Gestione Terre e Rocce da scavo per i grandi cantieri (DM 161/2012) e riutilizzo in sito dei terreni ai sensi dell’Art. 185 (D. Lgs 152/06)

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Corso di Formazione e Aggiornamento: "GESTIONE INTEGRATA DELLE TERRE E ROCCE DA SCAVO. Riutilizzo, recupero e smaltimento per grandi e piccoli cantieri". Intervento di Tommaso Magro, eAmbiente Srl. 28 …

Corso di Formazione e Aggiornamento: "GESTIONE INTEGRATA DELLE TERRE E ROCCE DA SCAVO. Riutilizzo, recupero e smaltimento per grandi e piccoli cantieri". Intervento di Tommaso Magro, eAmbiente Srl. 28 marzo 2013 Venezia.

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  • 1. Gestione Terre e Rocce da scavo per i grandi cantieri (DM161/2012) e riutilizzo in sito dei terreni ai sensi dell’Art. 185 (D. Lgs 152/06). 28 Marzo 2013 Dott. Geol. Tommaso Magro Coordinatore Cantieri t.magro@eambiente.it
  • 2. LE TERRE DA SCAVO, EVOLUZIONE NORMATIVA NAZIONALE LE TERRE DA SCAVO, EVOLUZIONE NORMATIVA NAZIONALE Il tema delle Terre e Rocce da Scavo è stato negli anni oggetto di molteplici e sempre nuove rivisitazioni legislative nazionali e regionali, per citare le principali:  Legge n. 443/2001 (art. 1, commi 17, 18 e 19)  Legge n. 306/2003 (art. 23 che modifica Legge 443/2001)  D.Lgs. n. 152/2006 (art. 186)  D.Lgs. n. 4/2008 (II° Correttivo al D.Lgs. 152/06)  D.Lgs. n. 205/2010 (IV° correttivo del D.Lgs. 152/06 che anticipa con l’art. 39 l’abrogazione dell’art. 186) DM 161/2012 (Regolamento recante la disciplina dellutilizzazione delle terre e rocce da scavo) CONTINUA E PROGRESSIVA EVOLUZIONE NORMATIVA NAZIONALE
  • 3. LE TERRE DA SCAVO, EVOLUZIONE NORMATIVA REGIONALE LE TERRE DA SCAVO, EVOLUZIONE NORMATIVA REGIONALE Nel caso della Regione del Veneto, il tema della gestione delle Terre e Rocce da Scavo è stato normato dai seguenti provvedimenti normativi;  D.G.R. 23/4/2004, n. 1126  D.G.R. 21/1/2005, n. 80  L.R. 20/2007 - Art. 17  DGR 2424/2008  DGR 794/2009 (Integrazioni a D.G.R. 2424/08)  DGR 179/2013 (SOLO PER PICCOLI CANTIERI) CONTINUA E PROGRESSIVA EVOLUZIONE NORMATIVA ANCHE A LIVELLO REGIONALE! (e non finirà qui…)
  • 4. LE TERRE DA SCAVO ––L’ETICHETTA DEFINISCE LA PROCEDURA LE TERRE DA SCAVO L’ETICHETTA DEFINISCE LA PROCEDURA RIFIUTO RIFIUTO SOTTOPRODOTTO SOTTOPRODOTTO «MATERIA PRIMA» «MATERIA PRIMA»
  • 5. LE TERRE DA SCAVO ––PANORAMICA DELLE MODALITA’ DI LE TERRE DA SCAVO PANORAMICA DELLE MODALITA’ DIGESTIONE GESTIONE Riutilizzo EX SITU (Volumi > 6000 mc) GESTIONE AI SENSI DI ART. 185 D.Lgs. 152/06: •Esclusioni dall’ambito di applicazione disciplina rifiuti; GESTIONE COME SOTTOPRODOTTO: •Comma c: suolo non contaminato …, ove sia certo che esso verrà riutilizzato … allo stato naturale e nello •Ripristini Ambientali, Impianti Produttivi stesso sito in cui è stato escavato •Procedure Amministrative DM 