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EMOTIONAL SHARING E POLARIZZAZIONE EMOTIVA DELLA CONVERSAZIONE POLITICA SU TWITTER. LOGICHE DI PREDIZIONE NELLA BIG CONVERSATION.
 

EMOTIONAL SHARING E POLARIZZAZIONE EMOTIVA DELLA CONVERSAZIONE POLITICA SU TWITTER. LOGICHE DI PREDIZIONE NELLA BIG CONVERSATION.

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Oggetto del paper è la trasformazione dell’opinione pubblica attraverso l’emotional sharing in opinione emotiva.
Alla base delle decisioni dei movimenti sociali ci sono processi che coinvolgono ...

Oggetto del paper è la trasformazione dell’opinione pubblica attraverso l’emotional sharing in opinione emotiva.
Alla base delle decisioni dei movimenti sociali ci sono processi che coinvolgono la trasformazione delle emozioni sociali.
Twitter è un ambiente in cui si possono misurare queste trasformazioni, generando proiezioni predittive.
La grande conversazione su Twitter, influenzata dagli avvenimenti e dai temi dell'agenda setting, genera sentimento che influenza gli immaginari individuali e collettivi.
Le narrazioni lineari e non lineari utilizzano assunzioni e prefigurazioni per muovere sentimenti nel generare immaginari.
Gli avvenimenti che succedono e la risposta in termini di azione a questi coinvolgono i politici determinando ricadute sulla loro immagine personale, politica e performativa. Tutto questo genera emozioni e sentimenti nei loro confronti. 
Il sentimento genera immaginari. Ovvero se un individuo ha un immaginario positivo su un politico, solo allora il politico può provare a innescare processi di comunicazione, altrimenti non sarà né facile né possibile avere una comunicazione efficace e vincente.
 Se il sentimento genera emozioni coerenti con il consenso di quell'immaginario, il politico cresce e si rafforza. Se le emozioni sono negative inizia una graduale perdita di consenso. Le elezioni politiche nazionali (2013) e il caso di studio del candidato premier della coalizione di centrosinistra Pierluigi Bersani rappresentano la dimostrazione di questo paradigma e della trasformazione dell’opinione in dissenso attraverso la polarizzazione delle emozioni.

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    •  1 di 87  TITOLOEMOTIONAL SHARING E POLARIZZAZIONE EMOTIVADELLA CONVERSAZIONE POLITICA SU TWITTER.LOGICHE DI PREDIZIONE NELLA BIG CONVERSATION.Daniela GentilePontificia Università Gregoriana, Romawww.unigre.itdagentile74@gmail.comEugenio IorioUniversità Suor Orsola Benincasa, Napoliwww.unisob.na.ite.iorio@gmail.comABSTRACTOggetto del paper è la trasformazionedell’opinione pubblica attraverso l’emotionalsharing in opinione emotiva. Alla base delledecisioni dei movimenti sociali ci sono processiche coinvolgono la trasformazione delle emozionisociali. Twitter è un ambiente in cui si possonomisurare queste trasformazioni, generandoproiezioni predittive. La grande conversazione suTwitter, influenzata dagli avvenimenti e dai temidellagenda setting, genera sentimento cheinfluenza gli immaginari individuali e collettivi. Lenarrazioni lineari e non lineari utilizzanoassunzioni e prefigurazioni per muoveresentimenti nel generare immaginari. Gliavvenimenti che succedono e la risposta intermini di azione a questi coinvolgono i politicideterminando ricadute sulla loro immaginepersonale, politica e performativa. Tutto questogenera emozioni e sentimenti nei loro confronti. Ilsentimento genera immaginari. Ovvero se unindividuo ha un immaginario positivo su unpolitico, solo allora il politico può provare ainnescare processi di comunicazione, altrimentinon sarà né facile né possibile avere unacomunicazione efficace e vincente. Se ilsentimento genera emozioni coerenti con ilconsenso di quellimmaginario, il politico cresce esi rafforza. Se le emozioni sono negative iniziauna graduale perdita di consenso. Le elezionipolitiche nazionali (2013) e il caso di studio delcandidato premier della coalizione dicentrosinistra Pierluigi Bersani rappresentano ladimostrazione di questo paradigma e dellatrasformazione dell’opinione in dissensoattraverso la polarizzazione delle emozioni.KEYWORDSEmotional sharing; polarizzazione; influenzasociale; big conversation; spazio pubblico; Twitter.ACM CLASSIFICATION KEYWORDSH.5.3 [Group and Organization Interfaces]:Asynchronous interaction - Web-basedinteraction.GENERAL TERMSBig Data; Influenza sociale; politica.1. INTRODUZIONEL’obiettivo di questo paper è di analizzare,inquadrare e definire il fenomeno denominatoemotional sharing e quale ruolo in esso ha giocatola polarizzazione emotiva soprattutto in ambitopolitico e all’interno della big conversation, ogrande discussione pertinente alle elezionipolitiche italiane del febbraio 2013 e avvenuta suTwitter.A tal fine sono state analizzate la grandeconversazione e le variazioni di sentimentosull’ambiente Twitter - prodotte dal 10 gennaio2013 (convocazione dei comizi elettorali delleelezioni politiche) alle ore 15.00 del 25 febbraio(chiusura dei seggi elettorali) - per capire in chemisura esse si sono tradotte in comportamento divoto.La scelta di considerare nell’analisi 23, 24 e 25febbraio è dovuta alla mancanza del rispetto delsilenzio elettorale sull’ambiente Twitter e ingenere su Internet.In altri termini l’obiettivo di questo paper è capirequale impatto l’ambiente Twitter, con il suocomplesso intreccio di emozioni, sentimenti,polarizzazioni, ha avuto sul voto poi espressorealmente nelle urne dagli elettori.A questo obiettivo primario sono legate leseguenti domande: se attraverso gli aspettimutogeni dell’ ambiente Twitter è possibileanalizzare la trasformazione dell’opinionepubblica; quali caratteristiche assume la grandeconversazione e se in essa è presente lo stessosenso comune delle reti sociali naturali; quanto leemozioni sociali incidono nella costruzione degli
