Forme e gradi di apertura dei dati: i nuovi alfabeti dell’Open Biblio tra scienza e società

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Presentazione al Convegno Nazionale delle Stelline 2012
I nuovi alfabeti della biblioteca, Milano, Palazzo delle Stelline, 16 marzo 2012.

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  • Open Source: riguarda le licenze di distribuzione di programmi e applicazioni.
    Open Content: facilmente confondibile con l'Open Data, ma mentre l'Open Data concentra l'attenzione alla ricerca scientifica e ai dati che le competono, l'Open Content si rivolge alla creatività delle opere.
    Open Knowledge: si ispira all'Open Content e mira alla "diffusione della conoscenza con le seguenti caratteristiche: libera (di proprietà di ogni essere umano), accessibile (raggiungibile da ogni essere umano), comprensibile (presentata nel modo più semplice possibile, e attraverso la definizione esaustiva di ogni significato coinvolto), universale (accessibile in ogni lingua)" 
    Open Access: riguarda la comunicazione scientifica e si concretizza nella disponibilità dei contenuti digitali online, articoli di riviste, ricerche svolte in campo accademico, consentendone la pubblicazione e l'accesso/utilizzo gratuito.
    Open Learning: nuovo movimento per una didattica a distanza Open (a vari livelli): piattaforme (Moodle), contenuti … Khan Academy… modalità collaborative …Open Educational Resources (OED)
    Open Library: consistente in progetti che mirano a creare pagine web per ogni libro pubblicato, permettendo l'accesso libero all'opera, la condivisione, la diffusione della stessa. Nello specifico l'Open Library Project nasce da Internet Archive, in collaborazione con la California State Library e la Kahle Austin Foundation.
    OpenBibliographic Data: sotto-insieme di OpenData
    Open Bibliography in science, technology and medicine (STM) è una combinazione di strumenti Open Source, specifiche tecniche Open e Open bibliographic data. Usa   BibJSON, un formato di dati a struttura testuale semplice (BibTex, Dublin Core, PRISM e JSON)
    Open Linked Data (LOD): affinchè i dati siano realmente <open> devono essere anche tecnicamente <connettibili>
  • Uno studio recente, pubblicato su ArXiv.org con il titolo “Linking toData - Effect on Citation Rates in Astronomy”, si propone diverificare il livello citazionale di articoli che contengono uncollegamento ai dati a cui fanno riferimento rispetto ad articoli cheinvece non citano direttamente anche i dati primari della ricerca.Come sottolineato dagli autori la questione, oltre ad essereinteressante da un punto di vista puramente accademico, è rilevanteper il miglioramento e per la diffusione della scienza: lacondivisione dei dati, infatti, consente di verificare gli esperimentie di fare nuove scoperte su dati d’archivio, e il fatto che gliarticoli correlati dai dati siano più citati rende il circolo ancorapiù virtuoso. Nonostante gli evidenti benefici della condivisione deidati della ricerca, la pratica non è così diffusa: spesso mancano nonsolo la volontà, ma anche gli strumenti per collegare i dati allepubblicazioni.Il case study si riferisce ad articoli pubblicati nel campodell’astronomia, ma non è da dubitare che, se condotto su altrediscipline, possa portare a risultati uguali o migliori.Il paper può essere letto a partire da arXiv:1111.3618v1
  • Il Comune di Firenze ha da tempo avviato un percorso di condivisione dei propri progetti con la cittadinanza, mediante la metafora dei 100 luoghi, ed ha inoltre portato avanti dal 2006 un processo di razionalizzazione e bonifica del proprio patrimonio informativo. Seguendo la metodologia tipica dell'Open government, si pubblica in questa sezione un primo elenco di dataset che sono resi disponibili in formati aperti ed utilizzabili dalle comunità legate al mondo degli Open Data.
