Lezione 1   presentazione corso de franceschi
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Lezione 1 presentazione corso de franceschi

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Agenda della Formazione

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  • 1. Agenda della Formazione
  • 2. Piano di Lavoro
    • Presentazione del Docente Tutor
    • Informazioni logistiche [calendario; Indirizzo Blog; password Blog; e-mail]
    • Questionario on line [profilo dei corsisti]
    • Presentazione del progetto ai corsisti
    • E-mail: [email_address]
    • Raccolta delle problematiche poste dai corsisti
    • Presentazione del Blog (modalità di accesso e di collaborazione)
  • 3. Il Blog didattico
    • www.ipsdefranceschi.wordpress.com
  • 4. Tra il 1° ed il 2° incontro di formazione
    • I corsisti scaricano il software Notebook ver. 10.7 dal sito della Smart e lo installano seguendo la guida presente nel Blog.
    • I corsisti compileranno il Questionario di inizio corso .
  • 5. 2° e 3° incontro di formazione
    • Presentazione dello strumento.
      • Funzioni e funzionamento della LIM.
    • Esplorazione del software in dotazione.
      • Modalità di Download gratuito e di utilizzo.
    • Funzioni del Software.
    • I corsisti costituiscono in autonomia dei gruppi di lavoro sulla base dell’ordine di scuola, delle discipline insegnate, del Consiglio di Classe, ecc.
    • Cultura digitale e didattica interattiva .
    • I corsisti utilizzeranno a gruppi tutte le LIM dell’Istituto per esplorarne le funzioni e l’utilizzo .
  • 6. 4° e 5° incontro di formazione
    • Oggetti di apprendimento e Assets formativi
      • Che cosa è un Learning Object
    • Utilizzo del Blog
  • 7. Obiettivi generali del corso
    • Non è un corso tecnico , ma metodologico attraverso la tecnologia
    • Non è un corso eterodiretto ma assistito (il tutor non “insegna”, ma apre un confronto collegiale e interscolastico su...
      • Potenzialità della multimedialità e delle TIC
      • Trasformazione degli ambienti di apprendimento
    • Ruolo del Docente-Tutor
      • Condivisione di aspettative, esperienze, competenze;
      • Individuazione di problematiche ;
      • Assistenza e consulenza tecnica ;
      • Collaborazione alle attività ;
      • Sostegno alla sperimentazione .
  • 8. Obiettivi generali del corso
    • Date alcune esigenze (condivise?), quali...
      • Personalizzazione della didattica
      • Nuova mediazione dei contenuti
      • Costruzione della conoscenza
      • Laboratorialità
    In che misura la tecnologia migliora la didattica?
  • 9. Obiettivi generali del corso
    • Capire cosa è una LIM e cosa “fa”
    • Usare la LIM, sondarne le funzioni...
    • Capire le potenzialità e l'uso del software interno (Smart Notebook)
    • Ipotizzare usi del computer + videoproiettore + rete Internet in classe...
    • Conoscere la piattaforma di condivisione on line
  • 10. Le fasi delle competenze del docente Integrazione nella didattica ordinaria (medio periodo) Non utilizzo Appropriazione Utilizzo Adattamento Familiarizzazione Ripensamento Evoluzione Innovazione
  • 11. Il percorso di formazione in sintesi Familiarizzare la LIM Progettare Unità di lavoro Creare una lezione digitale con la LIM Repository lezioni Sperimentare la lezione in classe Riflettere sulla sperimentazione
  • 12. Cosa ci attendiamo da questo corso?
    • Come usate la tecnologia?
    • Cosa vi aspettate dalla tecnologia?
    • Punti di forza / debolezza?
    • Cosa vi piacerebbe fare?
    • Quali attività?
    • Quali funzionalità?
  • 13. Qualche idea per iniziare
    • L’ esperienza dei corsi di formazione (Apprendere Digitale; Digiscuola; neoassunti) ha messo in evidenza un nuovo modello formativo.
      • Il modello della formazione in presenza è entrato in crisi dopo lo sviluppo delle tecnologie e-learning .
      • PuntoEdu  EduLab rimane un punto di riferimento per gli aspetti legati alla formazione continua e alla documentazione.
  • 14. Qualche idea per iniziare: tre paradigmi
    • Tecnologie didattiche
    • Comunità di pratiche
    • Riflessività
  • 15. Touch Generation. Le nuove tribù digitali
    • Generazione Touch (0-3 anni)
      • Non usano il mouse ma soltanto tasti e schermi sensibili esattamente come nei giochi per la prima infanzia.
    • Nativi digitali puri (3-12 anni)
      • Non hanno vissuto l’era analogica, non guardano più la TV, abitano in case con connessioni internet e hanno grande disponibilità di videogiochi.
    • Millennials (tra 14 e 18 anni)
      • Nati a cavallo tra i due secoli, sono ottimi conoscitori della tecnologia ma cresciuti nell’era della TV e in ambienti non ancora del tutto informatizzati.
    • Migranti digitali (tra 18 e 25 anni)
      • In gran parte studenti universitari. Sono legati alla parola scritta e all’insegnamento frontale, alla passività dello schermo TV. Hanno scoperto successivamente l’interattività e il digitale.
  • 16. Utilizzo di Internet. Età compresa tra i 5 e i 13 anni
  • 17. La sfida della tecnologia
    • Digital Natives e Digital Immigrants
    • Il modello di Network Learning come supporto fondamentale all’azione docente.
    • The New Millennium Learners (Francesc Pedró, OCSE-CERI, 2006).
    Ciao a tutti, sono il ragazzo che se ne sta per conto suo, nell’ultima fila in fondo, quello con le cuffie. Oggi hai intenzione di coinvolgermi oppure di farmi arrabbiare? La scelta è tua. M. Prensky, “ Engage me or Enrage me”: What today’s learners demand , 2005
  • 18. Comunità di Pratiche
    • La comunità di pratiche come contesto in movimento della professione docente.
    • La comunità di pratiche sposta il focus della formazione sul modello del training on the job , sulla dimensione informale.
      • La comunità di pratiche valorizza il “fare scuola” e raccorda i gruppi informali di docenti (consiglio di classe, dipartimenti disciplinari, le commissioni, le funzioni strumentali).
    Ogni organizzazione è una costellazione di comunità di pratiche. E. Wenger, Comunità di pratica. Apprendimento, significato e identità , 2006
  • 19. Comunità di Pratiche
    • Le comunità di pratiche formate da insegnanti sono anche presenti in rete.
      • Vi si propongono modelli di apprendimento collaborativo
      • La LIM è presente con molte risorse.
      • La scuola stessa – nella sua dimensione sociale – è non solo uno strumento di erogazione dei processi formativi, ma è anche una organizzazione che apprende attraverso modalità e strategie diverse.
      • I legami deboli si ricompongono – spesso – nelle pratiche di rete .
  • 20. Il docente riflessivo
    • Il docente “professionista riflessivo”
      • La categoria della riflessività come funzione sistemica della professione docente .
      • La riflessività come capacità di riprogettazione e pratica autovalutativa .
      • La riflessività come condizione del cambiamento .
      • La LIM come occasione di apprendimento riflessivo
    La riflessione nelle comunità di pratiche si risemantizza come pratica sociale. L. Fabbri, Comunità di pratiche e apprendimento riflessivo , 2007