Semantica dei nuovi media - il wikivocabolario (aggiornato a luglio 2012)

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Un esperimento lungo, in continuo divenire e quindi potenzialmente infinito: la definizione del vocabolario dei nuovi media …

Un esperimento lungo, in continuo divenire e quindi potenzialmente infinito: la definizione del vocabolario dei nuovi media

Cinquanta parole chiave che spiegano l’universo di questo pezzo di mondo della comunicazione e ne intrecciano dinamiche e metodi di studio.

(psicologia, sociologia, semiotica, applicazione, comunicazione aziendale, istituzionale, politica)

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  • Una sorta di anti-vocabolario dei termini tecnici, ricco di spunti di riflessione sulla Comunicazione 3.0...
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  • 1. Semantica dei nuovi media:Gianni Florido e la (quarta edizione) il wiki-vocabolarioProvincia di TarantoStrategia di comunicazione Dino Amenduni, Proforma
  • 2. Chi scrive?Mi chiamo Dino Amenduni (biglietto da visita elettronico)Sono il responsabile dei nuovi media econsulente per la comunicazione politica aProforma, agenzia di comunicazione di Bari,mia città natale, dove ho sempre studiato elavorato e dove vivo tuttoraSono blogger sul Fatto Quotidiano(link al blog) e tra i fondatori di Quink,collettivo di satira e mediattivismo (www.quink.it)
  • 3. Di che si parla? Di un esperimentoÈ processo che sarà lungo, in continuo divenire equindi potenzialmente infinito: la definizione delvocabolario dei nuovi mediaCinquanta parole chiave che spiegano l’universodi questo pezzo di mondo della comunicazione ene intrecciano dinamiche e metodi di studio(psicologia, sociologia, semiotica, applicazione,comunicazione aziendale, istituzionale, politica)
  • 4. Vocabolario o esperimento?Un vocabolario (o un’enciclopedia) è l’emblema dellaconoscenza oggettiva, incontestabile e immodificabileL’esperimento è invece il luogo della ricerca,dell’evoluzione, talvolta dell’indefinito, della sorpresa e delprogresso Come si fa a fare un esperimento su un vocabolario?In realtà, è già successo, è WikipediaSulla storica diatriba tra enciclopedia e Wikipedia è statagià operata una ricerca (2005): qual è il testo piùattendibile?Ecco un’analisi: Link allarticolo di Punto Informatico
  • 5. Luglio 2012, edizione #4La prima edizione di questo vocabolario è stata presentataall’Università di Bari il 26 novembre 2010È stata poi pubblicata su Slideshare, social network chepermette di condividere presentazioni (link a Slideshare)Ho chiesto agli studenti e ai lettori dello slideshow di darmiconsigli per migliorare il lavoroCosì farò anche con questo lavoro, migliorandoprogressivamente attraverso i vostri suggerimenti e quelliprovenienti dalla Rete
  • 6. Parola #1 e filosofia dell’esperimento La prima espressione racchiude il senso di questo esperimento Perpetual betaOgni processo che nasce nel mondo dei social media (e piùin generale di Internet), è, infatti, soggetto a continuicambiamenti e aggiustamenti nel tempo. Pensate a Googleo a Facebook: quante novità ci sono dalla prima volta in cuiavete usato questi strumenti?
