteggio;e) le condizioni di carico ammissibile;f) qualsiasi altro rischio che le suddette operazioni di montaggio, smontaggio otrasformazione possono comportare.8. I soggetti formatori, la durata, gli indirizzi ed i requisiti minimi divalidita dei corsi sono riportati nellallegato XXI.Sezione V Ponteggi fissiArt. 137. Manutenzione e revisione1. Il responsabile del cantiere, ad intervalli periodici o dopo violenteperturbazioni atmosferiche o prolungata interruzione di lavoro deve assicurarsidella verticalita dei montanti, del giusto serraggio dei giunti, dellaefficienza degli ancoraggi e dei controventi, curando leventuale sostituzione oil rinforzo di elementi inefficienti.2. I vari elementi metallici devono essere difesi dagli agenti nocivi esternicon idonei sistemi di protezione.Sezione V Ponteggi fissiArt. 138. Norme particolari1. Le tavole che costituiscono limpalcato devono essere fissate in modo che nonpossano scivolare sui traversi metallici.2. E consentito un distacco delle tavole del piano di calpestio dalla muraturanon superiore a 30 centimetri.3. E fatto divieto di gettare dallalto gli elementi del ponteggio.4. E fatto divieto di salire e scendere lungo i montanti.5. Per i ponteggi di cui alla presente sezione valgono, in quanto applicabili,le disposizioni relative ai ponteggi in legno. Sono ammesse deroghe:a) alla disposizione di cui allarticolo 125, comma 4, a condizione chelaltezza dei montanti superi di almeno 1 metro lultimo impalcato o il piano digronda;b) alla disposizione di cui allarticolo 126, comma 1, acondizione che laltezza del rispetto al piano di calpestio; c) alladisposizione di condizione che laltezza del rispetto al piano di calpestio;parapetto sia non inferiore a 95 cmcui allarticolo 126, comma 1, a fermapiede sia non inferiore a 15 cm
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/d) alla disposizione di cui allarticolo 128, comma 1, nel caso di ponteggi dicui allarticolo 131, commi 2 e 3, che prevedano specifici schemi-tipo senzasottoponte di sicurezza.Sezione VI Ponteggi movibiliArt. 139. Ponti su cavalletti1. I ponti su cavalletti non devono aver altezza superiore a metri 2 e nondevono essere montati sugli impalcati dei ponteggi.Sezione VI Ponteggi movibiliArt. 140. Ponti su ruote a torre1. I ponti su ruote devono avere base ampia in modo da resistere, con largomargine di sicurezza, ai carichi ed alle oscillazioni cui possono esseresottoposti durante gli spostamenti o per colpi di vento e in modo che nonpossano essere ribaltati.2. Il piano di scorrimento delle ruote deve risultare livellato; il carico delponte sul terreno deve essere opportunamente ripartito con tavoloni o altromezzo equivalente.3. Le ruote del ponte in opera devono essere saldamente bloccate con cunei dalledue parti o sistemi equivalenti.4. I ponti su ruote devono essere ancorati alla costruzione almeno ogni duepiani; e ammessa deroga a tale obbligo per i ponti su ruote a torre conformiallallegato XXIII.5. La verticalita dei ponti su ruote deve essere controllata con livello o conpendolino.6. I ponti, esclusi quelli usati nei lavori per le linee elettriche di contatto,non devono essere spostati quando su di essi si trovano lavoratori o carichi.Sezione VII Costruzioni edilizieArt. 141. Strutture speciali1. Durante la costruzione o il consolidamento di cornicioni di gronda e di operesporgenti dai muri, devono essere adottate precauzioni per impedirne la caduta,ponendo armature provvisorie atte a sostenerle fino a che la stabilitadellopera sia completamente assicurata.Sezione VII Costruzioni edilizieArt. 142. Costruzioni di archi, volte e simili1. Le armature provvisorie per la esecuzione di manufatti, quali archi, volte,architravi, piattabande, solai, scale e di qualsiasi altra opera sporgente dalmuro, in cemento armato o in muratura di ogni genere, devono essere costruite inmodo da assicurare, in ogni fase del lavoro, la necessaria solidita e conmodalita tali da consentire, a getto o costruzione ultimata, il loroprogressivo abbassamento e disarmo.2. Le armature provvisorie per grandi opere, come centine per ponti ad arco, percoperture ad ampia luce e simili, che non rientrino negli schemi di usocorrente, devono essere eseguite su progetto redatto da un ingegnere oarchitetto, corredato dai relativi calcoli di stabilita.3. I disegni esecutivi, firmati dal progettista di cui al comma precedente,devono essere esibiti sul posto di lavoro a richiesta degli organi di vigilanza.Sezione VII Costruzioni edilizieArt. 143. Posa delle armature e delle centine1. Prima della posa delle armature e delle centine di sostegno delle opere dicui allarticolo precedente, e fatto obbligo di assicurarsi della resistenzadel terreno o delle strutture sullequali esse debbono poggiare, in modo da prevenire cedimenti delle armaturestesse o delle strutture sottostanti, con particolare riguardo a possibilidegradazioni per presenza dacqua.Sezione VII Costruzioni edilizieArt. 144. Resistenza delle armature1. Le armature devono sopportare con sicurezza, oltre il peso delle strutture,anche quello delle persone e dei sovraccarichi eventuali, nonche lesollecitazioni dinamiche che possano dar luogo a vibrazioni durante lesecuzionedei lavori e quelle prodotte dalla spinta del vento e dellacqua.
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/2. Il carico gravante al piede dei puntelli di sostegno deve essereopportunamente distribuito.Sezione VII Costruzioni edilizieArt. 145. Disarmo delle armature1. Il disarmo delle armature provvisorie di cui al comma 2 dellarticolo 142deve essere effettuato con cautela dai lavoratori che hanno ricevuto unaformazione adeguata e mirata alle operazioni previste sotto la direttasorveglianza del capo cantiere e sempre dopo che il direttore dei lavori neabbia data lautorizzazione.2. E fatto divieto di disarmare qualsiasi tipo di armatura di sostegno quandosulle strutture insistano carichi accidentali e temporanei.3. Nel disarmo delle armature delle opere in calcestruzzo devono essere adottatele misure precauzionali previste dalle norme per la esecuzione delle opere inconglomerato cementizio.Sezione VII Costruzioni edilizieArt. 146. Difesa delle aperture1. Le aperture lasciate nei solai o nelle piattaforme di lavoro devono esserecircondate da normale parapetto e da tavola fermapiede oppure devono esserecoperte con tavolato solidamente fissato e di resistenza non inferiore a quelladel piano di calpestio dei ponti di servizio.2. Qualora le aperture vengano usate per il passaggio di materiali o di persone,un lato del parapetto puo essere costituito da una barriera mobile nonasportabile, che deve essere aperta soltanto per il tempo necessario alpassaggio.3. Le aperture nei muri prospicienti il vuoto o vani che abbiano una profonditasuperiore a m 0,50 devono essere munite di normale parapetto e tavole fermapiedeoppure essere convenientemente sbarrate in modo da impedire la caduta dipersone.Sezione VII Costruzioni edilizieArt. 147. Scale in muratura1. Lungo le rampe ed i pianerottoli delle scale fisse in costruzione, fino allaposa in opera delle ringhiere, devono essere tenuti parapetti normali con tavolefermapiede fissati rigidamente a strutture resistenti.2. Il vano-scala deve essere coperto con una robusta impalcatura postaallaltezza del pavimento del primo piano a difesa delle persone transitanti alpiano terreno contro la caduta dei materiali.3. Sulle rampe delle scale in costruzione ancora mancanti di gradini, qualoranon siano sbarrate per impedirvi il transito, devono essere fissati intavolatilarghi almeno 60 centimetri, sui quali devono essere applicati trasversalmentelistelli di legno posti a distanza non superiore a 40 centimetri.Sezione VII Costruzioni edilizieArt. 148. Lavori speciali1. Prima di procedere alla esecuzione di lavori su lucernari, tetti, coperture esimili, deve essere accertato che questi abbiano resistenza sufficiente persostenere il peso degli operai e dei materiali di impiego.2. Nel caso in cui sia dubbia tale resistenza, devono essere adottati inecessari apprestamenti atti a garantire la incolumita delle persone addette,disponendo, a seconda dei casi, tavole sopra le orditure, sottopalchi e facendouso di idonei dispositivi di protezione individuale anticaduta.Sezione VII Costruzioni edilizieArt. 149. Paratoie e cassoni1. Paratoie e cassoni devono essere: a) ben costruiti, con materiali appropriatie solidi dotati diresistenza sufficiente; b) provvisti dellattrezzatura adeguata per consentireailavoratori di ripararsi in caso di irruzione dacqua e di materiali. 2. Lacostruzione, la sistemazione, la trasformazione o lo smantellamento di unaparatoia o di un cassone devono essere
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/effettuati soltanto sotto la diretta sorveglianza di un preposto. 3. Il datoredi lavoro assicura che le paratoie e i cassoni venganoispezionati ad intervalli regolari.Sezione VIII DemolizioniArt. 150. Rafforzamento delle strutture1. Prima dellinizio di lavori di demolizione e fatto obbligo di procedere allaverifica delle condizioni di conservazione e di stabilita delle varie struttureda demolire.2. In relazione al risultato di tale verifica devono essere eseguite le opere dirafforzamento e di puntellamento necessarie ad evitare che, durante lademolizione, si verifichino crolli intempestivi.Sezione VIII DemolizioniArt. 151. Ordine delle demolizioni1. I lavori di demolizione devono procedere con cautela e con ordine, devonoessere eseguiti sotto la sorveglianza di un preposto e condotti in maniera danon pregiudicare la stabilita delle strutture portanti o di collegamento e diquelle eventuali adiacenti.2. La successione dei lavori deve risultare da apposito programma contenuto nelPOS, tenendo conto di quanto indicato nel PSC, ove previsto, che deve esseretenuto a disposizione degli organi di vigilanza.Sezione VIII DemolizioniArt. 152. Misure di sicurezza1. La demolizione dei muri effettuata con attrez-zature manuali deve esserefatta servendosi di ponti di servizio indipendenti dallopera in demolizione.2. E vietato lavorare e fare lavorare gli operai sui muri in demolizione.3. Gli obblighi di cui ai commi 1 e 2 non sussistono quando trattasi di muri dialtezza inferiore ai due metri.Sezione VIII DemolizioniArt. 153. Convogliamento del materiale di demolizione1. Il materiale di demolizione non deve essere gettato dallalto, ma deve esseretrasportato oppure convogliato in appositi canali, il cui estremo inferiore nondeve risultare ad altezza maggiore di due metri dal livello del piano diraccolta.2. I canali suddetti devono essere costruiti in modo che ognitronco imbocchi nel tronco successivo; gli eventuali raccordi devono essereadeguatamente rinforzati.3. Limboccatura superiore del canale deve essere realizzata in modo che nonpossano cadervi accidentalmente persone.4. Ove sia costituito da elementi pesanti od ingombranti, il materiale didemolizione deve essere calato a terra con mezzi idonei. 5. Durante i lavori didemolizione si deve provvedere a ridurre il sollevamento della polvere,irrorando con acqua le murature ed imateriali di risulta.Sezione VIII DemolizioniArt. 154. Sbarramento della zona di demolizione1. Nella zona sottostante la demolizione deve essere vietata la sosta ed iltransito, delimitando la zona stessa con appositi sbarramenti.2. Laccesso allo sbocco dei canali di scarico per il caricamento ed iltrasporto del materiale accumulato deve essere consentito soltanto dopo che siastato sospeso lo scarico dallalto.Sezione VIII DemolizioniArt. 155. Demolizione per rovesciamento1. Salvo losservanza delle leggi e dei regolamenti speciali e locali, lademolizione di parti di strutture aventi altezza sul terreno non superiore a 5metri puo essere effettuata mediante rovesciamento per trazione o per spinta.2. La trazione o la spinta deve essere esercitata in modo graduale e senzastrappi e deve essere eseguita soltanto su elementi di struttura opportunamenteisolati dal resto del fabbricato in demolizione in modo da non determinarecrolli intempestivi o non previsti di altre parti.
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/3. Devono inoltre essere adottate le precauzioni necessarie per la sicurezza dellavoro quali: trazione da distanza non minore di una volta e mezzo laltezza delmuro o della struttura da abbattere e allontanamento degli operai dalla zonainteressata.4. Il rovesciamento per spinta puo essere effettuato con martinetti solo peropere di altezza non superiore a 3 metri, con lausilio di puntelli sussidiaricontro il ritorno degli elementismossi. 5. Deve essere evitato in ogni caso che per lo scuotimento delterreno in seguito alla caduta delle strutture o di grossi blocchi possanoderivare danni o lesioni agli edifici vicini o ad opere adiacenti pericolose peri lavoratori addetti.Sezione VIII DemolizioniArt. 156. Verifiche1. Il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, sentita la Commissioneconsultiva permanente, puo stabilire lobbligo di sottoporre a verificheponteggi e attrezzature per costruzioni, stabilendo le modalita e lorganotecnico incaricato.Capo III SanzioniArt. 157. Sanzioni per i committenti e i responsabili dei lavori1. Il committente o il responsabile dei lavori sono puniti: a) con larresto datre a sei mesi o con lammenda da 10.000 euro per la violazione degli articoli90, commi 1,2.500 a secondoperiodo, 3, 4 e 5; b) con larresto da due a quattro mesi o con lammenda da1.250 a5.000 euro per la violazione dellarticolo 90, comma 9, lettera a); c) con lasanzione amministrativa pecuniaria da 1.200 a 3.600euro per la violazione dellarticolo 101, comma 1, primo periodo; d) con lasanzione amministrativa pecuniaria da 2.000 a 6.000euro per la violazione dellarticolo 90, comma 9, lettera c).Capo III SanzioniArt. 158. Sanzioni per i coordinatori1. Il coordinatore per la progettazione e punito con larresto da tre a seimesi o con lammenda da 3.000 a 12.000 euro per la violazione dellarticolo 91,comma 1.2. Il coordinatore per lesecuzione dei lavori e punito: a) con larresto datre a sei mesi o con lammenda da 3.000 a 12.000 euro perla violazione dellarticolo 92, comma 1, lettere a), b), c), e) ed f), e con larrestoda tre a sei mesi o con lammenda da 3.000 a 8.000 euro per la violazionedellarticolo 92,comma 2; b) con larresto da due a quattro mesi o con lammenda da 1.250 a5.000 euro per la violazione dellarticolo 92, comma 1, lettera d).Capo III SanzioniArt. 159. Sanzioni per i datori di lavoro, i dirigenti e i preposti1. Il datore di lavoro e il dirigente sono puniti: a) con larresto da tre a seimesi o con lammenda da 3.000 a12.000 euro per la violazione degli articoli 96, comma 1, lettere a), b), c) eg), 97, comma 1, 100, comma 3, 117, 118, 121, 126, 128, comma 1, 145, commi 1 e2, 148;b) con larresto da due a quattro mesi o con lammenda da 1.500 a 5.000 euro perla violazione degli articoli 112, 119, 122, 123, 125, commi 1, 2 e 3, 127, 129,comma 1, 136, commi 1, 2, 3, 4, 5 e 6, 151, comma 1, 152, comma 1, 154;c) con larresto sino a due mesi o con lammenda da 500 a 2.000 euro per laviolazione degli articoli 96, comma 1, lettera d), e 97, comma 3, nonche per laviolazione delle disposizioni del capo II del presente titolo non altrimentisanzionate;d) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.200 a 3.600 euro per laviolazione degli articoli 100, comma 4, e 101, commi 2 e 3.
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/2. Il preposto e punito nei limiti dellattivita alla quale e tenuto inosservanza degli obblighi generali di cui allarticolo 19:a) con larresto sino a due mesi o con lammenda da 500 a 2.000 euro per laviolazione degli articoli 96, comma 1, lettera a), 100, comma 3, 121, 136, commi5 e 6, 137, comma 1, 145, commi 1 e 2;b) con larresto fino a un mese o con lammenda da 300 a 900 euro per laviolazione degli articoli 118, commi 3 e 5, 123, 140, commi 3 e 6, 152, comma 2.Capo III SanzioniArt. 160. Sanzioni per i lavoratori1. I lavoratori autonomi sono puniti: a) con larresto da due a quattro mesi ocon lammenda da 1.000 a5.000 euro per la violazione dellarticolo 100, comma 3; b) con larresto fino aun mese o con lammenda da 500 a 2.000euro per la violazione dellarticolo 94. 2. I lavoratori sono puniti conlarresto fino a un mese o conlammenda da 150 a 600 euro per la violazione degli articoli 124, 138, commi 3 e4, 152, comma 2.Titolo V SEGNALETICA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVOROCapo I Disposizioni generaliArt. 161. Campo di applicazione1. Il presente titolo stabilisce le prescrizioni per la segnaletica di sicurezzae di salute sul luogo di lavoro.2. Le disposizioni del presente decreto non si applicano alla segnaleticaimpiegata per regolare il traffico stradale, ferroviario, fluviale, marittimo edaereo.Titolo V SEGNALETICA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVOROCapo I Disposizioni generaliArt. 162. Definizioni1. Ai fini del presente titolo si intende per: a) segnaletica di sicurezza e disalute sul luogo di lavoro, diseguito indicata «segnaletica di sicurezza»: una segnaletica che, riferita ad unoggetto, ad una attivita o ad una situazione determinata, fornisce unaindicazione o una prescrizione concernente la sicurezza o la salute sul luogo dilavoro, e che utilizza, a seconda dei casi, un cartello, un colore, un segnaleluminoso o acustico, una comunicazione verbale o un segnale gestuale;b) segnale di divieto: un segnale che vieta un comportamento che potrebbe farcorrere o causare un pericolo;c) segnale di avvertimento: un segnale che avverte di un rischio o pericolo;d) segnale di prescrizione: un segnale che prescrive un determinatocomportamento;e) segnale di salvataggio o di soccorso: un segnale che fornisce indicazionirelative alle uscite di sicurezza o ai mezzi di soccorso o di salvataggio;f) segnale di informazione: un segnale che fornisce indicazioni diverse daquelle specificate alle lettere da b) ad e);g) cartello: un segnale che, mediante combinazione di una forma geometrica, dicolori e di un simbolo o pittogramma, fornisce una indicazione determinata, lacui visibilita e garantita da una illuminazione di intensita sufficiente;h) cartello supplementare: un cartello impiegato assieme ad un cartello del tipoindicato alla lettera g) e che fornisce indicazioni complementari;i) colore di sicurezza: un colore al quale e assegnato un significatodeterminato;l) simbolo o pittogramma: unimmagine che rappresenta una situazione o cheprescrive un determinato comportamento, impiegata su un cartello o su unasuperficie luminosa;m) segnale luminoso: un segnale emesso da un dispositivo costituito da materialetrasparente o semitrasparente, che e illuminato dallinterno o dal retro inmodo da apparire esso stesso come una superficie luminosa;n) segnale acustico: un segnale sonoro in codice emesso e diffuso da un appositodispositivo, senza impiego di voce umana o di sintesi vocale;
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/o) comunicazione verbale: un messaggio verbale predeterminato, con impiego divoce umana o di sintesi vocale;p) segnale gestuale: un movimento o posizione delle braccia o delle mani informa convenzionale per guidare persone che effettuano manovre implicanti unrischio o un pericolo attuale per i lavoratori.Titolo V SEGNALETICA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVOROCapo I Disposizioni generaliArt. 163. Obblighi del datore di lavoro1. Quando, anche a seguito della valutazione effettuata in conformitaallarticolo 28, risultano rischi che non possono essereevitati o sufficientemente limitati con misure, metodi, ovvero sistemi diorganizzazione del lavoro, o con mezzi tecnici di protezione collettiva, ildatore di lavoro fa ricorso alla segnaletica di sicurezza, conformemente alleprescrizioni di cui agli allegati da XXIV a XXXII.2. Qualora sia necessario fornire mediante la segnaletica di sicurezzaindicazioni relative a situazioni di rischio non considerate negli allegati daXXIV a XXXII, il datore di lavoro, anche in riferimento alle norme di buonatecnica, adotta le misure necessarie, secondo le particolarita del lavoro,lesperienza e la tecnica.3. Il datore di lavoro, per regolare il traffico allinterno dellimpresa odellunita produttiva, fa ricorso, se del caso, alla segnaletica prevista dallalegislazione vigente relativa al traffico stradale, ferroviario, fluviale,marittimo o aereo, fatto salvo quanto previsto nellallegato XXVIII.Titolo V SEGNALETICA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVOROCapo I Disposizioni generaliArt. 164. Informazione e formazione1. Il datore di lavoro provvede affinche: a) il rappresentante dei lavoratoriper la sicurezza e ilavoratori siano informati di tutte le misure da adottare riguardo allasegnaletica di sicurezza impiegata allinterno dellimpresa ovvero dellunitaproduttiva;b) i lavoratori ricevano una formazione adeguata, in particolare sotto forma diistruzioni precise, che deve avere per oggetto specialmente il significato dellasegnaletica di sicurezza, soprattutto quando questa implica luso di gesti o diparole, nonche i comportamenti generali e specifici da seguire.Capo II SanzioniArt. 165. Sanzioni a carico del datore di lavoro e del dirigente1. Il datore di lavoro ed il dirigente sono puniti:a) con larresto da tre a sei mesi o con lammenda da 2.000 a 10.000 euro per laviolazione degli articoli 163 e 164, comma 1, lettera b);b) con larresto da due a quattro mesi o con lammenda da 1.000 a 4.500 euro perla violazione dellarticolo 164, comma 1, lettera a).Capo II SanzioniArt. 166. Sanzioni a carico del preposto1. Il preposto e punito nei limiti dellattivita alla quale e tenuto inosservanza degli obblighi generali di cui allarticolo 19:a) con larresto fino a due mesi o con lammenda da 400 a 1.200 euro per laviolazione dellarticolo 163;b) con larresto fino ad un mese o con lammenda da 150 a 600 euro per laviolazione dellarticolo 164, comma 1, lettera a).Titolo VI MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHICapo I Disposizioni generaliArt. 167. Campo di applicazione1. Le norme del presente titolo si applicano alle attivita lavorative dimovimentazione manuale dei carichi che comportano per i lavoratori rischi dipatologie da sovraccarico biomeccanico, in particolare dorso-lombari.2. Ai fini del presente titolo, sintendono: a) movimentazione manuale deicarichi: le operazioni di trasporto
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/o di sostegno di un carico ad opera di uno o piu lavoratori, comprese le azionidel sollevare, deporre, spingere, tirare, portare o spostare un carico, che, perle loro caratteristiche o in conseguenza delle condizioni ergonomichesfavorevoli, comportano rischi di patologie da sovraccarico biomeccanico, inparticolare dorso-lombari;b) patologie da sovraccarico biomeccanico: patologie delle struttureosteoarticolari, muscolotendinee e nervovascolari.Titolo VI MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHICapo I Disposizioni generaliArt. 168. Obblighi del datore di lavoro1. Il datore di lavoro adotta le misure organizzative necessarie e ricorre aimezzi appropriati, in particolare attrezzature meccaniche, per evitare lanecessita di una movimentazione manuale dei carichi da parte dei lavoratori.2. Qualora non sia possibile evitare la movimentazione manuale dei carichi adopera dei lavoratori, il datore di lavoro adotta le misure organizzativenecessarie, ricorre ai mezzi appropriati e fornisce ai lavoratori stessi i mezziadeguati, allo scopo di ridurre il rischio che comporta la movimentazionemanuale di detti carichi, tenendo conto dellallegato XXXIII, ed in particolare:a) organizza i posti di lavoro in modo che detta movimentazione assicuricondizioni di sicurezza e salute;b) valuta, se possibile anche in fase di proget-tazione, le condizioni disicurezza e di salute connesse al lavoro in questione tenendo contodellallegato XXXIII;c) evita o riduce i rischi, particolarmente di patologie dorso-lombari,adottando le misure adeguate, tenendo conto in particolare dei fattoriindividuali di rischio, delle caratteristiche dellambiente di lavoro e delleesigenze che tale attivita comporta, in base allallegato XXXIII;d) sottopone i lavoratori alla sorveglianza sanitaria di cui allarticolo 41,sulla base della valutazione del rischio e dei fattori individuali di rischio dicui allallegato XXXIII.3. Le norme tecniche costituiscono criteri di riferimento per le finalita delpresente articolo e dellallegato XXXIII, ove applicabili. Negli altri casi sipuo fare riferimento alle buone prassi e alle linee guida.Titolo VI MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHICapo I Disposizioni generaliArt. 169.Informazione, formazione e addestramento1. Tenendo conto dellallegato XXXIII, il datore di lavoro: a) fornisce ailavoratori le informazioni adeguate relativamenteal peso ed alle altre caratteristiche del carico movimentato; b) assicura adessi la formazione adeguata in relazione ai rischilavorativi ed alle modalita di corretta esecuzione delle attivita. 2. Ildatore di lavoro fornisce ai lavoratori laddestramento adeguato in merito allecorrette manovre e procedure da adottarenella movimentazione manuale dei carichi.Capo II SanzioniArt. 170. Sanzioni a carico del datore di lavoro e del dirigente1. Il datore di lavoro ed il dirigente sono puniti: a) con larresto da tre asei mesi o con lammenda da euro 2.000 fino ad euro 10.000 per la violazionedellarticolo 168, commi 1 e 2,169, comma 1, lettera b); b) con larresto da due a quattro mesi o con lammendada euro1.000 a euro 4.500 per la violazione dellarticolo 169, comma 1, lettera a).Capo II SanzioniArt. 171. Sanzioni a carico del preposto1. Il preposto e punito nei limiti dellattivita alla quale e tenuto inosservanza degli obblighi generali di cui allarticolo 19:a) con larresto fino a due mesi o con lammenda da euro 400 ad euro 1.200 perla violazione dellarticolo 168, commi 1 e 2;
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/b) con larresto fino ad un mese o con lammenda da euro 150 ad euro 600 per laviolazione dellarticolo 169, comma 1, lettera a).Titolo VII ATTREZZATURE MUNITE DI VIDEOTERMINALICapo I Disposizioni generaliArt. 172. Campo di applicazione1. Le norme del presente titolo si applicano alle attivita lavorative checomportano luso di attrezzature munite di videoterminali.2. Le norme del presente titolo non si applicano ai lavoratori addetti:a) ai posti di guida di veicoli o macchine;b) ai sistemi informatici montati a bordo di un mezzo di trasporto;c) ai sistemi informatici destinati in modo prioritario allutilizzazione daparte del pubblico;d) alle macchine calcolatrici, ai registratori di cassa e a tutte leattrezzature munite di un piccolo dispositivo di visualizzazione dei dati odelle misure, necessario alluso diretto di tale attrezzatura;e) alle macchine di videoscrittura senza schermo separato.Titolo VII ATTREZZATURE MUNITE DI VIDEOTERMINALICapo I Disposizioni generaliArt. 173. Definizioni1. Ai fini del presente decreto legislativo si intende per: a) videoterminale:uno schermo alfanumerico o grafico aprescindere dal tipo di procedimento di visualizzazione utilizzato; b) posto dilavoro: linsieme che comprende le attrezzature munite di videoterminale,eventualmente con tastiera ovvero altro sistema di immissione dati, incluso ilmouse, il software per linterfaccia uomo-macchina, gli accessori opzionali, leapparecchiature connesse, comprendenti lunita a dischi, il telefono, il modem,la stampante, il supporto per i documenti, la sedia, il piano di lavoro, nonchelambiente di lavoroimmediatamente circostante; c) lavoratore: il lavoratore che utilizzaunattrezzatura munitadi videoterminali, in modo sistematico o abituale, per venti ore settimanali,dedotte le interruzioni di cui allarticolo 175.Capo II Obblighi del datore di lavoro, dei dirigenti e dei prepostiArt. 174. Obblighi del datore di lavoro1. Il datore di lavoro, allatto della valutazione del rischio di cuiallarticolo 28, analizza i posti di lavoro con particolare riguardo:a) ai rischi per la vista e per gli occhi;b) ai problemi legati alla postura ed allaffaticamento fisico o mentale;c) alle condizioni ergonomiche e di igiene ambientale. 2. Il datore di lavoroadotta le misure appropriate per ovviare ai rischi riscontrati in base allevalutazioni di cui al comma 1, tenendo conto della somma ovvero dellacombinazione della incidenzadei rischi riscontrati. 3. Il datore di lavoro organizza e predispone i posti dilavoro dicui allarticolo 173, in conformita ai requisiti minimi di cui allallegatoXXXIV.Capo II Obblighi del datore di lavoro, dei dirigenti e dei prepostiArt. 175. Svolgimento quotidiano del lavoro1. Il lavoratore, ha diritto ad una interruzione della sua attivita mediantepause ovvero cambiamento di attivita.2. Le modalita di tali interruzioni sono stabilite dalla contrattazionecollettiva anche aziendale.3. In assenza di una disposizione contrattuale riguardante linterruzione di cuial comma 1, il lavoratore comunque ha diritto ad una pausa di quindici minutiogni centoventi minuti di applicazione continuativa al videoterminale.4. Le modalita e la durata delle interruzioni possono essere stabilitetemporaneamente a livello individuale ove il medico competente ne evidenzi lanecessita.