    •  2 di 87  immaginari collettivi; quali sono le scorciatoieemotive per la formazione delle opinioni; quantonel retelling giocano assunzioni e prefigurazioni e,soprattutto, qunato peso hanno gli storytellingnelle strategie di influenza sociale attraverso ilsentimento emotivo.Il paper è composto dalle seguenti sezioni: (1)analisi di background; (2) presentazioni dei dati;(3) analisi dei dati.2. ANALISI DI BACKGROUNDCome appare evidente, un’analisi di questo tiponon può essere condotta se non si inquadracorrettamente il tema nel suo ambito macro diriferimento. In questo caso non si può parlaredegli ambiente di rete (ad es. Twitter), intenzionidi voto, voti espressi, se non si fissano in terminichiari alcuni elementi, a partire da una questionedi natura definitoria: come si definisce l’opinionepubblica? Esiste un’opinione pubblica sulle rete?Se la risposta è sì, in quali modi e secondo qualiregole si aggrega e si misura? Quali sono le suecaratteristiche? Si tratta di una nuova forma diorganizzazione del consenso o, semplicemente,di uno strumento ulteriore di formazione delleopinioni che agisce accanto alle agenzietradizionali di organizzazione del consenso comead esempio i partiti? L’opinione pubblica che siforma sulla rete in che misura incide sulle scelte divoto? Ovviamente, il lavoro qui presentato nonaspira ad essere esaustivo rispetto a tutti questiquesiti, ognuno dei quali meriterebbe uno studioapprofondito, ma cerca di fornire risposteunicamente in merito a quanto osservato eanalizzato durante l’ultima campagna elettoralenazionale, incardinando il problema del rapportotra rete ed espressioni di voto in un frame: i nuovimodelli di formazione dell’opinione pubblica. Laprima questione è tanto immediata quantoarticolata: la definizione di opinione pubblica.Quello di opinione pubblica è un concettocomplesso, a tratti controverso, che attraversauna molteplicità di discipline e che rimane centralenella sociologia politica perché si pone all’incrociotra la legittimazione democratica dei poteri, iprocessi sociali di formazione del consenso el’esercizio di una funzione critica e di contro-potere – o di potere informale, ma politicamenteinfluente. Nel corso del tempo sono state diversee spesso contrapposte le definizioni di opinionepubblica, alcune delle quali sono statedefinitivamente superate, mentre altre hannoaperto il campo a sviluppi successivi. Se peròvolessimo compiere un tentativo diconcettualizzazione di opinione pubblica nonpossiamo prescindere da alcuni elementifondamentali che sono: la legittimità democratica(partecipazione e rappresentanza politica); imedia e la sfera pubblica.L’opinione pubblica è uno snodo centrale neiprocessi di democrazia ‘reale’, in quantorappresenta la principale via, prevalentementeinformale, alla legittimità democratica (Urbinati2009), tanto attraverso i processi sociali diformazione del consenso, quanto attraversol’esercizio di una funzione critica, di controllo e dicontropotere politicamente influente (Habermas1996). Nel corso del tempo è mutato moltissimo ilruolo assunto e svolto dall’opinione pubblica,parallelamente con il mutamento delle relazioni edelle reciproche influenze tra potere politico,media e sfera pubblica. Quello che risultaevidente è che il processo di selezione dellarappresentanza e della leadership politica apparefinalizzato innanzitutto ad anticipare e asoddisfare la domanda, o ciò che vieneinterpretato come tale, proveniente dall’opinionepubblica. Dagli orientamenti di quest’ultimadipenderà il consenso – rilevato specialmentedagli indicatori sondaggistici della ‘popolarità’ –del governo, del primo ministro o del presidente,vale a dire la precondizione della legittimitàdemocratica, ma anche dell’efficacia dell’azionestatale in democrazia (Barisone). Come halucidamente espresso Fabbrini nel testo“Addomesticare il Principe”, nelle democraziecontemporanee i partiti sono stati sostituiti daileader nella competizione politica. In questocontesto il leader diventa una risorsa strategicaper acquisire il potere politico, per dirla conCastells, il politico è il messaggio. Lapersonalizzazione della politica, dunque, cambiaprofondamente il rapporto del leader conl’opinione pubblica perché il successo dellacostruzione della leadership passa attraverso lasua capacità di sintonizzarsi sugli umoridell’opinione pubblica che, proprio per questo,tende a diventare sempre di più audience. Questoslittamento della leadership politica verso unaforma di followership degli orientamenti popolariha determinato una serie di conseguenze: nelladefinizione stessa delle priorità in ambito di policy;nella diffusione di stili comunicativi e di ordini digiustificazione politica di matrice populista ancheda parte delle élite di governo; nellamoltiplicazione di pratiche decisionali ‘partecipate’e di esperienze di democrazia deliberativa;nell’emergere di una sfera pubblica ‘globale’ sutematiche transnazionali come l’immigrazione, lacrisi economica, i diritti delle coppie omosessuali,il terrorismo; o nell’espandersi di modelli diinformazione politica sempre più ‘orizzontale’ epartecipata dal pubblico stesso, specie attraversoi canali interattivi offerti dai nuovi media. Nelledemocrazie ancorate alle moderne società dellacomunicazione, insomma, la lotta per il poterepolitico assume sempre più le sembianze di unalotta simbolica per la conquista dell’opinionepubblica. Tuttavia, anche se non c’è dubbio che lademocrazia digitale abbia determinato un