  • 7. Parola #2 OnestàDire la verità è il migliore sistema per avere un seguito sulweb (in assenza di sistemi di potere disposti a sostenerti).Le bugie sono facilmente rintracciabili e, quando scoperte,divengono la causa di boomerang comunicativi difficilmenterecuperabili. Dire falsità non è difficile neanche su Internet,è più difficile non essere scoperti
  • 8. Parola #3 AccountabilityL’accountability (in italiano traducibile con ‘credibilità’) èla sintesi di tante virtù: responsabilità, etica pubblica,capacità di offrire risposte ai cittadini e ai mezzi dicomunicazione, autorevolezza.Per essere ascoltati all’interno di un contesto in cui leinformazioni sono iperabbondanti (e non tutte di qualità)bisogna dire cose che appaiono vere, oggettive, nonconfutabili. O esprimere opinioni basate su elementifacilmente verificabili da tutti
  • 9. Parola #4 CoraggioDire ciò che dicono gli altri non è un vantaggio. Esseremaggioranza silenziosa non cambierà la storia (della Rete).Usare linguaggi e retoriche di altri strumenti non cipermetterà di emergere. Che il mittente sia un blogger ouna multinazionale, cambia poco: bisogna stupire, e spessoci si riesce con l’onestà, soprattutto in contesti chiusi econservativi
  • 10. Parola #5 Buon sensoI social network (reti sociali) sono animate da esseri umani.Gli esseri umani interagiscono tra loro. Basta applicare lepiù basilari regole dell’educazione per essere buonicomunicatori online. Se un amico ci parla sempre di sé, noilo ascoltiamo? Certo che no. Se un amico è noioso, ciusciamo spesso insieme? Difficile. Basta ricordarsi questeregole, senza troppi accorgimenti e giochi di prestigio, pernon sbagliare
  • 11. Parola #6 DelegaIn Rete c’è spesso qualcuno che ha più conoscenza,esperienza, competenza su un argomento di cui ci stiamooccupando. Anche se siamo in posizione gerarchicasuperiore, riconosciamo all’altro la superiore capacità ediamo loro una possibilità, una responsabilità, la potenza diuna visione. Ascoltiamo ciò che ci dicono, anche seinizialmente dovesse sembrare assurdo. I paradigmicambiano troppo in fretta per tenerli dentro un unicoschema concettuale
  • 12. Parola #7 StudioI social media erano così presenti cinque anni fa? Ed èpossibile stabilire oggi su quale strumento passeremo lenostre giornate fra cinque anni? Bisogna non smettere mai diimparare. E il modo migliore di imparare è osservare gli altrimentre usano gli strumenti, o usarli in prima persona(learning by doing)
  • 13. Parola #8 Dialogo“I mercati sono conversazioni” (Cluetrain Manifesto, 2000).Ci fidiamo più dei commenti dei nostri amici che dellapubblicità. Parliamo di prodotti commerciali senza chenessuno ce lo chieda. O gli attori della comunicazioneentrano nel dialogo, o saranno ignorati se useranno stiliunidirezionali e “messianici”
  • 14. Parola #9 AperturaTutte le organizzazioni sono fatte dalle persone che civivono. Bisogna aprire le porte allo sguardo di altre personeche vogliono sapere quali sono le regole, le debolezze, isegreti. Bisogna condividere i dati. La condivisione generacondivisione, dunque passaparola positivo. Se vogliamo‘piacere’ a qualcuno, questa è la strada migliore, moltomigliore rispetto a una campagna di comunicazione classica
  • 15. Parola #10 ReversibilitàLa velocità con cui è possibile fare cambi in corsa sul web ètale da autorizzare esperimenti anche su siti ufficiali, test everifiche, anche fallimenti che poi possono esserefacilmente assorbiti e diventare occasione di rilancio.Niente è per sempre, tutto scorre troppo velocementeperché ci si possa preoccupare della pervasività del tempo.Ma se si sbaglia, è sempre meglio ammetterlo
  • 16. Parola #11 IrreversibilitàSi può tornare sui propri passi con facilità, ma è anche veroil contrario. Tutto ciò che è realizzato sul web lascia unatraccia. Anche la cancellazione massiccia (o la censura) nonè mai definitiva. Se si pensa di nascondere qualcosa e farfinta di niente, si commette un errore. Meglio affrontare iproblemi e risolverli prima che diventano più grandi e sispostano “fuori dal web”
  • 17. Parola #12 PubblicoEsiste ancora la privacy sul web? L’argomento ècontroverso. Nel dubbio, è meglio avere un’identità onlineche sia completamente sostenibile in qualsiasi tipo diplatea, dai propri amici più intimi a un evento di piazza.Perché se è vero che si possono decidere i destinatari di unmessaggio, è altrettanto vero che non si può stabilire cosa idestinatari fanno del nostro contenuto
