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Bilancio sociale 2011

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La cooperativa Di Mano in Mano come esperienza di realtà che sperimenta nuove strade nei rapporti di lavoro....

La cooperativa Di Mano in Mano come esperienza di realtà che sperimenta nuove strade nei rapporti di lavoro.
“le cose ben fatte hanno il profumo che le contraddistingue sempre.”
Questo profumo è la nostra linfa vitale, è il nostro tesoro.

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Bilancio sociale 2011 Bilancio sociale 2011 Document Transcript

  • INDICEIntroduzione pag.3Chi siamo pag.4Dati generali pag.4Storia: processo che ha dato origine alla cooperativa pag.3Il modello dell’impresa sociale andava costituito pag.3Valori di riferimento pag.5Gli orientamenti per l’azione sociale ed imprenditoriale pag.5Oggetto sociale pag. 8Struttura dell’ente pag.11Forma giuridica e assetto istituzionale pag.11Organigramma cooperativa pag.12Struttura organizzativa pag.13Gli stakeholders pag.22Attività pag.27Organizzazione della giornata/lavoro pag.27Obietivi pag.29Esame situazione finanziaria pag.30Sinergie cooperativa– comunità famiglia-territorio pag.30Conclusioni pag.33 2
  • INTRODUZIONEIl presente documento ha l’intento di esporre il lavoro svolto inquesto anno e gli anni precedenti dalla Cooperativa Di Mano inMano, focalizzando l’attenzione sui valori fondanti e sull’aspettooperativo e organizzativo.Il testo di bilancio sociale viene elaborato come bozza in sede diassemblea e successivamente modificato e deliberato dal Cda.Il documento viene distribuito cartaceo a tutti i soci e reso pubbli-co attraverso il sito www.dimanoinmano.it.Riferimenti legislativi: Adozione delle linee guida per la redazione del bilancio socialeda parte dellorganizzazione che esercitano limpresa sociale, aisensi dellarticolo 10, comma 2, del decreto legislativo 24 marzo2006, n. 155.(GU n. 86 del 11-4-2008) 3
  • CHI SIAMODATI GENERALIDi Mano in Mano Soc. Coop.Sede Legale Viale Espinasse, 97-99, Milano, 20156P.IVA /C.F.: 12896370157Iscritta nellAlbo società cooperative al N° AI 14664 nella sezione Mu-tualità prevalente, categoria Produzione e lavoro.Punto Vendita Milano: Viale Espinasse, 97-99, Milano, 20156Punto Vendita Cambiago: Via Castellazzo, 8, Cambiago, 20040Magazzino: Via XXV Aprile, 59, Cambiago, 20040STORIA: PROCESSO CHE HA DATO ORIGINE ALLA COOPERATIVANon si può parlare dell’impresa sociale Di Mano in Mano se non siparte dall’esperienza del lavoro iniziata ancor prima della Comunitàdi Villapizzone.In quegli anni il lavoro è stato vissuto come modo privilegiato di :- fare comunità ; è stato importante avere in comune il lavoro, per-ché ci ha aiutato ad avere in comune il frutto del lavoro, il denaro.E’ sul lavoro e sul frutto del lavoro che la società si unisce o si divide, sicostruisce o si distrugge.- fare accoglienza; l’accoglienza tra adulti responsabili condividen-do quotidianamente i lavori di ricostruzione della comunità comel’attività esterna di sgomberi e traslochi; l’accoglienza verso coloroche arrivavano in comunità e che trovavano una collocazione inuna delle tante mansioni.- autosostentamento economico; l’orgoglio di non dipendere da nes-suno, ci ha stimolato verso forme di consumo alternativo e sobrio.Era questa un’esperienza che ha richiesto a coloro che l’hanno vissu-ta enormi energie e la totalità del coinvolgimento. Per contro avevauna ridotta proponibilità e riproducibilità dell’esperienza.Per differenziare quindi lavoro e vita di comunità, desiderando allar-gare le possibilità a chi era interessato alla vita di comunità e distin-guendo la stessa dall’ambito del lavoro, che per forza di cose, si so-no smorzati i toni più accesi, pur mantenendo dei colori belli vivaci.Per rendere possibile quindi questo passaggio, è stato necessario av-viare una formula imprenditoriale che attraverso la costruzione diun’impresa sociale, portasse a : valorizzare il patrimonio professionale maturato negli anni e che ha trasformato un’attività marginale in attività economica di grande rilevanza. 4
  •  introdurre un nuovo soggetto sociale ed imprenditoriale che con- tribuisse alo sviluppo delle politiche sociali del territorio. riqualificare la funzione dell’Associazione Comunità e Famiglia alla sua funzione principale di promuovere cultura creare opinio- ne , tutelare diritti. concorrere con progetti imprenditoriali , alla costruzione di nuove risposte ai bisogni.IL MODELLO DELL’IMPRESA SOCIALE ANDAVA COSTITUITO: Mettendo al centro la persona: dietro il socio, il dipendente, il ra- gazzo inserito, ci sono padri e madri di famiglia, figli, giovani in ricerca, in disagio, con handicap. Rispondendo ad un criterio di efficacia: il lavoro rende se chi ci lavora ha responsabilità ed a queste risponde, ma una responsa- bilità che faccia crescere e realizzare la persona. Quindi offrire ad ognuno, sia esso socio o borsa lavoro, la possibilità di realizzar- si attraverso un compito ben preciso e che faccia parte di un insieme. Sapendo stare sul mercato: è la prova che quello che facciamo e quello in cui crediamo non è “aria fritta” , ma qualcosa di con- creto, vero, veramente alternativo e riproponibile a tutti.E quindi, dopo anni di lavori non organizzati ma efficaci,l’Associazione Comunità e Famiglia ha favorito l’avvio della coope-rativa Di Mano in Mano, una nuova scommessa perfettamente inlinea con il suo passato e con l’evoluzione dell’esperienza. La scom-messa è conciliare la promozione umana, la centralità della personacon una produttività che assicuri la sostenibilità economicadell’impresa. Il lavoro è in funzione dell’uomo, il profitto è in funzionedell’uomo.VALORI DI RIFERIMENTO la promozione umana intesa come la capacità di offrire spazi ed opportunità per realizzare la pienezza del proprio essere attraver- so un percorso di vita rispettoso delle risorse , delle capacità, dei desideri della persona; la tutela dei diritti come azioni volte a promuovere e sostenere l’accesso alle opportunità e l’espressione delle capacità dei 5
