Università di Bologna
“Io vorrei, non vorrei, ma se vuoi…”
Questioni di reperibilità dei testi in formato digitale
accessi...
Di cosa parlerò…
1. Il contesto: gli studenti disabili iscritti nelle università italiane
2. Il contesto: questioni di pri...
Gli studenti disabili iscritti nelle Università italiane (1)
I dati sugli studenti con disabilità iscritti all'Università ...
Gli studenti disabili iscritti nelle Università italiane (2)
Studenti con disabilità iscritti all'Università statale per
a...
Gli studenti disabili iscritti nelle Università italiane (3)
Umanistica; 145
Poli; 21
Scientifico-
Tecnica; 80
Biosfera; 3...
Gli studenti disabili iscritti nelle Università italiane (4)
Per l'anno accademico 2009/2010, 104 studenti tra quelli con ...
Questioni di principio e dati di fatto (1)
Le università italiane hanno l’obbligo di garantire e rendere effettivo
l’eserc...
Questioni di principio e dati di fatto (2)
Sul piano dei principi e sulle questioni di diritto, in senso lato, di solito t...
Questioni di principio e dati di fatto (3)
Uno studente disabile molto spesso non può agire neppure una delle precedenti
a...
Questioni di principio e dati di fatto (4)
Quindi uno studente con disabilità visiva - ma non solo - potrebbe non farsene ...
Questioni di principio e dati di fatto (5)
Quali sono le principali fonti (in senso lato) dalle quali uno studente
univers...
Questioni di principio e dati di fatto (6)
Delle prime quattro fonti suddette, tutte tranne una, sono ormai facilmente rep...
Questioni di principio e dati di fatto (7)
Per quanto riguarda l’attività didattica e la possibilità di frequentare gli sp...
Alcune definizioni (1)
Dalla
Relazione della segreteria tecnico-scientifica sull’editoria accessibile in Quaderni CNIPA, n...
Alcune definizioni (2)
Bisogna tener conto dunque di particolari accorgimenti nella messa a punto del
documento a seconda ...
Alcune definizioni (3)
Tipo di disabilità: Caratteristiche del documento digitale:
- ciechi - accessibile agli screen read...
Cosa è veramente disponibile ? (1)
Premesse
Nonostante l’impulso che la legislazione ha dato in questi ultimi anni - in
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Cosa è veramente disponibile ? (2)
Quali sono allora le reali possibilità di scelta di uno studente disabile
che si iscriv...
Cosa è veramente disponibile ? (3)
Una variabile fondamentale per tutto il ragionamento è IL TEMPO
 occorre ancora del te...
Cosa è veramente disponibile ? (4) – Il mercato
Il mercato editoriale
Nel 2009 a fronte di una riduzione del 12% rispetto ...
Cosa è veramente disponibile ? (5) – Il mercato
Gli ebook reader più diffusi, anche se basati su formati aperti (Epub), so...
Cosa è veramente disponibile ? (6) – Problemi di diritto
d’autore
Premessa
Vi è grande differenza tra il realizzare proget...
Cosa è veramente disponibile ? (7) – Problemi di diritto
d’autore
Solo qualche elemento e qualche paradosso, senza entrare...
Cosa è veramente disponibile ? (8) – Problemi di diritto
d’autore
I paradossi:
 La copia è consentita per uso personale, ...
Cosa è veramente disponibile ? (9) – Problemi di diritto
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L’esito dei paradossi: autoproduzione
L’autoproduzione d...
Cosa è veramente disponibile ? (10) – Problemi di diritto
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L’esito dei paradossi: “Io vorrei, non vorrei, ma se vu...
Cosa è veramente disponibile ? (11) – Problemi di diritto
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Ancora qualche paradosso, ma più che altro solide realt...
Cosa è veramente disponibile ? (12) – Problemi di diritto
d’autore
Ancora qualche paradosso, ma più che altro solide realt...
Cosa fanno le università (1)
 Risulta determinante quindi il raggiungimento di specifici accordi con i soggetti
titolari ...
Cosa fanno le università (2)
La finalità per cui le università hanno chiesto l’istituzione del tavolo di lavoro AIE è
prin...
Cosa fanno le università (3) : Università di BOLOGNA
 L’Università di Bologna ha visto un importante incremento nell’iscr...
Cosa fanno le università (4) : Università di BOLOGNA
Il progetto Libro Aperto
Nell’ambito del Progetto LiberAccesso si sta...
Cosa fanno le università (5) : Università di BOLOGNA
L’incremento delle competenze relazionali del personale bibliotecario...
Cosa fanno le università (6) : Università di BOLOGNA
Nell’ambito dell’attività formativa organizzata (“
Assistenza agli ut...
Cosa fanno le università (7) : Università di PADOVA
Biblioteca Virtuale Italiana di Testi in Formato Alternativo
E importa...
Cosa fanno le università (8) : Università di PADOVA
Obiettivi
 Accesso e fruizione mediante un meta-catalogo ai materiali...
Cosa fanno le università (9) : Considerazioni
In entrambi i progetti, sia in quello dell’Università di Bologna che in quel...
Cosa fanno gli editori (1)
Gli editori italiani, singolarmente considerati, hanno atteggiamenti molto differenti
rispetto ...
Cosa fanno gli editori (2) : Progetto Pro-Access (AIE)
Dal 2007 l’AIE (Associazione Italiana Editori) è capofila del proge...
Cosa fanno gli editori (3): Bando MIBAC una lunga
attesa...
La Legge Finanziaria 2007 ha stanziato sul bilancio del Minist...
Cosa fanno gli editori (4): Bando MIBAC una lunga
attesa...
 Tempi per la messa a disposizione dei file: non superiore al...
Conclusioni speriamo non troppo retoriche…
La strada è ancora tutta in salita ed ancora l’accesso ai libri da parte degli ...
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"Io vorrei, non vorrei, ma se vuoi..." Questioni di reperibilità dei testi in formato digitale accessibile da parte degli studenti disabili nelle università italiane

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Slides del seminario di Federico Barbino all'eBookFest 2010 di Fosdinovo.

