Chat Luogo Pastorale Possibile
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Chat Luogo Pastorale Possibile

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Conferenza sulle Chat line, come luogo nel quale può avvenire una relazione comunicativa tra utenti. Luogo valoriale anche dal punto di vista pastorale.

Conferenza sulle Chat line, come luogo nel quale può avvenire una relazione comunicativa tra utenti. Luogo valoriale anche dal punto di vista pastorale.

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Chat Luogo Pastorale Possibile Presentation Transcript

  • 1. Chat luogo pastorale possibile?
  • 2. Due strade….
  • 3. … incominciamo un cammino
    • CHAT….
    • LUOGO
    • PASTORALE
    • … ..possibile?
  • 4.
    • CHAT….dove si collocano?
    • Fenomeno-strumento-luogo….che si colloca all’interno del più complesso “mondo” di Internet.
    • Consideriamo Internet sotto tre aspetti:
    • tecnico : insieme di computer collegati tra loro e realizzante una condivisione di connessioni e di informazioni
    • Antropologico : nella rete si realizza una dinamica relazionale che coinvolge l’uomo e la macchina; questa dinamica si connota come una dinamica “comunicativa”; quello che avviene non è una semplice trasmissione di dati ma una vera e propria comunicazione-condivisione di “presenze”
    • cognitivo : la rete, sia attraverso le sue dinamiche tecniche che antropologiche, realizza il “trasporto” di una notevole quantità di dati. La cognitività della rete si esprime, proprio grazie alle relazioni-condivisioni che avvengono in essa, in due livelli. Un livello “quantitativo” (i dati che vengono trasmessi…misurabili in bit) ed uno “qualitativo” (la relazione e la compresenza che si vengono a creare nella rete).
    • Questo ci dice che in internet non avviene un semplice passaggio di informazioni ma si realizza una vera e propria dinamica di comunicazione….relazione.
  • 5. Ma COS’E’ una CHAT?
    • Secondo WIKIPEDIA, le CHAT sono dei servizi (di diverso tipo) che permettono una discussione in “compresenza” ed “in tempo reale” (sincrona) tra diversi utenti.
    • La “materia prima” di questi servizi (che si realizzano all’interno della infrastruttura di Internet) può essere individuata semplicemente in un TESTO.
    • Scopo della CHAT è mettere in relazione più utenti. Non esiste una “chat solitaria”…..
  • 6. Il mio studio……
    • Volendo valutare la “valenza pastorale possibile” di questa “COSA” che è la CHAT, è nata l’esigenza di porsi in relazione ad essa con strumenti e metodi scientifici.
    • Considerato che ciò che appariva come l’elemento essenziale era lo svilupparsi di un TESTO, il mio studio ha cercato di analizzare la CHAT proprio attraverso una analisi di tipo semio-pragmatica.
    • Quello che perciò ho compiuto è un vero e proprio “viaggio” nel TESTO CHAT
    • … ..da questo viaggio emergono cose…molto interessanti!!
  • 7. Signori e signori…. LA CHAT!
  • 8.  
  • 9.  
  • 10. EMOTICONS PRIMO LIVELLO DI ANALISI
  • 11. EMOTICONS
    • Funzionalità “indicativa”
    • Funzionalità “emozionale”
    • Funzionalità “rappresentativa”
  • 12.
    • Abbiamo individuato alcuni “atti comunicativi” all’interno del testo; ovvero dei segni grafici che coincidono con alcune azioni compiute dal moderatore della Chat.
    • I più comuni sono i “kick” (calcio) ed il “ban” (far sparire)
    • Ci sono poi segni che rimandano direttamente a cambiamenti del tono di voce (virtuale) e, quindi, ad atteggiamenti comunicativi che si intendono veicolare. (maiuscolo)
    • Interessante il caso dell’utilizzo del maiuscolo per errore….errore che causa “disagio” da parte degli utenti.
    SECONDO LIVELLO DI ANALISI
  • 13. TERZO LIVELLO DI ANALISI Analisi dei flussi comunicativi all’interno della Chat
  • 14.  
  • 15.  
  • 16.  
  • 17. Cosa appare?