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/5. E comunque esclusa la cumulabilita delle interruzioni allinizio ed altermine dellorario di lavoro.6. Nel computo dei tempi di interruzione non sono compresi i tempi di attesadella risposta da parte del sistema elettronico, che sono considerati, a tuttigli effetti, tempo di lavoro, ove il lavoratore non possa abbandonare il postodi lavoro.7. La pausa e considerata a tutti gli effetti parte integrante dellorario dilavoro e, come tale, non e riassorbibile allinternodi accordi che prevedono la riduzione dellorario complessivo di lavoro.Capo II Obblighi del datore di lavoro, dei dirigenti e dei prepostiArt. 176. Sorveglianza sanitaria1. I lavoratori sono sottoposti alla sorveglianza sanitaria di cui allarticolo41, con particolare riferimento:a) ai rischi per la vista e per gli occhi;b) ai rischi per lapparato muscolo-scheletrico. 2. Sulla base delle risultanzedegli accertamenti di cui al comma 1i lavoratori vengono classificati ai sensi dellarticolo 41, comma 6. 3. Salvi icasi particolari che richiedono una frequenza diversa stabilita dal medicocompetente, la periodicita delle visite di controllo e biennale per ilavoratori classificati come idonei con prescrizioni o limitazioni e per ilavoratori che abbiano compiuto ilcinquantesimo anno di eta; quinquennale negli altri casi. 4. Per i casi diinidoneita temporanea il medico competentestabilisce il termine per la successiva visita di idoneita. 5. Il lavoratore esottoposto a visita di controllo per i rischi di cui al comma 1 a sua richiesta,secondo le modalita previsteallarticolo 41, comma 2, lettera c). 6. Il datore di lavoro fornisce a suespese ai lavoratori idispositivi speciali di correzione visiva, in funzione dellattivita svolta,quando lesito delle visite di cui ai commi 1, 3 e 4 ne evidenzi la necessita enon sia possibile utilizzare i dispositivi normali di correzione.Capo II Obblighi del datore di lavoro, dei dirigenti e dei prepostiArt. 177. Informazione e formazione1. In ottemperanza a quanto previsto in via generale dallarticolo 18, comma 1,lettera l), il datore di lavoro:a) fornisce ai lavoratori informazioni, in particolare per quanto riguarda:1) le misure applicabili al posto di lavoro, in base allanalisi dello stesso dicui allarticolo 174;2) le modalita di svolgimento dellattivita; 3) la protezione degli occhi edella vista;b) assicura ai lavoratori una formazione adeguata in particolare in ordine aquanto indicato al comma 1, lettera a).Capo III SanzioniArt. 178. Sanzioni a carico del datore di lavoro e del dirigente1. Il datore di lavoro ed il dirigente sono puniti: a) con larresto da tre asei mesi o con lammenda da euro 2.000 fino ad euro 10.000 per la violazionedellarticolo 174, comma 2 e 3,175, 176, commi 1, 3, 5, 177, comma 1, lettera b); b) con larresto da due aquattro mesi o con lammenda da euro1.000 a euro 4.500 per la violazione dellarticolo 177, comma 1, lettera a).Capo III SanzioniArt. 179. Sanzioni a carico del preposto1. Il preposto e punito nei limiti dellattivita alla quale e tenuto inosservanza degli obblighi generali di cui allarticolo 19:a) con larresto fino a due mesi o con lammenda da euro 400 ad euro 1.200 perla violazione dellarticolo 174, comma 2 e 3, 175;b) con larresto fino ad un mese o con lammenda da euro 150 ad euro 600 per laviolazione dellarticolo 174, comma 1, lettera a).Titolo VIII AGENTI FISICI
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/Capo I Disposizioni generaliArt. 180. Definizioni e campo di applicazione1. Ai fini del presente decreto legislativo per agenti fisici si intendono ilrumore, gli ultrasuoni, gli infrasuoni, le vibrazioni meccaniche, i campielettromagnetici, le radiazioni ottiche, di origine artificiale, il microclima ele atmosfere iperbariche che possono comportare rischi per la salute e lasicurezza dei lavoratori.2. Fermo restando quanto previsto dal presente capo, per le attivitacomportanti esposizione a rumore si applica il capo II, per quelle comportantiesposizione a vibrazioni si applica il capo III, per quelle comportantiesposizione a campi elettromagnetici si applica il capo IV, per quellecomportanti esposizione a radiazioni ottiche artificiali si applica il capo V.3. La protezione dei lavoratori dalle radiazioni ionizzanti e disciplinataunicamente dal decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, e sue successivemodificazioni.Titolo VIII AGENTI FISICICapo I Disposizioni generaliArt. 181. Valutazione dei rischi1. Nellambito della valutazione di cui allarticolo 28, il datore di lavorovaluta tutti i rischi derivanti da esposizione ad agenti fisici in modo daidentificare e adottare le opportune misure di prevenzione e protezione conparticolare riferimento alle norme di buona tecnica ed alle buone prassi.2. La valutazione dei rischi derivanti da esposizioni ad agenti fisici eprogrammata ed effettuata, con cadenza almeno quadriennale, da personalequalificato nellambito del servizio di prevenzione e protezione in possesso dispecifiche conoscenze in materia. La valutazione dei rischi e aggiornata ogniqual volta si verifichino mutamenti che potrebbero renderla obsoleta, ovvero,quando i risultati della sorveglianza sanitaria rendano necessaria la suarevisione. I dati ottenuti dalla valutazione, misurazione e calcolo dei livellidi esposizione costituiscono parte integrante del documento di valutazione delrischio.3. Il datore di lavoro nella valutazione dei rischi precisa quali misure diprevenzione e protezione devono essere adottate. La valutazione dei rischi eriportata sul documento di valutazione di cui allarticolo 28, essa puoincludere una giustificazione del datore di lavoro secondo cui la natura elentita dei rischi non rendono necessaria una valutazione dei rischi piudettagliata.Titolo VIII AGENTI FISICICapo I Disposizioni generaliArt. 182. Disposizioni miranti ad eliminare o ridurre i rischi1. Tenuto conto del progresso tecnico e della disponibilita di misure percontrollare il rischio alla fonte, i rischi derivanti dallesposizione agliagenti fisici sono eliminati alla fonte o ridotti al minimo. La riduzione deirischi derivanti dallesposizione agli agenti fisici si basa sui principigenerali di prevenzione contenuti nel presente decreto.2. In nessun caso i lavoratori devono essere esposti a valori superiori aivalori limite di esposizione definiti nei capi II, III, IV e V. Allorche,nonostante i provvedimenti presi dal datore di lavoro in applicazione delpresente capo i valori limite di esposizione risultino superati, il datore dilavoro adotta misure immediate per riportare lesposizione al di sotto deivalori limite di esposizione, individua le cause del superamento dei valorilimite di esposizione e adegua di conseguenza le misure di protezione eprevenzione per evitare un nuovo superamento.Titolo VIII AGENTI FISICICapo I Disposizioni generaliArt. 183. Lavoratori particolarmente sensibili1. Il datore di lavoro adatta le misure di cui allarticolo 182 alle esigenzedei lavoratori appartenenti a gruppi particolarmente sensibili al rischio,incluse le donne in stato di gravidanza ed i minori.
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/Titolo VIIIAGENTI FISICI Capo I Disposizioni generaliArt. 184. Informazione e formazione dei lavoratori1. Nellambito degli obblighi di cui agli articoli 36 e 37, il datore di lavoroprovvede affinche i lavoratori esposti a rischi derivanti da agenti fisici sulluogo di lavoro e i loro rappresentanti vengano informati e formati in relazioneal risultato della valutazione dei rischi con particolare riguardo:a) alle misure adottate in applicazione del presente titolo;b) allentita e al significato dei valori limite di esposizione e dei valori diazione definiti nei Capi II, III, IV e V, nonche ai potenziali rischiassociati;c) ai risultati della valutazione, misurazione o calcolo dei livelli diesposizione ai singoli agenti fisici;d) alle modalita per individuare e segnalare gli effetti negatividellesposizione per la salute;e) alle circostanze nelle quali i lavoratori hanno diritto a una sorveglianzasanitaria e agli obiettivi della stessa;f) alle procedure di lavoro sicure per ridurre al minimo i rischi derivantidallesposizione;g) alluso corretto di adeguati dispositivi di protezione individuale e allerelative indicazioni e controindicazioni sanitarie alluso.Titolo VIII AGENTI FISICICapo I Disposizioni generaliArt. 185. Sorveglianza sanitaria1. La sorveglianza sanitaria dei lavoratori esposti agli agenti fisici vienesvolta secondo i principi generali di cui allarticolo 41, ed e effettuata dalmedico competente nelle modalita e nei casi previsti ai rispettivi capi delpresente titolo sulla base dei risultati della valutazione del rischio che glisono trasmessi dal datore di lavoro per il tramite del servizio di prevenzione eprotezione.2. Nel caso in cui la sorveglianza sanitaria riveli in un lavoratoreunalterazione apprezzabile dello stato di salute correlata ai rischi lavorativiil medico competente ne informa illavoratore e, nel rispetto del segreto professionale, il datore di lavoro, cheprovvede a:a) sottoporre a revisione la valutazione dei rischi;b) sottoporre a revisione le misure predisposte per eliminare o ridurre irischi;c) tenere conto del parere del medico competente nellattuazione delle misurenecessarie per eliminare o ridurre il rischio.Titolo VIII AGENTI FISICICapo I Disposizioni generaliArt. 186. Cartella sanitaria e di rischio1. Nella cartella di cui allarticolo 25, comma 1, lettera c), il medicocompetente riporta i dati della sorveglianza sanitaria, ivi compresi i valori diesposizione individuali, ove previsti negli specifici capi del presente titolo,comunicati dal datore di lavoro per il tramite del servizio di prevenzione eprotezione.Capo IIProtezione dei lavoratori contro i rischi di esposizione al rumore durante illavoroArt. 187. Campo di applicazione1. Il presente capo determina i requisiti minimi per la protezione deilavoratori contro i rischi per la salute e la sicurezza derivantidallesposizione al rumore durante il lavoro e in particolare per ludito.Capo IIProtezione dei lavoratori contro i rischi di esposizione al rumore durante illavoroArt. 188. Definizioni
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/1. Ai fini del presente capo si intende per: a) pressione acustica di picco(ppeak): valore massimo dellapressione acustica istantanea ponderata in frequenza «C»; b) livello diesposizione giornaliera al rumore (LEX,8h): [dB(A) riferito a 20 muPa]: valoremedio, ponderato in funzione del tempo, dei livelli di esposizione al rumore peruna giornata lavorativa nominale di otto ore, definito dalla normainternazionale ISO 1999: 1990 punto 3.6. Si riferisce a tutti i rumori sullavoro, incluso ilrumore impulsivo; c) livello di esposizione settimanale al rumore (LEX,w):valoremedio, ponderato in funzione del tempo, dei livelli di esposizione giornalieraal rumore per una settimana nominale di cinque giornate lavorative di otto ore,definito dalla norma internazionale ISO 1999: 1990 punto 3.6, nota 2.Capo IIProtezione dei lavoratori contro i rischi di esposizione al rumore durante illavoroArt. 189. Valori limite di esposizione e valori di azione1. I valori limite di esposizione e i valori di azione, in relazione al livellodi esposizione giornaliera al rumore e alla pressione acustica di picco, sonofissati a:a) valori limite di esposizione rispettivamente LEX = 87 dB(A) e ppeak = 200 Pa(140 dB(C) riferito a 20 muPa);b) valori superiori di azione: rispettivamente LEX = 85 dB(A) e ppeak = 140 Pa(137 dB(C) riferito a 20 muPa);c) valori inferiori di azione: rispettivamente LEX = 80 dB(A) e ppeak = 112 Pa(135 dB(C) riferito a 20 muPa).2. Laddove a causa delle caratteristiche intrinseche della attivita lavorativalesposizione giornaliera al rumore varia significativamente, da una giornata dilavoro allaltra, e possibile sostituire, ai fini dellapplicazione dei valorilimite di esposizione e dei valori di azione, il livello di esposizionegiornaliera al rumore con il livello di esposizione settimanale a condizioneche:a) il livello di esposizione settimanale al rumore, come dimostrato da uncontrollo idoneo, non ecceda il valore limite di esposizione di 87 dB(A);b) siano adottate le adeguate misure per ridurre al minimo i rischi associati atali attivita.3. Nel caso di variabilita del livello di esposizione settimanale vaconsiderato il livello settimanale massimo ricorrente.Capo IIProtezione dei lavoratori contro i rischi di esposizione al rumore durante illavoroArt. 190. Valutazione del rischio1. Nellambito di quanto previsto dallarticolo 181, il datore di lavoro valutalesposizione dei lavoratori al rumore durante il lavoro prendendo inconsiderazione in particolare:a) il livello, il tipo e la durata dellesposizione, ivi inclusa ogniesposizione a rumore impulsivo;b) i valori limite di esposizione e i valori di azione di cui allarticolo 189;c) tutti gli effetti sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratoriparticolarmente sensibili al rumore, con particolare riferimento alle donne ingravidanza e i minori;d) per quanto possibile a livello tecnico, tutti gli effetti sulla salute esicurezza dei lavoratori derivanti da interazioni fra rumore e sostanzeototossiche connesse con lattivita svolta e fra rumore e vibrazioni;e) tutti gli effetti indiretti sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratoririsultanti da interazioni fra rumore e segnali di avvertimento o altri suoni chevanno osservati al fine di ridurre il rischio di infortuni;f) le informazioni sullemissione di rumore fornite dai costruttoridellattrezzatura di lavoro in conformita alle vigenti disposizioni in materia;
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/g) lesistenza di attrezzature di lavoro alternative progettate per ridurrelemissione di rumore;h) il prolungamento del periodo di esposizione al rumore oltre lorario dilavoro normale, in locali di cui e responsabile;i) le informazioni raccolte dalla sorveglianza sanitaria, comprese, per quantopossibile, quelle reperibili nella letteratura scientifica;l) la disponibilita di dispositivi di protezione delludito con adeguatecaratteristiche di attenuazione.2. Se, a seguito della valutazione di cui al comma 1, puo fondatamenteritenersi che i valori inferiori di azione possono essere superati, il datore dilavoro misura i livelli di rumore cui i lavoratori sono esposti, i cui risultatisono riportati nel documento di valutazione.3. I metodi e le strumentazioni utilizzati devono essere adeguati allecaratteristiche del rumore da misurare, alla durata dellesposizione e aifattori ambientali secondo le indicazioni delle norme tecniche. I metodiutilizzati possono includere la campionatura, purche sia rappresentativadellesposizione del lavoratore.4. Nellapplicare quanto previsto nel presente articolo, il datore di lavorotiene conto dellincertezza delle misure determinate secondo la prassimetrologica.5. La valutazione di cui al comma 1 individua le misure di prevenzione eprotezione necessarie ai sensi degli articoli 192, 193, 194, 195 e 196 ed edocumentata in conformita allarticolo 28,comma 2.Capo IIProtezione dei lavoratori contro i rischi di esposizione al rumore durante illavoroArt. 191. Valutazione di attivita a livello di esposizione molto variabile1. Fatto salvo il divieto al superamento dei valori limite di esposizione, perattivita che comportano unelevata fluttuazione dei livelli di esposizionepersonale dei lavoratori, il datore di lavoro puo attribuire a detti lavoratoriunesposizione al rumore al di sopra dei valori superiori di azione, garantendoloro le misure di prevenzione e protezione conseguenti e in particolare: a) ladisponibilita dei dispositivi di protezione individuale delludito; b)linformazione e la formazione; c) il controllo sanitario. In questo caso lamisurazione associata alla valutazione si limita a determinare il livello dirumore prodotto dalle attrezzature nei posti operatore ai finidellidentificazione delle misure di prevenzione e protezione e per formulare ilprogramma delle misure tecniche e organizzative di cui allarticolo 192, comma2.2. Sul documento di valutazione di cui allarticolo 28, a fianco dei nominatividei lavoratori cosi classificati, va riportato il riferimento al presentearticolo.Capo IIProtezione dei lavoratori contro i rischi di esposizione al rumore durante illavoroArt. 192. Misure di prevenzione e protezione1. Fermo restando quanto previsto dallarticolo 182, il datore di lavoro eliminai rischi alla fonte o li riduce al minimo mediante le seguenti misure:a) adozione di altri metodi di lavoro che implicano una minore esposizione alrumore;b) scelta di attrezzature di lavoro adeguate, tenuto conto del lavoro dasvolgere, che emettano il minor rumore possibile, inclusa leventualita direndere disponibili ai lavoratori attrezzature di lavoro conformi ai requisitidi cui al titolo III, il cui obiettivo o effetto e di limitare lesposizione alrumore;c) progettazione della struttura dei luoghi e dei posti di lavoro;d) adeguata informazione e formazione sulluso corretto delle attrezzature dilavoro in modo da ridurre al minimo la loro esposizione al rumore;
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/e) adozione di misure tecniche per il contenimento: 1) del rumore trasmesso pervia aerea, quali schermature,involucri o rivestimenti realizzati con materiali fonoassorbenti; 2) del rumorestrutturale, quali sistemi di smorzamento o diisolamento; f) opportuni programmi di manutenzione delle attrezzature dilavoro, del luogo di lavoro e dei sistemi sul posto di lavoro; g) riduzione delrumore mediante una migliore organizzazione del lavoro attraverso la limitazionedella durata e dellintensita dellesposizione e ladozione di orari di lavoroappropriati, consufficienti periodi di riposo. 2. Se a seguito della valutazione dei rischi dicuiallarticolo 190 risulta che i valori inferiori di azione sono superati, ildatore di lavoro elabora ed applica un programma di misure tecniche eorganizzative volte a ridurre lesposizione al rumore, considerando inparticolare le misure di cui al comma 1.3. I luoghi di lavoro dove i lavoratori possono essere esposti ad un rumore aldi sopra dei valori superiori di azione sono indicati da appositi segnali. Dettearee sono inoltre delimitate e laccesso alle stesse e limitato, ove cio siatecnicamente possibile e giustificato dal rischio di esposizione.4. Nel caso in cui, data la natura dellattivita, il lavoratore beneficidellutilizzo di locali di riposo messi a disposizione dal datore di lavoro, ilrumore in questi locali e ridotto a un livello compatibile con il loro scopo ele loro condizioni di utilizzo.Capo IIProtezione dei lavoratori contro i rischi di esposizione al rumore durante illavoroArt. 193. Uso dei dispositivi di protezione individuali1. In ottemperanza a quanto disposto dallarticolo 18, comma 1, lettera c), ildatore di lavoro, nei casi in cui i rischi derivanti dal rumore non possonoessere evitati con le misure di prevenzione e protezione di cui allarticolo192, fornisce i dispositivi di protezione individuali per ludito conformi alledisposizioni contenute nel titolo III, capo II, e alle seguenti condizioni:a) nel caso in cui lesposizione al rumore superi i valori inferiori di azioneil datore di lavoro mette a disposizione dei lavoratori dispositivi diprotezione individuale delludito;b) nel caso in cui lesposizione al rumore sia pari o al di sopra dei valorisuperiori di azione esige che i lavoratori utilizzino i dispositivi diprotezione individuale delludito;c) sceglie dispositivi di protezione individuale delludito che consentono dieliminare il rischio per ludito o di ridurlo al minimo, previa consultazionedei lavoratori o dei loro rappresentanti;d) verifica lefficacia dei dispositivi di protezione individuale delludito.2. Il datore di lavoro tiene conto dellattenuazione prodotta dai dispositivi diprotezione individuale delludito indossati dal lavoratore solo ai fini divalutare lefficienza dei DPI uditivi e il rispetto del valore limite diesposizione. I mezzi individuali di protezione delludito sono consideratiadeguati ai fini delle presenti norme se, correttamente usati, mantengono unlivello di rischio uguale od inferiore ai livelli inferiori di azione.Capo IIProtezione dei lavoratori contro i rischi di esposizione al rumore durante illavoroArt. 194. Misure per la limitazione dellesposizione1. Fermo restando lobbligo del non superamento dei valori limite diesposizione, se, nonostante ladozione delle misure prese in applicazione delpresente capo, si individuano esposizioni superiori a detti valori, il datore dilavoro:a) adotta misure immediate per riportare lesposizione al di sotto dei valorilimite di esposizione;b) individua le cause dellesposizione eccessiva;
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/c) modifica le misure di protezione e di prevenzione per evitare che lasituazione si ripeta.Capo IIProtezione dei lavoratori contro i rischi di esposizione al rumore durante illavoroArt. 195. Informazione e formazione dei lavoratori1. Fermo restando quanto previsto dallarticolo 184 nellambito degli obblighidi cui agli articoli 36 e 37, il datore di lavoro garantisce che i lavoratoriesposti a valori uguali o superiori ai valori inferiori di azione venganoinformati e formati in relazione ai rischi provenienti dallesposizione alrumore.Capo II Protezione dei lavoratori contro i rischi di esposizione al rumoredurante il lavoroArt. 196. Sorveglianza sanitaria1. Il datore di lavoro sottopone a sorveglianza sanitaria i lavoratori la cuiesposizione al rumore eccede i valori superiori di azione. La sorveglianza vieneeffettuata periodicamente, di norma una volta lanno o con periodicita diversadecisa dal medico competente, con adeguata motivazione riportata nel documentodi valutazione dei rischi e resa nota ai rappresentanti per la sicurezza dilavoratori in funzione della valutazione del rischio. Lorgano di vigilanza, conprovvedimento motivato, puo disporre contenuti e periodicita dellasorveglianza diversi rispetto a quelli forniti dal medico competente.2. La sorveglianza sanitaria di cui al comma 1 e estesa ai lavoratori esposti alivelli superiori ai valori inferiori di azione, su loro richiesta e qualora ilmedico competente ne confermi lopportunita.Capo IIProtezione dei lavoratori contro i rischi di esposizione al rumore durante illavoroArt. 197. Deroghe1. Il datore di lavoro puo richiedere deroghe alluso dei dispositivi diprotezione individuale e al rispetto del valore limite di esposizione, quando,per la natura del lavoro, lutilizzazione di tali dispositivi potrebbecomportare rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori maggiori rispetto aquanto accadrebbe senza la loro utilizzazione.2. Le deroghe di cui al comma 1 sono concesse, sentite le parti sociali, per unperiodo massimo di quattro anni dallorgano di vigilanza territorialmentecompetente che provvede anche a darne comunicazione, specificando le ragioni ele circostanze che hanno consentito la concessione delle stesse, al Ministerodel lavoro e della previdenza sociale. Le circostanze che giustificano lederoghe di cui al comma 1 sono riesaminate ogni quattro anni e, in caso divenire meno dei relativi presupposti, riprende immediata applicazione ladisciplina regolare.3. La concessione delle deroghe di cui al comma 2 e condizionatadallintensificazione della sorveglianza sanitaria e da condizioni chegarantiscano, tenuto conto delle particolari circostanze, che i rischi derivantisiano ridotti al minimo. Il datore di lavoro assicura lintensificazione dellasorveglianza sanitaria ed il rispetto delle condizioni indicate nelle deroghe.4. Il Ministero del lavoro e della previdenza sociale trasmette ogni quattroanni alla Commissione della Unione europea un prospetto globale e motivato dellederoghe concesse ai sensi del presentearticolo.Capo IIProtezione dei lavoratori contro i rischi di esposizione al rumore durante illavoroArt. 198. Linee Guida per i settori della musica delle attivita ricreative edei call center1. Su proposta della Commissione permanente per la prevenzione degli infortuni eligiene del lavoro di cui allarticolo 6, sentite la parti sociali, entro unanno dalla data di entrata in vigore del presente capo, la Conferenza permanente