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"Io vorrei, non vorrei, ma se vuoi..." Questioni di reperibilità dei testi in formato digitale accessibile da parte degli studenti disabili nelle università italiane

  1. 1. Università di Bologna “Io vorrei, non vorrei, ma se vuoi…” Questioni di reperibilità dei testi in formato digitale accessibile da parte degli studenti disabili nelle università italiane eBookFest Fosdinovo (MS) 10-11-12 settembre 2010 Federico Barbino Biblioteca di Scienze dell’Educazione – Alma Mater Studiorum - Università di Bologna
  2. 2. Di cosa parlerò… 1. Il contesto: gli studenti disabili iscritti nelle università italiane 2. Il contesto: questioni di principio e dati di fatto 3. Alcune brevi definizioni 4. Cosa è veramente disponibile? Quali le vere possibilità di scelta? 5. Problemi di diritto d’autore 6. Cosa fanno (o vorrebbero fare) le università (es. Bologna e Padova) 7. Cosa fanno gli editori: Progetto Pro-Access (AIE) e progetti presentati per il bando MIBAC 2008. 8. Conclusioni (spero non troppo retoriche)
  3. 3. Gli studenti disabili iscritti nelle Università italiane (1) I dati sugli studenti con disabilità iscritti all'Università statale presentano un andamento crescente. Dall'anno accademico 2000-01 all'anno accademico 2006-07 gli studenti con disabilità passano da 4.813 a 11.407 iscritti (incremento relativo pari al 137%) La distribuzione per tipologia di disabilità nell’AA 2006-2007:  gli studenti con disabilità motorie costituiscono la percentuale maggiore: 27,5%;  gli studenti con disabilità sensoriali sono il 13,8%;  studenti con difficoltà mentali: 3,5% e con dislessia*: 0,9% costituiscono le percentuali minori. Fonte: Sistema di Informazione Statistica sulla Disabilità" promosso dal Ministero della Solidarietà Sociale e realizzato dall'ISTAT (http://www.handicapincifre.it)
  4. 4. Gli studenti disabili iscritti nelle Università italiane (2) Studenti con disabilità iscritti all'Università statale per ateneo. Valori assoluti e valori per 1.000 iscritti. Anno accademico 2006-07 Regione Università Valori assoluti Valori per 1.000 iscritti 1 Sardegna Università degli Studi di SASSARI 299 19,4 2 Sardegna Università degli Studi di CAGLIARI 485 14,3 3 Emilia-Romagna Università degli Studi di PARMA 335 12,6 28 Emilia- Romagna Università degli Studi di BOLOGNA 571 6,2 … però per il n. di iscritti in valore assoluto UniBo (con 571 iscritti) è la seconda in Italia dopo La Sapienza (con oltre 1.000 iscritti) Studenti con disabilità iscritti all'Università statale per facoltà. Valori assoluti e valori percentuali. A.a. 2006-07 Facoltà Valori assoluti Valori percentuali Lettere e filosofia 2.140 18,8 Giurisprudenza 1.660 14,6 Scienze della formazione 1.098 9,6 Economia 992 8,7 Scienze politiche 926 8,1 Scienze matematiche, fisiche e naturali 916 8 Ingegneria 804 7 Medicina e chirurgia 655 5,7 Altre facoltà 583 5,1 Psicologia 411 3,6 Lingue e lettere straniere 299 2,6 Architettura 247 2,2 Farmacia 252 2,2 Agraria 173 1,5 Scienze della comunicazione 101 0,9 Medicina veterinaria 69 0,6 Sociologia 46 0,4 Scienze statistiche 35 0,3 Totale 11.407 100
  5. 5. Gli studenti disabili iscritti nelle Università italiane (3) Umanistica; 145 Poli; 21 Scientifico- Tecnica; 80 Biosfera; 36 Sociale; 122 Umanistica Sociale Scientifico-Tecnica Biosfera Poli Distribuzione degli studenti disabili per ambito disciplinare all’Università di Bologna – AA 2006-07
  6. 6. Gli studenti disabili iscritti nelle Università italiane (4) Per l'anno accademico 2009/2010, 104 studenti tra quelli con disabilità iscritti all'Università di Bologna e seguiti dal Servizio per gli Studenti Disabili e Dislessici d’Ateneo hanno manifestato la necessità di studiare fruendo di testi in formato digitale accessibile. Gli studenti erano così distribuiti:  48 studenti dislessici  40 studenti con disabilità visiva  16 studenti con disabilità motoria Attraverso la mediazione del SSDDA, sono stati richiesti 110 testi in formato digitale alle case editrici. Solo il 15% delle richieste ha trovato riscontro positivo con invio della copia digitale da parte dell’editore. Considerando per ogni studente una media di 4 esami all'anno e di 4 libri a esame, può essere stimato un bisogno potenziale di circa 1500 testi per ogni anno accademico.
  7. 7. Questioni di principio e dati di fatto (1) Le università italiane hanno l’obbligo di garantire e rendere effettivo l’esercizio del diritto allo studio da parte di tutti i propri studenti. Questo deriva dalla Costituzione Italiana (artt. 3, 33 e 34), dalla legislazione vigente (es. Legge “Stanca” L.4/2004, Legge n. 17, del 28 gennaio 1999, legge 5 febbraio 1992, n. 104), dagli Statuti delle stesse Università, dalle Direttive dell’Unione Europea, variamente recepite nella legislazione nazionale, dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (ratificata con la Legge n.18/2009). E per lo specifico delle biblioteche anche dai documenti d’indirizzo di importanti agenzie internazionali, come l’ONU, L’UNESCO e dalle associazioni nazionali ed internazionali dei bibliotecari come l’IFLA e in Italia l’AIB. Come conseguenza della L. 17/1999 ad Integrazione della legge-quadro 5 febbraio 1992, n. 104, viene istituita negli atenei italiani la figura del docente delegato dal rettore con funzioni di coordinamento, monitoraggio e supporto di tutte le iniziative concernenti l'integrazione nell'ambito dell'ateneo. Nascono i Servizi per gli studenti disabili.
  8. 8. Questioni di principio e dati di fatto (2) Sul piano dei principi e sulle questioni di diritto, in senso lato, di solito tutti sono d’accordo e tutti spendono tantissime parole. Mentre è sul piano della traduzione pratica di tali principi che sorgono dei problemi. Basta partire banalmente da una constatazione di fatto che è la stessa che esprimono e lamentano gli studenti disabili che frequentano le università italiane. Un qualunque studente, rispetto ad un libro di suo interesse, o che deve studiare un certo volume per un esame, ha la possibilità di scegliere tra diverse modalità di fruizione:  può decidere di comprare il libro in una libreria (tradizionale, oppure online);  può decidere di prenderlo in prestito in una biblioteca dell’università;  può decidere di consultarlo in biblioteca (e magari poi di fare solo delle fotocopie di alcuni capitoli, nella misura in cui la legge consente).
