ASSOCIAZIONEI disturbi specifici                     ITALIANAdell’apprendimento                                         DI...
Negli ultimi anni è andata aumentando l’attenzionenei confronti dei disturbi cognitivi in età evolutiva;      così sempre ...
DIFFICOLTA’ DI           APPRENDIMENTO• Basso rendimento scolastico causato    da una bassa potenzialità intellettiva•   B...
Le difficoltà aspecifiche di apprendimento si riferisconoad una disabilità ad acquisire nuove conoscenze ecompetenze, este...
Problemi di apprendimento che derivano         da fattori ambientali:• Derivano da un’insufficiente quantità e qualità  de...
• I disturbi dell’apprendimento fanno invece  riferimento a quelle situazioni in cui  l’apprendimento è ostacolato da un c...
DSA: Disturbi Evolutivi Specifici di apprendimento   Specificità: disturbo che interessa uno specifico       dominio di ab...
• Dislessia = specifico disturbo nella velocità e nella  correttezza della lettura• Disortografia = specifico disturbo nel...
I Disturbi Specifici di ApprendimentoDifficoltà nell’acquisizione del controllo del codicescritto (lettura, scrittura, cal...
Esiste un sostanziale accordo sul fatto che:• La compromissione dell’abilità specifica deve essere  significativa (inferio...
DSA – Caratteristiche generali• Compromissione significativa e persistentedella funzione interessata (-2ds)• Capacità inte...
DSA – altre caratteristiche• Familiarità per il disturbo nel 60-70% dei  casi• Prevalenza accentuata nei maschi• Consisten...
Il Disturbo Specifico di              Apprendimento è:• Una disabilità specifica dell’apprendimento di origine  neurobiolo...
I DSA si caratterizzano• Per difficoltà nucleari che permangono per  l’intero percorso scolastico• Per una diversa manifes...
Il disturbo può compromettere• La rapidità/fluidità della lettura/scrittura/calcolo:Lettura/scrittura sillabica, pause, ri...
DISLESSIAEVOLUTIVA
•Disturbo Specifico di Lettura (dislessia)Si parla di dislessia solo quando il disturbo ditranscodifica è isolato e non pu...
La dislessia evolutiva è un disturbo della   lettura che si manifesta in individui in etàevolutiva, privi di deficit neuro...
LetturaCaratterizzata da vari processi:-riconoscimento dei segni dell’ortografia; conoscenzadelle regole di conversione de...
DISLESSIAsignificativa e persistente difficoltà ad        acquisire e automatizzare i     meccanismi di base della lettura
L’intelligenza è di solito implicata nell’impiegodelle abilità, ma in misura molto minore nellaloro acquisizioneper acquis...
Cosa accade nella   dislessia ?
• La DE si manifesta all’inizio del processo diapprendimento della lettura• il bambino mostra subito difficoltà ariconosce...
DE: Come si manifesta – Le prime fasi             (inizioelementare)  Ø Difficoltà e lentezza nell’acquisizione del    cod...
La DE si differenzia dal ritardo di    apprendimento per il fatto che il  processo di transcodifica dei segnigrafici in su...
... LA DISLESSIA EVOLUTIVA Segni CliniciüSostituzioni di lettere simili/omofone: d-b, p-q,m-n,t-f / b-p,t-d, f-v, s-züInve...
DE: Come si manifesta – La fase successiva(2-4°elementare)   Ø Graduale acquisizione del codice alfabetico     e delle “ma...
DE: Come si manifesta – La fase finale(5°elementare/medie)   Ø Padronanza quasi completa del codice     alfabetico e stabi...
COME POSSIAMO SPIEGARE  QUESTE DIFFICOLTA’?
deposito labile di alcune      informazionimancata automatizzazione    di alcuni processi
Le condizioni di partenza nella DE (mancanza dipre-requisiti specifici) ostacolano la fissazionedella traccia:•il bambino ...
perchè un’abilità sia definita taledeve essere eseguita rapidamente e           senza sforzo automaticamente
Lettura, scrittura e calcolo devonodiventare attività  automatiche !
non produce un carico cognitivo    (si può pensare al significato)   non richiede attenzione          (non ci si stanca)  ...
Si ha dislessia quandol’automatizzazione dell’identificazione    della parola (decodifica) non si     sviluppa o si svilup...
Sovraccarico della memoria di            lavoro    • Perdita di informazioni       • Errori frequenti
Teoria del collo di bottiglia                                (Perfetti, 1985)Un ritmo lento nel riconoscimento delleparole...
Inoltre:• Rapido esaurimento dell’attenzione-  concentrazione   – Facile stancabilità   – Riduzione dei tempi di lavoro• U...
Approccio allo studio del bambino con     DSA, sono possibili diversi            atteggiamenti:• Dipendenza   Ho fatto ben...
Modello di lettura a due vieVia fonologica: l’assemblaggio della strutturafonologica della parola avviene in modo sequenzi...
Modello di lettura a due vieParola scritta     Analisi         Ricerca nel                   grafemica         lessico    ...
Come il bambino arriva a costruire le abilità che stannoalla base dei processi di lettura e scrittura:Modello di U. Frith ...
i bambini italiani imparano a leggere con la modalità                      fonologica         (lingua ad ortografia regola...
Tuttavia… …anche noi dobbiamo attivare prima possibile la via lessicale… L’esercizio ripetuto determina un aumento di conf...
anche se……le due vie non sono separabili e c’è unreciproco supporto tra rappresentazionifonologiche e lessicali…E’ possibi...
…e nella dislessia ?• l’esercizio incrementa poco la  padronanza lessicale
rare le dissociazioni (integrità di alcune componenti e danno di altre)Più SPESSO entrambe le procedure non      funzionan...
ØSottogruppo con disfunzione verbaledifficoltà > nello spelling e nella decodificaØSottogruppo con disfunzione visuo-spazi...
1. Ipotesi linguistica: deficit della       processazione fonologica  Deficit fonologico con difficoltà di processing fono...
2. Ipotesi del deficit visivo/uditivomagnocellulare: disabilitànell’elaborazione degli stimoli visivie uditivi            ...
Ipotesi magnocellulare    alterazione della via retino-genicolo-corticalesistema magnocellulare à percezione di stimoli ad...
3. Ipotesi di un deficit cerebellare  dell’automatizzazione come possibile  fattore causale                               ...
Attualmente esiste un accordo quasiunanime nel riconoscere che l’aspettocentrale del disturbo della lettura abbiaun’origin...
La dislessia è una disabilità specifica dell’apprendimento diorigine neurobiologica. Essa è caratterizzata dalla difficolt...
Queste difficoltà derivano tipicamente da un deficitdella componente fonologica del linguaggio…• abilità di combinare alcu...
Linguaggio orale e linguaggio scritto          Continuità o discontinuità?Sottili deficit:recupero lessicale rapidoaccesso...
Conoscenza              Consapevolezzaalfabetica                 fonemica    l’apprendimento dei processi di transcodifica...
Disturbo di lettura               insufficienza fonologicarappresentazioni meno chiare della forma fonologica             ...
La prevenzione primaria• Le    difficoltà    nelle competenze      comunicativo-  linguistiche, motorio-prassiche, uditive...
DE: FATTORI DI RISCHIOritardo nelle acquisizioni linguistiche (anche solo alivello fonologico)ritardo nelle acquisizioni p...
Le ricerche degli ultimi anni hannosottolineato due principali fattori dirischio:•la presenza di un ritardo o di un defici...
e la causa ?
disabilitàbrain-based
Componente ereditariastudi su gemelli(Hallgren,1950; Stevenson, 1987; De Fries,1985, Shaywitz,1990)studi di linkage(Smith,...
Il 40% circa dei fratelli e/o dei genitori di un soggettodislessico presenta una Dislessia• la familiarità può essere cond...
Basi Genetiche della DislessiaCromosoma 15 (15q21) locus DYX1, Grigorenko, 1997– Taipele, 2002 DYX1C1 Locus di rischio per...
Basi Genetiche della DislessiaAlcuni dei geni candidati: ROBO1 (3p12-q13), DYX1C1 (15q15-21), DCDC2 eKIAA0319 (6p21.3-22) ...
Basi genetiche della dislessia… As for most cognitive and behavioural traits,phenotypic definition is fraught with difficu...
Anomalie cito-architettoniche corticaliEctopie e displasie (corteccia perisilviana sn, giro frontaleinferiore, opercolo pa...
Risultati degli studi di Neuroimaging                 funzionale (1)• Anomalie neurofunzionali in aree deputate  all’elabo...
Risultati degli studi di Neuroimaging funzionale (2)• Mancato funzionamento delle parti posterioridell’emisfero sinistro (...
La natura dei geni identificati ad oggisuggerisce che un disturbo nella migrazioneneuronale e una ridotta attività nellere...
I bambini dislessici, pur avendo buonecapacità intellettive, hanno limitatecapacità di riconoscimento visivo o limitatecap...
