STRESS LAVORO CORRELATO PERUGIA, 30 NOVEMBRE 2011
Agenzia Europea per la Salute e Sicurezza sul Lavoro
 
 
<ul><li>«…LA COMPLETA LIBERTA’ DALLO STRESS E’ LA MORTE. CONTRARIAMENTE A QUANTO SI PENSA DI SOLITO, NON DOBBIAMO ED, IN R...
<ul><li>“ Risposta generale aspecifica a qualsiasi richiesta proveniente  dall’ambiente. </li></ul><ul><li>Una risposta ad...
<ul><li>Le tre fasi dello stress: </li></ul><ul><li>Fase d’ A llarme (risposta fisiologica allo shock) </li></ul><ul><li>F...
<ul><li>FASE D’ ALLARME: </li></ul><ul><li>Aumento fisico e funzionale della corteccia della ghiandola surrenale. </li></u...
 
 
<ul><li>Lo stress è un fenomeno relazionale, non riconducibile unicamente a specifici stimoli esterni (misurabili oggettiv...
 
<ul><li>STRESSOR </li></ul>VALUTAZIONE COGNITIVA REAZIONE EMOZIONALE RISPOSTA FISIOLOGICA RISPOSTA COMPORTAMENTALE
 
 
 
 
Principali malattie legate a stress
<ul><li>“ Insieme di reazioni emotive, cognitive, comportamentali e fisiologiche, ad aspetti avversi e nocivi del contenut...
<ul><li>FATTORI DI RISCHIO STRESSOGENI </li></ul><ul><li>(Agenzia Europea per la Sicurezza e la Salute nei Luoghi di Lavor...
<ul><li>FATTORI DI RISCHIO STRESSOGENI </li></ul><ul><li>(Agenzia Europea per la Sicurezza e la Salute nei Luoghi di Lavor...
<ul><li>Effetti Individuali </li></ul><ul><li>Effetti Organizzativi : alti livelli di assenteismo, alto turnover, relazion...
La normativa <ul><li>Costituzione Italiana </li></ul><ul><li>Art. 32 </li></ul>La Repubblica tutela la salute come  fondam...
La normativa <ul><li>D.Lgs. 626/94 </li></ul><ul><li>Art. 4 (Obblighi del datore di lavoro, del dirigente e del preposto) ...
La normativa D.Lgs. 195/2003 Art. 2  Comma 4.   Per lo svolgimento della funzione di responsabile del servizio prevenzione...
La normativa Accordo quadro europeo sullo stress nei luoghi di lavoro 8 Ottobre 2004 “ Affrontare il problema dello stress...
La normativa D.Lgs. 81/2008  Art. 28 Oggetto della valutazione dei rischi.   La valutazione…, deve riguardare tutti i risc...
La normativa D.Lgs. 81/2008 Art. 2:   definizione di salute quale “stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, ...
MOBBING Margherita Pera
<ul><li>MOBBING : cosa non è </li></ul><ul><li>Non è una singola azione </li></ul><ul><li>Non è un conflitto generalizzato...
<ul><li>MOBBING : che cosa è: </li></ul><ul><li>“ Il mobbing è una situazione lavorativa di conflittualità sistematica, pe...
<ul><li>I CRITERI PER  L’INDIVIDUAZIONE  CORRETTA DEL MOBBING: </li></ul><ul><li>L’ambiente lavorativo </li></ul><ul><li>L...
<ul><li>4.  Tipo di azioni: riconducibili ad almeno due delle categorie indicate dal LIPT. </li></ul><ul><li>LIPT di Leyma...
<ul><li>5.  Dislivello tra antagonisti: il mobbizzato non ha le stesse capacità di difendersi del mobber. </li></ul><ul><l...
<ul><li>CONSEGUENZE : </li></ul><ul><li>Per la  v ittima :salute, autostima, umore, famiglia, denaro, lavoro, professional...
<ul><li>D imostrazione del  m obbing : </li></ul><ul><li>Il Lavoratore deve provare: </li></ul><ul><li>L’esistenza dei fat...
<ul><li>D imostrazione del  m obbing : </li></ul><ul><li>Il Datore di Lavoro deve dimostrare: </li></ul><ul><li>Di aver ad...
<ul><li>La valutazione del rischio da stress lavoro  correlato deve essere condotta: </li></ul><ul><li>Nella consapevolezz...
Come valutare il rischio da stress? <ul><li>Valutazione indicatori oggettivi </li></ul><ul><li>Sorveglianza sanitaria </li...
Come valutare il rischio da stress? <ul><li>SORVEGLIANZA SANITARIA: </li></ul><ul><li>Visita medica </li></ul><ul><li>Acce...
Metodologia (ex) ISPESL <ul><li>Basato sui MANAGEMENT STANDARD britannici </li></ul><ul><li>Prevede 6 fasi </li></ul>
MANAGEMENT STANDARD <ul><li>D omanda:lo standard prevede che i lavoratori siano in grado di soddisfare le richieste proven...
MANAGEMENT STANDARD <ul><li>R elazioni :  lo standard prevede che i lavoratori non si percepiscano oggetto di comportament...
Metodologia ISPESL <ul><li>Preparazione organizzazione: gruppo di coordinamento, piano di progetto, strategia comunicativa...
STRUMENTI PER LA VALUTAZIONE SOGGETTIVA
Come valutare il rischio da stress? <ul><li>Valutazioni soggettive: </li></ul><ul><li>Questionari, test, focus group. </li...
MODELLO DI AVALLONE <ul><li>IL BENESSERE ORGANIZZATIVO…. </li></ul><ul><li>“ Insieme dei nuclei culturali, dei processi e ...
Benessere Organizzativo <ul><li>Questionario Multidimensionale della Salute Organizzativa costruito e validato dall’Univer...
IN CONCLUSIONE … <ul><li>FASI ANALISI: </li></ul><ul><li>Formazione gruppo di lavoro </li></ul><ul><li>Informazione Lavora...
GRAZIE DELL’ATTENZIONE!  e-mail: pera.margherita@libero.it
Upcoming SlideShare
Loading in...5
×

