Linee Guida regionali per i piccoli e medi cantieri - DGRV 179/2013 (< 6000 m3).
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Corso di Formazione e Aggiornamento: "GESTIONE INTEGRATA DELLE TERRE E ROCCE DA SCAVO. Riutilizzo, recupero e smaltimento per grandi e piccoli cantieri". Intervento di Massimo Ingrosso, Regione del ...

Corso di Formazione e Aggiornamento: "GESTIONE INTEGRATA DELLE TERRE E ROCCE DA SCAVO. Riutilizzo, recupero e smaltimento per grandi e piccoli cantieri". Intervento di Massimo Ingrosso, Regione del Veneto. 28 marzo 2013 Venezia.

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Linee Guida regionali per i piccoli e medi cantieri - DGRV 179/2013 (< 6000 m3). Presentation Transcript

  • 1. Delibera della Giunta regionale 25 ottobre 2012 11 febbraio 2013 n. 179 Procedure operative per la gestione Decreto del Ministero dellAmbiente dellee terretutela del Territorio e del i della e rocce da scavo per quantitativi 10 agosto 2012, n. 161 266, Mare indicati all’articolo Regolamento recante la disciplinacomma 7, del D.lgs.delle terre e rocce s.m.i. dellutilizzazione n. 152/2006 e da scavo n. 9/CR del Riferimento Delibera (G.U. n. 221 del 21 settembre 2012) 21.01.2013. Dott. Massimo Ingrosso
  • 2. DGRV 179/2013Le presenti procedure operative siapplicano per la gestione delleterre e rocce da scavo prodottefino ad un quantitativo massimo diseimila metri cubi per singolocantiere; sono suddivise inragione delle diverse tipologie di 25 ottobre 2012intervento ed in funzione delprocesso produttivo di origine. Decreto del Ministero dellAmbienteContengono inoltre le modalità per e della tutela del Territorio e del Mare 10 agosto 2012, n. 161lo svolgimento dell’indagine Regolamento recante la disciplinaambientale, le indicazioni dellutilizzazione delle terre e rocce da scavometodologiche di campionamento, (G.U. n. 221 del 21 settembre 2012)analisi chimiche del terreno e testdi cessione, le tabelle diriferimento-siti di possibiledestinazione in riferimento ai limitidi concentrazione degli inquinantied infine la modulistica daadottarsi.
  • 3. DGRV 179/2013• Impianto della procedura del tutto analogo alla 2424/2008• In funzione della tipologia di interventi• Interventi sottoposti a VIA e/o AIA• Interventi sottoposti a permesso a costruire• Interventi sottoposti a DIA• LL.PP non soggetti a NIA o AIA né a permesso a costruire né a DIA• Interventi non sottoposti né a VIA Né A aia Né A permesso a costruire né a dia
  • 4. DGRV 179/2013• E’ ammesso variare la destinazione delle terre e rocce da scavo in corso d’opera a condizione che il nuovo sito di utilizzo venga comunicato prima dell’inizio dei lavori relativi ai singoli lotti di scavo ovvero, nel caso di materiale depositato in conformità al successivo punto 1.3, prima del trasporto dal sito di deposito a quello di effettivo utilizzo.• In questi casi verrà utilizzato nuovamente il MOD 2, aggiornato con i nuovi dati, che sostituirà integralmente quello precedentemente presentato.
  • 5. DGRV 179/2013• . Modalità per il deposito delle terre in attesa di definitivo utilizzo.• MOD 2,• può essere effettuato nel luogo di produzione, in un’area esterna allo stesso appositamente individuata e, ove necessario, autorizzata, ovvero presso la sede della ditta che effettua lo scavo.• In ogni caso devono essere rispettati i tempi massimi della durata del deposito previste dal D.M. 161/2012, oltre che le normative tecniche, edilizie ed urbanistiche vigenti.• Nel caso di deposito in attesa di definitivo utilizzo delle terre da scavo all’esterno del cantiere di produzione, i cumuli di terra da scavo vanno tenuti distinti per cantiere di provenienza e su ciascun cumulo dovrà essere posizionato in modo ben visibile un cartello riportante le informazioni relative al cantiere di provenienza e alla quantità di materiale depositato.• Il trasporto delle terre di scavo al sito di deposito e dal deposito al sito di utilizzo è accompagnato dalla documentazione contenuta nel successivo punto 1.4.