* La DISLESSIA e’ di origine costituzionale, èpresente quindi dalla nascita* si tratta di un carattere ereditabile che non...
Per tale ragione i DSA tendono a persisterenel tempo, anche se la compromissionefunzionale dei diversi sottosistemi haanda...
• Carattere evolutivo• diversa espressività del disturbo nelle diverse fasi  evolutive• quasi costante associazione ad alt...
quanto è frequente la        dislessia ?3-4 % popolazione scolastica
Il dislessico puòleggere e scrivere ?          Certamente SI !ma…            è più lento       commette più errori
disortografia e disgrafia
DISGRAFIADisturbo correlato al linguaggio scritto che riguarda leabilità esecutive della scritturaSpecifica difficoltà nel...
DISGRAFIACriteri guida per valutare la scrittura di tipo disgraficoü Velocità di scritturaü Tendenza alla macro o microgra...
Quando possiamo parlare di disgrafia?PARAMETRI• Lettere o parole mal allineate• spazio insufficiente tra le parole• curve ...
Disortografia
DISORTOGRAFIA•Disortografia = specifico disturbo nella correttezzadella scrittura (intesa come processo di trascrizione tr...
DISORTOGRAFIA    Classificazione errori ortografici.ü Errori fonologici (sostituzione, omissione, aggiunta digrafema) diff...
DISORTOGRAFIA   Classificazione errori ortografici. Errori non fonologici:- inesatta rappresentazione ortografica delle pa...
…E l’inglese ?
Ortografia non trasparente: irregolareInglese: 1000 combinazioni di lettere per 40 suoniItaliano: 33 combinazioni per 25 s...
I DISTURBI DEL CALCOLO
Discalculia•Disturbo delle abilità numeriche e aritmetiche chesi manifesta in bambini di intelligenza normale chenon hanno...
• Disturbo strumentale specifico  nell’apprendimento delle capacità di  calcolo, si manifesta attraverso  difficoltà nell’...
Consensus Conference           2 profili distinti di discalculia,• 1) debolezza nella strutturazione cognitiva  delle comp...
1. La prima tipologia di discalculia è daintendersi come una sorta di cecità ai numeri,    ossia come l’incapacità del sog...
La discalculia sarebbe spiegata, secondo talecornice teorica, come un disturbo causato dadisfunzioni del modulo numerico c...
2. Il secondo profilo di discalculia si riferisce in modo specifico alle difficoltà nell’acquisizione delle procedure e de...
2. Tale profilo di discalculia riguarda in modo particolare quelle che possonoessere definite come abilità numeriche  di b...
Discalculia: CARATTERISTICHE• Difficoltà nell’automatizzazione delle procedure  del conteggio• Difficoltà di transcodifica...
quali difficoltà ?§ nel conteggio all’indietro tempi lunghi ed errori soprattutto nel cambio di decina§ nella ripetizione,...
Quando fare la diagnosi?Alla fine della II elementare si possono            avere forti indizila diagnosi si fa però in II...
La DIAGNOSI dei DSANei DSA assume un ruolo di primaria importanza,in considerazione del fatto che è il primo passonecessar...
Dare un nome, riconoscere e descrivere unproblema è la prima tappa per affrontarlo.     In tal modo si restituirà al sogge...
La prima terapia è la diagnosi    Consapevolezza della presenza del disturbo                   (non si vede ma c’è)Inoltre...
il bambino lo deve sapere ?   quando, come e perchè ?
Distinguere i disturbi dalle normali variazioni del rendimento scolasticoDistinguere tra difficoltà aspecifiche e      spe...
Sul piano diagnostico/operativo, il  riconoscimento del criterio della “discrepanza”  come aspetto cardine della definizio...
Disturbo Specifico di Lettura• Necessità di somministrare prove standardizzate di lettura  a più livelli: lettere, parole,...
Disturbo Specifico di Scrittura• Suddiviso in due componenti: una di natura linguistica (deficit  nei processi di cifratur...
Disturbi Specifici del Calcolo• Vengono distinti profili connotati da debolezza nella  strutturazione cognitiva delle comp...
La procedura Diagnostica è intesa come un insieme di processi necessari per:• La Diagnosi clinica (nosografica)• La Diagno...
Diagnosi Clinica  Due distinte fasi finalizzate all’esame dei criteri diagnostici  prima di inclusione e successivamente d...
Diagnosi Funzionale•     Approfondimento del profilo del disturbo•     La Valutazione delle componenti dell’apprendimento ...
Criteri diagnostici•   Grado clinicamente significativo di compromissione    dell’abilità scolastica specifica•   La compr...
Valutazione del livello cognitivo                generale• Scale Wechsler : attenzione al profilo interno  delle prove (di...
Valutazione     del    livello   di   apprendimentoscolasticoLettura: si analizzano i parametri di correttezza erapidità d...
Valutazione del livello di apprendimentoscolastico:Scrittura: è necessario valutare grafia, velocità diproduzione (efficie...
Valutazione del livello di apprendimentoscolastico:Processamento numerico:valutazione di enumerazione, transcodifica,calco...
Valutazione delle varie funzioni neuropsicologiche:•Competenze linguistiche: linguaggio espressivo erecettivo, abilità met...
Quando fare la diagnosi?• Dislessia e disortografia evolutiva: fine  della seconda elementare• Discalculia evolutiva: fine...
Esiste un generale consenso sul fatto che ildisturbo specifico di lettura modifica lasua espressione nel tempo!           ...
Caratteristiche evolutivei DSA tendono a persistere nel tempo, anchese la compromissione funzionale dei diversisottosistem...
tende a persistere in     età adulta
… tende a ridursi…NON GUARIGIONE       MA RECUPERO       OCOMPENSO
C’è chi recupera e chi si limita a compensare.Questi ultimi continuano ad avere affaticamentoquando leggono, anche se ai t...
DE nell’adolescente/adulto• DE compensata- legge con discreta fluenza (> 3 sill/sec)- legge stimoli significativi senza co...
DE nell’adolescente/adulto• DE compensata- Conseguenze funzionali marcate:- affaticabilità nei compiti che richiedono lett...
DE nell’adolescente/adulto• DE recuperata• Prestazioni comparabili in tutti gli ambiti ai  normolettori
DE nell’adolescente/adulto• DE persistente:- Lettura lenta e stentata (< 3 sill/sec.),  inaccurata- Impossibilità di studi...
… ma il problema non è ladislessia……è che la dislessia non si vede…..
…e la prognosi ?
La prognosi di un disturbo neuropsicologico in età evolutiva non è legata solo all’evoluzione diquel disturbo ma alla sua ...
I bambini con disturbo specifico di lettura mostrano piùfrequentemente difficoltà emotive e comportamentalirispetto a bamb...
adolescenti con DA appaiono socialmente più immaturi rispetto ai coetanei senza problemi di apprendimentopresentano diffic...
Il rapporto tra DE e problemi psicopatologiciassociati è complesso e legato all’interazione diuna pluralità di fattori•Fat...
E’ probabile che si realizzi un percorso che,dal disturbo di lettura, porti all’ansia ed alladepressione, con la mediazion...
In classe, come a casa nell’eseguire le attivitàaccademiche pomeridiane, il bambino è espostoalla frustrazione di sentirsi...
sei  distratto       sei pigro non ti   asinoimpegni                    non       sei        capisci    svogliato
perdita dell’autostima e delsenso di autoefficaciaperdita dell’interesse e dellamotivazione
insuccessosofferenza  disagio
oppositivitàaggressivitàdisturbo della condotta
Fobia scolareDisturbi d’ansiaAttacchi di panico
DemoralizzazioneDepressioneDisturbi somatici
evitamentofino all’abbandono    scolastico…
soggetti con DA(Dweck e Legget, 1988;Butkowski e Willows, 1980)                                 HELPLESS                  ...
Disturbo                          depressivoDifficoltà di concentrazioneInibizioneCarenza dell’iniziativaDisturbi del sonno
disturbo d’ansiaDifficoltà a concentrarsiAnsia da prestazioneDifficoltà di memoriaDisturbi del sonno
Attenzione che….…le difficoltà si riducono ma il disagioed i problemi emotivi aumentano man mano che le richieste scolasti...
…la dislessia si compensa……le conseguenze psicologiche   tendono a persistere !
Fattori di rischio per la strutturazione didisturbi psicopatologici nei DSA:•gravità del DSA•segnalazione tardiva•disconti...
Fattori di protezioneassistenza didattico-educativaambiente educativo e familiaresupportanticreare un atteggiamento di col...
fattori di protezioneambientali                    personalifamiglia                             temperamentoscuolasocietà
Il ruolo della scuola La scuola può rivestire una duplice funzione:• individuare la presenza di difficoltà• predisporre si...
Indicatori di rischio per DSA  durante il ciclo scolastico
E’ a rischio di DSA un bambino che     a metà della I elementare• Non legge e non scrive autonomamente  parole bisillabich...
E’ a rischio di DSA un bambino che    alla fine della I elementare• Legge e scrive sillabando anche parole  comuni• Compie...