Stress lavoro correlato

4,033

Published on

Slides presentate il 30 novembre 2011 a Perugia durante il Corso per RSPP organizzato da Actas per conto dell'Università degli Studi di Perugia.

0 Comments
12 Likes
Statistics
Notes
  • Be the first to comment

No Downloads
Views
Total Views
4,033
On Slideshare
0
From Embeds
0
Number of Embeds
2
Actions
Shares
0
Downloads
0
Comments
0
Likes
12
Embeds 0
No embeds

No notes for slide

Transcript of "Stress lavoro correlato"

  1. 1. STRESS LAVORO CORRELATO PERUGIA, 30 NOVEMBRE 2011
  2. 2. Agenzia Europea per la Salute e Sicurezza sul Lavoro
  3. 5. <ul><li>«…LA COMPLETA LIBERTA’ DALLO STRESS E’ LA MORTE. CONTRARIAMENTE A QUANTO SI PENSA DI SOLITO, NON DOBBIAMO ED, IN REALTA’, NON POSSIAMO, EVITARE LO STRESS, MA POSSIAMO INCONTRARLO IN MODO EFFICACE E TRARNE VANTAGGIO IMPARANDO DI PIU’ SUI SUOI MECCANISMI ED ADATTANDO LA NOSTRA FILOSOFIA DELL’ESISTENZA AD ESSO».                                                                                     </li></ul><ul><li>(SELYE, 1974) </li></ul>
  4. 6. <ul><li>“ Risposta generale aspecifica a qualsiasi richiesta proveniente dall’ambiente. </li></ul><ul><li>Una risposta adattiva e quindi necessaria alla sopravvivenza e all’adattamento all’ambiente di tutti gli esseri viventi” </li></ul><ul><li>Selye (1975 ) </li></ul>STRESS
  5. 7. <ul><li>Le tre fasi dello stress: </li></ul><ul><li>Fase d’ A llarme (risposta fisiologica allo shock) </li></ul><ul><li>Fase di R esistenza </li></ul><ul><li>Fase di E saurimento </li></ul>STRESS
  6. 8. <ul><li>FASE D’ ALLARME: </li></ul><ul><li>Aumento fisico e funzionale della corteccia della ghiandola surrenale. </li></ul><ul><li>Riduzione del timo, ghiandola che svolge un ruolo fondamentale nel sistema immunitario. </li></ul><ul><li>Riduzione dei nodi linfatici. </li></ul><ul><li>Presenza di ulcere gastriche. </li></ul>STRESS
  7. 11. <ul><li>Lo stress è un fenomeno relazionale, non riconducibile unicamente a specifici stimoli esterni (misurabili oggettivamente), né unicamente a variabili personali (reazioni fisiologiche, comportamentali, soggettive e cognitive), ma a complesse modalità di interazione tra soggetto ed ambiente. </li></ul><ul><li>Lazarus </li></ul>STRESS
  8. 13. <ul><li>STRESSOR </li></ul>VALUTAZIONE COGNITIVA REAZIONE EMOZIONALE RISPOSTA FISIOLOGICA RISPOSTA COMPORTAMENTALE
  9. 18. Principali malattie legate a stress
  10. 19. <ul><li>“ Insieme di reazioni emotive, cognitive, comportamentali e fisiologiche, ad aspetti avversi e nocivi del contenuto, dell’organizzazione e dell’ambiente di lavoro. </li></ul><ul><li>E’ uno stato caratterizzato da livelli elevati di eccitazione e ansia, spesso accompagnati da senso di inadeguatezza.” </li></ul><ul><li>Commissione Europea </li></ul><ul><li>Direzione Generale Occupazione e affari sociali (1999) </li></ul>
  11. 20. <ul><li>FATTORI DI RISCHIO STRESSOGENI </li></ul><ul><li>(Agenzia Europea per la Sicurezza e la Salute nei Luoghi di Lavoro) </li></ul>CONTESTO LAVORATIVO CULTURA ORGANIZZATIVA RUOLO NELL’ORGANIZZAZIONE SVILUPPO DI CARRIERA AUTONOMIA DECISIONALE / CONTROLLO RELAZIONI INTERPERSONALI SUL LAVORO INTERFACCIA FAMIGLIA / LAVORO
  12. 21. <ul><li>FATTORI DI RISCHIO STRESSOGENI </li></ul><ul><li>(Agenzia Europea per la Sicurezza e la Salute nei Luoghi di Lavoro) </li></ul>CONTENUTI LAVORATIVI AMBIENTE DI LAVORO E ATTREZZATURE PIANIFICAZIONE DEI COMPITI CARICO / RITMI DI LAVORO ORARIO DI LAVORO
