Maria, icona biblica della carità
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Nella vita di Maria, la virtù della carità diventa il respiro della sua vocazione come madre di Dio-Amore. Questo articolo approfondisce il tema della carità nella vita della Vergine Maria, ...

Nella vita di Maria, la virtù della carità diventa il respiro della sua vocazione come madre di Dio-Amore. Questo articolo approfondisce il tema della carità nella vita della Vergine Maria, basandosi su alcuni brani del Nuovo Testamento. Denis S. Kulandaisamy

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    Maria, icona biblica della carità Maria, icona biblica della carità Document Transcript

    • Denis Kulandaisamy Maria icona biblica della carità1Introduzione «Dio è amore» (1 Gv 4,16). Questo amore infinito di Dio si manifesta nella storia umananell’evento supremo dell’incarnazione del Suo figlio. In questo evento sublime, Dio si fa carne nelgrembo di una donna di nome «Maria», colei che occupa un posto centrale della storia dell’umanità.Maria lo merita perchè ha creduto nell’amore di Dio e si è fidata del suo promesso. In questo eventocentrale centrale della storia dellla salvezza, l’Agape si incarna in Maria (Mt 1,18-25; Lc 2, 1-7; Gv1,14). Maria diventa la Madre di Dio che è amore. Maria maifesta il suo amore, non solo al misterodell’incarnazione, ma anche nella vita pubblica di Gesù, sino alla fine della vita del suo filgio,stando ai piedi della Croce (Gv 19, 25-27). Lo stesso amore ci viene trasmesso anche oggi per la suaintercessione presso il suo figlio. Maria è la donna che sa amare e sa trasmettere l’amore eccelso delsuo figlio a tutta l’umanità.Maria, donna che ama Nell’Enciclica Deus caritas est di Benedetto XVI, dedicata espressamente alla carità, Mariaviene presentata come «una donna che ama».2 Il Pontefice, nella sua enciclica, ci fa un forterichiamo alla virtù della carità. Ci fa capire come Maria non può essere che una donna che ama e ciriporta all’amore trinitario come fonte e a quello di Cristo come dono e servizio. Essendo intimamente penetrata dalla Parola di Dio, ella può diventare madre della Parola incarnata. Infine Maria è una donna che ama. Come potrebbe essere diversamente? In quanto credente che nella fede pensa con i pensieri di Dio e vuole con la volonta di Dio, ella non può essere che una donna che ama.3Secondo il Pontefice, l’amore di Maria è dunque il pensare e il volere secondo Dio. Gli autori delNuovo Testamento ci presentano Maria, madre di Dio, come colei che ama Dio e l’umanità. Maria èper eccellenza la donna della virtù della carità.L’amore di Maria testimoniato dai Vangeli1 Questo articolo è stato pubblicato in: Santa Maria “Regina Martyrum” XII (2009), No. 1, pp. 3-9.2 BENEDETTO XVI, Deus caritas est, n. 41, in Insegnamenti di Benedetto XVI, I (2005/aprile–dicembre), 1123.3 Ibid.