Fine I anno scolare: Indicatori per     segnalazione lettura-scrittura• Difficoltà nell’associazione grafema-  fonema e/o ...
Fine II anno scolare: Indicatori per     segnalazione lettura-scrittura• Legge ancora per parole• Compie errori fonologici...
Caratteristiche del DSA nel II           ciclo elementare• Lentezza e non fluidità del processo• scarsa autocorrezione deg...
Possibili indicatori dei DSA (7-12 anni)• Capacità di lettura e scrittura significativamente  inferiore alla vivacità inte...
Possibili indicatori dei DSA (7-12 anni)•   Cerca delle scuse per non leggere•   difficoltà ad apprendere le tabelline•   ...
Caratteristiche del DSA nella    Scuola Secondaria di I grado• Difficoltà ortografiche residue• lentezza nei processi di l...
Caratteristiche del DSA nella    Scuola Secondaria di II grado• Difficoltà ortografiche residue• lentezza nei processi di ...
Possibili indicatori dei DSA (oltre i 12                   anni)• Continua a leggere lentamente, in modo poco  fluente e c...
Possibili indicatori dei DSA (oltre i 12                   anni)• ha difficoltà a riassumere• ha difficoltà a prendere app...
Possibili indicatori dei DSA (oltre i 12                      anni)• ha una difficoltosa gestione del tempo• ha una diffic...
Cosa possono fare gli insegnanti?Modificazioni della didattica:MISURE DISPENSATIVEe STRUMENTI COMPENSATIVI
Il ruolo della famigliaLa famiglia costituisce un luogoprivilegiato, da cui il bambino apprendeesperienze significative ch...
CONCLUSIONILa    corretta    identificazione   dei    disturbi   diapprendimento è critica per il benessere del bambino ne...
Possiamo prevenire molti problemisociali se identifichiamo i disturbidell’apprendimento e forniamo il piùprecocemente poss...
Quanto più comprendiamo la naturadella dislessia, tanto più possiamoessere d’aiuto…; se non comprendiamola natura del defi...
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Formazione per insegnati, calabria, Germanò

  1. 1. ASSOCIAZIONEI disturbi specifici ITALIANAdell’apprendimento DISLESSIA Corso di Formazione MIUR Insegnanti Referenti Calabria 15 e 16.11.2010 Dott.ssa Eva Germanò Cattedra di Neuropsichiatria Infantile Università di Messina
  2. 2. Negli ultimi anni è andata aumentando l’attenzionenei confronti dei disturbi cognitivi in età evolutiva; così sempre più bambini con disturbi di apprendimento giungono ai servizi territoriali per un approfondimento diagnostico. Di conseguenza, è cresciuta la necessità di definire meglio la natura della disabilità, le sue caratteristiche, le possibilità di recupero e gli strumenti di intervento riabilitativo.
  3. 3. DIFFICOLTA’ DI APPRENDIMENTO• Basso rendimento scolastico causato da una bassa potenzialità intellettiva• Basso livello socioculturale• Problemi emotivo-motivazionali• Disabilità sensoriali e cognitive• Disturbi specifici dell’apprendimento
  4. 4. Le difficoltà aspecifiche di apprendimento si riferisconoad una disabilità ad acquisire nuove conoscenze ecompetenze, estesa a tutta l’esperienza scolastica esottesa da varie cause:disturbi neurologici; deficit sensoriali; malattie cronicheinvalidanti; ritardo mentale; disturbi dell’area affettivo-relazionale; carenze degli stimoli educativi e culturalidell’ambiente di appartenenza.
  5. 5. Problemi di apprendimento che derivano da fattori ambientali:• Derivano da un’insufficiente quantità e qualità degli imput, sotto forma di stimoli culturali e opportunità educative (svantaggio socioculturale)
  6. 6. • I disturbi dell’apprendimento fanno invece riferimento a quelle situazioni in cui l’apprendimento è ostacolato da un cattivo funzionamento del sistema cognitivo, nonostante la presenza di condizioni ambientali adeguate.• Quanto più la disfunzione è estesa, tanto più il disturbo sarà generalizzato, quanto più essa è circoscritta, tanto più gli effetti saranno specifici.
  7. 7. DSA: Disturbi Evolutivi Specifici di apprendimento Specificità: disturbo che interessa uno specifico dominio di abilità in modo significativo ma circoscritto, lasciando intatto il funzionamento intellettivo generale• Diagnosi: criterio della discrepanza Consensus Conference – settembre 2006
  8. 8. • Dislessia = specifico disturbo nella velocità e nella correttezza della lettura• Disortografia = specifico disturbo nella correttezza della scrittura (intesa come processo di trascrizione tra fonologia e rappresentazione grafemica della parola, da distinguere dalla correttezza morfosintattica)• Disgrafia = specifica difficoltà nella realizzazione manuale dei grafemi• Discalculia = debolezza nella strutturazione delle componenti di cognizione numerica (intelligenza numerica basale: subitizing, meccanismi di quatificazione, comparazione, seriazione, strategie di calcolo a mente) e/o difficoltà nelle procedure esecutive (lettura, scrittura e messa in colonna dei numeri) e/o difficoltà nel calcolo (fatti numerici e algoritmi del calcolo scritto)
  9. 9. I Disturbi Specifici di ApprendimentoDifficoltà nell’acquisizione del controllo del codicescritto (lettura, scrittura, calcolo)in presenza di:• normodotazione intellettiva• adeguate opportunità di apprendimentoin assenza di:• disturbi neuromotori o sensoriali• disturbi psicopatologici (pre-esistenti)
  10. 10. Esiste un sostanziale accordo sul fatto che:• La compromissione dell’abilità specifica deve essere significativa (inferiore a -2ds dai valori normativi attesi per l’età o la classe frequentata)• Il livello intellettivo deve essere nei limiti della norma cioè QI non inferiore a -1ds (equivalente ad un QI di 85) rispetto ai valori medi attesi per l’età. Consensus Conference, 2006
  11. 11. DSA – Caratteristiche generali• Compromissione significativa e persistentedella funzione interessata (-2ds)• Capacità intellettive nella norma (entro 1ds)• Assenza di deficit sensoriali• Assenza di danno neurologico• Assenza di disturbi relazionali (primari)• Presenza di normali opportunità educative
  12. 12. DSA – altre caratteristiche• Familiarità per il disturbo nel 60-70% dei casi• Prevalenza accentuata nei maschi• Consistente associazione tra i diversi DSA• Eterogeneità dei quadri funzionali• Eterogeneità dei profili di sviluppo• Associazione con disturbi psicopatologici
  13. 13. Il Disturbo Specifico di Apprendimento è:• Una disabilità specifica dell’apprendimento di origine neurobiologica, caratterizzata dalla difficoltà ad effettuare una lettura accurata e/o fluente e da scarse abilità nella scrittura e nella decodifica,• inattesa in rapporto altre abilità cognitive e alla garanzia di un’adeguata istruzione scolastica• che influenza negativamente il rendimento scolastico o lavorativo
  14. 14. I DSA si caratterizzano• Per difficoltà nucleari che permangono per l’intero percorso scolastico• Per una diversa manifestazione di queste difficoltà nei diversi cicli scolari• Per una interferenza variabile sugli apprendimenti curricolari nei diversi ambiti disciplinari
  15. 15. Il disturbo può compromettere• La rapidità/fluidità della lettura/scrittura/calcolo:Lettura/scrittura sillabica, pause, riletture, autocorrezioni;Non automatizzazione fatti numerici e algoritmi• La correttezza della lettura/scrittura/calcolo:Sostituzioni, elisioni-inversioni-aggiunte, errori ortografici;Errori di scrittura, incolonnamento, calcolo• L’uso cognitivo della lettura/scrittura/calcolo:Comprensione, studio; progettazione testo scrittoRisoluzione di problemi aritmetici e geometrici
  16. 16. DISLESSIAEVOLUTIVA
  17. 17. •Disturbo Specifico di Lettura (dislessia)Si parla di dislessia solo quando il disturbo ditranscodifica è isolato e non può essere messo inrelazione con altri disturbi di cui la difficoltà dilettura può essere considerata una conseguenzaindiretta.
  18. 18. La dislessia evolutiva è un disturbo della lettura che si manifesta in individui in etàevolutiva, privi di deficit neurologici, cognitivi, sensoriali, e relazionali e che hanno usufruitodi normali opportunità educative e scolastiche. (Principali Sistemi Nosografici)
  19. 19. LetturaCaratterizzata da vari processi:-riconoscimento dei segni dell’ortografia; conoscenzadelle regole di conversione dei segni grafici in suoni;ricostruzione delle stringhe di suoni in parole dellessico-comprensione del significato delle singole frasi e deltestoLa dislessia riguarda solo i primi tre processicioè l’attività di decodifica à trasformazionedel codice scritto in c. orale.