  • singoli nei diversi ambiti di attività sociali, culturali, economiche e la-vorative.GLI ORIENTAMENTI PER L’AZIONE SOCIALE ED IMPRENDITORIALE il lavoro insieme permette di creare nel sistema sociale un posto dove si lavora, si cresce, si comunica, si vive e si impara a vivere un tempo della vita. una strategia della prevenzione secondaria con iniziative che rimuovano le condizioni di svantaggio socio-culturale, economi- co, di deficit soggettivi per sostenere lo sviluppo delle persone; il radicamento nel territorio rappresenta la condizione per costrui- re uno spazio, un sistema di relazioni, di vicinanza, di condivisione che restituiscano ai soggetti la cittadinanza e l’appartenenza a una comunità locale. la relazione col mercato e l’economicità intesa come la capaci- tà di sostenere i costi ed relativi oneri dell’impresa costituiscono le condizioni di efficienza necessari per operare e realizzare lo sco- po sociale in un regime di autosostentamento. la qualità del lavoro e delle prestazioni che si esprime attraverso la professionalità dei soci, l’erogazione delle prestazioni , l’efficienza dell’organizzazione , la qualità delle relazioni interne e con i clienti; la ricerca e l’innovazione come investimento verso nuove frontie- re per accrescere la capacità di realizzare nuove proposte nei processi di integrazione ed emancipazione dalle condizioni di svantaggio e di marginalità; il lavoro di rete come capacità di costruire sinergie con le istituzio- ni locali e i diversi attori sociali del territorio come ricerca di rela- zioni che aprono a nuovi spazi di socialità ed integrazione.Possiamo quindi dire che le nostre radici sono nell’esperienza di co-munità, della vita insieme e quindi del lavorare insieme, della sobrie-tà, dellaccoglienza e del recupero delle persone e dei beni. 6
  • LA NOSTRA ALTERNATIVA:All’inizio della nostra storia, ed ancora oggi, non siamo stati chiamatia costruire un’azienda, ma un intero pezzo di società . Non ci siamoaccontentati di costruire un luogo di lavoro , magari anche bello edalternativo, ma abbiamo mirato a costruire un luogo sociale, un po-sto dove si lavora , si cresce, si comunica, si vive e si impara a vivereun tempo della vita. La nostra non è un’esperienza di “quelli buoni”ma è qualcosa di rivoluzionario , che cerca strade nuove e diverseper una migliore qualità di vita. Di conseguenza chi ci incontra èportato ad una riflessione sul proprio stile di vita e sulle proprie sceltee tutto questo caratterizzato da una sostenibilità economica fonda-mentale per rendere credibile la nostra alternativa.IL NOSTRO TESORO:E le nostre considerazioni si spingono fino a riflettere sul senso del la-voro, sul senso che diamo al lavoro, inteso non come una prestazio-ne di manodopera in funzione di una retribuzione ma come una par-te della vita, un tempo che si integra in altri tempi (famiglia, comuni-tà , parrocchia, gruppi etc. ) La nostra identità sociale è nel sensoche diamo a quello che facciamo. Questo senso, questa motivazio-ne si respira, si diffonde e pervade ogni cosa e si nota nei particolari.Il nostro tesoro è quindi il desiderio faticoso e quotidiano di lavorareinsieme , insieme tra noi soci ed insieme con i ragazzi. E’ una sceltache rinnoviamo ogni giorno, che ci caratterizza che nasce dal sensoche abbiamo dato al tempo del lavoro. 7
  • OGGETTO SOCIALEArt. 4 dello Statuto – “Scopo e oggetto sociale”La Societa Cooperativa nel rispetto dei principi e del metodo dellamutualita e senza finalita speculative si propone come scopo di agireper il perseguimento dellinteresse generale della comunita alla pro-mozione umana e allintegrazione sociale dei cittadini.La Societa Cooperativa dunque si ispira e agisce in base a principi di:mutualita, solidarieta, democraticita, impegno, equilibrio delle re-sponsabilita rispetto ai ruoli, spirito comunitario, legame con il territorio,equilibrato rapporto con lo Stato e le Istituzioni Pubbliche.La Societa Cooperativa si propone di creare un ambiente di lavoroaccogliente, che permetta lespressione delle potenzialita lavorativeed attitudinali di chi in essa presta la propria opera. In particolare, sco-po della societa e procurare ai soci occasioni di lavoro. Pertanto, lasocieta si avvarra prevalentemente, nello svolgimento della propriaattivita, delle prestazioni lavorative dei soci. Inoltre, si propone, chetale ambiente lavorativo sia .sensibile ai bisogni familiari e favorisca ilbenessere individuale e familiare di chi in esso presta la propria opera.A tal fine la Societa Cooperativa potra costituire un fondo di mutua-lita per sostenere i singoli soci che si trovano in situazioni economichedi particolare necessita, le modalita di gestione di tale fondo sonodefinite con apposito regolamento approvato dallAssemblea.La cooperativa puo operare anche con terzi.La Societa Cooperativa si propone di promuovere nella collettivita unmodo di vivere consapevole della limitatezza delle risorse che eviti glisprechi e che sia orientato alla riduzione del consumo, al riutilizzo ed alriciclo degli oggetti e dei materiali usati.La Societa Cooperativa, al fine di rendere piu efficace la propria a-zione, con deliberazione dellAssemblea dei Soci, potra consociarsi adaltre cooperative; aderire a consorzi di cooperative ovvero ad unadelle associazioni di rappresentanza riconosciute dal movimento coo-perativo, ovvero ad enti dellArea Associazionistica e del Terzo Settorein generale.Al fine della qualificazione di cooperativa a mutualita prevalente, aisensi dell’art. 2512 c.c. , la cooperativa: (a) non potra distribuire divi- 8
  • dendi ai soci cooperatori; (b) non potra remunerare gli strumenti fi-nanziari offerti in sottoscrizione ai soci cooperatori in misura superiore aibuoni postali fruttiferi aumentati di due punti; (c) non potra distribuireriserve fra i soci cooperatori; (d) dovra devolvere, in caso di sciogli-mento della cooperativa, l’intero patrimonio sociale, dedotto soltantoil capitale sociale ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppodella cooperazione.Gli amministratori documenteranno la condizione di prevalenza di cuiall’art. 2512 c.c. nella nota integrativa al bilancio, evidenziando con-tabilmente i parametri di cui all’art. 2513 c.c.Art. 5 - La Societa Cooperativa si propone come oggetto, per attuareil proprio scopo nel rispetto della mutualita e senza finalita speculati-ve, di operare con prevalente lavoro dei Soci le seguenti attivita:-recupero, ripristino in uso, riciclo, restauro e vendita al dettaglio di be-ni usati ad esempio mobilio, libri, vestiario e oggettistica domestica ingenere;-alienazione di beni di "scarto";-assunzione di lavori di sgomberi e traslochi, facchinaggio;-trasporto, imballaggio e confezionamento merci di qualsiasi genere,ivi compreso il trasporto di merci per conto terzi;-lavori di magazzinaggio presso terzi o in depositi di proprieta;-attivita di ristrutturazione e manutenzione edilizia;-attivita in campo agricolo di giardinaggio, manutenzione del verde,flori-orto coltura in proprio presso terzi, nonche di raccolta, trasporto,cernita e smaltimento e/o compostaggio di residui della potatura, emateriali simili;-produzione ed alienazione di materiale combustibile ecologico otte-nuto da lavorazione di materiali legnosi e affini;-produzione, interventi di installazione e di manutenzione di attrezzatu-re utilizzate per lo sviluppo e la ricerca nel campo delle fonti rinnovabilie di attrezzature atte al recupero energetico;-gestione e sorveglianza di piattaforme e/o stazioni ecologiche per laraccolta differenziata rifiuti;-servizi di pulizia e manutenzione in genere;-ritiro, trasporto e consegna urgente di documenti, campionari e pac-chi, anche con luso di ponti radio mediante lacquisizione di frequen- 9