    Attenzione: I dataset pubblicati in questa sezione sono pensati per essere utilizzati da professionisti del mondo GIS (sistemi informativi geografici), da sviluppatori software e da esperti in elaborazione dati.I dati ad esclusivo scopo informativo sono consultabili negli altri canali della rete civica, come ad esempio ToGo per le informazioni sulla mobilità ,Trova Firenze per i punti di interesse su mappa o l'Ufficio Statistica
  • CERN Library Publishes Its Book Catalog as Open Data
    Librarians are, in general, very favorable to the principles of Open Access. But surprisingly few libraries have so far set free the data they produce themselves. As one of the first scientific libraries in the world, the CERN Library now offers the bibliographic book records, held in its library catalog, to be freely downloaded by any third party. The records are provided under the Public Domain Data License, a license that permits colleagues around the world to reuse and upgrade the data for any purpose.
    Jens Vigen, head of the CERN Library, says: "Books should only be catalogued once. Currently the public purse pays for having the same book catalogued over and over again. Librarians should act as they preach: data sets created through public funding should be made freely available to anyone interested. Open Access is natural for us, here at CERN we believe in openness and reuse. There is a tremendous potential. By getting academic libraries worldwide involved in this movement, it will lead to a natural atmosphere of sharing and reusing bibliographic data in a rich landscape of so-called mash-up services, where most of the actors who will be involved, both among the users and the providers, will not even be library users or librarians. Our action is made in the spirit of the Berlin Declaration on Open Access to Knowledge in the Sciences and Humanities; bibliographic data belongs to the cultural heritage. All other signatories should align their policy accordingly."
    The data of CERN Library will be used by the Open Library Project (http://openlibrary.org) to provide a webpage for every book and to allow users to add content, such as tables of contents, classifications, and summaries.
    For massive reuse of data, the data will be provided soon by an open Z39.50, SRU, and OAI interface via biblios.net (http://biblios.net), a repository of open bibliographic data.
    The whole data set can be downloaded from http://cern.ch/bookdata.
    The press announcement is accompanied by a YouTube video that can be found at:
    www.youtube.com/watch?v=-CSmieTXbsk.
  • Il concetto di Open Bibliography nella scienza, tecnologia e medicina (STM) è introdotto come una combinazione di strumenti OpenSource, di specifiche aperte e di dati bibliografici aperti. Vedi lavoro di Richard Jones, Mark MacGillivray, Peter Murray-Rust, Jim Pitman, Peter Sefton, Ben O’Steen  and William Waites, Open Bibliography for Science, Technology, and Medicine
    Pubblicato su JOURNAL OF CHEMINFORMATICS. Volume 3, Number 1, 47, DOI: 10.1186/1758-2946-3-47
    http://www.springerlink.com/content/g1630211473255n4/
  • L'ambiente sociale di un individuo è costituito dalle condizioni di vita e di lavoro, dal livello di reddito, dal grado d'istruzione e dalla comunità di cui fa parte. Tutti questi elementi esercitano un forte impatto sulla salute. La grande diversità di ambienti sociali esistente in Europa contribuisce ad aumentare le disparità sul piano della salute. Aspettativa di vita e diffusione delle malattie variano notevolmente tra ricchi e poveri, persone più o meno istruite, operai e professionisti.
    Per migliorare l'ambiente sociale sono state avviate diverse iniziative comunitarie.
