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Il self-brandingIl self-branding è dunque la narrazione di se stessi confinalità non strettamente orientate a uno scopo di...
Il personal branding politico onlineIl personal branding politico online in Italia non haprecedenti, almeno su scala nazio...
Il self branding politico in ItaliaEsistono invece casi di self-branding politico. Quando i politiciaggiornano personalmen...
Il self branding politico in ItaliaLa comunicazione politica prodotta in Italia sino ad ora,in ogni caso, non ha portato a...
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Comunicazione politica online          in Italia: limiti strutturali1. Utilizzo dei social media con scopi nondirettamente...
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Fix my streetFix My Street prende in carico la segnalazione dei report prodottidai cittadini e li trasmette ai Comuni, ver...
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Bilancio socio-partecipativoIl Comune di Capannori (Lucca) ha ideato un progetto dipartecipazione finanziato dall’Autorità...
Bilancio socio-partecipativo                           Il processo (1)Il processo è nato con un meccanismo di campionament...
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Bilancio socio-partecipativo                           Il processo (3)I progetti realizzati dagli ottanta cittadini sono s...
Bilancio socio-partecipativo                           Il processo (4)La prima parte del 2012 è servita a raccogliere i vo...
Bilancio socio-partecipativo                      Il processo (5)L’Amministrazione Comunale ha destinato 400mila euroai pr...
Modelli di Open GovSintesi: la tecnologia è nulla                senza politica
Open Gov = Politica > TecnologiaSenza volontà politica la partecipazione è unprocesso sterile e le piattaforme capaci di r...
Open Gov = Politica > TecnologiaLa tecnologia senza politica non porta cambiamentosociale, mentre può essere vero il contr...
Conclusioni    Processi di cambiamentodella comunicazione politica                      online
Democrazia senza fiducia:                        le conseguenze#1Le attuali strategie di comunicazione politica online e s...
Democrazia senza fiducia:                        le conseguenze#2L’attuale comunicazione politica sul web e sui social med...
Democrazia senza fiducia:                         le conseguenze#2Non esistono strumenti universali (il modello Fix My Str...
ConclusioniA che servono i tecnici della     comunicazione politica                     online?
Politica > tecnologia:                                 le conseguenzeI tecnici della comunicazione politica hanno oggi ilc...
Politica > tecnologia:                                        le azioni#1Passare dalla gestione della comunicazione politi...
Politica > tecnologia:                                    le azioni#2Contribuire alla progettazione di piattaforme aperte,...
E se proprio non sonoriuscito a convincervi…    Non siamo ciò che diciamo, siamo il credito che ci danno.               (J...
Un grande abbraccio                                                                    Grazie!   Dino Amenduni (http://abo...
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Dal self-branding all’Open Gov - nuovi paradigmi per la comunicazione politica online in Italia

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Fiducia nelle istituzioni politiche: molto bassa +

Popolarità sui social media dei politici italiani: alta

=

La comunicazione politica online attuale non raggiunge i suoi obiettivi qualitativi. Serve un nuovo paradigma.

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Dal self-branding all’Open Gov - nuovi paradigmi per la comunicazione politica online in Italia

  1. 1. Dal self-brandingall’Open GovGianni Florido e laNuovi paradigmi per la comunicazionepolitica online in ItaliaTarantoProvincia diRoma - XXVI Convegno SISP Strategia di comunicazioneUniversità Roma TreFacoltà di Scienze Politiche14 settembre 2012Dino Amenduni, Proforma
  2. 2. Chi scrive?Mi chiamo Dino Amenduni (biglietto da visita elettronico)Sono il responsabile dei nuovi media econsulente per la comunicazione politica aProforma, agenzia di comunicazione di Bari, miacittà natale, dove ho studiato, vivo e lavoroSono blogger sul Fatto Quotidiano e su Valigia Blue scrivo su altre testate online (Lo Spazio dellaPolitica, Tr3nta)Tutte le mie presentazioni (download libero) sonosu www.slideshare.net/doonie
  3. 3. PremesseDemocrazia senza fiducia
  4. 4. Democrazia senza fiduciaIndagine annuale “Gli italiani e lo Stato” commissionata dal quotidiano “La RepubblPartiti: 3.9% (7.7% nel 2011).Parlamento 8.9% (13.4% nelle 2011)Stato: 29%Solo tre istituzioni con un tasso di fiducia superiore al50%: sono le Forze dell’Ordine (71.8%), il Presidentedella Repubblica (65.1%, meno 5.8% in un anno) e lascuola (55.7%). Tra le istituzioni politiche, è il Comunel’unico presidio in grado di mantenere un tasso diaffidabilità apprezzabile (45%)
  5. 5. Democrazia senza fiduciaIndagine annuale “Gli italiani e lo Stato” commissionata dal quotidiano “La RepubblLivello complessivo di fiducia verso le istituzionipolitiche (Magistratura, Comune, Regione, UnioneEuropea, Presidente della Repubblica, Partiti,Parlamento): 33% nel 2012 (-9% dal 2005)Anche le istituzioni non strettamente politiche sonosempre meno affidabili per gli italiani: le Associazionidegli imprenditori, le banche, la Chiesa e i sindacatiregistrano un dato medio di fiducia del 26% nel 2012 (-9% dal 2005)
  6. 6. Video #1 Ivan KrastevPuò esistere democrazia senza fiducia?