    • Quello che appare a prima vista in una chat, è l’alternarsi di frasi, scritte dagli utenti; queste frasi appaiono in base all’istante in cui sono digitate sui PC degli utenti. L’ordine di apparizione, crea un intreccio di frasi, di risposte, di interruzioni….
    • Quello che appare è un vero e proprio testo-dialogo, una realtà complessa e ricca dal punto di vista semiotico e dal punto di vista delle relazioni che avvengono all’interno del testo stesso.
    • Quello che appare è il costituirsi di una “community” che popola la chat….quasi fosse un luogo. E’ possibile dire che il testo diventa un LUOGO all’interno del quale avviene……
  • 18. RELAZIONE
  • 19. Chat: non strumento ma luogo
    • La chat non è uno strumento nel senso di un semplice “oggetto”. Abbiamo infatti visto come in essa non si realizzi un semplice passaggio di informazioni ma una “comunità comunicante ramificata”, ovvero quello che può essere definito un “luogo dell’esperienza teorico-pratica”
    • All’interno di questo luogo, sintesi armonica delle dimensioni di spazio e di tempo, si realizza un “qualcosa”. Questo “qualcosa” è una esperienza che viene creata e si realizza attraverso un testo. Il testo è lo “strumento” che nasce e si costruisce in virtù del dialogo che gli utenti decidono di realizzare all’interno della Chat.
    • La tipicità della chat come “luogo di chiacchiera” (ma soprattutto gli strumenti testuali in essa utilizzati) determinano il testo della chat stessa come testo “narrativo”. Attraverso il testo l’utente non dice solo qualcosa, ma dice anche (necessariamente) “qualcosa di sé”.
  • 20.
    • Attraverso questa dinamica narrativa e dialogica, gli utenti realizzano un vero e proprio “incontro”; un incontro che ha tutte le potenzialità per configurarsi come una “esperienza di comunicazione-comunione”
    • Possiamo dire perciò che il “luogo fisico” della chat, può configurarsi come luogo “praticamente rilevante”. La dimensione della “teoria” (i contenuti da comunicare) e della “pratica” (lo strumento, i codici, i segni) vengono a relazionarsi in modo reciproco all’interno di questo luogo….fanno….questo luogo.
    • Il valore, perciò, di questo luogo, non sta e non può stare esclusivamente nel “contenuto” e neppure nella qualità del “contenitore”. Esso può essere misurato esclusivamente nella qualità del “luogo relazionale” che utenti-contenuto-contenitore possono contribuire positivamente a creare.
  • 21. Il percorso compiuto….
    • Il nostro percorso ci ha fatto già compiere passi importanti:
      • CHAT
      • LUOGO….
    • Oria siamo al “passo determinante” E …..DELICATO.
  • 22. CHAT… LUOGO PASTORALE
  • 23. Alcune attenzioni…
    • E’ indubbio che la nostra analisi ha teso a sottolineare gli elementi e le dimensioni antropologicamente rilevanti che si vengono a creare all’interno del “luogo chat”.
    • E’ altrettanto chiaro che il “contenuto” e (ancora di più) il “contenitore” (per usare il linguaggio di prima) non sono e non possono essere irrilevanti. E non li sono….
    • Nonostante possano però essere molteplici le controindicazioni, in base ad una sorta di “principio di precauzione”, gli elementi positivi che sono emersi dal loro studio, non possono non essere considerati. Anche con tutte le attenzioni del caso….
  • 24. D’altra parte…..
    • D’altra parte però non possiamo non tentare (almeno) di individuare, all’interno di questo “luogo dell’esperienza” uno “spazio” di possibile incontro con l’ALTRO.
    • PERCIO’, pur rendendoci conto della “delicatezza” del nostro approccio, ed anche la molteplicità delle nostre sensibilità ed opinioni, non possiamo non tentare alcune “strade” per una valutazione (o per un uso) pastoralmente rilevante di questi strumenti.
  • 25. … .alcuni principi da rispettare…..
