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Formazione sicurezza per preposti 26-9-12 Diana Tedoldi
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Se vuoi avere anche tutti gli altri corsi di formazione sicurezza ai sensi del Dgs 181/08, scrivimi a dianatedoldi@gmail.com. Sono formatrice freelance e posso svolgere interventi formativi presso aziende di ogni tipo su tematiche inerenti alla sicurezza sul lavoro.
Se usi parte dei materiali che ti permetto di scaricare gratuitamente sei etico e professionale se mi citi. La conoscenza condivisa è un valore da riconoscere. vedi qui: http://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0/
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  • 1. PROGRAMMA  DI  FORMAZIONE   SALUTE  &  SICUREZZA  SUL  LAVORO   Formazione  dei  prepos.   D.Lgs.  81/2008  aggiornato     con  il  D.Lgs.  106/2009     Docen.:     Ing.  Pellegrini,  D.ssa  Diana  Tedoldi  
  • 2. Buongiorno!   Con  migliaia  di  visualizzazioni  (quasi  10.000  in  meno  di  un  anno)  e   cenLnaia  di  download,  questa  presentazione  è  la  più  scaricata  da   migliaia  di  professionis.  della  formazione  e  della  sicurezza  sul   lavoro.   Un  grande  risultato  reso  possibile  dalla  chiarezza  e  dall’eleganza  del   template,  e  dalla  completezza  delle  informazioni  che  ci  troverai.   Per  ricevere  graLs  tuPa  la  presentazione  in  Power  Point,  puoi   scrivermi  qui:  dianatedoldi@gmail.com.   La  riceverai  subito  senza  spese  nella  tua  casella  email  e  potrai   usarla  come  preferisci,  seguendo  le  istruzioni  alla  pagina   seguente.   2 Buongiorno! Sono  Diana  Tedoldi     e  stai  per  iniziare     con  me     un  viaggio  nel  mondo     della  Formazione     sulla  Salute     e  la  Sicurezza  in  azienda.      
  • 3. Vuoi  scaricare  graLs  questa  presentazione?   Un  grande  risultato  reso  possibile  dalla  chiarezza  e  dall’eleganza  del   template,  e  dalla  completezza  delle  informazioni  che  ci  troverai.   Per  ricevere  graLs  tuPa  la  presentazione  in  Power  Point,  puoi   scrivermi  qui:  dianatedoldi@gmail.com.   La  riceverai  subito  senza  spese  nella  tua  casella  email  e  potrai   usarla  come  preferisci,  seguendo  le  istruzioni  alla  pagina   seguente.   3 Con  migliaia  di  visualizzazioni  (quasi  10.000  in   meno  di  un  anno)  e  cenLnaia  di  download,   questa  presentazione  è  la  più  scaricata  da   migliaia  di  professionis.  della  formazione  e  della   sicurezza  sul  lavoro.  
  • 4. Come  usare  questa  presentazione   Questo  corso  L  serva  è  stato  progePato  in  strePa  coerenza  con  i   più  recenL  requisiL  formaLvi  in  materia  di  sicurezza  (DLgs.   81/08,  Accordo  Stato  regioni).   Puoi  usare  questa  presentazione  come  preferisci,  a  paNo  di  citare  il   mio  nome  come  autrice  o  co-­‐autrice  (nel  caso  tu  modifichi  o   integri  le  mie  slide)  e  meS  un  link  al  mio  sito  web: www.i-­‐nature.it       Non  .  costa  niente,  e  ci  fai  bella  figura!  Il  lavoro  di  gruppo  è  sempre   un  valore.   Verifica  sul  sito  Crea.ve  Commons,  presso  cui  ho  registrato  questa   presentazione,  cosa  puoi  e  cosa  non  puoi  fare.  Clicca  qui  soNo:   Buon  lavoro!   4
  • 5. OFFERTA  SPECIALE  PER  TE!   Se  .  piace  questa  presentazione  e  vorres.  ricevere  tuNe  le  presentazioni  in   Power  Point  modificabili  del  mio  programma  forma.vo  “Salute  e  Sicurezza  in   Azienda”,  scrivimi  a  dianatedoldi@gmail.com  e  con  soli  47€  riceverai  13   presentazioni  complete  da  usare  per  i  tuoi  corsi!   -­‐  Formazione  Salute  e  Sicurezza  per  lavoratori:  modulo  introduSvo  di  4  ore.   -­‐  Formazione  Salute  e  Sicurezza  per  prepos.:  modulo  completo  di  8  ore.   -­‐  Formazione  sui  Rischi  da  Lavoro  al  Videoterminale   -­‐  5  presentazioni  per  Formazione  sui  Rischi  delle  aziende  metalmeccaniche:   Rischio  chimico  (sostanze  chimiche  e  aerodispersi),  Rischio  macchine,  Rischio   Vibrazioni,  Rischio  rumore,  Rischio  movimentazione  manuale  dei  carichi)   -­‐  Formazione  sullo  stress  lavoro-­‐correlato   -­‐  5  presentazioni:  Percorsi  di  educazione  alla  salute:  Rischi  lega.  al  consumo  di   alcool,  rischi  da  u.lizzo  di  sostanze  stupefacen.,  Rischi  lega.  al  tabagismo  (che   trovi  anche  qui  gratuitamente  in  Slideshare),  CorreNa  alimentazione,  Sport  e   s.le  di  vita     5
  • 6. d.ssa  Diana  Tedoldi  –  Consulenza  &  Formazione   —  Sono  laureata  in  filosofia  e  specializzata  in   Formazione  per  le  organizzazioni,   consulente  e  formatrice  aziendale  dal  2000.     —  Nelle  aziende  metalmeccaniche  che  seguo     ricopro  incarichi  manageriali  in  ambito   risorse  umane,  organizzazione  ,   comunicazione  e  sicurezza.     —  Un’esperienza  che  mi  permeNe  di  essere   molto  concreta,  e  di  conquistare  i   partecipan.  ,  coinvolgendoli  e  rendendoli   consapevoli  dell’importanza  di  osservare   comportamen.  sicuri,  e  trasformando   concretamente  il  loro  modo  di  lavorare.  
  • 7. d.ssa  Diana  Tedoldi  –  Consulenza  &  Formazione   —  Ho  iniziato  a  fare  la  formatrice  per  la   sicurezza  stanca  dei  tanL    formatori   esterni  che    erano  in  grado  di  stendere   i  lavoratori  dopo  soli  5’  di  complessi   ragionamenL  legalis.ci  e  lezioni  sui   massimi  sistemi,  di  fronte  ai  quali  i   nostri  lavoratori  crollavano  devasta.  di   noia  e  disinteresse.   —  Così  mi  sono  armata  di  pazienza  e  di   studio,  e  ho  iniziato  a  erogare  io  la   formazione  che  prima  approvvigionavo   da  fuori,  realizzando  intervenL   formaLvi  dove  i  partecipanL   riconoscevano  il  loro  lavoro,  i  rischi  e  i   pericoli  presenL  nelle  loro  condizioni   operaLve  quoLdiane.    
  • 8. d.ssa  Diana  Tedoldi  –  Consulenza  &  Formazione   —  I  miei  interven.  forma.vi  sono  svol.  con  professionalità  ma  con  un   linguaggio  adaNo  ai  partecipan.  (dai  dirigen.  agli  operai).   —  Realizzo  intervenL  di   formazione  su  misura,   interadvi,  della  massima   efficacia  ed  efficienza.   Anche  con  un  tempo   limitato    i  vostri  lavoratori   potranno  essere  ingaggiaL   in  interessanL  spiegazioni   circa  i  rischi  per  la  salute  e   sicurezza!   Miao!