161/2012; •Verifica analitica suoli oggetto di scavo; •Piano di Utilizzo Riutilizzo IN SITU •DDT, DAU, … Cantiere con produzione di Terre da Scavo Riutilizzo EX SITU (Volumi < 6000 mc)GESTIONE COME SOTTOPRODOTTO:•Ripristini Ambientali, Impianti Produttivi Discarica, Impianto di recupero•DGRV 179/2013 GESTIONE COME RIFIUTO: •Procedure Amministrative Parte IV , Titolo I, D.Lgs. 152/06; •Normativa di riferimento: D.Lgs. 36/2003; D.M. 27/09/2010 •Codice CER; Trasporto con Formulario, Ditta autorizzata iscritta Albo Gestori Ambientali, …
  • 6. TERRE DA SCAVO ––IL RIUTILIZZO IN SITU AI SENSI DELL’ART. 185, TERRE DA SCAVO IL RIUTILIZZO IN SITU AI SENSI DELL’ART. 185,D.LGS. 152/06 D.LGS. 152/06 L’Art. 185 definisce le ESCLUSIONI DALL’AMBITO DI APPLICAZIONE delle procedure previste dalla parte IV del D.Lgs. 152/06 PERTANTO:I MATERIALI CHE SODDISFANO I REQUISITI previsti da tale articolo non sono soggetti alleregolamentazioni previste dalla «disciplina rifiuti» così come articolata nella Parte IV del D.Lgs. 152/06, epossono essere gestiti come vere e proprie MATERIE PRIME quando non sono regolati da altredisposizioni normative comunitarie…
  • 7. TERRE DA SCAVO ––IL RIUTILIZZO IN SITU AI SENSI DELL’ART. 185, TERRE DA SCAVO IL RIUTILIZZO IN SITU AI SENSI DELL’ART. 185,D.LGS. 152/06 D.LGS. 152/06 L’Art. 185 definisce le ESCLUSIONI DALL’AMBITO DI APPLICAZIONE delle procedure previste dalla parte IV del D.Lgs. 152/06IN MERITO ALLE TERRE DA SCAVO Comma 1: «Non rientrano nel campo di applicazione della parte quarta del presente decreto: a)… b)… c) il suolo non contaminato e altro materiale allo stato naturale escavato nel corso di attività di costruzione, ove sia certo che esso verrà riutilizzato a fini di costruzione allo stato naturale e nello stesso sito in cui è stato escavato; d)…»
  • 8. TERRE DA SCAVO ––IL RIUTILIZZO IN SITU AI SENSI DELL’ART. 185, TERRE DA SCAVO IL RIUTILIZZO IN SITU AI SENSI DELL’ART. 185,D.LGS. 152/06 D.LGS. 152/06 L’Art. 185 definisce le ESCLUSIONI DALL’AMBITO DI APPLICAZIONE delle procedure previste dalla parte IV del D.Lgs. 152/06Leggendo tra le righe il comma 1Suolo Non Contaminato: non è effettivamente specificato se lo stato di «contaminato» è definito in relazionealla destinazione d’uso del sito od in termini assoluti (per cui il rispetto dei limiti previsti da Col. A , Tab. 1, All.V, Pt.IV,Tit, V, D.Lgs. 152/06 – Siti ad uso verde pubblico o residenziale)… Non sono peraltro definite nemmeno le specificheminime per poter dichiarare come non contaminato del terreno da scavo…Allo stato naturale: non sembra contemplata la possibilità di eseguire le normali operazioni di pratica industriale(es. stabilizzazione a calce, ecc…), in altre parole non è specificato se l’esecuzione delle suddette pratiche comporta ilmantenimento dei requisiti previsti dal comma 1 dell’Art. 185…Riutilizzato … nello stesso sito in cui è stato escavato: NESSUN DUBBIO, L’APPLICABILITÀ DI TALEARTICOLO VALE SOLO ED ESCLUSIVAMENTE PER IL RIUTILIZZO IN SITU DEL TERRENO DA SCAVO