    • La carità che Maria pratica nella sua vita si basa sulla fiducia nella Parola di Dio. Si nota cheil Papa nello descrivere la virtù della carità nella vita di Vergine Maria, ripercorre i noti testi dellaSacra Scrittura. Maria porta nel suo grembo «la Parola» che è Gesù Cristo. Il sommo Pontefice,scrive nella sua enciclica che « lei [Maria] nella Parola di Dio è veramente a casa sua, ne esce e virientra con naturalezza. Ella parla e pensa con la Parola di Dio; la Parola di Dio diventa parola sua,e la sua parola nacse dalla Parola di Dio».4 Infatti, c’è una legame sterttissimo e inseparabile fraMaria e la Parola di Dio. Gli evangelisti la descrivono come una donna che ama Dio e una donna diServizio. In questo articolo, vogliamo approfondire il tema della carità nella vita di Vergine Mariain alcuni passi noti del Nuovo Testamento.Maria si fida dell’amore donato (Lc 1,26-38) Nell’annunciazione, Maria viene chiamato kecharitôménê (piena di charis, di grazia).Questo saluto dell’angelo Gabriele fa evidente che è l’amore di Dio che l’ha fatta ricolma di grazia.E’ un amore gratuitamente donato a Maria. O. Da spinetoli scrive che « l’espressione «il Signore ècon te» [...] indica la protezione, l’assistenza che Dio accorda ai suoi inviati e ora a Maria, in vistadei futuri compiti che sono destinati ad assolvere».5 Il evangelista Luca mette in risalto i «privilegi»di Maria, sopratutto l’amore di Dio verso Maria che è chiamata a collaborare nel piano di salvezza. Davanti alle parole dell’angelo, Maria rimane turbata (v. 29), ma non ha alcun dubbio dellaprovvidenza di Dio e del Suo amore. «Maria crede alla possibilità dell’impossibile. La sua passioneper l’esistente si completa con la passione per il possibile. [...] la fede di Maria si esprime come unesplorare le frontiere del possibile, seguendo i passi di un amore onnipotente».6 Maria crede ad unamore che fa vivere, «che scaccia il timore» (1Gv 4,18). [...] Si fida dell’amore gratuito di Dio sinoa credere all’impossibile. Per cui, ella ha potuto rispondere: «Ecco la serva del signore, avvenga dime secondo la tua parola» ( v. 38). Questa fede di Maria in un Dio che è amore, le concede ilprivilegio di concepire il figlio di Dio nel suo grembo. Così ella diventa la madre del Messia e ladonna prediletta di Dio. Questo atto di fidarsi di Maria nell’amore gratuito di Dio che si è espressodall’angelo Gabriele, apre la strada verso un futuro che porterà il Messia in mezzo a noi, la piena4 Ibid.5 O. DE SPINETOLI, Luca, Collana Commenti e Studi Biblici, Assisi 1982, 70-71.6 E.M. RONCHI, «La Vergine di Nazareth: Colei che ha creduto al’amore», in E.M. TONIOLO, Maria testimone e Servadi Dio-Amore, Fine d’anno con Maria 27, Roma 2007, 68-69.
    • espressione dell’amore di Dio Padre. «Ella [Maria] è così, per noi, la Madre di ogni umanoconsenso. Il suo ruolo nella storia della salvezza è unico e indispensabile ».7 «Maria testimonia l’amore di Dio perché tipico di chi chi ama è fare spazio alla personaamata, favorirla, porla in evidenza, assicurarle il primo posto».8 Così Maria offre se stesso a Diocome una espressione migliore del suo amore, per portare avanti il piano di salvezza. Il suo amoreverso Dio e l’umanità è il fondamento della sua risposta positiva nel momento dell’annunciazione.Visitazione (Lc 1,39-45) E’ un gioello questo piccolo racconto dell’incontro dei due madri. L’evangelista Luca diceche Maria si mise in viaggio in fretta (v. 39). Alcuni biblisti lo traducono: «si mise in cammino consollecitudine». Fare una visita è un atto di carità. Perchè Maria si affretta verso il paese diElisabetta? Il motivo più alto dell’afrettarsi di Maria è il motivo della carità sopranaturale. Lo zeloper servire la sua cugina, la spinge ad andar in fretta. Il cuore di Maria è sempre orientata a serviregli altri che sono in bisogno. In questo incontro di queste due madri, si manifesta qualcosa diestraordinario che ci lascia trasportare dalla fantasia. E’ un incotro d’amore. Da parte di Maria, è unincontro in cui ella compie un servizio di carità che si culmina con il canto del Magnificat. Benedetto XVI parla di Maria in riferimento al suo servizio di carita: «Nel Vangelo di Luca– egli scrive - la troviamo impegnata in un servizio di carità alla cugina Elisabetta, presso la qualeresta “circa tre mesi” (1,56) per