  • 9. d.ssa  Diana  Tedoldi  –  Consulenza  &  Formazione   —  Cellulare  347  4664415   —  Mail:  dianatedoldi@gmail.com     —  Profilo  LinkedIN:   hNp://www.linkedin.com/dianatedoldi     Scopri  di  più  su  di  me:   —  Personal  Branding:  www.i-­‐nature.it     —  Team  building:  www.drumpower.net   —  Incarichi  in  qualità  di  consulente   organizzazione  e  sicurezza  aNualmente   in  corso  presso  www.alumat.it,   www.almax-­‐mori.it    
  • 10. 11 Perché  siamo  qui  oggi:   —  Per  acquisire  informazioni  che  ci  permeNano  di   conoscere  meglio  i  requisi.  dell’organizzazione   aziendale  per  la  prevenzione  e  protezione  della   salute  e  della  sicurezza  dei  lavoratori   —  Per  comprendere  il  nostro  ruolo  da  preposL   all’interno  di  questa  organizzazione  (diriS  e   doveri)  e  agire  di  conseguenza   Il  ruolo  dei  preposL  e  la  sicurezza  
  • 11. SEZIONE  1   INTRODUZIONE  GENERALE  SUL   TEMA  DELLA  SICUREZZA   Formazione  dei  preposL   12 A  cura  di  Diana  Tedoldi  &  Andrea  Pellegrini  
  • 12. Cos’è  la  Sicurezza   —  È  un  BISOGNO,  il  secondo  per  importanza  subito  dopo  la   sopravvivenza   13
  • 13. Cos’è  la  Sicurezza   —  È  una  CONDIZIONE,  la  situazione  che  vive  la  persona  che   si  sente  certa  e  tranquilla  che  la  propria  sopravvivenza  e   il  proprio  benessere  sono  presidia.  e  proteS   14
  • 14. Cos’è  la  Sicurezza   In  azienda  il  termine  “Sicurezza”  indica  quel  ramo  di  aSvità   aziendali  tese  a  presidiare  e  garan.re:   15
  • 15. Cos’è  la  salute   —  Definizione  OMS:   Stato  di  completo  benessere  fisico,   psichico  e  sociale  e  non  semplice   assenza  di  malada.     —  È  considerata  un  diriPo   —  È  quindi  alla  base  di  tud  gli  altri   dirid  fondamentali  che  speNano   alle  persone.     16
  • 16. Cos’è  la  salute   —  È  più  un  mezzo  che  un  fine     —  È  una  risorsa  di  vita  quo.diana   che  consente  alle  persone  di   condurre  una  vita  soddisfacente  a   livello  individuale,  sociale  ed   economico.   17
  • 17. Cos’è  la  salute   —  Considerandola  un  diriNo,  Sta.  ed  Organizzazioni  devono   farsi  carico  di  individuare  e  cercare  di  modificare  quei   faPori  che  influiscono  negaLvamente  sulla  salute   colledva,  promuovendo  al  contempo  quelli  favorevoli.     18 L’Organizzazione  aziendale  deve  quindi  prevedere  i   faNori  che  impaNano  il  diriNo  fondamentale  alla  salute   e  alla  sicurezza  per  tuS  i  propri  lavoratori  
  • 18. Prevenzione  e  Protezione   Prevenire  è  meglio  che  curare!   =   eliminare  /  ridurre     i  rischi   presenL  o  potenziali   sui  luoghi  di  lavoro   19
  • 19. SEZIONE  2   RISCHI,  PERICOLI,  DANNI   PREVENZIONE  &  PROTEZIONE   Formazione  dei  preposL   20 A  cura  di  Diana  Tedoldi  &  Andrea  Pellegrini  
  • 20. Rischi  ,  Pericoli  e  Danni   RISCHIO  =   Probabilità  che  si  verifichi  un  danno     Un  rischio  viene  definito  alto  o  basso  in  base   alla  probabilità  che  il  danno  si  verifichi  e   all’en.tà    /  gravità  del  danno    potenziale   stesso   PERICOLO  =   Cosa  o  situazione  che  per  sua  natura  può   provocare  un  danno.   Il  conceNo  di  pericolo  include  quindi  la   certezza  dell’accadimento  di  qualcosa  di   nega.vo.   DANNO  =   EffeNo  di  un  faNore  di  pericolo   21
  • 21. Danno   Il  danno  è  l’evento  che  può   chiudere  il  circuito  tra  il   pericolo  (forse  succede)  e  il   rischio  (sta  succedendo).     22 Docente  <Nome>  -­‐  Corso  di  formazione  "Salute  e  sicurezza  sul  lavoro"   Pericolo  (potenziale):     potrebbe  succedere   Rischio     (potrebbe  succedere):   Condizioni  d’uso,    esposizione,  ecc.   Danno  (è  successo):   A  persone,  cose,     impianL  ecc.  
  • 22. Rischi  ,  Pericoli  e  Danni   23 RISCHIO   =   PERICOLO  +   ESPOSIZIONE  
  • 23. Rischi  ,  Pericoli  e  Danni   24 VALUTARE  I  RISCHI   =   determinare     se,  come  e  in  quali  circostanze     potrebbe  verificarsi  un  danno.   =   considerare   pericolo  +  esposizione  al  pericolo  
  • 24. Esempi  di  rischi  e  pericoli   25
  • 25. Quali  rischi  e  pericoli  in  questa  advità?   26
  • 26. Prevenzione  e  Protezione   PREVENZIONE   Eliminare  o  ridurre  rischi   legaL  alla  probabilità  che  si   verifichino  danni   PROTEZIONE   Difendere  le  persone  che  sono   esposte  a  pericoli   PRECAUZIONE   Limitazione  di  rischi  ipote.ci  o   basa.  su  indizi,  senza  certezza   scien.fica   27
  • 27. Testo  Unico  in  materia  di  sicurezza   Ogni  azienda  deve   effeNuare  una   valutazione  dei  rischi   presenL  e  potenziali   lega.  all’aSvità   lavora.va  e  al  rela.vo   impaNo  sulla  salute  e   sicurezza  dei   lavoratori   28
  • 28. Testo  Unico  in  materia  di  sicurezza  81/08   29 Valutazione  dei  Rischi   CHI   COSA   DOVE   COME   QUANDO  
  • 29. INFORTUNI  E   LAVORO   30
  • 30. DaL  generali  Italia  2010   infortuni  mortali  sul   lavoro   980   2.7  al  giorno,  incluso  i  fesLvi   Infortuni  registra.   dall’Inail  sul  lavoro   774.668   2.122  al  giorno,  incluso  i  fes.vi   malaSe  professionali   denunciate   42.368   Costo  sociale   25  miliardi  di  euro  all’anno   3%  del  prodoNo  interno  lordo   Costo  umano   Incalcolabile   31
  • 31. DaL  infortuni  Lombardia   32
  • 32. DaL  infortunisLci  aziendali   33 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 1994   1995   1996   1997   1998   1999   2000   2001   2002   2003   2004   2005   2006   2007   2008   2010   2011   2012   Nr  tot  Infortuni  x  anno  1994-­‐2012  
  • 33. DaL  infortunisLci  aziendali   34 39   10   103   63   242   93   0   50   100   150   200   250   300   Contusione   Distorsione   Ferita   Scheggia   Schiacciamento   (vuoto)   Infortunio  in   i.nere   GG  assenza  x  Lpo  infortunio  1994-­‐2012  
  • 34. DaL  infortunisLci  aziendali   35 24 3 3 9 10 16 29 3 13 34 8 20 49 0 12 8 4 48 47 59 7 45 15 21 0 10 20 30 40 50 60 70 80 90 100 110 120 130 140 CE   CF   CORR   FAV   FI   FM   IS   TR   TT   UT   Schiacciamento   Scheggia   Infortunio  in  i.nere   Ferita   Distorsione   Contusione   Infortuni  per     reparto     e  gg  assenza   1994-­‐2012  
  • 35. Malade  professionali  vs  infortuni   Infortuni     causa  violenta  (ferita,  caduta,   esplosione  ecc.)   MalaSe   professionali     causa  strisciante  =  esposizione   prolungata  nel  tempo  ad  agen.  di   rischio  (es.:  polveri,  solven.,   rumori,  vibrazioni  ecc.)   36
  • 36. Malada  professionale  o  infortunio?   37
  • 37. Malade  professionali  denunciate   38 Malada  /  anno   2004   2005   2006   2007   2008   Ipoacusia  e  sordità      7.488     7.049     6.455     6.317     5.706     Malade  dell'apparato  muscolo   scheletrico   7.030     8.945   10.389     11.553     12.585     Malade  dell'apparato   respiratorio   1.836     2.083     1.898     1.997     1.837     DermaLL   596     467     354     320     256     Malade  da  amianto   1.326     1.475     1.466     1.504     1.400     Tumori  (diversi  dalle  altre   malade)   762     1.018     940     1.004     931     Disturbi  psichici  lavoro  correlaL   513     538     511     546     460    
  • 38. SEZIONE  3   L’ORGANIZZAZIONE  DELLA   PREVENZIONE  &  PROTEZIONE     NELLA  NOSTRA  AZIENDA   Formazione  dei  preposL   39 A  cura  di  Diana  Tedoldi  &  Andrea  Pellegrini  
  • 39. Il  sistema  di  prevenzione  e  protezione  (SPP)   40 PREPOSTI   ADDETTI     EMERGENZE   ADDETTI   PRIMO   SOCCORSO   MEDICO   COMPETENTE   RLS   LAVORATORI   ASPP   RSPP   Datore  di  Lavoro  
  • 40. Il  SPP  della  nostra  azienda   41 PREPOSTI   Resp  e   capireparto   ADDETTI     EMERGENZE   (link)   ADDETTI   PRIMO   SOCCORSO   MEDICO   COMPETENTE   nome   RLS   nome   LAVORATORI   ASPP   nome   RSPP   nome   Datore  di  Lavoro   Nome  
