Donne e scienza, Convegno Donne al volante, Vimercate 26 marzo 2009
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Donne e scienza, Convegno Donne al volante, Vimercate 26 marzo 2009

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La situazione delle donne che si occupano di scienz in Italia e nel mondo: a confronto le diverse realtà del mondo.

La situazione delle donne che si occupano di scienz in Italia e nel mondo: a confronto le diverse realtà del mondo.
Ancora nel nostro paese la scienza è predominata dagli uomini.

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Donne e scienza, Convegno Donne al volante, Vimercate 26 marzo 2009 Presentation Transcript

  • 1. Simona Palermo, PhD Parco Tecnologico Padano s.r.l. FAiR – Fairness and Accountability in Research
  • 2. Le competenze scientifiche femminili: luci e ombre nel contesto italiano e in quello internazionale
    • I dati della rappresentanza di genere nel settore scientifico-tecnologico:
      • educazione/formazione
      • occupazione e carriera
      • percezioni e atteggiamento
    • Luci e ombre
        • Azioni positive possibili
  • 3. I nostri dati
    • realizzato da:
    • Observa – Science in Society www.observa.it
    • FAiR – Fairness and Accountability in Research www.fair-research.eu
    • con il supporto di
    • Unesco – Office in Venice
    • Studio Pirovano Consulting s.r.l.
    Raccolta di dati e informazioni, provenienti dalle più autorevoli fonti nazionali e internazionali, non solo sulla presenza della donna nella ricerca, ma anche sugli orientamenti del pubblico femminile verso scienza e tecnologia e sulle attività internazionali, associative e progettuali promosse a favore delle donne nella scienza. Ricerca sulla dimensione e le percezioni di genere realizzata dal PTP in collaborazione con Observa nell’ambito dei Gender Action Plans di due grandi network di ricerca europei FP6 nel settore della genomica animale
  • 4. Donne e Scienza 2008 L’Italia e il contesto internazionale Università – Facoltà scientifiche In Italia le donne che frequentano le facoltà scientifiche sono il 57% del totale di iscritte all’Università, percentuale che supera sia la media europea (56%) sia quella mondiale (50%). Tuttavia, alcune facoltà (Ingegneria, Industria e costruzioni) risultano ancora di appannaggio prevalentemente maschile, mentre le donne prevalgono nelle facoltà di Medicina e Farmacia.
  • 5. Donne e Scienza 2008 L’Italia e il contesto internazionale Università – Lauree Sul totale dei laureati italiani in discipline scientifiche le donne sono soltanto il 32.4% e ancora più bassa è la percentuale nel campo dell’ingegneria (20.5%), mentre rappresentano il 91.4% dei laureati nell’area dell’insegnamento.
  • 6. Donne e Scienza 2008 L’Italia e il contesto internazionale Università – Facoltà scientifiche Nell’ambito delle facoltà scientifiche, le più frequentate dalle donne sono Scienze biologiche (68.8%) e Biotecnologie (63.1%), dove le donne prevalgono rispetto agli uomini. Decisamente più basse le percentuali per altre facoltà, quali Informatica (12.5%), Ingegneria dell’informazione (14.7%), industriale (18.7%), civile (24.9%), dove le donne sono ancora in netta minoranza.
  • 7. Donne e Scienza 2008 L’Italia e il contesto internazionale Università – Lauree e dottorati Le donne italiane che conseguono una laurea o un dottorato di ricerca in Ingegneria, Industria e Costruzioni sono soltanto il 29% del totale di lauree/dottorati (media che non si discosta molto dalla media europea), contro l’81% di donne che ottengono una laurea/dottorato in Scienze Umane e discipline artistiche e il 64% di Medicina e Farmacia.
  • 8. Donne e Scienza 2008 L’Italia e il contesto internazionale Carriera universitaria Il diagramma a forbice Mentre le donne prevalgono numericamente tra gli iscritti all’Università e tra i laureati, nelle fasi successive della carriera universitaria la percentuale di donne decresce man mano a favore dei colleghi uomini, a livello sia Europeo sia italiano.
  • 9. Donne e Scienza 2008 L’Italia e il contesto internazionale Docenti universitarie In Italia, la percentuale di donne tra i docenti universitari, che non raggiunge il 30% nemmeno nelle Scienze Umane, è decisamente bassa per tutte le discipline scientifiche (tra il 6.1% e il 15.9%). La situazione europea è ancora meno incoraggiante, con valori percentuali medi anche inferiori a quelli italiani.