    •  3 di 87  cambiamento radicale del contesto in cui si svolgeil processo politico, in cui i leader hanno preso ilposto dei partiti come attori di quel processo e icittadini sono stati spinti a comportarsi comespettatori, tale processo di personalizzazione hamutato la natura della rappresentanza politica, manon ha condotto al superamento di quest’ultima. Ileader contano sempre di più, ma non possonogovernare da soli: i partiti sebbene sono indebolitima continuano a essere necessari per governare.Con lo sviluppo della tele-democrazia si èistituzionalizzata una tensione senza precedentitra il populismo del leader, favorito dallatelevisione, e il liberismo delle istituzioni (protettodalla Costituzione. (Fabbrini, 2011).L’opinione pubblica, quindi, dopo averrappresentato un soggetto sociale e comunicativopreciso (funzione della sfera pubblica liberale) esuccessivamente un oggetto sociale scambiabilecon il destinatario collettivo del processo didecisione (il pubblico di massa), è oggisociologicamente analizzabile come contestoargomentativo allargato, luogo della creazione edell’elaborazione delle iusses, situazione creatricedi nuovi conflitti e di nuove negoziazionisimboliche (doxosfera come sfera dell’opinione incui operano minoranza attive, mezzi dicomunicazione, moltitudini e decisori) (Cristante,2004).Se è vero, dunque, che i processi di formazionedell’opinione pubblica sono strettamente correlatiai modelli di democrazia e di leadership, allostesso tempo, possiamo affermare che questiprocessi sono fortemente connessi alla qualitàdella democrazia. Affermazione, quest’ultima, cheassume particolare rilievo quando si entranell’ambito della nuova frontiera della democrazia,l’e-democracy, o democrazia digitale.L’esaltazione del paradigma del web 2.0, qualelibertà, democrazia e partecipazione ha fattoritenere l’e-democracy capace di indicare unnuovo corso della democrazia, fino al punto dacondurre all’ipotesi di una democrazia diretta, adiscapito di quella rappresentativa. L’opinionepubblica, secondo questa ipotesi, finirebbe persostituirsi ai parlamentari attraverso l’espressionediretta del consenso da parte dei cittadini. Risultachiaro, ovviamente, il peso che in tal casoassumerebbe il grado di conoscenza ecompetenza dei cittadini rispetto ai problemicollettivi. Già McLuhan nel suo Gli strumenti delcomunicare aveva profetizzato che l’aumentodella velocità delle informazioni avrebbe favoritola tendenza in politica di allontanarsi dallarappresentanza e dalla delega conferita agli elettiper avvicinarsi ad un coinvolgimento diretto dellacollettività nelle decisioni di governo. Questonuovo coinvolgimento pone però il problema dellapreparazione dei cittadini a parteciparedirettamente all’amministrazione della cosapubblica. Non è un caso, dunque, se, in tempi piùrecenti, Robert Dahl (2000) aveva individuato trale sfide fondamentale per la sopravvivenza delledemocrazie: l’educazione dei cittadini, ovvero lapresenza di un’opinione pubblica ben informata.Grazie al costo relativamente contenuto dellecomunicazioni e dell’informazione la quantità dinotizie politiche disponibili è cresciutaenormemente. Tuttavia, questa maggioredisponibilità di informazioni non necessariamenteproduce una maggiore competenza e una piùchiara comprensione: le dimensioni degli insiemipolitici, la complessità e la più ampia quantità diinformazioni sottopongono invece i cittadini a unapressione superiore. I processi didisintermediazione, alla base dei quali c’è l’idea èche le nuove tecnologie consentano agli utenti disvolgere autonomamente tutta una serie di attivitàche di solito richiedevano figure di mediazione,hanno trasformato il rapporto tra utente einformazione.Alla luce di queste considerazioni, vale dunque lapena chiedersi se Internet contribuisca amigliorare «la capacità dei cittadini di impegnarsiin modo intelligente nella vita politica» e se possaessere considerato un mezzo che favorisce«l’educazione civica, la partecipazione politica,l’informazione, le decisioni creative fondate suldispiegamento delle molte tecniche e tecnologieproprie del XXI secolo» (Dhal 2000). In altreparole: se Internet favorisca il rinnovamento e ilconsolidamento della democrazia. Il dibattito suinew media, infatti, si concentra sull’apporto che lenuove tecnologie sono in grado di offrire allacomunicazione, ma soprattutto, sul valoredell’ipotesi di un “terzo stadio” della democrazia,quello appunto, della democrazia diretta. I piùrecenti studi sulla comunicazione si sonocimentati nell’analisi dei new media e della societàdell’informazione che ne è derivata: lacomunicazione da verticale diviene orizzontale, sistabiliscono nuovi inediti accessi alla vitapubblica, il flusso di informazioni determinamodificazioni importanti nel processo dielaborazione delle decisioni. Tanto per fare unesempio, si può citare il dibattito che si èscatenato in Italia sull’influenza della “twittosfera”nel complicato e contorto passaggio istituzionaledell’elezione del Presidente della Repubblica.Semplificando al massimo, si potrebbe affermareche in relazione all’influenza dei new media sulprocesso decisionale politico, si contrappongonodue tendenze: quella degli ottimisti e quella degliscettici. Nel primo caso, per quanti denunciano ilfallimento storico dei media come strumenticapaci di allargare la partecipazione democratica,possono essere i new media ad alimentare lasperanza di una palingenesi comunicativa, con ilpassaggio da un tipo di comunicazioneunidirezionale e unilaterale, standardizzata,concentrata in poche mani, ad una basata sulla
    •  4 di 87  circolarità, quindi, potenzialmente, demassificata(Zanacchi). Nel secondo caso, si pone l’accentosui rischi di una situazione in cui il processo dicostruzione del consenso sociale perde gli agentidi mediazione tradizionale e, dunque, il problemaè quello di una ridefinizione e rilegittimazione dellademocrazia rappresentativa.Attraverso una serie di attività online, fra cui ilsocial networking, le persone stanno imparando acomunicare in forme nuove e, allo stesso tempo,imparano a collaborare e a condividere laconoscenza per rispondere collettivamente adomande molto più complesse di quanto sipotrebbe fare da soli. Si tratta, insomma, di“accrescere la capacità della gente comune dipartecipare in modo significativo a un processoimportante, quello di modellare la produzione e ladiffusione della nostra cultura”. Per ManuelCastells (2012) la rete è uno spazio di libertà cherompe il monopolio comunicativo e informativo deimedia tradizionali, troppo spesso soggetti aicondizionamenti di chi detiene il potere politico oeconomico. Grazie al Web, i cittadini possonoessere così sia «cani da guardia», sia iprotagonisti di una nuova era politica, perchépartecipano attivamente alla costruzione dello“spazio della comunicazione socializzata”,anziché subirne passivamente gli effetti. In rete icittadini costruiscono i propri spazi di relazione edi informazione, di dialogo, di confronto e, senecessario, di