  7. 7. Democrazia senza fiduciahttp://www.ted.com/talks/lang/it/ivan_krastev_can_democracy_exist_witCinque grandi rivoluzioni hanno modellato la culturapolitica degli ultimi 50 anni, spiega il teorico IvanKrastev, che mostra come ogni passo in avanti - dallarivoluzione culturale degli anni 60 alle recentiscoperte nel settore delle neuroscienze - abbia anchecontribuito a erodere la fiducia negli strumenti dellademocrazia. Come lui stesso dice, "Quello che èandato bene è anche quello che è andato storto". Lademocrazia può sopravvivere?
  8. 8. Democrazia senza fiduciaIl clima di crescente sfiducia nella politica non è, inogni caso, una specificità italiana. Una recentericerca della Commissione Europea mostra comel’89% dei cittadini del Vecchio Continentedenuncia un “vuoto crescente tra cittadini epolitica”Solo il 15% dell’elettorato greco ritiene che il suovoto possa realmente influenzare l’andamento dellavita politica del loro Paese - in Italia è il 18%Krastev: le persone cominciano a capire chepossono cambiare i governi, ma non possonocambiare la politica
  9. 9. PremesseSconfitta della politica?
  10. 10. Sconfitta della politica? I dati dell’indagine annuale di Repubblica “Gli italiani e lo Stato” sembrano smentire questa ipotesiIndice di “partecipazione politica diretta” nel 2012: 48%(nel 2002 era al 49%)(per partecipazione politica diretta si intende il prendere parte amanifestazioni organizzate da partiti, nei quartieri, legate a tematicheambientali o a mobilitazioni di protesta)Indice di “partecipazione sociale”: 61%(nel 2002 era al 53%)(per partecipazione sociale si intende l’aver svolto attività in associazionidi volontariato, professionali e di categoria, culturali, e sportive)
  11. 11. PremesseCrisi della forma-partito?
  12. 12. Crisi della forma-partito? I dati dell’indagine annuale di Repubblica “Gli italiani e lo Stato” restituiscono dati contradditoriIl 47.9% degli italiani ritiene che la democrazia non abbiabisogno dei partiti per funzionare (nel 2007: 38.8%)Quasi il 70% degli italiani ritiene l’attuale sistema dei partitisufficiente a rappresentare le forze sociali del Paese, acondizione che i partiti oggi esistenti cambinoprofondamenteSintesi: la richiesta di interazione e la voglia dipartecipazione esiste ma è attualmente frustrata
  13. 13. PremesseLa reazione degli italiani: popolarità dei politici sui social media
  14. 14. I politici italiani sui social media Tre esponenti politici del nostro Paese sono tra i cento piùpopolari nel mondo sui social media (fonte: www.starcount.com - dati ponderati di Facebook, Youtube, Twitter)- Beppe Grillo è il ventesimo politico più popolare nel mondo suisocial media, in Europa, secondo solo al premier turco Erdogan;- Nichi Vendola è ottantesimo nel mondo e decimo in Europa (dueanni fa era il politico europeo in carica con il maggior seguito suFacebook in Europa);- Antonio Di Pietro è novantasettesimo, tredicesimo in EuropaSette pagine politiche italiane su Facebook hanno più dicentomila iscritti (Grillo, Vendola, Berlusconi, De Magistris, DiPietro, Renzi, Pisapia in ordine di numero di iscritti)
  15. 15. PremessePopolarità online = fiducia?
