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Arte agile

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Cosa possiamo imparare dal metodo di lavoro degli artisti più famosi? Quali sono le connessioni e le analogi fra arte e metodologie agili? …

Cosa possiamo imparare dal metodo di lavoro degli artisti più famosi? Quali sono le connessioni e le analogi fra arte e metodologie agili?
Presentazione tenuta all'AgileCamp 2010 presso Sketchin (Lugano)


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  • 1. Arte Agile Cosa possiamo imparare dal confronto con l’arte? AgileCamp - 27 febbraio 2010 @ Sketchin
  • 2. premesse
  • 3. V° Ugialt.Net Conf Jacopo Franzoi (http://jfranzoi.wordpress.com/) «Sviluppo iterativo vs. Sviluppo incrementale» Ha sollevato una curiosità a cui ho cercato di dare qui una risposta...
  • 4. Leonardo da Vinci
  • 5. Sant'Anna, la Vergine e il Bambino
  • 6. Sant'Anna, la Vergine e il Bambino
  • 7. Vergine delle rocce
  • 8. Leda e il cigno
  • 9. Altri disegni
  • 10. Quali analogie possiamo dedurre? L’artista, essendo di natura molto preciso e sistematico, affronta la realizzazione di opere particolarmente complesse in modo molto riflessivo e ponderato. Per questo motivo effettua, prima di cominciare il lavoro vero e proprio, dei bozzetti preparatori, generalmente dedicandosi solo a dettagli ben specifici, probabilmente quelli che rappresenteranno le difficoltà maggiori nell’impresa. Prototipi / “Spikes”
  • 11. La battaglia di Anghiari
  • 12. Ultima cena
  • 13. Quali analogie possiamo trovare? L’artista ha generalmente tempi molto lunghi di esecuzione, ed è soggetto a continui ripensamenti e correzioni durante la realizzazione di un’opera. L’impiego di una tecnica, come quella dell’affresco, che viceversa richiede grande rapidità di esecuzione ed estrema precisione, porta nella maggior parte dei casi o al fallimento o alla consegna di un “prodotto scadente”. Agile non è per tutti
  • 14. Michelangelo
  • 15. Cappella Sistina - Volta Lunette Pareti
  • 16. Cappella Sistina - Giudizio universale
  • 17. Cappella Sistina - Studi preparatori
  • 18. Quali analogie possiamo trovare? Per sua natura la tecnica dell’affresco richiede che, al termine della giornata, l’artista completi parti ben definite e delimitate di una superficie. Questo comporta una considerevole velocità di esecuzione, ed una ben precisa percezione del tempo necessario a completare un’area predefinita di superficie. Processo incrementale
  • 19. Pietà Rondanini “Un'altra statua principiata per un Cristo et un'altra figura di sopra, attaccate insieme, sbozzate e non finite.”
  • 20. Quali analogie possiamo dedurre? L’artista non è soddisfatto della sua opera. Non la ritiene ancora perfetta, o comunque della qualità che si aspetta o che desidera. Per questa ragione “manca clamorosamente” la consegna. E allo stesso tempo però, non accontentandosi, ha elevato enormemente la qualità intrinseca del proprio “prodotto” al punto da renderlo pressoché unico. Perfezione vs. Consegna
  • 21. Caravaggio
  • 22. Cena in Emmaus
  • 23. Cena in Emmaus
  • 24. La chiamata dei SS. Pietro e Andrea
  • 25. La chiamata dei SS. Pietro e Andrea
  • 26. Quali analogie possiamo trovare? L’artista in questo caso dipinge “alla prima” non solo perché ha capacità geniali, ma perché sa con esattezza cosa vuole e come vuole realizzarlo. Il committente detta le caratteristiche (il soggetto) dell’opera ma è l’artista che decide come rappresentare il soggetto, quali tecniche adottare. Soprattutto è l’artista che infonde nell’opera la sua visione, la sua personalità, il suo stile pittorico: è l’artista che crea il “prodotto” e gli dà la sua “impronta”. Agile solo quando serve.
  • 27. Picasso
  • 28. Autoritratto con mantello
  • 29. Quali analogie possiamo vedere? Il pittore, probabilmente insoddisfatto del risultato, ha deciso in corso d’opera - ad uno stadio di avanzamento molto elevato - di apportare una modifica sostanziale al progetto. Non era pianificato o previsto. C’era “un errore”. L’effetto finale è qualcosa che, seppur “imperfetto” da un punto di vista geometrico e anatomico, ai nostri occhi appare bellissimo e perfetto. Possibilità di “sterzare” in ogni momento.
  • 30. Giacometti
  • 31. Disegni/Stampe
  • 32. Dipinti
  • 33. Sculture
  • 34. Fotografie dello studio
  • 35. Quali analogie possiamo trovare? La costruzione dell’opera, sia grafica che scultorea, è indubbiamente di tipo incrementale: l’artista aggiunge via via materia fino che non ritiene concluso il suo lavoro. Eppure il risultato è a tutti gli effetti qualcosa che sembra, anche visivamente, costruito “per sottrazione”: è qualcosa che ci fa pensare al minimalismo. Lean development / “Less is more”
  • 36. conclusioni
  • 37. Quel che ho imparato... • Evidentemente quello a cui avete assistito è stato un semplice gioco. Ma come in tutti i giochi, c’è sempre qualcosa da imparare. • Sicuramente è fondamentale aver sempre ben chiaro in mente quale è l’obiettivo, senza perdere mai di vista quale è il nostro “prodotto finale”. • Potrebbe essere utile effettuare degli “spike di design” per prima elaborare e quindi valutare quegli elementi del design (sia esso solo grafico o anche d’interazione) che nel prosieguo del progetto rappresenteranno nodi cruciali per la buona riuscita del progetto. • Il concetto di perfezione o imperfezione di un “prodotto” non è assoluto, ma va valutato in modo organico/olistico (questo vale per tutti gli elementi e i fattori che sono coinvolti nella sua realizzazione). • Sono ammessi gli errori. Anzi, vi dirò di più: sono addirittura necessari.
  • 38. Grazie per l’attenzione. Cristiano Rastelli www.didoo.net

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