mobilitazione. Parallelamente aiprocessi di disallineamento ideologico,conseguenza delle crisi dei partiti tradizionali delNovecento, si assiste ad un aumentodell’attivismo legato a cause particolari, comenuova forma di partecipazione e mobilitazionecivica. Allora, la domanda che ci poniamo aquesto punto è se, proprio in virtù della crisi cheha investito i partiti come strutture tradizionali diorganizzazione del consenso, la rete possarappresentare lo strumento, o uno degli strumenti,con cui superare la crisi che sta investendo ledemocrazie e ridefinirne i contorni in manierasostanziale.La risposta a questo interrogativo deve tenerconto necessariamente di alcune criticità dellarete, sintetizzabili in tre punti: 1) la polarizzazionee la frammentazione che si verificano in rete; 2) ilsovraccarico di flussi informativi (informationoverload) sull’opinione pubblica; 3)l’esacerbazione dell’emotività che trova sfogo nelpopulismo.Che cosa significa questo? Significa che per suanatura la rete tende a polarizzare ed estremizzarele emozioni, ma al tempo stesso, proprio perché sitratta di emozioni, tende a consumarlerapidamente e a sostituirle con altre. La velocitàcon cui si “macinano” informazioni, notizie eondate emotive, da una parte, avvalora la tesi dichi ritiene che oggi anche le intenzioni di voto, conl’aumento dell’elettorato fluttuante, si formino inmaniera estemporanea e si consumino altrettantorapidamente e che in questo la rete funga dacatalizzatore dei processi; dall’altra però, sonorafforzate le ragioni di chi sostiene che la rete,proprio per la sua volatilità, non contribuisca intermini reali a spostare voti nelle urne. D’altraparte, non è banale ricordare che gran parte deicittadini formano ancora la loro opinioneattraverso i media tradizionali.Nel rapporto tra sfera pubblica, opinione pubblicae potere, potremmo dire che ogni protagonista hauna “mission” differente.Nelle società dell’informazione, il rapporto tragruppi di pressione e decisore istituzionale èsempre mediata dai mezzi di comunicazione.All’interno di questo flusso di azioni sociali sicolloca anche l’opera di aggregazione di opinioni,che a loro volta giocano un ruolo nelcondizionamento istituzionale, tanto piùconsistente quanto più chiari sono gli orientamenticollettivi. I media costruiscono la realtà sociale inquanto danno conto dell’aggregazione delleopinioni e registrano l’impatto delle iusses (il climadi opinione). I new media, consentono unamaggiore articolazione e un radicamento dei puntidi vista. L’innalzamento dello sviluppo tecnologicoe del livello di informazione globale porta da unlato il rischio della creazione di èlite tecnocratiche,con la restrizione della doxosfera el’allontanamento delle moltitudini dall’esercizio delpotere, mentre dall’altro alla creazione di unanuova sfera pubblica dove risaltino i processi dielaborazione collettiva delle opinioni pubbliche,aperta al contributo potenziale di tutti i cittadini.Una centralizzazione totale delle decisioni in ununico luogo di potere è impensabile nelle societàcontemporanee. I tre tipi ideali di potereassociativo, mediale ed economico rappresentanotre campi di forze che interessano la scenasociale e che movimentano gli equilibri della sferaistituzionale producendo conflitti e negoziazioni.Questi tre tipi di ideali pesano ancor di più seapplicati al campo dell’economia dell’attenzioneindividuale e collettiva. Il compito della nuovasfera di opinione è consentire proprio taleinterazione (Cristante, 2004). In questo contesto,il compito della rete é di catalizzare e radicarequesto processo di interazione, senza però daquesto arrivare a tratte la conclusione che essasia matrice unica di orientamento dell’opinionepubblica ne’, tantomeno, generatrice automaticadi democrazia.
    •  5 di 87  3. PRESENTAZIONE DEI DATINota metodologica: in questo lavoro sono stati analizzati, attraverso la piattaforma www.twitterpolitics.it delbrand Buzzlogger di proprietà di Imaginifica srl, tutti i tweet pertinenti al contesto “elezioni politiche italianedel 2013” in particolare nel ΔT dalle 00.00 del 10 gennaio 2013, giorno di convocazione dei comizi elettorali,alle ore 15.00 del 25 febbraio 2013, chiusura dei seggi elettorali.La scelta di considerare sabato 23, domenica 24 e lunedì 25 nel volume di tweets da analizzare è dovutaalla mancanza del rispetto del silenzio elettorale su Twitter, in quanto nella giurisprudenza italiana non visono norme a tal proposito.Per la definizione del contesto di pertinenza da analizzare sono state utilizzate 110 chiavi di ricerca primariedalle quali sono scaturite 196.712 chiavi secondarie, definendo così un contesto di analisi e di pertinenzaglobale fedele alla totalità dei tweets, che hanno generato la grande conversazione di Twitter sulle elezionipolitiche italiane 2013.È stato trattato come caso specifico il topic Bersani. Le principali accuse a Bersani da parte dei media edella rete è stata la scarsa capacità di comunicazione, di empatia e, quindi, la mancata capacità dipolarizzare nello storytelling e nelle strategie di comunicazione.Di seguito sono presentate le seguenti tabelle:Tabella n. 1 – La grande conversazione delle elezioni politiche italiane 2013Tabella n. 2 – Conversazione sui leaderTabella n. 3 – Attività dei leaderTabelle n. 4, 5, 6, 7, 8, 9 – Rete semantica di Bersani, Berlusconi, Grillo, Monti, Ingroia, GianninoTabella n. 10 – Followers leaderTabelle n. 11, 12 – Followers tasso medio giornaliero di crescitaTabella n.13 – Influenza della politica sulla Topic TrendTabella n.14, 15, 16, 17, 18, 19 – Influenza di Bersani, Berlusconi, Grillo, Monti, Ingroia, Giannino sulla TopicTrendTabella n. 20, 21, 22 – Sentiment negativo, neutro, positivo generaleTabella n. 23, 24, 25, 26, 27, 28 - Sentiment di Bersani, Berlusconi, Grillo, Monti, Ingroia, GianninoTabella n. 29 – Bersani emozioni suscitateTabella n. 30, 31, 32, 33, 34, 35, 36, 37, 38, 39, 40, 41, 42, 43, 44, 45, 46, 47, 48, 49, 50, 51, 52, 53, 54, 55,56, 57, 58, 59, 60, 61, 62, 63, 64, 65, 66, 67, 68, 69, 70, 71, 72, 73, 74, 75 – Bersani andamento giornaliero.