  • 41. Il  Datore  di  Lavoro   —  Valuta  i  rischi  presen.  sui  luoghi  di  lavoro   —  Elimina  i  rischi  o  li  riduce  al  minimo  alla  fonte   (macchine,  persone  esposte,  sostanze  usate…)   —  Individua  misure  di  prevenzione  e  protezione   individuale  e  colleSva  (DPI,  piano  di  emergenza  ed   evacuazione,  procedure  di  sicurezza…)   —  MeNe  in  opera  il  programma  di  sorveglianza  sanitaria   stabilito  dal  medico  d’azienda   —  EffeNua  interven.  di  formazione  e  informazione  per  i   lavoratori  sui  rischi  cui  sono  espos.   —  Richiede  a  lavoratori  e  prepos.  l’osservanza  delle   procedure  di  sicurezza  stabilite  
  • 42. I  preposL   PreposL  =     Chi  ha  un  ruolo  di  responsabilità  nel   guidare  il  lavoro  di  altre  persone   Responsabili   Capireparto  
  • 43. Definizione  di  preposto   44 “Persona  che,  in  ragione  delle  competenze  professionali  e   nei  limi.  di  poteri  gerarchici  e  funzionali,  sovrintende  alla   aSvità  lavora.va  e  garan.sce  l'aNuazione  delle  direSve   ricevute,  controllandone  la  correPa  esecuzione  da  parte   dei  lavoratori  ed  esercitando  un  funzionale  potere  di   iniziaLva”     D.Lgs.  81/08  offre  all’ar.colo  2  comma  1  
  • 44. Principio  di  effedvità   È  preposto  chi  lo  fa!         è  preposto  qualunque  lavoratore  che  svolge     (anche  temporaneamente)   advità  di  direzione  e/o  coordinamento  di  un  gruppo  di   lavoro,  anche  prescindendo  da  una  formale  inves.tura  da   parte  del  datore  di  lavoro.     45
  • 45. L’incarico  formale  del  preposto  (1)   Cosa  comporta  accePare  l’incarico  e  la  conseguente   formalizzazione  alla  carica  di  Preposto?   —  Non  comporta  alcun  aggravio  di  responsabilità.   —  Per  la  norma  vigente,  l’aNribuzione  delle  responsabilità  e   degli  obblighi  del  Preposto  alla  sicurezza,  si  realizza   automa.camente  qualora,  anche  senza  formale   aNribuzione,  il  dipendente  svolge  uno  specifico  ruolo   organizza.vo  in  azienda,  ufficialmente  assegnato  o  meno.     46
  • 46. L’incarico  formale  del  preposto  (2)   Cosa  comporta  NON  accePare  l’incarico  e  la   formalizzazione  a  Preposto  per  la  sicurezza?   —  Non  acceNare  l’incarico  di  Preposto  al  fine  di  evitare  le   responsabilità  conseguen.,  significa  che  il  lavoratore  non   può  con.nuare  ad  operare  nella  mansione  che  presen.   aSvità  di  coordinamento  e  direzione  di  altri  lavoratori.   47
  • 47. Preposto,  ruolo  e  formazione   Se  un  Preposto  non  frequenta  i  corsi  di  formazione   specifici,  può  soPrarsi  dalle  responsabilità  del  Preposto   alla  sicurezza,  perché  non  competente?   Il  preposto  è  obbligato  dalla  normaLva  di  sicurezza  a   partecipare  ai  corsi  di  formazione  sulla  sicurezza   predisposL  in  azienda  (sanzioni:  Arresto  fino  ad  un  mese   o  ammenda  da  200  a  800  euro).  Il  faNo  di  non  presentarsi   ai  corsi  forma.vi  può  comportare  una  sanzione  e,   comunque,  non  evita  le  possibili  responsabilità  derivan.   dal  non  rispeNo  degli  obblighi  della  figura  di  preposto  nel   caso  di  un  eventuale  infortunio  sul  lavoro.   48
  • 48. PreposL  e  poteri  di  spesa   Un  Preposto  senza  poteri  di  spesa  necessari  per  risolvere   dei  problemi  di  sicurezza  esistenL  nel  proprio  ambiente   di  lavoro,  manLene  comunque  le  sue  responsabilità   funzionali?   “Sono  irrilevanL  anche  i  poteri  di  spesa:  i  dirigen.  ed  i   prepos.  possono  anche  non  avere  grandi  poteri   decisionali  e  di  spesa,  ma  hanno  comunque  il  grande   compito  di  rilevare  e  di  segnalare,  a  chi  possiede  i  poteri   decisionali  e  di  spesa,  le  situazioni  di  carenza  nelle   misure  di  sicurezza”.  (Corte  di  Cassazione  21.2.2003)   49
  • 49. >>>  in  caso  di  persistenza  della  inosservanza,  informare  i   loro  superiori  dired   I  doveri  del  preposto  –  Art.  19  DLgs.  81/08   Sovrintendere  e  vigilare  i  lavoratori   rispeNo  all’osservanza  di:   Ø  obblighi  di  legge   Ø  disposizioni  aziendali  in  materia  di   salute  e  sicurezza  sul  lavoro   Ø  uso  dei  mezzi  di  protezione   colleSvi  e  dei  disposi.vi  di   protezione  individuale  messi  a  loro   disposizione   In  caso  di  inadempienza:   Arresto  fino  a  due  mesi  o   l’ammenda  da  400  a  1.200  euro  
  • 50. I  doveri  del  preposto  –  Art.  19  DLgs.  81/08   Richiedere  l’osservanza  delle  misure  per  il  controllo  delle   situazioni  di  rischio  in  caso  di  emergenza  e  dare   istruzioni  affinché  i  lavoratori,  in  caso  di  pericolo  grave,   immediato  e  inevitabile,  abbandonino  il  posto  di  lavoro   o  la  zona  pericolosa;   In  caso  di  inadempienza:   Arresto  fino  a  due  mesi  o   l’ammenda  da  400  a  1.200  euro  
  • 51. I  doveri  del  preposto  –  Art.  19  DLgs.  81/08   Astenersi,  salvo  eccezioni  debitamente  mo.vate,  dal   richiedere  ai  lavoratori  di  riprendere  la  loro  advità  in   una  situazione  di  lavoro  in  cui  persiste  un  pericolo   grave  ed  immediato;   In  caso  di  inadempienza:   Arresto  fino  a  due  mesi  o   l’ammenda  da  400  a  1.200  euro  
  • 52. I  doveri  del  preposto  –  Art.  19  DLgs.  81/08   Segnalare  tempesLvamente  al  datore  di  lavoro  o  al   dirigente  sia  le  deficienze  dei  mezzi  e  delle  aPrezzature   di  lavoro  e  dei  disposiLvi  di  protezione  individuale,  sia   ogni  altra  condizione  di  pericolo  che  si  verifichi  durante   il  lavoro,  delle  quali  venga  a  conoscenza  sulla  base  della   formazione  ricevuta.   In  caso  di  inadempienza:   Arresto  fino  a  due  mesi  o   l’ammenda  da  400  a  1.200  euro  
  • 53. I  doveri  del  preposto  –  Art.  19  DLgs.  81/08   b)  verificare  affinché  soltanto  i  lavoratori  che   hanno  ricevuto  adeguate  istruzioni   accedano  alle  zone  che  li  espongono  ad  un   rischio  grave  e  specifico;   d)  informare  il  più  presto  possibile  i  lavoratori   espos.  al  rischio  di  un  pericolo  grave  e   immediato  circa  il  rischio  stesso  e  le   disposizioni  prese  o  da  prendere  in  materia   di  protezione;   g)  frequentare  apposiL  corsi  di  formazione   secondo  quanto  previsto  dalla  legge.   In  caso  di  inadempienza:   Arresto  fino  a  1  mese  o  l’ammenda   da  200  a  800  euro  
  • 54. Culpa  in  vigilando   —  lePeralmente  “colpa  nella  vigilanza”  è  la  colpa  di  cui   diventa  responsabile  il  preposto  che  dovrebbe   sorvegliare  che  si  faccia  una  certa  cosa  che,  non  faPa,   produce  un  danno  (infortunio,  incidente  ecc.)   —   infaS  ai  lavoratori  “non  è  riconosciuta  alcuna  autonomia   decisionale  o  inizia1va  personale  in  ordine  alla   prevenzione  infortuni,  ma  solo  il  compito  di  a6enersi   fedelmente  alle  istruzioni  e  alle  dire7ve  che  gli   provengono  dai  sogge7  indica1”  dalla  legge  vigente,   ovvero  l'ar1colo  20  comma  2  le6.  b  del  D.Lgs.  n.  81/2008   (Cass.  pen.  sez.  VI,  23.1.79,  Morana).   55
  • 55. I  doveri  del  preposto  -­‐  sintesi   1.  Istruisce  adeguatamente  i  lavoratori   per  lo  svolgimento  in  sicurezza  dei   loro  compi.   2.  GaranLsce  la  costante  osservanza  di   tud  gli  obblighi  prevenzionali   stabili.  dalla  legge  e  individua.  dal   datore  di  lavoro   3.  Sorvegliare  che  i  lavoratori   applichino  le  procedure  di  sicurezza   stabilite  e  l’uso  dei  mezzi  di   protezione  individuale  assegna.   4.  sorveglia  i  lavoratori  affinché  non   adoSno  comportamen.  a  rischio,    
  • 56. I  doveri  del  preposto  -­‐  sintesi   5.  verifica  la  conformità  di   macchinari  e  aNrezzature  e   impedisce  gli  usi  pericolosi,     6.  segnala  ai  superiori  (DL  o   dirigente)  le  anomalie  arrivando   a  impedire  le  lavorazioni  nei  casi   più  gravi.     7.  Se  il  preposto  viene  a  conoscenza   di  situazioni  che  possono   meNere  a  rischio  i  lavoratori  ha   l’obbligo  di  intervenire,   segnalare  o  interrompere  le   lavorazioni  a  seconda  dei  casi   57
  • 57. “Il  ruolo  aPribuito  ai   preposL  è  di   fondamentale  importanza   per  garanLre  l’incolumità   dei  lavoratori.  E’  infad   aPraverso  di  esso  che   viene  garanLta  la  praLca   aPuazione  di  quanto  è   stato  ideato  ed   organizzato  soPo  il  profilo   della  sicurezza  da  parte   del  datore  di  lavoro.”  