  16. 16. Popolarità online = fiducia? Atlante politico Demos-La Repubblica – Giugno 2012La personalità politica che gode della maggiore fiducia in Italia èl’attuale Presidente del Consiglio Mario Monti (52%. A marzo 2012era al 67%). Monti non ha una presenza ufficiale sui social mediaTra i politici italiani con il maggior seguito online è Antonio DiPietro quello che gode del maggior tasso di fiducia (37%, prima dilui Monti, Fornero, Montezemolo, Passera e Bonini), SilvioBerlusconi il minore (22.8%)Non esiste dunque una correlazione diretta trapopolarità online e fiducia
  17. 17. Se non è fiducia, cos’è?#1I profili sui social media di politici, organizzazioni eistituzioni rappresentano la valvola di sfogo di unacittadinanza che percepisce un livello sempre crescente diimpermeabilità della politica rispetto alle proprie istanze epersino al proprio desiderio di contribuire democraticamentee in modo positivo ai processi decisionali a livelloamministrativo e politicoEsempio: se non posso parlare nei partiti, provo a parlare suInternet o, addirittura, provo a parlare direttamente con ilpolitico, in un contesto ibrido privato-pubblico (lo scambioè uno-a-uno, il contesto narrativo è molti-a-molti)
  18. 18. Se non è fiducia, cos’è?#2La concentrazione dei poteri editoriali (e la vicinanza trapotere mediatico e potere politico) ha spesso obbligatopolitici, associazioni e gruppi di interesse a utilizzareInternet in quanto unico strumento realmente disponibileEsempio: referendum 2011 sui beni comuni. La quasi totaleimpossibilità di accedere alle informazioni sul voto intelevisione sui mezzi tradizionali ha facilitato la conseguente“caccia alla notizia” (e la sua condivisione) sui social media
  19. 19. SintesiFiducia nelle istituzioni politiche: molto bassaPopolarità sui social media dei politici italiani:alta=La comunicazione politica online attuale non raggiunge i suoiobiettivi qualitativiNuovo paradigma: dal self-branding all’Open Gov
  20. 20. La comunicazionepolitica online oggi Il self-branding: cos’è
  21. 21. Il self-brandingPer self-branding si intende l’insieme di tutte quelle attivitàdi comunicazione, online e offline, volte a promuovere sestessi (Principato, 2012)Il concetto di self-branding è il prodotto della teoria dellacongruità di Sirgy, secondo la quale i comportamentipersonali possono essere determinati dal bisogno di farcoincidere la propria immagine desiderata con quellareale. Questo obiettivo è perseguito adottandocomportamenti coerenti con queste aspettative, con lo scopoultimo di far crescere la propria fiducia e autostima
  22. 22. Il self-brandingIl self-branding è dunque la narrazione di se stessi confinalità non strettamente orientate a uno scopo di naturapromozionale o commerciale e, soprattutto, non prevedel’adozione di precise strategie di comunicazioneQuando la comunicazione personale è volontariamenteorientata al raggiungimento di obiettivi di auto-promozione èpiù corretto parlare di personal branding, ossia l’insieme diazioni mirate a individuare o definire i punti di forzaindividuali necessari a comunicare in maniera efficace leproprie capacità, competenze ed esperienze. Ma in questocaso lo scopo non è legato alla percezione e all’autostima,ma alla trasmissione del proprio valore aggiunto come‘brand’ all’interno di un mercato
  23. 23. Il personal branding politico onlineIl personal branding politico online in Italia non haprecedenti, almeno su scala nazionaleNon può essere definito personal branding né l’insieme distrategie messe a punto durante una campagna elettorale,perché limitate nel tempo e soprattutto orientate in modopiù o meno esplicito a uno scopo, né l’approccio strategicoalla comunicazione online curato da tecnici (spin doctor,addetti stampa, agenzie di comunicazione), quando questiultimi comunicano l’identità del politico online sostituendosi,all’atto pratico, al politicoIn questi casi è più opportuno parlare di comunicazionepolitico/elettorale che di strategie di personal branding