  20. 20. DISLESSIAsignificativa e persistente difficoltà ad acquisire e automatizzare i meccanismi di base della lettura
  21. 21. L’intelligenza è di solito implicata nell’impiegodelle abilità, ma in misura molto minore nellaloro acquisizioneper acquisire delle buone abilità è necessariasoprattutto una buona dotazione specifical’intelligenza può in parte migliorare le capacitàspecifiche o compensarle, ma non può da solaportare un soggetto ad eccellere in un’abilità (Stella, 2004)
  22. 22. Cosa accade nella dislessia ?
  23. 23. • La DE si manifesta all’inizio del processo diapprendimento della lettura• il bambino mostra subito difficoltà ariconoscere le lettere, a fissare lecorrispondenze fra i segni grafici e i suoni, e adautomatizzarle (compierle in modo rapido esenza sforzo apparente)• il primo segno riconoscibile della DE è il lentoe faticoso apprendimento della lettura ad altavoce
  24. 24. DE: Come si manifesta – Le prime fasi (inizioelementare) Ø Difficoltà e lentezza nell’acquisizione del codice alfabetico e nella applicazione delle “mappature” Grafema-Fonema e viceversa Ø Controllo limitato delle operazioni di analisi e sintesi fonemica con errori che alterano in modo grossolano la struttura fonologica delle parole lette o scritte Ø Accesso Lessicale limitato o assente anche quando le parole sono lette correttamente Ø Capacità di lettura come riconoscimento di un numero limitato di parole note
  25. 25. La DE si differenzia dal ritardo di apprendimento per il fatto che il processo di transcodifica dei segnigrafici in suoni rimane lento e faticoso per molto tempo, con la presenza di errori frequenti e con la conseguente difficoltà a riconoscere le parole presentate in forma scritta (Stella, 2004)
  26. 26. ... LA DISLESSIA EVOLUTIVA Segni CliniciüSostituzioni di lettere simili/omofone: d-b, p-q,m-n,t-f / b-p,t-d, f-v, s-züInversione di lettere: da=ad, per=preüTroncamenti di paroleüDifficoltà nell’acquisizione dell’alfabetoüDifficoltà a leggere e a pronunciare parole non familiari opoco usateüDifficoltà a mantenere il rigo di lettura o a procedere dadx a sx 2 B 1 A 3 2 -PERCORSI RIABILITATIVI NEI DISTURBI SPECIFICI DELL’APPRENDIMENTO- C
  27. 27. DE: Come si manifesta – La fase successiva(2-4°elementare) Ø Graduale acquisizione del codice alfabetico e delle “mappature” Grafema-Fonema che non sono pienamente stabilizzate Ø Possono persistere difficoltà nel controllo delle “mappature” ortografiche più complesse Ø L’ analisi e la sintesi fonemica restano operazioni laboriose e scarsamente automatizzate Ø Migliora l’”accesso lessicale” anche se resta lento e limitato alle parole più frequenti
  28. 28. DE: Come si manifesta – La fase finale(5°elementare/medie) Ø Padronanza quasi completa del codice alfabetico e stabilizzazione delle “mappature” Grafema-Fonema Ø L’ analisi, la sintesi fonemica e l’”accesso lessicale” cominciano ad automatizzarsi, almeno con le parole di uso più frequente Ø Limitato accesso al Lessico Ortografico Ø Scarsa integrazione dei processi di “decodifica” e “comprensione”: la lettura resta stentata
  29. 29. COME POSSIAMO SPIEGARE QUESTE DIFFICOLTA’?
  30. 30. deposito labile di alcune informazionimancata automatizzazione di alcuni processi
  31. 31. Le condizioni di partenza nella DE (mancanza dipre-requisiti specifici) ostacolano la fissazionedella traccia:•il bambino non apprende negli stessi tempi deisuoi compagni•ha bisogno di una quantità di stimoli moltosuperiore per fissare la traccia•ha la necessità di una maggiore stabilità nellapresentazione
  32. 32. perchè un’abilità sia definita taledeve essere eseguita rapidamente e senza sforzo automaticamente
  33. 33. Lettura, scrittura e calcolo devonodiventare attività automatiche !
  34. 34. non produce un carico cognitivo (si può pensare al significato) non richiede attenzione (non ci si stanca) non si può sopprimere(e neanche accelerare con la volontà )
  35. 35. Si ha dislessia quandol’automatizzazione dell’identificazione della parola (decodifica) non si sviluppa o si sviluppa in modo incompleto e con difficoltà (ISTITUTO S. DELLA SANITA’ OLANDESE 1999)
  36. 36. Sovraccarico della memoria di lavoro • Perdita di informazioni • Errori frequenti
  37. 37. Teoria del collo di bottiglia (Perfetti, 1985)Un ritmo lento nel riconoscimento delleparole ostacola la capacità di trattenereampie unità di testo (più parole insieme) nella memoria di lavoro
  38. 38. Inoltre:• Rapido esaurimento dell’attenzione- concentrazione – Facile stancabilità – Riduzione dei tempi di lavoro• Uso compensativo delle competenze sovraordinate – Variabilità delle prestazioni
  39. 39. Approccio allo studio del bambino con DSA, sono possibili diversi atteggiamenti:• Dipendenza Ho fatto bene? Mi dici come si fa?• Evitamento/opposizione Non so fare, non voglio fare, non mi interessa• “Eccessivo impegno” Voglio fare tutto, subito, come gli altri, senza aiuto
  40. 40. Modello di lettura a due vieVia fonologica: l’assemblaggio della strutturafonologica della parola avviene in modo sequenzialecon la trascrizione progressiva dei segmentigrafemici nelle corrispondenti unità foneticheVia lessicale: la parola viene riconosciuta all’internodel lessico ortografico, viene passata al sistemasemantico, segue un processo di ricerca all’internodel lessico fonologico in uscita
  41. 41. Modello di lettura a due vieParola scritta Analisi Ricerca nel grafemica lessico Assemblaggio fonologicoConversione Parola lettasegno-suono
  42. 42. Come il bambino arriva a costruire le abilità che stannoalla base dei processi di lettura e scrittura:Modello di U. Frith che prevede la presenza di fasi:• stadio logografico (età prescolare): il bambino legge in base allaforma globale delle parole ed, utlizzando degli indici visivi,riconosce un numero limitato di parole• stadio alfabetico: impara a riconoscere e ad applicare le regoledi conversione grafema-fonema (via fonologica)• stadio ortografico: la parola viene analizzata secondo regoleortografiche àriconosce e applica le regole di conversionegrafema-fonema a parti della parola, scopre le regolarità nellasuccessione delle lettere, segmenta le parole in unità più grandi•stadio lessicale: giunge alla lettura della parola senza passareattraverso la trasformazione grafema-fonema à formazione delmagazzino lessicale che permette l’accesso diretto alriconoscimento delle parole
  43. 43. i bambini italiani imparano a leggere con la modalità fonologica (lingua ad ortografia regolare e componenziale)i b.ni anglosassoni devono usare da subito la via lessicale ( lingua ad ortografia irregolare processi indirizzati dal lessico)
  44. 44. Tuttavia… …anche noi dobbiamo attivare prima possibile la via lessicale… L’esercizio ripetuto determina un aumento di confidenza con la forma ortografica delle parole: PADRONANZA LESSICALE
  45. 45. anche se……le due vie non sono separabili e c’è unreciproco supporto tra rappresentazionifonologiche e lessicali…E’ possibile che la via fonologica possa esserepredominante nelle prime fasi di apprendimento, la vialessicale prenderebbe poi il sopravvento in virtù della suamaggiore rapidità ed efficienza, senza rimpiazzarecompletamente la via fonologica, che resta necessaria aleggere parole nuove e sconosciute (Stella e coll., 2003)
  46. 46. …e nella dislessia ?• l’esercizio incrementa poco la padronanza lessicale
  47. 47. rare le dissociazioni (integrità di alcune componenti e danno di altre)Più SPESSO entrambe le procedure non funzionano in modo ottimaleestrema variabilità dei profili clinici
  48. 48. ØSottogruppo con disfunzione verbaledifficoltà > nello spelling e nella decodificaØSottogruppo con disfunzione visuo-spazialedifficoltà > nell’aritmetica e nell’organizzazione visuo-spazialeØSottogruppo misto
  49. 49. 1. Ipotesi linguistica: deficit della processazione fonologica Deficit fonologico con difficoltà di processing fonologico (Stanovich e Siegel,1994; Tallal, 1997; Snowling, 2001)Questa teoria postula che i dislessici hanno unospecifico problema nella rappresentazione,nell’immagazzinamento e nel recupero dei suoni dellinguaggio. Questo deficit impedisce o rallental’apprendimento delle corrispondenze Grafema-Fonema in un sistema alfabetico.
  50. 50. 2. Ipotesi del deficit visivo/uditivomagnocellulare: disabilitànell’elaborazione degli stimoli visivie uditivi (Stein e Walsh, 97)Questa teoria presuppone che il deficitfonologico sia secondario rispetto ad un altrodeficit nella percezione uditiva di suoni di brevedurata e a transizione rapida (es. consonanti) evisiva di stimoli in movimento o in rapidasuccessione.