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    •  81 di 87ANALISI DEI DATILa grande conversazione pertinente al topicpolitica [tabella n. 1] dal 10 gennaio 2013 alle ore13.00 del 25 febbraio 2013 presenta unadimensione di n. 5.809.390 tweets e n. 1.217.177utenti complessivi, con una centralità didiscussione [tabella n.2] pari al 32,35% del flussoconversazionale per Silvio Berlusconi, al 14,84%per Beppe Grillo, al 13,72% per Mario Monti, al12,86% per Pierluigi Bersani, al 4,32% perAntonio Ingroia e al 3,38% per Oscar Giannino.La discussione sui sei principali leader candidatipremier ha condizionato l’80,96% delladiscussione politica.La centralità dei topic di discussione, in questocaso i candidati premier alle elezioni politicheitaliane 2013, non è derivata dall’attività degliaccount ufficiali degli stessi [tabella n. 3], sebbenealcuni errori possono essere stati determinantinell’attivazione di flussi conversazionali consentimento negativo verso il topic che li hagenerati. Twitter, nella sua funzione di sistemasincronico di breaking news, presenta duetipologie di flussi:- conversazionali, (a) legati ad eventi dicontingenza; (b) legati all’agenda settingo (c) legati ad eventi di social tv in cui unoo più topic vengono discussi. Di solitoqueste tipologie sono flussi dal bassoverso l’alto. I flussi conversazionaliesprimono un senso comune e veicolanoimmaginari, emozioni e sentimenticollettivi.- comunicazionali in cui sono presentistrategie di narrazione dall’alto verso ilbasso. Un flusso comunicazionale (che èlegato alle strategie di comunicazione)non sempre diviene uno di tipoconversazionale.Nella rete semantica del topic Bersani [tabella n.4]si evince l’egemonia del flusso comunicazionale(l’hashtag #italiagiusta) sull’elementoconversazionale “Bersani”. La stessa retesemantica contiene le chiavi tematiche sulle qualisi è sviluppata la discussione sul topic “Bersani”;ognuna di queste chiavi può essere valutatarispetto a una connotazione emotiva positiva,negativa o neutra.Tutti i topic sono stati flussi di tipoconversazionale tranne #italiagiusta, #pb2013,#pdbrothers, #reinassance che sono stati inveceflussi comunicazionali.L’hastag #italiagiusta è stato il più utilizzatosebbene abbia condizionato la conversazione sultopic solo per il 18,50%; #pb2013 per il 3,77%;#pdbrothers per l’1,09% e #reinassance per lo0,93%. Questo significa che solo il 24,29%dell’intera conversazione è stata in qualche modocondizionata dalle strategie narrative che lo staffdel segretario del Pd ha sviluppato.Così come per Bersani, nel flussoconversazionale degli altri candidati premiernessun hastag (che, come detto, veicola flussicomunicazionali) è diventato frame egemone emaggioritario: nella relativa discussione sul topic,infatti, #tsunamitour per Grillo vale l’8,81% [tabellan. 6], #fare2013 per Giannino vale il 17,30%[tabella n. 9], #RivoluzioneCivile vale il 4,47%[tabella n. 8].Se nessun flusso comunicazionale è divenutoegemone rispetto alla discussione generale,significa che la strategia narrativa messa incampo non ha avuto unadeguata capacità diengagement su un pubblico più ampio; inparticolar modo, si può evincere che quello stessoflusso comunicazionale non ha fatto altro cheveicolare il sostegno dei soli sostenitori.Il senso comune, secondo Gramsci, costituisce labase di partenza del sentire comune del popoloed è molto legato alla religione, anche se però,nella maggioranza delle masse, il senso comunesi presenta come “una concezione disgregata,incoerente, inconseguente, conforme allaposizione sociale e culturale delle moltitudini di cuiesso è la filosofia”.Per comprendere quindi su quali topic sia stataposta l’attenzione del senso comune bisognaprendere in considerazione ed analizzare la TopicTrend di Twitter: essa presenta, infatti, gliargomenti più popolari relativi ad un lungo periodooltre che quelli rilevanti in un singolo giorno.Le tabelle n. 13 e 14 mostrano come nel periodocompreso tra il 10 gennaio e il 25 febbraio 2013(ad eccezione del 10 e 11 gennaio) l’insieme deitopic relativi alle elezioni e alla politica hannogenerato poca influenza rispetto ad argomentilargamente più trattati dagli utenti di Twitter:probabilmente, il fatto che i media tradizionali gliabbiano conferito il titolo di "più brutta campagnaelettorale di sempre" ha avuto un effetto nontrascurabile sulla marginalità dellargomentorispetto alla grande conversazione sul socialnetwork.L’egemonia sulla classifica topic trend è senzadubbio del topic Berlusconi: la forte incidenza diun argomento relativo alla politica nei giorni 10 e il11 gennaio 2013 è legata all’exploit del leader delPopolo della Libertà alla trasmissione ServizioPubblico di Michele Santoro.In un evento di social tv è possibile analizzare iseguenti tempi:- primo tempo, ovvero il pre-evento in cui ilsentimento è tendenzialmente neutro e siesplicitano le aspettative sull’evento;- secondo tempo, ovvero lo svolgimentodell’evento stesso, suddiviso in tre ulteriori
    •  82 di 87tempi in cui esistono umori relativi alsoddisfacimento o meno delle aspettativematurate precedentemente;- terzo tempo, ovvero quello successivoall’evento, in cui avviene la trasformazionedegli umori egemoni in sentimento delsenso comune.L’exploit di Berlusconi ha generato un imprintingdi forte polarizzazione alla campagna elettorale.Per polarizzazione si intende qualsiasi fenomenoche determini una data polarità, nel nostro caso diimmaginario o di opinione.La capacità umana di costruire immagini delmondo esterno è delimitata limiti di tempo ed’attenzione, limiti nella conoscenza e restrizionimentali derivanti da pregiudizi, assunzioni oprefigurazioni.Bisogna pensare che tanto una condizione dipolarizzazione quanto uno stato di de-polarizzazione, oppure di ri-polarizzazione,influenzano perciò le rappresentazioni che èpossibile farsi della realtà.La polarizzazione del senso comune - ovverol’egemonia un discorso auto-legittimante, diistituire un senso, di dare senso alle cose (omeglio, di imporglielo) rendendo il proprio punto divista “senso comune”- concorre a generare unquadro analizzando l’analisi del sentimento suicandidati premier molto instabile e altalenante[tabelle n. 