  24. 24. Il self branding politico in ItaliaEsistono invece casi di self-branding politico. Quando i politiciaggiornano personalmente i propri profili online, interagiscono congli utenti, leggono, scrivono e caricano contenuti perseguono (alnetto di una maggiore attenzione alle conseguenze politiche delleproprie azioni) accettano implicitamente di sottostare alle regoledel gioco comunicativo della comunità di pratiche a cuipartecipanoIl self-branding non è comunque una caratteristica dello stile digestione della comunicazione online dei politici italiani piùpopolari su Facebook. Pur potendo osservare differenti approcci edifferenti livelli di coinvolgimento diretto del politico all’internodella gestione della sua identità online, nessun leader di livellonazionale sembra aggiornare i propri profili sui social media con lestesse modalità di gestione di un utente ‘medio’ di Facebook
  25. 25. Il self branding politico in ItaliaLa comunicazione politica prodotta in Italia sino ad ora,in ogni caso, non ha portato ai risultati sperati: i datisulla sfiducia verso le istituzioni politiche italiane (e ileader non fanno eccezione) ci dicono che, al di là dellespecifiche capacità tecniche dei singoli politici e deisingoli staff, le strategie di branding non sono piùsufficienti, ammesso che lo siano mai state
  26. 26. La comunicazionepolitica online oggi Perché il self-branding non basta più
  27. 27. 2008-2013: complessità esponenzialeLe prime (e uniche) elezioni politiche in cui i social media eranopresenti all’interno dello scenario mediatico sono state celebratenel 2008. Quattro anni fa gli utenti Facebook in Italia erano 600mila (dati Ibm). Oggi sono 21.7 milioni (+3600% in quattro anni,dati Audiweb/Nielsen). La quantità di contenuti generati è dunqueaumentata in modo esponenzialeA una crescita drammatica della complessità nella formazionedelle reti sociali, nella costruzione collettiva dei significati, delledinamiche di formazione dell’opinione pubblica, delleinterrelazioni tra comunicazione sui social media, riverberi suInternet (blog, editoria online) e conseguenze sui mezzitradizionali non è seguita una coerente presa di coscienza dellacentralità della comunicazione politica sui social media
  28. 28. Comunicazione politica online in Italia: limiti strutturali1. Utilizzo dei social media con scopi nondirettamente collegati alla comunicazione sui socialmediaI social media, più che il luogo del dialogo, dell’ascolto edell’interazione sono spesso intese come (piatta)forme alternativeper comunicare con il proprio pubblico evitandol’intermediazione (e il filtro, in alcuni casi) dei mezzitradizionali. Lo stile di comunicazione, dunque, è di tipo top-down classico e appare più una modalità alternativa all’invio dicomunicati stampa che la manifestazione di una volontà di usare isocial media per ciò che, di nuovo, possono offrire. Sempre piùspesso (e non per caso) proprio i comunicati stampa ospitano postdi Facebook o contenuti di Twitter
  29. 29. Comunicazione politica online in Italia: limiti strutturali2. Gestione del feedback estemporanea o addiritturaassenteLa prima conseguenza diretta dell’approccio top-down ai socialmedia è il relativo disinteresse per ciò che accade sui social medianei minuti, nelle ore, nei giorni successivi alla pubblicazione delcontenutoEsistono due modalità possibili di gestione del feedback e inentrambi i casi sono perseguite in modo assai relativoLa prima è il confronto con i commenti degli utenti, il botta erisposta, l’interazione vera e propria (modalità dialogico-interattiva). La seconda è l’analisi dei dati prodotti dagli utenti(modalità analitico-riflessiva)
  30. 30. Comunicazione politica online in Italia: limiti strutturali3. Anche se tutto fosse tecnicamente perfetto, il self-branding non sarebbe comunque sufficienteLe strategie di branding, anche le più raffinate, anche quelle in cuiil politico dedica tempo ed energie, corre rischi e si impegna inprima persona, non soddisfano tutti i bisogni di partecipazionepolitica di elettori ed attivistiLa comunicazione di brand sta alla comunicazione politica comeil comportamento d’acquisto sta alla politica. Poter interagirecon i canali ufficiali di un politico, di un’istituzione, di un brand ècertamente una possibilità gradita agli utenti, ma non è tutto. Se ilprodotto non funziona, se la Pubblica Amministrazione non eroga ilservizio di cui il cittadino ha bisogno, se il politico non mantieneuna promessa, le strategie di branding possono risultare inutili
  31. 31. Fine di una stagione della comunicazione politica online1. La comunicazione politica sui social media in Italiaè complessivamente insoddisfacente. I politici utilizzanostrategie di tipo classico/verticale, non interagiscono, nongestiscono il feedback, non lo analizzano, non usano gli strumenticon la stessa perizia dei loro interlocutori/elettori2. Anche se fosse la migliore possibile, i cittadinivogliono in ogni caso qualcosa in più delle strategie dibranding. C’è una richiesta di partecipazione e con-decisionenon soddisfatta dalla comunicazione di self-branding (ancor menoda quelle di personal branding)