  51. 51. Ipotesi magnocellulare alterazione della via retino-genicolo-corticalesistema magnocellulare à percezione di stimoli ad elevata frequenza temporale e basso contrasto difficoltà di campionamento di stimoli in movimento o in rapida successione (Stein e Walsh, 1997; Tassinari, 1999)
  52. 52. 3. Ipotesi di un deficit cerebellare dell’automatizzazione come possibile fattore causale (Nicolson e Fawcett, 2005)Questa teoria postula sia che il cervelletto giochi un ruolo neiprocessi articolatori che a loro volta influenzano lerappresentazioni fonologiche, sia che intervenganell’automatizzazione delle attività sovrapprese (tra cui illeggere). Indirettamente questa teoria si fondasull’osservazione di scarse prestazioni dei dislessici in compitiche richiedono coordinazione motoria.
  53. 53. Attualmente esiste un accordo quasiunanime nel riconoscere che l’aspettocentrale del disturbo della lettura abbiaun’origine linguistico –fonologica Ramus et al. 2003Tale interpretazione è stata sostenutaanche dagli studi genetici che confermanoil ruolo critico della codifica fonologicanella genesi della DE Pennington, 1990
  54. 54. La dislessia è una disabilità specifica dell’apprendimento diorigine neurobiologica. Essa è caratterizzata dalla difficoltàad effettuare una lettura accurata e/o fluente e da scarsaabilità nella scrittura e nella decodifica.Queste difficoltà derivano tipicamente da un deficit dellacomponente fonologica del linguaggio, che è spesso inattesain rapporto alle altre abilità cognitive e alla garanzia diun’adeguata istruzione scolastica.Conseguenze secondarie possono includere i problemi dicomprensione nella lettura e una ridotta pratica dellalettura, che può impedire la crescita del vocabolario e dellaconoscenza generale. Lyon, Shaywitz and Shaywitz, 2003
  55. 55. Queste difficoltà derivano tipicamente da un deficitdella componente fonologica del linguaggio…• abilità di combinare alcuni segmenti fonologici(consonanti e vocali)• collegare questi segmenti a caratteri arbitrari(lettere)• trascrivere queste connessioni (lettura)• collegare stringhe di lettere (ortografia)
  56. 56. Linguaggio orale e linguaggio scritto Continuità o discontinuità?Sottili deficit:recupero lessicale rapidoaccesso al lessico su imput fonologicomemoria di lavoro fonologicaconsapevolezza fonologica
  57. 57. Conoscenza Consapevolezzaalfabetica fonemica l’apprendimento dei processi di transcodifica deve obbligatoriamentepassare attraverso la conoscenza della parola nella sua veste fonologica
  58. 58. Disturbo di lettura insufficienza fonologicarappresentazioni meno chiare della forma fonologica della paroladifficoltà a portarla allo stadio della consapevolezza
  59. 59. La prevenzione primaria• Le difficoltà nelle competenze comunicativo- linguistiche, motorio-prassiche, uditive e visuospaziali in età prescolare sono possibili indicatori di rischio di DSA, soprattutto in presenza di una anamnesi familiare positiva.• Tali difficoltà devono essere rilevate dal pediatra nel corso dei periodici bilanci di salute, direttamente o su segnalazione da parte dei genitori e/o degli insegnanti della scuola dell’infanzia e del primo anno della scuola Primaria.• Se persistenti nel tempo vanno segnalati ai servizi sanitari dell’età evolutiva per un approfondimento.
  60. 60. DE: FATTORI DI RISCHIOritardo nelle acquisizioni linguistiche (anche solo alivello fonologico)ritardo nelle acquisizioni prassiche piùcomplesse (nodo, costruzioni, pedalare)ritardo o difficoltà nelle competenze grafico-rappresentative (disegno)
  61. 61. Le ricerche degli ultimi anni hannosottolineato due principali fattori dirischio:•la presenza di un ritardo o di un deficitdel linguaggio (più il disturbo di linguaggiopersiste in età prescolare più aumentano irischi di un successivo deficit diapprendimento)•la familiarità
  62. 62. e la causa ?
  63. 63. disabilitàbrain-based
  64. 64. Componente ereditariastudi su gemelli(Hallgren,1950; Stevenson, 1987; De Fries,1985, Shaywitz,1990)studi di linkage(Smith, 1983; Rabin, 1993; Morton, 1998)Maggiore incidenza nel sesso maschile
  65. 65. Il 40% circa dei fratelli e/o dei genitori di un soggettodislessico presenta una Dislessia• la familiarità può essere condivisa con quella perDisturbo Specifico di Linguaggio• non sembra possibile stabilire un preciso pattern diereditabilità della dislessia• differenti aspetti del processo di lettura sarebberomediati da geni diversi e quindi ereditatiseparatamente
  66. 66. Basi Genetiche della DislessiaCromosoma 15 (15q21) locus DYX1, Grigorenko, 1997– Taipele, 2002 DYX1C1 Locus di rischio per dislessia• Cromosoma 6 (6p21.3-22) Kaplan, 2002, DYX2 Grigorenko 2000– Abilità fonologiche e ortografiche e consapevolezza fonologica inrapporto al QI.• Cromosoma 2 (2p12-16) Francks, 2002, (2p15-p16 DYX3)Fagerheim 1999– Locus di suscettibilità per la dislessia• Cromosoma 18 (18p11.2 ), (18p11 DYX6), Fisher 2001 e 2002– Zona di rischio generico? Lettura di parole singole.• Cromosoma 1 (1p34-p36) Rabin, 1993, Froster 1993• Cromosoma 3 (3p14.1-q13 DYX5), Nopola-Hemmi, 1999; ROBO1(3p12-q13)•Cromosoma 6 (6p21.3-22 DCDC2 e KIAA0319)
  67. 67. Basi Genetiche della DislessiaAlcuni dei geni candidati: ROBO1 (3p12-q13), DYX1C1 (15q15-21), DCDC2 eKIAA0319 (6p21.3-22) codificano proteinecoinvolte nello sviluppo e nella migrazioneneuronale
  68. 68. Basi genetiche della dislessia… As for most cognitive and behavioural traits,phenotypic definition is fraught with difficultiesand the genetic basis is complex, making theisolation of genetic risk factors a formidablechallenge……Come per la maggior parte dei tratticomportamentali e cognitivi, la definizionefenotipica è piena di difficoltà e la base genetica ècomplessa, pertanto il compito di isolare i fattori dirischio genetico costituisce una sfida formidabile... Fisher and DeFries, 2002
  69. 69. Anomalie cito-architettoniche corticaliEctopie e displasie (corteccia perisilviana sn, giro frontaleinferiore, opercolo parietale) (Galaburda, 1979, 1985)Studi morfometriciSimmetrie emisferiche (planum temporale)(Pennington, 1999)Evidenze di riduzioni volumetriche nel giro frontaleinferiore, nel cervelletto anteriore destro (Eckert etal, 2003)Ridotto volume di sostanza grigia nel giro fusiformee nel cervelletto anteriore bilateralmente (Kronbichleret al, 2008)
  70. 70. Risultati degli studi di Neuroimaging funzionale (1)• Anomalie neurofunzionali in aree deputate all’elaborazione linguistica (corteccia temporale, parietale e occipitale sinistra)• cervelletto• ridotte connessioni funzionali tra aree corticali coinvolte nella transcodifica (Petersen, 1990; Salmelin, 1996; Paulesu, 1996; Courchesne, 1997; Shaywitz, 1998; Price, 1997; Brunswick, 1999)
  71. 71. Risultati degli studi di Neuroimaging funzionale (2)• Mancato funzionamento delle parti posterioridell’emisfero sinistro (sistema posteriore P-T e O-T)durante la lettura e durante compiti di elaborazione visiva(non lettura); attivazione compensatoria del sistemaanteriore e del sistema posteriore destro. (Simos et al., 2000; Shaywitz et al, 2003)• Alterata attivazione del giro frontale inferioresinistro (Rumsey et al, 1997; Corina et al, 2001)
  72. 72. La natura dei geni identificati ad oggisuggerisce che un disturbo nella migrazioneneuronale e una ridotta attività nelleregioni cerebrali dell’emisfero sinistro sia ilcorrelato fisiopatologico della dislessia (Schumacher et al, 2008)
  73. 73. I bambini dislessici, pur avendo buonecapacità intellettive, hanno limitatecapacità di riconoscimento visivo o limitatecapacità di analisi fonologica delle paroleA causa di queste limitazioni specificheincontrano grandi difficoltànell’acquisizione delle corrispondenze tra isegni dell’ortografia e i suoni, oppure nonriescono a ricostruire la parola partendodai singoli suoni che la compongono (Stella, 2004)
  74. 74. * La DISLESSIA e’ di origine costituzionale, èpresente quindi dalla nascita* si tratta di un carattere ereditabile che non vaconsiderato come una patologia, ma come unavariante individuale dello sviluppo, che determinanel soggetto condizioni che ostacolanol’acquisizione e lo sviluppo di alcune abilità* è pertanto la conseguenza funzionale di unapeculiare architettura neurofisiologica che, inquanto tale, non è modificabile
  75. 75. Per tale ragione i DSA tendono a persisterenel tempo, anche se la compromissionefunzionale dei diversi sottosistemi haandamenti diversiCiò significa che un dislessico mantienecomunque un’efficienza di lettura diversada un pari livello di educazioneaccademica anche dopo molti anni diattività
  76. 76. • Carattere evolutivo• diversa espressività del disturbo nelle diverse fasi evolutive• quasi costante associazione ad altri disturbi (comorbidità) à marcata eterogeneità dei profili funzionali e di espressività• carattere neurobiologico delle anomalie processuali che caratterizzano i DSA• il disturbo specifico deve comportare un impatto significativo e negativo per l’adattamento scolastico e le attività di vita quotidiana Consensus Conference, 2006
  77. 77. quanto è frequente la dislessia ?3-4 % popolazione scolastica
  78. 78. Il dislessico puòleggere e scrivere ? Certamente SI !ma… è più lento commette più errori
  79. 79. disortografia e disgrafia
  80. 80. DISGRAFIADisturbo correlato al linguaggio scritto che riguarda leabilità esecutive della scritturaSpecifica difficoltà nella realizzazione manualedei grafemiSi concretizza per una prestazione scadente dal puntodi vista della grafia di bambini con intelligenza normale,privi di danni neurologici o di disabilità di tipopercettivo-motorio.Il loro tracciato è difforme rispetto alle convenzionidella scrittura e può presentarsi incerto, inadeguatonella forma e nelle dimensioni.