  • 58. Preposto  =  interfaccia   59 Lavoratori   PreposL   Datore   di   Lavoro  
  • 59. Es.  1:  Preposto  e  presidio  della  sicurezza   Nel  caso  il  Preposto  ravvisi  che  il  proprio  reparto  o  una   situazione  non  siano  a  norma  cosa  deve  fare?   —  Il  preposto  deve:  segnalare  tempesLvamente  al  datore   di  lavoro  (nome)  sia  le  deficienze  dei  mezzi  e  delle   aNrezzature  di  lavoro  e  dei  disposi.vi  di  protezione   individuale,  sia  ogni  altra  condizione  di  pericolo  che  si     verifichi  durante  il  lavoro,  delle  quali  venga  a  conoscenza   sulla  base  della  formazione  ricevuta.   60
  • 60. Es.  2:  Preposto  e  presidio  della  sicurezza   Nel  caso  però  ravvisi  un  pericolo  immediato,  il  Preposto   deve:     —  informare  il  più  presto  possibile  i  lavoratori  esposL  al   rischio  di  un  pericolo  grave  e  immediato  circa  il  rischio   stesso  e  le  disposizioni  prese  o  da  prendere  in  materia  di   protezione;   —  astenersi,  salvo  eccezioni  debitamente    moLvate,  dal   richiedere  ai  lavoratori  di  riprendere  la  loro  advità  in   una  situazione  di  lavoro  in  cui  persiste  un  pericolo  grave   ed  immediato.   61
  • 61. Es.  3:  PreposL  e  infortunio   —  se  accade  un  infortunio  nel  suo  ufficio  o  reparto,  è  un   problema  ANCHE  DEL  PREPOSTO,  poiché  dovrà   dimostrare  di  essersi  occupato  di  garanLre  la  sicurezza   del  personale  da  lui  coordinato.   —  Al  preposto  compete  -­‐  in  via  autonoma  -­‐  la  direzione  e  la   sorveglianza  dei  lavoratori  per  evitare  che  ques.  possano   eseguire  operazioni  e  manovre  avventate.   —  Ne  consegue  che,  in  caso  di  infortunio,  la  responsabilità   del  preposto  non  sarà  mai  oggeSva  o  di  posizione,  bensì   fondata  sull’inosservanza  di  precisi  obblighi  correlaL   alla  sua  funzione  di  vigilanza.   62
  • 62. Obblighi  dei  lavoratori   1.  Osservare  le  procedure  di  sicurezza   stabilite  e  le  istruzioni  dei  prepos.  per  la   protezione  individuale  e  colleSva   2.  ULlizzano  correPamente  macchinari,   apparecchiature,  utensili,  sostanze,   mezzi  di  trasporto,  disposi.vi  di   protezione  individuale  e  aNrezzi  per  il   sollevamento  dei  pesi   6.  Non  rimuovono  o  modificano  senza   autorizzazione  i  disposi.vi  di  sicurezza,   segnalazione  o  controllo   7.  Si  soPopongono  ai  controlli  sanitari   stabili.  dal  medico  d’azienda   63 In  caso  di  inadempienza:   Arresto  fino  a  1  mese  o  l’ammenda   da  200  a  600  euro  
  • 63. 6.  Segnalano  immediatamente  al   preposto  o  al  datore  di  lavoro   situazioni  di  pericolo  o  non   conformità   7.  Collaborano  con  datore  di  lavoro   e  preposL  nell’adempimento   degli  obblighi  per  la  tutela  della   sicurezza  e  della  salute  dei   lavoratori  durante  il  lavoro   Obblighi  dei  lavoratori  
  • 64. Servizio  Prevenzione  e  Protezione   Il  servizio  prevenzione  e  protezione  è  cos.tuito  da  uno  o   più  addeS  (ASPP)  e  da  un  responsabile  (RSPP)  con  lo   scopo  di:   —  individuare  e  valutare  i  faNori  di  rischio;   —  definire  le  misure  di  prevenzione  e  protezione  adaNe   ai  rischi  rileva.;   —  elaborare  procedure  di  sicurezza  e  validare  istruzioni   opera.ve  per  le  diverse  lavorazioni;   —  proporre  programmi  di  informazione  e  formazione  e   addestramento  dei  lavoratori.   65
  • 65. RSPP  e  ASPP   —  Il  RSPP  non  risponde  direPamente  per  i  rea.   imputabili  al  datore  di  lavoro,  al  dirigente  o  al   preposto   —  Il  RSPP  può  essere  comunque  coinvolto  nelle   indagini  (e,  nel  caso,  anche  condannato)  laddove  si   ipo.zzi  che  l’infortunio  in  esame  sia  scaturito  da  una   omissione  o  valutazione  colposamente  errata   ¡  RSPP  in  azienda  è  NOME   66
  • 66. Rappresentante  dei  Lavoratori  per  la  Sicurezza   —  Il  Rappresentante  dei  Lavoratori  per  la  Sicurezza  (RLS)  è  il   soggeNo  ele6o  o  designato  per  rappresentare  i  lavoratori   per  quanto  concerne  gli  aspe7  della  salute  e  della   sicurezza  durante  il  lavoro  (art.  2  D.Lgs.  81/2008)   67 —  Viene  eleNo  tra  le  rappresentanze   sindacali  (se  ci  sono)  o  tra  i  dipenden.   nelle  aziende  che  occupano  oltre  15   persone   —  Il  n°  degli  RLS  dipende  dal  n°  di  dipenden.   (1  fino  a  200).     —  In  azienda  RLS  è  NOME.  
  • 67. L’incarico  del  RLS  (NOME)   —  accede  ai  luoghi  di  lavoro  in  cui  si  svolgono  le  lavorazioni;   —  è  consultato  sulla  valutazione  dei  rischi;   —  è  consultato  sulla  designazione  del  RSPP  e  altre  figure  della   prevenzione  e  sull'organizzazione  della  formazione  di  cui   all'ar.colo  37;   —  riceve  informazioni  e  documentazione  aziendale  inerente   valutazione  dei  rischi,  misure  di  prevenzione  rela.ve,  info  su   sostanze  ed  ai  preparaL  pericolosi,  macchine,  impianL,   organizzazione  e  ambienL  di  lavoro,  infortuni  ed  malade   professionali;   —  riceve  formazione  adeguata  e  partecipa  alle  riunioni   periodiche  del  servizio  prevenzione  e  protezione   68
  • 68. Added  a  compiL  speciali     —  Added  emergenze:   lavoratori  con  compi.  e   aNribuzioni  specifiche   per  la  ges.one  delle   emergenze  (incendi   ecc.)   69 —  Added  primo  soccorso:  lavoratori  con  compi.  e   aNribuzioni  specifiche  per  la  ges.one  del  primo  soccorso     >>  Sono  designaL  formalmente  ,  ricevono  una   formazione  specifica  e  sono  addestraL  all’uso  necessari   dei  presidi.  