  32. 32. La comunicazione politica online da domaniLa seconda stagione: dal self- branding all’Open Gov
  33. 33. Cos’è l’Open GovL’Open Government è una dottrina politica che afferma che icittadini devono avere il diritto di accedere ai documentipubblici e ai processi legislativi al fine di potenziare la capacitàdi controllo e regolazione delle politiche pubbliche (Laptrop eRuma, 2010)Il raggiungimento di questo obiettivo dipende in buona parte dallavolontà politica delle pubbliche amministrazioni di liberare i datipubblici (Open Data)Le pubbliche amministrazioni, i partiti e le organizzazioni politicheche intendano adottare decisioni con l’ausilio di sistemi di OpenGov dovrebbero attenersi a queste indicazioni. Nello specificodovrebbero pubblicare documenti in formato libero e nonproprietario, i cui dati all’interno dei documenti possano essereliberamente copiabili all’esterno
  34. 34. Cos’è l’Open GovLa filosofia ‘open’, applicata alle piattaforme, ai software e aiprocessi, permetterebbe ai cittadini di partecipare alle decisioniattraverso metodi di ascolto, condivisione e decisione basatiproprio sulla pubblicazione, sull’analisi, sulla condivisione e sullaverifica di dati apertiI contributi degli utenti, e le piattaforme utilizzate perraccoglierli, dovrebbero consentire la riproducibilità e lascalabilità dei processiEsempio: se un’applicazione funziona efficacemente in unComune, dovrebbe essere possibile adottarla anche nelle altrePubbliche Amministrazioni
  35. 35. Open Gov: primi passi globali1. Raccomandazione 19 (2001) del Comitato dei Ministri del Consigliod’Europa sulla “Partecipazione dei cittadini alla vita pubblica a livellolocale” stabilisce che le istituzioni e le amministrazioni pubbliche “devonoristabilire il contatto con i cittadini e rispondere loro in modo nuovo, alfine di mantenere la legittimità del processo decisionale” (Belisario,2010);2. Memorandum “Open Government Directive” del governo degli Stati(2009) basato sui valori di trasparenza (le istituzioni sono chiamate afornire ai cittadini dati e informazioni sulle decisioni prese e sul propriooperato), partecipazione (miglioramento della qualità delle sceltepolitico-amministrative degli enti pubblici, attraverso la proposta diinterventi che siano effettivamente legati alle esigenze e necessità deicittadini, utilizzando l’intelligenza collettiva di questi ultimi), ecollaborazione (le istituzioni non sono più enti a se stanti ma devonoimmaginarsi all’interno di una rete di partecipazione partecipata)composta da enti pubblici, organizzazioni no-profit e comunità di cittadini
  36. 36. Modelli di Open Gov #1 Governare con i cittadini:il modello Code for America
  37. 37. Code for AmericaCode for America (www.codeforamerica.org) è un’organizzazioneapolitica e senza scopo di lucro creata nel 2009 con lo scopo diportare tecnici dell’informazione sul web (in particolareprogrammatori e sviluppatori di applicazioni) all’interno deimunicipi delle città degli Stati UnitiA dicembre 2011 Code for America ha ricevuto 1.5 milioni di dollarida Google per sviluppare due nuove linee di intervento.‘Accelerator’ è il piano con cui l’organizzazione organizza l’offertadi spazi fisici, consulenza/mentorship e i primi fondi economicidestinati a privati cittadini affinché questi ultimi si impegnino acostituire ‘start-up civiche’, ossia società o gruppi impegnati a lorovolta nello sviluppo di piattaforme e software che favoriscanomeccanismi di Open Gov; ‘Brigade’ è il piano con cui Code forAmerica si impegna a collaborare con comunità locali allo scopo diconvertire e riutilizzare software per ‘usi civici’
  38. 38. Video #2 Jennifer PahlkaCodificare una migliore amministrazione
  39. 39. Codificare una migliore amministrazionehttp://www.ted.com/talks/lang/it/jennifer_pahlka_coding_a_ better_government.htmlLe amministrazioni possono funzionare comeInternet, senza restrizioni e aperte? Laprogrammatrice e attivista Jennifer Pahlka crede disì - e che le app, create rapidamente e a basso costo,siano un nuovo e potente mezzo per connettere icittadini alle amministrazioni - e ai loro vicini.