  9. 9. Questioni di principio e dati di fatto (3) Uno studente disabile molto spesso non può agire neppure una delle precedenti alternative La vera barriera in questo caso non è un ostacolo come nel caso delle barriere architettoniche, ma un vuoto, una mancanza, un divario. Abbiamo una forma di “digital divide” un po’ particolare e paradossale. Il più delle volte il digital divide è riferito alle condizioni di “carenza” di “deficit” (culturali, economiche, sociali, ecc.) dei soggetti/comunità che non sono in grado di accedere all’informazione. Cioè non sono all’altezza del contesto. In questo caso i soggetti di cui parliamo sono culturalmente preparati, dispongono delle tecnologie e sanno usarle, sono economicamente capaci, il contesto sociale ristretto in cui si muovono (amici, famiglia, associazioni, università, ecc.) è adeguato (altrimenti un disabile non arriva all’Università). Invece è il mercato ed il contesto sociale allargato ad essere “in ritardo” (“ritardato ?”). In altri termini il “deficit” (motorio, sensoriale, ecc.) che produce la condizione di “handicap” nella persona disabile, grazie alla tecnologia, sarebbe forse già “superato”, “compensato”. E’ una buona fetta della società (ed il mercato editoriale italiano in particolare) ad essere handicappato (!). Queste non sono sottigliezze teoriche; servono per ribaltare la prospettiva complessiva e superare inutili pietismi. Non sono gli studenti con bisogni speciali ad essere (poverini…) in difficoltà; è il contesto generale (economico e sociale) ad essere inadeguato e a dover cambiare. Inadeguato fondamentalmente per “paura” (che accada al libro digitale quello che è accaduto alla musica)
  10. 10. Questioni di principio e dati di fatto (4) Quindi uno studente con disabilità visiva - ma non solo - potrebbe non farsene nulla del libro cartaceo della biblioteca, o di quello acquistato in libreria, e ancora meno di inutili fotocopie. Sarebbe molto più appropriato avere a disposizione, per i suoi interessi di studio, una copia in formato digitale alternativo, accessibile e navigabile del testo. (così come prescritto dalla Legge Stanca). Cioè avere a disposizione una copia tale da poter essere “letta” mediante un computer dotato di particolare ausili (tecnologie assistive), come per esempio specifici software per la lettura, la sintesi vocale o l’ingrandimento dei contenuti presenti sullo schermo. Occorre il passaggio dal cartaceo al digitale e ad un digitale che deve essere accessibile e realmente fruibile.
  11. 11. Questioni di principio e dati di fatto (5) Quali sono le principali fonti (in senso lato) dalle quali uno studente universitario ricava le informazioni ed i contenuti utili al consolidamento della sua formazione scientifica e allo svolgimento della carriera universitaria come esperienza di vita realmente arricchente? Se ne possono citare almeno sei: 1. monografie (libri di testo, manuali, saggi specialistici, ecc.); 2. periodici (articoli di riviste scientifiche e specialistiche); 3. dispense e materiali didattici (di solito preparate dai docenti); 4. avvisi, informazioni e procedure da seguire di varia natura (anche amministrativa); 5. attività didattica frontale e seminariale, tradizionale e in e-learning; 6. frequentazione degli spazi di aggregazione e di socializzazione (biblioteche, mense, caffetterie, sale studio, impianti sportivi, ecc.);
  12. 12. Questioni di principio e dati di fatto (6) Delle prime quattro fonti suddette, tutte tranne una, sono ormai facilmente reperibili sia su formato tradizionale cartaceo, sia su quello digitale soprattutto attraverso il web: 1. importanti progetti sono stati avviati o realizzati presso le università italiane (es. Bologna, Padova, ecc.) per la messa a disposizione dei materiali didattici online; 2. i siti web istituzionali dai quali gli studenti ricavano le informazioni principali per lo svolgimento dei propri studi sono tenuti ad essere rispondenti alle indicazioni di accessibilità della Legge Stanca (L. 4/2004); 3. il mercato editoriale delle pubblicazioni scientifiche periodiche (almeno quelle straniere) negli ultimi anni ha decisamente svoltato verso una prevalenza dell’online rispetto alla carta. Ciò ha reso disponibili molti contenuti in formato digitale, anche se non sempre la questione dell’accessibilità è tenuta di conto, oppure i contenuti sono pienamente accessibili; 4. a parte alcune collezioni di e-book legati però prevalentemente all’editoria straniera, si registra un ritardo invece per quanto riguarda la disponibilità di documenti in formato digitale soprattutto per quanto riguarda la manualistica scientifica in lingua italiana. Quella, per intenderci, prodotta dalle più importanti case editrici italiane, i cui autori sono spesso gli stessi docenti universitari e va quindi da se essere quella maggiormente usata all’interno dei corsi di studio e presente nei programmi d’esame.
  13. 13. Questioni di principio e dati di fatto (7) Per quanto riguarda l’attività didattica e la possibilità di frequentare gli spazi di aggregazione e di socializzazione:  molto dipende dalla possibilità di abbattimento delle tradizionali barriere architettoniche; molte sedi universitarie sono in edifici storici e sottoposti a tutela;  fondamentale è la qualità dei servizi realizzati dai Servizi per gli Studenti Disabili di ogni Ateneo (per un’integrazione non “a freddo”, cioè non solo basata sulla disponibilità del mezzo, dell’ausilio tecnologico, ma attenta ad una reale integrazione sociale, relazionale);  Interessanti progetti relativi all’accessibilità dell’attività didattica sono stati realizzati in diversi atenei italiani (es. per l’Università di Bologna il progetto Net4Voice - https://www.net4voice.eu basato su tecnologie di riconoscimento vocale).
  14. 14. Alcune definizioni (1) Dalla Relazione della segreteria tecnico-scientifica sull’editoria accessibile in Quaderni CNIPA, n.2 . Accessibilità: Un documento digitale si definisce accessibile quando ogni sua parte (oggetto), testi, immagini, didascalie, tabelle, formule e così via, è facilmente individuabile e può essere “processato” da un sistema informatico. Fruibilità: però oltre che “tecnicamente accessibile” un libro di testo in formato digitale deve essere realmente fruibile. Quindi deve anche essere usabile, comprensibile e navigabile in modo semplice e intuitivo. Ciò significa che, quando viene utilizzato come strumento di studio, il testo deve essere adattato in modo da consentirne l'uso autonomo ed efficiente da parte del fruitore.