    • Il principio dell’Uomo come spazio di evangelizzazione. E’ necessario perciò elaborare una riflessione teologico-pratica circa le chat tenendo in considerazione le dinamiche antropologiche e sociologiche che caratterizzano lo “strumento” chat. Lo caratterizzano a tal punto da trasformarlo da “strumento” in “luogo dell’esperienza”.
    • Il principio “di incarnazione” che, permettendo l’incontro, sempre e comunque, tra Dio e l’uomo, apre le porte alla valorizzazione (critica ovviamente) di ogni realtà umana come realtà potenzialmente capace di essere “luogo pastorale” (nel senso di incontro con il Pastore….).
    • Il principio in base al quale la prassi pastorale non è mai applicazione concreta di un “contenuto” teorico. Ma l’incontro possibile, sempre verificabile storicamente, illuminati dalla luce veritativa del Vangelo e del Magistero, tra le realtà umane e Dio. Un incontro già realizzato nell’incarnazione-resurrezione-redenzione. Un incontro….da “facilitare” e da non ostacolare. Un incontro da realizzare, consapevoli che “colui che incontra” (cfr. Parabole del Regno) è Cristo.
  • 26. … alcuni rischi da non correre….
    • Concepire il Vangelo come il “contenuto” da veicolare attraverso le chat, e quindi misurare su questo fattore la produttività pastorale delle stesse.
    • Dimenticarsi del valore dell’incontro come “luogo pastorale”
    • Considerare la tecnologia come qualcosa di neutro. Lo strumento (proprio in quanto crea un luogo della relazione) è sempre “determinato” (o potenzialmente tale). Perciò anche il “modo” di utilizzo e la “scelta” degli strumenti, diventa rilevante, ai fini dell’esperienza pastorale in Rete.
    • Considerare la tecnologia e la rete, come un semplice “conduttore di informazioni”.
  • 27. … su quali piste lavorare?
    • Lavorare sulla triplice pista indicata dalle “tre dimensioni” che si realizzano nella Chat
      • La dimensione comunicativa
      • La dimensione relazionale
      • La dimensione comunitaria
    • Lavorare sui “principi” esposti precedentemente:
      • Valorizzando le dimaniche antropologiche e sociologiche presenti nelle Chat
      • Valorizzando la dimensione del “testo” come “narrazione del sé”, anche attraverso competenze di psico-linguistica
      • Valorizzando la dimensione culturale dei nuovi mezzi di comunicazione (e non solo quella strumentale)
      • Cercando di crescere in una corretta impostazione teorico-pratica, che individui una “sana” teologia della comunicazione….
  • 28. GRAZIE
  • 29. Principio della complessità nella comunicazione
    • La comunicazione elettronica in ambiente virtuale, tende, di sua natura, a diventare più complessa.
    • Da strumenti testuali, siamo passati a strumenti visivi, poi all’utilizzo delle immagini e dei video (webcam)….cone alcuni tentativi di “balzi in avanti” (al limite della fantascienza) come l’utilizzo di strumenti di comunicazione “multisensoriali”.
    • Questo ci dice come la comunicazione, su internet, tenda ad una sempre maggiore complessità, e – in ultima analisi – ad una specie di “ritorno” alla “analogicità”.
    • La nostra società non “morirà” digitale, ma analogica.
    • (potrebbe essere una nuova prova dell’esistenza di DIO???) 
  • 30. Principio della sinfonicità della comunicazione
    • La comunicazione tende di suo a realizzarsi con più strumenti possibili, attraverso più canali possibili. Ciò è iscritto nella stessa natura umana…(cfr. I 5 sensi)
    • Ogni utilizzo di uno specifico canale, tenderà perciò ad essere integrato attraverso l’utilizzo di altri canali (cfr. Principio precedente)
    • Chi usa una chat, non potrà mai limitare la sua comunicazione a questo esclusivo strumento.
    • Chi usa la chat ed altri strumenti per comunicare, avrà sempre una percezione della comunicazione tendenzialmente scevra da rischi “totalizzanti”.
    • Perciò anche se in quel momento lo strumento chat in sé può risultare non pienamente “comunicativo”, la comunicazione (come relazione con gli altri) sarà comunque integrata da altri momenti e luoghi nei quali l’utente è necessariamente immerso.