  • Forme e gradi di apertura dei dati: i nuovi alfabeti dell’Open Biblio tra scienza e società

    1. 1. Forme e gradi di apertura dei dati: i nuovi alfabeti dell’Open Biblio tra scienza e società Antonella De Robbio Coordinatore delle biblioteche del Polo Giuridico Università degli Studi di Padova Milano, Palazzo delle Stelline, 16 marzo 2012 Linguaggi e strumenti
    2. 2. Open Data? • A differenza di quanto accade per i movimenti Open Access o Open Source, per i quali sono state formulate definizioni incluse in dichiarazioni condivise a livello internazionale e che – per certi versi - sono entrate ormai nel linguaggio comune, per l'Open Data non vi è ancora un accordo generale nella definizione del termine. • Open Data Commons è il più giovane tra i movimenti, e gli stessi strumenti legali che vi ruotano attorno hanno appena iniziato il confronto tra differenti legislazioni e differenti assetti normativi • Al pari di altre filosofie "open", si propone l'obiettivo di rendere immediatamente "accessibili a chiunque i dati primari della ricerca, senza limitazione di copyright, brevetti o altri meccanismi di controllo". • Una buona definizione di partenza di cosa siano l'Open Data, l'Open Content, e l'Open Information è stata formulata dall'Open Knowledge Foundation
    3. 3. Il movimento Open Data • I dati appartengono al genere umano. Esempi tipici sono i genomi, i dati sugli organismi per la scienza medica, dati ambientali e meteorologici, ecc. • I dati prodotti dalla pubblica amministrazione, in quanto finanziati da denaro pubblico, devono ritornare ai contribuenti, e alla comunità in generale, sotto forma di dati aperti e universalmente disponibili • I dati sul’impatto ambientale • Restrizioni sui dati e sul loro riutilizzo limitano lo sviluppo della comunità • I dati sono necessari per agevolare l'esecuzione di comuni attività umane (ad esempio i dati cartografici, le istituzioni pubbliche, ecc.) • In campo scientifico il tasso di scoperta è accelerato da un migliore accesso ai dati, in particolare in biomedicina
    4. 4. I tre settori dell’Open Data Raw data = dati grezzi Riuso… dati aggregati nano-pubblicazioni Dati aperti nel settore dell’informazione pubblica OpenGovernment OpenScience Grafici, tabelle, strutture molecolari, foto di proteine, Immagini scientifiche, informazioni fattuali, dati e info supplementari che si annidano dentro gli articoli scientifici annotazioni OpenBiblio Geografici, ambientali, Demografici, elettorali, Finanziari, enti locali, Leggi, norme, sociali, Dati sicurezza… Open Bibliographic Data Open bibliography Dati e Metadati Cataloghi e MetaOPAC Open Schemi di classificazione Database Open OpenRepository (IR e disciplinari) Bibliografie aperte (BibJSON)
    5. 5. Nel 2007 l’European Science Foundation e la Deutsche Forschungsgemeinschaft nell’ambito del Berlin5 tenutosi a Padova, organizzarono il workshop ''Shared Responsibilities in Sharing Research Data'', con lo scopo di aumentare la consapevolezza riguardo all'accesso aperto ai dati della ricerca e ad aprire un forum di discussione per le potenziali aree di cooperazione.
    6. 6. « Numerosi scienziati hanno sottolineato con ironia che proprio nel momento storico in cui disponiamo delle tecnologie per consentire la disponibilità dei dati scientifici a livello globale e dei sistemi di distribuzione che ci consentirebbero di ampliare la collaborazione e accelerare il ritmo e la profondità della scoperte... siamo occupati e bloccare i dati e a prevenire l'uso di tecnologie avanzate che avrebbero un forte impatto sulla diffusione della conoscenza. » [dichiarazione di John Wilbanks] Protocollo metodologia per creare degli E’ fortemente raccomandato l’impiego delle licenze PDDL strumenti legali e CCZero quando si impiegano dati che sono di pubblico che consentano la dominio e che sono alla base della scienza pubblica. riutilizzazione dei Assicurarsi inoltre la compatibilità con il dati primari Protocollo per l’implementazione dell’accesso aperto ai dati ricerca e per della di Science Commons e la Open Knowledge/Data garantirne Definition. l'interoperabilità.
    7. 7. OpenData & LinkedOpenData • • • • • Un aspetto strettamente correlato al movimento Open Data è la parte relativa al progetto Linked Open Data (LOD), del W3C il quale ha lo scopo di mettere in web open dataset in modo interoperabile I dati LOD sono un aspetto del web semantico. Il termine dati collegati è usato per descrivere un metodo di esporre, condividere e connettere dati attraverso URI differenziabili. I dati usano il modello RDF impostando link RDF tra i dati provenienti da differenti risorse, al di là dei “profile” o di standard specifici. In sostanza quando parliamo di dati aperti, – da una parte c'è la questione legata alla filosofia, ai principi, alle correlazioni con il resto delle sfere "open“ (open source, open content, open library, open knowledge, ...) e quindi alle questioni squisitamente legate alla proprietà intellettuale; – dall'altra la questione legata all'interoperabilità e quindi LODe (vedi raccomandazioni FAO).