  • 10. Donne e Scienza 2008 L’Italia e il contesto internazionale Ricercatrici in tutti i settori Nel complesso le donne italiane impegnate nella ricerca sono il 30% del totale dei ricercatori. Le percentuali più incoraggianti sono state registrate in Portogallo, Fed. Russa, Rep. Slovacca, mentre i dati più sconfortanti vengono da Giappone e Corea e, in Europa, Paesi Bassi.
  • 11. Donne e Scienza 2008 L’Italia e il contesto internazionale Ricercatrici nel settore privato Nel complesso le donne italiane impegnate nella ricerca nel settore privato sono il 23.1% del totale dei ricercatori, valore che si discosta poco dalla media europea del 24%. Le donne sono più numerose, a livello sia italiano sia europeo, nell’industria farmaceutica (49.1%) e chimica (38.3%), mentre scarseggiano soprattutto in quella manifatturiera (16.4%) A livello europeo i numeri più incoraggianti vengono da Romania (49.8%), Bulgaria (49.5%), Lettonia (44.4%) e Svezia (44.1%)
  • 12. Donne e Scienza 2008 L’Italia e il contesto internazionale Occupazione nei settori scientifici Il primato spetta alla Polonia (60.7%), seguita da Ungheria (60.3%) e Rep. Slovacca (56.1%). La media italiana (46.8%) relativa alle donne occupate nei settori scientifici è di poco inferiore a quella europea (50.2%). A quali ruoli sono riferite queste percentuali?
  • 13. Donne e Scienza 2008 L’Italia e il contesto internazionale Comitati scientifici Le donne sono in netta minoranza nei comitati scientifici in Italia così come nella maggior parte dei Paesi europei. Fanno eccezione Norvegia, Finlandia e Svezia, dove i due generi sono rappresentati in maniera quasi equa.
  • 14. Donne e Scienza 2008 L’Italia e il contesto internazionale Brevetti nel settore IT Solo il 5% dei brevetti di origine statunitense e il 3% di quelli di origine giapponese sono intestati a donne.
  • 15. Donne e Scienza 2008 L’Italia e il contesto internazionale Gap salariale di genere L’Italia è uno dei Paesi dove maggiore risulta la differenza di stipendio tra donne e uomini nel campo della ricerca (33.3%) Eurostat – Internation Women Day (8 Marzo 2009)
  • 16. In sintesi:
    • A livello scolastico ed universitario disparità osservabili soprattutto nell’ambito di determinate discipline;
    • Segregazione orizzontale: donne poco rappresentate in alcuni settori (Ingegneria e scienze “dure”);
    • Segregazione verticale: molte donne nelle fasi iniziali della carriera scientifica, poche nei ruoli di responsabilità, nei comitati scientifici, titolari di brevetti, finanziamenti, vincitrici di premi Nobel, ecc.;
    • Stipendi più bassi e peggiori condizioni contrattuali (contratti a termine).
  • 17. I Gender Action Plans
  • 18. I Gender Action Plans
    • Le proposte di Progetti Integrati e Reti di Eccellenza del FP6 dovevano contenere un piano d'azione sulle questioni di genere che illustrasse azioni e attività da realizzare nell’ambito del progetto per promuovere il ruolo delle donne partecipanti.
    • Il piano d'azione è un insieme di misure stabilite dal contraente, in funzione di ciò che ritiene più opportuno realizzare nell'ambito del progetto, e sulla base della sua visione delle problematiche di genere nel campo della scienza.
    • Il piano d'azione può comprendere misure quali ad es.:
    • realizzazione di azioni specifiche per coinvolgere un maggior numero di donne nel progetto,
    • collegamenti con reti di ricercatrici nel settore del progetto,
    • assunzione di esperti di questioni di genere per esaminare/verificare/monitorare la dimensione di genere del progetto,
    • organizzazione di seminari/conferenze/workshop per sensibilizzare il pubblico sulla necessità di rafforzare la parità di genere,
    • svolgimento di indagini/analisi.
  • 19. I Gender Action Plans Ricerca condotta su un campione di 103 ricercatori (47 donne e 56 uomini) facenti parte di 2 grandi network di ricerca europei nel settore della genomica animale. MONITORAGGIO quantitativo e qualitativo attraverso un QUESTIONARIO strutturato preparato in collaborazione con Observa - Science in Society Observa – Science in Society è un’associazione culturale senza fini di lucro che intende promuovere la ricerca, la riflessione e il dibattito sui rapporti tra scienza e società, favorendo il dialogo tra ricercatori, policy makers e cittadini.