  40. 40. Code for America Applicazioni (1)La città di Boston durante l’inverno è spesso coperta di neve. Icittadini si impegnavano a ripulire le strade e i marciapiedi, manon avevano lo stesso tipo di cura per gli idranti i quali, ricopertidi neve ed esposti al freddo per periodi lunghi, rischiavano dirisultare inutilizzabili. Code for America ha dunque sviluppatoun’applicazione che permetteva ai cittadini di individuare gliidranti presenti a Boston e di rendersi ‘proprietari’ dell’idrante:qualsiasi abitante di Boston può scegliere un idrante, associarlo aun nome e ricevere la pubblica attestazione della ‘proprietà’,impegnandosi in cambio si impegna nella gestione dellamanutenzione dell’idrante. Il principale punto di forza diun’applicazione come quella utilizzata per gli idranti di Boston è lasua capacità virale: è sufficiente una mappa e un obiettivo perpoter sfruttare l’infrastruttura tecnologica per gli scopi piùdisparati
  41. 41. Code for America Applicazioni (2)Il Comune di Boston si è dotato di un’applicazione chiamataCitizen Connect. Dopo aver cercato aiuto presso l’Ufficio Relazionicon il Pubblico di Boston, una cittadina invia la segnalazione suCitizen Connect. Un suo vicino di casa la legge, va a trovarla erisolve il problema. Il potenziale di questo strumento può esserefacilmente colto se si immaginano utilizzi ben più rilevanti diquesta applicazione nella gestione dei problemi della vitaquotidiana: un guasto idraulico, l’assistenza a un anziano,l’organizzazione del trasporto dei figli a scuola. Sono questioniche si potrebbero risolvere semplicemente condividendo leinformazioni disponibili all’interno di una comunità cittadina eche, invece, spesso ricadono sull’ente pubblico, sul Comune inquesto caso, che deve affrontare costi evitabili per (non)risolvere problemi la cui varietà rende impossibile una codificauniversale e certa delle prassi da parte dei dipendenti comunali
  42. 42. Modelli di Open Gov #2Governare grazie ai cittadini: il modello Fix my street
  43. 43. Fix my streetFix my Street (www.fixmystreet.com) è un sito web realizzato daMySociety, progetto di e-democracy finanziato dalla fondazionenon a scopo di lucro UK Citizens Online DemocracyÈ un portale che può essere definito user generated, animato cioèdai contenuti sviluppati dagli utenti della piattaforma, ma puòessere anche definito public authority generatedLe pubbliche amministrazioni di Inghilterra, Scozia e Gallesricevono infatti segnalazioni dai cittadini, attraverso reportprodotti dal portale, su questioni attinenti la manutenzioneordinaria di strade, arredo urbano, illuminazione e sulla base diquelle segnalazioni possono intervenire, risolvere il problema eusare la stessa piattaforma per condividere gli esitidell’intervento dell’Amministrazione
  44. 44. Fix my street
  45. 45. Fix my streetLa redazione del portale si impegna a inviare le segnalazioni allepubbliche amministrazioni per conto dei cittadini e amonitorarne la presa in carico da parte dei Comuni constatistiche aggiornate in tempo realeL’interfaccia del portale richiede al cittadino/utente di compilarela segnalazione indicando il proprio codice postale, localizzare ilproblema su una mappa interattiva e scrivere un report dettagliatodel problema. In fase di compilazione della segnalazione si ha lapossibilità di allegare immagini per rendere la segnalazione piùattendibileL’utente può inoltre ricevere informazioni dettagliate su tutti ireport prodotti in una zona geografica a sua scelta (la propriacittà, per esempio), può inviare segnalazioni attraversoun’applicazione disponibile su telefoni cellulari e tablet, e puòanche sviluppare nuove varianti della applicazione originale
  46. 46. Fix my street
  47. 47. Fix my streetFix My Street prende in carico la segnalazione dei report prodottidai cittadini e li trasmette ai Comuni, verificandone lo stato diavanzamento. Non solo: My Society ha realizzato una piattaformaspeculare a quella disponibile per gli utenti e messa adisposizione dei Comuni che così possono verificare in temporeale quali segnalazioni sono state effettuate dai cittadini al finedi agevolare la loro gestione e la relativa comunicazione dellarisoluzione dei problemiLa presentazione dell’applicazione Fix My Street per i Comuni nonbada troppo a giri di parole nel presentare i vantaggi per lePubbliche Amministrazioni che decideranno di utilizzare lapiattaforma:“notificare i problemi risolti e migliorare i tassi dicustomer satisfaction”
  48. 48. Fix my street
  49. 49. Fix my streetFix My Street è la somma dei report indipendenti,decentralizzati, autonomi e aggregati su un’unicapiattaforma e restituisce un quadro analitico dei problemi dimanutenzione urbana user-generated che una pubblicaamministrazione non può offrire, pur con persone stipendiateal suo internoApplicazioni come queste mettono le PubblicheAmministrazioni davanti a una scelta precisa: valutare se lasola comunicazione delle proprie attività istituzionali siasufficiente a mantenere un buon livello di approvazione daparte dei cittadini, o se piuttosto la comunicazione con icittadini (e il governo grazie ai cittadini) permettacontemporaneamente di governare meglio e di ottenereconsenso senza troppi effetti collaterali negativi