    8. 8. Open Metadata Handbook/Recommendations By Primavera de Filippi http://en.wikibooks.org/w/index.php?title=Open_Metadata_Handbook/Recommendations
    9. 9. • Il Digital Curation Centre (http://www.dcc.ac.uk/) ha pubblicato Cite Datasets and Link to Publications, guida che illustra come creare collegamenti tra le pubblicazioni di ricerca e i dati su cui si basano, così da rendere possibile la localizzazione dei dataset per chi legge un articolo, e viceversa. • La guida fornisce inoltre esempi pratici sull’argomento, sulle problematiche che si possono presentare e sulle modalità per superare eventuali ostacoli. la guida sarà di sicuro interesse per i ricercatori, per chi si occupa di linked data e per i gestori di archivi di dati.
    10. 10. Esempi di dati aperti nel settore dell’informazione pubblica • • • • • • • • • • • • • • • • Dati geografici (mappe geografiche, stradali, geologiche, dati sui movimenti sismici, utilizzo del territorio, …) Dati ambientali (atmosferici, climatici, inquinamento,…) Dati sul trasporto locale Dati demografici (dati sui censimenti, popolazione, dati migratori…) Dati elettorali Dati sulla produzione e sul consumo energetici Dati finanziari (di bilancio) e tributari (redditi e tasse) Dati economici e delle attività degli enti locali (primo Comune italiano: Firenze - ottobre 2011 - ha rilasciato numerosi set di dati) Dati sui beni immobili (catastali) Dati utili per la salute pubblica (dati aggregati) Dati sullo stato dell’educazione Dati per la gestione e smaltimento Dati sulla gestione delle acque Dati sulla sicurezza pubblica Dati di fonte e documentazione pubblica (legislazione, giurisprudenza) …
    11. 11. Dati aperti per società aperte • Perché i dati sono importanti e perché è importante che siano aperti: – i dati pubblici sono realmente utili laddove essi sono grezzi, davvero aperti e connessi – i dati grezzi (raw data) sono un terreno fertile che crea ricchezza • La natura dei dati: – definizione di open/linked data raw • Education to Open Data, or Open Data for Education? – il valore di avere dati aperti per la ricerca da una parte e nel sistema pubblico crea un valore educativo a tutto campo • • Open data per ristrutturare i sistemi di governo Il valore economico (esterno e interno) risiede nell’apertura dei dati – studio McKinsey sui paesi UE ha calcolato che gli Open Data potrebbero abbattere i costi della pubblica amministrazione del 20% creando valore fino a 300 miliardi di euro in dieci anni tra riduzione di inefficienze, maggiori introiti fiscali e maggiore produttività.
    12. 12. Open data come misura per il rilancio dell’economia Una ricerca realizzata dalla Scuola sant’Anna di Pisa propone sette linee di azione per impostare correttamente un “governo” dei dati aperti 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. definire chiaramente e spiegare sia il concetto di open data che di public data mantenere separate le questioni politiche da quelle economiche distinguere tra dati esistenti e dati futuri imporre licenze appropriate educare la cittadinanza alla comprensione ed all’uso dei dati focalizzarsi su questioni locali e specifiche al fine di suscitare l’interesse per l’Open Data coinvolgendo ONG, enti di beneficenza ed associazioni imprenditoriali Ma perché molti dati pubblici non sono ancora aperti???