  • 20. I Gender Action Plans
    • SCOPO del monitoraggio:
    • raccogliere dati su
    • dimensione di genere del progetto
    • dati disaggregati per sesso su:
      • percezioni e atteggiamenti
      • livello di soddisfazione professionale
      • eventuali differenze nel reclutamento, progressione di carriera e scelte di vita privata
    •  evidenziare aspetti critici del ruolo delle donne nei meccanismi della ricerca scientifica ed identificare possibili cause di disparità
    •  sviluppare misure specifiche per riequilibrare la rappresentanza di genere dei progetti
  • 21. Alcuni risultati Età Le donne sono molto più numerose nelle fasce d’età più basse.
  • 22. Alcuni risultati Contratto La stragrande maggioranza degli uomini ha un contratto a tempo indeterminato, mentre tra le donne sono molto diffusi i contratti a termine.
  • 23. Alcuni risultati Ruolo Le posizioni apicali sono quasi esclusivamente ricoperte da uomini, mentre le donne hanno ruoli di livello inferiore.
  • 24. Alcuni risultati Famiglia La stragrande maggioranza degli uomini è sposata o convive (80%) e ha figli (74%), mentre sono tante le donne single (36.8%) e senza figli (47.6%).
  • 25. Alcuni risultati
    • Soddisfazione
    • Gli uomini sono mediamente più soddisfatti.
    • L’insoddisfazione femminile riguarda soprattutto aspetti quali:
    • opportunità di carriera
    • tipo di contratto
    • opportunità di pubblicare
    • ruolo nelle decisioni importanti
  • 26. Alcuni risultati Percezioni su questioni di genere nella ricerca Sono soprattutto le donne a ritenere che la ricerca sia governata dagli uomini e che le donne vengano troppo spesso relegate a ruoli secondari.
  • 27. Alcuni risultati Percezioni su questioni di genere nella ricerca Le questioni di work-life balance sono sentite sia dagli uomini che dalle donne. Un dato abbastanza sorprendente riguarda la percentuale di ricercatrici (superiore a quella dei colleghi maschi) che ritiene che le donne siano meno disposte a combattere per la carriera e che siano meno dotate rispetto agli uomini sia per la ricerca in sé sia per assumere incarichi di responsabilità.
  • 28. Alcuni risultati Percezioni su questioni di genere nella ricerca Tra le cause della limitata presenza femminile nella ricerca, la maggior parte dei ricercatori individua la difficoltà di conciliare carriera e famiglia e, secondariamente, il fatto che sia un contesto dominato dagli uomini.
  • 29. Alcuni risultati
    • generale squilibrio a sfavore delle donne, nonostante riconoscimento di qualità scientifiche e professionali;
    • scarsa rappresentanza femminile nei ruoli manageriali e di responsabilità, scarsa partecipazione ai processi decisionali;
    • migliori condizioni contrattuali per gli uomini;
    • difficoltà di conciliare carriera scientifica con impegni familiari;
    • atteggiamento auto-discriminatorio femminile.
  • 30. Il “soffitto di cristallo” Maggiore è il GCI, maggiore è lo spessore del soffitto di cristallo GCI=1 non c’è differenza tra donne e uomini GCI>1 le donne sono sottovalutate GCI<1 le donne sono sopravvalutate EU2.1 Italia1.9
  • 31. si può abbattere il soffitto di cristallo?
  • 32. diversità di genere come obiettivo strategico
    • “ Se intendiamo trasformare l'Europa in una destinazione di livello mondiale per la ricerca, dovremo fare miglior uso delle nostre donne scienziato.
    • Ne hanno bisogno l'industria, le nostre istituzioni educative e le nostre scelte politiche.
    • Se non creiamo un sistema più giusto, al quale tutti possano partecipare in maniera equanime, escluderemo un'ampia fetta di talento e potenziale, che non possiamo permetterci di perdere”
      • Janez Potocnik
      • Commissario Europeo per la Scienza e la Ricerca
    • “ Paesi che non capitalizzano a pieno una metà del proprio capitale umano corrono il rischio di minare il loro potenziale competitivo”
      • Laura Tyson
      • docente di Business Administration and Economics
      • all’Università di Berkeley in California
  • 33. Do women in top management affect firm performance? Case study: N. Smith, V. Smith, M. Verver. Do Women in Top Management Affect Firm Performance? A Panel Study of 2500 Danish Firms (2005). IZA DP No. 1708 Studio condotto su 2500 aziende danesi allo scopo di valutare l’influenza sulla performance aziendale della proporzione di donne nel management. Risultati ambigui, dipendenti dalla definizione del concetto di performance e dalla misura della rappresentanza femminile nel management. L’effetto variava da nullo a positivo: effetti positivi sono stati osservati soprattutto in relazione alla presenza di donne manager con un titolo di laurea, mentre minore è risultata l’influenza sulle performance aziendali di donne con un grado di istruzione inferiore. Le performance aziendali vengono realmente migliorate dalla presenza femminile nel management o piuttosto sono le aziende che hanno performance migliori ad essere più propense ad affidare a donne incarichi dirigenziali?
