Presentazione Maurizio Ferrera

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Maurizio Ferrera presenta le tesi contenute nel suo libro \"Il fattore D. Perchè il lavoro delle donne farà crescere l\'Italia\".

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  • Presentazione Maurizio Ferrera

    1. 1. Il fattore “D”. Perchè il lavoro delle donne farà crescere l’Italia Prof. Maurizio Ferrera Università degli Studi di Milano “ Donne al Volante” Monza, 1 dicembre 2008
    2. 2. L’argomento in breve <ul><li>Da anni l’Italia cresce poco o nulla. </li></ul><ul><ul><li>Cresce poco dal punto di vista economico e cresce ancora meno dal punto di vista demografico </li></ul></ul><ul><li>Tre grandi problemi: </li></ul><ul><li>Troppe donne a casa </li></ul><ul><li>Troppe culle vuote </li></ul><ul><li>Troppi bambini poveri </li></ul>
    3. 3. “ Troppe donne a casa” <ul><li>in Italia il tasso di occupazione nel 2007 era il 46,6% (media Ue27 58,3%; Ue15 59,7%). </li></ul><ul><li>Nelle regioni del Sud valore scende al 31,1% (Nord-est 57%, Nord-ovest 56%). </li></ul><ul><li>ma più del 40% delle donne inattive dichiara che “vorrebbe lavorare” </li></ul>Emilia Romagna (tasso di occupazione più alto fra le regioni italiane): 61,5%; Lombardia 56,5%; ma: Ä land (FI): 76,9%; Stockholm (SW): 74%; Berkshire, Bucks and Oxfordshire (UK): 73,1%; ...
    4. 4. “ Troppe culle vuote ” <ul><li>Nel 1965 il numero medio dei figli per donna era pari a 2,66: abbondantemente al di sopra di quel 2,1 necessario per mantenere costante la popolazione. </li></ul><ul><li>Nel corso degli ultimi cinque decenni il valore è sceso a 1,3 (nell’Ue15 è 1.6; FR 2.0; SW 1.9; DK e FIN 1.8;). </li></ul><ul><li>Nel 2020 saremo, insieme alla Germania, il Paese europeo con meno giovani: solo 18 giovani ogni cento italiani, di contro a 30 anziani. </li></ul>
    5. 5. “ Troppi bambini poveri ” <ul><li>il 25% dei minori (0-16 anni) vive in povertà (19% per l’Ue15) (dati Eurostat) </li></ul><ul><li>l'incidenza della povertà fra i minori è ormai più alta di quella fra gli anziani (16,5%) e la forbice continua ad allargarsi </li></ul><ul><li>In Italia il rischio di povertà è fortemente correlato all'ampiezza della famiglia e all’area di residenza </li></ul>
    6. 6. Come uscire dal circolo vizioso? <ul><li>In economia “donna conviene” </li></ul><ul><ul><li>“ Womenomics”: la valorizzazione delle donne genera circoli virtuosi per l’occupazione, la produzione, il consumo, l’investimento e dunque produce significativi vantaggi per l’economia nel suo complesso e per le sue dinamiche di sviluppo . </li></ul></ul><ul><li>Più occupazione e più figli: la sfida della conciliazione </li></ul><ul><ul><li>le donne desiderano avere sia dei figli sia un’occupazione </li></ul></ul><ul><ul><li>a quali condizioni l’occupazione femminile favorisce o almeno non ostacola la propensione ad avere figli? </li></ul></ul><ul><ul><li>la sfida da affrontare è quella della conciliazione: far sì che le aspirazioni e le responsabilità lavorative diventino più compatibili con le aspirazioni e le responsabilità genitoriali. </li></ul></ul><ul><li>Un nuovo welfare: il “modello Lego” </li></ul>
    7. 7. L’agenda delle riforme <ul><li>Rendere più “conveniente” il lavoro delle donne </li></ul><ul><li>Facilitare la conciliazione tra “vita” e “lavoro” </li></ul><ul><li>Pari opportunità, ma anche promozione della leadership femminile </li></ul>
    8. 8. Rendere più “conveniente” il lavoro delle donne <ul><li>meno tasse sugli stipendi delle donne (riduzione delle aliquote IRPEF oppure (meglio) aumento dei crediti di imposta per le donne che lavorano) </li></ul><ul><li>meno oneri sociali per le imprese che assumono donne </li></ul><ul><li>crediti agevolati alle donne che vogliono creare nuove imprese (anche piccole). </li></ul>
    9. 9. Facilitare la conciliazione tra “vita” e “lavoro” <ul><li>orari e organizzazione del lavoro più flessibili, soprattutto per madri e padri (es. diritto a passare al lavoro part-time per dodici mesi dopo la nascita di un figlio, come in Olanda e nei paesi nordici; creare “banche del tempo”; etc.) </li></ul><ul><li>introdurre il congedo di paternità retribuito (come i “daddy days” in Svezia o in Spagna) </li></ul><ul><li>aumentare gli importi dei congedi parentali </li></ul><ul><li>investire negli asili nido. Aumentare i posti, ma anche abbassare le rette (altrimenti se ne va gran parte dello stipendio delle madri) ed estendere orari di apertura, anche d’estate. </li></ul>
    10. 10. Pari opportunità, ma anche promozione della leadership femminile <ul><li>varare una “Legge sull’eguaglianza di genere” che renda più stringenti i divieti di discriminazione contro le donne nel mondo del lavoro e incentivi le amministrazioni pubbliche e le imprese private ad accrescere la quota di personale femminile, soprattutto nelle posizioni dirigenziali </li></ul><ul><li>creare una Accademia Nazionale per i Talenti Femminili (premi, borse di studio, corsi di formazione per le studentesse più brave delle scuole secondarie e delle università) </li></ul><ul><li>quote rosa nelle liste elettorali dei partiti. Senza un numero consistente di donne in Parlamento è difficile fare progressi. La massa critica è intorno al 30% (i paesi nordici sono già al 50%), noi siamo fermi al 21,3% (Camera) e al 18,1% (Senato) (XVI Leg.). </li></ul>
    11. 11. Cosa si sta facendo? <ul><li>2007: Nota aggiuntiva su “Donne, innovazione e crescita” allegata al Rapporto sul PNR 2006-2008 </li></ul><ul><li>Legge delega (comma 30 L. 247/2007 ): proposte nella giusta direzione </li></ul><ul><li>Proposta PD: DDL “Misure urgenti a sostegno della partecipazione delle donne alla vita economica e sociale” (S.784; 20/06/2008) </li></ul><ul><li>Governo: </li></ul><ul><li>“ Il Governo intende operare nel prossimo triennio con misure volte ad elevare in misura sostanziale il tasso di occupazione femminile, promuovendo non solo politiche del lavoro in grado di favorire tale sviluppo, ma anche strategie di welfare funzionali ad accrescere il contributo occupazionale delle donne. Per dare maggiore concretezza e visibilità agli interventi di promozione delle pari opportunità e per l’occupabilità delle donne il Governo predisporrà un Piano Nazionale basato su un’ampia gamma di azioni.” (PNR 2008, pag. 96). </li></ul>

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