  • 9. TERRE DA SCAVO --I ICHIARIMENTI DEL MATTM --NOTA 0036288 TERRE DA SCAVO CHIARIMENTI DEL MATTM NOTA 0036288DEL 14/11/12 DEL 14/11/12
  • 10. IL RIUTILIZZO OFF SITE DELLE TERRE DA SCAVO - -IL D.M. IL RIUTILIZZO OFF SITE DELLE TERRE DA SCAVO IL D.M.10/08/2012, N. 161 10/08/2012, N. 161 Il riutilizzo OFF SITE di Terre da Scavo prodotte in cantieri di grandi dimensioni (più di 6.000 metri cubi) è normato dal DM 161/2012 DM 161/2012 – La StrutturaArt. 1 - Definizioni Art. 9 - Realizzazione del Piano di UtilizzoArt. 2 - Finalità Art. 10 - Deposito in attesa di utilizzoArt. 3 - Ambiti di applicazione ed esclusione Art. 11 - TrasportoArt. 4 - Disposizioni generali Art. 12 - Dichiarazione di avvenuto utilizzo -Art. 5 - Piano di Utilizzo D.A.U.Art. 6 - Situazioni di emergenza Art. 13 - Gestione dei datiArt. 7 - Obblighi generali Art. 14 - Controlli e ispezioniArt. 8 - Modifica del Piano di Utilizzo Art. 15 - Disposizioni finali e transitorie Art. 16 - Clausola di riconoscimento reciproco
  • 11. IL RIUTILIZZO OFF SITE DELLE TERRE DA SCAVO - -IL D.M. IL RIUTILIZZO OFF SITE DELLE TERRE DA SCAVO IL D.M.10/08/2012, N. 161 10/08/2012, N. 161 …i 9 Allegati: Allegato 1 – caratterizzazione ambientale dei materiali da scavo Allegato 2 – procedure di campionamento in fase di progettazione Allegato 3 – normale pratica industriale Allegato 4 – procedure di caratterizzazione chimico-fisiche e accertamento delle qualità ambientali Allegato 5 – piano di utilizzo Allegato 6 – documento di trasporto Allegato 7 – dichiarazione di avvenuto utilizzo (d.a.u.) Allegato 8 – procedure di campionamento in fase esecutiva e per i controlli e le ispezioni Allegato 9 – materiali di riporto di origine antropica
  • 12. D.M. 10 AGOSTO 2012, N. 161: ART. 55PIANO DI UTILIZZO D.M. 10 AGOSTO 2012, N. 161: ART. PIANO DI UTILIZZODEVE COMPRENDERE1.ubicazione dei siti di produzione dei materiali da scavo;2.ubicazione dei siti di utilizzo e individuazione dei processi industriali di impiego dei materiali da scavo;3.operazioni di normale pratica industriale;4.modalità di esecuzione e risultanze della caratterizzazione ambientale dei materiali da scavo eseguita infase progettuale, indicando in particolare:i risultati dellindagine conoscitiva dellarea di intervento;le modalità di campionamento, preparazione dei campioni ed analisi, indicazione del set di parametri;indicazione della necessità o meno di ulteriori approfondimenti in corso dopera;5.ubicazione degli eventuali siti di deposito intermedio in attesa di utilizzo e tempi di deposito;6.individuazione dei percorsi previsti per il trasporto materiale da scavo tra le diverse areeimpiegate nel processo di gestione.