asisterla nella fase terminale della gravidanza».9 M.G. Masciarellicommenta queste parole del Pontefice e mette in rilievo il servizio caritevole di Maria: È un icona quella che il Papa pone dinanzi agli occhi credenti, prima di ogni altra considerazione che sviluppa in seguito. I tratti dell’icona sono: itineranza, presenza, lentezza, cura della vita nascente. Maria anzitutto ha lasciato la sua casa per rendere un «uservizio di carità» dove c’è bisogno. È un trato distintivo dell’amore: l’intraprendenza, il lasciare e l’andare: questo perché l’amore è estroverso, è espansivo, mentre chiama al decentramento da se stessi. Maria, dimenticando le sue cose, esce dalla sua casa e va alla casa di Elisabetta per soccorrerla. La visita a lei non consuma il suo senso nell’ambito di un gsto particolare di carità, ma assurge a valore simbolico. Quella visita è solo un’occasione in cui si manifesta e si esplicita lo stile caritativo della Vergine che si pone come tipo nell’esercizio della virtù, il punto prospettico della sua esistenza.107 Lettera pastorale di Vescovi della Svizzera su «La beata Vergine Maria nella storia della salvezza» (cfr. Marianum36 [1974] 367).8 M.G. MASCIARELLI, «La vergine Maria nell’enciclica «Deus caritas est» e nel contesto del magistero di BenedettoXVI», in E.M. TONIOLO (a cura di), Maria testimone e Serva di Dio-Amore, Fine d’anno con Maria 27, Roma 2007, 27.9 BENEDETTO XVI, Deus caritas est, n. 41.10 M.G. MASCIARELLI, art. cit., 27.
    • Il Magnificat (Lc 1,46-56) Cantando il Magnificat, Maria riconsoce il suo amore per lei e rende lode a Dio. «Il punto dipartenza è la gioia messianica che ha invaso l’animo di Maria e di quanti con lei attendono lasalvezza (vv. 46-48 cfr. 1,28), ma il fatto più importante è che è communicata agli ultimi della scalasociale».11 L’anima di Maria esulta Dio per le cose meravigliose che il Signore ha fato in lei e nellacasa di Israele. Questo lode incessante di Maria è più che un ringraziamento che viene dal suocuore, riconoscendo pienamente l’amore eterno di Dio. È una preghiera di Maria che esprime il suoamore per Dio-Salvatore. Come osserva A. Valentini, il Magnificat «non si tratta di semplicesguardo o di pura benevolenza, ma di coinvolgimento diretto e attivo; [...] tale interventodi Dioscatturisce dalla sua misericordia nei confronti della «doúlê», ma ancor più dalla sua santità».12 Nel cantico di Magnificat, Maria dischiude la bontà infinita di Dio e il suo amore per ipoveri ed umili. Maria che rappresenta la comunità cristiana, si identifica con i poveri. GiovanniPaolo II mette in rilievo questo aspetto del canto del magnificat: Il suo amore di preferenza per i poveri è iscritto mirabilmente nel Magnificat di Maria. Il Dio dell’Alleanza, cantato [...] dalla Vergine di Nzaret, è insieme colui che “rovescia i potenti dai troni e innalza gli umili, [...] ricolma di beni gli affamati e rimanda i richi a mani vuote, [...] disperde i superbi [...] e conserva la sua misericordia per coloro che lo temono”. Maria è profondamente permeata dello spirio dei “poveri del Signore” [...]. Attingendo dal cuore di Maria, dalla profondità della sua fede, espressa nelle parole del Magnificat, la Chiesa rinnova sempre meglio in sé la consapevolezza che non si può separare la verità suDio che salva [...] dalla manifestazione del suo amore di preferenza per i poveri e gli umili, il quale, cantato nel Magnificat, si trova poi espresso nelle parole e nelle opere di 13 Gesù.Maria, si identifica con i poveri. Questa sua identificazione è un indizio (segno) della sua umiltà.Questa virtù dell’umiltà è la forma con cui Maria «accetta di essere trascurata nel periodo dellavitapubblica di Gesù, sapendo che il Figlio deve fondare una nuova famiglia e ce l’ora della Madrearriverà soltanto nel momento della croce, che sarà la vera ora di Gesù (cfr Gv 2,4; 13,1».14Spiegando questo aspetto, M.G. Masciarelli dice, «Maria ha fatto coincidere le due virtù: l’amorel’ha portataad essere umile; l’umiltà l’ha portata ad amare».1511 O. DE SPINETOLI, Luca, cit., 86.12 A. VALENTINI, «Il Magnificat (Lc 1,46b-55)», in Maria di Nazaret nella Bibbia, Dizionario di Spiritualità Biblico-Patristica 40, Roma 2005, 222.13 GIOVANNI PAOLO II, Redemptoris Mater, n. 37.14 BENEDETTO XVI, Deus caritas est, n. 41.15 M.G. MASCIARELLI, art. cit., 34.