  15. 15. Alcune definizioni (2) Bisogna tener conto dunque di particolari accorgimenti nella messa a punto del documento a seconda dei bisogni specifici dell’utilizzatore finale. In particolare: - per tutti deve essere attivata e riconoscibile la struttura gerarchica del testo (ad esempio organizzazione in parti, capitoli, paragrafi, ecc.) con idonei strumenti di selezione e navigazione; - per i disabili visivi vanno riorganizzati e collegati in modo logico al testo principale tutti gli oggetti secondari della pagina ad esempio: note, riquadri, schemi, tabelle, ecc.. - per i ciechi va inserita una descrizione testuale delle immagini. L'approfondimento di questa descrizione dipenderà dall'importanza dell'immagine, dalla sua funzione informativa e dalla quantità di informazioni fornita dalla didascalia originale. Inoltre, libri di testo richiedono di norma un formato aperto, liberamente manipolabile dall'utente attraverso le tecnologie assistive. Esistono discipline i cui documenti richiedono particolari esigenze di grafica o formattazione (ad esempio: matematica, chimica, musica, greco, ecc.) per le quali non è agevole produrre una versione testuale equivalente.
  16. 16. Alcune definizioni (3) Tipo di disabilità: Caratteristiche del documento digitale: - ciechi - accessibile agli screen reader (sintesi vocale) - trasferibile per la stampa braille e per la gestione delle esercitazioni al computer - ipovedenti - possibilità di ingrandire i caratteri, di reimpostare la pagina (evitando zoom fissi), di gestire esercitazioni al computer- con porzioni di testo stampabili a caratteri ingranditi- riconoscibile dalla sintesi vocale associata al software ingrandente - gravi minorazioni motorie agli arti superiori - possibilità di “sfogliare” il testo in modo alternativo mediante tecnologie assistive che permettono di sostituire tastiera e mouse (esempio: periferiche particolari, comandi vocali, ecc.) - dislessici - lettura visiva sostenuta da sintesi vocale che agevoli la comprensione del testo - difficoltà cognitive o linguistico-lessicali (esempio: sordi) - adattamento che richiede la manipolazione del documento, sia nel contenuto che nella formattazione. - audiolesi - sottotitolazione
  17. 17. Cosa è veramente disponibile ? (1) Premesse Nonostante l’impulso che la legislazione ha dato in questi ultimi anni - in particolare per i testi scolastici - documenti accessibili con le caratteristiche ricordate sono ancora abbastanza rari sul mercato e soprattutto rari per la specifica tipologia di testi che interessano gli studenti universitari (manuali e saggi specialistici). Qualcosa si è mosso per quanto riguarda lo specifico dei testi scolastici, oggetto di recenti interventi legislativi (art. 15 del Decreto-Legge 112/2008, convertito con L.133/2008) al fine di favorirne la produzione, già in origine, in formato anche digitale, quantunque più nell’ottica del risparmio economico delle famiglie, che non in quella dell’accessibilità di studenti con bisogni particolari (negli ultimi decreti MIUR n.41/2009 e n.63/2010 aventi per oggetto l’adozione dei libri di testo anche in formato online, l’attenzione è rivolta al prezzo di copertina e solo genericamente alle esigenze degli alunni disabili).
  18. 18. Cosa è veramente disponibile ? (2) Quali sono allora le reali possibilità di scelta di uno studente disabile che si iscrive all’università?  rivolgersi al mercato comprando il libro in versione digitale accessibile (se esiste)  rivolgersi alle associazioni di rappresentanza delle persone disabili che spesso hanno stipulato convenzioni con gli editori e dispongono al loro interno di una biblioteca nella quale sono raccolte copie digitali in formato accessibile di molti testi  rivolgersi all’università presso cui è iscritto (alle biblioteche, al Servizio per gli Studenti Disabili) affinché lo aiutino a reperire quanto gli occorre  autoprodursi con l’aiuto di familiari e amici la copia digitale accessibile che gli occorre.
  19. 19. Cosa è veramente disponibile ? (3) Una variabile fondamentale per tutto il ragionamento è IL TEMPO  occorre ancora del tempo per trovare normalmente disponibili sul mercato i testi specialistici in formato digitale accessibile;  occorre tempo per autoprodurre copie digitali accessibili;  occorre tempo per ottenere dalle associazioni che hanno stipulato convenzioni con gli editori, copie digitali accessibili, specie se non già disponibili;  occorre tempo perché le università (Servizi per gli Studenti Disabili) arrivino a loro volta a stipulare convenzioni con gli editori, oppure contrattino (talvolta caso per caso) con l’editore per ottenere la copia digitale e verificarne l’accessibilità; o ancora producano per conto dello studente la copia digitale; Lo studente spesso non ottiene quello che occorre in tempo utile per la preparazione degli esami!
  20. 20. Cosa è veramente disponibile ? (4) – Il mercato Il mercato editoriale Nel 2009 a fronte di una riduzione del 12% rispetto al 2008 sono stati pubblicati in Italia circa 59.000 titoli (di cui il 62% sono novità, quindi c’è grande “mortalità” dei titoli) – (Rapporto sullo stato dell’editoria in Italia 2009 – AIE) La vendita di ebook in Italia per il 2009 rispetto al totale dell’editoria è pari allo 0,03%. Per il 2010 si stima che salirà allo 0,1%. L’Italia è tra gli ultimi paesi in Europa per la diffusione degli ebook. - (Editech 2010, il futuro degli ebook, in Businessmagazine.it – 13.07.2010) Nel 2006 solo 15% circa della produzione editoriale italiana era fruibile anche mediante formati digitali alternativi (quindi oltre agli ebook, anche audiolibiri, ecc.). Anche ipotizzando - ma così non è - che tutti i titoli siano rispondenti alle esigenze di accessibilità e reale fruibilità da parte di una persona disabile, sempre troppo pochi sarebbero i testi scientifici (manuali e saggi) disponibili per uno studente universitario con bisogni speciali.