  • 69. Medico  Competente   Il  medico  competente  (interno  o  esterno   all’azienda)  è  un  medico  specializzato  in   medicina  del  lavoro  con  compi.  e   aNribuzioni  specifiche  sulla  sorveglianza   sanitaria  e  le  advità  di  prevenzione   dell’azienda.     Il  MC,  il  RSPP,  il  DL  e  il  RLS  si  incontrano   periodicamente  in  una  riunione  nella   quale  sono  esaminate  vari  aspeS  della   ges.one  di  igiene    e  sicurezza  dell’azienda.   70
  • 70. SEZIONE  4   LA  SORVEGLIANZA  SANITARIA   Formazione  dei  preposL   71 A  cura  di  Diana  Tedoldi  &  Andrea  Pellegrini  
  • 71. Sorveglianza  sanitaria:  cos’è?   “Insieme  di  a+  medici  finalizza0  alla   tutela  della  salute  e  sicurezza  dei   lavoratori,  in  relazione  all’ambiente  di   lavoro,  ai  fa:ori  di  rischio  professionali   e  alle  modalità  di  svolgimento   dell’a+vità  lavora0va”   72
  • 72. Sorveglianza  sanitaria:  cos’è?   — La  sorveglianza  sanitaria  è  un’aSvità  che   COMPORTA    la  partecipazione  del  medico  alla   valutazione  del  rischio     73
  • 73. Nomina  del  medico  competente   NEI  CASI  PREVISTI  DALLA  LEGGE  il    Datore  di  lavoro   nomina  il  MC   —  struNura  esterna  pubblica  o  privata  convenzionata   —  libero  professionista   —  dipendente  del  Datore  di  Lavoro   In  possesso  di     —  specializzazione  in  medicina  del  lavoro  o  disciplina   equipollente   74
  • 74. CompiL  del  medico  competente   Programma  ed  effeNua  la  sorveglianza  sanitaria   Is.tuisce  la  cartella  sanitaria  e  di  rischio   Consegna  al  DL  /  al  lavoratore  /  all’ISPESL  la   documentazione  sanitaria  alla  cessazione  del  rapporto     Informa  sul  significato  sorveglianza  sanitaria   Visita  gli  ambienL  di  lavoro  almeno  una  volta  all’anno   Partecipa  alla  programmazione  del  controllo   dell’esposizione  ai  fini  della  sorveglianza  sanitaria   75
  • 75. CompiL  del  MC  :  art  40  e  41   TrasmePe  al  Servizio  Sanitario  competente  per  territorio   le  informazioni  sulla  sorveglianza  sanitaria  con  le   informazioni  di  rischio   Allega  gli  esiL  delle  visite  alla  cartella  sanitaria  e  di   rischio   76 Con  il  D.Lgs.  81/2008  i  compiL  del   MC  sono  rafforzaL  e  si  soPolinea   con  forza  l’importanza  del   coinvolgimento  nella  VDR  
  • 76. Cosa  fa  il  MC  sulla  base  della  VDR   77 VDR VISITE MEDICHE E PERIODICITA’ ESAMI EMATO CHIMICI E ALTRI INDICATORI BIOLOGICI DI ESPOSIZIONE
  • 77. AccertamenL  sanitari:  perché   —  Stabilire  lo  stato  di  salute  all’assunzione   —  Individuare  faPori  individuali  che  aumentano  il  rischio   —  Evidenziare  malade  o  sintomi  in  corso  e  prevenirne   l’insorgenza   —  Redigere  l’anamnesi  (storia  medica  della  persona)   78
  • 78. AccertamenL  sanitari:  quando   —  All’assunzione   —  Periodici   —  Su  richiesta  mo.vata  del  lavoratore   —  Alla  cessazione  del  rapporto   —  Al  rientro  dopo  60  gg  di  assenza  per  mo.vi  di  salute   —  In  fase  preassun.va   In  caso  di  malaSa  professionale  si  cerca  la  documentazione  che   “racconta”  l’esposizione  e  lo  stato  di  salute  del  lavoratore.   79
  • 79. Giudizio  di  idoneità   Sulla  base  degli  accertamenL  effePuaL:   — Idoneità  alla  mansione  specifica   — Idoneità  alla  mansione  con  prescrizioni   — Non  idoneità  alla  mansione  (giusta   causa,  possibilità  di  ricorso)   80
  • 80. Esami  per  alcuni  rischi  (1)   Rischio   Patologia   Esame   Rumore   Ipoacusia   Audiometria   Movimentazione   carichi   Lombalgia  e   altre   RX  colonna   Videoterminali   Disturbi  alla   vista   Visita  oculis.ca   Rischio  chimico   Varie   Esami  sangue,   urine  ecc.   81
  • 81. Esami  per  alcuni  rischi  (2)   Rischio   Patologia   Esame   Polveri   Pneumoconiosi   Spirometria   Biologico   Varie   Esami  sangue  e   altri   Alcool   Traspor.  e  verso  terzi   Ematochimici   Droga   Traspor.  e  verso  terzi   Ematochimici   82
  • 82. Periodicità  –  La  Legge   Ogni  quanto  si  fanno  le  visite   — La  periodicità  è  stabilita  dal  MC  sulla  base  della   VDR   — Alcune  limitazioni  sono  imposte  dalla  legge   — Per  alcuni  esami  (es.  RX)  si  considerano  anche   gli  effeS  dell’accertamento   83
  • 83. Periodicità  –  in  azienda   — Impiega.:  2  anni  /  5  anni     — Operai:  annuale   84
  • 84. Cartella  sanitaria  e  di  rischio     —  Ogni  lavoratore  ha  una  cartella  sanitaria   e  di  rischio  aggiornata  dal  MC   —  Questa  cartella  cosLtuisce  la  “carta  di   idenLtà”  del  lavoratore  dal  punto  di   vista  della  salute  in  relazione  alla  aSvità   lavora.va  svolta.   —  la  cartella  viene  consegnata  al   lavoratore  alla  cessazione  del  rapporto   di  lavoro   85
  • 85. SEZIONE  5   ASSICURAZIONE  E  INDENNIZZO   Formazione  dei  preposL   86 A  cura  di  Diana  Tedoldi  &  Andrea  Pellegrini  
  • 86. ElemenL  del  rapporto  assicuraLvo   I  soggeS  del  rapporto  assicura.vo  sono:   —  Il  DL:  paga  i  tassi  di  premio  in  proporzione  al   rischio  delle  lavorazioni  e  alle  retribuzioni   —  L’INAIL:  gesLsce  i  premi  ed  eroga  le   prestazioni  a  infortuna.  e  viSme  di  malaSe   professionali   —  Il  lavoratore:  riceve  le  prestazioni   87
  • 87. Definizione  del  tasso   Ogni  azienda  paga  all’INAIL  un   tasso  di  premio  definito   dall’inquadramento  della  propria   lavorazione  nella  TARIFFA  DEI   PREMI.   88 Il  tasso  dipende  da:   —  Elenco  e  classificazioni  di  lavorazioni    corrisponden.  ai   diversi  rischi   —  SeNore  di  appartenenza  dell’azienda  (Industria,   Ar.gianato,  Terziario,  Altre  aSvità)  
  • 88. Calcolo  del  premio  in  azienda   AZIENDA  paga  i  seguen.  tassi  Inail,  calcola.  in   percentuale  sulla  retribuzione  annua  lorda   (con  un  massimale  annuo):   ¡  5  ‰  impiegaL   ¡  31  ‰  operai   ¡  14  ‰  per  chi  usa  anche  l’auto  aziendale   La  tariffa  è  proporzionale  alle  spese  sostenute   dall’INAIL  nel  triennio  precedente:  il  tasso   riflePe  il  rischio.   89
  • 89. Oscillazione  del  tasso   —  Dal  secondo  biennio  di  aSvità  il  tasso   applicato  dall’Inail  oscilla  con  un   meccanismo  analogo  al  bonus  malus   della  RC  auto  sulla  base  dell’andamento   infortunis.co   —  L’oscillazione  può  arrivare  al  35%  del   tasso   —  La  prevenzione  conviene  all’impresa!   —  Ancora  una  volta:  PREVENIRE  è   MEGLIO  CHE  CURARE!   90