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 27,28].Il retelling e lo storytelling sono fondamentali perrendere polarizzato un contenuto comunicativo.Il metodo del retelling si basa sul racconto delricordo: il racconto seriale di una storia, adesempio, fa emergere come il materiale narrativoviene selezionato, strutturato e organizzatosecondo le regole della memoria (o dellapercezione).Lo spettatore attinge dal suo “solido serbatoio diricordi” per interpretare una linea narrativa attualee per trarre inferenze1con cui collegare leesperienze di fruizione pregresse con quelle incorso.Il modo in cui lo spettatore ri-racconta una storiafruita, evidenzia la struttura dei suoi processiinterpretativi.Lo storytelling è l’attività di narrazione di frameche raccontano una storia. Comprendono ruolisemantici, proprietà del ruolo, relazioni tra i ruoli escenari. La differenza tra un semplice frame e unanarrazione sta nel fatto che quest’ultima contieneun significato o una connotazione morale.La narrazione possiede contenuti emozionali ingrado di suscitare in chi la ascolta, empatia,                                                                                                                          1   Gli individui traggono conclusioni generali sul mondo apartire da informazioni molto limitate e buona parte dellepercezioni sono costruite combinando sensazioni piùelementari. Queste percezioni, dette inferenze, sono tantofamiliari e automatiche che gli individui sono inconsapevoli ditrarle.  solidarietà, speranza ma anche rabbia, paura eindignazione.Cinque elementi dello storytelling sonoparticolarmente rilevanti sia per analizzare sia percomunicare efficacemente le narrazioni:assunzioni, prefigurazioni, immaginari, personaggie conflitti.Per analizzare le polarizzazioni possiamoricorrere all’analisi del sentimento.L’analisi del sentimento è contestuale, in quantolegata al contesto in cui viene generata laconversazione da analizzare, ed esperenziale, inquanto la connotazione del sentimento avvieneper capacità di esperienza dell’analista.Dall’analisi del sentimento si esaminano i trend:umorali e di sentimento.L’analisi delle emozioni può essere fatta conmetodo qualitativo semantico.L’emozione è un costrutto ipotetico cioè un’entitànon direttamente osservabile ma inferibile daidiversi indicatori emozionali e dalla lorointerazione.Mentre l’emozione è un processo dinamico didurata relativamente breve, l’umore è uno statoemozionale più diffuso e duraturo (almenoqualche ora), non necessariamente scatenato daun evento concreto. L’emotività è un tratto dellapersonalità relativamente stabile e il sentimentone è la risonanza affettiva, meno intensa dellapassione e più duratura dell’emozione, con cui ilsoggetto vive i propri stati soggettivi e gli aspettidel mondo esterno (può includere più emozionianche di segno opposto).L’emozione tende ad essere specifica e diretta adun obiettivo ed alle sue conseguenze; l’umore,invece, si riferisce ad uno stato emozionale chesolitamente dura per ore, giorni, settimane,spesso di bassa intensità. Di solito non è riferitoad un oggetto specifico e può fluttuareliberamene.L’analisi del sentimento su Bersani [tabella n. 23]mostra, nell’intero periodo di rilevazione, uncondizionamento del sentimento negativo, che siriduce nell’ultima parte della campagna elettorale;nel mese di febbraio è cresciuto il sentimentoneutro, mentre quello positivo si è affermato inmaniera consistente in sole tre occasioni (28 e 29gennaio e 18 febbraio).L’analisi dell’immaginario su Bersani, dalleassunzioni (i frame preesistenti nell’immaginario)e prefigurazioni (gli immaginari generati da quelleassunzioni) iniziali al framing derivatodall’immagine performativa, è stata condizionatadalle emozioni suscitate dallo stesso: inparticolare, in candidato premier della coalizionedi centro-sinistra ha suscitato le seguentiemozioni primarie (scala di Robert Plutchik)[tabella n. 29]:Disgusto 22,54%Accettazione / Consenso 21,13%
    •  83 di 87Aspettativa negativa 16,30%Rabbia 15,85%Tristezza 13,73%Stupore 3,17%Aspettativa neutra 1,82%Paura 1,41%Aspettativa positiva 1,20%Gioia 0,70%e secondarie:Aggressività[rabbia + aspettative negative] 32,15%Speranza[aspettative positive + gioia] 1,9%Disprezzo[rabbia + disgusto] 38,39%Rimorso[tristezza +disgusto] 36,27%Delusione[stupore + tristezza] 16,9%Spavento[paura + stupore] 4,58%Paura[accettazione/consenso + paura]22,54%Amore[gioia + accettazione/consenso] 21,83%Questi dati evidenziano come l’immaginario diBersani, nonostante la presenza di uno “zoccoloduro di sostenitori” abbia determinato per lo piùsentimenti negativi come disprezzo, rimorso,aggressività e paura.Per costruire un immaginario in grado diegemonizzare il senso comune, è necessariocostruire strategie di narrazione e tattiche dipolarizzazione in grado di suscitare emozioni conaffezione positive.Il processo che deve essere innescato è ilseguente:entusiasmo (aspettativa positiva) > speranza >comportamento proattivo verso il futuro(consenso).L’analisi degli indici emozionali su Bersani mostrachiaramente come vi sia stato un sostanzialefallimento nella creazione di un nuovo consenso edi un immaginario vincente nel senso comunedella conversazione su Twitter.La forte correlazione della narrazione politica delcandidato del PD al topic “Berlusconi”, ha poideterminato un sentimento negativo nel sensocomune della conversazione sulle elezionipolitiche italiane 2013, alimentando un’evoluzionedell’immaginario di posizionamento iniziale diBersani in un nuovo e più forte posizionamentonegativo.Le assunzioni che hanno caratterizzato laprefigurazione dell’immaginario su Bersani sonolegate alla tre principali fattori: alla sua mancanzadi empatia e di contenuti; alla scarsa attitudinecomunicativa; all’incapacità nel dettare l’agendapolitica, dal giorno successivo alla vittoria delleprimarie all’inizio della campagna elettorale,L’immaginario di posizionamento iniziale è statol’elemento di connotazione negativa delsentimento nei confronti di Bersani [tabelle n. 30,n. 31].Il sentimento negativo ha generato un’evoluzionein un nuovo immaginario tendente a introdurre laprefigurazione di una sconfitta al pari dei vecchi eprecedenti leader delle coalizioni di centrosinistra(2001 e 2008) e dei progressisti (1994), tale dagenerare una profezia che si auto-avvera inquanto divenuta rapidamente e fortementepercepita in termini di senso comune.Tale evoluzione negativa iniziale ha avuto unaforte connotazione con il topic “MPS” [tabella n.43] e, soprattutto, con la reazione allo storytelling“li sbraniamo”.Un’inversione di tendenza si assiste negli ultimigiorni del mese di gennaio (in particolare martedì29) [tabella n. 48] quando il topic “italiagiusta”,usato come hashtag, diventa egemone nella retesemantica del topic “Bersani”.Il topic “italiagliusta”, strategia comunicazionaledello staff di Bersani, partendo dal 29 gennaio eper tutto il mese di febbraio si alternerà