  81. 81. DISGRAFIACriteri guida per valutare la scrittura di tipo disgraficoü Velocità di scritturaü Tendenza alla macro o micrografiaü Discontinuità nel gesto (interruzioni)ü Ritoccatura del segno già tracciatoü Direzionalità della scritturaü Scrittura in senso orario invece di antiorarioü Inesatta legatura dei segniü Distanza tra le parole
  82. 82. Quando possiamo parlare di disgrafia?PARAMETRI• Lettere o parole mal allineate• spazio insufficiente tra le parole• curve acute di collegamento• irregolarità nei collegamenti(pause)• assenza di collegamenti• collisione di lettere• forma e dimensione delle letterevariabile• deformazioni di lettere• ripassature e correzioni
  83. 83. Disortografia
  84. 84. DISORTOGRAFIA•Disortografia = specifico disturbo nella correttezzadella scrittura (intesa come processo di trascrizione trafonologia e rappresentazione grafemica della parola, dadistinguere dalla correttezza morfosintattica)•Scrittura caratterizzata da errori ortograficisignificativamente superiori per numero ecaratteristiche rispetto a quelli che ci si dovrebberoaspettare, almeno tenendo conto dell’età, del grado diistruzione della persona e della sua consuetudine allascrittura.
  85. 85. DISORTOGRAFIA Classificazione errori ortografici.ü Errori fonologici (sostituzione, omissione, aggiunta digrafema) difficoltà nell’identificazione dei suoni all’internodelle parole: es conforto > convorto - pezzo – pessoSostituzione: - per somiglianza fonologica: (d-t; f-v; c-g; r-l) - per somiglianza morfologica:(a-o; n-u) - per entrambe: (d-b; m-n)Omissione: foglia – foliaAggiunta: gelato - gealato
  86. 86. DISORTOGRAFIA Classificazione errori ortografici. Errori non fonologici:- inesatta rappresentazione ortografica delle parole (scuola >squola; schiera – sciera)- e. semantico-lessicali: conoscenza del significato dellaparola all’interno della frase (l’ago > lago); uso degli accenti edell’hl’ascia che vada; prendi lascia e taglia l’albero Errori di segmentazione: lirequieta – l’irrequieta
  87. 87. …E l’inglese ?
  88. 88. Ortografia non trasparente: irregolareInglese: 1000 combinazioni di lettere per 40 suoniItaliano: 33 combinazioni per 25 suoni Ampiezza inusuale del vocabolario Ortografia Irregolare Incidenza significativamente più elevata di dislessia nei paesi anglofoni
  89. 89. I DISTURBI DEL CALCOLO
  90. 90. Discalculia•Disturbo delle abilità numeriche e aritmetiche chesi manifesta in bambini di intelligenza normale chenon hanno subito danni neurologici (Temple, ’92)Circa il 40% dei soggetti dislessici ha anche undisturbo di apprendimento della matematica
  91. 91. • Disturbo strumentale specifico nell’apprendimento delle capacità di calcolo, si manifesta attraverso difficoltà nell’acquisizione delle abilità aritmetiche e di conseguenza ostacola la corretta esecuzione delle operazioni matematiche
  92. 92. Consensus Conference 2 profili distinti di discalculia,• 1) debolezza nella strutturazione cognitiva delle componenti di cognizione numerica (cioè negli aspetti basali dell’intelligenza numerica, quali: meccanismi di quantificazione, seriazione, comparazione, strategie di calcolo mentale)• 2) compromissioni a livello procedurale e di calcolo (lettura, scrittura e messa in colonna dei numeri, recupero dei fatti numerici e degli algoritmi del calcolo scritto).
  93. 93. 1. La prima tipologia di discalculia è daintendersi come una sorta di cecità ai numeri, ossia come l’incapacità del soggetto di comprendere le numerosità e di manipolarle Trova le sue basi teoriche negli studi di Butterworth (1999; 2007) che ha ipotizzato l’esistenza di un “cervello matematico”, una struttura innata, specializzata nel categorizzare il mondo in termini di numerosità
  94. 94. La discalculia sarebbe spiegata, secondo talecornice teorica, come un disturbo causato dadisfunzioni del modulo numerico checompromettono la capacità di rappresentare edelaborare la numerositàTali difficoltà, che compromettono i meccanismibasali, costituiscono un ostacolo all’acquisizionedelle abilità matematiche superiori
  95. 95. 2. Il secondo profilo di discalculia si riferisce in modo specifico alle difficoltà nell’acquisizione delle procedure e degli algoritmi del calcolo (Temple, 1991, 1997)• Dislessia per le cifre: difficoltà nell’acquisizione dei processi lessicali sia nel sistema di comprensione del numero che di produzione del calcolo• Discalculia procedurale: difficoltà nell’acquisizione delle procedure e negli algoritmi del calcolo• Discalculia per i fatti aritmetici
  96. 96. 2. Tale profilo di discalculia riguarda in modo particolare quelle che possonoessere definite come abilità numeriche di base (low order numerical skills) Queste abilità si identificano con il processamento numerico (leggere e scrivere numeri, identificarne lagrandezza..), la conoscenza degli algoritmi di base del calcolo e l’apprendimento dei fatti aritmetici
  97. 97. Discalculia: CARATTERISTICHE• Difficoltà nell’automatizzazione delle procedure del conteggio• Difficoltà di transcodifica• Difficoltà nell’acquisizione e nel recupero dei fatti aritmetici• Difficoltà nell’esecuzione di calcoli• Difficoltà nell’applicazione delle procedure di calcolo• Difficoltà visuospaziali
  98. 98. quali difficoltà ?§ nel conteggio all’indietro tempi lunghi ed errori soprattutto nel cambio di decina§ nella ripetizione, lettura e scrittura dinumeri complessia 3-4-5 cifre, con lo 0 in mezzo, etc§ controllo dei fatti numerici ed in modoparticolare nell’apprendere le tabelline
  99. 99. Quando fare la diagnosi?Alla fine della II elementare si possono avere forti indizila diagnosi si fa però in III elementare
  100. 100. La DIAGNOSI dei DSANei DSA assume un ruolo di primaria importanza,in considerazione del fatto che è il primo passonecessario a bloccare un circolo vizioso in cui ilbambino rischia di rimanere intrappolato.
  101. 101. Dare un nome, riconoscere e descrivere unproblema è la prima tappa per affrontarlo. In tal modo si restituirà al soggetto dislessico una corretta percezione di sé, rassicurandolo sulla sua intelligenza e sottraendolo al senso di frustrazione cui soggiace quando tenta di migliorare le sue prestazioni.
  102. 102. La prima terapia è la diagnosi Consapevolezza della presenza del disturbo (non si vede ma c’è)Inoltre auspicabile che ci sia collegamento tra chi fa la diagnosi, il terapista e gli insegnanti: che si costituisca cioè una rete intorno al bambino e che ci sia un approccio omogeneo, perché da questo dipende gran parte dell’esito degli interventi rieducativi che verranno attuati
  103. 103. il bambino lo deve sapere ? quando, come e perchè ?