  • 90. Riduzione  per  SGSL   —  L’adozione  di  un  Sistema  di  GesLone   della  Sicurezza  sul  Lavoro  (SGSL)  è   finanziato  dall’INAIL  con  una  riduzione   del  tasso  (pari  al  10  o  al  5%  in  funzione   delle  dimensioni  aziendali)   —  Il  presupposto  è  che  adoNando  un  SGSL   l’azienda  costerà  di  meno  all’is.tuto:  se   adod  un  SGSL  sei  meno  a  rischio   91
  • 91. Prestazioni  (1)   In  caso  di  malada  o  infortunio  sul  lavoro  l’INAIL  eroga  le   prestazioni  economiche  al  lavoratore  o  ai  familiari:   —  Indennità  temporanea  (lesioni  reversibili)   —  Indennità  permanente  (lesioni  irreversibili)   —  Danno  biologico   —  Altri  Lpi  di  sostegno  per  istruzioni  figli,  rendite  per   allontanamento  da  mansione  a  rischio  ecc.     92
  • 92. Prestazioni  (2)   — La  prestazione  è  proporzionale  al  danno   subito  e  alla  retribuzione  percepita   dall’infortunato   — Le  diverse  invalidità  sono  soggeNe  a   periodiche  revisioni  con  visite  mediche   specifiche   93
  • 93. IncenLvi   L’INAIL  incenLva  dal  2000  diverse  advità  di   Lpo  prevenzionale  con  finanziamen.  a  fondo   perduto  o  in  conto  interessi  :   —  Realizzazione  di  corsi  di  formazione   —  Realizzazione  di  prodoS  per  la  formazione     —  Adozione  di  sistemi  di  ges.one  della   sicurezza  sul  lavoro   —  Interven.  di  miglioramento  delle  condizioni   di  lavoro   94
  • 94. Domanda  -­‐  riepilogo   Quali  sono  i  possibili  risparmi  ricavabili   dalle  poli.che  di  prevenzione?   95 —  Assicurazione  e   prevenzione   —  Tariffa  e  rischio   —  Modalità  indennizzo   —  Incen.vi  
  • 95. SEZIONE  6   IL  RUOLO  DELLA  FORMAZIONE  E   INFORMAZIONE   Formazione  dei  preposL   96 A  cura  di  Diana  Tedoldi  &  Andrea  Pellegrini  
  • 96. Cosa  è  informazione?   Informazione:   —   Obbligo  già  presente  nella   legislazione  precedente   —  Informazione  =  Fornire   noLzie  e  daL  (a  livello   verbale  o  scriPo),  ineren.   a  procedure,  caraNeris.che   di  sostanze,  macchine,   esposizione  ai  rischi  ecc.   97
  • 97. Obiedvi  della  informazione   SAPERE   98 =  L’INFORMAZIONE  TRASFORMA  LA   CONOSCENZA  E  LA  CONSAPEVOLEZZA  
  • 98. Informazione  per  la  sicurezza    (1)   Il  datore  di  lavoro  deve  assicurare  a  ciascun  lavoratore  (anche   ai  lavoratori  a  domicilio)  informazione  adeguata  e  specifica   su:   1.   rischi  “ambientali”,  lega.  all’intero  processo  produdvo;   2.   rischi  lega.  alla  mansione  specifica  (norma.va  e   disposizioni  aziendali);     3.  misure  di  prevenzione  e  protezione  adoNate;     NB:  TuPe  le  formazioni  sulle  aPrezzature  di  lavoro  (es.   carrelli  elevatori,  macchine  ecc.)  devono  sempre  essere   seguite  da  addestramenL  on  the  job.   99
  • 99. Informazione  per  la  sicurezza  (2)   4.  pericoli  rela.vi  all’uso  di  sostanze  e   prepara.  pericolosi   5.  procedure  di   a)  Pronto  soccorso   b)  LoPa  anLncendio   c)  Evacuazione   6.   nominaLvo  RSPP  e  Medico   Competente   7.   nomina.vi  addeS  alle  emergenze  e   al  primo  soccorso   100
  • 100. Informazione  adeguata   Il  contenuto  della  informazione  deve  essere  facilmente   comprensibile  =       v deve  essere  rapportata  al  soggeNo  che  ne  è  des.natario.   v deve  essere  commisurata  ai  rischi  esisten..   v deve  avere  caraNere  dinamico:   ¡ Sapersi  adaNarsi  all’evoluzione  della  situazione   ¡ U.lizzare  molteplici  mezzi  di  informazione  (opuscoli,   cartelli,  avvisi  in  bacheca,  comunicazione  faccia  a   faccia,  ecc.)   101
  • 101. Cosa  è  Formazione?   Formazione:   —   L’obbligo  di  formazione  è  una   novità  introdoNa  dal  D.Lgs. 626/94  ripresa  dal  D.Lgs. 81/08   102 —  Formazione  =  processo  in  cui  vengono  trasferite,  ai   lavoratori  dell’impresa,  nozioni  e  vengono  sviluppate  le   competenze  necessarie  per  poter  svolgere,  in  sicurezza,  il   proprio  lavoro  e  idenLficare,  gesLre  e  risolvere  ogni  .po  di   rischio.  
  • 102. Obiedvi  della  formazione   SAPERE   SAPER  FARE   SAPER  ESSERE   103 =  LA  FORMAZIONE     TRASFORMA  I  COMPORTAMENTI  
  • 103. Formazione:  a  chi?   —  AI  LAVORATORI:  avviene  durante  l’orario  di  lavoro;  senza   oneri  a  carico  dei  lavoratori;   —   AGLI  ADDETTI  ALLE  SITUAZIONI  DI  EMERGENZA:  sulla   base  dei  rischi  specifici  dell’azienda  o  unità  produSva;   formazione  organizzata  previa  consultazione  RLS;   —   RLS;   —   Ai  DIRIGENTI;   —   AI  PREPOSTI.   104
  • 104. Formazione  e  informazione:  quando?   —  Al  momento  dell’assunzione   —   Al  momento  del  trasferimento  o  cambiamento  di   mansione   —   In  occasione  di  cambiamenL  dell’organizzazione   aziendale:   105 1)  Nuove  aPrezzature   2)  Nuove  tecnologie   3)  Nuove  sostanze  o   prepara.  pericolosi  
  • 105. SEZIONE  7   LA  VALUTAZIONE  DEI  RISCHI   SUL  LUOGO  DI  LAVORO   Formazione  dei  preposL   106 A  cura  di  Diana  Tedoldi  &  Andrea  Pellegrini  
  • 106. Valutazione  dei  rischi:  cos’è?   107 Analisi  SISTEMATICA  delle  lavorazioni  realizzata  per:   —  individuare  i  pericoli  (faNori  di  rischio);   —  individuare  le  persone  potenzialmente  esposte;   —  valutare  (s.mare)  i  rischi;   —  individuare  i  possibili  effed  sulle  persone;   —  individuare  soluzioni  per  eliminare  o  ridurre  i  rischi  a  un   livello  acceNabile.  
  • 107. Valutazione  dei  rischi:  i  risultaL   108 Al  termine  della  valutazione  è  necessario  indicare:   a)  Se  i  rischi  sono  controllaL  o  no  in  modo  adeguato   b)  Se  non  lo  sono,  quali  sono:   —   Le  priorità  da  affrontare   —   Le  opzioni  previste  per  ridurre  il  rischio   c)  ProvvedimenL  possibili  per  migliorare  ulteriormente  i   livelli  di  protezione  
  • 108. Cosa  bisogna  conoscere:   109 1.  Le  leggi  le  norme  di  buona  tecnica;   2.  Gli  standard  di  riferimento;   3.  I  requisi.  di  igiene  del  lavoro;   4.  I  fondamen.  di  ergonomia;   5.  La  sicurezza  sul  lavoro;   6.  I  cicli  tecnologici;   7.  Le  tecniche  di  indagine  ambientale;   8.  Le  tecniche  di  bonifica  ambientale;   9.  Le  tecniche  di  comunicazione/formazione;   10. Le  informazioni  ad  hoc  sull’azienda.  
  • 109. Cosa  bisogna  saper  fare   110 1.  Iden.ficare  pericoli  e  situazioni  pericolose;   2.  Valutare  i  livelli  di  rischio;   3.  MeNere  i  rischi  in  ordine  di  priorità;   4.  Proporre  le  opzioni  possibili  per  eliminare/ ridurre  i  rischi;   5.  Valutare  cos.  ed  efficacia;   6.  Promuovere  e  comunicare;   7.  Iden.ficare  i  casi  in  cui  le  proprie  competenze   sono  inadeguate  e  occorrono  altre   competenze.  
  • 110. Cosa  bisogna  avere   111 Buon  senso  e   senso  di   responsabilità!  