  • ze poste all’uso;-promozione e commercio di prodotti del circuito Equo e Solidale.Nei limiti e secondo le modalita previste dalle vigenti norme di leggela Cooperativa potra svolgere qualunque altra attivita connessa oaffine agli scopi sopraelencati,nonche potra compiere tutti gli atti e concludere tutte le operazionidi natura immobiliare, mobiliare, commerciale, industriale e finanziarianecessarie od utili alla realizzazione degli scopi sociali o comunque, siadirettamente che indirettamente, attinenti ai medesimi, compresal’istituzione, costruzione, acquisto di magazzini, attrezzature ed impiantiatti al raggiungimento degli scopi sociali.La Societa Cooperativa potra costituire fondi per lo sviluppo tecnolo-gico, per la ristrutturazione e il potenziamento aziendale, nonche a-dottare procedure di programmazione pluriennale finalizzate allo svi-luppo e allammodernamento aziendale ai sensi della Legge 59 del31.01.92 ed eventuali norme modificative.E istituita inoltre una sezione di attivita denominata "Prestito Sociale",allinterno della quale la cooperativa puo effettuare raccolta di pre-stito da soli soci, nei limiti e secondo i criteri fissati dalla legge, art. 2526C.C. e dai regolamenti in materia. Le modalita di svolgimento di taleattivita sono definite con apposito regolamento approvato dallAs-semblea. 10
  • STRUTTURA DELL’ENTEFORMA GIURIDICA E ASSETTO ISTITUZIONALEL’impresa sociale DI MANO IN MANO è una società cooperativa diproduzione e lavoro a responsabilità limitata, retta dai principi del-la mutualità. Gli organi sociali sono:L’assemblea dei soci: si riunisce per approvare il bilancio, per no-minare, gli amministratori ed i sindaci del collegio sindacale, da ilproprio parere in relazione a decisioni inerenti la gestionedell’impresa, propone spinti di riflessione e nuove prospettive sucui discutere.Il consiglio di amministrazione: è l’organo di governo della coo-perativa e provvede all’amministrazione della stessa. Il cda eleg-ge il presidente che è il rappresentante ufficiale della cooperati-va. Inoltre possiamo dire che il lavoro svolto dagli amministratoripuò essere definito di costruzione e manutenzione del sistema re-lazionale della cooperativa. Privilegiando la qualità dei rapportirispetto alle competenze gestionali di ordine tecnico si vuole evi-denziare la centralità dell’elemento relazionale per la nostra coo-perativa. 11
  • ORGANIGRAMMA COOPERATIVA EA BL M SE AS 12
  • STRUTTURA ORGANIZZATIVALa cooperativa ha due unità opertive una a Milano e un a Cambia-go. A Milano cè lufficio, i l punto vendita e i diversi laboratori inclusoquello di restauro. A Cambiago cè il punto vendita, la vendita on-line, la gestione del sito, il magazzino e i diversi laboratori incluso illaboratorio di restauro.Ufficio: riceve le telefonate, organizza i sopralluoghi per i preventivi,stila l’agenda dei lavori per i due centri operativi, esegue il lavoro diamministrazione e di rappresentanza, di ufficio personale.(Il gruppo ufficio assicura una prolungata copertura telefonica, unavelocità nell’eseguire i sopralluoghi ed è capace di gestire interventid’urgenza con efficienza ed efficacia.)Sgomberi - capisquadra: ricevono dall’ufficio le indicazioni del lavo-ro da svolgere, si prendono in carico i ragazzi assegnati, attrezzano imezzo con la dotazione necessaria, e arrivati sul posto, organizzanoil lavoro facendosi carico di tutte le fasi del lavoro: smontaggio, im-ballaggio, spostamento del materiale sul mezzo e carico, ritorno escarico di tutto il materiale effettuando già la prima selezione.Si occupano anche del montaggio dei mobili in corsia edell’esposizione degli oggetti per la vendita.In tutte queste fasi di lavoro, hanno un’attenzione professionale ededucativa nei confronti dei ragazzi curando l’armonia nelle dinami-che relazionali della squadra. Hanno cura del rapporto umano colcliente e con tutte le persone con le quali ci si relaziona durante lagiornata lavorativa.ragazzi: affiancano i capi squadra nel lavoro sia nei due capannoniche durante le uscite. Le mansioni e le in responsabilità richieste va-riano da ragazzo a ragazzo relazione al personale cammino e pro-getto educativo stilato.Cortile: Si suddivide e seleziona il materiale che arriva dagli sgomberiaffinchè il materile diviso per tipologia venga preso in carico dalle-quipe di riferimento. Il materile da smaltire viene frazionato e inviatoal riciclo diviso per tipologia, legno, carta, ferro, alluminio, rame, in-gombranti, macerie, ….Selezione, prezzatura, esposizione. Le equipe; oggettistica, moder-nariato, antiquariato, libri, vestiti, mobili duso, sterno: Ciascuna equi-pe riceve la merce, la studia e la seleziona in base a dei criteri di 13
  • valutazione, prezza il materiale e lo prepara per l’esposizione nei ne-gozi, per la vendita su web ed eventualmente per le aste.Vendita nei negozi: I venditori si occupa della vendita nei giorni diapertura e di tenere i contatti con i vari clienti. Inoltre, si prendonocura del negozio e cercano di identificano le linee di prodotti di inte-resse. Nelle relazioni con i clienti, valorizzano il rapporto umano dedi-cando tempo e ascolto. Anche nei negozi vengono accolti ragazziin borsa lavoro con funzioni di supporto e di aiuto commessa.Vendita on-line, aste: E un canale di vendita particolare che integrai negozi al fine di ottimizzare la commercilizzazione e la valorizzazionedi tutta la merce che acquistiamo e recuperiamo.Restauro: il gruppo dei restauratori , con l’aiuto di alcuni ragazzi , sioccupa del restauro di mobili sia per conto della cooperativa chesu richiesta di privati. Va detto che alcune fasi della lavorazione delmobile proprio per la caratteristica di metodicità e ripetitività e perlambiante protetto che il laboratorio di restaura rappresenta posso-no essere svolte da ragazzi accolti.I SOCIAttualmente i soci sono 41 di cui 38 soci lavoratori e 3 soci non lavo-ratori provenienti della Di Mano in Mano Solidale, cooperativa so-ciale della zona di Lecco nata come gemmazione dalla Di Mano inMano. Dei 41 soci, 22 vivono in comunità famigliari affiliate a Comu-nità e Famiglie mentre altri 5 vivono molto intensamente lesperienzadellOperazione Mato Grosso. I soci che vivono in comunità proven-gono da 7 comunità della Lombaria, 4 dalla Comunità di Villapizzo-ne, 1 dalla Comunità di Mombello, 4 dalla Comunità di Brugherio, 5dalla Comunità del Castellazzo, 4 dalla Comunità di Mezzago, 1 dal-la Comunità di Casciago e 3 dalla Comunità di Ballabio. Nel Consi-glio di Amministrazione 6 su 7 soci-consiglieri provengono dalle co-munità incluso presidente e vice-presidente. Il numero dei soci negliultimi anni è cresciuto lentamente erano 35 nel 2007, 2008 e 2009,sono diventati 40 a fine 2010 e poi 41 nel 2011. I soci fondatori erano13 nel 1999 di cui 10 provenienti dalle comunità famigliari rispettiva-mente di Villapizzone e del Castellazzo. Il 90% dei soci ha una etàcompresa tra i 35 anni e i 50 anni. La presenza di soci provenientinon dalle comunità è stata considerata un elemento importante findalla fondazione della cooperativa, ha permesso di fare ancora più 14