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e diBolzano definisce le linee guida per lapplicazione del presente capo neisettori della musica, delle attivita ricreative e dei call center.Capo III Protezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a vibrazioniArt. 199. Campo di applicazione1. Il presente capo prescrive le misure per la tutela della salute e dellasicurezza dei lavoratori che sono esposti o possono essere esposti a rischiderivanti da vibrazioni meccaniche. Nei riguardi dei soggetti indicatiallarticolo 3, comma 2, del presente decreto legislativo le disposizioni delpresente capo sono applicate tenuto conto delle particolari esigenze connesse alservizio espletato, quali individuate dai decreti ivi previsti.Capo III Protezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a vibrazioniArt. 200.Definizioni1. Ai fini del presente capo, si intende per: a) vibrazioni trasmesse al sistemamano-braccio: le vibrazionimeccaniche che, se trasmesse al sistema mano-braccio nelluomo, comportano unrischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori, in particolare disturbivascolari, osteoarticolari, neurologici o muscolari;b) vibrazioni trasmesse al corpo intero: le vibrazioni meccaniche che, setrasmesse al corpo intero, comportano rischi per la salute e la sicurezza deilavoratori, in particolare lombalgie e traumi del rachide;c) esposizione giornaliera a vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio A(8):[ms-2]: valore mediato nel tempo, ponderato in frequenza, delle accelerazionimisurate per una giornata lavorativa nominale di otto ore;d) esposizione giornaliera a vibrazioni trasmesse al corpo intero A(8): [ms-2]:valore mediato nel tempo, ponderato, delle accelerazioni misurate per unagiornata lavorativa nominale di otto ore.Capo III Protezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a vibrazioniArt. 201. Valori limite di esposizione e valori dazione1. Ai fini del presente capo, si definiscono i seguenti valori limite diesposizione e valori di azione.a) per le vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio: 1) il valore limite diesposizione giornaliero, normalizzato a un periodo di riferimento di 8 ore, efissato a 5 m/s2; mentre superiodi brevi e pari a 20 m/s2; 2) il valore dazione giornaliero, normalizzatoa un periodo diriferimento di 8 ore, che fa scattare lazione, e fissato a 2,5 m/s2.b) per le vibrazioni trasmesse al corpo intero: 1) il valore limite diesposizione giornaliero, normalizzato a unperiodo di riferimento di 8 ore, e fissato a 1,0 m/s2; mentre su periodi brevie pari a 1,5 m/s2;2) il valore dazione giornaliero, normalizzato a un periodo di riferimento di 8ore, e fissato a 0,5 m/s2.2. Nel caso di variabilita del livello di esposizione giornaliero vaconsiderato il livello giornaliero massimo ricorrente.Capo III Protezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a vibrazioniArt. 202. Valutazione dei rischi1. Nellambito di quanto previsto dallarticolo 181, il datore di lavoro valutae, quando necessario, misura, i livelli di vibrazioni meccaniche cui ilavoratori sono esposti.2. Il livello di esposizione alle vibrazioni meccaniche puo essere valutatomediante losservazione delle condizioni di lavoro specifiche e il riferimentoad appropriate informazioni sulla probabile entita delle vibrazioni per leattrezzature o i tipi di attrezzature nelle particolari condizioni di usoreperibili presso banche dati dellISPESL o delle regioni o, in loro assenza,dalle informazioni fornite in materia dal costruttore delle attrezzature. Questaoperazione va distinta dalla misurazione, che richiede limpiego di attrezzature
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/specifiche e di una metodologia appropriata e che resta comunque il metodo diriferimento.3. Lesposizione dei lavoratori alle vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio e valutata o misurata in base alle disposizioni di cui allallegatoXXXV, parte A.4. Lesposizione dei lavoratori alle vibrazioni trasmesse al corpo intero evalutata o misurata in base alle disposizioni di cui allallegato XXXV, parte B.5. Ai fini della valutazione di cui al comma 1, il datore di lavoro tiene conto,in particolare, dei seguenti elementi:a) il livello, il tipo e la durata dellesposizione, ivi inclusa ogniesposizione a vibrazioni intermittenti o a urti ripetuti;b) i valori limite di esposizione e i valori dazione specificati nellarticolo201;c) gli eventuali effetti sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratoriparticolarmente sensibili al rischio con particolare riferimento alle donne ingravidanza e ai minori;d) gli eventuali effetti indiretti sulla sicurezza e salute dei lavoratoririsultanti da interazioni tra le vibrazioni meccaniche, il rumore e lambientedi lavoro o altre attrezzature;e) le informazioni fornite dal costruttore dellattrezzatura di lavoro;f) lesistenza di attrezzature alternative progettate per ridurre i livelli diesposizione alle vibrazioni meccaniche;g) il prolungamento del periodo di esposizione a vibrazioni trasmesse al corpointero al di la delle ore lavorative, in locali di cui e responsabile;h) condizioni di lavoro particolari, come le basse temperature, il bagnato,lelevata umidita o il sovraccarico biomeccanico degli arti superiori e delrachide;i) informazioni raccolte dalla sorveglianza sanitaria, comprese, per quantopossibile, quelle reperibili nella letteratura scientifica.Capo III Protezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a vibrazioniArt. 203. Misure di prevenzione e protezione1. Fermo restando quanto previsto nellarticolo 182, in base alla valutazionedei rischi di cui allarticolo 202, quando sono superati i valori dazione, ildatore di lavoro elabora e applica un programma di misure tecniche oorganizzative, volte a ridurre al minimo lesposizione e i rischi che neconseguono, considerando in particolare quanto segue:a) altri metodi di lavoro che richiedono una minore esposizione a vibrazionimeccaniche;b) la scelta di attrezzature di lavoro adeguate concepite nel rispetto deiprincipi ergonomici e che producono, tenuto conto del lavoro da svolgere, ilminor livello possibile di vibrazioni;c) la fornitura di attrezzature accessorie per ridurre i rischi di lesioniprovocate dalle vibrazioni, quali sedili che attenuano efficacemente levibrazioni trasmesse al corpo intero e maniglie o guanti che attenuano lavibrazione trasmessa al sistema mano-braccio;d) adeguati programmi di manutenzione delle attrezzature di lavoro, del luogo dilavoro, dei sistemi sul luogo di lavoro e dei DPI;e) la progettazione e lorganizzazione dei luoghi e dei posti di lavoro;f) ladeguata informazione e formazione dei lavoratori sulluso corretto esicuro delle attrezzature di lavoro e dei DPI, in modo da ridurre al minimo laloro esposizione a vibrazioni meccaniche;g) la limitazione della durata e dellintensita dellesposizione;h) lorganizzazione di orari di lavoro appropriati, con adeguati periodi diriposo;i) la fornitura, ai lavoratori esposti, di indumenti per la protezione dalfreddo e dallumidita.2. Se, nonostante le misure adottate, il valore limite di esposizione e statosuperato, il datore di lavoro prende misure immediate per riportarelesposizione al di sotto di tale valore, individua le cause del superamento e
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/adatta, di conseguenza, le misure di prevenzione e protezione per evitare unnuovo superamento.Capo III Protezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a vibrazioniArt. 204. Sorveglianza sanitaria1. I lavoratori esposti a livelli di vibrazioni superiori ai valori dazionesono sottoposti alla sorveglianza sanitaria. La sorveglianza viene effettuataperiodicamente, di norma una volta lanno o con periodicita diversa decisa dalmedico competente con adeguata motivazione riportata nel documento divalutazione dei rischi e resa nota ai rappresentanti per la sicurezza deilavoratori in funzione della valutazione del rischio. Lorgano di vigilanza, conprovvedimento motivato, puo disporre contenuti e periodicita dellasorveglianza diversi rispetto a quelli forniti dal medico competente.2. I lavoratori esposti a vibrazioni sono altresi sottoposti allasorveglianza sanitaria quando, secondo il medico competente, si verificano una opiu delle seguenti condizioni: lesposizione dei lavoratori alle vibrazioni etale da rendere possibile lindividuazione di un nesso tra lesposizione inquestione e una malattia identificabile o ad effetti nocivi per la salute ed eprobabile che la malattia o gli effetti sopraggiungano nelle particolaricondizioni di lavoro del lavoratore ed esistono tecniche sperimentate checonsentono di individuare la malattia o gli effetti nocivi per la salute.Capo III Protezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a vibrazioniArt. 205. Deroghe1. Nei settori della navigazione marittima e aerea, il datore di lavoro, incircostanze debitamente giustificate, puo richiedere la deroga, limitatamenteal rispetto dei valori limite di esposizione per il corpo intero qualora, tenutoconto della tecnica e delle caratteristiche specifiche dei luoghi di lavoro, nonsia possibile rispettare tale valore limite nonostante le misure tecniche eorganizzative messe in atto.2. Nel caso di attivita lavorative in cui lesposizione di un lavoratore avibrazioni meccaniche e abitualmente inferiore ai valori di azione, ma puooccasionalmente superare il valore limite di esposizione, il datore di lavoropuo richiedere la deroga al rispetto dei valori limite a condizione che ilvalore medio dellesposizione calcolata su un periodo di 40 ore sia inferiore alvalore limite di esposizione e dimostri, con elementi probanti, che i rischiderivanti dal tipo di esposizione cui e sottoposto il lavoratore sono inferioria quelli derivanti dal livello di esposizione corrispondente al valore limite.3. Le deroghe di cui ai commi 1 e 2 sono concesse, per un periodo massimo diquattro anni, dallorgano di vigilanza territorialmente competente che provvedeanche a darne comunicazione, specificando le ragioni e le circostanze che hannoconsentito la concessione delle stesse, al Ministero del lavoro e dellaprevidenza sociale. Le deroghe sono rinnovabili e possono essere revocate quandovengono meno le circostanze che le hanno giustificate.4. La concessione delle deroghe di cui ai commi 1 e 2 e condizionataallintensificazione della sorveglianza sanitaria e da condizioni chegarantiscano, tenuto conto delle particolari circostanze, che i rischi derivantisiano ridotti al minimo. Il datore di lavoro assicura lintensificazione dellasorveglianza sanitaria ed il rispetto delle condizioni indicate nelle deroghe.5. Il Ministero del lavoro e della previdenza sociale trasmette ogni quattroanni alla Commissione della Unione europea un prospetto dal quale emerganocircostanze e motivi delle deroghe concesse ai sensi del presente articolo.Capo IVProtezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a campi elettromagneticiArt. 206. Campo di applicazione1. Il presente capo determina i requisiti minimi per la protezione deilavoratori contro i rischi per la salute e la sicurezza derivantidallesposizione ai campi elettromagnetici (da 0 Hz a 300 GHz), come definitidallarticolo 207, durante il lavoro. Le disposizioni riguardano la protezionedai rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori dovuti agli effetti
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/nocivi a breve termine conosciuti nel corpo umano derivanti dalla circolazionedi correnti indotte e dallassorbimento di energia, e da correnti di contatto.2. Il presente capo non riguarda la protezione da eventuali effetti a lungotermine e i rischi risultanti dal contatto con i conduttori in tensione.Capo IVProtezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a campi elettromagneticiArt. 207. Definizioni1. Agli effetti delle disposizioni del presente capo si intendono per:a) campi elettromagnetici: campi magnetici statici e campi elettrici, magneticied elettromagnetici variabili nel tempo di frequenza inferiore o pari a 300 GHz;b) valori limite di esposizione: limiti allesposizione a campi elettromagneticiche sono basati direttamente sugli effetti sulla salute accertati e suconsiderazioni biologiche. Il rispetto di questi limiti garantisce che ilavoratori esposti ai campi elettromagnetici sono protetti contro tutti glieffetti nocivi a breve termine per la salute conosciuti;c) valori di azione: lentita dei parametri direttamente misurabili, espressiin termini di intensita di campo elettrico (E), intensita di campo magnetico(H), induzione magnetica (B) e densita di potenza (S), che determina lobbligodi adottare una o piu delle misure specificate nel presente capo. Il rispettodi questi valori assicura il rispetto dei pertinenti valori limite diesposizione.Capo IVProtezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a campi elettromagneticiArt. 208. Valori limite di esposizione e valori dazione1. I valori limite di esposizione sono riportati nellallegato XXXVI, lettera A,tabella 1.2. I valori di azione sono riportati nellallegato XXXVI, lettera B, tabella 2.Capo IVProtezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a campi elettromagneticiArt. 209. Identificazione dellesposizione e valutazione dei rischi1.Nellambito della valutazione dei rischi di cui allarticolo 181, il datore dilavoro valuta e, quando necessario, misura o calcola i livelli dei campielettromagnetici ai quali sono esposti i lavoratori. La valutazione, lamisurazione e il calcolo devono essere effettuati in conformita alle normeeuropee standardizzate del Comitato europeo di normalizzazione elettrotecnica(CENELEC). Finche le citate norme non avranno contemplato tutte le pertinentisituazioni per quanto riguarda la valutazione, misurazione e calcolodellesposizione dei lavoratori ai campi elettromagnetici, il datore di lavoroadotta le specifiche linee guida individuate od emanate dalla Commissioneconsultiva permanente per la prevenzione degli infortuni e per ligiene dellavoro, o, in alternativa, quelle del Comitato Elettrotecnico Italiano (CEI),tenendo conto, se necessario, dei livelli di emissione indicati dai fabbricantidelle attrezzature.2. A seguito della valutazione dei livelli dei campi elettromagnetici effettuatain conformita al comma 1, qualora risulti che siano superati i valori di azionedi cui allarticolo 208, il datore di lavoro valuta e, quando necessario,calcola se i valori limite di esposizione sono stati superati.3. La valutazione, la misurazione e il calcolo di cui ai commi 1 e 2 non devononecessariamente essere effettuati in luoghi di lavoro accessibili al pubblico,purche si sia gia proceduto ad una valutazione conformemente alle disposizionirelative alla limitazione dellesposizione della popolazione ai campielettromagnetici da 0 Hz a 300 GHz e risultino rispettate per i lavoratori lerestrizioni previste dalla raccomandazione 1999/519/CE del Consiglio, del 12luglio 1999, e siano esclusi rischi relativi alla sicurezza.4. Nellambito della valutazione del rischio di cui allarticolo 181, il datoredi lavoro presta particolare attenzioneai seguenti elementi: a) il livello, lo spettro di frequenza, la durata e iltipodellesposizione; b) i valori limite di esposizione e i valori di azione di cui
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/allarticolo 208; c) tutti gli effetti sulla salute e sulla sicurezza deilavoratori particolarmente sensibili al rischio; d) qualsiasi effetto indirettoquale:1) interferenza con attrezzature e dispositivi medici elettronici (compresistimolatori cardiaci e altri dispositivi impiantati);2) rischio propulsivo di oggetti ferromagnetici in campi magnetici statici coninduzione magnetica superiore a 3 mT;3) innesco di dispositivi elettro-esplosivi (detonatori);4) incendi ed esplosioni dovuti allaccensione di materiali infiammabiliprovocata da scintille prodotte da campi indotti, correnti di contatto oscariche elettriche;e) lesistenza di attrezzature di lavoro alternative progettate per ridurre ilivelli di esposizione ai campi elettromagnetici;f) la disponibilita di azioni di risanamento volte a minimizzare i livelli diesposizione ai campi elettromagnetici;g) per quanto possibile, informazioni adeguate raccolte nel corso dellasorveglianza sanitaria, comprese le informazioni reperibili in pubblicazioniscientifiche;h) sorgenti multiple di esposizione;i) esposizione simultanea a campi di frequenze diverse. 5. Il datore di lavoronel documento di valutazione del rischio di cui allarticolo28 precisa le misureadottate, previstedallarticolo 210.Capo IVProtezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a campi elettromagneticiArt. 210. Misure di prevenzione e protezione1. A seguito della valutazione dei rischi, qualora risulti che i valori diazione di cui allarticolo 208 sono superati, il datore di lavoro, a meno che lavalutazione effettuata a norma dellarticolo 209, comma 2, dimostri che i valorilimite di esposizione non sono superati e che possono essere esclusi rischirelativi alla sicurezza, elabora ed applica un programma dazione che comprendamisure tecniche e organizzative intese a prevenire esposizioni superiori aivalori limite di esposizione, tenendo conto in particolare:a) di altri metodi di lavoro che implicano una minore esposizione ai campielettromagnetici;b)della scelta di attrezzature che emettano campi elettromagnetici di intensitainferiore, tenuto conto del lavoro da svolgere;c) delle misure tecniche per ridurre lemissione dei campi elettromagnetici,incluso se necessario luso di dispositivi di sicurezza, schermature o dianaloghi meccanismi di protezione dellasalute; d) degli appropriati programmi di manutenzione delle attrezzaturedi lavoro, dei luoghi e delle postazioni di lavoro; e) della progettazione edella struttura dei luoghi e dellepostazioni di lavoro; f) della limitazione della durata e dellintensitadellesposizione; g) della disponibilita di adeguati dispositivi di protezioneindividuale. 2. I luoghi di lavoro dove i lavoratori possono essere esposti acampi elettromagnetici che superano i valori di azione devono essere indicaticon unapposita segnaletica. Tale obbligo non sussiste nel caso che dallavalutazione effettuata a norma dellarticolo 209, comma 2, il datore di lavorodimostri che i valori limite di esposizione non sono superati e che possonoessere esclusi rischi relativi alla sicurezza. Dette aree sono inoltreidentificate e laccesso alle stesse e limitato laddove cio sia tecnicamentepossibile e sussista il rischio di un superamento dei valori limite diesposizione.3. In nessun caso i lavoratori devono essere esposti a valori superiori aivalori limite di esposizione. Allorche, nonostante i provvedimenti presi daldatore di lavoro in applicazione del presente capo, i valori limite diesposizione risultino superati, il datore di lavoro adotta misure immediate per
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/riportare lesposizione al di sotto dei valori limite di esposizione, individuale cause del superamento dei valori limite di esposizione e adegua diconseguenza le misure di protezione e prevenzione per evitare un nuovosuperamento.4. A norma dellarticolo 209, comma 4, lettera c), il datore di lavoro adatta lemisure di cui al presente articolo alle esigenze dei lavoratori espostiparticolarmente sensibili al rischio.Capo IVProtezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a campi elettromagneticiArt. 211. Sorveglianza sanitaria1. La sorveglianza sanitaria viene effettuata periodicamente, di norma una voltalanno o con periodicita inferiore decisa dal medico competente con particolareriguardo ai lavoratori particolarmente sensibili al rischio di cui allarticolo183, tenuto conto dei risultati della valutazione dei rischi trasmessi daldatore di lavoro. Lorgano di vigilanza, con provvedimento motivato, puodisporre contenuti e periodicita diversi da quelli forniti dal medicocompetente.2. Fermo restando il rispetto di quanto stabilito dallarticolo 182, sonotempestivamente sottoposti a controllo medico i lavoratori per i quali e statarilevata unesposizione superiore ai valori di azione di cui allarticolo 208,comma 2.Capo IVProtezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a campi elettromagneticiArt. 212. Linee guida1.Il Ministero della salute, avvalendosi degli organi tecnico-scientifici delServizio sanitario nazionale, sentita la Conferenza permanente per i rapportitra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entrodue anni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, elabora le lineeguida per lapplicazione del presente capo nello specifico settore dellutilizzoin ambito sanitario delle attrezzature di risonanza magnetica.Capo VProtezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a radiazioni otticheartificialiArt. 213. Campo di applicazione1. Il presente capo stabilisce prescrizioni minime di protezione dei lavoratoricontro i rischi per la salute e la sicurezza che possono derivare,dallesposizione alle radiazioni ottiche artificiali durante il lavoro conparticolare riguardo ai rischi dovuti agli effetti nocivi sugli occhi e sullacute.Capo VProtezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a radiazioni otticheartificialiArt. 214. Definizioni1. Agli effetti delle disposizioni del presente capo si intendono per:a) radiazioni ottiche: tutte le radiazioni elettromagnetiche nella gamma dilunghezza donda compresa tra 100 ̄Fm e 1 mm. Lo spettro delle radiazioniottiche si suddivide in radiazioni ultraviolette, radiazioni visibili eradiazioni infrarosse:1) radiazioni ultraviolette: radiazioni ottiche a lunghezza donda compresa tra100 e 400 ̄Fm. La banda degli ultravioletti e suddivisa in UVA (315-400 ̄Fm),UVB (280-315 ̄Fm) e UVC (100-280 ̄Fm);2) radiazioni visibili: radiazioni ottiche a lunghezza donda compresa tra 380 e780 ̄Fm;3) radiazioni infrarosse: radiazioni ottiche a lunghezza donda compresa tra 780̄Fm e 1 mm. La regione degli infrarossi e suddivisa in IRA (780-1400 ̄Fm), IRB(1400-3000 ̄Fm) e IRC (3000 ̄Fm-1 mm);b) laser (amplificazione di luce mediante emissione stimolata di radiazione):qualsiasi dispositivo al quale si possa far produrre o amplificare le radiazioni
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/elettromagnetiche nella gamma di lunghezze donda delle radiazioni ottiche,soprattutto mediante il processo di emissione stimolata controllata;c) radiazione laser: radiazione ottica prodotta da un laser;d) radiazione non coerente: qualsiasi radiazione ottica diversa dalla radiazionelaser;e) valori limite di esposizione: limiti di esposizione alle radiazioni otticheche sono basati direttamente sugli effetti sulla salute accertati e suconsiderazioni biologiche. Il rispetto di questi limiti garantisce che ilavoratori esposti a sorgenti artificiali di radiazioni ottiche siano protetticontro tutti gli effetti nocivi sugli occhi e sulla cute conosciuti;f) irradianza (E) o densita di potenza: la potenza radiante incidente perunita di area su una superficie espressa in watt su metro quadrato (W m-2);g) esposizione radiante (H): integrale nel tempo dellirradianza espresso injoule su metro quadrato (J m-2);h) radianza (L): il flusso radiante o la potenza per unita dangolo solido perunita di superficie, espressa in watt su metro quadrato su steradiante (W m-2sr-1);i) livello: la combinazione di irradianza, esposizione radiante e radianza allequali e esposto un lavoratore.Capo VProtezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a radiazioni otticheartificialiArt. 215. Valori limite di esposizione1. I valori limite di esposizione per le radiazioni incoerenti sono riportatinellallegato XXXVII, parte I.2. I valori limite di esposizione per le radiazioni laser sono riportatinellallegato XXXVII, parte II.Capo VProtezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a radiazioni otticheartificialiArt. 216. Identificazione dellesposizione e valutazione dei rischi1.Nellambito della valutazione dei rischi di cui allarticolo 181, il datore dilavoro valuta e, quando necessario, misura e/o calcola i livelli delleradiazioni ottiche a cui possono essere esposti i lavoratori. La metodologiaseguita nella valutazione, nella misurazione e/o nel calcolo rispetta le normedella Commissione elettrotecnica internazionale (IEC), per quanto riguarda leradiazioni laser, le raccomandazioni della Commissione internazionale perlilluminazione (CIE) e del Comitato europeo di normazione (CEN) per quantoriguarda le radiazioni incoerenti. Nelle situazioni di esposizione che esulanodalle suddette norme e raccomandazioni, fino a quando non saranno disponibilinorme e raccomandazioni adeguate dellUnione europea, il datore di lavoro adottale specifiche linee guida individuate od emanate dalla Commissione consultivapermanente per la prevenzione degli infortuni e per ligiene del lavoro o, insubordine, linee guida nazionali o internazionali scientificamente fondate. Intutti i casi di esposizione, la valutazione tiene conto dei dati indicati daifabbricanti delle attrezzature, se contemplate da pertinenti direttivecomunitarie di prodotto.2. Il datore di lavoro, in occasione della valutazione dei rischi, prestaparticolare attenzione ai seguenti elementi:a) il livello, la gamma di lunghezze donda e la durata dellesposizione asorgenti artificiali di radiazioni ottiche; b) i valori limite di esposizione dicui allarticolo 215;c) qualsiasi effetto sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori appartenentia gruppi particolarmente sensibili al rischio;d) qualsiasi eventuale effetto sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratoririsultante dalle interazioni sul posto di lavoro tra le radiazioni ottiche e lesostanze chimiche foto-sensibilizzanti;e) qualsiasi effetto indiretto come laccecamento temporaneo, le esplosioni o ilfuoco;