  13. 22. <ul><li>Effetti Individuali </li></ul><ul><li>Effetti Organizzativi : alti livelli di assenteismo, alto turnover, relazioni difficoltose, livello scadente di efficienza e produttività, incidenti sul lavoro. </li></ul>LE CONSEGUENZE…..
  14. 23. La normativa <ul><li>Costituzione Italiana </li></ul><ul><li>Art. 32 </li></ul>La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo… Codice Civile Art. 2087-Tutela delle condizioni di lavoro L'imprenditore è tenuto ad adottare nell'esercizio dell'impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l'esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro.
  15. 24. La normativa <ul><li>D.Lgs. 626/94 </li></ul><ul><li>Art. 4 (Obblighi del datore di lavoro, del dirigente e del preposto) </li></ul><ul><li>Il datore di lavoro, in relazione alla natura dell'attività dell'azienda ovvero dell'unità produttiva, valuta </li></ul><ul><li>tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari </li></ul>
  16. 25. La normativa D.Lgs. 195/2003 Art. 2 Comma 4. Per lo svolgimento della funzione di responsabile del servizio prevenzione e protezione,…è necessario possedere un attestato di frequenza….., a specifici corsi di formazione in materia di prevenzione e protezione dei rischi, anche di natura ergonomica e psico-sociale,…
  17. 26. La normativa Accordo quadro europeo sullo stress nei luoghi di lavoro 8 Ottobre 2004 “ Affrontare il problema dello stress da lavoro può portare ad una maggiore efficienza e ad una migliore salute e sicurezza sul lavoro, con il conseguente beneficio economico e sociale per le imprese, per i lavoratori e per l’intera società”. Accordo interconfederale per il recepimento dell’Accordo quadro europeo sullo stress lavoro correlato. 9 Giugno 2008
  18. 27. La normativa D.Lgs. 81/2008 Art. 28 Oggetto della valutazione dei rischi. La valutazione…, deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato, secondo i contenuti dell'accordo europeo dell'8 Ottobre 2004…
  19. 28. La normativa D.Lgs. 81/2008 Art. 2: definizione di salute quale “stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, non consistente solo in assenza di malattia o di infermità;…”
  20. 29. MOBBING Margherita Pera
  21. 30. <ul><li>MOBBING : cosa non è </li></ul><ul><li>Non è una singola azione </li></ul><ul><li>Non è un conflitto generalizzato </li></ul><ul><li>Non è una malattia </li></ul><ul><li>Non è un problema di famiglia </li></ul><ul><li>Non è una molestia sessuale </li></ul><ul><li>Non è solo verticale e orizzontale </li></ul><ul><li>Non è bullismo </li></ul><ul><li>Non ci sono vittime designate </li></ul>MOBBING
  22. 31. <ul><li>MOBBING : che cosa è: </li></ul><ul><li>“ Il mobbing è una situazione lavorativa di conflittualità sistematica, persistente ed in costante progresso in cui una o più persone vengono fatte oggetto di azioni ad alto contenuto persecutorio da parte di uno o più aggressori in posizione superiore, inferiore o di parità, con lo scopo di causare alla vittima danni di vario tipo e gravità. </li></ul><ul><li>Il mobbizzato si trova nell’impossibilità di reagire adeguatamente a tali attacchi e a lungo andare accusa disturbi psicosomatici, relazionali e dell’umore che possono portare anche a invalidità psicofisiche permanenti di vario genere e percentualizzazione.” </li></ul><ul><li>(H.EGE 2002) </li></ul>MOBBING