  • chiarezza nei rapporti fra cooperativa e comunità, oltre che a porta-re un personale contributo di innovazione e originalità nel gruppo. Lostato di socio non è visto solo come un ruolo ma come il traguardodi un percorso di condivisione e assunzione dei principi e valori dellacooperativa; obiettivo dell’impresa sociale è raggiungere la massi-ma cooperazione interna quindi risulta fondamentale che tutti i lavo-ratori si sentano parte integrante di un sistema e quindi siano soci.Potere democratico nella gestione della cooperativaPer ogni specifico settore o ambito si è individuato uno o più respon-sabili che fanno da riferimento, hanno presente la situazione, cerca-no con la collaborazione degli altri soci di far funzionare al meglio lafetta di impresa sociale che custodiscono. Individuano quindi pro-blemi o difficoltà per presentarle alle riunioni settimanali della propriaunità operativa . In questa sede i soci apportano il loro contributoattivo alla discussione e quindi il responsabile del settore che è coin-volto si fa carico di attuare la decisione emersa come la più idoneadalla discussione.In questi incontri, a cui partecipano tutti i soci di ogni singola unità, sicomunica e si condivide il come si sta, cosa va e cosa non va , lefatiche e gli obiettivi raggiunti, i punti deboli e le potenzialità da svi-luppare ulteriormente innanzitutto a livello personale dei soci, le si-tuazioni ed il cammino dei ragazzi che collaborano, e aspetti pretta-mente tecnici da sviluppare e cercare possibili soluzioni.Poiché il livello di coinvolgimento è spesso proporzionale al livello diresponsabilità presa in carico dal socio, la nostra impresa socialepensa e struttura l’organizzazione del lavoro favorendo il più possibiletale assunzione di responsabilità.In sede di consiglio di amministrazione, in cui sono rappresentate inmodo equo le unità operative e l’ufficio, si discutono argomenti giàtrattati nelle riunioni settimanali per approfondirli, o si evidenzianonuove tematiche da riportare poi nelle successive riunioni settimanaliper un approfondimento nell’intento di cercare collegialmente dellepossibili soluzioni o modalità da attuare. I Soci dellunità operativa diCambiago si trovano tutti i mercoledì pomeriggio dalle 14.30h alle16.30h mentre i soci dellunità opertiva di Milano si trovano 2 volte almese il martedì pomeriggio sempre dalle 14.30 alle 16.30. Questeriunioni hanno sia carattere organizzativo che di scambio e condivi-sione del vissuto personale. Inoltre sono unimportante momento percondividere idee di indirizzo dimpresa da sottoporre al consigliodamministrazione. 15
  • Rapporti con gli altriIl gruppo dei soci è il motore vivo della cooperativa, è la nostra gran-de risorsa. E’ un gruppo che lavora coltivando i rapporti umani, si for-ma e si motiva ogni giorno , in uno stile di condivisione e di mutualità:aiutarsi cioè reciprocamente a lavorare meglio , per vivere sempremeglio .Nei confronti dei ragazzi, i soci cercheranno di coinvolgere , renderepartecipi i ragazzi del progetto globale in cui sono inseriti, pur sapendoche la loro esperienza è temporanea. L’attenzione dei soci dovrà es-sere nel progetto di vita dei ragazzi , progetto che faticosamente stan-no ricercando. E come riscontro, la partecipazione dei ragazzi al pro-getto globale è certamente un indice dell’assunzione del proprio pro-getto di vita.QUALITA del LAVOROTempi e condizioni di lavoroL’impresa sociale, in fase di costituzione, ha scelto di dare ai soci co-me tempo lavorativo settimanale 35 ore per lasciare il restante tempoda dedicare alla famiglia , alla comunità per chi ci vive o ad altre atti-vità utili alla collettività in cui si vive. Gli straordinari sono quindi un evi-dente controsenso rispetto alla riduzione di orario per cui non sono re-tribuiti ma, nel caso risultassero ore lavorate in più dovute alla partico-larità di qualche lavoro o mansione, queste vanno a recupero di e-ventuali permessi o assenze richieste dal socio durante il mese.Numerosi sono fra i soci lavoratori coloro che lavora con contrattopart-time 16 su 38, mentre le donne sono 12 su 38. Delle donne 10 su 12lavorano con contratto part-time, segno evidente di un’attenzionedell’impresa alle diverse e specifiche esigenze personali e famigliaridei singoli soci.RetribuzioneLa retribuzione che i soci si sono scelti è uguale per tutti in proporzioneal numero di ore lavorate.Si è scelto come elemento di differenziazione delle retribuzioni quindinon la mansione che il socio svolge ma i suoi bisogni famigliari. Ognisocio percepirà in aggiunta allo stipendio base e agli assegni famiglia-ri, una quota mensile fissa per ogni figlio o persona a carico .Possiamo dire che la cooperativa non offrirà mai stipendi alti, benefitaccattivanti o altro. Il tornaconto economico per i soci lavoratori saràsempre onesto ma limitato. Limitato perché sono limitate le disponibili-tà economiche della cooperativa, limitato perché è una condizione 16
  • indispensabile (ma non sufficiente) affinché tutto quanto detto sopraa proposito dell’identità e dei valori di fondo sia credibile e difendibile Formazione permanenteLe riunioni dei soci del mercoledì e del martedì, oltre ad avere una va-lenza tecnica e gestionale, sono dedicate anche alla formazione per-manente dei soci, attraverso l’analisi e la discussione di vari temi. Fraquesti sono stati affrontati il tema del nonprofit, aspetti di gestione del-le imprese sociali, argomenti di attualità .Sicurezza e infortuniLa cooperativa ha nominato un responsabile della sicurezza che si av-vale di due referenti interni per ogni unità operativa i quali pongonoparticolare attenzione alle varie norme di sicurezza relative ai soci, aidipendenti, ai ragazzi ed ai clienti nelle diverse attività lavorative.Le norme generali descritte in un documento di valutazione dei rischiin possesso a tutti i lavoratori della cooperativa riguardano il solleva-mento dei pesi, la manovra degli automezzi, le operazioni di carico,scarico e selezione, le operazioni di riduzione di volume e tutto quan-to è inerente alle specifiche attività svolte dalla cooperativa .BORSA LAVORO e LAVORO ERGOTERAPICOBorse LavoroE’ un’occasione per ragazzi e ragazze che non studiano e non lavora-no per fare un’esperienza lavorativa retribuita , “di prova” , a terminee con finalità formative orientate ad un prossimo inserimento nel mon-do del lavoro convenzionale.Questo strumento permette non solo di aprire prospettive socialmenteapprezzabili ai ragazzi “svantaggiati” , ma anche una forma concretadi ravvicinamento e, se così si può dire, di riconciliazione, tra la societàoperosa e le fasce marginali della popolazione. Inoltre offre ai ragazzie alle loro famiglie prospettive mentali nuove per affrontare il proble-ma del lavoro prima ancora che offrire una concreta esperienza lavo-rativa.Questa esperienza rende attivo il ragazzo rispetto alle scelte che devecompiere e l’esito finale della sua ricerca sarà il frutto dell’incontro trale sue preferenze e le reali disponibilità del mercato locale del lavoro.Accade spesso invece che i ragazzi si mettono a cercare lavoro conun atteggiamento casuale e fatalistico, senza esprimere orientamentipersonali , dimostrando anzi di non avere punti di riferimento per darsi 17