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/f) lesistenza di attrezzature di lavoro alternative progettate per ridurre ilivelli di esposizione alle radiazioni ottiche artificiali;g) la disponibilita di azioni di risanamento volte a minimizzare i livelli diesposizione alle radiazioni ottiche;h) per quanto possibile, informazioni adeguate raccolte nel corso dellasorveglianza sanitaria, comprese le informazioni pubblicate;i) sorgenti multiple di esposizione alle radiazioni ottiche artificiali;l) una classificazione dei laser stabilita conformemente alla pertinente normaIEC e, in relazione a tutte le sorgenti artificiali che possono arrecare dannisimili a quelli di un laser della classe 3B o 4, tutte le classificazionianaloghe;m) le informazioni fornite dai fabbricanti delle sorgenti di radiazioni ottichee delle relative attrezzature di lavoro in conformita delle pertinentidirettive comunitarie.3. Il datore di lavoro nel documento di valutazione dei rischi deve precisare lemisure adottate previste dagli articoli 217 e 218.Capo VProtezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a radiazioni otticheartificialiArt. 217. Disposizioni miranti ad eliminare o a ridurre i rischi1. Se la valutazione dei rischi di cui allarticolo 17, comma 1, lettera a),mette in evidenza che i valori limite desposizione possono essere superati, ildatore di lavoro definisce e attua un programma dazione che comprende misuretecniche e/o organizzative destinate ad evitare che lesposizione superi ivalori limite, tenendo conto in particolare:a) di altri metodi di lavoro che comportano una minore esposizione alleradiazioni ottiche;b) della scelta di attrezzature che emettano meno radiazioni ottiche, tenutoconto del lavoro da svolgere;c) delle misure tecniche per ridurre lemissione delle radiazioni ottiche,incluso, quando necessario, luso di dispositivi di sicurezza, schermatura oanaloghi meccanismi di protezione della salute;d) degli opportuni programmi di manutenzione delle attrezzature di lavoro, deiluoghi e delle postazioni di lavoro;e) della progettazione e della struttura dei luoghi e delle postazioni dilavoro;f) della limitazione della durata e del livello dellesposizione;g) della disponibilita di adeguati dispositivi di protezione individuale;h) delle istruzioni del fabbricante delle attrezzature. 2. In base allavalutazione dei rischi di cui allarticolo 216, i luoghi di lavoro in cui ilavoratori potrebbero essere esposti a livelli di radiazioni ottiche chesuperino i valori di azione devono essere indicati con unapposita segnaletica.Dette aree sono inoltre identificate e laccesso alle stesse e limitato,laddove cio siatecnicamente possibile. 3. Il datore di lavoro adatta le misure di cui alpresentearticolo alle esigenze dei lavoratori appartenenti a gruppi particolarmentesensibili al rischio.Capo VProtezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a radiazioni otticheartificialiArt. 218. Sorveglianza sanitaria1. La sorveglianza sanitaria viene effettuata periodicamente, di norma una voltalanno o con periodicita inferiore decisa dal medico competente con particolareriguardo ai lavoratori particolarmente sensibili al rischio, tenuto conto deirisultati della valutazione dei rischi trasmessi dal datore di lavoro. Lasorveglianza sanitaria e effettuata con lobiettivo di prevenire e scopriretempestivamente effetti negativi per la salute, nonche prevenire effetti a
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/lungo termine negativi per la salute e rischi di malattie croniche derivantidallesposizione a radiazioni ottiche.2. Fermo restando il rispetto di quanto stabilito dallarticolo 182 e di quantoprevisto al comma 1, sono tempestivamente sottoposti a controllo medico ilavoratori per i quali e stata rilevata unesposizione superiore ai valorilimite di cui allarticolo 215.3. Laddove i valori limite sono superati, oppure sono identificati effettinocivi sulla salute:a) il medico o altra persona debitamente qualificata comunica al lavoratore irisultati che lo riguardano. Il lavoratore riceve in particolare le informazionie i pareri relativi al controllo sanitario cui dovrebbe sottoporsi dopo la finedellesposizione;b) il datore di lavoro e informato di tutti i dati significativi emersi dallasorveglianza sanitaria tenendo conto del segreto professionale.Capo VI SanzioniArt. 219. Sanzioni a carico del datore di lavoro e del dirigente1. Il datore di lavoro e punito con larresto da quattro a otto mesi o conlammenda da 4.000 a 12.000 euro per la violazione degli articoli 181, comma 2,190, commi 1 e 5, 209, commi 1 e 5, 216, comma 1.2. Il datore di lavoro e il dirigente sono puniti: a) con arresto da quattro aotto mesi o con lammenda da 2.000 a4.000 euro per la violazione degli articoli 182, comma 2, 184, 185, 190, commi 2e 3, 192, comma 2, 193, comma 1, 195, 197, comma 3, 202, 203, 205, comma 4, 209,commi 2 e 4, 210, comma 1, e 217, comma 1;b) con larresto da due a quattro mesi o con lammenda da euro 1.000 a euro4.500 per la violazione degli articoli 210, commi 2 e 3, e 217, commi 2 e 3.Capo VI SanzioniArt. 220. Sanzioni a carico del medico competente1. Il medico competente e punito con larresto fino tre mesi o con lammenda daeuro 1.000 a euro 4.000 per la violazione degli articoli 185 e 186.Titolo IX SOSTANZE PERICOLOSECapo I Protezione da agenti chimiciArt. 221. Campo di applicazione1. Il presente capo determina i requisiti minimi per la protezione deilavoratori contro i rischi per la salute e la sicurezza che derivano, o possonoderivare, dagli effetti di agenti chimici presenti sul luogo di lavoro o comerisultato di ogni attivita lavorativa che comporti la presenza di agentichimici.2. I requisiti individuati dal presente capo si applicano a tutti gli agentichimici pericolosi che sono presenti sul luogo di lavoro, fatte salve ledisposizioni relative agli agenti chimici per i quali valgono provvedimenti diprotezione radiologica regolamentati dal decreto legislativo del 17 marzo 1995,n. 230, e successive modificazioni.3. Le disposizioni del presente capo si applicano altresi al trasporto diagenti chimici pericolosi, fatte salve le disposizioni specifiche contenute neidecreti ministeriali 4 settembre 1996, 15 maggio 1997, 28 settembre 1999 e neldecreto legislativo 13 gennaio 1999, n. 41, nelle disposizioni del codice IMDGdel codice IBC e nel codice IGC, quali definite dallarticolo 2 della direttiva93/75/CEE, del Consiglio, del 13 settembre 1993, nelle disposizioni dellaccordoeuropeo relativo al trasporto internazionale di merci pericolose per vienavigabili interne (ADN) e del regolamento per il trasporto delle sostanzepericolose sul Reno (ADNR), quali incorporate nella normativa comunitaria enelle istruzioni tecniche per il trasporto sicuro di merci pericolose emanatealla data del 25 maggio 1998.4. Le disposizioni del presente capo non si applicano alle attivita comportantiesposizione ad amianto che restano disciplinate dalle norme contenute al capoIII del presente titolo.Titolo IX SOSTANZE PERICOLOSECapo I Protezione da agenti chimici
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/Art. 222. Definizioni1. Ai fini del presente capo si intende per: a) agenti chimici: tutti glielementi o composti chimici, sia dasoli sia nei loro miscugli, allo stato naturale o ottenuti, utilizzati osmaltiti, compreso lo smaltimento come rifiuti, mediante qualsiasi attivitalavorativa, siano essi prodotti intenzionalmente o no e siano immessi o no sulmercato;b) agenti chimici pericolosi: 1) agenti chimici classificati come sostanzepericolose aisensi del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, e successivemodificazioni, nonche gli agenti che corrispondono ai criteri diclassificazione come sostanze pericolose di cui al predetto decreto. Sonoescluse le sostanze pericolose solo per lambiente;2) agenti chimici classificati come preparati pericolosi ai sensi del decretolegislativo 14 marzo 2003, n. 65, e successive modificazioni, nonche gli agentiche rispondono ai criteri di classificazione come preparati pericolosi di cui alpredetto decreto. Sono esclusi i preparati pericolosi solo per lambiente;3) agenti chimici che, pur non essendo classifi-cabili come pericolosi, in baseai numeri 1) e 2), possono comportare un rischio per la sicurezza e la salutedei lavoratori a causa di loro proprieta chimico-fisiche, chimiche otossicologiche e del modo in cui sono utilizzati o presenti sul luogo di lavoro,compresi gli agenti chimici cui e stato assegnato un valore limite diesposizione professionale;c) attivita che comporta la presenza di agenti chimici: ogni attivitalavorativa in cui sono utilizzati agenti chimici, o se ne prevede lutilizzo, inogni tipo di procedimento, compresi la produzione, la manipolazione,limmagazzinamento, il trasporto o leliminazione e il trattamento dei rifiuti,o che risultino da tale attivita lavorativa;d)valore limite di esposizione professionale: se non diversamente specificato,il limite della concentrazione media ponderata nel tempo di un agente chimiconellaria allinterno della zona di respirazione di un lavoratore in relazionead un determinato periodo di riferimento; un primo elenco di tali valori eriportato nellallegato XXXVIII;e) valore limite biologico: il limite della concentrazione del relativo agente,di un suo metabolita, o di un indicatore di effetto, nellappropriato mezzobiologico; un primo elenco di tali valori e riportato nellallegato XXXIX;f) sorveglianza sanitaria: la valutazione dello stato di salute del singololavoratore in funzione dellesposizione ad agenti chimici sul luogo di lavoro;g) pericolo: la proprieta intrinseca di un agente chimico di poter produrreeffetti nocivi;h) rischio: la probabilita che si raggiunga il potenziale nocivo nellecondizioni di utilizzazione o esposizione.Titolo IX SOSTANZE PERICOLOSECapo I Protezione da agenti chimiciArt. 223. Valutazione dei rischi1. Nella valutazione di cui allarticolo 28, il datore di lavoro determina,preliminarmente leventuale presenza di agenti chimici pericolosi sul luogo dilavoro e valuta anche i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratoriderivanti dalla presenza di tali agenti, prendendo in considerazione inparticolare:a) le loro proprieta pericolose;b) le informazioni sulla salute e sicurezza comunicate dal responsabiledellimmissione sul mercato tramite la relativa scheda di sicurezza predispostaai sensi dei decreti legislativi 3 febbraio 1997, n. 52, e 14 marzo 2003, n. 65,e successive modifiche;c) il livello, il tipo e la durata dellesposizione;d) le circostanze in cui viene svolto il lavoro in presenza di tali agenti,compresa la quantita degli stessi;
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/e) i valori limite di esposizione professionale o i valori limite biologici; dicui un primo elenco e riportato negli allegati XXXVIII e XXXIX;f) gli effetti delle misure preventive e protettive adottate o da adottare;g) se disponibili, le conclusioni tratte da eventuali azioni di sorveglianzasanitaria gia intraprese.2. Nella valutazione dei rischi il datore di lavoro indica quali misure sonostate adottate ai sensi dellarticolo 224 e, ove applicabile, dellarticolo 225.Nella valutazione medesima devono essere incluse le attivita, ivi compresa lamanutenzione e la pulizia, per le quali e prevedibile la possibilita dinotevole esposizione o che, per altri motivi, possono provocare effetti nociviper la salute e la sicurezza, anche dopo ladozione di tutte le misure tecniche.3. Nel caso di attivita lavorative che comportano lesposizione a piu agentichimici pericolosi, i rischi sono valutati in base al rischio che comporta lacombinazione di tutti i suddetti agenti chimici.4. Fermo restando quanto previsto dai decreti legislativi 3 febbraio 1997, n.52, e 14 marzo 2003, n. 65, e successive modificazioni, il responsabiledellimmissione sul mercato di agenti chimici pericolosi e tenuto a fornire aldatore di lavoro acquirente tutte le ulteriori informazioni necessarie per lacompleta valutazione del rischio.5. La valutazione del rischio puo includere la giustificazione che la natura elentita dei rischi connessi con gli agenti chimici pericolosi rendono nonnecessaria unulteriore valutazione maggiormente dettagliata dei rischi.6. Nel caso di unattivita nuova che comporti la presenza di agenti chimicipericolosi, la valutazione dei rischi che essa presenta e lattuazione dellemisure di prevenzione sono predisposte preventivamente. Tale attivita cominciasolo dopo che si sia proceduto alla valutazione dei rischi che essa presenta eallattuazione delle misure di prevenzione.7. Il datore di lavoro aggiorna periodicamente la valutazione e, comunque, inoccasione di notevoli mutamenti che potrebbero averla resa superata ovveroquando i risultati della sorveglianza medica ne mostrino la necessita.Titolo IX SOSTANZE PERICOLOSECapo I Protezione da agenti chimiciArt. 224. Misure e principi generali per la prevenzione dei rischi1. Fermo restando quanto previsto dallarticolo 15, i rischi derivanti da agentichimici pericolosi devono essere eliminati o ridotti al minimo mediante leseguenti misure:a) progettazione e organizzazione dei sistemi di lavorazione sul luogo dilavoro;b) fornitura di attrezzature idonee per il lavoro specifico e relative proceduredi manutenzione adeguate;c) riduzione al minimo del numero di lavoratori che sono o potrebbero essereesposti;d)riduzione al minimo della durata e dellintensita dellesposizione;e) misure igieniche adeguate;f) riduzione al minimo della quantita di agenti presenti sul luogo di lavoro infunzione delle necessita della lavorazione;g) metodi di lavoro appropriati comprese le disposizioni che garantiscono lasicurezza nella manipolazione, nellimmagazzinamento e nel trasporto sul luogodi lavoro di agenti chimici pericolosi nonche dei rifiuti che contengono dettiagenti chimici.2. Se i risultati della valutazione dei rischi dimostrano che, in relazione altipo e alle quantita di un agente chimico pericoloso e alle modalita efrequenza di esposizione a tale agente presente sul luogo di lavoro, vi e soloun rischio basso per la sicurezza e irrilevante per la salute dei lavoratori eche le misure di cui al comma 1 sono sufficienti a ridurre il rischio, non siapplicano le disposizioni degli articoli 225, 226, 229, 230.Titolo IX SOSTANZE PERICOLOSECapo I Protezione da agenti chimiciArt. 225. Misure specifiche di protezione e di prevenzione
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/1. Il datore di lavoro, sulla base dellattivita e della valutazione dei rischidi cui allarticolo 223, provvede affinche il rischio sia eliminato o ridottomediante la sostituzione, qualora la natura dellattivita lo consenta, conaltri agenti o processi che, nelle condizioni di uso, non sono o sono menopericolosi per la salute dei lavoratori. Quando la natura dellattivita nonconsente di eliminare il rischio attraverso la sostituzione il datore di lavorogarantisce che il rischio sia ridotto mediante lapplicazione delle seguentimisure da adottarsi nel seguente ordine di priorita:a) progettazione di appropriati processi lavorativi e controlli tecnici, noncheuso di attrezzature e materiali adeguati;b) appropriate misure organizzative e di protezione collettive alla fonte delrischio;c) misure di protezione individuali, compresi i dispositivi di protezioneindividuali, qualora non si riesca a prevenire con altri mezzi lesposizione;d) sorveglianza sanitaria dei lavoratori a norma degli articoli 229 e 230.2. Salvo che possa dimostrare con altri mezzi il conseguimento di un adeguatolivello di prevenzione e di protezione, il datore di lavoro, periodicamente edogni qualvolta sono modificate le condizioni che possono influiresullesposizione, provvede ad effettuare la misurazione degli agenti che possonopresentare un rischio per la salute, con metodiche standardizzate di cui eriportato un elenco meramente indicativo nellallegato XLI o in loro assenza,con metodiche appropriate e con particolare riferimento ai valori limite diesposizione professionale e per periodi rappresentativi dellesposizione intermini spazio temporali.3. Quando sia stato superato un valore limite di esposizione professionalestabilito dalla normativa vigente il datore di lavoro identifica e rimuove lecause che hanno cagionato tale superamento dellevento, adottando immediatamentele misure appropriate di prevenzione e protezione.4. I risultati delle misurazioni di cui al comma 2 sono allegati ai documenti divalutazione dei rischi e resi noti ai rappresentanti per la sicurezza deilavoratori. Il datore di lavoro tiene conto delle misurazioni effettuate aisensi del comma 2 per ladempimento degli obblighi conseguenti alla valutazionedei rischi di cui allarticolo 223. Sulla base della valutazione dei rischi edei principi generali di prevenzione e protezione, il datore di lavoro adotta lemisure tecniche e organizzative adeguate alla natura delle operazioni, compresilimmagazzinamento, la manipolazione e lisolamento di agenti chimiciincompatibili fra di loro; in particolare, il datore di lavoro previene sulluogo di lavoro la presenza di concentrazioni pericolose di sostanzeinfiammabili o quantita pericolose di sostanze chimicamente instabili.5. Laddove la natura dellattivita lavorativa non consenta di prevenire sulluogo di lavoro la presenza di concentrazioni pericolose di sostanzeinfiammabili o quantita pericolose di sostanze chimicamente instabili, ildatore di lavoro deve in particolare:a) evitare la presenza di fonti di accensione che potrebbero dar luogo a incendied esplosioni, o lesistenza di condizioni avverse che potrebbero provocareeffetti fisici dannosi ad opera di sostanze o miscele di sostanze chimicamenteinstabili;b) limitare, anche attraverso misure procedurali ed organizzative previste dallanormativa vigente, gli effetti pregiudizievoli sullasalute e la sicurezza dei lavoratori in caso di incendio o di esplosione dovutiallaccensione di sostanze infiammabili, o gli effetti dannosi derivanti dasostanze o miscele di sostanze chimicamente instabili.6. Il datore di lavoro mette a disposizione attrezzature di lavoro ed adottasistemi di protezione collettiva ed individuale conformi alle disposizionilegislative e regolamentari pertinenti, in particolare per quanto riguarda lusodei suddetti mezzi in atmosfere potenzialmente esplosive.7. Il datore di lavoro adotta misure per assicurare un sufficiente controllodegli impianti, apparecchi e macchinari, anche mettendo a disposizione sistemi e
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/dispositivi finalizzati alla limitazione del rischio di esplosione o dispositiviper limitare la pressione delle esplosioni.8. Il datore di lavoro informa i lavoratori del superamento dei valori limite diesposizione professionale, delle cause dellevento e delle misure di prevenzionee protezione adottate e ne da comunicazione, senza indugio, allorgano divigilanza.Titolo IX SOSTANZE PERICOLOSECapo I Protezione da agenti chimiciArt. 226. Disposizioni in caso di incidenti o di emergenze1. Ferme restando le disposizioni di cui agli articoli 43 e 44, nonche quellepreviste dal decreto del Ministro dellinterno in data 10 marzo 1998, pubblicatonel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 81 del 7 aprile 1998, ildatore di lavoro, al fine di proteggere la salute e la sicurezza dei lavoratoridalle conseguenze di incidenti o di emergenze derivanti dalla presenza di agentichimici pericolosi sul luogo di lavoro, predispone procedure di interventoadeguate da attuarsi al verificarsi di tali eventi. Tali misure comprendonoesercitazioni di sicurezza da effettuarsi a intervalli connessi alla tipologiadi lavorazione e la messa a disposizione di appropriati mezzi di prontosoccorso.2. Nel caso di incidenti o di emergenza, il datore di lavoro adotta immediatemisure dirette ad attenuarne gli effetti ed in particolare, di assistenza, dievacuazione e di soccorso e ne informa i lavoratori. Il datore di lavoro adottainoltre misure adeguate per porre rimedio alla situazione quanto prima.3. Ai lavoratori cui e consentito operare nellarea colpita o ai lavoratoriindispensabili alleffettuazione delle riparazioni e delle attivita necessarie,sono forniti indumenti protettivi, dispositivi di protezione individuale edidonee attrezzature di intervento che devono essere utilizzate sino a quandopersiste la situazione anomala.4. Il datore di lavoro adotta le misure necessarie per approntare sistemidallarme e altri sistemi di comunicazione necessari per segnalaretempestivamente lincidente o lemergenza.5. Le misure di emergenza devono essere contenute nel piano previsto dal decretodi cui al comma 1. In particolare nel piano vanno inserite:a) informazioni preliminari sulle attivita pericolose, sugli agenti chimicipericolosi, sulle misure per lidentificazione dei rischi, sulle precauzioni esulle procedure, in modo tale che servizi competenti per le situazioni diemergenza possano mettere a punto le proprie procedure e misure precauzionali;b) qualunque altra informazione disponibile sui rischi specifici derivanti o chepossano derivare dal verificarsi di incidenti o situazioni di emergenza,comprese le informazioni sulle procedure elaborate in base al presente articolo.6. Nel caso di incidenti o di emergenza i soggetti non protetti devonoimmediatamente abbandonare la zona interessata.Titolo IX SOSTANZE PERICOLOSECapo I Protezione da agenti chimiciArt. 227. Informazione e formazione per i lavoratori1. Fermo restando quanto previsto agli articoli 36 e 37, il datore di lavorogarantisce che i lavoratori o i loro rappresentanti dispongano di:a) dati ottenuti attraverso la valutazione del rischio e ulteriori informazioniogni qualvolta modifiche importanti sul luogo di lavoro determinino uncambiamento di tali dati;b) informazioni sugli agenti chimici pericolosi presenti sul luogo di lavoro,quali lidentita degli agenti, i rischi per la sicurezza e la salute, irelativi valori limite di esposizione professionale e altre disposizioninormative relative agli agenti;c) formazione ed informazioni su precauzioni ed azioni adeguate da intraprendereper proteggere loro stessi ed altri lavoratori sul luogo di lavoro;d) accesso ad ogni scheda dei dati di sicurezza messa a disposizione dalresponsabile dellimmissione sul mercato ai sensi dei decreti legislativi 3febbraio 1997, n. 52, e 14 marzo 2003, n. 65, e successive modificazioni.