  • 18. Parola #13 Media tradizionaliLa distanza tra online e offline, tra nuovi media e vecchimedia, non ha più senso. Facebook è uno dei principalistrumenti consultati dai giornalisti, Twitter arriva primadelle agenzie di stampa, nei TG vediamo sempre più spessovideo da Youtube. Il web 2.0 condiziona l’agenda settingcontemporanea
  • 19. Parola #14 Facebook900 milioni di utenti nel mondo, circa 20 milioni di iscritti inItalia (un cittadino su tre, l’80% degli utenti Internetitaliani). Non sappiamo se sarà sempre così centrale nellenostre vite, ma lo è stato negli ultimi anni, con un’ampiezzae una profondità inimmaginabile prima che nascesse
  • 20. Parola #15 EsclusivaSe voglio sapere ciò che dicono le agenzie di stampa, leggo igiornali. Se voglio le interviste ai politici, guardo la TV. Sevoglio i talk show, guardo i programmi di approfondimento.Se voglio la pubblicità, guardo gli spot. Il web deve essere ilposto dove comunicare (e conoscere) ciò che non è possibilealtrove
  • 21. Parola #16 InclusivitàNon è il contrario dell’esclusiva; può anzi diventarne unsinonimo. Condividere un’informazione in esclusiva con ungruppo di persone accresce il senso di comunità,l’integrazione, l’empatia, il sentirsi parte di un unicum.Dunque, avvicina chi parla e chi ascolta, chi comanda e chiè comandato, chi vende e chi compra, chi vota e chi vuoleessere votato
  • 22. Parola #17 TempoUna parola dal doppio significato. Quello volatile del mondodi Internet, dove tutto diventa vecchio in poche ore. Maanche quello lungo dell’impegno e della costanza necessari(più degli investimenti economici) per riuscire a “sfondare”e a ottenere gli obiettivi di comunicazione definiti
  • 23. Parola #18 TwitterÈ lo strumento dei social media che mostra le maggioripotenzialità per ciò che riguarda le dinamiche di formazionedell’opinione pubblica: meno diffuso in Italia che nel restodel mondo, deve ancora essere usato al meglio da buonaparte dei grandi attori della vita italiana. Se le grandiaziende, i gruppi editoriali, le pubbliche amministrazioni, icittadini, coglieranno le possibilità per il mondo delgiornalismo, del marketing virale, della gestione delconsenso e della complessità dei fenomeni sociali, lostrumento sarà usato per ciò che è in grado di fare
  • 24. Parola #19 HashtagÈ il grande vantaggio competitivo di Twitter su Facebook esu tutti gli altri social media ed è il motivo per cui questostrumento può essere prezioso alleato dell’informazione,del giornalismo e dei cittadini: gli aggiornamenti sonocategorizzati per parole-chiave, attraverso una precisascelta dell’utente che produce l’aggiornamento, e dunque èpiù facile reperirli per chi cerca notizie su uno specificoargomento, avvenimento, evento in diretta. L’hashtag puòanche diventare un ‘meme’, un pezzo di senso, una parolaunificante ed esplicativa di ciò che accade in un contesto
  • 25. Parola #20 PotereSe tutto dipendesse dagli utenti di Internet, il mondosarebbe molto diverso da come lo conosciamo. Eppure ogniutente, ogni cittadino, ogni persona si muove all’interno disistemi incrociati di interessi, di valori, di bisogni. Fare fintache ciò non accada e credere in modo deterministico alpotere positivo e democratizzante di Internet vuol dire nonraggiungere mai l’obiettivo (senza capire il perché)
  • 26. Parola #21 TagÈ la strada per collegare i contenuti ai protagonisti(persone, gruppi, aziende, organizzazioni). È il modo perriconoscere un merito o la paternità di qualcosa che èsuccessa nel mondo dei social media. È un sistema percomunicare a più gruppi di appartenenza con un solo gesto.È un meccanismo inclusivo. È quello che facciamo ognigiorno, con gli amici e i colleghi per ringraziarli, pertributare loro un merito, per riconoscere lo sforzo fatto
  • 27. Parola #22 ScritlatoInternet mette a dura prova la massima “verba volant,scripta manent”. E se oggi fosse vero il contrario? Di sicuro(almeno online) il ruolo della scrittura è tornato centrale,seppur fugace. Ma la parola non ha perso colpi, piuttosto siè ibridata allo scritto. Lo scritlato è la lingua che usiamo suisocial media, spesso fortemente condizionata dal nostromodo di esprimerci ogni giorno (e un po’ meno dalle regolegrammaticali)