  • dei criteri che rendano efficace il loro percorso di ricerca.Diversamente, essi possono ricavare da una dignitosa collocazionelavorativa un “rinforzo” essenziale all’autostima e ad una progettualitàpositiva per il proprio futuro.I ragazzi a cui è destinata la “borsa lavoro” spesso vedono il mondodel lavoro o come una realtà fin troppo accessibile e gratificante oinvece come un ostacolo che non poteranno superare con le loro for-ze. Questa esperienza ridimensiona entrambe le vedute e dimostra alragazzo che è possibile imparare e, nello stesso tempo, che è neces-sario imparare per diventare capaci di compiere determinate opera-zioni connesse con la propria mansione.Il socio quindi richiede al ragazzo una certa prestazione ma è anchetollerante rispetto all’iniziale incompetenza ed è disponibile ad inse-gnare modi e tempi dell’esecuzione corretta.In tal senso, la relazione tra soci e ragazzi può essere vista come quellafra allenatori e giocatori: i ragazzi vengono allenati attraverso il lavoroin cooperativa a giocare poi la vera partita che sarà il mondo del la-voro.Ogni ragazzo è fatto a suo modo , con qualcuno si dovrà migliorareuna cosa e non un’altra , ed allora i programmi di allenamento, se co-sì li possiamo chiamare, saranno personalizzati, pensando anche cheognuno di loro sarà chiamato a giocare nella vita, in ruoli diversi, se-condo le sue possibilità e la sua storia.Ma non va dimenticato che, oltre all’acquisizione di competenze tec-niche, la “borsa lavoro” permette ai ragazzi di confrontarsi con rispettodelle regole, degli orari, delle mansioni e diventa una straordinaria oc-casione per misurarsi in nuove e diversificate esperienze relazionali.Si può dire che tutto questo percorso si fonda sull’esperienza di relazio-ni significative. L’esperienza col gruppo dei pari è uno dei momentiforti che questo progetto educativo mette a disposizione del ragazzonel momento in cui su confronta col mondo del lavoro; il confrontocon altri ragazzi come lui può ridimensionare le difficoltà personali, lapaura dell’insuccesso, la diffidenza verso esperienze nuove ambientisconosciuti e rende consapevole il ragazzo che anche “gli altri” si tro-vano ad affrontare passaggi impegnativi della loro crescita.Possiamo quindi concludere dicendo che l’esperienza della “borsalavoro” che la Di Mano in Mano offre ai ragazzi, non alimenta la lorotendenza alla passività ma permette di far crescere in loro la spinta aprendere in mano la propria vita e le proprie scelte ed a conquistareun dignitoso posto nel sociale.La cooperativa offre questa possibilità formativa prioritariamente airagazzi e agli adulti in difficoltà accolti nelle comunità famigliari di Co- 18
  • munità e Famiglia, successivamente in base alle disponibilità accoglieanche ragazzi inviati dai servizi sociali. In questi 12 anni di vita della co-operativa sono passati più di 400 ragazzi che hanno vissuto esperienzepiù o meno lunghe, da pochi mesi a diversi anni, circa la metà di que-sti ragazzi provenivano dalle comunità famigliari mentre la restantemetà erano ragazzi che provenivano dai servizi sociali del territorio.Linserimento mediante borsa lavoro si realizza mediante una conven-zione che vede la coopereativa come azienda ospitante, cioè il cam-po da gioco su cui allenarsi e sperimentarsi, uno o più enti formativi einviati, cioè le comunità di accoglienza e i diversi enti territoriali ed infi-ne il ragazzo vero attore del progetto che decide di formarsi e speri-mentarsi in questo processo. La durata media è di 3-6 mesi ma in di-versi casi è prolungata per più tempo.Per la realizzazione di questo progetto di accoglienza la cooperativacollabora principalmente con le comunità famigliari di Comunità eFamiglia, la sinergia tra la cooperativa luogo dove imparare a starenel mondo del lavoro e la comunità come luogo di vita, di relazioniaffettive e famigliari potenzia leffetto terapeutico e riabilitativo di que-sto percorso. Inoltre, per la realizzazione del progetto Borse Lavoro lacooperativa collabora con molti enti e servizi, Comuni, Provincia, Cast,CAM, OPPI, Celav, Carcere di Bollate. La sinergia tra cooperativa, co-munità famigliari e realtà del territorio da luogo ad un sistema di inseri-mento sociale, di prevenzione del disagio e di sviluppo di comunità ecittadinanza attiva e corresponsabile. Lavoro ErgoterapicoSentendoci a pieno titolo inseriti nel settore del nonprofit e disposti asperimentare nuove strade per realizzare il processo di tipizzazione delsistema, cioè della definizione delle regole nel campo della legislazio-ne del lavoro, stiamo sperimentando il lavoro ergoterapico. E una par-ticolare forma di borsa lavoro nella quale le finalità non sono di tipoformativo ma di tipo terapeutico. Il ragazzo non viene in cooperativaper imparare a lavorare e succesivamente per poter entrare nel mon-do del lavoro ma viene per star bene lui, per cercare di contenere ilsuo disagio. Questa forma di accoglienza è rivolta a giovai o adulticon pesanti disagi psico-sociali che non hanno al momento nessunapossibilità di entrare nel mondo del lavoro ma hanno bisogno di per-corsi terapeutici per contenere il loro disagio psico-sociale.Sono persone che si affiancano al nostro cammino , chiedono di starecon noi prima che lavorare con noi. Una idea di presenza in un siste-ma sociale su misura all’individuo , ai suoi problemi, ai suoi limiti, ai suoibisogni relazionali, terapeutici, al suo progetto e bisogno di vita. 19