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/2. Il datore di lavoro assicura che le informazioni siano: a) fornite in modoadeguato al risultato della valutazione del rischio di cui allarticolo 223.Tali informazioni possono essere costituite da comunicazioni orali o dallaformazione e dalladdestramento individuali con il supporto di informazioniscritte, a seconda della natura e del grado di rischio rivelato dallavalutazione del rischio; b) aggiornate per tener conto del cambiamento dellecircostanze.3. Laddove i contenitori e le condutture per gli agenti chimici pericolosiutilizzati durante il lavoro non siano contrassegnati da segnali di sicurezza inbase a quanto disposto dal titolo V, il datore di lavoro provvede affinche lanatura del contenuto deicontenitori e delle condutture e gli eventuali rischi connessi siano chiaramenteidentificabili.4. Il responsabile dellimmissione sul mercato devono trasmettere ai datori dilavoro tutte le informazioni concernenti gli agenti chimici pericolosi prodottio forniti secondo quanto stabilito dai decreti legislativi 3 febbraio 1997, n.52, e 14 marzo 2003, n. 65, e successive modificazioni.Titolo IX SOSTANZE PERICOLOSECapo I Protezione da agenti chimiciArt. 228. Divieti1. Sono vietate la produzione, la lavorazione e limpiego degli agenti chimicisul lavoro e le attivita indicate allallegato XL.2. Il divieto non si applica se un agente e presente in un preparato, o qualecomponente di rifiuti, purche la concentrazione individuale sia inferiore allimite indicato nellallegato stesso.3. In deroga al divieto di cui al comma 1, possono essere effettuate, previaautorizzazione da rilasciarsi ai sensi del comma 5, le seguenti attivita:a) attivita a fini esclusivi di ricerca e sperimentazione scientifica, ivicomprese le analisi;b) attivita volte ad eliminare gli agenti chimici che sono presenti sotto formadi sottoprodotto o di rifiuti;c) produzione degli agenti chimici destinati ad essere usati come intermedi.4. Ferme restando le disposizioni di cui al presente capo, nei casi di cui alcomma 3, lettera c), il datore di lavoro evita lesposizione dei lavoratori,stabilendo che la produzione e luso piu rapido possibile degli agenti comeprodotti intermedi avvenga in un sistema chiuso dal quale gli stessi possonoessere rimossi soltanto nella misura necessaria per il controllo del processo oper la manutenzione del sistema.5. Il datore di lavoro che intende effettuare le attivita di cui al comma 3deve inviare una richiesta di autorizzazione al Ministero del lavoro e dellaprevidenza sociale che la rilascia sentito il Ministero della salute e laregione interessata. La richiesta di autorizzazione e corredata dalle seguentiinformazioni:a) i motivi della richiesta di deroga; b) i quantitativi dellagente dautilizzare annualmente; c) il numero dei lavoratori addetti; d) descrizionedelle attivita e delle reazioni o processi; e) misure previste per la tuteladella salute e sicurezza e perprevenire lesposizione dei lavoratori.Titolo IX SOSTANZE PERICOLOSECapo I Protezione da agenti chimiciArt. 229. Sorveglianza sanitaria1. Fatto salvo quanto previsto dallarticolo 224, comma 2, sono sottoposti allasorveglianza sanitaria di cui allarticolo 41 i lavoratori esposti agli agentichimici pericolosi per la salute che rispondono ai criteri per laclassificazione come molto tossici, tossici, nocivi, sensibilizzanti, corrosivi,irritanti, tossici per il ciclo riproduttivo, cancerogeni e mutageni dicategoria 3.2. La sorveglianza sanitaria viene effettuata: a) prima di adibire il lavoratorealla mansione che comporta
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/lesposizione; b) periodicamente, di norma una volta lanno o con periodicitadiversa decisa dal medico competente con adeguata motivazione riportata neldocumento di valutazione dei rischi e resa nota ai rappresentanti per lasicurezza dei lavoratori, in funzione della valutazione del rischio e deirisultati della sorveglianza sanitaria;c) allatto della cessazione del rapporto di lavoro. In tale occasione il medicocompetente deve fornire al lavoratore le eventuali indicazioni relative alleprescrizioni mediche da osservare.3. Il monitoraggio biologico e obbligatorio per i lavoratori esposti agliagenti per i quali e stato fissato un valore limite biologico. Dei risultati ditale monitoraggio viene informato il lavoratore interessato. I risultati di talemonitoraggio, in forma anonima, vengono allegati al documento di valutazione deirischi e comunicati ai rappresentanti per la sicurezza dei lavoratori.4. Gli accertamenti sanitari devono essere a basso rischio per il lavoratore.5. Il datore di lavoro, su parere conforme del medico competente, adotta misurepreventive e protettive particolari per i singoli lavoratori sulla base dellerisultanze degli esami clinici e biologici effettuati. Le misure possonocomprendere lallontanamento del lavoratore secondo le procedure dellarticolo42.6. Nel caso in cui allatto della sorveglianza sanitaria si evidenzi, in unlavoratore o in un gruppo di lavoratori esposti in maniera analoga ad uno stessoagente, lesistenza di effetti pregiudizievoli per la salute imputabili a taleesposizione o il superamento di un valore limite biologico, il medico competenteinforma individualmente i lavoratori interessati ed il datore di lavoro.7. Nei casi di cui al comma 6, il datore di lavoro deve: a) sottoporre arevisione la valutazione dei rischi effettuata anorma dellarticolo 223; b) sottoporre a revisione le misure predisposte pereliminare oridurre i rischi; c) tenere conto del parere del medico competentenellattuazionedelle misure necessarie per eliminare o ridurre il rischio; d) prendere lemisure affinche sia effettuata una visita medica straordinaria per tutti glialtri lavoratori che hanno subitounesposizione simile. 8. Lorgano di vigilanza, con provvedimento motivato,puo disporrecontenuti e periodicita della sorveglianza sanitaria diversi rispetto a quellidefiniti dal medico competente.Titolo IX SOSTANZE PERICOLOSECapo I Protezione da agenti chimiciArt. 230. Cartelle sanitarie e di rischio1. Il medico competente, per ciascuno dei lavoratori di cui allarticolo 229istituisce ed aggiorna la cartella sanitaria secondo quanto previstodallarticolo 25, comma 1, lettera c), e fornisce al lavoratore interessatotutte le informazioni previste dalle lettere g) ed h) del comma 1 del medesimoarticolo. Nella cartella di rischio sono, tra laltro, indicati i livelli diesposizione professionale individuali forniti dal Servizio di prevenzione eprotezione.2. Su richiesta, e fornita agli organi di vigilanza copia dei documenti di cuial comma 1.Titolo IX SOSTANZE PERICOLOSECapo I Protezione da agenti chimiciArt. 231. Consultazione e partecipazione dei lavoratori1. La consultazione e partecipazione dei lavoratori o dei loro rappresentantisono attuate ai sensi delle disposizioni di cui allarticolo 50.Titolo IX SOSTANZE PERICOLOSECapo I Protezione da agenti chimiciArt. 232. Adeguamenti normativi1. Con decreto dei Ministri del lavoro e della previdenza sociale e dellasalute, dintesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, e istituito senza nuovio maggiori oneri per la finanza pubblica, un comitato consultivo per ladeterminazione e laggiornamento dei valori limite di esposizione professionalee dei valori limite biologici relativi agli agenti chimici. Il Comitato ecomposto da nove membri esperti nazionali di chiara fama in materiatossicologica e sanitaria di cui tre in rappresentanza del Ministero dellasalute, su proposta dellIstituto superiore di sanita, dellISPESL e dellaCommissione tossicologica nazionale, tre in rappresentanza della Conferenza deiPresidenti delle regioni e tre in rappresentanza del Ministero del lavoro edella previdenza sociale. Il Comitato si avvale del supporto organizzativo elogistico della Direzione generale della tutela delle condizioni di lavoro delMinistero del lavoro e della previdenza sociale.2. Con uno o piu decreti dei Ministri del lavoro e della previdenza sociale edella salute dintesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato,le regioni e le province autonome, sentiti il Ministro dello sviluppo economico,il Comitato di cui al comma 1 e le parti sociali, sono recepiti i valori diesposizione professionale e biologici obbligatori predisposti dalla Commissioneeuropea, sono altresi stabiliti i valori limite nazionali anche tenuto contodei valori limite indicativi predisposti dalla Commissione medesima e sonoaggiornati gli allegati XXXVIII, XXXIX, XL e XLI in funzione del progressotecnico, dellevoluzione di normative e specifiche comunitarie o internazionalie delle conoscenze nel settore degli agenti chimici pericolosi.3. Con i decreti di cui al comma 2 e inoltre determinato il rischio basso perla sicurezza e irrilevante per la salute dei lavoratori di cui allarticolo 224,comma 2, in relazione al tipo, alle quantita ed alla esposizione di agentichimici, anche tenuto conto dei valori limite indicativi fissati dalla Unioneeuropea e dei parametri di sicurezza.4. Nelle more delladozione dei decreti di cui al comma 2, con uno o piudecreti dei Ministri del lavoro e della previdenza sociale e della salute,dintesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni ele province autonome di Trento e di Bolzano, possono essere stabiliti, entroquarantacinque giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, iparametri per lindividuazione del rischio basso per la sicurezza e irrilevanteper la salute dei lavoratori di cui allarticolo 224, comma 2, sulla base diproposte delle associazioni di categoria dei datori di lavoro interessatecomparativamente rappresentative, sentite le associazioni dei prestatori dilavoro interessate comparativamente rappresentative. Scaduto inutilmente iltermine di cui al presente articolo, la valutazione del rischio moderato ecomunque effettuata dal datore di lavoro.Capo II Protezione da agenti cancerogeni e mutageniSezione I Disposizioni generaliArt. 233. Campo di applicazione1. Fatto salvo quanto previsto per le attivita disciplinate dal capo III e peri lavoratori esposti esclusivamente alle radiazioni previste dal trattato cheistituisce la Comunita europea dellenergia atomica, le norme del presentetitolo si applicano a tutte le attivita nelle quali i lavoratori sono o possonoessere esposti ad agenti cancerogeni o mutageni a causa della loro attivitalavorativa.Capo II Protezione da agenti cancerogeni e mutageniSezione I Disposizioni generaliArt. 234. Definizioni1. Agli effetti del presente decreto si intende per: a) agente cancerogeno:1) una sostanza che risponde ai criteri relativi alla classificazione qualicategorie cancerogene 1 o 2, stabiliti ai sensi del decreto legislativo 3febbraio 1997, n. 52, e successive modificazioni;2) un preparato contenente una o piu sostanze di cui al numero 1), quando laconcentrazione di una o piu delle singole sostanze risponde ai requisitirelativi ai limiti di concentrazione per la classificazione di un preparatonelle categorie cancerogene 1 o 2 in base ai criteri stabiliti dai decreti
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/legislativi 3 febbraio 1997, n. 52, e 14 marzo 2003, n. 65 e successivemodificazioni;3) una sostanza, un preparato o un processo di cui allallegato XLII, noncheuna sostanza od un preparato emessi durante un processo previsto dallallegatoXLII;b) agente mutageno:1) una sostanza che risponde ai criteri relativi alla classificazione nellecategorie mutagene 1 o 2, stabiliti dal decreto legislativo 3 febbraio 1997, n.52, e successive modificazioni;2) un preparato contenente una o piu sostanze di cui al punto 1), quando laconcentrazione di una o piu delle singole sostanze risponde ai requisitirelativi ai limiti di concentrazione per la classificazione di un preparatonelle categorie mutagene 1 o 2 in base ai criteri stabiliti dai decretilegislativi 3 febbraio 1997, n. 52, e 14 marzo 2003, n. 65, e successivemodificazioni;c) valore limite: se non altrimenti specificato, il limite della concentrazionemedia, ponderata in funzione del tempo, di un agente cancerogeno o mutagenonellaria, rilevabile entro la zona di respirazione di un lavoratore, inrelazione ad un periodo di riferimento determinato stabilito nellallegatoXLIII.Sezione II Obblighi del datore di lavoroArt. 235. Sostituzione e riduzione1. Il datore di lavoro evita o riduce lutilizzazione di un agente cancerogeno omutageno sul luogo di lavoro in particolare sostituendolo, se tecnicamentepossibile, con una sostanza o un preparato o un procedimento che nellecondizioni in cui viene utilizzato non risulta nocivo o risulta meno nocivo perla salute e la sicurezza dei lavoratori.2. Se non e tecnicamente possibile sostituire lagente cancerogeno o mutagenoil datore di lavoro provvede affinche la produzione o lutilizzazionedellagente cancerogeno o mutageno avvenga in un sistema chiuso purchetecnicamente possibile.3. Se il ricorso ad un sistema chiuso non e tecnicamente possibile il datore dilavoro provvede affinche il livello di esposizione dei lavoratori sia ridottoal piu basso valore tecnicamente possibile. Lesposizione non deve comunquesuperare il valore limite dellagente stabilito nellallegato XLIII.Sezione II Obblighi del datore di lavoroArt. 236. Valutazione del rischio1. Fatto salvo quanto previsto allarticolo 235, il datore di lavoro effettuauna valutazione dellesposizione a agenti cancerogenio mutageni, i risultati della quale sono riportati nel documento di cuiallarticolo 17.2. Detta valutazione tiene conto, in particolare, delle caratteristiche dellelavorazioni, della loro durata e della loro frequenza, dei quantitativi diagenti cancerogeni o mutageni prodotti ovvero utilizzati, della loroconcentrazione, della capacita degli stessi di penetrare nellorganismo per lediverse vie di assorbimento, anche in relazione al loro stato di aggregazione e,qualora allo stato solido, se in massa compatta o in scaglie o in formapolverulenta e se o meno contenuti in una matrice solida che ne riduce o neimpedisce la fuoriuscita. La valutazione deve tener conto di tutti i possibilimodi di esposizione, compreso quello in cui vi e assorbimento cutaneo.3. Il datore di lavoro, in relazione ai risultati della valutazione di cui alcomma 1, adotta le misure preventive e protettive del presente capo, adattandolealle particolarita delle situazioni lavorative.4. Il documento di cui allarticolo 28, comma 2, o lautocertificazionedelleffettuazione della valutazione dei rischi di cui allarticolo 29, comma 5,sono integrati con i seguenti dati:a) le attivita lavorative che comportano la presenza di sostanze o preparaticancerogeni o mutageni o di processi industriali di cui allallegato XLII, conlindicazione dei motivi per i quali sono impiegati agenti cancerogeni;
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/b) i quantitativi di sostanze ovvero preparati cancerogeni o mutageni prodottiovvero utilizzati, ovvero presenti come impurita o sottoprodotti;c) il numero dei lavoratori esposti ovvero potenzialmente esposti ad agenticancerogeni o mutageni;d) lesposizione dei suddetti lavoratori, ove nota e il grado della stessa;e) le misure preventive e protettive applicate ed il tipo dei dispositivi diprotezione individuale utilizzati;f) le indagini svolte per la possibile sostituzione degli agenti cancerogeni ele sostanze e i preparati eventualmente utilizzati come sostituti.5. Il datore di lavoro effettua nuovamente la valutazione di cui al comma 1 inoccasione di modifiche del processo produttivo significative ai fini dellasicurezza e della salute sul lavoro e, in ogni caso, trascorsi tre annidallultima valutazione effettuata.6. Il rappresentante per la sicurezza puo richiedere i dati di cui al comma 4,fermo restando lobbligo di cui allarticolo 50, comma 6.Sezione II Obblighi del datore di lavoroArt. 237. Misure tecniche, organizzative, procedurali1. Il datore di lavoro: a) assicura, applicando metodi e procedure di lavoroadeguati,che nelle varie operazioni lavorative sono impiegati quantitativi di agenticancerogeni o mutageni non superiori alle necessita delle lavorazioni e che gliagenti cancerogeni o mutageni in attesa diimpiego, in forma fisica tale da causare rischio di introduzione, non sonoaccumulati sul luogo di lavoro in quantitativi superiori alle necessitapredette;b) limita al minimo possibile il numero dei lavoratori esposti o che possonoessere esposti ad agenti cancerogeni o mutageni, anche isolando le lavorazioniin aree predeterminate provviste di adeguati segnali di avvertimento e disicurezza, compresi i segnali «vietato fumare», ed accessibili soltanto ailavoratori che debbono recarvisi per motivi connessi con la loro mansione o conla loro funzione. In dette aree e fatto divieto di fumare;c) progetta, programma e sorveglia le lavorazioni in modo che non vi eemissione di agenti cancerogeni o mutageni nellaria. Se cio non etecnicamente possibile, leliminazione degli agenti cancerogeni o mutageni deveavvenire il piu vicino possibile al punto di emissione mediante aspirazionelocalizzata, nel rispetto dellarticolo 18, comma 1, lettera q). Lambiente dilavoro deve comunque essere dotato di un adeguato sistema di ventilazionegenerale;d) provvede alla misurazione di agenti cancerogeni o mutageni per verificarelefficacia delle misure di cui alla lettera c) e per individuare precocementele esposizioni anomale causate da un evento non prevedibile o da un incidente,con metodi di campionatura e di misurazione conformi alle indicazionidellallegato XLI del presente decreto legislativo;e) provvede alla regolare e sistematica pulitura dei locali, delle attrezzaturee degli impianti;f) elabora procedure per i casi di emergenza che possono comportare esposizionielevate;g) assicura che gli agenti cancerogeni o mutageni sono conservati, manipolati,trasportati in condizioni di sicurezza;h) assicura che la raccolta e limmagazzinamento, ai fini dello smaltimentodegli scarti e dei residui delle lavorazioni contenenti agenti cancerogeni,avvengano in condizioni di sicurezza, in particolare utilizzando contenitoriermetici etichettati in modo chiaro, netto, visibile;i) dispone, su conforme parere del medico competente, misure protettiveparticolari con quelle categorie di lavoratori per i quali lesposizione ataluni agenti cancerogeni o mutageni presenta rischi particolarmente elevati.Sezione II Obblighi del datore di lavoroArt. 238. Misure tecniche
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/1. Il datore di lavoro: a) assicura che i lavoratori dispongano di serviziigieniciappropriati ed adeguati; b) dispone che i lavoratori abbiano in dotazione idoneiindumentiprotettivi da riporre in posti separati dagli abiti civili; c) provvedeaffinche i dispositivi di protezione individuale siano custoditi in luoghideterminati, controllati e puliti dopo ogni utilizzazione, provvedendo altresia far riparare o sostituirequelli difettosi o deteriorati, prima di ogni nuova utilizzazione. 2. Nelle zonedi lavoro di cui allarticolo 237, comma 1, lettera b), e vietato assumere cibie bevande, fumare, conservare cibi destinati al consumo umano, usare pipette abocca e applicarecosmetici.Sezione II Obblighi del datore di lavoroArt. 239. Informazione e formazione1. Il datore di lavoro fornisce ai lavoratori, sulla base delle conoscenzedisponibili, informazioni ed istruzioni, in particolare per quanto riguarda:a) gli agenti cancerogeni o mutageni presenti nei cicli lavorativi, la lorodislocazione, i rischi per la salute connessi al loro impiego, ivi compresi irischi supplementari dovuti al fumare;b) le precauzioni da prendere per evitare lesposizione; c) le misure igienicheda osservare; d) la necessita di indossare e impiegare indumenti di lavoro eprotettivi e dispositivi individuali di protezione ed il loro corretto impiego;e) il modo di prevenire il verificarsi di incidenti e le misure da adottare perridurre al minimo le conseguenze.2. Il datore di lavoro assicura ai lavoratori una formazione adeguata inparticolare in ordine a quanto indicato al comma 1.3. Linformazione e la formazione di cui ai commi 1 e 2 sono fornite prima che ilavoratori siano adibiti alle attivita in questione e vengono ripetute, confrequenza almeno quinquennale, e comunque ogni qualvolta si verificano nellelavorazioni cambiamenti che influiscono sulla natura e sul grado dei rischi.4. Il datore di lavoro provvede inoltre affinche gli impianti, i contenitori,gli imballaggi contenenti agenti cancerogeni o mutageni siano etichettati inmaniera chiaramente leggibile e comprensibile. I contrassegni utilizzati e lealtre indicazioni devono essere conformi al disposto dei decreti legislativi 3febbraio 1997, n. 52, e 14 marzo 2003, n. 65, e successive modificazioni.Sezione II Obblighi del datore di lavoroArt. 240. Esposizione non prevedibile1. Qualora si verifichino eventi non prevedibili o incidenti che possonocomportare unesposizione anomala dei lavoratori ad agenti cancerogeni omutageni, il datore di lavoro adotta quanto prima misure appropriate peridentificare e rimuovere la causa dellevento e ne informa i lavoratori e ilrappresentante per la sicurezza.2. I lavoratori devono abbandonare immediatamente larea interessata, cuipossono accedere soltanto gli addetti agli interventi di riparazione ed ad altreoperazioni necessarie, indossando idonei indumenti protettivi e dispositivi diprotezione delle vie respiratorie, messi a loro disposizione dal datore dilavoro. In ogni caso luso dei dispositivi di protezione non puo esserepermanente e la sua durata, per ogni lavoratore, e limitata al tempostrettamente necessario.3. Il datore di lavoro comunica senza indugio allorgano di vigilanza ilverificarsi degli eventi di cui al comma 1 indicando analiticamente le misureadottate per ridurre al minimo le conseguenze dannose o pericolose.Sezione II Obblighi del datore di lavoroArt. 241. Operazioni lavorative particolari1. Per le operazioni lavorative, quale quella di manutenzione, per le quali eprevedibile, nonostante ladozione di tutte le misure di prevenzionetecnicamente applicabili, unesposizione rilevante dei lavoratori addetti ad
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/agenti cancerogeni o mutageni, il datore di lavoro previa consultazione delrappresentante per la sicurezza:a) dispone che soltanto tali lavoratori hanno accesso alle suddette aree ancheprovvedendo, ove tecnicamente possibile, allisolamento delle stesse ed allaloro identificazione mediante appositi contrassegni;b) fornisce ai lavoratori speciali indumenti e dispositivi di protezioneindividuale che devono essere indossati dai lavoratori adibiti alle suddetteoperazioni.2. La presenza nelle aree di cui al comma 1 dei lavoratori addetti e in ognicaso ridotta al tempo strettamente necessario con riferimento alle lavorazionida espletare.Sezione III Sorveglianza sanitariaArt. 242. Accertamenti sanitari e norme preventive e protettive specifiche1. I lavoratori per i quali la valutazione di cui allarticolo 236 haevidenziato un rischio per la salute sono sottoposti a sorveglianza sanitaria.2. Il datore di lavoro, su conforme parere del medico competente, adotta misurepreventive e protettive per i singoli lavoratori sulla base delle risultanzedegli esami clinici e biologici effettuati.3. Le misure di cui al comma 2 possono comprendere lallontanamento dellavoratore secondo le procedure dellarticolo 42.4. Ove gli accertamenti sanitari abbiano evidenziato, nei lavoratori esposti inmodo analogo ad uno stesso agente, lesistenza di una anomalia imputabile a taleesposizione, il medico competente ne informa il datore di lavoro.5. A seguito dellinformazione di cui al comma 4 il datore di lavoro effettua:a)una nuova valutazione del rischio in conformita allarticolo 236;b) ove sia tecnicamente possibile, una misurazione della concentrazionedellagente in aria per verificare lefficacia delle misure adottate.6. Il medico competente fornisce ai lavoratori adeguate informazioni sullasorveglianza sanitaria cui sono sottoposti, con particolare riguardo alloppor-tunita di sottoporsi ad accertamenti sanitari anche dopo la cessazionedellattivita lavorativa.Sezione III Sorveglianza sanitariaArt. 243. Registro di esposizione e cartelle sanitarie1. I lavoratori di cui allarticolo 242 sono iscritti in un registro nel qualee riportata, per ciascuno di essi, lattivita svolta, lagente cancerogeno omutageno utilizzato e, ove noto, il valore dellesposizione a tale agente. Dettoregistro e istituito ed aggiornato dal datore di lavoro che ne cura la tenutaper il tramite del medico competente. Il responsabile del servizio diprevenzione ed i rappresentanti per la sicurezza hanno accesso a detto registro.2. Il medico competente, per ciascuno dei lavoratori di cui allarticolo 242,provvede ad istituire e aggiornare una cartella sanitaria e di rischio secondoquanto previsto dallarticolo 25, comma 1, lettera c).3. Il datore di lavoro comunica ai lavoratori interessati, su richiesta, lerelative annotazioni individuali contenute nel registro di cui al comma 1 e,tramite il medico competente, i dati della cartella sanitaria e di rischio.4. In caso di cessazione del rapporto di lavoro, il datore di lavoro inviaallIstituto superiore per la prevenzione e la sicurezza sul lavoro - ISPESL lacartella sanitaria e di rischio del lavoratore interessato unitamente alleannotazioni individuali contenute nel registro e ne consegna copia al lavoratorestesso.5. In caso di cessazione di attivita dellazienda, il datore di lavoro consegnail registro di cui al comma 1 e le cartelle sanitarie e di rischio allISPESL.6. Le annotazioni individuali contenute nel registro di cui al comma 1 e lecartelle sanitarie e di rischio sono conservate dal datore di lavoro almeno finoa risoluzione del rapporto di lavoro e dallISPESL fino a quarantanni dallacessazione di ogni attivita che espone ad agenti cangerogeni o mutageni.7. I registri di esposizione, le annotazioni individuali e le cartelle sanitariee di rischio sono custoditi e trasmessi con salvaguardia del segreto