  • 13. D.M. 10 AGOSTO 2012, N. 161: ART. 55P.U. - -VALIDITÀD.M. 10 AGOSTO 2012, N. 161: ART. P.U. VALIDITÀIL PIANO DI UTILIZZO DEFINISCE LA DURATA DI VALIDITÀ DEL PIANO STESSOSalvo deroghe i lavori devono cominciare entro due anni dalla presentazione del Piano di Utilizzo.Decorso il termine temporale il Piano di Utilizzo cessa di produrre effetti.ALLO SCADERE DEI TERMINI INDICATI NEL PIANO DI UTILIZZO IL MATERIALEDEVE ESSERE TRATTATO COME RIFIUTOÈ prevista la facoltà di presentare entro 2 mesi dalla scadenza dei termini indicati nel Piano di Utilizzo unnuovo piano di Utilizzo con validità massima di un anno.IN CASO DI VIOLAZIONE DEGLI OBBLIGHI ASSUNTI NEL PIANO DI UTILIZZO ILMATERIALE DEVE ESSERE SMALTITO COME RIFIUTO
  • 14. D.M. 10 AGOSTO 2012, N. 161: ART. 55P.U. - -CASI PARTICOLARID.M. 10 AGOSTO 2012, N. 161: ART. P.U. CASI PARTICOLARIPer siti con presenza di fenomeni di fondo naturale in fase di predisposizione del piano diutilizzo il proponente:Segnala il superamento all’Autorità Competente;Presenta un piano di accertamento eseguito in contraddittorio con ARPAPresenta il Piano di Utilizzo sulla base dei valori definiti dal piano di accertamento.NOTA: Il materiale di scavo deve essere utilizzato nell’ambito dello stesso sito onell’ambito di un sito con fondo naturale analogoPer siti sottoposti ad interventi di bonifica o ripristino ambientale:Previa richiesta del proponente ARPA o APPA comunicano al proponente entro 60 giorni se per imateriali di scavo i valori non superano i limiti tabellari relativi alla destinazione d’uso indicata in sede dirichiesta;In caso di esito positivo il proponente può presentare il Piano di Utilizzo;
  • 15. D.M. 10 AGOSTO 2012, N. 161: ART. 66SITUAZIONI DI EMERGENZAD.M. 10 AGOSTO 2012, N. 161: ART. SITUAZIONI DI EMERGENZA1. In deroga allarticolo 5, in situazioni di emergenza dovute a causa di forza maggiore, la sussistenza dei requisiti di cui allarticolo 4, comma 1, è attestata allAutorità competente mediante una dichiarazione sostitutiva dellatto di notorietà di cui allarticolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, resa nella forma di cui allallegato 7. Dalla data della predetta dichiarazione il materiale da scavo può essere gestito nel rispetto di quanto dichiarato. Entro quindici giorni dalla data di inizio lavori, il soggetto che ha rilasciato la dichiarazione di cui al precedente periodo deve comunque presentare il Piano di Utilizzo secondo le modalità previste dallarticolo 5.2. E facoltà dellAutorità competente eseguire controlli e richiedere verifiche e integrazioni alla documentazione presentata.3. La deroga di cui al comma 1 non può essere applicata a quanto disciplinato allarticolo 5, comma 5 (siti con interventi di bonifica in corso).
  • 16. D.M. 10 AGOSTO 2012, N. 161: REALIZZAZIONE DEL PIANO DI D.M. 10 AGOSTO 2012, N. 161: REALIZZAZIONE DEL PIANO DI UTILIZZO UTILIZZOArt. 9 - Realizzazione del Piano di Utilizzo:Il proponente deve comunicare all’Autorità Competente l’indicazione dell’esecutore del Piano di Utilizzoprima dell’inizio della realizzazione dell’opera;Dalla data di comunicazione l’esecutore del Piano ne è responsabile;L’esecutore redigerà la modulistica per la tracciabilità del materiale.Art. 10 - Deposito in attesa di Utilizzo:Il deposito del materiale in attesa di utilizzo avviene all’interno del sito di produzione o dei siti di depositointermedio indicati nel Piano di Utilizzo;Il materiale escavato viene tenuto separato da materiale proveniente da altri piani di utilizzo;Il periodo di deposito non può essere superiore a quello del Piano di Utilizzo.