  • 34. “ Donne al vertice e gestione aziendale”
    • A cura del Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro (CNEL), 2005.
    • Ricerca condotta su un campione di 1.000 donne manager e imprenditrici per approfondire lo studio delle variabili di genere e del loro ruolo nella gestione in imprese in cui le donne hanno sfondato il soffitto di cristallo.
    • Aree della ricerca:
    • quali sono le ragioni del successo delle donne ai vertici;
    • quali sono le differenze di genere nel management;
    • le relazioni tra maggiore presenza delle donne nel management e successo delle imprese.
  • 35. “ Donne al vertice e gestione aziendale” Ragioni di successo delle donne al vertice aziendale 1) caratteristiche personali (94.50%) 2) caratteristiche organizzative dell’impresa (44.95%) 3) caratteristiche del settore (28.13%) 4) fattori relativi alla famiglia di origine (25.69%). Relazioni tra presenza femminile nel management e successo delle imprese Il 70% delle intervistate ritiene che le imprese che hanno un maggior numero di donne nel gruppo di management producono performance migliori delle altre, soprattutto se valutate non secondo indicatori tradizionali (risultati economici e volumi di produzione), ma secondo indicatori diversi (qualità del prodotto, efficacia nel raggiungimento di obiettivi, qualità del lavoro), spesso prioritari per il successo delle imprese.
  • 36. Azioni positive possibili
    • Promuovere partnerships con Scuole e Università per favorire l’afflusso femminile nelle carriere tecnico-scientifiche, incoraggiando ragazze e giovani donne a intraprendere studi e carriere in questo settore;
    • Applicare criteri di merito e di valorizzazione del “potenziale” nel reclutamento del personale;
    • Promuovere politiche di genere non solo di conciliazione, ma volte a ridefinire i criteri di reclutamento e promozione in ottica meno maschile;
    • Implementare politiche di conciliazione che coinvolgano uomini e donne;
    • Promuovere la crescita professionale delle donne e coltivare i talenti femminili, esponendo le donne ad esperienze professionali stimolanti e impegnative;
    • Promuovere il networking e fornire strumenti di formazione e sviluppo utili alle donne per sostenere una carriera nel settore tecnico-scientifico;
    • Offrire training non solo di tipo tecnico, ma anche attitudinale;
    • Definire programmi specifici di mentoring, counselling e coaching.
  • 37. Azioni positive possibili “ Le future opportunità per le giovani scienziate nell’industria dipendono in maniera considerevole dall’atteggiamento della società europea verso le donne impegnate nelle carriere scientifiche-tecnologiche. Genitori, amici, insegnanti, docenti e assistenti universitari, consulenti di carriera e datori di lavoro rivestono un ruolo fondamentale per ragazze e giovani donne nel pianificare la loro carriera. Pertanto le professioni e le carriere scientifiche vanno presentate come prospettive allettanti per le giovani donne”
  • 38. Azioni positive possibili
    • Promuovere partnerships con Scuole e Università per favorire l’afflusso femminile nelle carriere tecnico-scientifiche, incoraggiando ragazze e giovani donne a intraprendere studi e carriere in questo settore;
    • Applicare criteri di merito e di valorizzazione del “potenziale” nel reclutamento del personale;
    • Promuovere politiche di genere non solo di conciliazione, ma volte a ridefinire i criteri di reclutamento e promozione in ottica meno maschile;
    • Implementare politiche di conciliazione che coinvolgano uomini e donne;
    • Promuovere la crescita professionale delle donne e coltivare i talenti femminili, esponendo le donne ad esperienze professionali stimolanti e impegnative;
    • Promuovere il networking e fornire strumenti di formazione e sviluppo utili alle donne per sostenere una carriera nel settore tecnico-scientifico;
    • Offrire training non solo di tipo tecnico, ma anche attitudinale;
    • Definire programmi specifici di mentoring, counselling e coaching.
  • 39. Spazio spazio, io voglio, tanto spazio per dolcissima muovermi ferita: voglio spazio per cantare crescere errare e saltare il fosso della divina sapienza. Spazio datemi spazio ch’io lanci un urlo inumano, quell’urlo di silenzio negli anni che ho toccato con mano. Alda Merini nella Prefazione a: “Un altro genere di tecnologia”