  50. 50. Modelli di Open Gov #3 L’Open Gov, in Italia, senza Internet: il modello Capannori
  51. 51. Bilancio socio-partecipativoIl Comune di Capannori (Lucca) ha ideato un progetto dipartecipazione finanziato dall’Autorità Regionale per lapartecipazione della ToscanaIn particolare l’Amministrazione ha sviluppato unostrumento chiamato ‘bilancio socio-partecipativo’ concui i cittadini hanno potuto conoscere la qualità e laquantità di servizi erogati dal Comune, offrire unproprio indirizzo politico e gestionaleall’Amministrazione e, nello specifico, valutare epersino scegliere quali opere pubbliche dovesseroessere realizzate nell’anno seguente
  52. 52. Bilancio socio-partecipativo Il processo (1)Il processo è nato con un meccanismo di campionamentostatisticamente significativo della popolazione di Capannori.Durante l’estate del 2011 è stato costruito un panel di ottantapersone (venti per ogni quartiere) selezionate grazie a un sorteggiodalle liste anagrafiche e a una successiva intervista telefonica diconferma. Il gruppo è stato convocato in quattro sessioni plenarietra settembre e ottobre 2011In questa prima fase i cittadini hanno valutato il bilancio sia dalpunto di vista economico che politico, restituendo valutazioniche avrebbero poi concorso alla stesura del Bilancio sociale delComune di Capannori. Queste valutazioni hanno rappresentato ilpunto di partenza politico per la stesura del Bilancioeconomico 2012 e, in particolare, hanno tratteggiatola lista delle priorità
  53. 53. Bilancio socio-partecipativo Il processo (2)Nella seconda fase del processo i cittadini sono stati divisi inquattro gruppi da venti cittadini, omogenei per luogo di residenza(abitavano nello stesso quartiere). I gruppi si sono autoconvocati inmodo indipendente per due volte durante il mese di ottobre ehanno avuto il compito di stilare idee progettuali per lacreazione di opere pubbliche sul territorio di Capannori nel2012Il background comune di conoscenza è rappresentato dallaprima fase di conoscenza e di analisi delle carte del bilanciocomunale. Ogni cittadino può portare la propria competenza,esperienza e sensibilità poggiando la propria biografia su questosubstrato informativo condiviso
  54. 54. Bilancio socio-partecipativo Il processo (3)I progetti realizzati dagli ottanta cittadini sono stati analizzatidagli uffici comunali, che ne hanno valutato la fattibilità, i costie i tempi di realizzazioneLe idee che hanno superato questa prima selezione sono poi statesottoposte a una valutazione popolare più estesa: nel mese didicembre 2011, infatti, i progetti presentati dai cittadini egiudicati fattibili dal Comune sono stati oggetto di un’iniziativaunitaria nella sede del Municipio di Capannori
  55. 55. Bilancio socio-partecipativo Il processo (4)La prima parte del 2012 è servita a raccogliere i voti sui progettida parte dell’intera popolazione (stranieri inclusi) della cittadinatoscana. Il Comune ha infatti allestito veri e propri seggi nellequattro circoscrizioni e i cittadini hanno potuto esprimere laloro preferenza per i sette giorni successivi all’apertura deiseggiContemporaneamente gli ottanta cittadini che hanno partecipatoal processo di scrittura dei progetti hanno convocato assembleepubbliche di presentazione dei loro lavori nella lorocircoscrizione e al termine della presentazione i cittadini presentiin assemblea hanno potuto votare.Solo in questa fase Internet è stato utilizzato per raccogliereulteriori voti dai cittadini di Capannori
  56. 56. Bilancio socio-partecipativo Il processo (5)L’Amministrazione Comunale ha destinato 400mila euroai progetti più votati all’interno del processo dicreazione del bilancio socio-partecipato (100mila perCircoscrizione) e il denaro è stato distribuito suiprogetti più votati durante la consultazione popolareL’Amministrazione Comunale si è impegnata asviluppare i progetti ‘vincitori’ entro la fine del 2012
  57. 57. Modelli di Open GovSintesi: la tecnologia è nulla senza politica
  58. 58. Open Gov = Politica > TecnologiaSenza volontà politica la partecipazione è unprocesso sterile e le piattaforme capaci di raccoglieresegnalazioni dei cittadini girano a vuotoSe le amministrazioni comunali degli Stati Uniti nonvorranno ospitare i programmatori di Code for America,le potenzialità di quel programma non saranno maiutilizzate, sebbene le tecnologie siano già pronte esperimentate in contesti anche molto diversi tra loro
  59. 59. Open Gov = Politica > TecnologiaLa tecnologia senza politica non porta cambiamentosociale, mentre può essere vero il contrario: lapolitica può generare cambiamento nei modi e nelleforme dell’Amministrazione anche senza l’ausilio delweb e dei social mediaE può accadere anche in Italia (come dimostrato dalmodello Capannori), dove la fiducia verso le istituzioniè ai minimi e dove la domanda di partecipazione deicittadini è spesso frustrata