  • 17. D.M. 10 AGOSTO 2012, N. 161: REALIZZAZIONE DEL PIANO DI D.M. 10 AGOSTO 2012, N. 161: REALIZZAZIONE DEL PIANO DI UTILIZZO UTILIZZOArt. 11 - Trasporto:In tutte le fasi successive all’ uscita il materiale escavato è accompagnato dai documenti di trasporto (cfr.Allegato 6 - documento di trasporto)La documentazione sarà redatta in triplice copia (per esecutore, trasportatore e destinatario) sonopreviste quattro copie se il proponente e l’esecutore sono diversi.Art. 12 - Dichiarazione di Avvenuto Utilizzo (D.A.U.):Lavvenuto utilizzo del materiale escavato in conformità al Piano di Utilizzo è attestato dallesecutoreallautorità competente, mediante una dichiarazione sostitutiva dellatto di notorietà corredata (cfr. Allegato7 - dichiarazione di avvenuto utilizzo (d.a.u.))Il deposito o altre forme di stoccaggio di materiali escavati non costituiscono un utilizzo.La dichiarazione è conservata per cinque anni dalla dichiarazione di avvenuto utilizzo ed è resa disponibilein qualunque momento allautorità di controllo che ne faccia richiesta.
  • 18. D.M. 10 AGOSTO 2012, N. 161: GESTIONE DEI DATI EECONTROLLI D.M. 10 AGOSTO 2012, N. 161: GESTIONE DEI DATI CONTROLLIArt. 13 - Gestione dei dati:Al fine di garantire pubblicità e trasparenza dei dati ogni Autorità competente comunica i pareri in meritoai piani di utilizzo ad ISPRA;ISPRA entro trenta giorni dalla entrata in vigore del presente regolamento, pubblica sul proprio sito webun disciplinare che definisca le informazioni da trasmettere, gli standard e le modalità di trasmissione.Art 14 - Controlli e ispezioni:Fermi restando i compiti di vigilanza e controllo stabiliti dalle norme vigenti, le autorità di controlloeffettuano, mediante ispezioni, controlli e prelievi, le verifiche necessarie ad accertare il rispetto degliobblighi assunti nel Piano di Utilizzo.
  • 19. D.M. 10 AGOSTO 2012, N. 161: PROCEDURE DI CAMPIONAMENTOD.M. 10 AGOSTO 2012, N. 161: PROCEDURE DI CAMPIONAMENTO  La caratterizzazione ambientale viene svolta per accertare la sussistenza dei requisiti di qualità ambientale dei materiali da scavo e deve essere inserita nella progettazione dell’opera.  La caratterizzazione ambientale viene svolta a carico del proponente in fase progettuale e comunque prima dell’inizio dello scavo, nel rispetto di quanto riportato agli allegati 2 e 4.  Caratterizzazione ambientale mediante scavi esplorativi (ed in subordine con sondaggi).  Densità dei punti di indagine basata su un modello concettuale preliminare delle aree (campionamento ragionato campionamento sistematico su griglia o casuale). Numero di PUNTI dindagine (cfr. allegato 2 - procedure di campionamento in fase di progettazione):
  • 20. D.M. 10 AGOSTO 2012, N. 161: PROCEDURE DI CAMPIONAMENTOD.M. 10 AGOSTO 2012, N. 161: PROCEDURE DI CAMPIONAMENTO Nel caso di opere infrastrutturali lineari: campionamento ogni 500 m o ogni 2000 m in fase preliminare. Nel caso di scavi in galleria, la caratterizzazione dovrà essere effettuata prevedendo almeno un sondaggio e comunque un sondaggio indicativamente ogni 1.000 metri lineari di tracciato ovvero ogni 5.000 metri lineari in caso di progettazione preliminare, con prelievo, alla quota di scavo, di tre incrementi per sondaggio, a formare il campione rappresentativo; in ogni caso dovrà essere effettuato un campionamento ad ogni variazione significativa di litologia.
  • 21. D.M. 10 AGOSTO 2012, N. 161: PROCEDURE DI CAMPIONAMENTOD.M. 10 AGOSTO 2012, N. 161: PROCEDURE DI CAMPIONAMENTO La profondità dindagine sarà determinata in base alle profondità previste degli scavi. I campioni da sottoporre ad analisi chimico-fisiche saranno come minimo:• campione 1: da 0 a 1 m dal piano campagna;• campione 2: nella zona di fondo scavo;• campione 3: nella zona intermedia tra i due;e in ogni caso andrà previsto un campione rappresentativo di ogni orizzonte stratigrafico individuato ed un campione in caso di evidenze organolettiche di potenziale contaminazione. Per scavi superficiali, di profondità inferiore a 2 metri, i campioni da sottoporre ad analisi chimico- fisiche possono essere almeno due: uno per ciascun metro di profondità. Nel caso in cui gli scavi interessino la porzione satura del terreno, per ciascun sondaggio oltre ai campioni sopra elencati sarà necessario acquisire un campione delle acque sotterranee, preferibilmente e compatibilmente con la situazione locale, con campionamento dinamico.