  21. 21. Cosa è veramente disponibile ? (5) – Il mercato Gli ebook reader più diffusi, anche se basati su formati aperti (Epub), sono fortemente “proprietari”, cioè spesso non consentono l’adattabilità e l’interoperabilità con altre tecnologie assistive fondamentali per una persona disabile (stampa Braille, sintesi vocale, ingranditori, ecc.). Oppure quando qualche tentativo viene compiuto si accendono forti polemiche (es. la sintesi vocale del Kindle 2 di Amazon) L’utilizzo senza eccezioni del DRM (Digital Rights Management) preoccupa molto le associazioni rappresentative delle persone disabili, soprattutto in relazione all’annuncio di grandi gruppi editoriali e di distribuzione, dopo Mondadori, Il Mulino e F.Angeli, di puntare maggiormente sull’ebook: es. Progetto Edigita – Editoria Digitale Italiana promosso da Feltrinelli, Messaggerie Italiane, GeMS, RCS Libri (piattaforma digitale dedicata alla distribuzione di ebook: oltre 2000 titoli da ottobre 2010). Una politica rigida sul DRM e la scarsa attenzione alle esigenze dei disabili deriva dal timore degli editori italiani che possa verificarsi quanto è successo nel mercato musicale con la copia e la diffusione incontrollata dei file digitali dei libri.
  22. 22. Cosa è veramente disponibile ? (6) – Problemi di diritto d’autore Premessa Vi è grande differenza tra il realizzare progetti editoriali che prevedano già dall’inizio di arrivare a produrre testi anche in formato digitale accessibile, oltre che la tradizionale copia cartacea (così per esempio è previsto in diverse legislazioni straniere ed in teoria anche da quella italiana, almeno per i testi scolastici); piuttosto che realizzare versioni digitali accessibili ex-post a partire dal tradizionale formato cartaceo o da versioni già digitali però non accessibili (attraverso operazioni di digitalizzazione e/o di OCR). Se la copia digitale accessibile non è direttamente concessa dall’editore, tutte le attività di conversione in formato digitale non sono neutre, ma implicano importanti questioni concernenti la tutela del diritto d’autore (L.633/1941 e successive modifiche).
  23. 23. Cosa è veramente disponibile ? (7) – Problemi di diritto d’autore Solo qualche elemento e qualche paradosso, senza entrare nello specifico:  Le opere dell’ingegno sono protette al fine di garantire il diritto d’autore e i diritti connessi.  La digitalizzazione comporta la produzione di una “copia” e la riproduzione è consentita solo sotto specifiche condizioni.  La Legge 633/1941 prevede delle eccezioni a favore delle persone disabili (art. 71 bis) e che debbano essere preliminarmente individuati, con appositi decreti ministeriali, le categorie di portatori di handicap, i criteri per l'individuazione dei singoli beneficiari e, se necessario, le modalità di fruizione dell'eccezione. Da qui in poi iniziano “i paradossi”
  24. 24. Cosa è veramente disponibile ? (8) – Problemi di diritto d’autore I paradossi:  La copia è consentita per uso personale, ma si tende ad escludere che possa essere fatta da soggetti terzi, ma direttamente dall’interessato (esito aberrante nel caso di una persona disabile!)  Finalmente è stato emanato il decreto attuativo del Ministero dei Beni culturali n. 239 del 14 novembre 2007 con l’indicazione dei beneficiari delle eccezioni come previsto dalla legge 633/1941.  Il decreto individua tra i beneficiari solo i soggetti con disabilità sensoriale, la cui situazione sia stata accertata ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n. 104. (quindi sono esclusi i dislessici e i disabili motori)  Al fine di renderne accessibile il contenuto alle persone con disabilità sensoriali, la riproduzione e l'utilizzazione della comunicazione al pubblico di opere e materiali protetti può anche essere effettuata per il tramite delle associazioni e delle federazioni di categoria rappresentative dei beneficiari, che non perseguono scopo di lucro, sulla base di appositi accordi stipulati con i titolari dei diritti (editori).  Gli accordi dovranno prevedere la definizione di procedure che consentano alle predette associazioni e federazioni di convertire i file forniti dai titolari dei diritti in formati idonei ad essere utilizzati secondo le finalità e nei modi previsti e di consegnare il prodotto di tale attività alle persone che dimostrino di possedere i requisiti soggettivi richiesti.
  25. 25. Cosa è veramente disponibile ? (9) – Problemi di diritto d’autore L’esito dei paradossi: autoproduzione L’autoproduzione di una copia digitale accessibile se non è fatta dallo stesso interessato può essere ritenuta a rigore una attività illegale (!). In molti casi questa autoproduzione fatta da famiglie, amici, ecc. rappresenta la soluzione più immediata e a portata di mano, sebbene non sia affatto banale in termini di verifica del testo (dopo l’OCR) e di tempo richiesto. Da questa attività derivano i rischi maggiori di una diffusione incontrollata delle copie digitali. Gli editori lo sanno. Ma di fatto tollerano?
  26. 26. Cosa è veramente disponibile ? (10) – Problemi di diritto d’autore L’esito dei paradossi: “Io vorrei, non vorrei, ma se vuoi…”, ovvero il ruolo delle università italiane La mediazione delle università (tenute per legge a garantire il diritto allo studio a tutti) non è sufficientemente considerata dal Legislatore. Anche presso le università tuttavia si ritrovano pratiche di digitalizzazione e diffusione selettiva ai soli aventi diritto (senza però distinzioni escludenti tra le diverse tipologie di disabilità, bensì cercando di rispondere ai concreti bisogni degli studenti). Le università hanno approcci molto diversi. Vi sono atenei che dichiarano sul web, senza problemi, di mettere a disposizione, tra i servizi per i propri studenti disabili, anche un servizio di trasformazione dei testi e dei materiali didattici in formato digitale accessibile; altri invece non lo dichiarano apertamente, ma lo fanno. Tutte le università sono costrette a digitalizzare lo stesso volume, e in teoria lo stesso più volte. Comunque tutte le università chiedono prima all’editore la copia digitale accessibile e non è possibile fare altrimenti visto che digitalizzare è oneroso in termini di tempo e risorse!
  27. 27. Cosa è veramente disponibile ? (11) – Problemi di diritto d’autore Ancora qualche paradosso, ma più che altro solide realtà Alcune associazioni rappresentative delle persone disabili in virtù di accordi sottoscritti con gli editori (AIE) sono in grado “legalmente” di fornire copie digitali accessibili. La fruizione avviene solitamente attraverso un servizio di prestito (spedizione), di download (per utenti registrati) di quanto già conservato (consultabile tramite catalogo online), o direttamente di produzione della versione accessibile dietro richiesta dell’interessato, o dell’istituzione cui appartiene (es. università).  Pero vi solo alcune criticità di fondo  la maggior parte dei testi conservati NON appartengono alla manualistica e alla saggistica universitaria.  le associazioni di solito effettuano tale servizio solo per specifiche categorie di persone identificate sulla base del tipo di disabilità.  i tempi per la produzione della copia in formato alternativo accessibile talvolta sono poco compatibili con i tempi di svolgimento dei corsi di studio universitari.