  104. 104. Distinguere i disturbi dalle normali variazioni del rendimento scolasticoDistinguere tra difficoltà aspecifiche e specifiche di apprendimento
  105. 105. Sul piano diagnostico/operativo, il riconoscimento del criterio della “discrepanza” come aspetto cardine della definizione e diagnosi dei DSA, implica:• la necessità di usare test standardizzati, sia per misurare l’intelligenza generale, che l’abilità specifica• la necessità di escludere la presenza di altre condizioni che potrebbero influenzare i risultati di questi test come: menomazioni sensoriali e neurologiche gravi, disturbi significativi della sfera emotiva; situazioni ambientali di svantaggio socio-culturale che possono interferire con un’adeguata istruzione. Consensus Conference, 2006
  106. 106. Disturbo Specifico di Lettura• Necessità di somministrare prove standardizzate di lettura a più livelli: lettere, parole, non parole, brano• Necessità di valutare congiuntamente i due parametri di rapidità/accuratezza nelle performances• Necessità di stabilire una distanza significativa dai valori medi attesi per la classe frequentata dal b.no (-2ds dalla media per la velocità e <5° p.le per l’accuratezza) in uno o nell’altro dei 2 parametri menzionati Consensus Conference, 2006
  107. 107. Disturbo Specifico di Scrittura• Suddiviso in due componenti: una di natura linguistica (deficit nei processi di cifratura) e una di natura motoria (deficit nei processi di realizzazione grafica)• Necessità di somministrare prove standardizzate: per la disortografia è condiviso il parametro di valutazione della correttezza (N° di errori e distribuzione percentilare); per la disgrafia i parametri principali di valutazione riguardano la fluenza (-2ds) e l’analisi qualitativa delle caratteristiche del segno grafico Consensus Conference, 2006
  108. 108. Disturbi Specifici del Calcolo• Vengono distinti profili connotati da debolezza nella strutturazione cognitiva delle componenti di cognizione numerica (intelligenza numerica basale) e profili che coinvolgono procedure esecutive (lettura, scrittura, incolonnamento di numeri) e il calcolo (fatti numerici e algoritmi del calcolo scritto)• Accordo nell’escludere dalla diagnosi le difficoltà di soluzione dei problemi aritmetici• Necessità di somministrare prove standardizzate che forniscano parametri per valutare la correttezza e la rapidità Consensus Conference , 2006
  109. 109. La procedura Diagnostica è intesa come un insieme di processi necessari per:• La Diagnosi clinica (nosografica)• La Diagnosi Funzionale
  110. 110. Diagnosi Clinica Due distinte fasi finalizzate all’esame dei criteri diagnostici prima di inclusione e successivamente di esclusione.Nella prima fase: valutazione del livello intellettivo e delle prove necessarie per l’accertamento di un disturbo delle abilità comprese nei DSA (decodifica e comprensione in lettura, ortografia e grafia in scrittura, numero e calcolo in aritmetica).Tale fase consente di formulare una diagnosi provvisoria o di orientamento di DSANella seconda fase: indagini cliniche necessarie per la conferma diagnostica mediante l’esclusione della presenza di patologie sensoriali, neurologiche, cognitive e psicopatologiche Consensus Conference – settembre 2006
  111. 111. Diagnosi Funzionale• Approfondimento del profilo del disturbo• La Valutazione delle componenti dell’apprendimento si approfondisce e si amplia ad altre abilità fondamentali o complementari (linguistiche, percettive, prassiche, visuomotorie, attentive, mnestiche), ai fattori ambientali e alle condizioni emotive e relazionali per una presa in carico globale• Esame delle comorbilità• Profilo funzionale à presa in carico progetto riabilitativo Consensus Conference – settembre 2006
  112. 112. Criteri diagnostici• Grado clinicamente significativo di compromissione dell’abilità scolastica specifica• La compromissione deve essere specifica, non attribuibile pertanto a ritardo mentale: criterio della discrepanza tra il potenziale del bambino ed i sui livelli di profitto• Non devono essere presenti deficit neurologici• Non devono essere presenti disturbi importanti e primari dell’area affettivo-relazionale• Non devono essere presenti fattori esterni capaci di fornire una sufficiente motivazione per le difficoltà scolastiche (assenze prolungate da scuola, istruzione inadeguata)• Il disturbo non deve essere dovuto a difetti non corretti della vista o dell’udito
  113. 113. Valutazione del livello cognitivo generale• Scale Wechsler : attenzione al profilo interno delle prove (discrepanze tra subtest verbali e di perfomance)• Profilo ACID: cadute nei subtest Aritmetica, Cifrario, Informazioni, Digit-span• Difficoltà nei subtest che richiedono degli automatismi (cifrario e ricerca simboli) e che coinvolgono la memoria di lavoro (ragionamento aritmetico e memoria di cifre)
  114. 114. Valutazione del livello di apprendimentoscolasticoLettura: si analizzano i parametri di correttezza erapidità di lettura attraverso prove standardizzate dilettura di un brano, di liste di parole e non parole; sivaluta inoltre la capacità di comprensione del testotramite prove di comprensione
  115. 115. Valutazione del livello di apprendimentoscolastico:Scrittura: è necessario valutare grafia, velocità diproduzione (efficienza prassica, fino-motoria eoculo-motoria), ortografia, sintassi, rispetto delleregole di punteggiatura, scelta del lessico,organizzazione del contenuto.Si utilizzano prove standardizzate di scrittura sudettato (brano, frasi, liste di parole e non parole)copiato e produzione spontanea.
  116. 116. Valutazione del livello di apprendimentoscolastico:Processamento numerico:valutazione di enumerazione, transcodifica,calcolo a mente, calcolo scritto edimmagazzinamento dei fatti numericitramite prove standardizzate
  117. 117. Valutazione delle varie funzioni neuropsicologiche:•Competenze linguistiche: linguaggio espressivo erecettivo, abilità metafonologiche e di fluenza verbale.•Competenze percettive visuo-spaziali e d’integrazionevisuo-motoria•Abilità di memoria verbale e visuo-spaziale•Abilità di attenzione•Funzioni esecutive•Abilità motorie•Dominanza laterale
  118. 118. Quando fare la diagnosi?• Dislessia e disortografia evolutiva: fine della seconda elementare• Discalculia evolutiva: fine terza elementare Vanno ugualmente precocemente rilevati i segni importanti di discrepanza tra le competenze generali e l’apprendimento di lettura, scrittura e calcolo nel primo ciclo della scuola elementare.
  119. 119. Esiste un generale consenso sul fatto che ildisturbo specifico di lettura modifica lasua espressione nel tempo! Consensus Conference, 2006
  120. 120. Caratteristiche evolutivei DSA tendono a persistere nel tempo, anchese la compromissione funzionale dei diversisottosistemi ha andamenti diversiCiò significa che un dislessico mantienecomunque un’efficienza di lettura diversa daun pari livello di educazione accademicaanche dopo molti anni di attività
  121. 121. tende a persistere in età adulta
  122. 122. … tende a ridursi…NON GUARIGIONE MA RECUPERO OCOMPENSO
  123. 123. C’è chi recupera e chi si limita a compensare.Questi ultimi continuano ad avere affaticamentoquando leggono, anche se ai test non presentanorisultati inferiori alla media.Portano avanti gli studi, ma con fatica
  124. 124. DE nell’adolescente/adulto• DE compensata- legge con discreta fluenza (> 3 sill/sec)- legge stimoli significativi senza commettere errori (compenso lessicale)- gli errori emergono negli stimoli a bassa frequenza (non parole – lessico specialistico)- permane deficit automatizzazione
  125. 125. DE nell’adolescente/adulto• DE compensata- Conseguenze funzionali marcate:- affaticabilità nei compiti che richiedono lettura, cefalea e disturbi funzionali- difficoltà di comprensione e di studio- difficoltà con le lingue straniere- difficoltà nelle prove a tempo e con risposte a scelta multipla- bassa autostima
  126. 126. DE nell’adolescente/adulto• DE recuperata• Prestazioni comparabili in tutti gli ambiti ai normolettori
  127. 127. DE nell’adolescente/adulto• DE persistente:- Lettura lenta e stentata (< 3 sill/sec.), inaccurata- Impossibilità di studiare senza aiuto- Rifiuto della scolarizzazione- Disturbi di socializzazione
  128. 128. … ma il problema non è ladislessia……è che la dislessia non si vede…..
  129. 129. …e la prognosi ?