    13. 13. Open Government Data Poster Cittadinanza attiva http://www.lifesized.net/
    14. 14. Il Kenya è la prima nazione tra i paesi in via di sviluppo nel sud del mondo ad aprire una piattaforma di open data dove condivide informazioni su 6 temi: istruzione, energia, salute, popolazione, povertà, risorse idriche e servizi igienici. Le tabelle più scaricate riguardano la povertà per provincia e la spesa pubblica. Nella home page ha una mappa che mostra le 47 contee della nazione. Nell’area community segnala già le prime applicazioni sviluppate a partire dagli open data. Per esempio, Huduma è uno spazio dove i cittadini possono dare voce alle loro richieste per avere accesso alle infrastrutture di base, aiutati da una visualizzazione delle risorse disponibili nelle aree vicine. Msema Kweli sarà un’applicazione per cellulari che permetterà di vedere i piccoli progetti in fase di realizzazione sul campo che altrimenti è difficile raggiungere da una singola finestra di accesso.
    15. 15. Il valore dei dati risiede nella rinuncia ai diritti di proprietà • Poiché determinare quale porzione dei nostri dati è fattuale e quale porzione è reinterpretata, una risposta alla domanda se sia opportuna la protezione tramite il copyright è perciò ardua • Una scuola di pensiero crede che sia probabilmente meglio rinunciare a tutti i diritti di proprietà sui dati. Significa offrire il proprio lavoro nel pubblico dominio. • Questo modello presuppone l’uso di una licenza • CC0 1.0 Universal (CC0 1.0) Public Domain Dedication • Public Domain Dedication and License (PDDL) — “Public Domain for data/databases”
    16. 16. Quali licenze? Creative Commons (CC) Open Data Commons (ODC) Open Government Licence (OGL) Public Domain (PD) Open data: a brief introduction by Maurizio Napolitano (OKFN.org)
    17. 17. Le quattro licenze di Open Data Commons OpenArt London OCLC catalogo WorldCat Progetto OpenStreetMap catalogo CERN, Europeana BritishLibrary – OpenLibrary Immagine tratta dalle slide di Maurizio Napolitano http://www.slideshare.net/napo/licenze-opendata
    18. 18. OCLC ha preferito orientarsi su questa licenza ODC-BY, una via di mezzo tra la licenza Open Database License (ODC-ODbL) - Attribution Share-Alike for data/databases, più restrittiva anche in termini di interoperabilità, e le licenze di pubblico dominio come la PDDL o la CC0 sulle quali OCLC nutre parecchie riserve.
    19. 19. Nel caso di OpenStreetMap gli autori concedono i dati con licenza Open Database License (ODbL) (pubblico dominio). http://de.straba.us/wp-content/uploads/2012/02/odata_ecosystem2.jpg
    20. 20. Il W3C Incubator Group, attivo da maggio 2010 ad agosto 2011, ha rilasciato il Library Linked Data Incubator Group Final Report. Obiettivo del gruppo è stato aumentare l’interoperabilità dei dati delle biblioteche sul web, mettendo assieme persone interessate alle attività sul web semantico nella comunità bibliotecaria e oltre, basandosi su iniziative esistenti e identificando possibilità future di collaborazione. Le raccomandazioni contenute nel report sono le seguenti: •I responsabili dei dati bibliotecari devono identificare i set di dati idonei ad essere esposti come Linked Data e promuovere la discussione su open data e diritti connessi; •Chi si occupa di standard per le biblioteche deve promuovere la partecipazione delle biblioteche alle discussioni sul web semantico e la sua standardizzazione, sviluppare standard compatibili con i linked data, e diffondere buone pratiche per incentivare le biblioteche a muoversi in direzione dei LD. •Bibliotecari e archivisti conservano i set di elementi LD e applicano l’esperienza delle biblioteche nella cura e nella conservazione a lungo termine dei set di dati LD.
    21. 21. L'Open Metadata Handbook e un'iniziativa lanciata dal Public Domain e dall'Open Bibiographica Working Group dell'OKF
    22. 22. http://ec.europa.eu/information_society/policy/psi/docs/pdfs/directive_proposal/2012/open_data.pdf Commissione europea: comunicato stampa Trasformare in oro i dati delle amministrazioni pubbliche Strategia EU 2020: Open data An engine for innovation, growth and transparent governance
    23. 23. "Data is the new oil? No. Data is the new soil" [David McCandless @ #TED] http://richard.cyganiak.de/2007/10/lod/lod-datasets_2010-09-22_colored.html

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