  • 22. D.M. 10 AGOSTO 2012, N. 161: VERIFICHE ANALITICHED.M. 10 AGOSTO 2012, N. 161: VERIFICHE ANALITICHE D.M. 161/2012 DGR 2424/08 Parametro Parametro Arsenico Arsenico Cadmio Cadmio Parametri indicatori set minimale: Cobalto Nichel Nichel Il set di parametri dovrà essere definito considerando: Piombo Piombo Rame Rame 1.Sostanze ricollegabili ad attività antropiche; Zinco Zinco Mercurio Idrocarburi C>12 Idrocarburi C>12 2.Contaminazioni pregresse; Cromo tot Cromo tot Cromo VI Cromo VI 3.Fondo naturale. Amianto BTEX IPA IPA PCBNel caso in cui in sede progettuale sia prevista una produzione di materiale di scavo compresa tra i6.000 ed i 150.000 metri cubi, non è richiesto che, nella totalità dei siti in esame, le analisi chimichedei campioni di materiale da scavo siano condotte sulla lista completa delle sostanze di tabella.
  • 23. D.M. 10 AGOSTO 2012, N. 161: CAMPIONAMENTO IN FASE D.M. 10 AGOSTO 2012, N. 161: CAMPIONAMENTO IN FASEESECUTIVA ESECUTIVALa caratterizzazione ambientale può essere eseguita in corso dopera solo nel caso in cui siacomprovata limpossibilità di eseguire unindagine ambientale propedeutica alla realizzazionedellopera da cui deriva la produzione dei materiali da scavo (cfr. Allegato 8) Parte A Parte A Parte B: Parte B: La caratterizzazione dei materiali da scavo in La caratterizzazione dei materiali da scavo in Verifiche per i icontrolli eele ispezioni Verifiche per controlli le ispezioni corso dopera potrà avvenire: corso dopera potrà avvenire: ARPA/APPA ARPA/APPA ••su cumuli su cumuli 1. Le verifiche possono essere eseguite 1. Le verifiche possono essere eseguite ••direttamente sullarea di scavo e/o sul direttamente sullarea di scavo e/o sul sia aacompletamento che durante la sia completamento che durante la fronte di avanzamento, fronte di avanzamento, posa in opera del materiale. posa in opera del materiale. ••sul fondo oosulle pareti di corpi idrici sul fondo sulle pareti di corpi idrici 2. Sono utilizzati gli stessi criteri adottati 2. Sono utilizzati gli stessi criteri adottati superficiali; superficiali; per ililcontrollo in corso dopera. per controllo in corso dopera. ••nellintera area di intervento. nellintera area di intervento. IlIlset analitico, le metodologie di analisi, i ilimiti set analitico, le metodologie di analisi, limiti di riferimenti ai fini di riutilizzo, devono essere di riferimenti ai fini di riutilizzo, devono essere conformi aaquanto indicato negli Allegati 22ee4. conformi quanto indicato negli Allegati 4.
  • 24. D.M. 10 AGOSTO 2012, N. 161: DEFINIZIONE DI RIPORTOD.M. 10 AGOSTO 2012, N. 161: DEFINIZIONE DI RIPORTORiportoI riporti si configurano come orizzonti stratigrafici costituiti da materiali di origine antropica, ossia derivantida attività quali attività di scavo, di demolizione edilizia, ecc, che si possono presentare variamenteframmisti al suolo e al sottosuolo;Ai fini del presente regolamento, i materiali di origine antropica che si possono riscontrare nei riporti,qualora frammisti al terreno naturale nella quantità massima del 20% (in massa), sono indicativamenteidentificabili con le seguenti tipologie di materiali: materiali litoidi, pietrisco tolto dopera, calcestruzzi,laterizi, prodotti ceramici, intonaci.