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/professionale e del trattamento dei dati personali e nel rispetto del decretolegislativo 30 giugno 2003, n. 196, e successive modificazioni.8. Il datore di lavoro, in caso di esposizione del lavoratore ad agenticancerogeni, oltre a quanto previsto ai commi da 1 a 7:a) consegna copia del registro di cui al comma 1 allISPESL ed allorgano divigilanza competente per territorio, e comunica loro ogni tre anni, e comunqueogni qualvolta i medesimi ne facciano richiesta, le variazioni intervenute;b) consegna, a richiesta, allIstituto superiore di sanita copia del registrodi cui al comma 1;c) in caso di cessazione di attivita dellazienda, consegna copia del registrodi cui al comma 1 allorgano di vigilanza competente per territorio;d) in caso di assunzione di lavoratori che hanno in precedenza esercitatoattivita con esposizione ad agenti cancerogeni, il datore di lavoro chiedeallISPESL copia delle annotazioni individuali contenute nel registro di cui alcomma 1, nonche copia della cartella sanitaria e di rischio, qualora illavoratore non ne sia in possesso ai sensi del comma 4.9. I modelli e le modalita di tenuta del registro e delle cartelle sanitarie edi rischio sono determinati dal decreto del Ministro della salute 12 luglio2007, n. 155, ed aggiornati con decreto dello stesso Ministro, adottato diconcerto con il Ministro del lavoro e della previdenza sociale e con il Ministroper le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, sentita lacommissione consultiva permanente.10. LISPESL trasmette annualmente al Ministero della salute dati di sintesirelativi al contenuto dei registri di cui al comma 1 ed a richiesta li rendedisponibili alle regioni.Sezione III Sorveglianza sanitariaArt. 244. Registrazione dei tumori1. LISPESL, tramite una rete completa di Centri operativi regionali (COR) e neilimiti delle ordinarie risorse di bilancio, realizza sistemi di monitoraggio deirischi occupazionali da esposizione ad agenti chimici cancerogeni e dei dannialla salute che ne conseguono, anche in applicazione di direttive e regolamenticomunitari. A tale scopo raccoglie, registra, elabora ed analizza i dati, anchea carattere nominativo, derivanti dai flussi informativi di cui allarticolo 8 edai sistemi di registrazione delle esposizioni occupazionali e delle patologiecomunque attivi sul territorio nazionale, nonche i dati di carattereoccupazionalerilevati, nellambito delle rispettive attivita istituzionali, dallIstitutonazionale della previdenza sociale, dallIstituto nazionale di statistica,dallIstituto nazionale contro gli infortuni sul lavoro, e da altreamministrazioni pubbliche. I sistemi di monitoraggio di cui al presente commaaltresi integrano i flussi informativi di cui allarticolo 8.2. I medici e le strutture sanitarie pubbliche e private, nonche gli istitutiprevidenziali ed assicurativi pubblici o privati, che identificano casi dineoplasie da loro ritenute attribuibili ad esposizioni lavorative ad agenticancerogeni, ne danno segnalazione allISPESL, tramite i Centri operativiregionali (COR) di cui al comma 1, trasmettendo le informazioni di cui aldecreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 10 dicembre 2002, n. 308, cheregola le modalita di tenuta del registro, di raccolta e trasmissione delleinformazioni.3. Presso lISPESL e costituito il registro nazionale dei casi di neoplasia disospetta origine professionale, con sezioni rispettivamente dedicate:a) ai casi di mesotelioma, sotto la denominazione di Registro nazionale deimesoteliomi (ReNaM);b) ai casi di neoplasie delle cavita nasali e dei seni paranasali, sotto ladenominazione di Registro nazionale dei tumori nasali e sinusali (ReNaTuNS);c) ai casi di neoplasie a piu bassa frazione eziologia riguardo alle quali,tuttavia, sulla base dei sistemi di elaborazione ed analisi dei dati di cui alcomma 1, siano stati identificati cluster di casi possibilmente rilevanti ovvero
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/eccessi di incidenza ovvero di mortalita di possibile significativitaepidemiologica in rapporto a rischi occupazionali.4. LISPESL rende disponibili al Ministero della salute, al Ministero del lavoroe della previdenza sociale, allINAIL ed alle regioni e province autonome irisultati del monitoraggio con periodicita annuale.5. I contenuti, le modalita di tenuta, raccolta e trasmissione delleinformazioni e di realizzazione complessiva dei sistemi di monitoraggio di cuiai commi 1 e 3 sono determinati dal Ministero della salute, dintesa con leregioni e province autonome.Sezione III Sorveglianza sanitariaArt. 245. Adeguamenti normativi1. La Commissione consultiva tossicologica nazionale individua periodicamente lesostanze cancerogene, mutagene e tossiche per la riproduzione che, pur nonessendo classificate ai sensi del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52,rispondono ai criteri di classificazione ivi stabiliti e fornisce consulenza aiMinisteri del lavoro e della previdenza sociale e della salute, su richiesta, intema di classificazione di agenti chimici pericolosi.2. Con decreto dei Ministri del lavoro e della previdenza sociale e dellasalute, sentita la commissione consultiva permanente e la Commissione consultivatossicologica nazionale:a) sono aggiornati gli allegati XLII e XLIII in funzione del progresso tecnico,dellevoluzione di normative e specifiche comunitarie o internazionali e delleconoscenze nel settore degli agenti cancerogeni o mutageni;b)e pubblicato lelenco delle sostanze in funzione dellindividuazioneeffettuata ai sensi del comma 1.Capo III Protezione dai rischi connessi allesposizione allamiantoSezione I Disposizioni generaliArt. 246. Campo di applicazione1. Fermo restando quanto previsto dalla legge 27 marzo 1992, n. 257, le normedel presente decreto si applicano alle rimanenti attivita lavorative chepossono comportare, per i lavoratori, il rischio di esposizione ad amianto,quali manutenzione, rimozione dellamianto o dei materiali contenenti amianto,smaltimento e trattamento dei relativi rifiuti, nonche bonifica delle areeinteressate.Capo III Protezione dai rischi connessi allesposizione allamiantoSezione I Disposizioni generaliArt. 247. Definizionil. Ai fini del presente capo il termine amianto designa i seguenti silicatifibrosi:a) lactinolite damianto, n. CAS 77536-66-4; b) la grunerite damianto(amosite), n. CAS 12172-73-5; c) lantofillite damianto, n. CAS 77536-67-5; d)il crisotilo, n. CAS 12001-29-5; e) la crocidolite, n. CAS 12001-28-4; f) latremolite damianto, n. CAS 77536-68-6.Sezione II Obblighi del datore di lavoroArt. 248. Individuazione della presenza di amianto1. Prima di intraprendere lavori di demolizione o di manutenzione, il datore dilavoro adotta, anche chiedendo informazioni ai proprietari dei locali, ognimisura necessaria volta ad individuare la presenza di materiali a potenzialecontenuto damianto.2. Se vi e il minimo dubbio sulla presenza di amianto in un materiale o in unacostruzione, si applicano le disposizioni previste dal presente capo.Sezione II Obblighi del datore di lavoroArt. 249. Valutazione del rischiol. Nella valutazione di cui allarticolo 28, il datore di lavoro valuta i rischidovuti alla polvere proveniente dallamianto e dai materiali contenenti amianto,al fine di stabilire la natura e il grado dellesposizione e le misurepreventive e protettive da attuare.2. Nei casi di esposizioni sporadiche e di debole intensita e a condizione cherisulti chiaramente dalla valutazione dei rischi di cui al comma 1 che il valore
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/limite di esposizione allamianto non e superato nellaria dellambiente dilavoro, non si applicano gli articoli 250, 259 e 260, comma 1, nelle seguentiattivita:a) brevi attivita non continuative di manutenzione durante le quali il lavoroviene effettuato solo su materiali non friabili;b) rimozione senza deterioramento di materiali non degradati in cui le fibre diamianto sono fermamente legate ad una matrice;c) incapsulamento e confinamento di materiali contenenti amianto che si trovanoin buono stato;d) sorveglianza e controllo dellaria e prelievo dei campioni ai finidellindividuazione della presenza di amianto in un determinato materiale.3. Il datore di lavoro effettua nuovamente la valutazione ogni qualvolta siverifichino modifiche che possono comportare un mutamento significativodellesposizione dei lavoratori alla polvere proveniente dallamianto o daimateriali contenenti amianto.4. La Commissione consultiva permanente di cui allarticolo 6 provvede adefinire orientamenti pratici per la determinazione delle esposizioni sporadichee di debole intensita, di cui al comma 2.Sezione II Obblighi del datore di lavoroArt. 250. Notifica1. Prima dellinizio dei lavori di cui allarticolo 246, il datore di lavoropresenta una notifica allorgano di vigilanza competente per territorio.2. La notifica di cui al comma l comprende almeno una descrizione sintetica deiseguenti elementi:a) ubicazione del cantiere; b) tipi e quantitativi di amianto manipolati; c)attivita e procedimenti applicati; d) numero di lavoratori interessati; e) datadi inizio dei lavori e relativa durata; f) misure adottate per limitarelesposizione dei lavoratoriallamianto. 3. Il datore di lavoro provvede affinche i lavoratori o i lororappresentanti abbiano accesso, a richiesta, alla documentazione oggetto dellanotifica di cui ai commi l e 2.4. Il datore di lavoro, ogni qualvolta una modifica delle condizioni di lavoropossa comportare un aumento significativo dellesposizione alla polvereproveniente dallamianto o da materiali contenenti amianto, effettua una nuovanotifica.Sezione II Obblighi del datore di lavoroArt. 251. Misure di prevenzione e protezione1. In tutte le attivita di cui allarticolo 246, lesposizione dei lavoratorialla polvere proveniente dallamianto o dai materiali contenenti amianto nelluogo di lavoro deve essere ridotta al minimo e, in ogni caso, al di sotto delvalore limite fissato nellarticolo 254, in particolare mediante le seguentimisure:a) il numero dei lavoratori esposti o che possono essere esposti alla polvereproveniente dallamianto o da materiali contenenti amianto deve essere limitatoal numero piu basso possibile;b) i lavoratori esposti devono sempre utilizzare dispositivi di protezioneindividuale (DPI) delle vie respiratorie con fattore di protezione operativoadeguato alla concentrazione di amianto nellaria e tale da garantireallutilizzatore in ogni caso chelaria filtrata presente allinterno del DPI sia non superiore ad un decimo delvalore limite indicato allarticolo 254;c) lutilizzo dei DPI deve essere intervallato da periodo di riposo adeguatiallimpegno fisico richiesto dal lavoro, laccesso alle aree di riposo deveessere preceduto da idonea decontaminazione di cui allarticolo 256, comma 4,lettera d);d) per la protezione dei lavoratori addetti alle lavorazioni previstedallarticolo 249, comma 3, si applica quanto previsto al comma 1, lettera b),del presente articolo;
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/e) i processi lavorativi devono essere concepiti in modo tale da evitare diprodurre polvere di amianto o, se cio non e possibile, da evitare emissione dipolvere di amianto nellaria;f) tutti i locali e le attrezzature per il trattamento dellamianto devono poteressere sottoposti a regolare pulizia e manutenzione;g) lamianto o i materiali che rilasciano polvere di amianto o che contengonoamianto devono essere stoccati e trasportati in appositi imballaggi chiusi;h) i rifiuti devono essere raccolti e rimossi dal luogo di lavoro il piu prestopossibile in appropriati imballaggi chiusi su cui sara apposta unetichettaturaindicante che contengono amianto. Detti rifiuti devono essere successivamentetrattati in conformita alla vigente normativa in materia di rifiuti pericolosi.Sezione II Obblighi del datore di lavoroArt. 252. Misure igieniche1. Fermo restando quanto previsto dallarticolo 249, comma 2, per tutte leattivita di cui allarticolo 246, il datore di lavoro adotta le misureappropriate affinche:a) i luoghi in cui si svolgono tali attivita siano: 1) chiaramente delimitati econtrassegnati da appositicartelli; 2) accessibili esclusivamente ai lavoratori che vi debbanoaccedere a motivo del loro lavoro o della loro funzione; 3) oggetto del divietodi fumare;b) siano predisposte aree speciali che consentano ai lavoratori di mangiare ebere senza rischio di contaminazione da polvere di amianto;c) siano messi a disposizione dei lavoratori adeguati indumenti di lavoro oadeguati dispositivi di protezione individuale;d) detti indumenti di lavoro o protettivi restino allinterno dellimpresa. Essipossono essere trasportati allesterno solo per il lavaggio in lavanderieattrezzate per questo tipo di operazioni, in contenitori chiusi, qualoralimpresa stessa non vi provveda o in caso di utilizzazione di indumenti monousoper lo smaltimento secondo le vigenti disposizioni;e) gli indumenti di lavoro o protettivi siano riposti in un luogo separato daquello destinato agli abiti civili;f) i lavoratori possano disporre di impianti sanitari adeguati, provvisti didocce, in caso di operazioni in ambienti polverosi;g) lequipaggiamento protettivo sia custodito in locali a tale scopo destinati econtrollato e pulito dopo ogni utilizzazione: siano prese misure per riparare osostituire lequipaggiamento difettoso o deteriorato prima di ogniutilizzazione.Sezione II Obblighi del datore di lavoroArt. 253. Controllo dellesposizione1. Al fine di garantire il rispetto del valore limite fissato allarticolo 254 ein funzione dei risultati della valutazione iniziale dei rischi, il datore dilavoro effettua periodicamente la misurazione della concentrazione di fibre diamianto nellaria del luogo di lavoro tranne nei casi in cui ricorrano lecondizioni previste dal comma 2 dellarticolo 249. I risultati delle misure sonoriportati nel documento di valutazione dei rischi.2. Il campionamento deve essere rappresentativo dellesposizione personale dellavoratore alla polvere proveniente dallamianto o dai materiali contenentiamianto.3. I campionamenti sono effettuati previa consultazione dei lavoratori ovverodei loro rappresentanti.4. Il prelievo dei campioni deve essere effettuato da personale in possesso diidonee qualifiche nellambito del servizio di cui allarticolo 31. I campioniprelevati sono successivamente analizzati ai sensi del decreto del Ministrodella sanita in data 14 maggio 1996, pubblicato nel supplemento ordinario allaGazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 178 del 25 ottobre 1996.5. La durata dei campionamenti deve essere tale da consentire di stabilireunesposizione rappresentativa, per un periodo di riferimento di otto oretramite misurazioni o calcoli ponderati nel tempo.
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/6. Il conteggio delle fibre di amianto e effettuato di preferenza tramitemicroscopia a contrasto di fase, applicando il metodo raccomandatodallOrganizzazione mondiale della sanita (OMS) nel 1997 o qualsiasi altrometodo che offra risultati equivalenti.7. Ai fini della misurazione dellamianto nellaria, di cui al comma l, siprendono in considerazione unicamente le fibre che abbiano una lunghezzasuperiore a cinque micrometri e una larghezza inferiore a tre micrometri e ilcui rapporto lunghezza/larghezza sia superiore a 3:1.Sezione II Obblighi del datore di lavoroArt. 254. Valore limite1. Il valore limite di esposizione per lamianto e fissato a 0,1 fibre percentimetro cubo di aria, misurato come media ponderata nel tempo di riferimentodi otto ore. I datori di lavoro provvedono affinche nessun lavoratore siaesposto a una concentrazione di amianto nellaria superiore al valore limite.2. Quando il valore limite fissato al comma l viene superato, il datore dilavoro individua le cause del superamento e adotta il piu presto possibile lemisure appropriate per ovviare alla situazione. Il lavoro puo proseguire nellazona interessata solo se vengono prese misure adeguate per la protezione deilavoratori interessati.3. Per verificare lefficacia delle misure di cui al comma 2, il datore dilavoro procede immediatamente ad una nuova determinazione della concentrazionedi fibre di amianto nellaria.4. In ogni caso, se lesposizione non puo essere ridotta con altri mezzi enecessario luso di un dispositivo di protezione individuale delle vierespiratorie con fattore di protezione operativo tale da garantire tutte lecondizioni previste dallarticolo 251, comma 1, lettera b); lutilizzo dei DPIdeve essere intervallato da periodi di riposo adeguati allimpegno fisicorichiesto dal lavoro; laccesso alle aree di riposo deve essere preceduto daidonea decontaminazione di cui allarticolo 256, comma 4, lettera d).5. Nellipotesi di cui al comma 4, il datore di lavoro, previa consultazione coni lavoratori o i loro rappresentanti, assicura i periodi di riposo necessari, infunzione dellimpegno fisico e delle condizioni climatiche.Sezione II Obblighi del datore di lavoroArt. 255. Operazioni lavorative particolari1. Nel caso di determinate operazioni lavorative in cui, nonostante ladozionedi misure tecniche preventive per limitare la concentrazione di amiantonellaria, e prevedibile che questa superi il valore limite di cui allarticolo254, il datore di lavoro adotta adeguate misure per la protezione dei lavoratoriaddetti, ed in particolare:a) fornisce ai lavoratori un adeguato dispositivo di protezione delle vierespiratorie e altri dispositivi di protezione individuali tali da garantire lecondizioni previste dallarticolo 251, comma 1, lettera b);b) provvede allaffissione di cartelli per segnalare che si prevede ilsuperamento del valore limite di esposizione;c) adotta le misure necessarie per impedire la dispersione della polvere al difuori dei locali o luoghi di lavoro;d) consulta i lavoratori o i loro rappresentanti di cui allarticolo 46 sullemisure da adottare prima di procedere a tali attivita.Sezione II Obblighi del datore di lavoroArt. 256. Lavori di demolizione o rimozione dellamianto1. I lavori di demolizione o di rimozione dellamianto possono essere effettuatisolo da imprese rispondenti ai requisiti di cui allarticolo 30, comma 4, deldecreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22.2. Il datore di lavoro, prima dellinizio di lavori di demolizione o dirimozione dellamianto o di materiali contenenti amianto da edifici, strutture,apparecchi e impianti, nonche dai mezzi di trasporto, predispone un piano dilavoro.
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/3. Il piano di cui al comma 2 prevede le misure necessarie per garantire lasicurezza e la salute dei lavoratori sul luogo di lavoro e la protezionedellambiente esterno.4. Il piano, in particolare, prevede e contiene informazioni sui seguenti punti:a) rimozione dellamianto o dei materiali contenenti amianto primadellapplicazione delle tecniche di demolizione, a meno che tale rimozione nonpossa costituire per i lavoratori un rischio maggiore di quello rappresentatodal fatto che lamianto o i materiali contenenti amianto vengano lasciati sulposto;b) fornitura ai lavoratori di idonei dispositivi di protezione individuale;c) verifica dellassenza di rischi dovuti allesposizione allamianto sul luogodi lavoro, al termine dei lavori di demolizione o di rimozione dellamianto;d) adeguate misure per la protezione e la decontaminazione del personaleincaricato dei lavori;e) adeguate misure per la protezione dei terzi e per la raccolta e losmaltimento dei materiali;f) adozione, nel caso in cui sia previsto il superamento dei valori limite dicui allarticolo 254, delle misure di cui allarticolo 255, adattandole alleparticolari esigenze del lavoro specifico;g) natura dei lavori e loro durata presumibile; h) luogo ove i lavori verrannoeffettuati; i) tecniche lavorative adottate per la rimozione dellamianto; l)caratteristiche delle attrezzature o dispositivi che siintendono utilizzare per attuare quanto previsto dalle lettere d) ed e).5. Copia del piano di lavoro e inviata allorgano di vigilanza, almeno 30giorni prima dellinizio dei lavori.6. Linvio della documentazione di cui al comma 5 sostituisce gli adempimenti dicui allarticolo 50.7. Il datore di lavoro provvede affinche i lavoratori o i loro rappresentantiabbiano accesso alla documentazione di cui al comma 4.Sezione II Obblighi del datore di lavoroArt. 257. Informazione dei lavoratori1. Fermo restando quanto previsto dallarticolo 36, il datore di lavoro fornisceai lavoratori, prima che essi siano adibiti ad attivita comportanti esposizionead amianto, nonche ai loro rappresentanti, informazioni su:a) i rischi per la salute dovuti allesposizione alla polvere provenientedallamianto o dai materiali contenenti amianto;b) le specifiche norme igieniche da osservare, ivi compresa la necessita di nonfumare;c) le modalita di pulitura e di uso degli indumenti protettivi e deidispositivi di protezione individuale;d) le misure di precauzione particolari da prendere nel ridurre al minimolesposizione;e) lesistenza del valore limite di cui allarticolo 254 e la necessita delmonitoraggio ambientale.2. Oltre a quanto previsto al comma l, qualora dai risultati delle misurazionidella concentrazione di amianto nellaria emergano valori superiori al valorelimite fissato dallarticolo 254, il datore di lavoro informa il piu prestopossibile i lavoratori interessati e i loro rappresentanti del superamento edelle cause dello stesso e li consulta sulle misure da adottare o, nel caso incui ragioni di urgenza non rendano possibile la consultazione preventiva, ildatore di lavoro informa tempestivamente i lavoratori interessati e i lororappresentanti delle misure adottate.Sezione II Obblighi del datore di lavoroArt. 258. Formazione dei lavoratori1. Fermo restando quanto previsto dallarticolo 37, il datore di lavoro assicurache tutti i lavoratori esposti o potenzialmente esposti a polveri contenentiamianto ricevano una formazione sufficiente ed adeguata, ad intervalli regolari.2. Il contenuto della formazione deve essere facilmente comprensibile per ilavoratori e deve consentire loro di acquisire le conoscenze e le competenze
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/necessarie in materia di prevenzione e di sicurezza, in particolare per quantoriguarda:a) le proprieta dellamianto e i suoi effetti sulla salute, incluso leffettosinergico del tabagismo;b) i tipi di prodotti o materiali che possono contenere amianto;c) le operazioni che possono comportare unesposizione allamianto elimportanza dei controlli preventivi per ridurre alminimo tale esposizione; d) le procedure di lavoro sicure, i controlli e leattrezzaturedi protezione; e) la funzione, la scelta, la selezione, i limiti e la correttautilizzazione dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie; f) leprocedure di emergenza; g) le procedure di decontaminazione; h) leliminazionedei rifiuti;i) la necessita della sorveglianza medica. 3. Possono essere addetti allarimozione, smaltimento dellamiantoe alla bonifica delle aree interessate i lavoratori che abbiano frequentato icorsi di formazione professionale di cui allarticolo 10, comma 2, lettera h),della legge 27 marzo 1992, n. 257.Sezione II Obblighi del datore di lavoroArt. 259. Sorveglianza sanitaria1. I lavoratori addetti alle opere di manutenzione, rimozione dellamianto o deimateriali contenenti amianto, smaltimento e trattamento dei relativi rifiuti,nonche bonifica delle aree interessate cui allarticolo 246, prima di essereadibiti allo svolgimento dei suddetti lavori e periodicamente, almeno una voltaogni tre anni, o con periodicita fissata dal medico competente, sono sottopostiad un controllo sanitario volto a verificare la possibilita di indossaredispositivi di protezione respiratoria durante il lavoro.2. I lavoratori che durante la loro attivita sono stati iscritti anche una solavolta nel registro degli esposti di cui allarticolo 243, comma 1, sonosottoposti ad una visita medica allatto della cessazione del rapporto dilavoro; in tale occasione il medico competente deve fornire al lavoratore leindicazioni relative alle prescrizioni mediche da osservare ed allopportunitadi sottoporsi a successivi accertamenti sanitari.3. Gli accertamenti sanitari devono comprendere almeno lanamnesi individuale,lesame clinico generale ed in particolare del torace, nonche esami dellafunzione respiratoria.4. Il medico competente, sulla base dellevoluzione delle conoscenzescientifiche e dello stato di salute del lavoratore, valuta lopportunita dieffettuare altri esami quali la citologia dellespettorato, lesame radiograficodel torace o la tomodensitometria.Sezione II Obblighi del datore di lavoroArt. 260. Registro di esposizione e cartelle sanitarie e di rischio1. Il datore di lavoro, per i lavoratori di cui allarticolo 246, che nonostantele misure di contenimento della dispersione di fibre nellambiente e luso diidonei DPI, nella valutazione dellesposizione accerta che lesposizione estata superiore a quella prevista dallarticolo 251, comma 1, lettera b), equalora si siano trovati nelle condizioni di cui allarticolo 240, li iscrivenel registro di cui allarticolo 243, comma 1, e ne invia copia agli organi divigilanza ed allISPESL. Liscrizione nel registro deve intendersi cometemporanea dovendosi perseguire lobiettivo della non permanente condizione diesposizione superiore a quanto indicato allarticolo 251, comma 1, lettera b).2. Il datore di lavoro, su richiesta, fornisce agli organi di vigilanza eallISPESL copia dei documenti di cui al comma l.3. Il datore di lavoro, in caso di cessazione del rapporto di lavoro, trasmetteallISPESL la cartella sanitaria e di rischio del lavoratore interessato,unitamente alle annotazioni individuali contenute nel registro di cui al comma1.4. LISPESL provvede a conservare i documenti di cui al comma 3 per un periododi quaranta anni dalla cessazione dellesposizione.