con il topic“berlusconi” [tabelle n. 50, 54, 57, 77], e“piazzapulita” [tabella n. 53], diventando egemonenel flusso conversazionale di Bersani.Nonostante questa forte presenza si è comunqueregistrato un sentimento molto instabile,polarizzato tanto dagli eventi e dalle risposte diBersani ad essi, quanto dall’immaginariogenerato.L’indecisione del leader della coalizione dicentrosinistra sulla posizione da veicolare sullaquestione IMU (dove abbiamo assistito a unritorno di influenza di Berlusconi) e sull’eventualitàdi un accordo politico con Scelta Civica di MarioMonti, ha avuto una conseguenza immediata sullacapacità del flusso comunicazione del topic“italiagiusta” di riequilibrare in senso positivo ilgenerale sentimento negativo, cui Bersani erasottoposto [tabelle n. 57, 58, 59].Il sentimento sulla mancanza di concretezza delleproposte politiche, la comparazione con lacomunicazione di Berlusconi e con le piazzeriempite da Grillo, il litigio e poi il recupero conVendola sull’accordo con Monti, il caso MPS, l’usodi metafore troppo complesse e spesso nonpertinenti, hanno connotato negativamentel’immaginario di Bersani [tabelle n. 60, 61].Con le dimissioni del Papa Benedetto XVI el’inizio del Festival San Remo si è verificato uncalo di attenzione e di densità nella grandeconversazione sulle elezioni politiche e sui suoiprotagonisti, quindi anche sul topic “Bersani”[tabella 62].L’andamento del sentimento risulta sempre moltoinstabile e polarizzato, con inversioni di tendenzatra positivo e negativo a seconda degli eventi che
    •  84 di 87si sono verificati nell’agenda politica [tabella n.67,68].Nell’ultima settimana di campagna elettorale ilsentimento neutro è cresciuto e si è mantenuto sulivelli importanti.La crescita del sentimento neutro, nell’ultima fasedella campagna elettorale, è una caratteristicapresente in tutti i leader politici tranne Giannino,costretto ad abbandonare la competizione per viadello scandalo legato ai falsi titoli di studioconseguiti negli Stati Uniti.Una spiegazione plausibile alla crescita delsentimento neutro durante l’ultima settimanaelettorale può essere ricercata nel meccanismodecisionale di voto, che porta il cittadino/elettoralea determinare la sua scelta negli ultimi giorniprecedenti le votazioni: in quella fase, infatti,l’elettore indeciso valuta la performance el’immaginario dei leader sulla base della suaemotività ponderata però da elementi di carattererazionale.Una proiezione della futura polarizzazione delsentimento neutro può essere fatta tenendo inconsiderazione la corrispondenza degli andamentipositivi e di quelli negativi e la significativitàquantitativa del campione di pubblico che forma laconversazione sul topic (se, esso, non è stravoltoda eventi che modificano completamente i trend disentimento).CONCLUSIONIIl posizionamento è strategico per la mitopoiesinarrativa e per evocare simboli e riti utili allaimaginificazione, il processo attraverso il quale sicostruiscono gli immaginari.Gli immaginari sono individuali e/o collettivi e sonoinevitabilmente connessi alla memoria: sonoframe che determinano assunzioni eprefigurazioni.Dalla presente analisi risulta evidente e centralelimportanza della funzione di storyteller nellacapacitá di incontrare ed egemonizzare il sensocomune prodotto dai pubblici di Twitter presentiallinterno della grande discussione politica sulleelezioni 2013.Sempre di più il retelling e lo storytelling diventanocondizionanti per definire le strategie di consenso.Lo storyteller che rifugge dalla capacità diorientare il proprio storytelling verso strategie dipolarizzazione, non la evita, ma la subisce.Più forte è lomofilia dei gruppi, ovvero latendenza a frequentare solo gruppi di amici che lapensano come noi, maggiore sarà laradicalizzazione le proprie posizioni e quindi lapolarizzazione a diventare estrema.La velocità dei tempi di polarizzazione e il numeroelevato di polarizzazioni su topic legati ad eventidell’agenda setting o di social tv, possono essereanalizzati solo attraverso un monitoraggiogiornaliero e specifico del ΔT in cui essiavvengono.Utilizzare analisi complessive legate acampionamenti parziali dei dati presenta unapproccio molto limitante e conduce a risultatiinevitabilmente distorti.Lanalisi delle polarizzazioni dei sentimenti e degliumori in esse contenute non è soddisfacente serealizzata solo attraverso la sentiment analysis, èdi fondamentale importanza lanalisi qualitativadelle emozioni.Quando in un’analisi dell’immaginario generatodal processo di storytelling, e quindi dall’immagineperformativa di uno storyteller, non scaturisconoemozioni con affezione positiva utili a innescare leemozioni di “speranza” e di aspettativa positivaverso il futuro, allora l’immaginario non diventaegemonico e, quindi, non si trasforma inconsenso.D’altra parte, in un contesto come quello attuale,in cui l’opinione pubblica cede il passo a quellaemotiva, generata da immaginari a loro voltaderivati dalla polarizzazione del sentimento (mipiace / non mi piace), non è possibile nonpolarizzare: uno storyteller che non polarizzasubisce la polarizzazione.Gli individui sono portati a valutare attentamente icontenuti di un messaggio quando esso èrilevante per i loro interessi; al contrario quellimeno interessati al contenuto specifico delmessaggio tenderanno a valutarne la “cornice”(fiducia, reputazione, credibilità della fonte;piacevolezza del comunicatore; gli aspetti stilisticio relativi al confezionamento dell’informazione).Proprio per gli effetti della polarizzazione, oggi, èarduo trovare individui che si comportano in modocorretto in ambienti come Twitter.Twitter non è uno spazio pubblico, ma èprincipalmente un sistema di breaking news, cheproducono emotional sharing, polarizzandosempre più gli immaginari che si sintonizzanosulle analoghe frequenze d’onda dei polarizzatori.Le reti sono informali, fluide e invisibili: un aspetto,questo, che causa panico e confusione, terrenofertile per opinioni polarizzate e utenti tendentiall’estremo.Twitter e le altre piattaforme di social networkingcrescono quantitivamente in un ambiente in cui illitigio inutile è diventato la norma e l’entropia haraggiunto i suoi massimi livelli. In questo senso ladistinzione tra segnale e rumore operata daShannon ha perso il suo significato metaforicofondamentale, per cui tutto può essereconsiderato rumore.Gli ambienti del Web 2.0 (in particolare Facebooke Twitter) generano una psicopatologia, che simanifesta con sempre maggior chiarezza comeun’epidemia sociale e, più precisamente, comeuna epidemia socio-comunicativa.