  130. 130. La prognosi di un disturbo neuropsicologico in età evolutiva non è legata solo all’evoluzione diquel disturbo ma alla sua frequente comorbidità con altre disabilità neuropsicologiche, alle interazioni sociali, ai risvolti emotivi che il disturbo sollecita ed all’eventuale associazione con problemi psicopatologici (Levi, 1995)
  131. 131. I bambini con disturbo specifico di lettura mostrano piùfrequentemente difficoltà emotive e comportamentalirispetto a bambini senza disturbo di letturarispetto a studenti senza disturbi di apprendimentosono maggiormente esposti ad isolamento sociale e arifiuto da parte dei pari (Arthur, 2003; Kuhne & Wiener, 2000)
  132. 132. adolescenti con DA appaiono socialmente più immaturi rispetto ai coetanei senza problemi di apprendimentopresentano difficoltà di adattamento scolastico, sintomi di sofferenza emotiva ed in particolare depressione i disturbi di apprendimento possono essereconsiderati pertanto un fattore di rischio per lo sviluppo di difficoltà psicosociali (Martinez & Semrud-Clikeman, 2004)
  133. 133. Il rapporto tra DE e problemi psicopatologiciassociati è complesso e legato all’interazione diuna pluralità di fattori•Fattori di rischio•Fattori di protezione
  134. 134. E’ probabile che si realizzi un percorso che,dal disturbo di lettura, porti all’ansia ed alladepressione, con la mediazione di sentimenti dibassa autostima e di instabilità emozionaledipendenti dall’insuccesso scolastico (Fleming & Offord, 1990)
  135. 135. In classe, come a casa nell’eseguire le attivitàaccademiche pomeridiane, il bambino è espostoalla frustrazione di sentirsi intelligente e nellostesso tempo incapace di fare una cosa cherisulta così semplice ad altri, come leggere
  136. 136. sei distratto sei pigro non ti asinoimpegni non sei capisci svogliato
  137. 137. perdita dell’autostima e delsenso di autoefficaciaperdita dell’interesse e dellamotivazione
  138. 138. insuccessosofferenza disagio
  139. 139. oppositivitàaggressivitàdisturbo della condotta
  140. 140. Fobia scolareDisturbi d’ansiaAttacchi di panico
  141. 141. DemoralizzazioneDepressioneDisturbi somatici
  142. 142. evitamentofino all’abbandono scolastico…
  143. 143. soggetti con DA(Dweck e Legget, 1988;Butkowski e Willows, 1980) HELPLESS evitamento del compito, ansia, noia pessimismo sulle proprie capacità distraibilità e tendenza a divagare incapacità di fronteggiare le difficoltà
  144. 144. Disturbo depressivoDifficoltà di concentrazioneInibizioneCarenza dell’iniziativaDisturbi del sonno
  145. 145. disturbo d’ansiaDifficoltà a concentrarsiAnsia da prestazioneDifficoltà di memoriaDisturbi del sonno
  146. 146. Attenzione che….…le difficoltà si riducono ma il disagioed i problemi emotivi aumentano man mano che le richieste scolastiche si fanno più complesse ed implicano un approccio più attivo, autonomo e consapevole all’apprendimento media e media superiore
  147. 147. …la dislessia si compensa……le conseguenze psicologiche tendono a persistere !
  148. 148. Fattori di rischio per la strutturazione didisturbi psicopatologici nei DSA:•gravità del DSA•segnalazione tardiva•discontinuità nella presa in carico terapeutica•discontinuità nella storia scolastica e nelle relazionieducative•modalità di elaborazione dei conflitti e organizzazionedi personalità•peso e ruolo del DSA nelle interazioni familiari e sociali
  149. 149. Fattori di protezioneassistenza didattico-educativaambiente educativo e familiaresupportanticreare un atteggiamento di collaborazionereciproca tra scuola e famiglia senza perderefiducia nel bambino e nelle sue possibilità diprocedere comunque nel cammino scolasticola capacità da parte degli adulti di sostenere ericonoscere lo sforzo che il bambino faquotidianamente è fondamentale per il suobenessere
  150. 150. fattori di protezioneambientali personalifamiglia temperamentoscuolasocietà
  151. 151. Il ruolo della scuola La scuola può rivestire una duplice funzione:• individuare la presenza di difficoltà• predisporre situazioni di apprendimento in grado di fornire risposte a tali difficoltà
  152. 152. Indicatori di rischio per DSA durante il ciclo scolastico
  153. 153. E’ a rischio di DSA un bambino che a metà della I elementare• Non legge e non scrive autonomamente parole bisillabiche piane• Compie errori che deformano completamente le parole• Non controlla il rapporto numero-quantità
  154. 154. E’ a rischio di DSA un bambino che alla fine della I elementare• Legge e scrive sillabando anche parole comuni• Compie errori che deformano la parola• Non legge o scrive autonomamente frasi
  155. 155. Fine I anno scolare: Indicatori per segnalazione lettura-scrittura• Difficoltà nell’associazione grafema- fonema e/o fonema/grafema• non raggiungimento del controllo sillabico in lettura e scrittura• eccessiva lentezza nella lettura e scrittura• incapacità a produrre le lettere in stampato maiuscolo in modo riconoscibile
  156. 156. Fine II anno scolare: Indicatori per segnalazione lettura-scrittura• Legge ancora per parole• Compie errori fonologici in lettura e scrittura• Non sa staccare correttamente le parole• Non sa ripetere quello che ha letto
  157. 157. Caratteristiche del DSA nel II ciclo elementare• Lentezza e non fluidità del processo• scarsa autocorrezione degli errori• difficoltà nella programmazione del testo scritto• difficoltà crescenti nella comprensione del testo• scarsa consapevolezza della struttura del linguaggio• difficoltà nell’imparare le tabelline• difficoltà nel controllo delle procedure aritmetiche
  158. 158. Possibili indicatori dei DSA (7-12 anni)• Capacità di lettura e scrittura significativamente inferiore alla vivacità intellettiva• continua a confondere la sequenza delle lettere all’interno delle parole• nella lettura la poca accuratezza, velocità e scorrevolezza pregiudicano la comprensione• l’ortografia è inappropriata all’età (omette, inverte, sostituisce)• nella scrittura spontanea usa un lessico limitato• non può usare i propri appunti per studiare
  159. 159. Possibili indicatori dei DSA (7-12 anni)• Cerca delle scuse per non leggere• difficoltà ad apprendere le tabelline• confonde destra e sinistra• non prende o trascrive i compiti per casa• ha difficoltà a ricordare che giorno e mese è• ha difficoltà ad organizzarsi nell’uso del diario scolastico• ha difficoltà a ricordare il proprio numero di telefono e/o compleanno• ha una difficoltosa gestione del tempo• può avere poco senso dell’orientamento• ha poca autostima
  160. 160. Caratteristiche del DSA nella Scuola Secondaria di I grado• Difficoltà ortografiche residue• lentezza nei processi di lettura-scrittura• necessità di controllo volontario dei processi di basso livello• difficoltà nell’uso di lettura-scrittura come strumenti di pensiero, di apprendimento, di espressione di concetti• difficoltà nel controllo delle procedure e delle regole (matematica, geometria, analisi logica)
  161. 161. Caratteristiche del DSA nella Scuola Secondaria di II grado• Difficoltà ortografiche residue• lentezza nei processi di lettura-scrittura• necessità di controllo volontario dei processi di basso livello• difficoltà nel controllo delle procedure e delle regole (matematica, geometria, analisi logica)• difficoltà nello studio autonomo• difficoltà nell’uso di linguaggi specifici• difficoltà nelle lingue
  162. 162. Possibili indicatori dei DSA (oltre i 12 anni)• Continua a leggere lentamente, in modo poco fluente e con errori• ha un bagaglio culturale limitato• continua ad avere difficoltà nello spelling• scrive a mano lentamente, con difficoltà e il risultato è poco leggibile o illeggibile• ha migliori competenze orali che scritte• ha difficoltà nella pianificazione e nella composizione di un testo scritto• ha difficoltà nella sintassi e punteggiatura
  163. 163. Possibili indicatori dei DSA (oltre i 12 anni)• ha difficoltà a riassumere• ha difficoltà a prendere appunti e a copiare dalla lavagna• rimanda o evita di fare attività che richiedono la lettura e la scrittura• non completa i compiti per casa• difficoltà nella memorizzazione• si confonde nell’usare parole lunghe• ha difficoltà a ricordare i nomi di alcune parole o oggetti o nomi di persone familiari
  164. 164. Possibili indicatori dei DSA (oltre i 12 anni)• ha una difficoltosa gestione del tempo• ha una difficoltà nelle materie letterarie• ha bassa autostima• in classe disturba o fa il buffone o è troppo calmo• può essere emotivo, ansioso o ipersensibile
  165. 165. Cosa possono fare gli insegnanti?Modificazioni della didattica:MISURE DISPENSATIVEe STRUMENTI COMPENSATIVI
  166. 166. Il ruolo della famigliaLa famiglia costituisce un luogoprivilegiato, da cui il bambino apprendeesperienze significative che possonocontribuire al superamento del problema
  167. 167. CONCLUSIONILa corretta identificazione dei disturbi diapprendimento è critica per il benessere del bambino nelsuo percorso scolastico e anche e soprattutto per il suofuturo inserimento sociale
  168. 168. Possiamo prevenire molti problemisociali se identifichiamo i disturbidell’apprendimento e forniamo il piùprecocemente possibile rimedi nellaeducazione del bambino.
  169. 169. Quanto più comprendiamo la naturadella dislessia, tanto più possiamoessere d’aiuto…; se non comprendiamola natura del deficit, rischiamo didivenire intolleranti… Uta Frith (1995)

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