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/Sezione II Obblighi del datore di lavoroArt. 261. Mesoteliomi1. Nei casi accertati di mesotelioma, trovano applicazione le disposizionicontenute nellarticolo 244, comma 3.Capo IV SanzioniArt. 262. Sanzioni per il datore di lavoro e il dirigente1. Il datore di lavoro e il dirigente sono puniti: a) con larresto da quattro aotto mesi o con lammenda da 4.000a 12.000 euro per la violazione degli articoli 223, commi da 1 a 3, 225, 226,228, commi 1, 3, 4 e 5, 229, comma 7, 235, 236, comma 3, 237, 238, comma 1, 239,comma 2, 240, commi 1 e 2, 241 e 242, commi 1, 2 e 5, lettera b), 250, commi 1,2 e 4, 251, 253, comma 1, 254, 255,256,commida1a4,257,258,259,commi1,2e3,e260,comma 1;b) con larresto da quattro a otto mesi o con lammenda da 2.000 a 4.000 europer la violazione degli articoli 223, comma 1, 227, commi1, 2 e 3, 229, commi1,2, 3e5,239,commi1e4,240, comma 3, 248, comma 1, e 252;c) con larresto fino a tre mesi o con lammenda da 1.000 a 3.000 euro per laviolazione degli articoli 250, comma 3, e 256, commi 5 e7;d) con la sanzione amministrativa pecuniaria da 3.000 a 18.000 euro per laviolazione degli articoli 243, commi 3, 4, 5, 6 e 8, 253, comma 3, e 260, commi2 e 3.Capo IV SanzioniArt. 263. Sanzioni per il preposto1. Il preposto e punito nei limiti dellattivita alla quale e tenuto inosservanza degli obblighi generali di cui allarticolo 19:a) con larresto sino a due mesi o con lammenda da 400 a 1.200 euro per laviolazione degli articoli 225, 226, 228, commi 1, 3, 4 e 5, 235, 236, comma 3,237, 238, comma 1, 240, commi 1 e 2, 241, e 242, commi 1 e 2;b) con larresto fino a un mese o con lammenda da 200 a 800 euro per laviolazione degli articoli 229, commi 1, 2, 3 e 5, e 239, commi 1 e 4.Capo IV SanzioniArt. 264. Sanzioni per il medico competente1. Il medico competente e punito: a) con larresto fino a due mesi o conlammenda da 1.000 a 4.500euro per la violazione degli articoli 229, comma 3, primo periodo, e comma 6,230, e 242, comma 4;b) con larresto fino a un mese o con lammenda da 200 a 800 euro per laviolazione dellarticolo 243, comma 2.Capo IV SanzioniArt. 265. Sanzioni per i lavoratori1. I lavoratori sono puniti con larresto fino a quindici giorni o con lammendada 100 a 400 euro per la violazione dellarticolo 240, comma 2.Titolo X ESPOSIZIONE AD AGENTI BIOLOGICICapo IArt. 266. Campo di applicazione1. Le norme del presente titolo si applicano a tutte le attivita lavorativenelle quali vi e rischio di esposizione ad agenti biologici.2. Restano ferme le disposizioni particolari di recepimento delle normecomunitarie sullimpiego confinato di microrganismi geneticamente modificati esullemissione deliberata nellambiente di organismi geneticamente modificati.Titolo X ESPOSIZIONE AD AGENTI BIOLOGICICapo IArt. 267. Definizioni1. Ai sensi del presente titolo sintende per:a) agente biologico: qualsiasi microrganismo anche se geneticamentemodificato, coltura cellulare ed endoparassita umano che potrebbe provocareinfezioni, allergie o intossicazioni;
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/b) microrganismo: qualsiasi entita microbiologica, cellulare o meno, in gradodi riprodursi o trasferire materiale genetico;c) coltura cellulare: il risultato della crescita in vitro di cellule derivateda organismi pluricellulari.Titolo X ESPOSIZIONE AD AGENTI BIOLOGICICapo IArt. 268. Classificazione degli agenti biologici1. Gli agenti biologici sono ripartiti nei seguenti quattro gruppi a seconda delrischio di infezione:a) agente biologico del gruppo 1: un agente che presenta poche probabilita dicausare malattie in soggetti umani;b) agente biologico del gruppo 2: un agente che puo causare malattie insoggetti umani e costituire un rischio per i lavoratori; e poco probabile chesi propaga nella comunita; sono di norma disponibili efficaci misureprofilattiche o terapeutiche;c) agente biologico del gruppo 3: un agente che puo causare malattie gravi insoggetti umani e costituisce un serio rischio per i lavoratori; lagentebiologico puo propagarsi nella comunita, ma di norma sono disponibili efficacimisure profilattiche o terapeutiche;d) agente biologico del gruppo 4: un agente biologico che puo provocaremalattie gravi in soggetti umani e costituisce un serio rischio per i lavoratorie puo presentare un elevato rischio di propagazione nella comunita; non sonodisponibili, di norma, efficaci misure profilattiche o terapeutiche.2. Nel caso in cui lagente biologico oggetto di classificazione non puo essereattribuito in modo inequivocabile ad uno fra i due gruppi sopraindicati, esso vaclassificato nel gruppo di rischio piu elevato tra le due possibilita.3. Lallegato XLVI riporta lelenco degli agenti biologici classificati neigruppi 2, 3 e 4.Titolo X ESPOSIZIONE AD AGENTI BIOLOGICICapo IArt. 269. Comunicazione1. Il datore di lavoro che intende esercitare attivita che comportano uso diagenti biologici dei gruppi 2 o 3, comunica allorgano di vigilanzaterritorialmente competente le seguenti informazioni, almeno trenta giorni primadellinizio dei lavori:a) il nome e lindirizzo dellazienda e il suo titolare;b) il documento di cui allarticolo 271, comma 5. 2. Il datore di lavoro che estato autorizzato allesercizio di attivita che comporta lutilizzazione di unagente biologico delgruppo 4 e tenuto alla comunicazione di cui al comma 1. 3. Il datore di lavoroinvia una nuova comunicazione ogni qualvolta si verificano nelle lavorazionimutamenti che comportano una variazione significativa del rischio per la salutesul posto di lavoro, o, comunque, ogni qualvolta si intende utilizzare un nuovoagente classificato dal datore di lavoro in via provvisoria. 4. Ilrappresentante per la sicurezza ha accesso alle informazionidi cui al comma 1. 5. Ove le attivita di cui al comma 1 comportano la presenzadimicrorganismi geneticamente modificati, ai quali si applicano i livelli dicontenimento 2, 3 e 4 individuati allallegato IV del decreto legislativo 12aprile 2001, n. 206, il documento di cui al comma 1, lettera b), e sostituitoda copia della documentazione prevista per i singoli casi di specie dal predettodecreto.6. I laboratori che forniscono un servizio diagnostico sono tenuti allacomunicazione di cui al comma 1 anche per quanto riguarda gli agenti biologicidel gruppo 4.Titolo X ESPOSIZIONE AD AGENTI BIOLOGICICapo IArt. 270. Autorizzazione
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/1. Il datore di lavoro che intende utilizzare, nellesercizio della propriaattivita, un agente biologico del gruppo 4 deve munirsi di autorizzazione delMinistero della salute.2. La richiesta di autorizzazione e corredata da: a) le informazioni di cuiallarticolo 269, comma 1; b) lelenco degli agenti che si intende utilizzare.3. Lautorizzazione e rilasciata dai competenti Ministero della salute sentitoil parere dellIstituto sanita. Essa ha la durata di 5 anni ed eLaccertamento del venir meno di una delle condizioni lautorizzazione necomporta la revoca.uffici del superiore di rinnovabile. previste per4. Il datore di lavoro in possesso dellautorizzazione di cui al comma 1 informail Ministero della salute di ogni nuovo agente biologico del gruppo 4utilizzato, nonche di ogni avvenuta cessazione di impiego di un agentebiologico del gruppo 4.5. I laboratori che forniscono un servizio diagnostico sono esentati dagliadempimenti di cui al comma 4.6. Il Ministero della salute comunica allorgano di vigilanza competente perterritorio le autorizzazioni concesse e le variazioni sopravvenutenellutilizzazione di agenti biologici del gruppo 4. Il Ministero della saluteistituisce ed aggiorna un elenco di tutti gli agenti biologici del gruppo 4 deiquali e stata comunicata lutilizzazione sulla base delle previsioni di cui aicommi 1 e 4.Capo II Obblighi del datore di lavoroArt. 271. Valutazione del rischio1. Il datore di lavoro, nella valutazione del rischio di cui allarticolo 17,comma 1, tiene conto di tutte le informazioni disponibili relative allecaratteristiche dellagente biologico e delle modalita lavorative, ed inparticolare:a) della classificazione degli agenti biologici che presentano o possonopresentare un pericolo per la salute umana quale risultante dallallegato XLVIo, in assenza, di quella effettuata dal datore di lavoro stesso sulla base delleconoscenze disponibili e seguendo i criteri di cui allarticolo 268, commi 1 e2;b) dellinformazione sulle malattie che possono essere contratte;c) dei potenziali effetti allergici e tossici;d) della conoscenza di una patologia della quale e affetto un lavoratore, chee da porre in correlazione diretta allattivita lavorativa svolta;e) delle eventuali ulteriori situazioni rese note dallautorita sanitariacompetente che possono influire sul rischio;f) del sinergismo dei diversi gruppi di agenti biologici utilizzati.2. Il datore di lavoro applica i principi di buona prassi microbiologica, edadotta, in relazione ai rischi accertati, le misure protettive e preventive dicui al presente titolo, adattandole alle particolarita delle situazionilavorative.3. Il datore di lavoro effettua nuovamente la valutazione di cui al comma 1 inoccasione di modifiche dellattivita lavorativa significative ai fini dellasicurezza e della salute sul lavoro e, in ogni caso, trascorsi tre annidallultima valutazione effettuata.4. Nelle attivita, quali quelle riportate a titolo esemplificativonellallegato XLIV, che, pur non comportando la deliberata intenzione di operarecon agenti biologici, possono implicare il rischio di esposizioni dei lavoratoriagli stessi, il datore di lavoro puo prescindere dallapplicazione delledisposizioni di cui agli articoli 273, 274, commi 1 e 2, 275, comma 3, e 279,qualora i risultati della valutazione dimostrano che lattuazione di tali misurenon e necessaria.5. Il documento di cui allarticolo 17 e integrato dai seguenti dati:a) le fasi del procedimento lavorativo che comportano il rischio di esposizionead agenti biologici;b) il numero dei lavoratori addetti alle fasi di cui alla lettera a);
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/c) le generalita del responsabile del servizio di prevenzione e protezione dairischi;d) i metodi e le procedure lavorative adottate, nonche le misure preventive eprotettive applicate;e) il programma di emergenza per la protezione dei lavoratori contro i rischi diesposizione ad un agente biologico del gruppo 3 o del gruppo 4, nel caso di undifetto nel contenimento fisico.6. Il rappresentante per la sicurezza e consultato prima delleffettuazionedella valutazione di cui al comma 1 ed ha accesso anche ai dati di cui al comma5.Capo II Obblighi del datore di lavoroArt. 272. Misure tecniche, organizzative, procedurali1. In tutte le attivita per le quali la valutazione di cui allarticolo 271evidenzia rischi per la salute dei lavoratori il datore di lavoro attua misuretecniche, organizzative e procedurali, per evitare ogni esposizione degli stessiad agenti biologici.2. In particolare, il datore di lavoro: a) evita lutilizzazione di agentibiologici nocivi, se il tipodi attivita lavorativa lo consente; b) limita al minimo i lavoratori esposti, opotenzialmenteesposti, al rischio di agenti biologici; c) progetta adeguatamente i processilavorativi; d) adotta misure collettive di protezione ovvero misure diprotezione individuali qualora non sia possibile evitare altrimentilesposizione;e) adotta misure igieniche per prevenire e ridurre al minimo la propagazioneaccidentale di un agente biologico fuori dal luogo di lavoro;f)usa il segnale di rischio biologico, rappresentato nellallegato XLV, e altrisegnali di avvertimento appropriati;g) elabora idonee procedure per prelevare, manipolare e trattare campioni diorigine umana ed animale;h) definisce procedure di emergenza per affrontare incidenti;i) verifica la presenza di agenti biologici sul luogo di lavoro al di fuori delcontenimento fisico primario, se necessario o tecnicamente realizzabile;l)predispone i mezzi necessari per la raccolta, limmagazzinamento e losmaltimento dei rifiuti in condizioni di sicurezza, mediante limpiego dicontenitori adeguati ed identificabili eventualmente dopo idoneo trattamento deirifiuti stessi;m) concorda procedure per la manipolazione ed il trasporto in condizioni disicurezza di agenti biologici allinterno del luogo di lavoro.Capo II Obblighi del datore di lavoroArt. 273. Misure igieniche1. In tutte le attivita nelle quali la valutazione di cui allarticolo 271evidenzia rischi per la salute dei lavoratori, il datore di lavoro assicura che:a) i lavoratori dispongano dei servizi sanitari adeguati provvisti di docce conacqua calda e fredda, nonche, se del caso, di lavaggi oculari e antisettici perla pelle;b) i lavoratori abbiano in dotazione indumenti protettivi od altri indumentiidonei, da riporre in posti separati dagli abiti civili;c) i dispositivi di protezione individuale siano controllati, disinfettati epuliti dopo ogni utilizzazione, provvedendo altresi a far riparare o sostituirequelli difettosi prima dellutilizzazione successiva;d) gli indumenti di lavoro e protettivi che possono essere contaminati da agentibiologici vengano tolti quando il lavoratore lascia la zona di lavoro,conservati separatamente dagli altri indumenti, disinfettati, puliti e, senecessario, distrutti.2. Nelle aree di lavoro in cui ce rischio di esposizione e vietato assumerecibi e bevande, fumare, conservare cibi destinati al consumo umano, usarepipette a bocca e applicare cosmetici.Capo II Obblighi del datore di lavoro
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/Art. 274. Misure specifiche per strutture sanitarie e veterinarie1. Il datore di lavoro, nelle strutture sanitarie e veterinarie, in sede divalutazione dei rischi, presta particolare attenzione alla possibile presenza diagenti biologici nellorganismo dei pazienti o degli animali e nei relativicampioni e residui e al rischio che tale presenza comporta in relazione al tipodi attivita svolta.2. In relazione ai risultati della valutazione, il datore di lavoro definisce eprovvede a che siano applicate procedure che consentono di manipolare,decontaminare ed eliminare senza rischi per loperatore e per la comunita, imateriali ed i rifiuti contaminati.3. Nei servizi di isolamento che ospitano pazienti od animali che sono, opotrebbero essere, contaminati da agenti biologici del gruppo 3 o del gruppo 4,le misure di contenimento da attuare per ridurre al minimo il rischio diinfezione sono indicate nellallegato XLVII.Capo II Obblighi del datore di lavoroArt. 275. Misure specifiche per i laboratori e gli stabulari1. Fatto salvo quanto specificatamente previsto allallegato XLVI, punto 6, neilaboratori comportanti luso di agenti biologici dei gruppi 2, 3 o 4 a fini diricerca, didattici o diagnostici, e nei locali destinati ad animali dalaboratorio deliberatamente contaminati con tali agenti, il datore di lavoroadotta idonee misure di contenimento in conformita allallegato XLVII.2. Il datore di lavoro assicura che luso di agenti biologici sia eseguito:a) in aree di lavoro corrispondenti almeno al secondo livello di contenimento,se lagente appartiene al gruppo 2;b) in aree di lavoro corrispondenti almeno al terzo livello di contenimento, selagente appartiene al gruppo 3;c) in aree di lavoro corrispondenti almeno al quarto livello di contenimento, selagente appartiene al gruppo 4.3. Nei laboratori comportanti luso di materiali con possibile contaminazione daagenti biologici patogeni per luomo e nei locali destinati ad animali daesperimento, possibili portatori di tali agenti, il datore di lavoro adottamisure corrispondenti almeno a quelle del secondo livello di contenimento.4. Nei luoghi di cui aicommi1e3incuisifausodiagenti biologici non ancoraclassificati, ma il cui uso puo far sorgere un rischio grave per la salute deilavoratori, il datore di lavoro adotta misure corrispondenti almeno a quelle delterzo livello di contenimento.5. Per i luoghi di lavoro di cui ai commi 3 e 4, il Ministero della salute,sentito lIstituto superiore di sanita, puo individuare misure di contenimentopiu elevate.Capo II Obblighi del datore di lavoroArt. 276. Misure specifiche per i processi industriali1. Fatto salvo quanto specificatamente previsto allallegato XLVII, punto 6, neiprocessi industriali comportanti luso di agenti biologici dei gruppi 2, 3 e 4,il datore di lavoro adotta misure opportunamente scelte tra quelle elencatenellallegato XLVIII, tenendo anche conto dei criteri di cui allarticolo 275.2. Nel caso di agenti biologici non ancora classificati, il cui uso puo farsorgere un rischio grave per la salute dei lavoratori, ildatore di lavoro adotta misure corrispondenti almeno a quelle del terzo livellodi contenimento.Capo II Obblighi del datore di lavoroArt. 277. Misure di emergenza1. Se si verificano incidenti che possono provocare la dispersione nellambientedi un agente biologico appartenente ai gruppi 2, 3 o 4, i lavoratori devonoabbandonare immediatamente la zona interessata, cui possono accedere soltantoquelli addetti ai necessari interventi, con lobbligo di usare gli idonei mezzidi protezione.2. Il datore di lavoro informa al piu presto lorgano di vigilanzaterritorialmente competente, nonche i lavoratori ed il rappresentante per lasicurezza, dellevento, delle cause che lo hanno determinato e delle misure che
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/intende adottare, o che ha gia adottato, per porre rimedio alla situazionecreatasi.3. I lavoratori segnalano immediatamente al datore di lavoro o al dirigente o alpreposto, qualsiasi infortunio o incidente relativo alluso di agenti biologici.Capo II Obblighi del datore di lavoroArt. 278. Informazioni e formazione1. Nelle attivita per le quali la valutazione di cui allarticolo 271 evidenziarischi per la salute dei lavoratori, il datore di lavoro fornisce ai lavoratori,sulla base delle conoscenze disponibili, informazioni ed istruzioni, inparticolare per quanto riguarda:a) i rischi per la salute dovuti agli agenti biologici utilizzati;b) le precauzioni da prendere per evitare lesposizione; c) le misure igienicheda osservare; d) la funzione degli indumenti di lavoro e protettivi e deidispositivi di protezione individuale ed il loro corretto impiego; e) leprocedure da seguire per la manipolazione di agentibiologici del gruppo 4; f) il modo di prevenire il verificarsi di infortuni e lemisureda adottare per ridurne al minimo le conseguenze. 2. Il datore di lavoroassicura ai lavoratori una formazioneadeguata in particolare in ordine a quanto indicato al comma 1. 3.Linformazione e la formazione di cui ai commi 1 e 2 sono fornite prima che ilavoratori siano adibiti alle attivita in questione, e ripetute, con frequenzaalmeno quinquennale, e comunque ogni qualvolta si verificano nelle lavorazionicambiamenti cheinfluiscono sulla natura e sul grado dei rischi. 4. Nel luogo di lavoro sonoapposti in posizione ben visibilecartelli su cui sono riportate le procedure da seguire in caso di infortunio odincidente.Capo III Sorveglianza sanitariaArt. 279. Prevenzione e controllo1. I lavoratori addetti alle attivita per le quali la valutazione dei rischi haevidenziato un rischio per la salute sono sottoposti alla sorveglianzasanitaria.2. Il datore di lavoro, su conforme parere del medico competente, adotta misureprotettive particolari per quei lavoratori per i quali, anche per motivisanitari individuali, si richiedono misure speciali di protezione, fra le quali:a) la messa a disposizione di vaccini efficaci per quei lavoratori che non sonogia immuni allagente biologico presente nella lavorazione, da somministrare acura del medico competente;b) lallontanamento temporaneo del lavoratore secondo le procedure dellarticolo42.3. Ove gli accertamenti sanitari abbiano evidenziato, nei lavoratori esposti inmodo analogo ad uno stesso agente, lesistenza di anomalia imputabile a taleesposizione, il medico competente ne informa il datore di lavoro.4. A seguito dellinformazione di cui al comma 3 il datore di lavoro effettuauna nuova valutazione del rischio in conformita allarticolo 271.5. Il medico competente fornisce ai lavoratori adeguate informazioni sulcontrollo sanitario cui sono sottoposti e sulla necessita di sottoporsi adaccertamenti sanitari anche dopo la cessazione dellattivita che comportarischio di esposizione a particolari agenti biologici individuati nellallegatoXLVI nonche sui vantaggi ed inconvenienti della vaccinazione e della nonvaccinazione.Capo III Sorveglianza sanitariaArt. 280. Registri degli esposti e degli eventi accidentali1. I lavoratori addetti ad attivita comportanti uso di agenti del gruppo 3ovvero 4 sono iscritti in un registro in cui sono riportati, per ciascuno diessi, lattivita svolta, lagente utilizzato e gli eventuali casi diesposizione individuale.