    •  85 di 87Se l’individuo vuole sopravvivere deve esserecompetitivo, e per farlo deve essere sempreconnesso, ricevere ed elaborare in continuazioneun’immensa quantità di dati: ciò provoca uncostante stress di attenzione e la riduzione deltempo disponibile per l’affettività.C’è meno voglia e meno tempo di capire gli altri.Twitter ha flussi comunicazionali (indotti) econversazionali (naturali): chi polarizza è oggettoprincipale delle menzioni, non chi influenza e, allostesso tempo, è argomento dei flussiconversazionali.Gli influencer sono sottoposti inconsciamente omeno ad essere ingegneria di una strategiadell’attenzione tesa a costruire framing o generarepriming sui temi di interesse di parte e adeterminare nuovi stati di comportamento indottivolontariamente.Gli influencer sono filtri dell’attenzione,dell’emozioni e delle opinioni.Le vere merci dell’infosfera sono: attenzione,socialità, fiducia e reputazione.In conclusione, non è quantificabile l’impatto intermini di voti della conversazione politica suTwitter.Twitter può essere utilizzato come ambiente percomprendere e, in alcuni casi, predire proiezioniemotive su topic: per fare questo, però, l’analisidel sentimento e delle opinioni non bastano, serveuna analisi qualitativa delle emozioni.RINGRANZIAMENTISi ringrazia Imaginifica srl per la disponibilità deglistrumenti di analisi; Buzzlogger e il Centro StudiDemocrazie Digitali per la ricerca bibliografica;Michele Scarcia per il supporto tecnologico; DarioRauccio, Vanessa Fiumefreddo, Angela Centrone,Roberto Maisto, Giuseppe Grisorio ed EmanueleColazzo per il supporto all’analisi dei dati; LorenzoPavoncello, Salvatore Mammone, GabrieleMoccia per la revisione dei testi.BIBLIOGRAFIA1. Anderson, J. Lix and Rix: Variations on aLittle-Known Readability Index. J. ofReading 26, 6 (1983), 490–496.2. Asch S.E. (1946), “Forming impression ofpersonality”, in a Journal of Abnormal andSocial Psychology, 41, pp. 258-290.3. Asch S.E. (1955), “Opinions and socialpressure”, in Scientific American,novembre 1955, pp. 31-354. Bakshy, E., Hofman, J.M., Mason, W.,and Watts, D. Eve- ryone’s an Influencer:Quantifying Influence on Twitter. ICWSM(2011).5. Barabási, A.L. and Albert, R. Emergenceof Scaling in Random Networks. Science286, (1999), 509–512.6. Bourdieu, P. The forms of capital. In J.C.Richardson, ed., Handbook of Theoryand Research for the Sociology of Ed-ucation. Greenwood, New York, 1985,241–258.7. Boyd, Danah, Golder, S.A., and Lotan, G.Tweet, Tweet, Retweet: ConversationalAspects of Retweeting on Twitter. HICSS(2010).8. Brewer M., A dual process model ofimpression formation, in T.K. Srull, R. S.Wyer jr. (a cura di) Advances in socialcognition, Vol. I A dual process model ofimpression formation, Lawrance ErlbaumAssociated Publishers, Hillsdale 19889. Burke, M., Kraut, R., and Marlow, C.Social Capital on Fa- cebook:Differentiating Uses and Users. CHI(2011).10. Cameron, A.C. and Trivedi, P.K.Regression Analysis of Count Data.Cambridge University Press, NY, 1998.11. Cartwright, D. and Harary, F. Structuralbalance: A gener- alization of Heider’stheory. Psychological Review 63, 5(1956), 277–293.12. Cialdini, R.B. Influence: the psychology ofpersuasion. Collins, (2007).13. Cristante S.: Potere e Comunicazione –Sociologia dell’Opinione Pubblica, Liguori,200414. Davidov, D., Tsur, O., and Rappoport, A.Enhanced Senti- ment Learning UsingTwitter Hashtags and Smileys. COLING(2010).15. Donath, J.S. Signals, Truth, and Design.MIT Press, Cam- bridge, MA,forthcoming.16. Donath, J.S. Social Signals in Supernets.J. of Computer- Mediated Communication13, 1 (2007), article 12.17. Fabbrini S., Addomesticare il Principe,Marsilio, 201118. Easley, D. and Kleinberg, J. Networks,Crowds, and Mar- kets: Reasoning Abouta Highly Connected World. Cam- bridgeUniversity Press, Cambridge, MA, 2010.19. Feld, S. The Focused Organization ofSocial Ties. The American J. of Sociology86, 5 (1981), 1015–1035.20. Fiske S.T., Taylor S.E., Social cognition,MCGraw-Hill, New York 1991.21. Fuller R. (1996), Human-computer-humaninteraction: How computers affectinterpersonal communication, in D.L. Day,D.K KOvacs (a cura di) Computers,communication and mental models,Taylors & Francis, London 1996.22. Giffin H., The coordination of meaning inthe creation of a shared make-believe
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