  60. 60. Conclusioni Processi di cambiamentodella comunicazione politica online
  61. 61. Democrazia senza fiducia: le conseguenze#1Le attuali strategie di comunicazione politica online e sui socialmedia in Italia, orientate quasi esclusivamente alla promozionedel self-branding politico (soprattutto tra gli staff dicomunicazione dei leader politici nazionali), hanno ottenuto nellamigliore delle ipotesi risultati irrilevanti nella difesa, nelconsolidamento e nella formazione del consenso dei politici, deipartiti e delle istituzioni e nella peggiore delle ipotesi sonorisultati addirittura controproducenti, soprattutto quando non siè tenuto conto della gestione del feedback prodotto dagli utenti,sia in senso dialogico-interattivo, ad esempio rispondendo aicommenti, sia in senso riflessivo-analitico, ad esempioraccogliendo i contributi degli utenti e sottoponendoli ameccanismi di analisi fattoriale, quantitativa e qualitativa, deitesti prodotti online
  62. 62. Democrazia senza fiducia: le conseguenze#2L’attuale comunicazione politica sul web e sui social media inItalia, pur sviluppandosi su piattaforme tecnologiche avanzate (enon disponibili solo fino a pochi anni fa), pur disponendo dipubblico potenziale molto grande, capillare, i cui output sonomisurabili, pur essendo pregna di ‘retorica della partecipazione’(soprattutto a ridosso degli appuntamenti elettorali) non èrealmente partecipativa. I processi di Open Gov sonoestemporanei, non centralizzati e totalmente dipendenti dallavolontà politica dei singoli amministratori locali. Non esistono,invece, processi di Open Gov funzionali a co-costruirela linea politica all’interno delle organizzazioni dipartito, soprattutto su scala nazionale
  63. 63. Democrazia senza fiducia: le conseguenze#2Non esistono strumenti universali (il modello Fix My Street) concui le organizzazioni politiche possono raccogliere contributimigliorativi da parte dei cittadini, ricevendo in cambio aiuto nellaregolazione amministrativa e ottenendo, come effetto‘collaterale’, livelli più alti di citizen satisfaction. Non esistonoapplicazioni ‘civiche’, sviluppate all’interno delle pubblicheamministrazioni e distribuite con codice aperto. Non esistonoregolamenti generali, contesti di intervento e applicazionipratiche dei processi di democrazia deliberativa. Lacomunicazione politica online dovrebbe badaresempre meno al self-branding e all’Open Gov,ammesso che alla politica interessi fare questo saltoin avanti
  64. 64. ConclusioniA che servono i tecnici della comunicazione politica online?
  65. 65. Politica > tecnologia: le conseguenzeI tecnici della comunicazione politica hanno oggi ilcompito prioritario di illustrare quali strategie,strumenti, pratiche possono contribuire allacostruzione dei (nuovi) meccanismi di consensoQuesti meccanismi passano per il miglioramento dei processi didecision-making (a sua volta regolatore indiretto delconsolidamento della citizen satisfaction), per la valorizzazionedel surplus cognitivo e della saggezza della folla e perl’attuazione di meccanismi di democrazia deliberativa mirata aricercare la soluzione di problemi complessi e per cui è necessariosviluppare una serie di azioni di riflessione, valutazione e giudizioche richiedono lunghi periodi di lavoro (come, ad esempio, i bilancie i piani urbanistici)
  66. 66. Politica > tecnologia: le azioni#1Passare dalla gestione della comunicazione politica allaformazione alla comunicazione politica, in particolare sui socialmedia. Le strategie di personal branding sono inefficaci; le azionidi self-branding sono necessarie ma non sufficienti e, in ogni caso,richiedono il coinvolgimento attivo, diretto, in prima persona daparte del politico. La comunicazione politica ‘di staff’ sui socialmedia non deve più (pre)occuparsi della produzione di contenuti,che dovrebbe spettare al leader politicoBisogna piuttosto mettere le organizzazioni politiche giàstrutturate (dipendenti comunali, funzionari di partito, staff deipolitici, per fare alcuni esempi) di gestire direttamente ifeedback raccolti online, sia in chiave dialogico-interattiva cheriflessivo-analitica
  67. 67. Politica > tecnologia: le azioni#2Contribuire alla progettazione di piattaforme aperte,esportabili, replicabili per raccogliere informazioni utilial miglioramento dei processi di decision-making sia incampo politico che amministrativo
  68. 68. E se proprio non sonoriuscito a convincervi… Non siamo ciò che diciamo, siamo il credito che ci danno. (José Saramago)
  69. 69. Un grande abbraccio Grazie! Dino Amenduni (http://about.me/dinoamenduni) Facebook: http://www.facebook.com/dinoamenduni Twitter: http://www.twitter.com/doonie LinkedIn: http://www.linkedin.com/dinoamenduni Slideshare: http://www.slideshare.net/doonie (qui sono pubblicate tutte le mie presentazioni) Proforma Site: http://www.proformaweb.it Facebook: http://www.facebook.com/proformaweb Twitter: http://www.twitter.com/proformaweb Youtube: http://www.youtube.com/proformaweb

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