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/2. Il datore di lavoro istituisce ed aggiorna il registro di cui al comma 1 e necura la tenuta tramite il medico competente. Il responsabile del servizio diprevenzione e protezione e il rappresentante per la sicurezza hanno accesso adetto registro.3. Il datore di lavoro: a) consegna copia del registro di cui al comma 1allIstitutosuperiore di sanita, allIstituto superiore per la prevenzione e sicurezza sullavoro e allorgano di vigilanza competente per territorio, comunicando ad essiogni tre anni e comunque ogni qualvolta questi ne fanno richiesta, le variazioniintervenute;b) comunica allIstituto superiore per la prevenzione e sicurezza sul lavoro eallorgano di vigilanza competente per territorio la cessazione del rapporto dilavoro, dei lavoratori di cui al comma 1, fornendo al contempo laggiornamentodei dati che li riguardano e consegna al medesimo Istituto le relative cartellesanitarie e di rischio;c) in caso di cessazione di attivita dellazienda, consegna allIstitutosuperiore di sanita e allorgano di vigilanza competente per territorio copiadel registro di cui al comma 1 ed allIstituto superiore per la prevenzione esicurezza sul lavoro copia del medesimo registro nonche le cartelle sanitarie edi rischio;d) in caso di assunzione di lavoratori che hanno esercitato attivita checomportano rischio di esposizione allo stesso agente richiede allISPESL copiadelle annotazioni individuali contenute nel registro di cui al comma 1, nonchecopia della cartella sanitaria e di rischio;e) tramite il medico competente comunica ai lavoratori interessati le relativeannotazioni individuali contenute nel registro di cui al comma 1 e nellacartella sanitaria e di rischio, ed al rappresentante per la sicurezza i daticollettivi anonimi contenuti nel registro di cui al comma 1.4. Le annotazioni individuali contenute nel registro di cui al comma 1 e lecartelle sanitarie e di rischio sono conservate dal datore di lavoro fino arisoluzione del rapporto di lavoro e dallISPESL fino a dieci anni dallacessazione di ogni attivita che espone ad agenti biologici. Nel caso di agentiper i quali e noto che possono provocare infezioni consistenti o latenti o chedanno luogo a malattie con recrudescenza periodica per lungo tempo o che possonoavere gravi sequele a lungo termine tale periodo e di quaranta anni.5. La documentazione di cui ai precedenti commi e custodita e trasmessa consalvaguardia del segreto professionale.6. I modelli e le modalita di tenuta del registro di cui al comma 1 e dellecartelle sanitarie e di rischio sono determinati con decreto del Ministro dellasalute e del lavoro e della previdenza sociale sentita la Commissione consultivapermanente.7. LISPESL trasmette annualmente al Ministero della salute dati di sintesirelativi alle risultanze del registro di cui al comma 1.Capo III Sorveglianza sanitariaArt. 281. Registro dei casi di malattia e di decesso1. Presso lISPESL e tenuto un registro dei casi di malattia ovvero di decessodovuti allesposizione ad agenti biologici.2. I medici, nonche le strutture sanitarie, pubbliche o private, che refertanoi casi di malattia, ovvero di decesso di cui al comma 1, trasmettono allISPESLcopia della relativa documentazione clinica.3. Con decreto dei Ministri della salute e del lavoro e della previdenzasociale, sentita la Commissione consultiva, sono determinati il modello e lemodalita di tenuta del registro di cui al comma 1, nonche le modalita ditrasmissione della documentazione di cui al comma 2.4. Il Ministero della salute fornisce alla Commissione CE, su richiesta,informazioni su lutilizzazione dei dati del registro di cui al comma 1.Capo IV SanzioniArt. 282. Sanzioni a carico dei datori di lavoro e dei dirigenti
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/1. Il datore di lavoro e i dirigenti sono puniti: a) con larresto da quattro aotto mesi o con lammenda da 2.000a 4.000 euro per la violazione degli articoli 269, commi 1, 2 e 3; 270, commi 1e 4; 271, comma 2; 272; 273, comma 1; 274, commi 2 e 3; 275; 276; 277, comma 2;278, comma 1, 2 e 4; 279, commi 1, 2, 280, commi 1 e 2;b) con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 3.000 a euro 18.000 per laviolazione dellarticolo 280, commi 3 e 4.Capo IV SanzioniArt. 283.Sanzioni a carico dei preposti1. Il preposto e punito nei limiti dellattivita alla quale e tenuto inosservanza degli obblighi generali di cui allarticolo 19:a) con larresto da quattro a otto mesi o con lammenda da 2.000 a 4.000 europer la violazione degli articoli: 271, comma 2; 272; 273, comma 1; 274, commi 2e 3; 275; 276; 278, commi 1 e 4; 279, commi 1 e 2.Capo IV SanzioniArt. 284. Sanzioni a carico del medico competente1. Il medico competente e punito con larresto fino a due mesi o con lammendada euro 1.000 a euro 4.000 per la violazione dellarticolo 279, comma 3.Capo IV SanzioniArt. 285. Sanzioni a carico dei lavoratori1. I lavoratori sono puniti: a) con larresto fino a un mese o con lammenda daeuro 150 aeuro 600 per la violazione dellarticolo 277, comma 3; b) con larresto fino aquindici giorni o con lammenda da euro103 a euro 309 per la violazione dellarticolo 277, comma 1.Capo IV SanzioniArt. 286. Sanzioni concernenti il divieto di assunzione in luoghi esposti1. Chiunque viola le disposizioni di cui allarticolo 273, comma 2, e punitocon la sanzione amministrativa pecuniaria da 100 a 500 euro.Titolo XI PROTEZIONE DA ATMOSFERE ESPLOSIVECapo I Disposizioni generaliArt. 287. Campo di applicazione1. Il presente titolo prescrive le misure per la tutela della sicurezza e dellasalute dei lavoratori che possono essere esposti al rischio di atmosfereesplosive come definite allarticolo 288.2. Il presente titolo si applica anche nei lavori in sotterraneo ove e presenteunarea con atmosfere esplosive, oppure e prevedibile, sulla base di indaginigeologiche, che tale area si possa formare nellambiente.3. Il presente titolo non si applica: a) alle aree utilizzate direttamente perle cure mediche deipazienti, nel corso di esse; b) alluso di apparecchi a gas di cui al decretodel Presidentedella Repubblica 15 novembre 1996, n. 661; c) alla produzione, allamanipolazione, alluso, allo stoccaggioed al trasporto di esplosivi o di sostanze chimicamente instabili; d) alleindustrie estrattive a cui si applica il decretolegislativo 25 novembre 1996, n. 624; e) allimpiego di mezzi di trasportoterrestre, marittimo,fluviale e aereo per i quali si applicano le pertinenti disposizioni di accordiinternazionali tra i quali il Regolamento per il trasporto delle sostanzepericolose sul Reno (ADNR), lAccordo europeo relativo al trasportointernazionale di merci pericolose per vie navigabili interne (ADN),lOrganizzazione per lAviazione civile internazionale (ICAO), lOrganizzazionemarittima internazionale (IMO), nonche la normativa comunitaria che incorpora ipredetti accordi. Il presente titolo si applica invece ai veicoli destinati adessere utilizzati in atmosfera potenzialmente esplosiva.Titolo XI PROTEZIONE DA ATMOSFERE ESPLOSIVECapo I Disposizioni generali
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/Art. 288. Definizioni1. Ai fini del presente titolo, si intende per: «atmosfera esplosiva» unamiscela con laria, a condizioni atmosferiche, di sostanze infiammabili allostato di gas, vapori, nebbie o polveri.Capo II Obblighi del datore di lavoroArt. 289. Prevenzione e protezione contro le esplosioni1. Ai fini della prevenzione e della protezione contro le esplosioni, sulla basedella valutazione dei rischi e dei principi generali di tutela di cuiallarticolo 15, il datore di lavoro adotta le misure tecniche e organizzativeadeguate alla natura dellattivita; in particolare il datore di lavoro previenela formazione di atmosfere esplosive.2. Se la natura dellattivita non consente di prevenire la formazione diatmosfere esplosive, il datore di lavoro deve:a) evitare laccensione di atmosfere esplosive;b) attenuare gli effetti pregiudizievoli di unesplosione in modo da garantirela salute e la sicurezza dei lavoratori.3. Se necessario, le misure di cui ai commi 1 e 2 sono combinate e integrate conaltre contro la propagazione delle esplosioni e sono riesaminate periodicamentee, in ogni caso, ogniqualvolta si verifichino cambiamenti rilevanti.Capo II Obblighi del datore di lavoroArt. 290. Valutazione dei rischi di esplosione1. Nellassolvere gli obblighi stabiliti dallarticolo 17, comma 1, il datore dilavoro valuta i rischi specifici derivanti da atmosfere esplosive, tenendo contoalmeno dei seguenti elementi:a) probabilita e durata della presenza di atmosfere esplosive; b) probabilitache le fonti di accensione, comprese le scaricheelettrostatiche, siano presenti e divengano attive ed efficaci; c)caratteristiche dellimpianto, sostanze utilizzate, processi eloro possibili interazioni; d) entita degli effetti prevedibili.2. I rischi di esplosione sono valutati complessi-vamente.3. Nella valutazione dei rischi di esplosione vanno presi in considerazione iluoghi che sono o possono essere in collegamento, tramite aperture, con quelliin cui possono formarsi atmosfere esplosive.Capo II Obblighi del datore di lavoroArt. 291. Obblighi generali1. Al fine di salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori, e secondo iprincipi fondamentali della valutazione dei rischi e quelli di cui allarticolo289, il datore di lavoro prende i provvedimenti necessari affinche:a) dove possono svilupparsi atmosfere esplosive in quantita tale da mettere inpericolo la sicurezza e la salute dei lavoratori o di altri, gli ambienti dilavoro siano strutturati in modo da permettere di svolgere il lavoro incondizioni di sicurezza;b) negli ambienti di lavoro in cui possono svilupparsi atmosfere esplosive inquantita tale da mettere in pericolo la sicurezza e la salute dei lavoratori,sia garantito un adeguato controllo durante la presenza dei lavoratori, infunzione della valutazione del rischio, mediante lutilizzo di mezzi tecniciadeguati.Capo II Obblighi del datore di lavoroArt. 292. Coordinamento1. Fermo restando quanto previsto dal Titolo IV per i cantieri temporanei emobili, qualora nello stesso luogo di lavoro operino lavoratori di piu imprese,ciascun datore di lavoro e responsabile per le questioni soggette al suocontrollo.2. Fermo restando la responsabilita individuale di ciascun datore di lavoro equanto previsto dallarticolo 26, il datore di lavoro che e responsabile delluogo di lavoro, coordina lattuazione di tutte le misure riguardanti la salutee la sicurezza dei lavoratori e specifica nel documento sulla protezione controle esplosioni, di cui
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/allarticolo 294, lobiettivo, le misure e le modalita di attuazione di dettocoordinamento.Capo II Obblighi del datore di lavoroArt. 293. Aree in cui possono formarsi atmosfere esplosive1. Il datore di lavoro ripartisce in zone, a norma dellallegato XLIX, le areein cui possono formarsi atmosfere esplosive.2. Il datore di lavoro assicura che per le aree di cui al comma 1 sianoapplicate le prescrizioni minime di cui allallegato L.3. Se necessario, le aree in cui possono formarsi atmosfere esplosive inquantita tali da mettere in pericolo la sicurezza e la salute dei lavoratorisono segnalate nei punti di accesso a norma dellallegato LI.Capo II Obblighi del datore di lavoroArt. 294. Documento sulla protezione contro le esplosioni1. Nellassolvere gli obblighi stabiliti dallarticolo 290 il datore di lavoroprovvede a elaborare e a tenere aggiornato un documento, denominato: «documentosulla protezione contro le esplosioni».2. Il documento di cui al comma 1, in particolare, deve precisare: a) che irischi di esplosione sono stati individuati e valutati; b) che saranno presemisure adeguate per raggiungere gliobiettivi del presente titolo; c) quali sono i luoghi che sono staticlassificati nelle zone dicui allallegato XLIX; d) quali sono i luoghi in cui si applicano leprescrizioni minimedi cui allallegato L; e) che i luoghi e le attrezzature di lavoro, compresi idispositivi di allarme, sono concepiti, impiegati e mantenuti in efficienzatenendo nel debito conto la sicurezza;f) che, ai sensi del titolo III, sono stati adottati gli accorgimenti perlimpiego sicuro di attrezzature di lavoro.3. Il documento di cui al comma 1 deve essere compilato prima dellinizio dellavoro ed essere riveduto qualora i luoghi di lavoro, le attrezzature olorganizzazione del lavoro abbiano subito modifiche, ampliamenti otrasformazioni rilevanti.4. Il documento di cui al comma 1 e parte integrante del documento divalutazione dei rischi di cui allarticolo 17, comma 1.Capo II Obblighi del datore di lavoroArt. 295. Termini per ladeguamento1. Le attrezzature da utilizzare nelle aree in cui possono formarsi atmosfereesplosive, gia utilizzate o a disposizione dellimpresa o dello stabilimentoper la prima volta prima del 30 giugno 2003, devono soddisfare, a decorrere datale data, i requisiti minimi di cui allallegato L, parte A, fatte salve lealtre disposizioni che le disciplinano.2. Le attrezzature da utilizzare nelle aree in cui possono formarsi atmosfereesplosive, che sono a disposizione dellimpresa o dello stabilimento per laprima volta dopo il 30 giugno 2003, devono soddisfare i requisiti minimi di cuiallallegato L, parti A e B.3. I luoghi di lavoro che comprendono aree in cui possono formarsi atmosfereesplosive devono soddisfare le prescrizioni minime stabilite dal presentetitolo.Capo II Obblighi del datore di lavoroArt. 296. Verifiche1. Il datore di lavoro provvede affinche le installazioni elettriche nelle areeclassificate come zone 0, 1, 20 o 21 ai sensi dellallegato XLIX sianosottoposte alle verifiche di cui ai capi III e IV del decreto del Presidentedella Repubblica 22 ottobre 2001, n. 462.Capo II SanzioniArt. 297. Sanzioni a carico dei datori di lavoro e dei dirigenti1. Il datore di lavoro e i dirigenti sono puniti con larresto da tre a sei mesio con lammenda da euro 2.000 a euro 10.000 per la violazione degli articoli289, comma 2, 291, 292, comma 2, 293, commi 1 e 2, e 296.
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/Titolo XII DISPOSIZIONI IN MATERIA PENALE E DI PROCEDURA PENALEArt. 298. Principio di specialita1. Quando uno stesso fatto e punito da una disposizione prevista dal titolo I eda una o piu disposizioni previste negli altri titoli, si applica ladisposizione speciale.Titolo XII DISPOSIZIONI IN MATERIA PENALE E DI PROCEDURA PENALEArt. 299. Esercizio di fatto di poteri direttivi1. Le posizioni di garanzia relative ai soggetti di cui allarticolo 2, comma 1,lettere b), d) ed e), gravano altresi su colui il quale, pur sprovvisto diregolare investitura, eserciti in concreto i poteri giuridici riferiti aciascuno dei soggetti ivi definiti.Titolo XII DISPOSIZIONI IN MATERIA PENALE E DI PROCEDURA PENALEArt. 300.Modifiche al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 2311. Larticolo 25-septies del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, esostituito dal seguente:«Art. 25-septies (Omicidio colposo o lesioni gravi o gravissime commesse conviolazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro). - 1.In relazione al delitto di cui allarticolo 589 del codice penale, commesso conviolazione dellarticolo 55, comma 2, del decreto legislativo attuativo delladelega di cui alla legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di salute e sicurezzasul lavoro, si applica una sanzione pecuniaria in misura pari a 1.000 quote. Nelcaso di condanna per il delitto di cui al precedente periodo si applicano lesanzioni interdittive di cui allarticolo 9, comma 2, per una durata noninferiore a tre mesi e non superiore ad un anno.2. Salvo quanto previsto dal comma 1, in relazione al delitto di cuiallarticolo 589 del codice penale, commesso con violazione delle norme sullatutela della salute e sicurezza sul lavoro, si applica una sanzione pecuniariain misura non inferiore a 250 quote e non superiore a 500 quote. Nel caso dicondanna per il delitto di cui al precedente periodo si applicano le sanzioniinterdittive di cui allarticolo 9, comma 2, per una durata non inferiore a tremesi e non superiore ad un anno.3. In relazione al delitto di cui allarticolo 590, terzo comma, del codicepenale, commesso con violazione delle norme sulla tutela della salute esicurezza sul lavoro, si applica una sanzione pecuniaria in misura non superiorea 250 quote. Nel caso di condanna per il delitto di cui al precedente periodo siapplicano le sanzioni interdittive di cui allarticolo 9, comma 2, per unadurata non superiore a sei mesi.».Titolo XII DISPOSIZIONI IN MATERIA PENALE E DI PROCEDURA PENALEArt. 301. Applicabilita delle disposizioni di cui agli articoli 20 e seguentidel decreto legislativo 19 dicembre 1994, n. 7581. Alle contravvenzioni in materia di igiene, salute e sicurezza sul lavoropreviste dal presente decreto nonche da altre disposizioni aventi forza dilegge, per le quali sia prevista la pena alternativa dellarresto odellammenda, si applicano le disposizioni in materia di prescrizione edestinzione del reato di cui agli articoli 20, e seguenti, del decretolegislativo 19 dicembre 1994, n. 758.Titolo XII DISPOSIZIONI IN MATERIA PENALE E DI PROCEDURA PENALEArt. 302. Definizione delle contravvenzioni punite con la sola penadellarresto1. Per le contravvenzioni previste dal presente decreto e punite con la solapena dellarresto il giudice applica, in luogo dellarresto, la penadellammenda in misura comunque non inferiore a 8.000 euro e non superiore a24.000 euro, se entro la conclusione del giudizio di primo grado, risultanoeliminate tutte le irregolarita, le fonti di rischio e le eventuali conseguenzedannose del reato.2. La sostituzione di cui al comma 1 non e in ogni caso consentita:a) quando la violazione abbia avuto un contributo causale nel verificarsi di uninfortunio sul lavoro;
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/b) quando il fatto e stato commesso da soggetto che abbia gia riportatocondanna definitiva per la violazione di norme relative alla prevenzione degliinfortuni sul lavoro, ovvero per i reati di cui agli articoli 589 e 590 delcodice penale, limitatamente allipotesi di violazione delle norme relative allaprevenzione degli infortuni sul lavoro.3. Nellipotesi prevista al comma 1, il reato si estingue decorsi tre anni dalpassaggio in giudicato della sentenza senza che limputato abbia commessoulteriori reati in materia di salute e sicurezza sul lavoro, ovvero quelli dicui agli articoli 589 e 590 del codice penale, limitatamente allipotesi diviolazione delle norme relative alla prevenzione degli infortuni sul lavoro. Inquesto caso si estingue ogni effetto penale della condanna.Titolo XII DISPOSIZIONI IN MATERIA PENALE E DI PROCEDURA PENALEArt. 303. Circostanza attenuante1. La pena per i reati previsti dal presente decreto e puniti con la penadellarresto, anche in via alternativa, e ridotta fino ad un terzo per ilcontravventore che, entro i termini di cui allarticolo 491 del codice diprocedura penale, si adopera concretamente per la rimozione delle irregolaritariscontrate dagli organi di vigilanza e delle eventuali conseguenze dannose delreato.2. La riduzione di cui al comma 1 non si applica nei casi di definizione delreato ai sensi dellarticolo 302.Titolo XIIINORME TRANSITORIE E FINALIArt. 304. Abrogazioni1. Fermo restando quanto previsto dallarticolo 3, comma 3, e dallarticolo 306,comma 2, dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo sonoabrogati:a) il decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547, il decretodel Presidente della Repubblica 7 gennaio 1956, n. 164, il decreto delPresidente della Repubblica 19 marzo 1956, n. 303, fatta eccezione perlarticolo 64, il decreto legislativo 15 agosto 1991, n. 277, il decretolegislativo 19 settembre 1994, n. 626, il decreto legislativo 14 agosto 1996, n.493, il decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 494, il decreto legislativo 19agosto 2005, n. 187;b) larticolo 36-bis, commi 1 e 2 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223,convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248;c) gli articoli: 2, 3, 5, 6 e 7 della legge 3 agosto 2007, n. 123;d) ogni altra disposizione legislativa e regolamentare nella materiadisciplinata dal decreto legislativo medesimo incompatibili con lo stesso.2. Con uno o piu decreti integrativi attuativi della delega previstadallarticolo 1, comma 6, della legge 3 agosto 2007, n. 123, si provvedeallarmonizzazione delle disposizioni del presente decreto con quelle contenutein leggi o regolamenti che dispongono rinvii a norme del decreto legislativo 19settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni, ovvero ad altre disposizioniabrogate dal comma 1.3. Fino allemanazione dei decreti legislativi di cui al comma 2, laddovedisposizioni di legge o regolamentari dispongano un rinvio a norme del decretolegislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni, ovvero adaltre disposizioni abrogate dal comma 1, tali rinvii si intendono riferiti allecorrispondenti norme del presente decreto legislativo.Titolo XIII NORME TRANSITORIE E FINALIArt. 305. Clausola finanziaria1. Fatto salvo quanto disposto dallarticolo 11, commi 1 e 2, dallesecuzionedel presente decreto, ivi compreso quanto disposto dagli articoli 5 e 6, nondevono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Leamministrazioni competenti provvedono agli adempimenti derivanti dal presentedecreto attraverso una diversa allocazione delle ordinarie risorse, umane,strumentalied economiche, allo stato in dotazione alle medesime amministrazioni.
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/Titolo XIII NORME TRANSITORIE E FINALIArt. 306. Disposizioni finali1. Le disposizioni contenute nel decreto del Presidente della Repubblica 19marzo 1956, n. 302, costituiscono integrazione di quelle contenute nel presentedecreto legislativo.2. Le disposizioni di cui agli articoli 17, comma 1, lettera a), e 28, nonchele altre disposizioni in tema di valutazione dei rischi che ad esse rinviano,ivi comprese le relative disposizioni sanzionatorie, previste dal presentedecreto, diventano efficaci decorsi novanta giorni dalla data di pubblicazionedel presente decreto nella Gazzetta Ufficiale; fino a tale data continuano atrovare applicazione le disposizioni previgenti.3. Le disposizioni di cui al titolo VIII, capo IV entrano in vigore alla datafissata dal primo comma dellarticolo 13, paragrafo 1, della direttiva 2004/40/CE; le disposizioni di cui al capo V del medesimo titolo VIII entrano in vigoreil 26 aprile 2010.4. Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concertocon i Ministri della salute e dello sviluppo economico, sentita la commissioneconsultiva permanente di cui allarticolo 6, si da attuazione alle direttive inmateria di sicurezza e salute dei lavoratori sul luogo di lavoro dellUnioneeuropea per le parti in cui le stesse modificano modalita esecutive ecaratteristiche di ordine tecnico previste dagli allegati al presente decreto,nonche da altre direttive gia recepite nellordinamento nazionale.Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara inserito nellaRaccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E fattoobbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.Dato Roma, addi 9 aprile 2008 NAPOLITANOProdi, Presidente del Consiglio dei Ministri Damiano, Ministro del lavoro edella previdenza socialeTurco, Ministro della salute Di Pietro, Ministro delle infrastruttureBersani, Ministro dello sviluppo economico Bonino, Ministro per le politicheeuropee Scotti, Ministro della giustizia De Castro, Ministro delle politicheagricole alimentari e forestali Amato, Ministro dellinterno Parisi, Ministrodella difesaFioroni, Ministro della pubblica istruzione Ferrero, Ministro della solidarietasocialeMussi, Ministro delluniversita e della ricerca Lanzillotta, Ministro per gliaffari regionali e le autonomie localiPadoa Schioppa, Ministro delleconomiae delle finanze Visto, il Guardasigilli: Scotti---->---->---->Titolo XIII NORME TRANSITORIE E FINALIVedere Allegati da pag. 93 a pag. 186 <----Titolo XIII NORME TRANSITORIE E FINALIVedere Allegati da pag. 187 a pag. 271 <----Titolo XIII NORME TRANSITORIE E FINALIVedere Allegati da pag. 272 a pag. 324 <----30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 93 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 94 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 95 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 96 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 97 ö
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 98 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 99 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 100 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 101 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 102 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 103 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 104 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 105 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 106 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 107 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 108 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 109 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 110 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 111 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 112 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 113 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 114 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 115 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 116 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 117 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 118 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 119 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 120 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 121 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 122 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 123 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 124 ö
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 125 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 126 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 127 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 128 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 129 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 130 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 131 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 132 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 133 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 134 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 135 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 136 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 137 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 138 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 139 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 140 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 141 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 142 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 143 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 144 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 145 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 146 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 147 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 148 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 149 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 150 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 151 ö
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 152 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 153 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 154 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 155 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 156 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 157 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 158 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 159 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 160 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 161 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 162 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 163 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 164 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 165 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 166 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 167 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 168 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 169 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 170 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 171 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 172 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 173 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 174 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 175 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 176 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 177 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 178 ö
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 179 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 180 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 181 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 182 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 183 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 184 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 185 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 186 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 187 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 188 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 189 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 190 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 191 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 192 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 193 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 194 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 195 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 196 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 197 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 198 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 199 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 200 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 201 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 202 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 203 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 204 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 205 ö
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 206 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 207 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 208 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 209 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 210 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 211 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 212 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 213 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 214 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 215 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 216 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 217 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 218 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 219 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 220 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 221 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 222 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 223 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 224 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 225 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 226 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 227 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 228 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 229 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 230 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 231 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 232 ö
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 233 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 234 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 235 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 236 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 237 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 238 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 239 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 240 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 241 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 242 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 243 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 244 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 245 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 246 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 247 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 248 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 249 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 250 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 251 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 252 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 253 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 254 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 255 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 256 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 257 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 258 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 259 ö
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 260 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 261 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 262 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 263 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 264 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 265 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 266 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 267 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 268 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 269 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 270 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 271 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 272 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 273 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 274 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 275 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 276 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 277 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 278 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 279 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 280 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 281 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 282 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 283 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 284 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 285 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 286 ö
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 287 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 288 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 289 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 290 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 291 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 292 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 293 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 294 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 295 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 296 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 297 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 298 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 299 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 300 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 301 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 302 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 303 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 304 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 305 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 306 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 307 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 308 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 309 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 310 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 311 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 312 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 313 ö
    • Ecloga Italia S.p.a. via Brescia 23 - 20063 Cernusco sul Naviglio (MI) P.IVA 03782720969 http://valutazionedeirischi.co/ http://corsisicurezza81.net/30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 314 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 315 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 316 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 317 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 318 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 317 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 320 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 321 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 322 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 323 ö30-4-2008 Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 101ö 324 ö