  23. 32. <ul><li>I CRITERI PER L’INDIVIDUAZIONE CORRETTA DEL MOBBING: </li></ul><ul><li>L’ambiente lavorativo </li></ul><ul><li>La frequenza (alcune volte al mese) </li></ul><ul><li>La durata (6 mesi) </li></ul><ul><li>Il tipo di azioni </li></ul><ul><li>Il dislivello tra gli antagonisti </li></ul><ul><li>L’andamento in fasi successive </li></ul><ul><li>L’intento persecutorio </li></ul>
  24. 33. <ul><li>4. Tipo di azioni: riconducibili ad almeno due delle categorie indicate dal LIPT. </li></ul><ul><li>LIPT di Leymann: lista di 45 azioni ostili suddivise in 5 categorie: </li></ul><ul><li>Attacchi ai contatti umani e alle possibilità comunicative; </li></ul><ul><li>Isolamento sistematico; </li></ul><ul><li>Cambiamento delle mansioni lavorative; </li></ul><ul><li>Attacchi alla reputazione; </li></ul><ul><li>Violenze o minacce di violenze. </li></ul>MOBBING
  25. 34. <ul><li>5. Dislivello tra antagonisti: il mobbizzato non ha le stesse capacità di difendersi del mobber. </li></ul><ul><li>6. L’andamento secondo fasi successive: per essere definita mobbing una situazione deve aver raggiunto almeno la seconda fase. </li></ul>MOBBING
  26. 35. <ul><li>CONSEGUENZE : </li></ul><ul><li>Per la v ittima :salute, autostima, umore, famiglia, denaro, lavoro, professionalità. </li></ul><ul><li>Per l’ a zienda : clima organizzativo, produttività, lavoro, reputazione. </li></ul><ul><li>Per la s ocietà : relazioni interpersonali e costi. </li></ul>MOBBING
  27. 36. <ul><li>D imostrazione del m obbing : </li></ul><ul><li>Il Lavoratore deve provare: </li></ul><ul><li>L’esistenza dei fatti </li></ul><ul><li>Il nesso causale </li></ul><ul><li>Il danno subito </li></ul><ul><li>Sentenza Cassazione n°143 dell’8/01/2000: chi accusa ingiustificatamente (anche di mobbing) fornisce giusta causa per il licenziamento. </li></ul>MOBBING
  28. 37. <ul><li>D imostrazione del m obbing : </li></ul><ul><li>Il Datore di Lavoro deve dimostrare: </li></ul><ul><li>Di aver adottato tutte le misure più opportune per evitare il danno o che l’inadempimento è dovuto a circostanze oggettive a lui non imputabili. </li></ul><ul><li>Il danno era preesistente o derivato da circostanze estranee all’ambiente di lavoro. </li></ul>MOBBING
  29. 38. <ul><li>La valutazione del rischio da stress lavoro correlato deve essere condotta: </li></ul><ul><li>Nella consapevolezza che il lavoro è una determinante della salute dell’uomo. </li></ul><ul><li>Con riferimento esclusivo all’ambito del lavoro. </li></ul><ul><li>Senza ulteriore stress per organizzazione e lavoratori. </li></ul><ul><li>Senza ricercare responsabilità, ne’ soggetti “stressati” </li></ul><ul><li>Con strumenti giustificati dal punto di vista scientifico, facili da applicare ed economici. </li></ul>
  30. 39. Come valutare il rischio da stress? <ul><li>Valutazione indicatori oggettivi </li></ul><ul><li>Sorveglianza sanitaria </li></ul><ul><li>Valutazioni soggettive </li></ul>RSPP
  31. 40. Come valutare il rischio da stress? <ul><li>SORVEGLIANZA SANITARIA: </li></ul><ul><li>Visita medica </li></ul><ul><li>Accertamenti sanitari </li></ul><ul><li>Emissione del giudizio di idoneità alla mansione specifica </li></ul>
  32. 41. Metodologia (ex) ISPESL <ul><li>Basato sui MANAGEMENT STANDARD britannici </li></ul><ul><li>Prevede 6 fasi </li></ul>