  28. 28. Cosa è veramente disponibile ? (12) – Problemi di diritto d’autore Ancora qualche paradosso, ma più che altro solide realtà Appartengono a questo universo importantissime associazioni quali:  Biblioteca Italiana per i ciechi "Regina Margherita" – ONLUS (convenzione con AIE)  Istituto Cavazza di Bologna (Servizio Telebook)  Fondazione Galiano di Cosenza  Associazione Italiana Dislessia AID (Servizio BiblioAID)  Centro Nazionale del Libro Parlato – UIC  Centro Internazionale del Libro Parlato “A. Sernagiotto”
  29. 29. Cosa fanno le università (1)  Risulta determinante quindi il raggiungimento di specifici accordi con i soggetti titolari dei diritti (AIE o il singolo editore). In mancanza di questi accordi si resta nella politica del “Io vorrei, non vorrei, ma se vuoi…” e gli atenei di dividono in “prudenti” e “coraggiosi”(!) circa la pratica della digitalizzazione.  Resta quindi problematico il ruolo che una università può giocare NON essendo in senso stretto un’associazione rappresentativa dei soggetti disabili.  L’Università di Bologna e quella di Modena e Reggio Emilia, nell’ambito della CNUDD-CRUI (Conferenza Nazionale Universitaria dei Delegati per la Disabilità hanno istituito nel maggio 2008 un tavolo di lavoro con l’AIE (Associazione Italiana Editori) al fine di affrontare le tematiche del diritto d’autore connesse all’accesso da parte degli studenti disabili ai documenti in formato alternativo. Il tavolo si è riunito dal maggio 2008 al luglio 2010 diverse volte con l’intento di analizzare la situazione complessiva (sotto il profilo dei bisogni degli studenti, del rispetto del diritto d’autore, delle esigenze commerciali e produttive degli editori, ecc.). Non sono mancati momenti di tensione, ma neppure momenti di comune sintonia. E’ prevista nell’autunno 2010 un’audizione della componente accademica del tavolo, nella sede AIE di Milano direttamente con gli editori che si occupano di pubblicazioni accademiche.
  30. 30. Cosa fanno le università (2) La finalità per cui le università hanno chiesto l’istituzione del tavolo di lavoro AIE è principalmente quella di pervenire ad accordi che consentano alle università: di richiedere agli editori copie digitali (meglio se già accessibili) con la certezza di veder soddisfatta la propria richiesta;  di svolgere (se la copia digitale non è disponibile), con piena legittimità, un’attività di digitalizzazione e diffusione selettiva (anche solo in streaming) dei documenti prodotti ai soli aventi diritto. Gli editori avrebbero la garanzia della tutela dei propri diritti da parte di un soggetto istituzionale accreditato, come l’università.  di poter conservare la copia digitale (in biblioteca) e di renderla disponibile agli aventi diritto, senza ri-digitalizzare, o richiedere lo stesso testo più volte per studenti diversi, comunque titolati ad averla;  di poter, eventualmente, mettere in rete tra i diversi Servizi per gli Studenti Disabili e i Sistemi Bibliotecari delle Università le copie conservate di modo che non si debba più volte digitalizzare lo stesso testo;  ma soprattutto anche di poter COMPRARE sul mercato copie digitali accessibili dei testi universitari, o di poter acquisire l’accesso, tramite licenza d’uso, di eventuali banche dati di testi digitali accessibili, tali però da poter essere inserite nel circuito del prestito bibliotecario, o in quello dell’accesso dalla rete d’Ateneo per gli utenti istituzionali riconosciuti (come già avviene per i più importanti editori stranieri, es. Elsevier, Taylor&Francis, ma anche per alcuni italiani come il Mulino, il Sole24Ore, ecc.)
  31. 31. Cosa fanno le università (3) : Università di BOLOGNA  L’Università di Bologna ha visto un importante incremento nell’iscrizione di studenti disabili, molti dei quali sono “fuori sede”.  L’ultimo dato disponibile (fonte Servizio Studenti Disabili) ci dice che nel A.A. 2007-2008 erano iscritti 571 studenti disabili, di cui 87 nuove immatricolazioni. Nel A.A. 2000-2001 il totale era di 147 iscritti.  L’Università di Bologna grazie alla collaborazione tra Servizio per gli Studenti Disabili e Dislessici (SSDD), Sistema Bibliotecario d’Ateneo (SBA), Biblioteca Digitale d’Ateneo (Alma- DL), Biblioteca di Scienze dell’Educazione e Facoltà di Scienze della Formazione sta portando avanti un progetto denominato LiberAccesso che intende affrontare in modo sistemico la tematica dell’accessibilità delle biblioteche (sia sotto il profilo dell’accessibilità fisica, sia sotto quello dell’accessibilità dei servizi) da parte degli utenti istituzionali con bisogni speciali. Le finalità ultime del progetto sono:  Realizzare una reale integrazione degli studenti disabili nella vita universitaria e garantire loro un pieno diritto allo studio attraverso la creazione di almeno una biblioteca accessibile per ogni area disciplinare e/o territoriale (Bologna e Poli Romagnoli) del Sistema Bibliotecario.  Realizzare il sottoprogetto denominato Libro Aperto  Aumentare la cooperazione tra le biblioteche e le competenze di mediazione informativa e relazionale dei bibliotecari anche in relazione alle specifiche esigenze di un’utenza con bisogni particolari (è stata avviata specifica attività di formazione).
  32. 32. Cosa fanno le università (4) : Università di BOLOGNA Il progetto Libro Aperto Nell’ambito del Progetto LiberAccesso si sta cercando di realizzare un sottoprogetto denominato Libro Aperto finalizzato alla creazione di un servizio centralizzato integrato nei servizi della Biblioteca Digitale d’Ateneo (Alma-DL) per la realizzazione e la diffusione selettiva dei testi d'esame in formato digitale compatibile con i più diffusi software per la lettura dello schermo:  gli esiti ancora incerti del tavolo di lavoro con AIE hanno di fatto rallentato la realizzazione del servizio;  sono stati affrontati, ma ancora non pienamente risolti, i problemi di accessibilità in generale della piattaforma web dalla quale dare accesso ai contenuti;  per garantire una maggiore disponibilità degli editori nei confronti del servizio si è privilegiato un accesso ai contenuti in modalità streaming; mentre il download sarà possibile sono dietro specifiche condizioni legati ai reali bisogni dell’utente disabile;  molto delicati gli aspetti di identificazione e accesso selettivo da parte dei soli aventi diritto, in termini di gestione di dati sensibili;  attenzione ad integrare il servizio (con accesso riservato) entro i normali servizi della Biblioteca Digitale d’Ateneo e non in un sito dedicato per non creare una discriminazione anche sul web.