  • 25. D.M. 10 AGOSTO 2012, N. 161: NORMALE PRATICA INDUSTRIALED.M. 10 AGOSTO 2012, N. 161: NORMALE PRATICA INDUSTRIALE Normale Pratica Industriale: operazioni, anche condotte non singolarmente, finalizzate al miglioramento caratteristiche merceologiche del materiale da scavo per renderne l’utilizzo maggiormente produttivo e tecnicamente efficace. Tali operazioni in ogni caso devono fare salvo il rispetto dei requisiti previsti per i sottoprodotti, dei requisiti di qualità ambientale …. selezione granulometrica riduzione volumetrica stabilizzazione a calce, a cemento o altra forma idoneamente sperimentata stesa al suolo per consentire l’asciugatura e la maturazione riduzione della presenza nel materiale da scavo degli elementi/materiali antropici (frammenti di vetroresina, cementiti, bentoniti, …) Mantiene la caratteristica di sottoprodotto quel materiale di scavo anche qualora contenga la presenza di pezzature eterogenee di natura antropica non inquinante, purché rispondente ai requisiti tecnici/prestazionali per l’utilizzo delle terre nelle costruzioni, se tecnicamente fattibile ed economicamente sostenibile
  • 26. CONFRONTO ADEMPIMENTI DGR 2424/08 ––DM 161/2012 CONFRONTO ADEMPIMENTI DGR 2424/08 DM 161/2012 Adempimenti DGR 2424/08 Adempimenti DM 161/2012 Interventi sottoposti a V.I.A. e/o A.I.A.:  Presentazione, indipendentemente dall’iter tecnico(progetto, dichiarazione, indagine, MOD2 e MOD3) amministrativo del progetto dell’opera, del Piano di Utilizzo comprensivo di indagini svolte: Interventi sottoposti a permesso a costruire: 1. In fase progettuale;(progetto, indagine, MOD1,MOD2 e MOD 3) 2. In fase esecutiva Interventi sottoposti a D.I.A.: Nonché di:(Indagine, MOD1, MOD2 e MOD3)  Doc. di trasporto; Lavori pubblici non soggetti né a V.I.A. o A.I.A., né a  D.A.U. permesso a costruire, né a D.I.A.:(progetto, dichiarazione, MOD2 e MOD3) Interventi non sottoposti né a V.I.A., né a A.I.A., né a permesso a costruire, né a D.I.A.:(progetto, dichiarazione, MOD2 e MOD3)
  • 27. SANZIONI EERESPONSABILITÀ SANZIONI RESPONSABILITÀ Sanzioni Rif. Normativo D.Lgs. 152/06 Sintesi Sanzioni D.Lgs. 152/06 Mancata notifica di Art. 242 c.3 • Arresto da 3 mesi ad 1 anno o con ammenda da 1.000-26.000 € superamento delle CSC Art. 255 c.1 Abbandono di rifiuti • Amm. Pecuniaria da 300 a 3.000 € se rifiuti pericolosi aumento sino al doppio • Arresto da 3 mesi ad 1 anno o ammenda da 2.600 a 26.000 € per non pericolosi Art. 256 c.1 Gestione non autorizzata • Arresto 6 mesi a 2 anni e ammenda da 2.600 a 26.000 € per pericolosi • Arresto 6 mesi a 2 anni e ammenda da 2.600 a 26.000 / da 1 a 3 anni con sanzione Art. 256 c.3 Discarica non autorizzata da 5.200 a 52.000 € se rif. peric. / confisca dell’area fatti salvi gli obblighi di bonifica. Procurare inquinamento • Arresto da 6 mesi ad 1 anno o ammenda da 2.600 a 26.000 € se non provvede Art. 257 c.1 per suolo e/o falda secondo art. 242 TUA • Sanz. Amm. da 1.600 a 9.300 € / reclusione fino a 2 anni per attestazioni false a Art. 258 c.4 Trasporto senza formulario pubblico ufficiale
  • 28. GRAZIE PER L’ATTENZIONE www.eambiente.it www.eenergiagroup.it