    • L’amore di Maria nell’Ora di Cana (Gv 2,1-12) L’unico evangelista che narra questo evento del nozze di Cana è Giovanni. Il vocabolariodel quarto vangelo è noto per il suo significato duplice e a volte anche molteplice. Il vangelo diGiovanni è rico e denso di significati teologici. Questo brano Gv 2,1-12 ha un ruoloimportantissimo nella struttura del quarto evangelo e anche offre una chiave di lettura per capire ilpiano narrativo dell’evangelista. La prima ad essere menzionata è la madre di Gesù. Nel v. 4 Gesù la chiama ‘donna’. “Lostesso fenomeno si ripete in Gv 19,25.26, cioè nella scena del Calvario. Questa funge da grandeinclusione con quella di Cana”.16 Si nota che Giovanni non menziona mai il nome di Maria nel suovangelo. Queste due episodi sono tra loro strettamente legati e si illuminano l’un l’altro. Mariaviene presentata sempre con questa espressione “madre di Gesù”. A. Serra commenta che“evidentemente, più che al nome proprio della Vergine («Maria»), l’evangelista è interessato alruolo che le compete, significato dai titoli: «madre di Gesù» e «Donna»”.17 Quando viene a mancare il vino, Maria si preoccupa e richiama l’attenzione del suo figliosulla situazione di disagio. Maria interviene con delicata premura e con ammirevole discrezione. Inquesto racconto delle nozze di Cana, vogliamo puntare nostro sguardo su un aspetto moltoimportante, quale «l’attenzione di Maria nell’Ora di Cana».18 L’attenzione di Maria alle nozze diCana dimostra il suo amore verso gli sposi. Commentando su questo brano (Gv 2,1-12), E.M.Ronchi dice: «[Maria] crede nell’amore umano come benedizione divina [...], Crede a un amore chesi prende cura [...], Crede nella polifoniadell’amore [...], Crede all’amore come primo luogo dievangelizzazione».19 Il ruolo che Maria gioca nelle nozze di Cana, non solo come una madre che prende cura deisuoi figli, ma anche come una donna attenta ai bisogni degli altri e come una donna attenta nelledifficoltà e disagi dele persone. Questo racconto delle nozze di Cana, Maria funge da un esempiopar eccellenza per l’attenzione, la sensibilità e l’amore verso l’altro.16 A. SERRA, Maria a Cana e presso la croce, Roma 31991, 55.17 Ibid.18 Cfr. M.G. MASCIARELLI, art. cit., 32-33.19 E.M. RONCHI, «La Vergine di Nazareth: Ceolei che ha creduto all’amore», in E.M. TONIOLO (a cura di), MariaTestimone e Serva di Dio-Amore, cit., 72-75.