  • 111. StrumenL  per  la  valutazione  (1)   112 1.  Se  necessari,  daL  di  lePeratura;   2.  Osservazione  direPa  (sopralluoghi,   ispezioni  etc.);   3.  Analisi  degli  infortuni  e  malade   professionali;   4.  Analisi  della  documentazione  (di   sicurezza,  di  conformità,  schede   tossicologiche,  etc.);  
  • 112. StrumenL  per  la  valutazione  (2)   113 5.  Acquisizione,  se  necessaria,  di   ulteriori  informazioni  (sulle   sostanze,  sui  preparaL,  etc.);   6.   Analisi  dei  compiL  e  delle   mansioni;   7.   Analisi  delle  procedure   operaLve;   8.   Recupero  dell’esperienza,  del   vissuto,  dei  pareri  dei  lavoratori;   9.   Se  necessari,  campionamenL  e   rilevazioni  ambientali;  
  • 113. Cosa  si  valuta   114 q   Layout  dei  repar.   q   Numero  di  addeS   q   Denunce  manutenzione  impian.   q   Schede  di  sicurezza  sostanze   q   Controlli  sanitari  periodici   q   Procedure  di  lavoro   q   Elenco  disposi.vi  di  protezione   q   Esperienze  del  personale   Datore  di   Lavoro  ed     RSPP  con   MC,  RLS,     lavoratori  
  • 114. 115
  • 115. Documento  di  valutazione  dei  rischi   La  valutazione  dei  rischi  e  le  rela.ve  misure  sono  indicate   nel  DVR,  il  documento  di  valutazione  dei  rischi  (art.  17  co.   1  del  D.Lgs.  81/2008).   Il  DVR  è  firmato  da  DL,  RSPP,  MC  e  consegnato  al  RLS.   Il  DVR  è  il  documento  fondamentale  per  la  ges.one   dell’igiene  e  della  sicurezza  dell’azienda.     L’ulLma  revisione  del  VDR  del’’azienda  risale  a   DATA.   116
  • 116. ContenuL  essenziali  del  DVR     —  Relazione  sulla  valutazione  di  tud  i  rischi,  con  specifica   dei  criteri  adoNa.  per  la  valutazione  stessa;   —  misure  di  prevenzione  e  protezione  aPuate  e  dei  DPI   adoPaL   —  programma  delle  misure  per  garan.re  il  miglioramento   nel  tempo  dei  livelli  di  sicurezza   —  individuazione  delle  procedure  da  seguire  per   l’aNuazione  delle  misure   —  individuazione  delle  mansioni  che  eventualmente   espongono  i  lavoratori  a  rischi  specifici   117
  • 117. Rischi  –  Danni  –  Cause     118   Occasione  di  lavoro   Rischio  per  la  sicurezza   (macchine,  impianL  ecc.)   Infortunio   (evento  trauma.co)   Riconoscimento   “agevole”  delle  cause   Occasione  di  lavoro   Rischio  per  la  salute   (sostanza,  rumore  ecc.)   Malada  professionale   (evento  progressivo)   Riconoscimento   complicato  delle  cause   Occasione  di  lavoro   Rischio  trasversale   (organizzazione  ecc.)   Malada  professionale   (stress,  disagio  ecc.)   Riconoscimento   complica.ssimo  delle   cause  
  • 118. Definizione  del  grado  di  Rischio   Il  rischio  è  la  combinazione  tra  la     probabilità  (P)  che  si  manifes.  un  certo  evento  dannoso     e  la  gravità  (G)  associata  all’evento  stesso.   Generalmente  si  considera:   R  =  P  x  G   Si  traNa  di  una  indicazione  generica  che  va  associata  al   numero  dei  lavoratori  espos..   119
  • 119. ValuLamo  P  e  G  dei  rischi  presenL  qui:   120
  • 120. Prevenzione   La  prevenzione  consiste  nelle  operazioni  messe  in  aPo   per  ridurre  la  probabilità  che  si  verifichi  un  determinato   evento  dannoso   R  =  P  x  G   PREVENZIONE  RIDUCE  PROBABILITA’   121
  • 121. Sorveglianza   sanitaria   Consult  e   partecipaz.  Dei   Lavoratori   Misure   igieniche   Eliminazione  / riduzione/  modifica   sostanze  in  uso   Formazione  e   informazione   Visita  medica   prevenLva   Prevenzione  
  • 122. Protezione   La  protezione  consiste  nelle  operazioni  messe  in  aNo  per   ridurre  la  gravità  associata  a  un  determinato  evento   dannoso   R  =  P  x  G   Nella  normaLva  la  prevenzione  ha  priorità   rispePo  alla  protezione:   PROTEZIONE  RIDUCE  GRAVITA’   123
  • 123. Formazione  e  Informazione   SegnaleLca  di  sicurezza   DisposiLvi  di  protezione   individuale   Protezione  
  • 124. Quali  misure  di  prevenzione  e  protezione?   125
  • 125. Domanda  -­‐  riepilogo   126 Docente  <Nome>  -­‐  Corso  di  formazione  "Salute  e  sicurezza  sul  lavoro"   “siccome  c’era  rumore  ho  fornito  le  cuffie  ai   lavoratori”     û Questa  affermazione  è  correNa?   û Qual  è  il  pericolo  e  quale  il  rischio?  
  • 126. Domanda  -­‐  riepilogo   Un  lavoratore  si  infortuna  cadendo  da  un   carrello  elevatore,  cosa  va  a  verificare  il   giudice  per  individuare  le  colpe?     — Funzione  prevalente  del  DL   — Dirigen.  e  prepos.  con  adegua.  poteri  di   controllo  e  di  spesa   — Ruolo  di  lavoratori,  RLS,  RSPP  e  MC   127 Docente  <Nome>  -­‐  Corso  di  formazione  "Salute  e  sicurezza  sul  lavoro"  
  • 127. Priorità  degli  intervenL   —  A  seguito  della  valutazione   (VDR),  sono  individuate  le   misure  di  prevenzione  e   protezione   —  A  questo  sono  associate  delle   priorità  di  intervento   —  Le  misure  sono  verificate  con   gli  aggiornamento  della  VDR.   128 Valutazione  del  rischio   Definizione  delle  misure     e  priorità  di  intervento   APuazione  della  misura   Verifica  del  risultato  e     nuova  valutazione  
  • 128. Misure  di  tutela  e  aPuazione:  La  Legge   — Per  ogni  misura  di  prevenzione/  protezione   conseguente  alla  VDR  va  nominato  un   Responsabile  dell’aPuazione  ,  che  deve  avere   le  risorse  necessarie  per  poter  portare  avan.   l’azione  affidata   — Durante  la  riunione  periodica  fra  DL,  RSPP,  RLS,   MC  si  discutono  e  pianificano  le  misure   conseguen.  alla  VDR   129
  • 129. Misure  di  tutela  e  aPuazione:  in  AZIENDA   — Il  database  HS  (Health  &  Safety),  è  lo   strumento  adoNato  da  AZIENDA  per  la   pianificazione    (tempi,  risorse,  responsabilità)  e   il  controllo  di  ogni  azione  in  ambito  H&S  che   viene  discussa  e  decisa  all’interno  del  SPP  di   AZIENDA   — Oltre  alla  riunione  periodica  fra  MC,  RSPP,  RLS,   DL  e  ASPP,  durante  tuNo  l’anno  vengono   valutate  e  discusse  eventuali  ulteriori  azioni  di     VDR  e  P&P.   130
  • 130. SEZIONE  8   ESEMPI  APPLICATIVI  SU   AMBIENTE  E  ATTREZZATURE   DI  LAVORO   Formazione  dei  preposL   131 A  cura  di  Diana  Tedoldi  &  Andrea  Pellegrini  
  • 131. Prevenzione  -­‐  Gli  ambienL  di  lavoro  (1)   —  Le  vie  di  circolazione  interne  o  all’aperto  che  conducono   a  uscite  o  ad  uscite  di  emergenza  e  le  uscite  di  sicurezza   DEVONO  essere  sgombre   —  luoghi  di  lavoro,  gli  impianL  e  le  aPrezzature  DEVONO   essere  soNopos.  a  regolar  interven.  di    PULIZIA  e   MANUTENZIONE  e  essere  ELIMINATI  i  difed  rilevan.   che  possano  pregiudicare  la  Sicurezza   132
  • 132. Prevenzione  -­‐  Gli  ambienL  di  lavoro  (2)   —  Gli  impianL  e  i  disposiLvi  di  Sicurezza  des.na.  alla   prevenzione  o  eliminazione  dei  pericoli,  DEVONO  essere   soNopos.  a  regolare  MANUTENZIONE  e  controllo  del   funzionamento   —  Le  sicurezze  elePriche  e  meccaniche  devono  essere   mantenute  sempre  in  uso   133
  • 133. Rischi  -­‐  aPrezzature  di  lavoro  (1)   Lista  (NON  ESAUSTIVA)  dei  rischi  nell’uLlizzo  di   aPrezzature  di  lavoro:   —  Di  natura  MECCANICA:  schiacciamento,  taglio,  abrasione,   caduta   —  Di  natura  ELETTRICA:  contaNo  eleNrico,  altri  fenomeni   —  Di  natura  TERMICA:  contaNo,  fiamme,  esplosioni,   irraggiamento   134
  • 134. Rischi  -­‐  aPrezzature  di  lavoro  (2)   —  Genera.  da  RUMORE:  esplosioni,  scoppi,  baNute,  aNri.,   segnali   —  Genera.  da  VIBRAZIONI:  conseguen.  l’uso  di  macchine   porta.li  o  Altro   —  Genera.  da  RADIAZIONI:  archi  eleNrici,  laser,  campi   eleNromagne.ci  ecc  ecc   135
  • 135. Rischi  -­‐  aPrezzature  di  lavoro  (3)   —  Genera.  da  MATERIALI  o  SOSTANZE:  contaNo  o   inalazione  di  fluidi,  fumi,  polveri,  incendio  o  esplosioni,   muffe,  virus  o  baNeri   —  Genera.  da  INOSSERVANZA  DELL’ERGONOMIA  NELLA   PROGETTAZIONE:  effeS  fisiologici,  psico-­‐fisiologici,  errori   umani   —  CombinaL:  situazioni  derivan.  dalla  combinazione  di  più   pericoli   136
  • 136. Rischi  -­‐  aPrezzature  di  lavoro  (4)   —  Provoca.  da  GUASTI  nell’alimentazione  di  energia,   roPura  di  parL  e  altre  disfunzioni:  avviamento   imprevisto,  proiezione  di  materiali,  errori  di  montaggio   —  ProvocaL  da  assenza  temporanea  o  da  errata   collocazione  delle  misure/strumenL:  ripari,  disposi.vi  di   sicurezza,  regolazioni,  manutenzioni   137
  • 137. Credits   138 Per  la  stesura  della  presentazione  che  avete  appena   visionato  sono  sta.  u.lizza.  contribu.  di  diversi   formatori.     D.ssa  Diana  Tedoldi   Ing.  Andrea  Pellegrini   Ing.  Massimiliano  Vannutelli  (www.vannutelli.com)   Dr.  Luciano  Cassese  (www.professioneformatore.it)        
  • 138. Buongiorno!   Con  migliaia  di  visualizzazioni  (quasi  10.000  in  meno  di  un  anno)  e   cenLnaia  di  download,  questa  presentazione  è  la  più  scaricata  da   migliaia  di  professionis.  della  formazione  e  della  sicurezza  sul   lavoro.   Un  grande  risultato  reso  possibile  dalla  chiarezza  e  dall’eleganza  del   template,  e  dalla  completezza  delle  informazioni  che  ci  troverai.   Per  ricevere  graLs  tuPa  la  presentazione  in  Power  Point,  puoi   scrivermi  qui:  dianatedoldi@gmail.com.   La  riceverai  subito  senza  spese  nella  tua  casella  email  e  potrai   usarla  come  preferisci,  seguendo  le  istruzioni  alla  pagina   seguente.   139 Grazie della lettura! Spero  che  questo  viaggio   nel  mondo  della  sicurezza     .  sia  piaciuto.      