  • Il lavoro inteso non come azione di produzione di beni e servizi finaliz-zata ad un tornaconto economico ma come parte integrante dellavita dell’uomo, come bisogno dell’essere umano, bisogno di relazione,bisogno di una gestione del tempo quotidiano, bisogno di relazione esociaizzazione, bisogno di contenimento terapeutico. Il bambino habisogno del gioco, l’adulto del lavoro. Attraverso il lavoro l’essere u-mano adulto si sente parte di una comunità umana, una società.Ecco quindi gli aspetti essenziali della borsa lavoro e del lavoro ergote-rapico sono: Richiesta volontaria: ragazzi inseriti in cooperativa su loro richiesta o della famiglia, per un loro bisogno , sia esso terapeutico, umano, esperienziale o formativo. Aspetto retributivo e produttivo secondario rispetto all’obiettivo te- rapeutico, formativo o esperienziale del soggetto interessato . Cè solo un rimborso spese. Limitatezza nel tempo: l’inserimento è limitato ad alcuni mesi o anni, comunque la durata è esclusivamente determinata dal bisogno terapeutico o formativo del ragazzo . Produttività e partecipazione: la produttività è secondaria rispetto alla partecipazione agli obiettivi del progetto di inserimento del soggetto. Spesso negli insermenti ergoterapici la produttività e nul- la, cè solo da parte del ragazzo una dimensione di partecipazione e lazienda deve inoltre limitare le perdite di produttività dovute allinserimento e allaccompagnamento del ragazzo.Metodologia per gli inserimenti dei ragazzi in “borsa lavoro” o “borsalavoro ergoterapica”Gli inserimenti dei ragazzi o degli adulti sono proposti da una comunitàdi ACF (Associazione Comunità e Famiglia) da una famiglia, daun’istituzione o si auto-propongono , sono coordinati dal Responsabiledelle Risorse Umane, decisi dal gruppo dei soci coinvolti nella singolaunità operativa, approvati dalla presidenza chiamata a risponderelegalmente della cooperativa.DIPENDENTIIl dipendente nella nostra cooperativa è una figura che diremmo mar-ginale e ibrida in quanto è stato utilizzato come ambito lavorativo incui collocare alcune persone “storiche” che già lavoravano nello stes-so posto e con gli stessi futuri soci ancora prima che esistesse la coo- 20
  • perativa. A conferma di ciò si fa notare che il numero dei dipendenti edi tre con la tendenza a diminuire col tempo.Non potendo, per cammini e capacità personali fare queste personeil salto ad essere soci lavoratori, li si è inquadrati come dipendenti eretribuite rispettando il contratto di lavoro nazionale degli autotraspor-tatori.Per quanto riguarda invece tutto l’aspetto delle relazioni umane e laloro progettualità, vale tutto quanto detto per i ragazzi. 21
  • GLI STAKEHOLDERS Stakeholder interni: secondo la filosofia cooperativistica e comu- nitaria dell’impresa tutti questi portatori d’interesse dell’impresa hanno la medesima importanza, partecipano il più possibile nella vita d’impresa e quindi condividono obiettivi e strategie. Tutti i lavoratori infatti, fatta qualche rara eccezione, sono soci quindi pienamente inseriti nella gestione dell’organizzazione. Ovviamen- te comunque poi vi sono precisi ruoli in modo tale che non si veri- fichino conflitti e la gestione d’impresa sia organica. Si può ritene- re quindi che il fabbisogno informativo di tutti gli stakeholder inter- ni dell’impresa sociale sia il medesimo e consti di nozioni relative a tutti gli aspetti caratterizzanti la vita della cooperativa. Finanziatori: i rapporti tra la cooperativa di Mano in Mano e gli isti- tuti di credito non sono così frequenti. L’organizzazione si è rivolta a banche per l’acquisto di un capannone, che è stato acquistato grazie ad un mutuo, e per avere un appoggio per le attività ope- rative quindi per conto corrente e fideiussioni. La relazione comun- que è una tipica relazione commerciale per cui le informazioni richieste sono quelle che vengono richieste a qualsiasi altra impre- sa, quindi sull’affidabilità finanziaria, garanzie finanziarie, ecc. . Rete di comunità familiari e altre cooperative della rete: tali por- tatori d’interesse della cooperativa influiscono molto sulla vita del- la stessa, si cerca infatti la massima collaborazione e di sfruttare nel migliore dei modi le sinergie possibili. Beneficiari: delle attività della cooperativa ne beneficiano i sog- getti svantaggiati che compiono percorsi riabilitativi all’interno dell’organizzazione e l’ambiente. Enti pubblici: gli enti pubblici con cui interagisce la cooperativa di mano in mano sono principalmente i servizi sociali, CelaV di Mila- no e altri servizi analoghi del Comune che mandano soggetti svantaggiati per compiere percorsi lavorativi riabilitativi presso la cooperativa. Il loro fabbisogno informativo nei confronti dell’impresa è relativo al solo andamento dei percorso dei sog- 22
  • getti che mandano. Quindi non influenzano la gestione dell’impresa, che per altro non è nemmeno una cooperativa socia- le e quindi obbligata per legge ad inserire persone svantaggiate nel proprio organico. Confcooperativa: questo portatore d’interesse ha lo scopo di rap- presentanza delle varie cooperative che vi aderiscono, inoltre ha la mansione di revisionare i bilanci. Anche questo stakeholder può essere non considerato nel deployment del metamodello in quanto non influisce o partecipa direttamente la gestione della cooperati- va. Comunità locale: rapporti con la comunità locale si hanno attra- verso i clienti e le parrocchie locali che promuovo l’operato della cooperativa. Questi soggetti non richiedono informazioni specifiche alla cooperativa, in ogni caso essi sono soddisfatti di come opera considerazione che è possibile fare in quanto il rapporto con par- rocchie e clienti è abbastanza continuativo. CLIENTI Va precisato che il cliente, prima di essere tale, per noi è principal- mente un uomo, con cui instaurare, a seconda dei casi e dei mo- menti, comunque una relazione quanto più positiva e cordiale. Sia durante l’esecuzione del lavoro di sgombero che durante gli o- rari di vendita, è sempre notevole l’attenzione dei soci per il cliente, la capacità di ascolto, la cura del rapporto umano, ed il cercare di trasmettere la centralità della persona come nostra caratteristica peculiare. Il rapporto con il cliente invece risulta più peculiare, infat- ti la cooperativa vede tale stakeholder principalmente come un soggetto con cui instaurare una relazione quanto più positiva e cor- diale, non si sono mai verificate rotture violente e irreversibili nelle relazioni con i clienti, come è dimostrato anche dal fatto che i clienti hanno sempre rispettato i termini di pagamento. Dall’importanza della relazione con il cliente ne consegue che è massima prerogativa per la cooperativa raggiungere un’elevata qualità dei servizi offerti, a ciò si perviene solo se anche i processi interni sono efficienti ed efficaci, i soci sono professionali ed vi è una considerevole spinta verso la ricerca e l’innovazione. Anche nella gestione dei rapporti con il cliente risulta molto spiccato il senso di socialità della cooperativa, infatti si cercano di soddisfare anche le esigenze dei soggetti meno facoltosi e che hanno più scarse possi- 23