  • 6. DGRV 179/2013 Documentazione attestante la destinazione e la quantità esportata dei materiali di scavo.• MOD 4, attestante: – generalità della Stazione Appaltante dell’opera pubblica – generalità della ditta appaltatrice dei lavori di scavo – generalità della Ditta che trasporta il materiale di scavo – generalità della Ditta che riceve il materiale di scavo – sito di provenienza (con estremi dell’atto abilitativo all’intervento o del luogo di deposito) – data ed orario di carico – sito di utilizzo (con estremi dell’atto abilitativo all’intervento) o impianto in cui viene svolto il processo industriale di utilizzo ovvero sito di deposito – data ed orario di scarico – quantità e tipologia di materiale trasportato.
  • 7. DGRV 179/2013Utilizzo di terre e rocce provenienti da aree oggetto di procedure di bonifica L’utilizzo di terre e rocce provenienti da aree soggette alle procedure dei siti contaminati di cui al Titolo V, Parte IV del decreto legislativo n. 152/2006, è disciplinato dal progetto di bonifica redatto ed approvato secondo le modalità previste dalla disciplina di cui allo stesso Titolo V, Parte IV del decreto legislativo n. 152/2006.
  • 8. DGRV 179/2013 Esclusioni dalla disciplinaOltre a quanto già previsto dall’art. 185, del D.lgs. n. 152/2006 e s.m.i.,non sono soggetti alla normativa in materia di terre e rocce da scavodisciplinate dal dm 161/2012:- i miglioramenti fondiari;- i materiali litoidi provenienti da escavazioni effettuate negli alvei e nellezone golenali dei corsi d’acqua e nelle spiagge e nei fondali lacuali, perl’effettuazione delle quali il quinto comma dell’articolo 2 della leggeregionale 7 settembre 1982, n. 44, prevede il rilascio delle autorizzazionie/o concessioni da parte dell’autorità idraulica. Tali autorizzazioni e/oconcessioni, rilasciate dalle autorità idrauliche competenti in conformitàalla legge regionale 9 agosto 1988, n. 41 ed alle successive deliberazionidella Giunta Regionale n. 999/2003, n. 918/2004 e n. 3163/2005,surrogano infatti i provvedimenti autorizzativi previsti dalla citata leggequadro sulle attività estrattive, n. 44 del 1982, consentendo che l’eserciziodi questa particolare attività di estrazione di materiali litoidi nei corsid’acqua sia teso ad assicurare la funzionalità idraulica della reteidrografica regionale.
  • 9. DGRV 179/2013. MODALITÀ OPERATIVE PER LO SVOLGIMENTO DELL’INDAGINE AMBIENTALEGestione dei dati risultanti dalle indagini ambientaliMETODOLOGIE OPERATIVE DI CAMPIONAMENTO, ANALISI CHIMICHE DELTERRENO E TEST DI CESSIONEPer le metodologie operative di campionamento ed analisi del terreno, sideve fare riferimento all’Allegato 2 “Criteri generali per la caratterizzazionedei siti contaminati” alla Parte Quarta – Titolo V del d.lgs. n. 152/2006,avendo cura di valutare, nella scelta del numero di campioni da formareper ciascun punto di campionamento, la stratigrafia del terreno.
  • 10. DGRV 179/2013 MODULISTICAPer le operazioni sopradescritte si dovranno utilizzare iseguenti schemi di modulistica.MOD. 1: Dichiarazione del tecnico incaricato daallegare al progetto dei lavori privati soggetti apermesso a costruire o denuncia di inizio attività(D.I.A.)MOD. 2: Dichiarazione dell’appaltatore/committente edel tecnico incaricato da presentare primadell’esecuzione dei lavoriMOD. 3: Dichiarazione del Direttore dei Lavori dapresentare alla fine dei lavoriMOD. 4: Documentazione attestante la destinazione ela quantità esportata dei materiali di scavo
  • 11. DGRV 179/2013CriticitàAlcuni contrasti con l’art. 185/2006In part. Punto 1.1.5. lett. d) attività di manutenzione alveiAndrebbe eliminatoParametri da analizzare (conformarsi al 161/2012)Vediamo alcuni paramertri:Aminato, BITEX (161/2012)PCB (179/2013)Gestione delle piccole quantità senza alcuna verifica preliminare dicontaminazione (diciamo fino a 200 mc) è possibile?A quali condizioni?