    • La più grande prova d’amore (Gv 19, 25-27) L’evangelista Giovanni diferisce dai sinottici nel ricordare la madre di Gesù ai piedi dellacroce. Questo brano ha un legame stretto con Gv 2,1-12. Queste due racconti (Gv 2,1-12 e Gv19,25-27) fungono da un inclusione. In tutte e due racconti, madre di Gesù appare. In queste dueracconti, madre di Gesù, viene chiamata «Donna» (cfr. Gv 2,4; Gv 19,26). L’ora a cui Gesù siriferisce nella nozze di Cana (Gv 2,4) compie in Gv 19,25-27. È da notare che Madre di Gesù, èpresente all’inizio e anche alla fine della vita pubblica di Gesù. In tute e due occasioni, Madre diGesù, viene presentata come una donna attenta e partecipe del disagio e soffernza degli altri, in altreparole come una donna che ama. Vicino alla croce, Maria viene donata come Madre dei discepoli. Maria che partecipa aldolore del suo figlio, partecipa anche nei nostri dolori. Chi non ama non può soffrire per gli altri. Lasofferenza che Maria attraversava nell’offrire il suo unico figlio sulla croce è statà il culmine deisuoi dolori. Maria, da oggetto di dolore, colei che subisce la tragedia, è chiamata a diventare soggetto di dolore, a passare da un dolore soltanto subìto a una sofferenza vissuta attivamente, a prendere posizione, a riprendere in mano la vita. «Donna, ecco tuo figlio», un figlio muore ma un figlio ti è dato. La tua vocazione è, da sempre, una sola: esere madre. La tua vocazione deve prevalere sul tuo dolore. I tuoi amori valgono più della tua vita. Ecco qui un figlio, ritorna a essere madre: «l’amore conta più del dolore». Dolore di agonia e dolore di parto intrecciati insieme. Gli unici dolori che hanno senso sono quelli del parto. Invitata a credere nell’amore, amore di madre, Maria vive la sua vera pasqua: maternità ferita e risorgente. Amore ferito e moltiplicato.20Conclusione C’è sempre nella nostra vita cristiana bisogno di una maggior coscienza dela virtù dellacarità. L’apostolo San Paolo dice: «Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza ela carità; ma di tutte più grande è la carità» (1 Cor 13,13). Maria ha vissuto questa virtù della caritàfino in fondo diventa una donna esempare per eccellecnza per ogni persona cristiana. Maria prendel’attegiamento essenziale del servizio in ogni momento della sua vita ed è diventata il nostromodello sublime di carità. Per cui, siamo invitati a fissare l’attenzione su Maria, la Vergine-Madre.T.F. Osanna scrive: «Maria è vangelo vivo, modello concreto delle virtù predicate dagli Apostoli, incui ogni uomo e ogni donna può vedere che cosa significhi essere cristiano».21 Lo stesso autore faaccenno a tre atteggiamenti che i Vangeli dedicano a Maria: «la incrollabile fede; la disponibilitàcostante e totale a fare ciò che Dio vuole da lei; il dono del cuore e la risposta d’amore».20 E.M. RONCHI, art. cit., 77.21 T.F. OSANNA, «Modello evengelico», in Nuovo Dizionario di Mariologia, cit., 958.
    • In Maria, quindi, «l’amore diviene maternità senza nulla togliere alla sua realtà di figlia e disposa sia di fronte a Dio che agli uomini; i tre volti dell’amore - madre, sposa e figlia – restanoemblematici in chi cammina nelle orme di Cristo guardando Maria».22 Fissiamo il nostro guardo suMaria, donna biblica della carità, ed impariamo ad amre Dio e i nostri frateeli e sorelle.Concludiamo questa nostra riflessione e approfondimento con una preghiera, le parole del PapaBenedetto XVI: Santa Maria, Madre di Dio, tu hai donato al mondo la vera luce, Gesù, tuo Figlio – Figlio di Dio. Ti sei consegnata completamente Alla chiamata di Dio E sei così diventata sorgente della bontà che sgorga da Lui. Mostraci Gesù. Guidaci a Lui. Insegnaci a conoscerlo e ad amarlo, perché possiamo anche noi diventare capaci di vero amore ed essere sorgenti di acqua viva in mezzo a un mondo assetato.23 DENIS KULANDAISAMY, OSM Pontificia Facoltà Teologica Marianum, Viale Trenta Aprile, 6 00153 Roma, Italia denisosm@yahoo.comQuesto articolo è stato pubblicato in: Santa Maria “Regina Martyrum” XII (2009), No. 1, pp. 3-9.22 Ibid., 959.23 BENEDETTO XVI, Deus caritas est, n. 42.