  • 139. Vuoi  scaricare  graLs  questa  presentazione?   Un  grande  risultato  reso  possibile  dalla  chiarezza  e  dall’eleganza  del   template,  e  dalla  completezza  delle  informazioni  che  ci  troverai.   Per  ricevere  graLs  tuPa  la  presentazione  in  Power  Point,  puoi   scrivermi  qui:  dianatedoldi@gmail.com.   La  riceverai  subito  senza  spese  nella  tua  casella  email  e  potrai   usarla  come  preferisci,  seguendo  le  istruzioni  alla  pagina   seguente.   140 Con  migliaia  di  visualizzazioni  (quasi  10.000  in   meno  di  un  anno)  e  cenLnaia  di  download,   questa  presentazione  è  la  più  scaricata  da   migliaia  di  professionis.  della  formazione  e  della   sicurezza  sul  lavoro.  
  • 140. Come  usare  questa  presentazione   Questo  corso  L  serva  è  stato  progePato  in  strePa  coerenza  con  i   più  recenL  requisiL  formaLvi  in  materia  di  sicurezza  (DLgs.   81/08,  Accordo  Stato  regioni).   Puoi  usare  questa  presentazione  come  preferisci,  a  paNo  di  citare  il   mio  nome  come  autrice  o  co-­‐autrice  (nel  caso  tu  modifichi  o   integri  le  mie  slide)  e  meS  un  link  al  mio  sito  web: www.i-­‐nature.it       Non  .  costa  niente,  e  ci  fai  bella  figura!  Il  lavoro  di  gruppo  è  sempre   un  valore.   Verifica  sul  sito  Crea.ve  Commons,  presso  cui  ho  registrato  questa   presentazione,  cosa  puoi  e  cosa  non  puoi  fare.  Clicca  qui  soNo:   Buon  lavoro!   141
  • 141. OFFERTA  SPECIALE  PER  TE!   Se  .  piace  questa  presentazione  e  vorres.  ricevere  tuNe  le  presentazioni  in   Power  Point  modificabili  del  mio  programma  forma.vo  “Salute  e  Sicurezza  in   Azienda”,  scrivimi  a  dianatedoldi@gmail.com  e  con  soli  47€  riceverai  13   presentazioni  complete  da  usare  per  i  tuoi  corsi!   -­‐  Formazione  Salute  e  Sicurezza  per  lavoratori:  modulo  introduSvo  di  4  ore.   -­‐  Formazione  Salute  e  Sicurezza  per  prepos.:  modulo  completo  di  8  ore.   -­‐  Formazione  sui  Rischi  da  Lavoro  al  Videoterminale   -­‐  5  presentazioni  per  Formazione  sui  Rischi  delle  aziende  metalmeccaniche:   Rischio  chimico  (sostanze  chimiche  e  aerodispersi),  Rischio  macchine,  Rischio   Vibrazioni,  Rischio  rumore,  Rischio  movimentazione  manuale  dei  carichi)   -­‐  Formazione  sullo  stress  lavoro-­‐correlato   -­‐  5  presentazioni:  Percorsi  di  educazione  alla  salute:  Rischi  lega.  al  consumo  di   alcool,  rischi  da  u.lizzo  di  sostanze  stupefacen.,  Rischi  lega.  al  tabagismo  (che   trovi  anche  qui  gratuitamente  in  Slideshare),  CorreNa  alimentazione,  Sport  e   s.le  di  vita     142
  • 142. d.ssa  Diana  Tedoldi  –  Consulenza  &  Formazione   —  Sono  laureata  in  filosofia  e  specializzata  in   Formazione  per  le  organizzazioni,   consulente  e  formatrice  aziendale  dal  2000.     —  Nelle  aziende  metalmeccaniche  che  seguo     ricopro  incarichi  manageriali  in  ambito   risorse  umane,  organizzazione  ,   comunicazione  e  sicurezza.     —  Un’esperienza  che  mi  permeNe  di  essere   molto  concreta,  e  di  conquistare  i   partecipan.  ,  coinvolgendoli  e  rendendoli   consapevoli  dell’importanza  di  osservare   comportamen.  sicuri,  e  trasformando   concretamente  il  loro  modo  di  lavorare.  
  • 143. d.ssa  Diana  Tedoldi  –  Consulenza  &  Formazione   —  Ho  iniziato  a  fare  la  formatrice  per  la   sicurezza  stanca  dei  tanL    formatori   esterni  che    erano  in  grado  di  stendere   i  lavoratori  dopo  soli  5’  di  complessi   ragionamenL  legalis.ci  e  lezioni  sui   massimi  sistemi,  di  fronte  ai  quali  i   nostri  lavoratori  crollavano  devasta.  di   noia  e  disinteresse.   —  Così  mi  sono  armata  di  pazienza  e  di   studio,  e  ho  iniziato  a  erogare  io  la   formazione  che  prima  approvvigionavo   da  fuori,  realizzando  intervenL   formaLvi  dove  i  partecipanL   riconoscevano  il  loro  lavoro,  i  rischi  e  i   pericoli  presenL  nelle  loro  condizioni   operaLve  quoLdiane.    
  • 144. d.ssa  Diana  Tedoldi  –  Consulenza  &  Formazione   —  I  miei  interven.  forma.vi  sono  svol.  con  professionalità  ma  con  un   linguaggio  adaNo  ai  partecipan.  (dai  dirigen.  agli  operai).   —  Realizzo  intervenL  di   formazione  su  misura,   interadvi,  della  massima   efficacia  ed  efficienza.   Anche  con  un  tempo   limitato    i  vostri  lavoratori   potranno  essere  ingaggiaL   in  interessanL  spiegazioni   circa  i  rischi  per  la  salute  e   sicurezza!   Miao!
  • 145. d.ssa  Diana  Tedoldi  –  Consulenza  &  Formazione   —  Cellulare  347  4664415   —  Mail:  dianatedoldi@gmail.com     —  Profilo  LinkedIN:   hNp://www.linkedin.com/dianatedoldi     Scopri  di  più  su  di  me:   —  Personal  Branding:  www.i-­‐nature.it     —  Team  building:  www.drumpower.net   —  Incarichi  in  qualità  di  consulente   organizzazione  e  sicurezza  aNualmente   in  corso  presso  www.alumat.it,   www.almax-­‐mori.it    
  • 146. Credits   —  Questa  presentazione  ha  lo  scopo  di  veicolare  contenu.   forma.vi    belli  e  comple.  in  materia  di  sicurezza,  non  è  in   vendita  e  non  nasce  per  scopi  commerciali.   —  Se  abbiamo  u.lizzato  materiali  informa.vi  o  fotografici  in   modo  tale  per  cui  qualcuno  ri.ene  lesi  i  propri  diriS  non   ha  che  da  scrivermi  e  provvederò  subito  a  correggere   come  richiesto!   —  Grazie  per  la  collaborazione  e  buona  sicurezza  a  tuS!     148 Corso  di  formazione  “Salute  e  sicurezza  sul  lavoro  –  Parte  generale    -­‐  Corso  per  PreposL"  

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