  • 28. Parola #23 Influenza‘I social media hanno messo gli steroidi al passaparola’. Latrasmissione virale di informazioni è favorita ed esaltata dameccanismi di condivisione sociale. Un commento puòessere letto da migliaia di persone e orientareatteggiamenti e comportamenti. L’80% degli acquirenti USAhanno dichiarato di considerare i commenti degli utentidecisivi nei comportamenti di acquisto dei prodotti. Eccoperché non si può sottovalutare più alcuna opinione, speciese proviene da persone dotate di grande accountability inRete
  • 29. Parola #24 FeedbackSe un contenuto piace, si capisce subito; se un contenutonon funziona, si fa in tempo a eliminarlo o a modificarlo; seun contenuto è dannoso, genera un passaparola negativoben più rapido e pericoloso dei circoli virtuosi positivi.Comunque la si veda, il feedback dell’utente è un’occasionedi ricerca, confronto, progresso. A costi quasi nulli
  • 30. Parola #25 Coda lungaLa legge economica che regola i mercati dei beniimmateriali e dunque le economie di distribuzioni diprodotti e servizi al tempo di Internet. I costi di gestionecrollano, crescono invece le occasioni di conservazione e didiffusione di prodotti che nell’era “analogica”rappresenterebbero un costo. Cambia la configurazione delrapporto domanda-offerta, cambia l’accesso a beni eservizi, cambia l’economia mondiale. Non si sa bene se inmeglio e in peggio e, soprattutto, non si sa bene in cosa stacambiando
  • 31. Parola #26 LinkOgni contenuto è legato a un luogo virtuale. Dunque, anchese sommerso da milioni di fatti analoghi, coincidenti,riprodotti in modo semplificato, distorto, corretto, c’èsempre un posto dove ciò che cerchiamo può essererintracciato. E poi condiviso, confutato, copiato, incollato,reso importante e di valore (per Google, ma non solo)
  • 32. Parola #27 RicercaUna parola che spesso sembra essere slegata dal nostrovissuto quotidiano, ma che in realtà condiziona ogni nostrocomportamento online. Basta andare su un motore diricerca o su Wikipedia, per trasformare noi stessi in‘ricercatori’. Cercare è semplice, forse troppo. La ricerca èspesso un lavoro che richiede costanza, tenacia e verifica, equesto a volte è dimenticato (da chi si ferma ai primi diecirisultati di Google, cioè a molti di noi)
  • 33. Parola #28 AutoregolazioneSe è vero che il web tende a estremizzare e polarizzare leopinioni, è altrettanto vero che quando i luoghi della retesono frequentati da masse critiche, i protagonisti dellesociosfere creano meccanismi semi-automatici diregolazione. Come Wikipedia, dove gli errori e leinesattezze sono controllati e corretti dagli utenti.L’autoregolazione spesso perde contro la polarizzazione, maperde più per mancanza di fiducia di chi gestisce unacomunità che per ‘selezione darwiniana’
  • 34. Parola #29 Saggezza della follaÈ una teoria, creata da James Surowiecki (2005), secondocui l’unione delle valutazioni e delle opinioni di utenti nonesperti restituisce valori più corretti dal punto di vistascientifico rispetto al parere di un gruppo ristretto diesperti. La saggezza della folla è davvero tale, però, sottocerte (rigide) pre-condizioni empiriche: l’anarchia nonfunziona né in Rete né fuori
  • 35. Parola #30 YoutubeIl mezzo video è il grande protagonista del web 2.0.Realizzare un video è un’operazione che tutti possonoeseguire con qualsiasi tipo di strumento (dal telefonino auna camera professionale). Anche la distribuzione è oramaigratuita. La qualità, specie quando si racconta l’attualità,non conta quanto il timing, la velocità di pubblicazione ol’intuizione che è dietro l’idea. E la viralità è più facile,perché il mezzo video è cognitivamente più facile da fruire
  • 36. Parola #31 Always onInternet esce dai computer, il web esce dai browser.L’accesso ubiquitous favorisce e modifica l’esperienza diutilizzo e le possibilità di relazione e interazione. Dispositivicome smartphon e tablet ci fanno vivere una nuovaantropologia della comunicazione: si ragiona per app,cambia persino l’ergonomia, oltre al nostro vocabolariodella vita quotidiana
  • 37. Parola #32 WeGovI social media possono favorire i meccanismi dipartecipazione democratica. Da casi “estremi” comeWikileaks a quelli più “tradizionali” come l’interazione trapolitici e cittadini/elettori su Facebook, sino alle recensionipubbliche dei prodotti e dei servizi, è possibile intervenireattivamente e concretamente nei processi. Però, in Italiamanca ancora il convincimento che questo sia davveropossibile, o forse semplicemente manca la volontà politica