  • bilità di pagare. FORNITORI La ricerca di una dimensione pià possibile etica e sociale ci porta a selezionare i fornitori anche ma non solo rispetto al rapporto qualita/prezzo. Nel cercare di dare risalto alle altre realtà coopera- tivistiche locali, siamo riusciti a “spostare” la fornitura di volantini da un’azienda convenzionale ad una cooperativa sociale. Vorremmo poter disporre in futuro di un elenco di tutte le cooperati- ve del territorio per valutare se possibile effettuare lo spostamento della fornitura di altri prodotti o servizi da noi utilizzati ( es.: nastro adesivo, sacchi di plastica, blocchetti delle fatture , volantinaggio, etc.). Facciamo notare anche che ad oggi non è pervenuta in ammini- strazione nessuna telefonata per sollecitare il pagamento di qual- che fattura per materiale o servizi fornitoci A memoria si ricorda di un solo sollecito telefonico generato dal fatto che la fattura speditaci era andata persa. COLLETTIVITA’: carburanti: per il funzionamento dei nostri mezzi di trasporto (camion e furgoni ) abbiamo optato per l’utilizzo di uno speciale carburante in commercio che presenta la caratteristica di non contenere, fra i suoi componenti lo zolfo per le emissioni che produ- ce a seguito della combustione. Inoltre è un carburante che riduce le emissioni di articolato (il fumo nero ) e migliora il rendimento dei motori ottenendo così una modesta riduzione dei consumi (dell’ordine del 10%). Per i trasferimenti cittadini dell’unità operativa di Via Espinasse, si utilizza un ciclomotore a motore elettrico che riduce a zero qualsiasi tipo di inquinamento prodotto. riciclo materiali: Tutta la merce acquisita dagli sgomberi viene lavo- rata nelle due sedi operative attraverso la selezione, il ripristino , le riparazioni, il restauro, in modo da poter essere così vendute. Queste lavorazioni producono dei rifiuti che vengono suddivisi ed inviati allo smaltimento o al riutilizzo Allo smaltimento nell’apposito centro di conferimento si inviano gli imballaggi in materiali misti e tutti quei piccoli oggetti di plastica non più riutilizzabili. Al riutilizzo invece si conferiscono: 24
  • il legno, che macinato, verrà poi riutilizzato per la produzione di pannelli in truciolato e altro;il vetro, la carta, il ferro, destinati alla produzione di materie prime seconde,i metalli preziosi co- me :l’ottone, l’alluminio, il rame, lo stagno, l’acciaio, vengono se- parati dai materiali ferrosi o da altri materiali con cui sono assem- blati e destinati anch’essi alla produzione di materie prime secon- de. Ci sono prodotti provenienti dagli sgomberi che destiniamo al riuso interno quali i detergenti per le pulizie , e , nel restauro ,per la prima fase di pulizia dei mobili. I dati relativi alle quantità di tali materiali riciclati e movimentato sono: DESCRIZIONE QUANTITATIVO Locali sgomberati Circa 1800 Stima dei locali ri-arredati Circa 1200 locali qt. legno inviato al riciclo 2.900,00 qt. qt. carta e cartoni inviati al riciclo 710,00 qt. qt. ferro inviato al riciclo 400,00 qt. qt. vetro inviato al riciclo 270,00 qt. qt. materiale ingombrante smaltita 1.400,0 qt.I dati della tabella si riferiscono allanno 2009 25
  • Fabbisogno informativo Dimensioni Stabilità finanziaria; rispet- Sostenibilità finanziaria; effi- CdA; assem- to costi di budget; soddi- cienza; efficacia manageriale; blea dei soci; sfazione clienti; qualità efficacia sociale (trasparenza,Interni lavoratori; re- ambiente di lavoro; coin- equità, coinvolgimento); impat- sponsabili di volgimento; inserimenti to; valore input; valore output; settore. lavorativi; benessere lavo- valore outcome. ratoriFinanziatori Banche Garanzie finanziarie Sostenibilità finanziaria Soddisfazione clienti; Efficacia manageriale; efficciaClienti Privati qualità servizi;reclami sociale ;valore output clienti; trasparenza; eticità Salvaguardia ambientale;Ambiente quantità di oggetti non Impatto; efficacia manageriale andati in discaricaRete di Comunità fami- Benessere lavoratori; Efficacia manageria; efficaciacomunità liari; cooperati- sostenibilità economica; sociale; sostenibilità finanziaria;familiari ve della rete contributo sociale impatto ; valore outcome Qualità ambiente di lavo- Tirocinanti, ro; coinvolgimento; inseri- Efficiacia sociale; valore outco-Beneficiari borse lavoro, menti lavorativi; benesse- me; efficacia manageriale; im- ambiente re lavorator; attività salva- patto guardia ambientale Serivizi sociali; Raggiungimento obiettivi Efficacia manageriale; efficaciaEnti pubblici Comune di percorsi formativi sociale; valore outcome Milano Abitanti quartie- Qualità servizi; servizioComunità re Villapizzone; Impatto; Efficacia manageriale; sociale; salvaguardialocale parrocchie valore outcome ambientale diocesi 26
  • LE ATTIVITA’L’attività prevalente della cooperativa consiste nell’offrire un serviziodi sgombero di appartamenti, cantine, solai, box, magazzini, nel por-tare tutto il materiale recuperato nelle nostre due sedi e provvederealla selezione.Il materiale viene suddiviso tra rifiuti e oggetti ancora con valore e-conomico o d’uso e destinare i primi al centro di conferimento e isecondi alla vendita.Parte del materiele presente nei negozi viene invece acquistato di-rettamente da privati o da commercianti. In particolare vengonoacquistate antichità, mobili e quadri e arte contemporanea.ORGANIZZAZIONE DELLA GIORNATA/LAVOROIl lavoro ha inizio quando si riceve la telefonata nell’ufficio centraledi Via Espinasse a Milano dove un responsabile ascolta le varie ri-chieste , le seleziona e vaglia quelle interessanti per la nostra attivi-tà . Alcune richieste necessita di un sopralluogo da parte di un inca-ricato per valutare l’entità del lavoro da compiere ed il valore delmateriale che ci viene chiesto di sgomberare.Quando sia telefonicamente o a seguito di sopralluogo il lavoro vie-ne acquisito, lo si inserisce in agenda suddividendolo tra le due sedidi Via Espinasse e di Cambiago.Ogni mattina lavorativa le due sedi dispongono di un elenco di lavo-ri da eseguire nel corso della giornata in base al personale a disposi-zione.Successivamente un responsabile per ogni sede suddivide i lavori aivari capi-squadra abbinando i ragazzi e formando così la squadrache si incaricherà di eseguire quel dato lavoro. Normalmenre esco-no 3 - 4 squadre formate da 3 persone da Milano e 3 - 4 squadresempre da 3 persone da CambiagoUscendo con i vari mezzi, ogni squadra è tenuta ad eseguire il lavorocercando di recuperare il più possibile del materiale che devesgomberare al fine di portarlo a casa ancora in condizioni da poteressere riutilizzato dagli acquirenti del mercatino dell’usato .Al ritorno in sede si effettua una prima selezione che consiste nel divi-dere ciò che è già identificabile come rifiuto e destinarlo quindi alconsorzio di conferimento dei rifiuti, le materie prime seconde (carta, 27