  33. 33. Cosa fanno le università (5) : Università di BOLOGNA L’incremento delle competenze relazionali del personale bibliotecario Nell’ambito dell’incremento delle competenze di mediazione informativa e relazionale dei bibliotecari anche in rapporto alle esigenze di utenti disabili è stata avviata una specifica attività di formazione per il personale. Gli aspetti tecnici legati all’uso delle tecnologie, degli ausili, alla realizzazione di cataloghi online, documenti digitali e postazioni realmente accessibili sono ovviamente di grande rilievo. Ma sin da subito il progetto, nel suo insieme, grazie alle indicazioni del Delegato per la Disabilità (Prof. Andrea Canevaro), ha preso in considerazione anche gli aspetti relazionali dell’interazione tra studenti disabili e personale universitario. Perché solo l’impegno anche su questo terreno è garanzia di una vera integrazione e non solo di una integrazione “a freddo”, esclusivamente mediata dalle tecnologie.
  34. 34. Cosa fanno le università (6) : Università di BOLOGNA Nell’ambito dell’attività formativa organizzata (“ Assistenza agli utenti e utilizzo dei software di ausilio per persone con disabilità visive e disl ”) grazie ad un’importante intuizione della Prof.ssa Roberta Caldin, si è cercato di far incontrare all’interno di un’esperienza concreta di scambio:  personale bibliotecario, la cui professionalità nell’era dell’ICT e nello specifico delle biblioteche dell’università, sta sempre più marcatamente assumendo come centrale la funzione di mediazione informativa.  alcuni studenti disabili, che per il fatto stesso di essere approdati agli studi superiori (superando spesso notevoli difficoltà) sono i migliori conoscitori delle tecnologie e degli ausili per il superamento del proprio handicap. Quindi al di là della trasmissione di contenuti tecnici, si è cercato di instaurare sin da subito una relazione aperta e costruttiva chiedendo che fossero gli stessi studenti disabili a mostrare l’uso di particolari ausili (es. software per la lettura dello schermo), ad esplicitare le loro strategie di ricerca ed in generale “a raccontare” la loro esperienza all’interno delle biblioteche dell’Università di Bologna.
  35. 35. Cosa fanno le università (7) : Università di PADOVA Biblioteca Virtuale Italiana di Testi in Formato Alternativo E importante accennare anche ad un altro importante progetto in corso di realizzazione presso l’Università di Padova (dove, per altro, è stata istituita una specifica Biblioteca del Servizio Disabilità) Il progetto dell’Università di Padova è stato approvato e finanziato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e frutto di una collaborazione tra il Centro di Ateneo per le Biblioteche e il Servizio Disabilità dell’Università di Padova. Il Centro di Ateneo per le Biblioteche e il Servizio Disabilità si propongono di creare un portale specializzato (con visibilità nazionale e internazionale) di ricerca e fruizione di documenti in formato alternativo delle biblioteche e delle istituzioni culturali italiane. Il portale, denominato Biblioteca Virtuale Italiana di Testi in Formato Alternativo, garantirà la possibilità di una maggiore fruizione del patrimonio didattico, scientifico e culturale alle persone con disabilità, nel rispetto della loro autonomia e delle pari opportunità.
  36. 36. Cosa fanno le università (8) : Università di PADOVA Obiettivi  Accesso e fruizione mediante un meta-catalogo ai materiali in formato alternativo;  Crescita del patrimonio documentale in formato alternativo e delle opportunità informative;   Validazione del livello di accessibilità delle risorse elettroniche (banche dati, giornali elettronici, etc.) prodotte dai maggiori editori scientifici nazionali e internazionali;  Creazione di un punto informativo virtuale di riferimento per il monitoraggio degli sviluppi nazionali e internazionali, di ausili tecnologici utili per  la fruibilità dei formati alternativi più consoni alle diverse tipologie di disabilità. Ulteriori valenze di servizio  Promuovere l’autonomia e l’empowerment delle persone disabili e soddisfare il fabbisogno culturale e informativo della popolazione;  Visibilità dei patrimoni  in formato alternativo mediante punto unificato di ricerca;  Condivisione dei materiali;  Omogeneità e miglioramento dei servizi erogati dalle biblioteche e istituzioni che aderiscono al progetto;  Attività di sensibilizzazione verso i produttori di informazione attivi sul mercato; Economie di scala Erogazione di servizi in modalità condivise; Digitalizzazione dei materiali; Integrazione e armonizzazione delle attività di produzione di risorse in formato alternativo;
  37. 37. Cosa fanno le università (9) : Considerazioni In entrambi i progetti, sia in quello dell’Università di Bologna che in quello dell’Università di Padova è ben presente l’elemento da tempo acquisito nel mondo delle biblioteche italiane, cioè quello della cooperazione tra strutture e università, al fine di una maggiore efficienza ed efficacia dei servizi rivolti all’utenza. Questo per esempio si traduce nel tentativo di condividere risorse acquisite in formato digitale accessibile attraverso la creazione di cataloghi unificati e disponibili in modo selettivo agli aventi diritto, a prescindere dall’università di appartenenza. Diversamente si potrebbe avere il paradosso (ciò che in pratica ora avviene) che ciascuna università è costretta a digitalizzare il medesimo testo, con notevole dispendio di risorse, quando questo sarebbe già disponibile perché digitalizzato in precedenza da altri. Naturalmente dovrebbe essere comunque garantito l’acquisto della copia in formato tradizionale cartaceo (se questo è l’unico formato disponibile sul mercato) da depositare in una biblioteca d’ateneo, per non danneggiare il legittimo diritto allo sfruttamento economico da parte dell’editore.