  • 38. Parola #33 InformalitàSui social media le interfacce sono uguali per tutti gliutenti. Questo favorisce la riduzione della percezione didifferenza di gerarchia e status e favorisce processidemocratizzanti della comunicazione (anche se talvoltaillusori). Se una qualsiasi organizzazione, in quanto tale,pensa di dover comunicare in modo diverso per motivi diforma o di ‘decoro istituzionale’ commette un errorestrategico perché le aspettative degli interlocutori sonodifferenti
  • 39. Parola #34 MarketingLe reti sociali cambiano il significato del concetto dimarketing e dunque le teorie di riferimento. Se fino ad oggiha vinto l’idea e il prodotto migliore, da domani bisogneràaggiungere un’altra variabile: la capacità di parlare con gliutenti, coccolarli, sviluppare un immaginario. Qualcuno c’ègià riuscito (Apple, Lady Gaga, Obama…)
  • 40. Parola #35 ScientificoInformalità e dialogo non vuol dire spontaneismo. Adifferenza degli sforzi di comunicazione sui mezzitradizionali (come si misura l’efficacia di uno spot tv), leazioni sul web sono misurabili in modo scientifico: click suun banner, ROI, costo contatto, investimenti e risultati. Perquesto è fondamentale la preparazione e la competenzadelle risorse umane
  • 41. Parola #36 Lady GagaSi può (si deve) discutere l’aspetto musicale, si può peròammirare quello comunicazionale. Molto più di un’artista, èuna precisa macchina commerciale. Ogni sua azione èstudiata, ma ogni atto creativo è reale: c’è una strategia,c’è l’istinto, c’è il carattere di una persona-brand che hafatto della relazione con i suoi fan la principale levacommercialeslideshow: perché Lady Gaga è un genio del marketing – in inglese
  • 42. Parola #37 ComunitàLe appartenenze di ciascuno di noi sono cresciute inquantità e in qualità nel corso del tempo: i social media cipermettono di essere iscritti a gruppi, firmare petizioni,partecipare a lavori di aggregazioni online e offline, aqualsiasi ora e in qualsiasi modo. Sono dunque appartenenzemeno deterministiche, più emotive e potenzialmente anchepiù brevi. Siamo dentro più ‘comunità’ (Gemeinschaft) eforse ci sentiamo meno appartenenti a una ‘società’(Gesellschaft)
  • 43. Parola #38 VelocitàBanda larga, tempo reale, massa critica, Obama, Wikileaks,Piazza Tahrir, la primavera araba, i referendum, il crollodelle grandi multinazionali dei beni immateriali: tuttequeste novità sono accomunate dal ruolo della Rete(decisivo nel far emergere dinamiche già esistenti) edall’orizzonte temporale in cui sono accadute: il mondocambia molto più velocemente del passato e troppovelocemente per poter analizzare i fenomeni senza chediventino subito ‘vecchi’
  • 44. Parola #39 CondividiTra i verbi-chiave del passaggio dal web tradizionale al web2.0: basta un click per mettere un contenuto a disposizionedegli amici e potenzialmente di tutto il mondo. Uncontenuto condiviso più volte diventa “importante”. Se ciòaccade nelle reti sociali di appartenenza, diventa ancora piùrilevante di ciò che ci dice Google: su questo si basa il‘tesoro’ di Facebook
  • 45. Parola #40 PianificazioneScientificità, tempo, marketing, risultati: nessuno di questiobiettivi può essere conseguito a breve termine. I risultati,negli anni, richiedono un cronoprogramma preciso, azioni einvestimenti. Senza pianificazione si naviga a vista e si vivedi tensioni, talvolta irrazionali, che portano a grandi scattidi reni e ad altrettanto grandi delusioni
  • 46. Parola #41 Mi piaceIl like è il meccanismo più facile e naturale di appartenenzae aggregazione. Fa parte dell’istinto umano. È una delleprincipali intuizioni dietro il successo di Facebook, lapossibilità di un’adesione leggera, che è molto facile daattuare dal punto di vista emotivo ma che crea comunquemeccanismi virali e di condivisione. Ci sarà mai il ‘non mipiace’? Forse no, ma perché sarebbe ancora più facile enaturale e, dunque, metterebbe in pericolo i grandiinvestitori. Gli utenti di Internet, però, sono già pronti