  • ferro, metalli preziosi, vetro, legno ) da destinare, dopo averli suddivi-si negli appositi contenitori, ai vari centri di recupero, e quegli ogget-ti di poco valore da esporre nella zona esterna del capannone perla vendita.Tutto ciò che è di valore o che ha ancora un discreto stato d’uso oche può essere lavorato, siano essi mobili, oggettistica, libri, vestiti,materiale elettrico, viene destinato nei diversi laboratori Ciascunoggetto viene poi successivamente selezionato, pulito o sistemato eprezzato per poi destinarlo alla vendita. 28
  • GLI OBIETTIVII nostri obiettivi concreti sono: Creare un involucro lavorativo per i soci. Auto-sostentamento dei soci e delle loro famiglie, possibilità di lavorare, stando insieme, accoglienza reciproca. Accoglienza del fratello che bussa alla nostra porta ragazzi ed a- dulti svantaggiati provenienti da vari ambiti del territorio. Acco- glienza dell’altro, del cliente. Testimoniare una cultura lavorativa alternativa , attenta prima all’uomo che al profitto. Promuovere la cultura del recupero , del riciclo, del riuso. Attenzio- ne all’uso delle cose e all’ambiente.L’impresa sociale è un insieme eterogeneo di persone soci, dipen-denti, e ragazzi . Persone che ogni giorno cercano di condividereinsieme il tempo del lavoro , cercano di valorizzare questo tempoaffinché sia un tempo produttivo , un tempo di benessere, un tempovissuto.Noi non siamo una cooperativa sociale che accoglie nel suo internopersone considerate svantaggiate , che quindi non hanno possibilitàdi trovare un posto di lavoro nel mondo del lavoro normale. Noi sia-mo una cooperativa di lavoro che ha deciso di dare opportunità diformazione a persone giovani che in questo momento non sono an-cora pronte, per tanti problemi loro, ad un lavoro in una qualunqueazienda. 29
  • ESAME SITUAZIONE FINANZIARIA Riassumendo le voci principali della nostra situazione finanziaria:Descrizione Anno 2010 Anno 2009Valore della produzione € 2.145.155,00 € 1.758.482,00Costi personale € 756.427,00 € 784.756,00Totale costi produzione € 1.891.142,00 € 1.558.051,00Utile (perdita) di esercizio € 186.934,00 € 139.142,00Tot. Attivo stato patrimoniale € 1.667.996,00 € 1.602.165,00Tot. Passivo stato patrimoniale € 1.667.996,00 € 1.602.165,00 SINERGIE COOPERATIVA - COMUNITA’ FAMIGLIARI – TERRITORIO Il capitale sociale è la rete di relazioni nella realtà civile locale di cui un soggetto dispone . Attraverso questo capitale di relazioni , si ren- dono disponibili risorse cognitive , emotive, strategiche, disponibili per il raggiungimento degli obiettivi. Il capitale sociale permette di conseguire gli scopi che con le sole nostre forze non sarebbero rag- giungibili. Il capitale sociale appartiene a questa rete, ha una natura di bene pubblico. Non diversamente da altre forme di capitale, esso ha biso- gno di investimenti continui. Questa rete di relazioni promuove coo- perazione e fiducia reciproca: fattori essenziale per promuovere lo sviluppo locale. Mettendo al centro questa dimensione di rete, l’impresa sociale evi- denzia la dimensione dell’integrazione della cooperazione e della fiducia reciproca come fattori essenziali per lo sviluppo locale. Uno degli aspetti essenziali di questo sviluppo è la sua sostenibilità: è nostro sforzo cercare sempre di conciliare il bisogno di sopravvivere (garantire ai propri soci il lavoro/reddito) con l’obiettivo sociale intrin- 30
  • seco nel nostro esistere come impresa sociale cioè promuovere lo svi-luppo della società civile locale nella quale siamo inseriti perseguendofinalità collettive.La caratteristica fondamentale di questa nostra rete è la presenza dicomunità famigliari di vita dalle quali provengono molti soci e ragazziaccolti nella cooperativa. La sinergia tra cooperativa, comunità fami-gliari e realtà del territorio da luogo ad un sistema di inserimento socia-le, di prevenzione del disagio e di sviluppo di comunità e cittadinanzaattiva e corresponsabile. La comunità come luogo di vita e di sceltealternatine e controcorrente alimenta la dimensione sociale e motiva-zionale della cooperativa, dallaltra parte la cooperativa offre alla co-munità possibilità reali di inserimento sia formativo che terapeutito e dicontenimento per i soggetti accolti in comunità. E inoltre da sottoline-are limportanza per i soci di poter lavorare insieme, di poter vivere an-che il tempo del lavoro come un tempo di comunione e condivisionepur nel rispetto e nella specificità del mondo del lavoro e delle sue re-gole.Gli attori principali di questo sistema di rete sono, la cooperta Di Manoin Mano con le cooperative Di Mano in Mano Servizi e Di Mano in Ma-no Solidale da essa nate, le comunità famigliari della lombardia, LAs-sociazione Mondo di Comunità e Famiglia alla quale appartengonosia le cooperative che le comunità di Famiglie, lAssociazione Labora-torio Solidale e LOPPI. Inoltre da anni collaboriamo sistematicamentecon il CAM, il Cast, il Celav del Comune di Milano e diverse altre real-tà sociali territoriali.Gli ingredienti fondamentali di questo sistema di rete sono: un approcio olistico alla vita delluomo e della donna che si espri- me nella ricerca continua di lavorare in modo alternativo, vivere in modo alternativo, usare le risorse economiche e non in modo alter- nativo. La ricerca di questa dimensione olistica è terapeutica per ogni uo- mo e ogni donna ed in particolare per chi più è bisognoso e ferito dalla vita. Realtà diverse, comunità di vita, cooperativa, enti e as- sociazioni, ma sinergiche permettono di realizzare questo modello di “welfar solidale” necessario ad ogni uomo e donna. insieme si può! la condivisione e la comunione non penalizzano la singola indiviadualità ma permettono che si possa esprimere e po- tenziare in una dimensione di utilità sociale. Questo principio vale anche per le realtà istituzionali, lautoreferenzialità campanilistica svilisce la mission e la capacità di impattare socialmente di ogni singola realtà; 31
  •  una economia di comunione che si esprime in un rapporto con il denare diverso, di minore dipendenza e maggiore libertà. Da una economia dellaccumulio privato ad una economia che vede la sua solidità nel capitale condiviso, il poco di molti più condiviso ba- sta per tutti. Uno stile sobrio più possibile essenziale. Riciclo, riuso, recupero delle cose e delle persone. Attenzione allambiente casa delluomo. 32
  • CONCLUSIONIIl prof. Pietro Ichino, esperto di legislazione del lavoro, partecipandoad un convegno sul lavoro nel nonprofit, ha presentato la cooperati-va Di Mano In Mano come esperienza di realtà che sperimenta nuo-ve strade nei rapporti di lavoro.E concludeva la sua relazione con questa frase: “ le cose ben fattehanno il profumo che le contraddistingue sempre.”Parlava di noi.Questo profumo è la nostra linfa vitale, è il nostro tesoro. 33
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