  • 12. DGRV 179/2013Criticità Gestione delle emergenze
  • 13. DGRV 179/2013CriticitàAspetti connessi con le previsioni normative:1. – dichiarazione che il sito non sia contaminato (179/2013)2. - il suolo non contaminato o alrto materiale…(art. 185 c. 1, lett. c)3. I sedimenti spostati all’interno degli alvei…se è provato che non sono pericolosi (decisione 532/2000)
  • 14. Circolare Segretario Ambiente 21.03.2013Fornire ai soggetti pubblici eprivati a vario titolo coinvoltinella materia della gestionedelle terre e rocce da scavo,alcune modalità orientativevolte ad assicurare unacorretta ed omogeneaapplicazione sull’interoterritorio regionale delleprevisioni introdotte dal D.M. n.161/2012.
  • 15. Circolare Segretario Ambiente 21.03.2013In conformità alla disciplina transitoria dicui all’art. 15, comma 1 del D.M. n.161/2012, gli interventi per i quali, finoalla data del 5 ottobre 2012, sono stateavviate e seguite le procedure previstedalla ex D.G.R.V. n. 2424/2008,intendendosi con ciò almeno lapresentazione all’Autorità competentedell’Indagine ambientale di cui all’allegatoA della medesima D.G.R.V., possonoessere portati a termine secondo taliprocedure, fatta salva la facoltà da partedegli interessati di optare perl’assoggettamento alla disciplina del D.M.161/2012, nuovo regolamento,presentando all’Autorità competenteentro il 4 aprile 2013 il Piano di Utilizzo dicui all’art. 5 del medesimo D.M.
  • 16. Circolare Segretario Ambiente 21.03.2013In relazione alle modalità di approvazione delPiano di Utilizzo, in conformità ai contenutidell’art. 5, comma 3 del D.M. n. 161/2012,qualora l’Autorità competente non sipronunci entro il termine di 90 giorni dallapresentazione del Piano di Utilizzo o delleeventuali integrazioni, il Piano di Utilizzo siintende approvato. In tal caso nei documentidi trasporto di cui all’allegato 6 del D.M. n.161/2012, e nel documento di avvenuto utilizzo(DAU), di cui all’art. 12 del D.M. n. 161/2012,dovranno essere indicati il numero di protocolloe la data di deposito del Piano di Utilizzopresso l’Autorità competente o dell’ultimaintegrazione trasmessa.
  • 17. Circolare Segretario Ambiente 21.03.2013Con riferimento alla facoltà di cui all’art. 5,comma 10 del D.M. n. 161/2012, attribuitaall’Autorità competente di richiedere all’ARPAapprofondimenti in merito ai contenuti delPiano di utilizzo si precisa che la stessa può utilizzo,essere esercitata unicamente qualora l’Autoritàcompetente, dopo aver analizzato gli usipregressi del sito e dopo aver verificato lemodalità delle determinazioni qualitative delmateriale, ritenga che l’area non sia statasufficientemente indagata e di conseguenzanon vi sia sufficiente certezza della qualità delmateriale da scavo. Qualora l’Autoritàcompetente ritenga che sussista taleincertezza, prima di inoltrare la richiesta diintervento all’ARPAV con le modalità previstedall’art. 5, punto 10, del D.M. 161/2012, puòvalutare di richiedere al proponente di integrarele informazioni presentate.
  • 18. Circolare Segretario Ambiente 21.03.2013Quanto alla comunicazione preventiva ditrasporto del materiale di scavo, di cuiall’allegato 6 del D.M. n. 161/2012, fermerestando le informazioni da fornire indicatenello stesso allegato 6, al fine di evitare inutiliappesantimenti burocratici ed un sovraccaricoda parte dell’autorità ricevente, il proponenteha la facoltà di trasmettere all’Autoritàcompetente una comunicazione cumulativache contenga un crono programma dimovimentazione di tutti o parte dei trasportiprogrammati nel corso dei lavori. Talecomunicazione, salva diversa determinazionedell’Autorità competente, è sufficiente agarantire il controllo dell’attività. In caso dimodifiche in corso d’opera la comunicazionecumulativa dovrà essere tempestivamenterettificata.