  • 47. Parola #42 NetworkI media sociali favoriscono la creazione, la pubblicità e lacondivisione di reti sociali. Possono rappresentare la copiaspeculare delle relazioni “offline” o possono permettere laconnessione tra reti, nodi, dunque ‘promettono’l’ampliamento delle possibilità lavorative o semplicementerelazionali. Tutti sono a sei gradi di separazione, forseanche meno. La differenza rispetto al recente passato è chei gradi di separazione sono visibili, spesso pubblici, edevolvono nel tempo, sulla base degli interessi, disimpatie/antipatie e di obiettivi comuni
  • 48. Parola #43 EconomieAl plurale, perché questa parola racchiude le economie discala e la possibilità di risparmiare sui costi di ricerca,marketing e comunicazione; perché con la teoria della codalunga è possibile creare infiniti mercati di nicchia,interdipendenti e capaci, se ben gestiti, di restituire sistemieconomici autonomi e funzionanti
  • 49. Parola #44 RankLa realtà è semplificata attraverso tassonomie, elenchi,classifiche, ordini. Google ordina i link attraverso unalgoritmo basato sull’importanza che gli utenti attribuisconoai link sulla base del loro stile di navigazione e quanto quellink è considerato autorevole in Rete (sulla base degliutilizzi fatti dagli utenti). Facebook ha sviluppato un altroalgoritmo, che tiene conto dei comportamenti delle personeche fanno parte delle nostre reti di relazione sui socialmedia
  • 50. Parola #45 TrendOggi possiamo sapere in tempo reale cosa piace, cosa no, dachi, per quanto tempo. Lo possiamo sapere leggendo lestatistiche dei quotidiani, i dati di accesso a un video suYoutube, verificando quali sono gli hashtag più utilizzati suTwitter. Successi e flop sono a portata di sguardo, diqualsiasi sguardo. Chi deve prendere decisioni ha unpatrimonio di dati prodotti gratuitamente dagli utenti e asua disposizione
  • 51. Parola #46 RaccontoGli utenti si raccontano, condividono foto, momenti,immagini, emozioni, paure e gioie. Così devono fare anchegli altri attori della comunicazione, impostando il propriomessaggio come un flusso continuo di informazioni. Dalreality si ritorna progressivamente alla realtà
  • 52. Parola #47 In direttaSe il web è l’unico strumento con cui è possibile seguire unevento, perché escludere gli utenti interessati mafisicamente impossibilitati? Raccontare gli eventi in direttapermette di far sentire tutti parte di momentiindimenticabili, tutti parte della comunità, tutti potenzialiprotagonisti del racconto
  • 53. Parola #48 CrisiNon c’è individuo, società, gruppo, organizzazione, aziendache non abbia vissuto una crisi comunicativa. Sul web, però,le crisi possono essere prevenute, attenuate, gestite,trasformate in opportunità con una velocità e un tempo direazione che prima non esisteva, con risparmio di costi, ditempo e di conseguenze irreversibili
  • 54. Parola #49 MediattivismoLa Rete favorisce l’accesso alla vita politica, informativa,relazionale di un numero molto più grande di personerispetto a soli 10 anni fa. Molti di questi nuovi potenzialiopinion leader sono nativi digitali e hanno competenze conl’editing audio-video, con la scrittura creativa, la satira e lemobilitazioni online. E se la politica si facesse (anche) così?
  • 55. Parola #50 CensuraEvitare questa parola non sarebbe salutare. Esistono nazionidove le precedenti 49 parole non possono essere attuateperché l’accesso ai social media non è libero. Ed esistonotentazioni di controllo e regolazione da parte degli statianche nel mondo occidentale. Il web 2.0 non è esente dairischi di censura, ma è anche il modo migliorare persfidarla, evitarla, aggirarla
  • 56. È solo l’inizio! Questa è la prima versione dell’esperimento. Molte cose possono essere migliorateLa scelta delle parole: sono quelle giuste?Il numero delle parole: troppe, poche?L’ordine delle parole: come organizzarle?Considerare il perpetual beta: ogni quanto aggiornare?Lo slideshow: scritto troppo? Troppo poco?Prossima release: entro fine 2012Invia i tuoi suggerimenti a dino.amenduni@proformaweb.itSu Facebook: www.facebook.com/amenduniSu Twitter: @doonie
  • 57. Un grande abbraccio Grazie! Dino Amenduni Facebook: http://www.facebook.com/dinoamenduni Twitter: http://www.twitter.com/doonie LinkedIn: http://www.linkedin.com/dinoamenduniSlideshare: http://www.slideshare.net/doonie (qui si può scaricare la presentazione) Proforma Sito: http://www.proformaweb.it Facebook: http://www.facebook.com/proformaweb Twitter: http://www.twitter.com/proformaweb Youtube: http://www.youtube.com/proformaweb