  38. 38. Cosa fanno gli editori (1) Gli editori italiani, singolarmente considerati, hanno atteggiamenti molto differenti rispetto all’insieme dei problemi qui presentati:  Le grandi case editrici sono molto preoccupate di veder danneggiati i loro interessi e dunque anche quando non sono disponibili copie in formato digitale accessibile sul mercato:  tendono a non fornire la copia digitale in nessun caso;  rimandano agli accordi già stipulati con le associazioni rappresentative dei disabili e individuano quella come unica strada per ottenere la copia digitale accessibile;  forniscono la copia digitale accessibile solo ad personam, al singolo studente, facendo firmare un dichiarazione di impegno a farne un esclusivo uso personale e a non diffondere ad altre persone. Lo studente deve dichiarare di aver comprato comunque la copia cartacea.  Alcune case editrici più piccole invece collaborano in modo più fattivo e proficuo con i Servizi per gli Studenti Disabili delle università.  Comunque il mercato editoriale si sta muovendo… verso il digitale; speriamo verso un digitale accessibile.
  39. 39. Cosa fanno gli editori (2) : Progetto Pro-Access (AIE) Dal 2007 l’AIE (Associazione Italiana Editori) è capofila del progetto europeo Pro-access che ha come obiettivo di migliorare l'accessibilità dei contenuti educativi a favore di non vedenti e ipovedenti. Finanziato dalla Commissione Europea nell'ambito del “Programma e-Learning", il consorzio di Pro-Access vede la partecipazione, oltre che dell’AIE, anche di importanti partner stranieri come la "Federation of European Publishers" (Fep) e Dedicon, l'organizzazione responsabile della fornitura di materiali accessibili ai disabili visivi che opera nel mercato olandese. Il progetto, grazie all'approccio collaborativo messo in atto, ha permesso la creazione di una rete, a livello italiano ed europeo, tra i principali attori interessati (editori, aziende grafiche, di composizione e servizi editoriali, associazioni di non vedenti e ipovedenti, organizzazioni che si occupano delle conversioni nelle versioni accessibili). . Il progetto ha analizzato le procedure tecnologiche e organizzative più adeguate per creare contenuti editoriali già in formato accessibile, o più facilmente convertibili in versioni accessibili, integrando le lavorazioni necessarie alla loro realizzazione direttamente nei processi editoriali già utilizzati per la produzione delle versioni cartacee. Un secondo elemento di forza del progetto è la diffusione dei risultati nel settore editoriale. Questo è un fattore fondamentale per potere, nel tempo, aumentare la disponibilità di prodotti editoriali accessibili sul mercato, sia in termini di quantità di titoli disponibili sia in termini di rapidità.
  40. 40. Cosa fanno gli editori (3): Bando MIBAC una lunga attesa... La Legge Finanziaria 2007 ha stanziato sul bilancio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MIBAC) una somma destinata tra le altre cose anche ad interventi a favore dell’editoria per ipovedenti e non vedenti. Quindi il MIBAC ha emanato un bando nel 2008 per il finanziamento (per un importo complessivo di 2.750.000 euro ) di progetti, da parte dei titolari dei diritti d’autore, finalizzati:  alla trasformazione dei prodotti esistenti in formati idonei alla fruizione da parte degli ipovedenti e non vedenti;  finalizzati alla creazione e riproduzione di prodotti editoriali nuovi;  finalizzati alla catalogazione, conservazione e distribuzione dei prodotti trasformati e creati. Il bando prevedeva delle soglie minime di risultato da dover raggiungere da parte del/i vincitore/i alla conclusione del progetto: Numero di titoli: non meno di 3.000 titoli all’anno (per 3 anni) corrispondenti alle novità librarie da mettere a disposizione degli utenti disabili aventi diritto, così ripartiti:  2.000 novità librarie di autore italiano;  500 titoli di autore non italiano;  500 titoli ulteriori da fornirsi su richiesta dei disabili aventi diritto.
  41. 41. Cosa fanno gli editori (4): Bando MIBAC una lunga attesa...  Tempi per la messa a disposizione dei file: non superiore alle 72 ore dalla prima messa a disposizione del pubblico attraverso i normali canali distributivi (quindi devono essere delle reali “novità”).  Modalità di distribuzione dei file: attraverso supporto fisico e per servizio postale, raccomandata espresso e/o ulteriori modalità che rispondano alle principali richieste degli utenti disabili aventi diritto (quindi nessuna distribuzione telematica).  Formati di file resi disponibili: comprendere quelli di tipo testuale e tali da garantire la piena interoperabilità tecnica con la migliore tecnologia disponibile; compresa la garanzia della realizzazione di prodotti diversi ma derivanti da file (es. stampa braille, caratteri ingranditi, ecc.) Sono stati presentati numerosi progetti da parte di diversi importanti editori e uno anche da AIE, nonché da parte di associazioni che lavorano a favore dei disabili visivi. La Commissione di valutazione nominata ha terminato i lavori, ma il MIBAC non ha deciso se finanziare uno, o più d’uno dei progetti risultati idonei. Si resta in attesa… Va da se che la realizzazione di un progetto del genere nell’arco di un triennio darebbe un grandissimo impulso al mercato editoriale verso la produzione di documenti digitali accessibili. Sarebbero presi in considerazione soprattutto i “best-seller”, e le novità, ma come ricaduta è da auspicare che qualcosa possa accadere anche per quanto riguarda la saggistica specializzata e la manualistica universitaria.
  42. 42. Conclusioni speriamo non troppo retoriche… La strada è ancora tutta in salita ed ancora l’accesso ai libri da parte degli studenti disabili non è forse un diritto pienamente riconosciuto, perché è riconosciuto spesso solo come principio (a parole), ma non nei fatti. Sul versante delle università dovremo fare ogni sforzo per mettere in rete tutte le esperienze di reale integrazione e di accessibilità dei servizi (tutti i servizi, non solo quelli bibliotecari) Bisogna avere la consapevolezza che anche attraverso questo processo di integrazione si gioca una parte importante dell’identità e dei valori che l’Università italiana è in grado di esprimere nella congiuntura fortemente critica che sta vivendo. Per fortuna, ogni giorno, la collaborazione si sta facendo più stringente tra le università; come per esempio, tra quelle di Bologna, Modena e Reggio Emilia, Padova, Firenze, Napoli, ecc. Lo spirito con cui proseguire lo dobbiamo imparare dai nostri studenti. Un misto di determinazione, intelligenza e fantasia, spirito di sacrificio ed entusiasmo, che tra mille difficoltà ha permesso loro comunque di approdare al più alto livello degli studi.
  43. 43. Grazie per l’attenzione! Per contattarmi: federico.barbino@unibo.it

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