  33. 42. MANAGEMENT STANDARD <ul><li>D omanda:lo standard prevede che i lavoratori siano in grado di soddisfare le richieste provenienti dal lavoro. </li></ul><ul><li>C ontrollo:lo standard prevede autonomia dei lavoratori sulle modalità di svolgimento della propria attività lavorativa. </li></ul><ul><li>S upporto:lo standard prevede che i lavoratori ricevano incoraggiamento, supporto e risorse dall’azienda dal D.L. e dai colleghi. </li></ul>
  34. 43. MANAGEMENT STANDARD <ul><li>R elazioni : lo standard prevede che i lavoratori non si percepiscano oggetto di comportamenti inaccettabili. </li></ul><ul><li>R uolo: lo standard prevede che i lavoratori comprendano il proprio ruolo e le proprie responsabilità. </li></ul><ul><li>C ambiamento: lo standard prevede che i lavoratori vengano coinvolti in occasione di cambiamenti organizzativi. </li></ul>
  35. 44. Metodologia ISPESL <ul><li>Preparazione organizzazione: gruppo di coordinamento, piano di progetto, strategia comunicativa e di coinvolgimento del personale </li></ul><ul><li>Identificazione fattori di rischio </li></ul><ul><li>Valutazione oggettiva e soggettiva </li></ul><ul><li>Sviluppo soluzioni </li></ul><ul><li>Sviluppo e implementazione piano d’azione </li></ul><ul><li>Monitoraggio e controllo piano d’azione e valutazione efficacia. </li></ul>
  36. 45. STRUMENTI PER LA VALUTAZIONE SOGGETTIVA
  37. 46. Come valutare il rischio da stress? <ul><li>Valutazioni soggettive: </li></ul><ul><li>Questionari, test, focus group. </li></ul><ul><li>Possibili Strumenti: </li></ul><ul><li>Questionario Multidimensionale della Salute Organizzativa (Avallone e Paplomatas) </li></ul><ul><li>Questionario Modello ISPESL -HSE </li></ul><ul><li>Job Content Questionnaire (KaraseK). </li></ul>
  38. 47. MODELLO DI AVALLONE <ul><li>IL BENESSERE ORGANIZZATIVO…. </li></ul><ul><li>“ Insieme dei nuclei culturali, dei processi e delle pratiche organizzative che animano la dinamica della convivenza nei contesti di lavoro promuovendo, mantenendo e migliorando la qualità della vita e il grado di benessere fisico, psicologico e sociale delle comunità lavorative.” </li></ul><ul><li>Francesco Avallone </li></ul><ul><li>(2003) </li></ul>
  39. 48. Benessere Organizzativo <ul><li>Questionario Multidimensionale della Salute Organizzativa costruito e validato dall’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, Facoltà di Psicologia 2. </li></ul><ul><li>Si compone di 8 parti: </li></ul><ul><li>Dati anagrafici </li></ul><ul><li>Caratteristiche dell’ambiente di lavoro </li></ul><ul><li>Sicurezza </li></ul><ul><li>Caratteristiche del proprio lavoro </li></ul><ul><li>Indicatori positivi e negativi del benessere organizzativo </li></ul><ul><li>Benessere psicofisico </li></ul><ul><li>Apertura all’innovazione </li></ul><ul><li>Suggerimenti </li></ul>
  40. 49. IN CONCLUSIONE … <ul><li>FASI ANALISI: </li></ul><ul><li>Formazione gruppo di lavoro </li></ul><ul><li>Informazione Lavoratori </li></ul><ul><li>Analisi indicatori oggettivi </li></ul><ul><li>Analisi soggettiva:somministrazione questionario </li></ul><ul><li>Elaborazione risultati questionari </li></ul><ul><li>Focus Group </li></ul><ul><li>Report alla dirigenza </li></ul><ul><li>Feed back ai lavoratori </li></ul><ul><li>Incrocio dati oggettivi e soggettivi </li></ul><ul><li>Proposte interventi di miglioramento. </li></ul>
  41. 50. GRAZIE DELL’ATTENZIONE! e-mail: pera.margherita@libero.it

×